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FACOLTA’ DI ARCHITETTURA

Corso di laurea in Architettura


A.A. 2010-2011
Laboratori di
PROGETTAZIONE
ESECUTIVA

Modulo di VALUTAZIONE ECONOMICA dei PROGETTI

e.f. - Ottobre 2010

Definizione progettuale di un Modulo Insediativo


formato da due isolati

-I-
Gli aspetti plano-volumetrici

Per l’A.A, 1010-2011, l’esercitazione del laboratorio di progettazione esecutiva prevede lo


sviluppo di un tema residenziale: in particolare la riqualificazione di isolati urbani localizzati
nella zona Nord di Reggio Calabria.

I due isolati prescelti sono localizzati nella zona semicentrale di Reggio Calabria, e sono
compresi in un rettangolo delimitato da:

- V. Roma a Sud (sud sud ovest)


- V. Bruno Buozzi a Ovest (nord-ovest-ovest)
- V. XXV Luglio a Nord (nord-nord-est)
- V Vittorio Veneto ad Est (nord-est-est)

Si tratta di progettare la riqualificazione di uno o ambedue gli isolati separati dalla via
Benassai. Isolati urbani molto degradati da superfetazioni abusive, qualità delle edificazioni
successive di qualità molto bassa, unitamente a insufficienti livelli di manutenzione. Degrado
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che d’altra parte ha investito un edificazione comunque inadeguata rispetto alle attuali
esigenze, sotto il profilo funzionale e, soprattutto, sotto quello tecnologico e impiantistico.

Tuttavia in alcuni dei lotti limitrofi, quelli meglio conservati, emergono indubbie qualità di
decoro e compostezza. Qualità che testimoniano pienamente i pregi di una impostazione plano
volumetrica caratteristica degl’inizi del secolo scorso. Un’impostazione che, fin dai primi anni
della ricostruzione post terremoto è stata rigorosamente fondata su una griglia di tipo
ortogonale e volumetricamente costruita, per ragioni antisismiche, da sobri ed appropiati edifici
di altezza inferiore ai 10 metri.
Purtroppo, nella situazione attuale dei due lotti prescelti per l’esercitazione, questi caratteri
positivi dell’insediamento originario, nei due due isolati oggetto dell’esercitazione progettuale
del nostro laboratorio, sono andati quasi interamente perduti.

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Gli obiettivi dell‘intervento della riqualificazione

Nei confronti di un’area degradata, per l’intervento da progettare ci si debbono proporre due
ordini di obiettivi.

A - Innanzi tutto obiettivi relativi alla riqualificazione del volume edilizio. Questi riguardano:

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- la riqualificazione dell’immagine e della qualità simbolica del complesso in tutte le


parti nelle quali il progetto del complesso sarà articolato, dagli edifici agli spazi aperti
siano essi ad uso privato, collettivo e pubblico. A parte il degrado che si è prodotto nel
tempo, deve essere anche adeguata alle nuove esigenze simboliche attuali un’immagine
che, nel suo complesso, è ancora l’espressione peraltro degradata della ricostruzione di
una zona periferica di quella che allora era piccola città, disastrata dal terremoto,

- l’adeguamento tecnologico delle prestazioni degli edifici per quanto riguarda l’acustica,
l’energia e, in generale, l’efficienza di tutti i sub sistemi impiantistici,

- la realizzazione di adeguati spazi esterni sia di quelli al servizio dei singoli alloggi che
del complesso insediativo nel suo complesso.

B – Ci si propongono poi gli obiettivi a carattere urbanistico. A questo proposito possiamo


notare come la zona di Reggio Calabria nella quale sono localizzati gl’isolati che ci
interessano sia stata soggetta, negli ultimi decenni, ad un naturale processo di
centralizzazione. Di conseguenza gl’isolati e le zone limitrofe sono stati coinvolti
dagl’intensi processi di intensificazione qualitativa e quantitativa delle funzioni che si è
prodotta, negli ultimi decenni in tutto il centro storico ella città.
Processo questo che, in assenza de una efficace normativa urbanistica, ha fortemente
contribuito al processo di degrado di questi lotti ed a rendere funzionalmente inadeguata la
funzionalità urbana e la loro complessiva situazione ambientale.

