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ANALISI ESEMPIO 26

SAGGIO BREVE
I documenti
1. Definisci il concetto di patria - nazione (nell’età risorgimentale, alla fine dell’800 con
l’età dell’imperialismo, infine in epoca fascista. Ti vengono in soccorso libri di storia,
di geografia ed il sito di rai-storia)
2. Chiarisci che cos’è l’Europa ed i suoi organi di potere. Come “agisce” sui singoli
stati, con quali modalità? (testi di geografia)
3. Rileggi attentamente il brano-documento n. 2 (Per ogni brano, prima della scaletta,
è espressa una breve sintesi che può aiutarti nella comprensione di ogni singolo
documento). Che cos’è la Convenzione e qual è il suo scopo? (Per rispondere devi
far riferimento al documento n. 1). Che cosa sostanzialmente emerge da questo
brano?
4. Che cosa, rispettivamente, rilevano i brani n. 5 e n. 6? Cosa deve essere presente
nella bozza costituzionale? In particolare il brano n. 6 sottolinea una carenza in tale
bozza. Quale?
SVOLGIMENTO DELSAGGIO
A. Controlla la scaletta e metti a confronto i vari punti con il procedimento del
saggio, (nota bene com’è stata formulata la traccia) cercando di porre in
rilievo il pensiero dell’autore. (scrivi tutte le annotazioni necessarie )
- Leggi attentamente l’introduzione del saggio. Cosa viene messo in luce?
- Paragrafo 1 del saggio. Distingui e dai la definizione di : popolo, massa,
pubblico, nonché demagogia e populismo. Qual è la realtà “democratica”
dell’Atene del V secolo a. C.? Che tipo di democrazia si praticava? (testi di
storia…)
- Una volta data la definizione di “populismo” spiega il significato della frase
(sempre paragr. 1) “…..dall’altro dovrebbe imporci …..(fino a) ..quando non
addirittura al “pubblico”
B. Analisi paragrafo 2. in questo paragrafo emerge una tesi importante. Quale?
Perché?
C. Analisi paragrafo 6. Facendo riferimento al brano-documento n. 6 (vedi
anche punti 7 – 8 della scaletta) l’autore del saggio che cosa vuole
evidenziare? E’ d’accordo con il rilevare le “radici cristiane” o meglio
“giudaico-cristiane”dell’Europa, che sono presenti nella bozza costituzionale,
ma aggiunge anche, che si devono tenere in considerazione altri punti di
vista. Quali e perché? (Il paragrafo può essere diviso in blocchi concettuali
con riferimento ai punti 7 – 8 della scaletta). Si parla inoltre di “popoli che
non devono ignorare la tragedia collettiva da cui sono nate l’Unione e la
Comunità”. Secondo te a cosa si riferisce?
D. Per concludere. Da cosa deve nascere secondo l’autore la “Costituzione
federale”?
E. Individua, infine, partendo dal paragrafo 2 fino alla conclusione, i connettivi
usati per creare continuità logica e di significato. (Evidenziali – trascrivili).
1 – viene fatta la definizione di patria- nazione nell’età risorgimentale, la prima tra le tre epoche da
analizzare. Ma prima bisogna conoscere ogni epoca o almeno capire il contesto storico. Per quanto
riguarda l’età risorgimentale, questo fu un periodo della storia italiana durante la quale la nazione
conseguì la proprio unità nazionale. Il termine richiama l'idea di una resurrezione della nazione
italiana attraverso la conquista dell'unità nazionale per lungo tempo perduta.
Allora, il concetto di patria nazione era l’idea di un progresso sociale, di religione e di libertà, lo
spirito di sacrificio particolarmente accentuato nel pensiero mazziniano, questo influenzo anche il
teatro, perchè attraverso la scena era possibile assumere e vivere la questione dell’unità e
dell’indipendenza nazionale come una questione morale, prima ancora che come problema politico
in senso stretto.
L’età dell’imperialismo nasce come nuovo colonialismo tra il 1871 e il 1914, e consiste nell'azione
dei governi tesa a imporre la propria egemonia su altri paesi per sfruttarli dal punto di vista
economico assumendone il pieno controllo monopolistico delle fonti energetiche ed esportazione
soprattutto di capitali. A fine ottocento si tendeva non solo ad escludere ogni sentimento di
universalismo, ma anche a connotarsi in una chiave xenofoba e razziale. Da un lato, l’esaltazione
della propria nazione comportava sempre più il rifiuto o lo spregio delle altre; dall’altro,
l’appartenenza alla nazione iniziò a essere considerata come un fattore determinato
dall’appartenenza a un determinato gruppo razziale: in poche parole, l’essere “inglese”, “tedesco”, o
“italiano” non era più una scelta del piccolo individuo ma era dovuto all’appartenenza a una
supposta “razza”. Si mirava a creare una nazione forte, in grado di competere con le altre nazioni.
Il fascismo fu un’ideologia politica sorta in italia nel XIX secolo principalmente per iniziativa di
Benito Mussolini alla fine della prima guerra mondiale. Di carattere nazionalista, autoritario e
totalitario, tale ideologia si definiva ed è interpretata come un movimento allo stesso tempo
rivoluzionario e reazionario, sebbene la sua natura prevalente sia tuttora oggetto di controversia.
Il fascismo si concentrava sul fatto che una nazione doveva essere una comunità che richiedeva
dirigenze forti, identità colletiva e la volontà e capacità di esercitare la violenza par mantenersi
vitale. Il fascismo nega l’autonomia di gruppi culturali o etnici che non sono considerati parte della
nazione fascista e che rifiutano di essere assimilati, infatti il fascismo sostiene l’idea di uno stato a
partito unico e vieta qualunque opposizione al partito stesso

