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4.

Studio dinamico
di giacimento

4.6.1 I processi di recupero dell’olio del punto di bolla; in seguito, la pressione continua a scen-
dere, ma a un ritmo più lento, a causa dell’elevata com-
I meccanismi di spinta naturali primibilità del gas libero. Il gas disciolto nell’olio è l’u-
I principali meccanismi di spinta in un giacimento nica fonte di energia primaria per l’erogazione in super-
petrolifero sono (Dake, 1978): a) il gas in soluzione; ficie fino al raggiungimento della pressione di bolla, dopo
b) la cappa di gas (gas cap); c) la spinta d’acqua natu- di che, in breve tempo, la presenza nel giacimento di una
rale; d) la compattazione della roccia (v. cap. 4.3). fase gassosa libera e dotata di elevata mobilità produce
In un giacimento con spinta del gas in soluzione, la un significativo e rapido incremento del rapporto gas/olio
produzione di olio è il risultato di un cambiamento volu- nella produzione. Questo brusco incremento del rappor-
metrico conseguente alla progressiva riduzione della pres- to gas/olio, che fa seguito alla diminuzione della pres-
sione del giacimento. A mano a mano che la pressione sione del giacimento al di sotto del punto di bolla, con-
diminuisce, l’olio e il gas in soluzione a esso associato tribuisce a ridurre ulteriormente l’energia principale del
si espandono e sono recuperati attraverso i pozzi pro- giacimento. In una fase successiva della vita del giaci-
duttori. Se la pressione del giacimento si trova al di sopra mento, si osserva una diminuzione dello stesso rapporto
del punto di bolla, pb (cioè, nel caso di olio sottosaturo), gas/olio nella produzione, a mano a mano che l’energia
non si ha presenza di gas libero in giacimento né, di con- di giacimento disponibile diminuisce.
seguenza, formazione di una cappa di gas al di sopra Se, al momento della sua scoperta, il giacimento si trova
della zona a olio. Pertanto, nei giacimenti a olio sotto- già al punto di bolla, è probabile che in esso si sia forma-
saturo privi di una spinta da parte di un acquifero attivo, ta una cappa di gas, al di sopra della zona a olio. L’espan-
il meccanismo di spinta primario è costituito dal gas in sione di questa cappa contribuisce in modo significativo
soluzione. In questo tipo di giacimenti occorre inoltre al mantenimento della pressione, dando luogo a un decli-
tenere conto della diminuzione del volume dei pori a no della pressione più lento rispetto ai casi in cui il mec-
idrocarburi (HCPV, HydroCarbon Pore Volume) in segui- canismo di spinta è costituito solamente dal gas in solu-
to al decremento della pressione. La diminuzione dello zione. Come è ovvio, il gas in soluzione contribuisce alla
HCPV è causata dall’espansione dell’acqua connata o produzione di olio anche nei giacimenti che presentano
interstiziale e dalla riduzione del volume dei pori pro- una cappa di gas. Se l’accumulo di olio si trova al di sopra,
dotta dalla comprimibilità della roccia (porosa). o a lato, di un acquifero, si ha quella che viene chiamata
Quando la pressione del giacimento scende al di sotto una spinta d’acqua naturale. La progressiva diminuzione
del punto di bolla, il gas si separa dalla fase oleosa e forma della pressione nella zona a olio, causata dalla produzio-
una fase gassosa libera. Il gas ha una comprimibilità mag- ne di fluido, determina l’espansione dell’acqua dell’ac-
giore dell’olio e molto maggiore dell’acqua e della roc- quifero e un afflusso di acqua nella zona a olio. Tuttavia,
cia (volume dei pori). Di conseguenza, la comprimibilità quando si verifica una caduta di pressione al contatto tra
complessiva del sistema è determinata largamente dal gas la zona a olio e l’acquifero è necessario si determini l’af-
libero, tanto che, almeno in prima approssimazione, si flusso di ingenti volumi di acqua nella zona a olio perché
può non tenere conto dei contributi forniti dalla compri- si ottenga un adeguato sostenimento della pressione. L’ac-
mibilità della roccia e dell’acqua. Nei giacimenti con pre- qua, infatti, possiede un grado di comprimibilità molto
senza di gas in soluzione, si osserva in genere una rapi- inferiore rispetto a quello degli idrocarburi. Di conseguenza,
da diminuzione della pressione fino al raggiungimento solo un acquifero di dimensioni relativamente ampie può

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 575


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

fornire un’efficace spinta d’acqua. La presenza di una forte trascurabile di olio residuo, non rimosso dall’acqua o
spinta dell’acquifero consente di mantenere valori di pres- intrappolato. Naturalmente, l’efficacia di un’operazione
sione relativamente elevati nel giacimento, migliorando di flussaggio con acqua dipende in misura determinante
così il fattore di recupero dell’olio. dalle caratteristiche del caso in esame. In linea generale,
Nel caso dei giacimenti a gas, il principale meccani- tuttavia, al termine delle operazioni di flussaggio riman-
smo di spinta è rappresentato dall’espansione del gas gono in posto riserve significative di olio, intrappolato e
stesso, che può portare, in giacimenti limitati, a percen- by-passato dal flusso dell’acqua di iniezione.
tuali di recupero molto alte, fino all’80-90% del gas in I processi di spiazzamento EOR (Enhanced Oil Recov-
posto originale (OGIP, Original Gas In Place). Al con- ery) sono stati sviluppati per ottenere un maggiore recu-
trario, in presenza di una forte spinta d’acqua il tasso di pero di olio. Essi prevedono l’iniezione di un fluido nel
recupero del gas può diminuire notevolmente, a causa giacimento allo scopo di rimuovere l’olio ancora presente
dell’invasione del giacimento da parte dell’acqua e della e sono classificabili in tre categorie principali (Lake, 1989):
permanenza di una saturazione residua in gas alle spal- metodi termici, chimici e con uso di solventi. Per ogni cate-
le del fronte d’acqua. goria, è stata sviluppata e applicata un’ampia varietà di
processi di spiazzamento. I meccanismi utilizzati per miglio-
I processi di miglioramento del recupero rare lo spiazzamento dell’olio residuo variano secondo il
I meccanismi di spinta naturali presenti nel giaci- particolare processo EOR utilizzato. L’obiettivo è quello
mento inducono l’olio a fluire verso i pozzi produttori. di aumentare l’efficienza di spiazzamento e/o l’efficienza
Tuttavia, servendosi esclusivamente di questi meccani- di spiazzamento locale. A tale scopo, i metodi EOR mira-
smi, si giunge in genere a recuperare solo una piccola no ad aumentare il rapporto di mobilità tra il fluido di spiaz-
frazione dell’olio in posto originale (OOIP, Original Oil zamento e l’olio spiazzato. Per esempio, il flussaggio con
In Place). Per migliorare il recupero dell’olio, una tec- polimeri punta a migliorare il rapporto di mobilità aumen-
nica molto diffusa consiste nel prolungare la vita pro- tando la viscosità dell’acqua iniettata, mentre con l’inie-
duttiva del giacimento ricorrendo a processi di iniezio- zione di vapore si cerca di aumentare la mobilità dell’olio
ne volti a sostenere il livello di pressione. Tra i metodi in posto riducendone la viscosità. Il flussaggio con sol-
più comuni ricordiamo l’iniezione di acqua periferica venti, comprese le iniezioni di gas miscibile o quasi misci-
nell’acquifero, che ha lo scopo di contrastare l’abbassa- bile, ha lo scopo di migliorare l’efficienza di spiazzamen-
mento del livello di pressione nel giacimento durante la to locale; mescolandosi con l’olio, il gas dà luogo a una
produzione di fluidi. Allo stesso modo, per sostenere il miscela che viene poi spinta verso i pozzi produttori. La
livello di pressione e aumentare l’effettiva comprimibi- sostenibilità economica di un progetto EOR dipende natu-
lità del sistema del giacimento, si può ricorrere a inie- ralmente dai costi di applicazione di un determinato pro-
zioni di gas nella cappa di gas originaria o secondaria. cesso in un particolare sito. Per un’esposizione dettaglia-
Purtroppo, intervenire sul mantenimento del livello di ta delle tecniche EOR, si rimanda al 3° volume.
pressione rappresenta solo un rimedio parziale al decli- La fisica dei processi EOR deve essere accuratamente
no della produzione di olio. espressa sotto forma di equazioni, a cui il simulatore di
Per migliorare il fattore di recupero del petrolio, si flusso del giacimento fornirà una soluzione numerica.
ricorre in genere a metodi di recupero secondario median- La formulazione matematica di molti processi EOR può
te processi di spiazzamento. Il metodo più diffuso è il flus- essere alquanto complessa; di conseguenza, un’accura-
saggio con acqua del giacimento (waterflooding), una tec- ta modellizzazione di tali processi richiede generalmen-
nica consistente nell’iniettare acqua nel giacimento allo te metodi di soluzione numerica e implementazioni piut-
scopo di spiazzare l’olio presente. Per effettuare questo tosto sofisticati. Per costruire un modello attendibile per
tipo di operazione si utilizzano di solito particolari dispo- mezzo di un simulatore di giacimento, è estremamente
sizioni (pattern), ossia gruppi di pozzi di iniezione e di importante comprendere a fondo i processi fisici che si
produzione collocati secondo una determinata forma geo- verificano in quella particolare situazione. Utilizzare un
metrica. La spaziatura dei pozzi, i piani di distribuzione simulatore che non rappresenti i processi fisici fonda-
delle iniezioni e le condizioni operative dipendono dalle mentali che governano il comportamento del flusso nel
caratteristiche specifiche del giacimento. Nella fase di sistema in esame costituisce uno dei peggiori errori che
progettazione, e poi di esecuzione, di un flussaggio con si possano commettere nel campo della simulazione di
acqua si ricorre in genere a studi di simulazione, miglio- giacimento. Oltre all’esperienza sul campo, gli addetti
rati sulla base delle esperienze sul campo. Le operazioni alla simulazione di giacimento devono dunque possede-
di questo tipo possono contribuire in modo significativo re anche un’approfondita conoscenza dei principali pro-
all’incremento del recupero complessivo di olio. Acca- cessi fisici operanti nel modello in costruzione.
de spesso, tuttavia, che in un flussaggio con acqua l’ef- Inoltre, prima di realizzare un modello di simulazio-
ficienza di spiazzamento sia piuttosto limitata. Inoltre, ne di giacimento 3D, è consigliabile eseguire i relativi
nelle zone flussate rimane in genere un quantitativo non calcoli di bilancio di materia, allo scopo di effettuare una

576 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


STUDIO DINAMICO DI GIACIMENTO

prima indagine sui principali meccanismi di spinta pre- di applicazioni. Nei paragrafi successivi sono descritti gli
senti nel giacimento. Questi calcoli possono essere ese- elementi essenziali dei simulatori di flusso di giacimento
guiti facilmente e rapidamente per mezzo di un perso- e in particolare: le equazioni di flusso del giacimento; la
nal computer dotato di software adatti. I calcoli di bilan- discretizzazione delle equazioni; le formulazioni; la solu-
cio di materia possono servire anche a valutare l’efficienza zione numerica. Segue una breve esposizione dei metodi
dei processi di spiazzamento. di creazione dei reticoli (grid) di modello, che svolgono
un ruolo fondamentale nella simulazione di giacimento.