In particolare dall’analisi del sito emergono i seguenti problemi specifici:

- innanzi tutto la quasi totale mancanza di appropiati e sufficienti spazi di parcheggio


delle autovetture private; di parcheggi ed autorimesse al servizio degli attuali residenti e
di quelli richiesti dalle funzioni localizzate nelle limitrofe zone centrali; il parcheggio
viene attualmente praticato negli spazi interstiziali dei due isolati e lungo le strade,
aggravando l’attuale insufficiente gerarchizzazione della griglia stradale inadeguata
rispetto all’attuale sviluppo dei flussi di traffico,

- la trasformazione della iniziale monofunzionalità residenziale in un tessuto che per


quanto caratterizzato da attività terziarie e servizi vari, a assunto forme simboliche,
funzionali ed organizzative del tutto insoddisfacente, in definitiva, incongrue con la
centralità che ormai caratterizza questa parte di Reggio Calabria.

Le ipotesi fondamentali da porre alla base della progettazione

Sotto un profilo generale, occorre premettere che l’intervento su uno o due isolati potrebbe
essere indirizzato in percorrendo del tutto o in parte, due distinte direzioni:

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a- può essere progettato un intervento sostanzialmente di conservazione e,


per quanto ormai possibile, di ripristino almeno parziale dei caratteri morfologici e
stilistici originari. In tal caso quindi, oltre a eliminare delle superfetazioni e demolire
quelle sostituzioni edilizie particolarmente invasive e dequalificati, si tratterebbe di
riutilizzare, in gran parte, le strutture edilizie esistenti, progettandone quindi il
recupero e la riqualificazione selettivamente,

b- in alternativa si può pensare di sostituire integralmente le strutture


edilizie che attualmente sono contenute nei due isolati. L’esperienza italiana ed
internazionale ci mostra che in questo caso il progetto potrebbe essere redatto sulla
base di due diverse impostazioni:

b1- potrà realizzare una completa trasformazione volumetrica e funzionale degli


isolati, eventualmente riaccorpando i due isolati in un macroisolato unico,

b2 - invece potrà realizzare una ricostruzione totale degli isolati, preoccupandosi


tuttavia, di rispettare il perimetro, gli allineamenti degli isolati e gli aspetti
volumetrici essenziali che il tessuto edilizio di questa area urbana aveva
originariamente.

La scelta del tipo d’intervento da adottare presupporrebbe la considerazione e la valutazione di


aspetti urbanistici, economici e funzionali assai complessi.
Nell’economia dell’esercitazione adottata nell’ambito del Laboratorio di Progettazione
Esecutiva, assumeremo l’ipotesi che queste valutazioni abbiano portato a scegliere il secondo
tipo d’intervento. In particolare quella sub b2.

L’esercitazione del laboratorio di progettazione potrà riguardare uno o ambedue gl’isolati.


Questa decisione sarà concordata da ciascuno dei gruppi degli studenti iscritti con la docenza,
tenendo conto della dimensione e caratteristiche soggettive del singolo gruppo di studenti e
delle caratteristiche stesse del progetto che il gruppo andrà elaborando. In ogni caso ciascun
mentre il gruppo di studenti progetterà il Complesso Insediativo in ogni suo aspetto, ciascuno
degli studenti del gruppo elaborerà il progetto esecutivo di una cellula abitativa diversa,
comunque compresa nel progetto plani volumetrico complessivo.

Criteri per l’impostazione del progetto planivolumetrico

Ribadiamo che, pur assumendo l’ottica della riedificazione occorre che l’impostazione del
progetto rispetti l’organizzazione planimetrica e i caratteri volumetrici fondamentali, in primo
luogo l’allineamento stradale e l’altezza degli edifici almeno nei suoi valori medi.
Naturalmente il progetto, oltre ad adeguare gl’isolati alle esigenze attuali, dovrà reinterpretare,
attualizzandoli, gli elementi caratterizzanti e strutturanti, che caratterizzano la originaria
strutturazione urbana nella quale gl’isolati stessi si collocano.

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La valorizzazione delle situazioni topologiche caratterizzanti i due isolati

Tra le situazioni topologicamente rilevanti, capaci di stimolare soluzioni qualificanti il


progetto, segnaliamo le seguenti:

- i fronti sulle strade principali la via XXV Luglio e, soprattutto, sulla via Roma che
costituisce la cerniera con il centro funzionale della città: è auspicabile che di queste
situazioni il progetto offra un’espressione simbolica e funzionale adeguata,

- i fronti antistanti dei due lotti affacciati sulla via Benassai: questa situazione potrà
suggerire stimolanti situazioni funzionali e tipologiche,
- le situazioni d’angolo dell’isolato, in particolare quelle che affacciano su via XXV
Luglio e via Roma, situazioni che potranno potenziare le soluzioni stimolate da quanto
detto in precedenza,

