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Le possibilità biopsichiche dell'uomo (1/5)

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Energetica"

Dall'alto scende, virtù che mi aiuta (Dante Alighieri).

SOMMARIO

• La mente universale
• Cleve Backster e le piante
• La radiazione mitogenetica
• Un esperimento interessante
• Le molecole del DNA sono antenne
• Ogni singola cellula sperduta...
• Le cellule hanno intelligenza e memoria
• Ogni organo ha la sua piccola mente
• Ogni organo può essere paragonato ad un individuo
• Ogni cellula è un'entità vivente
• Ogni cellula possiede intelligenza e memoria
• La potenza del pensiero
• Un uomo fa parte di un tutto...
• Tutti noi siamo collegati l'un l'altro.
• Potenza energetica del pensiero.
• Dove non arriva la parola, arriva il pensiero.
• I prodigi del pensiero positivo.
• Ogni pensiero ed ogni parola creano...
• La potenza energetica di un nome.
• Sei emani il Bene sarai un centro del Bene.
• Noi tutti siamo collegati l'un l'altro
• L'ipotesi di Gaia
• La Radiazione mitogenetica
• La Percezione Primaria
• Una nostra riflessione sulla "Percezione Primaria"
• Il collegamento fra le piante
• La memoria delle piante
• La storia della centesima scimmia
• La guarigione cooperativa
• Le implicazioni della Percezione Primaria
• La psiche e la diagnosi medica (1/2)
• Edgard Cayce
• La Legge di causa ed effetto
• Il laboratorio del Silva Mind Control
• Un esempio di diagnosi psichica
• La lettura dell'aura
• Le prime percezioni
• Le prime esperienze
• La psiche e la diagnosi medica (2/2)
• La Rabdomanzia
• Breve storia della Radiestesia
• Rabdomanzia e Radiestesia
• La Radiestesia medica
• La reazione elettronica di Abrams (ERA)
• La Radioterapia
• La definizione delle "Rate"
• La Radionica

Le possibilità biopsichiche dell'uomo (2/5)

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LA MENTE UNIVERSALE

Sommario

• Esiste una mente universale che...


• Cleve Backster e le piante
• La radiazione mitogenetica
• Un esperimento interessante
• Le molecole del DNA sono antenne
• Ogni singola cellula sperduta...
• Le cellule hanno intelligenza e memoria
• Ogni organo ha la sua piccola mente
• Ogni organo può essere paragonato ad un individuo
• Ogni cellula è un'entità vivente
• Ogni cellula possiede intelligenza e memoria
• La potenza del pensiero
• Un uomo fa parte di un tutto...
• Tutti noi siamo collegati l'un l'altro.
• Potenza energetica del pensiero.
• Dove non arriva la parola, arriva il pensiero.
• I prodigi del pensiero positivo.
• Ogni pensiero ed ogni parola creano...
• Sei emani il Bene sarai un centro del Bene.

Ogni cosa nell'Universo è connessa alle altre mediante il pensiero.


Noi abbiamo senz'altro un sesto senso, ma nessuno lo riconosce. I nostri sensi
ufficiali sono l'udito, la vista, il tatto, l'odorato ed il gusto. Ma il nostro sesto
senso manca persino di un nome. Eppure esiste (Paul Reboux).

ESISTE UNA MENTE UNIVERSALE CHE...


Un uomo fa parte di un insieme di cose chiamato "Universo"; egli è un parte del Tutto,
limitata nello spazio e nel tempo. Egli sperimenta se stesso, i suoi pensieri ed i suoi
sentimenti, come qualcosa di separato dal Tutto: una specie di illusione ottica generata dalla
sua mente. Questa illusione crea una specie di prigione per ognuno di noi; una prigione che
restringe i nostri affetti e desideri personali al ristretto cerchio di persone che ci sono più
vicine.

I nostri traguardi.Il nostro traguardo consiste nel liberarci da questa prigione, allargando la
nostra compassione fino ad abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua
bellezza. Nessuno è capace di raggiungere questo traguardo completamente, ma la lotta per
raggiungerlo fornisce, da se stessa, una parte della liberazione ed il fondamento per la vera
sicurezza interiore (Albert Einsten).

Cleve Backster e le piante (1)

Cleve Backster è considerato il maggiore esperto americano nel campo della macchina della
verità (lie detectors). L'ex uomo della CIA dirige dal 1965 un istituto di ricerca a New York
ed istruisce funzionari di polizia semplice e giudiziaria sull'uso di questo apparecchio. Il
funzionamento dei poligrafi (come si chiamano ufficialmente) non è un segreto: essi
misurano le alterazioni della pressione sanguigna, dei battiti del polso, la frequenza del
respiro e le caratteristiche cutanee elettriche. Da tempo si sa che gli stimoli emozionali si
riflettono sulla cute; si parla a questo proposito di "riflesso psicogalvanico".

Un giorno Backster, dopo aver bagnato una pianta di filodendro, provò a vedere se fosse
possibile determinare con il poligrafo l'aumento di umidità nella pianta. Collegò il poligrafo
alle foglie della pianta, ed osservando le reazioni dello strumento ebbe l'impressione che
essa reagisse in qualche modo alle emozioni che lui stava sperimentando.

Incuriosito, decise di vedere come il filodendro avrebbe reagito se fosse stato messo in una
situazione di pericolo. Riporta nella sua relazione: "... cercai allora di fare qualcosa per
minacciare la pianta. Immersi una delle sue foglie in un tazza di caffè: non avvenne niente.
Tentai con la musica: nessuna reazione. Infine pensai: proverò a bruciarla. Fu soltanto un
pensiero, ma il pennino del poligrafo schizzò verso l'alto. Presi un paio di fiammiferi accesi e
mi avvicinai due volte alla pianta; entrambe le volte il poligrafo denunciò che la pianta era
in preda a grande agitazione".

Dopo questo ed altri esperimenti, Backster ed i suoi collaboratori, si convinsero che le


piante hanno una specie di percezione extrasensoriale (definita percezione primaria), così
profonda da coinvolgerne i tessuti e persino le cellule.

Un loro esperimento, alquanto drammatico, fu l"assassinio di una pianta", ad opera di una


persona scelta a caso in un gruppo di sei. Il soggetto fu lasciato solo con due piante similari,
una di queste doveva essere distrutta completamente. Compiuto lo scempio furono
introdotte nella stanza le sei persone, una dopo l'altra; tra esse si trovava l'"assassino". In
presenza di cinque di loro la pianta rimasta in vita restò completamente indifferente, ma
quando arrivò l'"assassino" mostrò una reazione notevole che venne correlata ad una
grande paura. Con questo ed altri esperimenti si arrivo alla conclusione che anche le piante
hanno una specie di memoria.

Le piante risentono anche dell'effetto della concentrazione intenzionale e della preghiera.


Con un test eseguito in laboratorio il 4 gennaio 1967, l'ingegnere chimico dr. Robert Miller
ha stabilito che una preghiera efficace può aumentare la velocità di crescita di una pianta di
ben otto volte. È stato così accertato che le piante sviluppano un certo rapporto con
l'ambiente e soprattutto con le persone che le accudiscono.

Con altri esperimenti, in cui le piante venivano chiuse in una gabbia metallica, si è provato
che tale isolamento non impedisce la percezione primaria. Pertanto questo tipo di
"collegamento" non sembra di natura elettromagnetica ed assomiglia molto simile ai
fenomeni che vanno sotto il nome di telepatia e chiaroveggenza.

Sulla scia di questi esperimenti è possibile arguire che vi sia un sistema informativo, non
fisico, presente in tutta la natura fino agli esseri unicellulari, e che tale sistema sia
influenzabile dai pensieri e dalle emozioni.

La radiazione mitogenetica (2)

Alcuni biologi, di un istituto di ricerca della città di Novosibirsk, scoprirono nel 1972 che
alcune cellule di piante ed animali ricevevano una debole energia luminosa da cellule vicine.
Gli scienziati presero due vasi di vetro identici, con pareti molto sottili, in cui versarono la
stessa soluzione nutritiva. Immisero poi in uno dei due vasi un certo virus; dopo qualche
tempo si notarono i sintomi prodotti da questo virus anche nel vaso non infettato! Ma non
c'era traccia di virus: le cellule della soluzione nutritiva avevano recepito l'"informazione"
attraverso le pareti di vetro.

Già negli anni venti lo studioso sovietico A. G. Gurwitsch, postulava una radiazione organica
non spiegabile con cause fisiche, che egli chiamava radiazione mitogenetica. Ma come
capita spesso a molti ricercatori, anche il suo lavoro venne presto dimenticato dal mondo
scientifico. Injuschin lo riprese e, analogamente ai Kirlian, lo rielaborò con i mezzi tecnici
disponibili cinquant'anni dopo ed in un'atmosfera molto più aperta. La conclusione più
importante è stata quella che l'irradiazione, definita "non fisica", mostra le caratteristiche di
un portatore di informazione.

La trasmissione sostiene Injuschin, potrebbe avvenire per mezzo di "microbioplasmi". Non è


in fondo lo stesso fenomeno riscontrato da Cleve Backster nelle piante minacciate per la
loro salute, o per quella di organismi vicino a loro che ricevevano ed a loro volta
emettevano segnali di informazioni "non fisiche"?. Perché non dobbiamo credere che tutta la
natura umana sia animata e mossa da un'essenza vitale, portatrice di informazioni e di
energia?.

Un esperimento interessante (3)

Esiste una forma di alga che contiene un'area vitale sensibile e leggera sulla sua superficie
e, per vivere, richiede solo un giusto ammontare di luce. Possiede due minuscole appendici
che utilizza come fossero braccia per spostarsi nell'acqua quando vuole porsi nella luce o
nell'ombra.

Alcuni scienziati ortodossi, alquanto scettici, hanno esaminato quest'alga nel tentativo di
trovare il collegamento tra quello che poteva essere un organo sensibile alla luce e le
minuscole "braccia", allo scopo di comprendere come queste potevano muoversi a volontà.
Malgrado le ricerche fatte non trovarono nulla. Non c'era un cervello e così pure non vi era
alcun "tendine" o "muscolo" che producesse il movimento. Non c'era neppure una reazione
elettrica che giustificasse il movimento. Eppure le "braccia" spingevano l'alga nella luce ogni
volta che ciò diventava necessario per la sua sopravvivenza.

I ricercatori ebbero l'impressione che vi fosse una specie di "mente" separata,


completamente remota e distaccata, sospesa sull'alga e capace di causare un movimento
quando diventava necessario. Anche in questo caso la percezione primaria potrebbe
provvedere una risposta adatta. Le alghe potrebbero essere in contatto con una "mente
superiore" che controlla le loro "braccia".

Le molecole del DNA sono antenne (4)

Le molecole del DNA, nel nucleo cellulare, non sono soltanto puri elementi biochimici, ma
anche e soprattutto antenne capaci di emettere ed assorbire frequenze elettromagnetiche.
Esse dimostrano una straordinaria capacità di decifrare il contenuto di tali frequenze e
quindi riprodurlo, trasmettendolo ad altre cellule con un processo a cascata, ed utilizzandolo
come una sorta di programma elettronico per gestire futuri o immediati processi biochimici
nei relativi distretti.