4.6.2 La simulazione del flusso Le equazioni di flusso di giacimento


di giacimento Le equazioni utilizzate per la generazione di model-
li di flusso e di trasporto isotermici nei giacimenti sono
La simulazione di giacimento è una vasta branca dell’in- ottenute combinando il principio di conservazione della
gegneria del petrolio che ha lo scopo di prevedere il com- massa con la legge di Darcy. Nei casi in cui l’assunzio-
portamento del giacimento per mezzo di programmi infor- ne di una temperatura costante risulti non valida, è neces-
matici, in grado di fornire soluzioni numeriche delle equa- sario introdurre un’equazione di bilancio energetico. Le
zioni che governano i complessi processi fisici che si equazioni che descrivono i processi fisici in questione
svolgono nei giacimenti petroliferi. Questa disciplina rap- sono espresse in genere in forma continua (differenzia-
presenta uno strumento di importanza fondamentale nel le o integrale). I modelli di caratterizzazione di giaci-
campo della moderna gestione del giacimento. Le previ- mento presentano in molti casi una geometria molto com-
sioni del comportamento ottenute attraverso la simula- plessa e proprietà variabili nello spazio. Inoltre, i flussi
zione di giacimento, infatti, possono essere utilizzate per di giacimento sono caratterizzati in genere da compor-
risolvere una vasta gamma di problemi relativi a consi- tamenti non lineari. Di conseguenza, il ricorso alle tec-
derazioni di carattere operativo o progettuale, durante tutte niche di soluzione numerica rappresenta di solito l’uni-
le fasi dello sviluppo di un campo petrolifero. ca strada percorribile ed è necessario operare in una forma
La simulazione di giacimento è un misto di fisica, discreta con le equazioni che governano la simulazione.
matematica applicata, dinamica dei fluidi, analisi nume- Le equazioni in forma discreta, con l’aggiunta di ade-
rica e programmazione informatica; il suo obiettivo è quel- guati vincoli, di relazioni costitutive, di condizioni ini-
lo di fornire una descrizione quantitativa, accurata e vali- ziali e di quelle ai limiti, vengono quindi risolte median-
da dei comportamenti complessi che si svolgono in for- te tecniche numeriche per ottenere una previsione del
mazioni geologiche molto estese e situate a grandi comportamento del giacimento. Questo strumento di cal-
profondità. Tuttavia, non sono rari i casi in cui l’ingegne- colo, un simulatore di giacimento, può essere dunque
re ha a disposizione solo dati parziali sul giacimento in utilizzato per modellizzare diversi scenari e condizioni
esame per cui esperienza professionale e capacità di giu- operative.
dizio sono alla base di una corretta simulazione di giaci- Nel seguito sono descritte le equazioni di flusso, tanto
mento. Lo sviluppo e la gestione dei campi petroliferi in forma differenziale quanto in forma discreta, ed è
richiedono l’impiego di notevoli risorse umane e finan- introdotta l’appropriata nomenclatura, mettendo in rilie-
ziarie. In genere durante la vita produttiva di un giaci- vo le principali assunzioni adottate (Aziz e Settari, 1979).
mento, è necessario assumere importanti decisioni mana-
geriali nonostante la scarsità delle informazioni disponi- Le equazioni di flusso composizionale
bili. La quantificazione dell’incertezza e la gestione del Si consideri un sistema di giacimento isotermico dota-
rischio sono dunque alla base di una corretta gestione di to di nc componenti (c è l’indice di componente) e np fasi
giacimento. La simulazione di giacimento permette di (p è l’indice di fase). Di norma np3, mentre nei model-
effettuare previsioni di produzione e di quantificare il li composizionali nc può avere un valore arbitrario. La
grado di incertezza inerente a queste previsioni e rappre- forma differenziale dell’equazione di conservazione per
senta uno strumento indispensabile nel prendere decisio- il componente c, che può esistere in np fasi, è:
ni di carattere quantitativo. In termini generali, le appli- C
cazioni più importanti della simulazione sono: a) preve- [1] 12cF 0
t c
dere il comportamento del giacimento secondo diversi
scenari; b) migliorare la conoscenza del giacimento attra- L’equazione [1] è un’equazione differenziale che
verso l’analisi della sua storia produttiva (history match- descrive il bilancio di massa del componente c per un
ing); c) analizzare sperimentazioni fisiche; d) compren- volume di controllo arbitrario. Essa stabilisce che, per il
dere i meccanismi complessi che regolano il flusso e il componente c, il flusso di massa netto nel volume di con-
trasporto degli idrocarburi; e) sviluppare modelli e corre- trollo è bilanciato dall’accumulo. Nella equazione [1],
lazioni semplici, ma affidabili. All’interno di ciascuna di Cc è la concentrazione di massa globale del componen-
queste categorie, esiste una grande varietà di attività e te c nel volume di controllo arbitrario su cui si effettua

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 577


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

il bilancio di massa, e può essere espressa nel modo pressione capillare; b) le relazioni di equilibrio di fase;
seguente: c) i vincoli di fase; d) i vincoli di saturazione. Si ha così:
[2] CcF rS y
p p p c,p
Equazione Numero
conservazione nc
dove F è la porosità del mezzo poroso e rp e Sp sono pressione capillare np1
rispettivamente la densità e la saturazione della fase p. equilibrio nc(np1)
La frazione di massa del componente c nella fase p è vincoli di fase np
designata da yc,p. Il flusso di massa globale (massa per vincolo di saturazione 1
unità di superficie per unità di tempo) del componente Totale ncnp2np
c attraverso il limite del volume di controllo è indicato Solo nelle equazioni di flusso, o di conservazione dei
da Fc, che può essere scritto: componenti, sono presenti termini di flusso che connet-
[3] FcFc,prp yc,p up tono ciascun blocco (o cella) di modello (volume di con-
p p trollo) ai blocchi circostanti. Le restanti equazioni, chia-
dove up è la velocità di Darcy nella fase p. mate relazioni di vincolo, dipendono esclusivamente dalle
Si noti che, in questa elaborazione, l’espressione di variabili dello stesso blocco. Possiamo usare np1 rela-
flusso tiene conto solo del trasporto per convezione. Si zioni di pressione capillare, un vincolo di saturazione e np
tratta di una semplificazione largamente adottata nelle vincoli di fase per eliminare 2np variabili dalle equazioni
applicazioni generiche di simulazione del giacimento. di conservazione dei componenti. Questo riduce il nume-
Tuttavia, in alcuni casi, un’accurata descrizione del pro- ro delle equazioni e delle incognite a ncnp. In linea gene-
cesso di flusso in esame può richiedere la modellizza- rale, un componente può suddividersi, o esistere, in una
zione esplicita di ulteriori meccanismi, come la diffu- qualsiasi delle np fasi; di conseguenza, esistono nc(np1)
sione e la dispersione. Se si sostituiscono le espressioni relazioni di equilibrio di fase. Per descrivere la suddivi-
delle equazioni [2] e [3] nell’equazione [1], si ottiene sione dei componenti nel caso generale in cui np3, abbia-
mo bisogno di un flash (separazione) trifasico. Tuttavia,

[4] 1 (FSp rp yc,p )(rp yc,p up)0 data la complessità dei calcoli di flash trifasico, spesso è
t p p
preferibile trascurare l’interazione reciproca dell’acqua
La velocità di Darcy della fase p è data da con le fasi olio e gas, cioè assumere che la fase acquosa
krp contenga il solo componente acqua e che le fasi degli idro-
[5] upk 13 mp (ppgp D) carburi non contengano acqua. In seguito a questa sem-
plificazione, rimangono nh relazioni di equilibrio, dove nh
dove k è la permeabilità assoluta del mezzo poroso, che è il numero dei componenti idrocarburici. Sommato alle
può essere un tensore tridimensionale, e krp, mp, pp e gp ncnh1 equazioni di conservazione dei componenti, il
indicano, rispettivamente, la permeabilità relativa, la totale delle variabili sarà quindi 2nh1.
viscosità, la pressione e la densità della fase p. La profon-
dità verticale (che è assunta come positiva verso il basso) Il modello black-oil
è indicata da D. Sostituendo l’equazione [5] nell’equa- I modelli black-oil standard, che sono i più diffusi
zione [4] si ottiene nell’industria petrolifera, prevedono solo due compo-


nenti idrocarburici (nh2): un olio non volatile e un gas
[6]  
13
t 
FSp rp yc,p r y
p c,p klrp volatile, solubile nell’olio. Inoltre, i componenti idro-


p
carburici non interagiscono con la fase acquosa, che è
(ppgp D) 0 costituita da un unico componente, l’acqua. I tre com-
ponenti presenti in questo modello, ossia acqua, olio e
dove lrpkrp /mp è la mobilità relativa della fase p. Per gas, sono definiti come fasi alle condizioni standard e
ogni componente del sistema si ha un’equazione di per descrivere il comportamento di fase si fa uso di sem-
conservazione come l’equazione [1]. Esistono quindi nc plici relazioni empiriche.
equazioni di conservazione come l’equazione [1], una Nel modello black-oil generale qui descritto, ciascuna
per ciascun componente. Il numero delle variabili in- delle tre fasi può contenere fino a due componenti e cia-
cognite, tuttavia, è molto superiore a nc. Esse sono: scun componente è associato a una particolare fase domi-
Incognite Numero nante, detta master. Per esempio, la fase dominante per
gcp nc np il componente gas è la fase gassosa. I modelli black-oil
pp np sono versioni semplificate della versione composiziona-
Sp np le. Quando si opera con questi modelli, tuttavia, è impor-
Totale nc np2 np tante distinguere chiaramente tra componenti (fasi nelle
Le successive equazioni, richieste per completare la condizioni standard) e fasi. Le relazioni esistenti tra com-
descrizione del sistema, sono ricavate da: a) le relazioni di ponenti e fasi sono illustrate nella fig. 1.

