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RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

Morfina solfato Martindale Pharma 10 mg/ml Soluzione Iniettabile

2. COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA


Ogni ml di soluzione contiene 10 mg di Morfina solfato equivalenti a 7,52 mg di
morfina.
Eccipienti con effetti noti:
Ogni ml contiene 3,11 mg di sodio (sotto forma di sodio cloruro e sodio metabisolfito
(E223)).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. FORMA FARMACEUTICA
Soluzione Iniettabile
Soluzione limpida, incolore o quasi incolore, priva di particelle.
La soluzione ha un pH compreso tra 3,0 e 4,5
L’osmolarità del prodotto è di 270-312 mOsmol/kg.

4. INFORMAZIONI CLINICHE

4.1. Indicazioni terapeutiche


Morfina solfato Martindale Pharma è utilizzato per il trattamento sintomatico del
dolore grave negli adulti.

4.2. Posologia e modo di somministrazione


Posologia
La posologia deve essere regolata in base al grado di gravità del dolore, nonché alla
risposta e alla tolleranza individuale del paziente.

Adulti
La normale dose sottocutanea o intramuscolare negli adulti è di 10 mg da ripetere, se
necessario, ogni 4 ore, ma può essere compresa tra 5 mg e 20 mg.
La normale dose per via endovenosa negli adulti è compresa tra 2,5 mg e 15 mg da
ripetere, se necessario, ad intervalli non superiori 4 ore, ma la posologia e l’intervallo
di somministrazione devono essere aggiustati in base alla risposta del paziente e gli
aggiustamenti della dose vanno effettuati fino al raggiungimento dell’analgesia.

Popolazione speciale
Pazienti anziani o debilitati
A causa dell’effetto depressivo sulla respirazione, è necessario usare cautela quando si
somministra morfina a pazienti anziani o debilitati. È consigliabile una riduzione della
dose.

Popolazione pediatrica
L’uso nei bambini è sconsigliato.

Compromissione epatica

Documento reso disponibile da AIFA il 03/01/2020


Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativi all’AIC dei
medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione
all'immissione in commercio (o titolare AIC).
Nei pazienti con compromissione epatica severa si deve considerare un intervallo di
somministrazione più lungo. Si consiglia cautela in caso di somministrazione di
morfina a pazienti con compromissione epatica.

Compromissione renale
In presenza di compromissione renale di grado da moderato a severo, può essere
necessaria una riduzione della dose di mantenimento.
Per quanto riguarda malattie/condizioni concomitanti nelle quali può essere
appropriata una riduzione della dose, vedere 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni
d’impiego.

Interruzione della terapia


Una sindrome da astinenza può essere accelerata se la somministrazione di oppioidi
viene improvvisamente interrotta. Pertanto la dose deve essere gradualmente ridotta
prima dell’interruzione.

Modo di somministrazione
Tramite iniezione intramuscolare, sottocutanea o endovenosa.
La via di somministrazione sottocutanea non è adatta a pazienti edematosi.
La via di somministrazione epidurale o intratecale non deve essere utilizzata in quanto
il prodotto contiene un conservante.

4.3. Controindicazioni
• Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al
paragrafo 6.1.
• Depressione respiratoria acuta
• Alcolismo acuto
• Colica biliare (vedere anche i disturbi delle vie biliari, 4.4 Avvertenze speciali e
precauzioni d’impiego)
• Lesioni craniche, pazienti comatosi o aumento della pressione intracranica. La
sedazione e le alterazioni pupillari possono interferire con il monitoraggio
accurato del paziente.
• Maggiore rischio di depressione respiratoria, che può portare a a innalzamento
della pressione del liquido cerebrospinale (CSF).
• Ipersecrezioni bronchiali.
• Malattia epatica acuta
• Rischio di ileo paralitico
• Feocromocitoma (dovuto al rischio di risposta pressoria al rilascio di istamina).
• Episodi diarroici acuti associati a colite pseudomembranosa indotta da antibiotici
o diarrea causata da avvelenamento (fino a eliminazione delle sostanze tossiche)

4.4. Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego


La morfina deve essere somministrata a dosi ridotte o con cautela in pazienti con
asma o ridotta riserva ventilatoria (che comprende cuore polmonare, chifoscoliosi,
enfisema, grave obesità) e nei seguenti casi:

• Pazienti con ipertrofia prostatica, miastenia grave.


