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2.

Prospezioni geofisiche

Le proprietà fisiche del sottosuolo vengono studiate con seguente relazione (Torge, 1989): g0978032,67715
metodologie geofisiche effettuando specifiche misura- (10,0052790414sen2f0,0000232718sen4f
zioni, per esempio per riconoscere e localizzare situa- 0,0000001262 sen6f0,0000000007sen8f).
zioni strutturali entro i bacini sedimentari potenzialmente
favorevoli all’accumulo di idrocarburi: si tratta sempre Prospezione gravimetrica
di metodi indiretti, come la gravimetria, la magnetome- Il rilevamento gravimetrico consiste nella determi-
tria, la magnetotellurica, la sismica a riflessione e a rifra- nazione delle anomalie dell’accelerazione di gravità pro-
zione, spesso usati in modo integrato per avere risultati dotte da contrasti di densità (massa per unità di volume),
più accurati e attendibili. Alle informazioni così ottenu- tra corpi presenti nel sottosuolo, che portano il campo
te si sommano quelle ricavate direttamente dalle regi- gravitazionale misurato a discostarsi in modo sensibile
strazioni elettriche, acustiche e radioattive eseguite in dal campo gravitazionale teorico, calcolato per una distri-
pozzo. buzione omogenea delle masse all’interno della Terra e
conseguente all’azione combinata dell’attrazione gravi-
tazionale e della forza centrifuga dovuta alla rotazione
2.3.1 Rilevamento gravimetrico della Terra stessa. Un’anomalia positiva segnala la pre-
senza di un corpo con densità maggiore rispetto a quel-
I rilevamenti gravimetrici (e anche quelli magnetome- la dell’ambiente circostante ed è indicata da variazioni
trici) sono basati su metodi di misurazione non invasivi, molto piccole di g, rilevate solo da strumenti molto sen-
noti anche come metodi a campo di potenziale, che per- sibili. L’obiettivo della prospezione gravimetrica consi-
mettono di definire le eterogeneità principali delle rocce ste dunque nella misura dei segnali legati alle eteroge-
nel sottosuolo sulla base delle variazioni di densità (o di neità nella distribuzione delle masse interne. Per rag-
suscettività magnetica). Tali metodi sono anche relati- giungere questo scopo si deve confrontare l’accelerazione
vamente economici. La forza gravitazionale di attrazio- di gravità misurata, alla quale contribuiscono tutte le
ne fra due corpi di massa M e m, di dimensioni trascu- masse che costituiscono la Terra e la forza centrifuga,
rabili (o sferici), posti a distanza r, è GmMr2, dove G è con il valore teorico della gravità normale di riferimen-
la costante di gravitazione universale, pari a 6,6731011 to. In questo modo la gravimetria consente di ricostrui-
m3kg1s2, mentre VGMr è il potenziale gravita- re i principali lineamenti strutturali dei bacini sedimen-
zionale generato dalla massa M alla distanza r. L’acce- tari: estensione, spessore, presenza di duomi salini, plu-
lerazione di gravità g è la forza agente sulla massa uni- toni intrusivi, dislocazioni o faglie.
taria ed è uguale al gradiente del potenziale VGMr; L’unità di misura generalmente usata in gravimetria
il segno  è necessario quando g è rappresentata da un è il Gal (equivalente a 102 ms2). Obiettivi tipici sono
vettore che punta verso l’interno della Terra. Poiché la (dai più profondi a quelli più superficiali): discontinuità
Terra non ha forma sferica ma è assimilata in prima tra crosta e mantello (segnalata da anomalie con valori
approssimazione a un ellissoide di rotazione, questo è compresi tra decine e centinaia di mGal), sistemi di faglia
assunto come riferimento e la gravità normale (o teori- nella crosta terrestre (alcuni mGal), sinclinali e anticli-
ca) g0 espressa in ms2 in un punto sulla superficie del- nali (alcuni mGal), duomi salini (alcuni mGal), basa-
l’ellissoide, individuato dalla latitudine f, è data dalla mento roccioso (1-0,2 mGal). Le strutture più profonde

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 239


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

coinvolgono grandi volumi di roccia e di conseguenza tempo. Si corregge facendo attenzione a effettuare per-
l’estensione e l’ampiezza del ‘segnale’ gravimetrico sono corsi chiusi in acquisizione, che consentono di distri-
elevate. Viceversa, le strutture più superficiali interes- buire linearmente (nel tempo) gli errori di chiusura. L’am-
sano volumi più piccoli e quindi l’estensione e l’am- piezza della deriva, che dipende dalle caratteristiche mec-
piezza del segnale sono minori. caniche e dall’età dello strumento, dal trasporto e dalle
La misurazione di g può essere eseguita mediante condizioni ambientali, è dell’ordine di grandezza di
gravimetri assoluti o relativi. La misura assoluta del- 1 mGalmese.
l’accelerazione di gravità si esegue con metodi ‘balisti- È necessaria la correzione di marea terrestre per
ci’ con cui si raggiungono precisioni dell’ordine di una rimuovere gli effetti dell’attrazione del Sole e della Luna,
parte su un miliardo. Si osserva il moto di un corpo sog- eseguita mediante tabelle calcolate con elaboratori elet-
getto al solo campo di gravità, in caduta libera o lancia- tronici.
to verticalmente verso l’alto in una camera ove si è fatto La riduzione all’aria libera (FA) serve a ricondurre i
il vuoto, la cui posizione è rilevata mediante interfero- punti in cui sono state prese le misure allo stesso livello
metria laser. di riferimento (livello del mare). Questa correzione è
Nella prospezione le misure gravimetriche sono ese- semplicemente data da DgF0,3086 h mGal, dove h è
guite in modo sistematico, in terra, in mare o per via l’altezza del punto di misura rispetto al livello di riferi-
aerea, in punti regolarmente distribuiti su griglie in modo mento (0,3086 mGalm è il gradiente verticale di gra-
da coprire l’area da esplorare. È necessario in questo vità in aria libera). I valori della correzione permettono
caso stimare differenze di gravità superiori a 0,1 mGal. di calcolare la corrispondente anomalia in aria libera:
I gravimetri relativi sono essenzialmente costituiti da FAAgoss(g0FA). Poiché g0 è calcolata rispetto all’el-
una massa appesa a una molla elicoidale. La forza di lissoide di rotazione e le misure sperimentali sono ridot-
attrazione gravitazionale su una massa costante cambia te al livello medio del mare, le due superfici non sem-
infatti a ogni variazione del campo gravitazionale. Per pre coincidono. Pertanto è necessario far ricorso al geoi-
rilevare una differenza di gravità di 0,1 mGal si richie- de (Fowler, 1990), superficie equipotenziale (in tutti i
de una sensibilità pari a una parte su 10 milioni della punti della quale il potenziale gravitazionale assume lo
gravità totale (che è dell’ordine di 103 Gal). General- stesso valore e quindi la direzione del campo è perpen-
mente si impiegano gravimetri cosiddetti astatici che dicolare a essa) corrispondente al livello medio del mare,
operano con un sistema mobile in condizioni prossime le cui deviazioni rispetto alla superficie dell’ellissoide
all’instabilità, di modo che piccole variazioni nella gra- possono raggiungere fino a 100 m.
vità producano grandi movimenti. Gli strumenti del tipo La correzione della latitudine (LC) si calcola per ri-
astatico sono caratterizzati da un lungo periodo di oscil- muovere gli effetti della variazione della gravità con la
lazione e la loro sensibilità è proporzionale al quadrato latitudine, variazione dovuta principalmente alla forza
del periodo. Lavorando molto vicino al punto d’instabi- centrifuga e allo schiacciamento della forma della Terra
lità, il periodo diventa più lungo, perché la forza della ai poli. L’effetto della latitudine è generalmente calcola-
molla principale è bilanciata da una forza contraria data to per ogni stazione, utilizzando la formula standard per
o da una molla antagonista. Con i gravimetri attualmen- la gravità sull’ellissoide internazionale.
te in uso si raggiungono risoluzioni dell’ordine di alcu- La correzione di Bouguer (BC) è necessaria per rimuo-
ni mGal. Per produrre una carta finale dell’anomalia di vere l’effetto di attrazione del materiale di crosta terre-
gravità in ogni punto di osservazione deve essere deter- stre interposto tra il punto di misura e il livello di riferi-
minata la differenza di gravità rispetto ad almeno un mento (livello medio del mare). La correzione, calcola-
punto di base (fisso), dove il valore assoluto di g è noto, ta approssimando tale porzione di materiale con una piastra
e devono essere calcolate correzioni per i contributi gene- indefinita di spessore h, è data da DgB41,96 r h, dove
rati da sorgenti note e che possono essere rimossi. h è l’altezza del punto osservato, r è la densità della pia-
stra (usualmente si assume r2.400 kgm3 per caratte-
Correzioni e riduzione delle misure rizzare i bacini sedimentari, r2.670 kgm3 per le strut-
Tutte le misure devono essere riferite e collegate alla ture crostali), 41,96 è il coefficiente di Bouguer per la
rete gravimetrica internazionale IGSN (International piastra. Poiché la correzione di Bouguer è calcolata per
Gravity Standardization Network). una piastra piatta, se è disponibile una topografia locale
Le correzioni da applicare ai dati rilevati in campa- attorno alla stazione di misura, è possibile apportare una
gna riguardano innanzitutto la parte strumentale per i correzione topografica (TC). Si calcola l’attrazione dei
fattori di scala, gli errori periodici (cambiamenti in g rilievi o dei vuoti topografici e il risultato è aggiunto al
attribuibili ai movimenti del Sole e della Luna, che dipen- valore goss ed è sempre positivo: nel caso di un rilievo,
dono dalla latitudine e dal tempo) o quelli introdotti con poiché questo esercita un’attrazione riducendo il valore
la calibrazione. Un’altra correzione riguarda la rimo- osservato di g; nel caso di una depressione locale, perché
zione di derive strumentali, generalmente lineari nel la correzione di Bouguer, essendo basata sull’assunzione

240 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

S.Giorgio
Muzzana Cervignano
Torviscosa
Carlino
Latisana
Villabruna
Marano Aquileia

Pertegada

Lignano
Grado
fig. 1. Mappa
delle anomalie di Bouguer
con densità di riduzione
2.400 kg/m3.

di una piastra orizzontale indefinita, ha rimosso massa, Nelle misure su nave, in mare, è necessario effettua-
riducendo il valore di goss. La correzione è normalmente re correzioni per tenere conto dell’accelerazione oriz-
ottenuta sezionando l’area attorno alle stazioni (fino a 60 zontale e verticale della piattaforma su cui è fissato lo
km per lo studio dei bacini sedimentari e fino a 167 km strumento e dell’accelerazione centripeto-composta lega-
per le rappresentazioni di tutta la crosta) in celle ele- ta alla rotazione della Terra (Sheriff, 2002). Nelle misu-
mentari (settori circolari), di differenti dimensioni e di re aerogravimetriche è necessario prestare ancora mag-
quota pari all’altezza media del rilievo topografico. Il giore attenzione alle variazioni di posizione e di accele-
programma per il calcolo della correzione topografica è razione dell’aeromobile e riportare il campo misurato
associato a un archivio digitale delle quote medie. sulla superficie terrestre con procedimenti di prolunga-
Le anomalie di Bouguer (BA) si ottengono appli- mento verso il basso, che peggiorano il rapporto segna-
cando al valore della gravità rilevato in campagna (goss) lerumore.
le correzioni sopra definite: BAgoss(g0FABC) Il prolungamento del campo gravimetrico verso l’al-
TC. La mappa delle anomalie di Bouguer è il princi- to, o verso il basso (cioè lo spostamento dei valori su
pale risultato di un rilievo gravimetrico, ma possono un nuovo piano scelto come quota di riferimento), rien-
anche essere costruite mappe dell’anomalia in aria libe- tra nel problema del prolungamento analitico di un
ra (senza le correzioni di Bouguer e topografica). Una campo di potenziale, ma è complicato dal fatto che le
mappa di Bouguer si presenta più o meno complicata in misure si riferiscono a una superficie topografica irre-
funzione della scala del rilievo, della densità dei punti golare. Al fine di utilizzare gli strumenti per l’analisi
di osservazione, dell’accuratezza delle osservazioni e e l’inversione dei dati gravimetrici, realizzati per esse-
riduzioni e dalla geologia locale. In fig. 1 sono riportate re applicati a dati definiti su un piano, si possono usare
le anomalie di Bouguer calcolate con densità di ridu- diverse tecniche, fra le quali quella delle sorgenti equi-
zione r2.400 kgm3, su un’area pianeggiante con quote valenti poste su uno strato superficiale (superficie topo-
da 0,5 m a circa 10 m sul livello del mare, costituita grafica), aventi per obiettivo la riproduzione della gra-
da coperture sedimentarie con sequenze del Terziario vità misurata. In situazioni complesse si impiegano pro-
fino a profondità di circa 1.000 m (Italia del nord-est, cedure iterative, ripetendo il calcolo fino a ottenere la
zona di Lignano-Grado). Esse poggiano su una piat- superficie finale di continuazione (la nuova quota di
taforma carbonatica che può passare (vedi lato a sud-est riferimento). A partire da questa si può prolungare il
in località Lignano) a depositi di margine (talus) che por- campo verso l’alto o verso il basso, operazione possi-
tano verso un bacino pelagico (Bacino Bellunese). Le bile se non sono presenti sorgenti del campo tra i due
anomalie, negative, diminuiscono in modo relativamen- livelli.
te regolare verso la linea di costa (Lignano-Grado) in Sorgenti superficiali generano, solitamente, anoma-
corrispondenza delle profondità più basse della piat- lie molto marcate, mentre quelle più profonde hanno
taforma (700-800 m dal livello del mare). Nella mappa effetti più smorzati e regionali. È necessario separare
sono indicati tramite crocette anche i punti di misura- queste anomalie per ricostruire la geometria e analizza-
zione, alcuni dei quali posti nelle lagune, sulle barre di re la natura (contrasto di densità) delle sorgenti che sono
sabbia affioranti in condizioni di bassa marea. obiettivo della prospezione. Generalmente si cerca di

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 241


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

S.Giorgio
Torviscosa
Muzzana Cervignano
Carlino
Latisana Fiumicello
Villabruna
Aquileia
Marano

Pertegada

Lignano
Grado fig. 2. Anomalie di fig. 1
trattate con la derivata
seconda. In verde le aree
con valori negativi.

individuare il campo regionale, operando allo scopo con potenziale di anomalia costituisce un valido strumento
metodi analitici (per esempio approssimando i dati osser- per separare le anomalie; allontanandosi o avvicinando-
vati con curve o superfici, mediante il metodo dei mini- si alle cause delle anomalie è possibile, infatti, enfatiz-
mi quadrati), per poi sottrarlo dal campo osservato, evi- zare le relative componenti regionali e locali. La conti-
denziando le mappe delle anomalie residue. Più elevato nuazione verso l’alto rappresenta un aumento della distan-
è l’ordine della superficie regionale rimossa, più super- za dalle sorgenti gravimetriche e il campo risultante è
ficiali sono le sorgenti conservate nel campo residuo. associabile a quello regionale. Il grado di regionalità
Un diverso approccio al problema della separazione dipende dalla distanza della continuazione. La conti-
delle anomalie si basa sulle tecniche di filtraggio. L’a- nuazione verso il basso, ove possibile, avvicina le ano-
nomalia di Bouguer può essere considerata come un malie osservate alle sorgenti e può essere utile nel sepa-
segnale integrale, composto da infinite frequenze spa- rare le sorgenti i cui effetti di gravità sono sovrapposti a
ziali. Le sorgenti profonde producono un segnale gravi- livello della superficie terrestre.
tazionale con una bassa frequenza spaziale sulla super-
ficie terrestre, mentre quelle superficiali producono fre- Modellizzazione diretta
quenze più alte. È possibile quindi distinguere il campo Nell’ambito delle tecniche analitiche per la model-
regionale da quello locale attraverso un filtro che prov- lizzazione diretta, occorre distinguere tra i metodi bidi-
vederà alla separazione in termini di frequenza (o di lun- mensionali (2D), adottati in gravimetria con maggiore
ghezza d’onda) tra i campi. frequenza, e quelli tridimensionali (3D). Un modello 2D
Simile al filtraggio è il calcolo della derivata verti- si estende indefinitamente in una direzione, cosicché
cale di primo e di secondo ordine del campo di anoma- tutte le sezioni del corpo perpendicolari a tale asse sono
lia. Entrambe le operazioni enfatizzano la presenza di uguali e hanno densità costante. Si costruisce una sezio-
alte frequenze, prodotte da sorgenti superficiali; si ottie- ne geologica ideale con assegnate unità litostratigrafi-
ne in questo modo la rimozione dell’effetto regionale, che, con date geometrie e contrasti di densità noti, e si
con conseguente segnale riferito solo alle anomalie loca- calcola il segnale gravimetrico prodotto in superficie da
li. La mappa della derivata verticale di secondo ordine tale distribuzione di masse. Il segnale sintetico ottenuto
(la più usata) serve a far risaltare la distribuzione di ano- soffre dell’indeterminazione connessa con l’uso dei meto-
malie molto locali rispetto al trend regionale e a rende- di basati sul potenziale (una certa distribuzione di massa
re più incisive le discontinuità che delimitano i corpi sor- produce una sola anomalia, ma esistono infinite distri-
gente. In fig. 2 è riportato lo stesso campo delle anoma- buzioni che possono generare lo stesso effetto gravime-
lie gravimetriche già descritto in fig. 1, trattato con le trico). Tuttavia, se il modello è costruito nel rispetto di
derivate seconde. Il calcolo della derivata seconda per- condizioni derivate dal rilevamento e dalle deduzioni
mette di restituire una nuova mappa ove sono esaltate le geologiche, dai sondaggi o dalle conoscenze acquisite
possibili variazioni morfologiche e tettoniche al tetto e da altre metodologie geofisiche, il segnale ottenuto potrà
ai margini della piattaforma carbonatica (le zone ombreg- essere confrontato con quello misurato e il modello potrà
giate indicano la presenza di valori negativi). Anche la essere modificato per fornire un segnale che approssimi
continuazione verso il basso e verso l’alto del campo al meglio quello misurato.

242 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

Nell’ambito della modellistica 3D sono disponibili parzialmente risolvibile ponendo assunti restrittivi sulle
vari metodi, usualmente suddivisi in due categorie prin- possibili distribuzioni di densità che definiscono la sor-
cipali. Nella prima il campo gravitazionale è calcolato gente. Possono evidentemente sussistere molte distribu-
approssimando la struttura per mezzo di reticoli o ser- zioni che giustificano una data anomalia ma, nonostan-
vendosi di tecniche di calcolo numerico e grafico. La te la non univocità che caratterizza il problema inverso,
precisione, in questo caso, può essere aumentata infit- le tecniche di inversione possono essere utilizzate per
tendo il reticolo, nei limiti imposti dal metodo di calco- ottenere preziose informazioni circa la sorgente dell’ano-
lo. Nella seconda categoria le strutture, di forma irrego- malia gravimetrica e forniscono utili vincoli per i model-
lare, sono suddivise in corpi più piccoli, di diverse dimen- li generati sulla base di informazioni ottenute da altri
sioni ma di forma regolare, per esempio in blocchi a metodi geofisici. In questo modo l’inversione gravime-
forma di parallelepipedi, per i quali l’attrazione gravita- trica consente di selezionare i modelli che possono dare
zionale può essere facilmente calcolata. La precisione risultati significativi e di scartare gli altri. Esistono tec-
consentita dal metodo può essere aumentata al crescere niche di inversione del campo di gravità che permetto-
del numero dei blocchi. no di definire i parametri di sorgente, quali la profondità
La struttura geologica può anche essere approssimata e la distribuzione spaziale di massa che genera l’ano-
con un prisma retto a base poligonale, avente un nume- malia. Molte delle procedure di inversione che possono
ro di facce sufficientemente grande. Si ricava un’e- essere raccolte in quest’ultima categoria sono dedotte
spressione analitica per le componenti orizzontali e ver- dai metodi di interpretazione magnetica e adattate ai dati
ticali del campo gravitazionale generato dal prisma. La gravimetrici per mezzo dell’analogia formale che può
precisione di tale tecnica dipende da quanto il prisma essere stabilita tra campi gravitazionali e campi magne-
approssima il corpo sorgente e può essere aumentata al tici. L’equazione stabilita da Siméon-Denis Poisson met-
crescere del numero dei lati del poligono base. Un altro te in relazione il momento del dipolo magnetico, M, con
metodo privilegia la rappresentazione grafica nell’orga- il gradiente verticale, ∂ g∂ z, del campo gravitazionale:
nizzazione del processo di calcolo, nonché il controllo M(kFGr)(∂ g∂ z), dove k è l’intensità della magnetiz-
interattivo del modello. Questo metodo necessita di una zazione, F il campo magnetico terrestre, G la costante di
serie di algoritmi e di tecniche analitiche che possano gravitazione, r la densità e g il campo gravitazionale.
fornire una struttura di dati immagazzinabile nella memo- I metodi più utilizzati a questo scopo sono quelli basa-
ria di un elaboratore, contenente tutte le informazioni ti sul cosiddetto segnale analitico, sull’applicazione del-
necessarie alla sua modifica interattiva. L’interattività, l’equazione di Eulero e sulla deconvoluzione di Werner.
che si esplica attraverso la rappresentazione grafica, è La tecnica del segnale analitico è ripresa dall’interpre-
l’elemento chiave, poiché consente la comunicazione tra tazione automatica dei dati aeromagnetici che consente
l’utente e il sistema di simulazione. di calcolare l’effetto di un prisma orizzontale uniforme-
Alla base di un programma di modellizzazione gravi- mente magnetizzato sulla componente verticale del campo
metrica è l’individuazione di un corpo elementare e com- magnetico terrestre. In gravimetria, le coordinate oriz-
patto, di geometria semplice, tale da poter approssimare zontali degli spigoli della sorgente gravimetrica sono ben
ragionevolmente, mediante la composizione opportuna definite dai massimi dell’ampiezza del gradiente gravi-
con un gran numero di corpi simili, qualunque configu- metrico verticale, in corrispondenza di punti in cui il
razione strutturale, anche la più complessa. Qualsiasi polie- corpo perturbante presenta evidenti discontinuità. La tec-
dro convesso si presta allo scopo; sarà sufficiente attri- nica è quindi particolarmente adatta in zone in cui vi
buirgli, come proprietà fisica caratterizzante, un valore di siano geometrie semplici, con forti gradienti, quali faglie,
densità. Di esso si calcola il contributo gravimetrico. Suc- bacini sedimentari, intrusioni. Analogamente, la decon-
cessivamente si sommano i contributi di tutti i poliedri ele- voluzione di Werner è utilizzata in magnetometria, prin-
mentari, ottenendo l’effetto gravimetrico totale del model- cipalmente per la determinazione della posizione di dic-
lo cercato. La modellizzazione gravimetrica diretta utiliz- chi superficiali uniformemente magnetizzati, ed è appli-
za dunque una struttura geometrica costituita da più corpi cata anche in gravimetria per ottenere la componente
di forma semplice ai quali attribuisce opportuna densità, verticale, utilizzando l’equazione stabilita da Poisson.
determina il contributo gravimetrico di ogni singolo ele- Questi due metodi sono basati su una parametrizzazio-
mento e consente il confronto con i dati osservati. ne particolare della geometria della sorgente. Un approc-
cio diverso, basato sull’equazione di Eulero, non com-
Modellizzazione inversa porta una scelta a priori di una particolare geometria del
I metodi inversi partono dall’anomalia di gravità osser- corpo che perturba il campo gravitazionale. Si dimostra
vata e cercano di determinare la geometria eo i parametri che g può essere espressa come una funzione omogenea
che definiscono la sorgente che genera il segnale osser- di secondo grado, la cui soluzione permette di calcola-
vato. Questa procedura è basata su assunti sulla distri- re le coordinate della sorgente. In generale, un corpo per-
buzione di massa che provoca l’anomalia. Il problema è turbante può essere rappresentato con un’appropriata

