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5.

Impianti di trattamento
dell’olio prodotto

5.3.1 Introduzione dell’origine, può consistere in acqua di strato, cioè pro-


veniente direttamente dallo strato produttivo, dove è già
In questo capitolo vengono prese in considerazione tutte presente come fase libera, o acqua di sovrasaturazione.
le apparecchiature di superficie (così definite per distin- La principale caratteristica dell’acqua di strato è quel-
guerle dai pozzi produttivi) che servono a raccogliere i la di avere di solito un alto contenuto salino, in qualche
fluidi di giacimento, separare il greggio dalle altre fasi caso fino a 340 g/l di TDS (Total Dissolved Solids).
e garantire il trattamento sufficiente a rendere quest’ul- Quando la salinità è molto elevata la parte predominan-
timo trasportabile. te è costituita da cloruri, ma possono essere presenti
Seguendo questo schema gli impianti di superficie anche carbonati, bicarbonati e solfati in quantità prossi-
per la separazione e il trattamento, definiti genericamente me alla saturazione degli stessi sali. Con queste caratte-
come impianti di trattamento, partono dalla testa del ristiche l’acqua di strato diventa uno dei principali ele-
pozzo di produzione (esclusa) e arrivano fino allo stoc- menti inquinanti del greggio prodotto, in quanto la sua
caggio del greggio (compreso). Vengono infine consi- presenza in fase dispersa nell’olio conferisce a que-
derati gli impianti di superficie legati a progetti di recu- st’ultimo una salinità che è fonte di problemi nei tratta-
pero secondario: la trattazione riguarda le apparecchia- menti di campo e in quelli di raffinazione successivi. In
ture necessarie alla iniezione di acqua e di gas nonché i altre parole, la salinità va ridotta con trattamenti appro-
relativi sistemi di pompaggio e compressione, fino alla priati (v. par. 5.3.4) per garantire la trasportabilità e la
testa del pozzo di iniezione (esclusa). Per la descrizione commercializzazione del greggio.
delle caratteristiche chimico-fisiche del fluido di giaci- All’inizio della produzione di un giacimento a olio
mento erogato e portato in superficie mediante i pozzi l’acqua di strato non è presente, salvo casi particolari.
produttivi, v. cap. 4.2. Negli anni successivi, specialmente nella fase avanzata
Il fluido prodotto da un giacimento a olio, salvo casi di sfruttamento del giacimento, la percentuale d’acqua
particolari, arriva alla testa del pozzo produttivo come una in volume prodotta dai pozzi (water cut) può diventare
miscela di più fasi. La fase predominante liquida è l’olio molto alta, tanto che non è inusuale avere pozzi produt-
greggio stesso, saturo di idrocarburi leggeri disciolti alle tivi con un water cut superiore al 50%.
condizioni di testa pozzo (pressione e temperatura d’ero- È facile intuire che a valori limitati di water cut cor-
gazione). La seconda fase che si accompagna alla produ- risponderà una fase acqua dispersa in quella del greggio
zione del greggio è il gas associato, che si trova in condi- disperdente. Quando invece i valori sono elevati la fase
zioni di equilibrio termodinamico con la fase liquida. Con- acqua di strato diventa disperdente e quella olio diventa
seguentemente, la fase di gas associato al greggio si trova la fase dispersa. Le caratteristiche di queste emulsioni
nella condizione di saturazione in idrocarburi pesanti (punto sono trattate nel par. 5.3.4.
di rugiada in idrocarburi) alla pressione e alla temperatu- La fase acqua libera può anche essere priva di salinità.
ra di erogazione. In molti casi, durante la produzione del Questo accade quando, anziché provenire direttamente
giacimento, nel fluido erogato dai pozzi è presente una dallo strato produttivo, l’acqua libera si è formata per effet-
terza fase: acqua libera. Anche quest’ultima è in condi- to di sovrasaturazione sia della fase costituita dagli idro-
zioni di equilibrio con le due precedentemente descrit- carburi liquidi, sia della fase costituita dal gas associato, o
te e pertanto il gas associato sarà saturo d’acqua (punto anche di entrambe. La sovrasaturazione si crea per effetto
di rugiada in acqua). La fase acqua libera, a seconda del raffreddamento che il fluido erogato dal giacimento

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 643


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

subisce lungo la colonna del pozzo. Infatti la solubilità 1


dell’acqua, sia nella fase olio che nella fase gas associa-
to, si riduce in modo molto marcato con la riduzione della 0,5
temperatura (fig. 1). L’acqua separata dalle due fasi di idro-

solubilità dell’acqua (lb acqua/100 lb di idrocarburo)


carburi liquidi e gassosi è quindi priva di salinità.
Sia l’acqua di strato che quella di sovrasaturazione
possono contenere solidi in sospensione. La fase acqua
libera, quando è presente, tende a stratificare, essendo 0,1
più pesante della fase olio greggio; in questo modo, gran
parte delle impurità solide trascinate dal giacimento o
prodotte per fenomeni di corrosione nelle tubazioni ten- 0,05
dono ad accumularsi nella fase acquosa. È prassi comu-
ne, quando ci si riferisce a un olio greggio, considerare
il contenuto residuo d’acqua e sedimenti come un para-
metro unico: BS&W (Bottom Sediments & Water).
Le due fasi di idrocarburi (vapore e liquida) entrano 0,01
negli impianti di produzione come una miscela. Molto
spesso nel giacimento da cui vengono prodotti, gli idro- 1-eptene i-butano
0,005 1,5-esadiene n-eptano
carburi in questione si trovano in un’unica fase, ossia la 1,3-butadiene propano
pressione dello strato produttivo è uguale o più alta del benzene n-esano
2-butene n-butano
punto di bolla della miscela in esame, alla temperatura 1-butene n-pentano
i-butene n-ottano
dello strato stesso. Questa caratteristica è piuttosto fre- stirene cicloesano
quente nei giacimenti a olio nella loro condizione origi- i-pentano olio base
nale. Durante lo svuotamento (depletion) del giacimen- 0,001
5 15 25 35 45 55 65 75
to, in molti casi, la pressione tende a scendere rapida- temperatura (°C)
mente; di conseguenza già nello strato produttivo si
formano due fasi separate. fig. 1. Solubilità dell’acqua negli idrocarburi liquidi
Quanto sopra esposto ha lo scopo di evidenziare la (GPSA, Gas Processors and Suppliers Association).
comune origine delle due fasi e quindi la natura chimica
comune. È prassi abituale studiare e caratterizzare un gia-
cimento a olio basandosi sulla composizione chimica del predominante in paraffine, nafteni o aromatici. Questa
fluido di giacimento; esso viene definito ‘ricombinato’ in caratterizzazione, così come la densità specifica (o grado
quanto ottenuto ricombinando nelle rispettive proporzio- API), ha notevole interesse pratico nell’industria di raffi-
ni le due fasi prodotte e campionate separatamente. nazione e nella commercializzazione, risulta invece di
Il ricombinato di un giacimento petrolifero e di un scarsa rilevanza nelle valutazioni necessarie per definire
campo a olio, in particolare, è una miscela di idrocarbu- il tipo di raccolta e di trattamento del greggio.
ri con contenuto variabile di idrocarburi leggeri e pesan- In passato sono stati fatti molti tentativi per correla-
ti. Nei leggeri predomina il metano ma sono presenti, sia re in modo semplice le caratteristiche chimico-fisiche
pure in quantità più modeste e decrescenti, etano, propa- dei greggi e dei loro tagli. Il più interessante, anche se
no e butani. Data la loro volatilità, questi componenti scarsamente utilizzato nell’attività di produzione, è il fat-
sono presenti in modo predominante nella fase vapore tore di caratterizzazione UOP (Universal Oil Product).
all’ingresso delle apparecchiature di produzione. Per quel Questo fattore, indicato con il simbolo K, mette in rela-
che riguarda gli idrocarburi pesanti esiste una grandissi- zione la temperatura media di ebollizione a pressione
ma variabilità: si hanno idrocarburi con pesi molecolari atmosferica di un taglio petrolifero con la sua densità
variabili, da quello dei pentani (il cui valore è 72,17) fino relativa, K[(460tf)d ](1/3), dove tf è la temperatura
a valori di un ordine di grandezza più elevato. espressa in gradi Fahrenheit e d la densità del taglio petro-
Come già detto nel cap. 1.1, nei giacimenti petroliferi lifero relativa all’acqua (a 60 °C). In molti greggi que-
è presente quasi tutta la gamma degli idrocarburi saturi e sto fattore rimane relativamente costante nella parte pre-
insaturi, paraffine, nafteni e aromatici (sono invece assen- ponderante dei tagli, salvo quelli estremi, leggeri e soprat-
ti le olefine). Per quanto riguarda le paraffine, o alifatici, tutto pesanti. Il fattore UOP è inoltre correlabile in modo
sono presenti sia quelle a catena lineare che quelle a cate- immediato al grado di saturazione degli idrocarburi che
na ramificata. Le caratteristiche fisiche (densità e visco- lo compongono. Quanto più basso è il valore di K, tanto
sità delle varie frazioni di un greggio) dipendono dalla pre- più basso è il rapporto idrogeno/carbonio e viceversa.
senza variabile dei componenti citati. È quindi uso comu- Ne consegue che greggi ad alto contenuto di aromatici
ne classificare i greggi in funzione del loro contenuto avranno un valore di K relativamente basso (10-11),

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IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

mentre quelli a base paraffinica avranno valori sensibil- per effettuare un corretto piano di sviluppo del giaci-
mente più elevati (12-12,5). mento, comprendente l’ubicazione, il numero di pozzi
Un fluido di giacimento e il greggio che ne deriva produttori e la loro capacità produttiva.
non contengono soltanto idrocarburi; in essi sono infat- Sulla base di questi elementi, attraverso studi di gia-
ti presenti altri elementi come l’azoto, principalmente cimento (v. capp. 4.5 e 4.6) viene definito un profilo di
sotto forma di N2 ma anche di composti azotati, lo zolfo, produzione che sta alla base di tutto lo sviluppo del campo
sotto forma di vari composti solforati quali solfuro di e in particolare della progettazione delle apparecchiature
idrogeno (H2S) e i mercaptani, dai più leggeri metil- ed di trattamento. Pur riguardando in modo predominante la
etilmercaptani presenti nei tagli leggeri (benzine) a quel- trattazione inerente agli studi di giacimento e alle tecni-
li più pesanti; sono presenti inoltre composti ternari aro- che di coltivazione, l’analisi PVT è anche la fonte princi-
matici dello zolfo. È presente anche l’ossigeno, in modo pale dei dati di base necessari alla progettazione degli
predominante sotto forma di biossido di carbonio o di impianti di superficie. Il campionamento dei fluidi per le
acqua. Nel ricombinato l’ossigeno disciolto O2 non è analisi PVT (v. cap. 4.2) viene molto spesso effettuato
presente. Una volta stoccato a pressione atmosferica il durante i test di produzione che utilizzano un separatore
greggio stabilizzato può contenere ossigeno in soluzio- di prova (v. par. 5.3.3). Le prove con separatore permet-
ne, essendo venuto a contatto con l’aria durante lo stoc- tono di campionare e analizzare separatamente il gas asso-
caggio stesso. La presenza di ossigeno accentua feno- ciato prodotto dal pozzo in esame e la fase (o le fasi) liqui-
meni di reazione chimica con parziale ossidazione di da (idrocarburi e acqua), di misurare le portate relative e
composti altobollenti e fortemente insaturi. Da ultimo, di ottenere quindi la composizione del ricombinato.
un greggio può contenere elio (He), mercurio elementa- I dati rilevati durante tali test vengono poi rielabora-
re o suoi composti quali solfuro di mercurio (HgS) e altri; ti per ricavare tutti gli elementi necessari a individuare
il fluido di giacimento contiene inoltre altri metalli pesan- il comportamento del fluido di giacimento alle condi-
ti come cromo, vanadio e loro sali. zioni dello stesso durante la vita produttiva. Si rendono
I composti solforati condizionano pesantemente il così disponibili le composizioni, le portate relative del
trattamento di raffinazione dell’olio e ne influenzano gas alle varie condizioni di separazione, i GOR (Gas-Oil
molto negativamente la commercializzazione. Per sem- Ratio, rapporto gas-olio) e le caratteristiche dell’olio alle
plicità: tenori di zolfo totale di un greggio superiori condizioni standard, cioè stabilizzato alla pressione atmo-
all’1,5% del peso creano una notevole penalizzazione sferica mediante più stadi di flash. Queste ultime con-
nel prezzo di vendita. Viceversa, greggi a basso tenore sentono di valutare sperimentalmente la densità dell’o-
di zolfo hanno un prezzo più elevato. Nell’attività di pro- lio stabilizzato e soprattutto la sua viscosità.
duzione e di trattamento dell’olio non è possibile varia- Mentre per le composizioni e le portate delle singo-
re considerevolmente il tenore totale di zolfo, mentre è le fasi di separazione e, più in generale, per ricostruire
di fondamentale importanza ridurre sia il contenuto di un bilancio completo è sufficiente la conoscenza detta-
H2S che quello di mercaptani. Il primo composto è un gliata della composizione chimica del ricombinato, per
gas letale anche in concentrazioni molto basse ed è molto la determinazione delle caratteristiche di trasporto, in
pericoloso in quanto, essendo più pesante dell’aria, tende particolare la viscosità, è necessario disporre di dati spe-
a stratificarsi nell’ambiente. La riduzione dei mercapta- rimentali. Questi solitamente vengono definiti, per mezzo
ni si rende necessaria solo per quelli volatili e più aggres- delle analisi PVT, a due diverse temperature per costrui-
sivi (metil- ed etilmercaptani); tale riduzione deve esse- re il diagramma completo dell’andamento della visco-
re effettuata nelle fasi di trattamento, quando il loro con- sità dell’olio stabilizzato. Mediante la separazione cosid-
tenuto eccede i valori consentiti. detta flash è possibile ricostruire, con calcoli d’equili-
brio termodinamico, le composizioni del liquido saturo
a varie condizioni e risalire facilmente ai valori di visco-
5.3.2 Caratterizzazione degli oli sità dello stesso e del gas. La valutazione della viscosità
di un greggio è di fondamentale importanza per indivi-
Nella fase di sviluppo e coltivazione di un campo petro- duare correttamente tutte le fasi di raccolta, separazio-
lifero è necessario conoscere nel modo più esaustivo non ne, stoccaggio e trasporto. L’argomento spesso richiede
solo le caratteristiche chimico-fisiche del greggio pro- un particolare approfondimento, tale da rendere neces-
dotto, ma anche quelle del fluido contenuto in giacimento. sario in alcuni casi un vero e proprio studio reologico.
Bisogna quindi esaminare la composizione chimica e il Riguardo alla composizione chimica, è noto che un
comportamento termodinamico del ricombinato. Que- greggio può contenere elevate concentrazioni di paraffi-
ste informazioni si ottengono per mezzo delle analisi ne anche nei tagli intermedi. Quando queste paraffine
PVT (Pressione, Volume, Temperatura) sviluppate in altobollenti sono a catena lineare, la loro particolare strut-
laboratorio e vengono raccolte in un documento chia- tura chimica aumenta la forza d’attrazione tra le mole-
mato, appunto, rapporto PVT; esse sono indispensabili cole e questo si evidenzia molto semplicemente nel loro

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 645


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

stato fisico: esse sono infatti solide a temperatura ambien- trasporto. In particolare, si deve valutare correttamente la
te. Se diluiti in proporzioni adeguate negli altri idrocar- pressione necessaria a far muovere il pistone di gel com-
buri, le paraffine ramificate, i nafteni e gli aromatici leg- preso nel tratto di linea che si vuole avviare, cioè mettere
geri rimangono in soluzione anche a temperature relati- in movimento; la verifica è molto semplice quando si
vamente basse; se invece sono presenti in concentrazioni dispone del valore dell’attrito di stacco (shear rate) alla
elevate, danno luogo a formazione di cristalli solidi in temperatura a cui si deve avviare la linea in questione.
sospensione nel liquido e, a temperatura più bassa, a feno- Per avere dati molto più particolareggiati sulla carat-
meni di separazione e di deposizione delle paraffine, tanto terizzazione dell’olio è necessario affidarsi al cosiddet-
più accentuati quanto più bassa è la temperatura. to crude assay, un rapporto che analizza in modo com-
Al di sopra del punto di formazione di microcristal- pleto ed esaustivo il greggio stabilizzato e che è finaliz-
li di paraffine (cloud point), il greggio si comporta come zato alla sua commercializzazione.
un fluido newtoniano, mentre al di sotto diventa un flui- Per quanto concerne la produzione di greggio, è impor-
do pseudoplastico con caratteristiche reologiche di dif- tante conoscere una serie di caratteristiche e di specifi-
ficile individuazione. Lo studio del moto del fluido in che riferite al campione di greggio nella sua totalità e
tali condizioni diventa molto complesso: infatti la visco- richieste per la sua commercializzazione. Nella tab. 1 ne
sità del greggio in esame non è più una costante legata sono elencate alcune fra le più importanti, con il relati-
solo alla temperatura e alla composizione del fluido, ma vo standard di riferimento. Di seguito sono descritte le
varia al variare delle condizioni del moto nella tubazio- caratteristiche e le specifiche richieste per la commer-
ne. Essa ha un valore massimo a velocità nulla (yield cializzazione del greggio.
value) e tende a diminuire all’aumentare della velocità
di scorrimento (viscosità apparente). Purtroppo durante Densità e densità API
la fase di coltivazione di un giacimento questa situazio- Densità e densità API non sono caratteristiche su cui
ne è abbastanza frequente ed è quindi molto importante poter incidere con il trattamento, almeno in modo signifi-
tenerne conto, soprattutto per la parte relativa al trasporto cativo. Riguardo alla densità API in passato esisteva una
del greggio stabilizzato. correlazione stretta fra il suo valore e il prezzo di vendita,
È evidente che, ovunque sia economicamente fattibi- bastava quindi aumentare i gradi API anche di pochi deci-
le, si cerca di evitare la condizione di flusso non newto- mali e si otteneva un aumento di prezzo. La riduzione di
niano del greggio, mantenendo la temperatura al di sopra densità e l’aumento corrispondente dei gradi API sono
del cloud point. Ciò riguarda soprattutto il trattamento e riconducibili a trattamenti che comportano un maggiore
lo stoccaggio: le apparecchiature coinvolte, essendo con- recupero dei leggeri; tali trattamenti sono pertanto consi-
centrate in un’area delimitata, possono essere riscaldate e gliabili, anche se risultano meno vantaggiosi rispetto al
isolate termicamente per evitare i problemi legati alla depo- passato in quanto attualmente, salvo eccezioni, il greggio
sizione di paraffine solide. Questo non è sempre possibi- più richiesto non è quello leggero ma quello intermedio.
le nel caso delle reti di raccolta che convogliano la pro-
duzione dei singoli pozzi al centro di trattamento; è quin- Tensione di vapore Reid (RVP, Reid Vapour Pressure)
di indispensabile avere il supporto di uno studio reologico La tensione di vapore del greggio è la misura del suo
completo e individuare correttamente tutti i parametri di grado di stabilizzazione. Quanto più è bassa la tensione,

tab. 1

Caratteristiche Unità di misura Standard di riferimento

Densità e densità API °API


Tensione di vapore Reid psia ASTM D 323
Contenuto di H2S ppm in peso ASTM D 3227
Contenuto di mercaptani (metil- ed etil-) ppm in peso ASTM D 3227
Contenuto totale di zolfo % in peso ASTM D 4294
Contenuto d’acqua e salinità % in volume e ptb ASTM D 4006, IP 265
Contenuto di paraffina (wax) % in peso BP 237
Punto di intorbidimento (cloud point) superiore e inferiore °C
Punto di scorrimento (pour point) °C
Viscosità cP ASTM D 445
Acidità totale (total acid number) mg di KOH/g ASTM D 664
Contenuto di metalli pesanti ppm in peso IP 288

