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Immigrati, la lettera di Odevaine a Palazzo Chigi per chiedere "pianifi...

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Politica

Immigrati, la lettera di
Odevaine a Palazzo Chigi per
chiedere "pianificazione"
Nella missiva il tentativo di premere per potenziare le commissioni per
il riconoscimento dello status di rifugiato
di CORRADO ZUNINO

12 dicembre 2014

ROMA - Il trasformista Luca Odevaine, con la sodale Rossana Calistri - entrambi


arrestati nell'operazione Mafia capitale - , dovevano procurarsi lavoro, commesse: nel loro
campo significa migranti sbarcati a Lampedusa e in tutta la Sicilia meridionale. Così lui,
presidente della Fondazione integra/Azione oggi in carcere per corruzione e associazione
mafiosa, lei direttrice della stessa fondazione oggi ai domiciliari per rivelazione di segreto e
turbativa d'asta, si permettevano di scrivere - il 18 settembre scorso, piena stagione di
sbarchi - al presidente del Consiglio. Questo: "Da molti anni ci poniamo domande su
quali possano essere le azioni necessarie per affrontare quella che l'Osservatore Romano
ha definito, in questa terribile estate del 2014, una ecatombe senza fine. Le missioni come
" Frontex" e "Mare Nostrum " non hanno dato i risultati sperati, il Mediterraneo ha rubato
molte generazioni arabe e africane. Lei, presidente, rappresenta un partito che ha a cuore
le sorti dell'umanità, persone che credono nei valori dell'integrazione, dell'accoglienza.
Tutti sappiamo da dove nasce la povertà e quanto l'economia mondiale abbia creato
popoli di cittadini e popoli di "non - uomini"".

Dopo le considerazione di alta economia e sui sentimenti collettivi, Odevaine e la Calistri


arrivano al pratico. Lodano l'iniziativa che ha portato da 3.000 a 20.000 "i posti destinati
allo Sprar", che poi è il sistema di protezione per richiedenti asilo che altrove, a
Castelnuovo di Porto in provincia di Roma, Salvatore Buzzi sta spingendo a colpi di
tangenti. Quindi, allungano le mani sull'esodo biblico prossimo venturo: "Tutto ciò,
presidente Renzi, potrebbe funzionare in tempi di pace, con flussi migratori controllabili",
sottolineano. "Oggi la situazione non è tale da poter pianificare accoglienza e integrazione
in modo razionale. I numeri di questa emergenza stravolgono qualsiasi possibilità di
pianificazione. E' fondamentale trovare una sintesi tra emergenza e pianificazione".
Emergenza e pianificazione, il cuore degli affari degli uomini della neocupola romana. "Per
fare ciò", segnalano, "è indispensabile che ognuno faccia la propria parte: le Regioni
adeguando le strutture sanitarie, gli enti locali affrontando le politiche sociali, che l'impatto
numerico di migranti sul territorio stressano profondamente rischiando di creare sempre di
più conflitti sociali insanabili, le forze politiche, il Terzo settore. Nessuno si può chiamare
fuori".

Il capolavoro di Odevaine-Calistri arriva quando scrivono: "Al governo spetta la


responsabilità di sostenere in maniera strutturale il piano immigrazione. Prima di tutto
potenziando e agevolando il lavoro delle commissioni per il riconoscimento dello status di
rifugiato". In un'intercettazione Odevaine rivelerà: "Presidente della commissione del
Viminale sono io... La gara è finita". Ecco, da una parte l'ex capo di gabinetto di Walter
Veltroni chiede impostazioni politiche al massimo livello (il premier) sul grande caos
immigrazione - "potenziate le commissioni" - e dall'altra il cinico burocrate spende tutte le
forze e le conoscenze nel suo portafoglio per presiedere le commissioni e prendersi
direttamente l'affare immigrati: "Dobbiamo portare il nuovo centro profughi per gli immigrati
a Piazza Armerina, a Enna", ancora al telefono, "dobbiamo convincere il sottosegretario
Manzione, l'ho detto pure a Walter". La circostanza è stata già smentita nei giorni scorsi da

http://www.repubblica.it/politica/2014/12/12/news/immigrati_la_lettera... 13/12/2014
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Veltroni: "Non so di che cosa parli, mai conosciuto Manzione".

Nella lettera a Renzi scrivono Odevaine e la Calistri: "Senza interventi strutturali


continueremo a contare i morti in mare e a intasare città grandi e piccole di centri di
accoglienza ai limiti del decente e a creare conflitti sociali non degni della tradizione
storica e politica di un paese di migranti come il nostro". Meglio affidarsi ai centri rifugiati
della cupola.

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