2- L’europa e i suoi organi di potere. Questo continente che per gestire i proprio problemi si unì in
un unico e vero progetto politico. La visione di un’europa unita è stata concretizzata alla fine della
seconda guerra mondiale, con l’obiettivo di garantire pace, prosperità e stabilità sul continente.
L’idea di un’europa unita è stata a lungo solo un sogno nelle menti di alcuni filosofi e visionari,
infatti bisogna aspettare la fine della seconda guerra mondiale per vedere nascere una nuova
speranza. Fra il 1945 e il 1950 statisti coraggiosi si impegnano a guidare i popoli dell’europa
occidentale verso una nuova era, un’era caratterizzata dalla creazione di nuove strutture, basate su
interessi comuni e fondate su trattati destinati a garantire il rispetto delle leggi e l’uguaglianza fra le
nazioni. L’europa nel XXI continua a dover far fronte ai problemi della sicurezza. L’unione europea
deve prevvedere con efficacia alla sicurezza dei suoi stati membri e deve collaborare in modo
costruttivo con le regioni situate appena fuori dei suoi confini: nord africa, balcani, caucaso, medio
oriente. Deve inoltre tutelare i suoi interessi militari e strategici collaborando con i suoi alleati, in
particolar modo con la NATO, e definendo un’autentica politica europea in materia di sicurezza e
difesa. Per lottare contro il terrorismo e il crimine organizzato è necessario che le forze di polizia di
tutti i paesi dell’unione europea operino in stretta collaborazione. Fra le nuove sfide dell’europa, la
creazione di uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia in cui i cittadini abbiano pari accesso
alla giustizia e siano uguali di fronte alla legge presuppone una copperazione rafforzata fra i
governi.
Le società postindustriali europee diventano sempre più complesse. Il tenore di vita continua a
crescere, ma persiste il divario fra ricchi e poveri, acuito peraltro dall’allargamento, che ha visto
l’adesione di paesi con un tenore di vita inferiore alla media europea. È importante che gli stati
membri dell’unione collaborino per ridurre queste disparità. Quest’unione è la prima potenza
commerciale del mondo e svolge quindi un ruolo decisivo nei negoziati internazionali, come quelli
a livello dell’organizzazione mondiale del commercio (OMC); prende posizione su questioni
sensibili per il cittadino, quali la tutela dell’ambiente, le fonti rinnovabili di energia, il principio di
precauzione nella sicurezza alimentare, gli aspetti etici della biotecnologia, la protezione delle
specie minacciate e così via. E inoltre ha lanciato importanti iniziative a favore dello sviluppo
sostenibile a livello mondiale nel quadro dell’Earth summit tenutori a Johannesburg nel 2002.