Questa ipotesi, vera e propria teoria biofisica, è stata purtroppo trascurata dalla quasi
totalità dei biologi e solo una piccola minoranza, compreso il sottoscritto, ha, nel corso degli
ultimi anni, cercato di dimostrare il fondamentale ruolo delle interazioni elettromagnetiche
nelle dinamiche biologiche.

Dagli anni Venti infatti molti ricercatori, tra i quali Georges Lakhovsky, sostennero il ruolo
dei campi elettrici prodotti da frequenze di 750 Khz (Kilohertz) sulla salute umana. La sua
convinzione scientifica si può riassumere nell'affermazione: "Ogni essere vivente emette
radiazioni, la grande maggioranza degli esseri viventi è capace di ricevere e rilevare onde...
ed ancora, La vita è creata dalle radiazioni (frequenze), la vita è mantenuta dalla
radiazione, la vita è distrutta da uno squilibrio oscillatorio e vibratorio".

Ogni singola cellula sperduta... (5)

Ogni singola cellula sperduta nel più recondito distretto del microcosmo del nostro corpo,
ogni atomo, protone, elettrone, neutrino, ecc... contiene le informazioni di tutto il resto
dell'organismo, ed è pronto a comunicarcele se solamente siamo in grado di porgere la
giusta attenzione. È possibile attingere a questo inestinguibile pozzo d'informazioni in
qualsiasi momento lo si desideri, utilizzando elementi che sono a portata di mano, basta
semplicemente raccoglierli!.

LE CELLULE HANNO INTELLIGENZA E MEMORIA


Ogni singola cellula sperduta nel più recondito distretto del microcosmo del
nostro corpo, ogni atomo, protone, elettrone, neutrino, ecc., contiene le
informazioni di tutto il resto dell'organismo, ed è pronto a comunicarcele se
solamente siamo in grado di porgere la giusta attenzione. È possibile attingere a
questo inestinguibile pozzo d'informazioni in qualsiasi momento lo si desideri,
utilizzando elementi che sono a portata di mano, basta semplicemente
raccoglierli! (Adolfo Panfili)

Ogni organo ha la sua piccola mente (6)

È opportuno precisare che la mente non è l'unico luogo di manifestazione psichica nel nostro
corpo; al contrario, bisogna sottolineare che ogni organo che possediamo contiene in sè un
qualcosa paragonabile a una piccola "mente organica". Ogni gruppo di cellule che lo
costituisce, infatti, presieduto da una "mente di gruppo" ed ogni cellula singola, a sua volta,
risulta possedere una sua specifica "mente cellulare".

Questa teoria, che individua una particella elementare di mente in ogni singola, infima parte
del nostro corpo, potrà certamente apparire azzardata a coloro che non sono addentro
all'argomento; tuttavia è universalmente noto, non solo agli Yogi indiani, ma anche a quanti
seguono i progressi della scienza occidentale, quanto questa idea trovi riscontro nei fatti.

Nelle nostre "Quattordici lezioni di filosofia Yoga" abbiamo esposto l'insegnamento di tale
filosofia in merito al fatto che il nostro corpo è costituito da innumerevoli, piccole "vite
cellulari." ed abbiamo rilevato che ogni singola cellula svolge, oltre a quelle del gruppo cui
appartiene, anche funzioni ed azioni autonome.

Tali microscopiche "vite" sono vere e proprie "menti" che hanno acquistato un grado di
sviluppo adeguato al lavoro ad esse assegnato. Come è facilmente comprensibile, però,
ognuna di esse è necessariamente subordinata sia al controllo della mente istintiva centrale,
sia a quello dell'intelletto, ed obbedisce agli ordini che vengono emessi da questi due centri
superiori di attività psichica.

Per esemplificare il grado di intelligenza che ogni mente cellulare possiede, e che le
permette di svolgere i compiti richiesti, basterà ricordare la capacità che esse presentano, di
selezionare dal sangue il nutrimento necessario e di espellere tutto ciò che diviene loro
inutile.

Sia la mente cellulare individuale, sia quella di gruppo, sono attivamente presenti nei
processi di digestione ed assimilazione. Così, come chiariscono e testimoniano la realtà di
un'azione mentale, quel duro lavoro di cura delle ferite che le cellule svolgono e il loro
incessante correre e prodigarsi, là dove è necessaria la loro opera. Tutto ciò, d'altronde, è
ben noto ai fisiologi.

Ogni organo può essere paragonato ad un individuo (7)

Ogni organo può essere paragonato a un individuo, con funzioni e coscienza limitate, ma
sempre un individuo con scopi ed attività in accordo con quelli richiesti dal corpo in cui vive.
Se osservate un fegato o una vescica sul tavolo di un macellaio, sarà per voi difficile
comprendere come vi possa essere una parvenza di individualità, personalità e scopo, in
tale massa senza forma, ma, se ponete questi organi nel giusto posto e li rendete vivi,
allora e solo allora ne potrete conoscere la vera natura.

Se affronterete lo studio del corpo umano da questo punto di vista avrete modo di
conoscere le sue funzioni nel loro pieno splendore.

Ogni cellula è un'entità vivente (8)

Ogni cellula è un'entità vivente, una piccolissima anima intelligente, che sa come respirare,
nutrirsi, eliminare le scorie... Guardate come lavorano le cellule dello stomaco, del cervello,
del cuore, del fegato, degli organi sessuali... ognuna la sua specialità, e la nostra
intelligenza non è che la somma delle intelligenze di tutte queste piccole cellule: noi
dipendiamo da loro e loro dipendono da noi e formiamo un'unità.

Non possiamo fare nulla senza il consenso delle nostre cellule. Il giorno in cui cessano di
lavorare, di contribuire al buon funzionamento del nostro organismo, non ci è più possibile
nutrirci, respirare, eliminare le scorie, pensare... Noi possiamo gridare, andare in collera,
ma non servirà a niente. L'essere umano è dunque la sintesi di tutte queste piccole anime
intelligenti che vivono in lui, e ha dovere di prendersi cura di loro.

Ogni cellula possiede intelligenza e memoria (9)

La nostra mente rappresenta il centro delle attività psichiche e si presenta costituita da


molteplici piani di manifestazione. È tuttavia opportuno precisare che la mente non è l'unico
luogo di manifestazione psichica, nel nostro corpo; al contrario, bisogna sottolineare che
ogni organo che possediamo contiene in sé un qualcosa paragonabile alla "mente organica".
Ogni gruppo di cellule che lo costituisce, infatti, presieduto da una "mente di gruppo" ed
ogni cellula singola, a sua volta, risulta possedere una sua specifica "mente cellulare".

(...) ogni singola cellula svolge, oltre a quelle del gruppo cui appartiene, anche funzioni ed
azioni autonome. Tali microscopiche "vite" sono vere e proprie "menti" che hanno acquistato
un grado di sviluppo adeguato al lavoro ad esse assegnato. Come è facilmente
comprensibile, però, ognuna di esse è necessariamente subordinata sia al controllo della
mente istintiva centrale, sia a quello dell'intelletto ed obbedisce agli ordini che vengono
emessi da questi due centri superiori di attività psichica.

Per esemplificare il grado di intelligenza che ogni mente cellulare possiede e che permette
loro di svolgere i compiti richiesti, basterà ricordare la capacità che esse presentano, di
selezionare dal sangue il nutrimento necessario e di espellere tutto ciò che diviene loro
inutile. Sia la mente cellulare individuale, sia quella di gruppo sono attivamente presenti nei
processi di digestione ed assimilazione. Così come chiariscono e testimoniano la realtà di
un'azione mentale quel duro lavoro di cura delle ferite che le cellule svolgono e il loro
incessante correre e prodigarsi, là dove è necessaria la loro opera. Tutto ciò, d'altronde, è
ben noto ai fisiologi.

L'intero nostro corpo, dai tessuti molli ai muscoli, dalle parti ossee allo smalto dei denti è
costituito dall'insieme di queste cellule, tutte di varia natura e struttura, armonicamente con
le prestazioni loro richieste. Ogni cellula risulta dunque essere una entità individuale,
separata dalle altre, con una sua maggiore o minore indipendenza, seppure sempre
soggetta al controllo dell'organo cui appartiene ed a quello, superiore, della mente istintiva.
Possiamo paragonare le cellule, ognuna delle quali compie la speciale attività ad essa
affidata, ai soldati, perfettamente istruiti, di un esercito.

LA POTENZA DEL PENSIERO


Ogni pensiero di bene e di amore che gli uomini emanano per l'umanità intera,
per i fratelli bisognosi, va ad unirsi a tutta quella riserva emanata dagli altri e,
ad essa unita, è poi usata dalle Guide per aiutare gli uomini. Il pensiero di bene,
qualunque pensiero di bene non va, quindi, mai perduto (Amedeus Voldben, I
prodigi del pensiero positivo.)

Un uomo fa parte di un tutto...

Un uomo fa parte di un insieme di cose chiamato "Universo"; egli è una parte del Tutto,
limitata nello spazio e nel tempo. Egli sperimenta se stesso, i suoi pensieri ed i suoi
sentimenti, come qualcosa di separato dal Tutto: una specie di illusione ottica generata dalla
sua mente. Questa illusione crea una specie di prigione per ognuno di noi; una prigione che
restringe i nostri affetti e desideri personali al ristretto cerchio di persone che ci sono più
vicine.

Il nostro traguardo consiste nel liberarci da questa prigione, allargando la nostra


compassione fino ad abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua
bellezza. Nessuno è capace di raggiungere questo traguardo completamente, ma la lotta per
raggiungerlo fornisce, da se stessa, una parte della liberazione ed il fondamento per la vera
sicurezza interiore (Albert Einsten).

Tutti noi siamo collegati l'un l'altro (10)

Tutto ciò che esiste nell'universo è costituito da contatti, da legami. Anche il nostro corpo
fisico è un insieme di fili e di collegamenti che, secondo i casi, sono denominati fibre, linee,
nervi, canali, vasi, chakra, tessuti... Se foste chiaroveggenti, vedreste inoltre che tutti gli
esseri sono coinvolti in legami che vanno in ogni direzione. E poi gli uomini credono di
essere separati gli uni dagli altri, liberi e indipendenti!

Anche solo quando pensate a qualcuno, già vi unite a lui, poiché i pensieri sono dei veri
collegamenti, dei fili. Se volete far del male, il vostro pensiero è come una corda, un laccio
che gettate per attirare la persona, catturarla e distruggerla. Se invece sentite per lei molto
amore, il pensiero costituisce un condotto attraverso il quale la alimentate, un legame che
create fra la persona e ciò che esiste di meglio per aiutarla e illuminarla. Che siano ispirati
dall'amore o dall'odio, i pensieri e i sentimenti sono comunque dei legami.

Potenza energetica del pensiero (11)

(...) ho dimostrato che i nostri pensieri altro non sono che un frutto di comunicazioni a varie
frequenze di onde fotoniche (Biofotoni) che possono essere proiettati anche a distanze
incredibili. Ho anche più volte sottolineato che i nostri pensieri, non dissimili ai campi
frequenziali ed elettromagnetici, sono frutto di un complesso meccanismo energetico legato
alla particolare funzione "ricetrasmittente" del DNA di certe cellule, che sarei propenso a
definire nervose. Questa funzione potrebbe influenzare a cascata altre cellule sia in maniera
positiva, producendo cioè un biometabolismo armonico ed equilibrato, sia in maniera
negativa.

