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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

LE FUNZIONI GONIOMETRICHE
E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI
● Per comodità, ripor-
1. LE FUNZIONI GONIOMETRICHE tiamo le quattro pagine di
teoria che trovi anche in
La misura degli angoli Matematica blu, volume 1.

La misura in gradi
Nel sistema sessagesimale, l’unità di misura degli angoli è il grado sessagesimale,
definito come la 360a parte dell’angolo giro.
Il grado sessagesimale viene indicato con un piccolo cerchio in alto a destra della
misura:
1
1o = dell’angolo giro.
360
Il grado viene suddiviso a sua volta in 60 primi, indicati con un apice:
1o = 60 l.
Ogni primo viene suddiviso in 60 secondi, indicati con due apici: ● Un angolo di 32 gradi,
10 primi e 47 secondi viene
1l = 60 m. scritto così:
La misura in radianti 32o 10 l 47 m.
DEFINIZIONE
Radiante
Data una circonferenza, si chiama radiante l’angolo al centro che sottende r

un arco di lunghezza uguale al raggio.


r
radiante
L’unità di misura viene indicata con rad, ma generalmente, se si esprime un angolo
in radianti, si è soliti trascurare l’indicazione dell’unità di misura.
Per calcolare la misura in radianti di un angolo, si divide la misura dell’arco sotteso
dall’angolo per quella del raggio.
2rr
Poiché sottende l’intera circonferenza, l’angolo giro misura = 2r .
r
L’angolo piatto, che corrisponde a metà circonferenza, misura r, l’angolo retto
r
misura ecc.
2
Riportiamo in una tabella le misure in radianti e in gradi di alcuni angoli.
䉳 Tabella 1
MISURE DEGLI ANGOLI
Gradi 0o 30o 45o 60o 90o 120o 135o 150o 180o ● Vale la proporzione:
ao : arad = 360o : 2r.
r r r r 2 3 5
Radianti 0 r r r r Per esempio, 30o equivale
6 4 3 2 3 4 6
r
a radianti, perché:
6
Gli angoli orientati 30 : arad = 360o : 2r
o

r
La definizione di angolo come parte del piano non è adatta per descrivere tutte le arad = .
6
situazioni. Per esempio, nell’avvitare o svitare una vite si descrive un angolo che Un radiante corrisponde a
può essere maggiore di un angolo giro. circa 57o.

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

È utile quindi collegare il concetto di angolo a quello di rotazione, cioè al movi-


mento che porta uno dei lati dell’angolo a sovrapporsi all’altro.
Consideriamo la semiretta OA che ruota in senso antiorario intor-
no al vertice O, fino a sovrapporsi alla semiretta OB, generando l’angolo
angolo B a = AOBW . La semiretta OA si chiama lato origine dell’angolo a, la semiretta OB
positivo si chiama lato termine.
α
DEFINIZIONE
O
β A lato Angolo orientato
origine
Un angolo si dice orientato quando sono stati scelti uno dei due lati come
angolo lato origine e un senso di rotazione.
negativo

Un angolo orientato è positivo quando è descritto mediante una rotazione in sen-


so antiorario; è negativo quando la rotazione è in senso orario.
● Per indicare in forma Un angolo orientato può anche essere maggiore di un angolo giro.
sintetica un angolo a
minore di un angolo giro e ESEMPIO
tutti gli infiniti angoli orien- Poiché 750° = 30o + 2 $ 360o, l’angolo di 750o si ottiene con la rotazione della
tati che da a differiscono di semiretta OA di due giri completi e di 30o.
un angolo giro, si scrive:
• a + k $ 360o, con k ! Z, se
a è in gradi; 750° = 30° + 2 . 360°
• a + k $ 2r, con k ! Z, se a B
è in radianti.
O A 䉳 Figura 1 L’angolo di 750o si ottiene con
una rotazione della semiretta OA di 30o e 2
angoli giro.
y

B
La circonferenza goniometrica
α E(1; 0) Nel piano cartesiano, per circonferenza goniometrica intendiamo la circonfe-
O x renza di centro l’origine O degli assi e raggio di lunghezza 1.
Il punto E(1; 0) si dice origine degli archi.
Utilizzando la circonferenza goniometrica, si possono rappresentare gli angoli
orientati, prendendo come lato origine l’asse x. In questo modo, a ogni angolo
corrisponde un punto di intersezione B fra la circonferenza e il lato termine.
La circonferenza
goniometrica ESEMPIO
r 5 r
Rappresentiamo gli angoli a 1 = , a = r, a 3 =- .
6 2 4 3
䉲 Figura 2 Essi individuano sulla circonferenza i punti B 1, B 2 e B3 della figura 2.

y y y

B1
π
α1=–
6
O E x O E x O E x
5
α2=–π
4 α3= – π

B2 3
B3
a b c

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Le funzioni seno, coseno e tangente


Introduciamo alcune funzioni goniometriche che alla misura della ampiezza di
ciascun angolo associano un numero reale.
DEFINIZIONE
Seno, coseno e tangente
y
Consideriamo la circonferenza goniometrica e un angolo orientato a, e sia
B il punto della circonferenza associato ad a. yB B

Definiamo coseno e seno di a, e indichiamo con cos a e sen a, le funzioni α


O xB E x
che ad a associano, rispettivamente, il valore dell’ascissa e quello dell’ordi-
r=1
nata di B.
Definiamo tangente di a, e indichiamo con tg a, la funzione che ad a asso-
cia il rapporto, quando esiste, fra l’ordinata e l’ascissa di B. cos α = xB
sen α = yB
yB yB
sen a = y B , cos a = x B , tg a = . tg α = –—
xB
xB

Seno e coseno di un angolo a sono funzioni che hanno come dominio R, perché
per ogni valore di a ! R esiste uno e un solo punto sulla circonferenza.
y
Notiamo inoltre che nel triangolo rettangolo OAB l’ipotenusa misura 1 e i cateti B
sen a e cos a, quindi per il teorema di Pitagora: 1 sen α
α
sen 2 a + cos 2 a = 1 (prima relazione fondamentale). O cos α A x

yB
Il rapporto non esiste quando xB = 0, ossia il dominio della funzione
xB
r
tangente è a ! + kr , con k ! Z.
2
Dalle definizioni date si ricava che:

sen a
tg a = (seconda relazione fondamentale).
cos a

FUNZIONI GONIOMETRICHE E CALCOLATRICE

Per determinare il valore di una funzione goniometrica di un angolo pos-


siamo impiegare la calcolatrice. I tasti da utilizzare sono <sin> per la fun-
zione seno, <cos> per il coseno e <tan> per la tangente. Per esempio sin(30)
= 0,5. Se la misura dell’angolo è in gradi, sul display deve comparire
la scritta DEG (dall’inglese degree). È possibile scegliere anche
l’opzione RAD per la misura in radianti.
Se invece è l’angolo a essere incognito, possiamo utilizzare i
tasti <sin-1>, <cos-1> e <tan-1>, indicati talvolta anche con
<asin>, <acos> e <atan>. Per esempio sin-1(0,5) = 30.

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Funzioni goniometriche e triangoli rettangoli


Si può dimostrare che in un triangolo rettangolo la misura di un cateto si calcola
β
come:
c
a • la misura dell’ipotenusa per il seno dell’angolo opposto al cateto;
α • la misura dell’ipotenusa per il coseno dell’angolo adiacente al cateto.
b Inoltre, la misura del cateto opposto a un angolo è uguale a quella del cateto adiacen-
b = c sen β te per la tangente dell’angolo.
b = c cos α
a = b tg α

Il grafico delle funzioni goniometriche


Osserviamo i grafici delle funzioni seno e coseno.

y SINUSOIDE y COSINUSOIDE

1
1 3π

2 π
O π
— π 2π x O π
— 3π
— 2π x
−1 2 −1 2 2
y = cos x
y = sen x

䉱 Figura 3 Grafici delle fun- I valori del seno e del coseno sono compresi fra - 1 e 1. 1 I grafici si ripetono con le
zioni seno e coseno. I grafici stesse caratteristiche a intervalli di ampiezza 2r. Si dice allora che le funzioni seno
vengono detti sinusoide e
e coseno sono periodiche di periodo 2r.
cosinusoide.
La tangente è invece una funzione periodica di periodo r. Osserviamo il suo gra-
fico.

y TANGENTOIDE

π
−— π
— 3π

2 2 2
−π O π 2π x

y = tg x
䉴 Figura 4 Il grafico della
tangente, che viene detto
tangentoide.
r
Notiamo come, man mano che x si avvicina a :
2
r
• con valori minori di , il valore della funzione tende a diventare sempre più
2
grande; diremo che tende a + 3;
r
• con valori maggiori di , il valore della funzione è negativo e tende a di-
2
ventare sempre più grande in valore assoluto; diremo che tende a - 3.
Lo stesso comportamento si ha vicino agli altri valori di x che non fanno parte del
dominio della funzione.

