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IL TRAUMA

Elevato impatto sociale: 3° causa di morte

MORTE
 IMMEDIATA (50%)  sul luogo dell’evento o entro 1 h (gravi lesioni cranio-midollari, cardiache, dei grossi
vasi). Si può ridurre solo con prevenzione perché determinato da lesioni non compatibili con la vita
 PRECOCE (30%)  entro 4-6h dall’evento (ostruzione vie aeree e ipovolemia, edema cerebrale, ematoma
extra o subdurali). Incide la capacità di riconoscimento e trattamento tempestivo, per cui è determinante
un’efficiente organizzazione per l’emergenza
 TARDIVA (20%)  nella degenza successiva (sepsi, insufficienza multiorgano). Incide la risposta iniziale e la
capacità di gestione multidisciplinare in rianimazione e terapia intensiva chirurgica

TRAUMA = interazione tra una vittima ed una fonte di energia. Il trasferimento di energia al corpo è il principale
determinante della lesione + energia meccanica o cinetica (incidenti da veicoli, da caduta, etc.) tra oggetto e vittima,
o tra organi interni e strutture rigide del corpo della vittima (rottura di vasi + lesione del cervello contro il cranio, che
causerà emorragia).

La conoscenza e valutazione del meccanismo di lesione permettono di elaborare un alto indice di sospetto nella
ricerca di lesioni, con possibilità di individuare e trattare eventuali lesioni tempestivamente, prima ancora che si
manifestino segni e sintomi importanti.

INCIDENTI AD ALTA ENERGIA


Fino al 15% dei pz alla prima valutazione è ASINTOMATICO alla valutazione iniziale

 Cadute da più di 5m di altezza


 Gravi deformazioni dell’abitacolo di un autoveicolo
 Tempo di estricazione prolungato
 Decesso di un altro passeggero del veicolo
 Proiezione all’esterno del veicolo
 Investimento di pedone, ciclista, motociclista
 Proiezione a distanza di pedone, ciclista, motociclista

CENTRALIZZAZIONE  TRAUMA CENTER

IMPATTO FRONTALE
 TRAUMA CRANICO
 TRAUMA ARTI INFERIORI
 TRAUMA TORACICO E ADDOMINALE
 TRAUMI COLONNA

LESIONI CONTRO IL VOLANTE


 Indagare se pz indossava CINTURE DI SICUREZZA, e soprattutto BENE
 Se le indossava: segni ferite, contusioni, escoriazioni, deformità  lesioni interne (cuore e grossi vasi,
viscerali, vascolari, fegato, milza, vescica, vie urinarie, etc.)
 Lesioni grossi vasi: rottura aorta  aorta collegata alla colonna tramite legamenti, quindi cinetica di
accelerazione e decelerazione fa andare avanti la parte che non è fissa. È sotto l’emergenza della succlavia
sx.
 Lesione milza  non è fissata a strutture vertebrali, quindi si sposta un po’, durante accelerazione
decelerazione ad elevata cinetica i vasi si possono “strappare” = sanguinamento splenico.
 PNX iperteso, volet costale, emotorace, aritmie: contusione miocardica.

LESIONI DA TRAUMA CONTRO IL PARABREZZA


 Capo/colonna
 Valutare: ferite, abrasioni, contusioni, deformità
 Via aerea, immobilizzazione, alterazione stato di coscienza

LESIONI DA TRAUMA CONTRO IL CRUSCOTTO


 Volti/arti inferiori
 Bacino/femore  possono perdere LITRI di sangue

IMPATTO LATERALE
 CAPO: colpo o contraccolpo  contusioni cerebrali, strappamento vene a ponte
 COLLO: traumi muscolari, lussazioni
 ARTI SUPERIORI
 TORACE/ADDOME  fratture, lesioni parenchimali, vascolari, organi cavi

