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Sussidi didattici per il corso di

COSTRUZIONI EDILI
Prof. Ing. Francesco Zanghì

STRUTTURE IN LEGNO I
AGGIORNAMENTO 13/01/2013
Corso di COSTRUZIONI EDILI Prof. Ing. Francesco Zanghì

CONIFERE (essenze resinose)


Sono alberi che vivono in alta montagna. CONIFERA = che porta i coni cioè le pigne. Sono chiamate anche
AGHIGOFLIE perché hanno foglie sottili e appuntite come aghi. Sono sempreverdi (ricambio di aghi continuo).

Abete Larice Cipresso Sequoia

Cedro Pino
Tasso
Leccio

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LATIFOGLIE (essenze non resinose, forti e dolci)


Sono alberi che vivono in pianura, collina o bassa montagna. LATIFOGLIA = a foglia larga. Sono chiamate
anche CADUCIFOGLIE perché le foglie cadono ogni anno.

Noce Castagno Pioppo bianco Rovere

Betulla Ciliegio selvatico Tiglio


Faggio

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Il legno è leggero, perché il suo peso specifico è < 5 kN/m³, contro, ad esempio, i 25 del cemento armato e i
78 dell'acciaio. Ha buone capacità di resistenza non solo alla compressione ma anche alla trazione, tuttavia,
essendo un materiale non omogeneo e non isotropo, il suo comportamento meccanico dipende
dall’inclinazione dello sforzo rispetto alle fibre.

Il peso del calcestruzzo è circa 6 volte superiore a quello del legno, ma praticamente ha la stessa resistenza a
compressione:

γ cls = 24 kN / m 3 ⇒ f ck = 25 MPa γ legno = 3.8 kN / m 3 ⇒ f ck = 24 MPa

I possibili tipi di taglio influenzano la qualità del materiale e il suo comportamento in caso di ritiro e
rigonfiamento.

Rischio di fessurazione: MOLTO ALTO ALTO LIMITATO

Il legno e più rigido e più resistente per sollecitazioni orientate parallelamente alla fibratura.

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LEGNO MASSICCIO
Per legno massiccio s'intendono quei prodotti di legno la cui struttura e
composizione hanno subito, rispetto alla materia prima "legno tondo", soltanto
leggere modifiche. Generalmente si procede solo alle fasi di lavorazione segagione e
stagionatura naturale oppure segagione, essicazione, piallatura e, in casi specifici,
incollaggio. Dalla materia prima "legno tondo", si ricavano, quindi, principalmente
prodotti di legno massiccio a prevalente sviluppo longitudinale.

LEGNO MASSICCIO MH®


Il marchio MH assicura il rispetto di requisiti di qualità (umidità,
estetica, ecc.) che vanno oltre i requisiti minimi delle norme di
riferimento. Il tasso di umidità del legno è un criterio di qualità
per il prodotto di legno massiccio MH®; esso non deve superare
il 18-20%. Rispetto al kVH potrebbe mostrare qualche fessura
in più.

LEGNO MASSICCIO DA COSTRUZIONE KVH®

Per legno massiccio da costruzione, a cui viene usualmente


associato il prodotto dal marchio registrato KVH®, si indica il
legname squadrato da conifera, essiccato artificialmente, piallato
e classificato secondo la resistenza, ottenuto da taglio cuore
spaccato o fuori cuore. Rispetto al legname squadrato
convenzionale, esso deve soddisfare criteri di classificazione più
restrittivi. Mediante il giunto a pettine è possibile ottenere
elementi di maggior lunghezza. Il tasso d'umidità deve essere
del 15% (+/-3%).
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CLASSE DI RESISTENZA
Conformemente alla UNI EN 338, la classificazione del legno massiccio strutturale può effettuarsi attraverso
delle classi di resistenza che esprimono la resistenza a flessione dell’elemento in N/mm2.
LEGNO MASSICCIO DI CONIFERE E PIOPPO
La classe di resistenza di
maggior uso commerciale e il
C24 ma sono spesso utilizzate
anche le classi C16 e il C30.

