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Vittorio Arrigoni: Restiamo Umani!

Ho narrato, e anche il blog bortocal.wordpress.com ha


pubblicato, un po’ delle sofferenze e dell’abbandono dei
palestinesi nei Campi Profughi del Libano
http://www.scribd.com/doc/51683197/Palestinesi-in-Libano-
Viaggio-Nei-Campi-Profughi
Incontri con gente abbandonata dalla comunità internazionale
all’oblio, tenuta inerme in una cattività psicologica e fisica dal
governo libanese.
Gaza , invece, non è un luogo di persone inermi e per questo
conosce la persecuzione quotidiana di un governo straniero, è
prigione dove le torture sono anche fisiche, dove le vessazioni
colpiscono ogni aspetto del vivere: il grande muro e i posti di
blocco militari illegali fra casa e scuola, fra casa e ospedale, fra
casa e campo da coltivare, fra casa della madre e casa della
figlia. Un luogo dove medicine e materiali per ricostruire le case
distrutte non possono arrivare se non attraverso un tunnel
verso l’Egitto, aperto a singhiozzo secondo il capriccio del
governo egiziano, o con convogli internazionali, a volte bloccati
altre volte obiettivo delle mitragliatrici in volo sulla testa degli
attivisti.
A Gaza dal 2008 viveva Vittorio… aveva scelto di essere
all’inferno per poterlo raccontare.

Vittorio Arrigoni ,
sequestrato e ucciso: 14-15 aprile 2011, giorni della vergogna
per molti.

Non aveva capelli e tunica bianca, non sarà un’icona degli


intellettuali, non lanciava slogan di rivolta e non diventerà il
“che” di qualche gruppo sinistrorso irrequieto, nemmeno
intraprendeva tour di conferenze e non sarà a lungo ricordato
dai lettori dei giornali.

Vittorio era fuori moda con quel suo amare le vittime


arrabbiate, i testardi sopravvissuti, i capri espiatori di storiche
malefatte. Così irritante per quell’ostinazione di vivere con la
sua interezza quei principi che è tanto elegante enunciare. Sì ,
lui saliva sulle barche coi pescatori palestinesi sperando che il
suo passaporto italiano e la sua capacità di riferire i fatti con
documentata chiarezza frenasse almeno un po’ la violenza dei
guardacoste, no… delle navi da guerra israeliane.

Già ci dicono che era utopico, ma qualche intervista e il suo


libro testimonieranno il contrario: che sono precise volontà e
odiose connivenze a impedire che si realizzi il diritto dei
Palestinesi di vivere in pace dove le loro generazioni precedenti
hanno sempre vissuto.

Potranno dire che era estremista o mentire senza pudore e


definirlo nemico degli ebrei, sì lo stanno facendo, ma il suo
video in risposta a Saviano dirà il contrario, farà comprendere a
chi non sa che è il governo israeliano ad essere nemico del
proprio popolo attraverso la persecuzione dei palestinesi.

Scomodo per le coscienze restie a comprendere, scomodo per


le coscienze che comprendono, ma sentono la rabbia impotente
dello spirito in ritardo sull’età del corpo che poco può fare per
rendere fattiva la sua coerenza o frenate da impegni che è
impossibile abbandonare .
Ma Vittorio era tanto concretamente scomodo là dove
era, a Gaza.

Le prime notizie: rapito da un gruppo salafita con la minaccia di


esecuzione entro trenta ore qualora non vengano liberati i l
compagni detenuti nelle carceri di Gaza. Un gruppo di cui non si
sapeva nulla prima. Un gruppo che non ha atteso le trenta
fatidiche ore per quella liberazione.
Ucciso prontamente dopo la diffusione del video con le richieste
e dopo la tortura, di prammatica in questi casi: un altro episodio
infamante da rubricare sotto le tag : guerra di religione, scontro
di civiltà … Un gruppo che prima firma il video, poi si dichiara
estraneo al fatto, poi uccide e poi ammette di esserne
responsabile. Un gruppo terrorista di folli? Cellule fuori
controllo? Così ci informano, così può essere.

Ponendomi la domanda “a chi giova?“, però ho più


dubbi che certezze.