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 243


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

distribuzione di sorgenti puntiformi che si suppongono zenit N


distribuite sulla sua superficie. Prendendo in esame tutti H
X
i punti che individuano la superficie della sorgente, si d
ottiene un sistema lineare di equazioni che può essere O P
Y E
risolto con il metodo dei minimi quadrati. i
Le metodiche di inversione, per come sono definite, S
sono adatte a essere applicate in casi in cui la sorgente
ricercata sia singola o comunque si stia investigando una
distribuzione superficiale (orizzontale) di sorgenti. Qua- T
lora le sorgenti siano sovrapposte verticalmente, tali pro- Z
cessi non consentono di discriminare tra sorgenti poste
a diverse profondità.
Una procedura interessante è quella denominata strip- fig. 3. Vettore campo magnetico (T)
ping off che considera l’effetto gravimetrico di determi- per l’emisfero settentrionale, intensità
nati corpi del modello, definiti da risultanze geologiche, orizzontale (H) e inclinazione magnetica i
da pozzi o linee sismiche, e lo sottrae dall’anomalia di fra le componenti del campo H e T.
Bouguer misurata, cominciando dagli strati più superfi-
ciali. Si ottengono in questo modo anomalie residue che
possono dare informazioni sulle masse mancanti o ecce- sedimentaria presente al di sopra di esso, e di evidenzia-
denti, poste a profondità maggiori. re la presenza di corpi vulcanici o plutonici entro la serie
sedimentaria, localizzandone dimensioni e profondità. Il
campo magnetico è generato da correnti elettriche pre-
2.3.2 Rilevamento senti nel nucleo esterno della Terra. Si tratta, in prima
magnetometrico approssimazione, di una sorgente dipolare, posizionata al
centro della Terra e allineata all’incirca con l’asse di rota-
Il metodo di prospezione magnetica è impiegato già da zione terrestre. Tale campo è descritto, per ogni punto P
vari anni, principalmente per le ricerche minerarie. Il preso sulla superficie terrestre, da un vettore (T) definito
metodo consiste nel misurare, in una serie di posizioni, in uno spazio 3D. In fig. 3 è rappresentata la situazione
le anomalie locali del campo magnetico terrestre. Misu- per l’emisfero settentrionale; gli assi x e y giacciono sul
rato il campo magnetico totale (o le sue componenti) ed piano orizzontale e l’asse z sul piano verticale. L’intensità
eliminate con un processo di filtraggio le influenze attri- orizzontale H è data dalla composizione H(X 2Y 2)1/2
buibili a fattori regionali, si ottengono le anomalie resi- delle componenti Nord (X) ed Est (Y) e la declinazione
due, che permettono di risolvere e identificare i corpi magnetica d dall’angolo fra la sua direzione e il Nord astro-
magnetici locali. Per molti aspetti il metodo è simile a nomico, tgdYX; il modulo dell’intensità totale T è la
quello gravimetrico, anche se matematicamente più ela- ‘somma’ T(X 2Y 2Z2)1/2 delle tre componenti prin-
borato, date la variabilità con la latitudine del vettore del cipali (X, Y, Z) e l’inclinazione magnetica i è data dal-
campo magnetico terrestre e la possibilità di misurare l’angolo tra T e H , tgiZH. Il vettore T è orientato verso
diverse componenti del campo stesso. il Polo Nord geografico della Terra. Generalmente si mi-
Da un punto di vista geologico, il rilevamento magne- sura l’intensità totale T. Il campo magnetico presenta
tometrico consente di acquisire informazioni sui caratte- anomalie con andamento che dipende dalla latitudine
ri strutturali e sulla profondità del basamento suscettivo, magnetica (fig. 4): un valore di picco positivo per un ango-
e quindi indirettamente sullo spessore della successione lo i90° (situazione al Polo Nord), ove le componenti

S N S N S N

i90° i45° i0°

fig. 4. Andamento delle anomalie del campo magnetico nell’emisfero settentrionale in funzione
della latitudine magnetica, a parità di sorgente. i=90°, Polo Nord; i=0°, equatore magnetico.

244 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

orizzontali sono nulle con declinazione indefinita, e un Il campo magnetico (o più precisamente l’induzione
valore di picco di segno opposto per i0° (situazione all’e- magnetica) terrestre è usualmente espresso in nanotesla
quatore magnetico, ove l’inclinazione è nulla); per le incli- (nT) o in gamma (1g1 nT) e ha mediamente valori
nazioni intermedie gli andamenti sono più complessi, con attorno a 50.000 nT. La magnetizzazione delle rocce e i
lobi positivi e negativi (in fig. 4 è riportata la situazione contrasti di magnetizzazione fra di esse determinano
per i45°). La direzione del vettore campo magnetico e l’ampiezza delle anomalie magnetiche osservate, pur
l’andamento delle mappe del campo dipendono quindi considerando che l’effetto è complicato dalle diverse
dalla latitudine. Il campo misurato sulla superficie terre- direzioni e intensità di magnetizzazione nelle varie parti
stre è la somma di vari contributi. Il principale è quello del del globo (Hahn e Bosum, 1986).
campo generato all’interno della Terra e rappresenta il
campo magnetico utilizzato nelle prospezioni. A questo si Variazioni temporali
aggiungono il campo generato da sorgenti crostali (campo Si osservano variazioni del campo magnetico prin-
secondario) e quello, di entità ancora più limitata, dovuto cipale su base pluriennale dovute alla mobilità dei flui-
a fenomeni legati all’attività solare agente sulla ionosfera di nel nucleo esterno della Terra. Esse diventano influen-
con l’innesco di correnti variabili che inducono il campo ti se si vuole confrontare e integrare rilevamenti magne-
magnetico. Il campo secondario o di anomalia, imputabi- tici eseguiti in anni diversi e richiedono correzioni. Per
le a sorgenti superficiali, è dovuto sia alla magnetizzazio- tenere conto di questa evoluzione è necessario in modo
ne indotta propria dei minerali paramagnetici, che è diret- particolare aggiornare ogni cinque anni i dati riguardanti
tamente proporzionale all’intensità del campo principale il campo magnetico principale di riferimento (IGRF,
e alla suscettività magnetica, sia alla magnetizzazione resi- International Geomagnetic Reference Field). In ogni
dua, che si riscontra in alcuni minerali anche quando l’a- punto della superficie terrestre si osservano inoltre varia-
zione del campo inducente è cessata (magnetizzazione ter- zioni giornaliere, approssimativamente cicliche ma gene-
moresidua, di deposizione, chimica, ecc.). È infatti possi- ralmente irregolari, imputabili alle sorgenti esterne alla
bile, e normalmente accade, che molte rocce mantengano Terra, per esempio ai movimenti degli strati ionizzati del-
una magnetizzazione residua legata a quella indotta subi- l’atmosfera che possono indurre variazioni da 10 a 50 nT.
ta al tempo della loro genesi o diagenesi (per esempio nel Durante le perturbazioni forti o le tempeste magnetiche,
passaggio dallo stato di magma a quello di roccia solida, quando non è possibile effettuare alcuna misurazione del
oppure al momento della sedimentazione), in periodi geo- campo magnetico, si arriva a variazioni fino a 1.000 nT.
logici in cui il campo magnetico principale aveva direzio- È quindi necessario disporre di una stazione magneto-
ni diverse da quelle attuali; in ogni caso la distorsione che metrica di riferimento (ground base station), in un punto
la magnetizzazione residua può provocare sul campo attua- fisso, per monitorare queste variazioni durante i lavori
le è minima. È invece importante la magnetizzazione nei di prospezione e correggere le osservazioni.
materiali ferromagnetici, caratterizzati da un allineamen-
to conforme dei momenti magnetici elementari. Le rocce, Strumentazione di misura
infatti, sono magnetizzate in quanto contengono magne- L’intensità degli effetti magnetici osservabili in super-
tite (Fe3O4), che è il minerale a elevata suscettività magne- ficie e prodotti da corpi geologici, come i giacimenti di
tica più comune e abbondante entro la crosta. magnetite, è rilevabile anche con una semplice bussola.
La suscettività magnetica k è un parametro adimen- Per misurare in modo preciso il campo magnetico si
sionale definito come km1, ove m è la permeabilità richiede una strumentazione i cui componenti soddisfi-
magnetica relativa. Essa è sostanzialmente nulla per gran no avanzati requisiti di linearità, basso rumore, stabilità
parte delle rocce sedimentarie (diamagnetiche), piccola e accuratezza. I moduli del sistema di misura consisto-
per le rocce metamorfiche e rilevante per le rocce ignee, no principalmente in un sensore lineare al massimo grado
soprattutto quelle basiche, e va comunque posta in rela- e stabile con la temperatura a tutte le scale di amplifi-
zione al tipo di mineralizzazione. Alle alte temperature, cazione e in un convertitore analogico-digitale lineare e
a causa dell’agitazione termica, le rocce perdono la capa- capace di raggiungere un’elevata risoluzione. Le tipolo-
cità di allineare i loro momenti magnetici e si compor- gie principali sono di seguito brevemente descritte.
tano come sostanze paramagnetiche (cioè in cui sono La strumentazione usata per la misura dell’intensità
presenti dipoli magnetici permanenti): per la magnetite del campo magnetico (magnetometri) si basa in gran parte
questo avviene alla temperatura di Curie, pari a 580 °C, sul sensore fluxgate. Due barre (nuclei) di materiale fer-
e può essere osservato in regioni geotermiche o vulca- romagnetico di grande permeabilità sono affiancate e
niche con crosta molto assottigliata. L’intensità di magne- avvolte ciascuna da una bobina, ma con senso di avvol-
tizzazione delle rocce (M, momento di dipolo magneti- gimento inverso. Una corrente alternata di elevata inten-
co, misurato in Ampère per metro, Am) è una grandez- sità attraversa le bobine e produce un campo, uguale ma
za vettoriale ed è data dal prodotto della suscettività (k) con orientazione opposta, nelle due barre, di intensità tale
per il campo inducente H, espresso in Am: MkH. da essere prossimo alla saturazione (quando non vi è più

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 245


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

e sono quindi adatti per misure in campagna; sono stati


ampiamente utilizzati anche nelle prospezioni marine,
con sensori trainati dalle navi a varie centinaia di metri
di distanza e a profondità controllate, per migliorare la
risoluzione ed evitare le interferenze. L’esecuzione di
rilevamenti terrestri è effettuata mediante profili o median-
te reti, con strumenti tenuti a 2 o 3 m di altezza fuori
A dalle sorgenti più superficiali e rioccupando una stazio-
ne base per il controllo delle derive, mentre un’altra sta-
zione provvede al monitoraggio delle variazioni giorna-
liere del campo.
Gran parte dei rilevamenti magnetici per la ricerca
petrolifera è condotta utilizzando un aeromobile e misu-
fig. 5. Schema per un magnetometro Fluxgate. rando l’intensità del campo totale. L’aereo è dotato anche
di strumentazione radar per l’altimetria e per il posizio-
namento satellitare (GPS, Global Positioning System). La
linearità fra il campo inducente e il campo indotto). Un quota di volo è usualmente di qualche centinaio di metri;
circuito secondario (ancora una bobina) avvolge tutte e se però esiste un rilievo morfologico variabile, si alzerà la
due le barre (fig. 5). Ai suoi capi non si osserverà alcuna quota per distinti blocchi di prospezione, assicurando una
corrente indotta se il campo magnetico della Terra nel sufficiente sovrapposizione ai contorni. La distanza fra le
sito di misura è assente. Quando invece le barre sono alli- linee di volo varia attorno a qualche chilometro. I rilievi
neate parallelamente a un campo magnetico esterno, in aereomagnetici vengono realizzati grazie a maglie rego-
una di esse l’effetto congiunto del campo magnetico ester- lari formate da linee parallele fra di loro e tagliate da linee
no e di quello prodotto dalla bobina provoca la satura- trasversali. Normalmente le linee parallele vengono acqui-
zione. Analizzando la differenza fra i segnali sulle due site con una frequenza maggiore e hanno direzione nor-
bobine, è possibile ottenere in uscita una tensione pro- male ai trend geologici conosciuti. Le trasversali vengo-
porzionale all’intensità del campo secondo la direzione no invece acquisite con una frequenza minore e vengono
delle barre; in tal modo si possono rilevare variazioni del utilizzate per il controllo dei valori misurati.
campo magnetico terrestre dell’ordine del decimo di nT. Utilizzando un elicottero è possibile volare a quote più
Si utilizzano sensori triassiali, orientabili, per massimiz- vicine alla superficie del suolo e migliorare la risoluzio-
zare il flusso secondo una direzione preferenziale. ne. Il prolungamento del campo osservato verso il basso,
Altri strumenti sono i magnetometri a precessione o verso l’alto, può essere fatto in sede di elaborazione (tipi-
nucleare, basati sul paramagnetismo nucleare, cioè sul camente di circa 3 nT per ogni variazione di 100 m).
fatto che i nuclei atomici sono dotati di un momento Per la rilevazione di campi a bassa intensità sono stati
magnetico proprio, il quale tende ad allinearsi con un sviluppati magnetometri a sensibilità elevatissima, come
campo magnetico esterno. Sfruttando questa proprietà i magnetometri a risonanza magnetica o quelli a pom-
dei nuclei, e più precisamente dei protoni, si sono costrui- paggio ottico, basati sull’allineamento risonante del
ti i magnetometri a precessione protonica. Un magneto- momento magnetico dei nuclei, che operano con vapori
metro del genere è costituito da una sonda con un reci- di cesio e rubidio, raggiungono sensibilità di 103 nT e
piente contenente un liquido idrogenato (per esempio forniscono misure assolute del campo magnetico. Stru-
acqua) attorno a cui è avvolto un solenoide che, percor- menti per misure assolute sono anche i cosiddetti vario-
so da corrente, crea un campo magnetico di decine di metri, concettualmente molto più semplici, basati sui movi-
migliaia di nT. I protoni tendono allora ad allineare il menti torsionali di un magnete sospeso a una fibra, oppu-
loro momento magnetico parallelamente al campo, cioè re i magnetometri SQUID (Superconducting Quantum
lungo l’asse del solenoide che è orientato perpendico- Interference Device), sensibili fino a campi di 105 nT. Il
larmente al campo magnetico terrestre. Annullando bru- gradiometro è invece uno strumento utilizzato per misu-
scamente il campo del solenoide, i protoni cominciano a rare il gradiente di una componente del campo magneti-
descrivere un moto di precessione intorno al campo co terrestre. Esso è basato sulla valutazione della diversa
magnetico terrestre. Tale moto induce ai capi della bobi- risposta di due sensori, disposti appropriatamente rispet-
na una f.e.m. indotta, la cui misura permette di risalire al to alla componente del gradiente che si intende misurare.
campo totale. Eliminando con altre bobine la componente
verticale o una delle orizzontali, si può procedere alla Metodi di filtraggio e di interpretazione
misurazione di una sola componente. Questi strumen- La fase di elaborazione e interpretazione può inizia-
ti uniscono grande precisione (fino a 0,1 nT) a relativa re con la riduzione al polo, che trasforma la mappa delle
facilità d’uso, notevole speditezza e piccole dimensioni anomalie magnetiche in una equivalente a quella che si

246 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

0 30 km utilizzo di abachi precostruiti per modelli teorici princi-


80 g
pali), poiché lunghezza d’onda e ampiezza sono diretta-
mente proporzionali al contrasto di suscettività e alla
profondità del corpo sorgente (Nettleton, 1940). Il cal-
colo della derivata seconda permette di definire con mag-
0 gior precisione le anomalie locali: la mappa risultante
d risolve meglio le anomalie da situazioni di sovrapposi-
p zione e consente di precisare ulteriormente i parametri di
calcolo. Si ottiene in tal modo una mappa che fornisce
fig. 6. Calcolo della profondità della sorgente indicazioni anche su eventuali corpi magnetizzati al di
con la massima pendenza e la semipendenza. sopra del basamento (intrasedimentari).
In fig. 6 è riportato un esempio del calcolo della
profondità con la massima pendenza e semipendenza.
otterrebbe se il rilevamento fosse eseguito al polo magne- La distanza d, per la quale si ha in pratica coincidenza
tico (la mappa delle anomalie assume una forma detta fra la curva dell’anomalia e la tangente che ne definisce
pseudogravimetrica). Questa riduzione permette di loca- la pendenza, è circa la metà della distanza p, definita dai
lizzare meglio le sorgenti magnetiche e può servire per punti di tangenza per rette che hanno pendenza pari alla
effettuare la correlazione con le mappe similari delle metà di quella che definisce d. La distanza p2 dà la
anomalie gravimetriche. profondità del tetto di una sorgente magnetica assimila-
Alle mappe delle anomalie magnetiche vengono appli- bile a un prisma retto, verticale, di estensione verso il
cati filtri 2D radiali per operare allo stesso modo in tutte basso sufficientemente grande. Questa procedura dà risul-
le direzioni (i filtri agiscono, infatti, in modo conforme tati soddisfacenti se l’anomalia è ben definita e se non
su tutti i quadranti dell’anomalia). L’operazione può esse- vi sono interferenze con altri corpi, ma la valutazione
re affrontata nel dominio dello spazio, con la procedura dipende dall’esperienza dell’operatore.
di convoluzione 2D fra il segnale e l’operatore filtro, o Altri metodi si basano sull’analisi spettrale (la profon-
in quello della frequenza, moltiplicando lo spettro del dità del basamento è proporzionale alla lunghezza d’on-
segnale (trasformata di Fourier del segnale) per lo spet- da per la quale lo spettro di potenza punta rapidamente
tro della funzione che rappresenta l’operatore (l’antitra- verso valori vicini allo zero), oppure sulla deconvolu-
sformata dell’uscita restituisce le anomalie filtrate nella zione di Werner, sulla elaborazione del segnale analiti-
rappresentazione spaziale). Il campo magnetico regio- co, eccetera.
nale è sottratto ai dati per ottenere le anomalie locali, le
cui sorgenti sono da individuare entro la crosta. In que- Modellizzazione
sta procedura va evidenziato innanzitutto il basamento Una volta eseguita l’inversione dei dati, è opportuno
magnetico, al di sotto del quale si può escludere la pre- verificare l’attendibilità dei risultati servendosi della
senza di rocce sedimentarie, anche se al sopra di esso è modellizzazione tramite la quale, oltre alla geometria dei
possibile trovare altre rocce cristalline, acide e a bassa corpi perturbati (cioè quelli che generano l’anomalia),
suscettività. Il basamento magnetico pertanto non coin-
cide necessariamente con quello gravimetrico o geolo-
gico ed è di uso corrente confrontare i modelli magne- 50 10
tici con quelli gravimetrici. γ
mGal

Dopo aver filtrato i dati, l’interpretazione delle ano- Mag


malie magnetiche si basa su metodi semiempirici o gra- 0 5
Grav
fici e analitici (Nabighian, 1972) fino ad arrivare a tec-
niche avanzate di calcolo. L’individuazione di assetti strut-
turali o di pattern geologici può essere effettuata 50 r2,40 0
riconoscendo gli allineamenti delle anomalie, mentre diver- r2,45
si domini geologici possono avere differenti ‘firme’magne- r2,50
3 r2,55
tiche. Il calcolo delle derivate seconde dei gradienti oriz-
zontali (che evidenziano solamente i gradienti principali r2,87
delle anomalie, eliminando quelli regionali) e il filtraggio 6 k0,0010
delle lunghezze d’onda più elevate servono per eviden- km
0 10 km
ziare meglio le direzioni strutturali. Il metodo più sem-
plice per il calcolo delle profondità del basamento magne-
tico si basa sulle proprietà geometriche delle anomalie fig. 7. Modellizzazione gravimetrica
(esame della massima pendenza e della semipendenza, e magnetica.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 247


