Sei sulla pagina 1di 12

Attraversare boschi narrativi

Dall'educazione all'autoeducazione. Il ruolo dell lettura oggi ( Bruno Rossi)


Nel nostro paese si legge poco, aumentano i lettori occasionali e diminuiscono quelli abituali. Il non
leggere, il leggere male è matrice di impoverimento cognitivo ( → il NON leggere è un delitto che
una persona paga per un'intera vita).
Della parola scritta e della lettura non si può fare a meno. Il saper leggere è uno dei più potenti
strumenti di autoapprendimento e di autopromozione per poter accedere alla cultura e poterla
possedere attraverso un inconto.
Attenzione rapporto persona-lettura → la lettura dei libri è in grado di attivare un processo di
sviluppo della persona.
Fin dall'infanzia va promosso l'interesse per la lettura, importante che l'adulto lettore sia
appassionato, attento, capace di stimare la lettura.
Lettura e libertà
Libro: sollecitazione e sostegno dell'esperienza interiore, aiuto alla persona a farsi soggettività,
amplia e approfondisce la conoscenza.
Proust: lettura come “iniziatrice le cui chiavi ci aprono nel profondo di noi”.
Il libro è un mezzo fondamentale per l'affermazione della libertà dell'essere umano.
Nobile: la lettura affina lo spirito critico, rafforza l'autonomia di giudizio, educa il senso estetico,
nutre la fantasia, dilata l'immaginazione, coltiva il sentimento: risulta essenziale alla formazione
integrale della persona.
Attraverso la lettura libera il bambino si educa a comprendere il significato di un' esperienza
significativa in quanto fondata sulla scelta. Molto spesso all' alunno viene imposto di leggere,
quasta diviene una operazione meccanica e non coinvolgente, facendo sì che si allontani dalla
lettura. Un atteggiamento passivo nei confronti della lettura è tipico della maggioranza della
popolazione.
La dislessia nasce dalla poca lettura di libri.
Atteggiamenti di rifiuto nei confronti della lettura e del libro trovano la loro genesi in un più ampio
rifiuto dell'esperienza scolastica e dell'insegnante.
Oggi: lettura non è un'esperienza frequente perchè distratta dai nuovi media che occupa il tempo
libero dei giovani.La lettura nella vita quaotidiana occupa un posto periferico nonostante sia uno
strumento di autoformazione permanente.
L'amore per la lettura va custodito ed alimentato fin dai primi anni di vita . Le radici dell'interesse
per la lettura affondano già nel periodo neonatale e attraverso il parlare del genitore il bambino può
prendere “conoscenza” con la parola e può essere preparato ad incontrarsi con il racconto orale.
Dolto: ascoltare la voce dell'aldulto favorisce nel bambino voglia di leggere e familiarità con la
parola scritta.
Riaccreditare la parola scritta in un contesto multimediale
In una società come la nostra la parola viene sostituita molto spesso con l'immagine. La
sovraesposizione ai media può creare una riduzione di possibilità di compiere esperienze “altre”.
Molti ritengono che è opportuno accogliere le diverse tecnologie e i differenti strumenti e puntare a
realizzare una scuola multimediale impegnata ad attuare un'alfabetizzazione multimediale.
Piuttosto che avvalere del primato della verbalità o quella dell'iconicità, è importante dare evidenza
ai rispettivi poteri della parola e dell'immagine lasciando emergere in contempo il potenziamento
che ciascuna riesce a guadagnare da un incontro interattivo con l'altra.
Leggere ad alta voce per educare al piacere di leggere ( Enzo Catarsi)
Il difficile amore per il libro
Fra le generazioni più giovani, nell'ultimo decennio, si è iniziato a vedere una diffusione della
lettura.
Elementi che influenzano in maniera positiva il bimbo verso la lettura sono la frequenza della
scuola materna, genitori che leggano ( i bambini che leggano di più hanno in casa una biblioteca), la
scuola.
I lettori forti sono coloro che leggono più di dieci libri in un anno circa. I lettori forti non sono
“centrati” solo sui libri, ma fanno uso anche dele nuove tecnologie digitali.
Lettura e competenze metacognitive
