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Appunti integrati di Storia

 Il Medioevo, premessa
Il Medioevo Europeo è un’età di mezzo tra l’arretratezza dei popoli precedenti , ossia
in riferimento ai popoli Romani a cui si sentivano superiori per avanguardia, e
l’innovazione che porterà il pensiero umanista. Il medioevo parte dal 476 a. C.,
storica data che indica la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e riporta alla
memoria la deposizione dal trono la deposizione dell’ultimo imperatore, Romolo
Augustolo, e l’imposizione del re barbaro di stirpe Germanica, Odoacre. Il Medioevo
termina convenzionalmente nel 1492 d.C., data della scoperta dell’America da parte
di Cristoforo Colombo, ma vi sono altre teorie che sostengono, per ragioni legate alla
letteratura e principalmente all’arte, che la fine di questo lungo periodo sia nel 1453,
data della presa di Costantinopoli in mano turca. Data la sua lunghezza, dunque, il
Medioevo è stato suddiviso in due periodi, tra i quali l’anno Mille, anno di grande
rivoluzione culturale, ne fa da spartiacque: utilizzeremo dunque la dicitura ‘Alto
Medioevo’ per indicare il periodo storico che va dal 476 a. C. al 1000 d. C., mentre
utilizzeremo la dicitura Basso Medioevo per indicare il periodo storico che va dal
1000 d. C. alla fine del Medioevo.
 I barbari dopo l’invasione dell’Impero Romano d’Occidente
L’Europa è sconvolta dalle invasioni dei barbari, che trovano una Roma già molto
organizzata: si assiste così alla nascita dei Regni Romano-Barbarici, con la quale
dicitura si intende lo sfruttamento da parte dei barbari dell’organizzazione
dell’Impero, l’innestamento nella loro romanità, ma la non-omologazione con
conseguente riconoscimento della propria identità.
Roma nel 380 a.C. assiste a Teodosio che proclama il cristianesimo religione di Stato,
ponendolo dunque in uno status quo (stato di equilibrio): i Barbari si convertono al
cristianesimo per ottenere un sostegno popolare maggiore e per ottenere
un’autorevolezza maggiore.
La Chiesa, non ancora istituzione, era organizzata in diocesi a capo delle quali vi era
un sovrintendente, detto episcopo o vescovo; inoltre erano state stipulate delle leggi e
nelle chiese vi erano addirittura documenti in cui venivano registrati nomi di persone,
familiari e informazioni circa l’economia della famiglia presa in questione (come in
un Anagrafe comunale).
 La nascita di ordini religiosi (vd. Appunti di Italiano sulla nascita delle prime
scuole)
Sullo sfondo di queste invasioni nascono dunque tre ordini religiosi importanti:
 L’ordine dei monaci benedettini, che sull’esempio di San Benedetto da
Norcia che insegnava il modus vivendi, esaltazione della vita completativa, del
binomio ora et labora, pregavano (tutt’ora seguiamo la suddivisione della
giornata di preghiera secondo lo stile benedettino, che prevedeva in ordine:
lodi mattutine, ora media, ora terza, ora sesta, ora nona, vespri e compieta) e
lavoravano i campi all’interno dell’abbazia a Montecassino; infatti, il fondatore
dell’ordine benedettino aveva lasciato la sua Umbria per recarsi nei pressi di
Roma ed edificare un’abbazia, un luogo con un corpo religioso al suo interno
nel quale tutti i monaci avrebbero dovuto rimanere nel momento in cui
venivano ricevuti i voti. Tra i voti dei monaci benedettini c’è infatti il voto di
stabilitas loci, della permanenza costante nell’edificio e nella autoproduzione
dei beni di prima necessità. Questo è importante per delineare una differenza
rilevante con un altro ordine itinerante, ossia
 L’ordine dei frati francescani, che seguono l’esempio di San Francesco
d’Assisi e promuovono il suo stile di vita basato sulla povertà e sull’umiltà
come chiave per comprendere e incarnare i valori evangelici al meglio: essi
vivevano di elemosina. Inoltre, il loro ordine è stato importante anche a livello
culturale e nell’avvento delle prime istituzioni scolastiche; tra le loro
conoscenze, infatti, si distinguono sette “arti liberali”, ossia proprie
dell’uomo libero e sono suddivise in: Trivio che comprende la grammatica
(riflessione sulla lingua), retorica (ciò che concerne la formazione di un
discorso a partire dalla grammatica) e la dialettica (et. διαλέγομαι, parlare con
coinvolgimento) e nel Quadrivio che comprende la geometria, l’aritmetica, la
musica e l’astronomia (in forte legame con la teologia).
