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IL TORCHIO E LE TORRI – Gianfranco Tortorelli

EDITORIA: attività imprenditoriale di produzione e gestione di contenuti riproducibili in serie e gestione


della loro diffusione/commercializzazione
TIPOGRAFIA: tecnologia per produrre testi stampati attraverso matrici di caratteri mobili in rilievo;
officina in cui si svolge questa attività;
disegno di caratteri tipografici, impaginazione, stampa, confezionamento del prodotto librario

Saggio 1 – Per una Storia dell’Editoria in Emilia-Romagna (saggio del 1985, ciclo di incontri sull’editoria
per la Soprintendenza dei Beni Librari e Documentari)
Dipinti di Gaetano Chierici (Reggio Emilia) – scene casalinghe dell’Otto-Novecento italiano
pittura microstorica (di genere)
si può intuire il ruolo della stampa e la presenza della letteratura nella vita del popolino
fogli di lunari appesi alle pareti – niente libri o abbecedari
Sviluppo Editoriale ma Ristagno Culturale della regione
(Aumento degli studi sulla regione in tempi recenti – recupero di cataloghi storici, aggiornamento delle metodologie)
Nell’Ottocento
In Italia (Milano; Torino; Firenze) – massimi sforzi per il rinnovamento dell’editoria; ampliamento
del pubblico di lettori
In Emilia – editoria ancorata alla tradizione tipografica;
lieve apertura alle innovazioni;
rari esempi di collaborazione tra editori intraregionali;
no accentramento quantitativo-qualitativo nel capoluogo (Bologna)
scarse sperimentazioni grafiche e tipografiche – attaccamento alla tradizione
forte inserimento/legame territoriale
ma
legame forte con l’editoria fiorentina
Paolo Galeati, Tipografo ed Editore, 1830 – 1903
Compie i primi studi ed il primo apprendistato a Imola, nella Tipografia del Seminario Vescovile, del
padre Ignazio e del socio Benacci
Ha simpatie mazziniane, vuole perfezionarsi a Firenze – il padre acconsente
1847/49 Scarabelli lo raccomanda a Le Monnier
rivalità con Gaspero Barbèra in tipografia
*raggiunge armonia architettonica nei frontespizi, pulizia della pagina, rigore nella spaziatura
anche nei lavori minori
apprende l’importanza de la semplicità grafica, la proprietà di linguaggio, la qualità del contenuto
(letterario e scientifico, tipici di L.M.)
*approfondisce la sua cultura generale con Pietro Thouar,
frequenta il gabinetto di Vieusseux
le sue simpatie politiche si spostano sul liberalismo patriottico moderato e sul casato reale di Savoia
1851 Ritorno a Imola
nell’applicare ciò che ha imparato si lamenta delle condizioni “ambientali” della sua città
Firenze – ambiente politico moderato
Emilia-Romagna – ambiente politico di contrasti estremi
problemi di concorrenza
ignorante e sleale
in forte aumento
fortemente polarizzata politicamente
problemi di clientela
poco ricambio – soprattutto operatori pubblici ed ecclesiastici
generi vari – opuscoli, regolamenti – ma praticamente lavoro di semplice stamperia
lavori ripetitivi
Gravi Problemi Economici – necessità di accettare commesse di stampa da editori di città più grandi
(Loescher)
1856 Contribuisce alla Società Operaia di Mutuo Soccorso
1870-76 Amicizia con Carducci – pubblicazione di Nuove poesie
Scontri con Zanichelli ed alcuni editori di Firenze per la pubblicazione dello Zibaldone ed altre opere di
Leopardi – vinse Le Monnier
Contatti con il Ministero della Pubblica Istruzione ma scarsità delle commesse
1874 costituzione della Lega Tipografica, tra 5 tipografie
1878 Le Monnier avvia trattative con Galeati per fargli rilevare la direzione della casa editrice fiorentina
Galeati rifiutò per: difficoltà economiche;
problemi famigliari;
forte legame storico-politico con Imola;
inizio trattative per fondare una cooperativa tipografica imolese
Galeati sempre politicamente coinvolto negli affari cittadini – attivismo tramite la tipografia
radici “umili” del patriottismo romagnolo (sostenitore della classe artigiana)
convinto della necessità di unirsi al Piemonte
affiliato della Società Nazionale (voluta da Cavour)
non approva l’egemonia clericale
stampa manifesti, volantini di propaganda…