646 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

tanto più è stabilizzato il prodotto e quindi questa speci- adottata nella valutazione della trasportabilità di un greg-
fica è determinante nel definire i processi di trattamento gio, anche se quanto sopra detto porta a concludere che
del greggio. È importante ricordare che anche i prodotti si possono avere notevoli deviazioni. Da un punto di vista
finiti, benzina e GPL, devono rispettare vincoli molto stret- teorico e anche pratico sarebbe più logico riferirsi alla
ti di tensione di vapore. Dovendo essere stoccati in ser- tensione di vapore effettiva. Con le moderne metodolo-
batoi atmosferici, sia il greggio che la benzina da esso gie di calcolo computerizzato, conoscendo in modo abba-
ricavata devono avere una tensione di vapore inferiore alla stanza preciso la composizione degli idrocarburi legge-
pressione di ebollizione alla temperatura di stoccaggio. ri in un campione di greggio, per esempio sino ai pen-
Quanto maggiore è la differenza fra pressione atmosferi- tani, è possibile calcolare con una deviazione molto
ca e tensione di vapore alla temperatura di stoccaggio, modesta la tensione di vapore reale a varie condizioni e
tanto minori sono le perdite per evaporazione, causa di stabilire in modo preciso il margine operativo e le per-
notevole inquinamento ambientale. Qualora non siano pre- dite per evaporazione che ci si devono aspettare.
visti sistemi di captazione e raccolta dei vapori spiazzati,
la maggiore stabilizzazione riduce considerevolmente l’in- Contenuto di solfuro di idrogeno (H2S)
quinamento dell’atmosfera dovuto a idrocarburi incom- Il solfuro di idrogeno, anche se non costituisce il prin-
busti. Mentre per le benzine le specifiche di tensione di cipale inquinante dei greggi, è sicuramente il più temibi-
vapore sono ben definite e rispecchiano la particolare situa- le. Pertanto sia la normativa che le tipologie di impianto
zione ambientale (vengono, in particolare, dati due valo- preposte a garantire valori accettabili devono essere valu-
ri: estivo e invernale), per quanto riguarda il greggio la tate con molta cura, standardizzando quanto più possibi-
normativa è abbastanza elastica. le la specifica di contenuto massimo ammissibile di H2S.
La tensione di vapore secondo il metodo Reid è una Il valore massimo ammesso può variare in funzione
misura standardizzata della pressione che si viene a crea- del tipo di stabilizzazione prevista. Per esempio, nel caso
re all’interno di una bombola di dimensioni convenzio- in cui per ragioni commerciali si decidesse di stabiliz-
nali immersa in un bagno termostatato a 100 °F (37,8 °C) zare in modo spinto il greggio, un contenuto di H2S ai
dopo essere stata parzialmente riempita del campione liqui- valori più alti di quelli normalmente consentiti sarebbe
do da testare. Questo metodo comporta però un errore meno pericoloso. Se il processo di addolcimento del greg-
sistematico di misura; infatti la tensione di vapore della gio venisse attuato attraverso una stabilizzazione con fra-
benzina dipende in buona parte dal contenuto in butani. zionamento (v. par. 5.3.4) anziché con flash più o meno
A 100 °F il normalbutano e l’isobutano hanno tensioni di riscaldati (v. par. 5.3.3) a una buona stabilizzazione cor-
vapore rispettivamente di 56 psia circa e di 60 psia; per- risponderebbe quasi sempre una riduzione dell’H2S a
tanto il loro contributo alla tensione di vapore della misce- valori trascurabili.
la è molto alto. Ciò significa che le perdite di idrocarbu- Per quanto riguarda i valori limite, solo le GOST (spe-
ri leggeri per evaporazione, sistematiche nella misurazio- cifiche di trasporto gas-olio in uso nei paesi ex sovieti-
ne e nel campionamento stesso, riducono sensibilmente ci e in quelli dell’Est europeo) indicano un valore uni-
il valore della tensione di vapore del liquido esaminato. voco per il trasporto e la commercializzazione. Questo
Tale deviazione per le benzine è molto vicina al 20% ossia valore è di 20 ppm in peso. Nei paesi occidentali, euro-
a una tensione di vapore Reid di 10 psia, corrispondente pei in particolare, non esiste uno standard universalmente
a una tensione di vapore vera (TVP) di circa 12 psia. accettato, ma spesso le compagnie operanti nel settore
Per l’olio greggio la situazione è anche peggiore: il si sono autoimposte valori di 50 ppm in peso e qualche
contributo alla tensione di vapore della miscela è dato volta anche più elevati (70 ppm). Negli ultimi anni comun-
dai gas secchi (metano ed etano) che, anche se presenti que la maggiore sensibilità verso i problemi legati all’in-
in concentrazioni molto modeste, possono contribuire al quinamento e alla sicurezza ha comportato un notevole
50% della tensione totale. Essi infatti hanno tensioni di abbassamento di tali valori.
vapore altissime come componenti puri (rispettivamen-
te 5.000 e 800 psia a 100 °F). Se durante il campiona- Contenuto di mercaptani (metil- ed etilmercaptano)
mento si perde per evaporazione lo 0,2% in volume del Il contenuto di mercaptani viene limitato per una serie
campione, essendo la perdita dovuta principalmente a di motivi, il più banale dei quali è che una presenza di
metano, etano e GPL, la tensione di vapore del greggio poche parti per milione di tali composti è sufficiente a
dà una deviazione tale da influire perfino sull’ordine di conferire un odore molto forte e sgradevole ai vapori esa-
grandezza: per esempio, valori di 3 psia di tensione di lati dai serbatoi di stoccaggio. La lavorazione di olio con
vapore Reid contro 17 psia di tensione di vapore vera alto contenuto di mercaptani è quindi da evitare, tenen-
sono usuali quando il greggio viene stabilizzato con il do conto che le raffinerie sono spesso situate in prossi-
sistema multiflash (v. par. 5.3.3). mità di aree densamente popolate.
Dal punto di vista commerciale e normativo la RVP I mercaptani non sono più pericolosi per la salute
è da considerarsi comunque l’unica misura standard umana di quanto non lo sia la paraffina corrispondente,

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 647


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

mentre sono abbastanza pericolosi per lo stoccaggio atmo- secondario, da risolvere in modo indiretto utilizzando
sferico. Essendo relativamente aggressivi, attaccano la apparecchiature dedicate ad altri servizi, come i serba-
parete metallica del serbatoio all’interfaccia vapore-liqui- toi di stoccaggio. Questa consuetudine è spiegata sostan-
do, causando fenomeni di corrosione con formazione di zialmente da due fattori. In primo luogo, l’olio prodot-
una patina di solfuro di ferro; il problema legato a tale to viene principalmente trasportato via mare con petro-
aggressività non dipende quindi dalla corrosione in quan- liere; dovendo utilizzare acqua di mare con salinità 35 g/l
to tale, molto modesta, ma dal fatto che i solfuri di ferro per lo zavorramento (ballasting) di queste ultime, il greg-
a contatto con l’ossigeno diventano piroforici. Siccome gio trasportato sarà comunque inquinato con acqua sala-
anche l’H2S ha la stessa peculiarità, la presenza dei due ta. In secondo luogo, più importante, la raffinazione a
composti fa sì che il loro effetto si sommi. cui il greggio è destinato prevede una desalinizzazione
Anche in questo campo le GOST sono molto restrit- molto spinta della carica da trattare, in quanto nei pro-
tive e prevedono un preciso standard di concentrazione, cessi utilizzati si raggiungono temperature alle quali i
pari a 60 ppm in peso (come metil- ed etilmercaptano). cloruri si dissociano dando luogo alla formazione di acido
Nel mondo occidentale questa limitazione è sempre stata cloridrico. Per limitare questo effetto, la salinità dell’o-
trascurata, almeno in passato. In alcuni casi però essa lio in raffineria viene portata a valori inferiori a 3 ptb
viene indirettamente attuata, in quanto nella commercia- (pounds per thousand barrels), pari a circa 8,6 g/m3. Nel-
lizzazione del greggio ha molta importanza l’acidità orga- l’attività di produzione questo valore non è comune: il
nica totale. H2S e mercaptani reagiscono con la sostanza più usato è 20 ptb, che corrisponde a 57,5 g/m3. Se si
di titolazione (soluzione di KOH) e pertanto possono alza- abbinano le due specifiche (contenuto d’acqua e sali-
re considerevolmente il valore di tale acidità, penaliz- nità) sopra menzionate, si arriva a determinare la mas-
zando significativamente il prezzo del greggio. sima salinità dell’acqua residua accettabile nel greggio,
La demercaptanazione è ancora più importante quan- che è pari a 11,5 g/l. Per concludere, si può notare che
do, come in molti grandi progetti recenti, si decide di in molti casi, non essendo lo standard universalmente
trasportare l’olio prodotto da vari campi in modo con- accettato, si possono incontrare specifiche anche molto
sortile utilizzando un’unica infrastruttura comune. Se più blande, per esempio 60 ptb o anche 200 g/m3.
greggi ad alto contenuto di mercaptani venissero immes-
si nell’oleodotto senza un pretrattamento, o con una spe- Cloud point, pour point, contenuto di paraffina
cifica troppo blanda, inquinerebbero inevitabilmente tutta Per cloud point si intende il valore di temperatura a
la produzione trasportata nell’oleodotto in questione, cui cominciano a formarsi i microcristalli di paraffina nel
provocandone il deprezzamento. greggio prodotto. Se la temperatura si abbassa ulterior-
mente, il greggio perde le sue caratteristiche originali e si
Contenuto totale di zolfo trasforma in un gel sempre più consistente; la sua visco-
Il contenuto di zolfo è di grande importanza nella sità diventa molto elevata ed esso non riesce più a scor-
commercializzazione del prodotto, ma è di poca rile- rere nella tubazione. Il valore di temperatura corrispon-
vanza nel trattamento di campo. Anche i trattamenti espo- dente a tale limite è chiamato pour point (punto di scor-
sti al punto precedente di solito non influenzano il con- rimento). Si può comunque ricordare che molto spesso
tenuto totale di zolfo, in primo luogo perché i mercap- l’analisi PVT non individua questi valori, che invece ven-
tani contengono una porzione trascurabile dello zolfo gono evidenziati dal crude assay: questa indagine, per la
totale e in secondo luogo perché il trattamento estratti- sua complessità, non sempre è disponibile nella fase ini-
vo dei mercaptani, benché disponibile, non viene usato ziale del progetto di sviluppo di un campo, pertanto non
nell’attività di produzione di campo. è improbabile che lo sviluppo stesso inizi senza queste
valutazioni. L’individuazione dei parametri, così come
Contenuto d’acqua e salinità vengono quantificati nel crude assay, evidenzia soltanto
L’acqua è presente nella produzione di olio greggio l’esistenza di un problema correlato alla presenza di paraf-
e deve essere rimossa per la commercializzazione. Il fine e dà le più importanti indicazioni per valutarne l’en-
tenore residuo d’acqua ammesso in un greggio trattato tità. Per poter procedere nella soluzione del problema è
è universalmente stabilito nello 0,5% in volume. L’ac- quindi necessario ricorrere anche allo studio reologico.
qua viene facilmente rimossa nel processo di separazio-
ne olio-gas (separatori trifasi). Solo in casi particolari, Viscosità
con oli molto densi e molto viscosi, è necessario ricor- I valori di viscosità rilevati nello studio di caratte-
rere a un trattamento specifico. rizzazione del greggio sono soltanto indicativi e solita-
Il contenuto salino del greggio dipende esclusiva- mente molto pessimistici. Nello studio del trattamento
mente dalla presenza dell’acqua di strato. Per molto tempo dell’olio è necessario disporre di rilevazioni dirette sul
sia il contenuto d’acqua che quello di sale nella produ- fluido prodotto e separato a testa pozzo. I dati ricavati
zione del greggio sono stati considerati un problema dalle analisi PVT sono di solito più corretti.

648 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

Acidità totale gli impianti di trattamento, essi si caratterizzano per le


L’origine dell’acidità totale è già stata precedente- condizioni estreme di pressione alle quali le normali
mente menzionata. In generale, è importante ricordare equazioni di stato sono poco utilizzabili e pertanto è
che i greggi ad alta acidità vengono deprezzati com- necessario ricorrere a studi condotti in laboratorio. Ciò
mercialmente, pertanto è bene ridurre questo valore a non vale nelle condizioni più comuni di manipolazione
livelli più bassi. Parlando di H2S e mercaptani leggeri, (handling) e trattamento del greggio. In questo segmen-
quindi di acidità volatile, si è visto come sia possibile e to dell’industria petrolifera, come si vedrà nella tratta-
conveniente ridurne il valore. Non è invece economica- zione che segue, la maggior parte dei processi coinvol-
mente fattibile incidere sull’acidità conseguente a com- ti non si basa su reazioni chimiche né tanto meno con-
posti altobollenti (acidi naftenici). Un ordine di gran- templa l’uso di catalizzatori, molto usati invece nella
dezza comunemente accettato senza penalizzazioni per raffinazione; per tale ragione, sia la progettazione che la
l’acidità totale è di 0,25 mg di KOH/g. conduzione degli impianti di trattamento previsti pos-
sono essere facilmente schematizzate e scomposte in una
Contenuto di metalli pesanti serie di poche unità operative, legate essenzialmente a
Il contenuto di metalli pesanti non incide minima- trasformazioni di carattere fisico.
mente nei trattamenti di campo. Una desalinizzazione, In questo modo è molto più facile che in altri campi
con relativo lavaggio con acqua, può ridurre la loro pre- sviluppare, sulla base delle più comuni equazioni di
senza sotto forma di sali, anche se nei trattamenti di campo stato, bilanci di materia e di energia molto precisi e ade-
non è comunque un obiettivo importante. In alcuni casi, renti alla realtà, senza dover ricorrere a dati empirici.
molto rari, quando può essere conveniente utilizzare il La grande affidabilità dei metodi sopraesposti e l’affi-
greggio stabilizzato come combustibile per generare ener- namento dei programmi di simulazione consentono di
gia elettrica, il tenore di metalli pesanti viene ridotto solo abbreviare i tempi di progettazione dei processi di trat-
nella parte utilizzata per tale funzione, come richiesto dai tamento del greggio, rendendo altresì possibile l’otti-
fornitori dei motori e delle turbine. mizzazione del funzionamento di impianti anche molto
complessi.

5.3.3 Separazioni Separazione olio-gas


Il primo processo di trattamento dell’olio greggio è
Prima di passare a descrivere in dettaglio i vari metodi basato sulla semplice separazione fisica delle fasi prin-
di separazione, è opportuno sottolineare alcune peculia- cipali. Il fluido prodotto dal giacimento attraverso un
rità che contraddistinguono il trattamento dell’olio al sistema di reti di raccolta viene trasportato dai singoli
campo e l’utilizzo degli equilibri termodinamici in esso pozzi a uno o più centri di trattamento. Il trasporto avvie-
coinvolti, sia rispetto allo studio del giacimento, che lo ne in bifase, olio-gas; conseguentemente il sistema di
precede, sia a quello della raffinazione, che lo segue. separazione, o meglio il suo primo stadio, è influenzato
Equilibri e curve di fase vengono comunemente usati pesantemente dalle condizioni di moto esistenti nella rete
nello studio termodinamico di giacimento (v. capp. 1.1 di raccolta. La fig. 2 mostra la suddivisione nelle classi-
e 4.2). Benché concettualmente identici a quelli usati per che condizioni di flusso orizzontale bifase.

100
a bolle vL, velocità del liquido
a bolle
vG, velocità del gas
rL, densità del liquido
NLvL(rL/gs)1/4

a tappi
10
a tappi g, accelerazione di gravità
a onda s, tensione superficiale
NL, numero adimensionale relativo
1,0
alla velocità superficiale del
anulare liquido
a onda
stratificato NG, numero adimensionale relativo
anulare alla velocità superficiale del
stratificato gas
0,1
0,1 1,0 10 100 1.000
NGvG(rL/gs)1/4

fig. 2. Regimi di flusso orizzontale bifase


(Katz et al., 1959).

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 649


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

Se il flusso è stratificato, alle condizioni d’ingresso Lo scopo di quest’ultimo è quello di separare le due fasi,
nel sistema di separazione le due fasi si presentano già consentendo di ottenere una corrente gassosa e un olio
uniformemente separate; si tratta quindi di prevedere un stabilizzato, ossia due prodotti intermedi, in quanto
polmone minimo attraverso il quale le due correnti distin- entrambi dovranno subire ulteriori trasformazioni prima
te vengono convogliate ai rispettivi collettori. Se invece di potersi considerare un prodotto finito.
si prende in considerazione la condizione di flusso deno- Per quanto riguarda il prodotto principale, cioè l’olio
minata flusso a tappi (slug flow), la situazione è com- greggio, si è detto che il suo trattamento consiste princi-
pletamente diversa. Il polmone che rende possibile la palmente nel renderlo stabile alle condizioni di stoccag-
separazione deve prima di tutto uniformare il flusso in gio e trasporto. Poiché queste due ultime operazioni si
ingresso all’impianto e quindi deve essere di dimensio- effettuano solitamente a temperatura ambiente e a pres-
ni considerevolmente maggiori; queste ultime, pertanto, sione atmosferica, l’olio per essere stabilizzato deve esse-
dipendono essenzialmente dalle condizioni fluidodina- re separato dal gas associato, in modo da garantire una
miche a monte. È bene precisare che, mentre la condi- tensione di vapore minore o uguale a quella atmosferica.
zione ottimale di flusso stratificato non si verifica quasi Ciò si realizza comunemente con un sistema multiflash,
mai, quella di slug flow è molto comune. Di fatto, sia che provvede a una separazione a più stadi a pressioni
per le scelte progettuali che vengono assunte nel dimen- decrescenti, da quella d’arrivo al centro di trattamento a
sionamento del sistema di raccolta, sia per la tipologia quella atmosferica finale. Questo trattamento è il più sem-
del fluido trasportato (rapporto gas-olio, densità e visco- plice ed è tuttora alla base del processo di separazione e
sità della fase liquida, ecc.), sia infine per le caratteri- stabilizzazione dell’olio. In passato la sua semplicità era
stiche del terreno nel quale il trasporto bifase viene rea- accentuata dal fatto che solo una piccola parte delle cor-
lizzato (sequenza di collinette e avvallamenti) è presso- renti gassose prodotte a pressioni decrescenti veniva uti-
ché impossibile avere un moto uniforme in ingresso lizzata per le utilities di campo, quale per esempio la pro-
nell’unità di separazione gas-olio. In conclusione, oltre duzione di energia elettrica necessaria per far funziona-
alla portata, al rapporto gas-olio e alle caratteristiche re l’impianto di trattamento e per la spedizione dell’olio
delle fasi, è necessario tenere conto anche del tipo di e gli eventuali riscaldamenti. In tali condizioni il sistema
flusso in arrivo e dei suoi parametri essenziali nel dimen- di trattamento si riduceva effettivamente a una serie di
sionamento del sistema di separazione. stadi di separazione, di solito tre (quattro al massimo), e
Un secondo elemento di raccordo con il sistema di alle fiaccole per smaltire il gas associato prodotto.
produzione a monte riguarda le apparecchiature di test, Dal momento che questa tipologia d’impianto non è
essenziali per stabilire la condizione ottimale di coltiva- del tutto scomparsa, è importante evidenziare che tale
zione del campo durante tutta la vita produttiva del gia- modalità operativa risulta sfavorevole per quanto riguar-
cimento. Questa conoscenza si ottiene mediante test da l’impatto ambientale e la conservazione dell’energia.
periodici effettuati sui singoli pozzi in produzione. Il C’è tuttavia da tenere in considerazione un ulteriore aspet-
modo più semplice e comune di effettuare questi test di to, cioè l’efficienza che tale tipo di scelta comporta. Se
produzione è quello di avere in ingresso all’impianto due tutto il gas prodotto dalla separazione venisse raccolto,
linee di raccolta (manifold): una per la produzione, dove compresso e convogliato a un trattamento e a una suc-
tutti i pozzi confluiscono per alimentare la linea di pro- cessiva utilizzazione, parlare di efficienza di separazio-
duzione, e una per effettuare i test (test manifold), alla ne sarebbe di minore importanza: infatti tutto ciò che non
quale alternativamente vengono collegati i singoli pozzi viene recuperato come greggio verrebbe recuperato come
da testare. Tale soluzione consente di avere un’unica gas. Se invece il gas viene bruciato o, come più spesso
apparecchiatura di prova (test separator), operante in accade oggi, reiniettato in giacimento, una porzione mode-
parallelo ai separatori di produzione; ciò costringe però sta, ma non trascurabile, di prodotti leggeri liquidi viene
a realizzare la rete di raccolta con linee singole (flow comunque bruciata o reiniettata nel giacimento.
line), pozzo per pozzo, sino all’arrivo in centrale (al test È evidente che l’obiettivo principale di un sistema di
separator). Nel caso di coltivazione di giacimenti molto separazione multiflash o di stabilizzazione di altro tipo
estesi è possibile raccogliere più pozzi provenienti da è quello di massimizzare il recupero di idrocarburi leg-
una singola area e convogliarli al sistema centralizzato geri. Questo risultato infatti aumenta la produzione di
di trattamento con una linea singola. In questo caso il greggio e aumenta, sia pur leggermente, la densità API
centro satellite (o i centri, se sono più d’uno) dovrà esse- del prodotto.
re provvisto a sua volta di un test manifold e di un test Di solito per accrescere il recupero di liquido si incre-
separator; oppure, oltre alla linea di produzione, si dovrà menta il numero di stadi di separazione. Si supponga di
prevedere una singola flow line per il test che colleghi il stabilizzare l’olio mediante solo due stadi: uno in pres-
satellite in esame al centro olio principale. sione e uno a pressione atmosferica. Questa è la solu-
Fatte queste dovute premesse, si può analizzare più zione adottata nei test di produzione con campionamento
in dettaglio un sistema completo di separazione olio-gas. dei fluidi per gli studi PVT. Tali test si effettuano a una

650 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

pressione adeguata per avere i parametri di produzione presenti nell’olio stabilizzato non è trascurabile. Ancor
dei pozzi. Per tradurre poi la produzione del pozzo alle meno trascurabile è il contributo che gli stessi danno alla
condizioni stock tank, cioè atmosferiche, la fase liquida tensione di vapore. Se si assume di avere, durante lo stoc-
raccolta dal separatore di test viene separata alla pressio- caggio, una perdita dell’ordine dello 0,2% in volume,
ne atmosferica. Il prodotto ottenuto è l’olio stabilizzato, tradotta percentualmente in moli tale perdita diviene
ossia a condizioni stock tank. Le due correnti gassose molto più importante. In tal caso si vede come il conte-
invece, quella di separatore e quella relativa allo stadio nuto finale di gas secchi nell’olio, cioè metano ed etano,
atmosferico, sono molto ricche di composti leggeri che subisca una variazione notevole. Così pure subisce una
con un diverso metodo potrebbero rimanere in soluzione variazione notevole la tensione di vapore finale del greg-
nell’olio aumentandone la quantità e la qualità. Se infat- gio. In sostanza, il greggio stabilizzato e stoccato può
ti la pressione di erogazione dei pozzi e di conseguenza raggiungere una tensione di vapore accettabile proprio
quella d’arrivo al centro di raccolta sono sufficientemen- durante lo stoccaggio stesso, che diventa impropriamente
te elevate, si può convenientemente passare da due a tre l’ultimo stadio di stabilizzazione dell’olio a monte del
o addirittura quattro stadi (tre più uno atmosferico). Dal trasporto e della commercializzazione.
momento che il recupero o le perdite, a seconda della pro- Il meccanismo spiega come in molti casi, soprattut-
spettiva d’osservazione, sono legati al gas associato nel to per oli relativamente leggeri (densità API36°) e a
primo stadio e al gas di soluzione negli stadi successivi, bassa viscosità, non sia necessario controllare la tempe-
è opportuno usare più stadi per liberare quest’ultimo. ratura finale di separazione per avere una stabilizzazio-
Tenendo conto che, a parità di altri parametri, il gas di ne adeguata, in quanto questa si realizza durante la per-
soluzione è direttamente legato alla pressione, quanto più manenza nello stoccaggio. Di fatto, quindi, la separa-
alta è quest’ultima nel primo stadio di separazione, tanto zione viene spesso effettuata alla stessa temperatura
maggiore è il GOR di soluzione nel liquido separato e d’arrivo al centro di raccolta e di trattamento.
conseguentemente tanto più alto sarà il recupero di liqui- Questa prassi non sempre è consigliabile, anche per-
di, utilizzando più stadi d’equilibrio a pressioni interme- ché le temperature dei fluidi erogati dai pozzi possono
die tra quella iniziale e l’atmosferica finale. essere molto elevate e mantenersi tali nella rete di raccol-
È opportuno sottolineare che non soltanto il recupe- ta. Ciò accade abbastanza di frequente nello sviluppo di
ro di liquido trae vantaggio dalla scomposizione in più campi a terra. Se la profondità dello strato produttivo è
stadi di separazione, ma anche l’eventuale recupero del abbastanza grande, per esempio 4.000 m, come spesso
gas di separazione, che tuttavia deve essere portato dalla accade nei campi a olio di più recente scoperta, la tempe-
pressione operativa a cui è stato prodotto a quella finale ratura dello strato produttivo può superare i 120 °C. In casi
richiesta attraverso una serie di stadi di compressione. particolari quest’ultima può raggiungere anche 150 °C a
Un altro parametro importante nella stabilizzazione profondità poco superiori a 4.000 metri. In queste condi-
dell’olio per separazione è la temperatura operativa dello zioni, pur tenendo presente il raffreddamento lungo la
stadio atmosferico. In condizioni normali, un valore di colonna del pozzo (poco rilevante) e quello, più impor-
40 °C, consentendo di ottenere una tensione di vapore tante, lungo la condotta interrata, si può arrivare alle appa-
effettiva leggermente inferiore alla pressione atmosferi- recchiature di trattamento con una temperatura attorno ai
ca, riduce al minimo le perdite per evaporazione (v. par. 100 °C, che non è affatto ideale per una stabilizzazione
5.3.6). Nello stoccaggio, inoltre, la tensione di vapore multiflash. La condizione opposta si presenta invece quan-
Reid dell’olio è molto bassa e in linea con quanto richie- do un campo viene sviluppato offshore. In tal caso, il raf-
sto comunemente per il trasporto. Si può osservare che freddamento del fluido nelle condotte sottomarine può
la tensione di vapore è data in modo predominante da essere molto elevato e la temperatura dell’olio raccolto
pochi componenti che vanno dal metano ai butani. all’ingresso dell’apparecchiatura di separazione può risul-
Estendendo per semplicità le leggi di Raoult e di tare troppo vicina a quella del fondo del mare (12 °C in
Dalton, valide per gas perfetti, alle miscele di idrocarbu- mari temperati, come il Mediterraneo). A questa tempe-
ri in esame e considerando la tensione di vapore dei com- ratura la separazione delle due fasi può diventare diffi-
ponenti puri, si ha PPi Xi , dove P è la tensione di vapo- coltosa a causa dell’aumentata viscosità del liquido. Senza
re della miscela, Pi Xi è il contributo o pressione parziale un controllo di temperatura nello stadio finale, la tensio-
del componente i-esimo, Xi la sua frazione molare e Pi la ne di vapore del prodotto stabilizzato risulterebbe troppo
sua tensione di vapore allo stato puro. Essendo l’intera- elevata. Pur non considerando il raffreddamento dovuto ai
zione fra i componenti modesta, l’uso delle leggi sopra flash adiabatici, l’olio allo stadio atmosferico avrebbe una
citate non dà deviazioni significative (di solito si ottengo- tensione di vapore vera a 30 °C di gran lunga superiore
no valori più elevati di quelli ottenuti con un calcolo di a una atmosfera (1,8 bar assoluti) e anche la tensione di
punto di bolla mediante le equazioni di stato più corrette). vapore Reid risulterebbe troppo elevata: è quindi neces-
Se si prende in esame il caso di separazione a due sario aumentare la temperatura dello stadio finale di sepa-
stadi, si può notare che il tenore di metano ed etano razione. Finora si è considerato lo stadio finale come