• La somministrazione di morfina a bambini con compromissione epatica può
causare coma

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medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione
all'immissione in commercio (o titolare AIC).
• La somministrazione sottocutanea non è adatta se la perfusione tissutale è
pregiudicata o in presenza di edema
• Quando si avvia il trattamento con oppioidi maggiori nei bambini, deve essere
considerata la prescrizione di trattamento profilattico con lassativi
• Si raccomanda di prescrivere sempre l’uso profilattico di lassativi quando si inizia
la terapia con oppioidi maggiori nei bambini.
• Deve essere disponibile il supporto respiratorio per neonati e bambini < 1 anno
non ventilati, in quanto tali pazienti mostrano una maggiore suscettibilità alla
depressione polmonare.

La morfina deve essere somministrata con cautela nei lattanti e nei bambini piccoli,
in quanto questi soggetti possono essere più sensibili agli oppioidi a causa del basso
peso corporeo.

Evitare l’uso durante un attacco acuto di asma (vedere 4.3 Controindicazioni). In


generale, gli analgesici oppioidi devono essere somministrati con cautela o a dosi
ridotte in pazienti con ipotiroidismo, insufficienza corticosurrenalica, restringimento
dell’uretra, ipotensione, shock, malattie intestinali infiammatorie/occlusive o crisi
convulsive.

Gli effetti della morfina possono essere potenziati a seguito di encefalite.


Trattamento con inibitori delle MAO, vedere paragrafo 4.5.

Gli oppioidi come la morfina devono essere evitati nei pazienti con disturbi delle vie
biliari o devono essere somministrati assieme a un antispastico.

La somministrazione di morfina produce effetti sullo sfintere di Oddi e conseguente


aumento della pressione intrabiliare. Nei pazienti con disturbi delle vie biliari, la
morfina può pertanto aggravare il dolore (l’uso nella colica biliare è una
controindicazione, vedere 4.3). Nei pazienti cui è stata somministrata morfina dopo
colecistectomia è stato indotto dolore biliare.

Si consiglia cautela quando si somministra morfina a pazienti con funzionalità epatica


compromessa a causa del suo metabolismo a livello epatico (vedere 4.2 Posologia).

In pazienti con compromissione renale ai quali è stata somministrata morfina si è


verificata depressione respiratoria grave e prolungata (vedere 4.2 Posologia).

L’abuso regolare di oppioidi può comportare il rapido sviluppo di dipendenza, che


tuttavia risulta meno problematico in caso d’uso terapeutico. L’astinenza improvvisa
in soggetti fisicamente dipendenti da oppioidi provoca una sindrome da astinenza, la
cui gravità varia a seconda dell’individuo, del farmaco utilizzato, dell’entità e
frequenza della dose e della durata del consumo del medicinale. Si deve prestare
grande cautela in pazienti con tendenza nota o storia di abuso di farmaci. Il dosaggio
deve essere ridotto nei pazienti anziani e debilitati.

Cure palliative - nel controllo del dolore nella malattia terminale, tali condizioni non
devono necessariamente rappresentare un deterrente all’uso.

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medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione
all'immissione in commercio (o titolare AIC).
L’iperalgesia che non risponde a un ulteriore incremento della dose di morfina può
verificarsi in particolare a dosi elevate. Può essere necessaria una riduzione della dose
di morfina o una sostituzione dell’oppioide.

La morfina ha un potenziale di abuso simile ad altri forti agonisti oppioidi e deve


pertanto essere utilizzata con particolare cautela in pazienti con anamnesi di abuso di
alcol e farmaci.

Le concentrazioni plasmatiche di morfina possono essere ridotte dalla rifampicina.


L’effetto analgesico della morfina deve essere monitorato e le dosi di morfina
aggiustate durante e dopo il trattamento con rifampicina.

Dipendenza e sindrome da sospensione (astinenza)


L’uso di analgesici oppioidi può essere associato allo sviluppo di dipendenza fisica
e/o psicologica o tolleranza. Il rischio aumenta con il tempo di utilizzo del farmaco e
con dosi più elevate. I sintomi possono essere ridotti al minimo con aggiustamenti
della dose o della forma di dosaggio e con la graduale sospensione della morfina. Per i
singoli sintomi, vedere il paragrafo 4.8.

