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Loggetta

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notiziario di Piansano e la Tuscia

Anno XIV n° 3
LUGLIO / SETTEMBRE 2009

L’aeroporto
di Viterbo:
un’occasione?
dalla
Tuscia
Grotte
Santo Stefano Stava sèmpre a bbuca’,
Flavio
èra cume 'na talpa!
Frezza Breve storia di Giovan Maria Simonetti detto “Monte”, brigante tiberino

S
ebbene il brigantaggio nel ter- fatta costruire nel 1639 da Giovanni vicinanze di Montecalvello: secondo
ritorio grottano - e più in gene- Betti “per grazia ricevuta”, ossia una credenza locale la denominazio-
rale nella Teverina viterbese - dopo essere scampato ad un aggua- ne dell’area sarebbe una corruzione
sembri avere origini lontane, to dei banditi (la zona in cui si trova dialettale di “pianto d’Irene” (pianto
la documentazione ad esso relativa è la chiesa era allora selvosa e ben si 'e Irèna, poi contratto in piantoréna),
relativamente scarsa, almeno per prestava alle imboscate); dal dal nome di una fanciulla qui strazia-
quanto riguarda quanto avvenne Santuario della Madonna dell’Aiuto, ta dai banditi... anche se il toponimo,
durante i lunghi secoli di dominio presso Montecalvello (ma oggi nel ci dicono gli storici, sembra in realtà
papalino. territorio di Graffignano), fatto tradire origini etrusche.
Buona, invece, è la conoscenza dei costruire nel 1696 da Carlo Saracini
fatti avvenuti a partire dagli anni che, trovatosi in circostanze analo- Briganti e garibaldini
immediatamente precedenti la ghe, avrebbe ottenuto la salvezza Giovan Maria Simonetti, detto
nascita dello stato unitario: questo è sua e di sua moglie Agnese invocan- Monte, nacque il 10 marzo 1845 a
dovuto in gran parte alla pubblica- do l’aiuto della Madonna (all'interno Grotte Santo Stefano da Tommaso e
zione di Antonio Mattei Brigantaggio della chiesa è affissa un’epigrafe in Clementina Giovannini. Muratore e
sommerso. Storie di doppiette senza marmo a ricordo dell’evento); e infi- padre di quattro figli, subì una con-
leggenda (Roma 1981), sulla quale ne dalle macchie di Piantorena, nelle danna per porto abusivo d'armi nel
sono parzialmente basa- 1864 ed un’altra per essersi unito ai
ti gli studi di Antonella garibaldini, forse in occasione del
Gregori (“Il brigantaggio loro passaggio a Grotte dopo la cele-
nella Teverina”, in In- bre “battaglia di Bagnorea”, nel 1867.
sorgenza e brigantaggio Tra i (futuri) briganti che si unirono
nel Lazio dal XVI al XX alle bande di Garibaldi troviamo
secolo, Roma 2001), di anche il più noto Luigi Rufoloni,
Rifeo Santoni (“Il brigan- detto Rufolone, contadino, nato a
taggio di fine secolo”, in Sant’Angelo di Roccalvecce il 3
Storia di Grotte Santo dicembre 1835 ma cresciuto a
Stefano - Magugnano - Grotte, dove i suoi genitori Mariano
Montecalvello - e Maria Rosa Cimichella si trasferiro-
Vallebona, Bolsena no quando era ancora bambino.
1991) e del recentemen- Al contrario del brigantaggio lealista
te scomparso padre delle regioni meridionali, quello
Felice Rossetti (“Riflessi dell’Italia centrale non perseguì mai
del brigantaggio nel finalità politiche; è però un dato di
nostro territorio”, in fatto che diversi briganti, a partire
Grotte Santo Stefano. dallo stesso Tiburzi, abbiano inizial-
Dalle origini ad oggi, mente manifestato una forte simpa-
Siena 2003), che hanno tia per la causa unitaria. Nonostante
potuto fornire numerosi ciò alcune persone intervistate nu-
dettagli e preziose testi- trono seri dubbi sulla nobiltà delle
monianze sulle attività intenzioni dei nostri:
dei briganti grottani.
L’antichità del fenome- Alfio: Rufolone èra diventato bbandi-
no nella nostra area è to perché ‘ea fatto parte dei garibbal-
documentata da diversi dini, nò? Che vviolentàvino, qqua e
toponimi: dalla Chiesa llà! Dopo lue s’è bbuttato bbandito,
della Madonna delle Con la circolare n.14 del 27 gennaio 1810 il sottoprefetto del Circondario lue. Ma lue ‘ea combattuto anche sù
Grazie, a Grotte Santo di Viterbo imponeva ai sindaci del Dipartimento del Tevere di disporre il ppe’ Bbagnorèggio, coi garibbaldini...
taglio delle macchie in prossimità delle strade pubbliche, “per iscopo di
Stefano, la cui cappella togliere qualunque mezzo onde i Malfattori si nascondino alla vista de Perché hanno fatto ‘l casino quando
venne probabilmente Passegeri [sic], e alle perquisizioni della Giustizia”. so’ ppassati qqui... i garibbaldini.

