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TRA TEVERE E APPIA ANTICA

LE SFIDE DEL PARTITO DEMOCRATICO PER L’11 MUNICIPIO

Quali sono le sfide future per Roma?

In quale contesto nazionale e internazionale si inseriscono?

Quale modello di città vogliamo?

Quali sono le nostre proposte nell’immediato e quali quelle su cui costruire la nostra iniziativa politica per
riconquistare il governo della città?

Questi alcuni degli interrogativi a cui siamo chiamati a rispondere a quasi tre anni di governo Alemanno,
consapevoli che Roma – grazie ad una classe dirigente inadeguata - ha subìto un arretramento profondo in
termini di sviluppo, pianificazione, coesione sociale. Da questi interrogativi occorre partire, quasi
astrattamente, per recuperare quella necessaria idealità e progettualità che abbiamo, almeno in parte, diluito
in tre anni di opposizione.

Questo è il compito, la funzione di un partito di sinistra: partire da un’idealità forte e saperla ricondurre, il più
possibile integra, nel mondo sostanziale, dentro le relazioni sociali, le esperienze economiche reali. Dobbiamo
essere inoltre consapevoli che proprio dalle città, e in particolare da Roma, può essere rilanciata un’iniziativa
politica più complessiva in grado di traguardare ad un diverso destino, economico e sociale, del nostro paese.

Roma e i sistemi urbani italiani possono rappresentare i luoghi della nuova produzione (materiale e
immateriale) dai quali ripartire per far uscire l’Italia dal declino in cui appare proiettata. I sistemi urbani italiani
rappresentano la rete da potenziare per concorrere su scala mondiale ad un nuovo sviluppo con un alto valore
sociale. Per questo crediamo che serva una politica per le città, in grado di valorizzarne, attraverso
investimenti, e, soprattutto, una nuova cultura e una nuova visione dei processi globali, le potenzialità, le
vocazioni, riscrivendone il ruolo come sistemi protagonisti di una nuova stagione.

Rendere più competitive le nostre città significa affermare una discontinuità netta rispetto alla cultura politica
che si è affermata in questi anni di governo del centro destra: salvaguardare il patrimonio ambientale,
paesistico, storico-artistico, potenziare gli investimenti per la mobilità e i trasporti, incrementare i fondi per le
politiche sociali e culturali, individuare le risorse per dare risposta alla questione abitativa e per riqualificare le
aree periferiche, che costituiscono esse stesse l’identità urbana, definire un programma per una città
sostenibile.

Il processo di internazionalizzazione dei nostri sistemi urbani, inoltre, non può che inserirsi dentro un
ragionamento che ne riconsideri il valore pubblico, inteso sia come capacità del pubblico di intervenire
maggiormente nei processi di governo del territorio, stimolando gli investitori per creare nuovo sviluppo e
nuova ricchezza, sia come diversa regolamentazione economica dei fattori che incidono sulle trasformazioni e
sull’uso stesso della città, finalizzata a individuare nuove risorse.

Sviluppo urbano e tutela dell’interesse pubblico

Il centro destra ha progressivamente smantellato l’apparato legislativo faticosamente definito in decenni di


battaglie, azzerando le leggi di tutela, sacrificando l’ambiente ad una vecchia visione di “sviluppo”,
promuovendo i comportamenti meno virtuosi e compatibili nel sistema delle imprese e tra i cittadini: nel 2003

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con l’ulteriore condono edilizio, oggi con il Piano Casa che appare, per molti versi, una ulteriore sanatoria
proiettata verso l’ennesimo consumo di suolo.

Inoltre non ha promosso quelle riforme necessarie ad adeguare e aggiornare gli strumenti di governo del
territorio, tentando un vero e proprio svilimento dei livelli istituzionali locali.

“Fare cassa” attraverso i condoni, mettere a reddito il patrimonio pubblico, sono divenute le parole d’ordine di
un governo senza cultura costituzionale (art. 9 della Costituzione: La Repubblica promuove lo sviluppo della
cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione), che
pochi punti decimali del PIL alla cultura. Se intendiamo rilanciare il nostro paese, puntando ad una
valorizzazione complessiva del nostro patrimonio (non alla sua svendita o pura redditività), allora occorre
contrastare e ribaltare completamente questa visione, mettendo al centro l’interesse generale, il “valore della
cultura in sé”, ripartendo dalla necessità di leggi quadro forti in materia urbanistica, di tutela ambientale, del
paesaggio e dei beni storico-artistici, facendo riferimento proprio a quei dispositivi legislativi regionali che ne
rappresentano l’esperienza più avanzata.

Tre anni di governo Alemanno

Il riavvio di una politica sui temi del territorio su Roma e sul nostro Municipio, appare piuttosto complessa,
sovrapponendosi diversi fattori che, insieme e per livelli diversi, concorrono a determinare tale complessità.

Innanzitutto il lungo periodo di governo del centro sinistra che, a Roma, ha significato l’attuarsi di un “modello”
anche nelle politiche urbanistiche e di trasformazione e che, nella sua brusca interruzione, ha determinato la
dequalificazione, sospensione o azzeramento dei molti progetti avviati; anche per i molti progetti rimasti
“attivi”, infatti, appare scontata la sostanziale incoerenza rispetto ad un disegno strategico generale.