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La secante, la cosecante, la cotangente


DEFINIZIONE
Secante e cosecante
Dato un angolo a, si chiama:
• secante di a la funzione che associa ad a il reciproco del valore di cos a,
purché cos a sia diverso da 0. Si indica con sec a:
1 r
sec a = , con a ! + kr ;
cos a 2
• cosecante di a la funzione che associa ad a il reciproco del valore di ● Secante e cosecante,
sen a, purché sen a sia diverso da 0. Si indica con cosec a: come seno e coseno, sono
funzioni periodiche di
1 periodo 2r.
cosec a = , con a ! 0 + kr .
sen a

DEFINIZIONE
Cotangente
Consideriamo un angolo orientato y
a e chiamiamo B l’intersezione fra B

il lato termine e la circonferenza


yB
goniometrica. Definiamo cotan-
gente di a la funzione che associa α
O
ad a il rapporto, quando esiste, fra xB A x

l’ascissa e l’ordinata del punto B:

xB xB
cotg α = —–
cotg a = . yB
yB

La cotangente di un angolo non esiste quando il punto B si trova sull’asse x, ossia


quando l’angolo misura 0, r e tutti i multipli interi di r.
cotg a esiste solo quando a ! k $ r.
yB x
Poiché tg a = e cotg a = B , risulta tg a $ cotg a = 1, da cui:
xB yB

1 r ● In analogia con la tan-


cotg a = , con a ! k . gente, la funzione cotan-
tg a 2
gente risulta periodica di
1 periodo r:
La condizione posta deriva dal fatto che consideriamo , quindi occorre scar- cotg (a + kr) = cotg a ,
tg a
con k ! Z .
r
tare gli angoli in cui non esiste tg a, cioè a = + kr , e quelli in cui tg a = 0, cioè
2
r
a = 0 + kr , perciò: a ! k .
2
Dalla definizione di cotangente deriva anche che:

cos a
cotg a = , con a ! kr.
sen a

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Le funzioni goniometriche di angoli particolari


Mediante le proprietà delle figure geometriche, riusciamo a calcolare il valore del-
le funzioni goniometriche di alcuni angoli particolari.

r r
● radianti è uguale a L’angolo
6 6
o
30 ; Consideriamo la circonferenza goniometrica e il triangolo OAB, rettangolo in A,
r
3
radianti è uguale a 60o.
con a = AOB W = r e OB = 1.
6
r
Poiché in un triangolo rettangolo gli angoli acuti sono complementari, OBV A = .
3
Prolungando il lato BA, otteniamo sulla circonferenza il punto C.
r
Il triangolo OBC è equilatero, poiché ha gli angoli di , quindi BC = 1.
3
1
AB è la metà di BC, ossia AB = .
2

䉳 Figura 5
y

B
1

π π 2
— —
6 3
O A x
π

3
3

2 C

r 1
● Noto sen = , Ricaviamo OA applicando il teorema di Pitagora al triangolo OAB:
6 2
r 1 l2 3 3
per determinare cos
6
OA = OB 2 - AB 2 = 12 - b = = .
2 4 2
potremmo anche utilizzare
Pertanto:
direttamente la prima rela-
zione fondamentale:
r 1 r 3
r r sen = e cos = .
sen 2 + cos 2 = 1. 6 2 6 2
6 6

● Possiamo ricavare anche r


Ricaviamo la tangente e la cotangente di :
secante e cosecante: 6
r
sec =
1
= r 1
r r sen
6
cos tg = 6 = 2 = 1 = 3 ;
6 6 r 3 3 3
1 2 2 cos
= = = 3. 6 2
3 3 3
2 r 1 1 3
r cotg = = = = 3.
cosec =
1
= 2. 6 r 3 3
6 r tg
sen 6 3
6
Pertanto:

r 3 r
tg = e cotg = 3.
6 3 6

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r ●
r
radianti = 45o.
L’angolo 4
4
y
Consideriamo la circonferenza goniome-
B π
trica e il triangolo OAB, rettangolo in A, 1 4
con a = AOB W = r e OB = 1.
4 O π A x
4
Poiché l’angolo in B è complementare
di a, risulta OBA V = r e il triangolo
4 䉳 Figura 6
OAB è anche isoscele.
r r
Applichiamo il teorema di Pitagora al triangolo AOB: ● Poiché sen = cos ,
4 4
otteniamo:
OA 2 + AB 2 = OB 2 .
r
sec =
Poiché OA = AB e OB = 1: 4
r 1
1 1 1 2 = cosec = =
2
2OA = 1 " OA = " OA = 2
= = . 4 2
2 2 2 2 2
2
= = 2.
r 2 r 2 2
sen = e cos = .
4 2 4 2
r
Calcoliamo tangente e cotangente di :
4
r 2
r sen r 1
tg = 4 = 2 = 1; cotg = = 1.
4 r 2 4 r
cos tg
4 2 4
Pertanto:
r r
tg = cotg = 1.
4 4

r
L’angolo
3 y
Nel cerchio goniometrico, conside- π B
––
riamo il triangolo OAB, rettangolo in 6 3

W = r e, di conseguen-
2
A, con a = AOB 1
3 π
r ––
za, OBV A = . 3
6 O –– A
1 E x
2
Congiungendo B con E, otteniamo
il triangolo OEB che ha i tre lati con- r 1
● sec = =
gruenti. 3 r
cos
3
BA è l’altezza del triangolo OEB e OA 1
1 = = 2.
è la metà di OE, quindi OA = . 1
2 䉱 Figura 7 2
r 1
Ricaviamo AB applicando il teorema di Pitagora al triangolo OAB: cosec = =
3 r
sen
3
1 l2 3 3
AB = OB 2 - OA 2 = 12 - b = = . =
1
=
2
=
2 4 2 3 3
2
r 1 r 3
cos = e sen = . 2$ 3
3 2 3 2 =
3
.

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● Per gli angoli di


r
e di r
6 Ricaviamo la tangente e la cotangente di .
r
3
i valori di seno e coseno,
3 r 3
di tangente e cotangente e r sen
tg = 3 = 2 = 3 $2 = 3;
di secante e cosecante sono 3 r 1 2
scambiati. Per esempio: cos
3 2
r r 1
sen = cos = .
6 3 2 r 1 1 3
cotg = = = .
3 r 3 3
tg
3
Pertanto:

r r 3
tg = 3 e cotg = .
3 3 3

2. LE FUNZIONI GONIOMETRICHE
INVERSE
● Se restringiamo il do- DEFINIZIONE
minio della funzione seno Arcoseno
r r
all’intervallo :- ; D , la Dati i numeri reali x e y, con
2 2
funzione seno risulta biuni- r r y = arcsen x D = [−1; 1]
voca, in quanto a ogni -1 # x # 1 e - #y# , π —π
2 2 C = −—; [ ]
valore di sen x corrisponde 2 2
un solo valore di x. Quindi diciamo che y è l’arcoseno di x se x = sen y
possiamo considerare la x è il seno di y .
funzione inversa.
Scriviamo: y = arcsen x.

ESEMPIO

r r 1 r r 1
arcsen 1 = ) sen = 1; arcsen = ) sen = .
2 2 2 6 6 2

● Se consideriamo [0; r] DEFINIZIONE


come dominio, la funzione Arcocoseno
coseno è biunivoca e quindi
invertibile.
Dati i numeri reali x e y, con
y = arccos x D = [−1; 1]
-1 # x # 1 e 0 # y # r,
C = [0; π]
diciamo che y è l’arcocoseno di x se x = cos y
x è il coseno di y.
Scriviamo: y = arccos x .

ESEMPIO

arccos (- 1) = r ) cos r =- 1;

3 r r 3
arccos = ) cos = .
2 6 6 2

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● Per ottenere il grafico


y y della funzione y = arcsen x,
y = arcsen x π
π
— basta costruire il simme-
2 trico rispetto alla bisettrice
del I e III quadrante del
π
— grafico della funzione
y = arccos x
2 y = sen x,
–1 O 1 x considerata nell’intervallo
:- r ; r D .
–1 O 1 x 2 2
Analogamente si procede
π
–—
2 per y = arccos x.
a. Grafico della funzione y = arcsen x. b. Grafico della funzione y = arccos x.
䉳 Figura 8

O
DEFINIZIONE ● Se consideriamo
Arcotangente D- r ; r : come dominio,
2 2
Dati i numeri reali x e y, con x ! R la funzione tangente è biu-
y = arctg x D=⺢
r r nivoca e quindi invertibile.
e - 1 y 1 , diciamo che y è π —π
2 2 C = −—;
2 2] [
l’arcotangente di x se x è la tangen- x = tg y
te di y.
Scriviamo: y = arctg x. ● Le funzioni goniometri-
che inverse e la calcolatrice
Le funzioni arcoseno, arco-
ESEMPIO coseno e arcotangente si
r r r r indicano, rispettivamente,
arctg 1 = ) tg = 1; arctg 3= ) tg = 3. con sin-1, cos-1, tan-1.
4 4 3 3
Per ottenerle, con la calcola-
DEFINIZIONE trice, di solito deve essere
Arcocotangente premuto prima il tasto rela-
tivo alla «seconda fun-
Dati i numeri reali x e y, con x ! R y = arccotg x D=⺢ zione», indicato a volte con
e 0 1 y 1 r, diciamo che y è l’arcoco- C = ]0; π[ <INV>, e poi il tasto della
tangente di x se x è la cotangente di y. funzione seno, coseno o
x = cotg y tangente.
Scriviamo: y = arccotg x.

ESEMPIO

r r 3 r r 3
arccotg 0 = ) cotg = 0; arccotg = ) cotg = .
2 2 3 3 3 3

y y

π π
— y = arccotg x
2 π

y = arctg x 2
O x O x

π
–—
2

a. Grafico della funzione y = arctg x. b. Grafico della funzione y = arccotg x.


䉳 Figura 9

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3. I TRIANGOLI RETTANGOLI
Finora ci siamo occupati di goniometria, ossia della misurazione degli angoli e
● La parola trigonometria delle funzioni associate a essi. Ora tratteremo la trigonometria, che studia le rela-
deriva dal greco e significa zioni metriche fra i lati e gli angoli di un triangolo.
«misura dei triangoli».
D’ora in poi, quando ci occuperemo di triangoli, rispetteremo le seguenti con-
venzioni per la nomenclatura dei diversi elementi. Disegnato un triangolo ABC
(figura 10), indichiamo con a la misura dell’angolo A W , con b la misura dell’angolo
BV e con c la misura dell’angolo CW . Indichiamo poi con a la misura del lato BC,
che si oppone al vertice A, con b la misura del lato AC, che si oppone al vertice B,
e con c la misura del lato AB, che si oppone al vertice C.

C
γ
b a

α β
A c B
䉴 Figura 10

I teoremi sui triangoli rettangoli


Disegniamo un triangolo rettangolo ABC, con l’angolo retto in CW , come in figura
11a, e indichiamo le misure dei lati e degli angoli, secondo le convenzioni appena
stabilite.
Tracciamo la circonferenza goniometrica con centro A (figura 11b).

䉴 Figura 11
y
B B
β c
c
a P a
γ 1 sen α
α α
A b C A cos α H b C x

a b

In figura sono indicati il punto P, in cui il lato AB incontra la circonferenza gonio-


metrica, e il punto H, proiezione di P sul lato AC.
I triangoli APH e ABC sono simili in quanto sono rettangoli e hanno l’angolo
acuto a in comune.
Possiamo scrivere le proporzioni

BC ⬊ AB = PH ⬊ AP,

AC ⬊ AB = AH ⬊ AP,

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e, poiché AP = 1, PH = sen a e AH = cos a , otteniamo:

BC = AB sen a , ossia a = c sen a ,

AC = AB cos a , ossia b = c cos a .