La classificazione della UNI


EN 338 fa distinzione solo tra
le Conifere (e Pioppo) e le
Latifoglie. Pertanto, se non
diversamente specificato,
potremmo avere nella stessa
fornitura travi C24 di specie
diversa; douglasia, abete,
pino, ecc).

I legni disponibili in commercio


raramente superano la classe
C30.

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LEGNO MASSICCIO DI LATIFOGLIE (escluso PIOPPO)

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LEGNO LAMELLARE (omogeneo “h” – composto “c”)

La classe di resistenza di
maggior uso commerciale e la
GL24h ma sono spesso
utilizzate anche le classi GL24c
e il GL28h.

Classi ad elevata resistenza non


sono molto utilizzate in quanto,
nelle travi inflesse l’elemento
determinante la sezione non e la
resistenza ma la deformazione,
che dipende dal modulo di
elasticità. Quest’ultimo, nel
passare da una classe a quella
superiore si incrementa di poco.

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CLASSE DI SERVIZIO
Le classi di servizio sono legate alle condizioni termoigrometriche dell'ambiente in cui è inserito un elemento
strutturale a base di legno e sono quindi legate al contenuto di acqua all'interno del materiale.

CLASSE 1: Elementi protetti contro le intemperie come quelli posti all’interno degli edifici in ambienti
condizionati.

CLASSE 2: Elementi posti all’esterno degli edifici ma protetti, almeno parzialmente, dalle intemperie e
dall’irraggiamento solare diretto.

CLASSE 3: Elementi posti all’esterno degli edifici direttamente esposti alle intemperie.

Classificazione in base alle dimensioni

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Travi RETTANGOLARI in legno massiccio da costruzione (KVH) (dimensioni tipiche)

Travi RETTANGOLARI in legno massiccio da costruzione(KVH) con giunti longitudinali a pettine -


(dimensioni tipiche)

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Travi DUO e TRIO


Le travi Duo e Trio sono costituite da 2 o 3 elementi di legname squadrato o tavoloni, essiccati artificialmente,
classificati secondo la resistenza e successivamente incollati sui lati lunghi; da questo procedimento risulta un
legno massiccio dalle caratteristiche tecniche ben definite, di ottima qualità e con una ridotta tendenza a
fessurarsi.

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Lamellare
Il legno lamellare nasce dall’applicazione di due tecniche: la lamellazione e l’incollaggio. Questa
combinazione, ovviando al problema delle limitazioni dimensionali imposti dai busti arborei, consente di
estendere le possibilità di applicazione del legno in ogni campo delle costruzioni a livelli virtualmente illimitati.

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Tipologie strutturali in L.L. (GR sistemi)

Sistema Statico Descrizione Inclinazione L (m) Altezze H

trave parallela o
poco inclinata a < 5° < 40 H ~ L/17
doppia pendenza

H0 ~ L/30
trave su due appoggi
3 - 10° 10 - 40
a doppia pendenza
H1 ~ L/16

trave inflessa con H0 ~ L/30


curvatura a due falde 3 - 15° 10 - 30
a doppia pendenza H1 ~ L/16

H0 ~ L/30
trave rastremata 3 - 10° 10 - 40
H1 ~ L/16

trave curva su due


- 10 - 40 H ~ L/17
appoggi

trave a sbalzo con


< 10° < 30 H ~ L/10
tirante verticale

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trave a sbalzo con


< 10° < 30 H ~ L/10
tirante inclinato

Portale a tre cerniere > 14° 10 - 60 H ~ L/30

trave a sbalzo con


< 10° < 30 H ~ L/10
rastremazione

Portale a tre cerniere


con montante
> 14° 10 - 45 H1 ~ (S1+S2)/15
scomposto in tirante
e puntone

Portale a tre cerniere


> 14° 15 - 60 H1 ~ (S1+S2)/15
a sezione variabile

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Capriate a tre
>14° 5 - 50 H ~ L/40
cerniere con tirante