In secondo luogo riveste un ruolo non marginale la grave crisi economica che ha investito il nostro paese,
aggravata a Roma dai tagli effettuati dal governo centrale, oltre ai mancati introiti generati dall’annullamento
dell’ICI. Tale crisi riduce fortemente la capacità di intervento dell’amministrazione. Ancora, il ridisegno delle
funzioni e dei confini dei Municipi, connesso alla riorganizzazione istituzionale più complessiva di Roma
Capitale, gioca un ruolo non secondario rispetto agli sviluppi che “le politiche urbanistiche” di quadrante
assumeranno nei prossimi anni.

Vi è poi una questione politica di fondo, interamente attribuibile alla nuova classe dirigente romana, incapace
di configurare un ruolo per la città e, conseguentemente, di definire una linea strategica di sviluppo per Roma.

Assistiamo così ad una politica complessivamente impoverita, incapace di gestire le attività in essere, di
collegarle in un disegno più generale, incapace di negoziare con gli interessi forti che, a Roma, continuano a
cortocircuitare attorno alla rendita fondiaria e al consumo di suolo. Anche i pezzi di uno sviluppo che ieri
poteva assumere il carattere di disegno articolato e coerente, appaiono oggi oggetti isolati senza alcun
rapporto con la città e gli interessi collettivi.

La giunta Alemanno ha sostanzialmente destrutturato il Nuovo PRG e si avvia ad attuare le trasformazioni del
territorio unicamente attraverso lo strumento della variante. In estrema sintesi dobbiamo fare i conti con una
città più povera e con una amministrazione incapace di affermare un’idea di città.

Da dove ripartire?

L’idea di città che vogliamo è sempre quella legata al benessere delle persone, ad una crescente
socializzazione, alla competitività e sostenibilità del sistema urbano (inteso come dispositivo complesso di

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funzioni), alla solidarietà. Sarebbe sufficiente, come è stato più volte affermato, pensare ad una città a misura
di bambino per attuare tali principi.

Questa la direzione di marcia.

Ma bisogna fare i conti con il dato della realtà, a cominciare dall’impoverimento della città e, dunque, dalla
impossibilità di gestire anche ordinariamente la manutenzione di uno sconfinato sistema urbano.

Per queste ragioni occorre da una parte individuare le priorità di intervento, dall’altra sostenere livelli di
iniziativa politica più “alta” rispetto ai temi di riforma urbana (e degli strumenti di pianificazione e attuazione).

Il territorio: le emergenze nell’11 Municipio

Nel corso dell’ultimo decennio il nostro territorio è stato investito da una molteplicità di interventi (molti
rimasti sulla carta) tali da ridefinirne la fisionomia, l’attrattività e assegnandogli un ruolo di primato rispetto ad
altri quadranti urbani: si pensi solo allo sviluppo della Terza Università o, ancora, al “divenendo” Campidoglio
Due, insediamenti in grado, da soli, di riconfigurare gli assetti sociali e fisici di un territorio.

Tuttavia al modello sistemico, quello, cioè in grado di delineare una serie di trasformazioni tra loro coerenti, si
è sostituito il modello Alemanno che, sostanzialmente, ha incrementato il fare (o il non fare) a seconda delle
convenienze e delle disponibilità, senza una visione di medio-lungo periodo. “Oggetti” che avrebbero
configurato in positivo rapporti tra pezzi del nostro territorio secondo una logica di riqualificazione diffusa (ex
Fiera di Roma, piazza dei Navigatori, Giustiniano Imperatore, ex Mercati Generali, ecc.), in grado di sollecitare
ed attuare l’implementazione del sistema infrastrutturale, appaiono oggi, appunto, pezzi slegati, senza relazioni
con il territorio. Ancora, appare incerto il destino del nuovo Mercato coperto di Garbatella, lo sviluppo di
Campidoglio Due, la progressione del piano Giustiniano Imperatore.

Più in generale appare critico il quadro per la manutenzione complessiva della rete viaria, dell’edilizia
scolastica, delle aree verdi e degli spazi pubblici, sempre più ancorato, nella logica capitolina, alla distribuzione
di risorse ai Municipi “amici” e, con il prossimo bilancio, probabilmente neanche a questi.

Le proposte del PD per il territorio dell’11 Municipio

In questo scenario appare urgente formulare un pacchetto complessivo di proposte/vertenze che, a partire
dalla definizione di una strategia politica (quella, cioè, di coniugare idea di città e critica alla gestione
Alemanno), sia in grado di attivare iniziative capaci di generare consenso per il Partito, e in particolare:

Mercato Coperto di Garbatella: Dopo circa nove anni sono sostanzialmente ultimati i lavori di
riqualificazione/ristrutturazione; stante le risorse impegnate, la provvisorietà dell’attuale mercato (S. Galla), la
posizione del PD non può che essere quella di chiedere il rientro immediato degli operatori nel complesso
ristrutturato. Contestualmente il PD deve impegnare l’amministrazione capitolina a ricercare le risorse
economiche per sostenere il rientro degli operatori (le strutture – banchi, celle frigo, ecc. - sono a loro carico) e
per la realizzazione dei parcheggi di pertinenza. Il PD sostiene la possibilità di individuare un nuovo sedime
ricompreso nel quadrante di Campidoglio Due, dove realizzare un ulteriore mercato.

