Sei sulla pagina 1di 6

Il quadro politico generale del tardo Medioevo era animato da differenti poteri che

convivevano all’interno del sistema. Dagli equilibri di quei rapporti nacque l’assetto
politico dell’Europa medievale

La Chiesa nel Medioevo era concepita come un’istituzione creata per volontà divina, di cui
facevano parte coloro che erano stati battezzati, dall’imperatore all’ultimo dei contadini.

La religione diveniva, quindi, qualcosa di totalizzante nelle azioni umane: l’essenza stessa
della fede stava proprio nel seguire quei dettami, che servivano a meritare la vita eterna. Su al
vertice della Cristianità era il vescovo di Roma, il papa. Il papa era l’intermediario tra le cose
terrene e il cielo. Il potere papale aveva una natura teocratica: non di origine umana, ma
divina. Il papa dirigeva una struttura complessa che aveva il suo centro nella Curia romana. Al
Collegio dei cardinali spettava l’elezione dei pontefice dalla metà dell’anno Mille

Il vescovo controllava il territorio di competenza ed aveva un potere simile a quello dei


signori laici (VASSALLI = duchi, conti etc.), che andavano dall’amministrazione della
giustizia alla richiesta di imposte. Erano figure così rilevanti che i contrasti tra l’Impero e il
papato riguardavano in massima parte le elezioni vescovili e la necessità di precisare con
esattezza la dipendenza gerarchica del vescovo e l’ estensione dei suoi poteri

Con l'incoronazione a Roma nel Natale dell'800 da parte di papa Leone III, Carlo Magno
assunse per primo, nell'Occidente medievale, il titolo di imperatore. Nel 962, con
l'incoronazione a imperatore di Ottone I, l'imperium da lui rinnovato ebbe una vera e propria
continuità, sussistendo fino al 1806.

Il potere del sovrano secondo una visione del mondo comunemente accettata nel Tardo
Medioevo, era stato affidato da Dio. L’unzione regia, con la quale il re veniva consacrato
nelle sue funzioni, veniva fatta dal Papa. L’evento palesava che tra il sovrano e Dio
esistevano degli intermediari, mentre tra papa e Dio non esisteva un tramite.

I rapporti feudali avevano una base contrattuale: tra il sovrano e i vassalli si stipulava un
contratto a cui doveva corrispondere un rispetto reciproco.

Durante gli ultimi secoli del Medioevo la storia delle monarchie europee sarà segnata dal
dualismo tra le funzioni dell’imperatore e dei Signori locali. Gli sviluppi saranno diversi a
seconda delle realtà diverse: la monarchia inglese accentuerà l’aspetto feudale del
potere, a differenza di quella francese, in cui si rafforzerà il potere del sovrano inteso
come teocratico

L’incoronazione imperiale rappresentava un potere universale (al di sopra degli altri


poteri dei sovrani d’ Europa (re), tuttavia gli imperatori dovettero confrontarsi sul suolo
tedesco con un particolarismo accentuato (signori locali: Duchi , conti etc.), mentre nella
penisola italiana subirono, da una parte il crescente peso delle autonomie comunali nell’Italia
centro-settentrionale, dall’altra l’ostilità della potenza normanna nel meridione .
Chiesa ed Impero avevano naturalmente visioni contrastanti per quel che concerne il
potere imperiale: gli imperatori germanici si consideravano gli eredi dell’Impero romano,
ma nella visione del pontefice non erano altro che semplici araldi della Chiesa. (Allo stesso
modo, anche gli imperatori bizantini reclamavano – con una pretesa più fondata – l’eredità
romana, ricevendo in cambio un trattamento anche peggiore da parte dei pontefici, per i quali
a Bisanzio regnava un re greco).

