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QUADERNI DI SPECULAZIONE DI BORSA

A cura de lla re daz ione di LombardRe port.com


Vener dì 10 Novembr e 2000 Numer o 11
Settimanale di tecnica di speculazione di Borsa
Direttore responsabile Dott. Emilio Tomasini, autorizzazione n.1550 – 11/09/00 del Tribunale di Modena
Redazione Via Pascoli 7 41057 Spilamberto – MO fax 059 785974
Informazioni: lombfut@lombardreport.com

SOMMARIO

Pag 2 – ESTRATTI DAL LOMBARD REPORT


• FACK YOU PAISA racconto non convenzionale su Jhon Gambino di Emilio
Tomasini
• NUOVO NATO NELLA FAMIGLIA LOMBARD arriva l’esperto di Edge Founds

Pag 4 – ANALISI INTERMARKET 3° parte di Goffredo Monetti

Pag 5 – RENKO le differenze con il Point & Figure di Virginio Frigieri

Pag 7 – METODOLOGIE DI TRADING Larry Williams di Camillo Adriani

Pag 8 – CANDLESTICK 2 abbinata ai Charts di Giulio Valdritti

Pag 9 – I COVERED WARRANT variabili che ne influenzano il prezzo: volatilità e


livello dei tassi di interesse di Fabrizio Badariotti

Pag 11 – MOB 2° parte Advanced Get e i Pivot, cosa riproduce Mob, il test e le
conseguenze del mancato superamento di Mob di Massimiliano Del Corona

Quaderni di Speculazione di Borsa 1 Venerdì 10 Novembre 2000


ESTRATTI DAL LOMBARD REPORT

FUCK YOU PAISA’ di Emilio Tomasini


Lombard Report 06 Novembre
John Gambino spero non me ne voglia se racconto qualcosa di non convenzionale sul suo conto. John
Gambino terrà un corso di analisi tecnica tra breve e non vorrei che i lettori intendessero che io voglio fare un
articolo promozionale. Il fatto è che ho sempre sulla coscienza il viaggio che io feci alcuni anni or sono a
Chicago e New York non tanto a vedere dalle vetrate il Nymex quanto a toccare in 45 lunghi giorni tutto e tutti
dell’analisi tecnica USA: dal floor del CBOT, al desk di tre diversi broker, al floor del Nymex, ai corsi di Get
nella sede centrale, ai corsi di Larry Williams, ai corsi di altri analisti tecnici, ai colloqui con altri noti e meno
noti traders USA. Ebbene, di quel viaggio non ho mai scritto niente perché .. purtroppo non ho ne mai avuto il
tempo. Oggi faccio ammenda. Non sono capace, come i lettori sanno, di menare il can per l’aia. Ebbene John
Gambino è stato il mio cicerone quando ho visitato New York durante questo viaggio. O meglio, non ho visitato
New York, ho visitato il NYSE, il Nymex, e la sede Centrale di Merrill Lynch oltre che alla trading room di
Gambino. Come i lettori sapranno, John Gambino è stato un analista tecnico a Merrill Lynch. Che livello di
analista tecnico l’ho capito subito quando, davanti al World Trade Center, sede di Merrill Lynch, il buon
Gambino ha forzato il blocco di guardiani e sceriffi privati (negli USA chi è uscito da una grande corporation
non può più entrarvi se non se invitato) salutando una specie di Tex Willer anzianotto che lo ha accolto a
pacche sulle spalle, dicendo ad un altro killer che il tale lo aspettava al primo piano, ad un altro ancora che non
si doveva preoccupare che lui non sarebbe mai entrato in quel posto del c.... . Ovviamente mentre diceva
questo entrava platealmente con al seguito l’allegra brigata italiana. Poi ha arruolato un giovane ragazzotto e lo
ha costretto a portarci a spasso nei tre diversi piani, uno per i bonds e per le operazioni sintetiche, l’altro per le
azioni ed il terzo per i futures. I piani sono grandi come campi da calcio e ci sono qualche centinaio di tossici
che scrutano qualche migliaio di monitors. Alle pareti le camicie e le cravatte esposte come trofei che gli
indigeni sono soliti tagliare ai neoassunti. Debbo dire che il nonnismo non esiste solo nelle caserme della
fanteria italiana ma anche alla Merrill Lynch di New York. E quella è naja selvaggia, brutale. Il nostro
proseguiva sui piani come il papa in piazza San Pietro ed ogni tanto, all’apparire di una calvizia o di una
chioma bianca, partivano i saluti e le pacche sulle spalle. Infine il buon Gambino ci ha portato sul floor del
Nymex. Qui è successo l’incredibile. Ad ogni passo dal pit di questo o quel contratto appariva un anziano
broker che gli urlava “Fuck you paisa’, oppure “minchia Giuanni” e poi giù in uno slang incomprensibile USA tra
pacche e buffetti, baci ed abbracci come se fossimo stati in piazza a Randazzo. Dovete infatti sapere che i
vecchi del floor di New York sono tradizionalmente ebrei, irlandesi ed italiani. E tra gli italiani predominano
veneti e siciliani. E aveva dell’incredibile come questo signore anziano si aggirasse tra gli esagoni del Nymex
distribuendo baci ed abbracci a tutto il personale, ormai al limite del pensionamento, di origine italiano. E
quando passava qualcuno di più giovane lui immancabilmente diceva “cunuscevo suo padce, gran sun of
mignotta” oppure “chiddu is the sun of a good friend of mine, he was about a padrino of me, since we started a
faticare toghether.” John Gambino applica ai mercati Advanced Get ma soprattutto una grande esperienza. A
lui devo molti piccoli segreti per leggere i mercati e soprattutto una passione per i grafici che, purtroppo, non
sarà mai grande come la sua.