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 651


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

atmosferico; in realtà, qualora si voglia recuperare il gas quanto più possibile basse le temperature dei primi stadi
prodotto anche da questo separatore mediante compres- e regolando opportunamente, mediante riscaldamento, la
sione dello stesso, è prassi comune mantenere la pressio- temperatura e la pressione dello stadio finale.
ne operativa a valori più elevati di quella atmosferica. Anche Si è visto ciò che accade nel caso in cui l’olio arrivi
quando il gas venga bruciato in fiaccola, la pressione ope- alla separazione con temperature modeste, minori o ugua-
rativa sarà maggiore o uguale a 1,2 bar assoluti. li a quella ambientale. Nel caso di olio entrante a tempe-
Tenendo conto di questo nuovo parametro operativo, rature molto elevate, come quelle precedentemente descrit-
è facile calcolare la temperatura richiesta per ottenere il te, può verificarsi la situazione opposta, ossia la necessità
grado di stabilizzazione voluto. In molti casi il valore otti- di raffreddare tutte e tre le correnti gassose prodotte dai
male di pressione nel separatore è dell’ordine di 1,7 bar separatori o addirittura di raffreddare tutta la corrente
assoluti; per le esigenze sopra esposte, la temperatura entrante nell’unità di separazione. Ovviamente i conden-
operativa per ottenere una tensione di vapore Reid di 10 sati prodotti nel raffreddamento del gas, compreso quel-
psia diventa pari a 75-80 °C. Ciò significa che è neces- lo di primo stadio, vanno riciclati nei separatori stessi (nello
sario prevedere un notevole riscaldamento a monte dello stadio a valle). Questa condizione non è molto rara; in
stadio finale. Come si può vedere dallo schema di fig. 3, parecchi casi, oltre al semplice raffreddamento, si ricorre
il gas dello stadio finale e intermedio viene ricompres- addirittura a un sistema vero e proprio di degasolinaggio,
so e miscelato con la corrente dello stadio precedente. mediante refrigerazione, di tutto il gas associato (v. cap.
Nello stadio finale, il gas viene raffreddato a monte del 5.4). I liquidi così prodotti possono essere trattati e fra-
relativo stadio di compressione e i liquidi condensati ven- zionati come descritto nel capitolo citato e possono esse-
gono miscelati al greggio stabilizzato. re commercializzati separatamente se i quantitativi sono
Per quanto riguarda il primo stadio di separazione, e tali da rendere economica l’operazione. Spesso il con-
molto spesso anche per l’intermedio, non è previsto alcun densato ottenuto dal degasolinaggio del gas può essere
riscaldamento, se non intervengono altre problematiche riciclato e commercializzato attraverso l’olio greggio stes-
che si vedranno in seguito (disidratazione, desalinizza- so, previa stabilizzazione della corrente totale: la solu-
zione). Infatti, la bassa temperatura dei primi due stadi zione risulta utile quando il gas viene poi reiniettato in
comporta una riduzione delle perdite di idrocarburi leg- giacimento sia per motivi di risparmio energetico, sia per
geri nelle correnti gassose. I gas vengono separati in con- problemi di produttività del giacimento. In tal caso, il dega-
dizioni d’equilibrio termodinamico con il liquido alle con- solinaggio serve a massimizzare il recupero immediato di
dizioni relative di temperatura e pressione. In conclusio- liquidi e quindi non è necessario rispettare particolari vin-
ne, un sistema di separazione-stabilizzazione multiflash coli di punto di rugiada del gas. Quando invece si ritiene
dell’olio produce il suo massimo recupero mantenendo opportuno commercializzare il gas associato, può essere

recupero
e/o reiniezione gas gas associato

compressore MP

ricombinato separatore compressore LP


II stadio
separatore separatore
I stadio acqua III stadio
di lavaggio

trattamento
acqua oleosa

olio stabilizzato e desalinizzato

fig. 3. Separazione trifase con riscaldamento e desalinizzazione. MP, media pressione; LP, bassa pressione.

652 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

reiniezione
recupero gas

HP manifold
compressione
MP gas

compressione
LP gas

MP manifold

olio
trattamento stabilizzato
acqua oleosa
LP manifold

fig. 4. Separazione
trifase, con tre livelli
di pressione
d’erogazione.
HP, alta pressione.

necessario un degasolinaggio più spinto con produzione liquida del sistema di stabilizzazione ideale (un sistema
di gas di petrolio liquefatti come terzo prodotto; non sem- di stabilizzazione può quindi essere considerato ottimale
pre, infatti, i GPL estratti possono essere miscelati alla quanto più si avvicina alla soluzione descritta). In secon-
corrente di olio stabilizzato. In sostanza, non è possibile do luogo, la separazione ideale permette di capire fin dai
ottemperare a due vincoli contrapposti tra loro se non pro- primi dati a disposizione (ricombinato di giacimento) se,
ducendo un terzo prodotto. e fino a che punto, sia possibile suddividere in due sole
Come si può facilmente notare, partendo da uno sche- correnti il fluido di giacimento, fornendo un gas e un olio
ma molto semplice è possibile arrivare a un sistema di liquido stabilizzato che rispecchino i vincoli più elemen-
stabilizzazione più esteso e abbastanza sofisticato. Oggi tari per il trasporto e/o per la commercializzazione. Tale
una tale situazione è del tutto normale. condizione di grande vantaggio economico (minori inve-
La cosiddetta separazione o stabilizzazione ideale di stimenti) e di grande semplicità operativa è possibile a
un fluido di giacimento consiste nel suddividere il ricom- patto che la stabilizzazione del greggio si effettui in modo
binato in due correnti, una a vapore e una liquida. Que- adeguato, cioè sia il più possibile vicina a un vero e pro-
st’ultima contiene la totalità dei componenti liquidi allo prio frazionamento e non a una grossolana separazione
stato puro, cioè il C5, mentre la prima contiene la tota- ottenuta per flash. Quest’ultima, come mostrano gli esem-
lità dei componenti volatili (metano, etano, azoto e CO2). pi citati, produce una corrente di liquido stabilizzato la cui
Per quanto riguarda propano e butani, che diventano i tensione di vapore è principalmente creata dalla presenza
componenti chiave del frazionamento, la corrente di idro- di metano ed etano, componenti che possono essere ridot-
carburi liquidi conterrà normalbutano isobutano fino al ti al minimo e dare quindi un contributo trascurabile alla
raggiungimento della tensione di vapore accettabile tensione di vapore dello stabilizzato. Ciò non richiede un
(RVP0,7 bar assoluti). In molti casi, per arrivare a que- impianto ideale né troppo sofisticato (v. par. 5.3.4).
sto valore la corrente liquida conterrà anche una parte È intuitivo che una percentuale importante dei buta-
del propano presente nel ricombinato, mentre la parte ni, salvo casi molto particolari, può essere contenuta nel-
rimanente si troverà nella corrente gas. Un simile meto- l’olio con RVP minore o uguale a 10 psia. Spesso può
do consente di sviluppare due tipi di analisi. In primo essere accettabile anche una porzione non trascurabile
luogo, permette di valutare in modo semplice e oggetti- di propano.
vo la resa effettiva di un sistema di separazione, e ciò Nella valutazione del sistema di separazione multi-
viene fatto raffrontando la corrente d’olio stabilizzato flash è stata ipotizzata, per semplicità, la produzione del
attraverso due o tre stadi di separazione con la corrente campo in esame come una singola corrente. In tal modo

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 653


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

tutti i pozzi, qualunque sia la loro condizione operativa, La specifica da rispettare è lo 0,5% in volume di water
entrano alla fine del sistema di raccolta in un unico manifold cut residuo. Nelle normali condizioni di separazione,
che raccoglie e uniforma tutta la produzione. Si noti che cioè quando l’olio ha viscosità modesta e densità medio-
in questo modo l’intera produzione viene trattata alla con- bassa, la separazione dell’acqua, e quindi l’ottenimento
dizione del pozzo con la pressione operativa più bassa in di tale specifica, non comportano particolari accorgi-
arrivo al centro di raccolta. Spesso nella prima fase d’e- menti. È infatti sufficiente prevedere al posto di semplici
rogazione del giacimento questa condizione è poco pena- separatori bifase, gas-olio, dei separatori trifase, gas-
lizzante, in quanto di solito i pozzi erogano a pressioni olio-acqua, che permettano di separare anche le due fasi
simili tra loro. Se queste sono invece molto diverse, come liquide. Questo porta a introdurre un nuovo argomento
accade per alcuni campi produttivi, è necessario prevede- che riguarda la tipologia e le caratteristiche dei separa-
re più manifold di produzione operanti a diverse pressio- tori utilizzati nei campi a olio, nei quali la fase più impor-
ni (per esempio, alta 80 bar assoluti, media 30 bar asso- tante da trattare è quella degli idrocarburi liquidi.
luti, bassa 9 bar assoluti). Per i pozzi che producono in Per la descrizione più dettagliata della separazione
alta pressione, il primo stadio, a 80 bar assoluti, avrà a gas-liquido, si rimanda al cap. 5.4. Il meccanismo di
valle altri tre stadi di separazione, a pressione media, bassa separazione delle gocce di liquido sospese nella fase gas-
e atmosferica. La produzione in media pressione passerà sosa è infatti esattamente lo stesso, come molto simili
oltre il primo stadio ed entrerà direttamente nel secondo, sono i sistemi di coalescenza delle gocce disperse in fase
miscelandosi con il liquido saturo proveniente dal primo gas e quindi in sostanza gli interni usati, identici anche
stadio. La produzione in bassa pressione entrerà nel terzo come installazione. La configurazione dei separatori per
e avrà un solo stadio atmosferico a valle (fig. 4). olio è spesso diversa da quella dei separatori usati per il
In sostanza, l’esempio citato fa capire come i para- gas. Salvo casi eccezionali, nei campi a olio il separato-
metri di separazione o più in generale di trattamento deb- re più utilizzato è di tipo orizzontale, mentre nei tratta-
bano adattarsi in primo luogo a quelli di coltivazione del menti del gas sono più comuni quelli verticali. La ragio-
campo. Inoltre, quando si recupera o si inietta il gas asso- ne è intuitiva: essendo quella liquida la fase più impor-
ciato è necessario prevedere un sistema di compressio- tante, il separatore per olio deve dare a essa un tempo di
ne di quest’ultimo. Frequentemente è la compressione permanenza sufficiente affinché la fase di gas dispersa
del gas dei vari stadi di separazione, molto più costosa nel liquido possa essere separata e raggiungere l’inter-
degli stessi, a dettare i parametri operativi ottimali. Tenen- faccia tra i due fluidi durante il tragitto del liquido nel
do conto di ciò, risulta evidente come spesso i parame- separatore stesso.
tri operativi della separazione si discostino da quelli otti- Se poi si aggiunge la necessità di separare le due fasi
mali per il massimo recupero. liquide acqua e idrocarburi, è ovvio che il tempo di per-
Per quanto riguarda i materiali di costruzione, nella manenza (holdup) richiesto può anche aumentare con-
semplice separazione gas-olio si usa essenzialmente acciaio siderevolmente. In sostanza il dimensionamento e/o la
al carbonio per il recipiente, anche in presenza di com- verifica operativa di un singolo separatore sono rappre-
posti corrosivi in soluzione nel liquido. La ragione di tale sentabili attraverso la schematizzazione del moto di par-
scelta si riferisce al rilevante potere filmante dei greggi ticelle, nel nostro caso sfere, sospese in un fluido disper-
che realizzano un’efficiente autoprotezione di tutte le pare- dente (drop dynamics). Vi sono più equazioni che sche-
ti bagnate. Per quanto riguarda gli interni, il pacco rete e matizzano la decantazione di particelle in un fluido,
il pacco lamellare, si usa generalmente acciaio inossida- ciascuna con un suo campo d’applicazione; di seguito
bile (con contenuti variabili di nichel-cromo, per esempio viene esaminata quella più comunemente utilizzata nella
AISI 304). In questo caso la materassina metallica deve separazione liquido-liquido.
risultare perfettamente isolata elettricamente dai suoi sup- Il moto di una goccia di liquido dispersa in un gas o
porti, che sono invece saldati al recipiente. In tal modo si in un fluido disperdente, così come quello di una bolla
evita la formazione di micropile legate al diverso poten- di gas dispersa in un liquido, raggiunge lo stato stazio-
ziale elettrochimico dei due materiali e del relativo pas- nario quando è nulla la risultante delle forze esterne (forza
saggio di corrente che genererebbe notevole corrosione di gravità, spinta di galleggiamento, resistenza del mezzo).
nel mantello del separatore. Tale condizione nel campo dei numeri di Reynolds rela-
tivamente bassi, per esempio quello relativo alla separa-
Separazione olio-acqua zione liquido-liquido e, in questo caso, la separazione
Finora si è preso in considerazione il solo aspetto acqua-olio, può essere ricondotta alla ben nota legge di
riguardante l’equilibrio di fase olio e gas e la stabiliz- Stokes:
zazione finale del greggio. Nei processi di separazione
Vt 1.488gDp2(r1r2)/18m2
di campo esiste anche un’altra finalità, quella di sepa-
rare la fase acqua eventualmente presente nel fluido di dove Vt è la velocità di decantazione in ft/s; Dp è il dia-
giacimento. metro particelle in ft; g è l’accelerazione di gravità

654 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

600
400

200
500
100

viscosità dell’olio saturo (cP)


300
60
200
40
100
70
20 50
40 vi s co
30 s i tà d
10 e l l ’ o li
20 o stabi
lizzato
6 15
10
4 7
5
2 4
3
2
1 1,5
1,0
0,6 0,7
0,4

0,2
fig. 5. Viscosità dell’olio saturo 0,1
in funzione del GOR di soluzione 0 100 200 300 400 500 600 700 800 1.000 1.200 1.400
(Katz et al., 1959). gas in soluzione (ft3/bbl)

(32,2 ft/s2 ); r1 è la densità del liquido disperso in lb/ft 3; semplice calcolo di flash è possibile determinare il GOR
r2 è la densità del liquido disperdente in lb/ft3; m2 è la visco- di soluzione e la densità del liquido saturo.
sità del fluido disperdente espressa in cP (1cP103 Pas). Per quanto riguarda la viscosità di quest’ultimo, la
La formula in esame è poco applicabile alla separa- fig. 5 permette di calcolare la riduzione di viscosità pas-
zione di gocce di liquido disperse in un gas, in quanto il sando da olio stock tank a olio saturo in funzione del
numero di Reynolds in questo caso è sempre molto eleva- GOR di soluzione. Per fare un esempio, si assuma di trat-
to, mentre è molto significativa nell’analisi della separa- tare un olio con le seguenti caratteristiche: densità stock
zione di gocce d’acqua sospese in una fase d’idrocarburi tank pari a 0,842, viscosità pari a 10 cP a 40 °C mante-
liquidi; infatti il suo campo d’applicabilità, riguardando nendo nel primo stadio di separazione una pressione ope-
numeri di Reynolds bassi, è compatibile con le dimensio- rativa di 35 bar assoluti e una temperatura di 40 °C, a cui
ni delle particelle sospese presenti (fino a 100 mm). L’e- corrisponde un GOR di soluzione di 250 SCF/stb circa
quazione mette in evidenza i tre parametri essenziali nel- (dal bilancio di materia); con l’ausilio della fig. 5 è pos-
l’indagine che viene sviluppata: il diametro della par- sibile determinare la viscosità del fluido disperdente che
ticella (che ha la massima incidenza sul fenomeno, risulta essere pari a 3,3 cP. La sola variazione di visco-
comparendo alla seconda potenza), la differenza di den- sità porta quindi a una velocità di decantazione tre volte
sità tra i due liquidi e la viscosità del fluido disperden- superiore nel separatore di primo stadio rispetto a quel-
te, cioè l’olio. lo atmosferico.
È importante notare che queste caratteristiche fisi- A parità di temperatura, si deve poi aggiungere l’ef-
che dipendono dalle condizioni di temperatura e pres- fetto della variazione di densità che pur essendo più mode-
sione del separatore. Ciò significa, nel caso della fase sta, va nella stessa direzione. La densità corrispondente
idrocarburi, che densità e viscosità sono da riferirsi al dell’olio saturo con GOR di soluzione di 250 SCF/stb
liquido saturo a temperatura e pressione molto diverse diventa 0,8 circa, Dr19,86 e Dr212,48 lb/ft3. Com-
da quelle dell’olio a condizioni stock tank disponibili plessivamente, il rapporto delle due velocità di decanta-
dalle analisi. A parità di temperatura, nel primo stadio zione a parità di temperatura diventa 3,83. Come è facile
di separazione si ha la pressione più elevata e quindi il intuire, è possibile ridurre proporzionalmente il tempo di
GOR di soluzione sarà più elevato. Questo fatto deter- permanenza nel separatore per ottenere lo stesso grado di
mina una considerevole riduzione sia della densità che separazione. Oppure, tenendo conto dell’influenza del dia-
della viscosità dell’olio saturo. Dal momento che la den- metro della particella, a parità di holdup si possono decan-
sità delle due fasi liquide è dello stesso ordine di gran- tare gocce con un diametro inferiore di 3,8321,96 volte.
dezza, anche una modesta variazione della densità del- L’esempio sopra esposto aiuta a capire l’influenza dei
l’olio può aumentare considerevolmente la differenza di parametri operativi principali nella separazione dell’ac-
densità fra i due liquidi e quindi la velocità di decanta- qua dispersa nell’olio. Per arrivare a valutare più detta-
zione relativa. Dai dati delle analisi PVT o mediante un gliatamente e a calcolare le dimensioni di un separatore

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 655


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

che garantisca il contenuto d’acqua residuo richiesto è (0,52 ft/min). Applicando la legge di Stokes per un dia-
necessario conoscere la distribuzione delle particelle in metro di particella di 100 mm si otterrebbe una velocità
una sospensione d’acqua in olio. Benché siano state con- otto volte più bassa e sarebbe pertanto impossibile rag-
dotte molte sperimentazioni in materia, è estremamente giungere il valore richiesto di water cut residuo. Vice-
difficile avere dati precisi: non è facile infatti quantifi- versa, calcolando a ritroso il diametro delle gocce sepa-
care il grado di emulsione dell’acqua in un greggio. Esso rabili si ottiene un valore di circa 300 mm a cui purtrop-
dipende ovviamente dalle caratteristiche dei due fluidi, po corrisponde una separazione inadeguata.
ma non è certamente sufficiente conoscere la loro den- È opportuno, a questo punto, introdurre i dispositivi
sità e viscosità per quantificare il grado di dispersione di coalescenza. Nel caso di gocce sospese in un gas, per
delle gocce d’acqua. Questo dipende infatti sia dal per- ottenere una buona separazione nel separatore verticale
corso seguito dall’emulsione a partire dal giacimento, preposto all’abbattimento delle gocce viene inserita una
attraverso il pozzo e i relativi sistemi di controllo di pres- materassina filtrante (wire mesh pad). Questo semplice
sione all’erogazione fino all’arrivo nel sistema di rac- ed economico dispositivo garantisce un’adeguata coale-
colta, sia dai salti di pressione negli stadi di separazio- scenza delle gocce di liquido sospese nel gas, costrin-
ne. Nella separazione trifase, gas-olio-acqua, alcune indi- gendole a scontrarsi nei percorsi obbligati attraverso la
cazioni, dettate dall’esperienza operativa, permettono di materassina stessa. Un risultato analogo si ottiene nella
superare in parte il problema. La separazione liquido- normale separazione liquido-liquido, come nel caso di
liquido, se non intervengono fattori anomali come quel- condensato leggero, di GPL e di benzina, inserendo un
li relativi a oli molto viscosi, può essere affrontata in dispositivo di coalescenza in tutto simile a quello usato
modo molto semplice. per il gas nel separatore liquido-liquido.
È prassi consolidata e suffragata da molti test con- Con l’olio, invece, non è possibile usare questo tipo
dotti in campo che la dimensione delle gocce d’acqua da di dispositivo di coalescenza, adatto a fluidi leggeri e
separare per ottenere un’adeguata disidratazione sia del- molto puliti. L’olio richiede infatti un dispositivo che,
l’ordine di 100-150 mm. Ciò significa che, progettando funzionando con un fluido ad alto contenuto di sedimenti
adeguatamente un separatore in modo che le gocce di di vario genere, deve consentire ampi spazi di passag-
diametro maggiore o uguale a quello prefissato possa- gio. Questo problema viene affrontato introducendo all’in-
no compiere il tragitto verticale dall’interfaccia gas-olio terno del separatore una sezione di coalescenza costi-
a quella olio-acqua, è possibile ottenere un contenuto tuita da un pacco di lamelle (straightening vanes) oppor-
d’acqua residua inferiore allo 0,5% in volume richiesto. tunamente distanziate e inserite con inclinazione diversa
Si supponga, per esempio, che il separatore orizzon- (45° o 60°) parallelamente al flusso (fig. 6). Di solito
tale abbia un diametro e una lunghezza della parte cilin- viene occupata tutta la sezione di passaggio delle tre fasi,
drica rispettivamente di 2,5 e 10 m e che l’interfaccia gas, olio e acqua; infatti gli straightener agevolano la
gas-olio sia mantenuta sulla mezzeria del recipiente. separazione anche nella fase gas e in quella di fondo
Si consideri che l’interfaccia olio-acqua si mantenga relativa all’acqua. Per facilitare la deposizione e la rela-
a 450 mm dal fondo dello stesso. Si consideri, infine, tiva rimozione di solidi sospesi (sabbia, argilla colloi-
che il tempo di permanenza dell’olio sia di circa 5 minu- dale, ecc.), a volte è meglio lasciare libera la parte infe-
ti. La particella d’acqua da decantare deve compiere un riore dedicata alla fase acqua. Lo spazio che la goccia
tragitto massimo di 800 mm in 5 minuti, ovvero deve deve percorrere viene ridotto a valori molto bassi. Nel
avere una velocità di decantazione pari a 160 mm/min caso di una inclinazione a 45°, il tragitto verticale tra

momentum piatto forato elemento snebbiante


absorber

gas
pacco
lamellare
olio
diga
acqua rompivortice

separatore trifase
A B

fig. 6. Interno del separatore trifase (A) e schema del pacco lamellare (B).