Ancor più che nelle rivendicazioni simboliche, lo scarto tra potere imperiale e papale ebbe
risvolti significativi nella lotta per le investiture che riguardava il diritto o meno di
attribuire dei benefici ecclesiastici. Uno degli esempi migliori è dato dalla scomunica, ad
opera di Gregorio VII, dell’imperatore Enrico IV di Franconia. In quell’occasione l’imperatore
fu privato dell’obbedienza dei sudditi e feudatari. A cinquant’anni da quel conflitto, il
Concordato di Worms sancì il diritto dei pontefici di concedere i privilegi ecclesiastici.
.

Mentre impero e papato attraversavano una profonda crisi nel basso medioevo si affermo
un’altra organizzazione politica: .

Paradossalmente, la sopravvivenza dell’idea dell’impero universale in Germania e in Italia


consegnò queste due realtà a una frammentazione politica che resisterà fino al XIX secolo. Al
contrario, nel resto d’Europa, tra XII e XIII secolo, cominciarono a formarsi degli estesi Stati
monarchici, che, pur con differenze di modalità e tempistiche, erano accumunati dai seguenti
aspetti:

 la crisi del sistema feudale e il rafforzamento del potere centrale espresso dal re = il
REGNO (L’impero era diviso in Regno di Germania, Ducati dell’alta e bassa Lorenae
regno di borgogna =Regno di Francia, Regni cattolici di Spagna, etc) continuava ad
essere un insieme di FEUDI ma gradualmente su tutto il suo territorio l’autorità del re
divenne sempre più ampia e più presente
 Espansione territoriale: in grado di garantire una posizione di rilievo nel contesto
europeo.
 Contrasti e compromessi tra potere centrale e potere locale = Il processo di
formazione degli Stati monarchici, fu graduale e contraddistinto da contrasti e
compromessi tra il potere centrale che si andava rafforzando e i poteri locali che
cercavano di mantenere i propri privilegi.

Quando la dinastia carolingi (Carla Magno) si estinse i feudatari di Francia elessero re Ugo
Capeto (RE dei Franchi). A partire dal XI secolo i re capetingi iniziarono
progressivamente a rafforzare la propria autorità instaurando un’alleanza con il papato e
riducendo il potere dei grandi feudatari (che intanto avevano ottenuto l’eredità dei feudi)

Tra i grandi vassalli del re dei Francia vi era il Duca di Normandia che erano legato da
parentela con la monarchia inglese. Quando nel 1066 il re d’Inghilterra morì senza eredi
(Edoardo il confessore) suo nipote, il duca di Normandia Guglielmo (il conquistatore),
rivendica il diritto di successione al trono e con le armi di fa eleggere re di Inghilterra. In
questo modo il re d’Inghilterra (e i suoi successori) era nello steso tempo anche Vassalli del re
di Francia. Quando fu re d’Inghilterra Enrico II signore del ducato di Normandia questo
ereditò anche la contea di Angiò dal padre e il ducato di Aquitania dalla Madre per cui divenne
signore di gran parte del territorio di Francia

Salito al trono di Francia nel 1180 Filippo II (Augusto) questo si vide costretto ad avviare
una politica di “riconquista” dei territori francesi che erano sotto il controllo dalla Corona
inglese (Enrico II ereditando feudi dal padre e dalla madre li aveva poi lasciati ai suoi
successori Il conflitto fu lungo e solo con la sconfitta del sovrano inglese Giovanni Senzaterra
nella battaglia di Bouvines (1214), Filippo II acquisì definitivamente i territori nord-
occidentali della Francia
In seguito il sovrano e i suoi successori, per estendere la propria autorità ai territori
controllati dai grandi feudatari, avviarono una politica di accentramento amministrativo
perfezionando le funzioni delle istituzioni centrali:

 Il consiglio del re, composto da grandi feudatari e giuristi che coadiuva il re nelle
scelte politiche.
 La Camera dei conti, che gestiva le finanze del Regno.
 Il Parlamento una corte suprema di giustizia in cui si potevano presentare reclami
contro gli abusi del potere centrale.