 Con una vita meno attiva dal punto di vista spirituale, abbiamo l’ordine dei
frati domenicani, che nasce nel 1216 sull’esempio di San Domenico di
Guzmàn, il suo fondatore. A differenza di questi due ordini, essi erano più
dotti sul piano della cultura, e si contrapponevano ai movimenti pauperistici
(et. paupertas, povertà) sorti per combattere la corruzione della Chiesa
perseguitando gli eretici. Gli eretici (da αϊρεσις, discernimento del male) sono
degli individui fuori dalla dottrina cattolica. Tra le eresie più importanti anche
sul piano linguistico (cfr. La lingua d’oïl e la lingua d’oc) abbiamo l’eresia
catara degli Albigesi di Albi (città nord-provenzale): essi credevano di essere
gli unici puri in un contrasto tra una divinità del bene e una del male. Un’altra
eresia, successivamente condannata durante il consiglio di Nicea nel 325, è
stata quella ariana, che sosteneva la natura del Figlio inferiore a quella del
Padre e addirittura che il Figlio stesso fosse stato procreato solo in seguito dal
Padre.
In questi tre ordini di consacrati, occorre tracciare dunque una differenza
sostanziale tra due tipologie di clero: il clero regolare e il clero secolare. Il clero
regolare era costituito da un insieme di identità che hanno come minimo comune
multiplo una regola bandita dal fondatore. Di questo ne fanno parte i tre ordini qui
summentovati. Il clero secolare (=che è presente da secoli), invece, consiste in
ordini di sacerdoti che hanno come minimo comune multiplo il proprio vescovo,
la loro guida.
La Chiesa come istituzione nasce dunque nel IV secolo a. C., con la formazione
del Patrimonium Sancti Petri che dava vita alla Santa Sede, il luogo dove erano
state ritrovate le spoglie di San Pietro avvolte in manto purpureo, che era simbolo
di una personalità non indifferente. Le donazioni, in terre e in denaro, costituirono
le fondamenta su cui sarebbe sorta la “capitale” della Santa Romana Chiesa. In
questo contesto, dunque, il papa assume non solo un potere spirituale, ma anche
un potere che lo vedeva come capo politico e di cui il titolo Pontifex Maximum è
una mera onorificenza.
 Organi politici nel I secolo del Medioevo
Nel Medioevo assistiamo a due realtà contrapposte, due politiche diverse tra di loro:
 La prima politica è quella islamista, sviluppata nella parte del Mediterraneo e
che è costituita da un insieme di tribù unificate dal messaggio predicativo del
loro profeta Maometto, che nel 622 d. C. scappa dalla citta de La Mecca e da
inizio al calendario musulmano. L’islam si estende nella parte nord-africana,
attraversa le colonne d’Ercole e arriva in Spagna, circondando il cuore
dell’Europa cristiana.
 L’altra realtà politica è l’impero Bizantino, sorto dopo la morte di Teodosio I
nel 395 a.C., ultimo imperatore di Oriente e d’Occidente, dove la fede cattolica
aveva il sopravvento. L’impero di Bisanzio si considera il legittimo erede
dell’Impero Romano ed è una realtà ‘vivace’ culturalmente, militarmente ed
economicamente. È un organismo politico che tra il VII e l’VIII secolo entra in
crisi e viene distrutto addirittura dai crociati nel 1204. Ricostruita, toccata da
una sorte non clemente viene nuovamente distrutta e nel 1453 Bisanzio passa
in mano turca e diventa Costantinopoli.

 L’impero di Carlo Magno


Nel V secolo assistiamo alla ascesa al potere della Famiglia dei Franchi, dalla quale
nascerà un grande macro-tema, cioè il feudalesimo, il fenomeno di maggiore
rilevanza. Esattamente come e per le stesse motivazioni dei barbari, i Franchi si
convertono al cristianesimo.
Il popolo dei Franchi ha diversi re: si parte da Carlo Martello, il primo a convertirsi e
a difendere il cristianesimo, per arrivare a Pipino il Breve, il primo sovrano a farsi
incoronare dal papa Zaccaria. Questo creava una sorta di legame tra Chiesa e regalità
e giovava ad entrambi gli enti sociali: il papa guadagnava, oltre ad altra
autorevolezza, dei benefici dal re, mentre quest’ultimo ottiene la consacrazione e
viene legittimato nel suo ruolo da una figura di leader religioso e successore di Cristo.