Zanichelli – Libreria e Casa Editrice


pochi contatti con la storia della Galeati (vendita delle copie di Nuove poesie, gara d’appalto per opere
Leopardi)
1843 Nicola acquista la sua prima libreria a Modena
1859 Zanichelli inizia l’attività editoriale
1866 Trasferisce l’attività a Bologna – più viva culturalmente
1919-1925 Rileva Le Monnier
numerose librerie in varie città
non accettava sovvenzioni e si basava solo sulla concorrenzaù
stretto rapporto con il mondo universitario
ci sono poche notizie sul rapporto che la c.e. aveva con gli autori
Nicola Z. (padre fondatore), 1819-1884, (vd. saggio 2)
scelte politiche moderate – ispirato dal Piemonte liberale e soprattutto da Cavour
disponibile ad accettare opinioni diverse – catalogo vario
linea editoriale (per la letteratura) sempre legata al romanticismo risorgimentale
ispirazione democratica e laica per il suo lavoro editoriale
tentativo di creare un dialogo tra idee contrapposte – cultura come progresso nazionale
Cesare Zanichelli (figlio), 1851-1917
Crispino e parte del movimento Anti-Giolittiano
durante la sua direzione aumenta a livello nazionale il peso dell’editoria scolastica

Licinio Cappelli, 1864-1952


Editore a Rocca San Casciano
passa periodo di formazione a Firenze; si trasferisce a Bologna; riesce ad ampliare la propria attività
specializzato in testi di medicina
Ispirato da Benjamin Franklin per il lavoro tipografico (retorica dell’ascesa sociale)
Volere e potere
Punto di riferimento per gli operai della sua tipografia

L’attività editoriale non può essere scissa dalle scelte di vita – come si rapportavano gli editori con il fascismo?
Formiggini, modenese, 1878-1938
pubblicava solo opere che gli interessavano davvero
ammiratore di Mussolini ma anti-Gentile
concentrato su pubblicazioni scientifiche (voleva pubblicare un’enciclopedia che però fu assegnata a
Treccani da Gentile)
potenziamento della rete bibliotecaria

Guanda, 1932 (fondata da Ugo Guandalini a Parma)


vena polemica e anti-Croce
catalogo d’avanguardia di letteratura straniera + tradizione culturale italiana

Studi recenti sullo sviluppo dell’Editoria Popolare


difficile capire il pubblico di lettori cui diverse collane erano rivolte (a causa dell’alto grado di analfabetismo)
Dati interessanti da biblioteche scolastiche e da censimento della produzione editoriale cattolica
forte presenza dell’editoria nazionale (soprattutto milanese e fiorentina)
– poco spazio per iniziative locali
Editoria popolare esclusiva delle piccole tipografie, spesso legate a circoli culturali
costituita di opuscoletti per creare consenso politico

Molte tipografie si unirono in cooperative e movimenti operai per proteggere e creare i diritti dei lavoratori;
Difficoltà degli apprendistati (classiche beghe di concorrenti);
Grande progresso tecnologico (Lynotype e Stanhope) – ostilità operai

Saggio 2 – La Casa Editrice Zanichelli dagli esordi al 1884


Libreria come luogo di scambio culturale, politico e di controllo dell’esecuzione del progetto editoriale
1819 Nicola Zanichelli nasce a Modena
famiglia di umili origini, molto legata alla Padania
A dieci anni apprendista del rilegatore Garruti
si formerà culturalmente da autodidatta con tante lacune, non potendo frequentare la scuola per lavoro
1839 Va a servizio del libraio antiquario Luppi
inizia a capire come si evolve il mercato libraio
1843 Acquista la libreria Vincenzi e Nipoti, insieme ad alcuni soci (sconosciuti) di cui si disferà presto
Continuerà l’attività con un nuovo socio, Giacinto Menozzi
Tramite il Menozzi si inserisce nella resistenza al duca Francesco V, pubblicando giornali
antigovernativi
Situazione a Modena
* produzione tipografica scarsa (qualità-quantità) – decadenza
* accentramento delle attività collaterali alla “produzione” del libro (vs. la
specializzazione del lavoro editoriale che avveniva in quegli anni) –
abbassamento della produttività
* censura – sia pontificia che statale
1849 Prima disposizione ducale contro la libreria Z.
Chiusura temporanea della libreria con sigilli; carcere + esilio temporaneo
serie di perquisizioni, accertamenti fiscali, multe, interrogatori MA pochi ritrovamenti compromettenti
lavoro parziale della polizia – difficoltà materiale di visionare tutti i volumi problematici
cambiamenti legislativi parzialmente liberali
1859 Chiusura della libreria, riaperta dopo la fuga del duca

L’attività censoria del Ducato fa intuire 1- il tipo di clientela


2- il tipo di commercio
3- lo sviluppo editoriale successivo
1- Professori politicizzati, persone colte (che metteranno Z. in contatto con le università)
2- I libri approvati più facilmente erano di saggistica – manuali di economia, chimica, ingegneria,
legislazione rurale, matematica, dizionari
opere divulgative di Salvatore Muzzi
3- consegue dalle scelte editoriali precedenti
Giornali e Politica
Appoggio alla causa dell’Unità italiana