È importante, affinche il bimbo inizi ad interagire con il libro, iniziare dall'asilo nido e scuola
dell'infanzia. L'uso del libro consente di attivare situazioni emotivamnete “calde” , in cui l'adulto
può entrare in relazione stretta con il bambino → il libro crea situazioni piacevoli, sollecita
motivazioni.
Nel rapporto adulto-bambino giocano un ruolo di primo piano i libri di immagini che sono adatti
per educare i bambini alla “lettura” autonoma. Questi libri favoriscono lo sviluppo di una futura e
persistente motivzione al leggere.
Il “primato delle illustrazioni” è evidente per i bambini fino ai sei anni, per questo motivo occorre
fare attenzione al fine di presentare libri intelligenti e significativi.
Il primato delle illustrazioni
La lettura ad alta voce da parte dell'adulto al bimbo si presenta come “strategia” fondamentale nel
processo evolutivo.
Dopo la lettuta di un libro l'adulto deve proporre una conversazione e discussione collettiva. La
pratica della conversazione collettiva è molto utilizzata nella scuola dell'infanzia, a cominciare dai
primi momenti della giornata quando si chiede al bimbo di raccontare cosa ha fatto nella serata o
nel corso dei giorni festivi. Questa è quella più importante per creare il gruppo e per costruire una
enciclopedia personale condivisa.
Le ragioni della lettura ad alta voce
La lettura ad alta voce stimola la capacità di ascolto, dilata i tempi di attenzione, favorisce la
creazione di immagini mentali (competenza creativa ).
Prima di leggere un libro al bambino è importante che l'adulto lo abbia letto in precedenza: è
sbagliato leggere un libro che non piace all'asoltatore + fare attenzione a non scegliere libri troppo
difficili.
Occorre leggere lentamente da dare il tempo al lettore di costruire proprie immagini mentali.
Importante mostrare interesse e coinvolgimento nella lettura che proponiamo.
Libri e pratiche di lettura: la comprensione nell'infanzia ( Roberta Cardarello)
I libri per l'infanzia
Letteratura per l'infanzia = libri specifici per bambini ( non solo per ragazzi) da 0 a 6 anni.
Pratiche di lettura = modalità interpresonali e sociali di realizzare la lettura nell'infanzia.
I libri per bambini includono le conte, le filastrocche della tradizione popolare o letteraria, le
illustrazioni, le fiabe, le favole, le raccolte di storie e aneddoti.
Albo illustrati:
– libri-gioco
– libri descrittivi e libri scriptici
– libri narrativi: narrative forti e narrative deboli
Libri-gioco
Confine tra oggetto da manipolare e oggetto da guardare, con cordicelle, linguette da tirare, pagine
che si aprono e diventano uno scenario articolato, tridimensioanlele, libri a forma di papera ecc...
contengono immagini vivaci e grandi, possono essere di diversi materiali. Sono ogetti “di confine”
tra il giocattolo e il libro.
Libri descrittivi e libri scriptici
Libri descrittivi = una sorta di “saggistica” o divulgazione.
Sono libri sugli elemti naturali, sugli animali, … Possono essere costituiti da semplici illustrazioni,
oppure essere articolatiin molte pagine che mostrano e commentano vari aspetti di un fenomeno.
Obiettivo: informare il lettore su un aspetto, o un fenomeno della realtà. Insegnare cose nuove, di
far conoscere luoghi o oggetti sconosciuti. Al tempo stesso possono essere riconosciuti come “libri-
gioco” per le caratteristiche formali editoriali. La presenza di illustrazioni degli oggetti, che li rende
più concreti, ne facilita l'immediata apprensione e impedisce quindi un apprendimento nozionistico
e nominalistico.
Alphabet books: libri che vogliono insegnare contenuti che introducano al sistema della
alfabetizzazione formale, mettono in evidenza, tramite il colore e l'uso di caratteri speciali le lettere
dell'alfabeto
Cristina Lavinio distingue cinque tipi testuali:
– descrittivo : con focus su fenomeni visti in contesto spaziale;
– narrativo: focus su azioni e trasformazioni di persone, oggetti;
– espositivo: sintesi e scomposizione degli elementi costitutivi dei concetti;
– argomentativo: focus su relazioni fra concetti;