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A parte le suddette condanne (di cui Doria]” (da Mattei 1981, op. cit.). tato. Lo fermai. Era un vecchio dalla
la seconda per ovvi motivi mai scon- Giovan Maria Simonetti morì a tosse cavernosa, ma nei suoi occhi
tata) non sembrano essere stati regi- Grotte Santo Stefano nel 1927, all’età lampeggiava ancora l’anima di una
strati altri fatti che possano segnala- di ottantadue anni. volontà̀. Si mostrò orgoglioso della
re una propensione di Simonetti alle mia conoscenza. Mi disse che aveva
attività criminose, almeno finché - L’incontro combattuto anche lui le belle batta-
insieme al magugnanese Bonaven- con Pietro Farini glie e mi pregò di tornare tutte le
tura Pompei, detto Ciòcco - non si Ad aiutarci a “mettere insieme” que- sere, perché desiderava di parlarmi
aggregò a Rufolone, ormai latitante, sta pur breve pagina di storia grotta- a lungo. Ritornai infatti, ma non lo
ed iniziò con questi una collabora- na è ancora una volta Pietro Farini, rividi più̀. Qualche giorno dopo mi
zione che culminò in un’estorsione ex-parlamentare socialista, che sog- trovai presente a un funerale. Per
ai danni di Imperio Marcelliani, sin- giornò nel centro tiberino dal 1926 al quanto fosse giorno feriale i contadi-
daco di Toscanella, avvenuta il 19 ‘29 in qualità di farmacista e sorve- ni avevano abbandonato il lavoro
settembre 1874 in località Monteraz- gliato speciale: “In una di quelle dei campi per assistervi. Vi erano
zano, a pochi chilometri da Viterbo. prime sere, mentre mi aggiravo in anche delle camice nere. Quella mol-
Ad appena un’ora di distanza dal una strada solitaria, mi sentii saluta- titudine di gente aveva meravigliato
fatto la “banda” - le virgolette sono re col nome di compagno. [...] Chi le autorità del paese. Chi era quel
d’obbligo dato il carattere provviso- poteva essere colui che mi aveva morto?... Era il vecchio incontrato
rio dell’aggregazione - mise a segno salutato col nome di compagno? qualche sera prima. Da giovane
un altro colpo rapinando l’ingegner Ritornai la sera dopo alla stessa ora, aveva appartenuto alla banda del
Troili di Soriano nel Cimino. Fu pro- sulla stessa strada e m’incontrai brigante Ruffolone [sic], poi, ritirato-
prio quest’intensa “giornata lavorati- ancora con quegli che mi aveva salu- si dalla cattiva compagnia, si era
va” a causare un’eccezionale mobili- rifatto, aveva
tazione delle forze dell’ordine, le redenta la sua
quali il mattino successivo cattura- vita col lavoro.
rono Monte dopo uno scontro a All’epoca dell’in-
fuoco. Una delazione del brigante, vasione delle
“messo alle strette” dai carabinieri, terre si era
favorì l'arresto di Ciòcco, mentre la messo alla testa
dei contadini e li
latitanza di Rufolone continuò fino al
aveva portati
successivo 26 dicembre, giorno del-
alla vittoria. Egli,
la sua cattura.
prima di morire,
Il 2 giugno 1876, in seguito alla
aveva racconta-
cosiddetta “causa Rufoloni”, la Corte
to ai suoi più
d’Assise di Viterbo condannò Simo-
intimi, in segre-
netti a 12 anni di lavori forzati e a 5 to, del nostro
di sorveglianza. Il 5 ottobre dello incontro, racco-
stesso anno Monte, che si trovava mandando a
nel carcere di Soriano, rinunciò al loro di avvici-
ricorso in Cassazione e chiese la narsi a me.
conferma della condanna. Infatti, così̀ mi
Tornato a Grotte in data sconosciuta raccontarono
il nostro riprese a fare il suo vecchio quando mi eb-
mestiere, “ma lui - secondo la testi- bero conosciu-
monianza del cittadino grottano to, la qual cosa
Quirino Luciani - il muratore lo face- si verificò non
va poco e male; era sempre in giro a molto tempo
cercare vene d’acqua, col suo amico [dopo] la sua
intimo, il fornaio Lamoratta [Ange- morte” (da uno
lico Lamoratta possedeva in realtà stralcio dell’au-
una fornace d’argilla]. Prima era tobiografia “In
stato anche in Romania, e qui faceva marcia con i la-
propaganda per il partito socialista. “I malfattori che ancora tengono la campagna vengono con tutta agevolezza aiutati voratori” pub-
Era di corporatura complessa, ed non solo dai parenti ma anche dagli estranei, i quali loro forniscono viveri, alloggio blicato in Biblio-
aveva un carattere forte, risoluto, etc. e contribuiscono così a rendere viemaggiormente difficile la loro cattura”. Con
questa missiva datata 23 dicembre 1874 la sottoprefettura di Viterbo invitava il sin- teca e Società,
tanto che guidava i contadini all’oc- daco di Grotte Santo Stefano ad applicare “le disposizioni della legge” per colpire XVI, 1985-1986).
cupazione delle terre [del principe “coloro che scientemente occultano o fanno occultare i delinquenti”.