Rischio derivante dall’uso concomitante di medicinali sedativi quali


benzodiazepine o farmaci correlati:
L’uso concomitante di morfina solfato e medicinali sedativi, quali benzodiazepine o
farmaci correlati, può provocare sedazione, depressione respiratoria, coma e decesso.
A causa di questi rischi, la prescrizione concomitante di questi medicinali sedativi
deve essere riservata ai pazienti per i quali non sono disponibili alternative
terapeutiche. Se si decide di prescrivere morfina solfato in concomitanza con
medicinali sedativi, deve essere usata la dose efficace più bassa e la durata del
trattamento deve essere la più breve possibile.

I pazienti devono essere seguiti attentamente per quanto riguarda la comparsa di segni
e sintomi di depressione respiratoria e sedazione. A tale riguardo, si raccomanda
vivamente di informare i pazienti e chi si occupa di loro di prestare attenzione a questi
sintomi (vedere paragrafo 4.5).

Sindrome toracica acuta (ACS) in pazienti affetti da malattia a cellule falciformi


(SCD)
A causa di una possibile associazione tra ACS e l’uso di morfina nei pazienti affetti da
SCD trattati con morfina durante una crisi vaso-occlusiva, è necessario uno stretto
monitoraggio dei sintomi dell’ACS.

Insufficienza surrenale
Gli analgesici oppioidi possono causare insufficienza surrenale reversibile che
richiede monitoraggio e terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi di
insufficienza surrenale possono includere ad es. nausea, vomito, perdita di appetito,
stanchezza, debolezza, capogiro o pressione arteriosa bassa.

Diminuzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina


L’uso a lungo termine di analgesici oppioidi può essere associato a una diminuzione
dei livelli degli ormoni sessuali e a un aumento della prolattina. I sintomi includono
libido diminuita, impotenza o amenorrea.

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medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione
all'immissione in commercio (o titolare AIC).
La soluzione iniettabile di morfina solfato contiene sodio
Questo medicinale contiene 3,11 mg di sodio/ml e può pertanto non essere indicato
per te se sei sotto regime dietetico a basso contenuto di sodio.

L’iniezione di morfina solfato contiene sodio metabisolfito. In rari casi, questo


componente può causare gravi reazioni di ipersensibilità e broncospasmi.

4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione


Alcol: Aumento degli effetti sedativi e ipertensivi.

Farmaci anti-aritmici: Può verificarsi assorbimento ritardato della mexiletina.

Antibatterici: È stato dimostrato che l’analgesico oppioide papavereto riduce la


concentrazione plasmatica di ciprofloxacina. Il produttore della ciprofloxacina
consiglia di evitare la premedicazione con analgesici oppioidi.

Antidepressivi, ansiolitici, ipnotici: È stata segnalata grave eccitazione o


depressione del SNC (ipertensione o ipotensione) con l’uso concomitante di petidina e
degli inibitori delle monoammino ossidasi (IMAO), tra cui selegilina, moclobemide e
linezolid. Poiché è possibile che una simile interazione possa verificarsi con altri
analgesici oppioidi, la morfina deve essere usata con cautela e si deve considerare una
riduzione del dosaggio nei pazienti trattati con IMAO.

La somministrazione concomitante di agenti che deprimono il sistema nervoso


centrale, quali ipnotici, ansiolitici, antidepressivi triciclici e antistaminici sedativi, può
potenziare gli effetti sedativi della morfina (analgesici oppioidi).

Antipsicotici: Possibile aumento dell’effetto sedativo e ipotensivo.

Agenti antidiarroici e antiperistaltici (come loperamide e caolino):


L’uso concomitante può aumentare il rischio di grave costipazione.

Antimuscarinici: Agenti come l’atropina antagonizzano la depressione respiratoria


indotta dalla morfina e possono parzialmente invertire lo spasmo biliare, ma si
sommano agli effetti a carico dell’apparato gastrointestinale e del tratto urinario. Di
conseguenza, in corso di terapia antimuscarinica analgesica intensiva possono
verificarsi costipazione grave e ritenzione urinaria.

Metoclopramide e domperidone: Può verificarsi antagonismo degli effetti


gastrointestinali indotti da metoclopramide e domperidone.

Medicinali sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati:


L’uso concomitante di oppioidi e medicinali sedativi, come benzodiazepine o farmaci
correlati, aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e decesso a
causa dell’effetto depressivo additivo sul SNC. La dose e la durata del trattamento
concomitante devono essere limitati (vedere il paragrafo 4.4).