656 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

due lamelle è di 22i, dove i è la distanza tra le due lamel- la necessità, in molti casi, di desalinizzare il greggio ridu-
le (50 -75 mm). Se tutto il separatore venisse riempito cendo la salinità dell’acqua emulsionata.
dal pacco di lamelle distanziate di 50 mm, si otterrebbe Un sistema di desalinizzazione è costituito da un’ap-
una riduzione di diametro delle particelle separate pari parecchiatura del tipo mixer-settler che consente di dilui-
a (1,450/800)20,3, ossia si otterrebbe un valore leg- re, per miscelazione, la salinità con l’uso di acqua di lavag-
germente inferiore a quello richiesto di 100 mm. Quan- gio a basso contenuto salino (1 g/l) e di separare, per decan-
do le gocce di dimensioni superiori a quella calcolata tazione, l’acqua diluita riportando l’olio allo stesso valore
raggiungono la superficie della lamella ha luogo la coa- di water cut che aveva prima della miscelazione o a uno
lescenza per effetto parete e la separazione arriva al valo- inferiore. Questa apparecchiatura può essere inserita a
re richiesto. L’esempio citato tuttavia rappresenta un caso valle della separazione come unità aggiuntiva. In tal caso
limite, mentre di solito per migliorare la separazione si l’alimentazione al sistema di desalinizzazione è un greg-
ricorre al riscaldamento. Si possono comunque usare gio separato e stabilizzato ma con eccessiva salinità.
tempi di permanenza più elevati, anche perché è poco Si consideri, per esempio, un greggio con water cut pa-
pratico riempire tutta la parte cilindrica del separatore ri a 0,5% in volume e con salinità dell’acqua pari a 50 g/l.
di straightener. La salinità dell’olio è pertanto pari a 87 ptb circa, mentre
Se la portata di gas è molto bassa, come nei due stadi il valore che si vuole garantire è di 20. Il sistema richiede
successivi al primo, è possibile mantenere il livello di liqui- quindi, a parità di water cut finale, una diluizione effetti-
do più alto della mezzeria, in modo da aumentare il tempo va di 1/5 circa. Visto che la quantità d’acqua da diluire è
di permanenza, lasciando invariate le dimensioni del sepa- modesta, è sufficiente iniettare una quantità del 3% in volu-
ratore. È opportuno notare che questa soluzione è effica- me o superiore. Spesso la diluizione viene ottenuta median-
ce nel caso siano presenti i pacchi lamellari. Nel caso inve- te un’iniezione d’acqua nella linea di alimentazione. Il più
ce di un separatore privo di interni, non è di grande utilità comune dispositivo di miscelazione è una valvola di lami-
aumentare l’holdup, aumentando l’altezza e quindi il tra- nazione che, producendo un’adeguata turbolenza, favori-
gitto verticale; per tale motivo non si hanno quasi mai sce il contatto delle due fasi olio-acqua. Questo sistema
separatori verticali per questo tipo di utilizzazione. Per la provoca una perdita di carico non trascurabile; nel caso in
separazione di gocce di liquido dal gas, v. par. 5.4.2. esame, essendo a valle di un separatore atmosferico, sarà
Relativamente alla scelta dei materiali, la separazio- necessario l’uso di una pompa di alimentazione per tra-
ne olio-acqua non presenta grandi differenze rispetto a sferire la carica dal separatore al desalinizzatore. L’effi-
quella gas-olio. Anche i pacchi lamellari sono costruiti cienza di miscelazione è ovviamente inferiore a uno. Nel
con lamiere molto sottili di acciaio inox (AISI 304 o altri caso di valvola miscelatrice e di rapporto acqua di lavag-
tipi ancora più pregiati). Se il gas associato e l’olio con- gio/carica molto basso, 3% come nell’esempio, l’efficienza
tengono gas acidi, questi si concentreranno nella fase di miscelazione non supera di molto il 70%.
acqua proporzionalmente alla loro pressione parziale. Se L’acqua trascinata dal prodotto trattato avente un
quest’ultima risulta elevata (maggiore o uguale a 1 bar) contenuto prefissato pari a 0,5% in volume, da un sem-
la soluzione acquosa diventa particolarmente acida e plice bilancio entrata-uscita sul sale, avrà un contenuto
quindi corrosiva. Viene inoltre a mancare il film protet- di 10,4 g/l. La salinità del greggio risulterà pari a 18,1 ptb,
tivo costituito dall’olio. Negli stadi di separazione in ossia al valore richiesto. È importante notare che nel-
pressione la parte del recipiente sottostante l’interfaccia l’esempio sviluppato si è assunto un contenuto salino
acqua-olio viene protetta mediante una placcatura del dell’acqua di lavaggio pari a 1 g/l o inferiore. Se fosse
mantello con acciaio inox (AISI 316-L o acciaio duplex disponibile un’acqua salmastra con salinità più elevata,
con 3 mm di spessore). Si può infine notare che la cor- basterebbe alzare leggermente il rapporto acqua di lavag-
rosione in fase acquosa è spesso accentuata dall’elevata gio/carica. Per questo tipo di apparecchiature una quan-
concentrazione salina. tità di acqua inferiore al 3% non darebbe buone effi-
cienze di miscelazione, non sarebbe quindi di grande uti-
lità migliorare il grado di separazione liquido-liquido al
5.3.4 Trattamenti di sotto di un water cut dello 0,5% in volume, perciò il
separatore utilizzato funziona esattamente come quello
Desalinizzazione sopra considerato. È intuitivo che la separazione multi-
flash precedentemente descritta è in grado di integrare
Desalinizzazione mediante lavaggio con acqua questa nuova funzione senza bisogno di apparecchiatu-
Quanto finora descritto consente di ribadire che una re aggiuntive, semplicemente inserendo l’iniezione d’ac-
buona separazione trifase è in grado non solo di stabi- qua di lavaggio a monte del separatore finale. In questo
lizzare l’olio, ma anche di disidratarlo ai valori richie- modo il primo stadio di separazione funzionerà da sta-
sti. Ritornando invece alle caratteristiche dell’acqua di dio di disidratazione, riducendo l’acqua di formazione
strato e in particolare alla sua salinità, si era anticipata allo 0,5% in volume come verificato in precedenza.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 657


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

La miscelazione dell’acqua di lavaggio può essere è possibile dare all’acqua il tempo di permanenza mini-
ottenuta anche con altri metodi, per esempio con uno mo richiesto per ottenere la purezza voluta.
static mixer. Questo apparecchio è molto simile a un Per non sovraccaricare eccessivamente il trattamento
riempimento strutturato e fornisce la superficie neces- di disoleazione dell’acqua a valle, il grado di separa-
saria per realizzare l’intimo contatto delle due fasi olio zione più comunemente richiesto nei separatori è di
e acqua. In sostanza, si realizza un vero e proprio stadio 500-1.000 ppm dell’olio emulsionato, ossia 0,05-0,1%.
d’equilibrio in equicorrente. Quest’ultima peculiarità si Questa specifica è più restrittiva di quella dell’olio. Si deve
ripercuote sull’efficienza, che diventa molto prossima a tuttavia tenere presente che la viscosità del fluido disper-
uno, e sulla perdita di carico, che diventa trascurabile. dente è molto bassa (0,6-0,4 cP) alle condizioni di tem-
Un’ulteriore caratteristica vantaggiosa di questa appa- peratura, rispettivamente, del primo e del terzo stadio.
recchiatura è data dalla miscelazione per contatto su gran- Applicando la legge di Stokes allo stesso modo di quan-
de superficie che non causa una eccessiva frammenta- to fatto in precedenza, essendo la differenza di densità
zione delle gocce d’acqua con conseguente stabilizza- uguale e la viscosità 10 volte inferiore, si avrà una velo-
zione dell’emulsione, che si crea invece utilizzando una cità di risalita 10 volte più alta a parità di diametro della
valvola. Anche nel caso del multiflash precedentemen- particella sospesa. Se a ciò si aggiunge che il tragitto è
te considerato, nel quale l’olio passa attraverso la val- inferiore, risultano necessari poco meno di 5 minuti per-
vola di controllo di livello, si verifica questo fenomeno, ché una particella compia tutto il tragitto verticale. In realtà
che rende meno efficiente la successiva decantazione. è difficile, per ragioni inerenti alla regolazione, mantene-
Nel caso analizzato, le condizioni della desalinizzazio- re tempi di permanenza inferiori ai 3 minuti, quindi è pos-
ne sono relativamente blande. Infatti è stato considera- sibile avere una buona chiarificazione dell’acqua all’in-
to un greggio di media densità, anche se con viscosità terno del separatore senza ricorrere all’uso degli straigh-
abbastanza elevata (nella maggior parte dei casi le visco- tener, lasciando invariato il tempo di permanenza.
sità sono più basse e le densità più favorevoli). Quindi il L’acqua decantata dal separatore viene prima dega-
trattamento descritto può essere utilizzato con ottimi sata in un apposito barilotto di flash e successivamente
risultati e con modesto consumo d’acqua. disoleata mediante un trattamento primario, costituito da
Nel caso in cui il trattamento di desalinizzazione venga un decantatore orizzontale (API skimmer) o da un CPI
effettuato in mare, risulta ovvio che l’acqua di diluizio- (Corrugated Plate Interceptor), e mediante un trattamento
ne non può essere direttamente quella marina, pertanto il secondario (filtrazione o flottazione).
trattamento del greggio diventa più costoso in quanto è Nei trattamenti in mare, ma recentemente anche a
necessaria una preventiva desalinizzazione dell’acqua di terra, l’API skimmer è stato sostituito dai cicloni che
mare, che può essere realizzata con diversi metodi. Il più sfruttano il principio della centrifugazione e riescono a
semplice e più utilizzato si basa sull’osmosi inversa e può ottenere valori accettabili di olio in sospensione (30 ppm).
dare acqua con salinità trascurabile, usando più stadi di Le normative internazionali per condizioni di mare aper-
separazione a membrane semipermeabili. Dal momento to prevedono un valore limite di 40 ppm, mentre nel caso
che il greggio è di solito molto salato, non è necessaria di acque interne e in vicinanza della costa il valore più
la totale desalinizzazione dell’acqua di lavaggio. È suf- comunemente richiesto è di 10 ppm. In questo caso è
ficiente quindi un singolo stadio di purificazione con il quindi necessario procedere alla disoleazione mediante
quale si ottiene una salinità residua dell’acqua minore o un trattamento secondario, il più comune dei quali è la
uguale a 1 g/l, sufficiente allo scopo. In altre condizioni, flottazione.
per esempio nel deserto, è possibile utilizzare acqua sal-
mastra con salinità di 2-3 g/l senza aumentare molto la Desalinizzazione elettrostatica
quantità di acqua di lavaggio. Questo processo di trattamento è di prammatica nelle
Le acque reflue della disidratazione e/o della desali- raffinerie dove la carica al trattamento primario di frazio-
nizzazione del greggio sono acque oleose e con alto con- namento del greggio (topping) richiede contenuti in sale
tenuto di solidi sospesi, quindi richiedono un trattamen- inferiori a 3 ptb. Nelle raffinerie è più importante, rispet-
to adeguato prima di essere scaricate. to al trattamento di campo, minimizzare la quantità di
Nella separazione liquido-liquido la fase acquosa al acqua di lavaggio e questo si può ottenere minimizzando
fondo del separatore si comporta anch’essa come un’e- la salinità del greggio entrante, seguendo i criteri prima
mulsione, dove il liquido disperso è l’olio stesso e il disper- descritti, ma soprattutto minimizzando l’acqua residua
dente è l’acqua. In questo caso, durante la permanenza della separazione a valori dello 0,1-0,2% in volume. Que-
nel separatore le gocce di idrocarburi disperse dall’acqua ste specifiche sono di facile attuazione con greggi medio-
seguono un processo inverso a quello della fase olio sovra- leggeri o leggeri, anche nel trattamento al campo, soprat-
stante. In merito all’esempio proposto di separatore, la tutto quando la viscosità dell’olio stabilizzato è bassa
sezione di fondo dedicata all’acqua viene mantenuta a un (1-2 cP a temperatura ambiente). Infatti nella semplice
livello prefissato (450 mm). Variando questo parametro separazione multiflash, in conseguenza della saturazione

658 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

in gas nel primo stadio e del riscaldamento nei successi- L’applicazione di un campo elettrico alternato ad alto
vi, si ottengono viscosità molto basse, inferiori a 1 cP, che potenziale (10.000 volt o superiore), oltre a orientare i
consentono di raggiungere contenuti in acqua molto più dipoli, porta a un allungamento della goccia, con defor-
bassi dello 0,5% in volume richiesto, attraverso modifi- mazione dalla forma sferica a quella ellissoidale nella
che trascurabili nel dimensionamento delle apparecchia- quale la dimensione maggiore diventa dieci volte più gran-
ture. La maggiore facilità di separare l’emulsione d’ac- de del diametro originale. Questo stiramento alternato
qua al campo rispetto alla raffineria è spiegabile con le provoca due effetti positivi: assottiglia il film che inglo-
diverse caratteristiche del greggio. L’olio all’uscita dei ba la particella, facilitandone la rottura, e soprattutto faci-
pozzi non ha subito processi di ossidazione. Allo stato ori- lita la collisione delle gocce che si trovano a distanze infe-
ginale i componenti altobollenti, asfalteni in particolare, riori a dieci diametri l’una dall’altra.
sono quelli che si trovano nel giacimento. Al contatto con In tal modo si ha un ingrossamento delle gocce, con
l’aria, che avviene nel serbatoio di stoccaggio per effetto relativa maggiore facilità di decantazione, e inoltre il
della polmonazione e che prosegue nei serbatoi della petro- libero cammino medio tra le varie particelle diventa pari
liera che lo trasporta, il greggio subisce un processo di a dieci volte il diametro delle stesse. Quest’ultima con-
invecchiamento (weathering) che lo cambia profonda- siderazione aiuta a capire come la distribuzione delle
mente, aumentando la presenza di composti altamente ten- gocce che si viene a creare nella sospensione sia molto
sioattivi, i quali vengono solubilizzati o comunque si accu- rarefatta e consenta di garantire un contenuto finale pari
mulano come colloidi in sospensione nelle gocce d’ac- a 0,1-0,2% in volume.
qua. Questa variazione di composizione aggiunta alla Se nella raffinazione, tenendo conto anche delle mag-
riduzione dei componenti leggeri, che hanno un effetto giori portate, si usano desalinizzatori elettrostatici su
fluidificante, causa un aumento molto marcato della durez- cariche di media-bassa viscosità, al campo si ricorre a
za dell’emulsione, anche se la variazione di viscosità non questo tipo di trattamento solo con greggi pesanti e molto
è altrettanto marcata. viscosi.
Un sistema pratico e semplice di valutare l’effetto È bene sottolineare che applicare un campo elettrico
dell’invecchiamento del greggio e della stabilizzazione a varie migliaia di volt a un’emulsione di acqua in olio è
delle emulsioni è costituito da quelli che in gergo ven- possibile, in quanto l’emulsione ha una resistività eleva-
gono definiti bottle tests. Questi test consistono nel pre- ta al passaggio di corrente. Ciò significa che la differen-
levare dei campioni di liquido che vengono riscaldati e za di potenziale applicata alle griglie, che provoca gli
centrifugati in un’apparecchiatura standardizzata per il effetti sopra citati, può essere mantenuta con un consu-
tempo necessario a separare l’acqua. I test vengono effet- mo molto modesto di energia elettrica. Perché ciò avven-
tuati anche con aggiunta di vari additivi disemulsionan- ga è necessario che l’emulsione non sia troppo fram-
ti per valutarne l’efficacia. Se si effettua un bottle test a mentata e che il quantitativo d’acqua nell’emulsione non
bocca pozzo, anche se la degasazione viene effettuata in superi il 15% in volume. Con contenuti d’acqua più ele-
modo molto rudimentale, i risultati comparati con quel- vati o a causa di un eccessivo calo della pressione nella
li ottenibili in laboratorio sul campione invecchiato sono valvola di miscelazione, la conducibilità elettrica del
completamente diversi e migliori. In sintesi, la temperatu- bagno supera i valori consentiti e il campo elettrico viene
ra a cui si rompe l’emulsione è più bassa e il tempo di se- cortocircuitato. Per evitare questa condizione è necessa-
parazione si riduce. Per questo motivo in raffineria si ricor- rio che l’emulsione abbia subito un adeguato pretratta-
re al sistema di desalinizzazione elettrostatico. Quest’ulti- mento che riduca la quantità d’acqua al valore citato.
mo viene effettuato a caldo, cioè il trattamento si inserisce Una seconda caratteristica dell’uso del separatore a
nel treno di preriscaldamento della carica a temperature coalescenza elettrostatica è l’assoluta garanzia di evitare
elevate, 100-130 °C, anche con greggi non particolarmente la formazione di bolle di gas all’interno dello stesso. Molti
viscosi o densi. L’uso del riscaldamento e della coalescenza costruttori di queste apparecchiature preferiscono ali-
elettrostatica delle gocce d’acqua in sospensione viene mentare il coalescer elettrostatico con una pompa, in modo
spesso abbinato all’uso di prodotti chimici disemulsio- da garantire una pressione operativa nel recipiente supe-
nanti, che facilitano la rottura dell’emulsione. riore di almeno un bar alla pressione di bolla del fluido
Il principio alla base della coalescenza elettrostatica trattato. Di solito il trattamento elettrostatico viene effet-
è abbastanza intuitivo. La goccia d’acqua emulsionata ha tuato in combinazione con il riscaldamento; è quindi
una forte tensione superficiale che impedisce o rende dif- necessario valutare attentamente la tensione di vapore degli
ficile l’aggregazione di più gocce, la quale permettereb- idrocarburi. Alle alte temperature anche l’acqua ha una
be il raggiungimento della velocità di decantazione neces- tensione di vapore non trascurabile, che si somma a quel-
saria alla separazione. Ciò è dovuto alla presenza di mode- la della fase idrocarburi. Il recipiente in cui si opera la coa-
ste quantità di composti tensioattivi. La goccia d’acqua lescenza elettrostatica è quindi un recipiente a pressione.
salata, essendo una sostanza polare, quando è soggetta a Quest’ultima è tanto più elevata quanto più alta è la tem-
un campo elettromagnetico si comporta come un dipolo. peratura a cui si deve operare e tanto più bassa quanto più

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 659


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

trattamento acqua olio stabilizzato


e desalinizzato
e reiniezione
gas combustibile
separatore KOD compressione
dell’acqua libera e recupero

separatore
di ingresso
olio trattato

coalescer coalescer
flash drum

camera
elettrostatico II stadio elettrostatico I stadio di flash

acqua
di lavaggio

acqua al trattamento

fig. 7. Desalinizzazione olio (20 °API) con separazione acqua a testa pozzo e desalinizzatore bistadio
al centro di raccolta e trattamento.

l’olio da trattare è stato stabilizzato nel trattamento a Desalinizzazione pluristadio


monte. Questo è il motivo per cui si inserisce molto fre- L’acqua di lavaggio rappresenta un costo importan-
quentemente il trattamento a valle dell’ultimo stadio di te nella desalinizzazione del greggio e quindi conviene
separazione. Negli impianti offshore, dove le apparec- ridurla al minimo indispensabile.
chiature sono distribuite su più piani, il desalinizzatore Quando la salinità dell’acqua di strato è molto ele-
viene di solito posizionato direttamente al di sotto del- vata, può essere utile ricorrere a un sistema di trattamento
l’ultimo stadio di degasazione. In questo modo si evita bistadio. Spesso questa unità si basa su due coalescer
l’utilizzo della pompa di alimentazione del greggio. elettrostatici in serie: il primo, che riceve il carico mas-
Benché la coalescenza elettrostatica faciliti la sepa- simo d’acqua, funziona da disidratatore; il secondo opera
razione, è buona prassi avvalersi anche del riscaldamento la diluizione voluta con un quantitativo d’acqua tale da
per accorciare il tempo di permanenza o per produrre il garantire la salinità dell’olio richiesta.
water cut richiesto in uscita. Ritornando all’esempio della Si consideri per esempio un olio con acqua di strato
desalinizzazione mediante multiflash, si è visto che un a 300 g/l di salinità e si fissi a 20 ptb la salinità dell’o-
modesto riscaldamento consente di stabilizzare il greg- lio trattato. Se il primo stadio funziona semplicemente
gio a pressione più alta di quella atmosferica. Se si opta da disidratatore, l’abbattimento della salinità dipenderà
per la soluzione elettrostatica a valle del terzo stadio, il esclusivamente dal water cut in uscita (0,2% in volume)
riscaldamento usato per la stabilizzazione favorirà la e non dal quantitativo d’acqua entrante. Assumendo il
desalinizzazione senza aggravio di costi. valore massimo di acqua del 15% si ha quindi una ridu-
Quando per il trattamento elettrostatico si usa un zione del 96%. Ciononostante la salinità è ancora molto
tempo di permanenza maggiore di 20 minuti, la visco- elevata. Il secondo stadio prevede quindi una diluizione
sità massima per ottenere una discreta separazione (0,5% con acqua di lavaggio. Assumendo un quantitativo pari
in volume) dell’acqua è di 10 cP. Tale valore rende chia- al 3% di acqua di lavaggio e un’efficienza di miscela-
ro che il ricorso a questa apparecchiatura è limitato a zione pari al 70%, la salinità dell’acqua trascinata dal
greggi molto viscosi e molto pesanti (20-25 °API). A greggio sarà 26 g/l circa; con un water cut residuo dello
volte si fa uso del coalescer elettrostatico a freddo per 0,2% si otterrà quindi un valore di 18 ptb, ovvero la sali-
evitare il riscaldamento. nità dell’olio richiesta.

