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U.A.D.E.

R Facultad de Humanidades, Artes y Ciencias Sociales


Profesorado en Italiano Materia: Lingustica Aplicata
Prof. ssa. Carina Celestre

VERIFICA E VALUTAZIONE

Concetti generali.

Occorre subito fare chiarezza su questi due termini che talvolta vengono confusi (e poi, dalla
confusione concettuale, nascono le incomprensioni sostanziali sul significato della valutazione
scolastica).

Probabilmente la confusione deriva dal fatto che un tempo, quando nella scuola si utilizzavano solo
i voti numerici (sia quotidianamente che sulle pagelle) i due significati coincidevano: il voto (da 0 a
10) era attribuito dall'insegnante secondo un giudizio per lo più soggettivo ed era immediatamente
una misurazione del livello di apprendimento, delle competenze e delle abilità dell'alunno.

Ma attenzione: il problema non stava nell'utilizzo della scala numerica da 0 a 10 (che,


sostanzialmente, non è né buona né cattiva, come qualsiasi altra scala in uso anche oggi), ma nel
fatto che non veniva stabilita nessuna modalità per l'attribuzione del voto stesso, non c'erano
parametri comuni nemmeno fra insegnanti della stessa scuola...

Ricerche sul campo hanno dimostrato che lo stesso "tema" svolto da un alunno otteneva risultati
molto diversificati (dalla non sufficienza del 4 o del 5, fino ai buoni livelli del 7 o dell'8 !!!) se
sottoposto al giudizio di insegnanti diversi.

Il raggiungimento del 6 era considerato il livello minimo di sufficienza: la media aritmetica dei voti
esprimeva subito la valutazione (o, meglio, il giudizio) sull'alunno in un certo periodo di tempo.
Normalmente non si aggiungevano altri tipi di considerazioni (relative, ad esempio, al livello di
partenza dell'alunno, ai progressi effettuati, alle modalità di studio e di lavoro,...). Cioè, in definitiva,
si consideravano solo i risultati raggiunti nelle diverse "materie", senza procedere ad una vera
valutazione formativa. In questa mia considerazione non c'è nessun giudizio di valore: la scuola era
così e, in fondo, non era colpa di nessuno. L'accento era posto soprattutto (se non esclusivamente)
sull'istruzione e sugli apprendimenti, spesso senza porsi nemmeno il problema dei metodi di
insegnamento, come se bastasse insegnare o trasmettere nozioni per ottenere un apprendimento.
Se fosse così, ognuno sarebbe un buon maestro e tutti saremmo dei buoni alunni.

Successivamente (grazie agli studi di psicologia dell'apprendimento e alle ricerche pedagogiche e


didattiche) si comprese che l'apprendimento non è "neutro" e che non basta insegnare per ottenere
dei risultati: occorre tenere conto di moltissimi altri fattori (l'età mentale degli alunni, le modalità
operative, il contesto sociale e scolastico, le metodologie di insegnamento, le esperienze pratiche,
l'emotività, ecc.). Ci si rese conto che l'apprendimento di nozioni, concetti, abilità e competenze (cui
la scuola deve mirare per finalità istituzionale) non è sganciato dagli altri aspetti dello sviluppo
personale, sociale e psicologico, dell'alunno. E così si riconobbe la necessità di inquadrare le
rilevazioni e le misurazioni degli apprendimenti in un contesto più ampio che tenesse conto della
globalità dell'alunno, del suo percorso formativo in evoluzione, oltre che delle modalità di intervento
didattico ed educativo dell'insegnante e della scuola.

Così si distinsero i due momenti:

1) la rilevazione e la misurazione degli apprendimenti (VERIFICA)

2) l'osservazione e la registrazione del processo di sviluppo formativo personale dell'alunno


(VALUTAZIONE) che tiene sicuramente conto dei risultati ottenuti nelle prove di verifica, ma
non solo di essi.

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Nella scuola dell'obbligo (e particolarmente nelle elementari) in questo senso sono stati fatti ormai
grandi passi in avanti: purtroppo non sempre si può dire lo stesso per le scuole superiori, dove
talvolta esiste scarso accordo fra i docenti sulle modalità di verifica e di valutazione e dove (a causa
anche di curricoli frammentati, di materie troppo nozionistiche e di programmi troppo estesi) non
viene adeguatamente posto l'accento sulle competenze e le abilità acquisite nel percorso formativo,
ma si dà maggior peso alla memorizzazione di informazioni e di nozioni, misurata attraverso le
prove di verifica periodiche.

Il fatto che si pensi di risolvere la questione con corsi di recupero di una settimana o 10 giorni,
indica che il problema c'è: se un alunno non ha acquisito competenza in una o più materie dopo
mesi di attività scolastica...può recuperare tutto in una settimana? Sì (forse), se si ritiene che sia
solo una questione di nozioni da sistemare nei cassetti della memoria...Ma il problema,
evidentemente, è un altro. Inoltre c'è il fatto che i docenti delle superiori sono qualificati
professionalmente per quanto riguarda la materia di insegnamento e, spesso, sono ottimi
specialisti, ma non viene loro richiesta una specifica competenza didattica (che è prevista solo
parzialmente nella loro formazione professionale). E' il vecchio problema di insegnare ad
insegnare: non è detto che un grande astronomo sappia spiegare chiaramente l'astronomia a dei
ragazzi, perché l'astronomia è una cosa, la didattica dell'astronomia è un'atra cosa.

Bisogna comunque distinguere le finalità educative e didattiche proprie della scuola dell'obbligo, da
quelle della scuola superiore che mira soprattutto a preparare gli allievi all'ingresso nel mondo del
lavoro, attraverso curricoli specifici che variano a seconda dell'indirizzo scelto e della professione
verso la quale l'allievo si orienta (per libera scelta). Resta però il dubbio che valutare una persona
solo in base alla media dei voti ottenuti nelle prove di verifica sia, quantomeno, un po'
restrittivo...Tuttavia questo succede ancora in molte scuole...