Moti 1848 “L’Indipendenza Italiana”


giornale letterario con tendenze neo-guelfe, anticipa il moderatismo
27 numeri da marzo a giugno
i redattori saranno poi i primi autori della c.e.
scopi: - diffusione della verità
- attenzione anche alla situazione locale
- trovare linguaggio comune e comprensibile per aumentare la diffusione
- pubblicare gratuitamente “articoli popolari” (proselitismo politico)
“Il Vessillo Italiano”
Unione, Indipendenza, Libertà
continua a sostenere la causa nonostante l’esito della prima guerra d’indipendenza
in linea con il 1° giornale
Z. continuerà ad accogliere profughi politici, a vendere libri proibiti, a trovare notizie sulla guerra
1859 Il Ducato di Modena viene annesso al Piemonte (con ratifica plebiscitaria)
Z. collabora con il governatore regio Luigi Carlo Farini
1862 Nasce “Il Panaro”
esperienza giornalistica più impegnativa
coincide con modificazioni politiche locali e ricerca di soluzioni a questioni aperte dall’unità
Z. ottiene il privilegio delle inserzioni amministrative
quotidiano a 3 colonne
saranno poche le inserzioni pubblicitarie sulla libreria e nessun articolo di Z.
1869 “Il Panaro” si fonde con “La Libertà”
poi organo indipendente del partito liberale
scissione moderati-progressisti sull’assetto statale – Z. sarà fedele all’accentramento e alla monarchia
sabauda e alle idee di Cavour
obiettivi polemici e propositivi (in linea con il pensiero dell’editore):
- anticlericalismo (si mostrava anche come lotta alle istanze dei nobili e dell’alta borghesia)
- lotta all’analfabetismo (scuole tecniche, insegnamento femminile)
- rinnovamento scolastico (eliminare i preti; ammodernare insegnamenti)
- influenzare la politica locale (valorizzare piccola borghesia e artigiani)
intransigenza verso repubblicani, radicali e clericali
Z. aperto sul lavoro editoriale e intransigente in politica
1877 Fine della direzione editoriale di Zanichelli
Il Lavoro Editoriale
1859 Presunto inizio dell’attività da editore
opuscoletti locali, traduzioni di pastorali straniere
linea editoriale poco sistematica ma indicativa delle connessioni di Z.
1866 Acquisto della Libreria Marsigli e Rocchi (vicina all’Arciginnasio)
Trasferimento a Bologna dell’attività editoriale – rimane a Modena la tipografia
difficoltà a saldare il debito di acquisto, dovuto anche alla rilevazione della quota del Menozzi
Non usò quasi mai le sue amicizie politiche
Orgoglio e Autonomia Imprenditoriale
Desiderio di Espandere l’Attività Editoriale (grazie alla costruzione di un collegamento
tra Bologna e Firenze si espande il mercato del libro)
La situazione bolognese
Periodo di decadenza per l’Unibo
Rinnovamenti solo civili ed economici
Classe dirigente – nobiltà terriera
Editoria più lenta rispetto a quella milanese o fiorentina
Presenza più tipografica che Editrice

Per molti anni Z. continuerà a gestire libreria, casa editrice e tipografia (assetto indispensabile per
continuare la sua attività)
1869 Pochi volumi l’anno (7-11)
1870-71 Svolta (18-14)
1876-1884 Fino a 50 volumi l’anno
Numerose ristampe e riedizioni di libri comparsi prima con altri editori
a volte con contributo economico dell’autore
solitamente era l’autore a decidere modalità e tempi di pubblicazione, soprattutto se studioso affermato
Soprattutto saggistica e scolastico:
- Storia culturale di Bologna ed Emilia
- Divulgazione scientifica
- Giurisprudenza
- Storia di lingua e letteratura italiana
Le letterature straniere antiche e moderne non ebbero molto successo (Dumas, Heine – il più tradotto)
Zanichelli finanzia l’attività della casa editrice grazie
- al lavoro della libreria (in questo periodo editori e librai si contrastano a vicenda)
- alla diversificazione del pubblico (ritirava e spediva ordinazioni per l’estero; vendeva libri antichi)
- alla difesa del commercio libraio
- specializzazione nella promozione e nella vendita
Impegno nell’Associazione Nazionale degli Editori per affrontare i problemi del mercato
- pochezza delle vie di comunicazione
- aumento delle succursali delle c.e.
- scarsa professionalità dei librai (alcuni erano cartolai)
- pirateria/contraffazioni – Z. si impegnò molto (pagava quote al Fondo per procedimenti
collettivi contro i falsificatori;
pubblica l’Elzeviriana a basso costo;
attacco all’inerzia del sistema giudiziario e all’ambiguità burocratica;
ulteriore abbassamento dei costi)
- pubblicità – Z. si impegnò poco (incoraggiare recensioni, sfruttamento delle conoscenze degli
autori, tentativo di collaborare con i giornali)
Gli Autori
Questioni cui gli intellettuali devono far fronte dopo l’Unità:
* positivismo
* socialismo
* mutamenti sociali
Cambia la provenienza socioeconomica degli autori – professori universitari e di scuola
giornalisti
avvocati
medici
bibliotecari
funzionari pubblici
quasi tutti avevano spesso uno stipendio regolare – la pubblicazione diventa legittimazione di un talento
avanzamento/riconoscimento sociale
miglioramento economico
Zanichelli potere contrattuale > rispetto agli autori
Gli autori usavano contatti personali per mediare con l’editore – spesso intellettuali autorevoli che
riuscivano ad influenzare Z.
Alcuni cercavano di contrattare e si lamentavano se non accontentati – si ricorreva a minacce legali
Carducci mediava ed aiutava spesso Zanichelli
aveva presenza in attività pubbliche e private
era un massone
aveva voce in capitolo sulla scuola
la sua presenza aiuta la caratterizzazione editoriale della Zanichelli
Saggio 3 – Geremiadi di Nicola Zanichelli sul Commercio Librario e le Contraffazioni
1871 l’Associazione Libraria Italiana si trasforma in Associazione Tipografico-Libraria Italiana (ATLI)
Primi direttori – Pomba, Barbera – leadership inconcludente
Poi Emilio Treves fino al 1890
fase operativa: lotta pratica alle contraffazioni, difesa del diritto d’autore