Ex Mercati Generali: La lunga sospensione dei lavori e il mutato scenario economico, rischiano di
compromettere, attraverso modifiche unilaterali decise dall’Amministrazione capitolina, l’assetto funzionale a
suo tempo approvato nello schema di convenzione. Occorre sollecitare la Giunta affinché chiarisca quali sono i
tempi di ultimazione delle opere e se vi siano ipotesi di diversa configurazione del mix funzionale e delle
percentuali di spazi pubblici all’interno del complesso.

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Area ENI – Italgas: Il PD dell’11 Municipio non è pregiudizialmente contrario alla riqualificazione dell’area
ottenuta attraverso investimenti da parte dell’ENI, per il contestuale ottenimento di cubature (bonifica
dell’area, spazi pubblici, edifici per uffici). Anche in questo caso occorre costruire le condizioni per l’apertura di
un tavolo di confronto pubblico-privato.

Piano Giustiniano Imperatore: Con l’avvento della Giunta Alemanno si è sostanzialmente interrotto uno dei
progetti più innovativi che la passata amministrazione era riuscito a definire ed avviare. Deve essere in tempi
brevi verificato il monitoraggio sugli edifici a rischio e riavviato il programma di adesione da parte degli abitanti
alla convenzione.

Campidoglio Due: Il progetto originario avviato dalla giunta Veltroni è stato bloccato dalla nuova giunta dopo
aver speso centinaia di migliaia di Euro di studi e progettazioni. L’area dell’ex Air terminal ha bisogno di un
vasto e complessivo intervento di ristrutturazione urbanistica per sottrarla dal degrado e dall’abbandono.
Riteniamo che debba essere avviata da subito un processo tecnico amministrativo che riavviino i percorsi e le
azioni interrotte.

Piazza dei Navigatori: Il progetto originario prevedeva, oltre alla realizzazione dei volumi in fase di ultimazione,
la realizzazione di un sistema di sottopassi della Colombo, la riqualificazione dell’area verde e la realizzazione di
strutture pubbliche. Il PD dell’11 Municipio chiede il completamento delle opere di urbanizzazione previste e la
precisa definizione delle funzioni delle volumetrie realizzate.

I 60: Un nuovo insediamento residenziale per alcune migliaia di persone è insostenibile con le infrastrutture ed i
servizi pubblici di mobilità oggi esistenti; quindi l’insediamento I60 dovrà essere connesso ad un quadro
potenziato di infrastrutture e servizi pubblici per la mobilità reale a partire dalla realizzazione immediata di un “
corridoio della mobilità” di trasporto pubblico che colleghi la stazione metropolitana di S. Paolo con il centro
commerciale dei Granai in modo efficiente, veloce e continuo.

Ex Fiera di Roma: La nuova giunta ha sostanzialmente azzerato gli indirizzi di quella precedente, il municipio
Roma 11 ha approvato una delibera, concordata con le associazioni e i comitati, che indica come tetto massimo
edificabile 121000 mc e il collocamento nell’area della fiera delle funzioni pubbliche della Regione Lazio. Le
intenzioni di Roma Capitale sono diverse e più invasive. Il PD dell’11 Municipio è contrario alla realizzazione di
intervento eccessivamente invasivo e non concordato con il territorio e chiede la riapertura di un tavolo di
confronto con la cittadinanza per definire un progetto compatibile con le esigenze complessive del quadrante.

Progetto Vigna Murata: Premesso che tale progetto viene proposto in deroga al PRG in vigore e che quindi , in
base alle considerazioni generali già fatte, dovrebbe essere respinto in toto, si osserva che comporterà la quasi
totale eliminazione di un’area verde molto apprezzata dai residenti e potrà diventare accettabile solo in
presenza di alcune inderogabili modifiche:

Urbanistica: Non è auspicabile la costruzione di un nuovo, ulteriore centro commerciale in un


quadrante pieno di centri analoghi , con quello più importante “ I Granai” in grossa difficoltà per la
eccessiva concentrazione di “offerta” rispetto alla reale “domanda “ esistente; si richiede pertanto di
realizzare la prevista superficie di vendita (circa 4000mq) presso il centro “I Granai” rendendolo in tal
modo più completo e competitivo.

Viabilità: I problemi di congestione oggi esistenti nel quartiere OTTAVO COLLE attraversato
quotidianamente dal traffico diretto al centro città devono essere risolti senza peggiorare le condizioni
di vita degli stessi residenti con la costruzione di un asse di scorrimento veloce a 4 corsie su cui
presumibilmente si sposteranno decine di migliaia di veicoli al giorno ed interrompendo la continuità
del quartiere con il polo scolastico (2 licei scientifici e l’istituto Aeronautico) frequentato da alcune

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migliaia di studenti. La via di collegamento Vigna Murata- Tintoretto si deve realizzare solo a certe
condizioni come indicato nelle 2 alternative seguenti :

• Via locale di quartiere (ad es. come via del Serafico) con 2 carreggiate , parcheggi laterali e
semaforo all’altezza del polo scolastico per consentire il passaggio pedonale degli studenti;
• Via di scorrimento veloce realizzata in parte in galleria , in corrispondenza degli edifici
residenziali, per garantire condizioni di qualità della vita accettabili per i residenti e
conservare la continuità territoriale con il polo scolastico.

