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TRASPORTO IDROCARBURI
E STOCCAGGIO GAS
7.1

Trasporto in condotta

7.1.1 Generalità sul trasporto scelta, cui però possono contrapporsi problemi di sicu-
di idrocarburi rezza e di impatto ambientale che talvolta presentano
aspetti molto critici. La soluzione cisterna è spesso adot-
Introduzione tata per trasportare su distanze terrestri medio-brevi gli
A partire dalla seconda metà del 20° secolo il livel- idrocarburi liquidi e, sempre più estensivamente in que-
lo di sviluppo della società è correlato e condizionato sti ultimi anni, sulle lunghe distanze oceaniche il gas
dalla disponibilità di energia, per la quale viene richie- naturale liquefatto mediante processi termofisici. La
sta una distribuzione capillare soprattutto nelle aree ad soluzione cisterna è necessariamente adottata per tra-
alta densità di popolazione del mondo occidentale. In sporti terrestri su lunga distanza di prodotti liquidi, tra
questo contesto gli idrocarburi liquidi e il gas naturale le regioni continentali remote e l’utenza costiera, predi-
giocano un ruolo preminente, e il loro trasporto dalle sponendo le infrastrutture dedicate per trasporto su ruota
aree di produzione verso il mercato è un fattore di rile- e rotaia. La soluzione condotta è certamente un’opzio-
vanza strategica, cui vengono talvolta attribuite respon- ne rigida rispetto alla precedente e richiede un investi-
sabilità di instabilità politica nelle regioni attraversate mento iniziale molto elevato, a fronte di costi di eserci-
(Rifkin, 2002). zio non particolarmente onerosi. In ragione della stati-
La necessità di trasportare gli idrocarburi su lunghe cità della infrastruttura di trasporto, un fattore decisivo
distanze viene solitamente affrontata proponendo due nella scelta della opzione condotta è rappresentato dalla
soluzioni: il trasporto mediante cisterna, via terra (su stabilità politica dell’area attraversata. Infatti, se pur inter-
strada e su ferrovia) e via mare (su nave); il trasporto rata o sottomarina (in misura minore), una condotta risul-
mediante condotta attraverso il territorio, lungo le diret- ta sempre vulnerabile, essendo fissa, riconoscibile ed
trici del mercato ‘disponibilità-domanda’. La scelta tra estesa in lunghezza, il che rende inapplicabile una pro-
le due tecnologie di trasporto dipende dal costo di inve- tezione attiva efficace attraverso territori ostili.
stimento e di esercizio e dalla sicurezza dell’approvvi- L’attenzione corrente della tecnologia è rivolta soprat-
gionamento di energia nel tempo, sia in termini tecnici tutto al trasporto di idrocarburi su lunga distanza, in quan-
(con particolare riguardo all’affidabilità della infra- to le nuove risorse risultano quasi sempre lontane dai
struttura), sia in termini strategici, in relazione alle crisi mercati, per esempio, in zone artiche e subartiche o nelle
politiche verificatesi all’inizio del terzo millennio nelle aree più interne dei continenti. Il trasporto su lunga distan-
regioni della Terra più ricche di idrocarburi (Medio Orien- za diventa un aspetto cruciale della stessa strategia esplo-
te, Russia e altri paesi ex sovietici). La soluzione cister- rativa delle compagnie petrolifere operanti su scala inter-
na si presenta flessibile, con costi di investimento con- nazionale, in relazione alla fattibilità tecnica e alla com-
tenuti, in particolare grazie alla disponibilità di infra- petitività economica della soluzione di trasporto a
strutture quali strade e ferrovie sufficientemente adeguate, disposizione. Una menzione particolare merita lo sfrut-
cui fanno comunque riscontro costi di esercizio molto tamento del gas naturale, argomento molto discusso nei
elevati (Kennedy, 1984). La flessibilità, in particolare la vari contesti internazionali dell’energia in questo inizio
libertà di scelta dei mercati cui accedere per l’approvvi- di 21° secolo, in quanto c’è consenso nel ritenere che
gionamento degli idrocarburi, e un certo grado di libertà la politica energetica degli Stati si stia spostando dal-
nella locazione dei terminali di ricevimento e stoccag- l’impiego dell’olio combustibile verso un uso sempre
gio del prodotto sono certamente aspetti rilevanti nella più massivo del gas naturale, per coprire la domanda

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TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

crescente di energia e la contemporanea riduzione delle liquefatto. Un’analisi comparativa dei costi evidenzia
scorte liquide, anche in relazione a un impatto sull’am- inoltre che per le condotte su lunga distanza il costo attua-
biente derivante dalla combustione del gas naturale, rite- lizzato del trasporto nel 2000 varia tra 1,4 e 1,8 dollari
nuto sostenibile. USA per unità di energia trasportata (1 milione di BTU),
L’industria per la ricerca e l’estrazione degli idrocar- mentre il costo del trasporto di gas naturale liquefatto è
buri ha sempre ritenuto non competitivo il trasporto su dell’ordine di 2,5-2,7 dollari USA a parità di energia tra-
lunga distanza del gas naturale, a causa dell’elevato costo sportata.
di trasporto dell’unità di massa (e quindi di energia) rispet-
to agli idrocarburi liquidi, che a parità di volume sono Brevi cenni storici
decisamente a più alto contenuto calorifico. Ciò ha por- Il trasporto di idrocarburi in condotta non è partico-
tato a limitare l’attività di esplorazione per la ricerca dei larmente conosciuto dall’opinione pubblica, in quanto
giacimenti di gas naturale, sulla cui disponibilità le cifre le condotte sono in genere interrate o sottomarine e non
attualmente presentate dall’industria del petrolio risulta- interferiscono, o almeno non dovrebbero interferire, con
no di conseguenza approssimate per difetto. La crisi ener- le attività umane. Esso viene alla ribalta esclusivamen-
getica e le tensioni internazionali nei mercati tradiziona- te quando un’interferenza accidentale provoca danni al
li della fine del 20° secolo hanno però portato a rivede- patrimonio o alla salute pubblici. Per chi opera nell’in-
re la posizione delle compagnie petrolifere. Il trasporto dustria degli idrocarburi, le condotte risultano un inve-
del gas, in particolare di grandi quantità (per esempio, stimento da gestire con grande cura, in quanto sono ele-
10-20 miliardi di metri cubi all’anno) su lunga distanza, menti portanti della politica energetica di uno Stato, sia
attraverso una condotta ottimizzata nei costi e affidabile quando sono direttrici principali dell’importazione dai
nel tempo, sta diventando argomento centrale nei piani mercati esteri, sia quando contribuiscono alla distribu-
di sviluppo di trasporto del gas da regioni remote, quali zione capillare del prodotto finito sul territorio.
le regioni artiche e le regioni più interne del continente L’impiego della condotta per il trasporto di fluidi ha
eurasiatico. La fig. 1 mostra le opzioni ottimali per por- una lunga storia. In Mesopotamia e in Egitto, 5.000 anni
tare il gas naturale sul mercato, in funzione di distanza e prima di Cristo, condotte in argilla venivano impiegate
volume. È uno schema condiviso da molte compagnie per scopi di irrigazione e drenaggio. In Cina, nel 5° seco-
petrolifere, che proviene da studi approfonditi svolti in lo a.C., condotte di bambù fasciate da tele impregnate di
vari contesti (energia, finanza, politica) per individuare cera venivano impiegate per trasportare il gas naturale
le tecnologie più opportune per lo sfruttamento di giaci- verso la capitale dell’impero, Pechino, a scopo di illu-
menti di gas presenti in regioni remote. minazione. I Romani, durante la fase aurea dell’impero,
Esiste quindi una contrapposizione attiva tra la fles- impegnati a realizzare grandi infrastrutture quali gli
sibilità del sistema di trasporto mediante cisterna, basa- acquedotti, impiegavano condotte in piombo nei raccor-
to su impianti di liquefazione e rigasificazione costieri, di più importanti della rete. Fino al 18° secolo, in parti-
e la economicità del trasporto del gas naturale su lunga colare nell’architettura e nell’urbanistica dell’età rina-
distanza mediante condotta. Il trasporto in condotta impie- scimentale, si possono riscontrare molti esempi di impie-
ga non più del 10% dell’energia contenuta nel gas tra- go di condotte per collegamenti idraulici tecnicamente
sportato, rispetto al 30% impiegato nella opzione gas interessanti, sia per il trasporto dell’acqua sia per il tra-
sporto di idrocarburi impiegati nell’illuminazione pub-
blica, ma con tecnologie che non si discostavano molto
da quelle impiegate dai Romani. Un contributo signifi-
cativo è rappresentato, nel 18° secolo, dall’introduzio-
25
ne di tubi e componenti in ferro fuso, per acquedotti e
volume gas (109 Sm3/anno)

20 gasdotti scarichi, talvolta per il trasporto del gas per l’illumina-


zione. Nel 1879, a seguito della scoperta di un giaci-
15 GNL mento di petrolio in Pennsylvania, fu realizzata una prima
condotta, con un diametro di 15 cm, per il trasporto del
10 petrolio attraverso lo Stato su una distanza di circa 180
liquidi da gas km. Nella stessa area, nove anni più tardi fu realizzata
5 syndiesel, dimetiletere, metanolo
corrente elettrica
un’altra linea, di 20 cm di diametro, per il trasporto del
alternata e continua gas naturale dalla Pennsylvania allo Stato di New York,
0
0 1.000 2.000 3.000 4.000 5.000 6.000 di circa 120 km di lunghezza. Erano gli inizi di una
distanza (km) industria che, a cavallo tra il 19° e il 20° secolo, adot-
fig. 1. Le opzioni dell’industria per il trasporto tava le soluzioni più innovative principalmente negli
del gas al mercato, in funzione di distanza Stati Uniti, in Venezuela e nell’area a ovest del Mar
e volume. Caspio. In quegli anni l’industria meccanica pesante

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TRASPORTO IN CONDOTTA

cominciava a produrre tubi in acciaio ad alta resistenza, stato negli Stati Uniti, e non necessariamente vincolato
che al tempo prevedevano giunzioni filettate, comples- a vicende politiche importanti. Come caso particolare va
se e poco efficienti per condotte adibite al trasporto di menzionata l’Italia, che negli anni Settanta si è mossa,
idrocarburi su lunga distanza. L’introduzione della sal- per prima nel mondo occidentale, verso una politica ener-
datura ad arco sommerso, all’incirca nel 1920, ha cam- getica basata sul gas metano, con la realizzazione delle
biato sostanzialmente lo scenario ed è iniziata da allora prime dorsali di trasporto del gas attraverso i fondali
la realizzazione di condotte di grande diametro, che profondi del Mediterraneo (canale di Sicilia e stretto di
potremmo definire moderne. Messina).
La maggior parte delle condotte oggi in esercizio è Quando si parla di condotte sottomarine, solitamen-
stata realizzata a partire dalla Seconda Guerra Mondia- te ci si riferisce a:
le, in molte circostanze per rispondere a esigenze molto • linee dedicate al trasporto del prodotto (in genere
particolari di uno Stato. Così è avvenuto, per esempio, multifase od olio), da una piattaforma a un termina-
negli Stati Uniti dove, durante la Seconda Guerra Mon- le marino per il trattamento per successiva esporta-
diale, tra il 1942 e il 1943, vennero realizzati il Big Inch zione, ovvero da una piattaforma a un terminale a
e il Little Big Inch per il trasporto dell’olio combustibi- terra (olio e gas, talvolta multifase); le lunghezze
le dal Texas ai porti sulla costa nord-orientale, allo scopo sono inferiori a 100 km, per diametri che vanno da
di evitare il pericolo di attacchi alle navi cisterna costie- 12'' a 18'' (30,5-45,7 cm ca.);
re da parte dei sottomarini tedeschi. L’embargo del petro- • linee dedicate all’attraversamento di grandi bacini
lio arabo del 1974, a seguito della crisi medio-orientale marittimi, quali il Mediterraneo e il Mare del Nord,
provocata dalla Guerra del Kippur, ha accelerato la rea- tra una sponda e l’altra (per esempio, tra l’Africa set-
lizzazione della condotta per trasportare olio combusti- tentrionale e la Sicilia, tra la Norvegia e il resto del-
bile dai ricchi giacimenti di Prudhoe Bay, nella parte set- l’Europa settentrionale); sono lunghe linee per il tra-
tentrionale dell’Alaska bagnata dal Mare di Beaufort, sporto del gas, su distanze tra 100 e 1.000 km, per
fino al terminale di Valdez, nella estremità meridionale grandi diametri, tra 20'' e 44'' (50,8-112 cm ca.).
dell’Alaska sull’Oceano Pacifico, dove le navi cisterna Esistono anche condotte sottomarine che mettono in
potevano avere accesso anche nella stagione invernale comunicazione le diverse aree in cui è suddivisa la pro-
(Williams, 1999). Attualmente, data l’instabilità politi- duzione di un giacimento di grande estensione, traspor-
ca nel Medio Oriente, le compagnie petrolifere si stan- tano olio e/o gas (talvolta un prodotto multifase), sono
no muovendo verso lo sfruttamento dei giacimenti di gas di piccolo diametro, tra 4'' (10,2 cm ca.) e 16'' (40,6 cm
(in mare) dell’Artico Canadese, con trasporto verso gli ca.), e di lunghezza inferiore a 10 km.
Stati Uniti mediante condotte che attraversano aree dif- Le più antiche condotte sottomarine sono state per
ficili e particolarmente sensibili da un punto di vista gli scarichi a mare, i primi realizzati nel 19° secolo. I
ambientale (Cope, 2004). primi impieghi nell’industria degli idrocarburi sono stati
Mentre nel primo caso ci si trova di fronte a una sem- brevi linee di carico-scarico, che venivano costruite a
plice accelerazione dello sviluppo di una infrastruttura terra e quindi trainate in galleggiamento e posizionate
comunque pianificata, nel secondo e nel terzo caso si sul fondale del mare con l’ausilio di mezzi navali ed equi-
tratta di una sfida per la tecnologia del tempo. Nel caso paggiamenti non particolarmente sofisticati. Questa è
del cosiddetto ‘oleodotto trans-alaskano’, per la prima una tecnologia ancora oggi impiegata per tali scopi, arric-
volta tecnologia e ingegneria sono state impiegate inten- chita ovviamente da equipaggiamenti più dedicati e poten-
sivamente nella realizzazione di una condotta, con la ti. L’industria per lo sfruttamento delle risorse sottoma-
finalità di superare le difficoltà previste dal progetto, rine è comunque relativamente recente. Le prime con-
quali permafost, aree montuose e vulcaniche, alto rischio dotte sottomarine sono state installate nell’immediato
sismico, ambiente molto vulnerabile, ecc. Il risultato è dopoguerra, nel Golfo di Maracaibo (Venezuela) e nel
stato certamente soddisfacente (30 anni circa di eserci- Mar Caspio. Erano brevi, di piccolo diametro e poste in
zio lo confermano), al di là dei costi più elevati richie- acque relativamente basse. L’esigenza di muoversi su
sti dalla realizzazione di una simile infrastruttura. Si ritie- distanze più lunghe e fondali più profondi venne imme-
ne che da questo progetto sia partita la sfida delle con- diatamente dopo. A tale proposito è rilevante quanto rea-
dotte sottomarine attraverso i fondali profondi, come lizzato durante la Seconda Guerra Mondiale, in conco-
risulta evidente dalla iniziativa tecnologica intrapresa mitanza con lo sbarco in Normandia delle truppe anglo-
negli anni Settanta in questo settore dell’industria petro- americane. I militari chiesero a una compagnia petrolifera
lifera (sfociata nella realizzazione di tre condotte nel britannica, che successivamente sarebbe diventata la Bri-
Mediterraneo che toccano la profondità, allora ritenuta tish Petroleum, di installare una condotta tra la Gran Bre-
abissale per le condotte sottomarine, di circa 600 m). tagna e la Francia attraverso il Canale della Manica. Nello
Lo sviluppo della rete di condotte in Europa (Russia studio del progetto denominato PLUTO (Pipe Line Under
compresa) è stato molto più graduale di quanto non sia The Ocean) furono individuati due tipi di condotta, uno

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TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

simile a un cavo sottomarino con un tubo in piombo, le varie discipline che partecipano allo sviluppo di un
rinforzato esternamente da strati di fili in acciaio immer- progetto di condotta di esportazione.
si in una matrice resinosa, l’altro costituito da una nor- Le condotte principali o di esportazione che partono
male tubatura in acciaio, con saldature di testa e senza dall’impianto di spinta possono essere classificate sulla
protezione anticorrosiva (Searle, 1995). La scelta cadde base di:
sul primo tipo: le prove furono eseguite rapidamente nel • ambiente attraversato, per esempio condotte di terra
giro di qualche settimana e il tubo di piombo rinforzato o condotte sottomarine, con sottoclassi che qualifi-
venne realizzato a terra e arrotolato su rocchetti galleg- cano ulteriormente le principali caratteristiche quali
gianti, che furono trainati da alcuni rimorchiatori da cui il profilo altimetrico, la natura dei terreni, ecc.;
si operava per srotolarlo e appoggiarlo sul fondale. La • prodotto trasportato, se liquido o gassoso o multifa-
condotta collegava l’isola inglese di Wight con la peni- se, con sottoclassi che qualificano i parametri flui-
sola Cotentin in Francia. L’operazione di varo durò in dodinamici del trasporto quali pressione, temperatu-
totale solo 10 ore (una prestazione eccellente anche per ra, velocità, ecc.;
i tempi correnti), e ancora oggi si discute sulla efficacia • materiale con il quale vengono realizzate, il tipico
che ha avuto la soluzione PLUTO nel trasporto median- acciaio al carbonio-manganese o leghe speciali resi-
te navi cisterna, nei porti che immediatamente dopo lo stenti alla corrosione, e saldature con cui vengono
sbarco erano stati riportati, dal genio militare degli allea- assemblate;
ti, alla funzionalità. • tecnologie impiegate nella costruzione, in particola-
Quando oggi si parla di trasporto di idrocarburi in re quelle relative alla posa in opera e ai lavori richie-
condotte sottomarine in acque profonde e su lunghe sti per l’interramento, sia per le condotte a terra che
distanze, solitamente si fa riferimento al gas, che viene per le condotte sottomarine.
trasportato ad alta pressione, sempre maggiore di 10 La peculiarità che una condotta ha rispetto agli altri
MPa, per garantire portate significative, con diametri sistemi di trasporto riguarda:
non particolarmente grandi e quindi non difficili da instal- • l’esercizio, in relazione al costo del trasporto delle unità
lare con l’equipaggiamento a disposizione (Bruschi, di energia e delle capacità di trasporto attraverso ambien-
2002). Il trasporto dell’olio, se pur trattato per evitare ti che possono risultare particolarmente ostili;
problemi di corrosione, su lunghe distanze sottomarine
è limitato dagli aspetti di pompaggio, che impongono la
presenza di stazioni intermedie, e quindi costi che ren- pozzi stazioni di compressione
dono tale trasporto non competitivo rispetto a quello tra- linee di raccolta reiniezione
e raccordo
dizionale con navi cisterna. Il problema della spinta diven- terminale
ta quasi insormontabile quando il fondale da attraversa- utilizzatori utilizzatori
re è particolarmente irregolare, con discese profonde e
salite ripetute (esempio tipico sono i profili delle con- trattamento
olio/gas
dotte che attraversano il Mediterraneo), al punto che gli
unici esempi di condotte per l’olio sottomarine di lun-
ghezza significativa si incontrano nel Mare del Nord, su
percorsi che prevedono una risalita particolarmente rego-
lare tra i 70 m del bacino di produzione di Ekofisk, nel
settore norvegese del Mare del Nord, e il terminale a terra
in Gran Bretagna. distribuzione

Tipologia e classificazioni delle condotte


La condotta è un sistema che prevede diverse com- linea di impianto condotte esportazione
ponenti quali valvole, elementi di raccordo, pompe (liqui-
di) e compressori (gas), misuratori di portata, dispositi-
vi per l’ispezione, trasduttori, protezione catodica, siste-
mi di controllo, ecc. La fig. 2 mostra uno schema del distribuzione
sistema di trasporto in condotta, con le varie componenti
messe in evidenza. Le figg. 3 e 4 mostrano il flusso del
processo decisionale che porta alla realizzazione di una
condotta per l’esportazione del prodotto da un giacimento
in fase di sfruttamento: la prima mostra lo sviluppo delle utilizzatori utilizzatori
varie fasi dell’ingegneria che portano alla realizzazione fig. 2. Schema elementare di un sistema
di una condotta di esportazione; l’altra l’interazione tra di trasporto con le varie componenti.

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TRASPORTO IN CONDOTTA

fase di definizione fase esecutiva

ingegneria di base
ingegneria di dettaglio

piani di sviluppo

ingegneria concettuale
fornitura di materiali

budget di progetto

tempistica di progetto
fabbricazione
basi per ingegneria
di dettaglio

specifiche di progetto
installazione

valutazione dei rischi


collaudi

sviluppo della strategia processo di offerta


contrattuale

strategia tecnica

pre-qualifiche
strategia commerciale
contenuti e struttura
dell’offerta
strategia della tempistica
valutazione dell’offerta
strategia dell’interfaccia

fig. 3. Le fasi dello sviluppo di un progetto di trasporto in condotta.

• l’ambiente, in relazione al fatto che, una volta ter- rotta sicurezza disponibilità
minate le operazioni relative alla fase di costruzione
di una condotta (che richiedono particolari attenzio-
ni soprattutto negli ambienti più vulnerabili), que- idraulica
st’ultima non ha alcun impatto durante l’esercizio;
• la sicurezza, evidenziata da ratei di guasto soddisfa- ambiente
centi sia per quanto concerne il trasporto di prodot-
ti liquidi che per quelli gassosi; il trasporto di gas ad meccanica
alta pressione può comunque presentare problemi
materiali corrosione
nelle aree densamente popolate, superabili esclusi- e protezione
vamente con l’impiego di materiali di elevata qua-
lità, con costruzione accurata pianificata nel tempo
attraversamenti terminali collaudi controllo
e nel rispetto del territorio, e con la gestione del tra- e stazioni strumentale
sporto ad alto controllo a garanzia dell’ambiente,
della proprietà e della salute. soluzione
di progetto
L’ingegneristica coinvolta nella realizzazione delle
condotte riguarda: soluzione
di gestione
• l’ottimizzazione del sistema di spinta, in ragione del
profilo altimetrico del percorso, dei diametri instal- fig. 4. Le discipline che intervengono
labili, della distanza da percorrere, della portata da nella realizzazione di una condotta
garantire; per il trasporto di idrocarburi.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 775


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

• l’analisi dell’ambiente, per quanto concerne l’idro- caso di rilascio gassoso, il pericolo di esplosione e incen-
morfogeosismologia, i suoli attraversati e la loro sta- dio incrementa significativamente il potenziale coinvol-
bilità, le condizioni ambientali in prossimità del fondo; gimento delle attività umane circostanti, quindi le con-
• il dimensionamento di massima e la scelta dei mate- seguenze sulla salute di addetti e di chi opera nelle vici-
riali, in ragione del prodotto trasportato e delle pre- nanze (episodi di rilascio gassoso con esplosione e/o
stazioni meccaniche richieste dall’esercizio e dal- incendio si sono verificati negli Stati Uniti e in Europa).
l’ambiente; Il rischio di un trasporto in condotta viene definito
• la progettazione dell’installazione, che riguarda sia come prodotto tra la probabilità di perdita o rottura e
la capacità di seguire un certo profilo del letto di posa, l’entità delle conseguenze della stessa:
sia l’integrità della condotta durante le operazioni di • nel caso del trasporto di gas, tale entità è misurata
posa, particolarmente per le condotte sottomarine, dal volume di gas che può essere rilasciato nell’am-
per le quali l’installazione prevede elevate sollecita- biente, pertanto lungo la condotta vengono poste delle
zioni da sommare alla pressione esterna, e talvolta valvole di intercettazione del gas a distanze regolari
fondali accidentati ove la condotta deve risultare in relazione alle caratteristiche ambientali e sociali
appoggiata, evitando che rimanga sospesa per lun- delle aree attraversate;
ghi tratti; • nel caso del trasporto di liquido, l’entità delle con-
• la progettazione dell’esercizio che, sulla base dei pro- seguenze è legata al volume rilasciato nell’unità di
fili di pressione e temperatura ipotizzabili per il flui- tempo, alle condizioni atmosferiche e idrauliche della
do trasportato, verifica la capacità della condotta di località dove avviene il rilascio (quale per esempio
sostenere i carichi operativi e i carichi ambientali la distanza dalla costa per le condotte sottomarine),
aggiuntivi; alla tempestività e alla tecnologia disponibile per
• la progettazione del sistema di controllo del proces- interventi di mitigazione e recupero ambientale, sem-
so di trasporto e la programmazione razionale delle pre in relazione alle caratteristiche naturali e sociali
procedure e degli equipaggiamenti per l’ispezione e delle aree attraversate.
la manutenzione ordinaria e straordinaria della con- Vanno anche considerate le conseguenze che un inci-
dotta. dente può avere sulla reputazione della compagnia respon-
Il livello della progettazione è sempre correlato al sabile del trasporto, che possono tradursi in un impatto
livello di approfondimento della conoscenza delle con- economico pari al costo dell’incidente stesso e che per-
dizioni ambientali e dipende dalla vulnerabilità del- tanto possono risultare argomento primario nelle anali-
l’ambiente attraversato, dalle peculiarità del percorso si di rischio eseguite dall’operatore della condotta. Le
ottimale, dalla difficoltà delle condizioni di esercizio, analisi quantitative di rischio (definito, come già detto,
dalla rilevanza strategica. dal prodotto tra la probabilità di occorrenza di un inci-
dente e l’entità delle conseguenze che ne derivano) sono
Sicurezza, conseguenze di rilascio diventate, negli anni Novanta, una fase necessaria nella
del prodotto, rischio progettazione di una condotta e coinvolgono competen-
La sicurezza del trasporto di idrocarburi in condotta ze multidisciplinari, quali:
è misurata in base alla probabilità di occorrenza di dan- • fluidodinamica ambientale, chimica e termodinami-
neggiamenti che possano implicare una perdita di conte- ca delle reazioni;
nuto, da fessurazioni parziali che si formano sulla pare- • fisica della diffusione del prodotto per lo studio delle
te (riscontrabili immediatamente durante la costruzione conseguenze; meccanica dei processi di interferen-
o in concomitanza della prova di collaudo idraulico, duran- za e danneggiamento, geotecnica e fisica/chimica
te l’esercizio a seguito di misurazioni strumentali ordi- dell’ambiente ove si verifica il danneggiamento, ana-
narie di controllo della portata nella stazione di spinta e lisi dell’integrità strutturale, metallurgia e suscetti-
al terminale di ricevimento, a conclusione di una ispe- bilità all’ambiente dei materiali, delle protezioni atti-
zione ordinaria ovvero straordinaria perché motivata da ve e passive, ecc., per lo studio della sicurezza e quin-
eventi ambientali eccezionali o da attività umane), o anche di dell’integrità strutturale.
da evidenze macroscopiche di rottura e/o scoppio. La sicurezza del trasporto degli idrocarburi in con-
Le conseguenze del rilascio di un prodotto riguarda- dotta è di pertinenza della progettazione, e viene valu-
no l’ambiente; quelle legate al rilascio di prodotti liqui- tata in due modi:
di (inquinamento paesaggistico e della falda freatica, • analiticamente, quando si identificano i requisiti
impatto su flora e fauna, danno alle attività umane local- quantitativi di sicurezza da perseguire in un proget-
mente interessate dal passaggio della condotta o global- to (nelle verifiche di funzionamento, espresse con
mente legate alla disponibilità del prodotto, ferimento o equazioni dedicate, i requisiti minimi sono correla-
morte di addetti alla condotta o terze parti accidental- ti tramite una serie di coefficienti di sicurezza alla
mente coinvolte, ecc.) sono particolarmente critiche. Nel probabilità di occorrenza di malfunzionamento che

776 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

conduce a danneggiamento misurabile e/o rottura con nell’industria. In generale l’unità di misura della pre-
associata perdita del prodotto), in relazione al tipo di stazione è espressa in numero di incidenti per anno e
prodotto trasportato, alle tecnologie di fabbricazio- per chilometro di condotta. Per esempio, nella banca
ne e di costruzione previste, alle condizioni di eser- dati di EGIG (European Gas pipeline Incident data
cizio e controllo dei parametri rilevanti, alle condi- Group; Bruschi, 2002) sono documentati all’incirca
zioni ambientali e sociali delle regioni attraversate; 1.060 incidenti per una esposizione totale di 2,4 milio-
• consuntivamente, quando sono raccolte ed elabora- ni di km all’anno. Nella banca dati di CONCAWE (CON-
te le risultanze, per tipologia e frequenza, di incidenti servation of Clean Air and Water in Europe) è docu-
verificatisi durante la costruzione e l’esercizio negli mentato un totale di 394 incidenti, per una esposizione
anni di condotte simili, nei vari contesti tecnologici, totale di 700.000 km all’anno. La banca dati statuniten-
operativi e ambientali. se del DOT/OPS/RSPA (Department of Transport, Of-
Facendo riferimento al metodo analitico, una pro- fice of Pipeline Safety, Research and Special Program
gettazione basata su norme che perseguano esplicita- Administration) comprende incidenti su condotte per il
mente obiettivi di sicurezza quantitativi, attraverso una trasporto di olio e gas, sia sottomarine sia terrestri, inclu-
serie di fattori di sicurezza calibrati sulla probabilità di se le stazioni di spinta e di misura. Per le condotte a terra,
non superamento della condizione di funzionamento, l’interferenza esterna con attività umane (scavi per lavo-
garantisce una sicurezza nominale al progetto. Talvolta ri di utilità civile, aratura e pozzi idrici nell’attività agri-
la richiesta di verifiche specifiche non coperte dalla nor- cola) è di gran lunga la causa più frequente di inciden-
mativa, ovvero la necessità di verificare il livello di sicu- ti, soprattutto nel caso di condotte con diametri piccoli.
rezza di una condotta in esercizio, comporta un’analisi La copertura è un parametro determinante, insieme allo
probabilistica completa, ove: spessore della condotta e alla localizzazione, rurale, sub-
• vengono identificate le condizioni di funzionamen- urbana o urbana. Altre cause rilevanti sono la corrosio-
to rilevanti, e quindi le relazioni funzionali tra i para- ne, le cause meccaniche (principalmente in fase di costru-
metri di progetto, che consentono di interpretare le zione), gli errori operativi e gli eventi naturali.
prestazioni attraverso modelli; È difficile fare analisi comparative tra le varie ban-
• vengono analizzate le incertezze che influenzano i che dati, sia in quanto spesso la definizione di inciden-
parametri rilevanti, per ciascuna delle relazioni fun- te non è omogenea e i dati di incidente non sono dispo-
zionali identificate, nel descrivere il passaggio da una nibili allo stesso livello di dettaglio, sia a causa della
condizione di funzionamento a una condizione di non diversità di ciascuna condotta in termini di tecnologia,
funzionamento e vengono definiti le distribuzioni criteri di progetto, equipaggiamento per la costruzione
statistiche e i parametri rilevanti sulla base di infor- e la gestione, condizioni di esercizio e condizioni ambien-
mazioni quali riscontri sperimentali, prove di quali- tali. Una media pesata delle prestazioni di trasporto, rica-
fica e progettazione; vata dalle statistiche di incidente delle varie banche dati,
• le misure di incertezza vengono utilizzate sia per cal- fornisce le seguenti indicazioni in termini di incidenti
colare la probabilità di superamento di una condi- per anno per km di condotta durante il periodo 1970-
zione di funzionamento limite, sia per calibrare fat- 2000: nel caso di condotte per gas, il rateo di guasto si
tori di sicurezza da applicare ai singoli parametri di è abbassato da 0,8-1,5 a 0,15-0,21 per 1.000 km di con-
progetto, perché le probabilità di superamento della dotta; nel caso di condotte a olio, il rateo di guasto si è
condizione di funzionamento limite risultino infe- abbassato da 1,2-1,8 a 0,3-0,6 per 1.000 km di condot-
riori a un certo valore di obiettivo. ta. Questi valori, quando vengono paragonati con quel-
Gli argomenti suddetti sono stati introdotti negli anni li derivanti da altre attività dell’industria chimica o del-
Novanta, in particolare per le condotte sottomarine, e sono l’energia, risultano molto soddisfacenti e testimoniano
diventati attuali nello sviluppo dei progetti di frontiera il ruolo attribuito negli anni alla innovazione tecnologi-
pianificati nella prima decade del terzo millennio (i pro- ca dall’industria del trasporto dei prodotti petroliferi.
getti nell’isola di Sakhalin e in America Settentrionale). Per le condotte sottomarine, la banca dati predispo-
Per quanto riguarda la verifica della prestazione delle sta dall’ente governativo britannico HSE (Health, Safety
condotte nel tempo, basata sulle analisi dei dati di inci- and Environment), riguardante le condotte sottomarine
denti verificatisi in circa 30 anni di esercizio delle con- nel Mare del Nord, è molto dettagliata, soprattutto per
dotte moderne (1970-2000), enti governativi e privati si quanto riguarda gli incidenti occorsi dagli anni Novan-
occupano da anni di raccogliere tali dati e di omoge- ta in poi. Sono documentati in totale 542 incidenti: 396
neizzarli per una analisi critica. In Europa (Bruschi, riguardanti condotte in esercizio (dei quali 209 in con-
2002) e negli Stati Uniti, i dati raccolti consentono di dotte rigide in acciaio e gli altri in condotte flessibili,
avere un quadro completo sull’adeguatezza della tec- realizzate con plastica rinforzata da carcassa metallica,
nologia impiegata dall’industria nel settore in oggetto, e in punti di discontinuità quali valvole e flange); 65 di
consistentemente con quanto viene ritenuto accettabile questi incidenti hanno portato a perdita di prodotto. Così