660 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

Tenendo conto che il sistema di desalinizzazione va effettuata con due stadi di lavaggio in controcorrente, uti-
inserito nel trattamento di stabilizzazione, è evidente che lizzando nel primo l’acqua recuperata dal secondo desa-
una separazione gas-olio adeguata può abbattere sensi- linizzatore. Supponendo di avere una salinità di 180 g/l e
bilmente il contenuto d’acqua, perlomeno al valore del un tenore d’acqua entrante del 5% in volume, con un water
15% necessario per il funzionamento del separatore elet- cut residuo pari a 0,5% è sufficiente iniettare il 5% d’ac-
trostatico. In molti casi, durante la vita produttiva del qua. Con questa soluzione, assumendo un’efficienza di
giacimento, il greggio prodotto a testa pozzo può con- miscelazione dell’80% nel secondo stadio, si avrà un rap-
tenere un quantitativo d’acqua pari al 50% o superiore. porto di diluizione pari a 1/9, con abbattimento della sali-
In queste condizioni il pozzo non riuscirà più a produr- nità all’11% circa di quella in entrata. Si otterrà quindi
re spontaneamente, ma si dovrà ricorrere molto spesso una salinità dell’acqua trascinata di circa 10,5 g/l, che
al sollevamento artificiale dell’olio mediante pompe som- garantisce il contenuto salino richiesto. L’acqua decanta-
merse installate nel pozzo stesso. In queste condizioni ta con salinità inferiore (8,5 g/l) può essere quindi utilizza-
l’emulsione della fase acqua di strato nell’olio diventa ta per abbassare la salinità del primo stadio da 180 a 95 g/l
massima. In tal caso si deve ridurre l’emulsionamento circa. Con questo sistema si può così ottenere il risultato
conseguente al passaggio del fluido di giacimento negli voluto con un quantitativo ridotto d’acqua di diluizione.
stadi della pompa iniettando disemulsionante diretta- Con lo schema semplice, disidratatore più desalinizzato-
mente all’aspirazione della stessa. Si procede quindi a re, il quantitativo d’acqua sarebbe stato doppio. Questo
una separazione per gravità, direttamente a testa pozzo risultato si ottiene con l’aggiunta della pompa per ricir-
e senza l’ausilio del campo elettrostatico. Questa opera- colare l’acqua decantata dal secondo al primo stadio.
zione è favorita da vari fattori. Il primo riguarda le con- Per quanto concerne la scelta dei materiali per la desa-
dizioni di erogazione della pompa stessa. Spesso a monte linizzazione vale quanto detto in precedenza per la sepa-
del pompaggio del fluido di giacimento si opera una sepa- razione olio-acqua, con particolare rilievo per le eleva-
razione grossolana del gas associato direttamente in aspi- te concentrazioni saline e il conseguente impatto nega-
razione alla pompa. Il liquido pompato si trova quindi a tivo sulla corrosione, ulteriormente accentuato nei casi
una pressione superiore al suo punto di bolla e rimane in cui è necessaria una temperatura operativa elevata.
tale a testa pozzo anche con pressioni d’erogazione rela-
tivamente basse. Se si assumono 15 bar assoluti come Addolcimento
valore di pressione in queste condizioni, l’olio, per le
ragioni sopra esposte, non sviluppa gas ma ha un GOR Quando un olio presenta un contenuto elevato di idro-
di soluzione che, seppure modesto, rende il fluido meno geno solforato i trattamenti di separazione gas-olio e di
viscoso e meno pesante. stabilizzazione devono necessariamente tenerne debito
Il secondo fattore che favorisce la separazione a testa conto. Precedentemente si è visto quali sono i contenuti
pozzo riguarda la temperatura operativa, che sarà abba- accettabili. In passato molto spesso la riduzione dell’H2S
stanza elevata in quanto lo scambio di calore lungo il tubing in un olio con contenuti non elevatissimi di tale inquinante
di produzione non produce un elevato raffreddamento. veniva ottenuta semplicemente incrementando a valori
Si assuma una temperatura di flusso pari a 90 °C, adeguati la temperatura dello stadio finale atmosferico di
valore molto frequente in un pozzo a olio; se si somma- separazione. Considerando che l’idrogeno solforato ha
no gli effetti del gas in soluzione e della temperatura si una volatilità molto vicina a quella del propano, con una
può capire come sia la viscosità che la densità risultino specifica di 50 ppm in peso, valore peraltro molto eleva-
molto più basse di quelle dell’olio stabilizzato. to, si è costretti a stabilizzare eccessivamente l’olio aumen-
In conclusione, si può affermare che un notevole quan- tando le perdite in prodotti leggeri, non solo propano, ma
titativo dell’acqua prodotta può essere separato senza alcun anche butani e benzine, quindi questa soluzione si può
riscaldamento e/o trattamento elettrostatico. L’acqua sepa- definire di ripiego. La distillazione flash non permette
rata, visti i quantitativi e le caratteristiche, verrà raccolta infatti di ottenere un frazionamento netto dei componen-
e dopo un pretrattamento con cicloni e filtrazione verrà ti chiave. In altri termini, questa soluzione può essere accet-
reiniettata in giacimento. L’olio così trattato a testa pozzo tabile quando il contenuto di H2S è relativamente basso e
avrà un contenuto d’acqua ancora elevato (5-10%), che quindi non è tale da determinare i parametri di stabiliz-
può essere comunque garantito con tempi di permanenza zazione dell’olio. In tutti gli altri casi si deve ricorrere a
modesti e con interni semplici del separatore (pacco lamel- un trattamento specifico, detto di addolcimento.
lare). Con questo contenuto residuo l’olio verrà traspor- In passato è stato molto utilizzato il metodo dello strip-
tato al centro di raccolta, dove sarà trattato con i sistemi ping a freddo (cold stripping). Questo sistema utilizza
sopra esposti. Talvolta può risultare conveniente accetta- una colonna di stripping operante a pressione pressoché
re un water cut più alto, fino al valore ammissibile di 0,5% atmosferica in cui una corrente di gas a basso-medio con-
in volume, e utilizzare uno schema di lavaggio più sofi- tenuto di idrogeno solforato asporta tale componente dalla
sticato (fig. 7). La desalinizzazione con doppio stadio viene corrente d’olio da trattare (fig. 8). L’operazione viene

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 661


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

recupero/reiniezione
gas

cold stripper
separatore gas/olio
I stadio

separatore gas/olio
II stadio gas a fiaccola

separatore
fig. 8. Separazione gas- atmosferico
olio e addolcimento
mediante cold stripping olio stabilizzato
con gas associato. e desolforato

definita cold stripping in quanto non è necessario riscal- usando il gas associato al greggio stesso. Quest’ultimo
dare l’olio per effettuare la rimozione richiesta. Se per pro- sarà una porzione del gas proveniente dallo stadio a più
durre l’effetto voluto fosse necessario addolcire preven- alta pressione con un contenuto più basso di H2S. A pres-
tivamente il gas utilizzato per lo stripping, la semplicità sione di 15 bar assoluti e a pari temperatura, la costante
ed economicità della soluzione verrebbero a cadere. d’equilibrio K diventa circa 2,3; ciò spiega la concen-
In una colonna di stripping il risultato dell’operazio- trazione ridotta di H2 S nel gas di primo stadio.
ne è riconducibile al fattore di stripping SKiV/L, dove Questa tipologia di trattamento dell’olio, molto sem-
Ki è la costante d’equilibrio del componente i-esimo, in plice ed efficace, ha perso attrattiva non appena il prezzo
questo caso dell’H2 S, V e L sono rispettivamente le por- di quest’ultimo è divenuto più elevato. Infatti il gas di strip-
tate molari del vapore (gas di strippaggio) e del liquido ping è povero non solo di H2 S ma anche di idrocarburi
(olio da trattare). La costante d’equilibrio esprime come
è noto il rapporto tra la frazione molare del componente 1.000
considerato in fase vapore e liquida, ovvero Ky/x .
In fig. 9 sono riportati i valori di K per l’H 2 S rap-
presentati graficamente secondo il metodo delle pres-
sioni di convergenza. Questo metodo ha una sua validità
nel campo di pressioni basse, mentre è di scarsa appli-
100
cabilità per pressioni elevate, prossime alla pressione di
60
convergenza stessa.
40
Si assuma di operare a una temperatura di 38 °C e a 30 26 te
una pressione di 1,5 bar assoluti (150 kPa): dalla fig. 9 0 m
20 12 pe
ra
66 1 20 tu
si ottiene K23. Quindi la concentrazione dell’olio in 38 93
4 ra

10 14 C)
equilibrio con il gas di stripping diviene xy/K, ovvero 16 9

all’equilibrio la frazione molare di H2S in fase liquida


diviene 23 volte inferiore a quella del gas di stripping.
Ky/x

Si assuma una concentrazione nel gas di stripping pari


allo 0,6% mol, quindi molto elevata, e si consideri un olio
avente peso molecolare medio pari a 225. La concentra- 1,0
zione dell’olio in equilibrio per l’H2S è Xe0,6/230,03%
mol. Essendo 34 il peso molecolare di H2S, si ottiene
Xe40 ppm in peso. È quindi possibile un addolcimento
dell’olio allo standard di 50 ppm richiesto. La differenza
tra il valore all’equilibrio e quello garantito rende accet- 0,1
tabile il numero di stadi in controcorrente necessari all’ot- 100 300 500 1.000 3.000 10.000
tenimento del risultato voluto. pressione (kPa)
Concludendo, si può affermare che è possibile addol- fig. 9. Costante di equilibrio per l’idrogeno
cire un olio con contenuto di H2 S relativamente elevato solforato (GPSA).

662 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

superiori: nello scambio di materia (mass transfer) con il l’impianto che s’avvicina maggiormente all’obiettivo idea-
greggio, il gas asporta non solo H2S, ma anche propano, le di frazionamento e che permette di realizzare un note-
butani e benzine, in quanto da una saturazione entrante a vole risparmio, poiché elimina la necessità di uno dei due
15 bar assoluti esce in equilibrio con il greggio a 1,5 bar stadi di compressione del gas di separazione necessari a
assoluti e alla medesima temperatura. Tale stripping inde- recuperare quest’ultimo. La colonna stabilizzatrice opera
siderato di idrocarburi leggeri è il limite principale di que- infatti a pressione e quindi i gas di testa vengono diretta-
sto sistema di trattamento. Un secondo limite è legato al mente recuperati senza doverli comprimere.
contenuto finale in idrogeno solforato di 50 ppm in peso. La fig. 10 illustra lo schema di funzionamento di que-
Questo valore, benché accettabile dal punto di vista della sta unità. L’olio proveniente da un primo stadio di sepa-
sicurezza e del controllo della corrosione, non è adegua- razione a media pressione (21 bar assoluti) viene alimen-
to a garantire una buona acidità totale del greggio, per- tato in testa alla colonna operante a pressione di 7 bar asso-
tanto ne provoca un notevole deprezzamento. luti. Al fondo della colonna è previsto un ribollitore che
Tutti i processi di addolcimento, per la particolare com- permette il suo funzionamento. Un controllo di tempera-
posizione chimica dei fluidi trattati, presentano problemi tura sul prodotto di fondo garantisce il raggiungimento
di corrosione. In questo tipo di trattamento, operando a del punto di bolla richiesto e quindi della stabilizzazione
temperatura ambiente è possibile utilizzare l’acciaio al car- voluta. Per uniformare il più possibile i profili di vapore
bonio con adeguati sovraspessori di corrosione (3-5 mm e di liquido in colonna è previsto un secondo apporto di
in funzione delle concentrazioni dei gas acidi) in tutte le calore, mediante l’inserimento di un ribollitore interme-
apparecchiature bagnate dall’olio e in particolare nella dio. Questo ribollitore viene alimentato, nella fase di pro-
colonna di stripping. Quando il gas iniettato è saturo d’ac- cesso, con un prelievo totale del liquido, realizzato da un
qua alle condizioni del fondo della colonna, quest’ultimo piatto camino inserito nel punto prescelto della colonna.
deve essere protetto con una placcatura in acciaio inox. Il calore richiesto da tale servizio viene fornito dalla cor-
rente del prodotto stabilizzato uscente dal fondo della
Stabilizzazione e stripping colonna, che in questo modo si raffredda. Questo sistema
con colonna ad alimentazione fredda sostituisce l’uso del classico preriscaldamento della cari-
ca con il prodotto di fondo. Il risultato più interessante di
Nel paragrafo riguardante le separazioni è stato illu- questa soluzione deriva proprio dalla possibilità di man-
strato un criterio che permette di definire l’efficienza di tenere l’alimentazione fredda, eliminando la necessità del
un sistema di stabilizzazione. Di seguito verrà descritto condensatore di testa previsto nelle comuni colonne di

compressore
di testa

reiniezione gas
compressore
MP
disidratazione
e degasolinaggio
stabilizzatrice

olio
stabilizzato
separatore
laterale

separatore acqua
gas/olio/acqua oleosa
ricombinato

acqua
oleosa

fluido
di riscaldamento

fig. 10. Stabilizzazione mediante colonna di frazionamento e degasolinaggio gas.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 663


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

10.000

1.000
tensione di vapore (kPa)

100

punto critico
estrapolazione
10 oltre il punto
critico

biossido di carbonio n-pentano


etano n-esano
ammoniaca n-eptano
propano acqua
1 freon 12 n-ottano
i-butano n-nonano
n-butano n-decano
freon 11 n-undecano
i-pentano n-dodecano

0,1
0 25 50 75 100 125 150 175 200 225 250 275 300
temperatura (°C)
fig. 11. Tensione di vapore degli idrocarburi leggeri (GPSA).

frazionamento. Questo rende l’apparecchiatura molto più in testa si libera un gas saturo alle condizioni del piatto di
semplice ed economica. alimentazione, che può essere mantenuto, se la stabiliz-
Lo scopo principale della colonna stabilizzatrice è di zazione richiesta non è eccessiva, a temperatura prossima
garantire la tensione di vapore del greggio, per esempio a quella dell’alimentazione stessa (per esempio 45 °C).
RVP0,7 bar assoluti, pur operando in pressione. Ben- Il risultato di questo riflusso è che il prodotto di fondo
ché non sia possibile sviluppare con metodi semplifica- non conterrà metano ed etano, ma avrà invece un conte-
ti l’intero calcolo termodinamico della colonna, che si nuto in propano e butani rilevante. Ciò indica che il taglio
può meglio sviluppare con l’uso di un adeguato pro- ottenuto tra i componenti è molto netto. In realtà, se l’o-
gramma di simulazione, si può tuttavia fornire una serie biettivo è solo la stabilizzazione, non interessa tanto la
di prime valutazioni che permettono di individuare i para- purezza, quanto il massimo recupero compatibile con la
metri fondamentali del processo. tensione di vapore voluta. Se si raffronta il frazionamento
A una pressione operativa di 7 bar assoluti, dal dia- ideale precedentemente descritto con quello effettivo di
gramma delle tensioni di vapore dei singoli componenti questa stabilizzazione ci si rende conto che il recupero
in funzione della temperatura (fig. 11) è possibile calco- è molto elevato (99% circa in peso). Le perdite sono da
lare approssimativamente la temperatura di fondo. Tenen- imputare essenzialmente al primo stadio di separazione
do presente il tipo di stabilizzazione che si realizza, il pro- flash. Se si attua un degasolinaggio sulla corrente di gas
dotto è privo di gas secchi, metano, etano e inerti leggeri il recupero diventa pressoché totale (99,8%); se invece
e ha contenuti modestissimi di H 2 S, tali da contribuire si prende in esame l’addolcimento dell’olio, cioè la rimo-
solo in modo insignificante alla tensione di vapore. Que- zione di H2 S, il taglio ottenuto garantisce una purezza
st’ultima dipende quindi in modo preponderante dal con- molto superiore a quella realizzata con il sistema prece-
tenuto di propano e butani. La tensione di vapore vera che dente del cold stripping (6 ppm anziché 50). Questa solu-
si vuole ottenere, nel caso in esame, è 0,98 bar assoluti a zione garantisce quindi un buon abbattimento dell’idro-
37,8 °C. Entrando con questo valore nel diagramma cita- geno solforato anche con cariche molto inquinate, senza
to e tracciando la parallela alla curva del normalbutano si pregiudicare il recupero in idrocarburi e senza variare i
determina la temperatura necessaria a raggiungere i 7 bar parametri richiesti dalla semplice stabilizzazione.
assoluti del punto di bolla prefissato, cioè la temperatu- Se questa tipologia di stabilizzazione è vantaggiosa in
ra di fondo colonna. Questo valore è approssimativa- condizioni normali è evidente che essa diventa la solu-
mente 150 °C. La differenza di temperatura tra l’ali- zione migliore quando si deve ottenere anche l’addolci-
mentazione e il prodotto di fondo è considerevole, tale mento del greggio, che di fatto non richiede alcun costo
quindi da creare un importante riflusso interno. In pratica aggiuntivo. Ovviamente il riscaldamento del greggio nel

664 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

ribollitore sarà diverso da quello richiesto per una stabi- di trattamento elettrostatico a monte della colonna. L’ac-
lizzazione multiflash, sia come potenzialità, sia come livel- qua reflua del lavaggio e della separazione così ottenu-
lo di temperatura, ma non molto più alto di quello neces- ta può essere riciclata nello stadio di separazione che ali-
sario per la desalinizzazione di un greggio pesante. menta la colonna. In molti casi gli stadi di separazione
Lo schema con ribollitore intermedio e prelievo tota- a monte sono più di uno, specialmente quando la pres-
le ha un’altra peculiarità. La corrente in esame si trova a sione d’erogazione dei pozzi è molto elevata. In questo
una temperatura intermedia tra la testa e il fondo (70 °C caso il primo stadio ad alta pressione favorisce un abbat-
circa), quindi non particolarmente elevata. Ciò che più timento dell’acqua di strato per semplice separazione per
conta è che il prelievo laterale, a causa del riflusso, ha gravità (contenuto residuo minore del 2% in volume). Il
caratteristiche molto diverse dal greggio in alimenta- secondo stadio può garantire una diluizione e un desali-
zione, ovvero ha un contenuto di idrocarburi leggeri, pro- nizzazione iniziali mediante l’acqua riciclata dal sepa-
pano, butani e pentani molto più elevato della carica di ratore laterale. Attualmente è necessario recuperare tutti
partenza. Se il greggio originale ha una viscosità medio- i gas associati alla produzione dell’olio e quindi anche
alta, per esempio 5 cP a 40 °C, la carica alla colonna ha quelli liberati negli stadi di flash a bassa pressione.
una viscosità ridotta (circa 3 cP), dovuta al gas di satu- La compressione e il raffreddamento di un gas ricco
razione. Il flussaggio con un prodotto molto leggero, che provocano una condensazione d’acqua e di prodotti leg-
ha le caratteristiche fisiche di un GPL e quindi una visco- geri che vengono riciclati nel greggio. Per la loro elevata
sità bassa (meno di 0,1 cP alle condizioni di prelievo volatilità questi leggeri rimangono nel greggio solo par-
laterale) e un rapporto in volume del 25% circa, provo- zialmente e in gran parte rievaporano a causa della pre-
ca una riduzione molto marcata della viscosità della cor- senza di metano ed etano nell’olio stabilizzato mediante
rente in esame, che diventa pari a circa 1 cP. separazione multiflash. Nel processo di stabilizzazione
Questo esempio permette di evidenziare come il liqui- con frazionamento un quantitativo notevole di leggeri e
do del prelievo laterale risulti molto leggero e a bassa GPL recuperati dal gas associato rimane invece nell’olio,
viscosità, pur partendo da un greggio medio e con visco- specialmente quando la tensione di vapore richiesta è rela-
sità elevata. Se la carica alla colonna contiene una quan- tivamente alta. In pratica, non solo i liquidi provenienti
tità residua di acqua, questa può quindi essere decanta- dalla semplice compressione e dal relativo raffreddamen-
ta con grande facilità attraverso il prelievo laterale. Per to, ma anche i condensati provenienti dal degasolinaggio
ottenere questo risultato è importante inserire, a monte di tutto il gas associato possono essere recuperati nel siste-
del ribollitore laterale, un separatore liquido-liquido che ma di stabilizzazione del greggio, naturalmente senza spin-
permetta di ridurre a un valore inferiore a 0,1% in volu- gere eccessivamente il recupero stesso. Questa soluzione
me l’acqua trascinata dalla corrente laterale che dal ribol- permette una parziale commercializzazione del GPL pre-
litore rientra nella sezione sottostante della colonna. sente nel gas senza i costi di una produzione separata, che
Questa soluzione impiantistica non può prescindere sono in molti casi troppo elevati. In conclusione la stabi-
dall’inserimento del separatore laterale in quanto la tota- lizzazione mediante colonna permette una grande elasti-
lità dell’acqua presente nella carica, non potendo uscire cità operativa e consente espansioni ulteriori dello sche-
con il prodotto di fondo né con quello di testa della colon- ma di sviluppo del campo inizialmente non previsti.
na, si accumula nel prelievo laterale. Si ha quindi la pos- In molti impianti di stabilizzazione d’olio e di con-
sibilità di integrare la stabilizzazione con un sistema di densati leggeri è comune l’uso di un forno come ribolli-
desalinizzazione più efficace, molto più economico e meno tore di fondo. Secondo molti progettisti questa soluzione
ingombrante di quello che si otterrebbe con uno stadio di sarebbe più compatta ed economica. Essa deriva essen-
coalescenza elettrostatica. zialmente dalla semplice trasposizione di uno schema clas-
Completando l’operazione con un’opportuna dilui- sico di raffinazione, il forno di topping. Nel trattamento
zione con acqua di lavaggio, si possono ottenere salinità di campo, date le temperature operative molto inferiori,
molto inferiori a quella richiesta nel trattamento di campo non è necessario né utile adottare una soluzione che crea
e paragonabili a quelle previste nella raffinazione. Dal notevoli problemi di sicurezza. Questo tipo d’installazio-
momento che le condizioni operative di una colonna sta- ne richiede inoltre delle pompe che pescano il liquido da
bilizzatrice sono molto più blande di quelle di una colon- ribollire dal fondo della colonna e lo fanno circolare nel
na di topping, la normale specifica di 20 ptb, o le 10 ptb forno. Al ritorno in colonna il prodotto parzialmente
che con questo metodo si possono facilmente garantire, vaporizzato viene separato e il liquido diventa il prodotto
sono più che sufficienti a permettere il funzionamento stabilizzato; il forno agisce quindi come ultimo stadio
ottimale della parte bassa della colonna, al di sotto del di stabilizzazione. Il fondo colonna, per adottare questa
prelievo laterale. È essenziale tuttavia, per ridurre spor- soluzione, viene diviso da un setto: da una parte si aspi-
camenti e manutenzioni eccessive, che entrambi i ribol- ra con la pompa il liquido che proviene dall’ultimo piat-
litori, laterale e di fondo, risultino protetti dal lavaggio to della colonna, dall’altra si realizza il polmone del pro-
in questione. Non è quindi necessario usare uno stadio dotto di fondo stabilizzato. Oltre al problema inerente al