La morale di tutto questo dovrebbe essere chiara per tutti voi, cari lettori: i nostri "pensieri"
sono arbitri della nostra salute o della nostra malattia essendo essi, in un certo senso, il
frutto di emissioni di particolari e spesso delicate onde radianti.

Dove non arriva la parola, arriva il pensiero (12)

Gli strumenti inventati dall'uomo per comunicare a distanza hanno veramente del
meraviglioso: telefono, radio, televisione, ecc... Lo sviluppo dell'elettronica gli darà altri
strumenti ancora più efficienti. Ma si tratta pur sempre di strumenti materiali, soggetti a
tutte le mutevoli vicende umane che possono impedirne l'uso. Anche per lo spazio, il loro
raggio d'azione non è illimitato.

Il pensiero, invece, arriva dove nessun altro strumento, di cui l'uomo possa servirsi, giunge
senza intermediari. Tutti i mezzi che la tecnologia ha messo a disposizione dell'uomo, per
comunicare con gli altri, sono limitati rispetto alla capacità che ha il pensiero di raggiungere
gli estremi limiti del mondo materiale e giungere dove nessuno strumento fisico può avere
accesso: il mondo dello Spirito.

Vi sono circostanze nell'esistenza umana in cui è impossibile comunicare con altri, neppure
con la parola o con lo scritto. Non vogliamo alludere soltanto agli impedimenti di carattere
materiale, alla sordità fisica o al mutismo, ma a tutte quelle situazioni in cui la parola è del
tutto inutile o nelle quali arriva ad essere perfino controproducente. E' il caso di chi respinge
recisamente ciò che volete comunicargli.

È proprio allora che il pensiero è il solo strumento valido di comunicazione che sia in grado
di risolvere tutto. Il pensiero "trasmesso" arriva, allora, direttamente all'anima, a quella
parte più elevata, senza passare per la mente e il cervello. Quando è carico d'amore, arriva
a toccare le corde più intime dell'essere, che vibrano intensamente, comunicando il
messaggio alla personalità che ne subisce l'influenza. Naturalmente ciò può avvenire
quando il percipiente sia sufficientemente ricettivo e non chiuso nella scarsa evoluzione
delle persone insensibili.

I prodigi del pensiero positivo (13)

Vi è un'utilizzazione pratica del pensiero rivolta alla guarigione delle malattie del corpo
fisico. È un impiego che può trovare larga applicazione dato il gran numero di mali che
affliggono l'umanità. Ma il fenomeno non è comune, data la scarsità dei guaritori dotati delle
qualità necessarie. Ma, come per tutte le azioni del pensiero, ognuno ha già l'abilità
potenziale per farlo. Si tratta, come per ogni altra qualità, di coltivarla e svilupparla,
praticandola.

Quando sapete che qualcuno di vostra conoscenza è malato, mandategli dei pensieri
d'amore. Arriveranno sicuramente a destinazione, per le vie misteriose che non conoscete, e
gli gioveranno. Mettete nella proiezione telepatica la più forte carica di fede, ed egli sentirà
che qualcuno lo sta aiutando.

Questo esercizio vi aiuterà a sviluppare le potenzialità che sono dentro e che, se lasciate a
se stesse, si atrofizzano, mentre, se esercitate di continuo, potranno assumere uno sviluppo
impensato a beneficio degli altri e di voi stesso.

Ogni pensiero ed ogni parola creano... (14)

Ogni pensiero che abbracciate, ogni fantasia che avete per provare una qualche emozione,
crea un sentimento nel vostro corpo che viene registrato nella vostra anima. Questo
sentimento crea poi il presupposto per gli avvenimenti della vostra vita, perché attirerà a
voi quelle circostanze che corrispondono al sentimento già registrato nella vostra anima ed
esse lo ricreano.

E sappiate che ogni parola che pronunciate crea i vostri giorni futuri, perché le parole sono
solo suoni che esprimono i sentimenti della vostra anima i quali, a loro volta, sono nati dal
pensiero.

Pensate che le cose vi accadano semplicemente per caso? Non esiste il caso o la coincidenza
in questo regno? e nessuno è una "vittima" della volontà o dei piani altrui. Voi avete
pensato e sentito tutto ciò che vi accade nella vostra vita. Lo avete prodotto fantasticando
sul "come sarebbe? se..." o temendo qualcosa, o accettando come verità ciò che qualcun
altro vi ha detto. Tutto ciò che accade, accade come atto intenzionale del pensiero e delle
emozioni. Tutto!

Ogni pensiero che avete abbracciato, ogni fantasia a cui avete permesso di diventare vostro
sentimento, tutte le parole che avete pronunciato, o sono già accadute o attendono di
accadere.

Perché il pensiero è il vero donatore di vita che non muore mai, che mai può essere
distrutto e che voi avete usato per creare ogni momento della vostra vita; è l'anello che vi
collega con la Mente di Dio.

Sei emani il Bene sarai un centro del Bene (15)

Come il sole s'illumina della luce e del calore che irradia da se stesso, così tu sei, vivi e ti
illumini dei pensieri che coltivi e delle azioni che compi. Se emani il Bene, tu sarai un Centro
d'irradiazione di Bene e sarai illuminato dal Bene che emani. Se sarai un Centro
d'irradiazione, diventerai un punto di Luce che nessuna forza contraria potrà toccare. Sarai
al di fuori e al di sopra del raggio di azione di ogni umana negatività.

Ricorda che tu sei una stazione trasmittente invisibile, di cui sei gestore e proprietario
unico. Essa è di una potenza che supera le altre trasmittenti comuni, perché può arrivare
ovunque, senza limiti. La fascia di trasmissione comprende tutte le gamme esistenti, le
supera, va oltre e non ha interferenze. Non è soggetta alle leggi umane, poiché il Bene è
legge a se stesso...

Quando passi per le vie della tua città benedici in silenzio tutto ciò che vedi, il luoghi, le
case, le attività degli uomini tutti, quelli che incontri, che avvicini, con cui parli, che ti
guardano, che ti ignorano. Non guardare al risultato immediato e constatabile: importante è
emettere. Può darsi che non te ne accorga neppure, ma è certo che sarai ascoltato e avrai
compiuto la più importante opera dell'esistenza umana: il Bene.

Riferimenti Bibliografici

• 1. P. Andreas e C. Kilian, Che cos'è la parapsicologia, p. 69-73.


Enciclopedie Pratiche Sansoni, Firenze, 1975.
• 2. Ibid., p. 89.
• 3. Cleve Backster, The Secret Life of Your Cell.
• 4. Claudio Viacava, Onde elettromagnetiche, p. 17. Edizioni Xenia, Milano, 1996.
• 5. Adolfo Panfili, Medicina Ortomolecolare, Edizioni Tecniche Nuove, Milano, 1998.
• 6. Yoghi Ramacharaka, Guarire con i mezzi psichici.
Edizioni del quadrifoglio, Roma, 1970. pp. 39-43.
• 7. Robert St. John, Methamorphosis, a Text Book on Prenatal Theraphy.
Published by Robert St. John, Ojai, Ca, USA, 1980). p. 106.
• 8. Omraam Mikhael Aivanov, Un pensiero al giorno, edizione 1999.
Casella Postale n. 13046 - 20130 Milano, p. 133.
• 9. Yoghi Ramacharaka, Guarire con i mezzi psichici.
Edizioni del quadrifoglio, Roma, 1970. pp. 39-43.
• 10. Omraam Mikhael Aivanhov, Un pensiero al giorno (edizione 1997),
Edizioni Prosveta, C.P. 13046 - 20130 Milano.
• 11. Claudio Viacava, Onde elettromagnetiche, p. 122.
Edizioni Xenia, Milano, 1996.
• 12. Amedeus Voldben, I prodigi del pensiero positivo, pp. 53-54,
Edizioni Mediterranee, Roma, 1992.
• 13. Ibid., p. 135.
• 14. Ramtha, Dio in te, la divinità dimenticata,
Macro Edizioni, Cesena (FO),1999.
• 15. Amedeus Voldben, I prodigi del pensiero positivo, pp. 183-184,
Edizioni Mediterranee, Roma, 1992.

Le possibilità biopsichiche dell'uomo (3/5)

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Energetica"

TUTTI NOI SIAMO COLLEGATI

Sommario

• L'ipotesi di Gaia
• La Radiazione mitogenetica
• La Percezione Primaria
• Una nostra riflessione sulla "Percezione Primaria"
• Il collegamento fra le piante
• La memoria delle piante
• La storia della centesima scimmia
• La resistena ai pesticidi diventa globale
• La guarigione cooperativa
• Le implicazioni della Percezione Primaria
• Riferimenti Bibliografici

Tutte le cose... sono aggregati di atomi che danzano e con i loro movimenti
producono suoni. Quando il ritmo della danza cambia, cambia anche il suono
prodotto... Ciascun atomo canta perennemente la sua canzone, e il suono, in
ogni istante, crea forme dense e tenui. (A. David-Neel, in Tibetan Journey).

L'IPOTESI DI GAIA (1)

"L'intera gamma della materia vivente sulla Terra, dalle balene ai virus e dalle querce alle
alghe, potrebbe essere riconsiderata come costituente una singola entità vivente capace di
conservare l'atmosfera della Terra per soddisfare le sue necessità complessive e dotata di
facoltà e poteri ben oltre di quelli delle sue parti costituenti...

Gaia può essere definita come un'entità complessa che coinvolge la biosfera della Terra,
l'atmosfera, gli oceani e il suolo; una totalità che costituisce un'insieme di sistemi cibernetici
che cercano un ambiente fisico e chimico ottimale per vivere su questo pianeta." (Dr.James
Lovelock, Gaia - A New Look at Life on the Earth).

L'Ipotesi Gaia propone la teoria secondo cui gli organismi viventi e il materiale inorganico
sono parte di un sistema dinamico che danno forma alla biosfera della Terra, secondo le
parole di Lynn Margulis, un "sistema di super organismo". La terra è un ambiente che si
auto regola; un sistema unco, unificato, cooperante e vivente - un super organismo che
regola le condizioni fisiche per mantenere l'ambiente ospitale per l'Evoluzione della vita
risultante dai processi cooperativi, non competitivi.

LA RADIAZIONE MITOGENETICA (2)

Tutte le cellule viventi producono una radiazione invisibile chiamata "radiazione


mitogenetica." Nel 1930 il Dott. Alessandro Gurvitch scelse la radice di una cipolla
germogliata di fresco come "trasmittente" e la infilò in un tubo creando una specie di
"cannone biologico." Gurvitch puntò la punta della radice verso un'altra radice di cipolla, il
"ricevente," anch'essa in un tubo con un'apertura sul suo fianco.

Dopo tre ore Gurvitch contò il numero di cellule nell'area esposta della cipolla "ricevente" e
nella sua parte coperta dal tubo, in quest'area vi era un quarto di cellule in più di quelle
presenti nell'area non esposta "cannone biologico." La radice della cipolla deve aver
irradiato un qualche tipo di energia!