– regolativo: focus sl comportamento futuro degli interlocutori.
Tale classificazione funziona bene per i testi per gli adulti
Libri scriptici= producano degli script, ovvero tipici copioni di comportamento pertinenti per
determinanti luoghi o occasioni ( es: festa di compleanno).
Libri narrativi
All'interno dei libri narrativi troviamo una varietà di generi: narrazioni comiche, dei sentimenti, di
avventura, di mistero, fiabe della tradizione orale, favole.
Si presentano in due grandi formati editoriali:
– la raccolta ( di fiabe, favole, storie): appartiene ad una tradizione letteraria delle storie per
bambini e prevede una prevalenza di testo verbale.
– il testo singolo: prezenza più determinante della illustrazione ( picturebook = prevalenza
dell'immagine) → porta a riflettere sull'universo figurale e l'alfabetizzazione visuale
implicata dall'uso dei libri per bambini, il linguaggio iconico modifica la lettura della storie.
Il bambino, non ancora alfabetizzato e che dunque non può leggere il testo verbale
autonomamente, può accedere al linguaggio delle figure.
Nei testi narrativi la loro struttura di base incluede un evento, da cui si origina una catena di fatti che
costituisce la trama della narrazione. Questo evento costituisce una novità, una interruzione dello
svolgersi abitaule delle cose → evento= cuore della struttura narrativa, perchè gli accadimenti
successivi si collegano ad esso in modo stretto.
Principio di corenza = quello che regola lo svolgimento delle narrazioni.
Propp trovò che nelle fiabe russe c'era un canovaccio ( trama, traccia) riccorrente:la storia iniziava
con un divieto al protagonista, cui seguiva una infrazione del divieto, spesso sotto forma di
allontanamento.
Narrative forti = storie che seguono una sequenza regolare;
narrative deboli = testi che raccontano lo svolgersi di eventi senza presentare lo schema evento-
tentativi-soluzione.
Dall'oggetto al significante / dalla pluralità di oggetti all'ambiente e al ontesto
Una delle prime tappe di avvicinamento alla lettura e alla compresione è la scoperta del libro come
oggetto; i bambini con il libro scoprono la possibilità di incontrare gli oggetti rapprensentati,e
scoprono che la figura è l'illusione di un oggetto. Il passaggio dagli oggetti tridimensionali agli
oggetti bidimensionali comporta passare dalla consapevolozza sensoriale alla esplorazion simbolica.
Anche gli album che raffigurano una pluralità di oggetti per rappresentare un ambiente attivano nei
bambini un processo di costruzione del significato più generale e più astratto.
Da una pagina all'altra: la co-referenzialità
I libri scriptici sono occasioni di fare esperienza di un testo. Il bimbo quando legge una sequenza di
immagini ne riconosce la successione, riconoscendo i personaggi come gli stessi da una pagina
all'altra → esperienza della continuità delle azioni. Es . Piccolo blu e piccolo giallo ( 1999). I libri
di semplici successioni rispondono ad un'esperienza tipica dei bambini e prciò sono per loro
interessanti. Secondo Levorato i bimbi, fino a sette anni, usano schemi scriptici in modo rigido e
sono impegnati a consolidare il proprio sistema conoscitivo.
Questo tratto della co-referenzialità è accentuato per tutti i libri di narrativa.
I processi di integrazione e le parole
Nella comprensione delle narrative vengono sollecitatii processi di integrazione delle parole fino a
delineare la trama della storia. L'azione della consìoscenza pregressa nella comprensione dipende da
due principali condizioni: l'esistenza di tale conoscenza pregressa, e la consuetudine ad usare le
conoscenze precedenti per elaborare le frasi fino a ricaverne significati compatibili e con quanto si
legge.
Per coltivare la capacità di lettura nei bambini i criteri a cui ispirarsi è il supporto allo sforzo di
andare “oltre il testo dato” facendo ricorso a tutte le conoscenze extratestuali → devono abituarsi
ad usare ciò che sanno e a scegliere, tra le molte cose che sanno, quelle più adatte ad essere
impiegate nell'eestrazione di un significato sensato.