Modi in cui si partecipava al dibattito: - articoli di giornale/lettere pubblicati su Bibliografia Italiana


- prefazioni o postfazioni nei volumi più piratati (tentativo di
coinvolgere il lettore e di sollecitare l’autorità)
Bibliografia Italiana – rivista bisettimanale, che si proponeva di registrare tutta la produzione libraria su suolo
italiano
Soggetti che partecipavano: - Editori
- Tipografi
- Librai Tutti con interessi contrastanti

Temi dibattuti: - organizzare una fiera del libro a Milano, Firenze o Roma
- creare un Emporio che si occupasse monopolisticamente di raccogliere e distribuire i libri
(proposto da Pomba)
- librai di assortimento denunciano gli editori che vendono in proprio (anni ’70)
secondo Ponzoni (libraio), il problema derivava dalla mancata divisione del lavoro
- editoria meridionale truffaldina (anni ’80)
contraffazione, riproduzione abusiva – sviluppo editoriale fortemente legato alla
posizione geografica (Napoli soprattutto)
Morano cerca di mettere sotto una luce diversa la questione
il problema erano le istituzioni, che costringevano il libraio meridionale ad adattarsi
i Borboni avevano scoraggiato il commercio – debolezza
I Savoia avevano dato troppe agevolazioni ai settentrionali – frusti il cavallo morto
(Imposizioni di testi scolastici, agevolazioni fiscali)
- questione del diritto d’autore e contraffazioni

6 luglio 1871
Primo intervento di Zanichelli, poi pubblicato nella cronaca di Bibliografia Italiana,
come risposta indiretta a Ponzoni
indirizzata a Pomba (allora presidente dell’ATLI)
a favore dei librai
Problemi da risolvere:
* gli editori adottavano strategie commerciali sbagliate – spesso sconti che le librerie non
si potevano permettere di fare;
* molti librai erano inadatti al ruolo;
* spaccio librario nelle scuole tramite i bidelli
* vendita a prezzi maggiori rispetto a quelli di copertina (accusa a Ebehardt);
Soluzione:
- l’editore dovrebbe poter commerciare ma senza danneggiare il libraio
- i prezzi di vendita vanno uniformati
1882
* Negli apparati di Postuma (avvertenze, pre e postfazione) Zanichelli:
- confronta le edizioni originali con le contraffatte (grafica, formato, qualità, edizione economica e di
lusso…)
- lamenta il danno economico e culturale
- parla della proprietà intellettuale
- si lamenta della legge inadeguata
* Intervento di apertura della raccolta poetica Disjecta con Diritti d’Editore
si lamenta della non attuazione della circolare Zanardelli
della scorrettezza editoriale di Napoli
degli intermediari corrotti
Saggio 4 – La Produzione Scientifica della c. e. Zanichelli dalle Origini al Novecento
Tracce dell’editoria scientifica italiana
1984 Delfino Insolera fa una riflessione sulla cultura scientifica in Italia
è quasi assente – bisogno di rinnovamento e di diffusione più ampia
scienze – progresso + sviluppo – dogmatismo
con i nuovi mezzi di comunicazione il libro può reggere il confronto?
Soluzione: Libri Economici
Opere di Consultazione
perché possiedono valore culturale, sono comunicative, sono accessibili
Insolera farà delle scienze il fulcro della Zanichelli

L’editoria scientifica specializzata si sviluppa soprattutto a Nord


migliore per qualità dei contenuti e + specialistica
accademici esperti e famosi
In questo ambito sono presentissime le traduzioni di opere straniere – dei paesi più avanzati
Rallentamento della ricerca in fisica, chimica e scienze naturali
Necessari i rapporti editoria-università – ma riforma università spesso rimandata
la spinta arriva dalle università private settentrionali
Milano – Sonzogno, Hoepli