- quali che siano le soluzioni proposte, all’interno dell’isolato il progetto dovrà prevedere
necessariamente volumi e spazi aperti, per esempio corti, percorsi, aggregati
residenziali, volumi funzionali e di arredo urbano,
- dato lo sviluppo prevalentemente orizzontale originario che s’intende salvaguardare,
grande importanza assumono le coperture, che siano opache, piane, inclinate o
curvilinee, (eventualmente trasparenti), capaci di caratterizzare e qualificare i volumi
interni ed esterni dei fabbricati, il profilo dei fronti sulle strade perimetrali, la
inevitabile vista dagli edifici circostanti, (il così detto quinto prospetto).

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Criteri progettuali del complesso insediativo

Tenendo conto delle considerazioni precedenti, nella progettazione del complesso insediativo
costituito dai due isolati prescelti, occorrerà provvedere all’inserimento di alcuni elementi
qualificanti:

- occorre inserire negli isolati funzioni extraresidenziali, in particolare terziarie, così da


potenziare ed esprimerne il ruolo urbano. Gli spazi dedicati a una o più funzioni di
questo tipo (commerciali, uffici-studi, attività sportive e di fittnes- ecc). I volumi
destinati a queste funzioni potranno:
-
- essere associati ad uno o più alloggi così da costruire un modulo tipologico
elementare funzionalmente misto,
- formare volumi autonomi, ma posti in continuità organica a moduli
esclusivamente destinati alla residenza,
- formare volumi del tutto autonomi.

Inoltre i volumi adibiti a queste funzioni potranno essere ubicati:

- lungo il perimetro degli isolati, in particolare lungo gli assi principali degli
stessi,
- a qualificare funzionalmente e visivamente gli angoli degli isolati,
- sui due fronti prospicienti la v. Benassi, a formare un plesso a carattere
terziario,
- all’interno degli isolati: in questo caso il planivolumetrico dovrà esserre
organizzato in modo tale da rendere le funzioni terziarie quanto possibie
accessibili.

- l’inserimento di adeguati spazi di sosta (coperti o/e aperti) per le auto private che siano,
in particolare, ma non solo, al servizio dei residenti e di eventuali funzioni non
residenziali presenti negli isolati: nel caso che si decidesse l’inserimento di autorimesse
interrate occorre studiare con cura la collocazione delle rampe di accesso e dei relativi
ingressi: da notare che l’inserimento di una quantità di posti macchina superiore alle
necessità interne agli isolati progettati costituirà, di per sé, un fattore che migliora il
degrado delle aree limitrofe e ne stimola la riqualificazione,

- infine, oltre alla realizzazione dei percorsi d’accesso alle abitazioni, è essenziale curare
l’inserimento nei lotti progettati di spazi aperti pavimentati, attrezzati e dotati di
piantumazioni (in particolare arboree), sia d’uso privato e/o collettivo e/o pubblico. In
particolare:

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- pur prendendo atto che l’adozione della tipologia a patio incorpora di per se la
spazi aperti privati più o meno ampli, vanno sperimentate tutte le possibilità di
arricchirla e qualificarla ulteriormente, ponendola in rapporto con spazi di
distribuzione e/o di sosta collettivi o pubblici.
- per quanto riguarda gli spazi collettivi e pubblici, nella specifica situazione di
isolati a sviluppo orizzontale, particolarmente qualificanti, si presentano le
soluzioni adottate nel disegno del sistema costituito da eventuali corti e dai percorsi
di distribuzione agli alloggi:. Questi spazi che potranno essere qualificati, oltre che
dalla scelta delle recinzioni, delle pavimentazioni e degli elementi verdi, anche
introducendo adeguate attrezzature per la sosta, il relax, eventualmente per il gioco
o lo sport.
- Infine particolare cura va posta nella qualificazione degli accessi alle corti, ed è
anche importante migliorare il sistema costituito dagli stretti marciapiedi e degli
spazi pubblici attualmente collocati sul perimetro degli isolati.