Punti verde qualità: PVQ Grottaperfetta (Calderon della Barca - Intervento del Municipio e del Comune per
verifica progetto finale (presentazione ai cittadini) e tempi attuazione; oppure in alternativa presa in consegna
dal comune della parte lato parco di Tormarancia e Porta sul Parco , ripristino del parcheggio demolito su via
Calderon della Barca; PVQ Forte Ardeatino - L’area verde intorno al recinto del Forte Ardeatino è un PARCO
PUBBLICO del comune che ha una sua struttura e fruibilità riconosciuta dai residenti che vigileranno affinché
non sia tutelato. Il progetto in tale area può essere un’opportunità ma il percorso della sua fruizione deve
vedere coinvolti i cittadini e deve tener conto che al momento l’unica strada di accesso è via di Grottaperfetta ;
esso pertanto, per quanto detto su I60, dovrà essere definito in relazione ed integrazione con il progetto I60
stesso.

Mobilità quadrante Grottaperfetta: Realizzazione immediata delle rotatorie sulla via Ardeatina, già da tempo
pianificate e finanziate, in corrispondenza degli incroci con le vie Grotta Perfetta, Vigna Murata, Cecchignola e
Torricola. Miglioramento immediato della qualità nella manutenzione e segnaletica stradale sia per la
circolazione veicolare che pedonale; in particolare al momento ci sono decine di passaggi pedonali scarsamente
visibili che rendono gravemente rischioso l’attraversamento delle strade specialmente nelle giornate di pioggia
e nelle ore serali.

Una prospettiva di sanità vicino alla gente

Le lotte che hanno visto il PD protagonista nel difendere il diritto alla salute dei cittadini ed in particolare
l’accesso ad un Pronto Soccorso Medico e non solo ortopedico del CTO, hanno ottenuto la totale rigidità della
Regione e della giunta Polverini non solo al dialogo, mai concesso, ma anche nell’applicazione del Piano di
rientro sanitario in modo ragionieristico e non pesato sui bisogni reali. Un Piano di riordino che tende a
bilanciare economicamente un deficit che trae le sue lacunose origini dalla Giunta Storace e che la Giunta
Marrazzo solo in minima parte era riuscita a correggere, visti anche i debiti ereditati con le banche e le non
vantaggiose, per il pubblico, cartolarizzazioni dettate dalla finanza molto creativa.

Un debito quindi che trova la sua principale fonte dalla gestione di una sanità che ha visto sempre più crescere
la sanità privata ed accreditata rispetto agli investimenti nel settore pubblico, sia in termini di costruzione di
nuove realtà ospedaliere e territoriali che in termini di risorse umane. rispondenti alle esigenze rilevate

Una Regione Lazio che si sostiene sulle cliniche accreditate e sugli Ospedali Ecclesiastici per quasi il 50%.
Cliniche accreditate su quale base? Un governo che a sua volta facilità il compito di questa giunta Regionale
anche con atti come il decreto Milleproroghe in via di attuazione che cita ”I termini per accreditamento
definitivo della strutture private - sanitarie, socio sanitarie e terme - slittano al primo gennaio 2013.” . Governo
e Regione Lazio che coerentemente perseguono la distruzione del bene salute pubblico e del la cultura del SSN
per proporre la liberta di essere diversi anche nella malattia facilitando il privato ed il ricorso alle assicurazioni e
facendo mancare le risorse vitali al sistema pubblico. Si chiudono gli ospedali, si tagliano posti letto, senza aver
prima creato le strutture alternative negli edifici stessi e sul territorio. Da Bracciano a Subiaco arrivando al CTO
ci si domanda: ma come può farsi un analisi dei bisogni sanitari senza conoscere il territorio e la popolazione
per classi di età su cui si va ad interagire.

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Possono chiudersi Pronto Soccorso con 35.000 accessi l’anno come il CTO? Può chiudere un Pronto Soccorso e
con esso quindici posti letto di Breve Osservazione, quando non più di sette mesi fa la Polverini ha inaugurato
l’eliporto al CTO per migliorare al massimo la catena dell’emergenza in chiave ortopedico traumatologica?
Come si può prevedere un Pronto soccorso solo Ortopedico, come scritto nei Decreti Polverini, senza la
traumatologia e le competenze cliniche di area medica e non ortopedica?

Ma veniamo all’analisi del nostro Municipio Roma 11 dei suoi bisogni sanitari attraverso alcune considerazioni:

• Il Municipio Roma 11 ha una popolazione anziana di over 65 (23,6 %) e percentuali di over 75%
del (13/14%) in quartieri come Garbatella, Montagnola, S.Paolo e Tor Marancia, a fronte
rispettivamente del 20,5 e 9,4 della media romana; quindi uno dei Municipi a maggior rischio
fragilità e necessità di cure;

• non vi sono posti letto di medicina generale, neppure in convenzione e solo 40 posti in RSA al S
Michele a cui afferisce in lista d’attesa tutta Roma ( tempo medio 2/3 anni );

• il 70% degli accessi al Pronto Soccorso avviene tramite cittadini privati e non attraverso i mezzi
mirati di Soccorso del 118; in alcuni casi si perderà del tempo prezioso in trasporti da un
Ospedale all’altro (CTO verso S. Eugenio) e l’istituzione solo un punto di “Primo Soccorso” di
smistamento, non crediamo potrà dare risposte sempre efficaci;.