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

vengono definiti anche i possibili contrasti di suscetti- La profondità di investigazione è approssimativamente


vità magnetica. Si realizzano modelli 2D e 3D con con- proporzionale alla radice quadrata del periodo di propa-
fronti interattivi fra le anomalie registrate e quelle cal- gazione dell’onda, a causa del ben noto ‘effetto pelle’
colate sulla base di modelli teorici ottenuti sfruttando dei campi elettromagnetici. La resistività nel sottosuolo
anche dati geologici, gravimetrici e sismici. In fig. 7 è varia da 102 W⋅ m per i solfuri e gli ossidi metallici a
mostrato un modello gravimetrico per una struttura (valo- 105 W⋅ m per le rocce metamorfiche e ignee. Nelle rocce
ri di densità in 103 kgm3) con faglia e modello magne- porose sature la resistività della roccia è proporzionale
tico per la definizione del tetto del basamento (suscetti- a quella del fluido presente nei pori ed è inversamente
vità k0,0010). La stratificazione della parte sedimen- proporzionale alla porosità. Poiché i serbatoi di idrocar-
taria può essere ricostruita da dati di pozzo o da buri si trovano in sistemi porosi, spesso in presenza di
rilevamenti sismici a riflessione. sali conduttivi, possono essere caratterizzati da alte con-
duttività. La magnetotellurica può così essere usata per
differenziare nei bacini sedimentari i depositi marini,
2.3.3 Rilevamento chiaramente ricchi in sali e a bassa resistività, dalle rocce
magnetotellurico basaltiche o vulcaniche, o ancora dalle rocce cristalline
intruse o del basamento, da anidriti o calcari compatti,
Il rilevamento magnetotellurico consiste nella misura tutti a piccola porosità e conduttività. La resistività, essen-
delle variazioni temporali del campo elettromagnetico do molto sensibile alla porosità, può essere usata anche
naturale. È un metodo di indagine passivo e non richie- congiuntamente ai dati di velocità sismica per valutare
de sorgenti artificiali. Le onde elettromagnetiche a bassa porosità e permeabilità.
frequenza dei fronti d’onda incidenti (campo primario),
in grado di compiere elevate penetrazioni entro i terre- Acquisizione di dati
ni, sono influenzate dalle anomalie di resistività che si La prospezione magnetotellurica è strettamente col-
possono estendere orizzontalmente o verticalmente e che legata alla penetrazione dell’energia elettromagnetica
producono un campo elettromagnetico secondario, le cui nel sottosuolo e i rilevamenti possono essere effettuati
caratteristiche dipendono in realtà dall’andamento della sia a terra sia in mare. Vengono normalmente misurate
conduttività dei terreni. La definizione e la descrizione le tre componenti del campo magnetico (Hx, Hy, Hz) e
di questi campi secondari costituiscono un mezzo per le sole due componenti orizzontali del campo elettrico
conoscere la struttura geotettonica del sottosuolo. (Ex, Ey), perché la componente verticale Ez non aggiun-
La sorgente del campo elettromagnetico primario è ge informazioni in un mezzo stratificato. Poiché il campo
localizzata nella ionosfera e nella magnetosfera ed è MT può essere poco intenso, anche molto inferiore al nT
legata ai flussi di cariche elettriche prodotti dall’inte- per la componente magnetica e di pochi mVkm per la
razione del plasma solare con il campo magnetico ter- componente elettrica, la strumentazione impiegata deve
restre. Il campo elettromagnetico che ne risulta è detto essere molto sensibile e a basso rumore.
anche campo magnetotellurico o, più brevemente, MT L’onda elettromagnetica che si propaga nell’atmo-
(Cagniard, 1953) e ha uno spettro di frequenza in pre- sfera quando investe la superficie terrestre è rifratta verso
valenza al di sotto di 0,1 Hz (micropulsazioni). Lo spet- la normale della superficie stessa e il fronte dell’onda
tro del campo MT in realtà va da 105 Hz a migliaia di piana che penetra nella Terra tende a porsi parallelamente
Hz, essendo le frequenze superiori a 10 Hz principal- alla superficie terrestre; i due sensori elettrici e magne-
mente generate dai fulmini (ne sono prodotte molte deci- tici sono quindi posti a 90° in un piano parallelo alla
ne al secondo). Le variazioni del campo magnetico indu- superficie stessa. La velocità di propagazione dell’onda
cono correnti elettriche nei terreni, dette correnti paras- nel suolo è molto minore della velocità nel vuoto e quin-
site (eddy currents) o correnti telluriche. Il campo elettrico di la lunghezza d’onda è notevolmente minore rispetto
associato a queste correnti dipende dalle caratteristiche a quella nell’atmosfera. L’energia dell’onda è attenuata
di conduttività locali. (perché convertita in calore) in modo esponenziale con
Nella prospezione si utilizza normalmente un inter- la distanza percorsa e proporzionalmente alla radice qua-
vallo di frequenze da 0,5·103 Hz a 400 Hz (periodi da drata della conducibilità s (1r) e della frequenza f.
2.000 a 0,0025 s). I risultati del rilevamento sono restitui- La profondità di penetrazione, alla quale l’ampiezza del
ti con grafici di resistività r (misurata in W·m) in funzio- segnale incidente è attenuata di 1e (dove e è il numero
ne della frequenza, che possono essere convertiti in gra- di Nepero, la base dei logaritmi naturali, il cui valore
fici resistività-profondità mediante tecniche di inversio- approssimativo è 2,71828), cioè di circa il 37%, è data
ne. Effettuando più misurazioni lungo un profilo è possibile da z (in m)500(sf )1/2, dove la conduttività s è espres-
ottenere una sezione che mostra le proprietà elettriche del sa in Siemens [(W⋅ m)1] e la frequenza f in hertz.
terreno. Si possono rappresentare spessori compresi fra Queste considerazioni valgono per una Terra ipotiz-
poche decine di metri e parecchie decine di chilometri. zata come un semispazio omogeneo di conduttività σ ,

248 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

ove le proprietà non variano secondo alcuna direzione, con lunghezza da 50 a 500 m, in dipendenza dalle condi-
verticale o orizzontale; in una Terra stratificata l’atte- zioni geologiche, dalle caratteristiche di amplificazione
nuazione varierà invece all’interno di ciascuno strato in dell’apparecchiatura di acquisizione e dalla banda di acqui-
funzione della sua conducibilità. Più bassa è la frequen- sizione. Gli elettrodi sono di tipo non polarizzabile.
za, più elevata è la penetrazione, che aumenta al dimi-
nuire della conduttività. In ambienti fortemente condut- Elaborazione e interpretazione di dati
tivi sarà necessario effettuare misure su una banda molto In un modello 1D della Terra la resistività apparen-
larga di frequenza per tenere conto di questo comporta- te è data da (ra)xy[Ex Hy]25f e da (ra)yx[Ey Hx]25f
mento. In tale modello di Terra, come pure in un model- (dove il primo dei due pedici indica la direzione del campo
lo stratificato unidimensionale (1D), la componente elet- elettrico, il secondo quella del campo magnetico) e i due
trica e quella magnetica del campo elettromagnetico sono valori sono uguali. Mentre r rappresenta la resistività di
ortogonali e, nell’atmosfera, sono in fase. un semispazio, la resistività apparente contiene gli effet-
L’acquisizione dipende dalla strumentazione adotta- ti sovrapposti delle resistività associate a ogni elemento
ta, dal tipo di terreno e dalla sua accessibilità, dai rumo- di una Terra stratificata. Essa varia in modo più conti-
ri ambientali, dalla profondità di indagine del progetto. I nuo al variare della frequenza poiché le frequenze più
rumori si possono suddividere in attivi e passivi. Quelli elevate sono più sensibili agli strati superficiali, mentre
attivi sono riconducibili agli impianti di produzione e alle quelle basse (maggiore profondità di penetrazione) sono
reti per il trasporto dell’energia elettrica, alle ferrovie elet- sensibili alle proprietà delle strutture profonde.
trificate (in particolare quelle a corrente continua) in quan- In generale l’elaborazione dei dati MT permette
to producono un disturbo elettromagnetico a larga banda, di ricavare gli elementi di un tensore di impedenza Z,
alle aree industriali. Quelli passivi sono riferibili alla vici- che collega il campo magnetico al campo elettrico:
nanza di strade, in quanto il traffico perturba l’acquisi- Ex=zxxHxzxyHy ; Eyzyx Hxzyy Hy per ogni frequenza
zione dei dati elettromagnetici, alle recinzioni, alle tuba- della banda acquisita. Gli elementi del tensore Z sono in
zioni e ai sostegni metallici messi a terra. Per controlla- generale complessi. Il tensore è utile per definire le ani-
re i rumori è preferibile eseguire la misurazione di tutte sotropie o le strutture 2D della resistività dei corpi nel
e cinque le componenti dei campi in un punto fisso. La sottosuolo.
distanza fra il punto fisso e i punti di misura, lungo i pro- In analogia a quanto sopra, si definiscono le due resi-
fili previsti, può variare da poche centinaia di metri a stività apparenti rxy| zxy| 22pfm e ryx| zyx| 22pfm, dove
parecchi chilometri. Nel pianificare questa conduzione m è la permeabilità magnetica del terreno. La differenza
dei lavori si parte dall’ipotesi che ogni rumore elettro- di fase fra le componenti elettrica e magnetica corri-
magnetico non sia correlabile fra i due punti: quello fisso sponde alla fase dell’impedenza complessa, la cui tan-
e quello di misura. Con il metodo del punto di riferimento gente trigonometrica è pari al rapporto tra parte reale e
si possono effettuare cinque o più misure al giorno, in parte immaginaria dell’elemento del tensore di impe-
dipendenza dalla profondità di indagine (più è elevata, denza. Anche la fase varia in maniera continua con la
maggiore dovrà essere la durata della registrazione nel frequenza e con i cambiamenti della resistività con la
singolo sito). Poiché sperimentalmente si è dimostrato profondità. È opportuno accompagnare ogni risultato
che in presenza di strutture geologiche 2D o 3D, il campo dell’elaborazione con la propria deviazione standard, per
magnetico orizzontale varia spazialmente in misura molto controllare l’accuratezza del grado sperimentale.
più ridotta del campo elettrico, si può ridurre la misura Molto importante è il calcolo della coerenza fra campo
del campo magnetico alla sola stazione di riferimento, elettrico e campo magnetico mediante tecniche di cor-
limitando l’acquisizione, nell’area da indagare, alle due relazione incrociata perché una scarsa correlazione indi-
componenti orizzontali del campo elettrico; grazie alla ca che il rumore gioca un ruolo preponderante. Il rumo-
recente implementazione di strumentazioni avanzate, que- re può venire evidenziato usando più punti di registra-
sta soluzione permette la riduzione dei costi e l’acquisi- zione e correlando i campi osservati nelle diverse stazioni.
zione di rilevamenti 3D. I modelli di partenza per ogni inversione sono 1D se
Uno sviluppo recente di questa tecnica, il metodo le proprietà fisiche del mezzo si pensano variabili solo
EMAP (ElectroMagnetic Array Profiling), è in grado di nella direzione verticale, 2D se viene coinvolta anche
effettuare misure continue e di rimuovere gli effetti lega- una direzione orizzontale, 3D se la resistività varia secon-
ti alle disomogeneità più superficiali. Mediante elabo- do tutte e tre le direzioni.
razione in tempo reale si ottengono curve resistività appa- Nel caso di strutture 2D, esistono due direzioni pri-
rente-frequenza e quindi si ha la possibilità di control- vilegiate di misura del campo MT, ortogonali tra loro
lare passo passo il lavoro, aumentando l’efficienza della (direzioni principali), dette rispettivamente TE (campo
prospezione. elettrico parallelo o resistività parallela alla struttura con-
Per misurare il campo magnetico si usano bobine a duttiva) e TM (campo magnetico parallelo o resistività
induzione. Per il campo elettrico si usano dipoli interrati ortogonale alla struttura conduttiva). Se queste direzioni

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 249


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

non coincidono con il layout di acquisizione sul terreno diverse distribuzioni della conduttività che si accordino
nell’effettuare la misura, è necessario, in fase di elabo- con le osservazioni per poi analizzare le caratteristiche
razione, ‘ruotare’ i dati registrati in campagna per trova- comuni, anche impiegando metodi avanzati di analisi
re le direzioni di massimo e di minimo che sono corre- statistica. Con l’introduzione della cosiddetta inversio-
late con quelle delle strutture geologico-conduttive. ne di Occam (schema particolare di inversione che pro-
La rotazione si effettua massimalizzando gli elementi duce modelli con minima organizzazione strutturale), il
del tensore di impedenza che occupano la diagonale modello converge comunque verso una soluzione unica
secondaria (o antidiagonale). In un modello 2D con i ma semplificata, poco strutturata, che esprime l’infor-
sensori rispettivamente paralleli e ortogonali alle strut- mazione minima contenuta nei dati e contiene tutti i
ture, il tensore Z avrà infatti valori massimi per gli ele- modelli a interfacce nette equivalenti al modello di con-
menti dell’antidiagonale. Introducendo variazioni di resi- vergenza. Ovviamente l’entità della semplificazione è
stività nella terza direzione si giunge a un modello 3D in ragione inversa della ridondanza e della qualità dei
che non presuppone alcuna isotropia. dati. In conclusione la procedura matematica di inver-
Per l’interpretazione si inizia con l’inversione delle sione è basata su alcune ipotesi e vincoli e l’ambiguità
curve di resistività apparente in funzione della frequen- dei suoi risultati può essere ridotta dalla ridondanza delle
za. Il cosiddetto tipper, T| A| 2| B| 2 (dove A è la costan- misure, dalla qualità dei dati e dalla disponibilità di altre
te di proporzionalità complessa tra Hz e Hx, B tra Hz e informazioni geologicamente plausibili.
Hy), è usato quale indicatore per ottenere informazioni L’applicazione delle misure magnetotelluriche in mare
sulle strutture geologiche; infatti il campo magnetico permette di ottenere risultati di elevata qualità. L’acqua
verticale Hz è dovuto a una variazione laterale della resi- di mare è conduttiva e ha un effetto di attenuazione sul
stività ed è anche un buon indicatore delle sorgenti di campo MT incidente, agendo come un filtro passa-basso.
rumore. Il cosiddetto skew (o rapporto di disallineamento) La resistività dell’acqua di mare è infatti dell’ordine di
dell’impedenza, az| (zxxzyy)/(zxyzyx)| , è legato alla 0,3 W·m ed è caratterizzata da una piccola profondità di
tridimensionalità della struttura in quanto valori grandi penetrazione: meno di 300 m alla frequenza di 1 Hz.
indicano che la struttura non è 2D, almeno nell’inter- Quindi se la profondità dei fondali è pari o maggiore di
vallo di frequenza considerato. tre volte la profondità di penetrazione, il campo magne-
La profondità di investigazione d, che coincide con totellurico incidente sarà completamente attenuato quan-
la profondità di penetrazione d0,5 (rf )1/2 km, è rica- do arriva al fondo. Le alte frequenze del campo osser-
vata variando la frequenza e aumenta con la resistività vabili sul fondo risultano strettamente dipendenti dalla
del mezzo. La distribuzione delle resistività reali è ana- profondità del mare e campi elettromagnetici con fre-
lizzata mediante modelli e processi di inversione. L’in- quenze superiori a 1 Hz sono virtualmente eliminati a
versione di tipo Bostick (1977), usata quale punto di par- profondità superiori ai 200 m.
tenza per modelli più complicati, utilizza per calcolare Per effettuare misurazioni di interesse petrolifero in
r la curva TE (rxy) espressa da rra[1m(1m)], essen- mare (identificazione delle strutture di resistività nei
do m la pendenza della curva di resistività in funzione primi 10 km) occorre predisporre strumenti in grado di
della frequenza per ogni intervallo di frequenze conside- eseguire misure nell’intervallo di frequenze 104-10 Hz
rato, mentre la profondità è data da d(ra 2pfm)1/2. Il ed elevare la sensibilità per contrastare l’attenuazione
rapporto fra le due resistività a un’interfaccia tra due prodotta dall’acqua marina.
mezzi con diversa resistività determina il coefficiente di La sensibilità dipende dallo sviluppo dei sensori e
riflessione, cioè la parte dell’energia incidente che viene dei sistemi di amplificazione ad alte prestazioni e basso
riflessa rispetto a quella trasmessa. rumore, cioè dall’uso di amplificatori a corrente alter-
Il recente sviluppo dei metodi di acquisizione e di nata invece che a corrente continua, che daranno rispo-
elaborazione ha semplificato le procedure ed evidenziato ste con frequenza di taglio (passa-basso) di 101 Hz. I
la possibilità di usare la magnetotellurica come valido campi elettrici e magnetici sono registrati con strumen-
supporto, integrato con altre metodologie geofisiche, alla tazione separata. Si impiegano magnetometri con bobi-
valutazione mineraria dei bacini sedimentari. Per esem- ne a induzione magnetica e dipoli per il campo elettrico
pio, la tecnica della stazione di riferimento remota ridu- orizzontale (lunghi circa 10 m), montati in un conteni-
ce in modo significativo e sistematico gli errori nella tore stagno che ospita l’alimentazione, l’elettronica e i
stima dell’impedenza. sistemi di affondamento e richiamo e di segnalazione;
Una volta individuato un modello che riproduce un questi ultimi sono utilizzati quando si deve recuperare
certo numero di caratteristiche del campo, rimane la valu- la strumentazione. In questo modo è possibile usare la
tazione della sua univocità, perché le osservazioni su un magnetotellurica in mare, alle profondità dei margini
intervallo di frequenze finito possono essere soddisfatte continentali per ricerche petrolifere o a profondità supe-
da un numero infinito di distribuzioni di conduttività. La riori per ricerche sulla crosta e sul mantello superiore.
variabilità del modello può essere accertata proponendo Tali sistemi sono stati sviluppati principalmente presso

250 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

Ovest Est carbonatico (resistivo), genera fenomeni di assorbimen-


1.000

resistività (W•m)
1.000 m to dell’onda sismica con conseguente diminuzione della
500 m
risoluzione verticale.
100 Anche nei casi in cui ci si trovi in presenza di discon-
l.m.
tinuità (faglie, accidenti tettonici, ecc.), il metodo magne-
500 m
totellurico è fortemente sensibile e fornisce preziose
10
informazioni che, usate accuratamente durante la fase
fig. 8. Profilo di resistività interpretato interpretativa, possono offrire ottimi risultati. La solu-
in base a misure magnetotelluriche. zione ottimale consiste nell’integrazione dei dati magne-
totellurici con quelli sismici, gravimetrici e magnetici
(posizione delle strutture, del basamento, delle faglie),
lo Scrips Institute of Oceanography della Università grazie alla quale si può migliorare la validità delle sezio-
della California di San Diego (Constable et al., 1998; ni di conduttività risultanti (Zerilli, 1996). In fig. 8 è rap-
Hoversten et al., 1998). presentato un profilo di resistività interpretato in base a
misure magnetotelluriche, con pannello di colori riferi-
Applicazione della magnetotellurica to ai valori di resistività; il profilo è stato registrato in
all’esplorazione degli idrocarburi un’area caratterizzata dall’accavallamento di unità geo-
La magnetotellurica, oltre a essere un metodo rela- logiche traslate.
tivamente economico, è esaurientemente risolutiva in Gli sviluppi del metodo prevedono l’aumento del nume-
aree con situazioni geologiche difficili, che presenta- ro dei canali e della risoluzione. I sistemi distribuiti di
no problemi per l’utilizzo dei metodi sismici, o in aree acquisizione con unità configurate per registrare le tre
non ancora indagate che richiedano elementi di rico- componenti del campo magnetico H e le due componen-
noscimento delle loro potenzialità per sviluppare l’e- ti del campo elettrico E, sincronizzati mediante segnali
splorazione petrolifera di dettaglio. Si richiamano alcu- GPS, dovrebbero anche permettere una riduzione dei costi.
ni casi tipici. D’altro lato le nuove strumentazioni garantiranno un
Strutture geologiche complesse. In queste situazioni aumento della densità delle misure e della produttività e
le discontinuità possono determinare dispersione del- favoriranno lo sviluppo dei rilevamenti 3D che, a loro
l’onda sismica e non permettere quindi una corretta rico- volta, hanno necessità, per il controllo di qualità, della
struzione delle geometrie e dell’esatto posizionamento restituzione rapida delle immagini. Tutto ciò che è volto
spaziale. a migliorare e rendere più rapide e standardizzate le inver-
Ambienti geologici a evaporiti e/o vulcaniti-basalti. sioni 3D e a eliminare il rumore coerente può favorire il
Questi litotipi creano fenomeni di forte assorbimento e confronto con i dati sismici. L’integrazione con gli altri
dispersione dell’onda, a discapito della risoluzione del dati geofisici, nella fase di elaborazione e interpretazio-
metodo. Un esempio è dato dai duomi salini, che posso- ne, ha bisogno anche di una facile accessibilità a model-
no produrre un’eccessiva dispersione dell’energia perché li e sezioni sismici e quindi necessita dello sviluppo delle
il sale ha velocità di propagazione elevate e perché i duomi tecniche di modellistica diretta e inversa.
hanno strutture verticali che portano nella sezione sismi- Negli ultimi anni si è avuto un forte sviluppo del
ca eventi anomali, provenienti dall’esterno del piano della metodo magnetotellurico, per quanto riguarda sia l’ac-
sezione stessa. Da sempre gli strati con litotipi caratteriz- quisizione che l’interpretazione dei dati (software spe-
zati da alte velocità sismiche hanno costituito un proble- cifici, algoritmi complessi ma veloci, ecc.); il suo impie-
ma di difficile soluzione per la prospezione sismica, in go è stato spesso di valido supporto, integrato con altre
quanto disperdono l’energia. In particolare i basalti infra- metodologie geofisiche (gravimetria, magnetometria e
sedimentari, ma anche i calcari, possono presentare pro- sismica), alla valutazione mineraria dei bacini sedimen-
blematicità anche per i rilevamenti 3D nel caso in cui l’o- tari, in particolare nel Golfo del Messico (tettonica sali-
biettivo sia l’individuazione di strutture sottostanti. In tali na molto accentuata), nell’Atlantico settentrionale e nelle
contesti si possono osservare anche riverberazioni ecces- Isole Färøe (presenza di strati basaltici).
sive che mascherano le informazioni provenienti dagli
strati profondi. La resistività del sale, dei basalti e dei cal-
cari è anche dieci volte più grande di quella delle rocce 2.3.4 Rilevamento sismico
circostanti; in questi casi la magnetotellurica può essere a riflessione e rifrazione
risolutiva perché sensibile al contrasto tra corpi condutti-
vi e resistivi. La crosta terrestre è in parte costituita da rocce sedimen-
Coltri alloctone su substrato carbonatico. In tali tarie stratificate che sono il risultato della lenta ma con-
condizioni strutturali la presenza di spesse coltri allocto- tinua deposizione di materiali, principalmente in ambien-
ne (in genere conduttive), sovrapposte a un substrato te marino. In seguito a fenomeni come la variazione del

