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Prima ora della lezione di immunologia del 24/11/06.….

La volta scorsa abbiamo incominciato a vedere ,per quanto riguarda il recettore dei linfociti Bcioè un recettore
immunoglobulinico di membrana,come fosse possibile che ciascun organismo si doti di una diversità recettoriale tale da
poter far fonte della maggiore diversità antigenica ipotizzabile. Questo è vero per i recettori immunoglobulinici ed è
vero per i recettori T,che cominciano ad inalare comunque, che il recettore è in grado di riconoscere l’antigene ma non
altre molecole che insieme al recettore formano il complesso recettoriale e servono per trasmettere all’interno della
cellula, l’avvenuto riconoscimento cioè, il legame tra il recettore e il suo antigene specifico. Queste molecole sono
chiamate Ig alfa e Ig beta quindi sono due catene immunoglobuliniche e viene chiamato CD3 complessivamente e più le
catene beta per quanto riguarda il recettore di T. Il termine CD è usato per rendere omogeneo e confrontabile l’uso dei
termini ed è in riferimento a molecole, ed indica la classe di designazione seguite da un numero quindi, il termine CD ci
identifica una molecola di cui si sa qual è la struttura e qual è la funzione,il numero indica la sequenza, in pratica nome
e cognome della molecola. TCD3 fa parte del complesso recettoriale ed è presente ovunque sia presente un recettore di
TCR, tanto è vero che se noi vogliamo ricercare i linfociti T, non cerchiamo il TCR ma il CD3. In pratica la volta scorsa
abbiamo visto per quanto riguarda la sintesi delle immunoglobuline come avveniva la generazione di diversità.

-la parte costante di una catena pesante è codificata da un unico gene

-parte variabile è codificata da un gene variabile funzionale che si è formato per la ricombinazione, per l’assemblaggio
di tre segmenti genici e sono: il segmento D ,J ed uno V, questo a livello di DNA; questo è il gene funzionale che si
forma a livello di DNA, il resto di DNA non è toccato, non è ricombinato, cioè l’ulteriore modifica quella che porterà a
sintetizzare una catena mi al posto di sintetizzare una catena alfa o gamma, avviene per splicing del RNA,però il
patrimonio genetico ,anche nel linfocitaB,rimane intatto a parte la ricombinazione gene funzionale variabile. Una volta
che si ha il trascritto primario,per splicing, questo gene funzionale che codifica per il dominio variabile,viene associato
il gene per una catena pesante, il primo gene che sempre viene associato è quello mi,c’è una gerarchia prima
ricombinano i J,poi i V così a livello di RNA, lo splicing prevvede sempre che venga accostato il gene con la catena mi.
Arrivati a questo punto, abbiamo un RNA che si è comportato da stampo e può portare alla sintesi della catena
polipeptidica mi a livello del reticolo endoplasmatico che viene glicosilata e così via.
PRIMO EVENTO la SINTESI della catena mi, fondamentale, all’inizio solo nel citoplasma,però una volta sintetizzata
questa catena viene trasportata sulla superficie della cellula a fare da prerecettore, comunque la sintesi della catena mi,
dà inizio ad un altro evento, blocca la possibile attivazione dell’altro cromosoma, per quanto riguarda il cromosoma 14
quindi da un fenomeno di inibizione allelica e invece inizia l’attivazione, la ricombinazione su uno dei due
cromosomi21 e 22 per quanto riguarda la catena leggera. Allora anche qui primo effetto grazie ai geni che attivano la
ricombinazione, che sono attivi solo nei linfociti, solo nelle catene leggere trovo una ricombinazione VJ, anche qui, c’è
una diversità tra i vari segmenti con la possibilità di ricombinazione,che è la base di una notevole variabilità. Poi la
ricombinazione, tagli di ricombinazione, vengono provvisti di nucleotidi, quindi aggiunta di nucleotidi per avere una
sequenza attiva,nella catena leggera c’è una grande variabilità. Anche qui c’è un trascritto primario, c’è uno splicing e
arriviamo alla combinazione di geni VJ per dominio variabile e quello costante per l’altro dominio che portano alla
sintesi della catena leggera, anche in questo caso se il processo avviene con successo cioè, con la sintesi della
catena,c’è un inibizione a carico dell’altro cromosoma,e a carico del cromosoma, che se si è attivato sul 2 verrà bloccata
l’attivazione del 22 , alla fine si avrà l’assemblaggio all’interno della molecola del sistema reticolo endoteliale,delle
varie catene con formazione del tetramero base che verrà espresso poi, sulla superficie cellulare attraverso il Golgi verrà
portato in superficie e inchiodato a recettore del B. Quindi diversità anticorpale, diversità di segmenti genici, diversità
giunzionali e diversità delle combinazioni perché per ogni catena questi stessi fenomeni avvengono e poi dobbiamo
calcolare la diversità che dipende dalla associazione di una catena con l’altra. Per quanto riguarda solo il recettore
immunoglobulinico,un ulteriore modificazione in modo particolare per quanto riguarda l’affinità del recettore,sia ha al
difuori dell’organo linfatico primario durante la risposta anticipale. Questo invece avviene a livello dell’organo linfatico
primario, al di là di qualsiasi contatto con l’antigene estraneo.

