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Esercitazione N ◦ 4 di Meccanica Applicata alle Macchine.

Si progetti il gruppo cambio di velocità per un veicolo industriale, il cui motore fornisce la
potenza di 31 kW a 2500 giri/min ed una coppia massima di 120 N m 1800giri/min.
La trasmissione comprenderà un riduttore finale per ogni semiasse con τr = 1/2, un
differenziale avente una coppia conica con τcc = 2/7 ed un riduttore epicicloidale posto a
valle del cambio che consentirà la selezione alternativa di due gamme di velocità: τre = 1
gamma veloce, τre = 1/4 gamma lenta.
Il cambio deve consentire la selezione di tre rapporti in marcia avanti ed uno in retromarcia
e deve essere del tipo con contro albero ed una coppia di ruote sempre in presa.
• Si trovi il numero di denti delle ruote del cambio
tenendo conto che:
a) le velocità finali del veicolo in km/h devono
essere:
r.m I II III
Gamma lenta 3 4 5.5 8
Gamma veloce 12 16 22 32
b) Le ruote motrici hanno un raggio di
rotolamento di 480 mm.
c) Gli ingranaggi devono essere standard e a
denti diritti, con interasse i = 160 mm.
• Si disegni uno schema plausibile per il cambio giustificandone la scelta.
• Si calcoli il rendimento del solo cambio nelle varie marce supponendo: diametri degli
alberi 25mm, f = 0.05 nei supporti ed f = 0.08 negli ingranaggi.

Cognome
Nome
Matricola
Pagine 8
Considerazioni preliminari
Il cambio presenta 3 diverse marce più una retromarcia, saranno dunque presenti - essendo
il cambio del tipo con contro albero e coppia sempre in presa - 11 ruote dentate, di cui
le prime due, ZM e ZM 0 , che collegano il motore all’albero di trasmissione, uguali e con

diametro primitivo dP ZM = 160 mm e, scegliendo come modulo 4, numero di denti pari a


dP ZM
4 = 40.
Per progettare le altre coppie di ruote dentate bisogna per prima cosa calcolarne i rapporti
di trasmissione.

Rapporti di trasmissione
Iniziamo convertendo in m/s le velocità che deve raggiungere il veicolo (1 m/s = 3.6 km/h).

V in m/s r.m. I II III


Gamma lenta 0.83 1.11 1.53 2.22
Gamma veloce 3.32 4.44 6.12 8.88

Da cui, conoscendo il raggio della ruota ( r = 0.48 m) possiamo ricavare le velocità angolari
delle ruote per le differenti velocità del veicolo.
V
ωr =
r

L’ultimo riduttore riduce ω1 di 1


2 per entrambe le gamme di velocità:

ωr 1
= ⇒ ω1 = ωr · 2
ω1 2

Il differenziale la riduce ulteriormente di 72 , ancora per entrambe le gamme di velocità:

ω1 2 7
= ⇒ ω2 = ω1 ·
ω2 7 2

V
ω2 = ωr · 7 = ·7
r
Velocità angolari dell’albero a monte del differenziale:

ω in s−1 r.m. I II III


Gamma lenta 12.10 16.18 22.31 32.37
Gamma veloce 48.40 64.74 89.23 129.47

Il riduttore epicicloidale riduce di 14 la velocità angolare nel caso in cui si scelga la gamma
lenta, mentre ha un rapporto di 11 per la gamma veloce. Essendo questo il punto della
trasmissione in cui si differenziano le due gamme di velocità a monte di questo riduttore
avremo lo stesso numero di giri quale che sia la gamma scelta.
Velocità angolari dell’albero condotto

ω in s−1 r.m. I II III


48.40 64.74 89.23 129.47

1
Sapendo la velocità angolare del motore

ωm = 261.80 s−1

possiamo ricavare i rapporti di trasmissione necessari affinché si ottengano le velocità


desiderate nell’albero condotto tramite la relazione
ωa
τ=
ωm

Rapporti di trasmissione:

r.m. I II III
1 1 1 1

5 4 3 2

Avendo ricavato i rapporti di trasmissione da ottenere possiamo progettare le coppie di


ruote dentate.