Arco a tre cerniere f/L > 0,144 20 - 100 H ~ L/50

Portale a tre cerniere


con giunto d' angolo > 14° 10 - 30 H1 ~ (S1+S2)/13
a rosa

Portale a tre cerniere


con montante > 14° 10 - 40 H1 ~ (S1+S2)/14
scomposto

trave a più campate 0° 10 - 40 H ~ L/20

Capriata reticolare a
0° 30 - 80 H ~ L/12
correnti paralleli

Capriata a struttura
> 10° 30 - 80 H ~ L/8
reticolare triangolare

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CARATTERISTICHE MECCANICHE
Il valore di calcolo Xd di una proprietà del materiale viene calcolato mediante la relazione:

k mod ⋅ X k
Xd =
γM
Xd = valore di progetto della proprietà del materiale;
Xk = valore caratteristico della proprietà del materiale;
kmod = coefficiente che tiene conto della CLASSE DI DURATA DEL CARICO e della CLASSE DI SERVIZIO;
γM = coefficiente parziale di sicurezza relativo al tipo di materiale.

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TRAZIONE PARALLELA ALLA FIBRATURA


N Sd k mod ⋅ f t , 0 , k
σ= ≤ ⋅ kh
A γM
La verifica di un elemento soggetto a trazione semplice assiale, in direzione parallela alla fibratura, risulta
soddisfatta quando la tensione di calcolo a trazione risulta minore o uguale al valore della resistenza di
calcolo.
Le verifiche di resistenza si traducono, quindi, in semplici verifiche tensionali.

kh è un coefficiente che incrementa la resistenza in funzione del lato maggiore della sezione Lmax:
 150  2   600  2 
k h = min   ;1.3 se Lmax < 15 cm k h = min   ; 1.1 se Lmax < 60 cm
 h    h  
legno massiccio legno lamellare

COMPRESSIONE PERPENDICOLARE ALLA FIBRATURA

N Sd k mod ⋅ f c ,90 ,k
σ= ≤
A γM

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COMPRESSIONE PARALLELA ALLA FIBRATURA+INSTABILITÁ


N Sd k crit ,c ⋅ k mod ⋅ f c , 0 , k
σ= ≤
A γM

Si definisce SNELLEZZA ( λ ) il rapporto tra la lunghezza libera di inflessione ( lo ) e il


raggio minimo di inerzia della sezione (= semiasse minore dell’ellisse centrale
d’inerzia).
l0 J min
λ= imin =
imin A
Nota λ, si calcola la snellezza relativa:
λ f c , 0,k
λrel ,c =
π E0 , 05
Se λrel,c ≤ 0.3 si assume kcrit,c = 1
1 + β c (λrel , c − 0.3) + λ2 rel , c
Se λrel,c > 0.3 si calcola il coefficiente k= βc = coefficiente di imperfezione
2
(0.2 per legno massiccio; 0.1 per legno lamellare)

Il coefficiente riduttivo necessario per tenere conto dell’instabilità per carico di punta si valuta come:
1
k crit , c =
k + k 2 − λ2 rel , c
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ESEMPIO N°1
Con riferimento alla capriata all’italiana (o alla palladio) in figura, progettare il monaco, il saettone e il
dormiente sapendo che i relativi sforzi di progetto sono: Nm=+25 kN, Ns=-30 kN e Nd=60 kN. La capriata è
realizzata in legno massiccio di conifera, con classe di resistenza C24. Si considerino i carichi di lunga durata.
Interasse capriate = 3.00 m.

Caratteristiche dei materiali

Legno massiccio di conifere C4:

Resistenza caratteristica a compressione parallela alla fibratura: fc,0,k = 21 MPa


Resistenza caratteristica a compressione perpendicolare alla fibratura: fc,90,k = 2.5 MPa
Resistenza caratteristica a trazione parallela alla fibratura: ft,0,k = 14 MPa
Modulo elastico caratteristico parallelo alle fibre: E0,0,5 = 7400 MPa
Coefficiente correttivo per carichi di media durata e classe di servizio 2: kmod = 0.70
Coefficiente parziale di sicurezza per legno massiccio: γM = 1.50
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Predimensionamento degli elementi strutturali
Dalla tabella di predimensionamento relativa alle capriate composte, cioè con saettoni, si ricava, per interasse pari a
3.00 m, luce compresa tra 7.00 e 8.00 m, e coperture medie:

Puntoni: 14x18 cm Saettoni e monaco: 14x14 cm Catena: 14x21cm

Si noti che è opportuno adottare la stessa larghezza per i diversi elementi affinché le loro superfici laterali giacciano sullo
stesso piano.
Verifica a trazione parallela alla fibratura del MONACO