I modi di leggere come impalcatura di lettura


La lettura di libri per bambini è mediata dall'adulto → si chiama: lettura ad alta voce e lettura
congiunta ( libro sfogliato insieme e insieme commentato). La mediazione dell'aldulto è importante
da un punto di vista della formazione della mente e delle disposizioni attentive, cognitive e
culturali del piccolo lettore. L'aduto invia una forma di interazione con il testo.
Il leggere regolarmente ai bambini fin da piccoli, usare i libri nelle normali interazioni con loro, ha
effetti positivi nello sviluppo della lingua, maggiore motivazione nella lettura e pronto
apprendimento della tecnica di lettura a scuola.
Sono state individuate indicazioni sulle modalità di lettura dell'adulto per la comprensione nei
bambini:
– rilettura delle storie → il bimbo costruisce una rappresentazione progressivamnete più
chiara ed integrata dei segmenti del testo;
– intensità della partecipazione emotiva del bambino all'ascolto/lettura;
– lettura dialogata sulle figure e sulle storie.

Kathy Coulthrd dimostra che i bambini “capiscono la figura” attraverso 3 stadi:


- intimate responses = prima risposta di un bambino ad un'immagine;
- extrapersonal responses = esplorazione più analitica dell'immagine;
- intertextual responses = attivazione di schemi connessi ad altri tsti e storie conosciute.

Raccontare e leggere in famiglia e a scuola ( Angelo Nobile)


Come l'adulto, anche il bambino ama le storie che evadano dalla quotidianità e si liberano in una
dimensione di fantasia e di sogno. Il raccontare le storie non cessa nemmeno nella società
digitalica; questo bidogno veniva soddifatto dalla famiglia ( nonni, madre), nella società dei
consumo viene soffocoto da ritmi della vita frenentica.
Incontro affettivo adulto-bambino
Il racconto “faccia a faccia”, in cui l'aduto funge da intermediario tra il libro e bambino,
rapprensenta una preziosa occasione di incontro affettivo, di dialogo, di confidenza tra adulto e
bimbo. Attraverso la modalità del racconto si rafforzano i rapporti di affetto e di fiducia, dialogo,
confidenza. Anche per l'adulto raccontare e leggere al bambino equivale a riappropriarsi della
propria infanzia → Neruda : “ l'adulto che non narra ha smarrito per sempre il bambino che è dentro
di sè”.
Chi legge ha la possibilità di introdurre il racconto nel momento psicologicamente più adatto, deve
selezionare accuratamente i contenuti narrativi da proporre. A fine narrazione può nascere un
momento di domande, conversazione e riflessioni.
L'anonima narrazione audiovisiva non può competere né sul piano pedagogico né su quello del
gradimento infantile col racconto o lettura “faccia a faccia”.
Valenze formative → la narrazione ascoltata
– dilata gli orizzonti cognitivi
– sviluppa competenze linguistiche
– potenzia il pensiero critico
– nutre fantasia e immaginazione
– concorre all'educazione morale e civile
– matura attitudini empatiche
– riconoscere succesione degli eventi
– profilo linguistico: accresce le competenze espressive e sintattiche, favrisce il controllo e
l'uso dei simboli verbali. → padronanza della lingua → favorisce processi di
socializzazione, migliora l'integrazione a scuola, consolida le strutture cognitive.
Racconto e lettura dell'insegnante nella scuola
Essenziale che all'interno della quotidiana attività didattica trovi spazio il momento del racconto e
della lettura dell'insegnante, i funzione ricreativ, arricchimento della personalità, ampliamento delle
conoscenze. Non bisogna costringere il bambino/ragazzo, dopo la narrazione, ad attività, ma
incoraggiandole e favorendole solo se scaturiscono da una sua spontanea motivazione. Narrazione
e lettura non conoscono confini né limiti di età → questa attività non deve essere riservata solo alla
scuola dell'infanzia , ma anche alla scuola secondaria di primo grado, secondaria superiore.

Il ruolo della letteratura ad alta voce nell'infanzia e nell'adolescenza ( Rita Valentino


