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Hitler e il nazional-socialismo

Adolf Hitler (Braunau am Inn, 20 aprile 1889 – Berlino, 30 aprile 1945) è stato


un politico austriaco naturalizzato tedesco, Cancelliere del Reich(Reichskanzler)
dal 1933 e Führer della Germania dal 1934 al 1945. Fu Führer del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori
Tedeschi(Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei), noto con il nome abbreviato di Partito Nazista, e il
principale ideologo del nazionalsocialismo.
Nazional-socialismo

Adolf Hitler si arruolò come volontario nella prima guerra mondiale, fu ferito e decorato due volte. Rimase nella capitale tedesca,
Monaco, dove aderì a un partito locale di cui divenne capo: dal 1920 il nome fu Partito nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori
(NSDAP) che teorizzò i suoi obbiettivi in 25 punti nel 1920. Il nazismo (contrazione di nazional-socialismo) è un'ideologia e il
suo conseguente movimento politico di origine tedesca, collegato all'avvento al potere in Germania nel 1933 da parte del
suo principale ideatore Adolf Hitler, e conclusosi con la fine della seconda guerra mondiale e la vittoria militare delle forze
alleate contro la Germania nel 1945.
Il nazismo esprime una forma nazionalista e totalitaria di movimento d'estrema destra con iniziali mire operaiste
(völkisch), opposta al socialismo internazionale di stampo marxista. Il termine nazional-socialismo reca in sé un'antitesi,
dal momento che il nazionalismo è un movimento nazionale, mentre le correnti dominanti del socialismo sono orientate in
senso internazionalista e universalista. Come per il fascismo, anche nel nazismo delle origini (e in particolare
precedentemente al 1934, anno della purga contro l'ala sinistra del partito) è forte - anche se non egemone - una
componente ideologica orientata più a sinistra, intesa in senso relativo al resto del partito ed è proprio la "ala sinistra" del
partito nazista che attirerà consensi addirittura da parte di militanti del Partito Comunista Tedesco a partire dal 1933.
Ideologie
Come altri regimi fascisti, il regime nazista enfatizzò l'anticomunismo e la «supremazia del capo» (Führerprinzip), un
elemento chiave dell'ideologia fascista nel quale il governante viene ritenuto come incarnazione del movimento politico e
della nazione. Contrariamente ad altre ideologie fasciste, il nazismo era virulentemente razzista. Alcune delle
manifestazioni del razzismo nazista furono:

 Antisemitismo, che culminò nell'olocausto


 Nazionalismo etnico, incluse le nozioni di tedeschi come Herrenvolk ("razza dominante")
e Übermensch ("superuomo")
 Un credo nel bisogno di purificare la razza tedesca attraverso l'eugenetica, che culminò nell'«eutanasia»
involontaria dei disabili (si veda Aktion T4)
 Omofobia, che portò all'internamento di più di 10000 persone omosessuali
Anche l'anticristianesimo faceva parte dell'ideologia nazista.

La pubblicità

 Gli ebrei sono quelli che hanno crocefisso Gesù!


 Gli ebrei sono avari, degli usurai che si arricchiscono con i soldi degli altri!
 Gli ebrei non vogliono integrarsi nel mondo cristiano-occidentale!
 Gli ebrei vogliono dominare tutti i paesi, per poterli manovrare secondo i loro interessi!

Nel 1923 egli tentò con il putsch di Monaco un colpo di stato in Baviera in modo da conquistare la regione e proporre una sorta di
Marcia su Berlino di tutte le forze di estrema destra. Il colpo fallì seppure fu una sorta di pubblicità per Hitler e il suo partito. Hitler fu
condannato per alto tradimento a 5 anni di carcere nei quali nel 1924 iniziò a scrivere il Mein Kampf dove, in modo organico e coerente,
egli strutturò le sue idee a cui rimase sempre coerente. Al centro della teoria di Hitler sta l'idea della razza. Tutta la storia, dice Hitler nel
suo libro "Mein Kampf" ,è solo espressione dell'eterna lotta tra le razze per la supremazia. La guerra è l'espressione naturale e
necessaria di questa lotta in cui il vincitore, cioè la razza più forte, ha il diritto di dominare. L'unico scopo dello stato è mantenere sana
e pura la razza e creare le condizioni migliori per la lotta per la supremazia, cioè per la guerra. E la guerra è l'unica cosa che può dare
un senso più nobile all'esistenza di un popolo. Di tutte le razze quella cosiddetta "ariana" o "nordica" è, secondo Hitler, la più creativa e
valorosa, in fondo l'unica a cui spetta il diritto di dominare il mondo.

La morte

Le sue armate tedesche non riuscirono ad arrestare l'avanzata degli alleati, e mentre i sovietici si aprivano la strada verso
il centro di Berlino, secondo le voci ufficiali, Hitler si suicidò nel suo bunker il 30 aprile 1945, insieme alla storica
amante Eva Braun che aveva sposato il giorno prima. Aveva 56 anni. Come parte delle sue ultime volontà, ordinò che il
suo corpo venisse portato all'esterno e bruciato. Nel suo testamento, scaricò tutti gli altri leader nazisti e nominò
il grandammiraglio Karl Dönitz come nuovo Presidente del Reich[25] e Joseph Goebbels come nuovo Cancelliere del
Reich. Tuttavia quest'ultimo si suicidò il 1º maggio 1945 insieme alla moglie dopo aver ucciso i suoi sei figli. L'8
maggio 1945, la Germania si arrese. Il "Reich millenario" di Hitler era durato poco più di 12 anni.