Ma riprendiamo il discorso sulla verifica e sulla valutazione. Il salto di qualità è stato fatto proprio
distinguendo i due momenti e i due termini che possiamo così definire:

VERIFICA : consiste in una rilevazione (più o meno formalizzata, che può essere scritta e
orale) degli apprendimenti. Più le modalità di somministrazione della prova vengono
strutturate e definite, meglio si possono determinare e graduare i risultati, in riferimento ad
una "scala" di valori predefinita. Facciamo un esempio relativo ad una prova di verifica delle
abilità di calcolo scritto:

1) si definisce l'obiettivo (ad esempio: saper eseguire addizioni con il riporto entro il centinaio)

2) si determina il numero delle operazioni (ad esempio: 10 addizioni)

3) si stabiliscono i tempi di realizzazione della prova e le modalità di attribuzione del punteggio (ad
esempio: 2 punti per ciascuna addizione esatta)

4) si raccolgono i punteggi ottenuti da ogni alunno in una tabella (trasformandoli ad esempio in


percentuali: 16 punti ottenuti sul massimo di 20 = 16/20 = 0,80 = 80%)

5) si rapportano i punteggi alla scala di valori predefinita (nella quale sia anche stabilito il livello
minimo accettabile, cioè il valore di "sufficienza")

VALUTAZIONE : consiste nell'espressione di un "giudizio" globale nel quale si faccia


riferimento non solo alle competenze acquisite nelle diverse aree di apprendimento e nelle
singole discipline, ma anche al punto di arrivo (momentaneo) dello sviluppo dell'alunno,
tenendo conto dei vari aspetti della persona: situazione di partenza e prerequisiti, capacità di
apprendimento, modalità di lavoro e di studio, interesse, impegno, partecipazione alle

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attività, autonomia personale, disponibilità a relazionarsi con gli altri nel rispetto delle norme
comunitarie...

La valutazione così intesa non intende essere un "giudizio" definitivo, ma una "fotografia"
dell'alunno in "quel" periodo del suo sviluppo personale e culturale: come ogni fotografia istantanea,
essa intende mostrare solo un momento (non definitivo) e sta agli insegnanti rilevare e sottolineare
gli elementi positivi e quelli problematici, le qualità dimostrate, ma anche gli aspetti da migliorare e
sviluppare. In questo modo si mira ad una vera valutazione formativa che promuove lo sviluppo
delle potenzialità di ciascun alunno. In questo modo, inoltre, c'è la possibilità da parte delle famiglie
di avere un quadro più esauriente della situazione formativa in quel particolare momento dello
sviluppo personale del figlio.

Nei documenti ufficiali di valutazione ("pagelle") delle scuole dell'obbligo i due momenti
(rilevazione delle competenze disciplinari e valutazione formativa) sono ben distinti e ciò ha
favorito una comunicazione più chiara ed efficiente della scuola verso le famiglie.

DIFFERENZA TRE VERIFICA E VALUTAZIONE

La verifica cerca di distinguere precisamente il cosa esaminare e il come, e tende


all'esattezza delle rilevazioni, si avvale di prove oggettive come questionari a scelta multipla e simili.
In particolare sembra escludere o limitare la possibilità di scusare l'errore. In realtà una buona
misurazione si limita semplicemente a separare un elemento (quello oggetto di prova) dagli altri
che, pur non essendo svalutati, per un momento non sono considerati. In senso tecnico, la
valutazione accoglie i risultati della verifica, ma di regola li media, prendendo in considerazione
diversi altri fattori, ciascuno dei quali spesso compare con un risalto soggettivo deciso
dall'insegnante o dall'ambiente dominante.

Ciò che rende sperequata nell'insieme molta valutazione, per esempio tutta la valutazione
elaborata all'interno di un istituto scolastico, è proprio la varia discrezionalità dei significati attribuiti
ai differenti fattori. In presenza di un risultato mediocre, ad esempio, provenire da un ambiente
culturalmente povero può essere valutato a favore o non avere alcun peso o venire identificato
come lacuna. Così hanno accoglienza ben diversa da insegnante a insegnante le conseguenze di
un innamoramento, di una crisi adolescenziale, di una forte motivazione extra-scolastica. Per non
parlare di quanto incidono la percezione interpersonale, il carattere e i comportamenti.

La valutazione in questo senso può diventare occasionalmente un'operazione troppo


soggettiva e non più garantire il diritto dello studente ad un'equa considerazione del suo lavoro e
delle sue capacità.

Quando invece è moderata con la dovuta saggezza e si regola sulla base di criteri condivisi
(quantomeno all'interno dello stesso istituto) la valutazione integra opportunamente la verifica con i
risultati dell'osservazione informale ed empatica. La verifica e la valutazione dovrebbero integrarsi
nella maniera più trasparente, ma entrambe soffrono di carenze di vario genere.

Le funzioni specifiche della valutazione


Nel campo della formazione scolastica, impiegando come criteri di classificazione il tempo in cui la
valutazione deve essere compiuta (beninteso rispetto alla durata di un anno scolastico o di un corso
di studi), e gli scopi specifici della verifica, ovvero le particolari finalità che con essa si vogliono
perseguire, diviene abbastanza agevole individuare le principali classi delle possibili funzioni
valutative. Si potranno distinguere allora i seguenti momenti e i corrispondenti obiettivi
dell'accertamento delle conoscenze, per ognuno dei quali sono individuabili una o più funzioni
valutative.

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1. Valutazione iniziale.
Gli scopi per cui viene compiuta possono essere essenzialmente due:
 rilevare le conoscenze possedute dagli allievi all'ingresso di un corso di studi o di un anno
scolastico per giudicare se il loro patrimonio cognitivo e adeguato alle difficoltà del corso,
ovvero per pronosticarne gli esiti.
 rilevare il grado in cui sono posseduti dagli allievi i prerequisiti cognitivi, ma anche affettivo-
motivazionali, ritenuti indispensabili per una positiva e dinamica intrapresa delle specifiche
attività di istruzione previste per quel corso, in modo che dal conseguente giudizio derivi la
decisione di revisionare la programmazione didattica compiuta e di attivare quindi procedure
con le quali garantire in tutti gli allievi il possesso delle abilità-prerequisito.