3 – la convezione e il suo scopo è quello di giungere ad una politica europea che dimostri quanto sia
evoluto nel tempo il pensiero delle persone, cioè avere una costituzione autenticamente democratica
dove sia il popolo a decidere, e non in pochi a farlo, rendendo vera la frase di Tucidide “la nostra
costituzione si chiama democrazia perchè il potere non è nelle mani di pochi, ma dei più”, e anche
autenticamente federale, sarebbe questa la dimostrazione di una maturità politica e di una fertilità
culturale.

4 - nel documento 5 si vuol criticare la politica europea che è l’inserimento della nuova
costituzione, la quale deve far riferimento alla religione perchè così si può tener conto della gente,
di tutta la gente, senza contare a che classe sociale appartenga, visto che la religione cristiana è
sempre stato un fenomeno di massa dei popoli europei. Non si vuole privilegiare la religione
cristiana a discapito di altre religioni, ma solo coem si è detto primafar lievitare quell’umanesimo
europeo formatosi tramite l’inculaturazione cristiana.
Nel brano 6 si parla della bozza costituzionale e vengono sottolineati due punti, il primo parla del
principio di un’economia di un mercato aperta e in libera concorrenza. Dall’altra parte ci si
concentra sul valore della solidarietà, da poco assurto nell’unione con lo stesso grado di importanza
della libertà, l’uguaglianza, la tolleranza o la giustizia.
La carenza che presenta questa bozza è la coerenza, nei punti in cui pone la politica
dell’occupazione fra quella di mero coordinamento attraverso da parte dell’unione.

A
- Nell’introduzione del saggio viene messo in luce, secondo le parole del filosofo
Habermas, che con la costituzione europea non si devono inventare nuove cose, in
ambito politico, ma tenere quei valori democratici ottenuti col tempo, superando i
limiti del modello statale
- Popolo: identifica un insieme omogeneo di persone riunite per la stessa lingua,
cultura, origine, tradizione e sono cittadine di uno stato
Massa: insieme di persone o raduno, che viene considerato dal punto di vista del
ruolo sociale, economico o politico, e coinvolge larghi strati di popolazione e i più
diversi livelli sociali ed economici di essa.
Pubblico: se si parla di gente, viene definito come un inseme di persone indistinto
che assistono a uno spettacolo o una manifestazione culturale, artistica, sporticva.
Demagogia: pratica politica mirante a ottenere il consenso popolare, facendo mostra
di condividere i molumori e le rivendicazioni, anche irragionevoli, della
maggioranza e di battersi per fare ad essi una risposta positiva.
Populismo: vengono riconosciute le sofferenze di un popolo e si auspica che esse
vengano sanate. Cercando di risolvere questi problemi della società con delle
donazioni, commozione umanitaria, paternalismo consolatorio.
Atene fu la prima città-stato che adottò per prima nella storia dell’umanità un
sistema politico democratico, e nel V secolo grazie pericle, che fu l’imperatore in
quel periodo ( infatti questo secolo viene chiamato anche il secolo di pericle) Atene
dimostro di essere una città i cui valori politici andavano oltre i limiti della stessa
città e divennero universali, guida per i futuri stati europei.
Viengono resi sinomini i termini popolo e massa, e non si vede più la vera
definizione, si crea una confusione. I politici non parlano più di cittadini di un
popolo, perchè si rivolgono sempre alla gente come un pubblico formatto da una
massa.

B – la tesi di questo paragrafaro è rappresentata da una parola chiave “democrazia” che viene
ridotta ad un valore retorico, visto che nessuno di noi recupera quello che è veramente la
democrazia, quello che veramente significa.

C – il paragrafo 6 evidenzia come la costituzione debba sempre tenere presente il motivo per il
quale l’unione europea è stata cretata, tenerla unita in modo da risolvere i problemi degli stati
unitamente, con le stesse leggi, ricordando sempre le tragide avvenute prima di crearla e cioè la
seconda guerra mondiale. riconoscendolo pure nelle radici giudaico-cristiane.

D – una costituzione federale può nascere dal rapporto che si forma tra la libertà e la dignità, senza
dimenticare le diversità che possiede ogni paese e popolo. Si possono analizzare le differenze e così
si può creare un periodo fiorente per l’europa