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 777


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

come per il caso delle condotte a terra, gran parte degli la valutazione critica e il perfezionamento dei tracciati
incidenti è dovuta a corrosione (40%) e interferenza proposti, la definizione del percorso più promettente, il
esterna (39%), mentre solo il 6% a cause ambientali, sopralluogo visivo e strumentale dello stesso, l’analisi
malgrado le severe condizioni climatiche del Mare del ingegneristica, le operazioni legali finalizzate all’otte-
Nord. Questa statistica si riferisce a una esposizione di nimento dei vari permessi. Un aspetto critico del pro-
circa 100.000-1.000.000 di km all’anno e, sebbene molto cesso di scelta riguarda i vincoli presenti sul territorio
più dettagliata della corrispondente per le condotte a che impongono l’esclusione di certi passaggi e obbliga-
terra, è comunque insufficiente a definire un rateo di no a soluzioni non ottimali da un punto di vista econo-
guasto oggettivo per un’applicazione di natura generale mico e tecnico, benché entro limiti comunque accetta-
alle analisi di rischio, in quanto limitato da: bili. La raccolta della cartografia disponibile dell’area
• disomogeneità del campione in termini di tecnolo- in esame, possibilmente in scala 1:50.000, oltre che delle
gia, materiali ed equipaggiamento per la costruzio- foto aeree, risulta determinante. La tecnologia più recen-
ne, di criteri di progetto, di condizioni di esercizio e te mette a disposizione una cartografia da satellite estre-
di condizioni ambientali (acque basse, acque profon- mamente sofisticata, con vari livelli di dettaglio, che
de, ecc.); rende la fase di ingegneria sulle carte molto più effica-
• definizione di rottura (perdita o interruzione del tra- ce di quanto fosse precedentemente. Sono disponibili
sporto) e/o disponibilità del trasporto a seguito del- mappe, oltre che di tipo geografico, anche a carattere
l’incidente. tematico (Champlin, 1973) che consentono di descrive-
Si può comunque captare un segnale molto forte da re la condizione complessa del territorio attraversato sotto
questi dati, riscontrabile anche da quelli relativi alle con- diversi punti di vista, evidenziando la presenza degli ele-
dotte a terra, riguardante il ruolo dello spessore del tubo menti vincolanti. La selezione preliminare conduce in
nella capacità della condotta di superare gli incidenti più genere al tracciamento di varie rotte possibili, che evi-
frequenti: condotte di grande diametro, alta pressione ed tano le aree critiche e sfruttano al meglio i percorsi carat-
elevato spessore risultano molto sicure, ma l’aumento di terizzati da condizioni favorevoli alla realizzazione e
spessore, solitamente adottato in prossimità delle zone di all’esercizio della condotta.
sicurezza ovvero ove si svolgono le attività da parte degli Gli elementi che condizionano la scelta sono molte-
addetti, non garantisce di per sé sicurezza. Il significato plici e di varia natura, di carattere sia restrittivo-legale
è che un elevato spessore di acciaio evita lungo gran parte sia tecnologico. Nel caso di fiumi, torrenti, laghi e palu-
del percorso perdite del prodotto a causa di incidenti, ma di è, per esempio, imperativo evitare la realizzazione di
non è sufficiente a evitare incidenti dove un’attività umana attraversamenti in aree potenzialmente soggette all’a-
congestionata risulti povera di procedure adeguate. zione erosiva o in zone in cui la naturale evoluzione può
coinvolgere nel tempo la condotta. Dal punto di vista
morfologico e fisiografico, va evitato l’attraversamento
7.1.2 Il percorso attraverso di pendii molto ripidi ovvero di terreni erodibili o trop-
gli ambienti po duri per le normali operazioni di scavo della trincea
di posa della condotta. La sismicità del territorio e la pre-
Selezione del percorso senza di eventuali faglie (Champlin, 1973) possono risul-
per le condotte terrestri tare vincolanti. In relazione alle tematiche ambientali,
devono essere evitati le aree di riproduzione faunistica
La realizzazione di una condotta per il trasporto di e gli habitat delle specie protette, così come le aree e i
idrocarburi è condizionata dalle caratteristiche del terri- siti di interesse storico, archeologico e paesaggistico.
torio che dovrà attraversare e dall’esigenza di minimiz- Fattori critici che condizionano la selezione del traccia-
zare l’impatto ambientale, in particolare durante la costru- to di una condotta sono inoltre l’attraversamento di stra-
zione. Le tematiche ambientali relative all’area interessa- de, ferrovie o condotte, di aree densamente popolate o
ta riguardano gli aspetti idrogeomorfologici, la vegetazione sottoposte a vincolo (parchi nazionali, riserve naturali,
e il paesaggio, ma anche i vincoli legislativi presenti sul boschi di pregio e aree di ripopolamento), ma anche la
territorio. La scelta del percorso ottimale deve coniugare facilità di accesso temporaneo e permanente per la costru-
le esigenze di carattere tecnico-economico con quelle della zione e la gestione (Passey e Wooley, 1980). Ciascun
tutela dei luoghi attraversati, all’interno del campo di varia- tracciato preliminare viene analizzato in dettaglio attra-
zione dei parametri che caratterizzano la fattibilità tecni- verso un processo ingegneristico iterativo di controllo e
co-economica di un attraversamento. modifica successivi, basato sulla valutazione dei vari
Il processo di ottimizzazione si svolge attraverso una aspetti, sia restrittivi sia favorevoli, fino a ottenere una
serie di fasi di proposta, controllo e verifica (Mohitpour nuova versione riveduta e corretta.
et al., 2000), che includono la scelta preliminare di mini- L’attività di ingegneria viene seguita da un sopralluogo
ma percorrenza basata sullo studio di carte e foto aeree, visivo del sito, e le aree critiche vengono caratterizzate

778 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

segni di una instabilità recente, bisogna analizzare e com-


prendere la natura del movimento franoso. In presenza di
movimenti profondi, spesso si rende necessaria la ricer-
ca di un percorso alternativo, in quanto una eventuale
opera di stabilizzazione risulterebbe troppo costosa o non
fattibile. Talvolta, invece, in presenza di movimenti poco
profondi gli interventi di stabilizzazione risultano relati-
vamente semplici ed è possibile modificare la situazio-
ne per renderla conforme alle esigenze di progetto.
Il caso degli attraversamenti fluviali ha un effetto rile-
vante sia sui costi sia sulla lunghezza complessiva della
condotta, in quanto è essenziale trovare il tratto in cui il
letto fluviale è più idoneo. La presenza di roccia partico-
fig. 5. Esempio di immagine digitale larmente dura implica spese elevate per la sagomatura,
del territorio da carta satellitare mentre i letti sabbiosi possono comportare grossi volumi
(per cortesia di R. Bruschi). di scavo. È preferibile realizzare un attraversamento ad
angolo retto per minimizzare le lunghezze ed evitare per-
corsi in pendenza all’approdo. L’attività erosiva degli argi-
con apposite indagini che includono una topografia di ni può condurre al danneggiamento della condotta e alla
dettaglio, l’analisi dei pendii e dei percorsi di drenaggio, sua esposizione all’impatto con l’ambiente esterno. I trat-
l’identificazione delle eventuali implicazioni geotecni- ti con corrente a velocità elevata vanno evitati perché ren-
che di stabilità dei suoli, l’analisi delle condizioni super-
ficiali dell’area quali le forme, il tipo di terreno, la loca-
lizzazione della roccia, la presenza di corsi d’acqua e la
vegetazione. Nelle aree rurali viene identificata la pre-
senza di zone agricole, specificandone la tipologia di
coltura. Vengono inoltre identificate le aree sensibili dal
punto di vista ambientale o di particolare interesse sto-
rico e archeologico, la presenza di manufatti, strutture o
servizi, la disponibilità di corridoi esistenti e la possibi-
lità di accesso per i mezzi di cantiere, tenendo conto
anche delle problematiche della costruzione legate alle
stagioni. Su questa base vengono verificati tutti gli ango-
li di attraversamento e le distanze di rispetto da strade e
servizi. Il rilievo visivo e la preparazione alla fase di pro-
gettazione definitiva sono oggi supportati dall’utilizzo di
un sistema informativo geografico (GIS, Geographic
Information System), che consente di determinare la posi-
zione e di analizzare oggetti ed eventi presenti sulla super-
ficie terrestre (fig. 5). Questa tecnologia unisce la capa-
cità di memorizzazione e immagazzinamento dei dati alla
possibilità di trattamento degli stessi attraverso l’analisi
statistica, permettendo la restituzione degli elaborati sotto
forma di carte tematiche o tabelle sovrapponibili alla car-
tografia. Una volta rilevate in sito le aree critiche, si pro-
cede con le analisi ingegneristiche di dettaglio come l’a-
nalisi geotecnica degli attraversamenti fluviali, degli attra-
versamenti di pendii e versanti e le valutazioni di impatto
ambientale (fig. 6). In caso di attraversamento di aree sog-
gette a dissesto idrogeologico, i pendii che presentano
fenomeni di instabilità attivi possono essere identificati
rilevando alcuni segnali superficiali in fase di sopralluo- fig. 6. Realizzazione di una condotta su un pendio:
go: gli eventuali problemi di interazione con la condotta l’asse della condotta è parallelo al profilo
devono essere risolti in dettaglio per predisporre le neces- di massima pendenza del versante
sarie misure preventive. Nel caso in cui siano evidenti i (per cortesia di R. Bruschi).

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 779


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

dono difficoltosa la costruzione, mentre sono da preferi- una qualsiasi condizione in grado di perturbare l’equili-
re gli attraversamenti nei tratti rettilinei dei fiumi in modo brio temporaneo del sistema, come la variazione del livel-
da ridurre la probabilità di erosione degli argini. lo della falda freatica, la presenza di materiali che per-
Le varie analisi di dettaglio consentono di adottare dono le proprie caratteristiche di resistenza in presenza
l’approccio migliore mediante un’accurata valutazione di acqua, la struttura del materiale, la topografia, l’a-
dei costi e dei benefici. I costi delle eventuali opere di zione sismica, ecc. (Abramson et al., 1996).
stabilizzazione, degli sbancamenti o del controllo del In fase di selezione del percorso, è fondamentale iden-
drenaggio (sia superficiale sia sotterraneo) devono esse- tificare tutti i pendii instabili o potenzialmente instabili
re confrontati con quelli di un percorso alternativo che per poterne evitare l’attraversamento. La tipologia e la
attraversi zone stabili o che non necessitino di tali inter- distribuzione delle frane naturali sono molto varie e dipen-
venti. Le operazioni di costruzione prevedono la realiz- dono dalla morfologia del terreno e dalle sue caratteri-
zazione di una fascia di lavoro pianeggiante che consenta stiche locali, oltre che dalle condizioni idrauliche del sot-
la buona esecuzione dell’opera e faciliti il transito dei tosuolo. Anche se la fotografia aerea può essere utile nel
mezzi di servizio e di soccorso. In aree morfologica- riconoscimento delle aree a rischio franoso, molti dis-
mente accidentate e in presenza di pendenze molto ele- sesti sono troppo piccoli o comunque difficili da identi-
vate, ciò comporta la realizzazione di opere di sbanca- ficare con questa tecnica. Il sopralluogo visivo è sempre
mento dei versanti attraversati e quindi, in fase di defi- necessario e ha lo scopo di rilevare tutti i segnali tipici
nizione del percorso, si dovrebbe cercare di minimizzare associati a un movimento attivo del terreno o a frane
questa operazione contenendo il più possibile l’entità avvenute in passato che potrebbero essere riattivate con
delle modifiche apportate ai profili originali. La prepa- l’installazione della condotta (Abramson et al., 1996).
razione dei disegni tecnici necessari alla costruzione Sono segnali tipici di un dissesto idrogeologico la pre-
richiede la definizione del profilo, specificando le dimen- senza di scarpate ripide, crepe e fessure a monte di un
sioni e la lunghezza della trincea necessaria, e la pre- pendio, rigonfiamenti e accumuli al piede del versante,
senza di strade, ferrovie e attraversamenti di servizi. Que- la presenza di alberi curvi, la rottura o la modifica del-
sta operazione si svolge attraverso la suddivisione del l’assetto di manufatti (strade, pali delle linee telefoniche
tracciato in intervalli regolari e l’indicazione di tutte le o elettriche, condotte). Questi e altri segnali possono
situazioni particolari, fornendo tutte le quote e le misu- anche contribuire al riconoscimento dei limiti dell’area
re lineari e angolari necessarie a definire completamen- in frana.
te e nel dettaglio la geometria dell’asse della condotta. La peggiore tipologia di frana per il progetto di una
Va prodotto il profilo di dettaglio di ogni attraversamento condotta è quella profonda, in cui la superficie di rottu-
e di ogni situazione particolare che richiede uno studio ra è situata molto al di sotto del piano di posa. Questa
dedicato in fase di progetto. L’indagine ingegneristica situazione andrebbe evitata, anche se tecnicamente è pos-
può essere condotta contemporaneamente a quella lega- sibile progettare e costruire una condotta che attraversi
le e ha lo scopo di produrre la documentazione di sup- un’area potenzialmente instabile senza innescare nuovi
porto per le eventuali operazioni di acquisto o conces- movimenti. In questo caso lo studio della stabilità del
sione necessarie per l’utilizzo del terreno ai fini della versante interessato è fondamentale e presuppone un’a-
costruzione della condotta e del suo futuro esercizio. nalisi accurata dell’area in termini morfologici, geolo-
gici e geotecnici, fisici e idraulici con lo scopo di com-
Georischi per le condotte a terra prendere la fenomenologia che regola il movimento. Una
volta noti le forze in gioco e i processi che intervengo-
Una condotta per il trasporto di idrocarburi è una no a migliorare o perturbare le condizioni di equilibrio
struttura con uno sviluppo lineare che copre distanze del- esistenti, è possibile iniziare la progettazione della con-
l’ordine di alcune centinaia di chilometri. La sua realiz- dotta e delle eventuali opere di stabilizzazione del pen-
zazione comporta l’attraversamento di intere regioni con dio. Il riconoscimento della presenza di potenziali dis-
situazioni ambientali e territoriali completamente diver- sesti idrogeologici influisce in modo determinante anche
se da zona a zona che devono essere affrontate nell’am- in fase di esercizio della condotta, condizionando le atti-
bito dello stesso progetto. In particolare, trattandosi di vità di gestione e manutenzione che spesso devono esse-
una struttura a diretto contatto con il terreno, gli aspetti re supportate da un opportuno e attento programma di
geomorfologici, geotecnici, idraulici e sismici sono fon- monitoraggio per il controllo delle condizioni geotecni-
damentali e fortemente condizionanti per il progetto. che e fisiche alla base dei fenomeni di instabilità (fig. 7).
In particolare si fa uso di inclinometri per la misura diret-
Frane e dissesti idrogeologici ta dello spostamento del terreno e di piezometri per la
Una frana è un movimento verso il basso di una massa misura della variazione della falda freatica sotterranea,
di terreno in pendio soggetta all’azione della forza di gra- associati a un pluviometro per la misura dell’entità delle
vità. L’innesco del movimento è dovuto alla variazione di precipitazioni meteoriche nell’area in esame. Lo studio

780 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

di una frana si avvale molto spesso della modellizzazio- Le cause dei dissesti sono quindi varie e diverse. Gli
ne numerica che, attraverso una serie di simulazioni basa- eventi naturali possono agire in modo da aumentare le
te su valori diversi dei parametri fondamentali del model- forze destabilizzanti (per esempio, accumuli deposizio-
lo, contribuisce alla ricerca del valore più probabile dei nali, forze sismiche) o da ridurre quelle resistenti (per
parametri in gioco e alla comprensione della fenome- esempio, erosione al piede di un versante, aumento della
nologia che caratterizza il movimento franoso. La model- pressione interstiziale, ecc.). In particolare i grandi even-
lizzazione numerica trova largo impiego anche nella fase ti piovosi possono determinare un’infiltrazione massic-
gestionale della condotta: associata all’attività di moni- cia di acqua nel sottosuolo, aumentando la pressione inter-
toraggio, può contribuire alla prevenzione del danneg- stiziale nel terreno e riducendone le caratteristiche di resi-
giamento conseguente a eventi disastrosi, permettendo stenza, creare una forte erosione per effetto del
un’analisi anticipata della possibile risposta strutturale ruscellamento superficiale e dell’aumento della portata
della condotta alle sollecitazioni indotte. dei corsi d’acqua e costituire un potenziale sovraccari-
Esiste una nomenclatura internazionale che classifi- co, saturando il terreno stesso. Anche le attività connes-
ca le frane in base alla tipologia in maniera uniforme in se con la realizzazione della condotta possono perturba-
tutto il mondo (Abramson et al., 1996). Per quanto riguar- re l’equilibrio di un versante. L’apertura di una pista di
da il comportamento di una frana, i fattori principali che lavoro per le normali operazioni di costruzione compor-
regolano l’equilibrio del sistema sono: a) le forze desta- ta spesso lo sbancamento di un tratto di terreno in pen-
bilizzanti che causano il moto, per esempio il peso del denza e quindi presuppone un’accurata selezione dei luo-
materiale; b) le forze dovute al moto dell’acqua nei pori ghi di smaltimento o deposito dei materiali prelevati, i
all’interno di un pendio; c) la pendenza della superficie quali potrebbero costituire un sovraccarico per il suolo,
di rottura; d) la resistenza del terreno lungo la superfi- tale da riattivare un movimento quiescente. Le operazioni
cie di rottura; e) la riduzione di resistenza lungo la super- di ripristino del profilo originale del terreno prima del-
ficie di rottura dovuta alla pressione interstiziale. I primi l’installazione della condotta, per ridurre l’impatto ambien-
tre fattori contribuiscono alla destabilizzazione, mentre tale visivo, possono dare origine a ulteriori fenomeni di
gli ultimi due (forze resistenti) tendono a mantenere l’e- instabilità quando si sostituisce o si riporta il terreno pre-
quilibrio. Per quanto riguarda le forze destabilizzanti, il cedentemente asportato e quindi alterato.
peso del materiale coinvolto è in genere noto o comun- Un aspetto fondamentale del progetto di una condotta
que può essere stimato con sufficiente precisione. Più a terra è quello del controllo del drenaggio superficiale
difficile risulta quantificare le forze dovute al flusso del- e sotterraneo nell’area che si trova nella fascia di rispet-
l’acqua sotterranea e quelle causate da un terremoto. Una to della condotta stessa e dei fenomeni erosivi associati
buona banca dati di eventi sismici precedenti, se dispo- al flusso idrico. La corretta progettazione di opere spe-
nibile, consente di formulare una previsione di eventi cifiche in grado di controllare il regime idraulico è gene-
attesi e stimare il grado di rischio a essi associato. La ralmente efficace nell’evitare che si verifichino gravi
variabile più importante nel definire le forze destabiliz- fenomeni erosivi che possono esporre la condotta all’am-
zanti è la pendenza della potenziale superficie di scor- biente esterno o dare origine a fenomeni di instabilità.
rimento. Maggiore è la pendenza, maggiore è la proba- Opere di questo tipo sono i canali di diversione, i gab-
bilità che si verifichi una frana. Le forze resistenti sono bioni, gli sbarramenti e i drenaggi.
legate alla capacità di resistenza al taglio del materiale
nella zona di rottura e, in particolare, all’angolo di attri- Faglie
to efficace del terreno lungo la superficie di scorrimen- Le faglie sono fratture nelle masse rocciose asso-
to. La resistenza alla rottura del materiale diminuisce per ciate a spostamenti differenziali delle due parti a con-
effetto della pressione dell’acqua interstiziale presente tatto. I movimenti deformativi non si limitano al sem-
sulla superficie di scorrimento, poiché causa la riduzio- plice scorrimento lungo una o più superfici di frattura
ne dello stato tensionale efficace del terreno e quindi ma possono essere accompagnati anche da distorsioni,
della capacità di resistenza meccanica (principio delle rottura e frantumazione delle rocce sulle superfici di
tensioni efficaci; Terzaghi, 1925). contatto, dando origine alle brecce di faglia o miloniti.
Gli spostamenti possono avvenire improvvisamente, a
seguito di un terremoto, o sommarsi gradualmente nel
tempo e costituiscono una seria minaccia per l’integrità
di una condotta che attraversa una faglia. La lunghezza
delle fratture e l’entità dello spostamento dipendono dalla
fig. 7. Interazione magnitudo del sisma e dalla sua profondità focale, mentre
tra dissesto idrogeologico la classificazione delle varie tipologie di faglia si basa sulle
e condotta che attraversa caratteristiche geometriche dello scorrimento (Bonilla,
il pendio. 1970). Da un punto di vista dell’interazione con una

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 781


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

fig. 8. Interazione L’azione sismica non influenza soltanto la stabilità


tra una faglia e la condotta dei versanti. La riduzione della resistenza al taglio del
che l’attraversa. terreno associata all’aumento delle pressioni interstizia-
li può portare alla fluidizzazione del materiale, specie
nel caso di sabbie sciolte sature, con sviluppo di grandi
deformazioni permanenti in grado di danneggiare seria-
mente qualunque tipo di struttura che giaccia sul terre-
no coinvolto. Si possono identificare tre tipologie di
movimenti o rotture del terreno associate al fenomeno
della fluidizzazione (Youd, 1978): deformazione latera-
condotta, l’attraversamento di una faglia è da evitare in le diffusa, flusso gravitativo e perdita della capacità por-
quanto può causare stati di sollecitazione inaccettabili tante del terreno. Altri effetti sono la subsidenza, e soprat-
per l’integrità strutturale e l’efficienza operativa della tutto il sollevamento di condotte originariamente inter-
condotta stessa (fig. 8). Per eseguire correttamente la pro- rate per effetto del loro galleggiamento nella massa di
gettazione di una condotta in grado di resistere alle defor- terreno temporaneamente fluidizzata. La deformazione
mazioni che può subire nell’attraversamento di una faglia laterale diffusa riguarda lo spostamento orizzontale di
è necessario conoscere la geometria e la tipologia della strati superficiali di terreno causato dalla fluidizzazione
faglia e la larghezza della zona interessata, sapere se si del suolo sottostante. È un fenomeno che si verifica in
tratta di un movimento dovuto a un terremoto o all’ac- aree poco pendenti, quasi pianeggianti, e gli spostamenti
cumulo di tensioni nel tempo (creep) e, ovviamente, esa- associati sono dell’ordine delle decine di centimetri. Tali
minare le caratteristiche del terreno. Sicuramente il fat- spostamenti possono avere un effetto particolarmente
tore più importante è rappresentato dal tipo e dall’entità distruttivo sulle condotte, anche se il livello del danno
dello spostamento che può essere stimato sulla base delle dipende dall’entità del movimento e dalle caratteristiche
caratteristiche dell’evento sismico associato. della condotta stessa. Dal punto di vista dell’analisi pro-
gettuale lo studio della condotta, rispetto alle deforma-
Attività sismica zioni superficiali diffuse, presenta problematiche simili
Una delle conseguenze di un evento sismico è l’in- a quelle emerse nel caso delle faglie. Le deformazioni
stabilità dei versanti. Durante un terremoto un sistema si concentrano nelle zone di scorrimento, come avviene
di onde di accelerazione attraversa il terreno, propa- per i movimenti di una faglia diretta o normale. Alla base
gandosi dal punto di origine nel sottosuolo verso la della massa si verifica invece una compressione, simile
superficie. Il carico dinamico transitorio che ne con- a quella di una faglia inversa.
segue modifica istantaneamente il regime tensionale I flussi gravitativi riguardano la mobilizzazione di
che caratterizza l’equilibrio di un versante, causando masse fluidizzate, talvolta contenenti massi o blocchi
contemporaneamente un aumento della forza di taglio che scorrono su pendenze elevate. Molti di questi feno-
agente e una diminuzione della capacità di resistenza meni sono comunque più frequenti nell’ambiente sotto-
del terreno, dovuta all’improvviso aumento delle pres- marino. La perdita di capacità portante del terreno può
sioni interstiziali. Altri fattori che influenzano la rispo- causare cedimenti gravi di una struttura fondata su di
sta di un pendio durante un evento sismico sono la esso, come per esempio un terrapieno, e quindi può indur-
magnitudo del sisma, la sua durata, le caratteristiche di re sforzi di trazione elevati su una condotta che lo attra-
resistenza in condizioni di sollecitazione dinamica del versa o di compressione nelle zone adiacenti. Per evita-
materiale interessato e le dimensioni del pendio. Esi- re il galleggiamento delle condotte interrate nella massa
stono vari metodi per analizzare la stabilità di un pen- fluidizzata si ricorre invece a sistemi di ancoraggio e
dio in condizioni sismiche. I più comuni sono il meto- appesantimento della condotta.
do pseudostatico dell’equilibrio limite e il metodo degli
spostamenti messo a punto da Nathan M. Newmark Condotte sottomarine
(Kramer, 1996). Il primo modifica l’analisi all’equili-
brio limite convenzionale aggiungendo alle forze in I fondali marini possono presentare morfologie irre-
gioco una componente dovuta all’azione sismica che golari e il loro attraversamento impone sforzi tecnologi-
viene assunta come frazione del peso della potenziale ci notevoli. La determinazione del tracciato non si può
massa interessata dalla frana moltiplicata per l’accele- avvalere della visione diretta dell’area, né dell’osserva-
razione. Il metodo di Newmark fa riferimento agli spo- zione delle foto aeree o del sopralluogo visivo come nel
stamenti di un terrapieno durante un sisma. Si tratta di caso delle condotte a terra. La fase conoscitiva è com-
una combinazione di procedure convenzionali pseudo- pletamente strumentale, affidata a tecnologie molto sofi-
statiche con una base di considerazioni dinamiche sul sticate. Per esempio, il prelievo di campioni per la carat-
movimento del suolo. terizzazione del profilo stratigrafico del fondo è sempre

782 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

difficile e, spesso, addirittura impossibile (acque molto del fondo, a esclusione dei requisiti minimi necessari per
profonde, pendenze del fondo molto elevate). Pertanto l’approdo costiero, lo scavo non rappresenta una solu-
la caratterizzazione morfologica, geotecnica e fisica del- zione conveniente da un punto di vista economico; esso
l’area sottomarina è di solito derivata dall’interpreta- deve infatti essere molto esteso dato il livello di preci-
zione di misure geofisiche (fig. 9) e dalla misura della sione raggiungibile durante la posa, della quale talvolta
resistenza del terreno alla penetrazione di strumenti pre- rallenta le operazioni. Il programma di posa dipende dalla
disposti per questo scopo (prova penetrometrica). Le dif- preparazione del fondo e la rotta scelta per la condotta
ficoltà ambientali e la necessità di impiegare tecnologie deve essere tale da non indurre sollecitazioni che possa-
sofisticate per ottenere i dati di progetto rendono la sele- no compromettere l’integrità strutturale. La configura-
zione del percorso una fase cruciale nell’ambito del pro- zione della condotta nell’attraversamento di fondali irre-
getto di un attraversamento sottomarino, base per una golari può essere opportunamente mantenuta o modifi-
realistica analisi tecnico-economica della realizzazione cata utilizzando apposite metodologie, in modo da garantire
dell’opera (Palmer e King, 2004). Una scelta iniziale il raggiungimento delle condizioni di progetto nelle fasi
poco attenta può causare una serie di imprevisti in fase di collaudo idraulico e di funzionamento. In acque profon-
di costruzione, la cui soluzione ha sempre implicazioni de la correzione delle campate rappresenta un approccio
economiche considerevoli. Per esempio, l’attraversa- più affidabile della preparazione del fondale. In ogni caso,
mento di fondali irregolari non è sempre possibile dal la scelta della soluzione progettuale più adatta a risolve-
punto di vista tecnico ed economico, per cui è fonda- re i vari problemi della condotta e della sua interazione
mentale identificare un percorso che li eviti. con il fondale marino avviene sulla base di modelli di
Le fasi salienti del processo di selezione del percor- simulazione tarati sulle varie esperienze di progetto.
so sottomarino possono riassumersi come segue: Dal punto di vista esecutivo, la prima fase è costi-
• ottimizzazione del percorso della condotta con defi- tuita dalla raccolta e dalla elaborazione dei dati relativi
nizione degli allineamenti che rappresentano il com- all’area di interesse. La scelta del percorso per una con-
promesso ottimale tra la minima lunghezza del trac- dotta sottomarina comporta, come già detto, una cono-
ciato, la minima sollecitazione agente sulla condot- scenza profonda e dettagliata della morfologia e della
ta in fase di installazione o di esercizio e il minor litologia del fondale. L’acquisizione dei dati avviene attra-
numero di tratti di condotta che risultano sospesi sul verso un programma di indagini geomorfologiche e geo-
fondo a causa delle irregolarità dello stesso; logico-geotecniche che portano alla definizione delle
• identificazione dell’entità e delle tipologie dei lavo- caratteristiche del fondo. Il primo approccio si basa sul-
ri di intervento e preparazione del fondo necessari l’osservazione di carte convenzionali batimetriche che
alla soluzione di problemi relativi alla sovrasolleci- diventano sempre più dettagliate man mano che afflui-
tazione della condotta e alla formazione di campate scono i risultati delle indagini condotte con mezzi di
non supportate nelle aree a fondo irregolare; superficie e sottomarini (fig. 10). Più il rilievo delle carat-
• definizione delle modalità costruttive e dimensiona- teristiche del fondo è accurato, più sono affidabili i risul-
mento dei cantieri per le relative stime di costo e pro- tati dell’analisi del percorso e delle sue successive simu-
grammazione dei lavori. lazioni. Per assicurare il necessario livello di dettaglio
L’esperienza maturata negli anni sulla realizzazione nel rilievo di aree a morfologia molto irregolare si fa uso
di condotte sottomarine ha portato ad alcune considera- di minisommergibili. I dati vengono raccolti, elaborati e
zioni fondamentali. Per quanto riguarda la preparazione memorizzati su appositi supporti da unità periferiche
situate a bordo dei mezzi di superficie e dei sottomari-
ni, e vanno a costituire l’archivio preliminare dell’inda-
gine conoscitiva. L’interpretazione dei dati raccolti si
avvale anche dell’ausilio di riprese visive del fondo mari-
no. Il risultato di questa fase è la redazione di carte bati-
metriche specifiche che costituiranno il punto di riferi-
mento per la successiva analisi del percorso e per le ope-
razioni di selezione della rotta. Con l’aiuto di un sistema
integrato software/hardware in grado di trattare i dati di
base in tempo reale, il tecnico può analizzare percorsi
alternativi e, sulla base di valutazioni tecnico-economi-
che, effettuare la scelta del corridoio preliminare. Il cor-
ridoio selezionato viene poi sviluppato nel suo profilo
morfologico lungo il proprio asse (v. ancora fig. 10) e
fig. 9. Immagine del profilo del fondo vengono studiati anche profili a esso paralleli, in modo
da prospezioni geofisiche (per cortesia di R. Bruschi). da caratterizzare l’area del corridoio ed evidenziare anche

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 783


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

carta batimetrica

profilo del fondale


250
300
profondità (m)

350
400
450
500
550
54.400 56.400 58.400 60.400 62.400 64.400 66.400
distanza (m)

fig. 10. Raffigurazione di un tracciato tipico di una condotta sottomarina.

le variazioni laterali del profilo marino, nel caso in cui condotta. Da un punto di vista geotecnico gli elemen-
l’asse della condotta risulti spostato rispetto a quello ti più condizionanti per il progetto di una condotta sot-
del corridoio. Il profilo del fondo è il punto di riferi- tomarina sono l’attraversamento di aree rocciose o di
mento del processo di selezione del percorso, poiché zone in cui il terreno è troppo soffice e la presenza di
a esso sono correlati l’affidabilità strutturale della con- massi, di depressioni dovute a fuoriuscita di gas dal ter-
dotta, il numero delle campate libere e l’entità dei lavo- reno e di solchi creati dall’azione di grandi blocchi di
ri di intervento. ghiaccio alla deriva. Gli approdi costieri rappresenta-
La fase successiva prevede l’utilizzo di modelli mate- no senza dubbio un aspetto critico del progetto: la scel-
matici per la valutazione della qualità del percorso. Il ta sbagliata della zona di approdo può comportare costi
percorso selezionato definisce le caratteristiche del pro- eccessivi e dispute legali. Il progettista deve conosce-
filo ottimale per l’equilibrio elastico della condotta re e comprendere oltre alla geologia del fondo, i fatto-
posata sul fondo irregolare, in modo da ridurre al mini- ri geomorfologici che caratterizzano la costa e preve-
mo gli interventi di preparazione del fondo e i lavori di dere le implicazioni ambientali connesse all’installa-
aggiustamento della configurazione necessari a garan- zione della condotta, come la rifrazione e il frangimento
tire condizioni di stabilità e sicurezza alla condotta nel delle onde e il trasporto dei sedimenti lungo la costa.
corso della sua vita operativa. In generale i fattori chia- La geotecnica marina è una materia molto complessa
ve che influiscono sulla scelta del percorso per una con- e le forme geomorfologiche e topografiche sono varie
dotta sottomarina e sulla sua progettazione sono lega- quanto quelle incontrate sulla terraferma. La condi-
ti agli aspetti politici e alle problematiche ambientali, zione ideale per la posa di una condotta sottomarina è,
ma anche a fattori particolari come il collegamento con ovviamente, quella di un fondale piatto (in modo che
eventuali piattaforme e riser (collettore verticale per gal- non si formino sezioni in campata libera) composto di
leggianti) o l’attraversamento di condotte già esistenti argilla mediamente consistente; affondando in un fon-
e di cavi. Occorre evitare le aree di ancoraggio delle dale di questo tipo, la condotta acquisisce una maggiore
navi e quelle in cui il rischio di caduta di oggetti dalle stabilità. Se il fondo è irregolare e roccioso, si creano
navi è elevato, i campi minati, le aree di dragaggio e i molte campate libere e la condotta attraversa come un
relitti. Si effettuano studi specialistici per analizzare l’in- ponte le aree depresse. Spesso la lunghezza della cam-
terazione con l’attività di pesca e valutare i rischi, con- pata è tale da richiedere un supporto, mentre nei punti
seguenti a un eventuale impatto, per l’integrità della di appoggio le forze si concentrano sulla condotta e

784 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

possono danneggiare il rivestimento esterno (fig. 11). innescare un movimento franoso in un pendio parzial-
Un terreno duro è difficile e costoso da scavare, men- mente stabile. Quando una condotta è investita tra-
tre in un fondo troppo soffice la condotta può sprofon- sversalmente da una frana, può subire spostamenti tali
dare completamente rendendo difficoltose le successi- da generare forze di trazione in grado di romperla. Se
ve operazioni di giunzione con altri segmenti di con- la frana investe la condotta longitudinalmente la situa-
dotta, di ispezione o di riparazione. zione è meno grave, in quanto le sollecitazioni indot-
Alcuni fondali presentano problemi di mobilità poi- te sono di minore entità.
ché sono in continua evoluzione sotto l’azione di onde Alcune aree (come la parte norvegese del Mare del
e correnti, che danno origine alle tipiche configura- Nord) sono caratterizzate dalla presenza di grossi massi
zioni increspate e ondulate (Komar, 1976; Sleath, 1984). sulla superficie del fondo marino che possono essere
Le barre di sabbia si muovono continuamente sul fon- anche parzialmente (o completamente) sepolti nel fon-
dale durante la vita operativa della condotta, così che dale argilloso. Questi massi sono stati trasportati dagli
una condotta che poggiava sulla cresta di un accumu- iceberg e sono caduti sul fondale durante lo scioglimen-
lo di sabbia al momento della costruzione può restare to; le loro dimensioni lineari possono essere anche del-
sospesa per l’avvenuta traslazione dell’accumulo stes- l’ordine del metro o più e la loro presenza rappresenta
so. I movimenti sono irregolari e difficili da prevede- un serio ostacolo per le macchine che devono realizza-
re con sufficiente certezza: per questo motivo è pre- re la trincea. Nelle stesse aree marine, la fuoriuscita di
feribile evitare l’attraversamento di aree in cui il fon- gas dal sottosuolo crea tipiche depressioni nel terreno.
dale presenta ondulazioni in continua evoluzione. Nelle zone tropicali le formazioni coralline danno ori-
Quando ciò non è possibile si provvede a scavare una gine a pinnacoli che possono avere altezze anche di 15
trincea che resti al di sotto della ‘gola’ delle ondula- m. Il corallo è molto resistente e difficile da tagliare;
zioni sabbiose. Questa soluzione è stata spesso adotta- inoltre costituisce un elemento naturale di grande inte-
ta nel caso di condotte posate nel Mare del Nord, dove resse ecologico e la sua conservazione va garantita e pro-
condizioni di acque poco profonde, forti correnti di tetta. Le aree tropicali sono caratterizzate generalmente
marea, moto ondoso e sabbie sciolte facilmente mobi- da sedimenti di origine carbonatica che, per effetto dei
lizzabili danno origine a una situazione complessa e in processi diagenetici che avvengono nel tempo, tendono
continua evoluzione del fondale marino. Nelle zone in a diventare più resistenti e quindi più difficoltosi per le
cui la velocità di sedimentazione è elevata l’accumulo operazioni di scavo.
di materiale depositato sovraccarica il suolo sottostan- Nelle zone artiche la progettazione delle condotte
te e può dare origine a frane sottomarine in pendii non sottomarine deve affrontare ulteriori problemi. Duran-
necessariamente ripidi. Anche un evento sismico può te la stagione primaverile il disgelo dei corsi d’acqua

fig. 11. Immagine


di condotta posata
su un fondale irregolare
con sviluppo di campate
libere e realizzazione
di opere di supporto
(per cortesia di R. Bruschi).

