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I temi del Mein Kampf di Hitler

Revisione dei trattati di pace e costruzione di una grande Germania


– Hitler prospettava una politica di unificazione di tutti i popoli di origine e
lingua tedesca. Si trattava di un ricongiungimento che avrebbe dovuto
ovviare alla distruzione dell'identità tedesca operata a Versailles (vedi trattati
di pace fine prima guerra mondiale).

Purezza della razza e antisemitismo


– La Germania avrebbe dovuto liberarsi delle impurità razziali, in particolare
della ben considerata e prospera comunità ebraica, che secondo Hitler era la
causa della miseria e delle infamie subite dal popolo tedesco.

Ricerca dello spazio vitale


– La Grande Germania avrebbe dovuto conquistare spazi ad est
sottomettendo i popoli slavi, razzialmente inferiori, ampliando quindi la sua
zona d'influenza allo scopo di garantire benessere e ricchezza alla razza
tedesca.

Guerra al bolscevismo
– Lo scontro con l'URSS, incarnazione del male rappresentato dal comunismo,
era necessario e quasi inevitabile. La guerra al bolscevismo doveva essere
la missione storica del popolo tedesco.

Creazione di un Nuovo Ordine europeo


– La nuova Europa nazista sarebbe stata un'isola felice, baluardo della
purezza ariana, e fieramente avversa alla congiura “masso-pluto-giudaica”
(cioè guidata dai massoni liberali, dagli ebrei, e dal grande capitale
internazionale) ordita dagli Stati vincitori della Grande Guerra. Il Nuovo
Ordine prevedeva il rifiuto delle perverse democrazie occidentali e un'idea di
Stato-nazione inteso come organismo collettivo teso al comune interesse
della prosperità della Nazione e guidato da un leader “interprete” del bisogni
della Germania.