Valutazione formativa
Ha lo scopo di fornire una informazione continua e dettagliata circa il modo in cui i singoli allievi
accedono ad una procedure di apprendimento e quindi procedono attraverso di essa. La
disponibilità di tale informazione è indispensabile se si vogliono assumere decisioni didattiche
tempestive, per corrispondere alle necessità di ciascun allievo differenziando la proposta formativa
(per questa ragione questa funzione della valutazione di dice formativa) La valutazione formativa
interviene durante i processi di apprendimento, ed ha lo scopo di accertare in modo analitico quali
abilità ciascun allievo stia acquisendo, rispetto a quali incontri difficoltà: gli insegnanti possono
quindi attivare tempestivamente quegli interventi compensativi che appaiono più opportuni.
Valutazione sommativa
Va condotta a termine di un cospicuo periodo di formazione. Gli scopi che con essa si possono
perseguire sono plurimi. Tra i più importanti vanno segnalati:
 l’espressione di un giudizio complessivo (la corrispondente valutazione detta anche
complessiva) sugli apprendimenti conseguiti da ciascun allievo
 l'analisi complessiva della qualità dell'istruzione attivata, quindi delle scelte didattiche
compiute. Una funzione, perciò, di vero e proprio bilancio consuntivo della programmazione
didattica, da cui ricavare indicazioni fondate per modificarne e migliorarne l'assetto
strutturale e organizzativo
 l'analisi della produttività qualitativa e quantitativa della scuola. In questo caso si può definire
comparativa la funzione svolta della valutazione. Con essa infatti si possono individuare e
soppesare le possibili cause che determinano le eventuali differenze del prodotto formativo
tra classi o corsi equivalenti di una stessa scuola e tra scuole diverse.
Valutazione del processo
Ha come scopo proprio il controllo continuo dell'insegnamento-apprendimento attraverso la
rivelazione e l'offerta di informazioni e dati analitici circa le modalità con cui ciascun soggetto e tutti i
soggetti del gruppo considerato procedono lungo l'itinerario formativo programmato. Il compito della
valutazione processuale è soprattutto quello di identificare direttamente o indirettamente le difficoltà
e gli ostacoli che ritardano o che impediscono l'attuazione del desiderato e atteso processo di
acquisizione di nuove conoscenze al fine di rimuoverli.
Per alcuni versi può considerarsi come processuale anche la valutazione sommativa quando questa
riguardi momenti significativi dell'itinerario didattico, in cui per esempio è necessario sapere se
ciascun allievo possiede quelle abilità e quelle conoscenze essenziali, emblematiche, complesse e
sintetiche della precedente fase unitaria di insegnamento apprendimento, poiché da essa dipenderà
la riuscita della successiva fase di istruzione. Per altri versi, la valutazione sommativa è invece
assimilabile alla valutazione del prodotto di un ciclo o di un caso formativo abbastanza lungo.
Valutazione del prodotto
Al termine di un periodo formativo relativamente ampio, assume un rilievo del tutto particolare il
sapere se l'intera e complessa attività, nonché il modo con cui essa è stata organizzata e le risorse
che si sono impiegate, hanno consentito il pieno raggiungimento di traguardi di istruzione predefiniti
- che operano da veri e propri criteri di accettazione o non accettazione delle scelte compiute - e in
caso contrario di quanto il reale prodotto educativo conseguito si discosti, in positivo o in negativo,
da quello preventivato o programmato, quindi atteso.

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Valutazione e sistema scuola


L'efficienza nella scuola si caratterizza in termini puramente quantitativi (diversamente dall'efficacia,
che si caratterizza invece in termini qualitativi), ed è definibile (come efficienza ottimale) come
corrispondenza tra la quantità di apprendimento che la scuola intende far conseguire agli allievi e la
quantità di apprendimento effettivamente realizzata da questi (quindi come scarto ideale uguale a
zero tra obiettivi e realizzazioni).

La produttività della scuola (sia a livello didattico che sistemico) è invece il rapporto ottimale (anche
qui con scarto ideale uguale a zero) non tra obiettivi e realizzazioni, ma tra insegnamento e
apprendimento: cioè è più produttiva una scuola che, a parità di altri fattori, produce tecniche e
modalità di insegnamento massimamente economiche e funzionali, non ridondati e non
contraddittorie rispetto agli scopi specifici di ogni unità di insegnamento.
Valutazione scolastica
La valutazione scolastica si fonda sulla premessa che qualunque forma di attività organizzata è
finalizzata ed ha bisogno di essere continuamente controllata allo scopo di verificare il suo razionale
procedimento ed i suoi risultati. Le attività che - nell'ambito della scuola - compiono insegnanti ed
alunni sono anch'esse attività organizzate e finalizzate, per cui hanno bisogno - come le altre - di
essere controllate e verificate.

2. Valutazione procedurale.
Si effettua durante lo svolgimento del processo formativo con lo scopo di rilevare analiticamente e
con continuità le difficoltà e gli ostacoli che ciascun allievo incontra nell'apprendimento, e di
individuare le cause almeno prossime che li hanno determinati, nonché gli eventuali itinerari
compensativi che possano rimuoverle.

3. Valutazione intermedia.
Va condotta dopo un periodo relativamente lungo dell'attività didattica che ben può coincidere con
la chiusura dei primi due trimestri o del primo quadrimestre in cui si articola il nostro anno
scolastica. Gli obiettivi che con essa generalmente si perseguono sono due e tra essi
complementari:
 compiere una sorta di bilancio di revisione parziale della programmazione didattica per
meglio calibrare i successivi interventi alle necessità verificate in un significativo arco di
tempo e agli obiettivi finali predefiniti;
 esprimere giudizi valutativi che indichino la posizione di ciascun allievo lungo l'itinerario
formativo ovvero rispetto agli obiettivi cognitivi prefissati.