La nimodipina può aumentare l’effetto analgesico della morfina. Durante la


somministrazione concomitante si deve considerare una riduzione della dose di
morfina.

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medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione
all'immissione in commercio (o titolare AIC).
Gli agonisti/antagonisti combinati della morfina (buprenorfina, nalbufina,
pentazocina) diminuiscono l’effetto analgesico attraverso l’inibizione competitiva dei
recettori, aumentando il rischio di sintomi di astinenza.

Gabapentina: Si deve prestare attenzione al rischio di sintomi del SNC nella scelta
del trattamento. Se i due prodotti vengono somministrati contemporaneamente,
considerare la possibilità di ridurre la dose di gabapentina. I pazienti devono quindi
essere monitorati attentamente per quanto riguarda segni di depressione del SNC, tra
cui sonnolenza, e la dose di gabapentina o morfina deve essere ridotta in modo
corrispondente.

4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento


Donne in età potenzialmente fertile / Contraccezione nei pazienti di sesso
maschile e femminile
A causa delle sue proprietà genotossiche (vedere paragrafo 5.3), la morfina non deve
essere somministrata a uomini e donne con potenziale procreativo / fertili se non sono
state adottate misure contraccettive efficaci.

Gravidanza:
Non sono disponibili dati adeguati sull’uomo che consentano di valutare il potenziale
rischio teratogeno. Studi su animali hanno dimostrato che la morfina può causare
danni al feto se somministrata durante la gravidanza. La morfina solfato deve essere
usata durante la gravidanza soltanto nei casi in cui il beneficio materno sia
chiaramente superiore al rischio per il bambino.

La morfina attraversa la barriera placentare. La somministrazione durante il travaglio


può causare depressione respiratoria nel neonato e stasi gastrica in corso di travaglio,
aumentando il rischio di polmonite per inalazione. Pertanto, non è consigliabile
somministrare morfina durante il travaglio.

I bambini nati da madri dipendenti da oppioidi possono soffrire di sintomi da


astinenza, tra cui iperirritabilità del SNC, disfunzione gastrointestinale, distress
respiratorio e sintomi autonomici vaghi, tra cui sbadigli, starnuti, chiazze e febbre.

I neonati le cui madri hanno ricevuto analgesici oppioidi durante la gravidanza


devono essere monitorati per i segni di sindrome da sospensione (astinenza)
neonatale. Il trattamento può includere una terapia oppioide e di supporto.

Allattamento:
La morfina viene escreta nel latte materno e può causare tossicità da oppioide nel
neonato, ad es. depressione respiratoria. La morfina non è raccomandata durante
l’allattamento.

Fertilità
Studi su animali hanno dimostrato che la morfina può ridurre la fertilità (vedere il
paragrafo 5.3 Dati preclinici di sicurezza).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari


Poiché la morfina causa sonnolenza, i pazienti devono evitare di guidare veicoli o
utilizzare macchinari.

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medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione
all'immissione in commercio (o titolare AIC).
Questo medicinale può compromettere la funzione cognitiva e influire sulla capacità
del paziente di guidare veicoli in modo sicuro. In caso di prescrizione di questo
farmaco, al paziente deve essere comunicato quanto segue:
• Esiste la probabilità che questo medicinale pregiudichi la sua capacità di guidare
veicoli
• Non guidi fino a quando non le sia noto l’effetto che questo medicinale ha su di lei

4.8. Effetti indesiderati


L’effetto indesiderato più grave della terapia è la depressione respiratoria (vedere
paragrafo 4.9).

Alle dosi abituali gli effetti avversi più comuni degli analgesici oppioidi sono nausea,
vomito, costipazione, sonnolenza e confusione. Generalmente, con l’uso a lungo
termine si sviluppa tolleranza a tali effetti (costipazione esclusa). La sedazione
normalmente diminuisce dopo alcuni giorni di somministrazione. Nausea e vomito
spesso diminuiscono durante l’uso a lungo termine. In soggetti predisposti possono
verificarsi spasmi delle vie biliari e del tratto urinario. L’effetto di depressione
respiratoria è dipendente dalla dose e costituisce raramente un problema clinico.
L’assuefazione e la tolleranza di solito non causano problemi nel trattamento del
dolore oncologico grave. La costipazione può essere trattata con lassativi appropriati.
La maggior parte degli effetti collaterali sono dipendenti dalla dose.