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 251


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

livello del mare e, soprattutto, la compattazione dei depo- che tale mezzo sia omogeneo e isotropo. La nozione ele-
siti dopo l’espulsione dell’acqua interstiziale, favorita mentare di sforzo è legata al bilancio delle azioni e delle
dal carico litostatico dei sedimenti sovrastanti, le rocce reazioni interne fra le differenti parti di un corpo in un
subiscono variazioni di alcune proprietà (densità, com- determinato punto interno a esso. Considerata una forza
pressibilità, ecc.) che peraltro variano anche in funzio- F agente in un punto P, entro un mezzo continuo ed ela-
ne dell’età di deposizione, perché i sedimenti possono stico, e una porzione di superficie DS, di normale n, attor-
essere stati soggetti nel tempo a mutamenti geologici e no al punto P, lo sforzo applicato in P è definito come
avere subito dislocazioni tettoniche. Nei bacini sedi- il limite per DS che tende a zero del rapporto tra F e DS.
mentari gli strati possono raggiungere spessori di parec- Lo sforzo può essere considerato come risultante di una
chi chilometri. componente principale, o normale, pnn, e di due compo-
Quando in superficie, o in prossimità di questa, si nenti tangenziali, o di taglio, pn1 e pn2, dove 1 e 2 indi-
applica una forza variabile nel tempo utilizzando una cano due direzioni ortogonali fra loro e appartenenti al
sorgente di energia, si osserva la generazione di onde piano passante per P e ortogonale alla normale n. In coor-
elastiche (sismiche) di cui è possibile seguire la propa- dinate cartesiane, se si considera un cubo elementare di
gazione nel sottosuolo. Con opportuni sensori si posso- spigoli Dx, Dy, Dz con centro in P, su ogni faccia del
no poi misurare i tempi di ritorno in superficie di questi cubo sono applicate le tre componenti della forza: una
segnali riflessi o rifratti da discontinuità che delimitano normale e due di taglio. Al tendere a zero dell’area di
le unità sedimentarie principali, fra loro fisicamente dif- ciascuna faccia si hanno perciò nove sforzi (di cui gene-
ferenziate. ralmente solo sei sono indipendenti) che costituiscono
La propagazione delle onde sismiche trova una un tensore simmetrico del secondo ordine, detto tenso-
descrizione in termini matematici nella teoria dell’ela- re degli sforzi, pij (i, jx, y, z).
sticità. La sorgente è caratterizzata dal segnale da essa Un solido elastico è caratterizzato dalla proprietà che
generato: una forma d’onda impulsiva di breve durata la deformazione, in un qualsiasi suo punto, è nota cono-
(transiente), o un treno d’onde sinusoidali più lungo ma scendo lo sforzo in quel punto. Il caso particolare in cui
di frequenza continuamente variabile, riconducibile, in le componenti della deformazione siano funzioni linea-
fase di elaborazione dei dati, nuovamente a un segna- ri omogenee dello sforzo è chiamato caso della ‘elasti-
le impulsivo di durata di alcuni millisecondi (ms). Il cità perfetta’ (cioè quando tutta l’energia viene restitui-
riconoscimento dell’eco è un processo delicato che com- ta) ed è regolato dalla legge di Hooke. Per uno stato di
porta l’utilizzo di articolate procedure di calcolo per tensione uniassiale si ha, per esempio, pxxexxE, cioè lo
l’estrazione del segnale (ondina) e per il miglioramen- sforzo pxx applicato secondo la direzione x è proporzio-
to sia del rapporto segnale/rumore, sia della risoluzio- nale alla deformazione exx secondo la stessa direzione,
ne. La restituzione finale dei risultati è presentata sotto dove la costante di proporzionalità E è il modulo di Young
forma di immagini, per esempio di sezioni sismiche che caratterizza la risposta del corpo a sforzi di com-
della crosta terrestre, in cui l’organizzazione e il carat- pressione; un altro esempio è dato da pxxmexx, dove m
tere delle forme d’onda costituenti i segnali (gli echi è il modulo elastico di taglio che caratterizza la risposta
registrati in superficie) possono permettere di formu- del corpo a sforzi di taglio.
lare ipotesi sull’assetto geometrico delle formazioni Se gli sforzi applicati al corpo sono dipendenti dal
sepolte, sulla natura delle rocce investigate e, infine, tempo, bisogna ricorrere alle equazioni del moto che
sulle loro proprietà petrofisiche, comprese le valuta- descrivono la trasmissione degli sforzi in un solido ela-
zioni sui fluidi eventualmente contenuti entro le rocce stico illimitato, omogeneo e isotropo. Un caso molto
serbatoio. Notevoli complicazioni sorgono quando gli semplificato è quello in cui il disturbo che si propaga in
strati sono stati piegati, deformati o fagliati, fenomeni un corpo di densità r si trasmette solo secondo la dire-
che si sono più volte verificati nella lunga storia geo- zione x e lo spostamento u subito dal punto P ha luogo
logica, come si osserva nei processi di formazione delle nella medesima direzione o in direzione ortogonale. In
montagne oppure quando si verificano movimenti lega- seguito all’applicazione di una compressione o di uno
ti alla tettonica salina, o all’intrusione di corpi vulca- sforzo di taglio, per i casi particolari sopra descritti val-
nici. Per la ricostruzione di queste geometrie comples- gono rispettivamente le espressioni differenziali
se, le tecniche più recenti richiedono speciali elabora- ∂ 2u∂ x2(rE) ∂ 2u∂ t2 e ∂ 2u∂ x 2=(rm) ∂ 2u∂ t 2, che lega-
zioni delle immagini, quali le migrazioni pre-stack o le no l’accelerazione ∂ 2u∂ t2 alla deformazione (sposta-
acquisizioni 3D. mento du), facendo intervenire i moduli E e m e la den-
sità r del corpo. Le soluzioni delle due equazioni corri-
Principi di propagazione delle onde sismiche spondono rispettivamente a onde di compressione (note
La propagazione delle onde sismiche è basata sulla come onde P, o longitudinali, o dilatazionali) che si pro-
teoria dell’elasticità che tratta la deformazione di un pagano in un qualsiasi solido isotropo ed elastico con la
mezzo sottoposto a uno sforzo, sotto l’ipotesi iniziale velocità VP(Er)1/2 e a onde trasversali (note come onde

252 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

S, o di taglio) che si propagano in un corpo elastico e tempo di transito del disturbo sismico a partire dalla sor-
isotropo con la velocità VS(mr)1/2. gente. Il fronte d’onda separa il mezzo in cui l’energia
I corpi rocciosi attraversati dalle onde sismiche sono è transitata da quello non ancora toccato. La propaga-
caratterizzati da una propria velocità di propagazione zione delle onde sismiche viene rappresentata in modo
delle onde stesse; la misura di questo parametro è impor- semplice attraverso raggi, che sono linee ortogonali ai
tante al fine di ricavare la profondità degli orizzonti sismi- fronti d’onda, almeno nei mezzi isotropi. Le variazioni
ci, tramite la conversione del dato sismico da tempi (tempi nella direzione del raggio sono legate alle variazioni della
doppi di andata e ritorno, misurati in superficie) a profon- velocità di propagazione nel mezzo. La continuità degli
dità. Le onde P, nelle quali la deformazione del mezzo sforzi e delle deformazioni attraverso un’interfaccia che
ha luogo nella stessa direzione in cui avviene la propa- separa due mezzi con velocità diverse è descritta dalla
gazione, sono più veloci delle onde S, più semplici da legge di Snell, che stabilisce la costanza del rapporto fra
generare, registrare, analizzare e interpretare, e sono per- la velocità di fase (P o S) in un dato mezzo e il seno dei
tanto le più comunemente usate nell’esplorazione sismi- rispettivi angoli di incidenza o di trasmissione all’inter-
ca. Le onde S, nelle quali la deformazione del mezzo ha faccia. Questa rappresentazione è dunque basata sulle
luogo in direzione ortogonale a quella in cui avviene la leggi dell’ottica geometrica per la descrizione dei feno-
propagazione, sono più lente delle onde P e la loro gene- meni ma non tiene conto delle variazioni di ampiezza.
razione, registrazione ed elaborazione è più complicata In fig. 9 è mostrato il comportamento di un raggio
e costosa; attualmente sono quindi usate solo per studi secondo la legge di Snell che stabilisce, per gli angoli
particolari. Le onde S non si trasmettono in un fluido d’incidenza (i), di riflessione (r) e di trasmissione (t),
che è caratterizzato da m0. Se si considera la propaga- all’interfaccia di separazione fra due mezzi (di indi-
zione dei fronti d’onda a grande distanza dalla sorgen- ce j1, 2), la seguente relazione per le onde P e S:
te, le onde S risulteranno polarizzate su un piano (verti- senqi VPisenqr VP1senqt VP2senfr VS1senft VS2.
cale) contenente la direzione di propagazione (compo- Nella situazione di incidenza normale (angolo di inci-
nenti SV) e su un piano ortogonale (orizzontale) alla denza prossimo a zero) un’onda P o S incidente è in parte
direzione di propagazione (componenti SH). riflessa e in parte trasmessa: R (A1A2)(Z2Z1) 
Esistono poi le onde superficiali (o onde di Rayleigh) (Z2Z1), dove R è il coefficiente di riflessione, pari al
che si propagano orizzontalmente seguendo la superficie rapporto fra l’ampiezza dell’onda incidente e quella del-
della Terra, sono poco più lente delle onde S (VR0,9 VS) l’onda riflessa. Il rapporto R è controllato dalle impe-
e costituiscono il rumore più importante nella prospe- denze acustiche Zj dei due mezzi interfacciati (prodotto
zione sismica (ground roll). Il moto delle particelle in delle rispettive densità per le velocità di propagazione
questo caso è retrogrado, ma l’onda si muove parallela- delle onde sismiche: ZjrjVj). I valori dei coefficienti
mente alla superficie secondo la direzione di propaga- di riflessione sono usualmente molto piccoli, dell’ordi-
zione del disturbo. ne di 0,1-0,3, salvo raggiungere 0,9 per l’interfaccia
Nella propagazione sismica, l’attenuazione princi- acqua-aria, per un’onda che è generata in mare e arriva
pale delle ampiezze è imputata alla divergenza sferica in superficie. R diminuisce con la profondità, poiché sia
(o geometrica): per un’onda sferica, generata da una sor- densità che velocità aumentano con Z e quindi aumenta
gente puntiforme, l’energia per unità di superficie dimi-
nuisce con il quadrato della distanza dalla sorgente e si
osservano di conseguenza echi sempre più deboli all’au-
mentare dei tempi di ascolto. Se I è l’intensità (quantità Pi Sr
di energia che passa attraverso un’area unitaria norma- Pr
fr
le alla propagazione, nell’unità di tempo), allora in due
punti posti a distanza r1 e r2 dalla sorgente si osserva: qi
qr
I2I1(r1r2)2; la distanza dalla sorgente si ricava dal pro-
dotto dei tempi osservati per la velocità, se nota o sti- VP1,VS1
mata. Le onde di superficie subiscono invece un’atte- VP2,VS2
nuazione minore nelle direzioni orizzontali, per diver- qt
genza cilindrica: I2I1(r1r2), essendo confinate in Pt
prossimità della superficie libera, mentre si smorzano in ft
profondità in un intervallo di poco superiore a una lun-
ghezza d’onda (al massimo qualche decina di metri). St
Le onde di volume (cioè le onde P e S) sono rifles-
se, rifratte e diffratte dai corpi eterogenei presenti nel
sottosuolo. La loro propagazione può essere rappresen- fig. 9. Ripartizione di un raggio a un’interfaccia
tata mediante il fronte d’onda, che è la superficie di egual secondo la legge di Snell.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 253


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

anche il denominatore nell’espressione che lega R alle X


impedenze acustiche.
Aumentando l’angolo di incidenza di un’onda P, oppu-
re la distanza sorgente-ricevitore, si generano anche onde
S riflesse e trasmesse. La deviazione dell’incidenza dalle Z
condizioni normali è descritta dalle equazioni di Zoeppritz X
(Sheriff e Geldart, 1995), piuttosto complesse ma, dopo
opportune approssimazioni, utili per descrivere la pro-
pagazione e per gli studi che riguardano la ripartizione
dell’energia alle interfacce, connessa ai valori di ampiez-
za dei segnali. Un esempio è dato dalle analisi AVO T
(Amplitude Variation with Offset) che riguardano lo stu-
dio dell’andamento delle ampiezze riflesse in funzione
delle distanze di registrazione dalla sorgente (Castagna fig. 11. Schema della generazione
e Backus, 1990). e del riconoscimento di immagini di diffrazioni
Nel caso di incidenza critica, il seno dell’angolo cri- da discontinuità.
tico (ac) è uguale al rapporto fra le velocità nei due mezzi.
In questo caso si ha riflessione totale e si raggiungono
le condizioni per prendere in considerazione anche le (geofoni a terra o idrofoni in mare) per aumentare la sen-
onde di interfaccia (head waves), utilizzate nel metodo sibilità del sistema di acquisizione e migliorare il rap-
sismico a rifrazione. Infatti, per la legge di Snell, quan- porto segnalerumore. I gruppi possono essere spaziati
do l’angolo del raggio trasmesso (at) raggiunge il valo- di qualche decina di metri e i profili possono essere lun-
re di p2 si ha: senacV1V2 e anche acsen1 (V1 V2). ghi più chilometri. Nei rilevamenti terrestri il principa-
In fig. 10 sono mostrate la posizione di una sorgen- le rumore generato dalla sorgente è costituito dalle onde
te, la rifrazione all’interfaccia fra lo strato superficiale superficiali. Si può cercare di attenuare questa propaga-
(0) e il primo strato consolidato (1), la riflessione all’in- zione orizzontale rispetto ai segnali riflessi (verticali)
terfaccia (1, 2), le onde superficiali con il loro moto mediante opportuna disposizione dei geofoni sul terre-
retrogrado, la freccia che indica le onde dirette che vanno no all’interno dei gruppi.
dalla sorgente ai sensori investendo solo lo strato (0), Eventi anomali importanti sono le diffrazioni e le
l’onda acustica che si propaga in aria e infine le river- cosiddette multiple. Le diffrazioni avvengono quando il
berazioni (riflessioni multiple al tetto e alla base di stra- fronte d’onda incontra brusche discontinuità litologiche
ti sottili) in prossimità dei ricevitori. L’onda in aria, gene- o geologiche, che si comportano come sorgenti secon-
rata alla sorgente e avente una velocità di propagazio- darie che diffrangono l’energia incidente, disperdendo-
ne di 340 ms, costituisce un importante disturbo che la. Sono considerate rumore nella sezione sismica, che
può mascherare gli arrivi degli echi, specie nelle acqui- può essere corretta e ripulita nella fase di elaborazione
sizioni ad alta risoluzione per obiettivi prossimi alla mediante l’applicazione del cosiddetto processo di migra-
superficie. zione (fig. 11).
Nella moderna acquisizione sismica, ogni punto di Le multiple si hanno quando l’onda simica è riflessa
ricezione è normalmente costituito da gruppi di sensori più di una volta. Si distinguono in multiple a percorso

fig. 10. Raggi rifratti, onda d’aria ricevitori


riflessi, segnali multipli
e rumori generati diretta
dalla sorgente.
ground roll riverberazioni strato superficiale
ac r 0, V 0
rifrazione

riflessione strato 1: r1, V1

strato 2: r2, V2

254 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

fig. 12. Riconoscimento a b c


di alcuni tipi di multiple.
strato
superficiale
S S S

interfaccia
profonda

lungo e multiple a percorso corto (fig. 12). In quest’ul- il resto viene speso nella deformazione della cavità di
timo caso esse si presentano come coda degli eventi scoppio, nella generazione di onde superficiali, nell’as-
primari, con il risultato di mascherare i dettagli che si sorbimento selettivo in frequenza. In genere più il mezzo
vogliono investigare e conseguente riduzione della riso- in cui opera la sorgente è elastico, più alto sarà il conte-
luzione. Vi sono varie procedure atte a limitare l’effet- nuto in frequenza dell’ondina che caratterizza la sor-
to delle multiple, in particolare quella relativa alla gente. L’ampiezza dell’impulso generato dipende dalla
somma di più eventi che illuminano uno stesso punto quantità di carica Q (proporzionale a Q1/3) e così anche
in profondità partendo da posizioni (angoli) diverse, l’ampiezza della banda di frequenze del segnale.
oppure l’applicazione di filtri inversi (di deconvolu- Un’altra sorgente di energia utilizzata è rappresen-
zione). La fig. 12 mostra una schematizzazione della tata dai vibratori, pesanti veicoli, che producono oscil-
generazione di alcuni tipi di multiple nel caso di: a) lazioni meccaniche controllate e applicate a masse soli-
riflessione semplice; b) riflessione con multipla a corto dali a piastre premute contro il terreno. Essi rappresen-
periodo generata entro uno strato superficiale; c) mul- tano quindi sorgenti superficiali non impulsive e creano
tipla a lungo periodo. treni d’onda (di durata da 7 fino a 30 s). I vibratori tra-
Il mezzo in cui le onde si propagano influenza le loro smettono al terreno vibrazioni sinusoidali a frequenza
ampiezze, altera il contenuto di frequenza che le carat- variabile, riconducibile a un segnale convenzionale, pro-
terizza e agisce sulla fase delle varie componenti, defor- veniente da una sorgente a impulsi, solo dopo l’applica-
mandone l’aspetto. Una parte dell’energia è dissipata zione di procedure di correlazione incrociata fra il segna-
all’interno della Terra perché convertita principalmente le emesso dalla sorgente (registrato a ogni energizza-
in calore (l’energia decresce esponenzialmente con i zione) e la traccia sismica registrata, che comprende la
tempi di percorso). Il risultato consiste nell’assorbimento sovrapposizione di molti treni di onde, ciascuno dei quali
delle frequenze più alte e nella perdita di risoluzione. riflesso dalle discontinuità. I vibratori vengono impie-
gati in batterie fino a sei-otto unità operanti in modo sin-
Generazione dei segnali nel rilevamento sismico crono.
In sismica si illuminano le strutture geologiche del Nell’acquisizione marina la sorgente usata è rappre-
sottosuolo inviando segnali generati da sorgenti di ener- sentata da cannoni ad aria compressa, che agiscono con
gia controllate. A terra si possono usare sorgenti impul- un’iniezione improvvisa in mare di una bolla d’aria com-
sive quali, per esempio, il brillamento istantaneo di cari- pressa (si opera con pressioni di 170 bar o superiori), a
che di dinamite (da pochi grammi per alte risoluzioni e profondità da 3 a 10 m. Si impiegano batterie di cannoni
obiettivi superficiali fino a 30 kg per l’esplorazione petro- (fino a più di 30), di diversa capacità, opportunamente
lifera profonda o dove i terreni siano ritenuti sordi alla sincronizzati. La sincronizzazione può essere mirata all’al-
rilevazione dei segnali). Le cariche vengono poste in poz- largamento della banda di frequenza (in questo caso la
zetti perforati a profondità da 3 fino a 30 m, a seconda sincronizzazione è sul primo impulso), oppure a rag-
della quantità di esplosivo impiegato e nel rispetto delle giungere la massima penetrazione possibile (in questo
condizioni di sicurezza e del miglior accoppiamento con caso la sincronizzazione è sul primo impulso di bolla).
il terreno, con controllo del rumore generato. Il brilla- L’aria iniettata costituisce infatti una bolla che si espande
mento è telecomandato via radio dalla stazione di regi- finché la pressione idrostatica non riprende il sopravven-
strazione, avendo cura di calcolare in modo preciso l’i- to e quindi implode e ripete questo ciclo di oscillazione
stante di scoppio. L’energia utile ottenuta dall’esplosio- fino a raggiungere la superficie e liberarsi in aria. L’im-
ne di una carica non supera il 10% dell’energia liberata; piego di queste batterie di cannoni richiede l’installazione