Il figlio di Pipino il Breve è Carlo Magno che, nella notte di Natale a Roma nel 800,
viene proclamato re da Papa Leone III.
 La politica carolingia
Carlo Magno aveva intenzione di creare un impero che abbia continuità con quello
romano, ma ci sono delle differenze: per esempio, la centralità del potere nell’Impero
era a Roma nel Mediterraneo, mentre Carlo Magno fonda la ‘capitale’ nel cuore
dell’Europa ad Aquisgrana, in Germania. Malgrado la sua ignoranza, ad Aquisgrana
fonda la Schola Palatina nel suo palatium, con la guida dell’Alcuino di York: questo
intervento che era finalizzato a rendere la cultura più accessibile a tutti (opera già
ritrovata nel sistema scolastico Romano) porta dunque alla Rinascita carolingia, che
ha portato molte novità nel campo letterario, come l’introduzione della minuscola
carolingia in cui sono stati traslitterati tutti i testi dapprima sacri poi classici, ma
anche codici e trattati che ci hanno permesso di conservare queste fonti in maniera
più chiara e semplice.
 L’avvento del feudalesimo
Nella capitale c’erano altresì le diete, le assemblee con cadenza biennale dove il re
discuteva con i notabili circa le problematiche del Regno. Questa dimensione
interpersonale tra suddito e sovrano (che ha ispirato anche la stesura del Romanzo
cortese) è molto importante per constatare che il vassallaggio o vincolo vassallatico,
ossia il legame re-suddito che veniva legittimato in cerimonie pubbliche, dette
Omaggio, predisposte prettamente per quello scopo, è l’artefice del feudalesimo.
Concretamente, nella cerimonia, il re dava in usufrutto un bene materiale, detto feudo
(da feu, i capi di bestiame), in cui avrebbe potuto svolgere attività di agricoltura per
provvedere al proprio sostentamento, ma che alla morte sarebbe dovuto tornare nelle
mani del re, per evitare che il contadino avesse fame di potere. La questione
dell’ereditarietà dei feudi verrà discussa tra il IX e il X secolo: dapprima si stabilisce
che i feudi maggiori potranno essere ceduti in eredità, ma per i feudi minori bisognerà
attendere l’XI secolo. L’uomo sottomesso, invece, otteneva protezione ma al costo di
promettere di assistere il re in battaglia: ecco lo sfondo davanti al quale nasce la
figura del cavaliere.
Col feudalesimo possiamo varare una scala sociale, basata sulla ricerca dei più poveri
di un ricco che li sostenga e su una classe sociale che prevederà sempre un ceto
superiore e uno inferiore. La scala sociale era così strutturata: Re, signore, vassalli,
valvassori, valvassini e servi della gleba: quest’ultimi più che persone erano oggetti,
in quanto venduti con la stessa terra.
Si precisi inoltre che i feudi erano incastellati, in modo tale che in caso di invasioni, il
re e i suoi feudatari potessero ritirarsi nel suo castello.
Oltre che in feudi, l’Impero era suddiviso in:
 Contee, porzioni di territorio più vicine alla capitale del Regno e amministrate
dai conti;
 Marchesati, zone più lontane (cfr. odierne Marche)
 Ducati, territori molto ampi in cui dominava la figura del duca, che era l’unico
di queste tre categorie a poter divenire re secondo una determinata importanza
genealogica.
Quasi in concomitanza con il feudalesimo, non mancano le invasioni europee dei
Normanni da Nord (Nor-Mann, uomo del nord), dei Saraceni da Sud e degli Ungari
dalla Pannonia, l’odierna Ungheria.
 L’organizzazione del feudo
La realtà del feudo viene definita come un’economia chiusa, definita di sussistenza,
in quanto si producevano all’interno dello stesso feudo i beni necessari al
sostentamento del proprio nucleo familiare: da questo si deduce dunque che non c’era
possibilità di arricchirsi per coloro che dimoravano nei feudi minori.
Tuttavia, il Signore offriva all’interno del feudo i famosi “servizi” -che possiamo
attualizzare con i nostri- che si tengono all’interno della sua proprietà, come per
esempio il forno, il frantoio, le officine etc.