La frequenza dei possibili effetti indesiderati viene definita usando la seguente


convenzione:
Molto comune (≥ 1/10)
Comune (≥ 1/100, < 1/10)
Non comune (≥ 1/1.000, < 1/100)
Raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000)
Molto raro (<1/10.000)
Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Molto
Comune Non comune Raro Non nota
comune
Disturbi del Reazione Reazione
sistema allergica anafilattica
immunitario Reazione
anafilattoide
Disturbi Confusione Agitazione Farmaco-
psichiatrici Insonnia Euforia dipendenza
Allucinazioni
Cambiamenti
d’umore
Disforia

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all'immissione in commercio (o titolare AIC).
Molto
Comune Non comune Raro Non nota
comune
Patologie del Sonnolenza Capogiro Convulsioni Allodinia
sistema nervoso Cefalea Ipertensione Iperalgesia
Sonnolenza (vedere il
Sedazione paragrafo 4.4)
Iperidrosi Mioclono
Obnubilamento
mentale
Vertigini
Dipendenza
psicologica
Patologie Miosi Visione
dell’occhio offuscata o
doppia o altre
alterazioni
della vista
Patologie Palpitazioni Bradicardia
cardiache Tachicardia
Patologie Vampate alla Ipotensione
vascolari faccia ortostatica

Patologie Edema
respiratorie, polmonare
toraciche e Depressione
mediastiniche respiratoria
Patologie Anoressia Spasmo
gastrointestinali Vomito biliare
Bocca secca
Stipsi
Nausea
Patologie della Dermatite da Orticaria Eruzione
cute e del tessuto contatto Prurigine cutanea
sottocutaneo Sudorazione

Patologie renali Ritenzione Difficoltà alla


e urinarie urinaria minzione
Spasmo uretrale
Effetto
antidiuretico

Disturbi del Alterazioni degli


fegato e della enzimi epatici
colecisti

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Molto
Comune Non comune Raro Non nota
comune
Patologie Riduzione della
dell’apparato libido
riproduttivo e Riduzione della
della mammella potenza
Patologie Dolore Sindrome da
sistemiche e Irritazione sospensione
condizioni nella sede di (astinenza) da
relative alla sommini- farmaco
sede di strazione Tolleranza al
sommini- farmaco
strazione Rigidità
muscolare
Si sviluppa tolleranza agli effetti degli oppioidi sulla vescica.
L’attività euforizzante della morfina ne ha determinato l’abuso e possibile dipendenza
fisica e psicologica (vedere paragrafo 4.4).

Farmacodipendenza e sindrome da sospensione (astinenza)


L’uso di analgesici oppioidi può essere associato allo sviluppo di dipendenza fisica
e/o psicologica o tolleranza. Una sindrome da astinenza può essere accelerata quando
la somministrazione di oppioidi viene improvvisamente interrotta o vengono
somministrati antagonisti oppioidi, oppure può talora verificarsi tra una dose e l’altra.
Per la gestione, vedere il paragrafo 4.4.
I sintomi dell’astinenza fisiologica includono: dolori muscolari, tremori, sindrome
delle gambe senza riposo, diarrea, colica addominale, nausea, sintomi simil-
influenzali, tachicardia e midriasi. I sintomi psicologici includono umore disforico,
ansia e irritabilità. Nella dipendenza da sostanze, è spesso coinvolto il “desiderio
intenso sostanza d’abuso”.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette


La segnalazione delle sospette reazioni avverse che si verificano dopo
l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio
continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è
richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale
di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-
avverse.

4.9. Sovradosaggio
Le dosi tossiche variano notevolmente nei singoli individui e gli utilizzatori abituali
possono tollerare dosi elevate.

La triade costituita da depressione respiratoria, coma e pupille ristrette è considerata


indicativa di un sovradosaggio di oppioidi, con dilatazione delle pupille dopo lo
sviluppo di ipossia. A causa dell’insufficienza respiratoria può verificarsi il decesso

Altri sintomi di sovradosaggio da oppioidi includono ipotermia, confusione, gravi


capogiri, grave sonnolenza, ipotensione, bradicardia, insufficienza circolatoria, edema
polmonare, grave nervosismo o irrequietezza, allucinazioni, convulsioni
(specialmente in neonati e bambini), polmonite da aspirazione. A causa

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dell’insufficienza respiratoria può verificarsi il decesso. In caso di sovradosaggio è
stata segnalata rabdomiolisi, che evolve ad insufficienza renale.