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 255


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

sulla nave di compressori e di serbatoi per l’aria com- la rappresentazione del campo di moto completo. I geofo-
pressa, per assicurare la quantità d’aria necessaria e la ni sono piantati sul terreno generalmente in gruppi da
ripetibilità degli scoppi entro pochi secondi. L’intensità 12 fino a 24 per ogni punto di ascolto (traccia sismica),
di queste sorgenti si misura in bar sulla sfera di raggio con connessioni in serie e in parallelo al fine di mante-
1 m dal centro sorgente e dipende dai litri d’aria inietta- nere la linearità e di aumentare la sensibilità del dispo-
ti allo scoppio e che possono essere superiori a 100 l, con sitivo di ascolto, ovvero il rapporto segnale/rumore.
cannoni che liberano, ognuno, da 0,5 a 5 l. L’ascolto prevede da qualche centinaio di tracce atti-
Nella progettazione dei rilievi l’ottimizzazione della vate per ogni punto di scoppio, nei rilevamenti 2D, fino
sorgente viene eseguita in considerazione della profon- a più di mille nei rilevamenti 3D. Un’opportuna distri-
dità dell’obiettivo da investigare, del rapporto segna- buzione dei geofoni attorno a ogni punto di ascolto serve
lerumore, dell’impatto ambientale e dei costi. anche per ridurre l’effetto del rumore generato dalla sor-
gente (ground roll). La distanza fra le tracce è variabile
Registrazione dei segnali sismici in funzione della profondità dell’obiettivo e della riso-
Un rilievo sismico è costituito da un gran numero di luzione orizzontale richiesta (usualmente si opera con
punti di scoppio che sono allineati insieme ai sensori distanze da 30 a 50 m).
lungo profili (sismica 2D) o all’interno di un’area (sismi- Nei rilevamenti sismici marini si impiegano gli idrofo-
ca 3D). ni, costituiti da un nucleo di materiale ceramico piezoe-
Durante la progettazione di un rilievo è necessario lettrico che genera una tensione all’arrivo di un impul-
tener conto dell’obiettivo geologico perché la sua pre- so di pressione, prodotto nell’acqua dall’onda sismica.
sunta profondità condiziona i parametri geometrici. Un Dalle risposte in tensione si risale alle caratteristiche del
altro fattore riguarda le informazioni sulla trasmissività segnale. Gli idrofoni sono montati entro un cavo galleg-
dei mezzi in cui si vuole operare. È opportuno, infatti, giante, trainato da pochi ad alcuni metri di profondità,
considerare l’attenuazione dell’energia per divergenza sempre con più unità per ogni singola traccia. Un cavo
sferica, che dipenderà dalle velocità attese nell’area della sismico può essere lungo fino a 10 km, al traino di navi
prospezione; la ripartizione dell’energia per riflessioni opportunemente attrezzate, ed è mantenuto stabilmente
o conversione P-S con diminuzione dell’energia dispo- a profondità da 5 fino a 20 m, a seconda degli obiettivi
nibile per la trasmissione verso obiettivi profondi; l’e- del rilevamento.
nergia accumulata nelle multiple con possibile masche- Nelle prospezioni 3D il dispositivo sismico è costi-
ramento dei segnali e quindi la ricerca di soluzioni nel- tuito da almeno due cavi (lunghi di solito non più di
l’acquisizione per evitarle o per favorire la loro rimozione 8.000-10.000 m) e da più batterie di sorgenti (una per la
in fase di elaborazione dei dati. Il mezzo potrà poi favo- sismica 2D, generalmente due per la sismica 3D).
rire la dispersione dell’energia, se è costituito da strut- Il posizionamento del sistema di acquisizione terre-
ture che danno luogo a diffrazione, oppure potrà atte- stre lungo profili, che possono raggiungere svariati chi-
nuare le ampiezze per assorbimento e conversione del- lometri, è eseguito da una squadra topografica utiliz-
l’energia elastica in altre forme, principalmente in calore. zando il rilevamento satellitare nella modalità differen-
I sensori per i rilevamenti sismici terrestri sono i ziale. Nelle valli molto strette e nelle zone boschive, ove
geofoni, con i quali si effettua la rilevazione dei segna- il segnale del satellite è mal ricevuto, si deve ricorrere
li sismici sfruttando lo spostamento relativo di una bobi- alla strumentazione topografica classica. In mare si ricor-
na mobile, sospesa mediante molle all’interno di un con- re a sistemi che integrano le informazioni da satellite con
tenitore, rispetto a un magnete solidale con il terreno. le indicazioni di rotta e di velocità della nave e con il
Tanto più il magnete sarà spinto nel terreno grazie a una controllo automatico delle coordinate dei punti di ener-
punta fissata alla base del contenitore, tanto migliore gizzazione e delle distanze prefissate tra di essi.
sarà l’accoppiamento del geofono con il terreno stesso. L’organizzazione delle operazioni prevede geome-
La bobina è sospesa con una molla ed è costituita da un trie di energizzazione-registrazione tali da favorire l’il-
filo buon conduttore di corrente. Il magnete si muove luminazione multipla di punti in profondità (copertura).
all’arrivo dell’onda sismica mentre la bobina (massa iner- Uno schema è mostrato in fig. 13, ove è indicata la posi-
ziale) resta ferma. Il movimento relativo produce una zione in superficie di una sorgente e di un dispositivo di
forza elettromotrice e una corrente ridotta sulla bobina, registrazione costituito da 24 tracce. I raggi indicano la
proporzionale al numero di linee di forza del campo propagazione dell’energia che, per strati piani e paral-
magnetico tagliate, vale a dire nell’unità di tempo e alla leli e mezzi omogenei, raggiunge in profondità il punto
velocità relativa della bobina rispetto al magnete. Il sen- a distanza intermedia fra sorgente e ricevitore. La distan-
sore misura dunque una velocità del moto del terreno za fra i punti illuminati in profondità sarà pari alla metà
che è detta velocità delle particelle. In generale si misura della distanza fra le singole tracce in superficie. Spo-
la componente verticale del segnale. Si possono anche stando conformemente sorgente e dispositivo di ascolto
impiegare sensori multicomponenti per potere utilizzare si può ottenere lo schema di copertura indicato in fig. 13.

256 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

L’allineamento a indica i punti del sottosuolo illumina- passaggio a 24 bit nella conversione AD (analogicodigi-
ti da più punti di scoppio. I segnali relativi allo stesso tale), utilissimi per aumentare la dinamica dei registra-
punto di sottosuolo illuminato vengono sommati per tori e per il controllo delle escursioni delle ampiezze del
migliorare il rapporto segnale/rumore (con 24 tracce, segnale e del rumore. L’escursione dinamica di un siste-
effettuando l’energizzazione a intervalli pari alla distan- ma di registrazione è definibile come il rapporto fra il
za in superficie fra le tracce, si illumina lo stesso punto segnale più grande che il registratore può trattare entro il
in profondità fino a 12 volte o, come si dice, ‘in coper- suo campo di linearità e il segnale più piccolo (corri-
tura 12’). L’allineamento b riguarda punti in profondità spondente al livello del rumore elettronico dello stru-
che sono stati registrati da sensori posizionati nello stes- mento) che esso può riconoscere. L’escursione è misura-
so punto in superficie, dove gli echi registrati sono influen- ta sul segnale analogico in ingresso A2 ed è espressa in
zati da natura, proprietà e spessori degli strati più super- decibel sul livello del rumore A1: 20 log10 (A2 A1). Poi-
ficiali, generalmente alterati (strato aerato) e con basse ché l’ampiezza del segnale registrato è funzione della
velocità di propagazione delle onde sismiche (tutti que- distanza sorgente-ricevitore (specie per l’onda diretta e
sti subiranno la stessa correzione per la posizione dei per le onde superficiali) eo della profondità del rifletto-
sensori, detta correzione statica). L’allineamento c si rife- re, prendendo come riferimento un sensore prossimo alla
risce a punti in profondità che sono stati registrati da sen- sorgente, è possibile prevedere per i sensori più lontani
sori posti alla stessa distanza dalla sorgente e che saran- (a 5-8 km) un’attenuazione di 70 dB per divergenza sfe-
no soggetti alla stessa correzione dinamica. rica, 20 dB per ripartizione dell’energia alle interfacce e
Nell’acquisizione sismica terrestre, scoppi e punti di 20 dB per i fenomeni di assorbimento e dispersione, per
registrazione vengono riferiti sempre a un piano comu- un totale di 110 dB di attenuazione. Occorre osservare che
ne di riferimento; gli spostamenti in tempo, necessari per è possibile tentare il recupero del segnale immerso nel
queste equalizzazioni, sono ricavati con acquisizioni e rumore ambientale se si ha un rapporto fra le loro ampiez-
modellizzazioni proprie della sismica a rifrazione e costi- ze non inferiore a 20 dB. In conclusione, è necessario un
tuiscono le ‘correzioni statiche’ con cui si valutano spes- sistema di registrazione che abbia la possibilità di tratta-
sori e velocità dello strato più superficiale (areato) e tempi re ampiezze pari ad almeno 130 dB. L’escursione dina-
di attraversamento necessari per le correzioni dei punti mica istantanea è controllata dal numero di bit a disposi-
di scoppio e di registrazione. Le correzioni statiche richie- zione del convertitore AD e un registratore con 24 bit può
dono spesso misure dedicate, effettuate con stendimen- mettere a disposizione 144 dB di escursione dinamica.
ti utili per la rifrazione a piccola profondità, oppure pos- I sistemi di registrazione comunemente impiegati a
sono trarre vantaggio dalla misura delle velocità median- terra consistono di unità remote che possono gestire uno
te energizzazioni a diverse profondità in pozzetti o due canali d’ingresso, su ognuno dei quali confluiscono
appositamente perforati e registrazioni in superficie. i segnali raccolti da gruppi di 12 o più geofoni collega-
La prima rivoluzione nelle tecniche di acquisizione ti fra di loro in serie e in parallelo, condizioni obbliga-
e nell’elaborazione dati si è avuta con l’introduzione torie per migliorare la sensibilità di ogni punto di ascol-
delle tecniche digitali negli anni Sessanta. Una seconda to mantenendo sotto controllo le caratteristiche di linea-
rivoluzione si è verificata negli anni più recenti con il rità nella risposta dei sensori. Ogni unità remota incorpora

d
fig. 13. Copertura dei punti
sorgente
in profondità.
1 posizione dei geofoni in superficie 24

superficie

d/2
orizzonte
posizione in profondità riflettente
1 24
1 24
1 24
1 24
1 24
1 24
a b c

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 257


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

convertitore A/D In fig. 14 è mostrato lo schema della strumentazione


geofoni modulo di acquisizione con un’unità remota. In fig. 15 è illustra-
••• di controllo to un esempio di restituzione per il controllo di uno scop-
amplificatore variabile pio registrato da 120 canali con lo schema della propa-
unità remota gazione dell’energia e degli eventi riflessi da interfacce
monitor di assegnati coefficienti di riflessione (R 1,2; R2,3). All’au-
mentare della distanza dalla sorgente (offset) i tempi di
scrittura riflessione (tempi di andata, dalla sorgente, e di ritorno,
registratore dati ai geofoni) si allungano in funzione dell’aumento del per-
corso dell’onda. Le curvature, osservabili nelle correla-
fig. 14. Schema delle strumentazioni zioni laterali degli eventi riflessi, seguono l’andamento
di acquisizione e registrazione dati. di iperboli controllate dai tempi di riflessione, dalle distan-
ze dalla sorgente e dalla velocità di propagazione nel
mezzo. In fase di elaborazione, tali curvature devono esse-
eventuali filtri, analogici o digitali, imposti dal passo di re corrette una volta definite le velocità di propagazione
campionamento adottato, un amplificatore a guadagno del disturbo sismico. In fig. 16 è riportata la stessa regi-
variabile per controllare ampiezze troppo grandi o trop- strazione di fig. 15, con l’indicazione dei primi arrivi ri-
po piccole in modo da mantenere il livello di uscita entro fratti comprensivi delle loro riverberazioni in corrispon-
limiti determinati e accuratamente monitorati, un con- denza dello strato più superficiale, della traccia del distur-
vertitore AD, una memoria di transito per i dati digita- bo riferibile alla propagazione di energia acustica in aria,
lizzati. Il segnale registrato viene inviato, generalmente del cono delle onde superficiali e dell’effetto di masche-
via cavo, a un registratore, ove è installato un modulo di ra sui riflettori R1 … R5 di tutti questi rumori.
controllo di tutte le operazioni da effettuare in campa- Le operazioni da effettuare in campagna richiedono
gna e in particolare delle sequenze dei punti di energiz- inoltre l’impiego di mezzi speciali di perforazione e per
zazione e di ascolto, con gli strumenti per le calibrazio- il trasporto delle persone e della strumentazione. In situa-
ni, i dispositivi per la trasmissione dei comandi alle unità zioni di topografia accidentata, o comunque con diffi-
remote e la raccolta sequenziale dei dati digitalizzati. Vi coltà di accesso, si possono anche impiegare elicotteri
sono poi installate unità periferiche per il monitoraggio per movimentare persone, materiali e perforatrici elitra-
di ogni energizzazione e per l’immagazzinamento fina- sportabili, al fine di salvaguardare la regolarità del rile-
le delle registrazioni. I collegamenti e la trasmissione dei vamento.
dati sono effettuati via cavo, oppure via radio, con fibra Durante la fase di acquisizione, è essenziale un con-
ottica, con sistemi laser, via satellite. tinuo e preciso controllo di qualità, con l’approntamento

energizzazione linea d’ascolto


offset

0,0

strato 1

R1,2 R1,2
0,4
strato 2
riflessioni

R2,3
R2,3
strato 3
0,8

t (s)
registrazione sismica

fig. 15. Monitoraggio in acquisizione.

258 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

0,0
prim
i arr
ivi (
R1 1 .600
rive m/s
rbe )
R2 raz
ion
i

ond
a in
0,4

aria
grou

(34
R3

0m
nd r
R4

/s)
oll (
250
-330
0,8 R5
t (s)

m/s
)
registrazione sismica

fig. 16. Riconoscimento nel monitor di riflettori e di rumori generati dalla sorgente.

di un ufficio in loco, provvisto di calcolatori e di pro- direzione nello spazio (sezioni verticali) e qualsiasi livel-
grammi in grado di effettuare anche l’elaborazione preli- lo lungo l’asse dei tempi di riflessione (sezioni orizzon-
minare delle sezioni sismiche. L’impiego di macchinari e tali) (Bertelli et al., 1993) .
strumentazioni costosi e la complessità sempre maggio- Gli sviluppi più recenti nel settore riguardano la sismi-
re delle operazioni da effettuare richiedono personale tec- ca quadridimensionale (4D), l’acquisizione a quattro
nicamente ben preparato e il controllo continuo dell’effi- componenti (4C) e gli studi sull’anisotropia. Il metodo
cienza delle apparecchiature e delle procedure adottate. 4D richiede la ripetizione del rilevamento 3D dopo qual-
Fra il progetto e la sua realizzazione effettiva si sovrap- che anno (l’intervallo di tempo rappresenta la quarta
pongono spesso vincoli ambientali, problemi di accesso dimensione) per controllare eventuali cambiamenti subi-
alle proprietà private e di sicurezza. Per non rinunciare ti da un campo a gas o a olio, come la variazione dei flui-
alla qualità, ogni modifica rilevata in campagna deve di che saturano i pori (per esempio, la variazione del con-
essere confrontata con la necessità di mantenere un buon tatto acqua-olio) e la pressione nei pori. Questi indici si
rapporto segnalerumore. Il controllo è di importanza osservano nella variazione delle ampiezze degli eventi
essenziale nei rilevamenti 3D in cui sono interessate aree riflessi dalle stesse interfacce. Nella prima indagine si
ampie decine di km2 e in cui le variazioni rispetto al piano perviene alla conoscenza dell’assetto del sottosuolo, nella
teorico iniziale sono all’ordine del giorno. Lo sviluppo seconda si possono osservare le variazioni conseguenti
delle tecniche 3D è stato favorito dal numero dei canali agli interventi sui fluidi che saturano i pori.
che un sistema di acquisizione può gestire, grandemen- Alcuni giacimenti possono essere meglio identifica-
te aumentato con il progresso delle tecnologie elettroni- ti e monitorati registrando anche le onde S. Le onde S
che. Possono essere impiegati vari dispositivi di distri- possono essere, infatti, più sensibili al contrasto di impe-
buzione in campagna dei punti di registrazione e dei punti denza per certe interfacce, che così risulteranno meglio
di scoppio (Cordsen et al., 2000). Considerando i note- risolte rispetto alle immagini ottenute dalle onde P. In
voli costi e la complessità delle operazioni, ogni rilievo pratica si possono acquisire segnali secondo due com-
sismico viene preceduto da un accurato studio di fatti- ponenti orizzontali e una verticale, riproducendo anche
bilità volto, fra l’altro, a definire le distribuzioni otti- l’intensità del vettore risultante. Si parla in tal caso di
mali delle linee dei geofoni e di energizzazione (con- acquisizione 4C (Tatham e McCormack, 1991). Questa
trollo degli offset massimi e minimi, degli azimut, delle acquisizione si può effettuare anche in ambiente mari-
coperture e delle dimensioni di ogni areola illuminata no, utilizzando cavi con i sensori adagiati sul fondo.
dai fronti d’onda in sottosuperficie, chiamata bin e cor- Usualmente si tratta il sottosuolo come un mezzo ete-
relata al grado di risoluzione che si può ritenere ottima- rogeneo ma isotropo. Il passo verso l’anisotropia nei rile-
le per il rilevamento, ecc.). I dati ottenuti costituiscono vamenti 4D e 4C è legato alla necessità di tenere conto
alla fine un volume che può essere analizzato (seziona- delle variazioni della velocità con la direzione (varia-
to) al calcolatore nei più svariati modi, secondo qualsiasi zione azimutale), oppure con la stratificazione secondo

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 259


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

la verticale (mezzo trasversalmente isotropo), che porta t


a valori di velocità orizzontali superiori a quelli vertica-
li (trasversali alla stratificazione). 1
V2
Rilevamento sismico a rifrazione
ti
Il metodo a rifrazione è stato il primo a essere impie-
1
gato nell’esplorazione sismica dei giacimenti petrolife-
V1
ri, con lo scopo di individuare l’estensione del tetto dei
x
duomi salini negli Stati meridionali degli USA, ma anche
l’andamento di estese formazioni geologiche costituen- S G
ti la copertura di serbatoi di olio in Iran, negli anni Venti x
del 20° secolo.
αc
Attualmente viene preferito il metodo a riflessione h
perché fornisce una maggiore quantità di informazioni αc
sotto forma di immagini. L’industria petrolifera utilizza 1
V1 • ∆t
la sismica a rifrazione unicamente per lo studio degli
strati più superficiali, in particolare nei rilievi terrestri, 2
al fine di correggere la loro influenza sui tempi di pro- V2 • ∆t
pagazione degli eventi riflessi a causa dell’estrema varia-
bilità in spessori e velocità che li caratterizzano e che
possono deformare la rappresentazione in tempo degli
z
orizzonti profondi nella sezione (x, t). Gran parte della
qualità delle sezioni sismiche dipende infatti dalla buona
valutazione delle correzioni statiche. fig. 17. Rifrazione a un’interfaccia.
Esistono altre situazioni per le quali la sola rifles-
sione non può fornire risultati univoci: è il caso, per esem-
pio, di molte prospezioni marine nelle quali si fa uso di Una spiegazione semplice del meccanismo è data dal
OBS (Ocean Bottom Seismometres) e di riflessioni a principio di Huygens, che afferma che ogni punto di un
grande angolo e delle rifrazioni collegate. L’interpreta- fronte d’onda rappresenta una sorgente secondaria di
zione si effettua analizzando eventi a riflessione totale, onde sferiche e che il successivo fronte d’onda è forma-
a distanze dalla sorgente dipendenti dall’angolo critico to dall’inviluppo di tutte le onde sferiche così generate.
di incidenza sull’interfaccia esplorata, e osservando le Si chiamano dromocrone le curve in un diagramma
rifrazioni dalla stessa interfaccia; questa sarà caratteriz- (x, t), luogo dei punti corrispondenti ai primi arrivi su
zata dalle ampiezze delle riflessioni a grande angolo e sismogrammi distribuiti incrementando la distanza x. Le
dalle velocità ottenute dalle dromocrone secondo il meto- dromocrone mettono in evidenza le onde dirette e gli
do a rifrazione. arrivi rifratti da interfacce che separano sempre strati con
La velocità di propagazione delle onde sismiche velocità maggiore di quelli sovrastanti.
all’interno dei corpi rocciosi è dell’ordine di poche cen- In fig. 17 è mostrata un’onda P incidente su un’inter-
tinaia di ms per gli strati superficiali e di alcune migliaia faccia con angolo critico ac. Il punto di impatto diventa
di ms per i livelli in profondità, ove i pori sono satura- sorgente di una nuova onda che si propaga nel mezzo 1
ti in acqua (tavola d’acqua). Nell’acqua la velocità è di con velocità V1 e nel mezzo 2 con velocità V2, più ele-
1.500 ms, nei sedimenti compattati sale rapidamente con vata. Nello stesso intervallo di tempo D t i percorsi nei
la profondità a 2.000 m/s e supera spesso i 3.000 ms. due mezzi sono diversi ma l’energia generata all’inter-
Le formazioni carbonatiche hanno velocità dell’ordine faccia costruisce un fronte d’onda che, rilevato in super-
dei 5.000 ms: 5.800 per le dolomie e fino a più di 6.000 ficie da un’appropriata distribuzione di geofoni (G), per-
ms per le anidriti. Il basamento cristallino ha velocità mette di valutare la pendenza 1V nel grafico ove sono
di circa 6.000 ms, le rocce basiche della crosta infe- tracciate le dromocrone (in figura, quella delle onde diret-
riore raggiungono i 7.000 ms, mentre 8.000 ms è la te e quella delle onde rifratte dall’interfaccia). L’estra-
velocità alla base della crosta inferiore, tetto del man- polazione dell’onda rifratta fino all’incidenza con l’as-
tello superiore. se dei tempi fornisce il parametro ti (tempo intercetto)
Nel metodo sismico a rifrazione si considerano le con cui si calcola lo spessore h dello strato indagato:
onde criticamente rifratte con energia che è trasportata htiV12cosac.
come onda di testa all’interfaccia fra un mezzo più velo- Problemi sorgono quando l’interfaccia è pendente e la
ce e uno strato sovrastante più lento. Ogni punto del- velocità misurata sulla dromocrona risulta solo apparen-
l’interfaccia può ritrasmettere energia al mezzo più lento. te, oppure quando vi sono più interfacce che si intendono