Il feudatario, inoltre, offriva anche protezione all’interno del castello in caso di
invasioni e assicurava sussistenza, cioè la rendita di cibo in caso di carestie; in
cambio, il feudatario gli offriva lavoro gratuito.
 La questione dell’ereditarietà dei feudi
I feudi erano in usufrutto, per cui alla sua morte, il feudatario minore aveva il
compito di restituire al Signore il legittimo feudo.
Ma a partire dalla seconda metà del IX secolo, ci sono dei documenti creati ad hoc
per legittimare il diritto alla legittimità di feudi:
 il primo è il Capitolare di Quierzy (località della Piccardia, regione a nord
della Francia), varato nell’877, che assicurava il diritto all’ereditarietà dei feudi
maggiori;
 il secondo è la Constitutio de feudis, varata nel 1037 che sancisce
l’ereditarietà anche in relazione ai feudi minori.
Con le leggi sulla ereditarietà dei feudi, però, il sistema feudale entra in crisi vista
indebolirsi l’egemonia del signore e preso atto dell’accrescersi dell’autonomia
feudale, che permetteva il poter legiferare per il proprio feudo.
Tra l’altro, il feudo poteva essere ottenuto anche da un religioso di spicco (abate,
vescovo) , a cui vengono concesse delle immunità: con la nascita della figura del
vescovo-conte, si afferma un sottoceto dell’ordine clericale, detto nobiltà
ecclesiastica. Tra le immunità conferite a queste figure troviamo l’esenzione dalle
tasse, l’impossibilità anche da parte dei funzionari del re di poter entrare in un feudo
di un religioso (che può essere definito come feudo religioso) oppure il diritto a
riscuotere delle tasse da un feudo limitrofo al loro. Tutti questi aspetti influenzeranno
anche molte correnti nate nel XVIII-XIX sec., che ricorreranno al vincolo feudale
come “forma di governo”.
 La nascita della cavalleria
La nascita della cavalleria può definirsi come un'altra conseguenza del feudalesimo,
infatti quanto periodo storico ne coincide (IX-X sec.).
La cavalleria era costituita dai cadetti, figli nobili non primogeniti maschi ed esclusi
dall’eredità. Mentre i figli maschi garanti di eredità e le ragazze tendenzialmente
davano la dote al monastero prendendo i voti, i cadetti praticavano “l’arte militare”
(res militaris) e “facevano la guerra. In realtà questi erano addestrati ma molto spesso
si ritrovavano ad agire autonomamente, il che li portava al saccheggio e alla
distruzione di alcuni territori. La Chiesa trova una soluzione a questo andazzo: rende
onorevole il mestiere delle armi, in quanto la situazione era intollerabile, e crea una
funzione religiosa con cerimonia che prevede che il soldato debba passare una notte
di preghiera prima di passare da fuorilegge a cavaliere; inoltre le armi erano
simbolicamente benedette. Da quel momento in poi, il soldato userà le armi solo e
soltanto a scopi difensivi del feudo e della Chiesa: si dice che la Chiesa proietta sul
mestiere delle armi un’etica di ordine morale-religioso. Si arriverà ad avere due
concetti fondamentali di questa etica:
 la pace di Dio, ossia il rispetto delle donne, dei più deboli, degli anziani e dei
religiosi;
 la tregua di Dio, che consisteva nella sospensione dei combattimenti nei
giorni di venerdì e sabato e durante le feste religiose (leggi che moderavano le
pratiche militari).

Infine, possiamo constatare che la società medievale era organizzata in maniera molto
rigida, in quanto non vi era possibilità di attuare un cursus honorum. La chiesa
fornisce una visione positiva (poiché facente riferimento al concetto di trinità) della
scala sociale ideata da un vescovo francese: i Bellatores (nobili che si occupavano del
servizio militare), gli Oratores (clero) e i Laboratores (contadini)

 La fine dell’età carolingia


Carlo Magno muore nel 814 d.C. e gli succede il figlio Ludovico il Pio; una volta che
anche questi muore, egli si ritrova con tre figli, a cui è costretto a dividere l’Impero:
nell’843 viene varato il Trattato di Verdun (scritto in lingua volgare) che stipula che:
 Lotario avrà la carica imperiale e il controllo delle terre che vanno dal mare
del Nord all’Italia;
 Ludovico il Germanico otterrà il controllo della parte orientale dell’Impero;
 Carlo il Calvo avrà la supremazia sulla sua parte occidentale.