Merletti)
La scuola italiana ha riservato una scarsa attenzione alla promozione della lettura nei ragazzi. La
scuola deve fornire ai propri allievi solide basi linguistiche per poter affrontare le sfide poste da una
società complessa come la nostra.
Life long learning : continuare ad imparare anche quando l'obbligo scolastico è terminato.
A determinare il successo della lettura ad alta voce concorrono molti elementi come il fare pratica,
conoscere bene i libri, saper mantenere l'attenzione di un gruppo di ascoltatori e sprattutto
sperimentare il piacere del leggere. Leggere al alta voce, condividere con altri il piacere di una
storia equivale trasmettere una parte di se stessi.
È l'atto di leggere che produce un cambiamento nel nostro modo di essere, di pensare e di agire.
Marcel Proust : leggere come occasione di trovare rifugio in un proprio personale “santuario”.
Leggere non è facile: è un processo lungo e dipende da quanto e dalmodo in cui ci viene insegnato;
fattori essenziali sono la piacevolezza, l'empatia, l'attenzione e la precocità del rapporto tra bimbi e
libri.
Emergent literacy = complesso di capacità linguistiche di cui il bambino può impadronirsi in età
prescolare sia da mattere in relazione con il suo sviluppo cognitivo e con il buon andamento dei
processi di apprendimento in età scolare.
Secondo la teoria di Noam Chomsky, formulata negli anni '70, nasciamo con una innata capacità a
parlare e tutti impariamo nello stesso modo. Più recentemente, alcuni studiosi hanno sostenuto che
le potenzialità linguistiche di ciascuno non sono innate, ma sono le esperienze che viviamo a
modificare il sistema innato in modo profondo, quindi c'è la necessità di potenziare l'interazione
verbale con i bambini, di parlar loro con “attenzione e intenzione” e di farlo fin da quando vengono
al mondo, perchè le sue capacità di apprendimento linguistico diminuiscono se il cervello non viene
adeguatamente stimolato. Canzoncine, filastrocche segnano un inizio che abitua al piacere
dell'ascolto e al gusto per la musicalità delle parole.
Il rapporto tra bambino e libro è ben analizzato da un albo illustrato intitolato Libro! : il bambino è
protagonista e sono le sue azioni e parole, rivolte direttamente al libro, a far vibrare di vita e
tenerezza ogni singola pagina. Sono i colori caldi, i piccoli dettagli del disegno a conferire un gran
senso di complicità, spontaneità e gioia.
Il libro e il suo contenuto devono essere fin dalla prima infanzia preziosi compagni di viaggio con
cui instaurare rapporti di fiducia e di amicizia. Il libro migliore è quello che rende attivo il ruolo del
lettore, e accede il desiderio di leggere un altro e poi un altro ancora.

Considerazioni educative e didattiche sulla fiaba ( Paolo Borin)


Condizioni per una lettura che dia piacere:
– libertà del leggere
– lettura gratuita ( no relazioni, riassunti)
Ad ogni adulto spetta di facilitare nel bambino lo sviluppo di un linguaggio fantastico e poetico.
La fiaba:
– è il libro sul quale il bambino impara a leggere la propria mente attraverso il linguaggio
delle immagini
– conduce ai luoghi inconsci della mente
– offre nuove dimensioni all'immaginazione del bambino, che egli non sarebbe in grado di
scoprire da sé
– è terapeutica, chi la legge vi trova le sue proprie soluzioni
– le immagini sgorgano spontanee e strettamente legate al vissuto di ogni persona
– letta dall'adulto rappresenta un modo per inoltrarsi nella notte, per affrontare il buio → la
vicinanza fisica dell'adulto , il senso di protezione infondono al bambino una fiducia nel
fatto che nessuno potrà fargli del male mentre si abbandona al sonno
– educa il nostro desiderio di appartenere ad una società e rispettarne i legami sociali +
conoscenza più privata di noi stessi.
Immaginare luoghi, scenari, percorsi è parte integrante e irrinumciabile della fiaba. Bruno
Bettlheim afferma che far vedere l bambino un libro di fiabe con immagini è una sorta di furto: si
priva il bambino di delle possibilità di elaborare sue proprie immagini in relazione a quella fiaba, a
quella situazione ≠ altri autori → opportunità di fornire al bambino precisi punti di riferimento sul
piano figurativo, che si pongano come stimoli alla mente per costruire immagini sempre più
complesse e articolate. Alle figure viene dato il “compito” di incrementare un bagaglio personale di
possibilità di rappresentazione, allargando gli orizzonti della fantasia.
Entrambe le posizioni sono attente all'importanza dell'immaginazione per il bambino.
In moltissime fiabe la paura è al centro, perchè è al centro della vita del bambino. Autori moderni
evitano tutto ciò che ritengono negativo ( male, cattiveria, paura) perchè ritengono che sia
importante che il bambino possieda una visione positiva della vita.
La fiaba fa crescere il bambino in quanto fornisce materia di riflessione e occasioni di
rispecchiamento delle proprie fragilità e delle proprie insicurezze.
Aggiunge nuovi elementi alla nostra conoscenza del mondo e alla nostra conoscenza di noi stessi.
Il gioco simbolico → è fondamentale per quei bambani che vivono situazioni di disagio psichico.
L'adulto può offrire aiuto attraverso la fiaba → ha la particolarità di muovere i sentimenti, aiutando
il bambino a “portare a galla” quello che ha bisogno di capire. Gioco simbolico e fiaba si
intrecciano aiutando il bambino nella sua elaborazione di eventi e ruoli.
La fiaba a scuola
L'insegnante dovrà stare attento al momento, al luogo e al modo di porgere la fiaba.
La dimensione del gruppo sviluppa maggiore disponibilità alla collaborazione , si gode del successo
dell'altro, stimola ogni membro del gruppo a risolvere i problemi. Le attività del gruppo devono far
si chè il bambino possa vedere i contorni; ogni partecipante compie un'esperienza in prima persona
e su tale esperienza è chiamato a confrontarsi e fornire il suo contributo.
Il bambino ( da 0 a 5 anni) vive il momento della sua scoperta delle cose. Toccando materiali,
giocandociegli dà corpo alle sue fantasie; è necessario che un adulto fornisca l'occasione, il tempo,
lo spazio e la materia su cui lavorare. Ci sono bambini che hanno difficoltà ad avere un contatto con
i materiali, con ciò che non conoscono: questi rinunciano alla scoperta del mondo e alla ricerca
delle proprie emozioni. Rinunciando al toccare, al giocare , il bambino reprime la sua curiosità
naturale. Il lavoro con questi bambini deve essere molto delicato e rispettoso nei loro tempi. Essi
hanno bisogno di incoraggiamento e di autoregolazione del proprio percorso di avvicinamento e di
scoperta della realtà circostante.
I bambini, il tempo, le fiabe
Ascoltare fiabe permette di intraprendere un viaggio, consente di aggiungere immagini mentali al
nostro patrimonio personale, rimette in giocole emozioni.
Strumento importante è la voce, attraverso questo il bambino penentra in un universo che è il suo.
Nelle fiabe importante è il concetto di tempo → è in stretto rapporto col percorso di crescita
dell'eroe. Il bambino tende ad identificarsi con l'eroe della fiaba ed assimila con più facilità questo
concetto. È importante dopo la lettura proporre un tempo per l'espressione grafica della storia, dove
il bambino ha la possibilità di mettere a fuoco la parte della fiaba che più ha colpito la sua fantasia.
Ci sono bambini che hanno con il passato un cattivo rapporto che li spinge a rifiutarli. I bambini
“senza tempo” hanno un ritmo lentissimo: è una forma di lentezza che fa intuire un malessere, una
incapacità di adattamento a ritmi di vita “medi”.