260 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

risolvere e quando la morfologia delle interfacce non è S1 S2 S3 S4 ricevitore


più uniforme. In questi casi si deve ricorrere a più scop- li3 li4
pi, a profili continui, a scoppi fuori linea per avere ridon-
S5 S6 S7 S8
danza di dati e coprire tutte le posizioni dei geofoni che
li7
possono ricevere eventi dal rifrattore indagato e prove- li6
nienti da scoppi coniugati. S9 S10 S11 S12
In fig. 18 sono illustrate le curve tempodistanza tipi- li9 li10
che per rifrazioni da una superficie pendente che sepa- sorgente
ra due mezzi con velocità V2V1. Gli eventi rifratti in S13 S14 S15 S16
questo caso non si allineano secondo velocità reali, ma
secondo velocità apparenti definite dall’inclinazione
diversificata dei tratti di dromocrona, legata all’angolo
di pendenza della superficie, alla velocità V2 e alla dire- fig. 19. Percorso del raggio
zione di propagazione del segnale (da B verso A, o vice- dalla sorgente al ricevitore
versa). Solo le onde dirette sono individuate da penden- attraverso un mezzo suddiviso in celle.
ze reali 1V1. L’inversione dei dati osservati per ottene-
re il modello in profondità è un processo laborioso, ma
risolvibile con due scoppi coniugati (A e B) agli estremi In tomografia si utilizza il parametro slowness: s(x)
della base di registrazione e con la valutazione delle pen- 1V(x), che viene introdotto nel modello che descrive
denze apparenti delle dromocrone. Si possono infatti il mezzo. Il modello è suddiviso in celle, più o meno
ricostruire l’angolo di incidenza critica icsen1(V1V2), regolari, caratterizzate ognuna dal suo parametro s(x).
la pendenza dell’interfaccia a, le profondità hA e hB. La misura dei tempi di arrivo t sarà funzione della distri-
Se il rifrattore non è piano, è necessario eseguire dei buzione delle velocità, l’incognita del problema, e il rag-
veri e propri profili a rifrazione, muovendo stendimen- gio, nel suo percorso dalla sorgente al ricevitore (fig. 19),
ti e sorgenti. L’interpretazione si complica quando sono è controllato a ogni limite della cella dalla legge di Snell
presenti più rifrattori, talvolta ognuno con una propria ovvero dal principio di Fermat, perché i raggi si propa-
pendenza. Si può procedere risolvendo la conversione in gano secondo il cammino l che percorrono nel tempo
profondità per il primo rifrattore e da questo, preso come più breve. Il tempo di percorrenza è tiSj lij sj (con rife-
nuovo riferimento, si passa al secondo e così via. In con- rimento alla fig. 19, j va da 1 a 16); in termini matricia-
clusione anche la sismica a rifrazione richiede metodi di li tale relazione si scrive: tL s, ovvero: sL1 t. Poi-
elaborazione e di interpretazione mediante modellistica ché L non è invertibile e dipende da s, il problema non
più o meno complessa (Telford et al., 1990), basata essen- è lineare. Con metodi iterativi e varie approssimazioni
zialmente sulla ridondanza dei dati osservabili; ciò può si può tuttavia trovare la soluzione. Questo schema di
favorire anche l’applicazione, sempre più comune, di procedura è applicabile anche a eventi riflessi, sempre
tecniche tomografiche per la restituzione diretta delle al fine di ottenere una distribuzione velocità-profondità.
strutture velocità-profondità. In fig. 20 sono rappresentate le dromocrone e la suc-
cessiva elaborazione tomografica per un profilo a rifra-
zione: il caso si riferisce a uno stendimento di 24 tracce
t con geofoni singoli a distanza di 2 m, energizzazione
con cannoncino esplodente pallottole in pozzetti di
qualche decina di centimetri, scoppi anche fuori dallo
ti,B
stendimento, ma in linea con esso, per una maggiore
ti,A ridondanza nei dati rifratti in profondità. Le celle sono
1
V1 quadrati di 1 m per 1 m e le velocità rilevate sono rap-
x
presentate mediante un pannello di colori. Sono sovraim-
posti i percorsi fatti da una selezione di raggi che muo-
A B
vono dai punti sorgente e vengono rifratti in funzione
x delle profondità raggiunte e degli angoli di incidenza e
hA ic trasmissione definiti dai contrasti di velocità. Il traccia-
V1
hB mento dei raggi serve a rappresentare la copertura delle
ic
celle e la significatività dell’inversione. La posizione dei
V2
punti di scoppio è ben individuata e corrisponde ai punti
α di partenza dei raggi in superficie. La natura del terre-
no è rappresentata da flysch eocenico con materiali alte-
fig. 18. Strato pendente e scoppi coniugati. rati marnoso-arenacei, da terreno agricolo in prossimità

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 261


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

606
726
846
966
1.086
1.206

velocità (m/s)
1.326
tempo (ms)

1.446
1.566
1.685
1.805
1.925
2.045
2.165
2.285
2.405
distanza orizzontale (m)
13,8 29,6 45,4 61,2 2.525
profondità (m)

11,6

fig. 20. Elaborazione di un profilo a rifrazione mediante modellizzazione tomografica:


dromocrone, raggi e velocità rappresentati con un pannello di colori.

della superficie e da banchi di arenarie sottili, alternati, 24) e per ognuno è indicato il valore dell’amplificazio-
a circa 8 m di profondità. ne assegnata in registrazione tramite l’amplificatore a
guadagno variabile (l’amplificazione ha la funzione di
Elaborazione e trattamento mantenere tutte le ampiezze del segnale su valori suffi-
dei dati sismici a riflessione cientemente elevati, entro i valori massimi che limitano
Con la rivoluzione digitale, la squadra sismica si è la linearità degli strumenti di registrazione). Il sismo-
trasformata in gruppo di acquisizione dati ed è stato gramma costituisce la traccia sismica, corrispondente
necessario creare centri di elaborazione dotati di poten- all’acquisizione di un gruppo di geofoni. La lunghezza
ti calcolatori. I progressi nel campo dell’elaborazione in tempo nella prospezione può andare da 5 a 10 s e la
sono stati immediati e sono andati di pari passo con lo quantità di informazioni dipende dal passo di campio-
sviluppo degli studi teorici e con il miglioramento delle namento, dal numero di bit del convertitore e dal nume-
strumentazioni e delle risorse informatiche. Le società ro di tracce attivate per una data energizzazione. Ogni
di servizio specializzate nell’elaborazione di dati sismi- singola registrazione arriva a utilizzare quindi varie deci-
ci sono inoltre diventate gli utenti principali dei grandi ne di megabyte.
elaboratori per il calcolo. La potenzialità crescente delle Il sismogramma riporta i segnali riflessi (le risposte)
stazioni di lavoro e dei personal computer di nuova gene- dalle interfacce (oggetto della prospezione e i cui tempi di
razione ha riportato l’elaborazione a stretto contatto con occorrenza non sono prevedibili). Elaborate, interpretate
la squadra di acquisizione per le necessità del controllo e integrate con altre informazioni disponibili, le risposte
di qualità. sono attribuibili alle variazioni delle proprietà meccaniche
Nell’ambito dell’elaborazione e del trattamento dei del mezzo che danno origine alle riflessioni. Le proprietà
dati sismici, è fondamentale il sismogramma, serie tem- del mezzo attraverso cui si propaga l’energia sismica pos-
porale costituita da una sequenza di campioni presi a sono variare molto rapidamente e ciò determina un’alte-
intervalli di tempo predefiniti (in genere di 2 ms, ma razione dei percorsi dei raggi e una variabilità delle ampiez-
anche di 1 ms, o meno, per l’alta risoluzione). I cam- ze del segnale sismico. Queste immagini rappresentano un
pioni sono rappresentati dai bit disponibili nel converti- quadro deformato del sottosuolo e necessitano di un’ela-
tore analogico-digitale (ne sono richiesti generalmente borazione per poter essere analizzate e interpretate.

262 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

Gli obiettivi dell’elaborazione possono essere ricon- impiega un’ondina controllata in ampiezza e nella banda
dotti ai seguenti: attenuazione del rumore, sia generato di frequenze che è possibile generare e osservare al ritor-
dalla sorgente sia ambientale (dovuto, per esempio, all’ef- no in superficie degli echi. Le alte frequenze, però, anche
fetto del vento, alle attività umane o al traffico); rimo- se sono contenute nel segnale usato come sorgente, ven-
zione degli effetti del condizionamento del segnale a gono rapidamente assorbite a distanza relativamente breve
opera del mezzo in cui si propaga e del sistema di regi- dal punto di energizzazione.
strazione adottato (operazione che si traduce nel recu- In fig. 21 sono illustrate l’ondina di Ricker che simu-
pero delle ampiezze reali degli eventi sismici osserva- la, per una situazione vicina a quella reale, una sorgente
bili sulla registrazione e nell’incremento della risolu- impulsiva e l’ondina di Klauder, che simula una sorgen-
zione temporale o verticale); recupero della corretta te vibrometrica, confrontata con l’impulso ideale di dura-
posizione dell’energia distribuita lungo la traccia sismi- ta infinitesima. La durata dell’ondina (o la sua lunghez-
ca con incremento della risoluzione orizzontale. za d’onda in termini spaziali) controlla la risoluzione nella
Alcune operazioni possono essere iterate fino al rag- sezione sismica. La risoluzione rappresenta la capacità
giungimento di un risultato soddisfacente. In queste fasi, di distinguere sulla sezione sismica due eventi, separati
un analista è chiamato ad affrontare più di dieci inter- spazialmente. La separazione verticale è funzione della
venti di valutazione. L’analista, in particolare, deve: sele- frequenza dominante nel segnale, cui si associa una lun-
zionare la sequenza delle elaborazioni più appropriate ghezza d’onda l e corrisponde una regola empirica in
per i dati sismici presi in considerazione, in funzione base alla quale si possono distinguere orizzonti separati
degli obiettivi geologici della prospezione, dell’ambiente di l 4. Considerando, come già si è accennato, che le alte
in cui si è operato, dei parametri di acquisizione, delle frequenze non penetrano in profondità, si può affermare
sorgenti usate (incremento del rapporto segnalerumo- che la risoluzione diminuisce con la profondità. La sepa-
re); individuare gli appropriati parametri da definire nel- razione orizzontale (r) fra due oggetti da distinguere è
l’ambito di ogni processo; valutare il risultato ottenuto controllata dalla spaziatura fra i ricevitori in superficie,
e correggere ogni impropria selezione dei parametri. ma soprattutto dalla frequenza dominante ( f ) e dalla velo-
Le fasi principali dell’elaborazione (Yilmaz, 2001) cità (V ) dell’ondina segnale sull’obiettivo (posto al tempo
sono tre e riguardano: l’applicazione di filtri inversi o di di riflessione t); tali grandezze sono legate dalla relazio-
deconvoluzione (la deconvoluzione è un processo volto ne di Fresnel r(t 2 f )1/2. Più in generale il segnale sismi-
a restituire all’onda sismica la forma che aveva prima co può riconoscere eterogeneità nel mezzo in cui si pro-
dell’azione di filtraggio del sottosuolo); la somma delle paga solo se la sua lunghezza d’onda principale (l) è
tracce che hanno illuminato lo stesso elemento in profon- minore delle dimensioni lineari (lungo x, y, z) dell’og-
dità; la migrazione dei dati dalla loro posizione appa- getto da individuare. Si hanno in tal caso riflessioni dal
rente, nelle immagini sismiche registrate, alla posizione tetto e dalla base dell’oggetto secondo le leggi di propa-
reale (nella sezione in dominio tempi o direttamente nella gazione dei segnali. Se invece l è dello stesso ordine di
sezione in dominio profondità ottenute dai processi di grandezza delle dimensioni lineari dell’oggetto, questo
migrazione precedenti la stratificazione). Gli altri passi si comporterà come un punto di diffrazione e disperderà
dell’elaborazione servono essenzialmente per preparare l’onda incidente in tutte le direzioni. Se l è superiore alle
i dati e per ottenere i migliori risultati dalle tre fasi prin- dimensioni lineari dell’oggetto, questo non sarà in alcun
cipali. Mentre sarebbe opportuno utilizzare come segna- modo visto e sarà considerato parte di un mezzo omoge-
le ideale un impulso di durata infinitesima, di fatto si neo, privo di discontinuità.

fig. 21. Ondine


1
caratterizzanti le sorgenti.

impulso ideale

ondina Klauder

20 0 20 t (ms)

ondina Ricker

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 263


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

superficie nell’inversione gravimetrica che richiede nei modelli


densità rapportate a variazioni di velocità sismiche.
La velocità è utilizzata per convertire i tempi di rifles-
sione t (tempi a due vie o di andata e ritorno) in profon-
Vk, tk, zk, kmo strato dità (z). In una sequenza sedimentaria stratificata si ha:
zVmedia t2, con VmediaSk VkDtk (SkDtk) e K1…n. In
fig. 22 è mostrata la suddivisione di un mezzo stratifi-
cato in intervalli caratterizzati da spessori zk, tempi di
nmo strato attraversamento Dtk, velocità intervallari Vk. Il fenome-
no della propagazione dell’onda dalla sorgente attraver-
fig. 22. Suddivisione di un mezzo stratificato so il sottosuolo per ritornare al ricevitore, posto a una
in intervalli. qualsiasi distanza da questa, è però regolato dalla velo-
2S V 2 Dt  (S Dt )] perché
cità quadratica media Vrms [Vrms k k k k k
i raggi non si propagano in linea retta ma secondo il cam-
Analisi di velocità mino al quale corrisponde il tempo minimo di percor-
Le velocità di propagazione delle onde sismiche sono renza. Questa velocità è usata, dopo alcune semplifica-
misurabili con una buona precisione in pozzo. Nell’ela- zioni e approssimazioni, per correggere i tempi di rifles-
borazione dei dati sismici l’andamento della velocità in sione (t) raccolti alla distanza (x) dalla sorgente rispetto
funzione dei tempi di riflessione è un’informazione neces- al tempo verticale (t0) con le cosiddette correzioni dina-
saria per correggere il dato e poter effettuare le somme miche (fig. 23). Se Vrms è la velocità nel mezzo, allora
per i punti comuni in profondità; pertanto serve, indi- t 2t02 x2Vrms
2 è la relazione che corrisponde a un’iperbo-

rettamente, nell’interpretazione per differenziare le rocce, le ma che si può semplificare in: tt0Dtx2(2t0 Vrms 2 ).

rivelare la presenza di fluidi e così via. È questa l’approssimazione parabolica che consente,
La velocità di propagazione delle onde sismiche dipen- misurando Dt sui dati osservati, di calcolare la velocità
de dalle proprietà del mezzo ed è sensibile ai fluidi con- per ogni tempo verticale t0, essendo x noto dalle geo-
tenuti nei pori. La porosità (f) delle rocce sedimentarie metrie di acquisizione. Le procedure che permettono di
è legata alla densità della roccia (rr), a quella della matri- valutare per ogni riflettore evidenziato la differenza Dt
ce (rm) e alla densità dei fluidi contenuti nei pori (rf) e quindi una funzione di velocità (in funzione dei tempi
secondo la relazione: rrfrf(1f)rm ; inoltre è lega- di riflessione normali) sono svariate. Viceversa, si può
ta alle velocità sismiche nella roccia, nella matrice e nei utilizzare la funzione di velocità per effettuare la corre-
fluidi presenti (Vr , Vm , Vf ) secondo la legge di Wyllie: zione dinamica dei dati con il risultato di avere ogni trac-
1Vr[f/Vf ][(1f)Vm]. La relazione fra densità e velo- cia in corrispondenza di una sorgente virtuale, con la
cità è data invece dalla relazione empirica: r103 0,31 rappresentazione di tutte le registrazioni riferite ai soli
V 0,25, con V espresso in ms e r in kgm3. Tale relazio- tempi di incidenza normale.
ne è poco utile nella valutazione delle impedenze acusti- Corretti i dati per i vari Dt, è possibile eseguire la
che e della sequenza delle riflettività, mentre è adoperata somma (stack) di tutti i punti comuni in profondità,

fig. 23. Assemblaggio


delle riflessioni 1
che interessano uno stesso
punto in profondità 2
illuminato da diverse
sorgenti e organizzazione 3
dei dati secondo
le distanze (offset) 4
e le differenze Dt
nei tempi di arrivo. 5

6
x Dt
S•
6
• • • S•
2
• G•
2
• • • G•
6
t0

264 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

fig. 24. Sezione sismica 0 600 1.200 1.600 2.400 3.000 3.600 4.200 4.800 5.400 m
migrata e convertita 0,0 1
in profondità.
0,2

0,4 linea migrata 2

0,6 3
0,8
4

km
1,0

1,2 5

1,4
6
1,6

1,8

2,0 sezione convertita in profondità

illuminati secondo le scelte geometriche di acquisizione con i metodi della sismica a rifrazione) che mostrano
(v. ancora figg. 23 e 13). Le analisi di velocità possono spesso variazioni improvvise e forti. La velocità sismi-
dare valori di Dt attendibili per tempi di riflessione rela- ca generalmente aumenta con la profondità (z) secondo
tivamente limitati, governati dalle distanze x dalla sor- un gradiente rappresentato da un’equazione del tipo:
gente (offset) e dai tempi di riflessione fino ai quali è VV0kz, dove k è un parametro dipendente dalle lito-
ancora possibile determinare i valori Dt (tt0 diminuisce logie del bacino sedimentario in esame. Solitamente si
con la profondità, ovvero al crescere dei t0). Trovata una parte da valori V0 di 1.500-2.000 ms per arrivare a V
funzione di velocità si può risalire alle velocità di singo- superiori a 5.000 ms per profondità di qualche chilo-
li intervalli immaginati come limite di formazioni geolo- metro. In fig. 24 è rappresentata una sezione sismica ela-
giche tramite la relazione di Dix: VN2(V2rms
2 T V 2 T )
N2 1rms N1 borata e convertita in profondità. Per ottenere la conver-
/(TN2TN1), ove gli indici indicano le velocità quadrati- sione è stato utilizzato un campo con la distribuzione
che medie per le interfacce 1 e 2 al tetto e alla base del- delle velocità medie lungo tutta la sezione. Si può osser-
l’intervallo per il quale si vuole valutare la velocità inter- vare un aumento della lunghezza d’onda in funzione del-
vallare VN. Prendendo l’insieme delle velocità interval- l’aumento della velocità (essendo queste due grandezze
lari si può calcolare la velocità media e convertire i tempi proporzionali) e quindi una diminuzione della risolu-
di riflessione in profondità, come sopra illustrato. Le fun- zione con la profondità. In fig. 25 si possono confronta-
zioni di velocità medie mostrano andamenti uniformi re una sezione sismica in dominio tempi (a sinistra) e
con i tempi di riflessione o con le profondità e appros- una in dominio profondità (a destra).
simano la distribuzione delle velocità reali (velocità dei La deconvoluzione ha per obiettivo l’incremento della
singoli intervalli meglio rilevate da misure in pozzo o risoluzione temporale con il restringimento dell’ondina

sezione sismica in tempi sezione sismica in profondità


fig. 25. Sezione sismica
in tempi e in profondità.
Le frecce evidenziano
lo spostamento
degli orizzonti sismici.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 265


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

propagata nel mezzo e la soppressione delle riverbera- S x


zioni. Il filtraggio selettivo operato dal mezzo in cui l’on-
da sismica si propaga produce effetti sulla forma del- V.t
l’ondina stessa, con un impoverimento generalizzato nel 2
contenuto in frequenza (in particolare delle frequenze A
più elevate) che va a scapito della risoluzione. I dati
mostrano inoltre riverberazioni (le riflessioni multiple) B
sia in prossimità dell’emissione dell’energia dalla sor-
gente (per esempio nel caso di riflessione dalla superfi-
cie del mare che accompagna l’impulso primario della z
sorgente e può creare il raddoppio di ogni riflettore), sia
in prossimità dei ricevitori o all’interno degli strati. La fig. 26. Pendenze vere e apparenti
deconvoluzione opera sulle proprietà statistiche del segna- di orizzonti riflettenti.
le e permette così di isolare gli echi corrispondenti ai
riflettori cercati, di comprimere il segnale a una lun-
ghezza ottimale e di eliminare, nel contempo, le river- dispersa. Se il processo viene applicato sui dati prima
berazioni. Questa operazione rende quindi possibile la della somma delle informazioni assegnate nello schema
discriminazione di eventi separati precedentemente indi- delle coperture ai vari punti in profondità, è possibile
stinguibili. risolvere le distorsioni causate da variazioni laterali di
Per risolvere gli effetti di una propagazione caotica velocità nella sezione tempi e restituire i rapporti strut-
delle onde riflesse da strutture complesse si ricorre alla turali reali. I problemi derivano dalle approssimazioni
migrazione, che mira al completo recupero della corret- iniziali molto spinte quando si organizzano dati secon-
ta posizione spaziale dell’energia distribuita sulla sezio- do geometrie che devono rispettare una Terra composta
ne sismica, riportando gli orizzonti pendenti nella loro da strati piani e paralleli. I punti comuni in profondità
posizione reale. Nella sezione sismica non migrata la finiscono per essere considerati semplicemente come
corrispondenza fra l’asse dei tempi e l’asse verticale delle punti medi fra la posizione della sorgente e quella del
profondità esiste solo nel caso di stratificazioni piane e geofono che ha rilevato il segnale. Muovendo invece i
parallele. singoli punti riflettenti nella loro posizione reale, questi
In fig. 26 viene illustrata una schematizzazione del si possono poi sommare con maggiore attendibilità. A
processo che genera le superfici apparenti nella sezione tal fine sono necessarie informazioni dettagliate sulla
tempi. A rappresenta un punto singolo che può genera- distribuzione delle velocità, in alcuni casi ottenibili solo
re diffrazioni se investito da un’onda, S la posizione della con le tecniche della tomografia a riflessione.
sorgente e del sensore che rileva gli echi. Il raggio che La migrazione migliora la continuità, la coerenza e
parte da S può occupare, dopo il tempo a due vie t, una il carattere delle interfacce riflettenti; migliora inoltre la
posizione su un cerchio con raggio (Vt) 2 che incontra risoluzione verticale e restringe il raggio della zona di
anche il punto A. L’eco da A è posizionato sulla sezione Fresnel per la risoluzione orizzontale. Il recupero delle
tempi sulla verticale di S al tempo t e coincide con B velocità reali viene poi sfruttato per dedurre, in fase di
(punto di intersezione dell’iperbole con vertice in A e interpretazione, le informazioni litologiche. È opportu-
del cerchio con centro in S). Se invece del solo punto A no tuttavia tenere sempre presenti anche le sezioni non
è presente una superficie riflettente, per il principio di migrate, in quanto i punti di diffrazione permettono di
Huygens ogni punto della superficie è pensabile come riconoscere e posizionare i punti di discontinuità (per
sorgente di curve iperboliche secondarie di diffrazione esempio faglie). Bisogna poi isolare gli eventi che cor-
e l’effettiva sezione tempi registrata nasce dalla sovrap- rispondono a strutture laterali che non giacciono sul piano
posizione di queste curve. Il processo di migrazione viene della sezione e non sono riposizionabili con il processo
chiamato a restituire la posizione reale dei riflettori. di migrazione.
La migrazione rimuove gli effetti di curvature appa- Ancora in fig. 24 si osserva un tratto di linea sismi-
renti per le anticlinali e le sinclinali e permette di deli- ca migrata, dopo conversione dei tempi di riflessione in
mitare spazialmente le strutture geologiche: le forme profondità tramite la valutazione di un accurato campo
anticlinali, importanti per il riconoscimento di probabi- di velocità ottenuto dalle fasi di elaborazione della linea
li giacimenti, risultano espanse e allargate nella sezione stessa. I numeri da 1 a 6 indicano i seguenti orizzonti
sismica non migrata o sono solo apparenti quando asse- interpretati: base dei sedimenti recenti (Olocene), base
gnabili a immagini deformate di sinclinali molto strette delle marne pleistoceniche, orizzonte entro le unità del
poste in profondità. La migrazione, oltre a collocare gli Pliocene (sabbie e marne), tetto del Miocene (sabbie,
eventi nella loro posizione corretta sul piano della sezio- marne sabbiose), tetto dei carbonati del Miocene, tetto
ne, rimuove le iperboli di diffrazione e focalizza l’onda dei carbonati mesozoici. Nella figura si osserva inoltre

