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TERZO ANNUNCIO DELLA PASSIONE

Mc 10,32-45/Mt 20, 17-28/Lc 18,31-34.22, 24-27


Presente in tutti e tre i sinottici anche se Mt e Lc omettono l’introduzione vasta che fa Mc.
In Luca non è presente la domanda dei figli di Zebedeo
ERANO SULLA STRADA < ODOS < STRADA/VIA < indica una strada, un andare verso, un’azione…
Gesù da questo insegnamento per strada.
Perché si parla di salire a Gerusalemme (se stavano camminando da nord a sud9? < perché
Gerusalemme è alta 800 m e perché rappresenta il salire nel santuario, nella città santa.
C’erano coloro che seguivano Gesù che erano stupiti (discepoli) < TAMBEO < STUPITRE (qui al
participio) e poi c’erano coloro che lo seguivano impauriti < FEBO . Si segue Gesù che va a
Gerusalemme con ansia, in maniera complessa.
Gesù inizia a dire loro quello che accadrà < consegna ai capi, condanna a morte….aspetti tipici di
Marco
MASTILO < FLAGGELLARE < verbo che ritroviamo nel racconto della passione e anche nell’AT nel
giusto sofferente.
Questo terzo annuncio della passione ha di diverso rispetto agli altri proprio la caratteristica della
salita verso Gerusalemme, anche per anticipare la meta del viaggio.
Gesù è deciso nel salire mentre gli altri temono, hanno paura e dubbi < marco vuole risaltare
questo aspetto come proprio catechesi della croce.
La differenza con gli altri due annunci della passione sta anche nel dettaglio della descrizione dei
diversi momenti della passione che avverranno < scopo è avvicinare sempre di più il lettore agli
eventi conclusivi del vangelo.
Gesù è chiaramente consapevole del suo destino.
Nei testi di Giobbe, Sapienza, si mette alla prova il giusto, lo condannano a morte, lo oltraggiano <
questi richiami verranno ripresi dal Vg ma Marco vuole sottolineare il riferimento particolare al
servo sofferente di Isaia.
Differenza con Luca che dice sarà consegnato ai pagani, mentre Mc dice sacerdoti, scribi..
DOMANDA DEI FIGLI DI ZEBEDEO MC 10,35 e MT 20,20
Non presente il Lc.
In Mt si parla della madre che si avvicina, mentre in Mc Giacomo e Giovanni
[Da notare che Matteo prima del racconto del terzo annuncio e della domanda dei figli di Zebedeo,
racconta la parabola degli operai per la vigna (Mt 20,1)]
Matteo mette meno in risalto il ruolo dei discepoli e fa intervenire subito la madre. Questo
personaggio femminile entra in scena insieme ai due figli < AVVICINARSI < per intendersi
l’accostarsi, il mettere al centro della scena la figura di Gesù.
Poi la donna si PROSTA < atto di adorazione riservato solo a Dio e spesso attribuito in Mt a coloro
che non fanno parte del gruppo dei discepoli
E poi la donna PONE UNA RICHIESTA < forse la donna aveva sentito il discorso di Gesù in Mt 7,7
quando dice chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete….Qui si sottolinea che Gesù è il Signore,
che ha l’autorità di concedere ciò che gli viene chiesto ed infatti dice alla donna “ cosa vuoi?”
Nella risposta di Gesù nel bere il calice Marco dettaglia di più e parla del battesimo
Il calice, presente nella tradizione dell AT rappresenta lo strumento dell’ira divina in Apocalisse ma
qui Gesù si riferisce alla sua passione.
Mentre per battesimo non intende il battesimo in se per se ma la vera e totale immersione nel suo
mistero
E’ una richiesta strana, fuori luogo che finisce con un insegnamento che Gesù da successivamente
(Mc 10,41)
Giacomo e Giovanni sono apostoli sempre insieme a Pietre, costituiscono quasi un circolo privato,
anche se li troviamo citati anche in altri testi, questo è l’unico dove agiscono da soli senza pietro,
tanto è che Mt preferisce far intervenire la madre.
La richiesta che gli fanno è singolare, è una richiesta egoistica come se non avessero compreso
nulla degli annunci della passione di Gesù.
In Mc 9,33 i discepoli litigano tra loro tra chi deve avere la preminenza sul gruppo, qui addirittura
vogliono sedere ai primi posti < vogliono un posto privilegiato nella parusia.
ESSERE BATTEZZATI < BATTIZO < IMMERGERE < chiaro riferimento al battesimo < esseri immersi
nel Battesimo della morte di Cristo < essere in Cristo è partecipazione alla sua morte
I discepoli rispondono LO POSSIAMO < fiduciosa ma avventata risposta che mostra la loro totale
incomprensione di Gesù.
ANCHE VOI LO BERRETE < anche essi dovranno condividere il calice della sofferenza < fa
riferimento alle persecuzioni future
NON STA A ME CONCEDERLO < solo Dio può prendere queste decisioni. Molti collegano questo
brano a quello di Mc 13,33 dove dice vegliate che non sapete il giorno…
Ad ogni modo sia Mc che Mt mettono in evidenza che ci sono alcuni poteri che sono riservati solo
al P
E’ PER COLORO PER I QUALI E’ STATO PREPARATO < non indica che è solo per pochi ma per tutti
coloro che seguiranno Cristo.