4. Valutazione finale.
Va condotta al termine di un cospicuo periodo di formazione, coincidente con un anno scolastico o
con un intero corso di studi. Gli scopi che con essa si possono perseguire sono plurimi. Tra i più
importanti vanno segnalati:

 l'espressione di un giudizio complessivo (la corrispondente valutazione detta anche


complessiva) sugli apprendimenti conseguiti da ciascun allievo. La funzione sottesa è quella
sommativa, nel senso che il giudizio finale deriva da una sorta di somma algebrica, non
certo aritmetica, del lavoro compiuto, ed esprime prevalentemente il livello di padronanza
degli obiettivi terminali raggiunto da ogni allievo, quindi la capacità di collegare e impiegare,
anche in forma originale, un complesso organico di abilità e conoscenze;
 l'analisi complessiva della qualità dell'istruzione attivata, quindi delle scelte didattiche
compiute. Una funzione, perciò, di vero e proprio bilancio consuntivo della programmazione
didattica, da cui ricavare indicazioni fondate per modificarne e migliorarne l'assetto
strutturale e organizzativo. In questo caso la ricaduta positiva delle informazioni raccolte e
delle valutazioni condotte, sulla didattica, non interesserà gli allievi con i quali si è operato,
bensì quelli che l'anno successivo frequenteranno la stessa classe; c) l'analisi della
produttività qualitativa e quantitativa della scuola. In questo caso si può definire comparativa

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la funzione svolta dalla valutazione. Con essa infatti si possono individuare e soppesare le
possibili cause che determinano le eventuali differenze del prodotto formativo tra classi o
corsi equivalenti di una stessa scuola, anche al fine di modificare l'impianto didattico -
organizzativo di quello che abbiamo definito ‘microsistema formativo;
 il pronostico dei probabili risultati che ogni allievo potrà conseguire seguendo un determinato
e successivo corso di studi. E' il caso specifico della valutazione generalmente condotta al
termine di un ciclo formativo o di un corso di studi sulla base degli esiti di un esame.

Formativa o sommativa?
Verifica o valutazione che sia, ci si può porre come obiettivo la messa a fuoco, il saperne di
più, l'individuare per.
L'insegnante e lo studente, in collaborazione, si pongono in questo intento comune: vedere il
da farsi (non solo quando rilevano difficoltà, anche quando si sospettano risorse inutilizzate,
possibilità inesplorate...).
La fase formativa della valutazione è una ricerca, delle cose come stanno e di come
potrebbero essere o evolvere.
Le cose di cui ci si occupa per saperne di più e farle interagire meglio (tra loro, con il resto
del mondo) sono principalmente:
 Il comportamento cognitivo dello studente in relazione all'apprendimento (come usa le sue
risorse, ecc.)
 Il comportamento cognitivo del docente in relazione all'insegnamento.
 L'effetto dell'ambiente (classe, istituto, paese) su quei comportamenti.
 L'effetto di quei comportamenti sull'ambiente di classe.

Verso il termine del quadrimestre e ancor più dell'anno scolastico il docente è chiamato, in
completa indipendenza di giudizio, a fornire una sua valutazione di quanto si è svolto sotto i suoi
occhi relativamente al profitto e alle potenzialità dello studente. Esprimerà quindi secondo le norme
un voto che terrà conto sia delle misurazioni più o meno oggettive ottenute, sia di altri fattori come
la consuetudine locale e la coscienza gli/le dettano.

Il momento sommativo della verifica/valutazione rimane pertanto ben separato da quello formativo,
e questa separatezza di merito mentre induce l'insegnante ad affinare i suoi metodi, dovrebbe
rasserenare anche lo studente e spingerlo a fare la sua parte per risolvere situazioni insoddisfacenti
od ottenere qualcosa di più.

Perché un'indagine a scopo di valutazione formativa risulti di qualche utilità pratica occorre che
giunga ad individuare tra la massa di fattori che concorrono al successo o all'insuccesso scolastico
dello studente (al successo o all'insuccesso didattico dell'insegnante, al successo o all'insuccesso
formativo dell'ambiente) un elemento cardine che valga la pena di mettere al centro dell'attenzione
e farne oggetto di buona volontà. Questa prevede un momento contrattuale, in cui le parti si
accordano per lavorarci su in un certo modo; una fase di lavoro e infine un controllo dei risultati.
Così, una volta chiarite le precedenti distinzioni verifica/valutazione e formativa/sommativa si può
passare ad usarle in classe.

L'insegnante chiederà all'inizio del quadrimestre una prova a scopo formativo, mediante la
quale, col contributo degli alunni, evidenzierà lo stato di cose e metterà i singoli, la classe nel suo
insieme e se stesso di fronte all'opportunità di intervenire su (modificare ritmi, metodi, abitudini,
strumenti, comportamenti ecc.).
Si concorda in sostanza un'ipotesi: dato quel problema, proviamo a vedere se questa ne è la
soluzione.

Ci lavoriamo su e considereremo i risultati di qui a...

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Interviene a questo punto la necessità di disporre di descrittori, tramite i quali differenziare il


focus di ogni singola valutazione perché da osservazioni generiche derivano facilmente
suggerimenti mal mirati.
I descrittori servono ad orientare l'attenzione dei valutatori (insegnante, studente, classe) su
obiettivi o abilità appunto descritti fino a un certo grado di finezza. Nella mia proposta i descrittori
sono certamente approssimativi e non presumono di saggiare né gli interni processi cognitivi dello
studente, né l'intima costituzione dell'oggetto di studio, né le interazioni complesse che governano
l'insegnamento/apprendimento. Questi descrittori si limitano a distinguere nel risultato di quei
processi (ossia nella prestazione dello studente) alcune importanti competenze, cosicché sia dato
precisare l'ambito d'azione verso cui muovere gli sforzi.

Il tipico ciclo valutativo si comporrebbe in tal modo dei seguenti passaggi:

a) scelta dei descrittori costituenti obiettivo da conseguire.


b) prova oggettiva iniziale a misurazione delle competenze date sui descrittori scelti.
c) valutazione formativa dei risultati e deliberazioni sul da farsi (obiettivi, strumenti, metodi).
d) periodo di lavoro: insegnante e studente prestano particolare attenzione all'obiettivo
individuato.
e) prova oggettiva intermedia di controllo.
f) eventuali aggiustamenti di mira e proseguimento.
g) prova oggettiva finale sulle competenze acquisite.
h) valutazione sommativa

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VERIFICA E VALUTAZIONE SCOLASTICA

La valutazione scolastica non può limitarsi solo alla determinazione del profitto degli alunni in base
ai risultati conseguiti, ma ha anche una funzione di controllo su tutto il processo di insegnamento-
apprendimento ed è uno degli elementi cardine della programmazione didattica e del complesso
delle attività utili al processo educativo.