Gurvitch provò anche ad installare dei fogli di quarzo tra la cipolla trasmittente e quella
ricevente. Quella "strana" energia riuscì ad attraversarli. Provò ad usare del lievito come
"ricevente." La quantità di lievito che germogliò aumentò del 30 per cento. Così pure
avvenne per la crescita dei batteri. Negli esseri umani il tessuto muscolare, la cornea
dell'occhio, il sangue e i nervi sono tutti "emettitori" di "radiazione mitogenetica". Le
malattie riducono questa radiazione. Quando una persona ammalata tiene in mano una
coltura di lievito per alcuni minuti, le sue radiazioni sono sufficiente per uccidere le vigorose
cellule del lievito.

Questo tipo di energia viene irradiata anche dalle piante, frutta fresca e vegetali. Cosa
implica questa radiazione? Si pensa che questa energia nelle piante costituisce il loro vero
valore alimentare e, probabilmente, prodotti chimici, fertilizzanti, sprays e gli additivi lo
riducono e, talvolta, distruggono.

LA PERCEZIONE PRIMARIA (3)

L'idea della "Percezione Primaria" nacque quando Cleve Backster, un esperto di poligrafi
(apparecchiature simili all'elettroencefalogramma, N.d.R.), agganciò gli elettrodi del suo
strumento alle foglie di un filodendro. In seguito riscontrò nelle piante lo stesso tipo di
reazioni che aveva trovato nei soggetti umani.

"Rischiando di irritare alcuni lettori religiosi, vorrei porre l'attenzione sul fatto che si può
pregare e comunicare con le piante, ad esempio fagioli mung ed altri semi. A tutti gli effetti
essi germogliano più velocemente quando inviamo loro qualche comunicazione a livello
mentale. Le cellule del cuore, fegato, polmoni, sangue e ossa - così come ogni altra cellula
nel nostro corpo, reagiranno nello stesso modo! Ciò indica forse che esiste una "mente
universale" che sovraintende su tutta la vita?"

Backster agganciò i suoi strumenti a migliaia di piante, ed ognuna di esse mostrò la sua
capacità di reagire a qualche tipo di stimolo, anche distante. Egli trovò anche il modo per
collegare i suoi strumenti ad infusioni di singole cellule. Esaminò le colture di ameba, lievito,
muffa, il sangue e lo sperma. In ogni caso scoprì che esiste un sistema di "percezione
primaria" che permette ad un gruppo di cellule di ricevere il messaggio di un gamberetto
che sta morendo. Esperimenti successivi mostrarono che qualsiasi reazione, dovuta a
emozione o dolore, sperimentata dalla persona che si prendeva cura di una certa pianta,
veniva registrata sul poligrafo, anche se tale persona era a molte miglia di distanza dalla
pianta stessa.

Una nostra riflessione sulla "Percezione Primaria"

Sebbene gli esperimenti di Backster siano stati ripetuti in tutto il mondo per migliaia di volte
e per più di 20 anni, i ricercatori nel campo medico hanno fallito nell'afferrare una grande
implicazione di queste sperimentazioni: con strumenti appropriati dovrebbe essere possibile
usare la Percezione Primaria di un operatore per contattare le cellule dei pazienti e ottenere
tutte le informazioni necessarie ottenere una Diagnosi Medica Olistica molto dettagliata.

IL COLLEGAMENTO FRA LE PIANTE (4)

Le ricerche sul modo in cui le piante agiscono come sensori a lunga distanza producono
delle letture affascinanti. In uno di questi esperimento, tre piante, ognuna attaccata ad un
poligrafo, furono messe in tre stanze diverse. In locale distante dalle stanze in oggetto fu
posta una macchina, appositamente costruita, in grado di far cadere, ad intervalli irregolari,
alcuni piccoli gamberetti dentro una vasca di acqua bollente. I gamberetti morivano
immediatamente al contatto con l'acqua.

Alcuni strumenti di precisione per la misura del tempo mostrarono che ciascuna pianta
registrò una reazione emotiva al momento esatto della morte del gamberetto. Questo
esperimento fu replicato molte volte sotto rigidi controlli condotti scientificamente; i risultati
furono sempre gli stessi. (5) Ne consegue che le piante sembrano essere sensibili alle onde
di energia emanate dagli organismi viventi. Quando queste onde cambiano a causa di
modifiche biologiche all'interno di un organismo, le piante dimostrano di essere in grado di
registrarlo.

LA MEMORIA DELLE PIANTE (6)

Vi sono alcuni scienziati, poco conosciuti, che stanno facendo degli esperimenti per
mostrare che le piante sono dotate di memoria.

Consideriamo, a tal proposito, questo esperimento fatto da Cleve Backster. Da un gruppo di


sei uomini fu scelta una persona che avrebbe dovuto "assassinare una pianta". Ognuni dei
sei, in ordine casuale, entrò in una stanza dove vi erano due filodendri. Alla fine solo una
pianta era ancora in vita e in buone condizioni; l'altra era stato strappata dal suo vaso,
lacerata ed infine schiacciata sul pavimento da uno dei visitatori. L'unico testimone di
questa brutta storia era il filodendro sopravissuto.

Il "criminale" fu individuato in modo assai semplice. Backster collego il suo strumento al


filodentro sopravissuto. Chiese quindi alle sei persone "sospette" di porsi in fila ed entrare
nella stanza, una per volta. Quando l'"assassino" varcò la porta, la pianta emise
l'equivalente elettrico di un grido. (7)

LA STORIA DELLA CENTESIMA SCIMMIA (8)

La scimmia giapponese Macaca fuscata, è stata osservata allo stato selvaggio per un
periodo di oltre 30 anni. Nel 1952, sull'isola di Koshima, alcuni scienziati davano da
mangiare alle scimmie delle patate dolci sepolte nella sabbia. Alle scimmie piaceva il gusto
delle patate dolci, ma trovavano la sabbia assai sgradevole.

Un giorno una femmina di 18 mesi chiamata Imo scoprì che era in grado di risolvere il
problema lavando le patate in un ruscello vicino. In seguito insegnò questo trucco a sua
madre. Anche i suoi compagni di gioco impararono a lavare le patate e lo insegnarono
anche alle loro madri. Questa innovazione culturale fu gradualmente accolta dalle varie
scimmie mentre gli scienziati le tenevano sotto osservazione.

Tra il 1952 e il 1958 tutte le scimmie giovani impararono a lavare le patate dolci per
renderle più appetitose. Solamente gli adulti che imitarono i loro figli appresero questo
miglioramento sociale, gli altri continuarono a mangiare le patate sporche di sabbia.

Poi accadde qualcosa di veramente notevole...

Possiamo dire che nell'autunno del 1958 vi era un certo numero di scimmie sull'isola di
Koshima che aveva imparato a lavare le patate, non si conosce il numero esatto.

Supponiamo che un dato giorno, quando il sole sorse all'orizzonte, vi fossero 99 scimmie
che avevano imparato a lavare le loro patate. Supponiamo inoltre che proprio quella
mattina, la centesima scimmia imparò a lavare patate.

A quel punto accadde una cosa molto interessante! Alla sera di quel giorno praticamente
tutte le scimmie sull'isola avevano preso l'abitudine di lavare le patate dolci prima di
mangiarle. L'energia aggiunta di questa centesima scimmia aprì in qualche modo un varco
ideologico!

La cosa più sorprendente, osservata da questi scienziati, fu il fatto che l'abitudine di lavare
le patate dolci attraversò, in seguito, il mare. Infatti colonie intere di scimmie sulle altre
isole ed anche gruppi di scimmie a Takasakiyama cominciarono a lavare le loro patate dolci!

Sembra perciò che quando viene superato un certo numero critico di elementi raggiunge
una nuova consapevolezza, la medesima viene passata da una mente all'altra. Sebbene il
numero critico possa variare, il Fenomeno delle Cento Scimmie indica che quando vi sono
poche persone che conoscono qualcosa di nuovo, questo nuovo concetto rimane di loro
esclusiva proprietà.

Ma se a loro si aggiunge anche una persona in più, e si raggiunge il numero critico, si crea
una idea così potente da poter entrare nella consapevolezza di quasi tutti i membri di quel
gruppo!

LA RESISTENZA Al PESTICIDI DIVENTA GLOBALE (9)

Una singola mutazione genetica che protegge i moscerini della frutta dagli effetti letali del
DDT si è diffusa in tutto il mondo quasi immediatamente.

È generalmente risaputo che gli insetti possono diffondere caratteristiche genetiche molto
rapidamente, tuttavia nessuno prima d'ora ha individuato una sostituzione globale di questo
tipo; questa scoperta riecheggia le analoghe ricerche sulla zanzara portatrice della malaria.
Degli scienziati hanno recentemente scoperto che un gene resistente al DDT, presente nella
Anopheles gambiae, si è diffuso lungo tutta la costa occidentale dell'Africa tropicale.

L'utilizzo esteso del DDT per la disinfestazione da parassiti dei raccolti e zanzare iniziò nel
1945; il pesticida uccideva anche i moscerini della frutta (Drosophila melanogaster) e quindi
gli insetti più piccoli dovettero adattarsi o perire. E si adattarono eccome. Richard
FrenchConstant dell'Università di Bath ed il suo team hanno analizzato 75 popolazioni di
laboratorio di moscerini della frutta prelevate in origine negli anni '60 in giro per il mondo;
di queste, 28 erano resistenti al DDT, comprese mosche provenienti da tutti i continenti,
fatta eccezione per l'Antartide.

Ogni mosca resistente presentava sorprendentemente la stessa variazione genetica:


l'aggiunta di un "gene salterino" - una breve sequenza di DNA che è in grado di inserirsi in
nuovi spazi all'interno del genoma.

Charles Godfray, entomologo presso l'Imperial College di Londra, afferma che e assai
sorprendente che una singola versione del gene sia responsabile di tutte le forme resistenti
al DDT; egli è inoltre colpito dal fatto che la mutazione abbia attecchito anche nei gruppi di
laboratorio che non si sono mai imbattuti nel DDT.

LA GUARIGIONE COOPERATIVA (10)

Come risultato di molte prove ed esperimenti possiamo concludere che quando certe parti
del corpo umano sono collegate esternamente insieme, come Eeman propone di farlo per un
singolo soggetto, allora alcuni sottili, ma più o meno ben definiti cambiamenti psicofisici
tendono a manifestarsi.

Si riscontrano, ad esempio, delle variazioni nell'attività gastrica e salivare, nel tono


muscolare (locale o generale), nel sistema nervoso simpatico, nel respiro e nel ciclo
cardiaco. Si verificano inoltre dei cambiamenti psicologici concomitanti, come attestato
dall'espressione, dalle parole e dai pensieri del soggetto.

Degli effetti simili, e spesso più marcati, si possono osservare quando due o più persone
sono collegate in modo incrociato in circuiti appropriati dove, comunque, non viene
utilizzata l'elettricità. In questi circuiti il collegamento viene fatto sia attraverso il contatto
diretto della pelle, sia (in modo più debole) per mezzo di fili e conduttori come quelli usati
negli impianti elettrici. Di fatto si scopre, quasi invariabilmente, che esiste solo un modo
corretto di effettuare tali connessioni, se si vuole che i soggetti si sentano comodi e
soddisfatti. (...)