578 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


STUDIO DINAMICO DI GIACIMENTO

giacimento o componente componente


condizioni arbitrarie associato a una dissolto
fase di giacimento

OLIO, Vo OLIO, Vo, o GAS, Vg, o

GAS, Vg GAS, Vg, g OLIO, Vo, g

fig. 1. Sistema generale


a tre componenti ACQUA, Vw ACQUA, Vw, w GAS, Vg, w
in un modello black-oil.

Viene introdotta la seguente notazione: Vp è il volu- per cw, o, oppure g. Sostituendo la legge di Darcy,
me della fase p alla pressione e alla temperatura di gia- equazione [5], nella precedente equazione si ottiene la
cimento e Vc,p è il volume del componente c alle condi- forma comunemente utilizzata per descrivere il model-
zioni standard, liberato dalla fase p. Per ridurre la ver- lo black-oil generalizzato.
sione composizionale generale nella forma black-oil
comune, inoltre sono introdotti i concetti di fattore di La discretizzazione delle equazioni
volume e di solubilità (v. cap. 4.2). Il fattore di volume Le equazioni di conservazione dei flussi di giacimento,
della fase p è definito come il rapporto tra il volume della essendo non lineari, non sono riconducibili a metodi che
fase p nelle condizioni specificate (in genere le condi- comportano una soluzione analitica. Per risolvere questi
zioni del giacimento) e il volume del componente asso- sistemi di equazioni si ricorre quindi a tecniche numeri-
ciato a quella fase alle condizioni standard: che. La prima tappa consiste nell’esprimere le equazio-
Vp ni fondamentali in forma discreta, in luogo della forma
[7] Bp 133, po, w, g differenziale o continua, esposta nell’equazione [1].
Vp,p
Consideriamo il volume di controllo, o blocco di model-
dove o, w, g si riferiscono, rispettivamente, alle fasi olio, lo, illustrato nella fig. 2. La conservazione di massa per il
acqua e gas. La solubilità del componente c nella fase p, componente c, il cui trasporto può avvenire attraverso np
misurata in riferimento a una condizione di giacimento fasi di flusso, nel blocco i può essere scritta come segue:
di riferimento, è definita come

[8]
Vc,p
Rc,p 133
[11]
1
1
Dt c l

M n1Mcn i mc mcw
i,l i
Vp,p
Questa equazione è una forma discreta dell’equa-
che è un rapporto tra due volumi alle condizioni stan- zione [1]. Nell’equazione [11], Dt è l’intervallo di tempo
dard, e, più esattamente, tra il volume del componente c per il quale viene scritto il bilancio di massa e McViCc
nella fase p e il volume del componente associato alla è la massa del componente c nel blocco i, di cui Vi indi-
fase p. Ovviamente, la solubilità di un componente nella ca il volume totale. Gli esponenti n e n1 indicano rispet-
sua fase dominante è l’unità (ossia Rp,p1). tivamente i livelli temporali precedente e attuale (consi-
Le relazioni per le frazioni di massa e i rapporti di derato). La portata in massa del componente c attraver-
equilibrio possono essere derivate come funzioni dei fat- so una sezione trasversale di area A è
tori di volume, delle solubilità e delle densità. È possi-
bile dimostrare che
produzione del pozzo
rcRc,p
[9] wc,pyc,p rp 13213
Bp
dove wc,p è la concentrazione del componente c nella
fase p (massa, o moli, per unità di volume) e rc è la den-
sità del componente c alle condizioni standard. Sosti- l i
tuendo l’equazione [9] nell’equazione composizionale
generale, equazione [6], e dividendo per rc si ottiene
flusso entrante da l
 Rc,p Rc,p
[10]
t 
1 FS 12
p p Bp 
p Bp 
 12 up 0  fig. 2. Flusso unidimensionale in un sistema
cartesiano semplice.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 579


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

[12] mc Fc A Sono state descritte le equazioni di base, nella loro


forma differenziale e discreta, che descrivono il flusso e
dove Fc è il flusso complessivo del componente c defi- il trasporto nei giacimenti. Queste equazioni sono alla base
nito in precedenza. Nell’equazione [11], l indica la som- della maggior parte dei simulatori di giacimento utilizza-
matoria di tutte le connessioni l al blocco i. Si noti il ti nell’industria petrolifera. L’uso corretto di un simulato-
nuovo termine, mcw, che tiene conto della presenza di un re di giacimento richiede la comprensione dei processi
i
pozzo all’interno del blocco. La parte sinistra dell’e- fisici rappresentati dal modello, così come delle assun-
quazione [11] rappresenta la portata dell’accumulo di zioni e dei limiti associati alle soluzioni delle equazioni.
massa e la parte destra la portata del flusso entrante nel
blocco (la produzione è positiva). Le quantità totali dei Le formulazioni
componenti si ottengono sommando le singole fasi. In Nel caso di flusso composizionale isotermico con
particolare, Mcp Mc,p e mcp mc,p, mcw  p mc,p w ; si semplice trattamento con acqua (v. sopra), sono stati usati
ha allora vincoli lineari per arrivare alla fine alle equazioni 2nh1
con un numero uguale di variabili. Per risolvere il siste-
[13]
1
1
Dt p  l p

 Mc,pn1Mc,pn i mc,pi,lmc,p
w p
w
i
ma, non è necessario trovare simultaneamente una solu-
zione per tutte le variabili, ma si deve risolvere l’insie-
La portata di massa del componente c nella fase p al me primario di variabili. Le variabili primarie sono quei
contatto tra i blocchi i e l può essere scritta nel seguen- gradi di libertà che, una volta stabiliti, definiscono lo
te modo: stato unico di equilibrio termodinamico. Le rimanenti
[14] mc,p  Tc,p [Fp,lFp,i] variabili non primarie costituiscono l’insieme seconda-
i,l i,l rio. Si deve quindi scegliere e risolvere un insieme pri-
dove mario di equazioni e di incognite. Le variabili seconda-
[15] Tc,p wc,p lp Ts rie si possono ottenere dall’insieme secondario di equa-
zioni e dalle variabili primarie.
è la trasmissibilità, Il numero delle variabili primarie per un flusso com-
[16] wc,p rp yc,p posizionale isotermico è pari al numero dei componen-
ti, nc, e gli specialisti del settore hanno proposto nume-
è la concentrazione del componente c nella fase p, lp è rosi insiemi di variabili primarie (Cao, 2002). D’altra
la mobilità relativa e parte, la scelta delle equazioni di conservazione nc appa-
re la più naturale per ciò che riguarda le equazioni pri-
kA
[17] Ts 13 marie.
Dx
Si è soliti parlare di formulazioni esplicite o impli-
è la componente statica (geometria e permeabilità) della cite, a seconda che le variabili primarie siano trattate in
trasmissibilità. Nell’equazione [14], F è il potenziale modo implicito o esplicito. Una variabile è detta impli-
definito come cita se è valutata all’intervallo temporale considerato,
n1, ed esplicita se viene valutata invece all’intervallo
[18] Fp,l Fp,i ( pp pp )gp (DlDi )
l i i,l temporale precedente. Due importanti e diffusi tipi di
dove formulazione (Coats, 2000) sono quelli chiamati FIM
[19] gp g rp (Fully Implicit Method) e IMPES (IMplicit Pressure,
Explicit Saturations). Nel metodo FIM tutte le variabili
in cui g è l’accelerazione di gravità. Il termine pozzo può primarie presenti in un blocco di modello sono trattate
essere espresso come implicitamente. Nel metodo IMPES, la pressione rap-
[20] w  w qw
mc,p presenta l’unica variabile primaria implicita.
c,p p
Un terzo tipo di formulazione è rappresentato dal
Finora non è stato specificato l’intervallo tempo- metodo implicito adattabile (AIM, Adaptive Implicit
rale al quale vengono valutati i termini di flusso nelle Method), che è un ibrido tra i primi due (Thomas e Thur-
equazioni discrete. Se si utilizza una forma esplicita, nau, 1983; Cao, 2002). Nei sistemi AIM, ogni variabile
i termini di flusso sono valutati all’intervallo tempo- primaria presente in un blocco di griglia può essere clas-
rale precedente, n. Se invece si effettua un trattamen- sificata come implicita o esplicita. Le variabili, con l’ec-
to del tutto implicito è necessario valutare i termini di cezione della pressione che è sempre implicita, sono trat-
flusso all’intervallo temporale attuale (considerato), tate implicitamente solo quando e laddove sia necessa-
n1. La discretizzazione spaziale e temporale delle rio farlo. È possibile classificare le incognite presenti
equazioni fondamentali è di importanza primaria per in un blocco come esplicite o implicite servendosi di
la convergenza, la stabilità e l’accuratezza delle solu- criteri basati sull’analisi di stabilità (Coats, 2003). In
zioni calcolate. confronto al FIM, le formulazioni AIM presentano due