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E ll’ha ttrovata parecchia Giulio: Sittantè le pagava qualcuno!
d’acqua, èh! Anche all’A- [risate] E a llue mica le pagàvino, nis-
cquafòrte [= località presso suno! Nu’ è cche ddice: «pròve [?] a
Celleno], si ttu vvai all’A- ttrovà ll'acqua!»
cquafòrte, c’è un cunicolo, Mario: Però è stato un perzonaggio,
che io ce so’ entrato dentro, pe’ le Gròtte, è stato un po’ ‘n perzo-
che vvène qqua ll’acqua naggio...
alta ccusì! Alfio: ‘L pòro Monte sì. È stato rinoma-
Mario: Ll’ha ffatto lue, quel- to in tutto.
lo? Ll’ha ffatto lue?
Panorama di Magugnano da sud-est, anni ‘50. La prossimità dei Alfio: Sì, ll'ha ffatto lue, ‘l Fonti orali
boschi ai centri abitati permetteva ai briganti di circolare indisturba- Alfio Santoni, nato nel 1935 a Grotte e qui residente.
ti e di frequentare abitazioni private ed osterie... salvo poi sparire pòro Monte! Vai dentro pe’ Giulio Fedeli, nato nel 1935 a Grotte e residente a
nuovamente nella macchia qualora i carabinieri venissero avvertiti ‘na cinquantina ‘e mètri, èh! Magugnano.
della loro presenza! Mario Pacifici, nato nel 1926 a Magugnano e residente a
Grotte.
[i presenti elencano alcuni
Si può affermare con certezza che il scavi effettuati da Simonetti] Documenti d’archivio
“vecchio dalla tosse cavernosa” altri I documenti riprodotti in queste pagine, che appaiono
per gentile concessione dell’Ass. al Decentramento del
non fosse che Monte: non soltanto la Giulio: C’avéa sta manìa, d'anna’ ccer- Comune di Viterbo Vittorio Galati, sono custoditi presso
descrizione combacia ampiamente ca’ ll’acqua! Stava sèmpre a bbuca’, l’archivio comunale di Grotte Santo Stefano sito presso
l’ex-Palazzo Comunale in Piazza dell’Unità.
con quella fornita da Luciani (che èra cume ‘na talpa! Dio santo...
ben lo conobbe e che da lui imparò Mario: Ma col pìcchio bbucava, mica Contatti
il mestiere di muratore), ma anche il bbucava... cu’ lo scavatore! [risate] flavio.frezza@gmail.com, www.p
periodo della morte sembra coinci-
dere: stando alla testimonianza di
Farini l’incontro avvenne non molto
tempo prima della soppressione del A proposito di “pasquarèlla”...
H
comune di Grotte Santo Stefano, il o letto con estremo interesse la chiosa di Gioacchino Bordo nello scor-
cui territorio venne accorpato a so numero della Loggetta. Il suo intervento, in parte ispirato ad uno
Viterbo e in piccola parte a degli argomenti trattati nel mio articolo “Passa la Bbefana e vvòle
Graffignano con il Regio Decreto 866 ll’òva...” (apparso sul nr. 78 di questa rivista), mi offre l’occasione di correg-
del 9 aprile 1928. gere alcuni refusi presenti in tale testo.