Va notato che l'inclusione nel circuito così creato di una sostanza (sconosciuta sia al
soggetto che all'operatore), introduce apparentemente certi effetti specifici in termini di
risposta fisiologica. Alcuni esperimenti iniziali, fatti con cura e in condizioni controllate dallo
stesso Mr. Eeman, presentano un caso molto significativo, se posto nell'ottica dell'ipotesi
formulata dal Dr. Abrams e dagli sperimentatori con la moderna Radiestesia.

Secondo questa ipotesi: i medicinali, ecc., emettono alcune radiazioni o emanazioni,


comunicabili senza contatto e capaci di produrre in persone sensibili e rilassate, delle
reazioni biologiche specifiche. Gli esperimenti hanno posto in risalto che questi effetti
possono essere trasmessi attraverso dei fili metallici, e sembra che possano essere
aumentati da alcune sostanze poste in serie con la persona in esame. Nonostante siano
sottili, questi effetti straordinari sembrano essere ben determinati e ripetibili.

Va precisato che i risultati da noi ottenuti non possono essere attribuiti a suggestione o
telepatia, esclusa ovviamente la normale percezione sensoriale che in queste circostanze, è
fuori discussione. Comunque ben poco è stato fatto finora in questo campo estremamente
importante e promettente, anche se io e Mr. Eeman, abbiamo avuto modo di riprodurre
indipendentemente e molte volte tali effetti. Ed avremmo certamente fatto molto più se no
fosse stato per la guerra.

LE IMPLICAZIONE DELLA PERCEZIONE PRIMARIA (11)


Appare ovvio che la nostra ricerca va ben oltre le conservativa speculazione della mentalità
scientifica attuale. È un fatto che, mentre pubblicamente gli scienziati seguono le linee di
ricerca convenzionale, privatamente, alcuni di loro ammettono di seguire interessi meno
ortodossi.

Perché la segretezza? Ne troviamo la ragione primaria nella di subdole rappresaglie da parte


del personale accademico. Molti ricercatori non convenzionali si sono affiliati con Università
dove lavoro e successo dipendono dal riconoscimento dei (si legga: "l'accettazione dai")
propri pari. Sebbene molti scienziati si vantino di possedere "una mente aperta", quelli che
lavorano secondo linee "non ufficiali" sono ben consapevoli che la storia recente delle
innovazioni scientifiche propone dei fatti alquanto diversi.

Attualmente, coloro che "si ribellano" contro la scienza ufficiale non vengono certo bruciati
al palo o umiliati severamente come accadde per Galileo. Comunque la sottile tortura
dovuta al disprezzo professionale resta pur sempre estenuante. "Gli innovatori radicali
possono ancora essere ostracizzati, ostacolati nell'esprimerele loro idee o nel pubblicarle,
tagliati fuori dai fondi per la ricerca, licenziati e persino incarcerati." (12)

In seguito avremo modo di esaminare la relazione tra le informazioni raccolte dalla


Percezione Primaria e alcune delle aree meno ortodosse della scienza. Se vi sentite scettici
nei confronti del materiale che troverete, cercate di comprendere che gli autori vi
comprendono. Anche noi abbiamo i nostri ripensamenti e siamo frequentemente dibattuti
tra i fatti riscontrati in questo tipo di insolita ricerca e la nostra cultura accademicamente
conservatrice.

Noi crediamo, comunque, che a questo punto della storia sia irrilevante dibattere su quali
aspetti di queste nuovi approcci scientifici siano veri e quali no. I dati in nostro possesso
non sono infatti sufficienti conclusivi per poter giungere a delle conclusioni finali. Due cose
sono però importanti. Primo, scienziati e laici dovrebbero essere consapevoli che nel campo
della parapsicologia e campi affini sono stati fatti dei progressi accertati. Secondo, le
ricerche future dovrebbero essere condotte per migliorare sempre di più la nostra
comprensione di questo nuovo regno di conoscenza.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

• 1. Brani tratti da: Psychic Discoveries Behind The Iron Curtain, p. 411.
By Sheila Ostrander and Lynn Schroeder, A Bantam Book, Prentice-Hall Inc., New
York, 1970.
• 2. Brani tratti da: The Secret Life of Your Cells, by Cleve Backster.
• 3. Brani tratti da: Biofeedback, turning the power of your mind, p. 127.
by Marvin Karlins and Lewis M. Andrews, Warner Paperback Library Edition, 1973.
• 4. Backster, C. Evidence of primary perception in plant life. "International journal of
parapsycology," Winter, 1968, 329-348.
• 5. Brani tratti da: Biofeedback, turning the power of your mind,, p. 128.
by Marvin Karlins and Lewis M. Andrews. - Warner Paperback Library Edition, 1973.
• 6. O. McGraw, W. Plants are only human. Argosy, June 1969, p. 25.
• 7. Brani tratti da: The hundredth monkey, by Ken Keyes, pp 10-18.
jr. Vision Books, Oregon. 1989.
• 8. Fonte: New Scientist, Vol 176, Nr. 2363, 5 ottobre 2002.
(Citato in NEXUS NEW TIMES, N. 42, gennaio-febbraio 2003).
• 9. Brani tratti da: Co-operative Healing, by L. E. Eeman, pp. 377-379.
Frederik Muller Limited, London, 1947.
• 10. Brani tratti da: Biofeedback, turning the power of your mind, pp. 112-113.
by Marvin Karlins and Lewis M. Andrews, - Warner Paperback Library Edition, 1973.
• 11. Gordon T. Bucking the scientific establishment.
Play-boy, April, 1968, p. 134.

Le possibilità biopsichiche dell'uomo (4/5)

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LA PSICHE E LA DIAGNOSI MEDICA (1/2)

Sommario

• Edgard Cayce
• La Legge di causa ed effetto
• Il laboratorio del Silva Mind Control
• Un esempio di diagnosi psichica
• La lettura dell'aura
• Le prime percezioni
• Le prime esperienze
• Riferimenti Bibliografici

Gli uomini, da quella Verità che regge l'Universo con la quale essi comunicano
nel modo più continuo e ininterrotto, da quella appunto essi si sono separati; e
quelle cose nelle quali s'imbattono ogni giorno, quelle sembrano ad essi
straniere (Eraclito, Frammenti).

EDGARD CAYCE (1)

Edgard Cayce era davvero un uomo straordinario. Non era estremamente colto o brillante,
ma imparò l'arte dell'auto-ipnosi, abilitando se stesso a sintonizzarsi con la coscienza
universale e trovare il modo di aiutare i sofferenti da un punto di vista medico e quindi
consigliarli in modo che potessero avere una vita migliore.

Egli poteva vedere ogni particolare psicofisico delle persone mentre stavano in piedi di
fronte a lui, e riusciva anche a trovare la relazione tra i loro problemi attuali e il loro
comportamento, sia in questa vita che in quelle precedenti.

Certamente alcuni di voi avranno delle difficoltà nel credere alla teoria della rinascita (detta
anche reincarnazione). Io stesso ho avuto delle difficoltà nell'accettarla, ma più mi
informavo e più questa teoria mi convinceva, in quanto, a mio giudizio, spiega molte cose
che non avrebbero una risposta senza di essa. Il concetto di base che ne scaturisce viene
affermato anche nella Bibbia con le parole "Così come seminerete, avrete modo di
raccogliere", riferito non solo a questa vita, ma anche a quelle passate.

Cayce non solo trovava i rimedi più oppurtuni, ma, cosa più importante, quando lo riteneva
necessario suggeriva al paziente come doveva cambiare il suo modo di vivere, fornendo
delle ragioni in modo semplice per fare in modo che egli lo potesse comprendere.

Egli chiamava "letture" i suoi interventi e penso di avere ragione dicendo che ne sono state
registrate almeno 15.000, localizzate ora nella Fondazione di Cayce diretta da suo figlio. Tali
letture sono state classificate dal punto di vista medico, filosofico e altri modi, per poter
essere disponibili per una rapida consultazione.

Credo che la sua percentuale di successo si aggirasse intorno al 90 per cento. Realizzare e
mantenere questa percentuale su un così alto numero di interventi è qualcosa che lascia
veramente stupiti. Devo proprio al fatto di aver studiato alcune di queste "letture," il fatto di
essermi convinto che l'uomo viva più di una vita ed esista la Vita Eterna.

Per illustrare quello che voglio dire, ecco alcune sue citazioni sulle "entità" come gli piaceva
di definirle.

1. "Ogni entità presente sulla Terra è quello che è, in ragione di quello che è stata, e
siccome ogni momento dipende da un altro precedente, ogni nostra vita non è altro
che una lezione in questa Scuola di Vita."
Questo mi sembra che voglia significare che la vita è eterna anche se viene vissuta
su vari livelli o piani di esistenza e in tempi diversi. Inoltre, questo mi conduce a
credere che ci deve essere un livello di coscienza tale dove tutte le esistenze
precedenti, vissute a diversi livelli, potranno essere passate in rassegna nello stesso
tempo. Se così non fosse la vita sembrerebbe talmente inutile che nessuno farebbe
degli sforzi per imparare qualcosa nella vita attuale prima di intraprenderne un'altra.
2. "Noi pensiamo che tutte le condizioni esistenti nei corpi fisici siano prodotte da ciò
che incontriamo. In verità non esistono delle condizioni incurabili, in quanto il modo
in cui è stata stabilita un'esistenza può essere cambiato (questa è un'idea che
ritroviamo nella filosofia dei Kahunas)".

La legge di causa ed effetto (1)

Ciascun malanno può essere interpretato come il risultato di un'infrazione alla Legge.
Pertanto la buona salute arriverà di certo se il malato creerà nella sua vita, e nel suo corpo,
le condizioni necessarie. La guarigione dipende solo dall'individuo e dal suo atteggiamento,
da tutti i punti di vista. Roberto Assagioli, nel suo libro Psicosintesi, disse che "la salute
dipende dal livello coscienziale che può manifestarsi attraverso un dato individuo. Il non
rispetto della Legge crea una causa di cui, prima o poi, dovremo incontrare l'effetto."

Penso che ciò che scaturisce dalle letture del Cayce sia la manifestazione di una "Legge di
causa ed effetto", che non riguarda solo la vita attuale, ma la somma totale delle nostre
vite: questo è un concetto assai importante. Se voi riusciste a comprendere questo legame
tra causa ed effetto, potreste anche comprendere che ognuno di noi è nato e si trova in una
serie di circostanze che sono le più adatte per quanto dovrà imparare in questa vita. Se
riuscirà ad imparare le varie lezioni, sarà anche in grado di cambiare le circostanze in cui si
trova. Qui entra in scena l'importanza del libero arbitrio.

Dal mio punto di vista, il libero arbitrio è il diritto di poter scegliere. Così rimane solo a voi
se volete chiedere l'aiuto a Dio oppure no. Se accettate che la vita è eterna, e che
probabilmente esiste più di una vita terrena, il momento in cui deciderete di chiedere aiuto
non ha molta importanza. Sono comunque sicuro che, prima o poi, comprenderete che è
necessario farlo se desiderate progredire nel cammino della vita. Ecco il motivo per cui sono
portato a pensare "che tutti gli uomini sono uguali... ma alcuni sono più uguali di altri",
come disse George Orwell.