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 665


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

forno stesso, questa soluzione richiede delle pompe di cir- processo, molto ridotta (0,05-0,1 bar). Dato che il rientro
colazione che aspirano un liquido bollente. Ciò compor- nella colonna è comunque a un livello inferiore, la circo-
ta la necessità di innalzare adeguatamente il fondo colon- lazione naturale avviene in modo semplice e non richie-
na. Le pompe e i forni sopra citati necessitano di una rego- de un polmone di grandi dimensioni sull’alimentazione
lazione sofisticata e di una serie di protezioni che rendono al ribollitore. Di solito il piatto di prelievo, in particolar
il sistema di controllo molto complesso. modo quello che alimenta il ribollitore intermedio, è vuoto.
A questa soluzione si contrappone l’uso di un ribol- La regolazione necessaria a garantire il corretto fun-
litore riscaldato da un fluido intermedio, hot oil o vapo- zionamento è basata sul controllo delle due temperature
re in media pressione. Se la temperatura finale di stabi- del prelievo intermedio e del prodotto di fondo. Que-
lizzazione è di 150 °C e quella d’ingresso al ribollitore st’ultima ovviamente determina il livello di stabilizzazio-
è di poco superiore ai 100 °C non è necessario avere un ne e controlla di solito la portata del fluido riscaldante.
fluido riscaldante ad alta temperatura. Non è nemmeno L’altra regolazione sembrerebbe meno importante, ma in
conveniente risparmiare sulle superfici di scambio usan- tutte le colonne di stabilizzazione anche il ribollitore late-
do nel caso hot oil un fluido molto caldo. rale deve essere controllato (lo si ottiene by-passando parte
Se si utilizza vapore, che ha una resistenza trascura- del prodotto caldo). Un riscaldamento eccessivo creereb-
bile allo scambio termico, e si ha un coefficiente di scam- be, infatti, un notevole aumento della portata di liquido e
bio buono, lato fluido processo, legato a una discreta di vapore sul piatto di prelievo, che è quasi sempre il più
vaporizzazione del greggio, è sufficiente mantenere le carico e quindi il più critico di tutta la colonna.
temperature, lato caldo, nell’ordine di 175-180 °C che Le tipologie dei piatti e/o degli impaccamenti da usare
corrispondono a un vapore saturo a circa 9 bar assoluti. in varie condizioni saranno illustrate in seguito. Per quan-
Si tratta quindi di utilizzare una semplice caldaia a tubi to riguarda i materiali da utilizzare vale quanto esposto
d’acqua per la generazione di vapore saturo a media pres- in precedenza, tenendo presente che in questo caso la
sione, un’apparecchiatura standard, molto compatta, tra- corrosività relativa all’eventuale presenza d’idrogeno
sportabile anche per grandi capacità di trattamento. solforato viene accentuata dalla temperatura operativa
Per una linea di trattamento da 50.000 bbl/d è suffi- più elevata. Tutte le parti dell’impianto coinvolte da gas
ciente una caldaia da 20 t/h circa o poco più grande. Se si saturo in acqua devono essere realizzate in acciaio inox
considera che il limite per la trasportabilità supera le 40 t/h AISI 304 o 316-L.
si possono prevedere linee con potenzialità di stabilizza-
zione più alta, fino a 100.000 bbl/d, alimentate da una sin- Demercaptanazione
gola caldaia di facile installazione e di costo non elevato.
Con un sistema a hot oil, rimanendo nel campo di appa- Questo processo un po’ sofisticato e con caratteri-
recchiature trasportabili, bisogna scendere di potenzialità stiche tipiche dell’industria di raffinazione, sta pren-
(una caldaia da 6 Gcal/h, corrispondente a 12-13 t/h di dendo piede anche al campo. Quando si produce un olio
vapore saturo, è al limite della trasportabilità). Per questa con alto contenuto di H 2 S spesso sono presenti anche i
ragione, con questa tipologia di riscaldamento la linea di mercaptani e il processo di addolcimento sopra descrit-
stabilizzazione avrebbe una capacità di trattamento mas- to incide solo minimamente sulla loro presenza nel greg-
sima di circa 30.000 bbl/d. Analoga potenzialità si può gio stabilizzato. Se il contenuto di metil- più etilmer-
ottenere con un riscaldatore diretto come ribollitore. captano alla fine della stabilizzazione rientra, come spes-
In molti impianti si usano ribollitori di tipo kettle per so accade, nel limite di 60 ppm in peso e talvolta anche
il fondo colonna. Questa soluzione non è tra le migliori in valori più elevati, la rimozione di questi composti
alle condizioni operative dell’impianto. L’olio da riscal- viene demandata alla raffineria. Questa soluzione viene
dare è pur sempre un fluido non molto pulito. Una por- di solito adottata quando il produttore del greggio e il
zione notevole del riscaldamento viene ceduta come calo- raffinatore appartengono alla stessa società e quando
re sensibile e il vaporizzato non supera quasi mai il 15% non ci sono vincoli precisi per il trasporto. In molti casi
in peso della carica al ribollitore. Per questo motivo è più (per esempio per gli oli prodotti nella zona del Mar
adeguato l’uso di un ribollitore di tipo once through a cir- Caspio) i tenori di mercaptani leggeri sono molto ele-
colazione naturale. Ovviamente questa soluzione è da vati (1.500-2.000 ppm in peso sullo stabilizzato); per
estendere anche al ribollitore laterale. Dal piatto di pre- movimentare l’olio in sicurezza si deve quindi procede-
lievo il liquido va ad alimentare il ribollitore (a fascio re alla loro neutralizzazione, trasformandoli in disolfu-
tubiero orizzontale) installato al livello più basso. Il dif- ri. Il processo più usato è quello denominato Merox, della
ferenziale di colonna liquida che si crea tra la linea discen- UOP (Universal Oil Products). La descrizione di questo
dente, liquido saturo, e quella di ritorno, bifase con vapo- impianto è limitata a individuare l’impatto che si deter-
rizzato, è sufficiente a garantire la circolazione naturale mina nel sistema globale di trattamento del greggio.
attraverso il ribollitore. Naturalmente il progetto del ribol- La rimozione di H2S non ha che una modestissima
litore deve prevedere una perdita di carico, nella fase di incidenza sulla rimozione dei mercaptani. È tuttavia

666 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

recupero gas gas al trattamento e vendita

olio stabilizzato,
desolforato
reiniezione gas gas al sistema di reiniezione e demercaptanato

disidratazione
e degasolinaggio

compressore acqua
flash gas di lavaggio

splitter benzina leggera


stabilizzatrice
separatore lavaggio
separatore laterale caustico
I stadio
separatore
ricombinato II stadio

trattamento acqua
oleosa e acida

fig. 12. Separazione trifase con stabilizzazione, addolcimento e demercaptanazione.

necessario che l’addolcimento sia quanto mai efficace in riferiti ovviamente al contenuto nei due componenti inqui-
quanto anche modeste tracce di H2S residua nell’olio crea- nanti (mercaptani e H 2 S). In un greggio medio-leggero
no non poco disturbo nel processo di neutralizzazione di il taglio di testa da inviare al trattamento non supera il
mercaptani a valle. Il termine neutralizzazione viene usato 12-15% in volume, mentre in quelli più pesanti può anche
in quanto in questo caso non si utilizza un processo estrat- essere molto inferiore. Per ottenere una carica all’im-
tivo, che pure è disponibile, ma ci si limita alla sola neu- pianto quanto più ridotta e leggera possibile, la colonna
tralizzazione basata sulla trasformazione in disolfuri. deve prevedere un notevole riflusso in testa. La legge-
Si ricorda che la volatilità del metilmercaptano è rezza della carica è essenziale nell’estrazione liquido-
compresa tra il normalbutano e l’isopentano, quella del- liquido alla base di questo processo. Questa soluzione,
l’etilmercaptano tra l’iso- e il normalpentano. Questi a parità di altri parametri operativi, facilita il raggiungi-
composti sono concentrati in un taglio molto leggero e mento della specifica di fondo con temperatura del ribol-
relativamente ristretto nei greggi. Per procedere alla neu- litore più bassa possibile. Un altro parametro che influen-
tralizzazione è quindi necessario un pretrattamento, che za notevolmente il dimensionamento dello splitter è la
consiste nel frazionare il taglio leggero su cui effettuare pressione operativa. Essa, per la ragione citata, dovreb-
la neutralizzazione. La colonna di frazionamento (split- be essere la più bassa possibile. Naturalmente il prodot-
ter benzina leggera) viene inserita a valle di una stabi- to leggero di testa ha un valore della pressione di bolla
lizzatrice, quindi è alimentata con il prodotto di fondo ben più elevato della pressione atmosferica alla tempe-
di quest’ultima. Le due colonne in serie vengono quin- ratura ottenibile, per esempio, con un condensatore ad
di integrate termicamente per ridurre al minimo il con- aria. Nell’esempio considerato i parametri principali sono
sumo energetico (fig. 12). i seguenti: pressione operativa del condensatore 2,5 bar
Lo splitter è una colonna classica di frazionamento assoluti; pressione operativa del ribollitore 3 bar asso-
con requisiti di purezza da rispettare sul prodotto di fondo, luti; temperatura all’uscita del condensatore totale 38 °C

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 667


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

fig. 13. Demercaptanazione benzina


leggera non estrattiva (processo Merox, UOP).

del prodotto
filtro
benzina demercaptanata

con rimozione H2S

liquido-liquido
prelavaggio
aria esausta

estrattore

rigeneratore
aria

ossidatore
separatore
aria e disolfuri
benzina
leggera

(punto di bolla del taglio di testa); temperatura del fondo once through), previsto anche nella stabilizzatrice, con
colonna 210 °C. un livello di pressione per il vapore di riscaldamento leg-
Come si vede dallo schema semplificato (v. ancora germente più elevato. Il prodotto di fondo splitter viene
fig. 12), la colonna a piatti (splitter) viene alimentata nella quindi interscambiato con il ribollitore di fondo (par-
parte mediana con la carica parzialmente evaporata. Il ziale) della stabilizzatrice e successivamente con il ribol-
numero di stadi teoricamente necessari per un buon fra- litore laterale della stessa (v. ancora fig. 12).
zionamento è pari a quattro al di sopra dell’alimentazio- Il trattamento di trasformazione dei mercaptani vola-
ne e a sei al di sotto della stessa, per un totale di dieci; a tili in disolfuri si basa su un processo di ossidazione in
questi vanno ad aggiungersi il condensatore di testa e il due stadi:
ribollitore di fondo.
RSHNaOH↔ NaSRH2 O
In molti casi, nel determinare il grado di rimozio-
2RSHO2→2RSSR↓ 2H2 O
ne/neutralizzazione dei mercaptani, si prende come riferi-
mento il valore che si può garantire con il lavaggio causti- Entrambe le reazioni avvengono con produzione d’ac-
co sulla corrente benzina leggera (valore calcolato: 10 ppm; qua che tende a diluire la soluzione di lavaggio. La prima
valore garantito: 15-20), adeguando lo splitter alla stessa reazione avviene nella colonna di lavaggio con la solu-
specifica. In questo modo si ottiene un valore finale mas- zione caustica, la seconda si riferisce all’ossidazione con
simo tre o quattro volte più basso di quello consentito dalle aria dei mercaptani leggeri a disolfuri, che contempora-
GOST, che sono molto restrittive. Va anche tenuto pre- neamente rigenera l’idrato sodico e rende possibile la sepa-
sente che il trattamento di lavaggio con soluzione di idra- razione dei disolfuri prodotti. È evidente che nella rige-
to sodico è un trattamento di purificazione completa del nerazione l’ossidazione e la separazione del disolfuro che
prodotto stabilizzato. Quest’ultimo, a valle del trattamen- ne deriva spostano l’equilibrio della prima reazione in
to, avrà un contenuto non rilevabile di H2S. Tenendo conto senso inverso a quanto avviene nella colonna di lavaggio.
dell’effetto combinato dei due inquinanti (mercaptani e La fig. 13 mostra lo schema di trattamento. Il pro-
H2S) e dell’eliminazione del più aggressivo e letale (H2S), dotto di testa splitter viene inviato a una colonna di lavag-
si può ritenere non necessario sovraccaricare eccessi- gio liquido-liquido mediante la pompa di riflusso dello
vamente il trattamento, spingendo a 10 ppm il tenore stesso (v. ancora fig. 12). Tale colonna deve operare a
residuo di metil- ed etilmercaptano nel fondo splitter. Por- una pressione di almeno 1,5 bar al di sopra del punto di
tando questa specifica a 60 ppm, si ha un’ulteriore ridu- bolla del taglio leggero da trattare nel suo punto più alto,
zione dell’intero sistema di frazionamento, con abbas- dove viene estratta la corrente trattata. Per questa ragio-
samento della temperatura di fondo; si ha inoltre una cari- ne la benzina leggera, che contiene anche GPL, deve
ca più leggera e ridotta al lavaggio caustico. essere alimentata ai limiti di batteria dell’impianto a pres-
Combinando questi accorgimenti con l’ottimizza- sione abbastanza elevata (si tenga presente che la colon-
zione delle perdite di carico nella colonna si arriva a livel- na di lavaggio è alta circa 30 m).
li di temperatura di fondo che rendono molto più sem- La temperatura operativa ottimale per il lavaggio è
plice e affidabile l’uso del classico ribollitore (di tipo di circa 38 °C e in questo caso coincide con quella del

668 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

condensatore di testa splitter. La colonna realizza il con- In questo caso il recipiente non contiene altri inter-
tatto delle due correnti (soluzione caustica e benzina ni che un piattello rompivortice all’uscita del liquido e
leggera): la più leggera ovviamente dal basso, la più un’unità snebbiante all’uscita del gas. Spesso sul fondo
pesante, soluzione di lavaggio (idrato sodico a circa il contiene un sistema di ugelli per il lavaggio e la rimo-
13% in peso), dall’alto. Sia la reazione di lavaggio con zione dei sedimenti (desander).
l’idrato sodico, sia quella di neutralizzazione dei mer- In fig. 6 è rappresentato un tipico separatore trifase
captani sono leggermente esotermiche, ma l’innalza- per lo stadio intermedio che, oltre ai pacchi lamellari
mento di temperatura nelle due sezioni è limitato dalla (una o più sezioni in relazione alla minore o maggiore
grande diluizione con acqua dei reagenti e dalla capa- difficoltà di separazione e di coalescenza), come si può
cità termica della soluzione. Sul fondo dell’estrattore si vedere prevede un piatto forato di distribuzione. Se la
raccoglie la soluzione ricca, dalla testa si separano gli velocità all’interno del separatore è molto bassa, del-
idrocarburi trattati. La rigenerazione della soluzione l’ordine di 1 m/min, la distribuzione del flusso potreb-
avviene mediante ossidazione con aria in presenza del be essere inadeguata. L’uso di uno o più setti (come quel-
catalizzatore in fase liquida. lo rappresentato nella fig. 6) è molto indicato per sepa-
È necessario separare i disolfuri in un apposito sepa- ratori installati su impianti di produzione galleggianti
ratore previsto nell’ossidatore, quest’ultimo prevede (FPSO, Floating Production Storage & Offloading), sog-
anche la separazione dell’aria esausta che dovrà essere getti quindi a rollio e beccheggio che destabilizzano i
smaltita con un inceneritore. I disolfuri separati potreb- livelli e creano miscelazione anziché separazione.
bero essere estratti, mentre nel caso esaminato vengono Per scaricare l’acqua, il sistema mostra l’uso di una
rimiscelati all’olio assieme alla corrente di idrocarburi diga di separazione che consente di mantenere sul fondo
trattati. La gasolina trattata nel Merox è un taglio di ben- entrambe le uscite di olio e di acqua.
zina leggera e di GPL che sono stati trattati (cioè desolfo- Per il dimensionamento e il tempo di permanenza del
rati a specifica commerciale) e che potrebbero essere liquido al fine di realizzare la separazione delle fasi, si
commercializzati separatamente con poca spesa, frazio- rimanda all’esempio descritto precedentemente; per quan-
nando il prodotto di testa dell’estrattore. to riguarda la fase gas, v. cap. 5.4.
Relativamente alla scelta dei materiali valgono le Per i separatori d’olio il gas, salvo casi limitati, quasi
considerazioni svolte precedentemente per l’addolci- mai influisce sul dimensionamento, anche nel primo sta-
mento, tenendo presente che in questo caso la corrosi- dio di separazione dove la portata può essere relativa-
vità viene particolarmente accentuata nella rigenerazio- mente elevata.
ne della soluzione caustica con aria. La separazione per gravità influisce su particelle con
dimensioni dell’ordine di 100 mm; nella fase gas il co-
alescer installato sull’uscita produce abbattimenti fino
5.3.5 Apparecchiature di processo a 10 mm o addirittura 3 mm, con sezioni di passaggio
ridotte e quindi con ingombro modesto. La velocità della
Separatori fase gas nel separatore può essere molto elevata e quin-
La funzione principale di tali apparecchiature è stata di la sezione di passaggio (di solito il 50% della sezio-
analizzata sia nella stabilizzazione multiflash, dove il gas ne totale) è adeguata e non richiede particolari verifiche.
viene separato dall’olio, sia nella separazione dell’acqua, L’uso più comune di separatori verticali è quello rela-
dove si sono evidenziate le caratteristiche degli interni più tivo allo stadio finale atmosferico. Se non è necessaria
utilizzati. la separazione dell’acqua, che si realizza più adeguata-
Quando il separatore di primo stadio riceve quantità mente con i separatori orizzontali, l’apparecchiatura ha
molto elevate di gas e il flusso bifase della rete di raccol- il solo scopo di degasare completamente l’olio, evitan-
ta provoca la condizione di flusso a tappi di liquido (slug do la formazione di vapori all’interno del serbatoio di
flow) seguiti da cuscini di gas, è indispensabile assorbire stoccaggio. Quando quest’ultimo è del tipo a tetto gal-
l’energia cinetica del liquido spinto dal gas, inserendo un leggiante questa soluzione diventa inevitabile per l’in-
adeguato smorzatore (momentum absorber) di fronte al tegrità del serbatoio. Il separatore verticale (gas boot)
bocchello d’ingresso del fluido. Questo dispositivo, che viene installato su una struttura indipendente affiancata
può avere forme varie, oltre ad assorbire l’energia cineti- al serbatoio, per poterlo riempire per gravità evitando
ca del fluido entrante deve anche produrre, per quanto pos- l’uso di pompe. La corrente bifase che proviene dal sepa-
sibile, una prima grossolana separazione, facendo rica- ratore a monte viene inviata in testa al gas boot, dove
dere la fase liquida verso il fondo del separatore. avviene la separazione del gas. Un piatto di distribuzio-
Tale separatore viene progettato in modo che non ne alimenta la sezione sottostante costituita da un riem-
solo assicuri il tempo di permanenza medio richiesto pimento ad anelli di altezza adeguata (1-1,5 m). Dal fondo
dalla separazione delle fasi, ma ammortizzi anche la del recipiente una linea alimenta il fondo del serbatoio
discontinuità creata dal flusso variabile sopra descritto. e ne permette il riempimento (fig. 14).

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 669


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

Scambiatori di calore Le caratteristiche degli interni nel caso di colonne a


I tradizionali scambiatori a fascio tubiero (shell & piatti sono identiche a quelle della raffineria. I piatti più
tubes) non presentano alcuna differenza rispetto a quel- usati sono del tipo a valvola per la loro grande flessibi-
li usati in raffineria. I metodi di calcolo termodinamico lità operativa (turn down ratio fino al 22-25% senza effet-
sono ovviamente gli stessi e sono disponibili per il cal- tiva penalizzazione dell’efficienza).
colo di verifica in tutti i programmi di simulazione di Dovendo garantire lo scambio di materia (mass trans-
processo più utilizzati. fert) con grosse quantità di liquido rispetto ai vapori in
Proprio per la loro facilità di dimensionamento que- gioco, i piatti usati sono quasi sempre del tipo a doppio
sto tipo di scambiatori è usato in modo indiscriminato passaggio (double split flow); per colonne molto grandi
nel trattamento di campo, anche quando sarebbe oppor- vengono anche usati piatti a 4 passaggi. L’uso di impac-
tuno utilizzare tipologie diverse; infatti uno scambiato- camenti sfusi (random) è di scarsa utilizzazione nei trat-
re a piastre è più difficile da valutare da parte di perso- tamenti di campo.
nale non specializzato e per questa ragione nelle fasi ini- L’uso sempre più massiccio di FPSO per lo sviluppo
ziali di un progetto spesso si scelgono esclusivamente di campi offshore porta a utilizzare in modo quasi esclu-
scambiatori a fascio tubiero. sivo i separatori e molto spesso i desalinizzatori elettro-
Quando lo spazio e il peso sono un vincolo fonda- statici, in luogo delle colonne. In effetti una colonna a
mentale, come nel caso di trattamenti offshore, l’uso di piatti non riesce a funzionare anche con oscillazioni della
soluzioni più compatte è indispensabile. Dal momento nave modeste (ampiezza dell’ordine di 1°). Sono invece
che il fluido trattato ha un fattore di sporcamento ( foul- di grande utilità gli impaccamenti strutturati in sostitu-
ing factor) molto elevato (0,0004 hm2 °C/kcal), è neces- zione dei piatti, proprio per la loro adattabilità all’oscil-
sario prevedere scambiatori a testa flottante e quindi con lazione. Esistono molte applicazioni di questi tipi di inter-
un grosso ingombro per lo sfilamento del fascio. Le solu- ni, che sono entrati nell’utilizzo dei trattamenti offshore
zioni alternative, spesso molto più onerose, riducono in più nel campo del gas che in quello dell’olio.
modo determinante tutti questi problemi. Quando l’olio Rispetto al convenzionale piatto a valvole il riempi-
è estremamente viscoso, la superficie di scambio di uno mento in generale, particolarmente quello strutturato, offre
scambiatore a fascio tubero è molto grande. In questi il vantaggio di una maggior compattezza (riduzione sia di
casi l’uso dello scambiatore a piastre è ideale. Quest’ul- diametro che d’altezza a parità di stadi d’equilibrio richie-
timo non è soggetto alla limitazione del cross sulle tem- sti). Tale tipologia non è molto flessibile; essa permette una
perature uscenti (uguaglianza delle temperature uscenti riduzione di portata molto più modesta dei piatti a valvo-
dai due lati dello scambiatore) e può quindi essere usato la e richiede un sistema di distribuzione del liquido e del
in controcorrente pura. gas molto efficiente, in generale più sofisticato e delicato
del corrispondente sistema in una colonna a piatti. Il riem-
Colonne e relativi interni pimento strutturato, in particolare, richiede un montaggio
Nel trattamento dell’olio l’apparecchiatura di gran molto preciso che, dovendo essere effettuato sul posto,
lunga più usata è il separatore. Ciononostante, è sem- necessita di personale preparato e di controlli adeguati.
pre più frequente l’uso di colonne nel trattamento del Quasi tutte le colonne nella parte superiore, al di sopra
greggio. del piatto di testa e dei distributori, prevedono un sistema

gas atmosferico
atmosferico (gas boot)
separatore verticale

greggio
all’oleodotto
M
PDM
positive displacement meter
olio serbatoio di stoccaggio pompa
dal separatore a tetto galleggiante di trasferimento
intermedio

pompa booster

fig. 14. Separazione atmosferica, stoccaggio, pompaggio e misura.

