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IL ROMANICO IN ITALIA MERIDIONALE La Grande varietà è data anche dai molteplici

materiali utilizzati, che dipendevano fortemente dalla


L'architettura romanica in Italia copre un periodo di disponibilità locale, dato che le importazioni erano
produzione architettonica più ampio di altri paesi molto costose.
europei, che vanno intorno alla metà dell'XI secolo
fino, in alcune regioni, a tutto il XIII secolo. Infatti, in Lombardia il materiale più utilizzato fu
il laterizio, data la natura argillosa del terreno,
Il panorama artistico è molto variegato, con in Toscana invece non sono rari gli edifici
"romanici" regionali con caratteristiche proprie, sia in marmo bianco di Carrara con inserti in marmo
per quanto riguarda le tipologie costruttive sia i serpentino verde; in Puglia venne usata il
materiali utilizzati. chiaro tufo calcareo.

A parte il caso pugliese, da Roma in giù il romanico Su esempio di questo edificio sono stati poi creati la
tende a farsi più raro e a mescolarsi con cattedrale di Bari e il Duomo di Bitonto. San Nicola di
caratteristiche di provenienza bizantina ed araba. Bari è un’opera cominciata nel 1087 e terminata alla
fine del XII secolo.
Al Sud Italia l’arte romanica si sviluppa ad esempio in
un edifico come San Nicola di Bari, che è Basilica di San Nicola di Bari
importantissimo. San Nicola di Bari è uno degli edifici
più rappresentativi dell’architettura romanica. E’ una chiesa che assume esternamente l’aspetto di
una fortezza, con una facciata a salienti (“facciata a
doppio spiovente”) chiusa lateralmente da due torri
incompiute.
Cattedrale di Troia
Tipico del gusto lombardo è la decorazione ad Qui vediamo come gli elementi romanici siano
archetti pensili che prosegue su tutto il perimetro desunti chiaramente dalla tradizione pisana, con i
della chiesa. tondi di origine armena mentre la parte superiore è
più violentemente decorativa.

Vediamo che tradizioni diverse tendono a venire


mescolati, qui in modo particolare con elementi
armeni, bizantini, nelle imposte bronzee, musulmani
nei capitelli e armeni nei tondi.

Romanico in Calabria
La Calabria è ancora decisamente orientata verso lo
stile dell’oriente bizantino, ad esempio
nella Cattolica di Stilo.

Quindi il romanico pugliese raccoglie tante e diverse


influenze che vengono però legate in maniera
estremamente personale.
E’ un edificio a schema centrale, nell’incrocio dei La Sicilia era stata infatti invasa dagli Arabi il cui
bracci ha una cupola, è un rimando decisivo ad un dominio era durato oltre due secoli, il IX e il X.
oriente antico che possiamo paragonare a San
Marco. In seguito nel 1016 arrivano i Normanni, il cui regno
dura dal 16 al 91 ed questo il periodo che coincide
Architettura romanica in Sicilia con le creazioni del Regno di Sicilia.

In Sicilia e a Palermo in particolare osserviamo che


l’architettura risente strettamente delle vicende Questi avvenimenti politici innescano nell’arte
storiche, politiche e religiose. siciliana un processo di stratificazioni culturali per
cui l’architettura Siciliana ha al suo interno apporti

greci, latini, islamici e nordici, che si innescano L’architettura civile è rappresentata da edifici in cui
all’interno di una tradizione culturale locale. la matrice araba è fortemente presente. Ricordiamo
ad esempio la Ziza a Palermo.
Il romanico siciliano risente fortemente di queste
varie influenze, anche se osserviamo che in epoche
successive si mantiene fortemente un aspetto
arabeggiante.

Nell’architettura siciliana distinguiamo un campo di


architettura sacra e una civile.
Il palazzo della Ziza è costruito in pietra locale, ha Un altro grande soffitto fatto così è nella Cappella
una forma quadrata e sorge all’interno di quello che palatina a Palermo.
un tempo era il parco reale, voluto da Re Ruggero II, Sono soffitti tipici islamici molto presenti nella
e destinato alla coltivazione di frutta e ortaggi, ma cultura araba.
utilizzato anche come riserva di caccia, ed era
un’area punteggiata da una serie di edifici
residenziali e di servizio.

In particolare la Ziza ha all’interno delle volte ad


alveoli.

La chiesa di Giovanni degli Eremiti a Palermo e anche


San Cataldo hanno sempre questa impostazione
quadrata e negli edifici religiosi hanno queste cupole
tondeggianti e sono alleggeriti esternamente da
arcate cieche.

Cappella palatina a Palermo


La cappella Palatina a Palermo si trova nel palazzo
Osserviamo che internamente è rivestita di mosaici e
dei Normanni. Viene consacrata nel 1104 e dedicata
ha questo famoso soffitto di chiara origine islamica.
ai Santi Pietro e Paolo da Re Ruggero II.
Osserviamo che è il risultato fra un impianto centrale Cattedrale di Cefalù
bizantino e lo schema basilicale latino.
Se guardiamo la Cattedrale di Cefalù vediamo che è
in chiaro stile romanico, è impostata a tre navate, ha
La zona del presbiterio è rialzata e osserviamo che dietro un elemento decorativo una facciata a salienti
lateralmente la pavimentazione ha tutto un elemento ed è fiancheggiata da due torri angolari come in San
a mosaico. I mosaici convivono con le decorazioni Nicola di Bari.
islamiche e poi una serie di vivacissimi dipinti che
raffigurano i piaceri della vita di corte.

Le torri campanarie nell’Italia Meridionale sono


sempre ai lati della chiesa come nell’Europa
settentrionale, mentre nell’Italia settentrionale e
centrale le torri campanarie sono sempre isolate.

La struttura è evidentemente romanica, se ci sono


elementi islamici sono solo decorativi, dati da questi
archetti intrecciati caratteristici dell’arte islamica, la
vediamo ripetuto anche nel Duomo di Monreale.
Anche qui osserviamo questa decorazione ad archi
intrecciati e fasce, è un edificio fondato nel 1172 da
Guglielmo II ma la costruzione si protrae oltre il
1189.

Fu comunque al Re Ruggero II che si deve la maggior


parte della ricca decorazione che troviamo ancora
oggi nelle chiese palermitane.

Poiché mancava una tradizione locale queste absidale e che è impostato su accordi cromatici di
decorazioni sono affidate molto spesso a maestri grande rilievo.
orientali che vengono affiancati a maestri locali.

Anche nel Duomo di Cefalù assistiamo ad una


collaborazione di questo tipo, ed anche nella
cappella Palatina e nella Martoriana.

Vengono chiamati maestri direttamente da Bisanzio,


affiancati a maestranze locali. Ad esempio proprio a
Cefalù un grande Cristo che si eleva nella parete

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