IL LABORATORIO DEL SILVA MIND CONTROL (2)

In una condizione particolarmente profonda di meditazione, talvolta il livello Teta, gli


studenti del Silva Mind Control riescono, con la loro immaginazione ben addestrata, a creare
un laboratorio mentale di qualsiasi grandezza, forma e colore, in modo che sia confacente
alle loro necessità. Vi metteranno, perciò, una scrivania e una sedia che piace a loro, un
orologio, un archivio e un calendario con tutte le date del tempo presente, passato e futuro.
Nulla di insolito finora (...)

Una volta costruito il laboratorio lo studente chiama due consiglieri, un uomo e una donna.
La procedura con cui conseguire tutto questo gli è stata insegnata ancor prima che lui
entrasse in meditazione, pertanto ha un'idea abbastanza chiara di cosa fare e chi scegliere
come consiglieri.

Però solo raramente egli ottiene i consiglieri che desidera, comunque non resterà mai
deluso. Uno studente, sperando di incontrare Albert Einstein incontrò invece un piccolo
uomo truccato da pagliaccio, con una pallina da ping-pong rosa per naso e un berretto con
sopra una ruota. In effetti quel pagliaccio risultò poi una fonte affidabile di pratici
suggerimenti (...)

I consiglieri possono essere personaggi molto reali per gli studenti avanzati del Silva Mind
Control. Chi sono? Non ne siamo sicuri, forse il risultato dell'immaginazione, forse la
manifestazione di una voce interiore, forse qualcosa di più. Quello che sappiamo per certo è
il fatto che, una volta che riusciamo a incontrare i nostri consiglieri e impariamo a lavorare
con loro, otteniamo una collaborazione valida e assai preziosa.

Si racconta che più di quattro secoli prima di Cristo, il filosofo greco Socrate abbia avuto un
consigliere che, a differenza dei consiglieri del Silva Mind Control, si limitava a dare
avvertimenti. Stando alle parole di Platone, Socrate disse che "fin dalla mia infanzia si è
preso cura di me un essere semi-divino la cui voce talvolta mi convinse a non prendere
certe iniziative, ma non mi ha mai indicato che cosa dovrei fare". E aggiunge lo scrittore,
Xenofonte, "e finora i suoi avvertimenti non sono stati mai sbagliati."

Ora vi mostrerò come uno studente avanzato del Silva Mind Control, utilizzando il suo
laboratorio mentale e consultandosi fiduciosamente con i suoi consiglieri, è una persona che
ha delle grandissime possibilità di aiutare se stesso e gli altri.

Le persone coinvolte sono due: uno, che guida, chiamato "psicorientologo," e l'altro, che
entra in meditazione: "operatore psichico." (Psicorientologo è una parola che, in breve,
significa "orientare la mente").

Lo psicorientologo scrive su una scheda il nome di una persona che conosce, la sua età, le
sue generalità e una descrizione dei maggiori malanni fisici che l'affliggono (...). Quando
l'operatore indica che si è rilassato, ha creato il suo laboratorio mentale, ha chiamato i suoi
consiglieri e è pronto per iniziare, lo psicorientologo gli comunica il nome, l'età, il sesso, e il
luogo dove abita la persona da esaminare.

Il lavoro dell'operatore psichico consiste nel fare una diagnosi e scoprire la causa delle
problematiche di tale persona, che lui non conosce, non ha mai incontrato e di cui non ha
mai sentito parlare. Egli inizia allora a esaminare tale persona, dentro e fuori, seguendo un
sistema metodico in cui la sua immaginazione è stata addestrata. Quando lo ritiene
necessario si consulta con i suoi consiglieri, forse "collegandosi psichicamente" alla stessa
persona che sta esaminando.

Lo psicorientologo segue questo lavoro chiedendo all'operatore psichico di riferire ciò che
scopre proseguendo nella sua indagine. Gli raccomanda inoltre di continuare a parlare
anche se ha la sensazione di stare indovinando.

Un esempio di diagnosi psichica (2)

Psicorientologo: "La persona che dovrai esaminare si chiama John Summers. Ha


quarantotto anni,vive a Elchart, nell'Indiana. Uno, due, tre. John Summers di Elkhart,
Indiana apparirà ora sullo schermo della tua mente. Immaginalo, visualizzalo, percepiscilo,
sentilo, crealo, sappi che lui è lì, accetta come vero che lui è lì.

Esamina ora il suo corpo con la tua intelligenza dalla testa ai piedi, su e giù, giù e su, una
volta al secondo. Mentre esamini il corpo in questo modo, permetti alla tua immaginazione
di selezionare le tre aree che ti attraggono maggiormente.

Mantieni il livello di scansione a una volta al secondo e dimmi quali sono queste tre aree che
ti interessano di più. Ti sentirai come se tu le stessi analizzando nei dettagli, dimmi qualsiasi
cosa che ti passa per la mente".

Operatore psichico: "Questa persona ha la spalla destra un po' più bassa e rivolta verso il
davanti... Tutto il resto sembra essere a posto, eccetto forse la caviglia sinistra... Vediamo il
torace... Tutto è caldo... un po' più freddo sulla destra... più freddo e più scuro... Il suo
polmone destro non c'è più... Ritornando alla caviglia... sembra a posto, vi è solo una linea
bianca un po' frastagliata... dolori col tempo umido... deve averla rotta una volta o l'altra...
Penso che non ci sia più nulla...

Aspetta, il mio consigliere femmina sta ora girando la persona sulla schiena per
mostrarmela, mi indica una zona dietro un orecchio... sì, vi è una terribile cicatrice in quel
posto... deve aver avuto un'operazione al mastoide molto profonda... Ok, ho finito."

Psicorientologo: "Molto bene. Questa persona sta infatti perdendo il polmone destro e ha
una cicatrice profonda dietro un orecchio. Non ho informazioni circa la caviglia. Ora passa in
rassegna la sensazione che provavi quando mi hai parlato del polmone destro e della
cicatrice dietro l'orecchio. Recupera le tua sensazioni e usale come punto di riferimento nella
prossima volta che esaminerai una persona."

Dopo un momento di pausa l'operatore ritorna sorridendo al suo normale stato mentale.
"Wow! È pazzesco!"

Sì, quanto esposto sembra pazzesco, va infatti contro a tutto ciò che ci hanno insegnato.
Comunque, non vi è nulla di insolito circa questa sessione che ho appena descritto. Vi sono
alcuni studenti che tralasciano alcune informazioni quando esaminano il loro primo caso,
altri non trovano nulla nel loro primo, secondo e anche terzo caso, ma, man mano che il
tempo passa, tutti hanno modo di rilevare qualcosa di importante e convincersi che "non si
tratta di mera conincidenza", ma vi è quacolsa di molto reale in questo lavoro (...).

"Più di una volta ho visto studenti che hanno diagnosticato correttamente una malattia...",
ha scritto Bill Star del giornale Midnight nel suo articolo "L'addestramento del Silva Mind
Control può migliorare le vostre capacità mentali". In tale articolo egli descrive un caso che
lui aveva proposto, pensando che fosse assi difficile, perché sia lui che gli altri partecipanti
alla seduta non sapevano di quale malattia si trattasse. Il caso venne risolto brillantemente.
LA LETTURA DELL'AURA (3)

Sappiamo da molti decenni che l'occhio umano non può cogliere tutte le realtà del mondo.
Al di la di quello che riesce a individuare, non ci sono, per esempio, i raggi X e gli infrarossi?
Esiste una qualità di sguardo che si posa sulle cose e sulle persone, uno sguardo che
sollecita l'interazione della ghiandola pineale e dell'ipofisi, permettendo ad alcuni di noi di
vedere oltre questi stessi raggi, accedendo così, in condizioni specifiche di luminosità, a
quella che, globalmente, chiamiamo "aura".

Tutto ciò che esiste è dotato di un'aura, ma sicuramente la più appassionante da scoprire,
da analizzare, è l'aura umana perché di per sé rappresenta un intero universo in costante
movimento, in metamorfosi. Quest'aura in realtà è costituita da un certo numero di strati
luminosi, ognuno dei quali sta a testimoniare una realtà differente, una dimensione
dell'essere.

È dallo studio attento di questi strati, condotto inizialmente in modo separato e in seguito
tenendo conto delle loro reciproche influenze, che può nascere un nuovo approccio alla
salute. L'insieme delle aure che circondano un individuo è infatti il fedele testimone del suo
stato di equilibrio sia fisico che psicologico, nel senso più generale del termine (...).

Con l'accumularsi delle osservazioni, vi sono cose che saltano all'occhio, che diventano
evidenti. Per cominciare, il fatto che l'anima umana conosce più di un'esistenza,
incarnandosi molte volte; il fatto che quest'anima trasporta con sé, sebbene
inconsciamente, i propri ricordi, ovvero i propri talenti e le proprie difficoltà.

E sono queste ultime a poter originare problemi di salute anche gravi, che vengono chiamati
"malattie karmiche". Le pagine che seguono, di conseguenza, danno per scontata la
reincarnazione.

Le prime percezioni (4)

Le mie prime percezioni rispetto all'aura causale si manifestarono soltanto una volta resa
stabile la percezione delle tre aure fondamentali: eterica, emozionale e mentale; poi, a
forza di pratica, il mio campo visivo si allargo fino a scoprire un'emanazione luminosa molto
particolare, percepibile nettamente intorno al corpo umano, a circa un metro e ottanta da
esso.

Mi resi conto rapidamente che questa emanazione si estendeva fino a circa tre metri dal
corpo, e che aveva globalmente la forma di un trapezio con il lato corto rivolto verso il
basso, e il lato lungo sormontato da una sfera. Constatai anche che la percezione di questo
grande alone geometrico era nettamente facilitata se fissavo il centro del petto della
persona che si prestava all'esperienza (...).

Le prime esperienze (5)

La mia prima incursione nel cuore della realtà dell'aura causale avvenne con una persona
che soffriva di violenti dolori alla nuca da molti anni. Nessuna delle aure di base che avevo
percepito sembrava voler fornire una spiegazione soddisfacente, sicché doveva esserci
qualcos'altro, altrove, che restava da investigare (...).

Era a circa quattro metri di distanza da me quando mi apparve la radianza causale. Molto
rapidamente, mentre il mio sguardo non si staccava dal centro del suo torace, la superficie
dell'aura comincio a ondeggiare; era percorsa da piccole onde lente che, in breve, si
trasformarono in brividi sempre più rapidi.

Nel giro di pochi istanti, davanti a me avevo qualcosa che sembrava un grande sipario
bianco. Esso si lacero nel centro, e comincio la mia prima vera lettura di una memoria del
passato. Rivelò la tragica fine di un uomo sul patibolo durante la Rivoluzione francese, in
un'esecuzione pubblica.

Una scena dolorosa, ovviamente, ma che riuscii in ogni modo a descrivere "in diretta" alla
persona interessata. Si stabili immediatamente una correlazione tra i dolori alla nuca e la
decapitazione il cui ricordo, segretamente immagazzinato, si era appena espresso.

Riferimenti Bibliografici

• 1. Brani tratti da: Dowsing and Healing, a talk given by Luke T. Beazley.
Journal of British Society of Dowers, Vol. XXV, No. 171, march 1976, p. 59.
• 2. Brani tratti da: The Silva Mind Control Method, pp. 92-97.
by José Silva and Philip Miele, Pocket Books New York, 1978.
• 3. Daniel Meurois-Givaudan, Malattie karmiche: riconoscerle, comprenderle,
superarle. p. 117. Edizioni Amrita, Torino. 2000.
• 4. Ibid., pp. 9-10.
• 5. Ibid., pp. 9-10.