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SE ZION I S C H EM A TIC H E ESE M PLIFIC A TIV E D I M OD U LI A GGR E GA TIVI

da e s opra ttuttonota re le pos s ibili c olloc a zioni de lle a utorim e s s e


s i e v ide nzk ia l’im porta nza de lle re la zioni tra i pa tii, le te rra zze e gli s pa zi a pe rti c olle ttiv i o pubblic i

s e zioni tipo alloggi a L a llogg i a d H s e zioni tipo


alloggi a L

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s pa z io/pe rc or so colmune
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a utor im es s e patii
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s e zioni tipo s e zioni tipo


3 4

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c olmune s paz io/pe rc or so pa tii
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5 a lloggi a C alloggi
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- II -

La definizione progettuale delle abitazioni a patio

E’ necessario acquisire preliminarmente le nozioni che collocano le case a patio nel quadro
complessivo della scomposizione e classificazione degli insediamenti residenziali. Questo
argomento è trattato nella dispensa fornita dal corso.

La diffusione delle case a patio

Il tipo edilizio della casa a patio si presenta con una grande diffusione mondiale delle case a
patio sia in epoca antica che moderna. Le ragioni di questa diffusione dipendono da alcune sue
peculiarità che l’hanno resa e la rendono tuttora fortemente apprezzata.

Infatti con l’adozione della tipologia a patio:

- si realizzano aggregati edilizi a densità relativamente alta (in specie quando siano
formati da abitazioni a due o più piani); caratteristica questa che garantisce una
sufficiente utilizzazione delle reti infrastrutturali,
- si offre ad ogni abitazione la dotazione di uno o più ampi spazi esterni privati (pati,
terrazze, porticato), e i patii del tutto o in parte possono comprendere terreno naturale e
quindi la possibilità di piantumazioni di medio-alto fusto,
- si realizza la possibilità di una forte integrazione “interno – esterno”, cioè tra le diverse
unità ambientali e il patio o i patii privati
- si possono garantire discrete condizioni di privacy visiva ed anche accettabili
condizioni di privacy sonora.

I criteri di progettazione di un aggregato residenziale formato da case a patio

Per utilizzare a pieno le potenzialità delle abitazioni a patio, indichiamo ora alcuni criteri di
progettazione. In ogni caso la fornitura da parte del corso di abachi tipologici relativi alle
varianti che questo tipo di abitazione (vedi appendice), serve da un lato a documentare le
grandi possibilità progettuali insite in questo tipo di abitazioni, dall’altro individua gli spazi di
ricerca di soluzioni originali. In particolare di quelle che derivano dall’adozione e
composizione, nella stessa planimetria, di tipi di case a patio diversificati. In questo caso
segnaliamo la necessità di impostazioni strutturali congrui, specie nel caso che ci riguarda di
progetti collocati in zone ad elevata sismicità.

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Una delle frontiere che la progettazione attuale di strutture abitative propone come fortemente
caratterizzante, riguarda l’articolazione e la qualificazione dello spazio interno delle abitazioni.
Si tratta di praticare un’impostazione della progettazione che nella quale si ritiene insufficiente
una progettazione esclusivamente funzionalista, ma sposta l’attenzione anche sui valori
d’immagine e simbolici di quegli spazi che principalmente sono quotidianamente fruiti da tutti
gli utenti. Quindi qui di seguito, assieme alla soluzione di problemi di carattere pratico
converrà trattare anche quest’altro ordine di problem

Criteri generali

- in primo luogo occorre (con qualche eccezione per i servizi igienici o particolari
situazioni tipologiche), tutte le unità ambientali affacciano sul patio o sui patii,

- quando il tipo adottato prevede più di un patio (tipi a Z, a T e a F) c’è la possibilità


attribuire una qualche specializzare i singoli patii,

- particolare cura deve essere posta allo studio del rapporto con il patio del volume
costruito cercando soluzioni progettuali che facciano in modo del patio un vero e
proprio prolungamento degli spazi interni e viceversa: inoltre di grande importante
riveste la definizione della dimensione e della forma dei patii, tenendo in debito conto:

- l’altezza delle pareti costruite


- la dimensione e la distribuzione delle finestrature che affacciano sui pati,
- la previsione degli elementi di mediazione tra spazio interno ed esterno
(pensiline, frangisole, porticati, pergolati).

- a seconda del tipo di aggregazione progettata occorre porre particolare attenzione alla
realizzazione di condizioni di privacy visiva

- “privacy orizzontale” cioè tra le terrazze e le finestre antistanti appartenenti ad


alloggi diversi
- “privacy verticale” principalmente tra finestre e terrazze o patii appartenenti ad
alloggi diversi

Occorre anche studiare accorgimenti per accrescere la privacy sonora, in particolare tra
patii appartenenti ad alloggi diversi

Le scale interne

Le scale interne o esterne comprese nell’alloggio avranno un’alzata di 16/17 cm e la pedata di


conseguenza ( 2a+p = 63 ).