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 785


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

che raggiungono il mare ancora gelato crea flussi di acqua metodologico che si avvale di dati sperimentali, di pro-
fluviale che scorre attraverso il ghiaccio marino. In pre- cedure di elaborazione statistica e di simulazione mate-
senza di cavità o crepe nel ghiaccio, l’acqua fluviale si matica dei processi dinamici; di volta in volta adattata
infiltra, creando vortici e getti verso il basso in grado di alla situazione fenomenologica specifica del sito in esame
scavare profonde buche nel fondo (Palmer, 2000). Gran- e alla natura del progetto, tale analisi consta di: a) ana-
di masse di ghiaccio si muovono in acque basse spinte lisi fenomenologica tendente a identificare le caratteri-
dal vento e dalla pressione di altre masse di ghiaccio, stiche meteomarine rilevanti per il progetto; b) raccolta
solcando il fondale con scavi che possono avere anche dei dati storici disponibili; c) esecuzione di campagne
una profondità di 10 m e una larghezza di 100 m. Evi- meteoceanografiche per il rilevamento di misure inte-
tare il rischio di danneggiamento per l’azione degli ice- grative; d) analisi dei dati e determinazione delle pro-
berg in movimento è uno degli obiettivi primari della prietà statistiche dei parametri condizionanti il proget-
progettazione di una condotta sottomarina in zone arti- to; e) ricostruzione mediante modelli matematici dei
che (Woodworth-Lynas et al., 1996; Palmer, 2000). fenomeni fisici rilevanti per l’opera; f ) stima dei valori
Anche i fattori idrodinamici influenzano la scelta estremi dei parametri meteoceanografici influenti sulla
di un percorso. È preferibile evitare le zone in cui esi- stabilità della struttura e determinazione dei parametri
stono correnti molto forti in grado di spostare la con- di progetto; g) analisi degli effetti dell’opera sull’am-
dotta lateralmente e complicare la posa. Forti correnti biente, per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
di marea si verificano in acque poco profonde, in L’analisi meteomarina fornisce informazioni su due
prossimità degli estuari e degli stretti. Spesso è prefe- categorie di condizioni: condizioni meteomarine nor-
ribile scegliere un percorso più lungo con correnti mali ed estreme. Le informazioni sulle condizioni
minori piuttosto che attraversare la parte più breve di meteomarine normali, necessarie per la verifica di pe-
uno stretto. Le aree in cui l’azione del moto ondoso è rsistenza nel tempo delle condotte, per la scelta dei
particolarmente intensa devono essere evitate sia per mezzi e del periodo di costruzione, per la stima del
problemi di stabilità della condotta, sia per le diffi- funzionamento dell’opera, ecc. derivano dalle distribu-
coltà che si creano nelle operazioni di varo (Komar, zioni statistiche dei parametri meteoceanografici e
1976). Poiché gli effetti del moto ondoso sono mag- delle grandezze che li caratterizzano. Le informazioni
giori in acque basse, si tende ad accorciare il più pos- sulle condizioni meteomarine estreme, necessarie per il
sibile questi tratti di percorso, preferendo la posa in dimensionamento e la verifica della stabilità dell’opera,
acque più profonde. La differenza di densità tra le si basano sulle stime dei valori estremi, cioè associati a
varie profondità della colonna d’acqua può comunque eventi rari, che i diversi parametri meteoceanografici
dare origine a forti correnti sul fondo. possono raggiungere durante la vita dell’opera, e del
rischio di superamento di tali valori. A partire da tali
Ambiente meteomarino informazioni e sulla base dei criteri di progettazione
adottati, generalmente stabiliti dalle normative vigenti,
Le condizioni meteomarine hanno un’importanza vengono definiti i parametri ambientali di progetto,
rilevante per le implicazioni che possono avere su diver-
si aspetti della funzionalità di una condotta quali la instal-
labilità, la stabilità e l’integrità nel tempo. I fenomeni
meteomarini che interessano più direttamente sono quel-
li dinamici associati ai movimenti delle masse d’acqua:
correnti e moto ondoso. La distinzione fra essi è giusti-
ficata sia dalle differenti scale spaziali e temporali che
dalle diverse caratteristiche fisiche. Mentre per il moto profilo
di corrente
ondoso il trasporto di materia è modesto ed è soprattut-
to l’energia del moto ondoso stesso che si propaga a lun-
ghe distanze, nelle correnti si osserva soprattutto il tra-
sporto di massa, cioè di acqua (fig. 12). Non sono comun-
que trascurabili altre caratteristiche dell’ambiente
meteomarino quali il vento e la pressione atmosferica,
profilo velocità
le variazioni del livello marino (marea) e le caratteristi- orbitale (onda) sforzo di trazione
che chimico-fisiche dell’acqua (Csanady, 1982). del moto orbitale sforzo di trazione
Per poter pervenire a un’adeguata caratterizzazione della corrente
dell’area in cui la condotta sottomarina viene posata è
necessaria una stima affidabile dei parametri meteomari- fig. 12. Azione contemporanea di onde
ni di progetto. L’analisi va condotta secondo un approccio e corrente su fondale sabbioso.

786 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

cioè i dati sulla base dei quali verrà progettata l’opera direzione delle correnti e la associata frequenza di occor-
(Herbich, 1990). L’analisi meteomarina fornisce inoltre renza sono fra i principali fattori ambientali di cui tener
una serie di informazioni di ausilio all’ingegneria nella conto nella progettazione delle condotte sottomarine.
scelta delle soluzioni progettuali da adottare, o di integra- Le correnti sono determinate da varie forze: forze
zione della documentazione da presentare alle autorità primarie, che generano e mantengono il movimento
competenti per l’approvazione del progetto, quale per della massa d’acqua, e secondarie, che modificano sol-
esempio la valutazione della dispersione del sedimento tanto i moti già esistenti. Le forze primarie si distinguo-
messo in sospensione durante l’esecuzione degli scavi no a loro volta in forze interne ed esterne. Le forze inter-
per l’interramento della condotta negli approdi costieri. ne sono causate dalle variazioni di pressione all’interno
della massa d’acqua; tipici esempi sono le forze genera-
Vento e pressione atmosferica te dall’accumulo di acqua in prossimità della costa,
Nonostante i fenomeni meteorologici non influenzi- determinato dall’azione di trascinamento del vento, o le
no direttamente la progettazione delle condotte, se non forze conseguenti a differenze di densità delle masse
per gli aspetti relativi all’operatività dei mezzi di posa, d’acqua. Esempi di forze esterne sono lo sforzo tangen-
la conoscenza delle condizioni di vento e di pressione ziale del vento alla superficie, le forze di marea, le
atmosferica è fondamentale per una corretta valutazione variazioni di pressione atmosferica, ecc. Lo sforzo tan-
delle onde e delle correnti che sono generate dal vento genziale del vento è la forza principale. Esso produce
stesso. Infatti le scale spazio-temporali e l’intensità dei correnti di deriva alla superficie del mare e influenza le
fenomeni idrodinamici marini sono correlate alle scale e forze interne di pressione in quanto determina l’accu-
all’intensità dei fenomeni meteorologici che le determi- mulo di acqua in prossimità delle coste. Le forze di
nano e pertanto un’approfondita conoscenza delle carat- marea generano moti periodici e non causano sposta-
teristiche meteorologiche permette di ricostruire, menti a grande scala della massa d’acqua. Le forze
mediante l’impiego di modelli matematici o empirici, i secondarie non generano alcun moto ma modificano il
fenomeni idrodinamici. Tale possibilità è di particolare moto esistente. Forze secondarie sono la forza d’attrito,
importanza quando, come spesso accade, non si dispone che riduce la velocità della corrente, e la forza di
di misure dirette del moto ondoso e delle correnti, o Coriolis, determinata dalla rotazione terrestre, la quale
quando queste non risultano rappresentative della varia- causa una variazione della direzione della corrente.
bilità spaziale e/o temporale dei fenomeni. L’atmosfera, Il moto del fluido nel mare è governato dalle leggi fisi-
come ogni altro fluido turbolento, presenta una varietà che di conservazione e dall’equazione di stato (Neumann
di moti su tutte le possibili scale spazio-temporali. e Pierson, 1966). Queste leggi fisiche si traducono
Alcuni di questi moti si ripetono con caratteristiche matematicamente in un sistema di equazioni con inco-
abbastanza simili, tanto da poter essere considerati gnite costituite dalle componenti della velocità, dalla
appartenenti a famiglie di sistemi dinamici con caratte- pressione, dalla densità, dalla salinità e dalla tempe-
ristiche e scale spazio-temporali ben definite. La quasi ratura. Le equazioni del moto sono risolte numerica-
totalità delle scale atmosferiche spazio-temporali è di mente mediante l’applicazione di modelli numerici che
interesse per la progettazione delle condotte sottomari- riproducono, con necessarie semplificazioni e appros-
ne. Trascurando i fenomeni a piccola scala (scala del simazioni, le condizioni batimetriche e meteomarine
tempo inferiore a 1 ora, scala spaziale inferiore a 1 km), dell’ambiente che si vuole studiare. L’applicazione dei
che hanno un interesse marginale, l’interesse si estende modelli numerici, previa calibratura ottenuta utiliz-
dai fenomeni a mesoscala (scala del tempo inferiore a 1 zando misure eseguite in mare, permette di estendere
giorno, scala spaziale inferiore a 100 km) fino a quelli a la casistica ottenuta dalle misure stesse, che è neces-
scala planetaria (scala del tempo superiore a 1 mese, sariamente limitata nel tempo a causa dei costi e dei
scala spaziale superiore a 1.000 km). tempi, e quindi di calcolare le condizioni estreme di
corrente da cui deriva la ‘corrente di progetto’ per la
Correnti condotta sottomarina.
Le correnti marine agiscono a vari livelli sull’integrità
di una condotta posata sul fondo marino: si comportano Onde
come forza laterale e verticale, con implicazioni sulla sta- Il moto ondoso marino è costituito dalle oscillazioni
bilità della condotta; causano vibrazioni laterali e verticali (onde) generate dall’azione del vento sulla superficie del
su sezioni di condotta non appoggiate sul fondo, con con- mare, che possono mantenersi e propagarsi anche quando
seguenti problemi di affaticamento; determinano com- il vento cessa. A prescindere dalle forze di attrito (del vento
plessi fenomeni di movimento dei sedimenti in prossi- sulla superficie del mare, del fondale sul moto dell’onda
mità della condotta stessa, che possono causare l’erosio- stessa), la sola forza agente su queste onde è la gravità, da
ne della base di appoggio e conseguenti problemi di affa- cui deriva il nome di ‘onde di gravità’. Nella fase di gene-
ticamento e stabilità. Conseguentemente, l’intensità e la razione in cui il vento trasferisce energia alla superficie del

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 787


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

mare e la fa crescere di dimensione, le onde hanno forme


a
complesse e instabili, caratterizzate da fenomeni di frangi-
z0
mento e da processi non lineari. In assenza di vento le onde aekz0
tendono a divenire più regolari e più facilmente descrivibi- l/2 acque basse
li con strumenti matematici (Goda, 1985). Nelle onde mari-
ne si identificano le gole e le creste; l’altezza d’onda è inte- acque intermedie
sa come la distanza verticale fra gola e cresta, la lunghez-
za d’onda l come la distanza fra due creste successive, il acque profonde
periodo d’onda come l’intervallo di tempo che intercorre fig. 13. Traiettorie orbitali dell’onda in funzione
fra il passaggio di due creste per un punto fisso nello spa- della profondità.
zio. Altri parametri di interesse del moto ondoso sono la
velocità di propagazione dell’onda e la velocità delle par-
ticelle d’acqua durante il passaggio dell’onda. La prima è fondo marino e moto ondoso, che diventano significati-
generalmente superiore alla seconda; soltanto in fase di vi quando la profondità è minore di metà della lunghez-
frangimento la velocità delle particelle d’acqua supera quel- za d’onda. Infatti, nelle acque poco profonde, il moto
la di propagazione e l’onda collassa. La velocità delle par- ondoso ha un effetto dinamico in prossimità del fondo e
ticelle d’acqua è il parametro che più interessa nella pro- agisce direttamente come carico sulla condotta. Tali effet-
gettazione di condotte sottomarine perché definisce le con- ti crescono con il diminuire della profondità e raggiun-
dizioni di carico dinamico al passaggio dell’onda. In gono la massima intensità nella zona dei frangenti, quel-
superficie, le particelle d’acqua compiono nel tempo di un la del cosiddetto shore approach (avvicinamento alla
periodo un’orbita quasi circolare, il cui diametro è pari all’al- costa), dove occorre generalmente ricorrere all’interra-
tezza d’onda (z0), sicché la velocità orbitale è maggiore in mento per proteggere la condotta dai carichi idrodinamici
un’onda corta ma alta rispetto a una lunga ma bassa. Con troppo intensi (Tucker, 1991). Fra i principali fenomeni
il progredire della profondità, le orbite delle particelle si di interazione tra fondo marino e moto ondoso ricordia-
riducono, secondo una legge esponenziale (aekz0, dove a e mo la rifrazione (rotazione dei fronti d’onda che tendo-
k sono due costanti) che controlla il relativo raggio (a), e si no ad allinearsi con le isobate), lo shoaling (variazione
appiattiscono in prossimità del fondo dove il moto orbita- della concentrazione dell’energia o della ripidità del-
le è esclusivamente orizzontale (fig. 13). l’onda), la diffrazione (generazione di fronti d’onda semi-
Fra le onde marine di superficie si distinguono due circolari in corrispondenza di ostacoli sommersi), la rifles-
tipi: le onde prodotte dal vento e le onde residue. Le onde sione dell’onda, l’assorbimento (perdita di energia per
prodotte dal vento hanno dimensioni e periodo che dipen- azione del fondo o di un ostacolo) e infine il frangimen-
dono dall’intensità del vento, dalla sua durata e dall’area to. Quest’ultimo fenomeno occupa un ruolo di primaria
di mare aperto su cui esso agisce. Hanno una forma molto importanza nella progettazione di condotte sottomarine,
irregolare e possono essere considerate come la sovrap- in quanto la zona dei frangenti è sicuramente il tratto con
posizione di un gran numero di onde elementari (sinu- più alta dinamicità nel tracciato di una condotta. La zona
soidali), ciascuna avente propria altezza, periodo e dire- dei frangenti è caratterizzata da condizioni altamente tur-
zione di propagazione. Queste onde elementari formano bolente, correnti litoranee intense dovute al frangimento
lo ‘spettro ondoso’, la cui larghezza di banda è una indi- delle onde e violenti impatti della massa dell’onda che si
cazione di quanto siano differenziate le componenti ele- frange; tale dinamicità determina condizioni estreme sia
mentari. Il moto ondoso permane anche in assenza di vento di carichi idrodinamici, sia di trasporto di sedimenti. Ne
e si propaga dall’area di generazione in altre aree di mare. consegue che, in fase di progettazione, lo studio delle
Nel processo di propagazione le onde più basse e con caratteristiche dinamiche della surf zone (zona dei fran-
periodo breve si attenuano più rapidamente delle onde più genti) è focalizzato alla determinazione della estensione
alte con periodi lunghi; ne risulta un moto ondoso più del tratto di condotta da interrare e alle condizioni tem-
regolare, con larghezza spettrale ridotta e direzionalmen- poranee di carico nel lasso di tempo che intercorre tra la
te più focalizzato. Una caratteristica del moto ondoso è la posa della condotta e il suo interramento.
capacità di propagarsi su lunghe distanze con una mini-
ma dispersione di energia. Si pensi, per esempio, che su Caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua di mare
tutta la costa dell’Africa occidentale, dove le calme equa- Le caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua di mare
toriali determinano basse condizioni di onde prodotte dal di maggiore interesse nella progettazione di condotte sot-
vento, le onde sono dovute al moto ondoso proveniente tomarine sono la composizione (essenzialmente la sali-
dalla fascia dei cosiddetti roaring forties dell’Atlantico nità, il contenuto di ossigeno disciolto e il pH) che ha
meridionale, distante alcune migliaia di chilometri. influenza sui processi corrosivi, la temperatura che rego-
Per la progettazione di condotte sottomarine sono la gli scambi termici fra la condotta e l’ambiente marino,
particolarmente importanti i fenomeni di interazione tra con implicazioni sui processi corrosivi, le caratteristiche

788 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

idrauliche del fluido all’interno della condotta e la den- temperatura si registrano leggermente a nord dell’e-
sità che influenza tutti i fenomeni dinamici di interazio- quatore; inoltre le temperature superficiali dell’emisfe-
ne fra l’ambiente marino e la condotta stessa (Neumann ro meridionale sono leggermente inferiori, a parità di
e Pierson, 1966). latitudine, di quelle dell’emisfero settentrionale. Ciò
Quasi tutte le sostanze note sono presenti nell’ac- può essere attribuito alle differenze nelle caratteristiche
qua di mare, almeno in tracce; gli elementi presenti in della circolazione atmosferica nei due emisferi, all’ef-
maggior misura sono il cloro e il sodio. L’acqua di mare fetto della minor estensione delle terre emerse nell’e-
è debolmente alcalina (pH8,1-8,2) e si comporta pra- misfero boreale e alla presenza del continente antarti-
ticamente come una soluzione tampone, conservando co. La temperatura dell’acqua presenta anche una varia-
cioè inalterato il suo pH indipendentemente dalle sostan- bilità annuale che dipende da numerosi fattori,
ze in essa sversate. Inoltre, a causa della notevole quan- principalmente dalle variazioni della radiazione solare
tità di ioni presenti, l’acqua di mare è un elettrolita con incidente e dal regime delle correnti e dei venti. Le oscil-
una conduttanza relativamente elevata che cresce quasi lazioni periodiche della temperatura sono anche pre-
linearmente con la salinità. Altra caratteristica dell’ac- senti negli strati più profondi, anche se esse tendono ad
qua del mare è la costanza dei rapporti tra le concen- attenuarsi rapidamente con la profondità.
trazioni delle principali sostanze in essa disciolte. Gra- La densità dell’acqua del mare dipende dalla tempe-
zie a tale costanza è possibile esprimere la salinità tota- ratura e dalla salinità e anche, come risultato della leg-
le, cioè la percentuale in peso dei sali disciolti nell’acqua gera compressibilità dell’acqua, dalla pressione. Que-
del mare, come funzione della concentrazione del cloro st’ultimo effetto risulta comunque molto debole e divie-
o clorinità. Mentre le proporzioni tra le principali sostan- ne significativo solo alle grandi profondità. La densità
ze sono praticamente costanti, le concentrazioni asso- aumenta con l’aumentare della salinità e con il diminui-
lute variano sia nello spazio sia nel tempo, seguendo le re della temperatura. Il range di densità dell’acqua di
variazioni della salinità. Negli oceani aperti la salinità mare varia da 1.005 kg/m3 a 1.030 kg/m3. La distribu-
varia dal 34‰ al 38‰; la media è vicina al 35‰. Le zione spaziale della densità delle acque oceaniche pre-
acque dei mari interni, aventi uno scambio ridotto con senta due caratteristiche principali: nella direzione ver-
l’oceano aperto, hanno una salinità minore nelle zone ticale la stratificazione è generalmente stabile, nella dire-
caratterizzate da intense precipitazioni e considerevo- zione orizzontale differenze di densità relativamente
li apporti fluviali. Esempi tipici sono le parti interne stabili sono possibili in presenza di correnti.
del Mar Baltico e alcuni fiordi, dove la salinità può
scendere a valori dell’ordine dello 0,5-1‰. Nelle zone Georischi per le condotte sottomarine
dove l’evaporazione predomina sulle precipitazioni,
l’acqua dei mari interni presenta valori di salinità molto Come già accennato i fondali marini sono morfolo-
più elevati, come nel Mar Rosso dove la salinità rag- gicamente vari e complessi quanto la superficie terre-
giunge il 43-45‰. Poichè le variazioni della salinità stre (fig. 14) e i fenomeni fisici che li interessano sono
sono legate essenzialmente alle variazioni della diffe- spesso complicati dall’azione di onde e correnti oltre che
renza tra precipitazione ed evaporazione, si ha una varia- dalla impossibilità di studiarli direttamente (Poulos, 1988).
bilità della salinità in funzione sia della latitudine sia In particolare, se gli ambienti costieri sono in continua
delle stagioni. La variabilità stagionale è esaltata nei e rapida evoluzione, soggetti all’influenza del moto ondo-
mari interni a causa dello scarso ricambio e del contri- so e delle correnti (Sumer e Fredsoe, 2002), negli alti
buto degli apporti fluviali. fondali le scarpate e i margini continentali sono caratte-
La temperatura dell’acqua è determinante per la mag- rizzati da condizioni geologicamente molto complesse
gior parte dei processi fisici, chimici e biologici che e presentano problemi di instabilità di vario genere, la
avvengono nel mare. Negli oceani la temperatura varia cui natura a volte è molto difficile da identificare.
da circa 2 °C a circa 30 °C. Il limite inferiore è deter- Alcune delle problematiche geomorfosismiche che
minato dalla formazione di ghiacci, mentre il limite supe- regolano l’equilibrio dei fondali marini sono molto simi-
riore è regolato dai processi di radiazione e scambio ter- li a quelle tipiche dell’ambiente terrestre, sia nella tipolo-
mico con l’atmosfera. Nei mari interni con scarso ricam- gia sia nella trattazione analitica. Per questo tipo di aspet-
bio la temperatura può essere più alta, ma raramente ti si rimanda alla trattazione delle analoghe problemati-
questo si verifica nell’oceano aperto. La temperatura che relative alle condotte terrestri. Fenomeni specifici
delle acque di fondo degli oceani è sempre relativa- dell’ambiente marino sono le frane sottomarine, alcuni
mente bassa, variabile da circa 1 °C a circa 4 °C. La aspetti dell’attività sismica e l’azione delle onde (fig. 15).
variabilità spaziale e temporale della temperatura è
influenzata da diversi fattori, ma comunque si posso- Frane sottomarine
no individuare alcune caratteristiche generali. Per quan- Un pendio sottomarino, come nel caso di condizio-
to riguarda la distribuzione spaziale, i valori più alti di ni terrestri, è soggetto alla forza di gravità che tende a

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 789


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

di sforzo nel terreno vi sono la deposizione e l’accumu-


lo a monte (o l’erosione al piede) di un versante. Su gran-
de scala, in genere, si tratta di fenomeni che avvengono
lentamente e quindi non interferiscono con la vita ope-
rativa di una condotta per il trasporto di idrocarburi. Tut-
tavia essi possono influire in maniera significativa sulla
stabilità generale dell’area e vanno tenuti in considera-
zione specie nel caso di rapido aumento della pendenza
o di formazione di canali causati dall’erosione.
La fuoriuscita di gas e di fluidi dal sottosuolo causa
depressioni nel fondale marino che spesso sono asso-
ciate alla presenza di faglie. Le pendenze di tali depres-
sioni possono risultare localmente elevate dando origi-
ne a piccoli dissesti. I fenomeni intrusivi di materiale
salino o fangoso, come pure i vulcanelli di fango, eser-
citano una forte pressione laterale nel terreno circostan-
te e, se localizzati a monte di un versante, possono indur-
re notevoli deformazioni con espulsione di materiale che
potrebbe investire un’eventuale condotta situata a valle,
fig. 14. Immagine tridimensionale di fondale
marino: scarpata e margine continentale danneggiandola o ricoprendola.
molto irregolare con presenza di pendii ripidi I terremoti influiscono sulla stabilità dei pendii sot-
e canyon favorevoli allo sviluppo di flussi tomarini allo stesso modo che nei versanti a terra. L’a-
gravitativi (per cortesia di R. Bruschi). zione dei ghiacciai e degli iceberg può essere invece molto
importante sul fondale marino e si evidenzia attraverso
la presenza di suoli molto sovraconsolidati e di profondi
spingere le masse verso il basso. La sua stabilità quindi solchi scavati. Ai fini dello studio della stabilità di un’a-
è strettamente legata alla pendenza, al peso e alla resi- rea vanno considerati anche gli effetti legati all’installa-
stenza del suolo. Lo studio della stabilità di un’area si zione della condotta e alla possibile subsidenza conse-
basa sulla conoscenza della batimetria (in particolare di guente allo sfruttamento di giacimenti sottomarini per la
tutte le forme ‘superficiali’ locali come canyon, avval- compattazione associata alla produzione.
lamenti, ecc.), della stratigrafia e delle proprietà mec- Tra le cause in grado di ridurre le capacità di resi-
caniche dei sedimenti. Le frane sottomarine rappresen- stenza del terreno sono da annoverare tutti quei fattori
tano uno dei rischi principali connessi all’ambiente subac- che provocano variazioni dello stato tensionale totale nel
queo. Le cause che le scatenano possono essere molteplici terreno in modo non drenato o solo parzialmente drena-
e si distinguono in due tipologie fondamentali: cause che to, vale a dire tutte quelle variazioni di carico che avven-
tendono ad aumentare lo stato di sforzo agente sul siste- gono in maniera tanto rapida, rispetto alla permeabilità
ma in esame e cause che tendono a ridurre la capacità di del terreno, da non consentire la contemporanea fuoriu-
resistenza del suolo. Tra le cause di aumento dello stato scita dell’acqua dai pori e quindi causare l’aumento delle

fig. 15. Schema generazione maremoto


delle varie tipologie di onde
di rischio geomorfosismico
che caratterizzano
l’ambiente sottomarino. vulcanello
di fango
potenziale
flusso linea di
gravitativo frana
retrogressiva scorrimento

azione fuoriuscita
sismica di gas

intrusione
di materiale

790 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

pressioni interstiziali. Una deposizione troppo rapida di materiali soggetti al rischio di fluidizzazione è necessa-
sedimenti (fenomeno tipico alla foce dei grandi fiumi) rio effettuare analisi dettagliate del problema, stimando
dà origine alla formazione di materiale sottoconsolidato, il rischio di occorrenza degli eventi, ed eventualmente
il cui comportamento in termini di stabilità deve essere prevedere le opportune contromisure (Kramer, 1996).
necessariamente analizzato di volta in volta attraverso Anche se i materiali deposti in acque profonde gene-
l’uso di appositi modelli. Alcuni terreni presentano un ralmente non sono soggetti a fluidizzazione, un evento
comportamento di tipo fragile o contrattivo (Poulos, 1988), sismico può comunque causare fenomeni di instabilità
cioè subiscono una forte compattazione quando sono sot- attraverso la somma di spostamenti verso il basso con-
toposti ad azioni di taglio superiori a quella limite (o di seguenti a riduzioni cicliche della resistenza. La valuta-
picco) del materiale. Il carico dovuto a un sisma sotto- zione della stabilità dei pendii in condizioni sismiche è
pone il terreno a una serie di variazioni cicliche dello sfor- simile alla soluzione dell’analogo problema a terra. Per
zo (Kramer, 1996) che può causare la compattazione di la comprensione dei fenomeni, ai fini della progettazio-
materiali normalmente consolidati o debolmente conso- ne di una condotta sottomarina in un fondale argilloso,
lidati, con aumento della pressione interstiziale e dimi- è importante stabilire se le deformazioni che si genera-
nuzione della resistenza. Le argille soffici e normalmen- no nella massa di terreno sono di tipo elastico (e quindi
te consolidate sono particolarmente sensibili a questo recuperate alla fine dell’evento sismico) o plastico (cioè
fenomeno e possono subire un notevole rimaneggiamento consistenti in una deformazione residua permanente). In
con conseguenze importanti per il loro comportamento quest’ultimo caso, interessa stabilire quale sia l’entità di
meccanico, di cui è fondamentale tenere conto in sede di tale deformazione e se il terreno è in grado di conserva-
studio e modellizzazione. La diminuzione di tensioni effi- re le proprie caratteristiche meccaniche alla fine dell’e-
caci, e quindi di resistenza, può essere dovuta anche alla vento sismico oppure subisce una degradazione.
dissoluzione o alla espansione del gas contenuto nei pori. In particolari condizioni morfologiche (pendenze ele-
I suoli contenenti gas rappresentano uno dei temi più vate, disponibilità di materiale, presenza di canyon o
importanti nello studio della stabilità dei fondali marini. canali di trasporto) ai fenomeni di instabilità può segui-
La presenza di idrati nel terreno è un altro aspetto dello re l’innesco di flussi gravitativi e correnti di torbida
stesso problema. In determinate condizioni di pressione (Bughi e Venturi, 2001). Nel caso generico dei flussi gra-
e temperatura le formazioni cristalline tendono a scio- vitativi si tratta di flussi di materiale più o meno gros-
gliersi liberando grandi quantità di gas e inducendo un solano trasportato da una matrice più fine che, da un
aumento della pressione interstiziale. punto di vista meccanico, si comporta come un mate-
riale viscoplastico che si muove su pendii piuttosto ripi-
Terremoti e azioni sismiche di. Le velocità di moto sono approssimativamente del-
I terremoti rappresentano uno dei fattori più impor- l’ordine delle decine di metri al secondo e le distanze
tanti tra le cause naturali in grado di innescare grandi percorse dell’ordine di alcuni chilometri. È relativamente
fenomeni di instabilità. La letteratura specializzata ripor- facile rilevare i segni di un flusso gravitativo avvenuto
ta innumerevoli episodi catastrofici di frane sottomari- su un fondale marino attraverso le prospezioni geofisi-
ne (Poulos, 1988). Uno degli effetti associati a un even- che, ma non esistono misure dirette del movimento. Data
to sismico in grado di innescare grandi fenomeni di insta- la massa dei materiali, i volumi coinvolti e, soprattutto,
bilità è la fluidizzazione del terreno. Durante un sisma la velocità del moto, i flussi gravitativi rappresentano
le sabbie sciolte e i limi tendono a compattarsi trasfe- una seria minaccia per la sicurezza delle condotte sotto-
rendo il carico sull’acqua che riempie i pori, con conse- marine. Le correnti di torbida si riferiscono a un miscu-
guente aumento della pressione interstiziale e creazione glio di materiale fine e acqua che, una volta mobilizza-
di flussi verso l’alto. Ciò comporta la riduzione delle ten- to, è in grado di svilupparsi e autoalimentarsi anche in
sioni efficaci mentre il gradiente di flusso verso l’alto fondali a pendenze molto basse. La densità del materia-
può raggiungere un valore tale da fluidizzare gli strati le in questo caso è poco superiore a quella dell’acqua e
più superficiali. In acque molto profonde il fondale si la velocità media è di circa 10 m/s; le distanze percor-
presenta generalmente composto di argilla o sedimenti se possono essere di varie decine o centinaia di chilo-
argillosi. La maggior parte dei terreni coesivi non è sog- metri. Anche le correnti di torbida possono influenzare
getta alla fluidizzazione, tuttavia alcuni tipi di materia- la stabilità della condotta sul fondo e date le distanze
li (argille sensitive), caratterizzati da basso contenuto di percorse da queste, come pure dai flussi gravitativi gene-
argilla, bassa plasticità ed elevato contenuto di acqua, rici, si comprende come lo studio dell’ambiente per la
possono subire grandi perdite di resistenza (Seed et al., progettazione di una condotta sottomarina deve neces-
2003). Molte argille marine possono subire questa per- sariamente riguardare aree molto estese e non può limi-
dita di resistenza anche a causa delle alterazioni chimi- tarsi al corridoio costituito dal suo tracciato (Bughi e
che provocate dal dilavamento delle sostanze saline e Venturi, 2001). A differenza del caso dell’ambiente ter-
dalla perdita dei contatti intergranulari. In presenza di restre, l’esplorazione e la raccolta di dati morfologici e