580 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


STUDIO DINAMICO DI GIACIMENTO

importanti vantaggi: in primo luogo si possono utilizza- effettuano le iterazioni fino a quando non si converge
re intervalli temporali di dimensioni paragonabili a quel- (entro un grado di tolleranza specificata) alla soluzione
li ottenibili con il FIM, con un costo di calcolo signifi- del sistema non lineare, l’equazione [21]. La matrice
cativamente ridotto; in secondo luogo la qualità delle jacobiana è definita come la derivata parziale delle equa-
soluzioni numeriche AIM, presumendo intervalli tem- zioni residuali rispetto alle variabili incognite. In altri
porali di dimensioni analoghe, è superiore a quella delle termini, l’elemento nella i-esima riga (equazione) e nella
soluzioni ottenibili con il FIM, a causa del livello infe- j-esima colonna (incognita) della matrice jacobiana è
riore di dispersione numerica. La realizzazione di tali dato da
vantaggi dipende tuttavia dal raggiungimento di un giu- R
sto equilibrio tra la dimensione dell’intervallo tempora- [23] J ij  12i
uj
le e la frazione dei blocchi di griglia, che richiede un trat-
tamento implicito. Gli elementi di R e u vengono espressi generalmente
Una formulazione AIM generale per i flussi compo- usando un ordinamento di priorità dei blocchi, dove le equa-
sizionali, dotata di tre diversi livelli di classificazione zioni e le incognite associate a un particolare blocco sono
implicita, ossia IMPES, IMPSAT (IMplicit Pressure and messe in relazione tra loro. Per esempio, nel caso dello
SATurations) e FIM, è stata proposta da Cao (2002). Si schema numerico di un semplice reticolo bidimensionale
prevede che il risparmio sui costi di calcolo consentito (2D) della fig. 3, la risultante struttura non nulla della matri-
dall’uso di questa formulazione AIM generale, con una ce jacobiana è illustrata nella fig. 4. Una data fila della
classificazione ottimale delle incognite, aumenti drasti- matrice jacobiana corrisponde alle equazioni di quel par-
camente con l’aumento del numero delle incognite, soprat- ticolare blocco. L’elemento non nullo alla riga i e alla colon-
tutto nel caso di modelli di giacimento estremamente na j, indicato da un pallino, è una piccola matrice di bloc-
dettagliati e con un elevato numero di blocchi. La mag- co rappresentante le derivate delle equazioni del blocco i
gior parte dei simulatori di giacimento è connessa a una rispetto al vettore delle incognite nel j-esimo blocco.
particolare formulazione e scelta delle variabili prima-
rie. Ciò avviene perché i dettagli computazionali del Il reticolo di simulazione
determinante jacobiano, i calcoli di flash e alcune que- È necessario fornire una descrizione più precisa delle
stioni collegate alla comparsa e alla scomparsa della fasi equazioni differenziali parziali (PDE, Partial Differential
dipendono dalla scelta dell’insieme delle variabili pri- Equations) che descrivono il processo di flusso preso in
marie. Cao (2002) ha costruito un simulatore di ricerca considerazione e le adeguate condizioni iniziali e ai limi-
non specializzato che consente una maggiore flessibilità ti. Il reticolo di simulazione è una scomposizione discre-
nella scelta delle variabili primarie e può essere usato ta del volume del giacimento in numerosi volumi più pic-
per studiare i vantaggi comparativi delle diverse scelte coli, chiamati generalmente celle o blocchi (gridblocks).
attualmente in uso. Per ogni blocco, si scrive una forma discreta adeguata delle
PDE che governano il processo di flusso in esame e si
La soluzione numerica cerca una soluzione numerica. I coefficienti che produ-
Le equazioni di conservazione per un determinato cono la forma discreta delle PDE sono assemblati utiliz-
intervallo temporale possono essere scritte in forma resi- zando le proprietà definite sul reticolo di simulazione. Tali
duale come proprietà comprendono dati statici, come la geometria, il
→ → volume e la permeabilità del blocco, e dati dinamici, come
[21] R  u→n1 0,
le proprietà del fluido e le proprietà roccia/fluido.

dove R rappresenta il vettore delle equazioni residuali
non lineari relative a ciascun blocco di griglia del model-
lo. L’obiettivo è quello di trovare le incognite primarie
per tutti i blocchi dell’intervallo di tempo corrente (ossia 11 12 13 14 15
l’intervallo temporale n+1), u→ n1, che soddisfino l’e- 3
quazione [21]. Il metodo Newton-Raphson è uno sche-
ma di soluzione iterativo per le equazioni algebriche non 6 7 8 9 10
2
lineari, in cui occorre risolvere il seguente sistema linea-
re di equazioni in ciascuna iterazione:
→ 1 2 3 4 5
[22] J (v) du→ (v1) R (v) j=1
dove J (n) è la matrice jacobiana al livello di iterazione
n e du→ (v1)u→ (v1)u→ (v) rappresenta la variazione delle i=1 2 3 4 5

incognite nel corso dell’iterazione. R (v) è il vettore resi-
duale al termine dell’iterazione n-esima precedente. Si fig. 3. Ordinamento naturale di un reticolo bidimensionale.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 581


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Nella pratica della simulazione di giacimento, l’uso di


1 reticoli cartesiani globalmente strutturati è piuttosto comu-
2
3
ne. Se si desidera una maggiore risoluzione solo in alcu-
4 ne zone particolari, per esempio in prossimità dei pozzi,
5 si può conservare il reticolo cartesiano globale e raffinarlo
6 solo nelle zone in cui è necessario. Questo approccio, noto
7
8
come raffinamento locale del reticolo (LGR, Local Grid
9 Refinement), può essere molto efficace. Nella zona LGR
10 il tipo di reticolo utilizzato non deve essere necessaria-
11 mente cartesiano. Per esempio, intorno al pozzo si può
12
13
usare un reticolo radiale (Aziz, 1993).
14 È ugualmente possibile utilizzare un reticolo strut-
15 turato in modo stratificato, che sfrutti una geometria irre-
golare per conformarsi più accuratamente alle morfolo-
fig. 4. Struttura di matrice jacobiana per l’esempio della fig. 3. gie complesse dei livelli geologici. In questo caso, però,
pur mantenendo la struttura logicamente rettangolare, il
reticolo non sarà ortogonale. Con un reticolo non orto-
Il reticolo di simulazione descrive la geometria del gonale e/o una permeabilità rappresentata da un tenso-
mezzo poroso e la distribuzione spaziale della roccia ser- re tridimensionale, è necessario servirsi di tecniche di
batoio. Il numero di celle utilizzate per discretizzare il discretizzazione particolari delle equazioni di flusso per
giacimento dipende dalla complessità geometrica dei ottenere soluzioni numeriche accurate (Lee et al., 2002).
suoi elementi (livelli, faglie, pozzi), dal livello di preci- La complessità geometrica (faglie inclinate, strati
sione della descrizione delle proprietà e dai requisiti di geologici, pozzi deviati e multilateral), le grandi varia-
accuratezza delle soluzioni numeriche delle equazioni zioni nella scala delle lunghezze e il livello di precisio-
specifiche che governano la simulazione. ne adottato nei modelli di caratterizzazione della roccia
Si possono usare diverse tipologie di reticolo (Aziz, serbatoio (RCM, Reservoir Characterization Models)
1993), che vengono di solito classificate in base alla loro sono in costante aumento. Rappresentare tale comples-
struttura. Si definisce globalmente strutturato un reticolo sità utilizzando reticoli globalmente strutturati è spesso
in cui lo schema di connessione di ciascun blocco è descrit- difficile, se non impossibile. L’uso di grid (completa-
to utilizzando un semplice stencil (matrice) generico. Sud- mente) non strutturati consente di ottenere una piena fles-
dividendo un dominio regolare in nx, ny, e nz segmenti, sibilità nella rappresentazione di questi complessi e sem-
orientati rispettivamente nelle direzioni x, y e z, si otten- pre più dettagliati RCM.
gono nnx ny nz blocchi strutturati. In questo caso, lonta- I grid multiblocco, strutturati a livello locale ma non
no dai limiti del giacimento, la discretizzazione standard, a livello globale, rappresentano una soluzione interme-
o quella che più vi si avvicina, delle equazioni di flusso dà dia dotata di una notevole flessibilità (Lee et al., 2003).
uno stencil di sette punti, vale a dire, il blocco stesso e la Due grid di questo tipo sono illustrati nelle figg. 5 e 6.
sua connessione (coefficiente di trasmissibilità) ai blocchi La creazione di grid di simulazione accurati è una sfida
nelle direzioni delle coordinate positive e negative. importante. Tuttavia, occorre riconoscere che la scelta di
un dato grid di simulazione ha un notevole impatto su tutti
i principali componenti del simulatore di giacimento, come
del resto è logico attendersi, dal momento che si opera con
una rappresentazione discreta delle equazioni di flusso che
governano il grid di simulazione. Le caratteristiche dei
sistemi di equazioni algebrici (non lineari e lineari), quali
la convergenza, la stabilità e la possibilità di ottenere solu-
zioni accurate, sono strettamente legate alle caratteristiche
del grid e ai metodi di discretizzazione utilizzati.
Le operazioni richieste da un simulatore di giaci-
mento sono:
• lettura dei dati di input (definizione del problema);
• inizializzazione (definizione delle condizioni iniziali);
• definizione delle condizioni al limite del giacimento;
• avvio dei calcoli a intervalli di tempo: a) stabili-
re una dimensione di intervallo di tempo iniziale;
fig. 5. Modello con faglie. b) specificare le portate di produzione/iniezione per

582 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


STUDIO DINAMICO DI GIACIMENTO

Di seguito vengono discussi i dati di input richiesti, segui-


ti da una rapida descrizione della riproduzione della sto-
ria passata del giacimento (history matching) e delle fasi
di previsione futura della produzione e della pressione
in uno studio dinamico di giacimento.