Vediamo il recettore del linfocita T, vi ricorda la struttura della catena quella immunoglobulina, fa parte della stessa
super famiglia e il recettore dei T è costituito da un eterodimero, con una catena alfa, ed una beta, l’estremità C anche
qui è nel citoplasma, un tratto transmembrana, un legame covalente per le due catene e per quanto riguarda la sequenza
amminoacidica anche qui abbiamo due domini,un dominio variabile N-terminale ed un dominio costante più vicino alla
membrana cellulare, questo è il recettore che la grande maggioranza dei nostri linfociti T presenta in superficie e viene
chiamato recettore alfa-beta,in realtà esistono 2 tipi di recettori che ci identificano due popolazioni di T differenti
almeno,riguardo al recettore stesso,il 95% porta il recettore alfa-beta,mentre il restante 5% ha sulla superficie un
recettore definito gamma-delta perché è costituito da un eterodimero dove le catene sono per l’appunto le catene gamma
e delta.
Vediamo ora dal punto di vista genetico la situazione per il recettore dei T: è simile a quella delle immunoglobuline, tra
l’altro anche nel recettore abbiamo una situazione di catena leggera e catena pesante cioè, il recettore alfa-beta, in
pratica la alfa è codificata da dei geni che hanno le stesse caratteristiche di quelli della catena leggera quindi V J e C,
mentre la delta V D J e C che è appunto la catena pesante. Quindi la catena pesante ha il recettore che è espresso sulla
maggior parte dei linfociti T anche qui abbiamo dei segmenti genici V che arrivano fino a 50 e dei D e dei J e poi
abbiamo la parte costante per il resto della catena, nel cromosoma 14, è lo stesso in cui si hanno i geni che codificano
per la catena delle immunoglobuline, abbiamo una situazione particolare, viene infatti codificata la catena leggera del
recettore alfa-beta cioè la catena alfa, vedete che abbiamo V e J niente segmenti D e poi la parte costante alfa. Interposta
in questo locus, ne abbiamo un’altra dove abbiamo i geni che codificano per la catena delta è una situazione un po’
particolare dove, la catena pesante del gamma-delta e quindi V D J e la parte costante di delta, sempre sul cromosoma 7
analogamente troviamo il locus per la catena gamma quindi V J e la parte costante. I meccanismi di ricombinazione
sono sempre identici, tutte le nostre cellule hanno questo patrimonio, solo le cellule che diventeranno o cercheranno di
diventare linfociti T, cominciano a ricombinare su questo patrimonio genetico fino ad arrivare se ci riescono alla sintesi
di un recettore che sia funzionante. La progressione è la stessa, qui abbiamo exscissione del RAD poi quella del TDT
per l’aggiunta dei nucleotidi, la ricombinazione, la trascrizione sull’RNA, lo splicing, e poi la sintesi sempre prima la
catena pesante e poi quella leggera, alla fine, si ha la sintesi della molecola che viene trasportata in superficie.
Qui dobbiamo affrontare un problemino un po’ diverso, cioè che il recettore dei T non ha bisogno di riconoscere il
proprio antigene specifico, processato come unico peptide lineare quindi, come il risultato di una processazione,
degrazione di un’altra cellula che poi è poi presente nel contesto di molecole di istocompatibilità,così dette di MHC di
classe prima o seconda, quindi, per quanto riguarda il recettore abbiamo che il riconoscimento e la specificità è valutata
sul peptide e sul complesso peptide-MHC e perché questo avvenga è necessario che MHC sia autologo cioè i nostri
linfociti, riconoscono l’antigene sulla superficie di cellule che hanno un patrimonio MHC uguale al nostro altrimenti
non sono in grado di interagire con queste molecole e non è possibile il riconoscimento.
Allora, immunoglobuline TCR: è possibile riconoscere la variabilità data dal numero di segmenti genici, dal numero di
segmenti genici D e J, poi diversificazione combinatoria e la possibilità ,vedete che quella del TCR è tripla rispetto a
quella delle immunoglobuline poi, la diversificazione combizionale,giunzionale porta ad un ulteriore aumento della
variazione di repertorio dei T.
Quindi ricapitolando, abbiamo visto che, queste molecole servono per il riconoscimento.. Prima grande differenza tra il
recettore monoglobulinico che riconosce l’antigene naive non modificato esattamente il contrario per quanto riguarda il
linfocita T che riconosce solo un oligopeptide e lo riconosce solo nel contesto di molecole MHC autonome. Altro punto:
da quanto abbiamo detto di fatto,i linfociti T riconoscono essenzialmente dei determinati antigenici derivati da proteine,
abbiamo sempre detto peptidi, e alcune sottoclassi da cui gamma e delta, possono riconoscere dei lipidi, ma è un campo
non ancora conosciuto, quello che invece è vero è che i linfociti T con il loro recettore immunoglobulinico sono in
grado di riconoscere polisaccaridi,lipidi, proteine, acidi nucleici, e composti chimici anche a basso peso
molecolare,quindi il range di antigeni che l’immunoglobulina e il recettore o una molecola solubile può gestire è
enorme, mentre il recettore dei T che si riconosce essenzialmente le molecole proteiche, questo ha creato notevoli
problemi riguardanti i vaccini, la maggior parte di quelli obbligatori sono diretti verso i virus,mentre pochi sono diretti
contro i batteri, ma contro la tossina batterica sono ugualmente molti, i vaccini più efficaci sono quelli verso emofili
perché la superficie presenta dei polissaccaridi contro i quali il virus deve combattere e non si instaura un immunità