IMPATTO POSTERIORE
 LESIONI ALLA COLONNA
 LESIONI DA DOPPIO IMPATTO (anteriore e posteriore)

RIBALTAMENTO, EIEZIONE DEL VEICOLO  disastro. Ci aspettiamo sempre il peggio (lesioni da primo
impatto + lesioni da impatto successivo)

INCIDENTI DI MOTOVEICOLI
 Trauma cranico prima causa di morte (casco)
 Lesioni alla colonna
 Fratture
 Tipologia impatto iniziale + impatti secondari

INVESTIMENTO DI PEDONE
1) IMPATTO PRIMARIO: parte anteriore veicolo  arti inferiori, bacino
2) IMPATTO SECONDARIO: parabrezza/cofano  femore, bacino, addome, torace, cranio e volto, colonna, arti
superiori
3) IMPATTO TERZIARIO: terra/contro altri veicoli

Suddivisione dipende da chi viene investito.

PH = PREHOSPITAL
1)SICUREZZA DELLA SCENA
 Dinamica evento
 DPI: guanti, protezioni per occhi, mascherina, camice
 Assicurare la sicurezza dell’equipaggio e del pz
 Situazioni pericolose: fuoco/elettricità, sostanze pericolose/sangue ed altri fluidi corporei, traffico/condizioni
ambientali, soggetti ostili/armi
 TRIAGE = n° di pz da soccorrere è superiore al n° di soccorritori 
valutazione rapida ed efficace per decidere chi soccorrere prima e chi
aspettare  PROTOCOLLO START = obiettivo di soccorrere il maggior
numero di persone ma che hanno reali possibilità di sopravvivenza. Nel
politrauma con un massiccio numero di feriti, si dà codice nero ad un pz
che non respira (non lo si assiste, non si “sprecano” energie per un pz che
hanno poca probabilità di sopravvivere, quindi meglio occuparsi di pz in
codice giallo/rosso che hanno più probabilità di sopravvivere).

2)VALUTAZIONE PRIMARIA
 Valutare cinematica
 Cercare e trattare immediatamente condizioni potenzialmente mortali
 Garantire stabilizzazione manuale della colonna cervicale
Valutazione e trattamento del pz traumatizzato  ABCDE, ma nel TRAUMATIZZATO diventa AcBCDE = subito
mettiamo COLLARE

Ac = in presenza di meccanismo di lesione suggestivo di lesione al rachide immediata immobilizzazione


manuale del capo per evitare movimenti attivi o passivi
 Chiamare pz (pervietà vie aeree, stato di coscienza, perfusione cerebrale).
 Cause di ostruzione vie aeree: caduta lingua indietro, corpo estraneo, trauma locale diretto, ustioni.
 Segni e sintomi: ostruzioni parziali  attività respiratoria spontanea: difficoltà respiratoria (rientramenti
spazi intercostali e giugulo, tendenza a cianosi) e rumori da passaggio difficoltoso dell’aria (gorgoglio, sibilo),
ostruzione completa  assenza di rumori respiratori
 Ripristinare pervietà vie aeree: nel sospetto di lesioni alla colonna cervicale  sublussazione della mandibola
mantenendo il capo in posizione neutra e posizionando cannula orofaringea. In presenza di materiale
estraneo: aspirazione o rotazione sul fianco mantenendo il corpo in asse, intubazione tracheale o maschera
laringea, posizionamento collare cervicale

B = garantire l’ossigenazione e la ventilazione  SPO2 >95% E NORMOCAPNIA


 Cause: ostruzione vie aeree, lesioni parete toracica, lesioni di organi contenuti nel torace, lesioni diaframma,
lesioni SNC
 Segni e sintomi: movimenti gabbia toracica/flusso d’aria (GAS), presenza di ferite/corpi penetranti, rumori
respiratori, cianosi, distensione giugulari, agitazione (filo conduttore), saturimetria, capnografia.
 Trattamento: O2 ad alti flussi (a tutti), ventilare artificialmente se O2 non basta per ventilazione adeguata,
decomprimere con ago un PNX iperteso, chiudere con medicazione su tre lati una ferita soffiante

C = verificare lo stato circolatorio controllando eventuali emorragie esterne garantendo la stabilità emodinamica.