Le due uguaglianze ottenute portano a enunciare il seguente teorema.


TEOREMA
Primo teorema dei triangoli rettangoli
In un triangolo rettangolo la misura di un cate-
to è uguale a quella dell’ipotenusa moltiplicata c β
per il seno dell’angolo opposto al cateto o per il a

coseno dell’angolo (acuto) adiacente al cateto. α

a = c sen α
a = c cos β

cateto = ipotenusa $ seno dell’angolo opposto ● Per brevità, a volte scri-


cateto = ipotenusa $ coseno dell’angolo adiacente veremo cateto invece di
misura del cateto, lato
invece di misura del lato
Consideriamo nuovamente la figura 11b. Per la similitudine dei triangoli APH e ecc.
ABC, possiamo anche scrivere la proporzione

BC ⬊ AC = PH ⬊ AH,

da cui:

BC sen a AC cos a
= = tg a , oppure = = cotg a .
AC cos a BC sen a
Scritte nella forma

BC = AC tg a , ossia a = b tg a ,

AC = BC cotg a , ossia b = a cotg a ,

le due relazioni portano al seguente teorema.


TEOREMA
Secondo teorema dei triangoli rettangoli
In un triangolo rettangolo la misura di un cate-
to è uguale a quella dell’altro cateto moltiplica- c β
ta per la tangente dell’angolo opposto al primo a

cateto o per la cotangente dell’angolo (acuto) α


b
adiacente al primo cateto.
a = b tg α
a = b cotg β

cateto = altro cateto $ tangente dell’angolo opposto


posto al primo cateto
cateto = altro cateto $ cotangente dell’angolo acuto adiacente al primo
cateto

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La risoluzione dei triangoli rettangoli


● Se di un triangolo sono Risolvere un triangolo rettangolo significa determinare le misure dei suoi lati e
noti solo gli angoli, non è dei suoi angoli conoscendo almeno un lato e un altro dei suoi elementi (cioè, un
possibile trovare i lati,
perché esistono infiniti
angolo o un altro lato).
triangoli, tutti simili al dato, Esaminiamo quattro casi: due casi in cui si conoscono due lati e due casi in cui si
che hanno gli angoli con-
conoscono un lato e un angolo.
gruenti.
Sono noti i due cateti
Conoscendo a e b, vogliamo determinare a, b e c:

䉴 Figura 12 a
tg a = , da cui ricaviamo
β
b
a
c a = arctg ;
a
b
● In un triangolo rettan- b = 90o - a;
golo gli angoli acuti sono
complementari. α
c= a 2 + b2 , per il teorema di Pitagora.
b

ESEMPIO

c Le misure dei due cateti del triangolo in figura sono a = 40 e b = 110:


β
40
α 40
tg a = = 0, 36 , da cui
110 110

a - 19o 58l 59m, che approssimiamo a 20o,

a - 20o " b - 90o - 20o - 70o.

c= 402 + 1102 = 1600 + 12100 = 13700 b 117.

È possibile calcolare il valore di c anche senza applicare il teorema di Pitagora, ma


ricavando c dalla formula: a = c sen a.

Sono noti un cateto e l’ipotenusa


Conoscendo a e c, vogliamo determinare a, b e b:

a
sen a = , da cui ricaviamo
c
β
a
a = arcsen ;
c c
a
b = 90o - a;

α b= c2 - a 2 , per il teorema di Pitagora.


b
䉴 Figura 13

Si può
ò ricavare b anche
h senza applicare
l il teorema di Pitagora, ma con:
b = c cos a o b = c sen b.

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

ESEMPIO
In un triangolo rettangolo le misure di un cateto e dell’ipotenusa sono c = 50 β
a = 21,13 e c = 50. a = 21,13
α
Ricaviamo:
b
21,13
sen a = = 0, 4226 " a b 25o ;
50

b - 90o - 25o - 65o;

b= 502 - (21,13) 2 = 2500 - 446, 4769 = 2053, 5231 b 45,3 .

Sono noti un cateto e un angolo acuto


Conoscendo a e a, vogliamo determinare b, b e c:

b = 90o - a; 䉳 Figura 14
β
b = a tg b; c
a
2 2 α
c= a +b .
b

ESEMPIO
Consideriamo il triangolo rettangolo in cui sono noti a = 8 e a = 28o.
β
Si ricava: c
a=8
b = 90o - 28o = 62o; b = 8 tg 62o - 8 $ 1,88 - 15; α = 28°
b
c- 82 + 152 = 289 = 17.

Sono noti l’ipotenusa e un angolo acuto


Conoscendo c e a, vogliamo determinare
b, a e b: β

b = 90o - a; c
a

a = c sen a;
α
b = c sen b. b 䉳 Figura 15

ESEMPIO
β
Consideriamo il triangolo rettangolo della figura a lato. Le misure dell’ipote-
nusa e dell’angolo sono rispettivamente c = 28,3 e a = 58o. c = 28,3 a
Si ricava:
α = 58°
b = 90o - 58o = 32o;
b
a = 28,3 $ sen 58o - 28,3 $ 0,848 - 24;

b = 28,3 $ sen 32o - 28,3 $ 0,5299 - 15.

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

ESPLORAZIONE

Astri, seni, coseni, tangenti


Nasce una nuova scienza I nomi delle funzioni goniometriche
Colui che è ricordato come il fondatore della trigo- In India, Aryabhata (500 d.C.) introdusse l’uso delle
nometria, Ipparco di Nicea, è un astronomo vissuto mezze corde indicandole con il nome jiva. Data la
prevalentemente ad Alessandria d’Egitto nel II secolo relazione che abbiamo esaminato parlando dei Greci,
a.C. Nei suoi scritti si trovano delle vere e proprie ta- esse erano già in qualche modo misure dei seni.
vole con le misure delle corde di un cerchio di raggio Gli Arabi trasformarono il termine originario india-
fissato riferite alla misura dell’angolo al centro corri- no utilizzando, per assonanza, la parola jaib, che vuol
spondente. dire «piega». Dagli Europei, la parola jaib venne poi
Considerata la circonferenza goniometrica, la relazio- tradotta in sinus, che, appunto, in latino ha anche il
ne che lega la misura di una corda c e il seno dell’an- significato di «piega». Gli Arabi utilizzavano anche il
golo al centro a corrispondente è coseno di un angolo, determinato come seno dell’an-
golo complementare, ma non esisteva un termine
a
c = 2 sen , per indicarlo. Per il coseno il francese Francois Viète
2
(1540-1603) usava il termine sinus residuae. Solo nel
quindi lo studio delle corde è in realtà equivalente a 1620 l’inglese Edmund Gunter (1581-1626) intro-
quello dei seni degli angoli al centro corrispondenti. dusse il termine cosinus.
Un altro astronomo greco, Tolomeo (II sec. d.C.), L’introduzione delle funzioni tangente e cotangente è
scrisse un’opera fondamentale non solo per l’astro- dovuta alla scienza degli orologi solari, la gnomonica.
nomia, ma anche per la trigonometria: l’Almagesto. Il termine tangente fu introdotto nel 1583 dal dane-
se Thomas Fincke e il termine cotangente ancora da
䉴 Teorema di Tolomeo: B
il prodotto delle misure
Gunter nel 1620.
delle diagonali di un qua- A C 䉴 Uno gnomone è un’asta infissa perpendicolar-
drilatero inscritto in una mente su un muro verticale oppure sul terreno.
circonferenza è uguale Consideriamo l’angolo a che i raggi del Sole A
alla somma dei prodotti formano rispetto all’orizzonte in un dato
di quelle dei lati opposti momento, ossia la sua altezza. La tangente
del quadrilatero. dell’altezza si ottiene come rapporto fra gnomone
D la lunghezza di uno gnomone piantato
AC BD = AB CD + AD BC
• • • a terra e quella della sua ombra: α
AB C ombra B
tg a = .
Nell’Almagesto, Tolomeo riportò delle tavole mol- BC
to accurate delle misure delle corde, con valori che La prima opera di trigonometria occidentale fu De
andavano, aumentando di mezzo grado, da 1o a triangulis omnimodis, scritta verso il 1464 da Johann
180o. Müller, detto Regiomontano.
䉳 Maestro
Attività astronomo
ast
Gli Arabi e l’astronomia al lavoro con
l’astrolabio.
l’a
Gli Arabi hanno studiato l’astronomia greca e ce ne hanno Istanbul, Museo
Ist
tramandato opere importanti, come l’Almagesto (che in Topkapi.
To
arabo significa Il più grande) di Tolomeo.
● Fai una ricerca sui contributi arabi allo sviluppo del-
l’astronomia medioevale.

Cerca nel web:


Qibla, La Mecca, astronomia, Mihrab

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

4. APPLICAZIONI DEI TEOREMI


SUI TRIANGOLI RETTANGOLI
L’area di un triangolo
Enunciamo il seguente teorema senza dimostrarlo.
TEOREMA
Area di un triangolo b
S
La misura dell’area di un triangolo è uguale al semiprodotto delle misure α
di due lati e del seno dell’angolo compreso fra essi. c
S=1
–bc sen α
1 2
area = $ lato1 $ lato 2 $ seno dell’angolo compreso
2
A
ESEMPIO α
Calcoliamo S, sapendo che a = 4, b = 6 e che l’angolo compreso tra essi è b=6
c = 45o (figura a lato): c

1 2 β γ = 45°
S = 4 $ 6 $ sen 45o = 12 $ = 6$ 2.
2 2 B a=4 C

Il teorema della corda


TEOREMA ● Gli angoli che insistono
In una circonferenza la misura di una corda è uguale al prodotto della mi- sulla corda AB sono di due
sura del diametro per il seno di uno degli angoli alla circonferenza che insi- tipi: quelli che insistono
%
sull’arco AB minore, come
stono sulla corda. quelli della figura con il
vertice in C, C1 e C2, e quelli
B %
che insistono sull’arco AB
maggiore, come quello con
vertice in E.
E B
β
O r —
AB = 2r • sen α
A A

α α
α α C2
C
C C1

C
ESEMPIO
Determiniamo la misura della corda di una circonferenza di raggio 2, sa- π
γ=—
3
r 2
pendo che su di essa insiste un angolo di . O
3
r 3 A B
Applichiamo il teorema della corda: AB = 2 $ 2 $ sen = 4 $ = 2 3.
3 2
A
Il raggio della circonferenza circoscritta a un triangolo α
Il triangolo ABC è inscritto in una circonferenza di raggio r. c O b
r
Il teorema della corda permette di scrivere le relazioni β γ
B a C
a = 2r $ sen a, b = 2r $ sen b, c = 2r $ sen c,

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

dalle quali possiamo ricavare r:


a b c
r= , r= , r= .
2 sen a 2 sen b 2 sen c
Queste formule consentono di calcolare il raggio della circonferenza circoscritta a
un triangolo conoscendo un lato del triangolo e l’angolo opposto a esso.
C ESEMPIO
Calcoliamo il raggio della circonferenza circoscritta al triangolo ABC, di cui
B γ = 120° sono noti il lato AB = 10 e l’angolo ACW B =120o.
O r Utilizziamo la relazione:
c = 10
c 10 10 3
A r= = = .
2 sen c 3 3
2$
2

5. I TRIANGOLI QUALUNQUE
Esaminiamo ora le relazioni che legano le misure dei lati di un triangolo qualun-
que ai valori delle funzioni goniometriche degli angoli.