IL PIU’ GRANDE TRA GLI APOSTOLI Mc 10, 41
Si collega con il brano precedente perché dice “ avendo sentito ciò i discepoli si sdegnarono contro
Giacomo e Giovanni” < si collega perché in base a questo Gesù ora deve dare l’insegnamento sul
fatto che essere veri capi significa servire.
AGANAKTEO < INDIGNARSI < il verbo di Mt è simile a quello di Mc.
Gesù chiama a se e disse loro < ha invece un atteggiamento benevolo nei loro confronti
PROSKALEO < CHIAMARE < mostra atteggiamento affettuoso da parte di Gesù
Parla dei capi delle nazioni < riferimento della dominazione romana in Palestina < dominio come
possessione, prepotenza
ARCHEIN < AVERE GOVERNO < significa anche ESSERE IL PRIMO < riferimento al testo iniziale “chi
sono i primi?”
KATACHIUREO < DOMINARE < modo di dominare quasi illimitato
DOKUNTES < SEMBRARE, ESSERE CONSIDERATI
C’è contrapposizione tra die regimi, quello terreno dove chi domina ha un crudo esercizio del
potere e quello che deve essere tra di loro all’interno della comunità.
Parallelismo sinonimico (due frasi costruite in maniera uguale ma che si completano a vicenda) al
versetto 43 e 44 < chi vuole diventare grande sarà servitore….< grande e servitore; primo e
schiavo.
DIAKONOS < SERVO < meglio tradurre così che con schiavo
DOULOS < SCHIAVO < usato nella seconda parte del parallelismo
Per capire questo termine schiavo bisogna rifarsi alla lettera a Filemone di San Paolo presente in
NT < Paolo scrive a Onesimo per il suo schiavo che era scappato e che secondo la tradizione
doveva essere messo a morte e gli dice che se ritorna da lui non lo deve accogliere come schiavo
ma come fratello.
Questa immagine di DOULOS che usa Gesù è molto forte ma serve proprio per far capire meglio
questa immagine di schiavitù che c’era all’epoca < importanza di porsi al servizio di tutti< ideale di
servizio universale per gli altri. E infatti nel versetto 45 dice che il F dell’uomo è venuto per servire.
Gesù è l’esempio dell’ideale che lui propone. Propone se stesso come capo servitore.
E’ venuto non solo per servire ma per dare la vita in riscatto per molti < LIUTRON< DARE LA VITA <
si trova sia in Mt che Mc e significa RISCATTO < pagamento del riscatto di uno schiavo per tornare
libero. Gesù utilizza questo termine per dire che anche lui ha pagato ma con la propria vita .
Il termine APOLIUTROSIS < RISCATTO è importante perché verrà molto utilizzato da Paolo per il
riscatto di Cristo sulla croce.
Al versetto 28 troviamo ANTI POLON < PER TUTTI < A VANTAGGIO DI MOLTI < Gesù ha dato la sua
vita non per poche persone!
Dopo che Gesù ha fatto 3 annunci della passione ma i discepoli ancora non capiscono, addirittura
vogliono stare al primo posto!
Tra Mc e Mt posche differenze, solo che Mt ha snellito un po' la narrazione. Invece Lc22, 24-27
inserisce il testo in un contesto diverso < li introduce nel racconto della passione, nell’istituzione
dell’eucarestia e quando ha già detto che uno di loro lo tradirà.
Gesù dice quale deve essere il comportamento, come deve essere l’autorità della comunità, della
futura chiesa < questo discorso non scaturisce dalla domanda di nessuno come invece avviene in
Mc e Mt.
Ci-ò perché Lc scrive per i cristiani di 2 e 3 generazione che hanno già problemi nel gestire le loro
comunità all’interno.
Anche Lc riprende l’immagine del mondo politico ma a differenza di Mc che parla in generale dei
capi, Lc si riferisce ai re delle nazioni ellenistiche.
“Voi non fate così” < gesù non contesta l’esistenza dell’autorità ma il cattivo impiego. Non vuole
riformare il mondo mondano ma prende spunto da questo per introdurre la nuova realtà
escatologica, i tempi nuovi.
Mentre Mc vede nel servizio la via della grandezza, Lc la rivolge a coloro che sono già grandi nella
comunità per invitarli a servire < in pratica Lc riattualizza questo concetto, lo riformula in base al
suo contesto storico sociale.
Quella in Lc è una norma concreta, un atteggiamento che devono assumere coloro che hanno
preso l’eucarestia.
Lc 22, 26 < il più grande lo contrappone con il più giovane e non con il servitore come in Mc <
perché all’interno della comunità cristiana ai più giovani venivano affidati i servizi più umili.
Lc 22, 27 < sto in mezzo a voi come colui che serve < non presente in Mc e Mt < serve per
rafforzare ancora di più il concetto del servizio. Il fatto di essere in mezzo richiama la presenza di
Gesù nell’eucarestia, la presenza attuale. E’ un servire di Gesù che non ha mai fine.
Anche nei versetti successivi di Lc Gesù rimane ancorato a questa prospettiva eucaristica di done di
sé.
Quindi possiamo vedere come in Lc ci sia una teologia diversa causa anche di una situazione
storico sociale diversa…