Emilia-Romagna arretratissima per presenza dello Stato Pontificio


non vengono impostate collane forti come a Milano
Il contributo della Zanichelli
Intreccio costante di rapporti con intellettuali autorevoli
Ambiti presenti nel catalogo: - Chimica
pochi studi – ci si affida agli stranieri o le aziende sperimentano per conto
proprio
- Fisica
pochi studi
la Restaurazione rallenta la ricerca – presente in piccola parte
a Bologna vengono aperti i primi laboratori dopo anni (Ferraris e Righi)
ma niente corso di laurea
- Matematica
molti studi, Luigi Cremona
avanguardia bolognese
manuali, libri di testo
top tra 1880-1900
- Ingegneria
pochi studi, discussioni di progetti specifici
mancano gli studenti
- Medicina
dal 1900 meno presente, altri editori si erano specializzati
soprattutto lavori di sintesi
- Scienze Naturali
buona quantità, pluralità di posizioni
positivismo
darwinismo – Z. fa tradurre l’opera di Darwin, ma poco riscontro
Saggio 5 – Salvatore Muzzi (1807-1884), un Mediatore della Cultura a Bologna nell’800
Raccordo tra istituzioni pubbliche, divulgazione giornalistica, impegno didattico nelle scuole
Autore poliedrico; usa linguaggio accessibile – raggiunge pubblico vasto

Vicende Familiari
1750 Nasce il nonno, Giacomo Muzzi
a 8 anni si trasferisce a Bologna con la madre
a 15 anni diventa operaio in una fabbrica di maioliche a Porta San Vitale
diventerà direttore della fabbrica – posizione rispettabile nella società

1871 Nasce il padre, Giuseppe Muzzi


ama lo studio, ha propensione per il lavoro non operativo
studia alle Scuole Pie – ottimi risultati
sposa Maria Ferrarini, sorella di un farmacista – ancora scalata sociale
1813 Giuseppe vince un posto di maestro elementare a Zola Pedrosa
abolisce i metodi coercitivi
si ritroverà coinvolto in varie vicende politiche – soccorrerà i bisognosi
si sostituisce alle autorità religiose e politiche
si trasferirà nuovamente a Bologna per offrire ai figli un’istruzione migliore
fino a 1825 insegnerà nella scuola Minarelli
1859 Giuseppe muore

Mente e Cuore
1807 Nasce Salvatore
cresce in un ambiente culturalmente vispo e favorevole
Al centro del dibattito sulla formazione degli intellettuali e sull’istruzione in generale
- impossibile riproporre il modello censorio e separatista
- scuole pubbliche/private
- reclutamento del corpo docente
Lo Stato Pontificio ha grande interesse per i problemi scolastici:
Bologna
* Cardinale Carlo Oppizzoni
molti mali sociali erano imputabili alla poca istruzione (questo è in contraddizione con
quello che dice la Palazzolo);
Restaurazione = occasione per rinnovamento;
Regolamenta i concorsi per acquisire la patente di maestro;
Attenua le ingerenze di Roma (fa parte della corrente conciliatrice);
Amministrerà le Scuole Pie
2 cicli di Studi – aritmetica inferiore
– grammatica e retorica V aritmetica superiore
grande attenzione all’italiano – insegnato a partire dal bolognese
* Nuove scuole private
es. Scuola Minarelli
Minarelli lega didattica a divulgazione,
usa il self-helpismo + condiscendenzacattolica
vi insegnerà anche Salvatore Muzzi dopo la laurea in Matematica
Muzzi cercherà di rinnovare i testi scolastici
segue la linea di Minarelli
aiuta gli studenti a guardare oltre le difficoltà economiche
l’istruzione comprende l’educazione – vi sono dei doveri ma anche dei diritti
insegnerà stenografia
con quale lingua affrontare i problemi scolastici?
Tra Giornali e Riviste
Forte impegno nel giornalismo bolognese – partecipazione alla vita cittadina
Collabora spesso con – L’Eco
– L’Unità
giornale dei moderati
cerca di tenersi in accordo con Pio IX
condanna la Repubblica Romana
– La Farfalla
Durante il Risorgimento si schiera con i moderati cattolici – il rinnovamento dovrebbe essere guidato dal
Vaticano
è molto legato a Oppizzoni – il suo impegno non sarà mai del tutto laico
Muzzi non scrive articoli apertamente politici – riporta notizie senza commentare
1845 Vince il posto di minutante alla Segreteria del Comune di Bologna
poi addetto alla Segreteria dell’Assemblea costituente delle Romagne
et. al. – le sue cariche politiche fanno pensare ad una svolta laica
poi redattore di un dizionario postale nazionale presso la Direzione delle Poste a Torino