Editoria scolastica e nuovi media: contenuti didattici digitali ( Alessandra Anichini)


Primi anni Novanta si ha la comparsa del testo digitale. Si stava per demolire il confine che
demoliva le parole scritte sulla carta dalle immagini in movimento di un film.
Parole chiave dei nuovi media:
– interattività : chiamavano direttamente in causa il lettore
– multimedialità : rompevano il predominio della parola scritta e proponevano una co-
occorrenza di forme di testualità complementari.
Michael Joyce con Afternoon's story (1987) è uno degli autori più noti che si cimentarono nello
sviluppo di nuove forme di narrativa digitale.
Il testo digitale riceve attenzione grazie alla comparsa della LIM ( lavagna interattiva
multimediale). Sulla LIM si legge in modo nuovo: le pagine sono sfogliate da una mano invisibile .
Assistiamo ad un duplice passaggio:
1. dalla parola all'immagine
2. dalla storia “raccontata”, letta da una voce narrante, alla storia che si narra da sola, senza
bisogno di mediazioni poiché “vive” delle azioni dei personaggi.
Leggere insieme
Attività positva per l'approccio al testo scritto e alla comprensione del testo.
Nel 1979 Don Holdaway conia l'espressione “big book approach” per definire una metodologia di
lettura condivisa condotta con il supporto dei “grandi libri” (lavagna interattiva).
Differenze sostanziali tra questi “grandi libri” e tradizionale libro:
1. dimensione del testo
2. porzione di testo da visualizzare può essere decisa dal docente
3. le parole possono avere la stabilità di quelle impresse sulla carta o possono costringereil
ritmo della lettura entro tempi determinati
4. le immagini possono essere fisse o animarsi
5. il testo scritto può trasformarsi in testo sonoro ( lettur visivo/uditiva)
6. le parole possono essere trattate come oggetti autonomi, riassemblate, cancellate e sostituite.
Il testo digitale è
– flessibile, riadattabile in base ai diversi contesti di uso;
– accessibile, progettato per un solo secifico uso;
– significativo, progettato per far parte di un percorso di apprendimento più ampio e
complesso.
Giocare con le parole: una rassegna bibliografica di base ( Chiara Lepri)
Quattro tappe simbolo:
1. Alice's Adventure in Wonderland di Lewis Carroll ( 4 luglio 1862) → dedicata alla amica
Alice. Opera densa di enigmi , di problemi logici.
2. Grammatica della fantasia di Gianni Rodari ( 1973) → radicale svolta all'attenzione verso i
giochi linguistici ma anche nell'ambito della letteratura per l'infanzia italiana
contemporanea. A partire dalla Grammatica si assiste al delinearsi di un approccio sempre
più operativo rispetto alla fruizione dei giochi linguistici.
3. I Draghi Locopei di Ersilia Zamponi e Roberto Piumini ( 1986) → si abbandona le
grammatiche ufficiali in favore di una pratica ludica che si fa divertimento e riflessione
metalinguistica.
Calicanto (1988) incentrato sul gioco poetico: ci accompagna verso la creazione di una
poesia.
4. Bianca Pitzorno : Manuale del giovano scrittore creativo e Esercizi di scrittura creativa
( 1988).
Nella fase del dopo – Rodari, la parola acquista spessore, diventa materia primaria. Molti poeti e
narratori per l'infanzia si sono interessati al gioco verbale e alla proposta metodologica dei ludi
linguistici. Per esempio, si ricorda Andrea Molesini con Manuale del giovane poeta ( 1998), Chiara
Carminati autrice di Fare poesia con voce, corpo, mente e sguardo (2002).