permanente come invece accade per i vaccini virali.La natura dell’antigene ha importanza pratica!!!
Gli effetti di ricombinazione che portano alla sintesi di diversi recettori cioè, recettori a diversa specificità, avvengono
nell’organo linfatico primario, il fine ultimo di questo fenomeno di maturazione della cellula che da staminale diventerà
linfocita T o B è rappresentato dalla sintesi e dall’espressione di un recettore per l’antigene perfettamente
funzionante,ovviamente associato a tutto ciò che serve per rendere funzionante il recettore stesso, però nel processo di
maturazione, un aumento chiave essenziale è rappresentato dalla sintesi dall’espressione del così detto prerecettore,
rispettivamente B e T, quindi un recettore 3B ed un recettore 3T.
Allora abbiamo detto che il processo di ricombinazione di aggiunta promosso da RAG1 e RAG2 e l’aggiunta di
nucleotidi promossa dal desossinucleotidil-terminale,ecc..,ecc.,che porta alla formazione del trascritto primario e dà
luogo all’RNAmessaggero ,avviene negli organi linfatici primari, è un fenomeno progressivo che parte da una cellula
con un DNA non arrangiato, si parla di stimoli che riceve da una cellula emopoietica e avviene negli organi linfatici
primari, in realtà, il meccanismo è molto simile per quanto riguarda i T e i B linfociti. Vediamo uno schema di
differenziazione,per meglio dire di maturazione, che varia sia per i B che per i T, allora, si parte da una cellula
staminale, si passa attraverso uno stadio estremamente precoce di prolinfocita,il linfocita altamente immaturo che però
si caratterizza perché ha già ricombinato il proprio DNA con successo ed è riuscito sempre con successo a sintetizzare la
catena mi o la catena beta e l’ha espressa essendo una catena invariante fissa sulla superficie come prerecettore T o B,
successivamente, si va al linfocita immaturo e poi al linfocita maturo che all’esterno dell’organo linfatico potrà svolgere
la propria funzione. Nella prima fase, abbiamo una proliferazione con un aumento delle cellule che derivano dalle
cellule staminali originarie e con un iniziale differenziazione. In questa fase di proliferazione e di differenziazione, non
tutte le cellule sopravvivono perché lo scopo finale è quello di arrivare ad avere una cellula efficiente e l’efficienza
caratteristica della cellula sono fortemente condizionati dalla sintesi ed espressione di un adeguato recettore. Quindi le
cellule in cui gli eventi di ricombinazione,ecc. ecc.,non sono adeguati al processo vanno incontro a morte. Allora, le
cellule che invece sopravvivono, e riescono a sintetizzare almeno la catena pesante del recettore, in pratica lo stimolo di
superficie da questo momento in poi, la loro sopravvivenza o non sopravvivenza dipenderà dall’interazione di questo
prerecettore, poi del recettore completo con l’esterno, quindi la prima fase avviene indipendentemente dal contatto tra
recettore e dalla proliferazione mediata dall’interleuchina7, voluta dalle cellule del timo, del midollo osseo e del
contatto cellula cellula. Una volta sintetizzato il prerecettore la sopravvivenza dipende dalle caratteristiche del recettore
e da recettore2. Riguarda gli organi linfatici primari e non c’è nessuna dipendenza da antigene estranei mentre,
nell’ultima parte la dipendenza per la sopravvivenza dipenderà dal tipo di reattività con l’antigene….
Sia per i T che per i B, ci sono i famosi punti di controllo,e ne esistono anche nella fase di maturazione. Un primo punto
di controllo in cui si passa dalla cellula staminale indifferenziata alla proliferazione e l’incapacità di riarrangiare in
modo tale da dare un prerecettore. Tutte le cellule inadeguate vengono eliminate.
Secondo punto è rappresentato dal la presenza del prerecettore, consente proliferazione e nel frattempo, finita la
proliferazione si ha un ulteriore differenziazione perché viene montata l’altra catena e si arriva al recettore completo.
Anche qui, chi non riesce a fare il recettore completo perché la ricombinazione sull’altro cromosoma non ha successo
viene eliminato, alla fine abbiamo il recettore completo T o B e in questo caso comincia un altro tipo di selezione, cioè,
se è in grado di interagire, per esempio con gli antigeni self,se quest’interazione avviene con un alta affinità,quindi con
un legame molto stabile e duraturo, la cellula viene eliminata perché potenzialmente auto-reattiva e quindi pericolosa.
Le cellule che interagiscono con gli autoantigeni con un livello troppo basso di affinità,se l’interazione è troppo debole,
la cellula viene eliminata.Quando l’interazione è ad un livello intermedio di affinità e di tempo allora, non troppo forte,
né troppo debole allora la cellula sopravvive.Solo dopo questo processo se fatto di fasi di proliferazione,di fasi di
differenziazione,di selezione e eliminazione di una quota cellulare inadeguata si arriva alla produzione di cellule B e T
mature che possono lasciare l’organo linfatico primario, entrare in circolo,e svolgere la loro funzione.
Per intenderci, nel Timo sopravive da 1a5 ogni 100 cellule, c’è quindi una grande selezione, questo fenomeno, sta alla
base non solo dell’immunocompetenza cioè, capacità di rispondere,ma anche della tolleranza nei confronti dei nostri
costituenti, detta tolleranza centrale perché viene impostata durante la fase di maturazione dei linfociti T e B negli
organi linfoidi centrali!!!!!!