 Cause: shock ipovolemico, shock spinale, shock cardiogeno, tamponamento pericardico, PNX iperteso.
 Segni e sintomi: polsi arteriosi, emorragie esterne, indici di perfusione periferica, compromissione dello stato
di coscienza, ECG, PA, curva pletismografica.
 Trattamento: compressione diretta emorragie esterne, incannulare almeno due vasi venosi con cateteri di
grosso calibro (almeno 14 o 16G) = prelievi ematici di routine compresi quelli tossicologici, emogruppo e
prove di compatibilità, test di gravidanza nelle pz di sesso femminile in età fertile, infusione rapida di liquidi.
 Controllare le emorragie esterne: capillari, venose, arteriose  pressione diretta, elevazione, punti di
compressione, Tourniquet
 Controllare emorragie interne: lesioni sospette, tre sedi principali di sanguinamento  torace – addome –
gravi fratture (ex. bacino), scoprire per ispezionare e palpare. Il mantenimento dell’equilibrio circolatorio
consente di procedere in sicurezza con gli approfondimenti diagnostici mantenendo ottimale la perfusione
dei parenchimi e la loro ossigenazione.
 SHOCK = stato di ipoperfusione cellulare generalizzata
conduce ad un’ossigenazione cellulare inadeguata ad
incontrare i fabbisogni metabolici.
o IPOVOLEMICO = dovuto ad emorragia è la più
comune causa di shock nel paziente traumatizzato.
Pensare sempre allo shock ipovolemico fino a prova
contraria
o DISTRIBUTIVO = neurogeno (diminuzione delle resistenze vascolari sistemiche)
o CARDIOGENO = nel traumatizzato 
INTRINSECO (trauma chiuso cardiaco che
provoca danno muscolare e/o aritmie,
rottura di valvole) e ESTRINSECO
(tamponamento pericardico, PNX iperteso)
FISIOPATOLOGIA SHOCK EMORRAGICO
 Shock è progressivo
 Meccanismi di compenso hanno breve durata
 Momenti di shock ipovolemico: cambiamenti emodinamici, cellulari (metabolici) e microvascolari

EMODINAMICA = la perfusione dei tessuti dell’organismo richiede: una pompa efficace, un adeguato volume
ematico e resistenze vascolari. Il cuore deve essere una pompa efficace GC = GS × FC

 La Gittata Sistolica (GS) dipende da un adeguato ritorno venoso al cuore


 Se il volume sanguigno circolante diminuisce, la Gittata Cardiaca (GC) diminuirà a meno che l’organismo non
modifichi la Frequenza Cardiaca (FC)
 Per la perfusione è necessaria una adeguata pressione sanguigna
 La Gittata Cardiaca è uno dei fattori che concorrono al mantenimento della pressione PA = GC × RVS
 La vasocostrizione provoca un aumento delle Resistenze Vascolari Sistemiche se la Gittata cardiaca precipita
 Cambiamenti microvascolari
o Precocemente: gli sfinteri pre- e post-capillari si costringono,
provocando ischemia
o L’acidosi aumenta: si rilasciano gli sfinteri precapillari ma i post-
capillari rimangono costretti, provocando stagnazione
o Tardivamente: si rilasciano anche gli sfinteri post-capillari
provocando lavaggio, con rilascio in circolo di microemboli ed
aggravamento dell’acidosi