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 791


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

soprattutto geotecnici per la modellizzazione e l’analisi riduzione delle prestazioni richieste alla stazione di pom-
dei fenomeni che avvengono sul fondale è molto diffi- paggio/compressione), e che i requisiti necessari di sicurez-
cile e spesso impossibile. Maggiori sono le incertezze za nei confronti dell’ambiente circostante siano rispettati.
relative ai parametri misurati, più elevato è il grado di
interpolazione delle informazioni applicate nell’area. Proprietà fisiche del fluido

Fluidizzazione prodotta dal moto ondoso Il fluido trasportato all’interno di una condotta può esse-
Il fenomeno della fluidizzazione può essere anche re in fase singola o multifase. Un flusso in fase singola può
conseguente a un carico diverso da quello dovuto a un essere gassoso oppure liquido, senza particelle solide e senza
terremoto. In particolare, nelle zone costiere e dove la nessun altro tipo di liquido o di gas insolubile. Il flusso di
profondità dell’acqua è sufficientemente bassa da tra- gas naturale e di olio trattati sono esempi di flusso in fase
smettere l’effetto del moto ondoso fino al fondo, l’azio- singola. Un flusso multifase contiene almeno due fasi sepa-
ne ciclica che ne deriva può causare la fluidizzazione del rate, per esempio: a) una fase liquida e una solida; b) una
terreno se le caratteristiche di quest’ultimo sono tali da gassosa e una solida; c) una liquida e una gassosa; d) due
renderlo sensibile a tale fenomeno (Rahman e Jaber, fasi liquide immiscibili. Flussi multifase sono spesso pre-
1986; Madsen, 1989). Analogamente alla fluidizzazio- senti nelle condotte che collegano il giacimento di petrolio
ne da sisma, quella conseguente all’azione del moto ondo- con la centrale di trattamento, posta in prossimità del gia-
so riduce la resistenza del materiale e crea le condizio- cimento dove gli idrocarburi estratti sono trattati prima di
ni ideali per l’innesco di fenomeni di instabilità. In par- essere trasportati alla raffineria. Il fluido multifase in gene-
ticolare, nei casi in cui la condotta, per motivi costruttivi rale comprende una fase gassosa, una o più fasi liquide (olio
o naturali, si trova interrata o parzialmente immersa nel e acqua) e qualche volta una fase solida (sabbia); è incom-
terreno, la fluidizzazione del fondo può portare al suo primibile se la densità di ciascuna particella presente nel
galleggiamento generando configurazioni geometriche flusso, sia essa fluida oppure solida, rimane costante, ed è
tali da indurre stati tensionali anomali per la condotta, omogeneo se la densità è costante lungo il flusso stesso.
che possono comprometterne seriamente l’integrità. Le proprietà fisiche necessarie per un’analisi inge-
gneristica sono: a) fasi presenti e loro percentuale; b) peso
molecolare; c) densità; d) compressibilità; e) viscosità;
7.1.3 Fluidodinamica del trasporto f ) capacità termica; g) conduttività termica; h) tensione
superficiale (per flussi multifase). Nella letteratura del set-
Una corretta progettazione idraulica di una condotta e dei tore sono disponibili diverse correlazioni che permettono
suoi componenti richiede l’utilizzo di modelli fluidodina- di legare le proprietà fisiche sopra indicate. Per descrive-
mici per predire le proprietà del fluido e come esse pos- re il comportamento del sistema fluido sono utilizzate
sano modificarsi al variare della temperatura e della pres- equazioni di stato, che legano tra loro la pressione, il volu-
sione. A seconda del tipo di condotta in esame, terrestre o me e la temperatura. Per descrivere il comportamento dei
marina, e della tipologia del fluido trasportato, liquido o fluidi reali sono state sviluppate delle relazioni semiem-
gassoso, ecc., le analisi fluidodinamiche possono essere piriche che legano i vari parametri, utilizzando costanti
eseguite con diversi obiettivi (Mohitpour et al., 2000; determinate sperimentalmente. Tali equazioni sono chia-
Palmer e King, 2004); per esempio, è possibile determi- mate in genere con il nome dei ricercatori che le hanno
nare: la massima portata, una volta noti lunghezza della sviluppate, quali l’equazione di Peng-Robinson, l’equa-
condotta, rotta seguita, pressione di ingresso, pressione di zione di Soave-Redlich-Kwong, l’equazione di Benidict-
arrivo, proprietà del fluido e diametro della condotta; il Web-Rubin-Starling e l’equazione di Chao-Seader-Gray-
diametro della condotta, una volta definite portata massi- son-Streed (Katz et al., 1959; Mohitpour et al., 2000). I
ma, pressione di ingresso, pressione di uscita, proprietà del parametri fondamentali di un fluido sono la densità, la
prodotto trasportato, lunghezza della condotta e rotta; la viscosità e la compressibilità (importante per i fluidi gas-
pressione di ingresso o di arrivo, una volta definite le altre sosi). Nei fluidi newtoniani, la resistenza al movimento è
variabili in gioco ma con altre variabili da ottimizzare. direttamente proporzionale alla velocità del fluido attra-
Il primo esempio è tipico delle condotte marine, il se- verso la viscosità dinamica che è costante; nei fluidi non
condo sia delle condotte a terra sia delle condotte marine, newtoniani, la viscosità varia al variare dello sforzo di
il terzo delle condotte a terra. Questi obiettivi devono essere taglio e il loro comportamento è notevolmente più com-
perseguiti assicurando che la condotta sia stata progettata plesso. Le proprietà fisiche di un sistema fluido dipendo-
correttamente, in maniera tale da ottimizzare i costi di no generalmente dalla pressione e dalla temperatura. Un
costruzione (che aumentano con l’aumentare del diametro aumento di temperatura ha un effetto positivo per le con-
della condotta) e i costi operativi (che diminuiscono con dotte che trasportano idrocarburi liquidi poiché diminui-
l’aumentare del diametro della condotta, a causa della di- sce la viscosità e la densità abbassando, pertanto, la per-
minuzione delle perdite di pressione e della conseguente dita di carico (Mohitpour et al., 2000). Al contrario, un

792 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

aumento di temperatura ha un effetto negativo per le con- su tre equazioni/relazioni fondamentali riguardanti
dotte a gas poiché, abbassando la trasmissibilità, cresce la conservazione della massa, il bilancio delle forze
la perdita di pressione. Il valore assoluto della viscosità e la conservazione dell’energia (Katz et al., 1959;
del gas aumenta con il crescere della pressione e della Mohitpour et al., 2000).
temperatura; tale aumento provoca un incremento della
perdita di pressione d’attrito lungo la condotta e, quin- Condizioni di flusso stazionario
di, una crescita netta della potenza necessaria per rea- In generale, i risultati delle analisi idrauliche in
lizzare una data portata (Mohitpour et al., 2000). condizioni stazionarie sono utilizzati nella progetta-
zione di una condotta. In particolare, si analizzano il
Analisi idraulica flusso e le cadute di pressione per determinare la
capacità, il diametro della condotta, la lunghezza dei
L’analisi idraulica di una condotta può essere ese- circuiti chiusi e la potenza necessaria alla stazione di
guita nell’ipotesi di condizioni stazionarie e non. Nel compressione/pompaggio.
caso di flusso stazionario si ipotizza che le proprietà Secondo la formulazione di Bernoulli (Mohitpour
del fluido quali pressione, temperatura e velocità all’in- et al., 2000), in tutte le sezioni di una condotta per-
terno della condotta, non varino nel tempo oppure vari- corsa da un fluido incomprimibile di densità r in
no lentamente (McAllister, 1988; Kern, 1990). Per un moto stazionario, quando siano trascurabili i fenome-
flusso non stazionario (transitorio) si prende in esame ni d’attrito, assume lo stesso valore il trinomio
il comportamento del sistema nel caso in cui varino con seguente
il tempo alcuni parametri fondamentali quali, per esem-
p v2
pio, la pressione di mandata, la velocità del fluido, ecc. z1313
rg 2g
(Mohitpour, 1991).
Generalmente i sistemi di condotte sono progettati dove, in corrispondenza di una data sezione, z è la quota
assumendo condizioni di flusso stazionarie, considera- rispetto a una quota di riferimento, p è la pressione del
te sufficienti per ottimizzare i parametri progettuali di fluido, g l’accelerazione di gravità e v la velocità del
una condotta. Tuttavia, esistono situazioni che richiedo- fluido.
no analisi più sofisticate rispetto a quelle convenziona- In realtà, nelle condotte sono presenti fenomeni
li che si presentano in condizioni di flusso stazionario. d’attrito e pertanto sono state proposte varie modifica-
Queste situazioni includono condizioni di esercizio molto zioni alla formulazione di Bernoulli. In particolare, la
severe (per esempio, pressione e temperatura elevate) e perdita di pressione per unità di lunghezza della con-
rapide variazioni della portata, quali quelle che prece- dotta dovuta all’attrito esercitato dalla parete della
dono e seguono il collaudo della condotta. In questa e in condotta sul fluido al suo interno è data da
altre circostanze, analisi idrauliche transitorie (dette anche
frv2
dinamiche o non stazionarie) sono necessarie per veri- hf1322
2D
ficare le capacità della stazione di pompaggio/compres-
sione, scegliere i suoi componenti ausiliari e assicurare dove D è il diametro interno della condotta e f il fattore
un certo grado di sicurezza. di attrito, per il quale sono state proposte varie formule
Fin dagli inizi del 19° secolo è stato portato avanti (una delle più comuni è quella di Darcy-Weisbach; in
un grande lavoro per sviluppare modelli interpretativi alternativa è spesso usata la formula di Fanning). Per
al fine di predire accuratamente le condizioni di flus- calcolare il fattore d’attrito è necessario valutare il
so di fluidi monofase liquidi e gassosi (Mohitpour et regime di flusso: laminare o turbolento. Questo si
al., 2000). Escludendo i flussi multifase, i modelli mate- determina calcolando il numero di Reynolds
matici disponibili sono evoluti a tal punto che nella
rVD VD
maggior parte delle equazioni l’errore intrinseco è tra- Re132313
m v
scurabile rispetto all’errore causato dall’incertezza dei
dati di input quali la rugosità superficiale della parete, che rappresenta il rapporto tra le forze d’inerzia, rV 2,
la temperatura operativa, ecc. Per esempio, l’analisi e le forze viscose, 13 mV dove m è la viscosità dina-
m D
idraulica di una condotta a gas in condizioni staziona- mica e v  , la viscosità cinematica. Per numeri di
13
D
rie può predire la perdita di pressione con un’accura- Reynolds inferiori a 2.000 il flusso è laminare e il fatto-
tezza inferiore al 3%; i parametri usati come input nelle re di attrito è pari a
equazioni di flusso, quali portata, temperatura e pres-
64
sione operative e rugosità interna delle pareti, hanno f13
Re
invece un impatto ben più grande sull’errore totale. I
modelli idraulici che descrivono la dinamica del tra- Per numeri di Reynolds superiori a 2.300 f può essere
sporto di fluidi nelle condotte sono basati generalmente calcolato utilizzando l’equazione empirica di Colebrook-

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 793


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

White, nella quale interviene la rugosità e della parete Perdite di pressione localizzate sono associate a ridu-
interna della condotta: zioni della sezione o a un cambiamento di direzione del
flusso lungo la condotta. Nel trasporto su lunga distan-
 
1 2e 18,7
111 1,742log 1111 1 za, questa perdita non è generalmente importante, ma
f D Re  f
nel caso di condotte corte e di molti raccordi questa per-
Per valori del numero di Reynolds molto elevati, il dita può essere significativa. Le perdite di pressione nei
secondo termine tra parentesi diventa trascurabile, il raccordi possono essere determinate mediante una com-
che semplifica notevolmente il calcolo di f. L’equazio- binazione di formulazioni teoriche e prove sperimenta-
ne di Colebrook-White è usata per costruire il diagramma li; esse possono essere considerate come perdita di pres-
di Moody (fig. 16), che permette di valutare graficamen- sione data da un coefficiente di resistenza, o da una lun-
te i fattori d’attrito. Valori tipici di rugosità per tubi in ghezza equivalente di tubazione diritta. L’energia termica
acciaio sono: acciaio ripulito, massimo 0,005 mm; acciaio del fluido trasportato può essere considerata come una
leggermente corroso, circa 0,01 mm; acciaio fortemente parte dell’energia totale del sistema condotta, applican-
corroso, fino a 1,0 mm. Questi valori sono indicativi e do la prima legge della termodinamica. Tuttavia, la tra-
generalmente dipendono dal metodo di fabbricazione, dai sformazione di energia meccanica in energia termica non
processi di pulitura che possono essere eseguiti e dalla è significativa nel calcolo idraulico; è invece importan-
storia del tubo dalla fabbricazione all’utilizzo. Durante te l’effetto della temperatura sulle proprietà fisiche e chi-
la vita operativa possono verificarsi cambiamenti, per miche del fluido trasportato: questa infatti può influen-
esempio un aumento del fattore di attrito dovuto alla cor- zare la viscosità, la stabilità della fase liquida/gassosa,
rosione o al deposito di cere nelle condotte offshore che la corrosione o la formazione degli idrati. Nei gas, la
trasportano fluidi corrosivi e parzialmente trattati. Le temperatura è una variabile fondamentale nel calcolo
velocità del fluido all’interno di una condotta variano della portata; quindi è importante predire il profilo di
secondo la fase della vita operativa. Valori tipici della temperatura lungo la condotta.
velocità sono: idrocarburo in fase liquida, da 1,0 fino a
4,5 m/s; idrocarburo in fase gassosa, minore di 18,0 m/s Condizioni di flusso non stazionario
(al limite del rumore); idrocarburo bifase (liquido e gas), Per valutare le differenze tra flussi stazionari e tran-
maggiore di 3,0 m/s e minore della velocità alla quale si sitori si deve analizzare il comportamento di base dei flus-
verificano consistenti fenomeni di erosione, pari a si comprimibili e incomprimibili. Tutti i fluidi sono com-
primibili, tuttavia i gas lo sono molto più dei liquidi, come
122
ve111
1 riflesso nel calcolo delle cadute di pressione e di portata.
r Per prevedere accuratamente le cadute di pressione, le
(Palmer e King, 2004). proprietà del fluido devono essere determinate al variare

fig. 16. Diagramma 0,100 zona a zona


di Moody. 0,090 flusso zona di
0,080 . . .
laminare critica transizione
. turbolenza completa
.
0,070 0,05000
0,04000
0,060
0,03000
0,050 0,02000
flusso

0,01500
rugosità relativa (e/D)

0,040
fattore di attrito (f)

0,01000
lamin

0,00800
Rcr 0,00600
are

0,030
0,00400
0,025
tu
bi

ru
go
0,00200
si
0,020 0,00100
tu
0,00080
bi 0,00060
lis 0,00040
ci
0,015
0,00020
0,00010
0,00005
0,010
0,009
0,008 0,00001
103 2 3 4 56 104 2 3 4 56 105 2 3 4 56 106 2 3 4 56 107 2 3 4 56 108
numero di Reynolds (Re = VD/n)

794 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

della pressione e della temperatura lungo la condotta. Nei di ridurre le rugosità della superficie interna e quindi le
liquidi, le proprietà variano poco con la pressione e la perdite di carico di alcuni punti percentuali. La riduzione
temperatura, quindi non c’è necessità di calcolare le pro- della perdita di pressione, dovuta alla comprimibilità del
prietà del fluido lungo la condotta. Nel caso dei gas, la gas, aumenta la quantità di gas trasportato all’aumentare
comprimibilità del fluido non modifica solo le proprietà della pressione di trasporto e quindi ha delle implicazio-
dello stesso. In condizioni di flusso transitorio, si mani- ni sui costi di trasporto di condotte a gas che operano su
festano fenomeni legati alla variazione di pressione e alla lunghe distanze (5.000-6.000 km).
comprimibilità del fluido, quali l’impaccamento (accu- Il flusso in una condotta a gas è generalmente tur-
mulo) del gas nella condotta, con conseguente lento bolento, ovvero caratterizzato da un elevato numero di
aumento della pressione, e le sovrapressioni dinamiche Reynolds (1,0·107) dovuto alla bassa viscosità e all’e-
collegate a processi rapidi; di questi fenomeni bisogna levata densità del gas, il quale è soggetto a pressioni ope-
tenere conto nella progettazione della condotta. rative d’esercizio che variano da 10 a 30 MPa (il primo
Per le condotte che trasportano liquidi, gli obiettivi valore rappresenta un limite superiore per le condotte
delle analisi dinamiche possono essere: a) l’ottimizza- terrestri, il secondo per quelle sottomarine). Per valori
zione economica di una condotta, che comprende l’uti- così alti del numero di Reynolds, l’equazione di Cole-
lizzo del sistema di controllo della sovrapressione dina- brook-White predice un fattore d’attrito elevato anche
mica in relazione a uno spessore di acciaio più elevato; in presenza di rugosità minime (1 mm). Negli ultimi
b) il controllo del colpo di ariete e il dimensionamento anni è stata portata avanti una serie di attività di ricerca
e il posizionamento di valvole di scarico della sovra- sperimentale e teorica al fine di quantificare in maniera
pressione indotta dalla sovrapressione dinamica; c) la più accurata la resistenza di tubi con e senza rivestimento
progettazione e l’utilizzo del sistema di controllo, che interno, utilizzati per il trasporto di gas, e di definire rive-
considera la progettazione della valvola di controllo della stimenti interni adatti a ridurre le perdite di carico duran-
stazione di compressione per ridurre l’aumento di pres- te tutta la vita operativa della condotta.
sione e proteggere la condotta da eccessive sovrapres-
sioni dinamiche; d) l’effetto di una rapida chiusura delle Compressori
valvole; e) l’effetto di rapide fluttuazioni di flusso; f ) la La compressione del gas trasportato è necessaria nelle
progettazione del sistema di rilascio della sovrapressio- condotte a gas per superare le perdite di pressione che
ne dinamica; g) la determinazione di possibili rotture e avvengono lungo la condotta e per garantire certe condi-
perdite lungo la condotta (Mohitpour et al., 2000). zioni di portata e pressione al punto di arrivo (Pfleiderer
Per le condotte che trasportano gas, gli obiettivi delle e Petermann, 1985; Mukherjee, 1997). Le perdite di pres-
analisi dinamiche possono riguardare: a) la determina- sione sono dovute all’espansione del gas, all’attrito con-
zione di possibili perdite di gas lungo la condotta; b) la tro la parete interna della condotta, a variazioni di quota,
risposta della condotta a variazioni rapide di portata o di o a variazioni di temperatura. I compressori possono esse-
compressione; c) l’apertura e la chiusura di valvole; d) la re raggruppati in tre diverse categorie: compressori volu-
determinazione delle condizioni di impaccamento della metrici, compressori dinamici e iniettori (fig. 17).
condotta; e) le pulsazioni generate dal flusso interno; I compressori volumetrici intrappolano una certa
f ) l’ottimizzazione della posizione delle stazioni di com- quantità di gas all’interno di un volume chiuso: ridu-
pressione lungo la rotta della condotta; g) la progetta- cendo il volume, essi aumentano la pressione del gas
zione della capacità della condotta di garantire la quan- intrappolato; il gas compresso viene poi rilasciato al
tità di gas richiesta in un sistema complesso/articolato punto di scarico del compressore. Tali compressori si
di condotte (Mohitpour et al., 2000). dividono a loro volta in compressori alternativi e rotati-
vi. Nei primi, un pistone riduce il volume del gas all’in-
Trasporto di gas terno del cilindro e sono necessarie valvole per l’ingresso
e l’uscita del gas compresso e per ovviare all’inversio-
Parete interna ne del flusso. Nei compressori rotativi, i rotori hanno
Le condotte sono rivestite internamente tutte le volte delle cavità che intrappolano il gas in un volume fisso o
che i fluidi trasportati hanno un’azione corrosiva o ossi- variabile tra le cavità stesse e la carcassa esterna fissa
dante che deve essere contrastata o controllata. La scelta del compressore. Il gas si muove dal punto di ingresso
del tipo di rivestimento va compiuta in funzione del tipo (detto anche mandata) al punto di scarico. Questo tipo
di fluido da trasportare (acqua, gas, olio, ecc.), delle carat- di compressore non necessita di valvole e viene gene-
teristiche del fluido (composizione chimica, fisica, batte- ralmente utilizzato per comprimere l’aria negli impian-
riologica, temperatura e pressione di esercizio) e della ti. I compressori dinamici, detti anche continui, si divi-
modalità di esercizio (funzionamento temporaneo o non, dono a loro volta in due grandi categorie: compressori
condotte parzialmente riempite o non, ecc.). Spesso, all’in- centrifughi (o radiali) e compressori assiali. Nei primi,
terno della condotta è applicato un rivestimento allo scopo le palette della girante aumentano l’energia cinetica del

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 795


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

gas in ingresso: quando le palette ruotano, le forze cen- compressori


trifughe spingono il gas verso l’esterno e quindi aumen-
ta la velocità tangenziale del gas. La compressione del gas
avviene in parte nell’elica e in parte nel diffusore radiale volumetrici dinamici iniettori
che avvolge la girante, o nel diffusore di scarico del com-
pressore. Nei compressori assiali, invece, un rotore tra-
sferisce la sua energia al gas che passa attraverso di esso
alternativi rotativi centrifughi assiali eiettori
durante la compressione. In questo tipo di compressore,
il flusso del gas è parallelo all’albero del motore. Gli iniet-
tori utilizzano l’energia cinetica di un flusso di fluido per polistadio
a palette con palette
comprimere un altro fluido. Questi tipi di compressori non monostadio a lobi monostadio rotore monostadio
polistadio a vite polistadio fisse o polistadio
sono utilizzati nei sistemi di trasporto di gas. ecc. regolabili
A volte, per ottenere la pressione di scarico richiesta
per trasportare il gas, si può utilizzare un certo numero
di compressori in serie (ovvero lo scarico di ogni com- fig. 17. Classificazione dei compressori.
pressore è collegato con la mandata del compressore suc-
cessivo) per superare le limitazioni sui rapporti di com-
pressione di un singolo compressore a gas. Le limita- calore ad acqua. Secondo le condizioni climatiche e geo-
zioni principali sono: grafiche, entrambi i tipi (o una combinazione di entram-
• sul rapporto di compressione; per ragioni di sicu- bi) possono essere utilizzati per garantire il raffredda-
rezza, il rapporto di compressione è generalmente mento richiesto. I costi operativi degli scambiatori di
inferiore a 6 per compressori di gas. Rapporti di calore ad acqua sono molto più elevati di quelli degli
compressione elevati aumentano significativamen- scambiatori di calore ad aria. Se le condizioni ambien-
te le forze applicate sull’albero e sugli altri elementi tali lo permettono, specialmente nelle aree remote, gli
meccanici del compressore, rendendone la proget- scambiatori di calore con raffreddamento ad aria ven-
tazione complicata e costosa e l’esercizio del com- gono utilizzati nei sistemi di trasporto di condotte a gas.
pressore potrebbe risultare in certe condizioni non I componenti principali di uno scambiatore di questo tipo
sicuro. Specialmente a pressioni e a portate eleva- sono: a) le ventole di raffreddamento; b) i motori colle-
te, tipiche di condotte lunghe e con grandi diame- gati alle ventole di raffreddamento; c) il sistema di con-
tri, il valore del rapporto di compressione varia da trollo della velocità delle ventole; d) la struttura di sup-
1,2 a 2,0; porto; e) i collettori del gas da raffreddare.
• sulla temperatura; i costruttori di compressori rac-
comandano una temperatura di scarico massima di Macchine motrici
circa 100 °C. I compressori sono generalmente accoppiati con altre
macchine motrici collegate all’albero del compressore,
Sistemi di raffreddamento come turbine a gas, motori elettrici, turbine a vapore
I sistemi per il raffreddamento sono ampiamente uti- (Pfleiderer e Petermann, 1985; Wilson, 1991; Mohitpour
lizzati nell’industria del trasporto del gas e possono esse- et al., 2000; Palmer e King, 2004).
re impiegati come sistemi di preraffreddamento (all’a- Le turbine a gas sono le macchine motrici più comune-
spirazione/ingresso di una stazione di compressione) o mente utilizzate in aree remote, soprattutto nei sistemi di
di interraffreddamento (tra compressori in serie) per pro- trasporto del gas, e sono generalmente accoppiate con i
teggere il gasdotto dal riscaldamento eccessivo. Essi pos- compressori centrifughi a gas. In esse la turbina di poten-
sono essere utilizzati anche come sistemi di postraf- za è collegata direttamente all’albero del compressore
freddamento (all’uscita della stazione di compressione) della condotta. Le turbine a gas sono relativamente com-
per proteggere il rivestimento anticorrosivo esterno della patte, hanno un rapporto potenza/peso elevato e sono
condotta dal danneggiamento a temperature elevate. Il molto adatte per le alte velocità richieste dai compressori
raffreddamento del gas all’uscita delle stazioni di com- centrifughi. Generalmente sono molto flessibili e si adat-
pressione riduce anche la caduta di pressione lungo la tano bene alle condizioni d’esercizio dei compressori.
condotta, in quanto il gas viene trasportato a una tem-
peratura inferiore. I sistemi di postraffreddamento ridu- Trasporto di liquidi
cono anche la potenza necessaria alla stazione di com-
pressione successiva che riceve il gas a una temperatu- Riduttori di resistenza
ra di ingresso inferiore. Il requisito principale del trasporto di un idrocar-
Esistono due tipi di sistemi di raffreddamento per i buro in fase liquida è che la pressione alla stazione di
gas: gli scambiatori di calore ad aria e gli scambiatori di pompaggio sia tale da garantire la pressione d’arrivo e

796 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

la portata di fluido richieste. Un altro fattore impor- al punto d’arrivo. Le perdite di pressione sono dovute
tante è che non ci siano punti lungo la condotta in cui all’attrito sulla parete interna della condotta e alle varia-
la pressione interna scenda sotto la tensione di vapore zioni di quota.
del liquido. Il comportamento di un liquido dipende Le pompe possono essere raggruppate in due diver-
esclusivamente dalla densità e dalla viscosità. La visco- se categorie: pompe volumetriche e pompe cinetiche
sità di tutti i liquidi varia con la temperatura; per esem- (fig. 18).
pio, nelle linee corte la temperatura all’ingresso è ele- Le pompe volumetriche sono a loro volta classifica-
vata e può avere una grande influenza sulla perdita di te in pompe rotative e pompe alternative (Karassik, 1976).
pressione. Le pompe rotative consistono di una carcassa fissa con-
Per aumentare la capacità di un sistema di condotte tenente ingranaggi, viti, stantuffi, palette o elementi simi-
che trasportano liquidi, si possono inserire condotte paral- li, comandati dalla rotazione dell’albero motore; le pompe
lele lungo le sezioni che fanno da ‘collo di bottiglia’ e/o alternative sono a loro volta suddivise in pompe ad azio-
si può aumentare la potenza del sistema di pompaggio. ne diretta e pompe con volano e manovella, entrambe
Qualche volta un’alternativa interessante può consiste- movimentate da sistemi di potenza a vapore.
re nell’iniezione di un additivo, detto ‘riduttore di resi- Le pompe cinetiche più importanti sono quelle cen-
stenza’ (drag reducer), che riduce l’attrito. L’additivo è trifughe che a loro volta si dividono in pompe con flus-
un polimero con peso molecolare elevato e catena mole- so radiale, misto e assiale (Pfleiderer e Petermann, 1985;
colare lunga. L’effetto di un riduttore di resistenza è quel- Lobanoff e Ross, 1987). Le pompe con flusso radiale
lo di sopprimere i vortici che si formano in prossimità sono quelle in cui la pressione è sviluppata principal-
della parete della condotta e che dissipano energia; per- mente dall’azione di una forza centrifuga: il liquido
tanto i riduttori di resistenza funzionano solamente in entra nella girante in prossimità del mozzo e si muove
condizioni di flusso turbolento completamente svilup- radialmente verso la periferia della pompa; le pompe
pato. L’effetto di riduzione della resistenza diminuisce con flusso misto sono quelle in cui la pressione è svi-
nella direzione del flusso a causa della graduale rottura luppata in parte dalla forza centrifuga e in parte dalla
dei legami molecolari della lunga catena del polimero. portanza delle palette sul liquido: il liquido entra nella
Nelle stazioni ausiliarie con pompe centrifughe, il poli- girante in prossimità del mozzo e viene scaricato sia
mero viene distrutto ed è pertanto necessario reiniettare nella direzione assiale sia in quella radiale; le pompe
nuovo additivo per mantenere l’effetto a valle della sta- con flusso assiale, qualche volta chiamate pompe a elica,
zione (le pompe volumetriche sono meno dannose per sviluppano la maggior parte della loro pressione attra-
l’additivo). Il riduttore di resistenza per sua natura è un verso la rotazione e la portanza delle palette sul liqui-
liquido molto viscoso e deve essere iniettato a valle della do: il liquido entra nella girante assialmente e viene
pompa tramite una piccola pompa volumetrica. La sua scaricato assialmente.
efficacia e la quantità richiesta possono essere calco- Le pompe centrifughe possono essere a stadio sin-
late una volta note le caratteristiche del polimero e del- golo, ovvero la pressione totale è sviluppata in una sola
l’idrocarburo liquido trasportato, ma le predizioni attua- girante, o multistadio, oppure con due o più giranti che
li non sono sempre attendibili. Una prima indicazione agiscono in serie all’interno della carcassa del diffuso-
(Palmer e King, 2004) delle quantità richieste è: 4-10 re. Le pompe più usate nelle stazioni di compressione di
g/m3 per un aumento del 5% della portata; 8-25 g/m3 per condotte di idrocarburi liquidi sono quelle centrifughe e
un aumento del 10% della portata; 13-40 g/m3 per un quelle volumetriche. Quelle centrifughe sono pompe a
aumento del 15% della portata. elevato numero di giri, collegate attraverso moltiplica-
I riduttori di resistenza sono generalmente più ef- tori di velocità a motori a combustione interna o a moto-
ficaci a elevate velocità (1,8 m/s) e a basse viscosità ri elettrici. Nelle grosse stazioni di pompaggio esse sono
cinematiche (10 cSt) e per brevi tratti di condotte collegate in serie, di modo che ciascuna pompa tratti tutto
(75 km). L’efficacia diminuisce con l’aumentare della il flusso, aumentando la pressione del liquido da tra-
percentuale d’acqua contenuta, poiché il riduttore di sportare.
resistenza è solubile solamente nella fase olio. I ridut- Le pompe centrifughe offrono una serie di vantaggi:
tori di resistenza sono inefficaci con idrocarburi liqui- primo fra tutti il fatto che il flusso di liquido che esce
di contenenti cere a temperature sotto il punto di scor- dalla pompa non presenta pulsazioni significative; se
rimento. vengono installate e fatte funzionare in modo corretto
non sono soggette a vibrazioni significative; possono
Pompe operare all’esterno o in piccoli edifici; hanno bisogno
La fase di compressione è necessaria nelle condot- solamente di fondazioni leggere e possono essere puli-
te che trasportano idrocarburi liquidi, per superare le te facilmente. Inoltre hanno costi ridotti e sono di costru-
perdite di pressione che avvengono lungo la condotta zione e funzionamento semplici, oltre a richiedere uno
e per garantire certe condizioni di portata e pressione spazio relativamente piccolo.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 797


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

fig. 18. Classificazione pompe


delle pompe.

volumetriche cinetiche

alternative rotative centrifughe speciali

a camme
a pistone a ingranaggi a flusso a flusso a flusso a getto
a diaframma elettromagnetiche
a stantuffo a vite radiale misto assiale
a palette ecc.

a semplice effetto
a doppio effetto aspirazione singola aspirazione
e doppia singola
a un solo corpo
a corpi multipli

a un solo corpo
a doppio corpo autoadescante e monostadio monostadio
a triplo corpo non autoadescante polistadio polistadio
a corpi multipli