In questo senso si parla di:

 Valutazione iniziale: ha lo scopo di stabilire i livelli di partenza e i livelli di apprendimento


raggiungibili sia dai singoli allievi che dall’intera classe per avviare una azione didattica
efficace. Soprattutto nelle prime classi all'inizio dell’anno scolastico vengono somministrati
test d’ingresso di varia tipologia i cui risultati sono necessari al consiglio di classe per la
programmazione didattica.

 Valutazione intermedia: ha lo scopo di verificare il livello di apprendimento cui è giunto


l’alunno. La valutazione non può limitarsi ad osservare e registrare i risultati conseguiti dal
singolo, ma deve essere anche in grado di individuare le eventuali cause di fallimento, per
predisporre strategie di recupero e piani di intervento efficaci.

 Verifica formativa: riguarda l’attività di insegnamento/ apprendimento durante il suo


dispiegarsi. I suoi risultati non hanno un carattere fiscale, ma sono finalizzati a fornire
elementi operativi per i successivi interventi didattici.

 Verifica sommativa: si effettua a conclusione di un determinato percorso didattico. I risultati


di tale tipo di valutazione si esprimono con un voto di profitto numerico.

La verifica deve essere, comunque, strettamente legata agli obiettivi della programmazione e
realizzata in modo da poter accertare con sufficiente chiarezza quali degli obiettivi proposti l’alunno
è stato in grado di raggiungere. A tal fine l’insegnante si avvale di prove scritte ed orali. Le prove
scritte possono essere sia di tipo tradizionale (tema, problema, traduzioni, esercizi), sia sotto forma
di test; possono anche consistere in brevi relazioni (individuali o di gruppo) su argomenti specifici
proposti dal docente, questionari, commenti.

Le interrogazioni orali sono volte a valutare, oltre le conoscenze specifiche, le capacità di


ragionamento e i progressi raggiunti nella chiarezza e nella proprietà di espressione degli alunni.

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Metodologie, valutazione e strumenti di verifica


Tabella dei livelli di profitto
METODOLOGIE
Nell'ambito delle proprie competenze i gruppi disciplinari, i consigli di classe ed i docenti pianificano,
metodologie di insegnamento atte a raggiungere gli obiettivi prefissati in funzione delle diverse situazioni e
mete didattiche.

Le metodologie di insegnamento sono indicate e qualificate dai docenti nel piano annuale delle
attività,comprensive delle tecniche atte a favorire un positivo clima relazionale in aula e sinergiche agli
obiettivi educativi e formativi dell'istituto.

I docenti specializzati di sostegno predispongono metodologie individualizzate e si avvalgono, qualora si


presenti la necessità, di strumenti didattici e applicativi, software multimediali, indirizzati ad alunni in
situazione d'handicap.

VALUTAZIONE E STRUMENTI DI VERIFICA

La valutazione fa parte integrante del processo e deve essere intesa come un aiuto necessario allo studente
nel suo cammino scolastico. In tale senso ogni docente si avvale della:

- valutazione dei prerequisiti per le informazioni relative alle conoscenze e alle abilità che si ritengono
preliminari rispetto alle procedure didattiche da avviare (valutazione dignostica);

- valutazione in itinere per misurare i livelli di apprendimento dei singoli, per adottare efficaci strategie di
recupero e per rivedere e correggere il processo in corso(valutazione formativa);
Per la verifica vengono utilizzati vari strumenti: prove scritte, colloqui orali, test, questionari, relazioni tecniche,
ecc.

Ogni docente individua nel piano di lavoro un congruo numero di verifiche per quadrimestre e ne informa
preventivamente, (all'inizio di ogni quadrimestre), genitori e alunni.

All'atto di ogni verifica programmata il docente esplicita agli allievi obiettivi, contenuti e soglia di accettabilità.
I risultati delle verifiche scritte vengono comunicati agli alunni al massimo entro 10 giorni dall'effettuazione
della prova; le verifiche scritte, con l'esplicitazione della griglia di valutazione usata, del voto e dell'eventuale
giudizio, possono essere visionate dalle famiglie a Loro richiesta.

All'allievo il docente comunica, subito dopo la verifica orale, il voto ed i relativi criteri di valutazione che hanno
determinato il giudizio ad esso sotteso.

Il Consiglio di Classe di fine anno, sulla base degli elementi di giudizio stabiliti preventivamente, procede ad
una valutazione sommativa che tiene conto dei seguenti criteri :

-del raggiungimento degli obiettivi disciplinari anche minimi, così come indicati nell'allegato 1, indispensabili
per il passaggio alla classe successiva ;

-della possibilità dell'alunno di raggiungere gli obiettivi formativi e di contenuto propri di alcune discipline nel
corso dell'a.s. successivo (debito scolastico);

-della frequenza alle lezioni e della partecipazione attiva alla vita della scuola intesa come dialogo costruttivo
con i docenti e con il gruppo dei pari nel rispetto delle regole e delle norme sottese al funzionamento della
scuola , alla luce anche della crescita generale della persona , in sinergia con gli obiettivi educativi posti in
essere dall'Istituto e presenti nel POF.

Pertanto, il numero delle assenze di per sè non impedisce la valutazione del profitto, ma può incidere
negativamente sul giudizio complessivo.
A metà quadrimestre è previsto un colloquio /incontro pomeridiano per informare le famiglie sull'andamento
didattico e disciplinare degli studenti.

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Il Collegio dei Docenti, vista la necessità che all'interno dell'istituto vi siano omogenei criteri di giudizio e di
valutazione degli allievi, fissa i sottoelencati livelli di profitto con le relative scale di misurazione a cui tutti i
Consigli di Classe ed i docenti fanno riferimento nell'ambito della progettazione dei propri processi di I/A.
Gli alunni dichiarati dal Consiglio di Classe agli scrutini finali non promossi sono preventivamente avvisati
dell'esito negativo tramite comunicazione scritta della presidenza.