Dati di input
Per eseguire una simulazione di giacimento, sono
richiesti i seguenti dati di input:
• l’RCM, che comprende una descrizione dettagliata
della geometria di giacimento (v. cap. 4.5) e delle
informazioni sul grid (spaziatura e dimensioni) non-
ché delle relative proprietà (statiche) della forma-
zione (porosità e permeabilità). I dati di input dovreb-
bero consentire il calcolo della trasmissibilità nel gia-
cimento. È necessario inoltre disporre dei dati sulla
A comprimibilità della roccia (v. cap. 4.1);
• le caratteristiche del fluido: i dati specifici richiesti
dipendono dalla scelta del modello di fluido. Nei
modelli black-oil, è necessario fornire le variazioni
dei fattori del volume, dei rapporti di solubilità e delle
viscosità in funzione della pressione (v. cap. 4.2). Nei
modelli composizionali, può essere sufficiente dispor-
re delle tabelle dei rapporti di equilibrio (valori K).
Quando, per descrivere il comportamento di fase, si
usa un’equazione di stato (EOS, Equation Of State),
occorre fornire i parametri del sistema di fluido ogget-
to della modellizzazione, richiesti dal modello EOS;
• le proprietà roccia-fluido, che comprendono le rela-
B zioni di permeabilità relativa e le curve di pressione
capillare (v. cap. 4.1);
fig. 6. Pozzo inclinato che attraversa due blocchi separati • i dati di pozzo, che comprendono l’ubicazione, le infor-
da faglie: vista normale (A) e vista interna (B). mazioni sul completamento (perforazioni), le condi-
zioni operative e i relativi vincoli di produzione;
• la definizione completa delle condizioni ai limiti, sia
l’intervallo di tempo corrente; c) linearizzare le equa- per il giacimento, sia per i pozzi;
zioni discrete fondamentali; d) avviare il ciclo di ite- • la definizione delle condizioni iniziali: sono richie-
razione (iterazioni di Newton); e) risolvere i siste- ste informazioni per consentire la definizione della
mi lineari di equazioni; f ) eseguire un test di con- distribuzione iniziale delle pressioni (v. cap. 4.4), delle
vergenza delle soluzioni; g) se necessario, ripetere saturazioni e, se necessario, delle composizioni e delle
le iterazioni di Newton; temperature. In molti casi, lo stato iniziale del siste-
• risultati di simulazione come richiesto; ma è fornito direttamente al simulatore. Ciò può costi-
• fine della simulazione se vengono superati i vincoli tuire una fase di pre-elaborazione o un restart run
imposti; (ripartenza), cioè una prosecuzione dal punto in cui
• incremento temporale e ritorno al terzo passaggio se la simulazione precedente ha avuto termine.
le condizioni finali non sono state raggiunte; Ciascuno degli elementi di input sopraelencati può
• fine della simulazione quando il periodo di tempo variare da un semplice insieme minimo di valori a una
fissato è stato coperto. descrizione dettagliata e dotata di diversi livelli di opzio-
ni e subopzioni.
La qualità delle previsioni fornite da un simulatore del
4.6.3 Schema delle attività per flusso di giacimento dipende in gran parte dalla qualità dei
la simulazione di giacimento dati di input. Di conseguenza, bisogna pianificare ed ese-
guire con la massima accuratezza le operazioni di ricerca
Nella fig. 7 è illustrata la sequenza completa delle atti- e gli schemi di raccolta dei dati. È necessario altresì il mas-
vità per eseguire uno studio di simulazione di giacimento. simo coinvolgimento degli specialisti per l’esecuzione dei

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 583


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

test di pozzo
rilevamento sismico
carote
raccolta dati altro
log
rilevamento geologico
geomodelli di
integrazione dati
dati produzione modelli multipli
upscaling di
generazione griglia

simulazione della
storia di un giacimento

informazione necessaria
fig. 7. Schema delle attività per prendere decisioni
per la simulazione di giacimento.

test e degli esperimenti di laboratorio condotti allo scopo Quando un campione è prelevato in superficie, è
di valutare le proprietà richieste (fattori del volume, solu- necessario ricombinare nella giusta proporzione i fluidi
bilità, composizioni, permeabilità relativa, ecc.). In molti di superficie (cioè l’olio e il gas), in modo che il cam-
casi, tali proprietà sono ottenute per via indiretta, o inter- pione ricomposto, riportato alle condizioni di pressione
pretate, sulla base di informazioni provenienti da numero- e di temperatura del giacimento, corrisponda al fluido di
se fonti, di qualità e quantità variabili. Di conseguenza, per giacimento in situ. Il prelievo a fondo pozzo, d’altro
collocare i risultati della simulazione di flusso nel loro con- canto, può produrre direttamente campioni rappresenta-
testo, è importante conoscere chiaramente i presupposti e tivi del fluido di giacimento, a patto che il giacimento
i limiti inerenti ai metodi interpretativi utilizzati per crea- stesso e le condizioni di fondo pozzo si trovino entram-
re l’insieme di dati di input richiesto dalla simulazione. bi a una pressione superiore al punto di bolla, fattore che
Gli RCM e i metodi utilizzati per ottenere le carat- assicura l’ingresso di un liquido monofase (olio con gas
teristiche del fluido richieste sono descritti di seguito. disciolto) nel foro del pozzo, dove si preleva il campio-
RCM. Gli RCM descrivono l’architettura del giaci- ne. Ciò non può verificarsi nel caso di un giacimento di
mento, la geometria delle caratteristiche geologiche e le olio saturo, poiché è probabile che la diminuzione della
distribuzioni spaziali dettagliate delle proprietà della roc- pressione al pozzo causi la liberazione di una parte del
cia serbatoio, quali la porosità e la permeabilità. Le infor- gas dall’olio durante il tragitto dei fluidi verso il foro del
mazioni disponibili utilizzate per la costruzione di un pozzo, rendendo molto difficoltosa la raccolta di un cam-
RCM, chiamate in genere il geomodello, provengono da pione di fluido rappresentativo.
molte fonti diverse, caratterizzate da notevoli variazio- Per effettuare le analisi PVT si utilizzano speciali appa-
ni quantitative e qualitative (v. cap. 4.5). Ne fanno parte recchiature di laboratorio che trasferiscono il campione
i dati sismici, i log di pozzo elettronici, le misure su caro- del fluido di giacimento in una cella di contenimento dota-
te, le prove di produzione e la storia passata della pro- ta di strumenti di controllo ambientali sia per la pressio-
duzione. Inoltre, anche le scale delle lunghezze associate ne sia per la temperatura. Uno dei principali test PVT con-
con le misurazioni disponibili, sia dirette sia desunte, siste nel sottoporre il campione di fluido a un processo di
variano ampiamente. liberazione. Un test di liberazione, o di espansione, inizia
Proprietà dei fluidi e proprietà roccia/fluido. Le pro- a una pressione superiore al punto di bolla, quindi si pro-
prietà dei fluidi richieste sono ottenute attraverso anali- cede riducendo gradualmente la pressione. Quando la pres-
si di laboratorio di tipo PVT (Pressione-Volume-Tem- sione scende al di sotto del punto di bolla, il gas si sepa-
peratura) dei campioni di fluido prelevati dal giacimen- ra dall’olio. Se si rimuove il gas così liberato dalla cella,
to. L’ideale sarebbe disporre di un campione di fluido il procedimento è chiamato liberazione differenziale (dif-
raccolto subito dopo la scoperta del giacimento. I cam- ferential liberation), mentre se il gas liberato non viene
pioni di fluido possono essere prelevati sia a fondo pozzo rimosso e rimane a contatto con l’olio, si ha un processo
sia in superficie; in entrambi i casi, è importante assi- di liberazione flash ( flash liberation). Questi due tipi di
curarsi che la composizione del campione prelevato sia procedimento possono fornire indicazioni diverse riguar-
effettivamente rappresentativa dei fluidi di giacimento do alle quantità di olio e di gas alle condizioni finali del
(per un maggiore approfondimento sul campionamento test ed è per questo che in genere si preferisce sottoporre
e sull’analisi dei campioni, v. cap. 4.2). i campioni di fluido a entrambi i tipi di test.