Le possibilità biopsichiche dell'uomo (5/5)

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LA PSICHE E LA DIAGNOSI MEDICA (2/2)

Sommario

• La Rabdomanzia
• Breve storia della Radiestesia
• Rabdomanzia e Radiestesia
• La Radiestesia medica
• La reazione elettronica di Abrams (ERA)
• La Radioterapia
• La definizione delle "Rate"
• La Radionica
• Riferimenti Bibliografici

Gli animali sentono eventi ancora lontani nel tempo a un livello pre-sensoriale,
in un modo che risulta impossibile per l'uomo. Più la forma di vita è elementare,
più le sue capacità innate (gli istinti), compresa la Rabdomanzia, sono valide,
integre e infallibili. La mente cosciente può acquisire queste capacità solo con
uno sforzo perseverante e non le potrà mai utilizzare con la sicurezza propria
degli animali (Ruth Borchard).

LA RABDOMANZIA (1)

Noi abbiamo senz'altro un sesto senso, ma nessuno lo riconosce. I nostri sensi


ufficiali sono l'udito, la vista, il tatto, l'odorato ed il gusto. Ma il nostro sesto
senso manca persino di un nome. Eppure esiste (Paul Reboux).

Io credo che la rabdomanzia sia una un'abilità naturale nell'uomo, che è sempre stata con
lui dall'inizio. Nel corso dei secoli egli usò questa abilità per cercare il cibo ed altre cose di
cui aveva bisogno. Questo includeva la comunicazione a distanza con gli altri componenti
della tribù. In questo concetto di rabdomanzia comprendo molte delle abilità attribuite a ciò
che attualmente vengono definite "ESP".

Man mano che l'uomo si è sviluppato non ha più avuto bisogno di questa abilità ed oggi
essa è ampiamente atrofizzata in modo più o meno notevole. Comunque, questa sensibilità
naturale può essere sviluppata di nuovo e riqualificata al fine di essere usata per il
benessere di noi stessi e dei nostri simili.

Io penso che la parte dell'essere umano che viene usata in rabdomanzia sia la Mente.
Concedetemi due parole per spiegare questa parola, che intendo usare per definire qualcosa
di differente dal cervello.

Il cervello come noi sappiamo è il nostro computer che addestriamo e informiamo per tutta
la vita. Ci serve per ricordare, ragionare, apprezzare situazioni, immagazzinare esperienza e
per coordinare le informazioni in arrivo dai cinque sensi tradizionali. In poche parole il
cervello è la macchina che formula i pensieri e fa' molte altre cose, ma non ha le possibilità
proprie della Mente.

La Mente, nel senso in cui la intendo io, include quelle funzioni che oggi vengono attribuite
al Superconscio, Subconscio ed ai vari livelli di Coscienza. Si potrebbero includere anche
l'Istinto e l'Intuizione. Attualmente si conosce assai poco di queste funzioni ed ognuno di noi
ha le proprie idee nei loro confronti.

A mio giudizio la sensibilità radiestesica va classificata tra queste funzioni e quando ne parlo
uso la parola Mente che la comprende e, in un certo senso, la definisce. Il rabdomante
allenato ed esperto percepisce infatti la risposta alla sua domanda già nella Mente. Egli può
giungere alla risposta usando la sola Mente, ma ciò non è facile e si possono commettere
errori con facilità. Così, per rendere migliore la comprensione della risposta mentale in
modo semplice e tangibile vengono utilizzati dei semplici strumenti.

Questi strumenti, qualunque cosa essi siano, le mani, la bacchetta di nocciolo, pendolini,
ecc., vengono attivati dai muscoli secondo le istruzioni della Mente e si muovono in
concordanza col codice che il rabdomante ha prestabilito. Questo è il motivo per cui esiste
un numero infinito di variazioni tra gli strumenti e nel loro modo di agire.

Un volta si pensava che il rabdomante captasse le emanazioni delle sostanze che stava
cercando (acqua, minerali, ecc.), ma con il diffondersi dell'uso della rabdomanzia a distanza
(fatta su mappe o disegni del luogo), si è compreso che questa non era una valida
spiegazione. Con la rabdomanzia a distanza è infatti possibile fare delle ricerche stando
nella propria abitazione e la distanza o la profondità a cui si trova la sostanza non sembrano
fare alcuna differenza. Sono certo che è una possibilità della Mente, ma non conosco come
funziona.

Solitamente io suddivido una ricerca in tre fasi distinte:

1. La ricerca vera e propria fatto in casa su mappe o disegni o attraverso il sistema di


domande e risposte; questo lavoro viene fatto con un pendolo.
2. Verifica della ricerca precedente fatta sul terreno utilizzando una bacchetta da
rabdomante.
3. Ricerca di tutte le prove possibili per verificare l'accuratezza dei dati raccolti. Questa
è la parte più importante perché nessuna ricerca può essere considerata valida
fintanto a che la terza fase non ha comprovato la sua accuratezza.

Normalmente, quando mi accingo ad iniziare una ricerca, cerco di ottenere tutte le


informazioni disponibili e le valuto con attenzione. Questo è ciò che definisco la Stima del
Cervello e prima di iniziare qualsiasi ricerca faccio in modo che questa stima sia stata
completata.

Subito dopo formulo le domande finalizzate alla ricerca e ne trovo la risposta mediante la
Rabdomanzia. Quando vengono poste le domande, che devono essere semplici e chiare, è
essenziale "spegnere" il cervello ed i suoi pensieri e permettere alla Mente di essere libera
nelle sue funzioni per poter dare una risposta che non sia influenzata da pregiudizi e
preconcetti. Questo è un aspetto importante e l'uso della sensibilità naturale ha bisogno di
essere debitamente addestrata.

La capacità di fare il vuoto mentale richiede pratica e allenamento ed è importante per


evitare che il risultato della ricerca sia falsato dalle idee contenute nella memoria che
potrebbero far credere vera una cosa solo perché lo si desidera intensamente. Io penso che
questa sia la più grande fonte dei fallimenti dei rabdomanti. Credo anche che la suddivisione
della ricerca nelle tre fasi descritte più sopra sia il solo modo per aggirare il problema,
specialmente per i rabdomanti alle prime armi. Una volta che essi avranno imparato a
gestire questa procedura dovrebbero essere sulla strada buona.

Breve storia della Radiestesia

Nota: nella lingua italiana il termina rabdomante indica colui che per fare le sue ricerche usa
la bacchetta e radiestesista colui che usa il pendolino.

I Cinesi usavano già l'arte della rabdomanzia circa duemila anni prima della nostra Era, ed
erano divenuti cercatori molto esperti di nella ricerca di acqua, minerali, ecc. Per effettuare
le ricerche utilizzavano una bacchetta che differiva da quella classica perché era biforcuta ed
ogni estremità veniva sostenuta da un diverso operatore.

Si dice che un Imperatore cinese, appartenente alla dinastia Hia, sia stato uno dei più
grandi cercatori di acqua dell'antichità. Un'incisione su legno, datata 147 b.C., lo
rappresenta con in mano un oggetto la cui forma richiama quella di un diapason. Uno scritto
spiega, senza possibilità di malintesi, che tale attrezzo veniva usato come strumento
rabdomantico.

In Egitto, le ricerche effettuate nelle tombe della Valle dei Re, hanno permesso di scoprire
alcune bacchette ed anche un certo numero di strumenti stranamente simile ai pendolini
usati dai radiestesisti. A cosa servivano? Sembra che fossero usati dal Faraone, i suoi sudditi
ed i sacerdoti nei templi. Si trattava certamente di una scienza magica e segreta.

Sembra anche che Mosè fosse stato un rabdomante. Egli era un profondo conoscitore della
scienza e dei segreti degli Egiziani e questo, tra gli altri prodigi, gli ha permesso di trovare
l'acqua in pieno deserto.

Si racconta anche che quando Romolo fondò Roma, un ragazzo sensibile, probabilmente un
rabdomante, sali insieme a lui in cima al colle e, bacchetta alla mano, decise dove si trovava
l'area con le energie più favorevoli per la costruzione della città.

Scorrendo la storia scopriamo che quando le legioni Romane avanzavano verso la Gallia e la
Germania, i loro eserciti erano preceduti da "portatori di bacchette," la cui missione
consisteva nel trovare l'acqua, spesso sotterranea, essenziale per il rifornimento dei soldati.
In questo modo fu scoperto anche un certo numero di fonti termali.

RABDOMANZIA E RADIESTESIA (2)

Nota: nella lingua italiana il termina rabdomante indica colui che per fare le sue ricerche usa
la bacchetta e radiestesista colui che usa il pendolino.

Tutte le forme di materia emanano delle radiazioni e fu un prete svizzero, l'Abate Mermet
che, nel 1920, utilizzo per primo il termine "radioestesia", che significa appunto "sensibilità
alle radiazioni". Già in quel tempo egli stava usando la Radiestesia per effettuare delle
diagnosi mediche.

La Rabdomanzia è una delle scienze più antiche. Rappresenta la reazione di un essere


umano alle energie o radiazioni che esistono dentro e fuori di lui. Quando una persona si
muove in un dato luogo, tenendo in mano una bacchetta rabdomantica, per ricercare acqua,
oro o argento, un sottomarino come abbiamo fatto nell'ultima guerra, oppure usa un
pendolino per scegliere un medicinale, le reazioni della bacchetta o del pendolo sono
tangibili fisicamente.

La parola "Radiestesia" significa "sensibilità alle radiazioni." Questa sensibilità è stata


conosciuta per secoli per la ricerca dell'acqua sotterranea. Solo recentemente questa parola
è apparsa nella lingua inglese; essa è meglio conosciuta in Francia e negli altri paesi europei
con il suo equivalente francese Radiesthésie.

L'idea fondamentale alla base sia della Rabdomanzia che della Radiestesia è la possibilità di
eseguire delle ricerche le cui risposte dipendono dalla sensibilità degli esseri umani. Questa
sensibilità viene esercitata in presenza di acqua sotterrranea, metalli o radiazioni che
provengono da qualsiasi oggetto o persona. La vecchia parola inglese "Dowsing"
(Rabdomanzia) è stata impiegata nel passato per indicare la ricerca di acqua ed altri
oggetti.

Vi sono stati dei radiestesisti che hanno avuto successo nel cercare oggetti smarriti o
persone utilizzando per la loro ricerca un "testimone" (dalla parola francese tèmoin)
dell'oggetto o della persona mancante. Talvolta dei radiestesisti abbiano aiutato la polizia
nel seguire le tracce di assassini o persone scomparse.

Lo strumento usato dai rabdomanti è una bacchetta di nocciolo sagomato a forma di Y,


oppure da due ossi di balena legati insieme ad un'estremità. Nel passato il loro lavoro
consisteva soprattutto nella ricerca dell'acqua nelle regioni aride e tale ricerca veniva
effettuata nei luoghi prestabiliti. È solo recentemente che la sensibilità umana è stata
impiegata per qualsiasi tipo di indagine, anche delicate, in quel grande laboratorio costituito
dalla natura. Ricerche di questo tipo sono ampiamente praticate in Francia e sono state
seguite con grande interesse anche in Belgio, Italia e in altri paesi europei.