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La scala interna potrà costituire un’importante elemento di articolazione architettonica


dell’alloggio. Inoltre il suo ruolo architettonico e funzionale nell’articolazione funzionale e
simbolica dello spazio interno dell’alloggio; ma la scala interna potrà anche emergere
all’esterno costituendo un elemento di caratterizzazione complessiva del volume e, al tempo
stesso di caratterizzazione del patio.

Per quanto riguarda gli aspetti strutturali occorre sottolineare che gli assetti strutturali della
casa a patio, così come per tutti gli altri tipi di abitazioni unifamiliari risiedono:

- nella soluzione della discontinuità nella struttura dei solai che è necessario introdurre
per creare il vano attraverso il quale si colloca la scala; a parte ogni altra considerazione
spaziale il problema si semplifica quando a tale vano si attribuiscono le dimensioni
(più o meno) di una doppia altezza,
- nella struttura portante della scala, a questo proposito occorre affermare che le soluzioni
più efficaci sono quelle che adottano una struttura autonoma che si appoggia sui solai e
sugli impalcati generali; vale la pena indicare che il mercati delle componenti offrono
scale prefabbricati, costruite anche nelle membrature portanti nei materiali dei più vari
(cemento, metallo, legno, vetro, ecc) che offrono un rapporto qualità/costo
estremamente conveniente.

Da notare infine che eventuali terrazze al servizio degli alloggi potranno essere utilmente
collegate ai patii mediante scale esterne, eventualmente coperte.

Le coperture

Trattandosi di edifici a basso numero di piani, le coperture assumono un ruolo rilevante; le


coperture infatti:

- incidono fortemente sulla volumetria complessiva, quindi nello skyline perimetrale


dell’aggregato complessivo degli isolati,
- costituiscono il quinto prospetto percepito dalle emergenze urbane circostanti,
- svolgono un ruolo essenziale nel determinare il regime climatico soprattutto degli spazi
interni ma anche esterni dell’alloggio.

In definitiva nella progettazione delle coperture, sia che siano esse piane e/o inclinate, una
particolare cura dovrà essere posto a:

- la scelta dei tipi di manto da adottare, sia per quanto riguarda la tenuta climatica, i
consumi energetici ed agli agenti atmosferici, sia la qualificazione materica del quinto
prospetto,
- la funzione che possono svolta nella complessiva articolazione dei volumi degl’isolati,
- nella qualificazione dello spazio interno degli alloggi.

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Nelle coperture piane. anche se non praticabili, potrà essere realizzata da un manto erboso o da
un materiale lapideo del tutto o in parte non coeso, l’importante che comunque sempre
disegnato.

Per le coperture inclinate (o curve) è la giacitura delle falde contribuisce a qualificare il volume
complessivo dell’aggregato. Se opportunamente intradossata la copertura (cioè senza
controsoffitti opachi (quando cioè rimanga visibile dagli ambienti chiusi ed aperti e
dell’alloggio) può costituire un forte elemento di caratterizzazione dello spazio interno.
Attenzione però: adottando questo tipo di copertura, occorre verificare che l’altezza minima
dello spazio utile degli ambienti non sia inferiore a due metri e dieci e l’altezza media c
complessiva non inferiore ai due metri e settanta (l’altezza media di un ambiente si ottiene
dividendone il volume per la sua superficie.
Ovviamente sia il volume dell’aggregato sia quello del singolo alloggio possono essere
qualificati da una meditata composizione di coperture piane ed inclinate.
Data la preponderanza quantitativa delle coperture, la casa a patio offre anche la possibilità di
introdurre coperture trasparenti: lucernai di diversa forma o vari tipi di grigliati frangisole.

NB Le coperture inclinate e trasparenti possono essere utilizzate con dispositivi per il


contenimento energetico.

La distribuzione degli ambienti

Negli alloggi a due o più piani è necessario introdurre un ambiente pluriuso (eventualmente
servito da un bagno) da utilizzare quando nelle famiglie vi sono anziani o disabili anche se
temporaneamente disabili.
Se poi questi ambienti sono serviti da un ingresso autonomo potranno essere utilizzati per
attività economiche professionali e cedute in affitto.

La volumetria complessiva dell’alloggio

Oltre al regolamentato dislivello di tre metri, la volumetria interna dell’alloggio può essere
ulteriormente articolata introducendo:

- le variazioni della copertura


- dislivelli di altezza diversa dei tre metri (alloggi a piani sfalsati)
- in particolare introducendo altezze doppie o di frazione di piano, si può utilmente
inserire una articolazione della coperture inclinata o piana.

