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VITA DEI CAMPI

Dopo Rosso Malpelo, del 1878, altri racconti sono all’insegna di questa svolta verista. Racconti raccolti in
Vita dei campi, 1880. Oltre alla tecnica dell’impersonalità e al mondo contadino siciliano, in queste novelle è
presente anche l’elemento psicologico, che è in realtà un atteggiamento romantico.

Fantasticheria: una novella che segna un po’ il passaggio dalla prima fase di Verga al Verismo. Si
cominciano a vedere alcuni di quelli che saranno i personaggi dei Malavoglia, ma il mondo agrario è
idealizzato, non è ancora guardato realmente, senza illusioni. C’è come un’incertezza nell’autore tra
romantico e verismo, come si vede anche dalla tecnica. Leggere rr.127-131: l’ideale dell’ostrica.

Rosso Malpelo: lunga descrizione di Malpelo attraverso gli occhi dei minatori e di quelli che gli stanno
intorno. La voce narrante dell’intero racconto è interna ai personaggi, al mondo narrato. Il narratore non è
onnisciente, talvolta sembra non capire il comportamento di Malpelo, e quindi lo giudica negativamente, ma
si tratta evidentemente del pensiero della gente.
Ma perché l’autore scrive così? L’ambiente della cava è evidentemente disumano: la prima conseguenza è
Malpelo stesso, sfigurato dalla disumanità; ma un’altra conseguenza è che la voce narrante è disumana. E
così il narratore “non vede” i valori positivi che ancora nella miniera sono presenti: la pietas filiale di
Malpelo per il padre, mastro Misciu; l’amicizia tra Malpelo e Ranocchio; il senso di giustizia per il quale
Malpelo odia il padrone che ha causato la morte del padre… Verga opera il processo dello straniamento: fa
sembrare strano ciò che dovrebbe essere normale. L’idea è incarnare il punto di vista generale, che nega i
valori, fa vedere che questi valori non sono attuabili nel mondo della lotta per la vita. Si vede molto bene
così il pessimismo di Verga: è evidente anche solo dalla scelta di raccontare il mondo con gli occhi dei
minatori.
Nella seconda parte del racconto, però, emerge anche il punto di vista di Malpelo, che è diventato un ragazzo
degenerato a causa della disumanità di chi gli sta intorno. Nel rapporto con Ranocchio si vede bene che
Malpelo gli vuole bene, e cerca di dimostrarlo picchiandolo: non è pazzo, né stupido, ma sta cercando di
insegnarli come funziona la vita, come funziona il mondo, luogo in cui bisogna lottare per la propria vita.

IL CICLO DEI VINTI

T7, p.231: Prefazione ai Malavoglia. La fiumana del progresso nel suo complesso, cioè nel senso di
progresso dell’intera umanità, è positiva, ma per quanto riguarda i singoli individui è un disastro. Ogni uomo
è attratto da un tornaconto personale. Il risultato è che il progresso passa e trascina tutti. Se riesce a tirarsi
fuori da questa fiumana per qualche tempo, l’osservatore può guardare e osservare, prima di essere ripreso da
questa fiumana. Ecco, i Malavoglia, Mastro-don Gesualdo, la Duchessa di Leyra, l’Onorevole Scipioni,
l’Uomo di lusso sono cadaveri che ritroviamo sulle rive di questa fiumana.
Si vede il grande materialismo di Verga.

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