• la popolazione del Municipio Roma 11, come si evince dalle statistiche degli atti aziendali RMC,
afferisce in gran parte al CTO e specie per la popolazione anziana avere una breve osservazione e
reparti cardiologici, urologici e chirurgici significa una migliore accessibilità alle cure ed un più
facile supporto da parte dei familiari, in caso non autonomia. Per non considerare tutto il mondo
del terziario, dell’università e dei locali notturni di Ostiense e Garbatella che gravita su questo
ospedale;

• non necessita solo il ricovero per lunghi periodi o la Day Surgery, può essere necessario molto
spesso un ricovero breve di due o tre giorni, se il reparto funziona e se sul territorio vi è una
assistenza( CAD ) domiciliare reale, per fare diagnosi e dare risposte efficaci, e questo vale in
particolare per una popolazione anziana colpita da eventi acuti in un contesto di cronicità e
polipatologia;

• un CAD che lavora 5 giorni su sette attraverso contratti con cooperative di servizio sanitario
domiciliare della ASLRM crediamo non possa dare una continuità’ di cure efficaci dall’ospedale e
territorio e viceversa , specie in caso di dimissione protette

• la totale carenza .di strutture territoriali pubbliche, a parte lo spostamento degli ambulatori dalla
pericolante Piazza Pecile al CTO che non implementa l’offerta e il poliambulatorio di Via Malfante

Proprio per queste considerazioni, forti delle mozioni votate in Municipio e coerenti con il Programma del PD
con cui ci siamo presentati alla popolazione, ci sentiamo di formulare una proposta responsabile che tenga
insieme le necessità sanitarie della popolazione che rappresentiamo con volontà di riordino economico e di
riqualificare la rete ospedaliera, migliorando gli indicatori di appropriatezza ed efficienza rispetto alla domanda
sia a livello ospedaliero che territoriale:

1. forti investimenti sul territorio in termine di individuazione di locali da adibire ad ambulatori ed


almeno un nuovo Consultorio per garantire i livelli minimi di assistenza sul tutto il territorio ed in
particolare in zona Montagnola, Roma 70, Grotta Perfetta, con il concorso tra il Comune di Roma, il
grande assente, e la ASL RMC attraverso la Regione Lazio;

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2. spostamento, quindi, di investimenti tra ospedale e territorio da parte della ASLRMC e non tra il CTO
depredato e il S.Eugenio rafforzato;

3. costituzione da subito di un ambulatorio delle Cure Primarie presso il CTO a supporto della popolazione
ed in stretta connessione con le risorse umane polispecialistiche presenti nel Pronto soccorso
Ortopedico, se la Regione persistesse nella chiusura del PS e dei posti letto di Breve Osservazione;

4. spostamento al più presto del CAD e CIM e degli uffici Distrettuali nei locali che il Municipio ha fatto
prendere alla ASL RMC con la precedente Giunta Regionale presso l’IPAB S. Michele;

5. potenziamento del CAD con recettività amministrativa e lavoro delle cooperative sanitarie e sociali
sette giorni su sette, se si vuole equiparare realmente l’ospedale al territorio; con attese per analisi,
fisioterapia e viste specialistiche compatibili con i quadri clinici domiciliari senza dover ricorrere a
ricoveri impropri;

6. accelerare i lavori per il nuovo Consultorio in Piazza delle Sette Chiese che andrà a sostituire i locali
non adeguati di Via Montuori, come da protocollo intesa tra Municipio ed ASL RMC;

7. costruzione di un parcheggio sotto il CTO, qualunque sarà l’uso sanitario futuro, per favorire l’accesso e
decongestionare le aree circostanti del Municipio, come già proposto nel programma elettorale PD.

Politiche sociali: l’impegno per nuove risorse

La Repubblica italiana con la legge n. 328 dell’8 novembre 2000 assicura alle persone e alle famiglie un
sistema integrato di interventi e servizi sociali, previene, elimina o riduce le condizioni di disabilità,di bisogno e
di disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non
autonomia.

Ai sensi della suddetta legge 328/2000 e del decreto legislativo n.112 del 31 marzo 1998 la programmazione e
l’organizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali compete agli Enti Locali, alle Regioni e allo
Stato.

In base alle predette norme hanno diritto di usufruire delle prestazioni e dei servizi del sistema integrato di
interventi e servizi sociali le persone in condizioni di povertà o con limitato reddito o con incapacità totale o
parziale di provvedere alle proprie esigenze per inabilità di ordine fisico e psichico, con difficoltà di inserimento
nella vita sociale attiva e nel mercato di lavoro. Il finanziamento per la realizzazione delle politiche sociali è
plurimo a cui concorrono con il proprio bilancio,come già accennato, gli Enti Locali, Le Regioni e lo Stato.

I Comuni nella qualità di titolari delle funzioni amministrative concernenti gli interventi sociali, che la svolgono
a livello locale attraverso il piano di zona territoriale, debbono tenere conto di tutte le esigenze di carattere
sociale dei cittadini in coerenza con gli artt. 2, 3 e 38 della Costituzione.