Retromarcia
La retromarcia, a differenza delle altre marce, presenta una ruota oziosa atta ad invertire
il senso di rotazione dell’albero; questa ruota non influisce sul rapporto di trasmissione.
Chiamo ZR la ruota motrice, ZR
0 la ruota condotta e Z 00 la ruota oziosa.
R
L’interasse tra le due ruote principali, ZR e ZR
0 , deve essere minore di i = 160 mm, poiché

queste due ruote devono essere messe in collegamento dalla ruota oziosa, e perciò non
devono toccarsi. Il rapporto tra i loro diametri deve inoltre essere pari al rapporto di
trasmissione.
 
dP ZR +dP Z 0 dP ZR +dP Z 0
< 160 1 mm ≤ dP ZR ≤ 53 mm
(
R
<i R

 

2 2
dP Z ⇒ dP Z ⇒
τR = d R 5 = d R dP ZR0 = 5 · dP ZR
  1
P Z0 P Z0
R R

Scelgo quindi come diametro della ruota ZR 40 mm, e, di conseguenza, come diametro
della ruota ZR
0 200 mm. La ruota oziosa sarà posta in asse con le altre due ruote e avrà

diametro 160 − 40+200


2 = 40 mm.
Scelgo come modulo m = 4; il numero di denti z delle ruote sarà:
dpP ZR 40
zZR = = = 10 zZR0 = 50 zZR00 = 10
m 4

2
trovato ciò e optato per γ = 7 posso calcolare per la ruota ZR
passo (p) =π·m = 4π = 12.57 mm
addendum (he ) =m = 4 mm
dedendum (hf ) = 54 m = 54 4 = 5 mm
altezza del dente (h) = he + hf = 4 + 5 = 9 mm
grossezza (b) =γ·m = 7 · 4 = 28 mm
diametro di testa (de ) = dp + 2he = 40 + 8 = 48 mm
diametro di piede (di ) = dp − 2hf = 40 − 10 = 30 mm
e ripetere lo stesso procedimento per la ruota ZR
0 e Z 00 (vedi tabella).
R

Marcia I
Il verso di rotazione della marcia I non deve essere invertito, non vi è dunque bisogno
della ruota oziosa. Di conseguenza la somma dei raggi delle due ruote deve essere uguale
all’interasse i. Il rapporto tra i diametri dovrà invece essere uguale a 14 .
Chiamo Z1 la ruota motrice e Z10 la ruota condotta.

 
d +d 0 d +d 0
 P Z1 P Z1 = i  P Z1 P Z1 = 160 dP Z1 = 64 mm
  (
2 2
dP Z1 ⇒ dP Z1 ⇒
 τ
 R = dP Z 0


1
= 4 dP Z 0 dP Z10 = 4 · dP Z1 = 256 mm
1 1

Scelgo come modulo m = 4; il numero di denti z delle ruote sarà:


dP Z1 64
zZ 1 = = = 16 zZ10 = 64
m 4
Trovo tutti i valori caratteristici delle due ruote dentate come fatto per la retromarcia (vedi
tabella).

Marcia II
Procedo alla stessa maniera di come fatto per la marcia I. Il rapporto tra i diametri sarà 13 .
Chiamo Z2 la ruota motrice e Z20 la ruota condotta.

d +d 0
 P Z2 P Z2 = i dP Z2 = 80 mm
 (
2
dP Z2 ⇒
τR =

dP Z 0 dP Z20 = 3 · dP Z1 = 240 mm
2

Scelgo come modulo m = 4; il numero di denti z delle ruote sarà:


dP Z2 64
zZ2 = = = 20 zZ20 = 60
m 4
Trovo tutti i valori caratteristici delle due ruote dentate come fatto per la retromarcia (vedi
tabella).

Marcia III
Procedo alla stessa maniera di come fatto per la marcia I. Il rapporto tra i diametri sarà 12 .
Chiamo Z3 la ruota motrice e Z30 la ruota condotta.

d +d 0
 P Z3 P Z3 = i dP Z3 = ≈ 108 mm
(
 320
2 3
dP Z3 ⇒
τR =

dP Z 0 dP Z30 = 640
3 ≈ 212 mm
3

3
Scelgo come modulo m = 4; il numero di denti z delle ruote sarà:
dP Z3 108
zZ3 = = = 27 zZ30 = 53
m 4

Trovo tutti i valori caratteristici delle due ruote dentate come fatto per la retromarcia (vedi
tabella).