Non so a chi giova che questo ragazzo con un passaporto


straniero che dava alla gente di Gaza la speranza di avere voce
nel mondo sia stato fatto tacere.
Proprio ora che ISM, International Solidarity Movement, prepara
la Freedom Flotilla2, destinata a chiamarsi in onore di Vittorio
“STAY HUMAN Freedom Flotilla” per portare aiuti a Gaza
comprendo che non giova a nessun Palestinese.

Giova invece a chi avversa l’azione dell’ISM, e quindi di Vittorio,


da questo sito web
http://www.stoptheism.com/news/index.php?pid=4&id=5

Comprendo che giova certamente a chi vuole conservare il


blocco di Gaza, e anche il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi è fra questi , avendo dichiarato di “essere guidato
dalla convinzione che la Flotilla non sta lavorando per sostenere
la pace nella regione”. http://www.infopal.it/leggi.php?
id=18066

Giova a chi vuole far credere che la striscia di Gaza è fuori del
controllo del Governo di Hamas, così da giustificare interventi o
invasioni come nel 2008
http://www.dailymail.co.uk/news/worldnews/article-
1102421/Israel-promises-war-bitter-end-Hamas-navy-blasts-
Gaza-tanks-mass-border.html
Ed è proprio l’organizzazione governativa israeliana
d’intelligence antiterrorismo DEBKAfile, Political Analysis,
Espionage, Terrorism, Security
a dettare tempestivamente le headlines dei media
internazionali : è stata Alqaida “che diventa sempre più forte
nell’area”. http://www.debka.com/article/20849/
Perché? “ Contrariamente all’impressione che Hamas cerca di
dare per far credere che sta combattendo le infiltrazioni di
AlQaida in Gaza, le fonti DEBKAfile's riportano che essi
coesistono amichevolmente dopo aver raggiunto una tranquilla
intesa. “ Ed è così che la morte di Vittorio diventa propaganda
contro il governo di Gaza.

Giova alle cattive coscienze, lucidamente ipocrite oppure


pavide, che vogliono dimostrare che un amico dei palestinesi
può morire per mano loro, e suggerire che non vale la pena di
difenderli.

Non so se quelli che il Governo di Gaza ha arrestato, e che


hanno collaborato per far trovare prontamente il corpo, con
l’accusa di essere gli esecutori del crimine lo siano
effettivamente. Non so se sono palestinesi o provengano da
altri paesi, non so se hanno agito per follia propria o su
commissione . Nessuno al momento può realmente saperlo,
tuttavia vi è una immediata convergenza generale su questa
ipotesi.

Un’immediatezza che sa di offesa proprio alla memoria di


Vittorio. I colpevoli da perseguire dovranno essere quelli veri e
si dovranno conoscere le connivenze ovunque queste siano,
dentro o fuori Gaza.

C’è chi, ben addentro alle questioni di Gaza e della Freedom


Flottila, si pone l’ovvia domanda: a chi giova e risponde senza
ombra di dubbi: a Israele http://www.youtube.com/watch?
v=5pVb9b0uO90
*****
Dieci giorni prima di Vittorio, era stato rapito e ucciso con
cinque colpi di pistola

Juliano Mer-Khamis ,
figlio di una israeliana ebrea e di un palestinese cristiano, che
già prima di essere un attivista, e nota figura del teatro, era
per natura una sfida al settarismo.
Ci abbiamo badato troppo poco a questa notizia. Mi crea un
certo disagio non trovare nel blog di Vittorio un post su questo
assassinio, ma è ben chiaro che le loro morti sono collegate.

Sono collegate perché per la prima volta, da anni, la


riconciliazione tra Fatah e Hamas sembrava possibile e perché
all’Onu è pensabile, a settembre in occasione dell’Assemblea
generale, il riconoscimento dello Stato di Palestina.

Una delle ultime intenzioni di Vittorio è qui:


http://www.scribd.com/vittorio_arrigoni
Aveva aperto il giorno 11 * tre giorni prima di essere ucciso*
una pagina Scribd dove intendeva forse caricare i suoi testi più
importanti, certo intendeva conoscere lo sviluppo delle idee
degli altri, visto che l’unica attività è la scelta di 86 persone da
“seguire”.
La verità è lenta, troppo lenta per i media, ma chi ha a cuore la
pace, i diritti dei popoli, i Palestinesi deve essere tenace.
Seguiamolo noi, restiamo umani e chiediamo la verità.