Giochi proibiti. Storie di monelli ( Emy Beseghi)


Uno dei film più toccanti sull'infanzia: Giochi proibiti di Renè Clement (1952). racconta la storia
della protagonista Paulette, i cui genitori sono stati uccisi in guerra per proteggere la bambina
portatasi allo scoperto per inseguire il suo cagnolino. Anche il cane viene ferito mortalmente e da
questo momento inizia per Paulette un nuovo viaggio. È un percorso di crescita. Giochi proibiti
mette in scena una complessa metafora d'infanzia che fa esplodere la frattura tra adulti e bambini.
Fra le metafore d'infanzia i monelli sono l'esempio più dirompente.
Altro film sull'infanzia ribelle è I 400 colpi del regista Truffaut. Il ptotagonista è Antoine che soffre
di mancanza di affetto e marina la scuola. Comincia a dire bugie e a compiere piccoli gesti illegali;
viene recluso in un centro per delinquenti minorili. In un giorno di uscita dal carcere fugge e corre
verso il mare.
Monelli dei classici libri per l'infanzia:
– Gian Burrasca → Giannino Stoppani è troppo sincero e provoca catastrofi domestiche
proprio perchè non è capace di tener conto del codice solidissimo a cui si riferiscono gli
adulti che mentono pur dichiarando di odiare la menzogna. Giannino è un'anima candida,
piena di buone intenzioni che prende alla lettera quanro gli si dice sottolineando il divario
tra ciò che gli adulti dicono e fanno.
– Pinocchio → le bugie diventano la radice di tutti i suoi mali e sono addirittura parte del suo
corpo ( il naso che si allunga). Nel romanzo emerge la raffigurazione della menzogna del
mondo adulto.
– Tom Sawyer → opera di Mark Twain. Offre un mondo della menzogna costruita. Tom mente
a scuola per fare colpo sulla bambina più carina. Riuscirà a spacciarsi per morto e durante il
suo elogio funebre entrerà in chiesa stupendo tutte le persone presenti. Tom realizza il suo
desiderio di sparizione, il fingersi morto.

– Pippi Calzelunghe → pubblicata per la prima volta nel 1945 in Svezia. Pippi rifiuta la
crescita, non si rassegna alla natura e cerca di fermarsi all'infanzia ingoiando pippole
Cunegunde. Pippi ha la forza di essere se stessa, indica la diversità, penalizzat nel nostro
mondo. È la leader delle bugie, mente per farsi accettare dai coetaneai.

L'evoluzione dei linguaggi narrativi ( Franco Trequadrini)