Attualmente esistono, in Europa e negli Stati Uniti, un certo numero di pubblicazioni ed


anche Società che si adoperano per diffondere l'interesse nella Radiestesia. Paracelso
pensava che il medico era colui che curava miracolosamente oppure usando le forze della
terra mediate dalla sua conoscenza ed esperienza. La Radiestesia si colloca sulla linea di
demarcazione tra questi due modi di operare.

Io penso che la Radiestesia sia, come la medicina, una scienza e una filosofia. Se qualcuno
volesse ridurla ad una scienza ed interpretarla come tale, allora dovrebbe inventare una
nuova scienza. Se non si vuole ridurla fino a questo punto bisogna comunque accettare che
gli esseri umani hanno delle possibilità che potremmo definire "miracolose" e possono
funzionare anche su livelli fisico-eterici assai sottili.

LA RADIESTESIA MEDICA (3)

Con "Radiestesia medica" si indica la possibilità di fare un'accurata valutazione


delle condizioni di salute e dell'ambiente in cui vive una data persona. Un
radiestesista competente può localizzare le zone ammalate in un organismo ed
anche le aree con energie insalubri o stress elettromagnetico (alta tensione, TV,
computer, telefonini, ecc.), all'interno di un edificio. Queste condizioni
potrebbero essere la causa di alcune disfunzioni o malattie.

Il vantaggio della Radiestesia, qualora applicata alla medicina, consiste nel fatto che diventa
possibile acquisire molte informazioni che non potrebbero essere ottenute in altro modo;
neppure con le apparecchiature più sofisticate. Si possono perciò aggiungere utili
informazioni a quelle ottenute con un esame clinico ed aiutare moltissimo a risolvere i
problemi del paziente.

Vi sono alcune informazioni che si possono ottenere con gli esami tradizionali, ma è bene
sottolineare che un esame radiestesico può essere eseguito in qualunque luogo tranquillo ed
in tempo brevissimo, purché sia disponibile un testimone della persona da esaminare
(campione di saliva, fotografia, firma, ecc.).

Mentre alcuni operatori sviluppano un interesse piuttosto ristretto nel campo delle ricerche
radiestesiche, non esiste alcuna ragione perché delle persone formate scientificamente
ritengano che l'intero argomento non meriti assolutamente la loro attenzione. È comunque
provato che la sensibilità umana ha una tale potenzialità operativa che spesso, utilizzando
dei metodi assai semplici di verifica. si possono conseguire dei risultati preziosi ed affidabili.

LA REAZIONE ELETTRONICA DI ABRAM - ERA (4)

Il dott. Albert Abrams (1863-1924), era un medico convenzionale molto qualificato, con
un'ottima posizione ed un sostanzioso capitale privato. Pertanto il Dott. Abrams poteva
condurre le sue ricerche senza contare su alcun finanziamento.

La sua scoperta fondamentale fu la constatazione che sotto certe condizioni il sistema


nervoso umano reagisce al campo di energia esterno come quello emanato dai malati, dai
tessuti di organo malati, e così via. Questa reazione si manifesterebbe per mezzo di un
riflesso muscolare che può essere rilevato battendo (a scopo diagnostico) la parete
addominale. Abrams scoprì anche che strofinando una bacchetta di vetro sull'addome del
soggetto si poteva circoscrivere il punto di risposta.

Abrams ha osservato che le varie malattie, ed anche le medicine in diluizioni omeopatiche,


possono essere rilevate ed identificate con il riflesso dello stomaco, in quanto producono
delle reazioni in parti diverse dell'addome. Queste considerazioni gli suggerirono un unico
metodo diagnostico.

In seguito egli utilizzo per la sua diagnosi una persona sana detto "soggetto" (con l'addome
scoperto) collegata con una cavo elettrico ad una piastrina posta sulla fronte del paziente.
In questo modo egli scoprì che era possibile effettuare una diagnosi sulla persona sana in
quanto essa rispondeva perfettamente alle condizioni presenti nel paziente.

Più tardi scoprì anche che certe malattie producevano la stessa reazione in un dato gruppo
di muscoli, cosa che pregiudicava alquanto il suo sistema diagnostico. Gli venne allora in
mente di porre, lungo il cavo con cui collegava il paziente con la persona sana, una
resistenza variabile o potenziometro, ovvero un congegno come quello che si utilizza per
alzare il volume della radio. Scoprì in questo modo che la regolazione del potenziometro era
unica per ciascun tipo di malattia, rendendo così possibile una diagnosi accurata di una
larga serie di condizioni.

Con altri esperimenti arrivo alla conclusione che si potevano fare delle diagnosi accurate
usando solo un campione di sangue del paziente, ed anche lavorare a distanza ponendo il
campione del paziente vicino alla linea telefonica; tali prove furono compiute su distanze
maggiori alle 500 miglia.

Da questi elementi si deduce che:

1. vi è una reazione muscolare allo stimolo di un campo di energia esterno (quella che
viene chiamata sensibilità radiestesica);
2. si può utilizzare un campione dal paziente per effettuare la diagnosi in sua assenza;
3. si può definire un unico valore che rappresenta una malattia o una altro fattore
energetico; 4. vi è la possibilità di operare a distanza.

LA RADIOTERAPIA (5)

Sembra che la dottoressa Ruth Drown (1892-1963), una chiropratica residente a Hollywood,
in gioventù abbia lavorato nella clinica di Abrams ed in seguito abbia deciso di sviluppare i
suoi metodi.

Drown riprogettò lo strumento diagnostico del Dr. Abrams creando un sistema compatto più
flessibile in grado di fornire una maggiore capacità diagnostica. Il campione di sangue del
paziente veniva posto in un piccolo contenitore nello strumento e l'addome del soggetto
venne sostituito con una piccola membrana di gomma chiamato "stick pad" (il cuscinetto
che attacca). Per fare una diagnosi era sufficiente ruotare il potenziometro mentre l'indice
veniva strofinato sul cuscinetto. Quando il valore potenziometro era tale da creare una
risonanza tra la malattia del paziente e l'operatore il dito restava "incollato" sulla membrana
del cuscinetto.

La definizione delle "Rate"

Questa nuova apparecchiatura le permise di stabilire un'ampia serie di valori con cui il
potenziometro indicava le varie malattie, a questi valori diede il nome di "rate" che sono dei
valori relativi così come i grammi lo sono per il peso.

Con i valori raccolti ella creò un elenco che copriva la maggior parte delle strutture del corpo
umano, molti tipi di malattie, veleni, tossine ed una serie di altri fattori che includono anche
gli stati emotivi.

Drown cercò di definire il valore delle strutture e misurare il grado di devianza dalla
perfezione, per poi rettificare qualsiasi squilibrio o carenza. In parole povere supponiamo
che la rate (il valore vibratorio da lei stabilito) per un fegato sano fosse 48,5. Il
potenziometro veniva regolato su tale valore ed ogni deviazione (in più o in meno) indicava
un problema nel fegato oppure in qualche organo in grado di influenzarlo.

Il suo metodo terapeutico principale consisteva nell'"alimentare" la parte malata cone le


giuste modalità vibratorie, utilizzando un collegamento elettrico oppure a distanza. L'idea di
base presupponeva che le nuove cellule sarebbero state sane e, nel tempo, avrebbero
sostituito quelle malate rinnovando l'intera struttura. In accordo con le informazioni di cui
disponeva la dottoressa Drawn affermava di aver ottenuto molte guarigioni.

Nel suo sistema di cura ella considerava prioritario curare il sistema endocrino e,
considerando come la Radionica si sia diffondendo come sistema terapeutico a livello
energetico, possiamo già vedere nelle sue idee l'analisi dell'anatomia energetica umana
come viene fatta dagli operatori che usano la Radionica, almeno in Inghilterra.

Da quanto sopra sembrerebbe che, almeno virtualmente, qualsiasi cosa possa essere
rappresentata con il numero che rappresenta le sua modalità vibratorie (Radionic Rate),
comprendendo, ovviamente, anche i rimedi omeopatici. In teoria dovrebbe essere anche
possibile trovare le Radionc Rate per rimedi non ancora esistenti oppure basati su sostanze
pericolose, ad esempio i materiali radioattivi.

LA RADIONICA (6)

Ebbene cosa fa un operatore di Radionica? Per prima cosa egli usa la sua mente, ma lo fa in
modo piuttosto speciale. Egli non la usa per analizzare il problema che vorrebbe risolvere
cercandone la soluzione: incorpora, invece, nella situazione le sue facoltà mentali come se
ne fossero un fattore costituente. Consapevole della distinzione tra la mente conscia e
subconscia, egli usa quest'ultima come uno strumento di quella cosciente. Mentre utilizza la
mente subconscia allo scopo di ricercare informazioni, egli usa quella cosciente per valutarle
e decidere logicamente e razionalmente come utilizzarle. Può anche rivolgersi nuovamente
alla mente subconscia per trovare il modo migliore di amministrare il trattamento trovato.

Per meglio utilizzare le sue facoltà mentali egli le rende tangibili con apposite
apparecchiature disegnate per ottenere i vari scopi desiderati, che possono essere alquanto
differenti tra loro. Pertanto, per formulare una diagnosi medica verrà usato un pendolino o
altre apparecchiature di rilevazione, in modo da rendere evidenti le risposte che la mente
subconcia fornisce alle domande fatte da quella cosciente

Per effetturare il trattamento, l'operatore crea un campo di energia specificamente


designato per sopperire alle necessità del paziente in quel preciso momento. Questo campo
può essere realizzato tramite un convenzionale strumento radionico (una scatola con un
certo numero di potenziometri) oppure per mezzo di disegni geometrici (diagrammi),
generalmente su cartoncino. In entrambi i casi si ottiene il medesimo effetto in quanto lo
scopo da raggiungere è quello di creare un campo di forze sottili in grado di rettificare le
distorsioni rilevate nel campo energetico del paziente.

Questo processo può essere illustrato facendo riferimento ad un esperimento che si può fare
ponendo della limatura di ferro su un foglio di carta. Se, dopo aver posto la limatura in un
certo modo, si pone una calamita sotto la carta, si vedrà che la limatura assume una
configurazione ben determinata. Si potrà anche notare come tale configurazione venga
alquanto disturbata muovendo il magnete e ritorni alla configurazione primitiva quando il
magnete viene posto nella sua posizione iniziale.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

• 1. A scatter in dowsing, una conferenza del Major-General J. Scott Elliot, C.B., C.B.E,
D.S.O).
Pubblicata sul Journal of British Society of Dowsers. Vol. XXV No.171, March 1976, p.
50.
• 2. Brani tratti da: An Introduction to Medical Radiesthesia and Radionic,
by Vernon D. Wethered, B.sc. The C.W. Daniel Company Limited, London, 1974.
• 3. Ibid.
• 4. Brani tratti da: Reflections on the Ether and some Notes on the Convergence
between Homoeopathy and Radionics, by Nick Franks BA, MRadA.
http://www.radionic.co.uk/Franks%20A4.1.htm
• 5. Ibid.
• 6. Radionic Quarterly Vol. 21, No. 4, Sept 1975.

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