Nel complesso, il consolidamento della monarchia francese venne attuato attraverso la


creazione di un imponente apparato amministrativo, ma anche attraverso la formazione di
un esercito formato da truppe mercenarie fedeli al re, che liberò il sovrano dai vincoli che
un esercito feudale, formato dai nobili e dai loro uomini, poteva comportare.

Per sostenere le spese del mantenimento dei funzionari regi e di un esercito mercenario, i re
francesi furono costretti ad aumentare il prelievo fiscale e ad estenderlo anche ai membri
del clero. Quest’ultima misura fu alla base dello scontro tra il Regno di Francia e il papato che
caratterizzò i primi anni del XIV secolo.

Il processo di formazione della monarchia inglese venne condizionato in maniera


decisiva dalla conquista normanna dell’Inghilterra. Quando Guglielmo il Conquistatore
sbarcò in Britannia, sconfisse l’esercito sassone nella battaglia di Hastings (1066) e venne
incoronato, non portò solo la lingua e la cultura francese alla corte inglese, ma mise fine alle
divisioni tra i vari re sassoni e danesi che si contendevano l’egemonia dell’isola, e avviò una
riorganizzazione del Regno.

In Inghilterra il rafforzamento dell’autorità monarchica venne caratterizzato da due


direttrici apparentemente opposte:

 l’accentramento di alcune prerogative nelle mani regie.


 il coinvolgimento della nobiltà feudale nell’amministrazione del Regno.

Per ricompensare i cavalieri che lo avevano affiancato nella conquista dell’isola, Guglielmo
concesse loro feudi e terre, che presero il nome di contee. Al tempo stesso, però, per evitare
che i conti acquisissero un eccessivo potere, vennero istituite le figure del giustiziere, un
funzionario regio che si occupava dell’amministrazione della giustizia, e dello sceriffo, che
invece si occupava della riscossione delle imposte.

Questo sistema di equilibri tra potere regio e potere dei signori locali (conti e baroni) non si
era consolidato e alla morte di Guglielmo si aprì una fase d’instabilità politica che si
protrasse fino al regno di Giovanni Senzaterra.
Salito al trono nel 1199, Giovanni Senzaterra tentò di mettere in atto un accentramento
del potere nelle sue mani. La sconfitta di Bouvines contro Filippo II (1214), che fece perdere
alla Corona inglese tutti i territori sul suolo francese, fu però un colpo decisivo al suo prestigio
personale.

Da sconfitto, Giovanni si ritrovò in balia delle rivendicazioni avanzate dai baroni, del clero e
delle città, senza l’autorità e la credibilità per potersi opporre, e fu costretto a firmare la
Magna Charta Libertatum (1215), un documento in cui si impegnava a rispettare dei diritti e
delle prerogative che limitavano il potere assoluto del re:

 rispettare i diritti acquisiti dei nobili, del clero, dei cavalieri e le libertà dei mercanti
di Londra e di altre città;
 istituire un’assemblea rappresentativa dei ceti nobiliari;
 non avere il diritto di incarcerare nessun uomo libero, senza la condanna di un
tribunale (Habeas corpus).

Nei decenni successivi, il quadro politico inglese si stabilizzò con la costruzione di una
monarchia costituzionale, in cui il potere del re era affiancato a quello di un Parlamento,
che nel giro di un secolo assunse una struttura bicamerale:

 Camera dei Lords- nel 1242 venne istituita stabilmente la Camera dei Lords,
un’assemblea composta da nobili, che il re doveva consultare ogni volta che doveva
introdurre una serie di provvedimenti, come ad esempio l’aumento delle imposte;
 Camera dei comuni- nel 1339 venne poi istituita la Camera dei comuni, un’assemblea
composta dalla piccola nobiltà e dalla borghesia cittadina.

Tale assetto, che disegnava un modello di monarchia costituzionale che per secoli,
rappresentò un unicum in Europa, è tutt’oggi alla base della monarchia inglese.

Potrebbero piacerti anche