Immunologia 24-11-06 2° ora

La tolleranza centrale,questi fenomeni di selezione, prima sulla capacità di sintetizzare il recettore quindi di svolgere
una certa funzione e poi la selezione sul tipo di recettore,cioè, il fatto che non determini un’attivazione da parte dei
costituenti self,stà alla base appunto della tolleranza centrale. Gran parte dei cloni autoreattivi vengono eliminati,altri
vengono resi non responsivi,comunque il risultato è che noi di norma in circolo abbiamo dei cloni che vengono attivati
da antigeni estranei e invece quelli autoreattivi sono mantenuti in una situazione cosiddetta di tolleranza o non reattività.
Esistono anche dei meccanismi periferici di tolleranza. Per quanto riguarda B e T è importante la tolleranza centrale che
viene creata per selezione durante la maturazione nell’organo linfatico primario.Ricordatevi che la tolleranza dei T è
fondamentale,perché se il T è tollerante per l’auto-antigene, anche il B non può dare una risposta se non una risposa
primaria e non si generano cellule memoria.Quindi la tolleranza T è la chiave di volta che regge la tolleranza generale.

LINFOCITA B:MATURAZIONE
ANTIGENE-INDIPENDENTE
Riarrangiamento dei geni che codificano per la regione variabile delle Ig.

Proliferazione linfocitaria policlonale.

Progressiva e ordinata espressione di marcatori di membrana,citoplasmatici e nucleari.

La maturazione antigene-indipendente,cioè quella che avviene nell’organo linfatico centrale ha,per i B,ma un discorso
analogo si può fare per i T,come primo obbiettivo il riarrangiamento dei geni che codificano per la regione variabile
delle immuno globuline,quindi la formazione,la sintesi,l’espressione di un recettore immunoglobulinico con una
specificità che è diversa da clone a clone.Quindi non solo l’espressione del recettore ma anche diversificazione delle
specificità dei vari recettori.Poi proliferazione leucocitaria policlonale: significa che ogni cellula con questo
riarrangiamento,con questi procedimenti random,và a sintetizzare un unico tipo di recettore,diverso da quello di altre
cellule,e ciascuna di queste và a proliferare,quindi abbiamo, alla fine, tanti cloni cellulari, ciascuno dotato di un proprio
recettore e di una propria specificità.In contemporanea si ha l’espressione di marcatori di
membrana,citoplasmatici,nucleari che avviene progressivamente e in maniera ordinata durante la maturazione e che
consentono appunto l’acquisizione delle caratteristiche che saranno poi del linfocita B, la cellula responsiva e
responsabile della risposta di tipo umorale.

(figure 7-12:stages of B cell maturation)


STEM CELL PRO B PRE B IMATURE B MATURE B

Qui entriamo nelle modalità di maturazione del B.


Cellula staminale,cellula pro B,pre B,B Immaturo e linfocita B maturo. La prima fase della cellula staminale è
caratterizzata da una forte proliferazione,quindi un’espansione del numero di cellule.Successivamente comincia
l’espressione della RAG,dei geni vengono trascritti ed espressi,prodotti gli enzimi codificati dai geni RAG 1 e RAG
2.Abbiamo detto che questi enzimi vengono prodotti solo a livello dei linfociti,pur essendo dei geni presenti in tutte le
cellule.Sono dei geni che promuovono la ricombinazione,la attivano.Contemporaneamente si ha anche l’espressione
dell’enzima desossi-nucleotidil-transferasi terminale.In questa fase non abbiamo ancora niente che ci indichi che questa
cellula diventerà un linfocita,per giunta B.Qui,nella fase pro B, abbiamo delle indicazioni in base all’espressione dei
RAG e del TDT che diventerà un linfocita.Il DNA e l’RNA,in questa fase cellula staminale pro B,sono ancora
assolutamente immodificati,non c’è ancora nessuna espressione di immunoglobulina nè di parti,comincia invece l’
espressione di molecole di superficie,tra queste CD43+,CD19+,CD10+.Il CD10 è il marcatore di una leucemia
acuta,leucemia linfoblastica acuta dell’infanzia,che è marcata proprio dalla presenza del CD10,che segnala come il
punto di arresto della maturazione normale e dell’emergere della leucemia acuta si ha a questo stadio maturativo.Il
CD10,per fortuna,è un marcatore prognostico positivo,la maggior parte di questi bambini guarisce.Non è curabile è
guaribile.E’ una forma con antigeni della leucemia linfoblastica positiva.
Nella fase pre B comincia la proliferazione,cominciamo a vedere la ricombinazione del gene della catena pesante, con
la sintesi e la produzione dell’mRNA per la catena mi.Questo comporta la sintesi della catena m che troviamo a livello
citoplasmatico e a livello della membrana associata ad una catena leggera invariante e questo forma il recettore pre B.In
questa fase, fino alla sintesi del pre-recettore, la sopravvivenza della cellula è garantita dalla presenza di interleuchina 7
verso cui ha i recettori specifici e dal C-kit(?) che le consente mediante l’interazione con cellule stromali di proliferare e
di continuare nella sua progressione.Una volta che c’è la sintesi e l’espressione del pre-recettore, questi meccanismi non
hanno rilievo e invece quello che conta è l’interazione del pre-recettore con l’esterno.
Nella fase successiva,B immaturo,abbiamo ripresa della proliferazione,dobbiamo amplificare i cloni.Qui c’è una catena
m però le altre catene sono ancora da sintetizzare.Cambiando la catena leggera e la parte variabile della catena leggera
che si associa con la catena pesante, avremo cloni a specificità diversa,quindi, generazione di diversità.Abbiamo di
nuovo l’espressione del RAG e,una volta che anche la catena leggera è stata sintetizzata, abbiamo la produzione di un
recettore completo IgM.Solo secondariamente verrà sintetizzato anche il recettore di tipo IgD,che vengono espressi in
contemporanea sulla superficie cellulare e che hanno la stessa specificità.
In questa fase,B immaturo, anche per D abbiamo una selezione in base all’affinità di auto-antigeni presenti nell’organo
linfatico primario e abbiamo anche un fenomeno che è tipico solo dei B:se è presente eccessiva affinità,eccessiva auto-
reattività,la cellula non viene immediatamente indotta all’apoptosi,ma c’è una specie di meccanismo di recupero che si
chiama “editing”.Sulla catena leggera,ammettiamo che sia stato attivato il cromosoma 2 per la k,viene attivato il
cromosoma 22,bloccata la sintesi della catena k e si ricomincia da capo sul cromosoma 22 con la catena lambda.Quindi
alla catena mi sintetizzata viene annessa la catena L di nuova sintesi.Se ancora il recettore completo che si forma è
fortemente auto-reattivo la cellula muore,và in apoptosi.Se però questa ri-edizione del recettore completo non ha più
quelle caratteristiche di forte auto-reattività, la cellula sopravvive.Diciamo che c’è un meccanismo di recupero cellulare
sfruttando la possibilità di utilizzare la sintesi di un’altra catena di tipo diverso,k o lambda.
Alla fine il B lascia l’organo linfatico primario con delle IgM di membrana.La differenza stà,rispetto alle IgM
secrete,stò parlando della struttura,del fatto che ci sono dei tratti trans-membrana,citoplasmatici,che però sono codificati
da esoni distinti da quelli della parte costante della catena pesante.