Il teorema dei seni


● Il teorema dei seni è TEOREMA
anche noto come teorema In un triangolo le misure dei lati sono proporzionali ai seni degli angoli
di Eulero.
opposti.
● Leonhard Euler
(1707-1783) nacque a C
Basilea, dove iniziò la sua
formazione matematica. γ
Visse poi a Pietroburgo e a b
Berlino (1744-1766), alla a
corte di Federico il Grande, a b c
——— = ——— = ———
come direttore della sezione α O sen α sen β sen γ
A r
di scienze matematiche β
dell’Accademia. Ci ha c
lasciato più di 800 scritti, fra B
libri e articoli.

Si dimostra che:
a b c
= = = 2r.
sen a sen b sen c

C ESEMPIO
γ Calcoliamo la misura del lato AB del triangolo ABC sapendo che a = 30o,
b = 105o e che la misura di BC è 6. Per poter applicare il teorema dei seni
a=6
dobbiamo calcolare l’ampiezza dell’angolo c:
α = 30° β = 105°
A B c = 180o - (30o + 105o) = 45o.

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a c
Utilizziamo la relazione = :
sen a sen c
2
6 c 6 c 6$
= " = " c= 2 = 6 2.
sen 30o sen 45o 1 2 1
2 2 2

Il teorema del coseno


TEOREMA ● Il teorema del coseno è
In un triangolo il quadrato della misura di un lato è uguale alla somma anche noto come teorema
dei quadrati delle misure degli altri due lati diminuita del doppio prodotto di Carnot.
della misura di questi due lati per il coseno dell’angolo compreso fra essi.
● Lazare-Nicolas Carnot
C (1753-1823) fu un matema-
tico e un uomo politico
γ francese, da non confon-
dersi con il figlio Sadi
b Carnot (1796-1832), che fu
a a2 = b2 + c2 − 2 . b . c . cos α un eminente fisico, noto per
i suoi studi di termodina-
mica.
α
A
β
c
B

ESEMPIO
Calcoliamo la misura del lato AB di un triangolo ABC di cui sappiamo che: C
γ = 60°
AC = 2 m, BC = 3 m e l’angolo c = 60o. 2m 3m
Applichiamo il teorema di Carnot al triangolo:
A
1
AB 2 = AC 2 + BC 2 - 2 $ AC $ BC $ cos c = 4 + 9 - 12 $ = 7, B
2
da cui AB = 7 m.

● Il teorema del coseno viene anche chiamato teorema di Pitago- C 䉳 Figura 16


ra generalizzato. Questo perché, se il triangolo ABC è rettangolo,
il teorema del coseno non è altro che il teorema di Pitagora.
Infatti, se a = 90o, si ha a
b
a 2 = b2 + c2 - 2bc $ cos 90o,
e poiché cos 90o = 0, ritroviamo il teorema di Pitagora: α
2
a =b +c. 2 2 A c B

La risoluzione dei triangoli qualunque


Risolvere un triangolo qualunque significa determinare le misure dei suoi lati ● Nel triangolo rettangolo
e dei suoi angoli. È sempre possibile risolvere un triangolo se sono noti tre suoi basta conoscere due ele-
elementi, di cui almeno uno sia un lato. menti, infatti il terzo ele-
Possiamo utilizzare il teorema dei seni e il teorema del coseno. mento è l’angolo retto.

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

Esaminiamo i quattro possibili casi.

Sono noti un lato e due angoli


Conoscendo c, a e b, vogliamo determinare c, a e b.
γ
b a Determiniamo c = 180o - (a + b).
β
Per il teorema dei seni:
α
c a c c $ sen a
= " a= .
sen a sen c sen c
Ancora per il teorema dei seni:
b c c $ sen b
= " b= .
sen b sen c sen c

ESEMPIO
C Nel triangolo in figura sono noti c = 12, a = 40o e b = 60o.
γ Ricaviamo c:
b a

α = 40° β = 60° c = 180o - (40o + 60o) = 80o.


A c = 12 B
a 12
Per il teorema dei seni, = , da cui:
sen 40o sen 80o
12 $ sen 40o 12 $ 0, 64279
a= - - 7, 83 .
sen 80o 0, 9848
b 12
Ancora per il teorema dei seni, = , da cui:
sen 60o sen 80o
12 $ sen 60o 12 $ 0, 866
b= o - - 10, 55 .
sen 80 0, 9848

Sono noti due lati e l’angolo fra essi compreso


γ Nel triangolo in figura a lato conosciamo b, c e a; determiniamo b, c e a.
b a
Determiniamo a mediante il teorema del coseno:
α β a= b2 + c2 - 2bc cos a .
c
Applichiamo nuovamente il teorema del coseno per calcolare b:
b2 = a 2 + c2 - 2ac cos b " 2ac cos b = a2 + c2 - b2 "
a2 + c2 - b2
" cos b = .
2ac
Troviamo b con la funzione arcocoseno.
Infine determiniamo c: c = 180o - (a + b).

ESEMPIO
b = 46
a Del triangolo in figura sono noti b = 46, c = 62 e a = 20o.
α = 20°
Applichiamo il teorema del coseno per calcolare a:
c = 62
a= 462 + 622 - 2 $ 46 $ 62 $ cos 20o

ab 2116 + 3844 - 5704 $ 0,93969 - 600,0082 " a b 24,50 .

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

Applichiamo il teorema del coseno per calcolare b:


b2 = a 2 + c2 - 2ac cos b " 462 = 24,52 + 622 - 2 $ 24,5 $ 62 $ cos b ,
cos b - 0, 77 " b - 40o .
c - 180o - (20o + 40o) = 120o .

● Per calcolare b abbiamo usato il teorema del coseno, invece del teorema dei seni, perché, se
determiniamo un angolo conoscendo il valore del suo coseno, allora l’angolo che otteniamo è
1
unico. Per esempio, cos b = individua un solo angolo compreso fra 0o e 180o: b = 60 o .
2
1
Invece, sen b = individua due angoli: b = 30o 0 b = 150o .
2
Quindi, se si calcola un angolo conoscendo il valore del suo seno, si ottengono due soluzioni di
cui si dovrà poi verificare l’accettabilità.

Sono noti due lati e un angolo opposto a uno di essi


Consideriamo il triangolo ABC e supponiamo noti a, b e a. Vogliamo conoscere C
γ
b, c e c. b a
Applichiamo il teorema dei seni al triangolo dato per calcolare b: α β
A c B
a b b
= " sen b = sen a .
sen a sen b a
Esaminiamo i casi che si possono presentare a seconda del valore di sen b, ricor- C
dando che deve risultare 0 1 sen b # 1, altrimenti b non esiste. γ
b
1. sen b = 1 " b = 90o. a

Distinguiamo due casi: α β


A c B
• se a $ 90 , il problema non ha soluzioni;
o
a
• se a 1 90o, il problema ammette una sola soluzione (figura a).
2. 0 1 sen b 1 1: in questo caso si hanno due soluzioni, b1 e b2, tra loro supple-
mentari, per esempio b1 acuto e b2 ottuso. C

Per sapere se questi valori sono accettabili, dobbiamo considerare a, a e b. a


b α
• Se a $ 90o , la soluzione b2 non è accettabile perché un triangolo non può β
avere due angoli ottusi. Accettiamo solo b1 acuto; il problema ammette una b
A B
sola soluzione (figura b).
• Se a 1 90o e b 2 a , allora, poiché a lato maggiore sta opposto angolo mag- C
giore, è b1 2 a oppure b2 2 a; entrambe le situazioni sono accettabili: il pro- b a
blema ammette due soluzioni (figure c e d).
α β1
• Se a 1 90o e b 1 a , allora b 1 a, per cui b2 , che è ottuso, non è accettabile A B1
e abbiamo per soluzione solo b1 . c

Per finire, dopo aver calcolato b, determiniamo c = 180o - (a + b) e poi calco- C


liamo la misura del terzo lato, applicando il teorema dei seni:
b
a c sen c a
= " c=a . β2
sen a sen c sen a α
A B2
Del caso appena esaminato trovi due esempi nell’esercizio 149 a pagina 33. d

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Sono noti i tre lati


b a Conoscendo a, b e c (figura a lato), determiniamo a, b e c.
Ricaviamo a applicando il teorema del coseno:
c a2 = b2 + c2 - 2bc cos a "

● Anche in questo caso, " 2bc cos a = b2 + c2 - a2 "


come nel secondo, è oppor- b2 + c2 - a2
tuno utilizzare il teorema " cos a = .
2bc
del coseno e non quello dei
seni. Troviamo poi a con la funzione arcocoseno.
Ricaviamo b allo stesso modo:
a2 + c2 - b2
b2 = a 2 + c2 - 2ac cos b " cos b = .
2ac
Ricaviamo b con la funzione arcocoseno.
Ricaviamo c per differenza:
c = 180o - (a + b).