670 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

di separazione delle gocce. In una colonna a piatti il siste- Dovendo usare due o più serpentini in parallelo è neces-
ma più usato è il classico pacco rete a sezione piena. Anche sario che la ripartizione sia perfetta. Si deve quindi evita-
un elemento snebbiante ‘a vani’ (v. ancora fig. 6) può dare re di alimentare il forno con bifase vapore-liquido, pro-
ottimi risultati e, richiedendo minore manutenzione, è da dotto nel treno di scambio che sta a volte a monte. Il forno
preferirsi in tutte le applicazioni offshore. e gli scambiatori devono essere alimentati attraverso una
Per quanto concerne i materiali tutti gli interni sopra pompa e la pressione d’ingresso deve superare quella del
descritti richiedono, per ragioni costruttive, acciai inos- punto di bolla del greggio alla temperatura entrante. Nel
sidabili anche in assenza di componenti corrosivi. L’uso serpentino, per effetto della perdita di carico e del riscal-
di questi materiali consente di usare spessori molto ridot- damento, può verificarsi evaporazione che facilita lo scam-
ti e quindi di alleggerirne il peso relativo. Si noti che, bio mantenendo bassa la temperatura di parete.
contrariamente a quanto avviene in altri settori dell’in- Quando il forno è usato come ribollitore la circola-
dustria chimica e petrolchimica, non si utilizzano mate- zione è sempre mantenuta con pompe e quindi il pro-
riali di riempimento in plastica. blema della distribuzione nei serpentini è risolto. Tutta-
via, mantenere una buona velocità (2-2,5 m/s all’ingresso)
Forni può essere utile per evitare problemi di elevata tempe-
Nella desalinizzazione e nella stabilizzazione si usano ratura alla parete, conseguenti alle portate ridotte. La
spesso forni come riscaldatori diretti del fluido da trat- vaporizzazione percentuale sulla carica non supera di
tare e anche come ribollitori. molto il 10% in peso, pertanto quest’ultima non crea pro-
Qualora si utilizzi un forno come riscaldatore o come blemi e contribuisce a migliorare notevolmente il coef-
ribollitore è preferibile l’utilizzo della tipologia defini- ficiente di scambio interno, mantenendo relativamente
ta a cabina o box orizzontale, con bruciatori sul fondo bassa la temperatura di parete.
(fig. 15). In questo caso, densità di flusso termico a valori più
I bruciatori sul fondo, poco indicati quando si voglia elevati (10.000 Btu/hft2) sono accettabili. Tenendo conto
utilizzare combustibile liquido, sono adatti all’uso di gas,
in quanto favoriscono una buona distribuzione del flus-
so termico. Il box orizzontale a tiraggio forzato è da pre-
ferirsi al forno verticale (pipe still), molto più diffuso
bruciatori
per altre applicazioni e meno ingombrante in pianta. La
ragione principale di questa scelta, oltre alla distribu-
zione più omogenea del flusso termico, è la necessità di
pulizia meccanica frequente dei serpentini, più facile con
tubazioni orizzontali. L’acqua di strato emulsionata nel-
l’olio dà luogo a forti incrostazioni a contatto con la pare- vista A-A
te raggiante del forno. Per le operazioni di pulizia mec-
canica si hanno testate flangiate o a chiusura rapida ester- vista B-B
ne alla camera di combustione.
La densità di flusso termico, anche nei forni usati
come ribollitori, deve essere particolarmente ridotta pro-
prio per ridurre al minimo la temperatura di parete. Nel convettiva
caso di oli particolarmente viscosi il riscaldamento diret-
to sarebbe da evitare, in ogni caso non si dovrebbe ecce-
dere una densità media di flusso di 8.000-9.000 Btu/hft2
o 21.700-24.400 kcal/hm2.
Tenendo presente che la superficie che riceve il calo-
re raggiante è poco più del 50% del totale e che il coef-
radiante
ficiente di scambio alla parete interna è particolarmen-
te ridotto, si intuisce che la temperatura di quest’ultima
può essere eccessivamente elevata, pur con temperatura A A B B
del fluido riscaldato modesta.
Per ridurre questo fenomeno è bene mantenere le
velocità del fluido particolarmente alte e accettare le rela- bruciatore bruciatore
tive perdite di carico. Per forni con portata d’olio e poten-
zialità ridotte è utile usare un unico serpentino (coil) per pipe still verticale box orizzontale
evitare problemi di cattiva distribuzione del flusso, spe-
cialmente quando si opera con basse portate. fig. 15. Tipologie di forni.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 671


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

che questa applicazione (forno come ribollitore) è lega- adatti a un’installazione veloce da campo. Sono sicura-
ta alla stabilizzazione, ovvero con temperatura del flui- mente più compatti e leggeri di un forno del tipo all con-
do di 150-160 °C, si capisce perché anche in questo caso vection perché non hanno la camera di combustione, i
sia necessario limitare quanto più possibile la tempera- bruciatori, i relativi refrattari e i ventilatori di riciclo
tura di parete. fumi; inoltre operano a temperature più basse (inferiori
Nel caso di flusso bifase, oltre a presentare maggiore a 500 °C), anche se comunque sufficientemente elevate
facilità per effettuare la pulizia interna, il flusso orizzon- da garantire una notevole compattezza. Se utilizzati in
tale causa meno vibrazioni e problemi di quello verticale. impianti offshore, i recuperatori sui fumi risolvono il
In molti casi si ritiene più adatto l’uso di forni a con- problema delle distanze di sicurezza in quanto non neces-
vezione totale (all convection). Il vantaggio di questa sitano di postcombustori.
soluzione è una maggior uniformità nella distribuzione Infine si può rilevare che l’avviamento di un forno,
del calore sulla superficie di scambio. Per ragioni di com- anche piccolo, come quelli che si incontrano nel tratta-
pattezza in questi forni si usano serpentini più piccoli e mento di campo, richiede tempi relativamente lunghi se
quindi si hanno maggiori problemi di distribuzione del paragonati a quelli richiesti da un recuperatore di calore.
flusso e maggiori difficoltà a garantire la pulizia mec- Quando la temperatura di processo è relativamente
canica. Inoltre la temperatura a cui i gas caldi entrano bassa si può usare come fluido intermedio acqua pres-
nel pacco convettivo è molto elevata (oltre 700 °C); que- surizzata, glicolata se l’installazione viene utilizzata in
sta soluzione non è quindi affatto ideale. zone fredde. Con questo sistema si può avere un fluido
La necessità di ridurre la superficie di scambio, e di con temperatura di 165 °C, più che sufficiente a copri-
conseguenza l’ingombro e il controllo della temperatu- re gran parte delle utenze termiche descritte.
ra, porta a usare grossi ventilatori per la ricircolazione Quando lo schema di trattamento è particolarmente
dei fumi, necessaria al controllo della temperatura degli sofisticato, come quello che arriva alla demercaptanazio-
stessi. Tenendo conto di ciò, questa soluzione non pre- ne del greggio, anche l’uso del vapore e in particolare del
senta grossi vantaggi rispetto al convenzionale forno vapore a contropressione risulta conveniente. Questo tipo
radiante dotato di una zona convettiva (crossover). Que- di recupero energetico è molto diffuso nella raffinazione,
st’ultimo ha un punto critico che va tenuto particolar- ma risulta estremamente limitato nei trattamenti di campo.
mente sotto controllo, predisponendo delle misurazioni È molto inusuale abbinare una caldaia di vapore con
di temperatura di superficie (skin points) su ciascun ser- surriscaldatore per produrre energia elettrica con una
pentino, costituito dal crossover, ovvero la zona di tran- turbina a contropressione e utilizzare il vapore a media
sizione dal flusso di calore raggiante al convettivo. In e/o a bassa pressione per usi termici, per esempio per
questa condizione i due flussi di calore, con il convetti- la desalinizzazione e la stabilizzazione. La ragione prin-
vo in condizioni di massima temperatura dei fumi, si cipale di ciò deriva dal considerare il vapore, e più anco-
sommano. Una situazione analoga si ha anche nelle prime ra il trattamento dell’acqua di reintegro legata alla sua
file di serpentini in un forno del tipo all convection (den- generazione, come qualcosa da evitare, anche se oggi
sità di flusso eccessiva, legata all’effetto combinato di la necessità di ridurre l’impatto ambientale porterebbe
alta velocità e alta temperatura dei fumi). verso l’utilizzo di soluzioni a consumi energetici più
contenuti.
Recuperatori di calore e generazione di vapore
Trattando grandi quantità di idrocarburi, che in un recen- Pompe
te passato erano oltretutto a basso costo, è facile capire Le pompe nel campo petrolifero sono a norma API e
come nell’attività di produzione non vi sia stata particola- quindi molto costose, anche se realizzate con materiali
re sensibilità al risparmio energetico e conseguentemente non particolarmente nobili. Il greggio, normalmente, per
ai recuperi di energia e di calore in particolare. In molte il suo effetto filmante protegge dalla corrosione i mate-
situazioni logistiche disagiate anche oggi si privilegia la riali con cui viene a contatto e per questa ragione le pompe
semplicità degli impianti rispetto al recupero energetico. utilizzate per l’olio sono sempre costruite con normale
Il generatore di vapore o la caldaia hot oil che pro- acciaio al carbonio. Salvo particolari casi, si tratta quasi
ducono il riscaldamento richiesto possono in molti casi esclusivamente di centrifughe (monostadio per basse pre-
essere realizzati ricorrendo a un recuperatore di calore valenze, pluristadio per prevalenze elevate).
inserito sui fumi uscenti dalle turbine a gas, utilizzate Spesso il fluido da pompare è al punto di ebollizione,
come motrici nella compressione del gas associato e è quindi importante impiegare pompe a basso NPSH (Net
richieste nella produzione di energia elettrica necessaria Positive Suction Head) e curarne particolarmente l’in-
al funzionamento sia del processo che delle infrastrut- stallazione. In molti casi, quando si deve aspirare da ser-
ture connesse a un giacimento a olio. Trattandosi di gene- batoi di stoccaggio atmosferici, si usano pompe vertica-
ratori generalmente piccoli rispetto a quelli di una cen- li (barrel) monostadio. Se la prevalenza richiesta per invia-
trale elettrica a ciclo misto, essi sono particolarmente re l’olio è elevata, si fa seguire la pompa sopra citata

672 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

(booster pump) da una pompa di trasferimento multi- terminale di arrivo e caricamento questo tempo di perma-
stadio in serie (v. ancora fig. 14). nenza è molto più elevato per adattarsi alla movimenta-
zione delle navi. In quest’ultimo caso perciò il tempo medio
Sistemi di misurazione di stoccaggio supera la settimana e ciò implica la scelta di
L’olio trattato viene trasportato via nave o via oleo- serbatoi di tipologia e dimensioni adeguate.
dotto. In entrambi i casi è prassi disporre sulla linea di In passato i due serbatoi avevano tipologie diverse,
caricamento della nave o di spedizione via terra, di un non solo per quanto riguarda le dimensioni, ma anche
sistema di misurazione ‘fiscale’ per quantificare la pro- per il diverso utilizzo. Si assuma di avere sei campi in
duzione nel modo più corretto possibile. produzione che trattano ciascuno 50.000 bbl/d di greg-
Per realizzare ciò è necessario scegliere strumenti gio stabilizzato in località diverse. Le rispettive portate
adatti e curarne l’installazione. Il punto migliore per l’in- vengono convogliate a un unico terminale di raccolta e
stallazione di questa apparecchiatura è a valle della pompa caricamento sulla costa, avente capacità totale di ricevi-
booster, ovvero a pressione medio-bassa (5-7 bar), comun- mento pari a 300.000 bbl/d. Esso sarà quindi in grado di
que sufficiente a garantire che la misura sia monofase caricare una petroliera da un milione di barili ogni tre
(v. ancora fig. 14). La misura sarà inoltre compensata giorni circa. La capacità di stoccaggio minima di questo
per la temperatura. L’installazione del misuratore sulla terminale dovrà superare il valore teorico per program-
connessione diretta all’oleodotto a valle di una pompa mare adeguatamente le navi in arrivo. Se il terminale è
multistadio è da evitare; trattandosi di apparecchiature progettato per una capacità pari a dieci giorni di produ-
costose, basate su più linee in parallelo per garantire la zione, che corrisponde a tre milioni di barili, lo stoc-
massima precisione a portate ridotte (arrangeability), caggio sarà costituito da sei grossi serbatoi a tetto gal-
non è economico operare ad alta pressione. L’installa- leggiante, della capacità di circa 80.000 m3 ciascuno.
zione tra la pompa booster e quella di trasferimento è Ogni singolo impianto ( flow station) da 50.000 bpd
quindi, ove possibile, da preferire. posto in prossimità del giacimento avrà invece un solo
Lo strumento più comunemente usato è il PDM serbatoio da 8.000 m3, ovvero dieci volte più piccolo.
(Positive Displacement Meter) che, rispetto alla flangia Quest’ultimo si trova infatti in condizioni diverse da quel-
tarata, misura direttamente la portata totale del prodot- li del terminale, essendo direttamente legato al processo
to. Per tararlo opportunamente e controllarne periodica- produttivo e al conseguente trattamento. Fino a qualche
mente l’affidabilità, l’installazione viene completata con anno fa esso veniva considerato impropriamente l’ulti-
un adeguato circuito di prova (meter prover). mo stadio di trattamento dell’olio e in molti campi a olio
non recenti questo accade ancora. Per questa ragione la
Stoccaggio tipologia costruttiva era diversa: si utilizzavano infatti ser-
Alla fine del processo produttivo è necessario preve- batoi a tetto fisso (cone roof ) in grado di reggere una leg-
dere lo stoccaggio del greggio. Esiste una differenza tra il gera pressione interna positiva (5 mbar). In qualche caso
polmone operativo installato direttamente nel centro di trat- questi serbatoi costituivano l’ultimo stadio di degasazio-
tamento e il parco serbatoi (tank farm) previsto al termi- ne atmosferica del greggio e di separazione dell’acqua.
nale di caricamento dell’olio, quando, come spesso acca- Spesso quindi la metodologia costruttiva permetteva al
de, esso viene trasportato via mare. Tale differenza riguar- serbatoio di reggere anche pressioni positive interne
da essenzialmente la capacità di stoccaggio. Nel primo caso più consistenti (50 mbar) mediante un tetto bombato.
di solito è pari a un giorno di produzione totale, mentre nel L’uso del serbatoio di stoccaggio come ultimo stadio di

0,5
fig. 16. Perdite di leggeri
per riempimento nei serbatoi pressione operativa, psig (pressione atmosferica)
(% del volume dell’alimentazione)

a tetto fisso (GPSA). punti di perdite massime


0,4
perdita per caricamento

0,3
1

0,2 2,5

0,1 10
15
20
25

0,0
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15
pressione di vapore del liquido (psia)

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 673


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

degasazione è stato abbandonato e attualmente anche rimanere in sospensione, piuttosto che a decantare. Se
questi serbatoi di dimensioni modeste vengono costrui- l’olio però contiene dell’acqua in emulsione, visto che
ti con la tecnica del tetto galleggiante. Questa soluzione le paraffine hanno una forte igroscopicità, si formano
consente di ridurre al minimo lo spazio vuoto tra il pelo delle emulsioni dette waxy sludges, a prevalente conte-
del liquido e il tetto; minimizzando il volume corri- nuto d’acqua e quindi con densità elevata, che decanta-
spondente si riducono anche le perdite per polmonazio- no. Si crea quindi sul fondo dei serbatoi uno strato di
ne e quelle per riempimento del serbatoio. questi prodotti che complica notevolmente le operazio-
È evidente che tali perdite modificano le caratteri- ni di stoccaggio e caricamento. È stato inoltre rilevato,
stiche del greggio, in quanto sono costituite dai compo- anche in presenza di greggi non particolarmente corro-
nenti più leggeri. Il diagramma riportato (fig. 16) dà una sivi, un fenomeno di corrosione non trascurabile in cor-
correlazione semplice tra le perdite per riempimento del rispondenza dell’interfaccia tra l’emulsione di paraffi-
serbatoio e la tensione di vapore effettiva dell’olio stoc- ne e acqua nel fondo e la fase dell’olio sovrastante. L’o-
cato. Le pressioni di lavoro riportate sono rilevanti poi- lio stoccato, per i fenomeni sopra descritti, viene a contatto
ché il diagramma si riferisce a un serbatoio a tetto fisso. con l’ossigeno dell’aria ed è assorbito in modo diverso
Con uno a tetto galleggiante le perdite sono molto più dalle due fasi; si crea quindi sul fondo dei serbatoi un
basse, ma non nulle. fenomeno di corrosione elettrochimica legato in parte a
Le perdite cosiddette per polmonazione derivano inve- una aerazione differenziata delle due fasi e alla loro diver-
ce dall’escursione termica giorno-notte e dalla variazio- sa proprietà elettrica.
ne di insolazione a cui sono sottoposti sia il serbatoio sia, Per evitare gli accumuli di waxy sludges sul fondo
soprattutto, lo strato di vapore compreso tra il tetto e il sono previste varie soluzioni: quella più semplice con-
pelo libero. Infatti di notte il serbatoio respira, cioè richia- siste nell’utilizzo di agitatori inseriti sulla corona bassa
ma aria al suo interno che si satura in vapore di idrocar- dei serbatoi allo scopo di accentuare i moti convettivi
buri, i quali durante il giorno vengono rilasciati a seguito naturali presenti nella massa stoccata, che aiutano a ridur-
del riscaldamento e del conseguente aumento di volume. ne la separazione e la relativa decantazione. Questi siste-
Non potendo reggere pressioni anche modeste, né mi di solito utilizzano getti ad alta velocità da iniettare
negative né positive, il serbatoio è munito di un sistema nella massa dell’olio. L’effetto è migliore se il greggio
di valvole di sfiato opportunamente tarate e posiziona- iniettato viene anche riscaldato. In molti casi si procede
te in modo da garantire il controllo della pressione a valo- a un trattamento vero e proprio che prevede il riscalda-
ri molto bassi. mento, lo scioglimento e la separazione dell’acqua dalle
Precedentemente è stata descritta la decantazione emulsioni estratte dal fondo e, ovviamente, il trattamento
d’acqua e il contenuto residuo (0,5% in volume massi- delle acque reflue.
mo). Dati i tempi di permanenza del greggio nello stoc- Il materiale di costruzione dei serbatoi di stoccaggio,
caggio, questi possono favorire una certa decantazione per le ragioni esposte precedentemente, è esclusivamente
del contenuto di acqua residuo. Ciò non rappresenta un acciaio al carbonio, indipendentemente dalle dimensio-
problema insormontabile e in molti casi si risolve pre- ni e dalla tipologia costruttiva. Poiché sul fondo dei ser-
vedendo una serie di drenaggi sulla corona di fondo, che batoi si può verificare decantazione d’acqua con accu-
aiuta a scaricare l’acqua decantata. mulo di componenti corrosivi disciolti (sia gas acidi, sia
In realtà nello stoccaggio del greggio, e in special acidi grassi legati al processo di ossidazione del greg-
modo nei serbatoi finali dove i tempi di permanenza sono gio), è indicato utilizzare rivestimenti protettivi epossi-
molto lunghi, l’obbiettivo principale non è quello di favo- dici (epoxy lining).
rire la decantazione, ma al contrario quello di garantire
l’omogeneità del prodotto. Durante la stabilizzazione, Impianti di recupero vapori
multiflash o con colonna stabilizzatrice, si usano tempe- I vapori rilasciati in atmosfera nelle normali opera-
rature operative tali che l’olio, salvo casi eccezionali, non zioni di movimentazione delle benzine vengono recupe-
raggiunge mai il suo cloud point, pertanto nelle apparec- rati per legge mediante apposite unità, basate sulla refri-
chiature di processo non si opera in condizioni tali da avere gerazione e/o sull’assorbimento mediante la benzina stes-
separazione di paraffina. Tenendo conto del fatto che nel sa. È previsto anche l’uso di filtri a carbone attivo come
trattamento l’olio contiene gas disciolto, la solubilità delle stadio finale di purificazione. Un analogo provvedimen-
paraffine in questa condizione è migliore ed è quindi più to dovrebbe essere adottato nella movimentazione del greg-
probabile avere un fluido non newtoniano in un serbatoio gio per i seguenti motivi: la tensione di vapore dell’olio è
di stoccaggio che in un separatore. Quando ciò si verifi- elevata (spesso superiore a quella della benzina), pertan-
ca le paraffine che si separano dal greggio spontaneamente to la concentrazione di idrocarburi evaporati e rilasciati in
non creano problemi; infatti, pur trattandosi di compo- atmosfera è maggiore; i composti sono simili e come tutti
nenti ad alto peso molecolare, esse hanno densità molto gli idrocarburi incombusti dannosi per la salute umana;
più basse di quelle medie dell’olio e tendono quindi a essendo la benzina una componente dell’olio, le quantità