La Fortuna Editoriale
Poiché era particolarmente noto come insegnante fu considerato da moltissimi editori
Grande successo – poca sostanza economica
Difficoltà a legarsi ad un singolo editore – i suoi lavori passano spesso da un catalgo all’altro
Rapporto più fruttuoso con Zanichelli
Cento novelline e quattro nuovi racconti – arrivano all’edizione 29° nel 1891
Produzione di opere di - storia locale
- divulgazione pedagogica
- novelle
- racconti
- compendi
- manuali di geografia
- biografia di autori minori
- poesia bolognese, amata per la semplicità
- rivalutazione di collezioni d’arte
- “guide turistiche” di Bologna
Opera più importante Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796 – pubblicati dalla tipografia
D’Aquino
la prima storia generale della città
non ebbe molta fortuna editoriale
Saggio 6 – Università e Cultura a Bologna: la Pàtron dal 1925 agli anni Settanta
1884 Nasce Angelo Riccardo Pàtron a Campodarsego, vicino Padova
ultimo di otto figli di famiglia contadina, cattolica e bigotta
a 14 anni scappa di casa e va a vivere da uno zio prete a Torino, presso l’Istituto Salesiano
frequenta il collegio, consegue la maturità classica
si iscrive alla Facoltà di Lettere a Padova – non la finisce
si mantiene grazie all’aiuto dei genitori e allo stipendio da istitutore
Rapporto contraddittorio con - collocazione sociale della famiglia
farà studiare i figli in scuola privata
- religione
influenzerà le sue scelte editoriali
mai anticlericale feroce
Dopo l’abbandono universitario
– diventa insegnante di calligrafia in una scuola media di Este
– lavoro a domicilio per c.e. universitaria Litotipo (oggi CEDAM)
1912 Nasce il primogenito Aminta
1915 Nasce il secondogenito Yrkas
Prima Guerra Mondiale – interruzione del lavoro alla scuola e della collaborazione
Interventista – partecipa attivamente allo sforzo bellico e porta con sé la moglie e Aminta, il
primogenito (contro regole militari)
1918 Aminta inizia il suo apprendistato e impara la calligrafia – il padre è molto severo con lui
Riccardo comincia a lavorare a Lagonegro – insegna francese
Aminta accompagna il padre negli spostamenti di lavoro
Riccardo dà molta importanza a dignità, onestà, avversione ai privilegi – non fa favoritismi per il figlio
1922 Con l’aiuto de maggiore Giulio Cesari, fonda la Grafolito-Editrice universitaria a Bologna
fase di espansione editoriale, ma Bologna non è pronta per la libera concorrenza
ancora analfabetismo, ancora forte localismo, editoria poco propensa alle novità, sobria la grafica
L’origine veneta consente a Pàtron di tessere rapporti tra Bologna e Padova
(Nel frattempo insegna ancora)
Editoria di servizio – collabora con professori per dispense
raccolte di appunti e lezioni – come se fossero dei manuali;
studenti per tesi
Business Model:
* contatto diretto e personale con i docenti
* personale: - titolare
- moglie
- fattorino
- maestre calligrafe
* dispense distribuite via abbonamenti a rate o a mano
1925 Avviamento della casa editrice Pàtron (ancora Grafolito) vera e propria
spostamento in via Zamboni
rinnovamento delle macchine
assunzione di tipografi professionisti
abbandono di calligrafia
inserimento di dattilografia
Attilio Rigoni diventa socio e impone la fusione con la tipografia Elzeviriana – scelta sbagliata
(la tipografia fallirà)
1928 La c.e. ha un catalogo piccolo ma con autori importanti
è già specializzata in saggistica
Catalogo - medicina
- giurisprudenza – la facoltà era conosciuta e prestigiosa; anche rapporti con PD
- scienze
- letteratura e filosofia – così così
- chimica industriale
- veterinaria
- agraria
- farmacia
Tutti tra le 4-500 pagine; prezzi eterogenei
Pubblica lavori di antifascisti (Galletti)
Riccardo non si è mai iscritto al Partito,
non faceva sconti agli studenti che esibivano il tesserino del partito
– durante il Fascismo subisce forti pressioni e angherie
il commercio va in stasi perché i fascisti organizzano la propria vendita di dispense
ai docenti viene intimato di non affidarsi alla Grafolito
R. scende a patti – iscrive i figli all’Avanguardia Giovanile Fascista
si concentra sulla stampa per conto terzi (tesi di laurea, annunci, spartiti)
si muove in altre città per trovare autori e committenti
Aminta trova un lavoro al Gruppo Universitario Fascista e sostiene l’attività del padre
La c.e. supera la crisi servendosi degli strumenti del Regime
Anni 30 Ampio spazio a - letteratura
- storia
- geografia
pubblicazioni di giustificazioni del fascismo
1940-43 Gestione totalmente familiare e ripresa economica
Esperienze travagliate per Aminta e Adelson
Dopo la Guerra Aminta cambia il nome della casa editrice in Casa Editrice prof. Riccardo Pàtron
Dopoguerra Piccolo ampliamento dell’attività – ammodernamento delle macchine stampatrici
Amministrazione sempre in mano a Riccardo
tendenza al decentramento produttivo
diminuzione delle tirature per le dispense – appoggio a pubblicazione di volumi autonomi