ESEMPIO
γ
Consideriamo il triangolo con a = 58,6, b = 77 e c = 70.
b = 77 a = 58,6
Per ricavare a possiamo sostituire, nella formula che esprime la relazione tra
il coseno di un angolo e le misure dei lati del triangolo, i valori di a, b e c:
α β
c = 70 772 + 702 - 58, 62 5929 + 4900 - 3433, 96
cos a = =
2 $ 70 $ 77 10 780

7395, 04
cos a = " cos a - 0, 686
10 780

a - arccos 0, 686 - 47 o.

Ricaviamo b allo stesso modo:


702 + 58, 62 - 772
cos b = - 0, 29
2 $ 70 $ 58, 6
b - arccos 0, 29 - 73o.

Ricaviamo, infine, c per differenza:


c - 180o - (47o + 73o) = 60o.

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

䉴 Teoria a pag. 1
1. LE FUNZIONI GONIOMETRICHE
La secante, la cosecante, la cotangente
Utilizzando la circonferenza goniometrica, rappresenta gli angoli che verificano le seguenti uguaglianze.

sec a = 2 2 sec a =- 1 cosec a = 3


1 2 cosec a = - 3 3 4
3

5 Disegna nel cerchio goniometrico gli angoli che soddisfano le seguenti uguaglianze:
cotg a = 1; cotg b = 4; cotg c = - 2.

Indica in quale quadrante si trova un angolo a che verifica le seguenti condizioni.

6 sen a 2 0, cotg a 1 0. [II quadrante]

7 cotg a 1 0, sec a 1 0. [II quadrante]

8 cos a 2 0, cotg a 2 0. [I quadrante]

Trova il dominio delle seguenti funzioni.


cotg x
9 y= :x ! k r D 10 y=
2 :x ! k r D 11 y=cotg x-3 sen x [x ! kr]
cos x 2 cotg x 2

Espressioni con le funzioni goniometriche


12 ESERCIZIO GUIDA

Semplifichiamo la seguente espressione:


b 12 + tg2 a l 12 .
cos a sec a

Utilizziamo la seconda relazione fondamentale: c 1 + sen


2
am 1
.
cos2 a 1
c 1 sen2 a m 1 cos a
2
+ .
cos a
2
cos2 a sec 2 a Trasformiamo il tutto in prodotto fra frazioni:
Eseguiamo il calcolo all’interno della parentesi 1 + sen2 a
$ cos 2 a = 1 + sen2 a .
e utilizziamo la definizione di sec a: cos2 a

Semplifica le seguenti espressioni.


1 E
13 (sec 2 a + cosec 2 a) cotg 2 a ;
sen 4 a
cos 2 a + 2 sen 2 a - 2
14 $ cosec a [- cos a]
cotg a
1 1 1 E
15 1+ + tg 2 a - $ tg 2 a ;
cos 2 a sen2 a cos2 a
1 - sen2 a : sen a + cos a D
16 tg a + - cotg a + 1
sen a $ cos a cos a

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

le funzioni goniometriche di angoli particolari


17 Determina il seno dei seguenti angoli, utilizzando la conoscenza del seno degli angoli particolari:

; 3 2 1 3 E
120o; 135o; 150o; 180o; 270o; 300o. ; ; ; 0; - 1; -
2 2 2 2

18 Determina il coseno dei seguenti angoli, utilizzando la conoscenza del coseno di angoli particolari:

120o; 135o; 150o; 180o; 270o; 300o. ;- 1 ; - 2 ; - 3 ; - 1; 0; 1 E


2 2 2 2

19 Determina la tangente dei seguenti angoli, utilizzando la conoscenza della tangente degli angoli parti-
colari:
1
120o; 135o; 150o; 180o; 270o; 300o. ;- 3 ; - 1; - ; 0; non esiste; - 3 E
3

Calcola il valore delle seguenti espressioni.

20 4 sen 30o - sec 60o + 2 cosec 45o + cos 90o - 3 sec 0o + cotg 45o [0]

r r r r
21 4 cos 0 - 2 sec + 2 cosec - 4 sen + cotg [0]
3 4 4 2

22 3 tg 0o + 4 cos 30o sen 60o - 2 cos 45o - 6 sen 90o [-4]

23 cos 0o + sen 90o - 3 cos 180o + 5 sen2 270o - sen 180o + 7 cos 270o [10]

24 3 cos 30o - 3 sec 60o - sen 45o + cos 60o cosec 45o - 8 sen2 30o :- 1 - 2 3 D
2
r r r r r r 6- 3 2 @
25 cotg - 3 sec + cosec sec - 8 cotg cos
2 4 6 6 3 3

1 :1D
26 sec 45o - cos 45o - 2 cos 2 30o + 3 cosec 60o - 3 tg 30o + 3 cotg 60o
2 2

1 2 3
27 cos 0o + 3 sen 60o + 4 cos 90o - cos 45o - 2 cos 60o - sen 90o [-1]
3 3 2

Calcola il valore delle seguenti espressioni a coefficienti letterali.

r r r r
28 2a sen - b 2 cosec + a cos + b cotg [a - b]
6 4 2 4

29 a sen 90o + 2b cos 180o - 3a sen 270o + b cos 0o [4a - b]

30 2x cos 60o - 2y sen 60o + x sec 60o + y tg 60o [3x]

31 ba sen r - b cos rlb2a sen r - b cotg r l + b2 sec r [a 2 + b2]


2 6 4 3

r r 2 r 3
32 x tg 0 + b x cotg + y tg l - 3y 2 cotg - x cotg r [3x 2 + 6xy]]
6 3 4 2

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

䉴 Teoria a pag. 8
2. LE FUNZIONI GONIOMETRICHE
INVERSE
COMPLETA le seguenti tabelle.

33 x y  arcsen x sen y 35 x y  arctg x tg y


0 0
1 r
3
r
6 -1
1 3
- -
2 3
-1 - 3

34 x y  arccos x cos y 36 x y  arccotg x cotg y


r r
3 2
3 3
2
-1
2
- 3
2 -
r 3
5
0 r
6

Calcola il valore delle seguenti espressioni.

37 arccos c-
2 m
, arcsen
3
. : 3 r, r D 39 arctg]- 1g, arctg 3. :- r , r D
2 2 4 3 4 3
38
1
arcsen , arccos c-
3 m
. : r , 5 rD 40 arcsen 1 + arctg (- 1) :rD
2 2 6 6 4

41
1
arctg (- 1) + 2 arcsen+ arctg (- 3 ) :- r D
2 4
3 1 3 r
: D
42 arccos + arcsen - arctg
2 2 3 6

43 ESERCIZIO GUIDA

1 lD
Calcoliamo cos :arcsen b- .
2

1
• Si tratta di una funzione composta; calcoliamo il valore della funzione più «interna», arcsen b- l ,
2
r r
tenendo conto che il codominio dell’arcoseno è :- ; D :
2 2
1 r
arcsen b- l =- .
2 6
1 r
Pertanto cos :arcsen b- lD = cos b- l .
2 6
• Calcoliamo ora il valore della funzione «esterna»:
rl 3
cos b- = .
6 2

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

Calcola il valore delle seguenti espressioni.

; 2 E :1D
44 sen (arctg 1) 50 sen ^arccotg 3 h
2 2
1l 2 mE ; 2 E
45 tg barccos [ 3] 51 cos ;arcsen c-
2 2 2
46 cos 7arctg]- 3 gA :1D 52 tg ;arccotg c-
3 mE 6- 3 @
2 3
2 m ; 2 E 2 E
47 sen carccos 53 cos [arctg (- 1)] ;
2 2 2
3 mE :1D 3 mE 1
48 cos ;arcsen c- 54 tg ;arccos c- ;- E
2 2 2 3
1 ;- 3 E
49 cotg :arccos b- lD
2 3 55 sen 7arccotg]- 3 gA :1D
2

䉴 Teoria a pag. 10
3. I TRIANGOLI RETTANGOLI
56 VERO O FALSO? a) AB = AC cos c . V F
A AB
b) AC = . V F
cos a
α
c) BC = AB tg c . V F
γ d) AC = BC sen a . V F
B C
e) AB = BC cotg a . V F

Nel triangolo rettangolo della figura si ha: f) AB = AC cos a . V F

La risoluzione dei triangoli rettangoli


57 ESERCIZIO GUIDA

Risolviamo un triangolo ABC rettangolo in A, sapendo che:


a) un cateto è lungo 10 cm e l’ipotenusa 26 cm;
b) i due cateti sono lunghi 30 cm e 40 cm.

a) Troviamo gli elementi incogniti del triangolo. C


Per ricavare b, applichiamo il primo teorema dei triangoli rettangoli:
AB = BC cos b
γ
5 5
10 = 26 cos b " cos b = " b = arccos .
13 13
Ricaviamo c: 26

r r 5
c= - b = - arccos .
2 2 13
Essendo sen2 b + cos2 b = 1, ricaviamo sen b:
25 12
sen b = ! 1 - cos2 b " sen b = 1- = ; β
169 13 A B
10
abbiamo scelto il valore positivo perché b è un angolo acuto.

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

Per il primo teorema dei triangoli rettangoli si ha:


2 12
AC = CB sen b " AC = 26 $ = 24 . La lunghezza di AC è 24 cm.
13 1
b) Per il secondo teorema dei triangoli rettangoli,
C
4
AC = AB tg b " 40 = 30 tg b " tg b =
3
γ
4
b = arctg ,
3
da cui: 40
r r 4
c = - b = - arctg .
2 2 3
Con il teorema di Pitagora calcoliamo BC :
β
BC = AB 2 + AC 2 = 302 + 402 = 50 . A
30
B

L’ipotenusa BC ha lunghezza 50 cm.

Risolvi il triangolo ABC, rettangolo in A, noti gli elementi indicati.

