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SCALETTA TESI

Adolphe Sax International Competition (ASIC)

Concorso più prestigioso al mondo per quanto riguarda il sassofono classico, 7 edizioni (la prima
nel 1994, l'ultima nel 2019), è aperto a sassofonisti di alto livello di ogni nazionalità che non
abbiano ancora compiuto 31 anni al momento della finale del concorso, si articola in:
– pre-selezione tramite video;
– primo round in presenza di massimo 20 minuti per candidato;
– semifinale di massimo 40 minuti p.c. per i 18 candidati che superano il primo round;
– finale di massimo 40 minuti p.c. per i 6 che superano la semifinale.

L'International Adolphe Sax Association commissiona a ogni edizione la composizione di un brano


per sax contralto e orchestra come brano obbligatorio alla finale del concorso (Rhapsody for
Saxophone di Andre Waignein venne commissionato per la 5a edizione del concorso nel 2010, il
vincitore fu Simon Diricq).
Musicalmente, il concorso è supervisionato da un Comitato Musicale, presieduto da Alain Crepin,
compositore e professore di sassofono al Conservatorio Reale di Bruxelles, e composto da
insegnanti di sassofono provenienti dai più prestigiosi Conservatori e Accademie del Belgio. La
giuria, sempre presieduta da Alain Crepin, è formata da personalità musicali autorevoli che
rappresentano differenti scuole di tutto il mondo.

Primo round:
– brano per sax solo (trascrizione, solitamente Bach);
– brano obbligatorio col piano (nell'ultima edizione “Nuee Ardente” by V. David)
– brano (intero, sezione o movimento) a scelta del candidato tra una lista di brani scelti dalla
commissione.

Semifinale:
– brano obbligatorio col piano (ultima edizione “Eglogue et Danse pastorale” by Rene
Corniot);
– un brano obbligatorio a scelta del candidato tra una lista di brani proposti dalla
commissione;
– un brano per sassofono solo a scelta del candidato.

Finale:
– brano obbligatorio commissionato dall'IASA (ultima edizione “Noema” by C. Ledoux);
– concerto per sax e orchestra.

Scelta dei brani da parte dei candidati nell'ultima edizione del concorso:

– semifinale (brani più significativi):


– “Eglogue et Danse pastorale” di R. Corniot obbligatorio
– B. Mantovani:
- “Bug” 2 - “L'incandescence de la bruine” (11)
– C. Lauba:
- “Worksong” 2 - “Jungle” 2 - “Samba” 1
– F. Tanada: “Misterious morning III” (3)
– finale:
– “Noema” di C. Ledoux obbligatorio
– A. Glazunov “Concerto” (4)
– L. Berio “Chemins IV” (1)
– J. Ibert “Concertino da camera” (1)

È importante il fatto che nella semifinale la scelta di uno dei brani venga affidata completamente al
candidato senza che venga fornita una lista da parte della commissione.

Il primo ASIC è sfortunatamente poco documentato, sappiamo solo che si è tenuto nel 1994 e ha
visto come vincitore V. David, considerato attualmente uno dei più brillanti sassofonisti al mondo.
Allo stesso modo anche il secondo ASIC è poco documentato, si tenne nel 1998 con vincitore A.
Doisy. Della terza edizione del concorso tenuta nel 2002 abbiamo l'intera lista dei candidati e dei
brani da loro scelti per la semifinale e finale del concorso, manca purtroppo ancora la
documentazione video delle loro performance, queste verranno documentate a partire dalla quinta
edizione del concorso tenutasi nel 2010 e si possono trovare nel canale youtube “AdolpheSaxTV”,
lo stesso vale appunto per tutte le edizioni successive fino alla settima e ultima tenutasi finora.

Primo round

Nel 2014 il pezzo più gettonato al primo round del concorso fu “Prelude, Cadence et Finale” di A.
Desenclos, scelto da 61 candidati, il secondo pezzo più eseguito fu “Divertimento” di R. Boutry,
scelto invece solo 14 volte, inotre dei 18 passati al round successivo 16 hanno scelto Desenclos, ciò
sembra dare l'impressione che ci sia una scelta “più corretta” o efficace tra i brani proposti dalla
commissione.