(Figure 7-15 Coexpression of IgM and IgG)


Vediamo anche come può avvenire cha alla fine si abbia la produzione di recettori sulla superficie con la stessa
specificità ma con isotipo diverso,cioè IgM e IgD.Tutto è legato ad uno splicing alternativo dell’RNA.Il DNA si
modifica solo per quanto riguarda l’ottenimento di un gene variabile,del gene che codifica per la parte variabile.Il resto
del DNA non viene toccato, viene trascritto e da un trascritto primario, poi ,per splicing,si utilizzano,assieme al gene
variabile che ci interessa,i geni della parte costante ugualmente di interesse.Allora da questo trascritto primario,
alternativamente, per splicing, viene associato a questo gene funzionale per la parte variabile o il mi o il delta.Per cui
alla fine avremo il linfocita B,cosiddetto naive o vergine, che ha sulla sua superficie caratteristicamente IgM ed IgD.

Passiamo al TIMO.Il timo si trova nel mediastino anteriore.Conoscete la struttura,è un organo capsulato,struttura
lobulare…e così via.Dobbiamo considerare per ciascun lobulo una parte corticale,una cortico-midollare e una
midollare.Caratteristicamente, le cellule che arrivano dal midollo osseo entrano dalla parte più periferica e
proliferano,maturano,muoiono man mano che avanzano verso il centro del lobulo.Quelle che sopravvivono lasceranno il
timo attraverso la venula centro-lobulare e passeranno in circolo.Dobbiamo considerare nel timo l’esistenza non solo di
una componente linfatica, ma anche la presenza di altri componenti,non per niente viene detto un organo linfo-
epiteliale.Quindi esiste una componente epiteliale,presente sia nella midollare che nella corticale,sono presenti i
macrofagi e sono presenti delle cellule dendritiche,prevalentemente nella zone midollare.Questo schema vi esprime
come avviene questa progressione.Anche qui nella prima fase è molto importante sia l’interazione cellula-cellula con le
cellule epiteliali, sia la produzione di interleuchina 7 che promuove la proliferazione delle cellule altamente
indifferenziate che arrivano dal midollo osseo.I macrofagi hanno l’importante funzione di ripulire il timo,come d’altra
parte avviene nel midollo osseo,dai residui delle cellule andate in apoptosi.Le cellule dendritiche, presenti alla
giunzione cortico-midollare,sono importanti nel fare una selezione in base alle caratteristiche del recettore,cioè, una
volta sintetizzato il recettore completo,la selezione avviene in base alle caratteristiche del recettore stesso e il banco di
prova è rappresentato essenzialmente dalle cellule dendritiche.

(Figure 7-16 Stages of T-cell maturation)