Trasporto multifase a esempi di flusso bifase che osserviamo molto spesso,


per esempio l’acqua che scorre lentamente attraverso il
Regimi collo di una bottiglia. In questo caso, l’acqua rappresenta
In un flusso in fase singola, la velocità media è il la fase liquida e l’aria quella gassosa; il peso specifico
rapporto tra la portata volumetrica e l’area della sezio- dell’acqua è circa ottocento volte più grande di quello
ne interna della condotta. Se sono presenti più fasi, la dell’aria e il flusso è stratificato perché, essendo entram-
velocità di ciascuna di esse è espressa dalla velocità in be le velocità basse in corrispondenza della superficie
corrispondenza alla superficie di separazione tra le fasi, delle due fasi, il fluido più pesante, l’acqua, va a occu-
la quale rappresenta la velocità che ogni fase avrebbe pare la parte bassa del collo della bottiglia e il fluido più
se fosse l’unica a essere trasportata all’interno della leggero, l’aria, la parte alta (v. ancora fig. 19). Se la velo-
condotta. Si noti che tale velocità non esprime la velo- cità superficiale del gas aumenta, il gas si muove più
cità con cui la fase si muove all’interno della condot- velocemente del liquido. Ciò accade quando il vento sof-
ta, ma rappresenta la portata volumetrica relativa di fia sopra la superficie del mare: a meno che la velocità
quella fase. relativa sia molto piccola, si formano delle onde sulla
L’idrodinamica di un flusso multifase è assai più com- superficie e il flusso stratificato diventa anche ondula-
plicata di quella di un flusso in fase singola, perché le to. Quando la velocità del gas aumenta ulteriormente,
diverse fasi hanno densità e proprietà meccaniche molto l’effetto può essere paragonato a un vento molto forte
diverse tra loro e perché all’interno della condotta pos- che soffia sopra la superficie del mare: il vento intrap-
sono generarsi regimi di flusso differenti. Il flusso mul- pola acqua e la nebulizza. Questo è un regime misto in
tifase è stato ed è tuttora oggetto di studi specialistici. cui la fase gassosa è continua e il liquido è trasportato
La fig. 19 riporta i diversi regimi per un flusso bifase gas sotto forma di gocce: se la quantità di liquido aumenta,
e liquido, dove sull’asse delle ascisse è riportata la velo- la parete del tubo può venire coperta completamente dal
cità in corrispondenza alla superficie della fase gassosa liquido trasportato lungo la condotta dal gas e si ha un
e sull’asse delle ordinate quella della fase liquida. L’e- flusso misto anulare. Un altro caso importante si verifi-
stremità inferiore sinistra corrisponde al trasporto a bassa ca quando la velocità superficiale del liquido è alta e
velocità di entrambe le fasi; l’estremità inferiore destra quella del gas è bassa. Il gas forma delle bolle separate
corrisponde a un gas che si muove velocemente o in gran- in un flusso liquido continuo. Le bolle tendono a muo-
de quantità e a un liquido che si muove molto lentamente versi lungo la parte superiore del tubo, poiché sono più
o in piccola quantità. Le figure all’interno del grafico leggere del liquido.
mostrano una breve sezione della condotta e del regime L’ultimo caso da considerare è rappresentato da un flus-
di flusso instauratosi. so che inizia come un flusso stratificato ondulato; quando
Per comprendere meglio i diversi regimi presenti nel però le velocità superficiali aumentano e le onde cresco-
caso di un trasporto bifase è sufficiente fare riferimento no in altezza fintanto che non riempiono completamente

798 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

la sezione trasversale della condotta, il flusso diventa un data dal fatto che, al variare della pressione e della tem-
flusso intermittente (slug flow) in cui, lungo la condotta, peratura, varia la composizione delle fasi. In condizioni
sono presenti sacche liquide (slug) intervallate da tratti gas- in cui le variazioni di flusso avvengono molto rapida-
sosi. I flussi intermittenti possono essere molto pericolosi mente, le diverse fasi presenti possono non raggiungere
poiché il processo di trattamento all’estremità d’arrivo del le condizioni d’equilibrio.
flusso deve essere in grado di gestire l’arrivo irregolare di
volumi elevati di liquido con poco gas e di volumi elevati Dispositivi
di gas con poco liquido. L’esistenza di flussi intermittenti Quando un flusso bifase arriva alla stazione di tratta-
richiede generalmente la presenza di dispositivi particola- mento, deve passare attraverso un separatore (chiamato
ri all’estremità del flusso prima della stazione d’arrivo. slug catcher; v. cap. 5.4), il quale deve avere un volume
Attualmente sono disponibili diversi modelli teorici maggiore di quello dello slug più grande che può formarsi
semiempirici, ovvero basati su equazioni i cui coeffi- nella condotta durante il trasporto. Il separatore è proget-
cienti sono stati calibrati attraverso prove sperimentali tato in maniera che il gas continui a fluire, mentre il liqui-
in scala ridotta e con prototipi di condotte che traspor- do è intrappolato e drenato attraverso un opportuno siste-
tano flussi bifase. L’analisi idraulica dei flussi multifase ma di scarico prima dell’arrivo dello slug successivo; altri-
è complicata da diversi fattori che hanno un’importan- menti deve essere considerata una trappola più grande.
za maggiore di quanto ne abbiano in quello dei flussi in Generalmente sono impiegati due tipi di separatori:
fase singola. Per esempio, le variazioni di quota hanno un a recipiente e a tubo. I primi sono dei recipienti in pres-
effetto piccolo nei flussi in fase singola, mentre nei flus- sione in grado di resistere alla stessa pressione della con-
si stratificati hanno un effetto importante (con il fluido dotta; pertanto lo spessore della parete può essere molto
più denso sul fondo del tubo e il gas più leggero sopra il grande. Per questa ragione, spesso sono utilizzati i sepa-
liquido). Il regime di flusso su un tratto di condotta in ratori a tubo, costituiti da piccoli e lunghi tubi con una
discesa, con una pendenza di 2 m/km, può essere com- pendenza negativa (ovvero opposta al verso del flusso),
pletamente diverso dal flusso su un tratto di condotta in con un solo ingresso e due uscite: una per il gas e una
salita, con la stessa pendenza. Nel primo caso, la forza di per il liquido. I separatori a tubo generalmente hanno un
gravità tende ad agevolare il fluire del liquido e, quando ingombro maggiore di quelli a recipiente.
le pompe alla stazione di pompaggio che spingono il flui-
do vengono fermate, il liquido continua a fluire per un
certo periodo di tempo. Nel caso di un tratto di condotta 7.1.4 Materiali
in salita, la gravità tende a rallentare il liquido e il liqui-
do può essere trascinato in avanti solamente dalla forza di Selezione
trascinamento esercitata dal flusso di gas che fluisce più
velocemente del liquido. Il liquido, che si muove più len- La scelta dei materiali per i tubi impiegati nel tra-
tamente, tende ad accumularsi e a formare slug che riem- sporto degli idrocarburi passa attraverso un processo
piono l’intera sezione del tubo. La pressione dinamica che decisionale che prevede diversi tipi di analisi.
si genera quando il gas è isolato dagli slug spinge violen-
temente questi ultimi in avanti. Un’altra complicazione è Analisi della composizione chimica
del prodotto trasportato
I requisiti che portano alla selezione del materiale
più adatto per il trasporto del prodotto specifico ven-
bolle gono definiti, in relazione ai parametri progettuali ipo-
tizzabili al momento, fin dalle fasi preliminari di un
velocità superficiale del fluido

progetto. L’esperienza maturata negli ultimi due decen-


intermittente anulare misto ni, omogenei dal punto di vista dello sviluppo tecno-
logico dei materiali, consente quindi di effettuare una
classificazione delle condotte in base ai materiali uti-
fluttuante lizzati.
Acciai al carbonio. Gli acciai al carbonio sono impie-
gati per il trasporto di gas trattato, di gas acidi e di olio.
stratificato misto Per gli ultimi due sono state sviluppate specifiche per le
caratteristiche di reattività chimica, ma anche tecniche
di previsione della corrosione in modo da definire gli
velocità superficiale del gas extraspessori di acciaio necessari per la vita operativa
prevista alla pressione di esercizio indicata (Palmer e
fig. 19. Regimi di flusso per sistemi bifase. King, 2004).

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 799


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

Acciai al carbonio ad alta resistenza. Gli acciai di Analisi dell’impiego della condotta
questo tipo sono ottenuti attraverso processi termomec- La crescente richiesta di idrocarburi da parte del-
canici di laminazione e raffreddamento strettamente con- l’industria e la diffusa convinzione che l’utilizzo delle
trollati. L’impiego di questi materiali nasce dall’esigen- condotte per il trasporto sia una soluzione economica, e
za di riduzione dei costi di investimento associata alla allo stesso tempo strategica, hanno dato impulso a nuovi
scelta degli spessori della parete della condotta, sia per progetti in cui gli ambienti attraversati sono sempre più
il trasporto a pressioni di esercizio molto elevate, sia in difficili, spesso estremamente sensibili a eventuali inci-
condizioni di installazione molto gravose (condotte su denti che comportino il rilascio del prodotto nell’am-
fondali a elevata profondità). biente. Tali scenari vengono resi ancor più critici in quan-
Acciai speciali. Tali materiali (Inox, Duplex, Super to spesso caratterizzati da soluzioni complesse che richie-
Duplex, 13% Cromo) sono impiegati per il trasporto di dono elevate condizioni di utilizzo dei materiali. A questo
prodotti corrosivi (Corrosion Resistant Alloys, CRA, si aggiunge l’esigenza di minimizzare il quantitativo di
ovvero leghe resistenti alla corrosione) e in condizioni acciaio e di interventi, e quindi i costi di investimento.
di esercizio particolarmente severe. In alcuni casi sono Gli attuali studi di mercato portano a ritenere di gran-
stati sviluppati specifici rivestimenti (cladded), e relati- de attualità sia il trasporto di gas ad alta pressione su lun-
ve tecnologie di fabbricazione e saldatura, ove si utiliz- ghe distanze, sia l’attraversamento di bacini idrici carat-
za un acciaio resistente alla corrosione applicato, per pic- terizzati da profondità mai raggiunte (oltre i 2.000 m).
coli spessori, a contatto con il prodotto trasportato e L’industria si sta pertanto muovendo nella direzione di
accoppiato internamente a un tubo in acciaio tradizio- sviluppare sia tecnologie e metodologie che consentano
nale, la cui parete viene dimensionata in funzione della di proporre il trasporto di gas a pressioni molto più ele-
resistenza meccanica richiesta dalle condizioni di eser- vate di quelle attualmente impiegate (100 bar), per
cizio e ambientali. esempio 200 bar che sono uno standard nel trasporto sot-
Tubi flessibili. Per il trasporto di fluidi particolar- tomarino, sia di tecnologie che consentano la fabbrica-
mente aggressivi con tubi di piccolo diametro su brevi zione di condotte di alta qualità e con spessori elevati
distanze, si ricorre spesso a tubi flessibili (fig. 20). Da per l’installazione su fondali molto profondi, per esem-
un punto di vista strutturale, i tubi flessibili vengono pio, nel Mar Nero (più di 2.000 m) o nell’Oceano Atlan-
costruiti utilizzando una sequenza concentrica di fogli tico (fino a 3.000 m).
metallici e polimeri termoplastici applicati, dall’interno
verso l’esterno del tubo, in funzione dello specifico uti- Analisi dei processi di fabbricazione
lizzo del prodotto finale e del prodotto trasportato. I tubi Negli ultimi anni, per la quantità di progetti in corso,
flessibili vengono quindi avvolti su tamburi per poi esse- ma anche per la necessità di condotte ad alto diametro e
re installati. Questo tipo di tubi costa circa 5 o 6 volte spessore con caratteristiche meccaniche e geometriche
più di un normale tubo di acciaio, anche se tale costo definite sulla base di specifiche molto restrittive, si è posta
viene parzialmente compensato da tempi e costi di instal- attenzione su quanto è ottenibile in termini di caratteri-
lazione ridotti, oltre che da una maggiore flessibilità ope- stiche meccaniche e tolleranze geometriche in relazione
rativa. I mezzi generalmente utilizzati per l’installazio- ai criteri di progettazione e dimensionamento delle linee.
ne di tubi flessibili risultano meno sofisticati, e quindi Si è discusso in particolare: a) su quanto può essere otte-
meno costosi, rispetto a quelli utilizzati per l’installa- nuto a fronte di un processo di fabbricazione che preve-
zione di una condotta tradizionale. In alcuni casi, si pos- da (solitamente per diametri maggiori di 16-18 pollici) o
sono raggiungere velocità di installazione (500 m/h) meno (solitamente per diametri minori di 16-18 pollici)
impensabili nel caso di tubi rigidi, aspetto sicuramente la saldatura longitudinale (v. oltre); b) sulle tolleranze
non trascurabile se si pensa che nella maggior parte dei geometriche specificabili e ottenibili nei due casi; c) sulla
progetti esecutivi i costi legati all’installazione della con- omogeneità delle caratteristiche meccaniche all’interno
dotta sono paragonabili a quelli derivanti dall’acquisto sia del singolo tubo, sia dei vari tubi prodotti; d) sulla
dei materiali. A questo si aggiunge la possibilità di recu- necessità, nei due casi, del collaudo idraulico (v. par. 7.1.6)
perare la condotta per ispezione, manutenzione o anche in fase di fabbricazione e sul conseguente condiziona-
per un diverso futuro utilizzo. La progettazione e l’in- mento della distribuzione statistica delle caratteristiche
stallazione di tubi flessibili vengono in genere realizza- meccaniche impiegate in fase di progettazione; e) sulla
te diversamente rispetto al caso di una condotta tradi- opportunità di impiego dei tubi saldati elicoidalmente in
zionale (Palmer e King, 2004), in quanto il produttore si condizioni di esercizio tradizionale (riduzione dei costi
occupa del progetto di dettaglio del tubo ed è spesso di materiale) o per applicazioni speciali (per esempio, il
responsabile anche della sua installazione. Nel caso di casing esterno in tubi coibentati).
tubi in acciaio, invece, il futuro operatore si occupa in Particolare attenzione è stata inoltre dedicata ai pro-
genere della fase progettuale e il produttore viene rara- blemi associati al controllo della composizione chimi-
mente coinvolto durante l’installazione. ca e dei processi di realizzazione dei masselli/billette

800 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

nell’ottenimento di prodotti caratterizzati da prestazio- rottura di una condotta e, in particolare, i termini di sicu-
ni particolari (per esempio, per ridurre la caduta di resi- rezza in funzione di una scelta appropriata e specifica
stenza meccanica alle alte temperature, caso reso parti- dei materiali. In particolare, si è potuto appurare fino a
colarmente critico negli eventuali processi di fabbrica- che punto incidono sulla statistica degli incidenti gli even-
zione successivi, che in generale possono produrre una ti prodotti da:
caduta di resistenza a temperature inferiori ai 100 °C). • interazione esterna con mezzi meccanici operanti in
Notevole enfasi è stata posta anche sullo studio di quan- prossimità della condotta (escavatrici in caso di con-
to il processo di fabbricazione possa influenzare la resi- dotte a terra e dispositivi per la pesca nel caso di con-
stenza meccanica del tubo in condizioni particolari. Un dotte in mare);
esempio tipico, nel caso di condotte sottomarine a profon- • corrosione interna e corrosione esterna (per esem-
dità elevate, viene fornito dalla tecnologia UOE (U press, pio, tra protezione catodica, danneggiamento della
O press and cold Expansion), solitamente impiegata per protezione passiva e fattore di utilizzo, oppure in pre-
ottenere tubi a grande diametro (20-30 pollici) ed ele- senza di sinergie tra ambiente esterno, materiale e
vato spessore (30-40 mm), dove non vengano previsti fattore di utilizzo);
trattamenti termici successivi alla fase di espansione. In • difetti del materiale o difetti di saldatura (in realtà
particolare, i livelli di deformazione circonferenziale rag- tali eventi sono diventati molto rari a seguito del-
giunti durante la fase di espansione (circa 1-2%) com- l’impiego di nuovi materiali, ovvero dell’impiego
portano, per l’effetto Bauschinger, una perdita di resi- delle moderne tecnologie di controllo non distrutti-
stenza circonferenziale alla compressione tale da pre- vo delle saldature);
giudicare la resistenza al collasso a pressione esterna. • condizioni ambientali estreme quali tempeste, nel
caso delle condotte sottomarine e, nel caso delle con-
Analisi dei modi di rottura imputabili dotte a terra, terremoti o condizioni pluviometriche
al materiale tali da innescare instabilità idrogeologiche e conse-
L’attenzione imposta dalla società civile alle conse- guenti frane e cedimenti del terreno.
guenze degli incidenti industriali ha generato l’esigenza Pertanto, in ragione dell’interazione della condot-
di analizzare le principali cause che possono portare alla ta con ambienti sempre più congestionati dall’attività

guaina protettiva esterna guaina protettiva esterna


rivestimento resistente allo sforzo longitudinale rivestimento resistente allo sforzo longitudinale
rivestimento resistente allo rivestimento resistente allo
sforzo circolare sforzo circolare
tubo termoplastico tubo termoplastico
carcassa

tubo flessibile con foro rugoso tubo flessibile con foro liscio

guaina protettiva esterna


rivestimento resistente allo sforzo longitudinale
tubo termoplastico secondario
rivestimento resistente allo sforzo circolare
tubo termoplastico
carcassa

fig. 20. Tubi flessibili


per il trasporto di fluidi
ad alta pressione. riser flessibile con foro rugoso

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 801


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

umana, e quindi con potenziali cause di interferenza del tutto nuove rispetto a quelle precedentemente affron-
esterna, particolare attenzione è stata dedicata allo stu- tate. In particolare l’utilizzo di nuovi materiali e di
dio dei modi di rottura in corrispondenza di difetti super- acciaio ad alta resistenza comporta implicazioni piut-
ficiali, ovvero di ammaccature con o senza difetti, allo tosto importanti nello sviluppo di un approccio agli
scopo di definire quelle specifiche di resistenza e dut- stati limite, in relazione alla diversità della curva che
tilità del materiale che consentano di affrontare al meglio lega la sollecitazione alla deformazione per impieghi
tali situazioni. È stata studiata approfonditamente la spinti del materiale e quindi alle sostanziali implica-
propagazione della frattura duttile/fragile, in partico- zioni sull’attivazione dei modi di rottura. Per esempio,
lare per quelle applicazioni ove la perdita del prodotto nel campo degli acciai per impieghi tradizionali oppu-
e lo scoppio della condotta interagiscono pesantemen- re nel campo degli acciai ad alta resistenza, viene posta
te con l’ambiente esterno interessato, poiché determi- grande attenzione al rapporto tra la sollecitazione di
nano un’indisponibilità del prodotto, indispensabile alla snervamento e la sollecitazione a rottura, al punto che
comunità. attualmente alcune linee guida di progetto limitano
l’applicazione dei criteri proposti a materiali per i quali
Analisi delle caratteristiche meccaniche tale rapporto non supera determinati valori (0,85 nelle
del materiale prescelto normative olandesi ed europee, 0,80 nelle normative
Al momento l’industria sta proponendo criteri di pro- tedesche).
gettazione basati su un approccio agli stati limite (v. par.
7.1.5) in alternativa al tradizionale dimensionamento Analisi delle problematiche connesse con i collaudi
basato sulla sollecitazione ammissibile; ciò viene messo Quanto sopra porta a riconsiderare sia la scelta e la
in evidenza nelle recenti normative (Germanischer Lloyd, caratterizzazione del materiale in relazione al proces-
1995, e DNV, 2000, per le condotte sottomarine e CSA, so di fabbricazione, sia la progettazione e il dimensio-
2002, per le condotte a terra). In tale approccio si cerca namento sulla base di criteri che consentano di garan-
di correlare il dimensionamento della condotta con i reali tire un adeguato livello di sicurezza, sia infine la costru-
modi di rottura della stessa (il tutto espresso in una rela- zione e i successivi collaudi atti a garantire un’ adeguata
zione – la cosiddetta funzione di stato limite – che lega qualità del prodotto. D’altro canto, a fronte dell’esi-
gli effetti del carico con la resistenza per il modo di rot- genza di ridurre i costi imposti dal collaudo, anche in
tura analizzato) e di associare gli effetti del carico e della relazione alla sua efficacia spesso non dimostrabile,
resistenza a fattori parziali di sicurezza, che consentano l’industria sta affrontando da un lato il problema di una
di rispettare un livello prefissato di sicurezza associato migliore qualificazione della resistenza dei materiali e
alle conseguenze del superamento di quello stato limi- dei prodotti, dall’altro quello delle modalità di prova
te. In questa analisi è molto importante poter stabilire dei manufatti, tradizionalmente eseguita su tutte le con-
con una certa precisione quanto il materiale sia in grado dotte. In particolare, si sta cercando di quantificare
di resistere all’interno di un campo di variazione speci- come il collaudo possa condizionare la progettazione
fico e in relazione alla tecnologia di fabbricazione, ma e in particolare i processi impiegati per qualificare l’in-
anche quanto la tecnologia di fabbricazione possa garan- tegrità strutturale di una condotta. In sintesi, il collau-
tire in termini di tolleranze geometriche. do consente di troncare la distribuzione statistica della
A titolo di esempio, gli standard DNV (2000) per resistenza caratteristica, in quanto il superamento del
le condotte sottomarine propongono fattori di utilizzo collaudo consentirebbe di affermare che comunque,
circonferenziali a pressione interna, diversificati a fino al livello previsto nel collaudo, la condotta ha resi-
seconda della disponibilità di informazioni sulle carat- stito. Ma è anche evidente che l’introduzione di nuovi
teristiche meccaniche del materiale prescelto. Va anche materiali impone una certa attenzione su questo tema,
sottolineato che gli sviluppi degli ultimi anni hanno che va al di là di quanto potrebbe essere pensato sulla
principalmente riguardato le condotte sottomarine, per base delle esperienze avute sui materiali e sulle appli-
le quali sono spesso impliciti un trasporto ad alta pres- cazioni tradizionali.
sione e grandi spessori in acciaio; un affinamento del-
l’approccio progettuale poteva quindi effettivamente Materiali tradizionali
comportare grosse implicazioni economiche. Di con-
seguenza, gli stati limite investigati sono quelli tipici Nella maggior parte dei paesi del mondo le specifiche
dell’applicazione sottomarina e gli effetti dei carichi dei materiali utilizzati per la costruzione di condotte per
imposti sono stati analizzati nel contesto degli spesso- il trasporto di idrocarburi fanno riferimento alle specifi-
ri elevati e dell’ambiente sottomarino. L’estensione alle che API 5L (American Petroleum Institute; Palmer e King,
condotte terrestri deve sicuramente passare attraverso 2004). Nella sua formulazione originale, la specifica API
studi specifici, nei quali i loro spessori tipici e gli 5L identificava il grado di un acciaio, cioè la sua resistenza
ambienti attraversati possono determinare situazioni meccanica, attraverso il suo carico di snervamento, per

802 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

esempio X52 o X60, dove il numero identificava il cari- Risulta quindi facile intuire come, a fronte di tutte
co di snervamento del materiale espresso in migliaia di queste esigenze, si sia reso necessario mettere a punto
libbre per pollice quadrato (kpsi). In pratica, la sigla un processo tecnologico che accoppiasse a un’accurata
X52 identifica un materiale con carico di snervamento composizione chimica una particolare procedura di lami-
di 52.000 libbre per pollice quadrato, pari a 358 MPa. nazione. L’obiettivo principale era realizzare acciai a
La revisione più recente della normativa API 5L si è basso tenore di carbonio con microstruttura mista fer-
adeguata agli standard ISO adottando le unità di misu- ritica-bainitica, o addirittura completamente bainitica,
ra del Sistema Internazionale, anche se in realtà è anco- che consentissero di ovviare al problema del danneg-
ra di uso corrente utilizzare la vecchia nomenclatura. giamento da idrogeno. In questo ultimo caso è risulta-
Nonostante la prima versione dell’API 5L risalga al to indispensabile abbattere il tenore di zolfo fino a livel-
1920, tale documento venne adottato come specifica di li molto bassi, per eliminare possibili inneschi causati
riferimento solo a partire dal 1948. In quel periodo, il dalla formazione di solfuri di manganese, estremamen-
materiale con grado più elevato incluso nella specifica te deformabili, per controllare la forma delle inclusio-
era un X42, mentre attualmente la normativa include ni tramite l’utilizzo di trattamenti al calcio (CAB), zir-
acciai fino al grado X80. Nel 1999 l’API 5L è stata con- conio o terre rare e per diminuire il tenore di carbonio
vertita nella specifica internazionale ISO 3183, che e di manganese.
riguarda la scelta e l’utilizzo dei materiali per la costru- Successivamente, l’introduzione del processo di
zione di condotte con e senza saldatura longitudinale e laminazione termomeccanica e raffreddamento acce-
tubi a spirale. lerato (TMCP, Thermo-Mechanical Control Process)
L’evoluzione nel tempo dell’API 5L verso materia- ha facilitato la produzione di acciai ferritico-bainitici,
li di grado sempre più elevato segue di pari passo lo svi- senza richiedere consistenti aggiunte di elementi legan-
luppo tecnologico dei processi metallurgici e termo- ti, con effetti vantaggiosi sia sui costi sia sulla salda-
meccanici finalizzati al miglioramento delle prestazio- bilità. Alla fine del ciclo di produzione si ottiene una
ni dei materiali. All’inizio della seconda metà del 20° microstruttura mista ferritica-bainitica, o totalmente
secolo, i tubi per il trasporto degli idrocarburi erano pro- bainitica, con caratteristiche microstrutturali variabili
dotti mediante i processi UOE e SAW (Submerged Arc (bande di dislocazioni all’interno dei grani di ferrite,
Weld) a partire da lamiere, in acciaio basso-legato, lami- substrutture, precipitati) a seconda della composizio-
nate a caldo e poi sottoposte a un trattamento termico ne chimica e dei parametri di TMCP adottati. L’effica-
di normalizzazione. La microstruttura ottenuta era costi- cia del processo di TMCP dipende dall’accurata scelta
tuita da ferrite poligonale e perlite, spesso disposta a degli elementi microleganti in relazione alle variabili
bande. Le caratteristiche meccaniche ottenibili poteva- legate al processo di laminazione e dalla significativa
no raggiungere il grado API X60 e la tenacità a bassa riduzione del fenomeno della segregazione centrale.
temperatura non era sempre soddisfacente. Le crescen- Dal momento che gli acciai prodotti con processo TMCP
ti richieste dei mercati hanno generato nel tempo l’esi- richiedono un contenuto di elementi leganti minore, o
genza di investigare sulla possibilità di aumentare la al più pari a quello degli acciai da laminazione termo-
resistenza meccanica senza aumentare il contenuto di meccanica della prima generazione, soprattutto per
elementi leganti, al fine di evitare effetti negativi sulla quanto riguarda il tenore di carbonio, presentano valo-
tenacità, la saldabilità e sui costi in generale. A tali requi- ri di carbonio equivalente (CE0,42%) tali da garan-
siti si aggiungeva, considerando anche la specificità dei tire una buona saldabilità e valori accettabili di durez-
prodotti trasportati, la necessità di garantire un’ottima za nella zona termicamente alterata (HAZ, Heat Affec-
resistenza all’attacco da idrogeno (danneggiamento da ted Zones) nelle saldature circonferenziali.
idrogeno). Una certa quantità di atomi di idrogeno può Lo sviluppo degli acciai a elevate caratteristiche
infatti essere presente nel fluido all’interno delle tuba- meccaniche (grado API X70, X80 e X100) per la rea-
zioni (ambiente acido), ma anche derivare da reazioni lizzazione di condotte ha subito quindi una notevole
chimiche nell’ambiente esterno alla tubazione o da erro- accelerazione a partire dagli anni Settanta con l’intro-
ri di progettazione nella protezione catodica delle tuba- duzione del processo di laminazione in controllo e di
zioni interrate o sottomarine (sovraprotezione catodi- raffreddamento accelerato in linea. Numerosi produt-
ca). Tale idrogeno atomico si trasforma in idrogeno mole- tori hanno svolto un’intensa attività di ricerca sulla pro-
colare all’interno delle microporosità del materiale, in gettazione di un’adeguata composizione chimica che,
particolare in prossimità delle inclusioni di solfuro di accoppiata alla definizione delle variabili di processo
manganese. La trasformazione in idrogeno molecolare di laminazione in controllo, consentisse di produrre tubi
negli spazi intergranulari genera elevate sovrapressioni in acciaio a basso tenore di carbonio (0,07-0,09%)
interstiziali che portano il materiale a fessurarsi in manie- con tre requisiti fondamentali: caratteristiche mecca-
ra tale da pregiudicarne le prestazioni meccaniche (Nico- niche elevate, fondamentali al fine di sopportare gli alti
demi, 1986). livelli di sollecitazione imposti, soprattutto nel caso di

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 803


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

condotte per il trasporto a pressioni molte elevate; otti- Il processo di laminazione adottato (temperature di
mi livelli di tenacità a bassa temperatura, proprietà indi- fine laminazione e fine raffreddamento molto basse) fa
spensabile al controllo della propagazione della frattu- sì che i tubi in acciaio di grado API X100 presentino valo-
ra fragile; buona saldabilità in campo. Tubi in acciaio ri molto elevati del rapporto snervamento/rottura (>0,90).
di grado API X70 rappresentano oggi un prodotto con-
solidato di cui sono disponibili criteri di qualificazio- Le saldature
ne e messa in opera: sul territorio europeo sono note
numerose realizzazioni in questo tipo di acciaio. La La realizzazione dei gasdotti e degli oleodotti passa
produzione di acciai da tubo di grado API X80 ha subi- attraverso la saldatura dei singoli tubi, all’incirca lunghi
to una sensibile accelerazione a partire dal 1980. A tale 12 m, che costituiscono la condotta, realizzata saldando
proposito esistono alcune pubblicazioni che riportano i i tubi uno dopo l’altro e avanzando progressivamente
risultati conseguiti nella messa a punto di prodotti speri- lungo la rotta designata in fase di progetto (fig. 21). Oggi
mentali (Dillinger Huttenwerke SG, Hoesch, Sumitomo la tecnologia mette a disposizione numerose tecniche di
Metal Industries, Nippon Steel Corporation, Stelco, saldatura, pertanto occorre effettuare una scelta per indi-
ILVA ILP) e nella realizzazione delle prime condotte viduare quella più idonea: i parametri che guidano tale
di trasporto con questo materiale. scelta generalmente sono il diametro e lo spessore del
I requisiti degli acciai a elevata resistenza sono spe- tubo, ma anche le caratteristiche del luogo stabilito per
cificati in diverse normative esistenti fino al grado di la sua posa e le condizioni operative. La velocità di avan-
X80. Non esistono attualmente indicazioni relative al zamento durante la posa è cadenzata dall’esecuzione
grado API X100 e quindi i relativi requisiti sul mate- della saldatura circonferenziale tra un tubo e quello suc-
riale per le condotte in tale tipo di acciaio dovrebbero cessivo; di conseguenza, maggiori sono i tempi richie-
essere concordati col produttore in fase di definizione sti per eseguire tale saldatura, più lungo sarà il tempo
del prodotto. Benché tubi in acciaio di grado API X100 necessario per completare la condotta. Per tali ragioni la
non siano ancora commercialmente disponibili, nume- ricerca tecnologica tende a sviluppare nuovi metodi di
rosi produttori di livello internazionale (Nippon Steel, saldatura che consentano di incrementare la velocità di
NKK, Kawasaki, Europipe) hanno realizzato produ- installazione e di diminuire i costi complessivi di rea-
zioni sperimentali di condotte, con caratteristiche che lizzazione dei progetti.
sembrano soddisfare i requisiti per il trasporto di gas
naturale ad alta pressione. La produzione di tubi in Classificazione delle saldature
acciaio di grado API X100 è un’evoluzione del grado La saldatura è utilizzata per unire i lembi di corpi
API X80: le caratteristiche di resistenza meccanica del distinti che alla fine del processo diventano parte inte-
grado API X100 sono ottenute a partire dalla compo- grante di un’unica struttura. Esistono numerose tecni-
sizione chimica del grado X80, con aggiunte mirate di che di saldatura, ma quelle più frequentemente impie-
elementi microleganti (manganese, niobio, titanio) e gate nel campo delle condotte sono le saldature ad arco.
attraverso un processo di laminazione in controllo e raf- La caratteristica comune a questa tipologia di tecniche
freddamento accelerato in linea al limite superiore delle è che i due lembi vengono uniti portando il materiale che
potenzialità dei più moderni impianti di laminazione. li costituisce a fusione, mediante riscaldamento fino a
Le velocità di raffreddamento accelerato impiegate nella una adeguata temperatura. Il calore necessario a tale
produzione di lamiere di grado API X100 sono supe- scopo viene generato facendo scoccare un arco elettrico
riori ai 20-25 °C/s, da confrontare con i 15 °C/s carat- tra il materiale base dei due lembi e un elettrodo. A secon-
teristici della produzione dell’API X80 e con i 5-10 da della tecnica di saldatura impiegata, l’elettrodo può
°C/s tipici dei gradi medio-bassi. I tubi prodotti su scala fungere da materiale di apporto, dato che fondendo fini-
sperimentale presentano caratteristiche meccaniche in sce nel bagno di fusione oppure l’apporto viene intro-
linea con il grado API X100, determinate su provette dotto separatamente sotto forma di fili. Talvolta, comun-
cilindriche a causa dell’elevato effetto Bauschinger. I que, il processo può essere tale da non richiedere l’in-
valori di tenacità del materiale base appaiono soddi- troduzione nel bagno di un materiale di apporto. Un altro
sfacenti, sia dal punto di vista dell’energia CharpyV aspetto fondamentale del processo di saldatura è la neces-
(200-300 J) sia da quello della transizione duttile/fragi- sità di proteggere il materiale fuso dai gas presenti nel-
le. Si ritiene che un valore di energia CharpyV di 300 J l’aria, per esempio l’ossigeno e l’azoto, dannosi per le
costituisca un limite superiore per gli acciai da lami- caratteristiche meccaniche del giunto.
nazione termomeccanica. Sulla base delle produzioni Nella tecnologia le saldature vengono spesso classi-
sperimentali di tubi in acciaio di grado API X100 è pos- ficate in base ad acronimi: di seguito sono riportati i più
sibile assumere che questi possano essere prodotti con frequenti.
una composizione chimica che soddisfa il requisito di SMAW (Shielded Metal Arc Welding). La saldatura
carbonio equivalente massimo pari a 0,45%. ad arco con elettrodi rivestiti è tra le prime a essere stata

804 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

impiegata nel campo delle saldature e viene eseguita Il processo di saldatura


manualmente. Essa prevede l’impiego di elettrodi sotto I tubi impiegati nella costruzione delle condotte hanno
forma di bacchette metalliche rivestite da un materiale a spessori che difficilmente consentono di realizzare la sal-
base di cellulosa. Durante il processo di saldatura la decom- datura in un’unica passata; pertanto è necessario effettuare
posizione dell’elettrodo da una parte genera una grande una serie di passate fino a ottenere la completa giunzio-
quantità di gas che va a proteggere la zona interessata dal ne lungo tutto lo spessore. Prima della saldatura le due
processo, e dall’altra provoca anche la fusione del mate- estremità dei tubi da unire devono essere preparate. Tale
riale metallico della bacchetta che finisce nel bagno. operazione prevede la pulizia da tutte le impurità o dai
SAW (Submerged Arc Welding). La saldatura ad arco residui di lavorazioni precedenti e la successiva ispezio-
sommerso viene in genere utilizzata per la saldatura lon- ne per verificare l’eventuale presenza di difetti. A questo
gitudinale dei tubi ottenuti piegando una lastra di acciaio punto le due estremità subiscono una lavorazione mecca-
fino a farle assumere la forma circolare, facendone com- nica, detta cianfrinatura, che consiste nell’asportazione di
baciare i due lembi. In questo caso l’elettrodo, non rive- materiale lungo tutta la circonferenza del tubo affinché lo
stito, costituisce anche il materiale di apporto; la prote- spessore assuma una sagoma appropriata. Si noti che l’an-
zione dell’arco e del bagno di fusione è affidata a una golo di inclinazione del cianfrino dipende dal tipo di pro-
coltre di materiale granuloso che ricopre il giunto sepa- cesso impiegato, e in particolare dallo spessore dell’elet-
randolo dall’aria. Questo procedimento è completamente trodo utilizzato durante la saldatura. Infatti, poiché la fusio-
automatizzato. ne deve poter arrivare fino alla base del cianfrino, per le
GMAW (Gas Metal Arc Welding). Nella saldatura ad saldature manuali eseguite con elettrodi rivestiti si adotta
arco a filo continuo in atmosfera protettiva, l’arco scoc- un angolo di circa 30°, mentre l’angolo si riduce fino a
ca tra un filo metallico avvolto su un rocchetto e il mate- 20°, o persino a 10° circa se la saldatura è di tipo semiau-
riale base. La protezione del bagno di fusione è affida- tomatico o automatico, in cui l’elettrodo è un filo di soli
ta a una miscela di gas introdotta esternamente che va a pochi millimetri di spessore. Tale geometria risulta idea-
investire con continuità la zona interessata. La sequen- le per garantire la completa penetrazione del bagno di
za delle diverse operazioni è stata accorpata in un unico fusione fino alla superficie interna dei tubi; per contro,
dispositivo chiamato torcia, consentendo di dare al pro- maggiore è l’angolo di apertura del cianfrino, maggiore
cesso una notevole flessibilità di impiego senza la neces- sarà la quantità di materiale che occorre depositare, con
sità di ripetute interruzioni per il rinnovo del materiale relative conseguenze in termini di tempi e di costi.
di apporto. Dopo la cianfrinatura i due tubi devono essere avvi-
GTAW (Gas Tungsten Arc Welding). Nella saldatura cinati l’uno all’altro e allineati. Questa operazione viene
ad arco con elettrodo di tungsteno il calore necessario a eseguita con l’ausilio di attrezzature di accoppiamento
portare a fusione il materiale viene prodotto da un elet- che, a seconda delle dimensioni dei tubi, possono esse-
trodo di tungsteno che grazie alla sua elevata tempera- re interne o esterne. I valori tipici degli scostamenti mas-
tura di fusione non si consuma durante il processo di sal- simi ammessi nell’allineamento dei tubi non possono
datura. La protezione del bagno è affidata a una misce- essere superiori a un millimetro.
la di gas, mentre l’eventuale materiale di apporto può Prima di esssere saldati, i due lembi vengono preri-
essere introdotto esternamente. scaldati in maniera tale da evitare che il primo cordone

fig. 21. Accoppiamento tramite mandrino interno tra due tubi prima della fase di saldatura (per cortesia di R. Bruschi).