La Storia Medievale: dai Volumi di Eugenio Dupré-Theseider alla Collana “Il Mondo Medievale”
1950-60
Medievalisti più importanti del catalogo - Fasoli
interesse su sviluppi politico-economici di Bologna
introduzioni alla materia per gli studenti

- Duprè, rimarrà fedele alla c.e.


metodo fondato su filologia ed erudizione
storia urbana come organismo biologico
pubblica i suoi corsi universitari
mediazione tra cultura tedesca e medievistica italiana
studi sulle eresie
Indirizzi portati avanti dagli allievi
1975-78 Il Mondo Medievale. Studi di Storia e Storiografia
Collana diretta da Ovidio Capitani, Vito Fumagalli, Antonio Carile
Tripartita in sezioni di – Storia delle Istituzioni
– Storia della Società
– Storia Slava e Bizantina
Rapporto tra storia generale e locale
grande lavoro di ricerca
cruciale utilizzo delle fonti

La Storia Moderna e Contemporanea. Le Collane di Geografia


Anni 50-70
Ristrutturazione gestione aziendale e catalogo – ampio rinnovamento di tutta l’editoria italiana + nuovi
competitor
Vengono forniti stimoli e soluzioni, anche a Bologna

Aumento esponenziale della concorrenza nel settore scolastico e saggistico, anche da parte di editori prima
concentrati sulla narrativa
Aumento delle cattedre universitarie
1961 Riccardo Pàtron muore
Aminta esce dalla ditta – Adelson prende le redini

Ampliamento delle collane, degli autori collaboratori


Aggiornamento della produzione + contenimento dei prezzi + distribuzione efficace
Pubblicazione di - opere didattiche universitarie
- studi di attualità
- opere di consultazione
Pàtron si specializza nella saggistica impegnata
Nuove collane Popoli e Civiltà
La Cultura nel Mondo
Società e Politica. Studi e Documenti di Storia Moderna e Contemporanea
Il Mezzogiorno d’Italia

Geografia ed Organizzazione dello Sviluppo Territoriale


Le collane di storia contemporanea non avranno un continuo successo editoriale – più interesse alle
scienze sociali e alla storia antica

Fortuna per i volumi di storia risorgimentale – Aldo Berselli fa un’analisi attenta della costruzione
dello Stato Italiano, esponendo pregi e
difetti e soluzioni
Anche traduzioni di analisi straniere sullo Stato
Attenzione ai problemi meridionali
Rigore nella scelta delle fonti
Pubblicazione di lavori di Archivistica
Contatti con la facoltà di Economia e Commercio
Scienze ambientali, Geografia economica – diverse metodologie

Le Riviste
alcune si impongono anche a livello nazionale
Riviste specialistiche che evidenziano i costanti rapporti tra Pàtron e Università/Scuola
Note d’Archivio + L’Organo – riviste di storia musicale
Rivista Storica dell’Antichità
La Chimica nella Scuola – bollettino didattico
1964 Convivium – letteratura, filologia, storia, letterature straniere, recensioni
autorevoli redattori, intellettuali emergenti
discussioni di politica culturale, bilancio personale
novità metodologiche
grande attenzione alla grafica dei volumi

Filologia e Saggistica Letteraria: uno Sguardo verso il Futuro


attenzione incostante per i lavori filosofici
collane soprattutto tra anni 50-70 – forse dovute a contatti personali + debolezza della facoltà all’Unibo
ventaglio ricco di posizioni

Collane di letteratura italiana e straniera molto sporadiche


pochi autori ma nel secondo dopoguerra in ampliamento
Costruzione di rapporti con i docenti delle facoltà di Letteratura
Anni 60-70 Boom di collane letterarie
Collane di filologia classica soprattutto con università di Padova
– Quaderni di Filologia Romanza diretti da Marco Boni
– volumi di letteratura latina curati da De Meo
Poco spazio per letteratura italiana contemporanea
Negli ultimi anni ampliamento del settore di Hard Sciences + scienze dell’alimentazione
Saggio 7 – Storia della Casa Editrice Cappelli dalle Origini al Secondo Dopoguerra
La dimensione geografica contribuisce molto alla decisione di Licinio Cappelli di diventare editore
ruolo di primo piano nell’amministrazione pubblica
ha fortemente segnato la comunità di Rocca San Casciano