674 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

in gioco per quest’ultimo sono superiori e molto più con- richiede alcuna deossigenazione e la filtrazione si limi-
centrate in località ristrette (per esempio nei terminali di ta allo stadio finale.
carico e di scarico delle petroliere). Quando invece si deve iniettare un’acqua di superfi-
È importante sottolineare che l’uso di sistemi di recu- cie, oltre alla filtrazione precedentemente descritta è
pero dei vapori nella movimentazione della benzina ha necessario provvedere a una deossigenazione spinta del-
un ritorno economico che per i grossi depositi e le raf- l’acqua stessa. Per non intaccare l’equilibrio del giaci-
finerie compensa ampiamente l’investimento. È auspi- mento e non favorire la formazione di batteri l’acqua
cabile quindi che questa soluzione possa essere adotta- iniettata deve infatti essere totalmente priva di ossigeno,
ta anche nella movimentazione del greggio, come già si pertanto il contenuto di ossigeno residuo, in seguito alla
verifica in alcuni paesi dell’Europa settentrionale, in par- degasazione o ad altri tipi di deossigenazione, deve esse-
ticolare la Norvegia. re neutralizzato con composti adeguati (oxigen scaven-
gers), quali idrazine e altri. Un processo di deaerazione
spinto riduce tuttavia il quantitativo di oxigen scavenger
5.3.6 Sistemi di recupero utilizzato. L’ottimizzazione del trattamento dipende quin-
secondario di da un buon compromesso tra l’investimento richiesto
dalla degasazione e la conseguente riduzione del costo
Iniezione d’acqua operativo per l’utilizzo di prodotti chimici.
L’iniezione d’acqua viene attuata nei campi a olio ed La degasazione sottovuoto è oggi il sistema più comu-
è utilizzata come tecnica di recupero secondario per man- nemente usato. L’acqua viene immessa alla testa di una
tenere alto il livello di produzione e per aumentare il colonna operante sottovuoto e distribuita adeguatamen-
recupero di olio dal giacimento. te su di un letto che deve realizzare una grande superfi-
Questa pratica si realizza con un sistema di pom- cie per unità di volume all’interno della colonna stessa.
paggio d’acqua negli strati produttivi seguendo le indi- Per effetto del vuoto il contenuto di ossigeno che, alla
cazioni ottenute dagli studi di giacimento, sia per quan- saturazione e a bassa temperatura, è di 5 ppm in peso,
to riguarda i pozzi da utilizzare per l’iniezione (numero viene ridotto proporzionalmente alla riduzione di pres-
e ubicazione), sia per quanto riguarda le portate e le pres- sione, mantenuta all’interno della colonna attraverso un
sioni da adottare. In questo paragrafo verranno esami- sistema adeguato.
nati i trattamenti a cui l’acqua deve essere sottoposta, Il vuoto più comunemente usato per questo tipo di appli-
prima di essere iniettata, per essere compatibile sia con cazioni è dell’ordine di 40 tor (40 mm di Hg o 0,054 bar
i fluidi del giacimento che con la roccia serbatoio dello assoluti). Per produrre il vuoto richiesto si possono usare
stesso. vari sistemi come la pompa ad anello liquido, o un com-
Qualsiasi sostanza portata in sospensione nell’acqua pressore a vite (rotating screw). Molto usato è anche un
di iniezione o formatasi successivamente per precipita- sistema misto costituito dalla pompa ad anello liquido e
zione di sali, flocculazione di argille disperse e forma- da un eiettore che usa come fluido motore l’aria stessa,
zione di masse gelatinose costituite da colonie batteri- per produrre il primo stadio con pressione di aspirazione
che, provocherebbe l’ostruzione dei pori dello strato pro- molto bassa. Talvolta si possono utilizzare i classici grup-
duttivo, causando grossi danni al giacimento. L’acqua da pi a vuoto con eiettori pluristadio a vapore. Il consumo di
iniettare, oltre che dal giacimento (acqua di strato), può energia elettrica per il sistema con pompa ad anello liqui-
provenire da altri livelli acquiferi sopra- o sottostanti do o con compressore è molto modesto in quanto, anche
quello produttivo, da corsi d’acqua o dal mare quando il per portate d’acqua molto rilevanti, il quantitativo di aria
giacimento è fuori costa o in prossimità della stessa. da estrarre è molto piccolo; molto basso è anche il con-
Il primo e più importante trattamento a cui l’acqua sumo di vapore se si usa quest’ultimo come fluido moto-
da iniettare deve essere sottoposta è la filtrazione. L’ac- re in un gruppo di eiettori. Il più usato in questa applica-
qua infatti quasi sempre contiene solidi in sospensione zione è il bistadio con condensatore intermedio.
costituiti da particelle, anche di piccole dimensioni, che La portata d’acqua d’iniezione è di solito dello stes-
devono essere rimosse. so ordine di grandezza dell’olio prodotto. L’esempio che
Il grado di filtrazione richiesto può variare. Lo stan- segue evidenzia gli ordini di grandezza dei principali
dard più diffuso si basa sull’utilizzo di filtri dual media parametri operativi in gioco.
atti a rimuovere particelle in sospensione fino a 3 mm. A Si assuma la produzione d’olio pari a 200.000 bbl/d
protezione di quest’ultimi possono, a seconda dei casi, cui corrisponde una portata d’iniezione massima d’ac-
essere utilizzati altri gradi di filtrazione più grossolani qua di circa 400.000 bbl/d ovvero 2.650 m3/h. L’ossige-
per l’abbattimento di solidi sospesi, che dipendono dal- no da estrarre risulta quindi dell’ordine di 13,2 kg/h, al
l’origine dell’acqua da iniettare. L’acqua d’iniezione, se quale va aggiunto anche l’azoto (circa il doppio) pari a
viene prelevata da strati del sottosuolo a bassa profon- 26,4 kg/h. Insieme ai gas incondensabili viene estratto
dità (acqua a bassa salinità e priva di ossigeno), non anche il vapor d’acqua di saturazione alle condizioni di

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 675


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

pressione e di temperatura di aspirazione, che in questo di permanenza di qualche minuto, necessario per com-
caso si assume pari a 20 °C. Dalle tabelle termodina- pletare la reazione di riduzione.
miche dell’acqua si ricava la sua tensione di vapore, Se il gruppo sotto vuoto non rappresenta la parte più
che è pari a 0,023 bar assoluti. La concentrazione di importante e soprattutto più ingombrante, ciò non vale
vapor d’acqua nel gas totale in equilibrio è proporzio- per le colonne. La grande portata d’acqua, anche utiliz-
nale alla sua pressione parziale (legge di Dalton), per- zando interni adeguati, richiede più linee in parallelo di
tanto 0,023/0,054 43,3% mol. Nel gas estratto dalla grandi dimensioni. Questo vale anche per le pompe e per
colonna si avrà quindi 13,2/3226,4/28 1,355 kmol/h i filtri. Con le portate sopra esposte saranno necessarie
di gas incondensabile; pertanto il gas totale estratto è più pompe in parallelo azionate da turbine a gas. Di soli-
pari a 1,355/(10,433)2,39 kmol/h, ovvero 58,23 kg/h. to la pressione di iniezione è inferiore ai valori che ven-
A questo valore si deve aggiungere la quantità d’aria che gono previsti per il gas, spesso comunque è dell’ordine
entra nel sistema per difetto di tenuta. di 120-150 bar. Il sistema di iniezione prevede delle
La concentrazione dell’ossigeno nei vapori estratti pompe centrifughe multistadio di grande capacità e di
è 0,412/2,390,172, non molto diversa da quella a cui grande potenza poco adatte per aspirare direttamente da
si trova nell’aria, pertanto la riduzione di pressione un recipiente mantenuto a 0,05 bar assoluti, pertanto è
causa per la legge di Henry una proporzionale ridu- necessario l’inserimento di pompe booster (centrifughe,
zione di concentrazione di ossigeno residua nell’acqua monostadio, tipo barrel) a monte di quelle d’iniezione
che all’equilibrio sarà pari al 5% circa del valore ini- per garantire a quest’ultime la giusta pressione di aspi-
ziale, cioè 250 ppb. In realtà l’acqua viene prelevata di razione (4-5 bar assoluti). Assumendo 120 bar come pres-
solito a una certa profondità (20-30 m al di sotto della sione d’iniezione richiesta, la potenza totale installata
superficie), in questo modo essa avrà un contenuto infe- sarà di poco superiore a 12 MW, quindi saranno previ-
riore a quello assunto in precedenza. ste almeno quattro linee di iniezione, ciascuna con por-
Riducendo a 0,034 bar la pressione e ripetendo il cal- tata di 700 m3/h, costituite da una pompa booster con
colo semplificato svolto sopra si può notare come la ten- una potenza di 150 kW e una di iniezione da circa 3 MW.
sione di vapore dell’acqua acquisti un peso preponde- Le pompe booster saranno trainate da motori elettrici,
rante, portando la concentrazione di quest’ultima nella mentre le pompe multistadio saranno direttamente accop-
miscela di gas estratto a valori molto elevati (68%). L’ab- piate a una turbina a gas. Il sistema di pompaggio del-
battimento dell’ossigeno e la quantità di gas estratto l’acqua, come pure quello per l’iniezione di gas descrit-
aumentano in modo più che proporzionale alla riduzio- to al punto seguente, non prevedono macchine di riser-
ne di pressione. La concentrazione residua di ossigeno va (spare). La suddivisione su più linee in parallelo
in soluzione diviene pari a 85 ppb. garantisce infatti la disponibilità parziale del sistema in
L’esempio mostrato per 20 °C di temperatura per- caso di fermata di una macchina.
mette di evidenziare come quest’ultimo parametro influen- Un sistema di deossigenazione alternativo più com-
zi in modo marcato le prestazioni di una colonna al vuoto. patto, ma più costoso, della degasazione sottovuoto è
Se la temperatura è di 30 °C, la tensione di vapore del- quello basato sull’idrogenazione con catalizzatore (al
l’acqua sale a 0,042 bar assoluti; con la pressione ope- platino) che permette di trasformare totalmente l’ossi-
rativa della colonna a 0,054 bar assoluti la concentra- geno disciolto in acqua.
zione dell’acqua di saturazione è il 77,8% della misce- In molti impianti offshore, per la protezione dei siste-
la estratta; quella corrispondente dell’ossigeno nei vapori mi di presa d’acqua e delle relative pompe si utilizzano
scende al 6,8% e la concentrazione dello stesso in equi- celle elettrolitiche per la produzione di cloro da idrolisi
librio nell’acqua è di 90 ppb circa. I gas totali estratti dell’acqua di mare. Attraverso tale processo si produce
sono 125 kg/h. anche l’idrogeno; perciò si è pensato di trattare l’acqua
Questa analisi fa capire che il vuoto da utilizzare è contenente ossigeno disciolto in un reattore catalitico
strettamente legato alla temperatura dell’acqua. Quando che permette la reazione inversa all’idrolisi sopra cita-
l’acqua è più calda si deve usare un vuoto meno spinto. ta. Sulla base dei dati dell’esempio precedente, la quan-
Con questi valori di equilibrio (85 e 90 ppb) si pos- tità stechiometrica di idrogeno risulta relativamente mode-
sono ottenere 100 ppb di contenuto finale in ossigeno e sta (1,65 kg/h). Nonostante ciò la deossigenazione cata-
quindi il quantitativo di idrazina o altro oxygen scaven- litica risulta ancora più costosa di quella tradizionale
ger necessario alla completa neutralizzazione risulta vera- sotto vuoto, benché presenti un notevole vantaggio lega-
mente irrisorio. to a una maggiore compattezza.
L’idrazina o altro riducente vengono iniettati in solu- È infine importante ricordare che talvolta le analisi
zione diluita mediante l’acqua stessa. Ciò si ottiene misce- dell’acqua possono evidenziare possibile sovrasatura-
lando il prodotto nella linea di riciclo tra la mandata della zione in sali alle condizioni di giacimento, per esempio
pompa booster e il fondo della colonna al vuoto da cui solfati; in tal caso si ricorre all’iniezione di altri additi-
aspira. In questo modo l’agente riducente ha un tempo vi per inibirne la deposizione. Si può anche prevedere

676 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

assorbitore TEG
ai pozzi
compressione di iniezione
compressione gas II stadio
gas I stadio

gas associato

rig. TEG

fig. 17. Iniezione di gas con disidratazione TEG.

l’installazione di impianti per la desolfatazione del- iniettare, recuperato come gas associato, di solito viene
l’acqua basati sull’uso di membrane semimpermeabili. condizionato.
L’eventuale formazione di masse gelatinose causate da La pressione di reiniezione è un dato fondamentale
batteri viene inibita con l’iniezione di un biocida, lo per definire lo schema di compressione e il trattamento
stesso usato per le prese d’acqua. a essa collegato. Spesso i valori con cui ci si trova a ope-
Nell’iniezione d’acqua negli impianti fuori costa i rare variano da 250 a 400 bar. In qualche caso si posso-
materiali usati più frequentemente sono: acciaio al car- no raggiungere anche pressioni di 800 bar. In tutti i casi
bonio protetto da rivestimento epossidico (epoxy lining) comunque la rete di distribuzione ai pozzi si trova a ope-
per tutti i recipienti in bassa pressione a monte della dega- rare in fase densa. A tali condizioni il fluido che viene
sazione, filtri e colonna inclusi, e acciaio duplex per le iniettato, pur essendo definito gas, ha caratteristiche fisi-
pompe booster e di iniezione. Nel caso d’iniezione d’ac- che, come la densità, che lo rendono molto più simile a
qua di falda è sufficiente l’uso di acciaio al carbonio. un liquido. Parlare di separazione di fase per una misce-
la di idrocarburi a questi livelli di pressione e a tempe-
Iniezione di gas ratura ambiente non avrebbe molto senso, piuttosto è
L’iniezione di gas è una tecnica di recupero secon- importante evitare la separazione di una fase acqua che
dario alternativa all’iniezione d’acqua descritta prece- a queste condizioni potrebbe dar luogo a formazione di
dentemente. La scelta dell’una o dell’altra tecnica, o di idrati anche a temperature relativamente elevate.
tutte e due contemporaneamente, può essere dettata dalla Nel caso di un gas associato, quest’ultimo viene rac-
conformazione del giacimento e dalle sue caratteristiche colto alla pressione del primo stadio di separazione e
petrofisiche, oltre che dal tipo di olio contenuto. Molto successivamente compresso attraverso una serie di stadi
spesso tale scelta è legata alla disponibilità del fluido da di compressione con raffreddamento e separazione inter-
iniettare. La decisione di iniettare gas viene spesso presa medi (fig. 17).
nei campi a produzione d’olio quando esiste un’ampia Si assuma una pressione di 20 bar assoluti e una tem-
disponibilità di gas associato alla produzione di que- peratura di 30 °C come condizioni d’aspirazione e una
st’ultimo. pressione di 250 bar assoluti come condizione di reinie-
Il gas da iniettare in giacimento può provenire dal zione. Come è noto il massimo rapporto di compressio-
giacimento stesso, come nel caso già menzionato di quel- ne per stadio è legato alla temperatura di mandata e que-
lo associato all’olio, o come gas prodotto separatamen- sta non deve superare valori che possano creare proble-
te da un livello sovrastante o sottostante, ma non in comu- mi meccanici, di tenuta e di lubrificazione. Un valore
nicazione idraulica con il livello produttivo d’olio. Inol- molto conservativo è di 150 °C. Attualmente molti costrut-
tre il gas da utilizzare per l’iniezione può provenire anche tori offrono compressori centrifughi progettati per ope-
da altri giacimenti in prossimità di quello produttivo, sia rare a 180 °C in mandata e questo consente di ridurre
come gas associato che non. considerevolmente il numero degli stadi stessi. Il riscal-
L’iniezione viene effettuata nel tetto del giacimento damento del gas durante la compressione dipende molto
a olio attraverso pozzi dedicati, di cui l’ubicazione, il dalla sua composizione e precisamente dal parametro
numero, la portata e le pressioni di iniezione sono sta- Kcp /cv , dove cp è il calore specifico a pressione costan-
biliti in base ai relativi studi di giacimento. Il gas da te e cv quello a volume costante.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 677


FASE DI SVILUPPO DEI GIACIMENTI PETROLIFERI

Esistono numerosi nomogrammi che consentono di 80.000 fattore di correzione per la densità del gas
calcolare in modo semplice la potenza richiesta e la tem- 60.000 1,0

fattore correttivo
50 °F
150 100
peratura di mandata per uno stadio di compressione in 40.000 0,9 250 2
00
funzione del tipo di gas, cioè di K, del rapporto di com- 0,8
30
0
20.000
pressione P2 /P1 dove P2 e P1 sono rispettivamente la pres- densità gas

lb di acqua/106 ft3 di gas (riferito a 60 °F e 14,7 psia)


0,7
sione assoluta di mandata e d’aspirazione, e della tem- 10.000
0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8
8.000 20 25 30 35 40 45 50
peratura T1 di aspirazione. peso molecolare
6.000
Nel caso in esame la compressione richiesta prevede 4.000
due stadi in serie. Il rapporto di compressione diventa
quindi pari a circa 3,55 e la pressione intermedia diviene 2.000

25 ia
di 71 bar assoluti, mentre quella finale, considerando 0,5 bar

ps
,7
14
di perdita di carico nel raffreddamento finale, è pari a 1.000

50
800

100

400
250,5 bar assoluti. A valle del primo stadio il gas viene

30 00
600

800
2

00
500 0

00 2.0
10 .000
raffreddato a 30 °C mediante uno scambiatore ad acqua 400

3.0 00

0
1.5

.00
5
formazione idrati
seguito da un separatore verticale (KOD, Knock Out Drum)
200
che abbatte gli eventuali liquidi condensati, quindi aspira-
to dal secondo stadio e compresso alla pressione richiesta. 100
Normalmente, essendo l’efficienza della compressio- 80
60
ne legata alla portata volumetrica effettiva, all’aspirazio- 40
ne del secondo stadio questa sarà circa quattro volte infe-
riore e l’efficienza risulterà conseguentemente più bassa. 20
Benché esista una ricca letteratura in materia, è meglio
10
consultare il costruttore per avere un valore attendibile 8
dell’efficienza e della tipologia del compressore più adat- 6
ta per raggiungere il risultato voluto. Assumendo una por- 4 Le linee tratteggiate si riferiscono
all’equilibrio metastabile
tata di gas da iniettare pari a 1,8 milioni di metri cubi stan- 2
tra vapore e solido.
La pendenza è funzione
dard/giorno con densità relativa all’aria pari a 0,66, la della composizione
potenza richiesta per ogni singolo stadio sarà di 4.000 kW 1
60 40 0 40 80 120 160 200 280
circa e la temperatura di mandata sarà di poco inferiore a
temperatura (°F)
150 °C. Sarebbe quindi sufficiente utilizzare una mac-
china da 9 MW di potenza effettiva per trascinare con- fig. 18. Contenuto d’acqua di saturazione nel gas naturale.
temporaneamente i due stadi di compressione. Questo
potrebbe essere ottenuto con l’utilizzo di un turbogas di
potenza nominale leggermente superiore (10 MW). interstadio. Esso inoltre potrà essere realizzato con aria
Entrambi gli stadi di compressione vengono caletta- o comunque con acqua a temperatura più alta di quella
ti direttamente sull’albero della turbina a gas. Quest’ul- richiesta nel primo.
tima, essendo una macchina a numero di giri variabile, Per garantire il buon funzionamento dell’iniezione è
consentirà una regolazione continua del compressore necessario provvedere alla disidratazione del gas. Se que-
mediante la variazione dei giri della stessa. st’ultimo non è particolarmente corrosivo, il punto di
Nei sistemi di iniezione non si utilizzano comune- rugiada (dew point) richiesto per l’iniezione è quello che
mente macchine di riserva (spare), quindi si garantisce garantisce un margine di 5 °C sulla peggiore condizio-
una parziale disponibilità, in caso di fermata di una sin- ne di trasporto nella rete di distribuzione ai pozzi iniet-
gola macchina, sdoppiando su due o più linee il sistema tori. Sia in mare che a terra sarà sufficiente raggiunge-
di iniezione. Se lo spazio non è determinante, come inve- re un dew point di 0 °C a 250 bar.
ce accade nelle installazioni offshore, si suddivide il siste- Nella maggior parte dei casi il punto più adatto per
ma d’iniezione su due linee di compressione sempre inserire il trattamento di disidratazione sarà l’interstadio
bistadio, con turbine da 5 MW nominali come motrici. a valle del raffreddamento. Infatti dal diagramma di satu-
Per il raffreddamento interstadio si è assunta una tem- razione dell’acqua in gas naturale (fig. 18) si vede che la
peratura relativamente bassa ottenibile per esempio in quantità di saturazione a 71 bar assoluti e 30 °C è rela-
mare, dove è disponibile acqua di raffreddamento a tem- tivamente bassa, circa 40 lb/MMSCF (Million Standard
peratura adeguata. Per il raffreddamento del secondo Cubic Feet) mentre a 20 bar assoluti in aspirazione al
stadio ciò non è necessario e la temperatura finale può primo stadio sarebbe di 110 lb/MMSCF, quindi molto
essere più elevata. Un valore di 60-80 °C è sufficien- più elevata. Il contenuto in acqua, che corrisponde a una
te, pertanto il secondo raffreddamento da effettuare ad temperatura di saturazione del gas pari a 0 °C a 250 bar
alta pressione risulterà molto più modesto di quello assoluti, sarà di 3,5 lb/MMSCF.

678 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELL’OLIO PRODOTTO

La quantità di acqua da rimuovere è perciò molto mode- Kern D.Q. (1959) Process heat transfer, New York, McGraw-
sta e tale è anche l’efficienza di disidratazione. Questo Hill.
livello di disidratazione può essere ottenuto con un’unità Kremser A. (1930) Theoretical analysis of absorption process,
di assorbimento TEG (TriEtilenGlicole) molto semplice. «National Petroleum News», 22, 43.
Per quanto riguarda la saturazione in idrocarburi il Lockart R.W., Martinelli R.C. (1949) Proposed correlation
gas può essere degasolinato o reiniettato tal quale. L’e- of data for isothermal two-phases, two-components flow
in pipes, «Chemical Engineering Progress», 45, 1.
ventuale degasolinaggio può produrre un certo recupe-
McKetta J.J., Wehe A.H. (1958) Use this chart for water
ro aggiuntivo di leggeri che possono essere riciclati alla
content of natural gases, «Hydrocarbon Processing»,
stabilizzazione dell’olio. La pressione ideale per questo 37, 8.
trattamento è nel campo di 45-60 bar assoluti, quindi leg- Maddox R.N. (1977) Gas and liquid sweetening, Norman
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VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 679