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 805


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

depositato si raffreddi troppo velocemente, altrimenti Un altro problema che interessa le saldature è da asso-
potrebbe danneggiarsi. Il preriscaldamento, da questo ciare alla porosità che si genera se le molecole di gas
punto di vista, lascia a disposizione dell’operatore un disciolte all’interno del cordone appena depositato vi
arco di tempo maggiore durante il quale eseguire le pas- rimangono intrappolate. Infatti, mentre il metallo è anco-
sate successive alla prima. Infine il preriscaldamento ra allo stato fuso, i gas possono disciogliersi nella fase
asciuga i due lembi evitando la formazione di idrogeno liquida ma anche fuoriuscirne, mentre quando esso soli-
durante la saldatura che, come già detto, può causare la difica difficilmente tali gas potranno uscire dalla fase
rottura a freddo del giunto. La realizzazione della prima solida. Questo problema non va sottovalutato, poiché
passata di saldatura è la fase più critica del processo. circa la metà dei cedimenti delle saldature è da associa-
Convenzionalmente essa viene eseguita partendo dalla re a fenomeni di porosità. L’idrogeno è sicuramente il
parte superiore del tubo per terminare nel punto più basso, gas più pericoloso da questo punto di vista, poiché la sua
con due saldatori che lavorano contemporaneamente. elevata solubilità nel bagno di fusione può consentirgli
Nel caso di saldatura semiautomatica su tubi di grande di penetrare fino alla HAZ e dar luogo a sollecitazioni
diametro si possono utilizzare tre o anche quattro torce in una zona resa fragile dalla sua microstruttura termi-
che lavorano contemporaneamente lungo la circonfe- camente alterata. Infine, particolare attenzione deve esse-
renza, riducendo così drasticamente i tempi richiesti per re rivolta alla saldatura degli acciai con alto tenore di
la realizzazione del giunto. La seconda passata deve esse- zolfo. Questi metalli, infatti, possono dar luogo a pro-
re eseguita appena possibile, poiché ogni movimento duzione di solfuri i quali, al termine della saldatura, soli-
incontrollato dei due tubi, seppur minimo, potrebbe sol- dificano per ultimi rimanendo al centro dei grani del
lecitare il piccolo cordone appena saldato e portarlo a metallo. Questi composti a base di zolfo sono molto più
rottura. Il processo termina con l’esecuzione delle sal- deboli del metallo base e pertanto contribuiscono a ridur-
dature di riempimento che andranno a colmare comple- re la resistenza meccanica del giunto.
tamente lo spazio che separa i due lembi dei tubi. Per
fare questo occorre imporre alla torcia un movimento Definizione di saldabilità
oscillatorio, spostandola da un lato all’altro del giunto, Con il termine saldabilità si indica la facilità con cui
e pulire il cordone appena saldato dalla scoria che si il metallo può essere saldato in maniera da soddisfare gli
forma a mano a mano che si procede. L’ultima passata è standard di qualità attesi dalla saldatura. Gli acciai con
quella che va a generare il cosiddetto cappello della sal- basso tenore di carbonio, per esempio, hanno una buona
datura, che ha uno spessore tale da superare la superfi- saldabilità mentre gli acciai inossidabili hanno una sal-
cie esterna del tubo di qualche millimetro. dabilità decisamente inferiore. Il contenuto di carbonio
degli acciai è uno dei parametri tipicamente utilizzati per
Metallurgia della saldatura classificare questa caratteristica; essa dipende, però,
Durante la saldatura l’arco elettrico provoca la fusio- anche dal contenuto di elementi microleganti che si tro-
ne del metallo base che in tal maniera va a giuntare i due vano dispersi nella matrice metallica. Pertanto, per defi-
lembi da unire. In questa zona le temperature sono molto nire univocamente la saldabilità del metallo in esame, si
alte (circa 1.600 °C), mentre la parte di tubo adiacente ricorre a una quantità di carbonio fittizia chiamata Car-
si trova a una temperatura decisamente inferiore. Que- bonio Equivalente (CE). Le formule usate per calcolare
sta variazione di temperatura così repentina provoca la il CE si basano tutte sullo stesso principio: al contenuto
formazione di diversi componenti metallurgici in una in percentuale di carbonio si aggiungono le quantità degli
zona limitata in prossimità della saldatura: la HAZ. In altri leganti in base a un peso diverso a seconda del tipo
particolare in quei punti dove il calore è stato sufficien- di legante. Più è elevato il valore del CE, minore è la sal-
temente elevato da consentire al metallo base di cristal- dabilità del materiale.
lizzare, i grani della matrice metallica subiscono una
modifica, generando grani più fini, a vantaggio delle Tecniche di ispezione delle saldature
carattersitiche meccaniche del materiale; al contrario, Tutte le saldature delle condotte messe in esercizio ad
laddove il calore non è stato così elevato, i grani della alta pressione sono sottoposte a diversi tipi d’ispezione,
matrice metallica si ingrossano, dando luogo a un netto al fine di assicurare che il risultato ottenuto nel processo
peggioramento delle caratteristiche meccaniche del mate- di saldatura rispetti gli standard richiesti. La tipologia più
riale. Questa zona risulta essere particolarmente sensi- comune tra le tecniche d’ispezione è la radiografia. Alcu-
bile alla corrosione e caratterizzata da una scarsa tena- ne attrezzature portatili sono state sviluppate in maniera
cità. Le sue dimensioni dipendono dallo spessore del tale che, una volta terminata la saldatura, si installano sul
tubo, dal preriscaldamento effettuato e dalla quantità di tubo e fotografano ai raggi X il cordone di saldatura: even-
materiale depositato durante la saldatura, proporziona- tuali difetti presenti su di esso sono facilmente identifi-
le alla quantità di calore che si sviluppa durante il pro- cabili nelle immagini registrate su pellicola. Questa tec-
cesso (Lancaster, 1993). nica è molto veloce e permette di ottenere buoni risultati

806 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

in termini di affidabilità nella rilevazione dei difetti; per 7.1.5 Resistenza meccanica
contro, richiede grandi quantità di energia per il suo fun-
zionamento e gli operatori devono essere protetti accu- Una condotta è costituita da diversi componenti: a) un
ratamente dalla sorgente delle radiazioni. tubo di acciaio atto a resistere a tutte le sollecitazioni
Un’altra tecnica, il cui utilizzo ha visto negli ultimi meccaniche cui la condotta è sottoposta; b) un sistema
anni un netto incremento, è l’esame agli ultrasuoni. Essa di protezione anticorrosione costituito normalmente da
si basa sulla propagazione di un’onda ultrasonora attra- una guaina in asfalto, polietilene, polipropilene o resine
verso lo spessore del tubo, che viene riflessa quando nel epossidiche (protezione passiva) e da anodi sacrificali
suo cammino incontra una brusca variazione di densità in zinco o alluminio (protezione catodica); c) un rivesti-
come, per esempio, la superficie interna del tubo oppu- mento interno generalmente in resine epossidiche che
re un difetto. Il vantaggio di questa tecnica consiste nel ha il compito di ridurre l’attrito tra il fluido trasportato
fatto che essa fornisce informazioni sulle tre dimensio- e la parete di acciaio; d) il rivestimento esterno in cemen-
ni del difetto, definendone sia la completa geometria, sia to (armato di una rete metallica) avente lo scopo di for-
l’orientamento all’interno della saldatura. La radiogra- nire alla condotta il peso necessario per la sua stabilità
fia, invece, permette di avere solo una visione bidimen- nel letto di posa, oltre che una protezione meccanica con-
sionale del difetto, ma risulta sicuramente più accurata tro interferenze esterne.
rispetto alla tecnica agli ultrasuoni. Molto efficace per Il primo obiettivo del progettista è di definire qual è
l’individuazione di difetti superficiali è la tecnica di ispe- il diametro della tubazione necessario per trasportare una
zione con polveri di materiale ferromagnetico. Queste determinata portata nell’unità di tempo (quantità) di pro-
polveri, miscelate in un liquido, vengono cosparse sulla dotto (principalmente olio o gas o una miscela dei due)
superficie esterna della saldatura, successivamente immer- da un luogo a un altro. Durante questa fase, consideran-
sa in un campo magnetico. In condizioni normali le par- do diversi parametri ingegneristici, quali per esempio le
ticelle tendono a posizionarsi secondo le linee di flusso perdite di carico lungo la condotta, viene definita anche
del campo magnetico, mentre le eventuali discontinuità la pressione interna necessaria per il trasporto. Una volta
presenti sulla superficie, cioè i difetti, provocano delle definiti il diametro e la pressione interna, è necessario
discontinuità nel campo magnetico, rese visibili dall’o- stabilire il tipo di materiale da usare, che dipende prin-
rientamento assunto dalle particelle di ferro. cipalmente dal fluido trasportato (gas o liquido, corro-
Un’altra tecnica impiegata sia sui materiali magne- sivo o meno, ecc.). È quindi necessario definire qual è
tici sia su quelli amagnetici è quella che utilizza i fluidi la resistenza meccanica richiesta al tubo in funzione dei
penetranti. Questi fluidi sono generalmente fluorescen- carichi applicati. Una tubazione per il trasporto di pro-
ti, in modo da essere ben visibili con una luce ultravio- dotti petroliferi, quali olio e gas naturale, deve essere
letta. Essi vengono cosparsi sulla superficie della salda- sufficientemente resistente da sopportare le sollecita-
tura e lasciati penetrare per capillarità negli eventuali zioni dovute ai carichi che saranno applicati sia in fase
difetti presenti. La superficie quindi viene pulita e cospar- di costruzione sia durante la vita operativa (Bruschi et
sa con una polvere assorbente che richiama il liquido al., 1982a).
penetrato nei difetti, rendendone visibile la posizione. Durante la costruzione, in funzione del metodo adot-
Questa tecnica è di facile applicazione e utilizzabile in tato, il tubo sarà soggetto a carichi flessionali, assiali e
qualsiasi luogo avvenga l’ispezione; è sicuramente eco- torsionali (questi ultimi generalmente trascurabili rispet-
nomica, ma richiede tempi abbastanza lunghi. to ai primi due). Questi carichi sono rilevanti sia per i
Una volta individuata la presenza dei difetti, si può tubi a terra sia per quelli a mare. Nel caso delle tubazioni
decidere di lasciarli oppure di rimuoverli mediante la sottomarine un altro carico di costruzione è la pressio-
riparazione della saldatura. I criteri adottati a tale scopo ne idrostatica dovuta alla colonna d’acqua corrispon-
sono di due tipi: i primi definiscono dei limiti di accet- dente al sito prescelto: in funzione della profondità del
tabilità del grado dei difetti, sulla base di quelli che ci si sito marino la pressione esterna può arrivare anche a
attende di trovare su una saldatura eseguita correttamente valori molto elevati (Torselletti et al., 2003b). Una prima
da un buon saldatore. Questi criteri sono puramente empi- distinzione tra tubazioni a terra e sottomarine, dal punto
rici e vengono individuati dall’acronimo WMS (Work- di vista dei carichi esterni applicati durante la fase di
Manship Standard). Il secondo tipo di criteri di accetta- costruzione, è sostanzialmente legata al valore di questi
bilità si basa sulla meccanica della frattura, che consen- ultimi, che generalmente sono molto più elevati per le
te di stabilire se una struttura contenente un difetto possa tubazioni a mare. D’altra parte, le tubazioni a terra, nel
ancora operare in sicurezza o meno. Ogni riparazione caso di attraversamenti di terreni particolarmente sco-
apportata alle saldature impone tempi lunghi e quindi scesi, allo scopo di adattare il tubo al profilo del suolo,
elevati costi di realizzazione, ma soprattutto non è pos- vengono costruite curve in campo applicando elevate
sibile garantire che il risultato della riparazione sia miglio- deformazioni plastiche flessionali a freddo (Bruschi et
re della saldatura difettata iniziale. al., 1995).

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 807


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

Durante la fase operativa il tubo è caricato con l’a- diverse condizioni operative. Uno ‘stato limite’ costitui-
zione dovuta alla pressione interna e con forze assiali sce il limite tra una condizione accettabile e una inac-
dovute a una impedita dilatazione termica, entrambe lega- cettabile, espresso da un legame funzionale tra i para-
te al trasporto del fluido interno (gas od olio). Altri cri- metri di resistenza della condotta e gli effetti dei carichi,
teri di progetto, che considerano gli altri carichi presen- per ciascun modo di rottura. La capacità di resistenza è
ti sulla condotta quali il peso proprio, i carichi termici, in questo modo caratterizzata attraverso la sua resisten-
da traffico, da movimenti del terreno, da vento, da onda, za nei confronti di ciascun effettivo meccanismo di rot-
da interferenze esterne, ecc., generalmente hanno poca tura (Bruschi et al., 1997). Le modalità di rottura o mal-
influenza sulla scelta dello spessore della parete, ma inter- funzionamento possono essere classificate secondo due
vengono sulle misure atte a mitigare gli effetti di queste categorie.
condizioni di carico di solito considerate secondarie, SLS (Serviceability Limit State). Stato limite di ser-
salvo casi eccezionali. Tra questi casi, sono degne di nota vizio che denota l’incapacità a svolgere la funzione richie-
le verifiche che sono peculiari delle condotte sottoma- sta; come tale non comporta il rilascio del prodotto tra-
rine, ove la pressione esterna o la condizione di instal- sportato e generalmente richiede coefficienti di sicurez-
lazione possono modificare un dimensionamento della za meno severi. Tipicamente sono SLS il raggiungimento
parete di acciaio basato esclusivamente sul contenimen- dello snervamento, l’eccessiva ovalizzazione della sezio-
to della pressione interna. ne del tubo, l’instabilità euleriana (quest’ultima purché
non causi rottura, scoppio o collasso, che implica la loro
Dimensionamento alla pressione interna classificazione come ULS).
Lo spessore della parete di acciaio di una condotta è ULS (Ultimate Limit State). Stato limite ultimo che
il fattore che ha maggior rilevanza nella capacità della denota la rottura della parete e quindi il rilascio del pro-
tubazione a sostenere i carichi imposti dalle condizioni dotto; per questo motivo generalmente richiede fattori
di installazione e di esercizio. Dato che lo spessore di di sicurezza più elevati. Gli ULS sono relativi alla capa-
parete ha un impatto considerevole nei costi di realizza- cità della tubazione di sopportare sia carichi di conteni-
zione, è molto importante avere un criterio di progetto mento della pressione sia carichi secondari (rottura, col-
ottimale che bilanci requisiti di sicurezza e costi (Bru- lasso locale, fatica).
schi et al., 1997). Il criterio di progetto tradizionale, codi- La tensione circonferenziale generata dalla pressio-
ficato in tutte le normative e pratiche industriali, è gene- ne interna, a mano a mano che la pressione aumenta, rag-
ralmente basato sulla capacità richiesta alla condotta di giunge il cosiddetto limite elastico (tensione di snerva-
contenere la pressione interna in condizioni di esercizio. mento), superato il quale si sviluppano deformazioni pla-
Considerando il carico della pressione interna, si richie- stiche residue. Queste deformazioni plastiche sono tali
de che la sua sollecitazione sia minore della resistenza da accrescere il diametro della tubazione e conseguen-
caratteristica del materiale ridotta di un fattore di utiliz- temente ridurre lo spessore della parete nonché aumen-
zo, spesso chiamato genericamente fattore di sicurezza. tare la tensione applicata. Continuando ad aumentare la
È evidente come tale fattore d’uso intenda coprire le incer- pressione interna, lo spessore della parete arriverà a un
tezze presenti sia sui carichi applicati sia sulla resisten- livello per cui le sue capacità di resistenza non saranno
za del tubo. Le formule proposte dalle normative per cal- più sufficienti e, quindi, questo porterà allo scoppio del
colare la tensione circonferenziale, sh, agente in una con- tubo stesso. La sollecitazione ammissibile è legata alla
dotta con pressione interna Dp, hanno all’origine quella resistenza caratteristica del materiale attraverso i coef-
di Mariotte per i tubi con parete sottile (cioè tubi aventi ficienti di sicurezza definiti sulla base di un preciso obiet-
rapporto diametro/spessore, D/t, maggiore di 10): tivo di sicurezza.
DpD
sapplicatash112 Criterio di sicurezza
2t
Nel razionalizzare i criteri di progetto viene richie-
ove i valori attribuiti al diametro D e allo spessore t da sta una definizione quantitativa del livello di sicurez-
usare nel calcolo cambiano da normativa a normativa za che si vuole perseguire, per definire il quale sono
(fig. 22). Nel caso di tubi spessi (D/t<10) si deve ricor- stati introdotti i concetti di affidabilità strutturale e di
rere a formule più sofisticate. probabilità di rottura. Il livello di sicurezza richiesto è
La tensione applicata deve essere confrontata con la definito come la massima probabilità annuale che gli
cosiddetta sollecitazione ammissibile. La tensione ammis- effetti dei carichi possano superare la capacità di resi-
sibile viene definita in funzione dei possibili modi di rot- stenza della condotta, in relazione al modo di rottura
tura o malfunzionamento che si vogliono evitare. Il meto- innescato nello scenario specifico e ai carichi agenti. Gli
do degli ‘stati limite’ nasce dalla analisi delle rotture che enti certificatori, dovendo definire gli obiettivi di sicu-
si sono verificate nelle condotte esistenti o che si pos- rezza in ambiti non tradizionali, solitamente svolgono
sono sviluppare nei differenti scenari di progetto e nelle una serie di attività preliminari volte sia a confrontarsi

808 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

con quanto è già stato definito per ambiti assimilabili, t


sia a determinare il livello di sicurezza implicito nelle
normative generalmente riconosciute, tenendo in debi- sh sh
ta considerazione le misure di incertezza relative al
periodo in cui la normativa è stata emessa. La defini-
zione finale della probabilità di rottura annuale è abi- Dp
tualmente volta ad assicurare un livello di rischio accet- Dp
tabile ove sono considerati sia il tipo di rottura sia le
conseguenze che da esso derivano in termini di rischio
per la salute e la sicurezza delle persone, danno all’am-
biente, perdite economiche. Il rischio è dato dal pro-
dotto tra la probabilità che si verifichi un evento e le D
sue conseguenze. Pertanto, riconosciuto un livello di
rischio accettabile, è possibile identificare il livello di fig. 22. Schema esemplificativo
sicurezza richiesto sulla base delle conseguenze asso- delle tensioni sviluppate in un tubo soggetto
ciate a un eventuale incidente. a pressione interna.
I parametri generalmente usati per valutare le con-
seguenze di una rottura sono: a) la fase della vita della
condotta (fase di costruzione, temporanea o di eserci- che le conseguenze di eventuali rotture, in termini di
zio); b) il tipo di fluido trasportato; c) le caratteristiche rischio per la vita umana, per l’ambiente e per le cose,
della zona attraversata; d) il tipo di rottura. Altri para- siano state ridotte al valore più basso ragionevolmente
metri, generalmente trascurati, che hanno un impatto praticabile. Tralasciando in questa sede ogni approfon-
sulle conseguenze associabili a una rottura, sono il dia- dimento su cosa si intenda per ‘più basso ragionevol-
metro e la pressione della condotta in esame. Questo è mente praticabile’, è importante sottolineare come que-
un problema che diventa rilevante quando si pensa di sto fatto abbia costretto dapprima le industrie operanti
impiegare, per esempio, il trasporto di gas ad alta pres- nel Mare del Nord e ora anche quelle operanti nel Mar
sione nelle condotte a terra. Tale applicazione può risul- Mediterraneo ad aggiornare e rivedere il loro approccio
tare strategica in condizioni di produzione remota per alla sicurezza. Con questa normativa diventa responsa-
utenti. Il tipo di fluido trasportato è classificato sulla bilità delle società che gestiscono le tubazioni definire
base della sua pericolosità; la zona è generalmente clas- il livello di rischio praticabile e documentare che tale
sificata sulla base delle unità abitative; entrambe, tra- rischio è stato ridotto al minimo praticabile. Pur poten-
mite uno schema a matrice, consentono di definire le do far riferimento alla pratica di progettazione codifi-
classi di sicurezza associabili a un dato fluido traspor- cata nelle normative riguardanti gli aspetti ben cono-
tato e alla zona attraversata. A ogni classe di sicurezza sciuti, il livello di affidabilità implicito nelle normati-
è associata una massima probabilità di rottura (supera- ve tradizionalmente non è quantificato. Definire e
mento dello stato limite) ammessa (ISO 2004). È opi- documentare una probabilità di rottura consistente e
nione diffusa che una probabilità annua pari a 104 per uniforme per tutti i modi di rottura è diventato pertan-
km sia accettabile per i tratti di condotta in condizioni to un obiettivo primario. Una considerazione doverosa
operative attraversanti zone remote. Tale valore può scen- riguarda le difficoltà di quantificare e razionalizzare
dere di diversi ordini di grandezza quando le potenzia- fenomeni di rottura legati ad attività umane quali gli
li conseguenze a persone, cose e ambiente, associate a scavi e le perforazioni di pozzi a terra, ovvero all’an-
un dato modo di rottura, aumentano in modo conside- coraggio in mare di navi in aree non dedicate. Pur doven-
revole, per esempio quando aumenta la densità di popo- do inserire necessariamente tali attività tra i carichi che
lazione della zona attraversata e/o il tipo di gas tra- possono causare la rottura di una tubazione, appare molto
sportato è particolarmente pericoloso. In genere si indi- più adeguato e razionale identificare, ove l’analisi delle
vidua un intervallo di accettabilità compreso tra 103 e frequenze di occorrenza lo richieda, misure di prote-
107 per la massima probabilità annuale di rottura per zione ovvero procedure e/o attività di segnalazione e
chilometro, a seconda delle caratteristiche abitative della sorveglianza che evitino che tali attività possano avve-
zona attraversata e del tipo di fluido (gas, olio, acqua, nire in prossimità di una condotta (ISO 1999).
ecc.) trasportato. Sull’aspetto quantitativo più adeguato Per completare il processo di dimensionamento dello
alla sicurezza e relative documentazioni, argomento di spessore della tubazione per il contenimento della pres-
accesa discussione in molti paesi, da alcuni anni in Euro- sione interna, il metodo dello stato limite permette, per
pa è in fase di sviluppo una nuova legislazione, che richie- esempio, la definizione di un formato di progetto che
de di documentare che una condotta sia stata progettata garantisce un obiettivo di sicurezza rispetto sia allo scop-
adeguatamente al suo scopo per tutta la vita operativa e pio sia allo snervamento, cioè:

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 809


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

gasapplicatasammissibilemin{hgsy; husu} sicurezza, h, uguale a 0,72. Il coefficiente di sicurezza


è stato rivisto negli ultimi anni dalle diverse normative
dove hg è il fattore parziale di sicurezza associato allo e attualmente si arriva fino a valori pari a 0,87 in con-
SLS relativo al superamento della tensione di snerva- dizioni operative.
mento, hu è il fattore parziale di sicurezza associato allo Le tubazioni a terra sono caratterizzate da pressio-
ULS relativo al superamento della tensione ultima, ga è ni interne relativamente basse (in Italia e in Europa la
il fattore di sicurezza parziale associato all’incertezza pressione massima generalmente usata è intorno a 70-
intrinseca nel calcolo della tensione applicata e dei para- 90 bar, ossia 7-9 MPa) se confrontate con le tubazioni
metri che entrano nella formulazione usata. La tensione sottomarine dove, per esigenze operative, si usano pres-
di snervamento del materiale, sy, è generalmente defi- sioni che oscillano tra 200 e 300 bar (20-30 MPa). Con-
nita come la tensione per la quale la struttura non mani- siderando che i coefficienti di sicurezza utilizzati sono
festa deformazioni residue significative, cioè quelle pre- simili, i tubi a terra hanno spessori relativamente bassi
senti una volta che la struttura stessa venga scaricata. La (variano tra 12 mm e 20 mm in funzione del diametro)
tensione di rottura ultima, su, del materiale rappresenta se confrontati con le tubazioni sottomarine, i cui spes-
il valore della sollecitazione oltre la quale è assente ogni sori variano tra 15 mm e 35 mm in funzione della pres-
capacità di resistenza (nel caso del contenimento della sione interna e del diametro.
pressione interna, il suo superamento implica lo scop- Va ricordato che, nella definizione dei criteri di pro-
pio della tubazione). getto, e quindi dei coefficienti di sicurezza, un certo mar-
Il comportamento del materiale appena descritto è gine, generalmente circa il 10% dello spessore, è lascia-
anche evidenziato dall’equazione di progettazione pre- to per coprire la possibilità di avere dei difetti localiz-
cedente. Infatti il materiale sarà tanto più vicino allo zati (come difetti di corrosione, denti, ovalizzazioni, ecc.)
scoppio, quanto più la sua tensione ultima di rottura, su, che potrebbero diminuire la capacità di resistenza del
è prossima alla tensione di snervamento, sy: tanto più il tubo. Le condotte a terra per il trasporto di olio sono
valore del rapporto tra tensione di snervamento e ten- caratterizzate da pressioni più basse di quelle per il gas
sione di rottura (indicato come Y/T) è vicino a uno, quan- e da temperature più elevate. Infatti, le condotte che tra-
to più la tubazione sarà prossima alla possibilità di scop- sportano olio per evitare la condensazione di cere che
piare. L’equazione di progetto precedente può essere sem- potrebbero ostruire la condotta operano a temperature
plificata riducendo i coefficienti di sicurezza fino ad relativamente alte (anche sopra i 100 °C). Ciò implica
averne solo uno, cioè: che, nella definizione dello spessore del tubo, si deve
tener conto dell’abbassamento della capacità di resistenza
sapplicatasammissibilehs
del materiale legato alla temperatura elevata. Nelle con-
Questa ultima forma è la più diffusa tra le normati- dotte in mare per il trasporto di gas, le alte pressioni
ve vigenti in campo internazionale (tab. 1). A tale pro- richieste per effettuare il trasporto sono spesso associa-
posito, è possibile rilevare come, dal punto di vista delle te ad alte temperature conseguenti al processo di com-
normative vigenti, diverse interpretazioni di uno stesso pressione del gas stesso. Nelle tubazioni a terra per il
problema strutturale (quello del contenimento della pres- trasporto di gas, un tipo di rottura molto pericoloso con-
sione interna da parte di un tubo) abbiano portato a pro- siste nel possibile scoppio legato a un evento accidenta-
porre criteri di progetto differenti, a cui corrispondono le e nella conseguente propagazione lungo l’asse del tubo
risultati anche molto diversi tra loro. Se si considerano, di una rottura che può avere conseguenze pesantissime
per esempio, i criteri di dimensionamento proposti da sia sulle persone e sull’ambiente sia sui costi (fig. 23).
alcune normative internazionali, riportate nella tab. 1, Nelle tubazioni per il trasporto di olio questo fenomeno
fra quelle maggiormente in uso oggi nell’ingegneria non è rilevante a causa della caduta pressoché istanta-
delle condotte, si osserva che il medesimo concetto di nea della pressione interna a fronte di una rottura.
contenimento della tensione circonferenziale si espri-
me in modo diverso. Infatti, nella formula di Mariotte Effetti secondari
sopra riportata ogni normativa assegna un preciso e par- In molte condizioni insieme alla pressione interna
ticolare significato ai vari termini in essa contenuti. Que- agiscono altri carichi, generalmente chiamati seconda-
ste differenze possono portare a variazioni anche del ri, che possono avere effetti rilevanti (Bruschi et al.,
10% sullo spessore di parete necessario per una data 1982a). Essi sono: azioni flettenti dovute a cedimenti dif-
pressione interna e un dato diametro nominale. La nor- ferenziali ovvero a una curvatura presente sul profilo del
mativa ASME B31 del 1958 definisce direttamente come suolo ove è adagiata la tubazione; azioni assiali, general-
massima pressione di esercizio la pressione alla quale mente dovute a una impedita dilatazione termica o a feno-
la tensione circonferenziale corrispondente non de- meni di scorrimento del terreno (in alcuni casi tali azioni
ve superare il 72% della tensione di snervamento del possono innescare fenomeni di instabilità euleriana che
materiale. In altre parole definisce un coefficiente di comportano lo sviluppo di azioni flettenti incontrollate);

810 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

et al., 1984) molto elevate o fluttuanti con conseguenti


tab. 1. Normative per la progettazione delle tubazioni problemi di fatica strutturale (Celant et al., 1982). Tale
sottomarine e a terra apertura può innescare uno scoppio o limitarsi a causa-
re una perdita di gas. Questa modalità di rottura è rile-
Normativa Nazione Formato vante per tutte le fasi della vita del tubo (dalla installa-
DNV OS-F101 Norvegia stati limite zione alla fase operativa) ed esistono criteri di resisten-
za specifici che servono a definire le dimensioni
ASME B31.4 USA tensioni ammissibili
e B31.8 accettabili dei difetti delle saldature a fronte dei carichi
BS 8010 Regno Unito tensioni ammissibili applicati o, per dati difetti, ad accettare carichi ammis-
NEN 3650 Olanda tensioni ammissibili
sibili tali da evitare l’apertura instabile dei difetti stessi
stati limite con conseguente rilascio del fluido interno. Una nor-
C.S.a.R. 2.06.05.85 ex URSS tensioni ammissibili mativa specifica applicata a livello internazionale è la
CSA Z662 Canada tensioni ammissibili
BS7910-1999 della British Standards Institution.
stati limite Rottura istantanea da danneggiamento locale o inci-
ISO Europa tensioni ammissibili piente. È legata alla propagazione di un danno locale ini-
stati limite ziale sull’intero spessore per fatica o per corrosione asso-
DM 24-11-84 Italia tensioni ammissibili ciata alla combinazione carico-ambiente.
del Ministero Per prevenire ognuno dei modi di rottura legati ad
dell’Interno
azioni secondarie esistono criteri di progettazione speci-
fici, come quello discusso per il dimensionamento della
azioni locali, dovute a impatti o ad affioramenti di mate- parete del tubo (v. ancora tab. 1). L’obiettivo è quello di
riale rigido su cui va incidentalmente a poggiare la con- mantenere la sollecitazione applicata al di sotto di una
dotta, che generano deformazioni molto localizzate della ben determinata sollecitazione ammissibile. È evidente
parete del tubo (denti, graffi, ecc.). Queste azioni secon- che la progettazione cerca di evitare che tali modi di rot-
darie possono portare all’innesco di fenomeni di mal- tura possano essere innescati, identificando i rimedi neces-
funzionamento o di rottura. sari. Questi sono spesso legati a misure di protezione del
Collasso locale della sezione. È associabile a feno- tubo atte a ridurre l’entità dei carichi esterni e non alla
meni di instabilità locale, dovuta al superamento della modifica dello spessore del tubo stesso. Quando però si
capacità di resistenza nella sezione di tubo ove sono pre- è in ambienti che presentano caratteristiche idrogeologi-
senti sollecitazioni longitudinali di compressione assia- che in evoluzione (terreni soggetti a movimenti franosi)
le e circonferenziale. o che possono essere interessati da fenomeni sismici rile-
Apertura di un difetto presente su una saldatura cir- vanti, le azioni secondarie possono divenire critiche e
conferenziale. È dovuta al raggiungimento della capa- l’ingegnere in fase di progetto ha a disposizione pochi
cità di resistenza nella zona della sezione di tubo ove mezzi per determinare la natura e l’entità delle azioni
sono presenti tensioni longitudinali di trazione (Bruschi secondarie che si possono sviluppare. In questi casi in

fig. 23. Effetto della propagazione longitudinale della frattura a seguito di uno scoppio locale (per cortesia di R. Bruschi).