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I controlli dimensionali degli alloggi

Le quantità da considerare sono le seguenti:

- La superficie utile o netta Su


- La superficie disponibile Sd
- La superficie lorda Sl

La superficie utile o netta Su

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È la superficie somma delle superfici calpestabili di tutte le unità ambientale che costituiscono
l’alloggio

La superficie disponibile Sd

è la superficie compresa all’interno dei muri perimetrali (chiusure verticali Cv) ad esclusione
della superficie occupata dalle strutture portanti (Ss) e le canalizzazioni e i cavedi interni
verticali (Sc)-

La superficie lorda Sl

È la superficie lorda è determinata dalla somma della Superficie Disponibile, la superficie


occupata dalle chiusure verticali (Scv), dalle partizioni verticali di tipo A (quelle cioè che
dividono gli alloggi e metà superficie di quelle che separano gli alloggi tra di loro:

Indicazioni dimensionali

Riportiamo alcune prescrizioni normative che definiscono le superfici minime degli alloggi e
delle singole Unità Ambientali.

Le superficii utili e le dotazioni di servizi minime degli alloggi

Superfici posti letto n° n°


utili teorici bagni WC

45/55 1/2 1 0/1


55/60 2/3 1 1
60/75 3/4 1/2 0/1
75/85 4/5 1/2 0/1
85/90 5/6 2 1
>95 >6 2 1

Le dimensioni minime da rispettare per le singole unità ambientali sono le seguenti:

mq

letto matrimoniale 14
letto doppio 12
letto singolo 9
letto studio o
letto doppio scomponibile 11/13

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III

LE VALUTAZIONI CHE GUIDANO


LA FORMAZIONE DEi PROGETTi

Dell’ambito dei Laboratori è previsto che la redazione del progetto del Modulo Insediativo
Residenziale e degli alloggi che in questo sono comprese, sia svolta con il supporto di
valutazioni trasparenti e comunicabili che esplicitino le ragioni delle scelte progettuali
effettuate.
Il modulo di Valutazione Economica dei Progetti fornisce procedure che consentano il
controllo dei progetti di residenza, sia sotto il profilo dei livelli qualitativi ottenuti e la
valutazione dei costi di costruzione e di manutenzione ad essi connessi.

Per le necessarie spiegazioni teoriche sulle valutazioni qualitative il modulo di Valutazione


Economica dei Progetti, fornisce una dispensa a parte fornite dalla docenzxa del Laboratorio.

LE VALUTAZIONI DEI COSTI

Il metodo di valutazioni dei costi proposto dal laboratorio si articolano in due fasi distinte che.
Tuttavia, devono essere considerate reciprocamente interagenti.

- La valutazione parametrica
- La valutazione dei costi unitari

A1 – Le valutazioni parametriche

Sequenza delle operazioni da compiere per operare la valutazione parametrica dei costi

a- lettura sul progetto delle quantità fisiche selezionate nell’esercitazione del Laboratorio
perché particolarmente significa nella previsione dei costi di realizzazioni di un
complesso residenziale. Gli oggetti selezionati sono i seguenti:

- chiusure verticali CCv


- partizioni di tipo –a Cpa
- partizioni di tipo – b Cpb
- coperture distinte per gli n tipi utilizzati Co1 – Co2 --- …….. –Con (coperture piane
calpestabili o no, coperture verdi, coperture inclinate, trasparenti, ecc,
- partizioni esterne Cpe,

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b- selezione di soluzioni alternative per quanto riguarda le chiusure orizzontali e verticali,

c- applicazione di soluzioni diverse ad ognuno dei progetti compresi nel planimetrico


elaborato dal gruppo, o meglio, tra gruppi diversi, in particolare per quanto riguarda:

d- selezione di un numero adeguato di esempi di confronto tratti dalla letteratura


specializzata che saranno comuni al gruppo

e- calcolo delle incidenze su tutti i progetti di AL elaborati dal gruppo

f- calcolo dei costo parametrizzati di tutte le soluzioni utilizzate e di quelle di riferimento


relativamente alle:

- chiusure verticali CCv


- partizioni di tipo –a Cpa
- partizioni di tipo – b Cpb
- coperture distinte per gli n tipi utilizzati Co1 – Co2 --- …….. –Con
(coperture piane calpestabili o no, coperture verdi, coperture inclinate,
trasparenti, ecc,
- partizioni esterne Cpe

g- confronto operato dal gruppo sui valori parametrici delle quantità fisiche del
costo parametrizzato delle strutture verticali di due universi di riferimento (i cui dati
saranno forniti dal corso) *.

