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La già grave situazione causata in Europa dalla peste fu ulteriormente


complicata da una lunghissima guerra combattuta da Francia e Inghilterra, che
durò complessivamente più di cento anni (1337-1453), da cui il nome di
“Guerra dei Cent’anni”.

Fondamentalmente la causa della guerra fu il dominio inglese sulla Guascogna,


con la città di Bordeaux che procacciava numerose entrate doganali, e sull’Angiò,
che già dall’XI secolo erano feudi inglesi.
C’era poi la questione delle Fiandre, che erano un feudo francese ma che in realtà
avevano un forte legame commerciale con l’Inghilterra.
Dunque il desiderio della Francia di riappropriarsi dei suoi territori in mano agli
inglesi e la rivendicazione del controllo economico sulle ricche Fiandre avevano
già da tempo alimentato le ragioni di un possibile conflitto.
L’evento che fornì il pretesto per l’azione bellica arrivò nel 1328, quando Carlo
IV, re di Francia, della dinastia dei Capetingi, morì senza lasciare eredi diretti e
sul trono salì Filippo VI, della dinastia dei Valois, cugino del re defunto.

Ma anche il sovrano d’Inghilterra, Edoardo III accampò diritti di successione, in


quanto nipote di un precedente re francese, Filippo IV il Bello.
La guerra che seguì si combatté tutta sul suolo francese e si può dividere in 2
fasi:

FASE 1.
1a Fino al 1360 gli inglesi riportarono una serie di vittorie (tra cui quella
di Crécy, in cui i cavalieri francesi vennero massacrati), giungendo a occupare
anche Calais, e fecero prigioniero a Poitiers lo stesso re francese Giovanni II il
Buono (nel frattempo succeduto a suo padre Filippo VI). In questa fase della
guerra comparvero anche le prime armi da fuoco.

Seguì un periodo di tregua, in cui entrambi i Paesi dovettero combattere sul


fronte interno contro la carestia, l’epidemia di peste e i conseguenti disordini.

1b Dal 1369 al 1380 la Francia riconquistò gran parte dei suoi territori,
trovandosi quindi in una situazione di vantaggio, che però non poté sfruttare per
la morte del re.

FASE 2
Fase a. La terza fase del conflitto iniziò nel 1415, mentre in Francia
regnava il re Carlo VI il Folle, e terminò cinque anni dopo: in questo periodo i
francesi furono sconfitti ad Azincourt, permettendo a Enrico V d’Inghilterra di
impossessarsi anche della corona di re di Francia.

Fase b. Nel 1429 riprese il contrattacco francese; si inserisce in questo


periodo la figura di Giovanna d’Arco, giovane contadina della Lorena che,
sostenendo d’essere guidata da Dio, si mise alla testa delle truppe francesi,
all’interno delle quali, nel frattempo, erano anche confluiti i contadini.

Catturata dai Borgognoni, alleati degli Inglesi, fu poi a questi venduta e arsa sul
rogo nel 1431 con l’accusa di eresia. Tuttavia il “risveglio” dei francesi provocato
da Giovanna d’Arco si concluse con la loro vittoria: nel 1453 gli inglesi vennero
espulsi dalla Francia e poterono mantenere solo il controllo di Calais. Abbiamo
detto che, a un certo punto, anche i contadini, fino al quel momento esclusi dalle
file dell’esercito, presero parte al conflitto. Si tratta di un fatto importante,
poiché per la prima volta si può parlare di “sentimento nazionale” cioè di un
senso di appartenenza alla stessa Nazione, che lega tutti gli abitanti di un Paese:
essi, infatti, al di là della situazione economica e sociale in cui si trovano, si
sentono uniti dalle stesse tradizioni storiche e dalla stessa cultura.