Il Comune di Roma nel proprio bilancio triennale (2010/12), anziché tenere conto dei reali bisogni che
avvertono i cittadini del Municipio 11 in difficoltà economiche e fisiche,ha effettuato numerosi tagli al sociale:
all’ assistenza domiciliare SAISH, all’assistenza domiciliare anziani SAISA, all’ assistenza alunni disabili,
all’assistenza minori SISMIF, al sostegno alle famiglie che versano in condizioni di disagio socio-economico.
Oltre a ciò la Giunta Capitolina ha anche dimezzato i giorni e le ore delle pulizie nei Centri Sociali Anziani. A
quest’ultimi, inoltre, l’attuale Giunta della Regione Lazio non ha mai assegnato il contributo di 10,000 euro,
come avveniva negli anni passati

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Il Partito Democratico, che pone tra i suoi obiettivi prioritari il rispetto della dignità della persona con il
sostegno in termini economici e programmatici delle fasce sociali più deboli, individua come campi di
intervento prioritari lo stanziamento di fondi per l’assistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti,
problema oggi sempre più pressante se si considera il progressivo graduale invecchiamento della popolazione.
Gli interventi di sostegno devono essere non solo di natura economica diretta con un incremento del sostegno
del minimo vitale, ma prevedere anche un contributo per il familiare sul quale grava l’onere assistenziale.

Nel campo del disagio sociale legato alla povertà, realtà ancora molto presente nel nostro territorio, gli
interventi, anche in questo campo, non devono essere solo di natura economica, anche se oggi si rileva un
considerevole aumento di cittadini che chiedono un sostegno economico collegato al minimo vitale, ma anche
di assistenza legata alla emergenza “freddo” e a tal fine si prevede un progetto per la riqualificazione della ex
fiera di Roma anche volto al sostegno sociale.

L’attuazione di politiche sociali volte al sostegno delle fasce più deboli passa attraverso una azione di governo
attenta ai bisogni primari, azione che oggi va in tutt’altra direzione considerando i tagli dell’80% del fondo per
le politiche sociali e il 90% del fondo per la famiglia.

Questi tagli effettuati al sociale sono completamente folli.

Alla luce di quanto sopra descritto, gli Organi competenti del Municipio 11, nonché tutti i Partititi che
sostengono la Maggioranza, debbono intervenire, nelle sedi opportune, affinché vengano effettuate una serie
di manovre correttive nei bilanci comunali, regionali e statali per le politiche sociali, in quanto i summenzionati
tagli al sociale non consentono al Municipio medesimo di soddisfare tutte le esigenze dei cittadini aventi diritto
all’assistenza. Tale intervento è necessario sia per avviare una sana politica che combatte la solitudine ,
l’emarginazione, il disagio e affermi il diritto sociale per tutti, sia perché una politica di centro sinistra ha il
dovere morale prima ancora che politica di porre chi è in difficoltà al centro della sua azione.

Una nuova politica della sicurezza

Nel 2008 il candidato al governo del Comune di Roma Giovanni Alemanno vinse le elezioni mettendo al centro
della propria campagna elettorale il tema della sicurezza.

Il candidato, grazie alla forza dei mezzi di comunicazione, trasformò Roma in una città insicura e si venne a
confondere tra gli stati d’animo delle persone, quella che poteva essere un’insicurezza/sicurezza reale in una
percepita.

Nel 2008 Roma era una delle capitali europee più sicure, ma improvvisamente il centrodestra la trasformò in
una delle città più insicure: gonfiando ogni singolo fatto di cronaca legato alla sicurezza ed alimentando l’odio e
il razzismo verso il diverso. Dopo tre anni, nulla è cambiato, anzi forse la situazione è peggiorata ed in effetti
oggi l’odio e il razzismo alimentato quotidianamente dal centrodestra hanno davvero trasformato Roma, in una
città non più tanto sicura.

Fatti di cronaca, hanno riguardato anche il nostro municipio ed è importante quindi che il Partito Democratico
metta in campo tutte le forze a nostra disposizione affinché si trovi una ricetta che possa riportare quello stato
di sicurezza e di prevenzione del disagio reale e percepito, che si trova nella cooperazione tra tutti i soggetti
istituzionali operanti nel municipio. Bisogna quindi monitorare di continuo il territorio per prevenire i fenomeni
di degrado ambientale, abusivismo nei vari ambiti di intervento e di manutenzione urbana in generale. Inoltre
sarà importante analizzare le istanze di sicurezza che vengono dai cittadini che vivono il territorio stando
attenti in particolar modo ai fenomeni di degrado territoriale che determinano l’insicurezza della cittadinanza.

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Il Partito Democratico, per distinguersi dal centrodestra, che “lavora” sempre sull’emergenza, dovrebbe
attivarsi con campagne di prevenzione nei vari settori che toccano la sicurezza. Ad esempio:

• Sicurezza nei parchi del municipio RM XI: Prevenzione del degrado ambientale, illuminazione.
• Situazione Rom e senza fissa dimora: la ricetta del partito dovrebbe essere quella dell’integrazione
sviluppando nel sentire comune dei cittadini che il diverso non è sinonimo di nemico
• Sicurezza stradale: Monitoraggio continuo delle strade prevenendo il loro degrado causa di insicurezza
stradale

La scuola pubblica: un’emergenza nazionale

L’attacco e la delegittimazione della scuola pubblica fanno parte di una delle costanti permanenti di questo
governo di destra, nell’ambito di un progetto, ormai chiaro, di smantellamento di una delle fondamentali
componenti della dimensione culturale e formativa del nostro paese.