- abitazioni a patio
- tutte i tipi di MTE (Moduli Tipologici Elementari)

h- un confronto analogo sarà operato anche nei confronti degli esempi di abitazioni
a patio raccolti e elaborati dagli studenti.

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A2 – Le valutazioni dei costi unitari

a. calcolo dell’indice di costo Sv1 = CCv + CPa + CPb delle strutture verticali (chiusure
esterne, partizioni verticali di tipo-a e di tipo-b) il costo del mix tecnologico di I° livello.

b- Una volta progettate le alternative dei modelli d’uso per la valutazione della flessibilità e si
potrà calcolare il costo del mix tecnologico di II° livello. L’incidenza delle partizioni
verticali di tipo b: CPbn di ciascuna delle soluzioni considerate e quindi il costo medio
CPbm che sarò calcolata come semplice media tra quelle: CPbm =(CPb1 + CPb2 + ………… +
CPbn) / n.

c - nell’uno e nell’altro caso il mix adottato dovrà essere confrontato con quello dei mix
formati da appropiate tecnologie di confronto e con quello prescelto nei progetti redatti
dagli altri partecipanti al gruppo.

a- Calcolo dei costi unitari parametrici CUP e complessivi CP dove

CUp1 = Cv + CPa + CPbm + (Co1 + Co2 --- …….. + Con) + Cpe

Il costo complessivo parametrico CP = Mqt . CUP


 n.b. i diagrammi dei valori parametrici delle strutture verticali, forniti dal corso, e quelli
sono calcolati in termini d’incidenza di metri lineari su metri quadrati utili.

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Il metro lineare è stato introdotto per generalizzare i confronti in termini tipologici,


rendendoli indipendenti dall’interpiano medio molto variabile nel tempo e nelle varie
situazioni territoriali. Per operare confronti delle incidenze in termini di costo sarà
sufficiente moltiplicare i valori lineariper una quantità convenzionale di cm.300.

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B - LE VALUTAZIONE QUALITATIVE

Pur riaffermando la necessità di approfondire gli aspetti teorici della valutazioni qualitative
sulla già citata dispensa, in questa sede vogliamo segnalare sinteticamente alcune assunzioni
basilari:

1- l’approccio alla valutazione qualitativa adottato per la valutazione analitica delle


singole categorie di qualità è quello di tipo esigenziale/prestazionale. Le schede fornite
cioè tendono a fornire la procedura che individua i parametri e la metodologia
utilizzando i quali è possibile misurare con criteri esplicitati applicandoli agli elaborati
progettuali il livello di una prestazione,

2- le valutazioni aggregate sono effettuate introducendo una metodologia a carattere


multicriteriale, attribuendo cioè una gerarchia alle categorie di oggetti ed alle diverse
categorie prestazionali,

3- le valutazioni sono espresse attraverso un punteggio da uno a cinque, che esprimono


questi livelli di apprezzamento:

punteggio apprezzamento

1 basso
2 medio/basso
3 medio
4 medio/alto
5 alto

Sul piano generale la valutazione della qualità è stata articolata per livelli di scomposizione:

UA- Unità Ambientale


AL - Alloggio
MTE – Modulo Tipologico Elementare
- MIR Modulo Insediativo Residenziale
-

N.B. Per acquisire le definizioni e la collocazione dei quattro livelli nel sistema generale di
scomposizione della residenza è indispensabile acquisire i contenuti della dispensa
fornita.

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Analogamente ricordiamo che devono essere acquisiti i concetti e le definizione


valutazione della qualità i contenuti della dispensa sulla valutazione della quale già si è
parlato.

Il metodo di valutazione della qualità proposto si articola a due livelli:

- Valutazioni qualitative operate a carattere analitico


- Valutazioni qualitative operate a carattere sintetico

B1 - Valutazioni qualitative a carattere analitico

La valutazione delle diverse caratteristiche qualitative giudicate essenziali sono operate


utilizzando apposite schede.