266 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

la traccia di una faglia inversa (sovrascorrimento) che variazione della rigidità della matrice della roccia, con
disloca unità del bacino sedimentario fino alla superfi- variazione sia della velocità di P che di S e la loro sepa-
cie. Gli orizzonti sono stati tarati con le stratigrafie di razione richiede studi più attenti (Bilgeri e Ademeno,
un pozzo perforato nell’area e correlati con una maglia 1982).
di altri profili sismici. La linea è a risoluzione relativa- Nell’interpretazione è utilizzata anche l’analisi degli
mente elevata, con 120 canali di ascolto posti a intervalli attributi delle sezioni sismiche, secondo un algoritmo
di 15 m, energizzazione con scoppi di cariche di dina- matematico che permette di ottenere una traccia sismi-
mite a intervalli di 60 m con circa 300 g, profondità di ca corrispondente alla variazione nel tempo di un vetto-
foro di 5-10 m, copertura 15 (cioè, come si è detto, quan- re rotante, di cui si possono valutare l’intensità e altre
te volte uno stesso punto del sottosuolo viene illumina- proprietà nei termini di frequenza e fase istantanee. L’in-
to durante un’acquisizione sismica). tensità (anche nota come intensità di riflessione) viene
Misurazioni derivate da dati sismici possono miglio- sovrapposta alla sezione sismica in una scala di colori
rare la comprensione di alcuni aspetti, come lo studio che esaltano le riflettività più importanti, attribuibili a
delle ampiezze delle riflessioni, o analisi delle immagi- brusche variazioni nelle litologie o ai fluidi contenuti in
ni, finalizzato a individuare le proprietà petrofisiche delle una trappola, al contatto gas-acqua oppure che permet-
unità sedimentarie. Le proprietà petrofisiche includono tono di inseguire la continuità di un orizzonte e le sue
la porosità, la permeabilità, la pressione dei fluidi nei interruzioni attribuibili a fatti strutturali o stratigrafici.
pori, la saturazione dei diversi fluidi. Di questi studi fa Le frequennze istantanee possono indicare la presenza
parte l’analisi delle ampiezze delle riflessioni da una data di fenomeni di dispersione dell’energia in corrispon-
interfaccia in funzione dell’offset (AVO), ovvero del- denza di zone di faglia, intrusioni, ecc.; la fase eviden-
l’angolo di incidenza. Individuata una struttura con appro- zia le interruzioni della continuità, per esempio in cor-
priate caratteristiche geologiche che giustifichino l’ipo- rispondenza di faglie.
tesi della presenza di idrocarburi, si può infatti ricorre-
re a un’analisi più dettagliata sulle ampiezze delle Interpretazione geologica dei rilevamenti sismici
riflessioni e ottenere informazioni indirette dai dati sismi- Le nuove e più avanzate tecniche impiegate nell’ac-
ci sulle proprietà elastiche dei sedimenti e dei fluidi com- quisizione e nell’elaborazione dei dati sismici permet-
presi nella struttura. Si tratta in particolare di stabilire, tono di ottenere, in quasi tutti i contesti geologici in cui
tramite l’analisi delle ampiezze, se una roccia satura in si opera, dati di qualità elevata e rendono la sismica a
idrocarburi può differenziarsi da una roccia identica ma riflessione uno strumento insostituibile per l’esplora-
satura d’acqua. La velocità delle onde di taglio, in prima zione petrolifera.
approssimazione, non dipende dal fluido contenuto nello Si deve, comunque, tenere presente che le immagini
spazio poroso, al contrario della velocità delle onde com- sismiche sono ricostruzioni indirette delle geometrie e
pressionali, che sono invece influenzate e regolate dal delle caratteristiche profonde. Per una corretta interpre-
tipo di fluido presente. tazione, esse vanno confrontate e integrate con modelli
Definendo la velocità per le onde P e quella per le geologici che si basano su dati di pozzo, quando dispo-
onde S, generate da una sorgente P, come onde riflesse nibili, o su informazioni acquisite dove le sequenze geo-
da un’interfaccia per incidenza di 15° o superiore, si può logiche da indagare sono esposte in superficie. L’inter-
risalire ai moduli elastici e in particolare al rapporto di pretazione sismica si basa sul presupposto che i rifletto-
Poisson dinamico (s), partendo dal rapporto fra le velo- ri individuati sulla sezione corrispondono a orizzonti
cità P e S: VP VS[(12s)2(1s)]1/2. Per piccoli offset geologici. Le correlazioni dei segnali lungo la sezione si
la riflettività è legata alla variazione delle velocità VP basano però sulla continuità sismica, che non è necessa-
all’interfaccia, per offset medi dipende dal rapporto di riamente l’espressione di una continuità geologica ma è
Poisson, mentre per grandi offset dipende principalmente la continuità di due formazioni al cui contatto si osserva
dalle variazioni di densità all’interfaccia. Attraverso l’a- la riflessione. L’orizzonte guida è di norma scelto fra quel-
nalisi AVO è allora possibile tradurre una sezione sismi- li più forti, uniformi e continui che si possono seguire su
ca in sezioni di riflettività delle onde P e S, in sezioni di tutta la sezione, o meglio su tutta l’area investigata.
incidenza normale e del rapporto di Poisson. Confron- Normalmente la valutazione strutturale riguarda l’in-
tando le sezioni dei diversi parametri è possibile rico- terpretazione di una rete di linee sismiche che ricoprono
noscere le riflessioni che sono causate dalla presenza di con maglie, generalmente rettangolari, una vasta area
fluido da quelle riferibili a variazioni litologiche. La oggetto delle prospezioni e prevede la restituzione, su una
variazione del solo contenuto di fluido produce infatti mappa, dei tempi di riflessione corrispondenti a un dato
una riflettività della sezione relativa alle onde P, che non orizzonte che dovrebbe avere possibilmente un preciso
è rilevabile nella sezione delle onde S. Viceversa, una significato geologico. Le mappe dei tempi di riflessione
variazione litologica produce una riflessione in entram- si possono realizzare per più riflettori, verificando sem-
be le sezioni. In presenza di sovrapressioni si ha una pre le chiusure su ogni maglia. Si completa il lavoro con

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 267


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

la sottrazione di una mappa rispetto all’altra per ottene- discontinuità angolari e superfici di erosione, isolate
re la mappa degli spessori, in tempo, di un dato interval- come caratteri peculiari delle riflessioni. In assenza di
lo compreso fra due orizzonti. Si può poi costruire una più pozzi di taratura, la conversione in profondità segue
mappa delle velocità, se la geologia e i dati a disposizio- le isopache, intervallo per intervallo, a partire da quello
ne lo consentono. Interpretazioni, mappatura e sottra- più superficiale. Nella sezione in dominio tempi, l’as-
zioni, integrazioni con le velocità o con dati da log ese- sottigliamento di un intervallo può essere legato a pro-
guiti nei pozzi sono completate mediante elaboratori. blemi deposizionali o tettonici, ma spesso è solo appa-
Per passare dai tempi alle profondità è necessario rente. Il fenomeno è determinato dalla variazione delle
introdurre valori di velocità il più possibile accurati, velocità dell’intervallo, conseguente al suo approfondi-
anche perché le strutture complesse in termini di velo- mento verso il depocentro del bacino, con compattazio-
cità, con forti variazioni specialmente nelle direzioni ne dei depositi sottoposti a un incremento del carico lito-
orizzontali o laterali al profilo, possono alterare l’anda- statico. Anche altre immagini anomale nelle sezioni in
mento nella sezione tempi degli orizzonti, cioè le imma- dominio tempi sono dovute a effetti delle variazioni delle
gini delle loro geometrie. Questo si riscontra chiara- velocità, che comportano, per esempio, la deformazio-
mente, per esempio, nei duomi salini, grandi accumuli ne degli strati sottostanti a unità ad alta velocità (con-
di sale che per le loro caratteristiche di densità si trova- vessità apparente degli orizzonti per diminuzione dei
no compresi fra formazioni circostanti più dense e pos- tempi di transito), come può succedere con l’inserimen-
sono facilmente essere mobilizzati, per variazione del to di uno strato di sale o per sovrascorrimento di strut-
carico litostatico o per spinte innescate dall’evoluzione ture con litotipi più veloci su facies di bacino più lente.
tettonica, con spostamenti viscosi che fanno loro assu- Una concavità apparente, per allungamento dei tempi di
mere spesso figure verticali a fungo. La velocità di pro- transito, è invece evidente nelle sezioni per tempi di rifles-
pagazione delle onde sismiche propria di questi ammas- sione al di sotto di intervalli interessati da movimenti ed
si è in generale sensibilmente più alta di quella delle for- espansioni di cumuli di argille, o al di sotto di interval-
mazioni circostanti; il risultato è l’accorciamento dei li saturati in gas.
tempi di riflessione per le formazioni sottostanti. Il letto Una volta ricostruite le mappe in profondità si com-
del sale sarà distorto e la sua immagine e quella delle pleta l’interpretazione con l’assegnazione delle età agli
sequenze sottostanti saranno completamente alterate per orizzonti mappati. In presenza di pozzi perforati in cor-
assumere forme convesse, se non completamente caoti- rispondenza dei rilievi, gli eventi sismici possono esse-
che, rispetto alla posizione reale. Altre difficoltà per la re correlati con gli eventi geologici riconosciuti nei son-
conversione in profondità possono sorgere dall’incerta daggi. A volte è possibile utilizzare le informazioni otte-
valutazione degli effetti della migrazione, che sono ben nute dalle sequenze geologiche presenti in affioramento.
definiti solo quando la linea sismica corre ortogonal- Anche le analisi di velocità aiutano a riconoscere le unità
mente alle pendenze. Sempre nel caso dei duomi salini, geologiche e quindi, indirettamente, le età di varie for-
i fianchi e i punti delle principali discontinuità nell’edi- mazioni.
ficio salino generano diffrazioni e riflessioni apparenti La sismica ha l’obiettivo principale di definire le geo-
con forti pendenze, difficili da restituire nella posizione metrie profonde e individuare eventuali trappole (strut-
spaziale reale. Moltiplicando i valori di velocità per i turali o stratigrafiche) per gli idrocarburi, determinando
tempi possiamo passare a mappe delle strutture in profon- la loro profondità.
dità e a mappe isopache. Anche in questo caso la verifi- Anche la ricostruzione della storia geologica di una
ca va fatta sulle chiusure, maglia per maglia, prestando data area è fondamentale per formulare ipotesi sulle pos-
particolare attenzione nel caso di presenza di faglie diret- sibilità di avere accumulo di idrocarburi in una trappo-
te o inverse e nel riconoscimento dei rigetti. Le trappo- la; è importante capire, per esempio, se le trappole, duran-
le strutturali sono individuabili immediatamente con l’a- te l’evoluzione geologica, sono rimaste integre, senza
nalisi delle mappe degli orizzonti portati in profondità. subire deformazioni che possano aver favorito la migra-
Le mappe delle isopache sono utili per riconoscere le zione dei fluidi. Per l’esplorazione petrolifera è inoltre
deformazioni tettoniche intervenute dopo la deposizio- di estremo interesse il riconoscimento della presenza di
ne e le variazioni degli spessori e per ricostruire la sto- rocce madri e di rocce serbatoio nell’area indagata.
ria deposizionale, verificando la crescita dagli alti strut- Le proprietà fisiche delle rocce sono riferibili alla
turali verso i centri di deposizione; ciò comporta sem- velocità e alla riflettività di orizzonti ben definiti. Una
pre una diversificazione dei litotipi e della porosità dei sequenza sismica corrisponde a un intervallo stratigra-
corpi sabbiosi e dei serbatoi di gas e olio. fico individuato da due orizzonti che, almeno in alcuni
L’orizzonte analizzato va collegato a dati di pozzo punti, siano chiaramente interessati da discontinuità an-
restituiti in tempo, in questo caso con una conversione golari. Queste discontinuità costituiscono generalmente
profondità-tempi. Anche gli altri orizzonti vanno collega- i riflettori più immediatamente riconoscibili e sono at-
ti al pozzo o tracciati seguendo riflettori che delimitano tribuibili a erosioni o a non deposizioni fra un letto e

268 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

l’altro; possono essere interrotte da canali di erosione, presenza di torbiditi. L’assenza di riflettività caratteriz-
successivamente riempiti da clasti porosi e permeabili, za sia un corpo salino, sia molte strutture del basamen-
facilmente divenuti serbatoi di fluidi. L’individuazione to cristallino-metamorfico, come anche un accumulo
delle strutture interne a ogni sequenza fornisce un tas- legato ai movimenti viscosi delle argille.
sello della storia del bacino, per esempio tramite l’ana- Utilizzando i dati dei pozzi, si possono esaminare le
lisi delle facies sismiche e il riconoscimento di ingres- stratigrafie incontrate e i log di velocità (V) e di densità
sioni o regressioni marine. Tali analisi richiedono dati di (r), dai quali è possibile costruire i log dell’impedenza
ottima qualità. Attraverso le immagini si tenta di defini- acustica (rV ) e dei coefficienti di riflessione. Utilizzando
re spessori, proprietà ed estensione del serbatoio; spes- poi un’ondina che simula la sorgente (per esempio un’on-
so è possibile valutare la porosità delle rocce serbatoio dina di Ricker) si può ottenere un sismogramma sinteti-
e la posizione del contatto acqua-gas, analizzando i cosid- co. Questo serve: a capire perché un certo intervallo for-
detti indicatori diretti della presenza di idrocarburi (ana- nisce una data risposta sismica; a definire la corrispon-
lisi dei dati valutando i rapporti reali nelle ampiezze delle denza tempi-profondità riconoscendo i segnali riflessi e
riflessioni, con l’aiuto dello studio degli attributi delle le formazioni geologiche che li possono generare; a capi-
tracce sismiche). Nell’interpretazione stratigrafica delle re il grado di risoluzione ottenibile in funzione delle sor-
rocce serbatoio si possono inoltre osservare le forme geo- genti, delle frequenze e delle velocità in gioco. La cor-
metriche della riflettività e le sue ampiezze, al fine di rispondenza fra la traccia sintetica e la stratigrafia del
ricostruire la storia deposizionale del bacino. L’approc- pozzo è modificata anche dalla risoluzione, o lunghez-
cio stratigrafico tende a definire la litologia, la forma e za d’onda, del segnale e la traccia finale può risultare
la variazione della porosità di un serbatoio e l’indivi- dalla composizione delle singole riflessioni. Il sismo-
duazione di possibili barriere al suo interno. Nell’inter- gramma sintetico è inoltre la base per ogni modellizza-
pretazione stratigrafica gli orizzonti possono essere indi- zione da eseguire nei dettagli dell’interpretazione quan-
viduati come cronostratigrafici, in quanto limitano depo- do se ne voglia esaminare la validità, per esempio nel
siti che sono avvenuti in un dato tempo geologico, con caso di trappole stratigrafiche per le quali si ritenga deter-
deposizione contemporanea. L’interpretazione biostrati- minante la capacità risolutiva dell’indagine.
grafica può differire dalla precedente, perché i fossili di
riferimento non compaiono (o si estinguono) ovunque
nello stesso momento. La suddivisione litostratigrafica Bibliografia citata
prevede riflessioni che sono generate in corrispondenza
di interfacce (piani inclinati o curvi, piani di faglia, con- Bertelli L. et al. (1993) Planning and field techniques for
tatti di intrusioni) o fra diversi tipi di rocce, purché costi- 3D land acquisition in highly tilled and populated areas.
Today’s results and future trends, «First Break», 11, 23-32.
tuiscano formazioni sufficientemente estese. La condi-
Bilgeri D., Ademeno E.B. (1982) Predicting abnormally
zione di base è che esista un contrasto di impedenza acu- pressured sedimentary rocks, «Geophysical Prospecting»,
stica attraverso il contatto. 30, 608-621.
Un intervallo con riflessioni a piccola ampiezza ma Bostick F.X. (1977) A simple almost exact method of MT
buona continuità, libere da rumore, dà indicazioni sulla analysis, in: Workshop on electrical methods in geothermal
presenza di condizioni deposizionali a bassa energia. exploration, Snowbird (UT), United States Geological
Riflessioni con grandi ampiezze che permangono costan- Survey, Contract 14-08-001-6-359, 174-183.
ti lungo i profili, con buona continuità, sono probabili Cagniard L. (1953) Basic theory of the magnetotelluric method
of geophysical prospecting, «Geophysics», 18, 605-635.
separatori di sedimenti poco consolidati, come argille o
Castagna J.P., Backus M.M. (editors) (1990) Offset-dependent
sabbie, al tetto di calcari. Riflettori continui ma di ampiez- reflectivity. Theory and practice of AVO analysis, Tulsa
za variabile sono generalmente attribuibili a superfici di (OK), Society of Exploration Geophysicists.
erosione, specie se si osserva anche una discordanza Constable S.C. et al. (1998) Marine magnetotellurics for
angolare fra i sedimenti posti al di sopra e al di sotto del- petroleum exploration. Part 1: A seafloor equipment system,
l’orizzonte preso in esame. Riflessioni a grande ampiez- «Geophysics», 63, 816-825.
za ma di continuità solo locale, trasgressive su un livel- Cordsen A. et al. (2000) Planning land 3D seismic surveys,
lo che rappresenta una discordanza angolare, sono pro- Tulsa (OK), Society of Exploration Geophysicists.
babilmente attribuibili a sedimentazioni marginali di Fowler C.M.R. (1990) The solid Earth. An introduction to
global geophysics, Cambridge, Cambridge University Press.
sabbie o carbonati, deposti durante episodi alternati di
Hahn A., Bosum W. (1986) Geomagnetics. Selected examples
alta e bassa energia. Riflessioni disperse di qualsivoglia
and case histories, Berlin-Stuttgart, Gebrüder Borntraeger.
ampiezza sono attribuite a sedimenti di acque poco
Hoversten G.M. et al. (1998) Marine magnetotellurics for
profonde. Sedimentazioni di ampiezza variabile e scar- petroleum exploration. Part 2: Numerical analysis of subsalt
sa continuità suggeriscono depositi avvenuti in condi- resolution, «Geophysics», 63, 826-840.
zioni subaeree. Riflessioni con ampiezza variabile, con- Nabighian M.N. (1972) The analytic signal of two-dimensional
tinuità molto scarsa e pendenze casuali sono indice della magnetic bodies with polygonal cross-section. Its properties

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 269


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

and use for automated anomaly interpretation, Torge W. (1989) Gravimetry, Berlin-New York, de Gruyter.
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Telford W.M. et al. (1990) Applied geophysics, Cambridge, Università degli Studi di Trieste
Cambridge University Press. Trieste, Italia

270 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

2.3.5 Registrazioni elettriche, Nel 1931, vennero affiancate alle misure di resisti-
acustiche e radioattive vità anche le misure di potenziale spontaneo (Spontan-
in pozzo eous Potential, SP), utili per la caratterizzazione della
litologia; nello stesso anno fu inoltre sviluppato dai fra-
Introduzione telli Schlumberger un metodo per la registrazione dei log
Un log di pozzo consiste nella registrazione, all’inter- in modo continuo (la sonda si muove verso la superficie
no del foro e rispetto alla profondità, di una o più misure a velocità costante) e fu costruito il primo registratore a
di parametri fisici (Sheriff, 1984). I log di pozzo sono pennino. Da quel primo momento, furono sviluppati vari
acquisiti per mezzo di strumenti dotati di sensori (sonde servizi log (per esempio, la combinazione di diverse
o attrezzi) che sono calati all’interno del foro per mez- misure di parametri fisici acquisite in modo simultaneo).
zo di un cavo (wire line log) o alloggiati all’interno delle Un grande passo in avanti nella tecnologia fu com-
aste di perforazione (while drilling log). In passato le misu- piuto nei primi anni Settanta con l’introduzione di un com-
re di proprietà fisiche erano praticamente ristrette alla puter a bordo dell’unità di acquisizione (cyber service unit
misurazione di proprietà elettriche (resistività e potenzia- nella terminologia di Schlumberger). Per operazioni a terra
le spontaneo), ed erano spesso denominate log elettrici. l’unità di acquisizione dei log è montata su un camion spe-
Attualmente il termine di log geofisici è ampiamente uti- ciale. Il camion trasporta gli strumenti di pozzo, l’argano
lizzato nell’industria poiché, grazie a un notevole svilup- con il cavo utilizzato per calare gli attrezzi in pozzo, la
po tecnologico, le curve log consentono la caratterizza- strumentazione di superficie necessaria per inviare poten-
zione di una grande quantità di parametri fisici (elettrici, za agli strumenti stessi e il computer che riceve e proces-
radioattivi, acustici, ecc.) delle rocce attraversate dal pozzo. sa i segnali inviati dalle sonde per produrre i log di pozzo.
I log di pozzo furono sviluppati con il principale obiet- Dai primi tentativi dei fratelli Schlumberger nel 1927 a
tivo di consentire, in modo indiretto, la caratterizzazione oggi, lo sviluppo delle tecnologie di well logging è stato
geologica e petrofisica delle formazioni del sottosuolo impressionante e tutto il processo di pianificazione, di
attraversate da un pozzo (Schlumberger, 1987). Questo acquisizione, di elaborazione e interpretazione dei log di
obiettivo era e può essere tuttora raggiunto per mezzo di pozzo è diventato molto complesso.
un processo di interpretazione che consiste principal- Un log di pozzo è oggi un documento composto da
mente nella traduzione dei parametri fisici misurati in numerose parti, ciascuna delle quali è molto importan-
informazioni geologiche o in proprietà petrofisiche. te per diversi e specifici usi (fig. 1). I principali compo-
Il primo log elettrico è stato registrato dai fratelli nenti di un moderno log di pozzo sono: la testata, lo sche-
Schlumberger, pionieri di questa tecnologia, nel 1927 in ma di pozzo e lo schema della sonda, il log principale
Alsazia, all’interno di un pozzo perforato nel piccolo (presentato in due differenti scale: 1:1.000 o 1:500 e
campo di Pechelbronn (Schlumberger, 1987). Questo 1:200), il test di ripetibilità, la sezione relativa ai para-
log, il cui tracciato era un semplice grafico della resisti- metri e quella relativa alle calibrazioni. Il log di pozzo è
vità elettrica delle rocce attraversate dal pozzo in fun- la presentazione dei dati di log in forma analogica. I dati
zione della profondità, fu registrato in modo staziona- sono anche registrati in forma digitale, su nastro o su
rio: lo strumento di pozzo, chiamato sonda, veniva fer- altro supporto. Possono inoltre essere trasmessi via satel-
mato a intervalli regolari (stazioni) per consentire la lite (o tramite altri mezzi) a un centro dati, qualora sia
misurazione della corrente emessa e delle cadute di po- attivo un collegamento adeguato. Un centro dati è soli-
tenziale generate; le resistività relative a tali misure veni- tamente attrezzato con hardware e software di grande
vano poi calcolate manualmente e riportate sul grafico potenza, adatti all’elaborazione più sofisticata dei segna-
(misure stazionarie). A partire dal 1927 questa tecnolo- li o all’analisi di valutazione della formazione.
gia divenne commerciale in Venezuela, negli Stati Uniti,
in Russia e nelle Indie Olandesi. Come risultato di que- Principali applicazioni dei log di pozzo
ste applicazioni, fu ben presto dimostrata l’utilità per
l’industria petrolifera delle misurazioni elettriche per le I log di pozzo sono largamente utilizzati dall’indu-
correlazioni geologiche tra pozzi e per l’identificazio- stria petrolifera ma, per il vasto numero di applicazioni
ne di strati potenzialmente petroliferi. delle misure delle proprietà fisiche di formazioni geo-