Nel libro di Marcello Argilli Ci sarà una volta il bambino - lettore non esiste più e non esisteva
nell'Ottocento, perchè allora l'immaginario del bambino si formava su quello contenuto nei libri , e
nell'immaginario del bambino di oggi si forma, invece, su quello che viene diffuso dai mass media.
In Italia si è avuto il passaggio da una lingua di poesia , propria di èlite, a una lingua narrativa.
Pinocchio fu una novità assoluta perchè per la prima volta una vicenda narrativa vedeva per
protagonisti i bambini e invitava alla comprensione del complesso mondo interiore dell'infanzia.
Il bambino di oggi ha bisogno di racconto perchè attraverso esso egli compie delle esperienze che
non gli è possibile compiere perchè gestisce poco di sé.
La fantasy → si serve dell'umore, di forza evocatrice per dare forza al suo statuto simbolico. La
fiaba non ha fatto altro che evocare un universo simbolico recuperato alla storia, dando vita a
personaggi che valgono non per quel che fanno o per come lo fanno ma per quello che
rapprensentano ed evocano. Il Signore degli anelli di Tolkien rappresenta un mondo parallelo, il
secondary world ovvero un mondo convenzionale nel quale entrare una volta fatte proprie le
motivazioni culturali ed esistenziali che stanno a monte della scelta. Fantasia come controrealtà e
risorsa disponibile contro l'azione alienante della routine quotidiana e del reale che non ci consente
nessuna invenzione di parola e di cosa. Harry Potter rapprensenta l'immaginario di ogi tempo e
luogo , dalla mitologia classica, al romanzo gotico.
Il cinema → i migliori film per ragazzi sono stati quelli prodotti nel secondo dopoguerra ; si
ricordano: Tarzan, Il mago di Oz, La fabbrica di cioccolata, Le avventure di Oliver Twist, ecc... Il
cinema è stato un mezzo di educazione al linguaggio iconico ed anche territorio formativo. Il mezzo
cinematografico offriva ai giovani un'interpretazione con la quale la complessa macchina
cinematografica proponeva una sua scrittura, nel suo proprio linguaggio. Oggi i film prò sono
prodotti industriali, merce per un nostro acquisto, e non prodotto nobile dell'artigianato intelettuale.
È importante che il cinema ritrovi la qualità pedagogica che ha perduto.
Offerte editoriali e preferenze di lettura: titoli, autori, collane nel panorama editoriale
attuale (Bartolini / Pontegobbi)
La “ costruzione” del giovane lettore dipende:
– dallo stato dell'offerta editoriale e dalle condizioni del “mercato delle lettere”
– dalla lettura e condizioni di cultura degli italiani grandi e piccoli
– dalle caratteristiche e capacità dei mediatori della lettura.
Condizioni di criticità dell'attuli offerte editoriali per bambini e ragazzi: offerta che prosegue con
forti performance a livello quantitativo, la non elevata qualità dei progetti, i dati di mercato.
Le tendenze del nuovo secolo hanno preso il posto del modello di sviluppo dell'iditoria libraria per
ragazzi che era nato nella metà degli anni '80.
metà degli anni '90 → Pennac: “piacere di leggere”= affermarsi di nuove modalità di lettura
centrate sulla libertà di scelta.
Il destino delle collane
Le collane hanno svolto una funzione essenziale dalla metà degli anni '80, ponendosi come punti di
riferimento primari per le scelte di lettura dei ragazzi. L'editoria per ragazzi si propone come
un'editoria di evento e connotata da elementi di serialità capaci di mettere in campo nuovi fattori di
attrazione da parte dei lettori.
“Editoria di cultura” = mira all'innovazione qualitativa del prodotto
“editoria di massa” = ripetizione di modelli di successo.
Piccoli editori: (oltre il 78%) produce pochi titoli all'anno
Grandi editori: oltre il 50% delle novità pubblicate .
La Liber Database rivela che la qualità dell'offerta non cresce. Si presenta un 72,4% di libri di
medio e basso livello rispetto a un 27,6% di buono e alto livello → un “buon” libro su quattro.
Sono troppi, quindi, i prodotti mediocri.
1998: Harry Potter entra nel mercato italiano → spartiacque per quanto riguarda le preferenze dei
giovani lettori. Diventa un bestseller.
Millenovecentoottantadue ( Roberto Innocenti)

Roberto Innocenti è un'illustratore italiano. Tra le sue opere importanti ricordiamo Cappuccetto
Rosso, Cenerentola e Rosa Bianca.
Rosa Bianca è un testo per immagini, poetico e didattico nello stesso tempo.
Innocenti mostra, senza però descrivere, ci fa capire la tragedia che si sta vivendo in Germania
attraverso minuziosi dettagli senza però spiegare, ed è forse questo il suo pregio più grande.
L'autore guarda il mondo con gli stessi occhi della protagonista: Rosa Bianca non sa perchè ci sono
i soldati, non capisce la guerra se non attraverso ciò che vive lei stessa, il poco cibo, la gente sempre
più triste, i bambini in mezzo a quelle baracche.