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 811


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

genere la compagnia che esercisce la condotta dispone costruzione. Questo implica che lo spessore della pare-
una serie di attività di sorveglianza e controllo strumen- te può anche essere definito tenendo conto che la tuba-
tale per tenere sotto osservazione le zone potenzialmen- zione deve resistere ai carichi di costruzione (Torselletti
te critiche e avviare gli opportuni interventi di mitiga- et al., 2003b). Inoltre, a causa degli elevati costi di inter-
zione atti a evitare l’evolvere verso condizioni che potreb- ramento legati alla necessità di lavorare a profondità
bero portare alla rottura delle condotte (Bruschi et al., anche molto elevate (500 m), la tubazione è spesso
1995). La scarsa attenzione rivolta alle condizioni di cari- appoggiata sul fondale marino. Questo significa che il
co secondarie, in pratica risolta con verifiche su un livel- tubo rimarrà soggetto alle asperità del fondale, all’in-
lo di sollecitazione equivalente che poco è correlabile alle terferenza con le attività umane, alle azioni idrodina-
reali condizioni di rottura, è una carenza delle normati- miche legate a correnti e onde marine, a carichi acci-
ve attuali. Solo alcune normative vigenti in paesi carat- dentali innescati da terremoti (frane, correnti di torbi-
terizzati da ambienti particolarmente difficili, come per da, ecc.). Le condotte sottomarine sono soggette ai
esempio il Giappone, ove i terreni sono esposti a condi- seguenti carichi secondari: a) carico dovuto alla pres-
zioni termiche e sismiche molto severe, contemplano veri- sione idrostatica dell’acqua circostante, tipologia di cari-
fiche articolate dedicate ai carichi secondari. Tra gli effet- co particolarmente importante nelle tubazioni costrui-
ti secondari non specificatamente legati a carichi ester- te a elevata (1.000 m) ed elevatissima (2.000 m)
ni, si può annoverare la possibilità di corrosione della profondità, per le quali viene definito lo spessore della
parete di acciaio del tubo, dovuta a due eventualità: parete del tubo; b) carichi combinati di pressione (inter-
• ambiente esterno (correnti indotte per le tubazioni a na o esterna), di flessione (legata a carichi funzionali
terra, terreni corrosivi, acqua marina con elevato con- come il peso proprio e il peso del fluido trasportato, alle
tenuto in cloro, ecc.); per questa tipologia di dan- asperità del fondale, ecc.) e assiali (legati a carichi fun-
neggiamento la progettazione prevede, come già zionali come la temperatura operativa che tende a dila-
accennato precedentemente, la ricopertura totale del tare il tubo); c) carichi dinamici dovuti a onde di super-
tubo con materiale plastico (polietilene, polipropile- ficie e a correnti sottomarine che possono innescare
ne, ecc.) isolante (protezione passiva) e l’installa- instabilità laterali e vibrazioni della tubazione quando
zione di anodi (per esempio di zinco o di mangane- quest’ultima è in una configurazione sospesa (campa-
se) su cui innescare l’eventuale azione corrosiva al ta) tra due appoggi (Bruschi et al., 1982b); d) carichi
posto della parete di acciaio del tubo accidentalmente statici e dinamici in tubazioni interrate dovuti a movi-
in contatto con l’ambiente corrosivo esterno (prote- menti di terreno (come smottamenti, frane e terremoti;
zione attiva); Bruschi et al., 1995), tipologia di carico che genera sia
• fluido trasportato che può essere corrosivo; per que- flessione della condotta che trazione e compressione
sta tipologia di corrosione generalmente si utiliz- assiale; e) carichi accidentali legati alla interferenza con
zano materiali resistenti alla corrosione (acciai inos- attività umane, tipologia nella quale si collocano i danni
sidabili) o si pretratta il fluido da trasportare prima locali come il dente superficiale e il graffio generato
della sua immissione nella condotta stessa per ridur- sulla parete del tubo durante l’impatto con le reti a stra-
re al minimo la presenza di agenti corrosivi quali scico dei pescatori o le ancore delle navi.
biossido di carbonio (CO 2), solfuro di idrogeno I carichi di installazione applicati alle condotte a terra
(H2S), ecc. sono relativamente bassi a causa della tecnologia usata,
Le condotte a terra sono generalmente interrate in che permette una preparazione ottimale del percorso della
modo da evitare possibili interferenze con altre attività tubazione. Al contrario, l’installazione di tubazioni sot-
umane, come l’agricoltura, la costruzione di strade e tomarine richiede analisi molto sofisticate di previsione
altro. Nondimeno, alcune tipologie di carichi secondari dei carichi applicati e della risposta strutturale del tubo.
sono comunque possibili (Bruschi et al., 1995), come Di seguito vengono descritti i criteri di progettazione che
per esempio: carichi statici e dinamici in tubazioni inter- servono a garantire l’integrità di una tubazione durante
rate dovuti a movimenti di terreno (smottamenti, frane la fase di installazione.
e terremoti), tipologia di carico che genera sia flessione
della condotta sia trazione e compressione assiale (figg. 24 Contenimento della pressione esterna
e 25); carichi accidentali legati alla interferenza con atti- nelle condotte sottomarine
vità umane, tipologia nella quale si collocano i danni L’installazione delle condotte in mare prevede spesso
locali, come il dente superficiale e il graffio generato la presenza di aria alla pressione atmosferica all’interno
sulla parete del tubo durante l’impatto con la benna di dei tubi (Torselletti et al., 2003b). L’elevata pressione idro-
una ruspa, tipico delle attività di costruzione, o con l’a- statica esterna, frequentemente presente durante l’instal-
ratro durante le attività agricole. lazione dei tubi in mare, tende a ovalizzare la sezione tra-
Le condotte sottomarine, contrariamente a quelle a sversale del tubo (non perfettamente circolare sin dalla
terra, sono soggette a carichi significativi durante la sua produzione in acciaieria) fino allo stato limite ultimo

812 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

dove hp è un coefficiente che stabilisce il livello di sicu-


rezza, cioè quanto sia improbabile lo schiacciamento
della sezione trasversale del tubo.
Un eventuale collasso localizzato può propagarsi lungo
la condotta se la pressione esterna supera un certo valo-
re critico (che può essere la pressione di collasso o un
valore più basso in funzione di difetti locali, quale un
dente, o di una combinazione di carichi che enfatizza l’ef-
fetto della pressione esterna). In questo caso la sezione
collassata di tubo può propagare lo schiacciamento lungo
la tubazione alle sezioni adiacenti (Torselletti et al., 2003a).
Questa propagazione si arresta solo se la pressione ester-
na è più bassa di un valore massimo capace di fornire l’e-
fig. 24. Frana parallela all’asse del tubo. nergia sufficiente a sostenere la propagazione o se la
sezione di tubo è sufficientemente resistente per soste-
nere la pressione esterna, cioè lo spessore è più alto di
quello legato al collasso di un tubo senza difetto locale.
Il primo caso va evitato per non rischiare lo schiac-
ciamento di lunghi tratti di tubo. Il secondo caso viene
ottenuto aumentando lo spessore di tutto il tubo (solu-
zione molto costosa) o inserendo delle sezioni di tubo
più spesso (4-12 m di lunghezza) a intervalli regolari che
blocchino l’eventuale propagazione dello schiacciamento.
Le tubazioni in mare sono soggette a carichi di instal-
lazione relativamente elevati rispetto a quelle a terra.
Infatti il tubo è soggetto contemporaneamente a carico
fig. 25. Frana laterale all’asse del tubo. flessionale, assiale e di pressione esterna. In aggiunta,
durante la costruzione delle condotte a mare, a causa
della necessità di sostenere il peso della campata di varo,
di collasso (completo schiacciamento) della sezione stes- il tubo è appoggiato su supporti discontinui (roller) che
sa. L’instabilità della sezione trasversale del tubo sogget- possono applicare delle azioni trasversali anche relati-
to a pressione esterna è raggiunta quando quest’ultima è vamente elevate. Nella costruzione delle condotte a terra
uguale alla pressione di collasso, pcollasso, definita dalla tutte e quattro le suddette sollecitazioni sono assenti. In
seguente formula: casi particolari si presenta la necessità di installare curve
predeformate a freddo in campo, così da ottenere un rag-
    
pcollasso pcollasso 2 pcollasso D 0
pel, d 1 py, d 1 f0 py, d
111 111 111 13 gio di curvatura ben definito. Questa tipologia di carico
t
è però applicata sporadicamente in modo molto con-
dove trollato, così da evitare possibili rotture o sezioni dan-
DmaxDmin neggiate in fase operativa.
f0111123 Nel caso dell’installazione delle condotte in mare,
D0
l’effetto dei carichi combinati è quello di innescare un
modo di rottura legato all’instabilità della sezione tra-
 
3
2E t t
pel, d112 13 py, d2sy 13 sversale con conseguente suo schiacciamento (fig. 26).
1v D0 D0
Per esprimere analiticamente questo modo di rottura le
D0 è il diametro esterno, t lo spessore di acciaio, f0 l’o- diverse normative utilizzano equazioni differenti (Tor-
valizzazione iniziale della sezione trasversale, Dmax e selletti et al., 2003b). Sono due le equazioni più usate.
Dmin sono rispettivamente il diametro esterno massimo Nella prima vengono presi in considerazione diretta-
e minimo. Il carico della pressione esterna, nel caso di mente i carichi esterni applicati alla parete di acciaio del
tubi da installare a profondità molto elevate (1.200 m) tubo attraverso una disequazione del tipo:
può anche essere determinante nella definizione dello
     
Mapplicato a Napplicato b pesterna g
spessore del tubo in luogo del criterio di contenimento 11123  N
11123  p
111 g
della pressione interna. Il criterio di sicurezza è simile a Mcritico critico collasso
quello usato per la pressione interna e si esprime come: dove M è il momento flettente, N è la forza assiale e
pesterna è la pressione esterna. I termini a denominatore
pesternahppcollasso
sono i valori critici di rottura/instabilità dei singoli carichi

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 813


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

fig. 26. Formazione di un dente locale a seguito di una forza concentrata esterna e collasso della sezione
trasversale del tubo (per cortesia di R. Bruschi).

presi separatamente, g è il coefficiente di sicurezza ed è Per tutti i criteri sopra descritti esistono equazioni per
minore dell’unità. La pressione di collasso, pcollasso, è la progettazione basate sugli stati limite, come per il con-
una funzione della geometria del tubo (che include le tenimento della pressione interna. Nel caso dei carichi
imperfezioni come la sezione trasversale non perfetta- di installazione delle condotte in mare le incertezze più
mente circolare, cioè l’ovalizzazione, o la presenza di un elevate sono legate ai carichi esterni dovuti all’ambien-
dente localizzato) e delle caratteristiche del materiale. te. In particolare la nave-cantiere, durante la costruzio-
Nella seconda equazione vengono usate le tensioni ne della condotta, può essere soggetta a tempeste mari-
conseguenti ai carichi esterni applicati attraverso la defi- ne con onde anche molto elevate, i cui effetti sulla inte-
nizione della cosiddetta tensione equivalente. La ten- grità strutturale della campata di varo possono essere
sione equivalente applicata a fronte di uno stato ammis- catastrofici con conseguente perdita in mare del tubo
sibile, che può essere definito sia rispetto allo snerva- stesso. È chiaro quindi che, rispetto alla situazione ope-
mento (sy) sia rispetto alla rottura (su), è definita da uno rativa, i coefficienti di sicurezza adottati per la fase di
o più coefficienti di sicurezza (Bruschi et al., 1982a; costruzione sono generalmente più bassi.
DNV, 2000).
L’obiettivo dei criteri riportati sopra è quello di instal- Resistenza ai carichi ambientali
lare una condotta capace di sopportare i carichi operativi e da interferenza esterna
e ambientali che si susseguiranno durante la vita operati- La pressione interna non è il solo carico presente
va. In particolare l’irregolarità del fondale marino potreb- sulle tubazioni marine e terrestri. Nei paragrafi prece-
be indurre sulla condotta posata su di esso dei carichi ester- denti sono state descritte alcune situazioni tipiche di
ni flessionali inaccettabili, con riferimento ai criteri ripor- interazione di più carichi applicati alla condotta (Bru-
tati sopra. In questa situazione o si modifica il fondale con schi et al., 1982a). L’analisi della resistenza della tuba-
appositi interventi o, se questi sono troppo costosi, si modi- zione ai carichi di esercizio (peso proprio, pressione,
fica la rotta seguita dal tubo in modo da ridurre l’effetto temperatura, ecc.) e ambientali (onde marine e corren-
dei carichi applicati (tensione equivalente e criterio di ti sottomarine, frane, ecc.) si può suddividere in due fasi:
instabilità sezionale) al di sotto della tensione ammissibi- l’analisi della risposta del tubo, cioè il calcolo delle sol-
le. Alcune tipologie di installazione delle condotte in mare lecitazioni applicate, e il confronto di queste sollecita-
sono tali da controllare in modo molto accurato il livello zioni applicate con una tensione limite attraverso un cri-
di deformazione indotta nella parete del tubo. In questi terio di resistenza.
casi i criteri di progettazione permettono di usare coeffi- La configurazione di equilibrio di una condotta posa-
cienti di sicurezza meno restrittivi o, in modo equivalen- ta su fondali irregolari dà generalmente luogo a una serie
te, introducono il concetto di deformazione ammissibile di campate libere, separate tra loro da tratti di diversa
per definire il limite di instabilità/schiacciamento della lunghezza, lungo i quali il tubo posa sul fondo (fig. 27).
sezione trasversale del tubo. Il criterio è simile a quello Questa situazione è tipica delle condotte sottomarine. Le
basato sui carichi esterni riportato sopra, ma il momento condotte a terra sono invece generalmente posate in una
M e la forza assiale N sono sostituiti dalla deformazione trincea che segue suoli abbastanza regolari opportuna-
longitudinale corrispondente. mente scelti per evitare carichi di flessione elevati. La

814 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

flessione nominale / flessione limite


fig. 27. Configurazione 2
di equilibrio m
1
di una condotta posata
su fondali marini irregolari. 0
1
2
configurazione post-intervento configurazione pre-intervento: non ammissibile
riempimento con ghiaia
appesantimenti locali
supporti artificiali

discontinuità dei punti di supporto induce momenti flet- L’introduzione del metodo degli stati limite ha reso
tenti che possono essere inaccettabili da un punto di vista necessaria l’analisi dettagliata della risposta strutturale
statico (cioè sotto i carichi funzionali) e dinamico (cioè del tubo sotto l’azione combinata di momento fletten-
sotto i carichi funzionali e ambientali). In particolare, te, pressione interna e forza assiale. Le normative esi-
l’irregolarità del fondale deve essere compresa entro limi- stenti fanno spesso riferimento a criteri di progettazio-
ti che permettono la posa del tubo senza pregiudicarne ne basati su prove sperimentali in scala 1:1 e sull’ap-
la resistenza. plicazione di modelli numerici (FEA, Finite Elements
Una volta posata la condotta, si dovrà considerare che: Analysis, analisi agli elementi finiti), come evidenzia-
la configurazione di equilibrio sotto le azioni statiche potreb- to dalle figg. 28 e 29.
be essere non accettabile, per esempio durante la fase di Le condotte per il trasporto di fluidi pericolosi per
collaudo idraulico (v. par. 7.1.6) o nella successiva fase l’ambiente o per le persone (quali l’olio o il gas natura-
operativa, qualora il peso complessivo della tubazione e il le che possono incendiarsi o esplodere o comunque inqui-
fluido interno, la pressione interna e quella esterna solle- nare) devono anche essere progettate per resistere ai cari-
citino i punti di appoggio della condotta causando momen- chi accidentali, cioè a carichi la cui probabilità di occor-
ti flettenti che superano i valori ammissibili; la configura- renza è remota ma non trascurabile dal punto di vista dei
zione di equilibrio potrebbe essere inammissibile da un rischi. Infatti l’obiettivo è quello di progettare una strut-
punto di vista dinamico, qualora le correnti del fondo, agen- tura sicura anche rispetto a carichi accidentali remoti,
ti trasversalmente al tubo, siano tali da indurre oscillazio- che però possono avere conseguenze gravi sia dal punto
ni idroelastiche autoesaltanti di ampiezza tale da pregiu- di vista ambientale e di perdite di vite umane sia da quel-
dicare la resistenza a fatica della condotta durante la vita lo economico (v. sopra).
operativa (Bruschi et al., 1982b; Celant et al., 1982). Le condotte a terra, passando per luoghi dove le atti-
Le due situazioni di carico descritte sopra vanno con- vità umane (abitazioni, industrie, colture, ecc.) sono con-
frontate con criteri strutturali atti a garantire l’integrità del siderevoli, devono essere in grado di sostenere carichi
tubo per tutta la vita operativa (Vitali et al., 2003), in par- accidentali anche elevati. Si ricorda ancora una volta che
ticolare: il momento flettente limite combinato all’azione carichi accidentali tipici sono quelli legati all’ambiente
della pressione interna e della forza assiale oltre il quale la (terremoti, frane, ecc.) o alle attività umane. Ciò richie-
tubazione perde ogni capacità di resistenza (si tratta di cri- derebbe spessori della parete d’acciaio molto elevati. Per
teri simili a quelli riportati in precedenza, dove sono discus- limitare lo spessore entro valori economicamente accet-
si i carichi di installazione); il superamento della resisten- tabili, si adottano, come già accennato, misure di prote-
za a fatica sotto carichi ciclici legati sia alle fluttuazioni di zione quali l’interramento del tubo in trincee di oppor-
pressione interna che ai carichi dinamici dovuti all’am- tuna profondità. Ci sono tuttavia attività umane che pos-
biente esterno (criteri di resistenza specifici per questo stato sono ancora interferire (per esempio, come già detto,
limite sono riportati nelle normative della tab. 1). l’interferenza con le benne delle ruspe, con le lame degli
A fronte del superamento del valore ammissibile della aratri, ecc.). Ciò significa che la parete d’acciaio deve
tensione o del momento flettente è necessario eseguire avere uno spessore adeguato a resistere anche ad alcu-
dei lavori di intervento atti a modificare la configurazio- ni carichi accidentali la cui frequenza sia molto eleva-
ne di equilibrio della tubazione, come per esempio il livel- ta o le cui conseguenze siano molto gravi. Tuttavia que-
lamento delle asperità lungo la rotta della condotta (sca- sta misura può non essere sufficiente. Infatti alcune
vando trincee o usando rocce e materiale di scavo per situazioni di danno locale possono diventare pericolo-
riempire gli avvallamenti), come mostrato nella fig. 27. se nel tempo anche se non lo sono nell’immediato. Resta

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 815


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

questa è la prima e più importante distinzione per la rea-


lizzazione di tubazioni, dato che i due diversi ambienti
richiedono una progettazione e una tecnologia di costru-
zione diverse. In genere le condotte sottomarine esigo-
no un livello tecnologico elevato sia durante la costru-
zione, per via dei mezzi impiegati, sia in seguito, per la
gestione e la manutenzione delle linee.
fig. 28. Determinazione del momento flettente limite
tramite prove sperimentali (per cortesia di R. Bruschi). Condotte a terra
La tendenza attuale nella costruzione delle condotte
a terra (Institution of Gas Engineers, 1984) è quella di
prevederle interrate, con pochissime eccezioni in casi
particolari; ciò consente sia di aumentare la sicurezza
sia di ridurre l’impatto sull’ambiente. Le attività per la
costruzione di una condotta sulla terraferma si posso-
no schematizzare come segue: a) logistica e pista di lavo-
ro; b) scavo della trincea e attraversamento di punti parti-
colari; c) montaggio meccanico; d) ripristini e avviamento.

Logistica
fig. 29. Determinazione del momento flettente limite tramite Le attività di logistica includono:
analisi numeriche agli elementi finiti • dislocazione del personale, dei macchinari e degli
(per cortesia di R. Bruschi). strumenti in cantieri disposti lungo la condotta, a una
distanza che è in funzione delle caratteristiche del
territorio interessato e della presenza di infrastruttu-
quindi fondamentale la pianificazione di una attività di re e servizi (trasporti, acqua, elettricità, ecc.);
ispezione e conseguente monitoraggio e/o riparazione di • preparazione della pista di lavoro (Gray, 2004);
eventuali danneggiamenti presenti sulla tubazione (denti lungo tutto il tracciato della linea viene preparata
locali e/o graffi sulla parete di acciaio, corrosione loca- una pista per il passaggio dei mezzi meccanici, per
lizzata o generalizzata). Una delle attività principali di la movimentazione e per la posa della condotta.
monitoraggio consiste nella verifica di eventuali attività Generalmente con l’aumentare del diametro della
corrosive della parete di acciaio dovute al deteriora- tubazione aumentano anche le dimensioni dei mezzi
mento/danneggiamento della protezione passiva (rive- meccanici utilizzati e della sezione di scavo. Per-
stimento anticorrosivo) e nella conseguente attivazione tanto si prepara una pista di larghezza crescente pro-
della protezione attiva (protezione catodica). porzionalmente al diametro della tubazione, fino a
Un altro problema, che è generalmente innescato da una larghezza di circa 30 m per un diametro di 1,2
carichi accidentali esterni che deteriorano nel tempo la m. In situazioni difficili o per ridurre al minimo
resistenza meccanica della parete del tubo, è la cosiddetta l’impatto ambientale, si possono adottare restrin-
propagazione duttile di una frattura longitudinale che gimenti di pista con aumento della complessità del
porta a conseguenze spesso disastrose (perdite di vite lavoro di montaggio. Dopo i lavori di rimozione
umane e ingenti danni economici); questo problema è della vegetazione e di asporto dello strato di humus
tipico delle tubazioni per il trasposto di gas. Generalmente dall’area di passaggio, si procede a un livellamen-
il criterio di progettazione è legato alla scelta di un mate- to del terreno per facilitare i lavori di scavo e di
riale sufficientemente tenace da impedire tale propaga- montaggio della condotta. L’humus viene abitual-
zione. Anche se l’innesco può essere legato a interferen- mente accantonato per essere successivamente
ze locali con attività umane, l’attività di monitoraggio rimesso in posto;
preventivo di danneggiamenti locali resta fondamentale. • trasporto e stoccaggio dei tubi; i tubi per condotte
(di lunghezza variabile tra 10 e 17 m) sono spesso
prodotti in stabilimenti molto lontani dalla zona di
7.1.6 Costruzione utilizzo e, per opere importanti, da più fornitori.
Dagli stabilimenti di produzione, la prima parte del
La costruzione di una condotta è realizzata saldando tra trasporto si compie su nave o su treno; in seguito si
loro i tubi opportunamente preparati e adagiandoli lungo utilizzano camion per raggiungere le aree di raccol-
un percorso predefinito. A seconda dell’ambiente attra- ta vicine ai cantieri; a volte è quindi necessario rea-
versato, si hanno condotte a terra o condotte sottomarine; lizzare strade di accesso. I costi associati al trasporto

816 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

a terra hanno un’importanza significativa e vengo- le pareti dello scavo sono rifiniti in modo da non pre-
no in genere stabiliti mediando tra i vantaggi offer- sentare asperità che possano danneggiare la condotta o il
ti dai tubi lunghi (prodotti con lunghezze fino a 17 suo rivestimento. Si controlla quindi che il fondo dello
m), che presentano minor numero di saldature e scavo non contenga corpi estranei o massi o spuntoni duri
minor costo di costruzione, e gli svantaggi dei mag- e, quando serve, si crea un letto di posa sicuro, ricopren-
giori costi di trasporto a essi associati (in genere do l’area intorno alla tubazione con materiale scelto (sab-
per lunghezze sopra i 13 m occorre organizzare un bia), spesso selezionato da quello dello scavo stesso.
trasporto eccezionale). Un compromesso diffuso Nell’ambito della realizzazione di condotte, l’attra-
consiste nel prevedere tubi di circa 12 m che ven- versamento di ostacoli naturali (corsi d’acqua, dossi e
gono saldati a coppia direttamente in cantiere, tra- pendii rocciosi) e artificiali (ferrovie, strade e autostra-
sportando successivamente il pezzo di tubo realiz- de) ha sempre rappresentato una peculiarità dal punto di
zato (doppio giunto) lungo la pista fino al punto di vista sia progettuale sia costruttivo. Esiste un’ampia gra-
saldatura finale alla condotta. La sovrapposizione dualità di intervento a seconda della difficoltà presenta-
delle fasi di saldatura consente così un aumento di ta dall’attraversamento. Gli attraversamenti dei corsi
produttività molto importante. Durante la fase di d’acqua e delle loro infrastrutture vengono realizzati con
movimentazione, trasporto e stoccaggio dei tubi, è piccoli cantieri, che operano contestualmente all’avan-
importante non danneggiare né il tubo né il rivesti- zamento della linea. In questo ambito va ricordato che
mento anticorrosivo applicato sull’esterno dell’ac- in casi particolari, come nelle aree di alta montagna, ven-
ciaio (il rivestimento può essere comunque ripara- gono realizzate anche gallerie.
to senza difficoltà); danneggiamenti al tubo di Si possono realizzare numerose classificazioni delle
acciaio possono essere ripristinati solo in alcuni metodologie costruttive disponibili, basate sui criteri di
casi meno gravi; perforazione, sulla tipologia di scavo o sul tipo di mac-
• una movimentazione accurata dei tubi fino alla loro chine operanti; le due metodologie principali sono quel-
installazione nella trincea; infatti è importante non le a cielo aperto e quelle con tecnologie sotterranee, dette
porre attrezzature metalliche in contatto diretto con anche trenchless (Vescovo e Lazzarini, 2002). L’esigen-
il rivestimento del tubo, evitare di adagiare i tubi tra- za di un più accurato rispetto ambientale nelle zone inte-
sportati lungo la linea direttamente sulla terra, maneg- ressate da condotte e l’importante sviluppo tecnologico
giare la condotta (soprattutto quando assemblata) in acquisito negli ultimi anni, hanno spinto sempre più verso
modo da non provocare deformazioni plastiche, ova- l’adozione di tecnologie trenchless alternative all’uso di
lizzazioni e ammaccature; scavi a cielo aperto.
• sfilamento dei tubi lungo la pista; questa è la parte Le metodologie trenchless più utilizzate sono: il micro-
conclusiva del trasporto: i tubi sono allineati lungo la tunnel e la Trivellazione Orizzontale Controllata (TOC).
pista di lato alla trincea in modo da essere pronti per La metodologia del microtunnel consiste nell’avanza-
l’accoppiamento. Le sezioni ove occorrono curve si mento progressivo di una testata di perforazione cilin-
identificano in fase di progettazione e si predispon- drica posizionata in testa a un treno di tubi di rivesti-
gono appositi pezzi curvati direttamente negli stabili- mento. L’avanzamento contemporaneo della testata e dei
menti e trasportati in sito. Altre curvature si realizza- tubi in coda è dato dalla spinta di martinetti idraulici
no sul campo come parte del montaggio meccanico. posizionati in coda, presso la postazione di spinta. Il
microtunnel viene realizzato con sistemi di controllo
Scavi e attraversamenti sofisticati, a volte telecomandati (remote controlled), che
Le condotte sono generalmente interrate, con uno consentono geometrie curvilinee, elevata precisione e
spessore di ricoprimento tale da evitare interferenze con sicurezza. All’interno del microtunnel, dopo il suo com-
le attività superficiali, in particolare quelle agricole, e pletamento, viene installata la condotta mediante ‘varo’
assicurare protezione dal passaggio di mezzi meccani- con argani e funi di tiro. Le dimensioni dei microtunnel
ci; il ricoprimento deve tener conto anche della possibi- sono variabili a seconda della condotta da posare; il loro
lità di erosione nel tempo a causa di eventi naturali o pro- diametro va da 1 a 3,5 m, salvo casi particolari.
vocati da attività umane. La TOC è un sistema di trivellazione derivato dai
L’attività di scavo prevede la preparazione di una trin- metodi di perforazione direzionale per pozzi petrolife-
cea, di forma, profondità e larghezza adeguate alla con- ri. In una prima fase viene realizzato un foro pilota di
dotta e alle varie problematiche legate ai suoli attraver- piccolo diametro lungo il profilo di progetto prestabili-
sati; la trincea è realizzata tramite macchine scavatrici to, generalmente curvo, utilizzando una testata di perfo-
di vario tipo, abbinate a uso di esplosivo in presenza di razione a getto in pressione – o in alternativa un moto-
roccia dura. re a fanghi – collegata in testa ad aste di perforazione.
Il fondo della trincea è realizzato in modo che la La testata di perforazione effettua sia l’azione di taglio
condotta vi appoggi con continuità. Inoltre il fondo e meccanico del terreno sia le deviazioni necessarie per

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 817


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

seguire la direzione di progetto. La seconda fase è quel- La procedura tipica prevede, come già detto, l’ac-
la dell’alesaggio del foro pilota fino al diametro ido- coppiamento meccanico dei giunti da saldare con un
neo per l’alloggiamento della condotta. Il numero di apposito equipaggiamento ‘a clampe’ che viaggia all’in-
passaggi di alesaggio dipende da diversi fattori (natu- terno della condotta (v. ancora fig. 21; in alcuni casi si
ra dei terreni, diametro della condotta, sforzi di tiro usa anche un accoppiatore esterno), il quale ha lo scopo
ammissibili, ecc.). di accostare i due lembi in maniera stabile; si procede
Infine viene effettuato il ‘tiro’ della condotta trami- quindi a un controllo sui disallineamenti, si effettua un
te le aste di perforazione, in coda alle quali è collegato preriscaldamento dei lembi da collegare e si opera la sal-
con apposita giunzione un tratto della condotta stessa già datura con controllo delle temperature intermedie tra le
saldato in tutta la sua lunghezza all’esterno. passate.
Tutte le saldature sono controllate per identificare
Montaggi meccanici difetti che possano compromettere l’integrità della con-
Qualifica delle procedure di costruzione. Le princi- dotta. Negli anni passati si usavano, come già accenna-
pali procedure di costruzione sono la saldatura, il rivesti- to, mezzi radiografici coadiuvati da mezzi a ultrasuoni
mento anticorrosivo sui giunti saldati, i controlli non distrut- di tipo manuale. Attualmente si tende a usare sistemi a
tivi e le riparazioni delle saldature; tutte queste operazio- ultrasuoni automatici, che garantiscono meglio l’identi-
ni sono da eseguire al campo. Tali procedure sono anche ficazione dei difetti più pericolosi e forniscono infor-
testate per verificare che il personale, i macchinari e il mazioni più accurate sulle caratteristiche dimensionali
materiale impiegati siano tali da garantire la riuscita della dei difetti.
lavorazione secondo quanto previsto nelle specifiche. Le Rivestimento con materiale protettivo dei giunti di
qualifiche si eseguono direttamente in cantiere all’avvio saldatura e controllo dell’integrità del rivestimento
della lavorazione specifica, se non presentano particolari esterno. Normalmente i tubi arrivano ai cantieri già
difficoltà. Le procedure di saldatura sono qualificate con rivestiti, mentre la realizzazione del rivestimento del
un certo anticipo sull’inizio della costruzione, per aver giunto saldato si effettua necessariamente sulla linea.
modo di eseguire i test distruttivi previsti e poter adotta- A questo scopo si predispone il giunto saldato per le
re le eventuali misure correttive nel caso non siano sod- operazioni di pulizia, sabbiatura e riscaldamento, quin-
disfatti i requisiti richiesti. Se si prevede di eseguire i con- di si procede all’applicazione del materiale di prote-
trolli non distruttivi con sistemi a ultrasuoni automatici, zione, generalmente dello stesso tipo di quello usato
alla qualifica del procedimento di saldatura segue la costru- per proteggere il resto della tubazione (strati di polie-
zione dei blocchi di calibrazione. tilene o polipropilene sopra materiale epossidico). Si
Collegamento dei tubi tramite saldatura dei giunti e verifica poi l’isolamento elettrico del giunto e del resto
controlli non distruttivi. La saldatura dei giunti è l’atti- della tubazione tramite strumentazione ad alto voltag-
vità principale nella costruzione di una condotta. Si usano gio (5-25 kV) denominata cercafalle.
tecniche manuali, semiautomatiche e automatiche. Per Posa delle stringhe di tubazione nella trincea e loro
condotte importanti si usano soprattutto tecniche semiau- collegamento. Dopo che i tubi sono stati saldati tra loro
tomatiche che garantiscono la maggiore produttività, sulla pista (raramente nello scavo), vengono posate all’in-
anche se molti sforzi sono incentrati sullo sviluppo di terno della trincea stringhe lunghe centinaia di metri. Per
macchine automatiche che consentano una produttività far ciò si usa una serie di macchine di sollevamento-posa
più elevata; le saldature manuali sono comunque sem- con braccia laterali e contrappeso (sideboom), che ope-
pre previste per collegamenti fuori linea di stringhe di rano in modo coordinato per ottenere la discesa all’in-
condotta (tie-in) e sono applicate nei collegamenti di terno della trincea senza sollecitazioni e curvature (S
pezzi particolari (valvole, derivazioni, curve prefabbri- curve) eccessive sulla condotta (fig. 30). Una volta posa-
cate, trappole), o in tubi con diverso spessore di parete; te, le stringhe sono saldate tra loro all’interno della trin-
sulle condotte minori la saldatura manuale è ancora pri- cea con saldatura manuale (tie-in). A completamento
vilegiata a causa della sua maggiore semplicità. della fase di posa, nelle condotte più importanti spesso
Le tecnologie sono varie: in genere le saldature sono viene posato nello stesso scavo anche un cavo a fibre
ad arco elettrico (v. par. 7.1.4) e si differenziano per il ottiche per la trasmissione di dati di funzionamento e
tipo di schermatura della zona fusa: saldature ad arco comandi alle valvole e alle altre apparecchiature ope-
sommerso (a filo continuo, di tipo automatico e semiau- ranti sulla condotta.
tomatico, usate spesso sui doppi giunti), e saldature con Attrezzature di completamento della condotta. Il
protezione a gas (a filo continuo, generalmente di tipo completamento della condotta consiste nella installa-
semiautomatico, usate sulle giunzioni delle condotte). Il zione dei punti di sezionamento, delle stazioni per il
completamento della saldatura si fa per ‘passate’ suc- lancio e ricevimento (trappole) di apparecchiature (pig)
cessive, usando anche metodologie diverse per le singo- in grado di percorrere all’interno tutta la condotta. Que-
le passate. sti impianti ‘di linea’ sono provvisti di valvole, sistemi