Trattamento: la gestione medica del sovradosaggio comporta, in presenza di coma o


bradipnea, la tempestiva somministrazione di uno specifico antagonista degli oppioidi
come il naloxone, applicando uno dei regimi posologici raccomandati. Se necessario,
devono essere adottate misure di supporto respiratorio e cardiovascolare.

Il naloxone è indicato in presenza di coma o depressione respiratoria. I pazienti


devono essere monitorati attentamente per rilevare l’eventuale ricomparsa di
depressione del SNC e respiratoria. L’emivita plasmatica del naloxone è più breve di
quella di tutti gli analgesici oppioidi; possono essere necessarie dosi ripetute di
naloxone.

5. PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
5.1. Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: Alcaloidi dell’oppio naturali,
Codice ATC: N02AA01
La morfina è un analgesico narcotico ottenuto dall’oppio, che agisce prevalentemente
sul sistema nervoso centrale e sulla muscolatura liscia.

La morfina è un potente analgesico che agisce come agonista competitivo sul


recettore μ, che sembra mediare numerose altre azioni di depressione respiratoria,
euforia, inibizione della motilità intestinale e dipendenza fisica proprie di questa
sostanza. È possibile che analgesia, euforia e dipendenza possano essere dovute agli
effetti della morfina su un sottotipo di recettore μ-1, mentre la depressione respiratoria
e l’inibizione della motilità intestinale possono essere imputabili ad azioni su un
sottotipo di recettore μ-2.

La morfina è anche un agonista competitivo al recettore κ che media l’analgesia


spinale, la miosi e la sedazione. La morfina non esercita azioni significative negli altri
due importanti recettori oppioidi, i recettori δ e σ.
La morfina sopprime direttamente la tosse attraverso un effetto sul centro tussivo
midollare. La morfina produce anche nausea e vomito stimolando direttamente i
chemiorecettori della zona trigger, un’area postrema del midollo allungato. La
morfina provoca il rilascio di istamina.

5.2. Proprietà farmacocinetiche


Assorbimento:
La morfina viene assorbita in modo variabile dopo somministrazione orale,
rapidamente dopo somministrazione sottocutanea o intramuscolare.

Concentrazione ematica: dopo una dose orale di 10 mg sotto forma di solfato, si


raggiunge il picco di concentrazione plasmatica di morfina libera di circa 10 ng/ml
in 15-60 minuti; dopo una dose intramuscolare di 10 mg, si raggiunge il picco di
concentrazione plasmatica di 70-80 ng/ml in 10-20 minuti; dopo una dose
endovenosa di 10 mg, si raggiungono concentrazioni plasmatiche di circa 60 ng/ml
in 15 minuti, che scendono a 30 ng/ml dopo 30 minuti e a 10 ng/ml dopo 3 ore; le
dosi sottocutanee forniscono concentrazioni simili a quelle intramuscolari a 15

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minuti, ma rimangono leggermente superiori nelle 3 ore successive; le
concentrazioni plasmatiche misurate subito dopo la somministrazione sono
strettamente correlate all’età dei soggetti studiati e aumentano nei pazienti più
anziani.

Emivita:
Emivita plasmatica da 10 minuti a 6 ore dalla somministrazione endovenosa: 2 - 3
ore; emivita plasmatica da 6 ore in poi: 10 - 44 ore.

Distribuzione:
Ampia distribuzione nell’intero organismo, principalmente reni, fegato, polmoni e
milza; concentrazioni più basse compaiono nel cervello e nei muscoli; la morfina
attraversa la placenta e tracce sono secrete nel sudore e nel latte; la morfina si lega
per circa il 35% alle proteine, albumina e immunoglobuline, a concentrazioni
comprese nell’intervallo terapeutico.