58 b = 15 ; c = 30o . C [a = 10 3 ; c = 5 3 ; b = 60o]
γ
59 a = 24 ; b = 60o . [b = 12 3 ; c = 12; c = 30o]

60 b = 8; c = 8 3. b a [a = 16; b = 30o; c = 60o]

61 a = 48 ; b = 24 . [c = 24 3 ; b = 30o; c = 60o]
β
62 c = 10 ; c = 60o . A c B :a = 20 3; b =
10
3 ; b = 30o D
3 3
63 b = 22 ; c = 45o . [a = 22 2 ; c = 22; b = 45o]

64 b = 46 ; b = 30o . [a = 92; c = 46 3 ; c = 60o]

65 a = 84 ; c = 42 3 . [b = 42; b = 30o; c = 60o]

66 a = 28 ; c = 45o . [b = 14 2 ; c = 14 2 ; b = 45o]

67 a = 36 ; b = 18o . [b - 11,12; c - 34,24; c = 72o]

68 c = 5; a = 5 2. [b = 5; b = c = 45o]

Risolvi i seguenti triangoli rettangoli, noti gli elementi indicati in figura.

69 C 70 B
27° 33
80 arctg –––
40
A
55

A B [c - 24,97; b - 49,01; b = 63o] C :b = 66; a - 103,71; c = arctg 40 D


33

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

C A
71 73
16 20
π
––
A 4
B
C

B 30°
[a = 32; c - 27,71; c = 60o] :b = r ; b = 20; a = 20 2 D
4

B C 8
arcsen –––
72 74 17

48
25
B
C A
64
A

:b - 40,98; b - arcsen 0,85; c=arcsen 25 D :a = 136; b = 120; b = arcsen 15 D


48 17

I problemi con i triangoli rettangoli


Utilizzando i dati della figura, deduci ciò che è indicato a fianco.

C C
75 b, AC 78 tg b, cos c

10

A 5 3 B
[30o; 5]
; 55 55 E
A B ;
3 3 8
C
76 BC , sen a C
15 γ 1 79 AC , tg c
cos γ = ––
4

A B
4
cos β = ––
5
: 15 ; 1 D
4 4
β
C A B :6; 4 D
77 BC , cos c 8 3
C
80 sen c, sen a
8
3
sen β = ––
5

β
A B 8

: 40 ; 3 D ; 5 2 5 E
;
3 5 5 5
A 4 B

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

81 In un triangolo rettangolo un cateto è lungo 10 cm e l’angolo opposto a esso è di 40o. Trova il perimetro del
triangolo. [37,47 cm]

5
82 In un triangolo rettangolo il rapporto tra un cateto e l’ipotenusa è , e l’altro cateto è lungo 48 cm.
13
Determina l’area del triangolo e le misure degli angoli. [480 cm 2; 22o 37l; 67o 23l]

83 Nel triangolo ABC, rettangolo in A, un cateto è lungo 20 cm e il coseno dell’angolo acuto a esso adiacente
è 0,7. Determina l’area e il perimetro del triangolo. [204 cm2; 68,97 cm]

40
84 Nel triangolo rettangolo ABC la lunghezza dell’ipotenusa BC è 41 cm e la tangente dell’angolo BV è .
9
Determina il perimetro e l’area del triangolo.
[90 cm; 180 cm2]

85 Nel triangolo rettangolo ABC le proiezioni dei cateti sull’ipotenusa BC sono BH = 25 cm e CH = 49 cm.
Determina i cateti e gli angoli acuti.
: AB = 5 74 cm; AC = 7 74 cm; BV = arctg 7 ; CW = arctg 5 D
5 7

15
86 In un triangolo rettangolo un cateto è lungo 75 cm e il seno del suo angolo opposto è . Determina il
17
perimetro del triangolo e l’altezza relativa all’ipotenusa.
[200 cm; h - 35,29 cm]

7
87 In un triangolo isoscele la base è lunga 24 cm e il coseno dell’angolo al vertice è . Determina le altezze
25
del triangolo. [16 cm; 19,2 cm]

9
88 Il lato obliquo di un triangolo isoscele è lungo 81 cm e il coseno dell’angolo alla base è . Trova il peri-
41
metro e l’area del triangolo.
[197,56 cm; 1404,9756 cm2]

89 W = 9 . Determina perimetro e area del


Nel trapezio isoscele ABCD di base AB è AD = DC = 82 cm e tg A
40
trapezio. [488 cm; 2916 cm2]

90 Trova il perimetro di un triangolo isoscele, di base AB = 48 cm, in cui il coseno dell’angolo al vertice è
7
ugua le a - . [108 cm]
25

91 In un triangolo ABC, A
W = 30o e BV = 45o . Essendo AC = 20 cm e CB = 10 2 cm , calcola la lunghezza del
lato AB. [(10 3 + 10) cm]

92 In un triangolo rettangolo la differenza dei cateti è 6 cm e la tangente dell’angolo opposto al cateto mag-
21
giore è . Calcola il perimetro e l’area del triangolo. [420 cm; 7560 cm2]
20

5
93 Il trapezio ABCD è rettangolo in A e D. Sapendo che AB = 32 cm, CD = 8 cm e tg BV = , calcola il peri-
12
metro e l’area del trapezio e determina il valore di cos CW .
:76 cm; 200 cm 2; - 12 D
13

94 Determina i lati di un triangolo rettangolo, sapendo che il perimetro è 180 cm e la tangente di uno degli
12
angoli acuti è . [30 cm; 72 cm; 78 cm]
5

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

Triangoli rettangoli nella realtà

95 Una funivia collega due località, A e B, distanti 1200 m ed è inclinata di 42o sul piano orizzontale. A che
altezza, rispetto ad A, si trova la stazione B? [802,96 m]

96 La rampa di un parcheggio sotterraneo è lunga 8,4 m e forma un angolo di 21o con il piano orizzontale. A
che profondità si trova il parcheggio? [3,01 m]

97 In un cartello stradale si legge: «Pendenza del 14%». Percorrendo un tratto di 280 m, quanto si sale in altez-
za? Che angolo forma la strada con il piano orizzontale? [39,2 m; 8,05o]

䉴 Teoria a pag. 15
4. APPLICAZIONI DEI TEOREMI
SUI TRIANGOLI RETTANGOLI
L’area di un triangolo
Determina l’area di un triangolo ABC, noti gli elementi indicati.
r
98 a = 20, b = 5, c= . 625 3 @
3
3
99 a = 12, c = 3 2, b= r. [18]
4
5
100 b= 3, c = 16, a = 120o. [30]
2

101 a = 20, b = 12, c = 150o. [60]

5
102 b = 65, c = 20, a = arcsen . [250]
13
12
103 a = 26, c = 10, b = arctg . [120]
5
104 Calcola l’area di un triangolo sapendo che due suoi lati sono lunghi 30 cm e 18 cm e l’angolo compreso tra
essi è di 45o. [190, 9 cm 2]

12
105 In un triangolo due lati sono lunghi 28 cm e 46 cm. L’angolo compreso tra essi ha il coseno uguale a .
13
Determina l’area del triangolo.
[247, 7 cm 2]

106 Calcola l’area di un parallelogramma in cui due lati consecutivi misurano 12 e 28 e l’angolo compreso fra
r
essi ha ampiezza . [168 3 ]
3

Il teorema della corda


107 ESERCIZIO GUIDA

In una circonferenza il raggio è 20 cm. Calcoliamo la lunghezza di una sua corda, sapendo che l’angolo
al centro che insiste su di essa ha ampiezza di 120o.

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

Se l’angolo al centro che insiste sulla corda è 120o, allora il


corrispondente angolo alla circonferenza è a = 60o . C
Per il teorema della corda è:
60°
20 3
AB = 2r sen a = 2 $ 20 $ sen 60 = 40 o
= 20 3 .
2
1
O
La corda è lunga 20 3 cm.
120°
A B
C

60°

O
Osservazione. Sulla corda AB insistono angoli alla circonferenza di 60o
O
e angoli alla circonferenza di 120o. La lunghezza della corda AB che cal-
coliamo
c non dipende dall’angolo scelto, perché
A B
120°
3
sen 60o = sen 120o = .
2

Negli esercizi che seguono trova l’elemento indicato riferendoti alla figura.

108 AB = ? , r = 5, a = 30o . [5]


α
109 AB = ? , r = 12 , c = 135o . [12 2 ]

7
110 AB = ? , r = 15 , b = arccos . O [18]
25 β r
A
111 r = ?, AB = 10 3 , a = 30o. [10 3 ]
B
γ
112 r = ?, AB = 20 , b = 120o. : 20 3D
3

䉴 Teoria a pag. 16
5. I TRIANGOLI QUALUNQUE
Il teorema dei seni
113 ESERCIZIO GUIDA

Utilizziamo gli elementi indicati nella figura per trovare l’angolo b C


e i lati CB e AC del triangolo.
100°

60° β
A 86 B

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

b = 180o - (100o + 60o) = 20o .


Applichiamo il teorema dei seni per determinare CB e AC:

CB 86 86
= " CB = $ sen 60o - 75, 6 .
sen 60o sen 100o sen 100o

AC 86 86
= " AC = $ sen 20o - 29, 8 .
sen 20o sen 100o sen 100o

Del triangolo ABC sono noti alcuni elementi. Determina ciò che è richiesto.

114 a = 12, b = 9, b = 30o. sen a? :2D


3

115 a = 20, b = 9, a = 120o. sen b? ;9 3 E


40
r
116 a = 21, c = 12, c= . sen a? cos b? [impossibile]
3

117 b = 12, a = 60o, b = 45o. a? c? [6 6 ; 6 ( 3 + 1)]

118 a = 12 2 , b = 60o, c = 45o. b ? c? [12 3 ( 3 - 1); 12 2 ( 3 - 1)]

119 a = 60o, c = 75o, b = 12 . a? c? [6 6 ; 6 (1 + 3 )]

120 W = 3 e CW = r . Determina la misura degli altri due lati.


Nel triangolo ABC sono noti AB = 20 , cotg A
4 6
[BC = 32; AC = 4 (3 + 4 3 )]

121 W = r,
Determina il perimetro del parallelogramma ABCD di base AB, sapendo che BD = 12 , DAB
3
r
ABV D = . [12 2 ( 3 + 1)]
4

3 3
122 Nel triangolo ABC si conoscono AB = 10 7 m, sen A
W= e cos CW =- . Determina i lati AC e BC.
5 4
[AC = 2 (4 7 - 9) m; BC = 24 m]

2
123 Nel triangolo LMN il lato LM è lungo 60 cm e l’angolo M WLN ha ampiezza 30o. Sapendo che cos LNX M = 2,
3
determina gli altri lati del triangolo. 6 MN = 90 cm; LN = 30]2 2 + 3 g cm @

124 Il triangolo LMN è ottusangolo in LX ; sapendo che LM = 19 m, LN = 13 m e che l’altezza relativa al lato
LM è NH = 12 m, calcola il perimetro del triangolo e l’ampiezza di LNM
X .
;]32 + 12 5 g m; LNX M = arcsen 19 5 E
65

125 Nel triangolo ABC la bisettrice CD misura 8 e forma con la base AB l’angolo CD
W B = 60o . Determina DCB
W
sapendo che:
AC + CB = 24 . :rD
5

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

Il teorema del coseno


126 ESERCIZIO GUIDA
A
Determiniamo la misura del lato BC utilizzando gli elementi indi-
cati nella figura.
60°
28
12
Applichiamo il teorema del coseno: a = b + c - 2bc cos a . 2 2 2

Si ha:
B ? C
BC 2 = AB 2 + AC 2 - 2AB $ AC cos BAC W =
= 122 + 282 - 2 $ 12 $ 28 cos 60o =
1
= 144 + 784 - 2 $ 12 $ 28 $ = 592.
2
Quindi:
BC = 592 - 24,3 .