818 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

di by-pass, sistemi per lo svuotamento e scarico dei completato il collaudo idraulico, l’acqua è evacuata
tratti sezionati di condotta e strumentazione per il con- meccanicamente con l’utilizzo di pig, spinti con aria
trollo di trasmissione di dati sul funzionamento della compressa, allo scopo di eliminare l’acqua rimasta
condotta. Sono generalmente realizzati in piccole aree nella condotta, specialmente in corrispondenza dei
recintate con cabine all’interno delle quali sono ubi- punti bassi.
cati pannelli con la strumentazione di controllo. Completata l’asportazione dell’acqua residua rima-
In alcune di queste stazioni sono previsti anche il ne inevitabilmente sulla superficie interna della con-
sistema di alimentazione per la protezione catodica, la dotta una certa quantità d’acqua in forma di pellicola.
strumentazione di controllo e monitoraggio e il sistema Si deve procedere quindi a lavaggio ed essiccamento
di trasmissione dei dati. Tali stazioni vengono rese acces- della condotta per evitare che il fluido trasportato incor-
sibili alla viabilità esistente e a volte prevedono genera- pori parti di umidità dannose. L’essiccamento avviene
tori di elettricità autonomi. con vari metodi (mediante azoto, aria secca o vuoto
Installazione della protezione elettrica (catodica). pneumatico).
La condotta è protetta dalla corrosione, oltre che dal La costruzione e la manutenzione di una condotta
rivestimento esterno della tubazione, anche grazie a sono normalmente legittimate da una servitù il cui eser-
una protezione attiva (catodica) mediante un sistema di cizio, lasciate inalterate le possibilità di sfruttamento
correnti elettriche generate con apparecchiature poste agricolo dei fondi attraversati, limita la fabbricazione
lungo la linea, il che rende il metallo della condotta nell’ambito di una fascia di rispetto (asservimento) a
elettricamente negativo rispetto all’elettrolito circo- cavallo della condotta (servitù non aedificandi). I limi-
stante (terreno, acqua, ecc.). Lungo la condotta sono ti di fabbricazione sono in relazione alla categoria di
installati punti di monitoraggio per poter verificare l’ef- opera e alle normative a cui è sottoposta.
ficacia del sistema stesso. Terminata la fase di realizzazione e di collaudo del-
l’opera, la condotta è messa in esercizio. La funzione
Ripristini e avviamento di coordinare e controllare le attività riguardanti il tra-
Rinterro e ripristini vengono attuati al completamento sporto degli idrocarburi tramite condotte è affidata a
dei lavori meccanici e di posa. Il rinterro viene effettua- unità organizzative sia centralizzate, sia distribuite sul
to con lo stesso materiale dello scavo (salvo casi molto territorio. L’attività consiste nel percorrere il tracciato
particolari di condizioni geologiche non idonee): viene delle condotte o controllarlo da posizioni idonee per
steso un nastro di segnalazione e in punti particolari ven- rilevare la regolarità delle condizioni di interramento,
gono interposte anche beole di protezione o diaframmi la funzionalità e la buona conservazione dei manufat-
in sacchi di sabbia. L’ultimo strato di rinterro è partico- ti e della segnaletica e le eventuali azioni di terzi che
larmente curato al fine del ripristino della morfologia e possano interessare le condotte e le aree di rispetto. Il
dell’uso del suolo precedenti ai lavori. controllo della condotta può essere eseguito anche con
In alcuni punti particolari alla fine dei lavori si deve un aereo o un elicottero.
procedere alla costruzione di opere di ripristino che
possono essere finalizzate agli aspetti geotecnici (sta- Condotte sottomarine
bilità delle aree acclivi, controllo idraulico sugli attra- Per la costruzione delle condotte sottomarine, l’am-
versamenti fluviali, mitigazione morfologica paesag- biente di posa spesso richiede l’uso di mezzi specifici,
gistica) e agli aspetti ambientali, con interventi che ten- le navi posatubi, di notevoli dimensioni e costi; si tratta
dono alla ricostituzione del manto vegetale o arboreo di vere officine di lavoro galleggianti ove trovano allog-
preesistente e alla rigenerazione del livello di fertilità gio anche centinaia di persone, che abitualmente lavo-
originario. rano a ciclo continuo sulle 24 ore.
Per ogni tratto di condotta completamente collega- Le attività seguono lo stesso schema funzionale delle
ta e posata, si procede al collaudo idraulico che è ese- condotte a terra; il maggior numero possibile di attività
guito riempiendo la condotta con acqua (in caso di preparatorie si svolge sulla terraferma e la parte di varo
notevoli difficoltà a reperire acqua è possibile usare e di eventuale lavoro sul fondo ha una grande importanza
aria o gas) e pressurizzandola al di sopra della pres- (Matteelli et al., 1976). La necessità di evitare sollecita-
sione di esercizio. Le fasi di riempimento e svuota- zioni e deformazioni eccessive che possano compro-
mento dell’acqua del collaudo idraulico sono esegui- mettere l’integrità presente e futura della condotta ha
te utilizzando idonei scovoli a tenuta, comunemente portato allo sviluppo di tecnologie e mezzi di posa sem-
denominati pig, che vengono impiegati anche per ope- pre più potenti. I vari sistemi di installazione delle con-
razioni di pulizia e messa in esercizio della condotta dotte sottomarine sono: a) il varo a ‘S’ e a ‘J’; b) la tuba-
e per la verifica dimensionale. Si installano a tal pro- zione avvolta su tamburo; c) la saldatura in linea; d) i
posito degli equipaggiamenti provvisori, chiamati ‘piat- lavori sul fondo; e) il collaudo; f ) la preparazione alla
ti di prova’, saldati alle estremità del tratto costruito; messa in esercizio.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 819


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

fig. 30. Esempio di posa di una tubazione: sono visibili sia la trincea sia i tipici mezzi usati per la posa (sideboom)
che sostengono la tubazione (per cortesia di R. Bruschi).

Varo a ‘S’ e a ‘J’ (fig. 32) modificata appositamente e munita di una torre
Il metodo di posa più usato è il sistema a ‘S’, così per il varo a ‘J’.
chiamato per la forma tipica che assume la condotta
lungo la campata di varo (fig. 31). In tale metodo sul Tubazione avvolta su tamburo
pontone della nave, tramite tensionatori e clampe scor- Esistono varie classi di navi posatubi a seconda della
revoli, si applica una forza longitudinale alla tubazio- tipologia di condotta che si vuole realizzare. Per con-
ne per sostenerla sia ove essa abbandona la rampa di dotte di modesto diametro, fino a 14-16 pollici (35,6-
varo sia dove ha il contatto sul fondo. Per acque profon- 40,6 cm), si possono usare tubi già saldati insieme e
de e diametri elevati, al fine di garantire l’integrità della avvolti su tamburi in un cantiere a terra. Durante la posa
tubazione le forze longitudinali da applicare diventano tali tubi sono svolti dal tamburo, raddrizzati e calati in
via via crescenti; il sistema di ancoraggio e posiziona- mare. Su un tamburo si possono avvolgere circa 8-20
mento della nave basato su ancore diventa poco effi- km di tubazione, a seconda del diametro del tubo. Tale
cace e occorrono motori molto potenti (e affidabili) per sistema di installazione richiede tubi con elevato spes-
sostenere la condotta. sore di parete, per sostenere le deformazioni indotte
Per tali motivi in acque molto profonde in questi dall’avvolgimento-svolgimento e raddrizzatura della
ultimi anni si sta cominciando a utilizzare il metodo di tubazione, e può lasciare residui di deformazione sulla
posa a ‘J’, caratterizzato da una rampa di varo quasi condotta.
verticale. La prima linea di trasporto giacente a oltre
2.000 m di profondità nel Mar Nero, formata da due Tubazione saldata in linea
tubazioni di 24 pollici (610 mm) di diametro lunghe Le tubazioni di diametro superiore ai 400 mm non
circa 350 km ciascuna, è stata realizzata tra il 2000 e il sono mai avvolte su tamburo e i tratti di tubo sono col-
2002 utilizzando una nave per costruzioni marine legati tra loro con saldatura eseguita sulla linea di varo.

820 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

Con lo stesso sistema si possono installare anche dia-


metri inferiori.
Sul pontone della nave si preparano varie stazioni di
lavoro, ognuna specializzata per svolgere una data attività.
La saldatura in linea viene suddivisa in più parti, ognuna punto di rampa
contatto
delle quali è assegnata a una diversa stazione di lavoro. Vi
sono inoltre una o due stazioni per i controlli non distrut-
tivi e le riparazioni di eventuali difetti individuati sulle sal- fondale marino
dature. L’ultima stazione è generalmente dedicata al rive-
stimento del giunto di saldatura. Per rispettare le aree di fig. 31. Posa in opera di una tubazione a mare.
lavoro sul ponte di varo, i tubi sono tutti di lunghezza all’in-
circa costante e prossima a 12,5 m.
Le tecniche di saldatura sono sostanzialmente ugua- sovrappesi (materassi di ghiaia) o con materiale sciolto
li a quelle usate per le condotte a terra, con l’unica dif- (ghiaia). Gli interventi di scavo e ricoprimento sono ese-
ferenza che le saldature manuali sono eseguite solo per guiti con mezzi specifici, dipendenti dalla natura del
collegare tratti di linea varati in momenti diversi o per fondale, dalla profondità del mare e dalla profondità
collegare pezzi speciali. Se lo spazio sul ponte di varo richiesta alla trincea; si realizza lo scavo al di sotto della
lo consente e i mezzi di sollevamento sono adeguati, si tubazione posata sul fondo, che gradatamente vi si ada-
utilizzano doppi giunti. In alcuni casi, per aumentare gia. Talvolta è necessario ripetere più volte l’operazione
la produttività, si utilizzano anche giunti quadrupli. per ottenere la profondità di scavo desiderata: il suc-
cessivo ricoprimento è abitualmente eseguito con il mate-
Lavori sul fondo riale asportato dalla stessa trincea o con ghiaia se vi sono
I lavori preparatori del fondo marino sono molto necessità particolari. I sistemi di realizzazione di tali
costosi e si tende a evitarli, anche per mantenere le interventi sul fondo possono essere molto avanzati, come
tolleranze di posa all’interno di un corridoio che sia il quando occorre scavare una trincea sotto alla tubazione
più ampio possibile. Se in un’area occorre installare oltre i 1.000 m di profondità. Le operazioni di inter-
una condotta in un corridoio ristretto generalmente ven- vento, soprattutto con il tubo già posato, sono control-
gono posizionati uno o più trasponditori in prossimità late attentamente, sia per essere sicuri che conseguano
dell’area e sulla condotta. Il rispetto dei vincoli posti lo scopo richiesto, sia per evitare di recare danno alla
da un corridoio ristretto può essere difficile e richiedere condotta.
tempi di posa molto lenti; dipende inoltre dalla pro-
fondità del mare e dalle condizioni meteomarine che si Collaudo e preparazione alla messa in esercizio
incontrano. Una condotta, dopo essere stata posata sul fondo
Le condotte sottomarine di diametro adeguato, abi- del mare e una volta eseguiti i lavori di intervento pre-
tualmente a partire dai 16 pollici (406 mm), sono ada- visti con il tubo pieno d’aria, viene riempita di acqua.
giate sul fondo del mare senza particolari lavori prepara- Con tale operazione si eseguono anche una pulizia e un
tori o successivi alla posa, salvo interventi localizzati per
motivi specifici. Per diametri inferiori, si valuta caso per
caso se occorre proteggerle (da interferenze con dispo-
sitivi di pesca) o meno. Agli ‘approdi’ le condotte sono
generalmente poste in trincea e ricoperte, nelle altre zone
questo avviene solo quando le analisi ne mostrano la
necessità. Talvolta occorre intervenire su una condotta
posata sul fondo del mare. Gli interventi sono fonda-
mentalmente di tre tipi: di sostegno, di appesantimento
o di scavo e ricoprimento (v. ancora fig. 27). Gli inter-
venti di sostegno si attuano su tratti sospesi con vari meto-
di: si può realizzare un supporto con ghiaia o con sac-
chi di sabbia o con dispositivi meccanici oppure instal-
lare un dispositivo meccanico di sostegno attivo (in grado,
tramite dispositivi idraulici, di fornire un supporto alla
condotta sollevandola dal punto ove è arrivata con la
posa). Gli interventi di appesantimento possono essere fig. 32. Nave per costruzioni marine adattata
continui, realizzati scaricando materiale di appesanti- per la posa di condotte con sistema a ‘J’
mento sul tubo (ghiaia), o localizzati, realizzati con (per cortesia di R. Bruschi).

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 821


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

controllo delle dimensioni della sezione di passaggio, tra- pianificazione delle ispezioni basata sul rischio che si
mite appositi strumenti (pig) inseriti nelle condotte per manifesti una certa criticità. Questo metodo consente di
mezzo di trappole disposte a monte e a valle della con- stabilire le strategie di ispezione delle condotte sulla base
dotta. Si esegue quindi una prova di collaudo idraulico di principi di rischio, all’interno dei quali il ruolo gioca-
della condotta stessa, sottoponendola a una pressione to dalle ispezioni è principalmente focalizzato sulla ridu-
interna che al livello del mare va da circa 1,15 a 1,25 volte zione del pericolo di danneggiamento. Il rischio associa-
la pressione di progetto e che in acque molto profonde to a un componente è il prodotto della sua probabilità di
può essere anche notevolmente superiore alla pressione guasto per le conseguenze di tale evenienza. Il piano d’i-
di progetto. Una volta verificata la tenuta idraulica, si pro- spezione basato sull’approccio RBI utilizza la valutazio-
cede allo svuotamento della condotta, tramite un treno di ne del rischio legato alla incolumità delle persone, al
pig e una stazione di compressione dell’aria di potenza danno ambientale e al danno economico come base per
sufficiente, e all’asciugatura della linea tramite aria (Haun, decidere dove ispezionare, cosa ispezionare, come ispe-
1986a, 1986b). Tali operazioni interessano la tubazione zionare e quando ispezionare (Bjørnøy et al., 2001).
nella sua interezza, mentre sui tubi a terra si eseguono le L’approccio generale tipico del programma di ispe-
stesse operazioni su tratti più corti, di lunghezza massi- zione/manutenzione consiste nei seguenti punti princi-
ma pari alla distanza tra due valvole di sezionamento. pali: a) un programma di ispezione basato su un effi-
ciente (per metodi di ispezione ed equipaggiamenti) siste-
ma di acquisizione dati; b) un sistema automatico per la
7.1.7 Ispezione, manutenzione, memorizzazione dei dati e la loro elaborazione; c) un
riparazione processo decisionale per l’esecuzione degli interventi;
d) un programma di manutenzione. Per una scelta preli-
Le condotte, sia terrestri sia sottomarine, operano in un minare dei metodi di ispezione utilizzabili vanno presi
contesto che ne comporta il deterioramento nel tempo, in considerazione i dati storici disponibili sulle linee esi-
per ragioni a volte identificabili in sede di progetto e a stenti integrati con i dati statistici relativi alle cause più
volte inaspettate. Pertanto la progettazione di una con- probabili di danneggiamento delle condotte; infatti un’a-
dotta prevede la realizzazione sia di equipaggiamenti sia deguata comprensione dei possibili meccanismi di danno
di programmi di gestione basati sulle ispezioni, viste come relativi a una data condotta e della loro importanza in
garanzia di funzionalità delle condotte nel tempo. relazione alle possibili conseguenze è fondamentale per
Queste ispezioni periodiche hanno l’obiettivo di veri- stabilire un corretto programma di ispezione e per sce-
ficare l’integrità strutturale delle condotte e di pianifi- gliere gli strumenti più idonei.
carne eventuali interventi di manutenzione per garanti- Una condotta in esercizio può degradarsi a causa del-
re la continuità dell’esercizio e per controllare le even- l’interazione con il fluido trasportato e con l’ambiente
tuali situazioni anomale che potrebbero verificarsi nel esterno, e il rischio di rottura aumenta con l’età. Inoltre
corso della vita operativa della condotta. Gli alti costi di la statistica mostra che, per le condotte di trasporto di
investimento richiedono che il grado di affidabilità del- gas e olio, le maggiori cause di incidenti che hanno pro-
l’opera sia mantenuto ai più alti livelli per tutta la vita vocato perdite di fluido sono state identificate in: a) dan-
prevista del sistema. La minimizzazione dei rischi di dan- no causato da forze esterne; b) difetti del materiale e di
neggiamento non cessa quindi a seguito della fase di pro- costruzione; c) corrosione/erosione dovuta al tipo di flui-
gettazione e di costruzione, ma va perseguita anche duran- do trasportato o all’ambiente esterno; d) inefficienza
te la vita operativa del sistema di trasporto, tramite un della protezione catodica; e) movimenti del terreno. Nel
programma di ispezioni periodiche che permettano di caso delle linee posate da molto tempo, per le quali, però,
acquisire tutti gli elementi necessari a definire sia lo stato non esiste un’adeguata documentazione di progetto, è
del sistema sia la sua tendenza evolutiva. È evidente che necessario effettuare la valutazione dello stato attuale
un’indagine finalizzata alla manutenzione assume valo- della rete con individuazione della posizione planime-
re e significato solamente se viene confrontata con le trica, dello stato e dello spessore del ricoprimento, della
risultanze di un’analoga indagine svolta in precedenza definizione delle aree rese pericolose dalla possibilità di
al fine di evidenziare le eventuali variazioni. frane e di fenomeni di erosione del terreno e dalla pre-
In generale le ispezioni sono eseguite più frequente- senza di corpi estranei.
mente nel periodo iniziale e in quello finale della vita pre- Durante l’impostazione di un programma di indagini
vista dell’impianto. All’inizio le ispezioni sono molto rav- di manutenzione vi è sempre una ricerca dei dati di tipo
vicinate per seguire l’adattamento dell’impianto all’am- qualitativo (dati visivi) e quantitativo (dati strumentali) sugli
biente, mentre in seguito diventano più frequenti solo quando elementi del sistema ritenuti fondamentali. Più precisa-
le rotture dovute a usura si sommano a quelle casuali. mente dovranno essere valutati nel dettaglio le caratteri-
Un approccio relativamente nuovo (detto RBI, Risk stiche generali della condotta, i pezzi speciali, gli inter-
Based Inspection), ancora in via di sviluppo, è la venti di stabilizzazione, le campate, i danni alla condotta,

822 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

la presenza di oggetti pericolosi, le situazioni significati- palizzate, fascinate, canalette di raccolta e convoglia-
ve. Tra queste ultime vanno citati sicuramente i casi di attra- mento delle acque superficiali, ecc.; quando invece è
versamenti di altre condotte, di cavi telefonici e/o elettrici. necessario contenere l’erosione dei corsi d’acqua, si pos-
Questi dati devono essere forniti anche alla compagnia sono utilizzare gabbionate, briglie, scogliere, muri in cal-
che segue i lavori; se essi non sono disponibili, l’indagine cestruzzo, ecc.
da svolgere ha anche lo scopo di creare il percorso di rife- Non meno importante è l’impostazione di un censi-
rimento per eventuali indagini future, cercando di racco- mento delle zone abitate utilizzando strisciate planime-
gliere nella maniera più precisa possibile tutte le infor- triche in scala 1:25.000, individuando le zone edificate
mazioni e prestando particolare attenzione a quelle che o di espansione edilizia vicine alla condotta. Bisogna
difficilmente si modificheranno nel tempo. In base agli inoltre verificare le previsioni di sviluppo edilizio pro-
elementi a disposizione si procederà alla definizione del grammate per una stima della popolazione prevista nei
percorso base interpolando i dati tra punti di riferimento successivi cinque anni. Esaminando le planimetrie in
noti oppure semplicemente tra i punti iniziali e finali della scala 1:25.000, le immagini delle foto aeree disponibili
condotta. Tanto più preciso sarà il percorso, tanto più facil- e i dati censuari degli abitanti, può emergere che alcuni
mente potranno essere controllati eventuali aspetti critici, tratti di condotta sono difformi anche solo potenzial-
per esempio la lunghezza e l’altezza delle campate, in pre- mente alle prescrizioni di legge. Questi tratti vengono
visione di un’eventuale azione di manutenzione. evidenziati al fine di individuare gli interventi atti a ripor-
tare la situazione a norma.
Tecniche di ispezione esterna a terra Il rilevamento con cercatubi può per esempio indi-
La condotta viene normalmente individuata attra- care tratti di condotta con profondità di interramento
verso un’opportuna segnaletica infissa nel terreno in cor- inferiore alla normativa vigente. Questi casi vengono
rispondenza dell’asse longitudinale della tubazione. Nel risolti con ricariche di terreno o ricorrendo alla prote-
caso in cui la segnaletica sia carente o non affidabile, a zione meccanica della condotta. Generalmente, comun-
causa di interventi successivi alla posa della tubazione, que, è buona norma ridurre al minimo le attività di inter-
si deve procedere alla sua localizzazione. L’individua- vento eseguite in prossimità della condotta. Infatti gli
zione dell’esatta ubicazione della condotta viene fatta scavi o i movimenti di terra sono potenzialmente molto
mediante squadre topografiche munite di strumentazio- pericolosi, in particolare le attività agricole presenti nel-
ne e dispositivi GPS (Global Positioning System) o effet- l’area in esame; infatti, a seconda della coltura pratica-
tuando una campagna di rilievi topografici tradizionale. ta, possono essere eseguiti scassi con aratri che rag-
La definizione della posizione planimetrica e la deter- giungono profondità dell’ordine dei 60-80 cm ed ecce-
minazione della profondità d’intervento della condotta zionalmente 90-100 cm. Unica soluzione a questa fonte
sono quindi definite con i metodi sopra citati vincolan- di pericolo è la vigilanza attenta affinché lavori perico-
do i dati del rilievo a una rete geodetica di inquadramenti losi per la condotta non vengano eseguiti o vengano svol-
appositamente definiti. ti sotto supervisione.
Durante l’ispezione del tracciato vengono evidenzia-
te le aree a rischio geologico, per esempio le zone sog- Tecniche di ispezione esterna per condotte
gette a fenomeni di frane e di erosione del terreno, che sottomarine
pertanto verranno controllate e incluse in un piano di manu- Nell’impostazione di un’attività di indagine di manu-
tenzione e monitoraggio (fig. 33). Eventuali movimenti tenzione in mare gli elementi principali sono la profon-
franosi del terreno possono infatti essere causa di solleci- dità delle acque e la distanza dalla costa; pertanto ven-
tazioni sulla condotta, fino a provocarne, in alcuni casi, gono in questo modo a distinguersi due tipologie di
anche la rottura. Pertanto, se si manifestano segnali di pro- indagine: in acque basse (shallow water) e in mare aper-
babile formazione franosa, quali per esempio crepe in to (offshore). Le ispezioni nelle acque basse, compre-
superficie o rigonfiamenti del terreno, o se si attraversa- se tra la battigia e una profondità massima fino a 15-
no aree collinari a mezza costa, è indispensabile eseguire 20 m, necessitano di piccole imbarcazioni a limitato
rilevamenti periodici atti a definire l’entità degli sposta- pescaggio e con una tipologia di strumentazione pre-
menti del terreno e la loro velocità di avanzamento. valentemente al traino (Anselmi et al., 1990). Le aree off-
Le erosioni del terreno, di varia natura, possono pro- shore, invece, comprese tra una profondità di 15-20 m
vocare la riduzione della copertura della tubazione e addi- e un massimo di circa 800 m e solitamente distanti
rittura il suo scoprimento, con tutti i rischi che ne deri- dalla costa, necessitano di mezzi navali forniti di par-
vano. È necessario quindi un periodico controllo sulla ticolari attrezzature, quali per esempio mezzi subac-
condotta, soprattutto a seguito di allagamenti per allu- quei a controllo remoto (ROV, Remotely Operated Ve-
vioni, ma anche sui corsi d’acqua a carattere torrentizio hicle) in grado di operare continuativamente nell’arco
che la incrociano. Quando si evidenziano fenomeni di delle 24 ore anche in condizioni meteorologiche estre-
erosione superficiale, è possibile intervenire realizzando me (fig. 34).

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 823


TRASPORTO IDROCARBURI E STOCCAGGIO GAS

Tecniche di ispezione interna


ponte radio L’ispezione interna della condotta viene eseguita attra-
verso l’utilizzo di speciali attrezzature denominate pig;
cavo questo termine si riferisce a ogni strumento che possa
scanner
essere inserito in una condotta e spinto dal fluido tra-
modem computer sportato (fig. 35). I pig sono utilizzati per raccogliere
informazioni sulle condizioni e sulla configurazione del
123 456
tracciato della linea, sulla presenza di difetti nella con-
condotta dotta e sulla sua geometria.
I pig ‘intelligenti’ sono particolarmente indicati nel
1 2 3 4 5 6 campo delle condotte interrate nel fondo marino, per le
stazioni estensimetriche quali l’ispezione visiva, o effettuata con metodi non
distruttivi convenzionali, non è possibile. L’ispezione
fig. 33. Sistema di supporto per la gestione interna è un’attività molto importante ai fini della valu-
e il monitoraggio delle condotte nelle zone tazione dell’integrità strutturale e della quantificazione
a pericolo di frane. del rischio di rottura. Essa consente infatti di rilevare,
identificare, localizzare e dimensionare correttamente
una serie di difetti e/o anomalie, quali ammaccature,
Gli obiettivi di una indagine di manutenzione di una deformazioni (buckle), ovalizzazioni, intagli, aree di cor-
condotta sottomarina generalmente sono: a) la determi- rosione generalizzata (interne ed esterne), difetti di sal-
nazione della posizione planimetrica; b) la determina- datura, cricche (da stress corrosion, da idrogeno, da fati-
zione del profilo tubo/fondale; c) il controllo dello stato ca) e difetti di laminazione. Nel caso di linee posate da
di ricoprimento; d) la determinazione delle condizioni molto tempo, per le quali non esista un’adeguata docu-
esterne del rivestimento di consolidamento (con evi- mentazione di progetto, o per verificare eventuali spo-
denziazione di eventuali danni), dello stato degli inter- stamenti incontrollati delle linee posate in trincea, è inol-
venti di stabilizzazione presenti e dello stato della pro- tre necessario disporre di strumenti che consentano di
tezione catodica; e) l’identificazione di oggetti perico- verificare la geometria dell’asse della linea, individuan-
losi in prossimità della condotta. do curve e cambi di direzione.
Nella programmazione di un’indagine in mare un Allo stadio attuale di sviluppo della tecnologia per
aspetto determinante è il confronto tra le differenti inda- l’ispezione in linea, non è possibile rilevare, discrimi-
gini di acquisizione ed elaborazione dei dati eseguite in nare e dimensionare accuratamente tutti i possibili difet-
tempi diversi. Per ottenere tale condizione di confronto, ti utilizzando un solo tipo di pig. Nessuna delle tecni-
è richiesta la maggior quantità possibile di informazio- che di controllo non distruttivo disponibili è infatti adat-
ni sulle caratteristiche generali della condotta e dell’a- ta per tutte le categorie di difetti. Esistono diversi tipi
rea scelta per la sua posa, nonché sui dati delle opera- di veicoli, intelligenti o semi-intelligenti, che com-
zioni di posa e stabilizzazione sul fondo della condotta. prendono: a) pig calibratori (caliper pigs), per ottene-
Qualora tali informazioni siano disponibili solo parzial- re dettagli del profilo della parete interna, inclusa la
mente, è necessario eseguire un’indagine iniziale atta a ovalizzazione. Sono raccomandati per la rilevazione di
fornire le informazioni mancanti le quali, insieme a quel- difetti geometrici/meccanici; b) pig magnetici (MFL,
le già a disposizione, costituiranno i dati di confronto Magnetic Flux Leakage) e pig a ultrasuoni (UT, Ultra-
(Cherubini et al., 2001). sonic Test), per difetti del tipo metal loss; c) pig per la
Una delle difficoltà delle misure in mare è la neces- rilevazione di fessure (cricche); d) pig per identificare
sità di determinare con precisione e ripetibilità la posi- falle e crepe; e) pig dotati di dispositivi GSM e iner-
zione geografica in cui è avvenuta tale misura. A tale ziali per la rilevazione delle caratteristiche geometri-
scopo generalmente vengono adottati due tipi di posi- che del tracciato della linea.
zionamento: uno di tipo assoluto e l’altro di tipo relati- In aree di instabilità del terreno di posa è importan-
vo. Solitamente in un’indagine di manutenzione occorre te rilevare se e quando una linea subisce movimenti tali
conoscere i parametri di interesse riportati rispetto alla da indurre sforzi eccessivi. I movimenti possono essere
posizione chilometrica progressiva (posizionamento rela- causati da fenomeni sismici, fenomeni di subsidenza,
tivo). La posizione assoluta, invece, è indispensabile per correnti ed erosioni del fondale. Per un esercizio sicuro
tutte le necessità connesse all’ubicazione delle strutture e affidabile delle condotte nelle aree a pericolo di insta-
in un contesto più ampio, come per esempio la cartogra- bilità è indispensabile sorvegliare i movimenti della linea
fia per ottenere permessi di lavoro, il trasferimento dati e, qualora sia registrata una riduzione nei margini di sicu-
a organismi predisposti oppure la correlazione tra le misu- rezza, valutare la sua integrità strutturale allo scopo di
re svolte e la cartografia nazionale (Iovenitti et al., 1994). definire gli interventi opportuni. Naturalmente occorre

824 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


TRASPORTO IN CONDOTTA

possibili problematiche di impiego, da effettuarsi anche


in collaborazione con le compagnie che svolgono que-
sto specifico servizio (Palmer e King, 2004).

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for the seismic design of oil and gas pipeline systems, New
York, ASCE.
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devono essere fatti accertamenti sulla geometria delle government-industry cooperation ever achieved (2000),
Houston (TX), Eastern Transmission Corporation.
linee, per garantire il passaggio del pig, sulla presenza
BRITISH STANDARD INSTITUTION (1982) Magnetic flaw detection
delle trappole di lancio e ricevimento e infine sulle con- inks and powders, BS 4069.
dizioni operative, per garantirne la compatibilità con i BRITISH STANDARD INSTITUTION (1983) Radiographic
requisiti dell’ispezione. La scelta del tipo di pig per l’i- examination of fusion welded butt joints in steel. Methods
spezione deve tener conto delle peculiarità della linea, for steel 2mm up to and including 50mm thick, BS 2600.
in particolare se questa è caratterizzata da notevoli varia- BRITISH STANDARD INSTITUTION (1999) Guide on methods for
zioni dello spessore luntgo il tracciato e dalle caratteri- assessing the acceptability of flaws in metallic structures,
stiche dei fluidi di processo. BS 7910.
Nel caso di pig magnetico, la tipologia più impiega- BRITISH STANDARD INSTITUTION (2004) Welding of steel pipelines
on land and offshore, BS 4515.
ta è sicuramente quella ad alta risoluzione. I pig MFL di
Concawe OPMG (Oil Pipeline Management Group) (2002)
tipo convenzionale sono infatti più adatti per un’indagi- Western European cross-country oil pipelines 30 year
ne iniziale delle linee sulle quali ci si attenda un nume- performance statistics, Concawe Report 1/2002.
ro molto elevato di difetti. Una notevole variazione di EGIG (European Gas pipeline Incident data Group) (2002)
spessore potrebbe costituire un problema nel caso si Gas pipeline incidents, 5 th Report 1970-2001, n.
impieghi un pig magnetico, in quanto la piena funzio- 02.R.0058.
nalità del sistema e quindi l’affidabilità dell’ispezione Eni - IFP (Institut Français du Pétrole) (2000) Gate 2020. Gas
sono legate alla possibilità di un’adeguata magnetizza- advanced technology for Europe 2020, Study for the
European Commission (DG TREN).
zione della parete. L’impiego della tecnica ispettiva ultra-
Environment Canada - Ecological Land Survey Task
sonora permette invece la misura diretta dello spessore Force (1978) Ecological land survey guidelines for
residuo del tubo e delle possibili variazioni di spesso- environmental impact analysis. Preliminary draft, Ottawa,
re causate da eventuali fenomeni corrosivi. Occorre Environment Canada - Ecological Land Survey Task Force -
tuttavia considerare che il pig UT risulta notevolmen- Environmental Management Service.
te sensibile rispetto allo stato superficiale della pare- IP (Institute of Petroleum) (2003) PARLOC Report 2001. The
te, per cui è indispensabile effettuare un’accurata puli- update of loss of containment data for offshore pipelines, IP.
ISO (International Organization for Standardization) (1999)
zia preventiva. La scelta del tipo di strumento da impie-
Petroleum and natural gas industry. Pipeline transportation
gare si basa, pertanto, su un’attenta valutazione delle systems, ISO 13623.
ISO (International Organization for Standardization) (1996)
Petroleum and natural gas industries. Steel pipe for
pipelines. Technical delivery conditions, ISO 3183.
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Petroleum and natural gas industries. Pipeline transportation
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