Biotrasformazione:
Soprattutto coniugazione con acido glucuronico con formazione di morfina-3-
glucuronide e morfina-6-glucuronide, con coniugazione del solfato. La formazione di
glucuronidi di N-demetilazione, O-metilazione e N-ossido ha luogo nella mucosa
intestinale e nel fegato; la N-demetilazione avviene in misura maggiore dopo
somministrazione orale rispetto alla parenterale; la via di trasformazione della codeina
per O-metilazione è stata modificata e i metaboliti di codeina e norcodeina nelle urine
potrebbero essersi formati da impurità della codeina contenute nel campione di
morfina preso in esame.

Eliminazione:
Dopo una dose orale, circa il 60% viene escreto nelle urine in 24 ore, con circa il 3%
escreto come morfina libera in 48 ore; dopo una dose per via parenterale, circa il 90%
viene escreto in 24 ore, con circa il 10% come morfina libera, dal 65 al 70% come
morfina coniugata, l’1% come normorfina e il 3% come normorfina; glucuronide
dopo somministrazione di dosi elevate a tossicodipendenti, circa lo 0,1% di una dose
viene escreto come norcodeina; l’escrezione urinaria della morfina sembra essere in
qualche misura dipendente dal pH: con l'aumento dell’acidità dell’urina viene escreta
più morfina libera e con l’aumento dell’alcalinità viene escreto più glucuronide
coniugato; fino al 10% di una dose può essere escreto nella bile.

5.3. Dati preclinici di sicurezza

Esistono evidenti risultati positivi sulla mutagenicità, che suggeriscono l’effetto


clastogenico della morfina anche nelle cellule germinali. Non si può escludere che tali
risultati siano rilevanti anche per l’uomo.

Non sono stati condotti studi a lungo termine su animali in merito al potenziale
cancerogeno della morfina.

Studi su animali indicano una potenziale compromissione della prole per l’intera
durata della gestazione (malformazioni del sistema nervoso centrale, ritardo di
crescita, atrofia testicolare, alterazioni dei sistemi di neurotrasmettitori e delle
abitudini, dipendenza).

Documento reso disponibile da AIFA il 03/01/2020


Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativi all’AIC dei
medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione
all'immissione in commercio (o titolare AIC).
Studi condotti sui ratti hanno dimostrato che la morfina può danneggiare gli organi
sessuali, può causare danno cromosomico nei gameti e, attraverso distruzione
endocrina, la morfina può pregiudicare la fertilità maschile e femminile.

6. INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

6.1. Elenco degli eccipienti


Sodio cloruro
Sodio metabisolfito (E223)
Acqua per preparazioni iniettabili
Sodio idrossido (per la correzione del pH)
Acido solforico (per la correzione del pH)

6.2. Incompatibilità
I sali di morfina sono sensibili alle variazioni del pH e la morfina può precipitare dalla
soluzione in presenza di un ambiente alcalino. Tra i composti incompatibili con i sali
di morfina vi sono l’aminofillina e i sali sodici di barbiturici e fenitoina.
È stata dimostrata incompatibilità fisico-chimica (formazione di precipitati) tra
soluzioni di morfina solfato e 5-fluorouracile.
Altre incompatibilità (talvolta attribuite a particolari formulazioni) hanno incluso
aciclovir sodico, doxorubicina, fluorouracile, furosemide, eparina sodica, petidina
cloridrato, prometazina cloridrato e tetracicline. Per informazioni specifiche sulla
compatibilità, si devono consultare riferimenti specialistici..

6.3. Periodo di validità


3 anni

6.4. Precauzioni particolari per la conservazione


Non conservare a temperatura superiore a 25°C.
Tenere le fiale nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

6.5. Natura e contenuto della confezione


Fiale di vetro trasparente e incolore da 1 ml, contenenti soluzione sufficiente da
consentire l’eliminazione di 1 ml. 10 fiale sono confezionate in una scatola di cartone.

6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione


L’eventuale soluzione residua deve essere scartata o restituita alla farmacia.
Prima della somministrazione, controllare la soluzione per verificare la presenza di
particelle visibili. Utilizzare la soluzione soltanto se limpida e priva di particelle.

7. TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN


COMMERCIO
Ethypharm
194 Bureaux de la Colline, Bâtiment D
92213 Saint-Cloud CEDEX
Francia

8. NUMERO DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

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medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione
all'immissione in commercio (o titolare AIC).
047055013 – “10MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE” 10 FIALE IN VETRO DA 1
ML

9. DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO


DELL’AUTORIZZAZIONE

10 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

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all'immissione in commercio (o titolare AIC).