E’ un attacco fatto di parole, di proclami, ma soprattutto di interventi e pseudoriforme che, in nome dei tagli
economici, vanno a minare la funzione, che la nostra Costituzione prevede per la scuola pubblica, a tutto
vantaggio della scuola privata. Si vuole colpire la credibilità della classe docente e di tutto il personale
scolastico, quella fiducia e quel senso di collaborazione e di armonia tra famiglie, docenti e ragazzi; si vogliono
creare barriere ideologiche, creare uno scontro per spaccare il senso di convivenza e di condivisione sociale e
civile proprie della nostra scuola pubblica .

Emblematica di questo perverso progetto è la frase che il presidente del consiglio ha usato riferendosi alla
azione educativa e didattica dei docenti, responsabili, a suo avviso, di “inculcare principi che sono il contrario di
quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli …”. La scuola pubblica è, invece, il luogo delle diversità, delle
pari opportunità e dell’uguaglianza, dove ognuno ha la possibilità di crescere nel rispetto della propria
individualità.

Pertanto, è sempre più urgente attuare, nella città e nel nostro territorio, una azione di sostegno, di
accompagnamento e di condivisione di quelle iniziative di lotta e di denuncia degli studenti, delle famiglie e del
personale scolastico a tutti i livelli.

Anche a Roma, infatti, i tagli comunali, oltre a quelli a livello nazionale, stanno provocando delle vere e proprie
emergenze che vanno a minare non solo la funzione organizzativa della scuola pubblica, ma la sua stessa azione
educativa e didattica. Per questo, il PD del municipio 11 sta lavorando da tempo ad un vero e proprio
monitoraggio di molte realtà scolastiche del territorio per individuare i cambiamenti ed i guasti prodotti dalla
cosiddetta riforma Gelmini. Al termine di questo lavoro, è nostra intenzione organizzare una manifestazione
che coinvolga gli istituti monitorati con l’obiettivo di un collegamento e di un’azione comune per la denuncia e
una proposta di cambiamento. Questo è uno dei modi del nostro partito di entrare dentro le problematiche e il
quotidiano della realtà scolastica.

Una delle emergenze che dobbiamo assolutamente affrontare è sicuramente quella della edilizia scolastica,
proprio perché i tagli operati a livello centrale stanno mettendo in gravi difficoltà l’azione stessa del municipio,
che non può più rispondere in modo propositivo a tutte le richieste provenienti da diverse realtà territoriali.
Questo è un esempio significativo della stretta connessione tra il settore dei lavori pubblici e quello scolastico:
infatti, senza l’adeguatezza delle risorse del primo si va ad inficiare l’azione educativa e formativa della scuola.

Tali gravi carenze riguardano sia la manutenzione ordinaria delle scuole, sia interventi straordinari, come, per
esempio, quello relativo al plesso Malaspina (amianto nel tetto).

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Ci deve essere un’azione coordinata a livello istituzionale e di partito, affinché il comune e le altre istituzioni si
assumano le proprie responsabilità e non scarichino sul municipio la colpa di pesanti inadempienze. A questo
proposito, non è secondario rilevare la positiva azione del municipio stesso, sia rispetto alla ristrutturazione
degli asili nido presenti sul nostro territorio, sia rispetto a interventi che hanno permesso la risoluzione di
problemi inibenti il regolare svolgimento della attività didattica.

Pertanto, il PD municipale si proporrà di essere un vero e proprio punto di riferimento, a partire dai circoli,
conoscitivo e culturale, al fine di favorire nelle scuole la conoscenza del territorio, della sua storia e anche della
Costituzione attraverso lezioni specifiche. Infatti, deve essere un’azione prioritaria del partito e della istituzione
municipale quella di promuovere e sostenere sempre più l’integrazione territorio- scuola come fruizione di
spazi e occasioni, nella convinzione che la scuola pubblica fa parte del territorio e ne rappresenta una ricchezza
tra le più significative e una risorsa culturale e formativa.

Infine, ci sembra importante, oltre ad affrontare le emergenze, sostenere e far conoscere le numerose
eccellenze che esistono sul nostro territorio. Un esempio per tutti, le significative esperienze nel processo di
integrazione e convivenza di alunni stranieri, effettuate da tempo in numerose scuole del territorio, allo scopo
di consentir loro una prima alfabetizzazione.

Purtroppo, tali buone pratiche vengono messe in discussione e rischiano la chiusura per i tagli economici
effettuati sia a livello nazionale che comunale.

Proprio grazie ad esse, tuttavia, si è potuta affrontare, nelle diverse realtà educative territoriali, la tematica
delle nuove cittadinanze e del rispetto dei diritti di tutti coloro che nascono e vivono nel nostro paese. Questa
tematica deve essere uno dei principali campi di intervento, al fine di favorire un efficace coordinamento
sinergetico tra le esperienze presenti sul nostro territorio. Altre eccellenze sono rappresentate dalle numerose
offerte formative sperimentali poste in atto nella maggior parte degli istituti superiori del nostro territorio;
anch’esse vengono messe a rischio o cancellate dalla pseudoriforma Gelmini.