Del triangolo ABC sono noti alcuni elementi. Determina ciò che è richiesto.
r
127 a = 12, b = 6, c= . c? [6 3 ] 130 a = 24 , b = 12 , c = 12 3 . c? [60o]
3
r 2
128 b=4 2 , c = 20, a= . a? [4 17 ] 131 a= 56 , b = 10, c = 6. cos a? : D
4 3

129 a = 15 , c = 21, b = 40o . b? [13,5] 132 a = 12, b=4 10 , c = 8. tg b? [ 15 ]

5
133 Nel triangolo acutangolo ABC si ha sen ACW B = , AC = 26 cm e BC = 8 cm. Trova AB.
13
5 AB = 18, 9 cm ?

134 Un rombo ha i lati lunghi 10 cm e un angolo di 25o. Determina le lunghezze delle diagonali.
[4,3 cm; 19,5 cm]

135 W è 3 . Il punto D divide AB nei segmenti


Nel triangolo ABC la misura di AC è 4 e il coseno dell’angolo A
4
AD = 2 e DB = 1. Trova CD, CB e la misura di CM, mediana relativa ad AB.
;CD = 2 2 ; CB = 7 ; CM = 37 E
2
4
136 In un parallelogramma due lati consecutivi misurano 4 e 20 e l’angolo fra essi compreso è a = arcsen .
5
Calcola le misure dell’area e delle diagonali.
[area = 64; 8 5 ; 16 2 ]

La risoluzione dei triangoli qualunque


Sono noti un lato e due angoli

137 ESERCIZIO GUIDA

Risolviamo il triangolo ABC, sapendo che:


b = 4 6 , b = 45o, c = 120o .

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

Ricaviamo a per differenza:


a = 180o - (45o + 120o) = 15o . C
Applichiamo il teorema dei seni 4 6 120° a
per calcolare c e a:
45°
c b b sen c α
= " c= ; A B
sen c sen b sen b c

3
4 6 sen 120o 4 6$
c= = 2 = 12 ;
sen 45o 2
2

a b b sen a
= "a= ;
sen a sen b sen b

6- 2 3
4 6$
4 6 sen 15 o 4 6 ] 6 - 2g$ 2
a= = = = 6 2 - 2 6.
sen 45o 2 21
2

Risolvi il triangolo ABC, noti gli elementi indicati.

r r :b = 5 r; a = 12 2 ; b = 6 ( 2 + 6 )D
138 c = 12 3 , a= , c= .
4 3 12

139 b= 3 + 1, b = 15o , c = 120o . 6a = 45o; a = 4 + 2 3 ; c = 2 6 + 3 2 @

2 r :c = r ; b = 8 3 - 8; c = 16D
140 a=8 6, a= r, b= .
3 12 4

141 c= 4 2, a = 30o , c=
7
r. :b = r ; a = 4 3 - 4; b = 4 6 - 4 2 D
12 4
1 :c - 79o 28l; b = 112 28 ]
142 a = 28 , a = 30o , b = arccos . 2; c = 2 6 + 1gD
3 3 3

Sono noti due lati e l’angolo fra essi compreso

143 ESERCIZIO GUIDA

Risolviamo il triangolo ABC, sapendo che:

b = 12, c = 18, a = 21o .

Applicando il teorema del coseno, ricaviamo a: C

a 2 = b2 + c2 - 2bc cos a; 12 γ a

a 2 = 122 + 182 - 2 $ 12 $ 18 cos 21o - 64,69; 21° β


A B
a - 8,04. 18

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

Ricaviamo b, applicando ancora il teorema del coseno:


a2 + c2 - b2
b2 = a 2 + c2 - 2ac cos b " cos b = ;
2ac
8,042 + 182 - 122
cos b - - 0,85 " b - 32o .
2 $ 8,04 $ 18
Ricaviamo c per differenza:

c - 180o - (21o + 32o) = 127o .

Risolvi il triangolo ABC, noti gli elementi indicati.

144 b = 14 , c = 28 , a = 34o . [a - 18,17; b - 26o; c - 120o]

145 a = 15, 3 , b = 6, 2 , c = 128o . [c - 19,73; a - 38o; b - 14o]

146 a= 3, c = 5 3, b = 60o . [b - 7,94; a - 11o; c - 109o]


2
147 b = 4, c = 20 , a= r. [a - 22,27; b - 9o; c - 51o]
3
148 a = 4 3, b= 6 2, c = 60o . [a - 50o; b - 70o; c - 7, 82]

Sono noti due lati e l’angolo opposto a uno di essi

149 ESERCIZIO GUIDA

Risolviamo un triangolo ABC, sapendo che:


a) b = 6 2 , c = 12, c = 45o ;
b) b = 4 2 , c = 4 6 , b = 30o .

a) Ricaviamo b con il teorema dei seni: C

c b 45°
= ,
sen c sen b
a
b1 = 30o
12 2 1
6 2 1 6 2
= " sen b =
2 sen b 2
2 b2 = 150o α
β
A B
È accettabile solo il valore b1 = 30 , in quanto per b2 = 150
o o 12
si avrebbe b + c = 150o + 45o = 195o 2 180o .
Inoltre non sarebbe vero che ad angolo maggiore sta oppo-
sto lato maggiore: 6 2 , che è minore di 12, sarebbe oppo-
sto a 150o, che è maggiore di 45o.
Determiniamo a per differenza:
a = 180o - (30o + 45o) = 105o .
Troviamo a con il teorema dei seni:
a b a 6 2
= " = " a - 16,4 .
sen a sen b sen 105o 1
2

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

b) Applichiamo il teorema dei seni: C


c b
= , γ
sen c sen b a
4 2
c1 = 60 o

4 6 4 2 3
= " sen c = α
sen c 1 2 A
30°
B
2 c2 = 120 o
4 6

Entrambe le soluzioni sono accettabili.


• Se c = 60o " a = 90o ,
a 4 2
= " a =8 2.
sen 90o sen 30o
• Se c = 120o " a = 30o , il triangolo è isoscele, quindi a = 4 2 .

Risolvi il triangolo ABC, noti gli elementi indicati.

150 a = 12 2 , b = 8 3, a = 60o . [b = 45o; c = 75o; c = 12 + 4 3 ]


r :a = 5 r; c = r ; a = 3 2 + 3 6 D
151 b = 6 3, c= 6 2, b= .
3 12 4
152 a = 2 2, c= 2 + 6, a = 45o . [b = 60o, c = 75o, b = 2 3 0 b = 30o, c = 105o, b = 2]

153 b = 7, c = 7 3, c = 120o . [a = 30o; b = 30o; a = 7]

Sono noti i tre lati

154 ESERCIZIO GUIDA

Risolviamo un triangolo ABC, sapendo che:


a = 12, b = 17, c = 20 .

Applichiamo più volte il teorema del coseno: C

b2 + c2 - a2 172 + 202 - 122 γ


cos a = = - 0, 80 " a - 36, 72o;
2bc 2 $ 17 $ 20
17 12
a2 + c2 - b2 122 + 202 - 172
cos b = = - 0, 53 " b - 57, 91o;
2ac 2 $ 12 $ 20
a2 + b2 - c2 122 + 172 - 202 α β
cos c = = - 0, 08 " c - 85, 36o . A B
2ab 2 $ 12 $ 17 20

Risolvi il triangolo ABC, noti gli elementi indicati.

155 a = 4, b = 9, c = 12 . [a - 15o; b - 35o; c - 130o]

156 a = 20 , b = 7, c = 14 . [a - 142o; b - 12o; c - 26o]

157 a = 52 , b = 48 , c = 36 . [a - 75o; b - 63o; c - 42o]

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

158 a = 15 , b = 26 , c = 40 . [a - 10o; b - 17o; c - 153o]

159 a = 4, b=2 6, c = 2+2 3. [45o; 60o; 75o]

I problemi con i triangoli qualunque


r
160 In un triangolo un lato misura 9 2 . Un angolo a esso adiacente è di e l’altro ha tangente uguale a
4
4 ;angolo: arccos 98 ; lati: 72, 45 2 E
- . Determina le misure degli altri elementi del triangolo.
3 10

3] r r
161 In un triangolo l’area misura 1 + 3 g e due angoli hanno ampiezze e . Calcola le misure degli
2 4 3
altri elementi del triangolo.
:angolo: 5 r; lati: 2, 6 , 3 + 1D
12

25 ]
162 In un triangolo le misure dell’area e di due lati sono rispettivamente 3 - 3 g, 10 e 5] 3 - 1g. Trova
2
gli altri elementi del triangolo.
[60o, 81o, 39o, 8, 76 0 120o, 45o, 15o, 5 6 ]

1
163 In un triangolo isoscele il seno degli angoli alla base è uguale a . Calcola il perimetro e l’area sapendo che
5
la base misura 40.
:10 b 5 6 + 4l, 100 6 D
3 3

7
164 Calcola l’area di un rombo di lato 35 cm, sapendo che il coseno dell’angolo acuto è . [1176 cm2]
25

