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Tettoie in legno | Caratteristiche, installazione e costi

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1 febbraio 2018

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Approfondimento sulle tettoie in legno partendo da una case


history inerente la copertura integrale di una larga scala esterna
Arrivare a casa in una giornata di pioggia, lasciare l’auto e dover salire una scala esterna
per raggiungere il portoncino d’ingresso, magari con le borse della spesa, non è il
massimo; per far presto si rischia di inciampare…

Un tragitto al riparo di una tettoia in legno non è perciò una semplice comodità, ma
garantisce anche sicurezza; in più, una scala a cielo aperto è maggiormente esposta al
degrado, in caso di nevicate può essere liberata solo a colpi di pala e non è certo un lavoro
piacevole.

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Una pensilina riparava l’ingresso, ma l’intero percorso della scala era esposto alle precipitazioni.

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Tettoie in legno in perfetta continuità
La villetta protagonista di questo servizio presenta una situazione tra le più comuni:
accesso principale a un piano rialzato raggiungibile tramite una scala esterna a rampa
unica, ridossata alla muratura perimetrale e protetta da un parapetto.

Si è convenuto perciò di ricoprire l’intera scala, peraltro ben più larga del minimo di legge
(245 cm contro 105), con una tettoia in legno in perfetta continuità con l’esistente:
copertura in tegole, sottostruttura lignea, spiovente di 70 cm su ogni lato, lattoneria in
rame.

Valutazione dei carichi della tettoia legno


In casi simili è indispensabile una valutazione ingegneristica dei carichi per predisporre
adeguati sostegni e il parapetto si è rivelato idoneo a fornire il supporto necessario: il
parapetto, infatti, è l’estensione fuori terra di un muro portante con fondazioni in
grado di tollerare l’aumento di carico.

Su questo sono stati realizzati tre pilastri che, finiti, hanno una sezione di 26×26 cm; sono
costituiti da blocchi cavi di calcestruzzo, armati e riempiti con getto di calcestruzzo.

La travatura principale è realizzata con altrettanti elementi di legno di sezione 16×24 cm


incastrati sui pilastri e su piastre ancorate alla muratura che penetrano nello spessore del
legno, rimanendo nascoste alla vista.

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L’orditura secondaria è in travetti 10×15 cm ai quali, da sotto, sono avvitate perline da
20×2 cm maschiate che chiudono le luci tra le travi primarie e rendono la superficie
continua.

La predisposizione di pilastri e ancoraggi a parete

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Per la predisposizione dei pilastri si ricorre a blocchi cavi di calcestruzzo del tipo utilizzato
anche per la costruzione di comignoli. Il parapetto in muratura si dimostra idoneo a
tollerare il peso della costruzione (fondamentale la valutazione delle fondazioni dello
stesso), per cui si procede all’incisione delle “copertine” nei punti stabiliti dal progetto.
Successivamente si praticano nel muro i fori per l’annegamento delle barre d’armatura,
stabilizzate con ancorante chimico; su queste si inseriscono i blocchi di calcestruzzo,
legandoli uno a uno con uno strato di malta. ‣Il blocco di partenza del pilastro centrale,
insistendo su un piano inclinato, va sagomato alla base in modo che la sua sommità
costituisca un supporto piano per i blocchi successivi. quando i pilastri arrivano all’altezza
stabilita a progetto e rispettano l’inclinazione della falda del tetto esistente, si procede alla
loro rasatura rinforzando gli spigoli con rete in fibra di vetro, quindi si predispongono a
parete i fissaggi per le piastre di sostegno delle travi orizzontali, primarie che devono
appoggiare su di essi e consentire di realizzare la travatura secondaria.

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Gli strati della copertura

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L’ancoraggio a parete per le travi primarie è costituito da piastre a “T coricata” fissate con
4+4 tasselli; l’estremità della trave va provvista di una scanalatura verticale al centro
praticata da sopra e profonda un paio di centimetri meno dello spessore, in modo che
possa essere calzata da sotto sull’ala a sbalzo della piastra senza evidenti segni di
giunzione da sotto.

La trave viene poi assicurata all’ala della piastra con viti autoperforanti e autofilettanti
a testa svasata; alla sommità di ogni pilastro, invece, si annega un perno sporgente che
penetra in un foro realizzato alla base della trave. Al termine, ogni trave deve risultare in
piano, tutt’al più con una minima pendenza verso lo sbalzo laterale.

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Orditura

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Sull’orditura primaria si fissa quella secondaria, mantenendo un interasse costante tra le
travi che la compongono.

Il passo successivo prevede la realizzazione di un tavolato in perline d’abete maschiate


inchiodate, da sotto, alle travi dell’orditura secondaria; tornando a lavorare da sopra, si
stendono poi le strisce di guaina impermeabilizzante in senso trasversale, ricoprendo
tavolato e travatura a partire dalla base della falda e salendo con l’accortezza di
sovrapporre le strisce di 5-6 cm.

Tegole alla mano per calcolare il giusto interasse, sempre a salire, si inchiodano i listelli
reggitegola e si procede con la posa della copertura; il lavoro si conclude con la lattoneria
per la raccolta e lo smaltimento delle acque, prima il canale frontale con la relativa
discesa e poi le scossaline a completamento.

L’illuminazione
La tonalità grigio chiara, conforme agli aggetti esistenti, fa sì che la tettoie in legno non
risulti opprimente e favorisce la diffusione della luce di tre lampade tubolari a led
collocate sulla faccia inferiore delle travi, in posizione centrale, predisposte per
l’illuminazione notturna del percorso.

Una quarta lampada identica è posta sopra la porta d’ingresso dove, ovviamente, è stata
smantellata la pensilina preesistente; è stato inoltre necessario invertire il senso di
apertura della persiana a battente per l’oscuramento della finestra che affaccia sulla scala.
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La minor quantità di luce che penetra all’interno attraverso questa non è determinante, in
quanto la finestra corrisponde a un locale di disimpegno; nonostante i suoi circa 21
mq, la copertura dà un maggior senso di completezza all’abitazione e ne incrementa il
valore, oltre a proteggere nel tempo la scala e i locali sottostanti.

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Costo tettoia in legno

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I prezzi di una tettoia in legno dipendono ovviamente da moltissimi fattori, primo dei
quali l’estensione della tettoia stessa e i materiali utilizzati. A titolo esemplificativo
possiamo dire che per realizzare la tettoia rappresentata in questo servizio sono serviti
quasi 12.000 uero

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