Tabella ruote dentate


m z p he hf h γ b dp de di τ
(mm) (-) (mm) (mm) (mm) (mm) (-) (mm) (mm) (mm) (mm) (-)
ZM 4 40 12.57 4 5 9 7 28 160 168 150
1
0
ZM 4 40 12.57 4 5 9 7 28 160 168 150
ZR 4 10 12.57 4 5 9 7 28 40 48 30
1
0
ZR 4 50 12.57 4 5 9 7 28 200 208 190 −
5
00
ZR 4 10 12.57 4 5 9 7 28 40 48 30
Z1 4 16 12.57 4 5 9 7 28 64 72 62 1
Z10 4 64 12.57 4 5 9 7 28 256 264 246 4
Z2 4 20 12.57 4 5 9 7 28 80 88 70 1
Z20 4 60 12.57 4 5 9 7 28 240 248 230 3
Z3 4 27 12.57 4 5 9 7 28 108 116 98 1
Z30 4 53 12.57 4 5 9 7 28 212 220 202 2

Rendimento del cambio


Il rendimento della singola marcia sarà dato dal prodotto del rendimento della coppia
sempre in presa per il rendimento degli ingranaggi caratteristici della marcia. A loro volta
i rendimenti delle coppie di ingranaggi sono il prodotto tra il rendimento dell’imbocco
dell’ingranaggio e il rendimento dei supporti.
Il rendimento dell’imbocco delle ruote è dato dall formula approssimata di Poncelet:

1 1
 
ηi = 1 − π · fr +
z z
Mentre quello dei supporti dalla formula:
ρ
cosθ − rP
ηs = ρ
cosθ + rP

Dove ρ è il raggio del cerchio di attrito del supporto e vale artan(fs ) · r = artan(0.05) · 25
2 =
0.624 mm, mentre rp è il raggio primitivo della ruota dentata.

Rendimento coppia sempre in presa

1 1 1 1
!  
ηM i = 1 − π · fr + = 1 − π · 0.08 + = 0.987
zZM zZM
0 40 40


cosθ − dP Z 0
ηM s = M
= 0.984
cosθ + dP ZM

4
Il rendimento complessivo della coppia è datto dal prodotto dei due rendimenti ricavati:

ηM = ηM i · ηM s = 0.987 · 0.984 = 0.971

Rendimento marcia I
Calcolo il rendimento della marcia I allo stesso modo del rendimento della coppia sempre
in presa, ma lo moltiplico per il rendimento di quest’ultima agendo entrambe le coppie in
contemporanea.

1 1
!
η1i = 1 − π · fr + = 0.980
zZ1 zZ10

cosθ − dP Z 0
η1s = 1
= 0.974
cosθ + 2ρ
dP Z1

η1 = ηM · η1i · η1s = 0.971 · 0.980 · 0.974 = 0.927

Rendimento marcia II
Ripeto il procedimento effettuato per la marcia I:

1 1
!
η2i = 1 − π · fr + = 0.983
zZ2 zZ20

cosθ − dP Z 0
η2s = 2
= 0.978
cosθ + 2ρ
dP Z2

η2 = ηM · η2i · η2s = 0.971 · 0.983 · 0.978 = 0.933

Rendimento marcia III


Ripeto il procedimento effettuato per la marcia I:

1 1
!
η3i = 1 − π · fr + = 0.986
zZ3 zZ30

cosθ − dP Z 0
η3s = 3
= 0.982
cosθ + 2ρ
dP Z3

η3 = ηM · η3i · η3s = 0.971 · 0.986 · 0.982 = 0.940

Rendimento retromarcia
Essendo la retromarcia composta da 3 ruote dentate il suo rendimento sarà dato dal
prodotto dei rendimenti delle due coppie per il rendimento della coppia motrice.

1 1
!
ηR0 i = 1 − π · fr + = 0.950
zZR zZR00

cosθ − dP Z 00
ηR0 s = R
= 0.936
cosθ + 2ρ
dP ZR

1 1
!
ηR00 i = 1 − π · fr + = 0.974
zZR zZR0

5

cosθ − dP Z 0
ηR00 s = 3
= 0.960
cosθ + 2ρ
dP ZR

ηR = ηM · ηR0 i · ηR0 s · ηR00 i · ηR00 s = 0.971 · 0.950 · 0.936 · 0.974 · 0.960 = 0.807

Tabella rendimenti
r.m. I II III
0.807 0.927 0.933 0.940

6
Z'1
Z'2
Z'3

Z'R

Z''R

Z3
ZR

7
Z'1
Z'2
Z'3 Z'R
ZM

8
Z''R

Z1 ZR
Z2
Z3
Z'M