584 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


STUDIO DINAMICO DI GIACIMENTO

Le analisi PVT di base consistono di tre parti (Dake, e dei processi fisici che governano i comportamenti del
1978): determinazione della pressione del punto di bolla flusso e del trasporto. Questa importante fase di conva-
mediante un’espansione flash del campione di fluido; cal- lida costituisce in molti casi la parte più dispendiosa in
colo dei fattori di volume di olio e di gas e della solubi- termini di tempo di uno studio di simulazione, dato che
lità del gas nell’olio in funzione della pressione per mezzo lo stesso processo di history matching comporta in gene-
del test di liberazione differenziale; esecuzione di test di re l’esecuzione ripetuta di simulazioni per guidare la cali-
liberazione flash per un insieme di condizioni di pres- bratura dell’RCM.
sione e di temperatura al separatore, in modo da ricali- Negli ultimi anni si sono registrati importanti pro-
brare i dati PVT e farli corrispondere alle condizioni ope- gressi nei metodi di history matching. Tuttavia, data la
rative del giacimento. I test PVT più complessi com- complessità del problema, le conoscenze specialistiche
prendono inoltre l’analisi composizionale dettagliata del e l’esperienza rimangono ancora elementi indispensabi-
campione di fluido di giacimento. In genere si eseguono li per una history matching che sia allo stesso tempo coe-
anche altre importanti misurazioni, come quella del fat- rente con le informazioni disponibili e, soprattutto, con-
tore di comprimibilità del gas, della densità del gas e della tribuisca efficacemente alla formulazione di previsioni
viscosità dell’olio in funzione della pressione. più attendibili della performance di giacimento. In fin
Per stabilire le relazioni funzionali delle proprietà dei conti, la simulazione di giacimento è stata concepi-
roccia/fluido, come la permeabilità relativa e la pressio- ta come strumento di previsione nel quadro della gestio-
ne capillare, si ricorre in genere a test di spiazzamento ne del giacimento stesso, sia nella prospettiva dei piani
eseguiti in laboratorio su campioni di carota. La per- di sviluppo a lungo termine, sia in quella della raziona-
meabilità relativa svolge un ruolo importantissimo nei lizzazione e ottimizzazione, in tempi relativamente brevi,
processi di spiazzamento nel reservoir, ma la definizio- delle condizioni operative degli impianti esistenti.
ne di curve di permeabilità relativa rappresentative di Ovviamente, una procedura di history matching può
una particolare formazione della roccia serbatoio è un’im- essere condotta solo nel caso in cui il modello sia ese-
presa tutt’altro che facile. Per un’esposizione dettaglia- guito durante la vita produttiva di un giacimento e dopo
ta dei metodi utilizzati per ottenere queste importanti l’inizio della produzione.
proprietà, v. cap. 4.1. Viene qui sottolineato soltanto il
fatto che, mentre la maggior parte delle analisi della ete- Previsione della performance
rogeneità del reservoir si concentrano in genere sulle La simulazione di giacimento può essere utilizzata:
variazioni spaziali della permeabilità (assoluta) e della a) per aggiornare, o calibrare, l’RCM sulla base dei dati
porosità, una significativa eterogeneità della permeabi- dinamici storici; b) per effettuare previsioni della perfor-
lità relativa e della pressione capillare è altrettanto dif- mance sulla base della strategia di sviluppo esistente;
fusa ed è generalmente riconducibile alla complessa lito- c) per esplorare un’ampia gamma di processi di recupe-
logia della roccia serbatoio. ro e di piani di sviluppo; d) per ottimizzare la ubicazio-
ne e le operazioni dei pozzi esistenti e futuri; e) per quan-
Riproduzione della storia passata del giacimento tificare il grado di incertezza inerente alle previsioni.
I dati dinamici storici comprendono le misurazioni Un simulatore di giacimento è uno strumento di cal-
della pressione, la produzione di olio, il rapporto colo. Pertanto, non è facile delimitare la gamma dei suoi
acqua/olio (WOR, Water/Oil Ratio) e il rapporto gas/olio possibili usi. L’utilità e il valore di questo strumento di
(GOR, Gas/Oil Ratio) in funzione del tempo, sia per i calcolo dipendono in larga misura da chi se ne serve e dal
singoli pozzi sia per l’intero giacimento. La frequenza e contesto in cui viene applicato e integrato. In termini gene-
accuratezza delle misurazioni sono soggette ad ampie rali, un simulatore di giacimento consente l’esplorazione
variazioni e dipendono, tra l’altro, dalle dimensioni del di infiniti scenari ipotetici, legati ai processi di recupero
giacimento, dalle normative in vigore, dalla localizza- e ai piani di sviluppo di un particolare giacimento. Inol-
zione e dall’operatore. tre, considerate le usuali scarsità e incompletezza delle
I dati storici della performance di flusso sono utiliz- informazioni a disposizione di coloro che devono assu-
zati per convalidare e aggiornare l’RCM, in modo da mere le decisioni per lo sviluppo, il ricorso a un simula-
renderlo coerente con tutte le informazioni disponibili tore di giacimento è di importanza fondamentale per quan-
per un particolare sito. Questo processo di integrazione tificare il grado di incertezza inerente alle previsioni della
dei dati dinamici nell’RCM è noto come history match- performance del giacimento. In questo senso, un simula-
ing, riproduzione della storia passata del giacimento. tore di giacimento rappresenta uno strumento indispen-
L’affidabilità delle previsioni relative alla performance, sabile per la gestione quantitativa del giacimento. Non
fornite da una simulazione di flusso, si basa in larga parte bisogna inoltre sottovalutare l’utilità della simulazione di
sulla qualità del processo di history matching, qualità che, giacimento numerica ai fini dell’esplorazione e della com-
in questo caso, si misura in termini di accuratezza della prensione dei complessi fenomeni fisici associati ai pro-
rappresentazione delle proprietà di giacimento pertinenti cessi di flusso di giacimento.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 585


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

4.6.4 Considerazioni pratiche simulatore per ciascun modello di fluido: black-oil, com-
posizionale, miscibile, termico, ecc. Negli ultimi tempi,
In questo paragrafo viene trattata la scelta del modello, tuttavia, la ricerca in questo campo si è orientata alla rea-
in relazione al modello di fluido e alla selezione del grid. lizzazione di simulatori di giacimento multiuso, capaci
di modellizzare una gamma molto ampia di processi di
La scelta del modello di fluido recupero.
La scelta del modello di fluido (per esempio, black-
oil, composizionale, termico-composizionale) dipende La selezione del grid
dalle proprietà dei fluidi di giacimento e dal processo di Nella pratica della simulazione di giacimento, si è
recupero studiato. Come abbiamo già visto in preceden- soliti classificare i grid di simulazione in base alla loro
za, il modello black-oil standard si basa su una descrizio- geometria (per esempio, cartesiana, stratigrafica, radia-
ne a due componenti (olio e gas) dell’idrocarburo, suddi- le, multiblocco, non strutturata), dimensionalità (a una,
visi tra le fasi oleosa e gassosa in base alle semplici rela- due o tre dimensioni) ed estensione (pozzo singolo, area-
zioni PVT. Queste relazioni PVT si presentano in forma le, settore, campo). La scelta del grid più idoneo a un
di fattori di volume e di solubilità del gas entrambe in fun- particolare studio di simulazione è alquanto problema-
zione della pressione. In termini generali, la scelta di un tica e dipende da molti fattori interrelati, che compren-
modello composizionale è necessaria solo quando il ricor- dono: a) gli obiettivi dello studio; b) la complessità del
so a queste semplici relazioni PVT non è sufficiente a processo di recupero; c) il carattere specifico dell’area
descrivere il trasferimento di massa tra i componenti (come esaminata (geometria, fluidi, eterogeneità, numero e con-
invece avviene in un modello black-oil). figurazione dei pozzi, ecc.); d) la qualità e la quantità
Nonostante la sua semplicità, il modello black-oil delle informazioni disponibili; e) le risorse umane e di
trova vasta applicazione nella pratica della simulazione di calcolo disponibili. Pertanto, è difficile fornire indica-
giacimento. Se si eccettua il caso di un olio volatile (per zioni specifiche riguardo alla scelta del grid. Anche in
esempio, un olio composto principalmente di componen- questo caso, il giudizio degli esperti si rivela di impor-
ti leggeri e con un’elevata solubilità del gas), un approc- tanza cruciale per la costruzione di un modello di simu-
cio di questo tipo consente in genere di modellizzare qua- lazione, compresa la scelta del grid.
lunque processo di sfruttamento naturale di un giacimen- In linea generale, tuttavia, che si tratti di simulare il
to per i diversi meccanismi di spinta, come gas in soluzione, comportamento del fluido in prossimità del pozzo o nel-
cappa di gas e supporto dell’acquifero. Il modello black- l’intero giacimento, la complessità e la risoluzione dei
oil è anche frequentemente utilizzato per la simulazione grid tendono ad aumentare. Ciò è una conseguenza della
di vari processi di iniezione, comprese quelle di acqua e crescente richiesta di descrizioni accurate di complesse
di gas immiscibile. Tuttavia, un modello black-oil è ina- configurazioni geometriche tridimensionali, relative a
deguato per una simulazione accurata dei processi EOR strutture geologiche e a pozzi complessi (per esempio,
caratterizzati da complessi trasferimenti di massa tra i flui- pozzi deviati e multilateral), e della necessità di soddi-
di iniettati e quelli in posto, come per esempio l’iniezio- sfare i criteri di risoluzione imposti dall’RCM (descri-
ne di gas miscibile o quasi miscibile con l’olio. Per tali zione della proprietà). Naturalmente, occorre sempre
procedimenti di recupero, solo una formulazione compo- tenere presente che è necessaria una soluzione accurata
sizionale è in grado di fornire una descrizione accurata delle scale dei tempi e delle lunghezze che governano la
dei processi fisici che governano il comportamento del fisica del processo di flusso oggetto di modellizzazione.
fluido e dei processi di trasporto.
Nei processi termici, come l’iniezione di vapore, occor-
re aggiungere l’equazione di energia alla formula mate- 4.6.5 Incertezza delle previsioni
matica che descrive il flusso e il trasporto nel giacimen-
to. Un approccio black-oil termico può risultare idoneo La costruzione di un RCM coerente che integri tutte le
alla produzione di un modello di iniezione di vapore. Tut- informazioni disponibili è strettamente associata all’af-
tavia, in molti casi solo l’uso di un modello composizio- fidabilità del calcolo delle previsioni sul comportamen-
nale termico garantisce una descrizione accurata dei com- to futuro del giacimento. Tuttavia, l’integrazione di dati
plessi trasferimenti di massa e delle interazioni fisiche provenienti da diverse fonti con quantità, qualità e scale
che governano il processo di spiazzamento. differenti può risultare molto complessa.
Le leggi fisiche e le equazioni che descrivono i pro- L’inserimento dei valori della permeabilità nell’RCM
cessi di spiazzamento EOR, come l’iniezione di polimeri è un’operazione di importanza cruciale, che ha un impat-
e di tensioattivi, possono essere molto complesse; di con- to significativo sulla previsione di flusso e di trasporto.
seguenza, sono stati sviluppati simulatori specializzati Fornire una descrizione dettagliata della distribuzione
in grado di modellizzare i processi di iniezione chimica spaziale della permeabilità è tutt’altro che facile, dato
e di sostanze tensioattive. Non è raro avere un diverso che la permeabilità delle formazioni porose naturali,

