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INDISSOLUBILITA’ DEL MATRIMONIO E BENEDIZIONE DEI BAMBINI

Mc 10,1-16/Mt 19,1-15/Lc 18,15-17


Qui marco non ci da nessun insegnamento ma inizia una disputa < è lecito ripudiare…i farisei lo
interrogano per metterlo alla prova
- INTRODUZIONE < In Matteo il testo è più lineare e scorrevole rispetto a quello di Marco
- (Mc) ERKOMAI < VIENE < tempo usato al presente per rendere il racconto più immediato,
affascinante, tipico dei cantastorie.
- Problema geografico nel testo di Marco < abbiamo 3 varianti del testo :
o Nella regione di giudea e aldilà del giordano (traduzione CEI)
o Nella regione di giudea , al di la del giordano (senza e)
o Nella regione della giudea attraverso il giordano

Gesù per evitare la Samaria sembra passare per la giudea passando per la perea a est del giordano
per poi attraversare di nuovo il giordano e andare nella giudea.
Marco non è molto preciso nella geografia.
Nella giudea gesù riprende di nuovo il suo insegnamento pubblico, mentre in galilea
l’insegnamento era per i discepoli
- Avverbio PALIN < per far riferimento all’abitudine di insegnare da parte di Gesù
Mc 10, 2 < alcuni farisei si avvicinarono per metterlo alla prova. Molti manoscritti non contengono
questa frase che forse è dovuta per armonizzazione con Matteo 19, 3
Questione del divorzio già oggetto di controversia tra i saggi farisei < APOLUO’ <
LASCIARE/MANDARE VIA < termine tecnico spesso usato per il divorzio.
I farisei sapevano che era lecito ripudiare la moglie in base a Dt 24,1-14 < gli avversari di Gesù già
sapevano la risposta ma volevano farsela sentire da lui per far vedere a tutta la folla se fosse o
meno un vero giudeo ortodosso. Quindi Gesù viene messo alla prova < verbo PEIRAZO < participio.
Gesù risponde con una nuova domanda < tipico dei discorsi rabbinici < che cosa vi ha comandato
Mosè?
In realtà Mosè non da nessun ordine sul divorzio perché l’unico brano è quello di Dt che viene
citato per il casi di un uomo che ripudia la propria moglie e vuole risposarla di nuovo dopo che lei
si è risposata e rimasta vedova
Nei passi della Bibbia il ripudio è comunque una prerogativa del marito
Gesù costringe i suoi avversari a pensare cosa ha permesso Mose piuttosto che cosa ha ordinato.
Dt 24, 1- 3 < il marito lasciava un doc scritto in cui dichiarava che ripudiava la moglie < una specie
di certificato che permetteva alla donna di risposarsi < era una protezione legale contro un
eventuale rivendicazione del marito.
Mc 10, 5 < oer la durezza del vostro cuore…< Ma Gesù disse loro che Mose ha scritto questo
comandamento per la durezza del vostro cuore < verbo SKLEROKARDIA < si trova 3 volte in tutto il
NT < significa DURO DI CUORE, OSTINATO < è un termine molto forte, per questo usato
raramente. La durezza del cuore è uno dei grandi temi biblici < nella tradizione profetica si riferisce
al rapporto del popolo con Dio. Dato che il cuore è la sede della comprensione, il centro delle
emozioni, la sua durezza comporta la totale chiusura della mente e delle emozioni nei confronti
della verità.
- Nell’Esodo il faraone è presentato come esempio della durezza di cuore
- Nel Salmo il popolo di Israele è invitato a non comportarsi come i loro antenati nel deserto
esempio di durezza di cuore
- Gesù nella sinagoga accusa i suoi avversari di essere duri di cuori utilizzando però il termine
POROSIS < ESSERE CIECO NEL CUORE
Termine ENTOLE’ < COMANDAMENTO / NORMA / ORDINE TEMPORANEO < marco lo usa in 10, 5 <
cita scrittura AT < 2 versi di genesi in 2 contesti diversi < creazione < espressione della volontà di
Dio prima della caduta < nuova creazione inaugurata dal ministero di Gesù < con Lui finalmente
può essere messo in pratica ciò che era dall’origine la volontà di Dio, il suo piano originario.
Termine ARCHE’ < fa riferimento proprio al piano originario di Dio. Marco come testo base per
utilizzare questa citazione della genesi usa proprio la LXX in quanto i termini sono gli stessi.
“e si unirà a sua moglie” < manca in molti manoscritti questa frase < forse errore da parte del
copista il cui occhio è saltato da un E ad un altro E ( e i due diventeranno una cosa sola).