Parliamo di eccellenze proprio perché la scuola pubblica, anche nel nostro territorio, nonostante tutto, è luogo
e occasione di crescita, di apprendimento e di formazione, grazie alla azione dei docenti e del personale
scolastico in sintonia con le famiglie e le istituzioni del territorio. Riteniamo che sia iniziato un percorso e un
processo anche nel nostro partito in cui la scuola non sia più vista come una questione per addetti ai lavori, ma
come una questione che interessa tutto il paese e il suo stesso futuro.

Il nostro gruppo si propone di pubblicizzare le diverse iniziative proprie, del PD territoriale e nazionale,
utilizzando anche le nuove tecnologie al fine di approfondire varie tematiche e problematiche relative
all’universo della scuola.

La cultura, valore fondamentale di democrazia

In questi anni di governo abbiamo concentrato il nostro operato nella direzione strategica di incrementare
l’accessibilità alla cultura come obiettivo di democrazia. E’ stata posta particolare attenzione al decentramento
delle iniziative in aree di disagio sociale e sono state valorizzate manifestazioni che, da occasionali si sono
trasformate nel tempo in appuntamenti fissi.

Abbiamo fatto e stiamo facendo un grosso sforzo per costruire una rete di sistemi, nella ferma convinzione che
in un Municipio che da anni ha fatto la scelta di incoraggiare le iniziative sul territorio, non sia possibile reggere
in un regime di risorse scarse se non si procede per reti, per collaborazioni, per collegamenti che interessino
teatri, compagnie, generi e forme di spettacolo, nonché l’eterno problema della formazione sia dei tecnici e

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degli artisti che del pubblico. Le ragioni sono da ricercare nelle potenzialità della cultura come motore di idee e
fattore di coesione sociale.

La cultura mette in moto innovazione, creatività intellettuale e capacità di trovare soluzioni inedite a problemi
complessi. Una vitalità culturale più ricca rafforza il senso di appartenenza dei cittadini. Crea un contesto
culturalmente ricettivo che facilita i progressi di integrazione sociale anche nei confronti delle comunità
straniere, perché enfatizza anziché problematicizzare la convivenza di stili di vita diversi. L’investimento
culturale deve interpretare le trasformazioni del territorio che disegneranno la metropoli di domani. Sono in
corso piani strategici che mettono la cultura al centro del rilancio dello sviluppo. Bisogna dar vita a progetti
culturali integrati che sviluppino nuove funzioni pregiate e coordinino in una rete le strutture esistenti. In tutto
il territorio municipale cerchiamo di individuare locazioni strategiche e aiutare l’insediamento di funzioni di alto
profilo per la musica, la cultura cinematografica, l’infanzia, la creatività giovanile, l’arte, la memoria industriale.

Il Municipio Roma 11 ha bisogno non solo di un modello di sviluppo culturale coerente con le sue
caratteristiche, ma anche di un concerto di voci pubbliche che lavorino per unire risorse, progettualità,
competenze. Per il Centro-Destra la cultura è solo identità e tradizione, per noi è inclusione sociale, volano
economico, coesione, sicurezza. Perché pensiamo che una città “accesa” dalle luci della cultura sia una città più
sicura e vivibile.

I nostri obiettivi possono essere così sintetizzati:

• programmazione e realizzazione di spettacoli e manifestazioni, percorsi e valorizzazione del


patrimonio archeologico locale anche mediante l’attività di “fund raising” intesa come un insieme di
azioni strategiche “permanenti”, e non come una semplice serie di tecniche da utilizzare in caso di
necessità finanziaria;

• Garantire l’accessibilità alla cultura intesa come bene a disposizione della comunità; incrociare le
competenze, far dialogare i saperi, raccontare e documentare l’insieme dei concetti, dei valori, delle
identità e delle differenze che formano il nostro tempo; sostenere la ricerca e la produzione di proposte
culturali innovative; valorizzare il patrimonio culturale e artistico del territorio; valorizzare la rete del
volontariato e dell’associazionismo quali risorse socio-culturali; promuovere la socialità, la solidarietà e
il senso di appartenenza della comunità locale;

• Dare nuovo impulso allo sviluppo del territorio municipale e convogliare risorse pubbliche e private;
favorire la produzione culturale e il sistema dello spettacolo, valorizzando la vivacità, la qualità e
l’autonomia delle associazioni culturali, con particolare attenzione alla partecipazione e alla
sperimentazione artistica giovanile; rafforzare la cooperazione tra Municipi limitrofi per creare poli e
sistemi culturali locali forti, capaci di dare vita a manifestazioni, attività, servizi; valorizzare le identità
locali e territoriali, senza chiusure localistiche; aumentare l’offerta di spazi, stazioni creative, sale
prove, luoghi di incontro per ogni età; mettere in rete il mondo associativo, per aiutare la reciproca
conoscenza, lo scambio di idee ed esperienze, la cooperazione e la valorizzazione delle attività;

• Reperire, valorizzare e ristrutturare in ogni quadrante del territorio spazi da destinare allo svolgimento
di attività culturali differenziate; promuovere l’apertura di almeno una nuova biblioteca; Pubblicare
una “Guida” del Municipio Roma 11 con storia, itinerari turistici, cultura, gastronomia, architettura e
archeologia. Organizzare incontri dedicati all’educazione, al senso civico ed alla cittadinanza attiva,
soprattutto con gli studenti delle scuole di istruzione primaria di primo e secondo grado. Battesimo
civico dei diciottenni.

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