Ottocento Inquieto
Molte delle notizie biografiche ci vengono dallo stesso Licinio
1822 Nasce Federigo Cappelli, padre di Licinio
apprendista barbiere, poi attore per la Compagnia Filodrammatica del paese – itinerante nelle città
limitrofe
Sposa la figlia di un tipografo – diventa apprendista tipografo
Acquista una bottega al centro di Rocca San Casciano – accetta lavori tipografici eterogenei
poesie, manifesti, sponsali, araldica, libri scolastici
Appassionato di politica – patriota democratico-progressista (mazziniano)
pubblicherà una poesia antiaustriaca di Luigi Ciani (diventerà sindaco/amministratore comunale)
– noie giudiziarie
1870 Licinio abbandona gli studi ed entra a tempo pieno in tipografia
1880 Federigo muore per una malattia
Licinio Cappelli, secondogenito, lavora per ripagare i debiti del padre e per tenere in piedi la
tipografia
segue il motto self-helpista Volere è Potere
sollecitava le ordinazioni,
clientela troppo ristretta
arriva a 10-12 pubblicazioni l’anno
1887 Maggiore stabilità economica – amicizia con Giovanni Battista Di Crollalanza (nobile e ricco)
aiuterà molto Cappelli
Giornale Araldico Genealogico
Goffredo Di Crollalanza – araldista, giornalista, romanziere – rapporto proficuo
Licinio sarà più moderato del padre e sosterrà i Savoia

Le Ragioni del Cuore


1882 Cordelia, rivista periodica in abbonamento che amplia il pubblico di Cappelli
raggiunge istituti pubblici e privati
costruisce il movimento delle Cordeliane
supporto ai genitori nel consigliare le figlie adolescenti
coinvolgimento di donne (che sono le protagoniste della rivista)
1884 Cordelia entra in crisi e Cappelli subentra alla sua pubblicazione
incontro di Cappelli con la letteratura femminile
C. fa direttrice Ida Baccini, giornalista e romanziera
mediazione tra conquiste del femminismo laico e cattolico
1889 Licinio Cappelli Tipografo Editore
decollo editoriale con – strenne
Due riviste di storia dell’arte

1911 Muore la Baccini


C. la sostituisce con la marchesa Maria Majocchi Plattis (Jolanda), scrittrice di successo
direzione più sofisticata ma sempre moderata
grande impegno sociale, coinvolgimento femminile
Cappelli cercherà di pubblicare tutte le opere di Jolanda
Collezione Iride
Molte figure femminili di spicco: Evelyn (Evelina Franceschi Marino), Grazia Deledda, Emma
Conigliani
anche rinnovamento della letteratura per ragazzi

Molti illustratori illustri


A Bologna “capitale italiana del sapere”
Licinio Cappelli
si impegna in prima persona nella direzione delle maestranze
partecipa attivamente alla vita politica – schierato dalla parte dei monarchici
1900 Lutto partecipato alla morte di Umberto I
1901 Cappelli, ora Cavaliere della Corona d’Italia, ottiene da Margherita di Savoia un pubblico contrassegno
– può stampare le sue pubblicazioni fregiandole con lo stemma reale
1906 Cappelli viene denunciato di godere di privilegi – deve dimettersi dalla posizione di consigliere
comunale
Entra in società con Luigi Beltrami a Bologna
1914 Trasferisce a Bologna la sede della c.e.
mantiene lo stabilimento a Rocca San Casciano
Prima acquista libreria, tipografia e marchio della Zanichelli
poi lascia campo a Bemporad
Maggiore diversificazione del catalogo
Inserimento graduale in città
continua a promuovere la letteratura femminile – si lega al mondo dell’istruzione
Collane - per ragazzi (Biblioteca per Ragazzi)
- storia letteraria
- scolastiche
- manualistica
- testi specialistici di aggiornamento

Fascismo e Dopoguerra
1907-1910 Licinio sindaco di Rocca

Produzione sempre più legata agli avvenimenti politici, diplomatici e militari in cui l’Italia è coinvolta
invito alla partecipazione nazionalistica a tutti gli intellettuali
1919 C. apre una libreria a Trieste (Italia Redenta), poi in altre città
Raccordo tra gusti del pubblico e periodo storico
Coinvolgimento nell’Associazione Nazionale Editori
l’esperienza gli tornerà utile nel periodo fascista

Il primogenito di Licinio, Federico Cappelli ha un ruolo di primo piano agli albori del regime
schierato con la fazione intransigente – praticamente era uno squadrista
incita alla disobbedienza gli operai dello stabilimento tipografico al fine di diventare sindaco
1932-38 Licinio podestà – mitiga la fazione intransigente
la famiglia Cappelli & friends controlla Rocca San Casciano
realizzazione di numerose opere pubbliche – riqualificazione della città
sarà molto vicino a Mussolini (C. è convinto che M. sia il difensore della monarchia)

La c.e. viene fortemente agevolata dal regime – collaborazione con Giovanni Gentile
vince l’appalto per la pubblicazione delle opere di Garibaldi
Opera Omnia di Alfredo Oriani (incoraggiata da Mussolini, che lo vedeva come precursore del
fascismo)

Le opere avevano vendita assicurata grazie


alla rete organizzativa e distributiva del partito
alla creazione di edizioni economiche

Dopoguerra Non si sa come reagiscono i Cappelli alla caduta del fascismo


la famiglia non subirà punizioni
in c.e. pulizia del catalogo – rilancio della letteratura rosa

1951 Muore Licinio Cappelli – la c.e. si avvia al declino