165 Determina il perimetro e la diagonale minore di un parallelogramma, sapendo che la diagonale maggiore
è lunga 20 cm e forma con un lato un angolo di 30o, mentre l’angolo a essa opposto è di 135o.
[20 ( 2 + 3 - 1) cm, 20 2 - 3 cm]

166 Calcola il perimetro e l’area di un trapezio isoscele, sapendo che la base maggiore è 90 cm, il lato obliquo
3
30 cm e l’angolo alla base ha il coseno uguale a . [204 cm; 1728 cm2]
5

167 In un parallelogramma la diagonale minore misura 2 2 cm e forma con un lato un angolo di 30o. Sapendo
che l’angolo opposto a tale diagonale è di 45o, calcola il perimetro del parallelogramma.
[2 ( 6 + 2 + 2) cm]

Le applicazioni della trigonometria alla fisica


168 Calcola il lavoro che compie una forza costante di intensità pari a 25 N, inclinata di 60o rispetto a un piano
orizzontale, agente su un corpo che viene spostato dalla forza su tale piano di 15 m. [187, 5 J]

169 Calcola l’intensità e la direzione della risultante delle due forze di intensità F l = 8 N, F m = 10 N applicate
nel punto A e che formano tra loro un angolo di 30o. [17,39 N; 16o 42l 19m risp. a F l]

170 Una massa puntiforme di 0,5 kg è appesa a un filo verticale di massa trascurabile. Una forza F orizzontale
di modulo pari a 2 N è applicata alla massa e la tiene in equilibrio in una posizione in cui il filo forma un
angolo a con la verticale. Trova l’ampiezza di a. [22o 12l 13m]

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

Altre applicazioni della trigonometria alla realtà


171 Calcola la distanza fra due laghi separati da una colli-
na, sapendo che un monastero dista dai due laghi
rispettivamente 850 m e 680 m. Inoltre, le direzioni in B
cui dal monastero si vedono i due laghi formano un
A
angolo di 72o. [909, 77 m]
680 m
850 m
72°

172 Due case, A e B, sono separate da un fiume. Una torre T è posta dalla stessa parte di B, a una distanza da B
di 375 m. L’angolo BTWA è di 60o; l’angolo ABT
V è di 75o. Calcola la distanza fra le due case. [459,28 m]

173 Calcola l’altezza di un campanile, sapendo che da un bar distante 80 metri da B


esso si vede la sua cima secondo un angolo di 42o. [- 72 m]

BAR
42°
A 80 m C

174 Un geometra deve misurare la larghezza di un canale. Dopo aver indivi- A


duato un punto di riferimento A sulla sponda opposta alla sua, pianta due
paletti: uno, sull’argine, nella posizione B e l’altro nella posizione H in
modo che la retta ABH risulti perpendicolare alle sponde (figura a lato).
Dalla posizione P, tale che PHX A = 90o, misura gli angoli HPW B, HPWA e la
distanza PH: B

HPB
W = 35 ; HPW A = 65 ; PH = 20 m .
o o
H P
Qual è la larghezza AB del canale? [28,89 m]

175 Una torre ha la sezione quadrata di area s = 64 m2 ed è inclinata su un lato di 4o 45l 9m rispetto alla verticale.
Il suo baricentro si trova a 25,6 m da terra al centro della sezione della torre. La verticale passante per il
baricentro cade dentro la base della torre? [sì, a 2,13 m dal centro]

176 Una piazza ha la forma di un quadrilatero convesso i cui angoli misurano: A W = 70o, BV = 130o, CW = 40o,
D = 120 . Se il lato AB è lungo 40 m e BC 90 m, quanto misura la superficie della piazza? [3388,26 m2]
W o

RIEPILOGO La trigonometria

177 Calcola perimetro e area di un triangolo rettangolo la cui ipotenusa è lunga 3 cm e l’ampiezza di un angolo
è di 30o. [2p = 7,1cm; S = 1,9 cm 2]

178 Determina perimetro e area di un triangolo rettangolo di cui un cateto è lungo 4 cm e il suo angolo adiacente
ha ampiezza 50o. [2p = 15 cm; S = 9, 6 cm 2]

179 Sapendo che l’ipotenusa e un cateto di un triangolo rettangolo sono lunghi rispettivamente 5 cm e 4 cm,
trova l’ampiezza degli angoli acuti. [a = 53,1o; b = 36,9o]

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

180 In un triangolo isoscele la somma degli angoli alla base vale 80o e la lunghezza del lato obliquo è 5 cm. Calcola
perimetro e area del triangolo. [2p = 17, 7 cm; S = 12, 3 cm 2]

181 In un rettangolo la diagonale, che è lunga 4 cm, divide l’angolo retto in due angoli in modo che uno di essi
sia uguale a 20o. Determina perimetro e area del rettangolo. [2p = 10,4 cm; S = 5,3 cm 2]

182 In un triangolo ABC l’altezza CH relativa al lato AB è tale per cui la lunghezza di AH è 8 cm e le ampiezze
degli angoli ACW H e BCW H sono rispettivamente 20o e 30o. Calcola perimetro e area del triangolo.
[2p = 69,5 cm; S = 227,7 cm 2]

183 In un trapezio isoscele la diagonale forma un angolo retto con il lato obliquo, la cui lunghezza è 8 cm, e la
semidifferenza delle basi vale 2 cm. Trova perimetro e area del trapezio. [2p = 76 cm; S = 232,4 cm 2]

184 L’area di un rombo è 48 cm2 e una diagonale è lunga 8 cm. Determina le ampiezze degli angoli interni del
rombo. [a = 67,4o; b = 112, 6o]

185 Un triangolo con un angolo di 40o è inscritto in una semicirconferenza di raggio 5 cm. Calcola perimetro e
area del triangolo. [2p = 24,1 cm; S = 24,6 cm 2]

186 Un trapezio rettangolo ha il lato obliquo lungo 3 cm e forma un angolo di 30o con la base maggiore, mentre
la sua diagonale minore forma un angolo di 40o con l’altezza. Trova il perimetro e l’area del trapezio.
[2p = 9,7 cm; S = 3,9 cm 2]

187 Inscrivi un triangolo ABC in una semicirconferenza di centro O e diametro AB = 4a in modo che l’angolo
in B risulti maggiore dell’angolo in A. Traccia il segmento OH perpendicolare al diametro (H ! AC ). Deter-
mina l’ampiezza dell’angolo BV in modo che l’area del rettangolo di lati OH e AC sia uguale a 4a 2 . [60o]

188 Una circonferenza ha il diametro AB = 60 . La corda AC misura 40 e il suo prolungamento incontra in T la


tangente alla circonferenza condotta per il punto B. Calcola la lunghezza del segmento BT. [30 5 ]

189 Nel triangolo LMN la bisettrice NP è lunga 78 cm, l’ampiezza dell’angolo LM


Y N è 24o e quella dell’angolo
LNM
X è 54 . Risolvi il triangolo.
o
[LV = 102 ; MN - 149,03 cm; ML - 123,26 cm; NL - 61,97 cm]
o

190 Nel triangolo ABC la bisettrice dell’angolo in C incontra il lato AB nel punto P tale che PB = 70 cm. Sapen-
do che ABC
V = 40o e ACW B = 80o, calcola l’area del triangolo. [4203,61 cm2]

191 In un triangolo ABC conosci il lato AB = 35 cm, l’angolo ABC V = 45o e la mediana AM = 28 cm. Calcola
l’area e il perimetro del triangolo.
[1a soluzione: S - 936,6 cm2; 2p - 167,3 cm; 2a soluzione: S - 288,4 cm2; 2p - 83,1 cm]

192 Nel triangolo ABC i lati AB e BC sono lunghi rispettivamente 42 cm e 78 cm; la tangente dell’angolo BAC W
3
è - . Determina gli angoli, il terzo lato del triangolo e la mediana BN.
2
[ - 123, 7o; - 29, 7o; - 26, 6o ; 46,44 cm; 58,18 cm]

193 In un triangolo rettangolo l’ipotenusa è lunga 20 dm e un angolo acuto ha ampiezza 27o. Calcola le proie-
zioni dei cateti sull’ipotenusa. [15,88 dm; 4,12 dm]

194 Il trapezio scaleno ABCD è circoscritto a una circonferenza; gli angoli alla base maggiore sono A
W = 75o,
B = 45 e l’area è S = 32 6 . Calcola il raggio della circonferenza.
V o
[4]

195 Un trapezio rettangolo ABCD circoscritto a una circonferenza ha gli angoli retti in A e in D e l’angolo acuto
in B è di 54o. Sapendo che il perimetro è 20 5 , calcola l’area e la lunghezza del lato obliquo BC.
[S = 50 5 ; BC = 10 ( 5 - 1)]

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LE FUNZIONI GONIOMETRICHE E LA RISOLUZIONE DEI TRIANGOLI

a1
196 Dimostra che in ogni triangolo rettangolo la tangente di un angolo acuto è uguale a , dove a1 e a2
a2
sono le misure delle proiezioni dei cateti sull’ipotenusa.
Determina le misure dei lati del triangolo quando a1 = 12 cm e a 2 = 4 cm. 616 cm, 8 3 cm, 8 cm @

197 Per calcolare l’area di un appezzamento di terreno a forma di quadrilatero convesso un agronomo ne misura
i lati trovando: AB = 58 m, BC = 53 m, CD = 104 m e DDA = 82 m. Misura poi l’angolo DAB W = 112o 42l.
Qual è l’area del terreno? [4949,59 m2]

198 In una zona montuosa un topografo deve calcolare l’altezza di una cima V rispetto alla sua postazione P.
Per base prende la distanza PQ = 483 m dal punto noto Q situato sulla cima di un’altra montagna. Misura
gli angoli PQV
W = 54o 48l , QPV W = 50o 39l e l’angolo a = 68o 24l che la direzione PV forma col piano oriz-
zontale. Quanto è il dislivello fra P e V? [381 m]

199 Due edifici sono posti uno di fronte all’altro alla distanza di C
20 m. Un osservatore A sta sul cornicione (figura a lato) dell’edi-
A α = 20°
ficio più basso e vede il cornicione C di quello più alto sotto l’an- β = 35°
H
golo a = 20o rispetto al piano orizzontale. L’angolo sotto cui A
vede la base B dello stesso edificio è b = 35o. Trova le altezze dei
due palazzi. [14 m; 21,28 m]
20 m B

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