Il matrimonio tra uomo e donna rappresenta una riunificazione di quel piano originario < ideale
positivo del matrimonio proposto da Gesù. L’uomo non divida quello che Dio ha compiuto.
In Dt però è solo il marito che può ripudiare < in Marco Gesù abolisce del tutto il divorzio, non lo
accetta! Verbo SYZEYGNYMI < sun – con < unito insieme + zeugos < giogo che tengono gli animali
per farli andare avanti insieme.
Poi In casa i discepoli lo interrogano di nuovo su questo argomento < e lui risponde che il peccato
vale sia per l’uomo che per la donna < messi allo stesso livello
Marco 10, 11 < anche la moglie può essere vittima dell’adulterio del marito. Uguaglianza tra
marito e moglie.
Marco 10, 12 < se la donna ripudiato il marito ne sposa un altro anche lei commette adulterio.
Alcuni considerano questa frase un’aggiunta in quanto nella tradizione romana la donna poteva
chiedere il divorzio < questo perché marco scrive per un pubblico di tradizione latina, forse scrive a
Roma. Per capire quale era la legge romana basta prendere 1 Cor 7,10 < colonia romana< Paolo
qui dice “la moglie non si separi dal marito” come per dire che forse vi era questa usanza a Roma
che anche le donne si separavano dal marito.
I farisei cercano di mettere Gesù in conflitto con ciò che è un insegnamento chiaro delle scritture <
quando Gesù chiede ai discepoli cosa dice Mose a proposito allora li smaschera perché in realtà fa
capire che i discepoli già sanno quale è la risposta!
Tra le due prescrizioni di genesi e deuteronomio bisogna dare più importanza a quella della genesi
in quanto è il progetto di Dio sull’uomo < per questo Gesù cita i brani di Genesi e non
deuteronomio < non si va contro la legge ma si rispetta semplicemente la volontà di Dio < Gesù
non oppone alla torah una propria norma giuridica ma una volontà originaria di Dio, la logica del
regno che conduce alla piena realizzazione del piano di Dio. .
Gesù propone un ideale positivo del matrimonio in cui i due diventano una carne sola.
CONFRONTO CON IL TESTO DI MATTEO
MATTEO 19 < versetto 4 a differenza di Marco nella risposta è più ortodosso < il creatore dall’inizio
vi ha fatto maschio e femmina!
Perché allora ha ordinato di darne atto di ripudio? Perché Mosè lo ha concesso? E Gesù risponde
per la durezza dei vostri cuori, ma dal principio non fu così.
Reazione diversa dei discepoli < dicono se questa è la condizione allora non conviene sposarsi!
Gesù risponde che a non tutti è dato! Ci sono eunuchi!
La narrazione inizia con un’introduzione, poi la diatriba, poi dialoghi con i discepoli e poi termina
con la scena dei bambini. Rispetto a Marco la scena narrativa è esigua prevale più l’aspetto
dialogico.
Gesù arriva in un luogo indefinito della Giudea .
Nell’intro abbiamo il solito ritornello. L’inizio del capitolo 19 segna la fine del quarto grande
discorso di Matteo (in Matteo totale 5 discorsi). In questo cammino Gesù è accompagnato dalle
folle e guarisce i malati.
Nella diatriba Gesù risponde con 2 citazioni bibliche, poi il dibattito continua con la contro
domanda dei farisei e gesù risponde con la duplice sentenza per poi chiudere il dibattito.
Mt 19, 10 < La discussione finisce con la considerazione dei discepoli che non conviene sposarsi <
questa affermazione non compare negli altri sinottici < Gesù parla di eunuchi naturali, eunuchi
prodotti dal regno e eunuchi prodotti dall’uomo < questa distinzione vi è solo in Matteo e Gesù
enfatizza gli eunuchi prodotti per il Regno dei cieli.
Allora vennero bambini e Gesù disse di non portarli via e impone loro le mani < ad essi appartiene
il regno dei cieli< termina con questa scena.
Ora esaminiamo il testo greco sempre in Matteo
Per Matteo la Galilea è importante perché luogo della chiamata dei discepoli, dell’insegnamento di
Gesù e la Giudea allo stesso modo (valenza teologica) in quanto luogo che condurrà Gesù alla
morte < allo spostamento di Gesù corrisponde anche lo spostamento delle folle che spesso
vengono descritte che lo seguono < rilevanza dell’opera dell’insegnamento di Gesù.