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 271


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

main log

testata

note

schema sonda
parameters summary
sommario parametri

test di ripetibilità

schema pozzo

sommario calibrazioni

fig. 1. Esempio di formato di un log di cantiere.

logiche e di rocce serbatoio, anche altre industrie utiliz- proprietà acustiche e delle formazioni attraversate dal
zano in modo efficace questo tipo di tecnologia: l’indu- pozzo come l’impedenza acustica (la combinazione tra
stria mineraria, l’industria geotermica, l’industria lega- il profilo di velocità delle onde acustiche longitudinali
ta allo sfruttamento di risorse idriche e al monitoraggio e il profilo di densità della formazione), la calibrazione
delle discariche di vari tipi di rifiuti. Le diverse appli- delle velocità acustiche, i moduli elastici dinamici (rap-
cazioni dei log di pozzo possono essere classificate in porto Vp /Vs , moduli di elasticità, ecc.).
alcune categorie principali: geologiche, geofisiche, petro- Le principali applicazioni petrofisiche sono legate
fisiche, geomeccaniche e altre minori. essenzialmente alla interpretazione quantitativa dei log
Le principali applicazioni geologiche sono: a) iden- di pozzo in termini di principali parametri petrofisici quali
tificazione di ambienti geologici; b) analisi stratigrafi- la porosità, la permeabilità, la saturazione in acqua e la
ca (localizzazione e classificazione di contatti forma- litologia (Baker Atlas, 2002). Le informazioni petrofisi-
zionali, ecc.); c) analisi petrografica (composizione della che derivate dai log sono utilizzate negli studi di valuta-
roccia, evoluzione diagenetica, ecc.); d) analisi sedi- zione della formazione e caratterizzazione del giacimento.
mentologica (strutture sedimentarie, riconoscimento e I log di pozzo sono acquisiti e utilizzati in diverse
distribuzione delle facies sedimentarie); e) analisi strut- parti del processo di esplorazione e produzione degli
turale (per mezzo della correlazione tra log effettuati in idrocarburi: in foro aperto durante la fase di perforazio-
pozzi diversi all’interno di un campo, attraverso lo stu- ne (Logging While Drilling, LWD), in foro aperto appe-
dio della giacitura degli strati e della localizzazione e na terminata una fase di perforazione (Wire Line Log-
caratterizzazione di fratture naturali e/o indotte dalla ging, WLL), dopo il completamento del pozzo nelle prime
perforazione, ecc.; Serra, 1985, 1986a, 1986b). fasi di prova e di produzione, nelle fasi di monitoraggio
Le principali applicazioni geofisiche sono essen- della produzione, di intervento per l’ottimizzazione della
zialmente legate alla caratterizzazione in situ delle produzione.

272 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

Al giorno d’oggi, la complessità delle tecnologie che pozzo è la profondità, poiché i dati log sono spesso uti-
richiede investimenti considerevoli in ricerca, progetta- lizzati per la determinazione dello spessore dei livelli,
zione, costruzione, logistica, addestramento del perso- dei contatti tra fluidi e per altre informazioni rilevanti ai
nale, ecc., impone che l’acquisizione dei log di pozzo fini di una corretta valutazione dei volumi di idrocarbu-
sia affidata a società di servizio. ri in loco. I log di resistività misurano, simultaneamen-
I log registrati in un pozzo sono utilizzati da diversi te, diverse curve di resistività apparente della formazio-
specialisti per scopi differenti. Un geofisico usa il log per ne, per mezzo di dispositivi a induzione (quando il fango
verificare la localizzazione dei top delle formazioni deter- non è conduttivo, come il fango a olio, o poco condutti-
minati con l’interpretazione geofisica, la presenza di zone vo, come nel caso di fanghi ad acqua dolce) o a propa-
porose individuate dall’interpretazione sismica, le velo- gazione di corrente (con fanghi a base d’acqua salata e
cità sismiche delle formazioni geologiche attraversate dal in corrispondenza di alte resistività di formazione). Le
pozzo e quanto mostrato dai sismogrammi sintetici. Un misure di radioattività naturale sono essenzialmente uti-
geologo usa i log per localizzare i top delle formazioni, lizzate per la definizione della litologia (le argille sono
per verificare se l’ambiente è adatto per l’accumulo di generalmente più radioattive delle sabbie o arenarie alle
idrocarburi (identificazione delle rocce madri, delle rocce quali sono associate). Altri log a radioattività indotta sono
serbatoio e delle rocce di copertura), per caratterizzare la largamente utilizzati per la valutazione della porosità. Il
distribuzione dei fluidi, l’assetto strutturale, stratigrafico, log di densità è basato sulla misura dei raggi gamma dif-
sedimentologico e petrografico del serbatoio e per valu- fusi dalla formazione irradiata da una sorgente di raggi
tare se gli idrocarburi sono presenti nel serbatoio in quan- gamma. L’intensità della radiazione secondaria dipende,
tità sufficienti da un punto di vista economico. Un inge- infatti, dalla densità elettronica che, a sua volta, dipen-
gnere della perforazione utilizza log specifici per la valu- de essenzialmente dalla densità totale della formazione.
tazione delle volumetrie del foro al fine di ottimizzare le La densità della formazione è quindi messa in relazione
operazioni di cementazione, di valutare la qualità e la al volume di porosità riempito da acqua di formazione
forma del foro, l’eventuale presenza di scavernamenti, di o olio per mezzo di un’equazione definita in modo empi-
evitare il ripetersi di simili problemi nei fori ancora da rico. Il log neutronico (neutron log) misura il contenuto
perforare, di valutare quali tecniche di prova di strato pos- di idrogeno della formazione per mezzo dello studio del-
sano essere utilizzate in relazione alle proprietà delle for- l’interazione tra neutroni a elevata energia emessi da una
mazioni e alle condizioni di foro e colonna. Un ingegne- sorgente, posta all’interno della sonda, e la roccia. L’in-
re di giacimento usa i log per valutare la qualità del ser- dice di idrogeno è, a sua volta, proporzionale al conte-
batoio, lo spessore produttivo, i parametri petrofisici medi nuto in liquidi (acqua o olio) della formazione e, quin-
quali porosità, permeabilità e saturazione in idrocarburi, di, al volume dei pori riempiti da questi fluidi (porosità).
per localizzare i contatti tra i fluidi (contatto gas/olio, con- Il log di risonanza magnetica nucleare di pozzo, intro-
tatto olio/acqua, contatto gas/acqua), ecc. Un ingegnere dotto recentemente nell’industria, sfrutta invece l’inte-
di produzione usa i log per localizzare i livelli da com- razione tra il momento magnetico dei protoni di idroge-
pletare e le zone in cui si trovano e per valutare quale no e un forte campo magnetico indotto dalla sonda, per-
potrebbe essere la portata in fase di produzione, se si possa mette di determinare la porosità efficace, la saturazione
o meno prevedere la produzione di acqua, se le zone poten- in acqua irriducibile e un indice di permeabilità della
ziali di produzione siano tra di loro isolate idraulicamen- formazione (Coates et al., 1999). I log acustici di pozzo
te, se il pozzo richieda o meno tecniche di stimolazione o misurano la velocità di propagazione delle onde elasti-
quale tipo di tecnica di stimolazione possa essere utiliz- che longitudinali e trasversali che sono correlate alla
zata. Un componente di un team di geosteering usa i log porosità della formazione e al suo contenuto in fluidi.
while drilling con trasmissione dati in tempo reale per Altre importanti proprietà misurate per mezzo dei log di
capire come ‘navigare’ all’interno del serbatoio per mas- pozzo sono le proprietà dielettriche (anch’esse correla-
simizzare i risultati del pozzo. L’uso e l’interpretazione te al grado di saturazione in acqua), i profili di tempe-
dei log possono essere quindi molto diversi tra i vari spe- ratura o altre importanti proprietà nucleari. Sono anche
cialisti. L’approccio comune a tutti è la lettura dei dati log disponibili misurazioni del diametro del foro (caliper
finalizzata alla individuazione delle reazioni prodotte dalle log) utilizzate per valutare la qualità, le dimensioni e,
diverse caratteristiche delle formazioni sui diversi dispo- eventualmente, la forma del foro: queste informazioni
sitivi utilizzati per l’acquisizione di questi dati. sono molto importanti per valutare la qualità dei log (le
cattive condizioni del foro possono influenzarla in modo
I diversi tipi di log di pozzo pesante) e per la determinazione delle cosiddette corre-
zioni ambientali di tutti i tipi di misure log.
I log di pozzo si possono classificare in varie cate- Altri attrezzi log consentono di misurare la pressio-
gorie in base al principio fisico utilizzato (Sheriff, 1984; ne dei pori delle formazioni attraversate dal pozzo, di cam-
Macini e Mesini, 1998). La misura primaria dei log di pionare i fluidi di formazione, di prelevare campioni di

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 273


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

roccia sulla parete del pozzo alla profondità desiderata un progetto e per la corretta valutazione delle strategie
o di acquisire immagini orientate e ad alta risoluzione da adottare nella fase di sviluppo.
della parete del foro (Schlumberger, 1987). Queste imma-
gini sono generate da misure molto dettagliate di con- Log in foro tubato
duttività o di impedenza acustica della parete del foro. Gli attrezzi per l’acquisizione dei log in foro tubato
Le misure log possono essere acquisite sia in condizio- vengono utilizzati in modo particolare nei pozzi di pro-
ni di foro aperto sia in condizioni di foro tubato; in que- duzione e consentono un ampio numero di applicazioni
sto caso le tecniche di acquisizione, elaborazione e inter- (Schlumberger, 1989; Smolen, 1996) tra cui la valuta-
pretazione possono differire in modo sostanziale, come zione dei caratteri della formazione, l’ispezione della
sono sostanziali le differenze tra le varie applicazioni dei colonna e del completamento, la determinazione della
risultati dell’interpretazione delle misure log. distribuzione e dei movimenti dei fluidi durante le fasi
di produzione e/o di iniezione. Le principali regioni inve-
Log in foro aperto stigate dai log in foro tubato sono quattro: a) la regione
I log in foro aperto possono essere acquisiti durante all’interno della colonna; b) la colonna stessa; c) il cemen-
la fase di perforazione (while drilling logging) e/o alla to; d) la formazione alle spalle della colonna. I fattori
fine di essa (wire line logging; Schlumberger, 1987; Baker che influenzano maggiormente il responso dei log in foro
Atlas, 2002). tubato sono essenzialmente in relazione all’ambiente più
I fattori che maggiormente influenzano le misure log complesso rispetto al foro aperto.
in condizioni di foro aperto sono: la qualità del foro (for- Se utilizzato per la valutazione delle caratteristiche
temente influenzata dalla presenza di scavernamenti o della formazione, un attrezzo per il foro tubato deve misu-
dalla accentuata rugosità del foro), l’effetto del fango di rare, con la necessaria accuratezza, i parametri fisici
perforazione (essenzialmente in relazione alla natura, caratteristici attraverso i tubini di produzione, il fluido
alla densità e alla salinità del fango) e l’effetto dell’in- di completamento, l’acciaio della colonna e il cemento
vasione del filtrato del fango nei livelli permeabili. che lega la colonna stessa alla formazione. In pozzi nuovi,
Altri importanti effetti sono legati al tipo di fluidi i log di foro tubato vengono acquisiti per stabilire la qua-
presenti nella roccia (per esempio, la presenza di idro- lità della cementazione e per la corretta valutazione degli
carburi liquidi oppure gassosi può influenzare in modo intervalli da completare o da provare. Nella maggior parte
molto diverso le misure nucleari di porosità come il log dei vecchi pozzi di produzione, i log in foro tubato sono
di densità o il log neutronico), alla diversa risoluzione spesso tutto quello che è possibile acquisire per valuta-
verticale dei differenti strumenti di pozzo in relazione re litologia, porosità, saturazione in acqua e contatti tra
alla stratificazione della roccia, allo spessore relativo i fluidi. I log in foro tubato sono anche molto importan-
dei vari livelli e al contrasto tra le proprietà dei livelli ti per le strategie di gestione del giacimento come la
di diversa natura litologica. Prima di procedere all’a- determinazione della produttività di un livello, del tipo
nalisi e all’interpretazione quantitativa dei dati log è e delle caratteristiche dei fluidi da produrre, l’indivi-
necessario procedere alla correzione di questi fattori duazione dei più tipici problemi di produzione e la defi-
ambientali. nizione delle più appropriate soluzioni a questi proble-
I log in foro aperto sono, in ogni caso, una fonte molto mi, l’analisi del pozzo per verificare la presenza di livel-
importante di informazione nell’ambito delle attività di li produttivi non individuati in precedenti fasi di analisi
esplorazione e produzione degli idrocarburi poiché, per prima della chiusura e dell’abbandono di un livello o di
mezzo del loro uso e della loro interpretazione, posso- un pozzo e la definizione delle tecniche secondarie e/o
no fornire un profilo continuo delle proprietà petrofisi- terziarie di recupero.
che e geologiche delle formazioni attraversate dal pozzo.
Questi tipi di log sono molto importanti nella fase ope- Principi di interpretazione petrofisica
rativa e, grazie alle informazioni che essi forniscono, i dei log di pozzo
diversi specialisti che li utilizzano possono decidere di
tubare, completare o abbandonare un livello o un pozzo, Il processo di interpretazione quantitativa dei log di
possono decidere di acquisire altri dati di pozzo (altri pozzo è basato essenzialmente sulla relazione tra la
tipi di log, carote di fondo, carote di parete, dati sismi- porosità e la resistività della roccia; questa relazione
ci, ecc.), oppure possono decidere di continuare la perfo- fondamentale è conosciuta come formula di Archie
razione per tentare di intersecare altri livelli potenzial- (Schlumberger, 1987; Baker Atlas, 2002):
mente produttivi. Rw
Tutte queste azioni possono avere un impatto rilevante Rt111
Ftm Swn
sul risultato economico di un progetto esplorativo e, molto
spesso, i log di pozzo costituiscono la sorgente primaria dove Rt è la resistività vera della roccia serbatoio, Rw è la
di informazione per la valutazione dell’economicità di resistività dell’acqua di formazione, Sw è la saturazione in

274 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


PROSPEZIONI GEOFISICHE

acqua (la saturazione in idrocarburi è definita come è effettuata da specialisti (analisti log, petrofisici, geo-
Sh1Sw), Ft è la porosità della roccia serbatoio, m è l’e- logi, ecc.) che talora utilizzano ambienti hardware e
sponente di cementazione, n è l’esponente di saturazione. software dedicati a questo tipo di elaborazione e inter-
Poiché con i log di pozzo è possibile misurare diret- pretazione dei dati. Le compagnie di servizio, che svi-
tamente in condizioni di giacimento la resistività e la poro- luppano le tecniche e le attrezzature per l’acquisizione
sità della roccia, e poiché la resistività dell’acqua di for- dati e che effettuano il servizio di acquisizione dati, tal-
mazione può essere valutata conoscendo la sua salinità e volta possono provvedere all’elaborazione e all’inter-
la temperatura di strato, l’unica incognita in questa equa- pretazione dei dati per conto della compagnia petrolife-
zione è la saturazione in acqua Sw. L’equazione di Archie ra. L’interpretazione dei log può essere effettuata subito
può essere quindi usata per determinare il profilo di satu- dopo l’acquisizione dei dati (interpretazione quick look),
razione in acqua in funzione della profondità. Come è molto raramente già in cantiere o nei centri di elabora-
evidente da questa equazione, l’interpretazione petrofi- zione dati presso gli uffici centrali della compagnia petro-
sica quantitativa richiede l’uso di parametri fondamenta- lifera. In questa fase, in genere, l’analista può utilizzare
li come i cosiddetti parametri di Archie m e n general- solo una parte limitata del set di dati acquisito, con para-
mente derivati da misure di laboratorio su carote. L’e- metri standard e modelli petrofisici semplificati.
quazione di Archie è basata sul concetto che la conduzione Attualmente l’interpretazione è spesso effettuata
della corrente elettrica della formazione (e quindi il suo usando i dati digitali trasmessi via Internet o tramite
inverso, la resistività) è dovuta al fatto che l’acqua di for- satellite ai centri di elaborazione e di interpretazione,
mazione si comporta come un elettrolita e quindi è in ma può essere anche effettuata utilizzando le copie ana-
relazione alla sua salinità e alla temperatura di strato. logiche di cantiere, selezionando un numero limitato di
Questa equazione può essere utilizzata solamente in rocce misure, utilizzando semplici calcolatori e soluzioni gra-
‘pulite’ (prive di argilla) e pertanto la determinazione della fiche dei modelli petrofisici (più o meno complessi).
litologia gioca un ruolo molto importante. Per esempio, Questo tipo di interpretazione viene utilizzata per deci-
se la formazione è prevalentemente argillosa, la condut- sioni operative come l’acquisizione di altri dati di pozzo,
tività della roccia è influenzata anche dalla conduttività il posizionamento della colonna o del liner, l’acquisi-
di superficie, generata a sua volta dalla presenza di mine- zione di carote di parete, la scelta delle strategie di prova,
rali di argille. In questo caso è necessario utilizzare equa- la chiusura e l’abbandono del pozzo, ecc. Un’analisi più
zioni più complesse per la valutazione della saturazione dettagliata dei dati è infine effettuata nei centri di cal-
in acqua; queste equazioni richiedono la valutazione di colo specializzati da parte di log analisti, petrofisici e
altri parametri petrofisici come il volume di argilla, la geologi particolarmente addestrati. I risultati di questa
porosità efficace della roccia che a sua volta è influen- interpretazione che, essendo facilitata dall’uso di pro-
zata dal volume di argilla e dalla modalità di distribu- grammi computerizzati, è chiamata interpretazione com-
zione dei minerali di argilla. Tutte queste equazioni sono puterizzata (Computerized Processed Interpretation,
generalmente derivate in modo empirico mediante espe- CPI), possono essere visualizzati in forma grafica, gene-
rimenti di laboratorio su carote rappresentative del ser- ralmente a fianco dei log originali. Il processo di inter-
batoio in analisi, o derivate da modelli teorici di condut- pretazione utilizzato in un centro di calcolo è comples-
tività che tengono conto della conduttività addizionale so e composto da varie fasi distinte. Quelle più impor-
dovuta all’acqua legata ai minerali delle argille. tanti sono il controllo finale della qualità dei dati acquisiti,
L’interpretazione dei log di pozzo è un processo com- la loro normalizzazione e l’effettuazione delle corre-
plesso ma importante, poiché difficilmente le misure zioni ambientali, la selezione dei parametri di calcolo e
log possono essere impiegate direttamente dai diversi dei modelli petrofisici più idonei, l’elaborazione dei
utilizzatori nelle varie fasi del processo di esplorazione dati, la valutazione della qualità dei risultati, il loro
e produzione. Una importante fase di questo processo, impiego nei processi decisionali e l’integrazione con gli
in cantiere, è il controllo della qualità dei dati acquisiti altri dati disponibili.
e, in caso di malfunzionamento di un attrezzo, difetti o Naturalmente, al fine di ridurre le incertezze sul-
non conformità dei servizi rispetto agli standard di qua- l’interpretazione dei risultati dei log, è molto importan-
lità prefissati, è necessario procedere ad azioni corret- te l’integrazione con tutti i dati di pozzo e di campo dispo-
tive (ripetizione dell’acquisizione dopo aver sostituito nibili e con le informazioni geologiche e geofisiche regio-
gli attrezzi difettosi o con procedure di acquisizione nali e locali. Tra questi dati, i più utilizzati sono quelli
diverse dalle precedenti, rielaborazione dei dati, ecc.). raccolti durante la fase di perforazione, generalmente
Tutto questo avviene in stretta collaborazione tra i rap- disponibili in un documento chiamato master log. Le
presentanti della compagnia petrolifera e quelli della informazioni più importanti sono quelle relative alla pre-
compagnia di servizio. In genere le maggiori compa- senza di gas, alla litologia e alla mineralogia determina-
gnie petrolifere hanno, nella loro organizzazione, ser- te per mezzo dell’analisi dei detriti di perforazione, alla
vizi tecnici interni e l’interpretazione dei log di pozzo natura dei fluidi campionati e agli eventuali contatti fra

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 275


ESPLORAZIONE PETROLIFERA

fig. 2. Dati log olio


e interpretazione
petrofisica (CPI). gas
pirite
quarzo
acqua legata

montmorillonite
illite

log di cantiere interpretazione petrofisica

gli stessi ottenute da misure di pressione. Un esempio di Schlumberger (1987) Log interpretation. Principles/Applications,
CPI è presentato in fig. 2. Houston (TX), Schlumberger Educational Service.
Con il corretto uso dei risultati in formato digitale Schlumberger (1989) Cased hole log interpretation.
è possibile determinare la posizione dei contatti tra i Principles/Applications, Houston (TX), Schlumberger
Educational Service.
fluidi, lo spessore dei livelli produttivi (net pay), la
Serra O. (1985) Sedimentary environments from wireline logs,
porosità media e, eventualmente, il grado di permea- Houston (TX), Schlumberger Educational Service.
bilità della formazione, tutti dati utili alla valutazione Serra O. (1986a) Advanced interpretation of wireline logs,
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276 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI

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