Ad ogni edizione è prevista l'esecuzione obbligatoria di una trascrizione dal momento che il
repertorio per sassofono manca di brani di qualità precedenti al '900, solitamente brani di Bach, nel
2010 fu resa obbligatoria l'esecuzione dell'Allegro della Sonata No.2 in la minore BWV 1003, nel
2014 il Presto dalla Sonata No.1 in sol minore BWV 1001 mentre nel 2019 l'Allemanda dalla
Partita per violino No.2 in re minore BWV 1004. A tutte le edizioni veniva lasciata ai candidati
libera scelta sulla tonalità per la trascrizione e sulla fraseologia delle trascrizioni in riferimento alle
edizioni URTEXT, il brano andava però obbligatoriamente eseguito col sax contralto.
La scelta della tonalità non è una cosa scontata, ad esempio nel 2014 la tonalità più scelta per
l'esecuzione del Presto della Sonata No.1 fu fa minore, un tono sotto l'originale. Non solo fu la
scelta più gettonata ma anche la più efficace, il sassofono contralto trasporta una terza minore sotto
la tonalità originale, suonare quindi in re minore piuttosto che in mi minore comporta dei vantaggi:
questa tonalità permette di evitare i registri più estremi dello strumento, già nella prima parte del
movimento della sonata, suonandola nella sua tonalità originale, si presenterebbe più volte il sol
sovracuto (fuori dall'estensione canonica dello strumento, di più difficile emissione) che viene
appunto evitato suonando in re minore. 16 su 18 semifinalisti scelsero di suonare un tono sotto della
tonalità originale, ciò indica che suonare in un range più confortevole per l'esecutore è preferibile
che mantenere la tonalità originale del brano, la perfezione tecnica viene quindi favorita alla
motivazione filologica nella scelta della tonalità.
Altro dato da tenere in considerazione è il fatto che la maggior parte dei candidati passati alla
semifinale scelsero di eseguire il brano utilizzando la respirazione circolare (tecnica di esecuzione
che permette di respirare senza interrompere il flusso d'aria che produce il suono) per realizzare una
fraseologia più autentica e vicina allo strumento originale da cui vengono tratte le trascrizioni.
Secondo round (18 partecipanti per edizione)

È possibile individuare un trend nelle scelte dei candidati: il brano più gettonato e apparentemente
efficace nelle prime tre edizioni dell'ASIC fu “Sequenza Ixb” di Luciano Berio che venne scelto da
11 su 54 concorrenti, 5 degli 11 passarono al round successivo. Il secondo pezzo per numero di
scelte fu “In Freundschaft” di Karlheinz Stockhausen con 8 esecuzioni, 5 di questi 8 passarono in
finale.
Nel 2006 le scelte dei partecipanti virarono su pezzi come “Jungle” di C. Lauba e “Misterious
Morning III” di F. Tanada: il primo venne eseguito 10 volte su 18 candidati mentre il secondo 8 con
il rispettivamente 50% e 25% di successo di passare alla finale. Il motivo di questo cambiamento
nelle scelte da parte dei candidati è probabilmente legato al fatto che sia “Sequenza Ixb” sia “In
Freundschaft” non sono brani originali per sassofono ma sono adattamenti degli autori stessi di
brani originali per clarinetto mentre gli altri brani “più giovani” sono scritti appositamente per lo
strumento. Altro motivo, probabilmente il più rilevante, è l'elevata presenza di tecnica estesa in
questi ultimi: “Jungle” richiede un'elevata dimestichezza nella tecina dello “slap-tongue”, subtone e
respirazione circolare mentre “Misterious Morning III” presenta multifonici, growl intonato e trilli
di timbro. Nell'ultima edizione vediamo come questa tendenza si è consolidata: quest'ultima
semifinale ha visto una varietà di brani non presente nelle edizioni successive, tutti brani composti
recentemente e originali per sassofono, ad eccezione di “Bug” di Bruno Mantovani scritto
originariamente per clarinetto, tutti i brani si accomunano da un utilizzo variegato della tecnica
estesa ai limiti delle possibilità dello strumento. I brani più significativi sono del compositore B.
Mantovani “Bug” e “L'incandescence de la bruine”, quest'ultimo da solo conta 11 esecuzioni, e di
Christian Lauba “Jungle”, “Worksong” e “Samba” che insieme contano 5 esecuzioni; altro brano
che spicca di poco rispetto agli altri aventi una media di 1-2 esecuzione per brano è nuovamente
“Misterious Morning III” di F. Tanada con 3 scelte dalla sua parte. Questi brani rappresentano il
vistoso progresso della tecnica sassofonistica degli ultimi decenni, sfruttano al massimo le
potenzialità dello strumento ai limiti dell'eseguibilità attraverso un estremo virstuosismo,
multifonici, slap-tongue, glissandi, armonici, quarti di tono, ecc. Questi brani più di tutti permettono
di dimostrare le capacità e potenzialità tecniche dell'esecutore a svantaggio però di quelle che sono
le doti più musicali e artistiche di ognuno di questi, i brani di repertorio sembrano infatti quasi
dimenticati, la loro natura più lirica ed espressiva viene surclassata dalla difficoltà tecnica di questi
nuovi brani più competitivi e dalla loro scrittura contemporanea ricca di effettistica.