STEM CELL PRO T PRE T DOUBLE SINGLE NAIVE
POSITIVE POSITIVE MATURE T
IMMATURE T CELL
CELL

Quindi cellule staminali,cellule comunque altamente indifferenziate,che si sono ampliate come numero con un processo
di proliferazione,e solo ad un certo punto anche qui comincia l’espressione di geni per la ricombinazione del TDT.Una
volta che questi geni si sono espressi comincia anche la ricombinazione genica,ovviamente,e la possibilità di arrivare
alla sintesi di una catena pesante, beta oppure delta, del recettore che è presente nel citoplasma e poi viene anche
espressa in superficie cellulare assieme ad una catena leggera sempre uguale,recettore pre T.Contemporaneamente
anche qui abbiamo l’espressione di marcatori di superficie,CD25 per esempio,CD44.Poi, proseguendo, abbiamo delle
cellule che riescono a sintetizzare in modo completo il recettore,quindi i geni vengono ricombinati e la seconda catena
sintetizzata con successo ed espressa:questa è una fase in cui la cellula presenta caratteristicamente sulla sua
superficie,in contemporanea,la molecola CD4 e la molecola CD8,viene detta anche “fase del doppio positivo”.A questo
punto, abbiamo un’ulteriore maturazione e la cellula continua a sintetizzare ed esprimere in superficie solo il CD4
oppure solo il CD8,si passa cioè alla fase di cellula positiva singola.Quindi da questo punto in poi abbiamo delle
caratteristiche che sono analoghe a quelle del linfocita maturo che lascerà il timo.Anche qui abbiamo una fase di
proliferazione iniziale importante,abbiamo una selezione in base alla capacità della cellula di sintetizzare il recettore,la
prima catena,chi non ci riesce viene eliminato.Abbiamo ancora una selezione in base alla capacità di sintetizzare un
recettore che sia in grado di interagire con le molecole HLA autologhe, di prima e seconda classe, presentate dalle
cellule epiteliali e dalle cellule dendritiche.Se questo recettore T,per quanto perfettamente strutturato,non è in grado di
interagire con queste molecole,non sarà in grado poi di svolgere la propria funzione in circolo,quindi viene
eliminato.Successivamente, queste cellule che presentano questo recettore che è in grado di interagire con l’ MHC,viene
anch’esso selezionato in base al livello di affinità per l’auto-antigene presentato nel contesto di queste molecole,e anche
qui l’affinità intermedia è il criterio di sopravvivenza. Un’affinità troppo bassa,abbiamo visto,creava un’induzione
all’apoptosi,un’affinità troppo elevata induce lo stesso all’apoptosi.Quindi in questa fase abbiamo che si crea la
tolleranza di T per delezione clonale di almeno dei cloni più intensamente auto-reattivi.La cellula che lascia il timo
presenta un recettore che per il 95% è di tipo alfa-beta,presenta sulla sua superficie ovviamente il CD3,senza il quale il
recettore non esiste,fa parte del complesso recettoriale,e presenta alternativamente o il CD4 o il CD8.Quindi, entro una
cellula indifferenziata, le possibilità che abbiamo per le cellule che sopravvivono sono di avere o una cellula gamma-
delta o una cellula alfa-beta che puo’ essere CD4 o CD8,quindi,nel timo cominciamo a vedere in base al recettore,due
tipi di cellule:cellule alfa-beta al 95%,cellule gamma-delta al 5%.Le cellule alfa beta possono essere CD4 positive o
CD8 positive,all’incirca il rapporto tra le CD4 e le CD8 è di 2:1,quindi i linfociti alfa-beta CD4 positivi sono in grande
maggioranza,circa il doppio di quelli CD8 positivi.A questi marcatori fenotipici,a queste caratteristiche,corrispondono
anche delle caratteristiche funzionali:il CD4 è la cellula helper,il CD8 la cellula citotossica.
Gamma-delta merita un discorso e sé:non esprime né CD4 né CD8,quindi quando diciamo T CD4 + diciamo
automaticamente che è un’alfa beta.Non ha bisogno di CD4 e CD8 perché riconosce anche antigeni lipidici,però non li
riconosce nel contesto delle molecole classiche HLA,ma nelle sue modalità di riconoscimento particolari.Questo è un
genere di cellule che si trova soprattutto e livello degli epiteli,della cute e delle mucose,cioè nelle zone di contatto con
l’esterno.Probabilmente ha delle modalità più rapide di risposta,non ha bisogno di un antigene processato,però ha una
diversificazione di recettori abbastanza limitata,come se fosse una cellula di prima risposta in attesa che vengano
reclutati i T alfa beta.

(Figure 7-20 selection processes in the thymus)