GLI SI AVVICINARONO < PROSELTON < PROSERCOMAI < indica non tanto la relazione di Gesù e i
discepoli come altre volte ma semplicemente che al centro di questa scena c’è gesù.
PERAZO < Matteo sottolinea le intenzioni diaboliche dei farisei di metterlo alla prova
E’ LECITO…? < problema molto dibattuto nel giudaismo dell’epoca ma questo interrogativo si
differenzia da quello di Marco non solo perché formulato con un discorso diretto ma perché non
pone la questione della liceità del divorzio consentito dalla Torah (Dt) ma dal permesso di
separarsi dalla moglie per qualsiasi motivo
APOLUIO < RIPUDIARE < c’erano due scuole in merito < la scuola di Shammai che permetteva il
divorzio solo in caso di infedeltà coniugale e quella di Lel (a cui fa riferimento Paolo) secondo la
quale il ripudio della donna poteva avvenire per qualsiasi motivo.
Forse il fariseo qui descritto è della scuola di Lel.
La risposta di Gesù sorpassa qualsiasi sottigliezza giuridica e si rifa direttamente al testo biblico di
Genesi!
Retoricamente Gesù risponde con la domanda < non avete letto? < modo di dire assente in Marco
Matteo presenta gesù come un forte conoscitore della Legge, del testo sacro. Nei due passi di
genesi che cita fa notare come la differenziazione sessuale sia la condizione dell’unione sponsale e
l’importanza dell’unità della coppia come unione carnale.
Matteo si rifa al testo masoretico, mentre Marco a quello della LXX.
In Mt si mette più in risalto la figura di Dio mentre quella di Mosè è ricordata per la funzione
legislatrice < la diatriba tra gesù e i farisei si trasforma in una discussione su come interpretare a
volontà di Dio in merito all’unione tra uomo e donna.
MT 19, 8 < PER LA VS DUREZZA DI CUORE.. < la legge promulgata da Mosè è stata fatta solo per la
durezza di cuore, per l’incapacità di vivere secondo l’originario disegno divino.
Gesù non propone una norma ma un valore da seguire se si ha la fede.
Matteo non riporta come Marco il caso della donna soggetta al divorzio (Mc 10,12) o quello di Luca
che parla dello sposare la donna ripudiata (Lc 16,18)
PORNEIA < UNIONE ILLEGITTIMA < termine usato sia per riferirsi a unioni illegittime (matrimonio
tra consanguinei) che per condotta lasciva della moglie.
Allora i discepoli dicono che è svantaggioso sposarsi (Mt 19,10) < svantaggio della condizione
dell’uomo verso la donna (perché chi ripudia la propria moglie commette adulterio se non per
causa di porneia data da immoralità della donna)
Gesù risponde ai discepoli con il verbo COREO < COMPRENDERE < non tutti possono comprendere,
c’è bisogno di fede < il discepolo aderisce per fede a quello che dice Gesù.
Mt 19, 12 < questione degli EUNUCHI< dal verbo EUNUCHIA < ESSERE UNO SOLO < ci sono quelli
naturali e quelli resi così dagli uomini (castrati). Conviene restare celibi non per la ragione che
hanno detto i discepoli ma perché questo stato di vita è un dono di Dio < una condizione che può
essere vissuta solo da pochi.
Solo Dio può concedere questa condizione < per questo c’è differenza tra eunuchi umani e quelli
del regno. Per Israele la castrazione era un abominio < un eunuco non poteva appartenere ne al
popolo ne alla casta sacerdotale < matrimonio per Israele era obbligatorio proprio per adesione
delle scritture.
Gli eunuchi del regno operano per il regno e per questo sono accettati < donarsi completamente a
Dio. Superamento dei rapporti matrimoniali
GESU’ E I BAMBINI Mt 9, 13-15
PROSEKISTEN < AVVICINARSI
PAIDIA < BAMBINI da cui deriva PEDAGOGIA
PROSEUCOMAI < PREGARE
Gesù ne approfitta per riprendere un tema già affrontato in Mt 18,1-5 sul fatto che il bambino
diventa modello del credente e perciò contrasta i discepoli dicendo di accogliere i piccoli.
Il bambino rappresenta chi ha fiducia, chi si abbandona totalmente a Dio.
La scena si chiude con la richiesta delle imposizioni delle mani
CONCLUSIONE
Questo testo rappresenta una catechesi sul matrimonio e sul celibato < tutti e due hanno un ruolo
importante per l’edificazione della comunità < ad entrambi è richiesta una radicalità evangelica.
Gesù parte da un disegno originario di Dio. Un io che in entrambi i casi non diventa fine a se steso.