Tabella dei livelli di profitto


Descrizione Voto Giudizio
Obiettivi raggiunti completamente con arricchimenti personali ed ottime
10 Ottimo
capacità critiche
Obiettivi raggiunti completamente con arricchimenti personali 9 Distinto
Obiettivi raggiunti in modo completo 8 Buono
Obiettivi raggiunti con alcune incertezze 7 Discreto
Obiettivi minimi raggiunti 6 Sufficiente
Obiettivi parzialmente raggiunti 5 Mediocre
Obiettivi in buona parte non raggiunti 4 Insufficiente
Gravemente
Gravissime lacune in tutti gli obiettivi 3
insufficiente
Nessun obiettivo raggiunto anche a seguito di rifiuto alle verifiche Del tutto negativo o
1-2
programmate nullo

Verifica sistematica degli apprendimenti

Il processo di autovalutazione ha, tra i suoi momenti essenziali, la verifica sistematica degli
apprendimenti. Si tratta di verificare il grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati nelle
singole classi e per classi parallele.
I gruppi disciplinari, per ogni singola disciplina e/o gruppo di discipline omogenee, anche in
riferimento alle diverse tipologie di prove presenti negli esami di Stato, definiscono differenti
prove - scegliendone la tipologia e il numero - corredandole di opportuni indicatori per la
correzione.

Al fine di pianificare, trasversalmente alle classi, una valutazione sia intermedia che finale dei
livelli di apprendimento raggiunti dagli allievi, i Consigli di Interclasse delle 1° e delle 2° e,
suddivise per specializzazione, delle 3°, 4°, 5°, predispongono strumenti di verifica, strutturati e
non, al termine del 1° e 2° quadrimestre.

Valutazione di fine anno

Nella valutazione di fine anno si verifica il raggiungimento degli obiettivi minimi e indispensabili per il
passaggio alla classe successiva, tenendo conto di tutti i fattori che si sono potuti rilevare nel corso
dell'anno scolastico. Il Consiglio di Classe, sulla base di parametri di giudizio stabiliti
preventivamente, precede ad una valutazione che tenga conto:

- della possibilità dell'alunno di raggiungere gli obiettivi formativi e di contenuto propri delle
discipline interessate, nel corso dell'a.s. successivo. A tal fine saranno effettuati accertamenti da
parte del docente della disciplina sul superamento delle carenze formative riscontrate (debito
formativo);

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-della possibilità di seguire proficuamente il programma di studi di detto a.s.


In particolare, tali alunni vanno valutati sulla base delle attitudini ad organizzare il proprio studio in
maniera autonoma ma coerente con le linee di programmazione indicate dai docenti;

- la frequenza assidua e la partecipazione attiva alla vita della scuola sono elementi positivi che
concorrono alla valutazione favorevole del profitto dell'alunno in sede di scrutinio finale.
Pertanto il numero delle assenze, pur non essendo di per se preclusivo della valutazione del profitto
stesso, incide tuttavia negativamente sul giudizio complessivo, a meno che da un congruo numero
di interrogazioni e di esercitazioni scritte svolte in casa o a scuola, corrette e classificate nel corso
dell'intero a.s., si possa accertare il raggiungimento degli obiettivi propri di ciascuna disciplina

Valutazione alunni diversamente abili (d.a.)

Ogni consiglio di classe, che accoglie alunni d.a., in sede di valutazione dovrà stilare una
relazione che tenga conto del P.E.P (Piano Educativo Personalizzato), predisposto durante il
primo incontro del G.L.H. operativo. Successivamente i consigli di classe indicano per quali
discipline sono stati adottati particolari criteri didattici, quali attività integrative e di sostegno
siano state svolte, anche in sostituzione parziale dei contenuti di alcune discipline .
In caso di programmazione non diversificata ma alternativa nelle metodologie, l'alunno d.a.è
valutato come tutti gli altri.

Nel caso in cui per un alunno d.a., con particolari disabilità cognitive, si sia programmata una
didattica semplificata e diversificata rispetto a quella dei suoi compagni di classe, si garantisce
la possibilità di ammissione alla frequenza della classe successiva, senza l'obbligo di attribuire
alcun voto. (C.M. n. 139 del 29/5 1991). Alla fine del percorso scolastico sarà rilasciato un
attestato di frequenza.

Come si evince dai riferimenti normativi per gli alunni d.a., la valutazione, sia periodica che
finale, va sempre correlata esclusivamente al P.E.P. e prescinde, pertanto, dal raggiungimento
degli obiettivi standard e valuta, invece, il progresso dell'allievo in rapporto alle sue potenzialità
e ai livelli di apprendimento iniziali.

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VERIFICA e VALUTAZIONE NEI DIVERSI LIVELLI SCOLASTICI

ALUNNI

A. La verifica è un'operazione complessa che consiste essenzialmente nel raccogliere dati


relativi al processo di apprendimento in atto. Diverse e numerose le occasioni in cui si operano
verifiche nel corso dell'azione didattica. In particolare, nella scuola si procede sistematicamente a
controllare l'andamento del percorso di apprendimento degli alunni in rapporto agli obiettivi ed ai
contenuti definiti nella programmazione.

B. La valutazione è un momento fondamentale della programmazione, intesa non come


misurazione del sapere, ma come valutazione dei processi in atto nella formazione del bambino e
del ragazzo e come registrazione dell'efficacia degli interventi operativi dell'apprendimento.
Essa tiene conto dell'evoluzione degli alunni, della situazione di partenza, dell'impegno in relazione
alla capacità, dei condizionamenti socio-ambientali e del grado di preparazione raggiunta.
Oltre all’impegno dell’alunno occorre esaminare altri elementi quali, ad esempio, i contenuti scelti, i
metodi di insegnamento/apprendimento adottati dai docenti e la capacità di motivare e rapportarsi.
Il processo di valutazione ha,infatti, maggiore valenza formativa per l'alunno se non diventa il
censimento di lacune ed errori, ma piuttosto evidenzia le mete, anche minime, già raggiunte e
valorizza le sue risorse.
Il momento valutativo, così come quello di programmazione a cui è organicamente correlato, si
sviluppa in più fasi:

§ iniziale o diagnostica
§ intermedia o formativa
§ finale e sommativa

SCUOLA DELL'INFANZIA

La verifica si effettua mediante:


 Osservazioni sistematiche
 Schede
 Giochi motori, grafici, pittorici, ….
 Conversazioni
 Cartelloni di sintesi
 ……………….

La valutazione degli alunni, nella scuola materna, viene attuata secondo i criteri e le modalità
suindicate

SCUOLA PRIMARIA

Le attività di verifica e di valutazione sono strettamente collegate alla fase di programmazione. I


momenti di verifica (in itinere e/o di fine periodo) si caratterizzano essenzialmente in occasioni per
raccogliere dati, quanto più possibile oggettivi, sulle trasformazioni prodotte dagli interventi
didattico-educativi e sul comportamento cognitivo degli allievi, al fine di cogliere tempestivamente
l'insorgere di eventuali difficoltà e procedere ad un pronto recupero.