Ricordiamoci che il linfocita T è la cellula chiave del sistema immunitario.Siccome la risposta anticorpale,in modo
particolare la risposta di tipo secondario,la formazione di cellule di memoria è strettamente dipendente dal T helper,se T
helper è tollerante,il B può essere auto-reattivo ma non riceve segnale dal T e quindi la tolleranza rimane.Quindi
ricordiamoci allora come avviene la selezione dei T.Selezione positiva avviene in pratica ogni volta che c’è un’affinità
bassa o comunque intermedia,con il peptide ed MHC da un lato e il TCR dall’altro.Mancanza di selezione
positiva:muoiono tutte la cellule che non sono in grado di interagire,troppo bassa l’affinità o non c’è proprio,la cellula
viene eliminata.Se l’affinità è troppo elevata la cellula viene lo stesso eliminata.Di fatto viene salvata dall’apoptosi
soltanto la cellula T che sia in grado di interagire con i peptici, che sono peptidi self di base presentati nell’ambito delle
molecole HLA con un’affinità intermedia,perché se troppo bassa o troppo elevata si ha l’eliminazione del clone.
(Fig.: linfociti T CD4+)
Allora,CD4,CD8:perché sono associati alla maturazione?Perchè la stabilità del legame tra il TCR e il suo antigene
specifico,che è fatto dal complesso peptide più molecola HLA,è fondamentale per l’attivazione della cellula T.Se questo
legame è troppo labile,troppo breve,non si ha stabilizzazione,non si ha attivazione della cellula.
Il CD4 tende a stabilizzare il complesso TCR più HLA-peptide legandosi alla molecola HLA nella sua parte
invariante,HLA di seconda classe,mentre il CD8 tende a stabilizzare questo complesso legandosi alla molecola HLA di
prima classe.Per cui inizialmente il timocita esprime tutti e due, il CD4 e il CD8,poi viene salvata e permane la sintesi e
l’espressione solo in quella molecola che meglio si lega all’HLA di primo o secondo tipo,per cui alla fine ciascuna
cellula avrà o solo il CD8 o solo il CD4.Possiamo chiamarla anche questa come una molecola del complesso
recettoriale,nel senso che stabilizza l’interazione recettore-antigene-HLA.
Quindi finendo col discorso:immunoglobuline:antigeni inattivi e di varia natura chimica;TCR: antigeni processati e di
natura peptidica.L’affinità del legame nelle Ig è abbastanza elevata, mentre quella dei recettori T è meno elevata.Tra
l’altro,l’affinità delle Ig può variare nel tempo,con ripetuti contatti con l’antigene,c’è una maturazione
dell’affinità,mentre il recettore T una volta prodotto non cambia più,neanche per l’affinità.Ancora,la velocità di
associazione e dissociazione:qui abbiamo una maggiore stabilità del TCR,associazione e dissociazione lenta rispetto alla
molecole immunoglobuliniche.
(Fig.:7-42 clonal analysis of B-cell e T-cell tumors)
Queste fasi di maturazione le rincontrerete nell’oncoematologia:dalle varie fasi si possono originare neoplasie che si
possono manifestare come leucemie,cioè presenza nel circolo ematico di cellule altamente immature,oppure come
linfomi,cioè cellule neoplastiche presenti a livello degli organi linfatici secondari.In base all’appartenenza ai T o ai B e
allo stadio maturativo di arresto da cui emerge il clone neoplastico,varia la classificazione della neoplasia e varia molto
la prognosi e l’approccio terapeutico.