25 25 kN
σ = = = 0.127 2
14 ⋅ 14 196 cm

Poiché la dimensione maggiore della sezione è 14<15 cm, la resistenza può essere amplificata
secondo il coefficiente:

 150  2   150  2 
k h = min   ;1.3 = min   ;1.3 = min[1.15 ;1.3] = 1.15
 h    140  
k mod ⋅ f t , 0 ,k 0.70 ⋅ 1.4 kN
f t , 0,d = ⋅ kh = ⋅ 1.15 = 0.75 σ < f t , 0 ,d VERIFICA POSITIVA
γM 1.50 cm 2

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Verifica a compressione parallela alla fibratura del SAETTONE

Il saettone si considera incernierato agli estremi pertanto l0=l=1.50 m.

14 ⋅ 14 3 J min 3201 150


J min = = 3201 cm 4 ⇒ imin = = = 4.04 cm ⇒ λ = = 37.12
12 A 196 4.04

λ f c , 0,k 37 .12 21 1 + β c (λrel ,c − 0.3) + λ2 rel ,c 1 + 0.2 (0.63 − 0.3) + 0.632


λrel ,c = = = 0.63 > 0.3 ⇒ k = = = 0.731
π E0 , 05 π 7400 2 2

1 1
kcrit ,c = = ≈ 0.90
k + k 2 − λ2 rel ,c 0.731 + 0.7312 − 0.632

Tensione di progetto a compressione:


30 kN
σ= = 0.153 2
196 cm
Resistenza compressione parallela alla fibratura:

kcrit , c ⋅ k mod ⋅ f c , 0, k 0.90 ⋅ 0.70 ⋅ 2.1 kN


f c,0,d = = = 0.882 2
γM 1 .5 cm

σ < f c , 0 , d VERIFICA POSITIVA

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Progetto a compressione perpendicolare alla fibratura del DORMIENTE

Assegniamo al dormiente spessore 10 cm e larghezza pari a 25 cm. La resistenza a compressione in direzione


perpendicolare alla fibratura vale:
k mod ⋅ f c ,90 ,k 0.7 ⋅ 0.25 kN
f c ,90 ,d = = = 0.117
γM 1 .5 cm 2
Poiché la distribuzione della tensione di compressione all’appoggio ha andamento triangolare, il carico totale agente di
60 kN equivale al volume totale del prisma triangolare, cioè:
A 2N
σ max ⋅ = N ⇒ A=
2 σ max
Ponendo σmax = fc,90,d si ricava:

2N 120 1026
A= = ≈ 1026 cm 2 ⇒ x= = 41.04 cm
f c ,90 , d 0.117 25

Le dimensioni del dormiente saranno, dunque, 25x10x45 cm.

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TABELLA PER IL PREDIMENSIONAMENTO DELLE CAPRIATE SEMPLICI
(per luci fino a 7.00 m)

TABELLA PER IL PREDIMENSIONAMENTO DEGLI ARCARECCI

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TABELLA PER IL PREDIMENSIONAMENTO DELLE CAPRIATE COMPOSTE
(per luci da 7.00 a 14.00 m)

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Fonti

• D. M. Infrastrutture Trasporti 14 gennaio 2008 (G.U. 4 febbraio 2008 n. 29 - Suppl. Ord.)


Norme tecniche per le Costruzioni”
• Circolare 2 febbraio 2009 n. 617 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (G.U. 26 febbraio 2009 n. 27 –
Suppl. Ord.)
“Istruzioni per l'applicazione delle 'Norme Tecniche delle Costruzioni' di cui al D.M. 14 gennaio 2008”.
• U.Alasia – M.Pugno – Corso di Costruzioni 4 – SEI 2010
• Corso di aggiornamento professionale “Progettazione di strutture in legno massiccio e lamellare secondo le NTC 2008”
Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pistoia – L.Negro - Legnopiù
• G.Schickhofer , A. Bernasconi, G.Traetta - I prodotti di legno per la costruzione – promo legno
• http://www.grsistemi.net/
• http://www.sistem.it/

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