SEGNI DI SHOCK
 Tachipnea
o Ipossia e acidosi stimolano il centro del respiro
o 20-30 atti al minuto
o > di 30 atti al minuto
o Intolleranza alla maschera per ossigenoterapia
 Circolazione
o Valutazione delle emorragie
o Livello di coscienza
o Frequenza cardiaca
o Polso
o Colore e temperatura della cute
o Riempimento capillare
o Pressione sanguigna
 Deficit neurologici
o Diminuzione della perfusione cerebrale provoca un alterato livello di coscienza
o Le altre cause di alterazione del livello di coscienza non uccidono il paziente così rapidamente come
lo shock
o Presumere che un alterato livello di coscienza sia sempre dovuto a shock e iniziare trattamento
 Lesioni muscoloscheletriche
o Gravi o multiple fratture possono provocare
una cospicua perdita ematica
o Le fratture più preoccupanti sono quelle di
femore e bacino
o Non sottostimare le perdite ematiche dovute a
fratture multiple che non coinvolgono femore o
bacino
 Lesione ad organi interni
o Assumere che lo shock sia ipovolemico in
assenza di altre spiegazioni
o Trauma addominale è causa di abbondanti emorragie nascoste
o Presumere la presenza di un trauma addominale in assenza di altre spiegazioni di uno shock
ipovolemico

D = valutazione dello stato neurologico


 Cause: diminuita ossigenazione cerebrale (ipossia/ ipoperfusione), lesioni SNC,
intossicazione, scompenso metabolico, ipotermia paziente combattivo
 Segni e sintomi: AVPU, GCS (apertura occhi, miglior risposta verbale (nel pz intubato
segnalare con T), miglior risposta motoria), pupille, segni di lato
 Trattamento: garantire rapidamente AcBC

E = exposure
 Protezione agenti atmosferici
 Ipotermia
 Esame testa-piedi
o TESTA: ferite sanguinamento (tamponare), affondamenti ossei, ematoma periorbitario e mastoideo
con annessa oto-rinoliquorrea, rivalutazione del diametro e reattività pupillare con particolare
riferimento a una possibile sindrome da incuneamento cerebrale.
o COLLO: dopo rimozione temporanea del collare e stabilizzazione manuale verificare: stato delle
giugulari, ematomi in espansione, valutazione clinica dell'integrità del rachide cervicale.
o TORACE: segni cutanei, asimmetria di espansione, volet costale, enfisema sottocutaneo
(pneumotorace), dolorabilità alla palpazione (fratture costali), iper o ipofonesi e riduzioni murmure
vescicolare (pneumotorace, emotorace, contusione polmonare).
o ADDOME: segni cutanei, distensione rapida, dolorabilità focale e difesa (emoperitoneo, rottura di
viscere cavo o parenchimatoso), dolorabilità e mobilità anomala della sinfisi pubica e delle ali iliache
(frattura bacino), sangue dal meato uretrale esterno e prostata non palpabile (lesione uretrale),
ipotono sfintere anale (lesione spinale).
o ESTREMITA’: segni di frattura con eventuale esposizione del moncone (stima delle perdite ematiche,
profilassi antibiotica e trattamento locale), rilevazione di polso, motilità e sensibilità dell'arto
interessato per eventuale riconoscimento di lesione vascolonervosa. Eventuale anisosfigmia come
indicatore di possibile dissecazione aortica
 Dati anamnestici
 Trauma score
 ANAMNESI SAMPLE
PAZIENTE CRITICO
 Via aerea inadeguata o instabile
 Ventilazione compromessa
 Emorragia significativa (esterna o sospetta interna)
 Stato neurologico anormale
 Ferita penetrante a capo, collo o tronco
 Amputazione, subamputazione
 Trauma in presenza di altri significativi segni (patologie gravi preesistenti, età>55 anni, ipotermia, ustioni,
gravidanza)

LESIONE CEREBRALE TRAUMATICA (LCT)


 Si verifica comunemente nei giovani
 È la causa principale di morte per trauma
 Una certa percentuale dei sopravvissuti ha lesioni permanenti

Lesioni cerebrali primarie


 COMMOZIONE CEREBRALE
o Alterazioni delle funzioni neurologiche senza un danno strutturale del cervello
o Possibile perdita di coscienza, amnesia anterograda, ripete domande o affermazioni, confusione,
disorientamento, cefalea, vomito
o Segni e sintomi possono durare da ore a giorni
 Le fratture craniche possono essere associate a LCT
o Lineari (80%)
o Depresse
o Aperte/chiuse
o Base cranica
 La presenza di una frattura del cranio deve aumentare il sospetto di un ematoma intracranico
 EMATOMA INTRACRANICO
o EPIDURALE
o SUBDURALE
o INTRACEREBRALE

Lesioni cerebrali secondarie


 CAUSE SISTEMICHE
o Ipossia
o Aumento/diminuzione CO2
o Anemia
o Ipotensione
o Aumento/diminuzione glicemia
 CAUSE INTRACRANICHE
o Convulsioni
o Edema cerebrale
o Ematomi
o Incremento PIC

IPERTENSIONE INTRACRANICA (lesione cerebrale secondaria) = il cranio


è un contenitore rigido che non può contenere un sanguinamento o
edema. Il cervello viene compresso. Pressione di perfusione cerebrale PPC
= PAM–PIC. Se la PIC aumenta e la PAM non cambia, la PPC crolla. Segni premonitori di un possibile incremento della
PIC o erniazione imminente:
 Diminuzione di 2 o più punti del GCS
 Comparsa di pupille ipo/areagenti
 Comparsa di emiplegia o emiparesi
 Fenomeno di Cushing: bradicardia, ipertensione, alterazioni ventilatorie (Cheyne-Stokes)
 Alterazioni posturali: decorticate (flessione patologica, sopra tronco encefalico), decerebrate (estensione
patologica, tronco encefalico)
 Trattamento: sostenere PA, sedazione, agenti paralizzanti, terapia osmotica (mannitolo), lieve e controllata
iperventilazione

TRAUMA VERTEBRO-MIDOLLARE
Il

midollo vertebrale contiene le terminazioni


nervose motorie e sensitive. Un danno midollare esita in:
 Debolezza o paralisi
 Dolore, parestesie (intorpidimento) o perdita totale della
sensibilità

FISIOPATOLOGIA
 LESIONI CERVICALI ALTE  perdita totale della capacità ventilatoria
 LESIONI CERVICALI BASSE  il diaframma conserva la sua funzionalità, perdita dell’attività muscolare
intercostale
 Ipotensione correlata con lesione midollare cervicale o toracica alta
o Interruzione del sistema nervoso simpatico con conseguente prevalenza del tono parasimpatico:
vasodilatazione, bradicardia e cute calda, secca

MECCANISMO LESIVO PREOCCUPANTE


 Impatto violento alla testa, collo torace o bacino
 Rapida accelerazione, decelerazione o forze di flessione laterale a collo e tronco
 Cadute
 Eiezione o caduta da qualsiasi veicolo motorizzato o altrimenti propulso
 Incidenti da tuffo in acque basse

LESIONI DISTRAENTI
Ogni lesione che può compromettere la capacità del paziente di percepire altre lesioni
 Frattura osso lungo
 Sospetta lesione viscerale
 Ampia lacerazione, lesione da sguantamento o lesione da schiacciamento
 Estesa ustione
 Ogni altra lesione che produce una compromissione funzionale acuta

INCAPACITA’ DI COMUNICAZIONE
 Difetti di parola o udito
 Soggetti che parlano solo una lingua straniera
 Bambini piccoli

COLLARE CERVICALE
 È solo un aiuto: NON IMMOBILIZZA!
 Applicare dopo aver posizionato la testa in posizione
 Deve essere rigido e di appropriata misura
 Non deve impedire l’apertura della bocca

IMMOBILIZZAZIONE DELLA COLONNA


 Mantenere la stabilizzazione manuale
 Valutare le funzioni neurologiche
 Posizionare il collare cervicale
 Posizionare il paziente su una tavola spinale lunga
 Usare imbottiture
 Fissare prima il torace e poi il capo
 Ripetere la valutazione primaria e quella neurologica

TRAUMA TORACICO
Il trauma toracico può essere provocato da un meccanismo chiuso o penetrante. Solo il 15%-20% dei traumi toracici
richiede un intervento chirurgico come trattamento definitivo. I rimanenti traumi toracici possono essere trattati
adeguatamente con interventi semplici (es. drenaggio toracico)

FERITE PENETRANTI
 Oggetto che penetra nella gabbia toracica
 Provoca danni agli organi contenuti nel torace
 La soluzione di continuo della parete toracica consente all’aria di entrare nella cavità pleurica

TRAUMI CHIUSI
 La traiettoria di un trauma chiuso è meno diretta
 La forza è applicata alla parete toracica e poi trasmessa agli organi sottostanti
 L’onda di pressione può lesionare il parenchima polmonare ed i vasi

FRATTURE COSTALI
 Molto frequenti nel trauma toracico
 Più frequenti dalla 4a all’8a costa lateralmente
 Possono essere associate a lesioni epatiche e spleniche
 Il sintomo principale della singola frattura costale è il dolore associato al respiro superficiale

VOLET COSTALE
 Due o più coste adiacenti fratturate in più di un punto (respiro
paradosso)
 La forza è tale da provocare una contusione polmonare sottostante

CONTUSIONE POLMONARE
 Il tessuto polmonare risulta contuso
 Lo scambio di gas viene compromesso
 Può essere una complicazione letale del trauma toracico

PNEUMOTORACE
Presente nel 20% dei gravi traumi toracici. Lo pneumotorace iperteso è una emergenza mortale.
 SEMPLICE  chiuso o penetrante, MV ridotto o assente, lieve distress ventilatorio
 IPERTESO  chiuso o penetrante, MV ridotto o assente, evidente distress ventilatorio, compromissione
emodinamica

PNEUMOTORACE APERTO = meccanismo penetrante, ferita “soffiante”, grave distress respiratorio.

EMOTORACE
 Trauma chiuso o penetrante
 Sanguinamento entro la cavità pleurica

ALTRE LESIONI:
 Tamponamento cardiaco
 Contusione miocardica
 Rottura aortica
 Lesione tracheobronchiale
 Rottura di diaframma

TRAUMA TORACICO: QUANDO SOSPETTARLO


 Lesioni craniche e addominali associate
 Shock ipovolemico in assenza di fratture e/o rigonfiamenti addominali
 Segni lasciati dalle cinture di sicurezza
 Asimmetria toracica
 Enfisema sottocutaneo
 Alterazioni della dinamica toracica
 Lesioni penetranti il torace

GESTIONE
 ECG
 ISPEZIONE (Ferite aperte, enfisema sottocutaneo, ustioni)
 RX TORACE (Pneumotorace, emotorace)
 ESAMI URGENTI
 EGA
 TAC TORACE con m.d.c. + valutazione C6 – C7
 RICOSTRUZIONE TAC DELLA COLONNA
 ECOCARDIOGRAMMA se ECG pos., soffi cardiaci, ipotensioni non giustificate, sospetto tamponamento
cardiaco

TRAUMA ADDOMINALE
 Meccanismo chiuso o penetrante
 Una lesione intra-addominale non riconosciuta è una causa frequente di morte evitabile.
 Sintomi e aspecifici e spesso mascherati da un trauma cranico, da fratture gravi o da intossicazione da alcool
o da altre sostanze
 Retroperitoneo  può accumulare molti liquidi!