Beta2-
microglobulin
Class 1 MHC Alfa
genes polipeptide

Transcription Assembly of MHC


Germline MHC transalation
genes molecules

Alfa,beta
Class 2 MHC polipeptide
genes

A questo punto vorrei iniziare l’argomento della volta prossima,ovvero l’HLA o MHC:complesso maggiore di
istocompatibilità.
E’ un termine generico che si riferisce a tutte le specie.Il termine che definisce l’MHC umano è L’HLA,cioè antigeni
leucocitari umani.Questo nome deriva dal fatto che inizialmente questi antigeni sono stati identificati sulla superficie dei
leucociti circolanti,quindi cellule facilmente accessibili,basta fare un prelievo.Nell’uomo i geni che codificano per le
prime MHC sono sul cromosoma 6,che possiamo distinguere in 2 classi principali di geni di superficie cellulare che
sono l’MHC di classe 1 e l’MHC di classe 2, che codificano: nel caso della classe 1 per il polipeptide alfa,che è la
catena che fa parte delle molecole HLA di prima classe,che sono formate da una catena alfa assemblata con una beta 2
microglobulina, dove solo una catena alfa è codificata dai geni MHC;nel caso della MHC di classe 2 invece i geni
codificano per due catene,catena alfa e catena beta,assemblate tra di loro appunto a formare la molecola di classe
seconda.C’è una differenza strutturale quindi tre le 2 molecole,c’è una differenza di distribuzione nelle cellule:quelle di
1° classe le troviamo praticamente su tutte le cellule nucleate,quelle di 2° classe le troviamo solo sulle cellule dette
presentanti l’antigene professionale,che sono le cellule dendritiche,i macrofagi(monociti) e i linfociti B,tutte le altre
cellule non le esprimono.Quindi:tutte le cellule nucleate hanno molecole di 1° classe;solo i linfociti B, i marofagi e le
cellule dendritiche hanno quelle di prima classe e anche quelle di seconda classe.Perchè sono importanti queste
molecole?Perchè presentano l’antigene al linfocita T.Il recettore del linfocita T,questo va sottolineato, non è che
riconosca solo il peptide.Consideriamo l’MHC,la zona che accoglie il peptide,che è ancorato attraverso alcuni aa e altri
li espone verso il recettore:il recettore non è che riconosca solo il peptide,ma riconosce un complesso che è dato da
aminoacidi dell’MHC,nelle parti superiori,e aminoacidi esposti del peptide stesso.Ecco perché è fondamentale che sia in
grado di interagire con L’MHC-self,altrimenti questo legame non potrebbe mai avvenire.Quindi ricordatevi che il
riconoscimento è un riconoscimento combinato.
Come si è arrivati alla scoperta?Nel tentativo di porre rimedio a certe situazioni patologiche mediante trapianti di
organo,che servissero a sostituire organi ormai non più funzionanti.I trapianti erano aggravati da una complicanza che è
il rigetto del trapianto,che,tradotto in termini pratici,significa necrosi del tessuto dell’organo trapiantato,cioè morte del
tessuto trapiantato.Questo si accompagna alla perdita del vantaggio del trapianto e danno anche dell’organismo che ha
subito il trapianto senza trarne alcun vantaggio.Non è che il trapianto sia un’evenienza fisiologica,è qualcosa di
artificiale,però, nel tentativo di capire come mai certi organi fossero rigettatii e come mai alcuni accettassero il
trapianto,si è arrivati ad individuare gli antigeni HLA,definiti di istocompatibilità.
C’è il solito topolino, un topolino che ha un MHC,che nei topi si chiama H2,H2A,che viene trapiantato con cute di un
altro topolino praticamente identico da un punto di vista genetico:il trapianto sopravvive,si integra,si ha quindi
l’attecchimento del trapianto.Se invece a un topolino H2B viene fatto un trapianto della cute che viene dal topolino
A,c’è una differenza che si tradurrà poi nella necrosi del trapianto stesso che viene quindi rigettato.Questo vuol dire che
se c’era un’omogeneità genetica del donatore il trapianto sopravviveva,se c’era una differenza il trapianto non
sopravviveva.Se il donatore era un gemello monozigote del ricevente il trapianto sopravviveva,se era un donatore non
correlato,preso così a caso, le chances di sopravvivenza erano minime,e da lì è partito un po’ lo studio.In realtà però non
è questa la funzione dei geni:la funzione dei geni è quella di garantire al linfocita T la possibilità di riconoscere i vari
antigeni,cioè garantire la possibilità di una risposta immunitaria adeguata.Serve a far comunicare le varie cellule con le
cellule del sistema immuno-competente.Perchè le molecole di 1°classe sono su tutte le cellule nucleate?Perchè i T
citotossici CD8 positivi possono interagire con tutte le cellule nucleate ed eliminare qualsiasi cellula nucleata presenti
un antigene estraneo pericoloso.Quindi è il contatto cellula-cellula e il riconoscimento dell’antigene,quella è la vera
funzione degli antigeni di prima e seconda classe.
(figure:location and organization of the HLA complex on chromosome 6)
Dove è posto il nostro locus che accoglie i geni che codificano per l’HLA,sul cromosoma 14.La beta 2 microglobulina
non è codificata dai geni dell’MHC,ma da geni posti sul cromosoma 15.Questa è la mappa dell’MHC.Qui è
amplificata:in azzurro abbiamo i geni di classe seconda,in arancione i geni che codificano per la classe prima,in verde
abbiamo i geni per la classe terza.La classe terza non serve per il riconoscimento dell’antigene e per l’interazione
cellula-cellula,sono geni che codificano per molecole solubili,per esempio per il fattore B del complemento,per il C4 del
complemento,per il C2,per il TNF-alfa,per le heat schock proteins varie,quindi codifica per molecole che sono coinvolte
genericamente nella risposta immunitaria,ma non sono coinvolte nel riconoscimento specifico e comunque sono
molecole solubili.
Allora i geni che codificano per le molecole di classe seconda che vengono espressi sono l’HLA-DR,-DP e –DQ,
mentre i geni HLA di prima classe che codificano per molecole che vengono espresse sono l’HLA-A,HLA-B e HLA-
C.Oltre questi sono presenti i geni che codificano per una quantità di molecole che sono importanti nella sintesi e
nell’espressione in superficie di questi antigeni,però non sono essi stessi antigeni.Per esempio abbiamo,per quanto
riguarda la classe 2, i geni che codificano per TAP1 e TAP2,cioè molecole che servono per il caricamento dei peptidi
all’interno della cellula e così via.Però ricordatevi le molecole espresse sono di prima classe le HLA-A,-B e -C e di
seconda classe HLA-DP,-DQ e -DR.
Caratteristica di questo locus genico,la prima è che viene ereditato in blocco,una zona dove avviene rarissimamente il
crossing over,per cui ciascuno di noi eredita in blocco col cromatide di ciascuno dei genitori questo intero locus
genico.L’altra caratteristica è che sono geni dotati di un alto polimorfismo,quindi abbiamo moltissimi alleli per il
singolo locus genico.Allora,assenza di crossing over cosa significa, che ciascuno di noi col cromatide materno e quello
paterno eredita un determinato aplotipo HLA,per cui i figli possono avere un aplotipo HLA che è frutto delle possibili
ricombinazioni dei cromatidi;questo significa che 2 fratelli,2 gemelli omozigoti,possono essere identici tra
loro,possiamo avere anche quattro fratelli che possono essere diversissimi fenotipicamente,e magari by chance,è come
la lotteria la ricombinazione,possono essere tutti identici per quanto riguarda l’HLA stesso,l’aplotipo HLA. A questo
proposito vi ricordo che,attualmente,è vero che si pone meno il problema dei donatori perché abbiamo le cellule
staminali che possono essere condizionate per dare poi le linee cellulari che servono,però ricordiamoci che in molte
patologie si utilizza,soprattutto per quanto riguarda il midollo osseo, il trapianto dal donatore,selezionato in base al
proprio aplotipo HLA tenendo presente soprattutto che il vostro è un mondo di figli unici,quindi non ci sono spesso
fratelli e quindi non ci sono donatori potenziali.E’ vero però che ci sono le cellule staminali che possono offrire una
grossissima possibilità.
Questa è la struttura, e con questo chiudiamo,dell’HLA di primo tipo: ha un’unica catena codificata dal gene
MHC,tenuta in condizioni tridimensionali con la sua configurazione sterica dalla 2 beta microglobulina.La classe 2
invece è un eterodimero ,però tutte e 2 le catene sono codificate da geni MHC,tutte e due arrivano al citoplasma e anche
qui troviamo delle zone di esposizione dell’antigene,il primo caso è solo la catena alfa,nel secondo caso,nella classe
seconda,questa zona di esposizione è formata da una catena alfa e da una catena beta.