586 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


STUDIO DINAMICO DI GIACIMENTO

come i giacimenti petroliferi, presenta in molti casi strut- umane e di calcolo. Il divario di risoluzione tra RCM e
ture di correlazioni multiscala spaziali complesse e alti FSM è colmato in genere mediante tecniche di ingran-
gradi di variabilità, mentre in genere le misurazioni dispo- dimento in scala (scale-up). I metodi di scale-up punta-
nibili si riferiscono solo ad alcuni punti (Dagan, 1989). no a rendere più grossolano l’RCM, riducendolo a dimen-
Per risolvere il problema della scarsa disponibilità di dati sioni più adeguate ai calcoli di flusso di giacimento. Il
su queste formazioni geologiche naturali estremamente modello grossolano risultante dovrebbe cogliere gli effet-
eterogenee, si ricorre in genere all’impiego di modelli ti essenziali dei dettagli in scala ridotta dei comporta-
stocastici o probabilistici (v. cap. 4.5), all’interno dei menti del flusso. La procedura di scale-up include in
quali le proprietà del giacimento sono trattate come fun- molti casi il ridisegno del grid per adattarlo alle esigen-
zioni spaziali casuali. In aggiunta alle misurazioni dispo- ze della simulazione di flusso (Durlofsky et al., 1997).
nibili, una proprietà, per esempio la permeabilità, è descrit- Un diverso approccio per la quantificazione dell’in-
ta in genere attraverso la media, la varianza e la strut- certezza previsionale è quello basato sulla soluzione delle
tura di correlazione. Questa descrizione è possibile nel equazioni che descrivono i momenti statistici delle quan-
caso in cui i dati disponibili consentano un’accurata defi- tità di interesse (pressione, saturazione, portata di pro-
nizione delle configurazioni su vasta scala, ma solo quan- duzione). Le equazioni del momento statistico (SME,
do l’informazione sulle variazioni spaziali della proprietà Statistical Moment Equations) sono derivate da una for-
all’interno di queste configurazioni più ampie sia dispo- mula stocastica di flusso e di trasporto nel mezzo poro-
nibile in una forma più debole (momenti statistici). so eterogeneo. Tuttavia, anche se è stato dimostrato che
Dall’indeterminazione nell’RCM, dovuta a una cono- i metodi SME possono essere applicati a una vasta gamma
scenza incompleta delle proprietà della formazione, deri- di livelli di variabilità e a diverse scale di correlazione
va l’indeterminazione nelle previsioni della performan- spaziale (Li et al., 2003), è necessario ancora tempo
ce ottenute mediante la simulazione del flusso di giaci- prima di poterli utilizzare nella pratica generalizzata della
mento. La questione dell’incertezza della permeabilità simulazione di giacimento.
è stata già affrontata; sembra tuttavia opportuno sottoli-
neare la necessità di tenere in considerazione anche altre
fonti di incertezza. 4.6.6 Piani di sviluppo
Uno dei metodi di quantificazione dell’incertezza pre-
visionale più diffusi nell’industria petrolifera (Haldorsen I piani di sviluppo sono basati in genere su studi di simu-
e Damsleth, 1990) è la simulazione Monte Carlo (MCS, lazione di dettaglio, legati a loro volta all’analisi econo-
Monte Carlo Simulation), che prevede la creazione di rea- mica delle fasi di sviluppo. Nei casi in cui il processo di
lizzazioni RCM equiprobabili a elevata risoluzione. Cia- recupero sia ben definito, il piano di sviluppo può com-
scuna realizzazione RCM è costruita in modo da rispet- prendere, per esempio, la specifica degli intervalli di
tare le informazioni statistiche e deterministiche dispo- completamento ottimali per i pozzi già esistenti e la tri-
nibili (Deutsch, 2002). Si esegue quindi una simulazione vellazione di nuovi pozzi di infittimento (in-fill wells),
di flusso per ciascuna realizzazione RCM dell’insieme; il loro tipo e la loro ubicazione nonché gli specifici inter-
il numero complessivo delle realizzazioni dovrebbe esse- valli di completamento. I simulatori di giacimento, appli-
re abbastanza grande da abbracciare lo spazio di inde- cati agli impianti di superficie, possono essere utilizza-
terminazione che si vuole misurare. Attraverso una post- ti per specificarne i requisiti di dimensionamento e infra-
elaborazione statistica dei risultati delle simulazioni si strutturali nelle diverse fasi di sviluppo. Tra le applicazioni,
genera successivamente un rapporto sulle previsioni e vengono citati gli impianti per il trattamento dell’acqua
sull’incertezza relativa alle quantità che interessano (per e del gas.
esempio, la media, la deviazione standard e gli interval- Come già accennato, con l’aiuto della simulazione
li di confidenza per le pressioni dei pozzi, le portate di di giacimento i piani di sviluppo, sia quelli di portata
produzione e il recupero cumulativo). Occorre tenere pre- modesta e a breve termine, sia quelli più ambiziosi e a
sente che nel modello di simulazione del flusso (FSM, lungo termine, si pongono come obiettivo principale la
Flow Simulation Model), sono incluse anche le proprietà formulazione di previsioni e la quantificazione dell’in-
del fluido (per esempio, la densità, la viscosità e il com- certezza previsionale, oltre alla valutazione dei rischi
portamento di fase) e le proprietà roccia/fluido (per esem- economici.
pio, le relazioni di pressione capillare e permeabilità rela-
tiva). Inoltre, è necessario specificare le condizioni ini-
ziali e al limite e i controlli applicabili. 4.6.7 Schemi di sviluppo
Quando si esegue una MCS nella pratica, la risolu-
zione delle singole realizzazioni, così come il numero L’ubicazione e la spaziatura dei pozzi produttori e gli
delle realizzazioni nell’insieme, sono spesso limitati da intervalli da aprire alla produzione (perforazioni) dipen-
considerazioni di tempo e di costi, in termini di risorse dono da diversi fattori: a) configurazione strutturale

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 587


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

pozzi perforazioni da realizzare per la produzione dovrà


comunque essere limitata prevalentemente a un’area
olio strutturalmente più alta (in presenza sia di debole sia
sezione di forte spinta d’acqua), onde evitare un precoce alla-
gamento dei pozzi e per recuperare tutto il gas conte-
acqua nuto nella trappola.
Nel caso di un giacimento a olio saturo, con pre-
senza di una cappa di gas e contatto olio-acqua latera-
le (un contatto laterale si verifica quando la colonna
di idrocarburi è superiore allo spessore dell’orizzonte
mineralizzato), i pozzi produttori saranno ubicati pre-
valentemente lungo una fascia anulare sui fianchi della
struttura (fig. 9) e gli intervalli da aprire alla produzio-
pianta ne potranno essere localizzati lontano dal contatto olio-
acqua e più vicino al contatto gas-olio (GOC, Gas-Oil
Contact), in presenza di forte spinta d’acqua e cappa di
OWC gas poco estesa, onde evitare la formazione di coni d’ac-
fig. 8. Schema di sviluppo di un giacimento a olio qua. Gli intervalli da aprire alla produzione saranno
a forma di anticlinale, che produce prevalentemente invece localizzati più vicino al contatto olio-acqua e
per spinta del gas in soluzione. lontano dal contatto gas-olio in caso di spinta d’acqua
debole o nulla e ampia cappa di gas, per evitare la for-
mazione di possibili coni di gas; tali intervalli saranno
del giacimento; b) caratteristiche petrofisiche della roc- localizzati in una zona intermedia fra i due contatti in
cia serbatoio e del tipo di fluido in essa contenuto; c) caso di concomitante presenza di un’ampia cappa di
presenza o meno di una cappa di gas; d) tipo di con- gas e di una forte spinta d’acqua.
tatto idrocarburi-acqua (contatto di fondo o contatto Nel caso di un giacimento a olio sottosaturo, ma con
laterale); e) meccanismo di spinta prevalente. forte spinta d’acqua, i pozzi produttori dovranno essere
In un giacimento a olio sottosaturo, per esempio, senza maggiormente concentrati in un’area strutturalmente più
spinta d’acqua, dove il principale meccanismo di produ- alta (limitatamente alle caratteristiche petrofisiche della
zione è rappresentato dal gas in soluzione, la spaziatura roccia serbatoio), onde evitare quanto più possibile un
dei pozzi potrà essere a maglie quadrate, con la distanza precoce allagamento dei pozzi in seguito al normale innal-
tra una linea di produttori e l’altra (normalmente variabi- zamento del contatto olio-acqua e/o a fenomeni di water
le da 400-500 m a oltre 1 km) dipendente unicamente dalle coning (coni d’acqua) e water fingering (canalizzazio-
caratteristiche petrofisiche della roccia serbatoio (fig. 8). ni) durante la vita produttiva del giacimento.
Gli intervalli da aprire alla produzione potranno essere I casi illustrati possono essere considerati esempi
abbastanza estesi e anche vicini al contatto olio-acqua base di schemi di sviluppo; naturalmente nella realtà
(OWC, Oil-Water Contact), evitando comunque di effet- potrà verificarsi una serie di casi intermedi a quelli descrit-
tuare spari (perforation) nella zona strutturalmente più ti, che dovranno essere di volta in volta affrontati tenen-
alta, in quanto in tali tipi di giacimenti, nel corso della vita do comunque conto dei criteri illustrati.
produttiva, si potrà formare una cappa di gas secondaria Gli schemi descritti hanno preso in considerazione
quando la pressione di giacimento sarà scesa sotto il valo- solo pozzi verticali. Nel caso di pozzi orizzontali o multi-
re corrispondente al punto di bolla. lateral (con più tratti orizzontali che si dipartono da un’u-
Una simile strategia potrà essere adottata anche nel nica perforazione) tali schemi potranno essere legger-
caso di un giacimento a olio saturo, con presenza di una mente modificati, soprattutto per quanto riguarda il nume-
cappa di gas, senza o con debole spinta d’acqua e con ro di pozzi.
contatto olio-acqua cosiddetto di fondo (un contatto è
detto di fondo quando lo spessore dell’orizzonte mine-
ralizzato è superiore alla colonna di idrocarburi, cioè alla 4.6.8 Schemi di iniezione
differenza di quota tra la zona strutturalmente più alta e
il contatto olio-acqua). Nei processi di recupero secondario si cerca di aumen-
Nel caso di un giacimento a gas, con caratteristiche tare il fattore di recupero attraverso l’iniezione in giaci-
simili a quelle descritte precedentemente, la spaziatu- mento di fluidi immiscibili con l’olio, per ripristinare
ra dei pozzi sarà più grande a parità di caratteristiche quasi totalmente o in parte l’energia dissipata durante la
della roccia, data la maggiore mobilità del gas rispetto produzione e instaurare o incrementare il processo di
all’olio. In questo caso l’ubicazione dei pozzi e delle spiazzamento.