Le prove di verifica sono stabilite dai singoli docenti.

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Le prove risultano diversificate, assegnate in tempi diversi e differenti per tipologia:


- osservazioni sistematiche dei comportamenti
- attività fisiche e psico-motorie
- attività manipolatorie (1° ciclo)
- rappresentazioni grafiche
- esercitazioni individuali orali e scritte
- schede e test
- domande a completamento
a riposta chiusa/aperta
a scelta multipla
vero/falso
di comprensione
di applicazione…

Le insegnanti intraprendono un’indagine iniziale per gli alunni di classe prima per programmare
adeguati itinerari di insegnamento-apprendimento, nel rispetto delle diverse situazioni di partenza.
Le informazioni trasmesse dalle insegnanti della scuola dell'infanzia rendono più organica e
completa la valutazione iniziale.
Anche le insegnanti di classe quinta conducono una verifica, concordata con i docenti della scuola
media, per valutare le abilità e le conoscenze acquisite dagli allievi alla fine del ciclo elementare che
costituiscono i pre-requisiti per affrontare la scuola secondaria di primo grado.

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

La valutazione svolge una funzione specifica ed essenziale nel complesso sistema formativo. Non è
un momento ma un processo che coinvolge i singoli docenti, i Consigli di Classe ed il Collegio
Docenti.
Essenzialmente essa consente di:
- comprendere ed esprimere considerazioni dettagliate sull'evoluzione delle conoscenze
disciplinari, delle abilità e del lavoro e dell'evolversi della maturazione di ciascun alunno;
- regolare la Programmazione curricolare, lo stile di insegnamento ed il sistema didattico
complessivo.

La valutazione scolastica, intesa non come un giudizio sanzionatorio fine a se stesso, ha il


duplice scopo di regolare il processo di formazione sulla base delle risultanze via via rilevate e di
guidare l'alunno a conoscere e sviluppare, nel migliore dei modi, le proprie potenzialità (C.M.
167/93).
La scheda di valutazione è lo strumento di base di riferimento, in quanto indica i criteri delle
diverse discipline che formano l'impianto valutativo generale e i codici di valutazione.

Il sistema di valutazione è composto da tre fasi:


Accertamento: operazione intenzionale con cui si misurano conoscenze, abilità, prestazioni (test,
prove, esercitazioni).
Verifica: con confronto e correlazioni si mettono in relazione i dati accertati con l'ipotesi iniziale
(obiettivi).
Valutazione: si dà un’interpretazione qualitativa ai rilevamenti sull’apprendimento / insegnamento.

Il Collegio Docenti ha concordato


· la serie dei criteri e degli strumenti da adottare per la rilevazione della situazione di
ingresso;
· le finalità da conseguire e i procedimenti individualizzati per favorire i processi di
apprendimento, lo sviluppo personale e l'orientamento;
· le scelte di base e il confronto di metodi e risultati ottenuti;

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· i criteri generali per la valutazione sul livello globale di maturazione.

Il Collegio Docenti ha nominato una specifica commissione che ha preparato una griglia di
rilevamento degli obiettivi trasversali e disciplinari, ed in seguito ne ha approvato l'utilizzo.
Ha deliberato che l'effettuazione di prove differenziate per classi parallele siano:
- d’entrata (settembre) – intermedie (gennaio) – e d’uscita (maggio), dello stesso tipo e genere,
- rapportate ai criteri disciplinari della scheda di valutazione,
- a discrezione di ciascun dipartimento disciplinare..
Ha stabilito quali codici usare nella valutazione “in itinere” per valutare abilità, comportamenti
specifici e competenze.

VALUTAZIONE INSEGNANTI

La sperimentazione dell’autonomia scolastica pone le necessità di predisporre momenti e strumenti


di valutazione.
Ai docenti è richiesto, attraverso un questionario, di:

- definire e valutare la propria azione didattico-educativa, mirata a garantire a tutti gli alunni
un insieme di valori e di competenze;
- considerare la valutazione come un'operazione finalizzata alla correzione dell'intervento
didattico;
- prendere consapevolezza della propria professione;
- proporre nuove strategie d’intervento educativo e didattico.

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Verifica e Valutazione

“La scuola è fatta per raggiungere obiettivi. Per raggiungere obiettivi la scuola utilizza risorse. Con
una definizione di tipo operativo si può asserire che il controllo serve per vedere se e fino a quale
punto gli obiettivi sono stati raggiunti”
Gattullo, 1989

I controlli scolastici richiedono numerose operazioni in sequenza, che vengono raggruppate in tre
fasi:

1. La determinazione dell’oggetto del controllo.

2. La misurazione (o verifica) cioè l’accertamento del


raggiungimento degli obiettivi educativi il cui risultato va sempre espresso in termini numerici.

3. La valutazione in senso proprio, cioè il giudizio interpretativo sui risultati della misurazione, che
permette di affermare il raggiungimento o meno degli obiettivi, tramite il ricorso ad un determinato
criterio (assoluto o di confronto).

Da non confondere con la “Valutazione finale” che invece:

• Deve essere globale e non limitarsi alla rilevazione e misurazione degli apprendimenti

•Nasce dall’osservazione e la registrazione del processo di sviluppo formativo personale dell’alunno

•Non fa riferimento solo alle competenze acquisite nelle diverse aree di apprendimento, ma anche
al punto di arrivo dello sviluppo del ragazzo

•Tiene conto della situazione di partenza e i prerequisiti, la capacità di apprendimento, modalità di


lavoro e di studio, l’interesse, l’impegno, la rtecipazione alle attività, l’autonomia personale e la
disponibilità a relazionarsi con gli altri nel rispetto delle regole

N.B. nei documenti ufficiali di valutazione delle scuole dell’obbligo la rilevazione delle competenze
disciplinari e la valutazione formativa sono ben distinti.