Finale

La finale consiste generalmente nell'esecuzione per ogni candidato di un brano obbligatorio


commissionato dall'ASIA (Adolphe Sax International Association) per ogni edizione del concorso e
di un concerto per sassofono e orchestra a scelta tra una lista, entrambi i brani sono eseguiti con
l'accompagnamento di un'orchestra da camera e non è presente nessuna restrizione per quanto
riguarda il suonare a memoria, sebbene venga preferito dagli esecutori.
Per quanto riguarda la scelta del concerto da parte dei concorrenti, la maggior parte dei finalisti
della 5a edizione giustifica in un intervista la propria scelta con l'orgoglio nazionale: entrambi i
Russi Evgeny Novikov e Nikita Zimin eseguirono il concerto di A. Glazunov, Alexandre Soutillard
e Miha Rogina, quest'ultimo sloveno di origini ma intraprese i suoi studi musicali in Francia, invece
optarono per Dubois.
Tra le varie edizioni ad eccezione dell'ultima però il concerto che sembra essere stato la scelta più
gettonata da parte dei concorrenti e sembra aver riscontrato maggior successo è il “Concerto per
Sassofono e orchestra d'archi, op.14” di L. E. Larsson, probabilmente perchè, tra gli altri concerti di
repertorio, spicca per difficoltà tecnica richiedendo un notevole controllo del registro sovracuto
dello strumento. Nell'ultima edizione invece il più eseguito fu il concerto di A. Glazunov, una novità
che compare in questa edizione è la scelta dei concorrenti di eseguire non le cadenze scritte dai
compositori, ma delle altre cadenze tecnicamente più difficili (vedi N. Arsenijevic in Glazunov e S.
Compagnon in J. Ibert).
Un dato interessante che conferma la tendenza al virtuosismo e all'effettistica di queste ultime
edizioni possiamo trovarlo nel brano “Noema” di Claude Ledoux, il brano obbligatorio alla finale
dell'ultima edizione 2019: a differenza dei precedenti brani commissionati dall'ASIA
appositamenteper il concorso, di carattere sì contemporaneo in molti casi ma tendenzialmente più
espressivi, a volte con scritture più tradizionali (nell'edizione 2010 il brano obbligatorio
“Rhapsody” di A. Waignein era addiritura tonale), quest'ultimo si avvicina moltissimo ai brani delle
semifinali delle ultime edizioni, la scrittura rimanda a quella di Bruno Mantovani: ricco di tecnica
estesa, effettistica e virtuosismi estremi.