588 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


STUDIO DINAMICO DI GIACIMENTO

Nei metodi di iniezione con fluidi immiscibili può periferica (peripheral injection) o nella stessa zona a olio
essere utilizzato gas naturale (gas injection) o acqua (dispersed injection), utilizzando vari schemi di iniezione.
(water injection). La scelta dell’uno o dell’altro tipo di L’uso dell’iniezione periferica o dell’iniezione
iniezione può dipendere dalle caratteristiche del giaci- dispersa dipenderà principalmente dalle caratteristi-
mento e dal tipo di olio presente, ma molto spesso è lega- che petrofisiche della roccia serbatoio (soprattutto dalla
ta alla disponibilità del fluido da iniettare e dal costo (il permeabilità) e dall’estensione del giacimento. Infat-
gas ha un costo senz’altro più alto dell’acqua). Sarebbe ti, l’iniezione periferica viene di solito effettuata in
infatti illogico scegliere di iniettare gas naturale in un giacimenti abbastanza permeabili, mentre quella disper-
giacimento se non c’è disponibilità di tale fluido nella sa viene effettuata in giacimenti poco permeabili. In
zona. Statisticamente l’iniezione di acqua risulta essere ambedue i casi l’iniezione di acqua ha lo scopo – oltre
oggi la tecnica di recupero secondario più usata. che di fornire energia al giacimento per mantenere la
La tecnica dell’iniezione di gas prevede l’utilizza- pressione al di sopra di certi valori (sopra il punto di
zione di alcuni pozzi (esistenti o da perforare), ubicati bolla) onde evitare il rilascio di gas nel giacimento –
nella parte più alta della struttura, attraverso i quali iniet- anche di creare un fronte di spiazzamento per spinge-
tare gas naturale in una cappa di gas già esistente (ori- re l’olio verso i pozzi produttori e quindi di mantene-
ginale o secondario) o creata artificialmente. L’azione di re un livello di produzione accettabile e nello stesso
spiazzamento dell’olio da parte del gas iniettato verso i tempo di aumentare il fattore di recupero. L’iniezione
pozzi produttori è la stessa che si verifica nel meccani- viene di solito effettuata in modo bilanciato, ossia iniet-
smo di spinta naturale generata dall’espansione di una tando una quantità di acqua paragonabile a quella del-
cappa di gas naturale (v. cap. 4.3). l’olio che si estrae.
Il gas da iniettare può essere lo stesso recuperato nel L’iniezione di acqua periferica (fig. 10) viene effet-
separatore (gas disciolto nell’olio), oppure può proveni- tuata, come già detto, nell’acquifero, in una zona peri-
re da un livello a gas presente nella stessa struttura geo- ferica al giacimento, ed è di solito attivata durante la
logica, posto sopra o sotto lo strato che produce olio ma vita produttiva del pozzo. Numero, ubicazione e porta-
non in comunicazione idraulica con esso, o ancora pro- ta dei pozzi iniettori vengono stabiliti attraverso simu-
venire da campi vicini, sia esso gas di soluzione o gas di lazioni numeriche e prove di iniettività (v. cap. 4.4). L’a-
livelli gassiferi. zione e l’efficacia dell’iniezione di acqua periferica sono
Prima di essere iniettato, il gas dovrà subire dei trat- da ogni punto di vista molto simili a quelle dell’espan-
tamenti (di solito disidratato e talvolta degasolinato); l’i- sione di un acquifero naturale molto esteso (strong water
niezione verrà effettuata utilizzando compressori o serie drive) e permettono di ottenere recuperi molto alti (anche
di compressori (v. cap. 5.3). superiori al 50%).
L’iniezione di acqua in giacimento, nell’ambito del- Nei giacimenti molto estesi e con basse permeabilità
le tecniche di recupero secondario, può essere effettua- della roccia serbatoio, l’azione di una iniezione perife-
ta nell’acquifero sottostante alla zona a olio, in un’area rica (e anche quella di un acquifero naturale) sarebbe
molto lenta e quindi inefficace per mantenere una pro-
duzione di olio economicamente sostenibile. In questo
pozzi pozzi caso è quindi preferibile iniettare acqua direttamente
gas
GOC nella zona a olio (iniezione dispersa). In tale tecnica di
sezione olio
iniezione, i pozzi produttori e quelli iniettori vengono
OWC
distribuiti uniformemente su tutta la superficie del gia-
acqua
cimento, secondo una griglia regolare che può assume-
re diverse configurazioni. Gli schemi più comunemen-
te usati sono quelli a linee affacciate (direct line drive)
OWC (tetto) o a linee sfalsate (staggered line drive) oppure a geo-
olio e acqua
metrie a quattro pozzi ( four spot), a cinque pozzi ( five
gas - olio - acqua spot), a sette pozzi (seven spot) e a nove pozzi (nine spot),
come illustrato nella fig. 11. Con l’iniezione in olio, oltre
gas e olio al mantenimento della pressione di giacimento si crea-
pianta OWC (base) no più fronti di spiazzamento verso i pozzi produttori e
GOC (tetto) si possono talvolta ottenere recuperi anche superiori all’i-
niezione periferica. Per dettagli sui fenomeni di spiaz-
zamento, v. cap. 4.3.
fig. 9. Schema di sviluppo di un giacimento La tecnica dell’iniezione dispersa sarà molto più
a olio a forma di anticlinale efficace in presenza di rocce serbatoio abbastanza omo-
e debole spinta di acqua. genee e soprattutto non fratturate, in quanto l’acqua

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 589


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

pianta sezione

A A

pozzi iniettori
zona a gas pozzi produttori
zona a olio GOC
fig. 10. Esempio zona ad acqua OWC a iniezione d’acqua inoltrata
di iniezione
zona flussata dal fronte d’acqua OWC prima dell’iniezione d’acqua
di acqua periferica.

iniettata potrebbe canalizzarsi e raggiungere veloce- di compatibilità fra l’acqua da iniettare, la roccia serba-
mente, lungo vie preferenziali, i pozzi produttori, la- toio e i fluidi contenuti, onde evitare la formazione di
sciando alle spalle notevoli quantità di olio. Natural- precipitati (di solito solfati) che andrebbero a otturare i
mente lo schema d’iniezione da adottare dovrà essere pori della roccia. Inoltre, l’acqua dovrà essere filtrata
testato usando modelli di simulazione matematica, sia con opportuni filtri per rimuovere le parti solide in sospen-
per quanto riguarda l’ubicazione e la spaziatura dei sione, deossigenata e trattata con battericidi per evitare
pozzi, sia per quanto riguarda le portate. Spesso, prima la formazione di colonie batteriche che potrebbero dare
di intraprendere un qualunque schema di iniezione origine a masse gelatinose che andrebbero a otturare i
dispersa si è soliti testare l’efficacia del sistema d’i- pori della roccia e, infine, trattata con additivi chimici
niezione attraverso impianti pilota, installati per un per prevenire incrostazioni e corrosioni nelle apparec-
periodo di tempo in una certa zona, per poi estendere chiature. Per quanto riguarda i sistemi di trattamento del-
il progetto a tutta l’area del giacimento. l’acqua di iniezione e quella di pompaggio, v. cap. 5.3.
Nel caso di uno schema di iniezione dispersa, poi-
ché in base alle caratteristiche del giacimento si preve-
de che l’iniezione di acqua dovrà essere effettuata in un Bibliografia citata
periodo abbastanza precoce della vita produttiva, anche
i pozzi iniettori verranno perforati durante lo sviluppo Aziz K. (1993) Reservoir simulation grids. Opportunities and
iniziale del giacimento e messi in produzione per un certo problems, «Journal of Petroleum Technology», 45, 658-
663.
periodo di tempo insieme a quelli produttori, per tra-
Aziz K., Settari A. (1979) Petroleum reservoir simulation,
sformarli successivamente in iniettori quando la pres- London, Applied Science Publishers.
sione sarà scesa a valori prossimi al punto di bolla; in Cao H. (2002) Development of techniques for general purpose
questo modo l’iniezione sarà facilitata in quanto non si simulators, PhD Dissertation, Stanford University, Stanford
dovrà pompare l’acqua a pressioni troppo elevate. (CA).
L’acqua da utilizzare per l’iniezione, che può essere Coats K.H. (2000) A note on IMPES and some IMPES-based
anche in quantità considerevoli, potrebbe essere prele- models, «Society of Petroleum Engineers Journal», 5,
vata da falde acquifere più superficiali, dal mare se il 245-251.
giacimento è ubicato in mare aperto o a terra ma in pros- Coats K.H. (2003) IMPES stability. Selection of stable
timesteps, «Society of Petroleum Engineers Journal», 8,
simità della costa, oppure da corsi d’acqua in superficie 181-187.
(oltre all’acqua prodotta dal giacimento, se in quantità Dagan G. (1989) Flow and transport in porous formations,
considerevoli). Berlin-New York, Springer.
Prima di intraprendere un qualunque schema di inie- Dake L.P. (1978) Fundamentals of reservoir engineering,
zione di acqua dovranno essere effettuate analisi chimiche Amsterdam, Elsevier.

590 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


STUDIO DINAMICO DI GIACIMENTO

d a

a
d

A. Disposizione a linee affacciate B. Disposizione a linee sfalsate


(direct line drive) (staggered line drive)
d/a = 1 h a = 57% d/a = 0,5 h a = 72%
d/a = 4 h a = 90% d/a = 1,5 h a = 80%
d/a = 4,0 h a = 90%

a
d

C. Disposizione a quattro pozzi D. Disposizione a cinque pozzi


(four spot) (five spot)
h a = 74% d/a = 0,5 h a = 72%

E. Disposizione a sette pozzi D. Disposizione a nove pozzi


(seven spot) (nine spot)
h a = 74% h a = 52%

pozzi produttori h a coefficiente di efficienza areale di


spiazzamento
pozzi iniettori

fig. 11. Principali schemi di iniezione in olio.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 591


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

Deutsch C.V. (2002) Geostatistical reservoir modelling, Petroleum Engineers reservoir simulation symposium,
Oxford-New York, Oxford University Press. Houston (TX), 3-5 February, SPE 79682.
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in heterogeneous porous media, «Advances in Water Applicability range and analysis of high-order terms,
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592 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI