Sei sulla pagina 1di 8

FILOLOGIA ANTICA E MODERNA XIX, 38, 2011

–––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––

Maria Luisa De Seta

Thesaurus linguae Latinae:


lessico, non dizionario

Sed praeter ceteram tantarum divitiarum admirationemhoc erat praecipue magnificum, quod
nullo vinculo nullo claustro, nullo custode
totius urbis thesaurus ille muniebatur.1

Il Thesaurus linguae Latinae,2 «the most important and definitive


[...] dictionary in modern times»,3 ha la sua sede al centro di Monaco
di Baviera, al terzo piano della Residenz, che è insieme la dimora della
Bayerische Akademie der Wissenschaften. Nell’atrio su cui si aprono
le stanze dei Mitarbeiter troneggia, insieme alle teche con le foto dei
primi filologi che vi hanno lavorato e con le copie delle prime pubbli-
cazioni del Thesaurus, il busto di Eduard Wölfflin, al cui nome sono
legate le origini del ThlL: il Thesaurus racconta la sua storia, traccian-

1 Così recita il messaggio sulla chiave che permette l’accesso alla Bibliothek del Thesaurus
linguae Latinae.
È per me un piacere più che un dovere esprimere, in questa sede, la mia gratitudine a
Hugo Beikircher, che nel corso del mio periodo di permanenza al Thesaurus, dal settembre
2007 all’agosto 2009 è stato una guida preziosa. Colgo l’occasione per ringraziare Silvia
Clavadetscher, Generalredaktorin, i professori Raffaele Perrelli e Francesco Bausi, che mi
hanno concesso di trascorre al Thesaurus gran parte del periodo coincidente con quello del
mio Dottorato di Ricerca, e Salvatore Monda, presenza costante e preziosa.
2 ThlL o TLL, secondo le abbreviazioni più comuni.
3 Così s. v. in Encyclopædia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. vd.
http://www.britannica.com/EBchecked/topic/591803/Thesaurus-Linguae-Latinae.
2 Maria Luisa De Seta

do così una parte imprescindibile di quella della filologia classica. At-


traverso una porta a due battenti si accede poi alla Bibliothek con le
sue antiche edizioni, alcune delle quali recano vergati a matita i com-
menti e le annotazioni dei filologi del passato, da Hereus a Müller: un
patrimonio, talvolta non privo di ironia, che non ha eguali in nes-
sun’altra biblioteca. Attraversata la prima stanza si raggiunge lo Zette-
larkiv. Qui, oltre a riviste e volumi di diversa natura, si trovano le
‘scatole’, die Kassen, al cui interno sono conservate le Zettel: queste
ultime sono sottili fogli di carta, spesso ingialliti dal tempo, su cui so-
no stati trascritti, più di un secolo fa, excerpta dei testi della letteratura
latina e su cui ancora oggi, con matite e colori, si lavora per la reda-
zione di un articolo del Thesaurus.
A chiunque si sia interessato di lingua e letteratura latina è capitato
di consultare il Thesaurus linguae Latinae, spesso visto come una se-
rie di volumi, ricchi sì di informazioni non sempre facili da decifrare,
una risorsa preziosa e degna di rispetto, ma, nella sua monumentalità,
quasi priva di ‘anima’. Avendo avuto la possibilità di lavorare al The-
saurus e di scoprire come nasce questo tesoro della lingua latina, rac-
colgo in queste riflessioni parte della mia esperienza del periodo di
studio nell’ergastulum in Munich.4

1. Breve Thesaurusgeschichte
Il progetto di un lessico completo della lingua latina ha avuto ori-
gine alla fine dell’Ottocento per l’interesse e l’impegno di E. Wölfflin,
che nel 1884 cominciò la pubblicazione dell’Arkiv für lateinisch Lexi-
kographie und Grammatik, in cui confluivano i risultati di ricerche
lessicografiche intese come punto di partenza per la stesura del futuro
Thesaurus linguae Latinae. Il progetto prevedeva fin dalle origini la
schedatura completa di tutti i testi della letteratura latina fino al II sec.

4 D. Iunii Iuvenalis, Saturae, editorum in usum edidit A.E. Housman, Cantabrigiae, Typis
Academiae, 1931, p. LVI. Questo contributo è una rielaborazione della lezione da me tenu-
ta presso il Dipartimento di Filologia dell’Università della Calabria nell’ambito delle lezio-
ni interne organizzate nel corso delle attività del Dottorato di Ricerca in Scienze Letterarie.
Thesaurus linguae Latinae: lessico, non dizionario 3

d. C. ed excerpta per i secoli successivi fino al VI: un’estensione che


non ha paragoni in nessuno dei lessici latini oggi esistenti.5 Nel 1894
cinque Accademie delle Scienze (di Berlino, Gottinga, Lipsia, Monaco
e Vienna) si accordarono per la realizzazione del progetto e nel 1900,
sotto la guida di F. Vollmer in qualità di redattore generale,6 venne
pubblicato il primo fascicolo, comprendente anche l’Onomasticon.7
Inizialmente si stabilì, come termine per il completamento dell’opera,
il 1915; il termine fu poi posticipato al 1930, sebbene già allora sem-
brasse difficilmente precisabile una data finale effettiva, non essendo-
vi alcun metro di paragone che potesse fornire una base indicativa per
lo stesso. Le ragioni che hanno portato al differimento della data di
conclusione del progetto sono diverse, di carattere lavorativo, storico
ed economico.
Dal punto di vista lavorativo bisogna considerare che, a un certo
punto, divenne necessario modificare il metodo di lavoro, inizialmente
basato soltanto sull’uso del materiale schedato, integrando i dati forni-
ti dalle schede con la consultazione di nuove edizioni critiche e del
materiale bibliografico di più recente pubblicazione.
La stesura del Thesaurus fu, inoltre, vittima degli eventi storici.
Essa rallentò e per alcuni anni si bloccò completamente durante le
Guerre Mondiali: si interruppe una prima volta tra il 1915 il 1924; du-
rante la Seconda Guerra Mondiale fu necessario spostare le Zettel e la
biblioteca in un luogo più sicuro del Maximillianeum, che era allora la

5 Oltre al Thesaurus di R. Stephanus, vanno ricordati altri lessici latini, redatti per
l’impegno e il lavoro di singoli o di gruppi di studiosi. Il Forcellini Totius Latinitatis Lexi-
con (Patavinii 1864-1887) ha avuto diverse edizioni con modifiche ed è completo di un o-
nomasticon. In inglese vanno ricordati il cosiddetto Lewis-Short (C.F. Lewis-C. Short, A
Latin dictionary, Oxford, Clarendon Press, 1879), anch’esso ormai datato, e l’OLD (Oxford
Latin Dictionary, Oxford, Oxford University Press, 1968), elaborato da diversi studiosi, tra
i quali L. R. Palmer, basato su edizioni critiche relativamente recenti, dotato di una veste
tipografica di facile consultazione, ma limitato, come d’altra parte anche i due lessici già
menzionati, agli autori fino al II sec. d.C.
6 A F. Vollmer seguirono in qualità di redattori generali E. Lommatzsch, E. Dittmann, B.
Rehm, H. Rubenbauer, H. Haffter, W. Ehlers, P. Flury, H. Beikircher; dal 2009 Silvia Cla-
vadetscher riveste il ruolo di Generalredaktorin.
7 La stesura dell’Onomasticon, com’è noto, è ferma alla lettera D: le lettere A e B sono
comprese nei volumi relativi, la C e la D sono pubblicate in un volume autonomo.
4 Maria Luisa De Seta

dimora del ThlL.8 Le difficoltà economiche furono affrontate grazie al


supporto di diverse istituzioni internazionali, tra le quali la Rockefeller
Foundation: la seconda di copertina di ogni fascicolo reca l’elenco
delle istituzioni che sostengono la pubblicazione del ThlL.
Nel 1949 venne finalmente fondata la Thesauruskommission, costi-
tuita da 31 accademie e diverse organizzazioni scientifiche, che si fece
carico del compito di supportare la continuazione del progetto del
Thesaurus: la Thesauruskommission ricerca e fornisce fondi per la
continuazione del progetto, finanzia la presenza di studiosi che colla-
borano temporaneamente alla stesura delle voci del ThlL, controlla e
valuta l’andamento del progetto. Attualmente sta per essere terminata
la pubblicazione della lettera P e si lavora contemporaneamente alle
lettere N e R: due terzi dell’opera sono quindi completati9 e il 2050
sembra una data plausibile per la conclusione del progetto. Accanto al-
la storica e monumentale versione cartacea, da alcuni anni è disponibi-
le, inoltre, una versione digitale del ThlL, che risponde alle nuove esi-
genze della ricerca scientifica.
Alla redazione del Thesaurus lavorano circa 20 persone: alcuni Mi-
tarbeiter sono fissi, altri, invece, temporanei. Grazie alla disponibilità
di fondi specifici, tra i quali il Müller-Fond e la borsa annualmente e-
rogata dall’APA, con i quali si vuole favorire lo scambio interculturale
e la collaborazione della comunità scientifica internazionale, giovani
studiosi di tutto il mondo possono compiere presso l’Akademie un pe-
riodo di formazione.10 Nel corso della mia permanenza ho incontrato
collaboratori di origine austriaca, svizzera, tedesca, italiana, spagnola,

8 Maggiori informazioni in C.B. Krebs, You say ‘putator’. The first word of the first day of
a Latin lexicographer, «TLS», february 6, 2009, 14-15. Sulla storia del Thesaurus cfr. an-
che G. Polara, Il Thesaurus Linguae Latinae, in A. Garzya-M. Gigante-G. Polara, Omaggio
a B.G. Teubner, Napoli, M. D’Auria Editore, 1983, pp. 75-111 e T. Bögel, Thesaurus Ge-
schichten. Beiträge zu einer Historia Thesauri linguae Latinae, hrg. von D. Krömer-M.
Flieger, Stuttgard-Leipzig, Teubner, 1996.
9 Sul perché di questa scelta, che ha portato a saltare la N prima e la Q ora, cfr. H. Beikir-
cher, Der Fluch der Vollständigkeit, «Akademie Actuell. Zeitschrif der Bayerische Aka-
demie der Wissenschaften» (3), 2005, pp. 62-63.
10 Dopo molti anni è stata istituita per l’anno 2009-2010 una borsa di studio in parte finan-
ziata dall’Italia, attraverso un contributo dell’AICC.
Thesaurus linguae Latinae: lessico, non dizionario 5

olandese, danese, americana: un crogiuolo di culture e lingue, tra le


quali il latino, lingua madre del Thesaurus, trova la compagnia e il
supporto del tedesco, la lingua base per la comunicazione quotidiana.
Come le accademie e le istituzioni che attualmente sostengono e sup-
portano il Thesaurus, anche quella che M. Flieger ha definito la The-
saurusmannschaft è internazionale: «like its language, the Thesaurus
is international».11

2. La Wortgeschichte. Il lessicografo non traduce: riflessioni sul


lavoro lessicografico12
Il lavoro che porta alla redazione di un articolo del Thesaurus lin-
guae Latinae si svolge, come si è già detto, sul materiale compilato al-
la fine dell’Ottocento: per ogni parola sono stati copiati, sulle apposite
Zettel, i passi dei testi latini in cui essa è attestata e su queste schede si
lavora ancora oggi. Le schede iniziali sono aggiornate continuamente
con addenda che inseriscono riferimenti alla letteratura secondaria e
più recente, utile per lo studio di ogni lemma. La digitalizzazione di
questo materiale cartaceo, di cui pur si parla, comporterebbe un note-
vole dispendio di tempo, nonché economico, e comunque sminuirebbe
parte del fascino di questo lavoro.
L’inizio del lavoro del Mitarbeiter coincide con un necessario pe-
riodo di formazione guidata da un Mitarbeiter esperto, che fornisce le
indicazioni necessarie all’avvio del lavoro autonomo; ogni Mitarbeiter
ha poi una Mitarbeitermappe cui far riferimento. Ogni articolo nasce
dalla stretta collaborazione tra i membri del Thesaurus: questa colle-
gialità è uno degli aspetti che più positivamente colpiscono un giovane
thesaurista, che trova in ogni suo collega l’aiuto e la disponibilità a di-

11 C.B. Krebs, You say ‘putator’ cit. Un elenco completo e sempre aggiornato dei collabo-
ratori del Thesaurus, insieme a tutte le informazioni relative al progetto, è consultabile
all’indirizzo http: www.thesaurus.badw.de/.
12 Le riflessioni di seguito riportate nascono in parte dalla lettura di C. Wick, Am Beispiel,
pudor’: Lexikographen überstzen nicht, «Akademie Actuell. Zeitschrift der Bayerische
Akademie der Wissenschaften» (2), 2007, pp. 25-29.
6 Maria Luisa De Seta

scutere i problemi che si incontrano nella stesura di un articolo.


Il singolo Mitarbeiter legge ed elabora i testi a sua disposizione,
individuando le prime informazioni basilari e stilando una prima sca-
letta, una Gliederung, per poi discutere il materiale con il redattore, ri-
cevendone indicazioni e suggestioni, nonché suggerimenti che lo gui-
deranno nella scrittura della voce. Ogni articolo viene poi rivisto, pri-
ma della pubblicazione, dal General Redaktor: sia il redattore che il
redattore generale controllano le citazioni, apportano correzioni e ne
discutono con il primo autore. Studiosi internazionali forniscono, poi,
la loro collaborazione esterna come revisori del lavoro finale. Questo
procedimento spiega quello che molti additano come il maggior difet-
to del ThlL, il lento procedere nella pubblicazione. Nel corso degli an-
ni, però, la precisione del lavoro è aumentata notevolmente: dimo-
strando quanto è cambiata la redazione di un articolo del ThlL dal
1900 a oggi, Corbeil evidenzia quante maggiori informazioni si trovi-
no negli articoli moderni e come il numero delle imprecisioni sia no-
tevolmente diminuito (da una ogni 16 citazioni a una ogni 63).13
Prima di redigere un articolo vengono esaminate tutte le attestazio-
ni del lemma e per ciascuna viene valutato attentamente il contesto e
la tradizione testuale. Sulle Zettel è presente solo il testo, senza com-
mento o traduzione: su di esse si segnano tutte le informazioni neces-
sarie alla piena comprensione del passo e del lemma, siano esse relati-
ve all’ortografia, alla tradizione testuale, alla prosodia, alla sintassi; si
individuano il contesto e i loci similes e tutto ciò che si ritiene utile al-
la conoscenza del lemma e che il redattore e il redattore generale, non-
ché chiunque sia interessato, in futuro, allo studio del medesimo pas-
so, potrà successivamente utilizzare. Come ho detto, è necessario pre-
stare attenzione non solo all’accezione del termine e al suo uso, ma
anche alle sue particolarità grafiche, spesso connesse con la tradizione
manoscritta degli autori (è necessario quindi documentarsi e conoscere

13 Cfr. A. Corbeill, ‘Going forward’: A Diachronic Analysis of the Thesaurus Linguae La-
tinae, «Amer. Journ. Philol.» (128), 2007, pp. 469-496, soprattutto p. 484: l’autore con-
traddice così quanto si legge in A. Traina-G. Bernardi Perini, Propedeutica al latino uni-
versitario, Bologna, Pàtron, 19866, p. 382.
Thesaurus linguae Latinae: lessico, non dizionario 7

quella di quegli autori presso cui il lemma presenta problemi testuali),


e ai problemi filologici: tutte queste informazioni confluiranno nel
Kopf, la prima parte di ogni articolo del ThlL, dove si affrontano i
problemi di natura critica (false lezioni, congetture), linguistica ed e-
timologica. Nel corso del tempo alcuni aspetti trattati nel Kopf hanno
acquisito una maggiore importanza: tra questi, per esempio, gli esiti
della parola latina nelle lingue romanze.14 Nella fase successiva del
lavoro si passa all’interpretazione del lemma. Alla domanda ‘cosa è ri-
levante’ nell’analisi di un lemma penso si possa rispondere dicendo
che rilevante è tutto ciò che almeno una volta determina una caratteri-
stica o un uso particolare, una forma o un costrutto del lemma, sulla
base dei quali costruire analogie o contrapposizioni, preferibilmente
dicotomiche, che permettano di capire quando e come gli antichi han-
no adoperato la parola in esame e come il suo uso è cambiato nel tem-
po. E rilevante è, ovviamente, anche un impiego consolidato e fre-
quentemente attestato, in termini assoluti o solo in alcuni generi lette-
rari o periodi storici, quando non sia proprio dell’usus scribendi di un
singolo autore. La stesura della voce comporta l’attenta selezione del
materiale (selezione opportunamente evidenziata negli articoli
dall’abbreviazione al. e da altri segni dal significato equivalente), poi-
ché la brevitas è uno dei principi guida del lavoro.
È per questo che definiamo il ThlL non un dizionario, ma un lessi-
co, il cui scopo non è quello di fornire la traduzione di un lemma in
una lingua moderna,15 ma l’interpretazione del lemma, di cui si traccia
una vera e propria biografia, segnalandone la comparsa e scomparsa

14 Cfr. A. Stefenelli, Thesaurus und Romanistik, in Wie die Blätter am Baum, so wechseln
die Wörter. 100 Jahre des Thesaurus Linguae Latinae, hrg. von D. Krömer, Stuttgart-
Leipzig, Teubner, 1995, pp. 89-98. Il lemma prunus, ad esempio, presenta anche il riferi-
mento all’esito nel dialetto calabrese.
15 Per la storia dei dizionari latini che forniscono traduzioni in lingua moderna cfr. A. Trai-
na-G. Bernardi Perini, Propedeutica al latino universitario cit., pp. 380-385. I dizionari di
questo tipo sono numerosi, ma essi hanno come unico obiettivo la resa in una lingua mo-
derna e non chiariscono quale fosse l’uso e la percezione che gli antichi avevano della pa-
rola: adottano quella che si potrebbe definire la prospettiva della ‘lingua di arrivo’. Inoltre
essi forniscono solo interpretazioni parziali o comuni di un lemma, di cui il ThlL mostra
invece, spesso, accezioni e usi specifici.
8 Maria Luisa De Seta

nella lingua latina, l’evoluzione nell’utilizzo che gli autori ne hanno


fatto, le particolarità stilistiche, semantiche e sintattiche. Scrivendo
una voce del Thesaurus, dunque, si cerca di scrivere la storia di una
parola e del suo ruolo nella cultura letteraria latina.

Potrebbero piacerti anche