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Italiano – Prof.

Camila Afonso

Commedia dell'arte

Il teatro dell'improvvisazione aperto a tutti

La commedia dell'arte è stata un genere teatrale nato in Italia alla metà del Cinquecento, e vivo fino alla fine del
Settecento. Le sue caratteristiche, molto particolari, stupirono ed entusiasmarono il pubblico: gli attori, per
esempio, non recitavano testi, ma 'improvvisavano' i dialoghi in scena; c’i erano 'tipi fissi', cioè personaggi che
tornavano da uno spettacolo all'altro; alcuni dei personaggi portavano sul volto maschere di cuoio.

Il 'commercio del teatro'

Gli spettacoli della commedia dell'arte erano vivacissimi, caratterizzati da una frenetica comicità, pieni di musica e
di danza, di fascino femminile e di erotismo. Ebbero un enorme successo in tutto il mondo. A metà del
Cinquecento, persone di diversa provenienza sociale e con diverse specializzazioni cominciarono a riunirsi per dar
vita a spettacoli più complessi, che non erano sostenuti da elargizioni, e potevano essere comprati non solo da un
grande signore, ma anche da un pubblico meno ricco, mediante la vendita di biglietti di ingresso. Per la gente di
teatro fu una grande rivoluzione, sia tecnica sia sociale. Garantì una vita dignitosa, e costrinse a inventare un modo
nuovo di lavorare in scena.

Tipi fissi e improvvisazione

Poiché il teatro dell'arte era in primo luogo un commercio, la necessità più importante era quella di creare
rapidamente spettacoli sempre diversi, improvvisando. Per riuscirvi, però, ogni attore doveva raccogliere un
insieme di battute, canzoni, brevi scenette comiche, monologhi, da usare in più occasioni: un lavoro più facile se
ogni attore si specializzava in un personaggio solo. Questi tipi fissi erano costruiti in modo semplice: un costume,
un dialetto, l'età e una condizione sociale precisa, a volte il mestiere. Non avevano la complessità dei personaggi
inventati dagli scrittori, ma proprio per questo potevano riapparire in storie sempre diverse, cambiando
leggermente carattere. Alcuni di questi personaggi ritornano anche in commedie scritte, in particolare in quelle di
Carlo Gozzi e Carlo Goldoni.
(da: http://www.treccani.it/enciclopedia/commedia-dell-arte_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/)

Il vestito di Arlecchino - Gianni Rodari

Per fare un vestito ad Arlecchino Colombina che lo cucì


ci mise una toppa Meneghino, fece un vestito stretto così.
ne mise un’altra Pulcinella, Arlecchino lo mise lo stesso
una Gianduia, una Brighella. ma ci stava un tantino perplesso.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano Disse allora Balanzone,
qualche macchia di vino toscano. bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene il mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta!”.
Esercizio 1. Riconosci le maschere? Guarda le figurine e attribuisci ad ognuna il suo nome.

1. _______ 2. _______ 3. ________ 4. _______ 5. _______

6. _______ 7. ________ 8. _______ 9. _______

Esercizio 2. Adesso, leggi le descrizioni delle caratteristiche ed attribuiscile alla maschera giusta:

1. Ha le calze spaiate. Vive di stenti. Un po’ maligno e dalla lingua svelta, è comunque molto ironico e
divertente. Spesso aspira la “c” quando parla.
2. Generoso e sbrigativo, è molto goloso di panettone.
3. Dottore, titolo a cui tiene moltissimo, dispensa consigli non richiesti a tutti. Si dà arie di essere “dotto”
come la sua città d’origine. Estremamente prolisso, infarcisce di parolone i suoi discorsi inconcludenti.
4. Arguto, spontaneo, generoso, pigro e chiacchierone. Spesso viene rappresentato con una pizza in mano.
5. Vanitosa e civettuola, spiritosa e senza peli sulla lingua. È la fidanzata gelosissima di Arlecchino. È
concittadina di Pantalone.
6. Amante del buon vino e della buona tavola. Elegante, sincero e ironico è anche generoso e difensore dei
deboli. Porta il nome del cioccolato prodotto tipico della sua città.
7. Burlone, imbroglione e buffone, è forse la maschera più famosa e colorata.
8. Furbo, imbroglione, bugiardo e senza scrupoli. Lo si trova spesso in compagnia di Arlecchino, ma si dà
arie di essere più “alto” di lui.
9. Ricco mercante nel passato, ora vecchio, avaro e pettegolo. Molto galante con le donne, si caccia talvolta
nei guai con molta facilità e ne esce solo sborsando un po’ dei suoi amatissimi denari. Per spostarsi nella
sua città, usa un’imbarcazione tipica.

Esercizio 3. Adesso attribuisci ad ogni maschera la sua città, scegliendo tra le seguenti: Milano, Firenze, Bergamo
alta, Bergamo bassa, Napoli, Bologna, Torino, Venezia (2)

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