“L’apprendimento è facilitato quando il soggetto conosce i risultati a cui mira”


G.Mialaret, Il sapere pedagógico

Oggetto del controllo

Deve essere espresso in termini di comportamenti osservabili e misurabili, di prestazioni, di


informazioni sull’avvenuto o mancato raggiungimento degli obiettivi didattici.
E’ quindi l’insieme di conoscenze, competenze e abilità che un docente progetta di far acquisire al
maggior numero di studenti, in una data quantità di tempo, secondo concordate modalità e
utilizzando le risorse disponibili.

Gli obiettivi didattici potrebbero essere organizzati in base ad una sequenza gerarchica del tipo:

1. Conoscenza dei termini

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2. Conoscenza dei fatti e delle procedure


3. Conoscenza di regole e principi
4. Capacità di effettuare trasformazioni e adattamenti
5. Capacità di effettuare applicazioni e formulare ipotesi
Ciascuna dimensione verrà valutata attraverso più ítems.

Verifica

E’ una pura e semplice attività di raccolta e di registrazione dell’avvenuto o meno raggiungimento


degli obiettivi Le prove di verifica dovrebbero rispondere a tre requisiti:

1) Validità: (aspetti qualitativi della prova)

• Devono spaziare su un campione sufficientemente


rappresentativo delle conoscenze-competenze-abilità che
si intendono indagare
• Fortemente ancorate al curricolo effettivamente svolto
• Coerenti con gli obiettivi, i contenuti, il tipo di scuola, la
metodologia utilizzata

2) Attendibilità: (fedeltà delle misurazioni)

• se si utilizzano sistemi di misura stabili e omogenei


• se si sono predeterminati senza ambiguità i criteri di
interpretazione dei risultati

3) Funzionalità: (aspetti pratici)

• Se le consegne sono enunciate in modo chiaro e senza ambiguità.


• Se la valutazione è espressa in modo esplicito e ottenuta in modo pratico.

Classificazione delle prove

Uno dei criteri di classificazione delle prove è il grado di strutturazione, cioè il modo in cui vengono
presentati sia gli stimoli che le risposte.

• prove non strutturate (stimolo aperto – risposta aperta) sono le prove tradizionali come
l’interrogazione, il tema, il riassunto, la relazione, l’articolo)

• prove strutturate (stimolo chiuso – risposta chiusa) sono i quesiti vero/falso, scelta multipla,
corrispondenze, completamente con risposte possibili.

• prove semistrutturate (stimolo chiuso – risposta aperta) in cui le risposte non sono univoche ma
predeterminabili grazie ai vincoli posti negli stimoli. È opportuno compilare contestualmente le
risposte criterio.

Le prove strutturate sono definite oggettive perchè:

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• il punteggio totalizzato informa in modo univoco sulle abilità possedute • a tutti sono richieste le
medesime prestazioni.

• costituiscono un adeguato campionamento delle conoscenze richieste.

Valutazione

E’ la fase più articolata e cruciale della lettura delle informazioni ottenute dalle prove di verifica. Ha
due risvolti: uno più immediato sull’attività degli alunni e uno sull’attività dei docenti: dovrebbe avere
subito riflessi sulle decisioni circa la progettazione, la realizzazione, il controllo e la validazione dei
processi didattici.

1) Valutazione diagnostica.

2) Valutazione formativa

3)Valutazione sommativa

Costruzione dei punteggi

I punteggi ottenuti possono essere riferiti:

• ad un criterio, ovvero ad un punteggio soglia che stabilisce il livello di accettabilità della


prestazione.

• alla norma, ovvero alle prestazioni del gruppo in cui il soggetto è inserito.

Costruzione ed analisi di una tabella che incrocia i vari ítems (nelle righe) e le prove ordinate per
punteggio totale conseguito (nelle colonne)

• per individuare quesiti banali


• per individuare quesiti difficili
• per individuare quesiti ambigui
• per verificare se l’item è coerente con il punteggio totale
• per verificare se vi siano distrattori troppo potente

Tappe per la costruzione/gestione di una prova oggettiva

1. Determinare gli ambiti disciplinari oggetto di verifica, il livello di difficoltà, le funzioni valutative

2. Definire e campionare gli obiettivi didattici da monitorare

3. Definire gli obiettivi minimi imprescindibili

4. Determinare la lunghezza/ durata

5. Scegliere le tipologie più appropriate di item

6. Elaborare i quesiti

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7. Determinare i punteggi grezzi da attribuire alle risposte esatte, errate mancanti


8. Somministrare le prova

9. Correggere e calcolare i punteggi

10. Valutare la qualità dello strumento

11. Analizzare e interpretare i risultati

BIBLIOGRAFIA
Domenici G., Manuale della valutazione scolastica,Laterza, 1995
Gattullo M., Giovannini M.L., Misurazione e valutazione dell’apprendimento
nella scuola media, Mondadori, 1989
Giovannini M.L., Valutazione sotto esame,Mondadori, 1995
Moretti G., Quagliata A., Le prove oggettive di verifica
degli
apprendimenti,
III Univ. Studi, MPI, Roma, 1994
Vertecchi B., Decisione didattica e valutazione, La Nuova Italia, 1993

Links di interesse:

https://slideplayer.it/slide/4169605/

https://www.slideserve.com/herman/valutazione-strumenti-e-tipologie

https://www.slideserve.com/temima/la-verifica-e-la-valutazione

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Lavoro Pratico: Verifica e Valutazione

Data di consegna: 18/6/20

Attività:
Rispondi alle domande tenendo conto di tutto il materiale relativo all`argomento sulla VERIFICA E
VALUTAZIONE.

1) Cosa intendi per verifica e valutazione? (cosa rileva o misura; durata; finalità
educative e didattiche, …)

2) Quale ruolo svolge l`oggetto di controllo?

3) Quali requisiti deve compiere la verifica?

4) Quali punti costitusicono la “scala” sulla quale si organiza una verifica? Ê d`accordo
con essi o pensa che si devono aggiungere altri?

5) Quali sono i fondamenti della valutazione scolastica?

6) Quando si parla di “valutazione iniziale”, “valutazione formativa” e quando di


“valutazione sommativa” che rapporto c`e tra di esse? Quali criteri di base formano
parte della “valutazione sommativa”?

7) Quali criteri svolge la “Valutazione alunni diversamente abili (d.a.)”?

8) Descrivere la verifica e la valutazione nei diversi livelli scolastici.

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