Strofette simili a quella da me trascritta venivano recitate dai ragazzi che, in
Chiamàmala manìa... tutto il territorio grottano, alla vigilia dell’Epifania bussavano di casa in casa
Data la complessità del personaggio alla ricerca di alimenti per una cena collettiva: Passa la Bbefana e vvòle
non stupisce che Giovan Maria ll’òva / e la sarcìccia si cce ll’avete. / Ce le date una bbianca e una nera, /
Simonetti sia ancora ricordato da ve damo la bbòna Pasqua e la bbonasera. I versi da me riportati, tuttavia,
molti grottani; e non sorprende sono stati registrati a Montecalvello, e non a Grotte Santo Stefano come ho
neanche il fatto che il suo nome erroneamente indicato.
venga generalmente associato a È stata proprio la presenza del termine “Pasqua” in un testo natalizio ad
quanto di buono (o di curioso!) fece incuriosirmi e a spingermi a fare qualche ricerca imbattendomi finalmente
per il suo paese, piuttosto che al suo nella pasquarèlla: tale parola risulta attualmente sconosciuta nell’area grot-
passato di brigante: tana ma la ritroviamo nell’affine territorio orvietano dove, indicando la ricor-
renza dell’Epifania, sopravvive in alcuni detti e proverbi: Pasquarèlla e bbe-
Alfio: ‘L pòro Monte! Faceva i còsi... i fanìa / tutte le fèste pòrta via, / ma rispose Sant’Antònio: / «lascia sta’, che
tùnnili [= tunnel], faceva. Pe’ ttrova’ cc’è la mia!» (Mattesini & Ugoccioni, Vocabolario del dialetto del territorio
ll’acqua! Faceva i scavi, ha’ capito? orvietano, Perugia 1992).
Lavorava co’ lo spècchio! Lue, mette- Incontriamo di nuovo il termine nella vicina campagna amerina - ad esem-
va lu spècchio al zole, e ppòe... pio nel toponimo “Vallone della Pasquarella” (Baschi) - ed ancora nella Val
Mario: I cunicchji! Facea cunicchji [= Nerina dove indica una tradizione che presenta diverse analogie con quella
scavava dei cunicoli]! dei bbefanòtti nostrani: durante il periodo natalizio era infatti usanza porta-
Giulio: Prima ll’acqua... mica è ccome re di casa in casa canti devozionali seguiti da “stornelli contenenti
adèsso che è inquinata. C’aveva... un'esplicita domanda di questua”: Pe’ llava’ Ggisù Bbambinu, / pe’ llavajje
C’aveva... Chiamàmala manìa, èh! la faccia vèlla, / l’annu nou e la pasquarèlla / […] / O priciuttu o ventre-
Lue stava sèmpre a ggira’ pe’ ttrova’ sche, / o salame o mortatèlla, / l’annu nou e la pasquarèlla (Cuzzini Neri &
ll'acqua! Gentili, Grande vocabolario del dialetto spoletino, Spoleto 2008).
[…] Una versione riveduta e corretta del mio articolo è disponibile nel sito
Alfio: Sì ssì, lui stava sèmpre a www.piantorena.it. Flavio Frezza
scava’... Èra ‘na talpa, èra... Pròpio...

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