TRAUMA ADDOMINALE CHIUSO


 Rapida decelerazione
 Danno di organo solido
 Lacerazione di vaso addominale
 Perforazione di vescica o anse intestinali
 Rottura diaframmatica
 Si fa ECOFAST, ma dipende dal malato (se stabile o no: vedo algoritmo)

F.A.S.T. Focused Assessment Sonography for Trauma


 Mirata alla ricerca di liquido libero in peritoneo (+ pleura e pericardio), non
alla identificazione di lesioni dei parenchimi etc.
 Minimo 4 “punti d’osservazione” (fianco dx per tasca epato-renale, fianco sx
per anatomia perisplenica, sottocostale per visualizzazione pericardica e
pelvi per spazio retrovescicale o uterino)
 Durata esame non superiore a 5 minuti (sensibilità: 81-91,7% - specificità: 94-100%)
 Amplifica i dati emergenti dalla valutazione clinica tradizionale
 Valutazione integrata clinico-strumentale primaria nel paziente instabile (primary survey) o secondaria nel
paziente stabile (secondary survey)
 EFAST = su polmone, si vede bene che le pleure scorrono (SLIDING): se
non scorrono più = PNX (da drenare quando è iperteso = ALTERAZIONI
EMODINAMICHE = il polmone va giù, aria aumenta tra le due pleure,
aumenta pressione nel torace dovuto all’aria che si sta accumulando,
aumentando la pressione il cuore non riesce più a contrarsi: riduzione ritorno venoso + compressione) 
shock ostruttivi

TRAUMA ADDOMINALE PENETRANTE


 tipologia di ferita
 assenza di polso  immediata laparotomia
 ampie ferite addominali con eviscerazione di colon o di
tenue con emodinamica instabile  immediata
laparotomia
 cosa fare
o sondino naso-gastrico (la presenza di sangue
identifica lesione gastrica)
o catetere vescicale (una macroematuria indica
lesione renale o vescicale)
o esplorazione rettale (la presenza di sangue indica lesione del sigma o del retto)
o emodinamica stabile  TC, monitoraggio, rivalutazione

TRAUMA ADDOMINALE  veloce all’OSPEDALE  in ospedale decidere RAPIDAMENTE COSA FARE

SOSPETTA ROTTURA MILZA  ABCDE + ANAMNESI MEDICINALI (anticoagulanti in particolare) + avere CARTELLA
CLINICA (gruppo sanguigno, prove crociate, sacche  + sempre bene CHIEDERE SUBITO 0-, poi dopo far partire
prove crociate + anche plasma, ma preparazione ci vuole un po’, e ci vuole anche un po’ per essere scongelato. Ora
abbiamo fattori coagulazione sintetici. MASSIVE TRANSFUSION PROTOCOL = 1 SACCA SANGUE 1 SACCA PLASMA)

LESIONI MUSCOLO SCHELETRICHE


Raramente determinano un immediato pericolo di vita
 Fratture
 Lussazioni
 Amputazioni
 Ferite
 Lesioni neurovascolari
 Corpi conficcati

GESTIONE INFERMIERISTICA DEL POLITRAUMATIZZATO IN PS


TELEFONATA DEL 118 L’INFERMIERE TRIAGISTA RACCOGLIE LE INFORMAZIONI:
 Ora del I° allertamento
 Sesso e età del traumatizzato
 Dinamica e luogo dell’evento
 Risultati della I° valutazione
 Codice di gravità
 Provvedimenti adottati
 Tempi di arrivo
ALLERTA IL TRAUMA TEAM
ALLERTA I CONSULENTI SPECIALISTI (pz sotto valanga, ad esempio, chiamo anestesista = ECMO = supporto
extracorporeo, come infermiere triagista devo allertare chirurghi e perfusionisti. Si mette in ECMO anche per
donazione organi)
ALLERTA LA RADIOLOGI
 Presidi di protezione individuale
 A
o Cannula di Guedel
o Aspiratore e sondini
o Materiale per intubazione
o Farmaci per sedazione
 B
o Set per O2
o Vai e Vieni, Ambu
o Ventilatore meccanico
o Set per drenaggio toracico
 C
o Materiale per reperimento accessi venosi
o Materiale per prelievi ematici
o Soluzioni per infusione calde
o Farmaci vasoattivi
o Monitor con cavi ECG, FC, SPO2, PA
 D
o Pila per riflessi oculari
 E
o Forbici taglia-abiti
o Presidi di immobilizzazione

PERCHÉ ANALGESIA E SEDAZIONE IN PRONTO SOCCORSO?


