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BEETHOVEN, SINFONIA N.

5 – I TEMPO Allegro con brio

INCIPIT Solo quattro note per aprire uno dei brani di musica classica più conosciuti al mondo.

Il destino che bussa alla porta… E’ così che Beethoven considerava l’incipit della sua V Sinfonia. Un incipit
lapidario, netto, perentorio che rappresenta il destino contro cui Beethoven lotta, il destino umano senza
volto, cieco, spesso implacabile, contro il quale l'uomo combattere eroicamente in nome della ragione,
trionfando sulle forze delle tenebre, sui pregiudizi e sulla superstizione. Circa mezz’ora di musica in cui gli
opposti sono in lotta continua, in un perenne alternarsi tra contrasti violenti e momenti lirici, concitazione
melodica e linee tematiche più dolci. Una lotta che procede in modo ineluttabile verso l’apoteosi finale.

La «prima» della Sinfonia, la cui stesura richiese ben 4 anni, ebbe luogo il 22 dicembre 1808 nel celebre
teatro viennese An der Wien sotto la direzione dello stesso autore. L’accoglienza del pubblico fu piuttosto
fredda anche per la durata del concerto, circa quattro ore, che comprendeva anche la Sinfonia n. 6,
il Concerto n. 4 op. 58 per pianoforte e orchestra, la Fantasia op. 80 per coro, pianoforte e orchestra e
parte della Messa in Do Maggiore. Ma c’era una straordinaria novità:

GIOVANNI BIETTI – RADIO3 1.11 ca. 2.48 ca.

Dunque, grazie all’elaborazione motivica, Beethoven riesce a conferire una organicità del tutto inedita a
questa Sinfonia che, dedicata al principe Andrej Kyrillovic Razumovskij e a Franz Joseph Lobkowitz, preziosi
mecenati e amici del compositore, appare come un canovaccio di riferimenti allegorici e morali, di
simbolismi intrisi della cultura filosofica e spirituale del tempo, fortemente imbevuta di concezioni
illuministiche.

Ascolteremo, oggi, il primo movimento “Allegro con brio”, scritto in forma-sonata. Si tratta di una
particolare forma che prevede tre parti: l’esposizione, lo sviluppo e la ripresa. Nell’esposizione possiamo
nettamente distinguere il primo tema, ritmico e perentorio, e il secondo tema, il cui motivo propulsore è
sempre il motto iniziale sia perché, affidato al corno, lo introduce, sia perché ne costituisce il substrato
pronto di nuovo ad esplodere nel disegno dell’accompagnamento dei violoncelli e dei contrabbassi. Si
tratta di un tema in contrasto con il primo , più morbido e disteso, delicato e dolce, declinato in forma
dialogica tra i violini, il clarinetto e il flauto. Questo momento disteso e cantabile però viene interrotto
dall’irrompere del dell'inciso iniziale. Come da dettami accademici, l’Esposizione viene ripetuta. Segue poi
lo sviluppo, cioè la parte elaborativa, aperto sempre dalle quattro note del motto ed in cui il genio
beethoveniano da’ vita ad una articolata elaborazione del primo tema. E il momento di maggior
intensificazione drammatica della Sinfonia, ricco di contrasti armonici e opposizioni motivico-dinamiche e
dove la densità contrappuntistica è più marcata. La Ripresa, secondo la norma, prevede la riesposizione dei
temi principali nel tono principale, ma stavolta il compositore tedesco deroga a tale norma e, dopo l’incipit
e il primo tema inserisce un intervento dell’oboe solo, a cui affida un recitativo dai caratteri intensi e
delicati. E’ un momento di calma e commozione, quasi una sosta incantata ed assorta di fronte alla titanica
lotta intrapresa. Questa frase appare come un ponte per la ripresa del secondo tema, che ci porta dritti
all’epilogo, dove troviamo un’altra deroga: l'Epilogo infatti non si conclude, ma prosegue in una ulteriore e
imprevista frase enfatica costruita sul motto del primo tema sino ad un fragoroso climax, ancora sul motto.
Nella Coda una breve ripresa del primo tema conclude «eroicamente» il movimento.