Elenco delle schede di valutazione

Il numero riportato sulla destra della scheda identifica in modo univoco la scheda da utilizzare
relativamente alla singola caratteristica qualitativa. Per ciascuno dei quattro livelli considerati
indichiamo le singole valutazioni che devono essere considerate nell’elenco seguente:

UNITA’ AMBIENTALE

- UA 1 soleggiamento UA - 5
- UA 2 aereo illuminazione UA - 15
- UA 3 illuminazione spazi elementari - 18
- UA 4 controllo superfici - 22
- UA 5 controllo delle superfici e dimensioni - 24
- UA 6 flessibilità dell’UA - 40

ALLOGGIO

- AL 0** valutazione delle UA formanti l’AL

- AL 1 controllo privacy alloggio e - 5


distributori orizzontali
- AL 2* controllo volumetrico del patio
- AL 3* controllo superfici e delle dimensioni del patio- rapporto interno esterno
- AL 4* controllo superfici e delle dimensioni del patio- dimensionamento oriz.
- AL 5* presenze di chiusure verticali contrapposto- controventilazione AL
- AL 6 sicurezza distributori interni - 29
- AL 7 accessibilità all’interno dell’AL - 34

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- AL 8 accessibilità UA - 35
- AL 9* organizzazione degli accessi all’alloggio
- AL 10 accessibilità alloggio portatori di handicap - 39
- AL 11 dotazione arredi - 43
- AL 12 dotazione di servizi igienici - 51
- AL 13 controllo delle superfici e dimensioni - 55
- AL 14 alternative MdU delle zone dell’AL - 58
- AL 15 n° dei modelli d’uso alternativi - 61
- AL 16 controllo flessibilità AL - 65
- AL 17 relazioni reciproche UA - 67
- AL 18* dotazione e accessibilità degli spazi esterni

MODULO AGGREGATIVO

- MA0** valutazione Al formanti il ma

- MA1 sicurezza percorsi orizzontali - 4


- MA2 accessibilità percorsi orizzontali portatori di handicap - 9

MODULO INSEDIATIVO RESIDENZIALE

- MIR** valutazione MA formanti il MIR

- MIR1* dotazione autorimesse


- MIR2* dotazione spazi condominiali e/o pubblici
-

N.B * Le schede contrassegnate con asterisco riguardano le valutazioni qualitative specifiche del
progetto da elaborare nell’ambito del laboratorio utilizzando latipologia di “case a patio”.
** Le schede contrassegnate con doppio asterisco riguardano le valutazioni qualitative
complessive del livello di scomposizione tipologica immediatamente inferiore.

Le schede sono disponibili in formato multimediale e sono inserite sul sito del prof. E.
Fattinnanzi (www.unirc.it- fac. Arch.- Laboratorio multimediale).

B2 - Valutazioni finalizzate alla valutazioni aggregate della qualità

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Per prima cosa deve essere compilato un profilo di qualità, cioè una tabella nella quale
vengono riportati tutti i punteggi standardizzati (quindi sempre da uno a cinque) che
riassumono tutte le valutazioni operate utilizzando le singole schede esigenziali.

Sarà opportuno compilare diverse tabella selezionando e raccogliendo gli stessi dati per le
diverse le classi di qualità esigenziale: per esempio articolando i punteggi ottenuti
relativamente alla fruibilità, il benessere, ecc, per esempio, Oppure articolando la valutazione
per i quattro livelli UA, AL, MTE, MA/CIR, O anche sarà interessante raggruppare le qualità
particolarmente significative nella valutazione specificamente delle abitazioni a patio.

A - Procedure per il calcolo all’interno di classi significative

In primo luogo si devono selezionare le schede di calcolo relative alla diverse qualità per classi
esigenziali .All’interno di ciascuna classe occorre operare il confronto binario per stabilirne le
gerarchia dei diversi oggetti.
Il calcolo sarà basato sul confronto tra le diverse qualità comprese nelle classi o categorie
considerate, sarà operato modulando le prevalenze su cinque livelli.
In particolare il confronto tra i due elementi generici M e N compresi in una determinata classe
o categoria, sarà il seguente:

- Se M è molto superiore ad N si attribuisce a M il valore 5 a N il valore 1


- Se M è superiore ad N si attribuisce a M il valore 4 a N il valore 2
- Se M e N non vi è prevalenza si attribuisce a M il valore 3 a N il valore 3
- Se N è molto superiore ad M si attribuisce a M il valore 2 a N il valore 4
- Se N è superiore ad N si attribuisce a M il valore 1 a N il valore 5

B – Le procedure per il calcolo per tutte le classi esigenziali

Si opera nella stessa identica procedura operare per le singole classi, sostituendo nella tabella
binaria le qualità con le classi che le raggruppano:

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