 Per abolire e controllare il dolore/disagio (discomfort) del paziente (mobilizzare un pz che ha male è difficile)
 Per facilitare la manovra/procedura diagnostica/terapeutica
 Per gestire il paziente non collaborante

OBIETTIVI DELLA SEDAZIONE-ANALGESIA


 Sicurezza del paziente:
o Migliore collaborazione
o Riduzione delle reazioni da stress per il paziente
o Riduzione del trauma psicologico
 Migliore gestione:
o Nell’applicazione dei presidi di immobilizzazione e dei provvedimenti terapeutici
o Durante l’iter diagnostico-terapeutico nel DEU

FARMACI
 MORFINA (10mg/1 ml)
oEmivita 2h, nell’anziano è maggiore
oCONTROINDICAZIONI: può indurre il rilascio di istamina e scatenare crisi asmatiche nei soggetti con
asma atopico
o Somministrazione deve essere TITOLATA sulla base della risposta clinica
o NAUSEA = può essere evitata con infusione “lenta” della dose di morfina
 FENTANYL (0,1 mg/2ml)  farmaco più maneggevole, usato di più, effetti anche sul sistema respiratorio
 FENTANEST (FENTANYL)
oDOSAGGIO: 1.5mcg/kg (EV bolo o endonasale)
oPicco in 5 minuti
oEmivita 5-10 minuti
oNon è richiesta alcuna riduzione di dose nell’insufficienza epatica o renale
oEFFETTI AVVERSI: possibile riduzione di rigidità muscolare, più frequente rispetto ad altri oppiacei
oRidurre il rischio mediante infusione di dose corretta, evitando boli troppo rapidi (Dose in 100 ml di
SF “tutta aperta”)
 MIDAZOLAM (5mg/1 ml, 15 mg/3ml)
o Benzodiazepina ad azione ultrarapida, che costituisce il principale farmaco per la sedazione
procedurale. Usato di più
o SOMMINISTRABILE PER VIA ENDOVENOSA O ENDONASALE (per la sedazione in emergenza)
o Emivita 30 minuti, picco in 2 minuti, risoluzione clinica completa 60 minuti
 PROPOFOL (1% 200mg/20ml)
o Emivita 3’, picco in 30 secondi, risoluzione completa in 6 minuti
o Rispetto al midazolam induce una tipica depressione respiratoria dose-dipendente che porta
all’apnea. TUTTAVIA, L’EMIVITA È COSI’ BREVE CHE IL PAZIENTE NECESSITA SOLO DI UN PALLONE
AMBU
o Induce inoltre ipotensione per artero e venodilatazione e possiede un’azione cardiaca inotropa
negativa
o CONTROINDICAZIONE ASSOLUTA: pz con intolleranze note a uova e derivati della soia
 KETAMINA (100mg/2ml)
o Non altera i riflessi faringei
o Mantiene il tono posturale
o Induce un’efficace analgesia
o Non esercita depressione respiratoria (se non in casi eccezionali)
o IN EMERGENZA  aumento della PA e contrattilità miocardica, conservazione del riflesso laringeo,
assenza depressione ventilatoria, broncodilatazione, aumento tono muscolare, sedazione e
analgesia a basse dosi, anestesia a dosaggi maggiori
o Effetti opposti rispetto ad altri anestetici!

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