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l'espressione, riferita al Cristo, «mia madre, 10 Spirito Santo» (19), mentre il ter-

mine greco per «spirito», 1tVEUJ.Ul, puo corrispondere a quello indu di praua, sof-
fio come forza vitale, forza di vita; dal che risulta, per 10 Spirito Santo, la cui
discesa fu anche raffigurata come una discesa di fiamme, un significato conver-
gente con quello della stessa Shekinah. D'altra parte, 10 Spirito Santo e stato
spesso simboleggiato dalla colomba, la quale fu gia associata alle grandi divinita
feminili mediterranee, alIa Potnia cretese, a Ishtar, a Derceto, a Mylitta, alIa stes-
sa Afrodite, a rappresentarne la forza e I'influenza (20). E sono delle colombe a
portare a Zeus il suo nutrimento, l'ambrosia (21).
La donna divina dello gnosticismo e essenzialmente Sophia, entita dai molti
volti e dai molti nomi. Identificata talvolta con 10 stesso Spirito Santo, secondo Ie
sue varie valenze essa e anche la Madre 0 Madre Universale, la Madre dei
Viventi 0 Madre Risplendente, la Potenza in alto, Quella-della-Mano-Sinistra (in
opposto al Cristo, inteso come il suo sposo e Quello-della-Mano-Destra), come la
Lussuriosa, la Matrice, la Vergine, la Sposa del Maschio, la Rivelatrice dei
Misteri perfetti, la Santa Colomba dello Spirito, la Madre Celeste, la Smarrita,
Elena (cioe Selene, la Luna); fu concepita come la Psyche del mondo e come
. I'aspetto feminile del Logos (22). Nella Grande Rivelatione di Simone gnostico
il tema della diade e dell' androgine e dato in termini che qui vale la pena riporta-
re: «Questo e colui che fu, che e e che sara, potere maschio-femina come il pree-
sistente potere illimitato che non ha principio ne fine esistendo nell'Uno. Fu da
questo potere illimitato che il pensiero, celato nell'Uno, dapprima procedette,
divenendo due ... Cost accade che quanto da esso viene manifestato,bencM uno,
si trovi ad essere due, maschio e femina, avendo la femina in se stesso» (23).

33. Archetipi demetrici e archetipi afroditici. La Vergine. La nudita abissale

Se fin qui abbiamo considerato la polarita primigenia soprattutto in termini


astratti metafisici, ora passeremo ad esaminarla brevemente sotto specie di figure
divine vere e proprie, di teofanie e di cratofanie. Come gla dicemmo, all'antichita
tradizionale tali figure valsero come archai, come enti reali. Con esse, ci si avvi-
cina di gia al piano esistenziale, eppero alIa concreta sessualita umana, i signifi-
cati del mito sacro legandosi, in questa nuovo dominio, a culti, a istituzioni, ad
azioni rituali. Per venire a delle caratterizzazioni differenziate nell' ambito mitolo-

(19) In Origene, In Johan, II, 12; efr. Gerolamo, In Mich., II, vii, 7, ove ricorre la stessa
espressione e viene appunto ricordato che ruach, spirito, in ebraico e feminile. (I frammenti
che si riferiscono al cosidetto Vangelo degli Ebrei, sono in I Vangeli apocrifi, a cura di
Marcello Craveri, Einaudi, Torino, 1969. La frase e a pp. 276-7 - N.d.C.).
(20) Cfr. G. Glotz, La civilta egea, Einaudi, Torino', 1954, pp. 282, 290, che parla della
dea-colomba, 0 dea della colomba, la colomba potendo essere simbolo della dea 0 anche iden-
tificarsi con essa. «Emanazione della dea, la colomba e 10 spirito che santifica tutti gli esseri e
gli oggetti su cui si posa: e la possessione divina si opera per suo tramite».
(21) Omero, Odissea, XII, 63.
(22) Cfr. G.R.S. Mead, Fragments of a Faith Forgotten, cit., pp. 247-248.
(23) G.R.S. Mead, Fragments, cir, pp. 129-130.

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