Nuovo nato nella famiglia Lombard


Lombard Report 10 Novembre
Oggi inizia a scrivere su Lombard Report.com il dottor Alessandro Gatti, abbonato storico del Lombard
(direi tra i primi), veterano del trading, con una passione particolare per gli hedge funds. Questo nuovo
collaboratore cercherà di spiegarci in maniera chiara il mondo di solito piuttosto oscuro degli hedge
funds. Gli diamo tutti il benvenuto. Soprattutto perché è un altro segnale tangibile della filosofia
Lombard per cui siamo tutti sulla stessa barca, nessuno è più bravo degli altri e abbiamo tutti da
imparare (soprattutto l’umile direttore di questo foglio). L'unico commento che ci viene da dire è che
forse, come per altri ex lettori diventati collaboratori, era per lui più tranquillo assistere allo spettacolo
piuttosto che recitare in prima persona. Per questo ad Alessandro Gatti va da subito un grazie sincero.
La parola al nuovo collaboratore:

Negli ultimi anni l’ottimo andamento delle piazze finanziarie occidentali ha garantito buone performances
complessive a quei risparmiatori che hanno dedicato parte delle loro risorse ai mercati azionari, sia attraverso il
risparmio gestito che acquistando i singoli titoli su consiglio dell’addetto del borsino, del vicino, di un buon
report…., i più evoluti per un processo decisionale fondato sull’analisi tecnica e/o fondamentale. Purtroppo
però il trend dei mercati azionari non è univocamente rialzista, e, quindi, anche nel bel mezzo del (cito il buon

Quaderni di Speculazione di Borsa 2 Venerdì 10 Novembre 2000


direttore) “più grande bull market della storia” spesso ci si imbatte in violente correzioni, sia a livello globale (es.
crisi asiatica) che a livello di settori (es. tech stocks da marzo a ottobre). L’avversione verso le rilevanti perdite
patrimoniali e l’esigenza di stabilizzare il rendimento del capitale (utilizzo infatti una società di capitali per certe
tipologie di operazioni e opero praticamente sempre con forte leva) sono l’input che mi ha spinto ad affiancare
agli investimenti “plain vanilla” anche gli strumenti alternativi, o almeno quelli, fra questi ultimi, scarsamente
correlati con il mkt sottostante.
Gli obiettivi di questa rubrica, che si prefigge di essere settimanale/bisettimanale), sono:
• Fornire una asset allocation di massima, che preveda la distinzione fra liquidità, posizioni long,
posizioni non correlate linearmente con il mkt;
• Indicare prodotti che siano ritenuti validi da chi scrive per la quota di portafoglio da destinare al mkt
azionario, ma non oggetto di trading quotidiano, (siano essi fondi comuni di diritto italiano,esteri,
fondi chiusi, oppure l’identificazione di settori da sovrappesare-sottopesare), e, soprattutto, hedge
funds: equity long/short, market neutral, arbitrage (convertible, fixed incombe, merger, statistical),
macro; sempre per la parte long può essere interessante anche affrontare il tema del private equity;
• trasmettere un certo interesse verso la “gestione delle posizioni” (es: utilizzo di derivati come opzioni
per adattare il profilo di rischio del portafoglio, sterilizzando o aumentando determinati pesi su settori
o mercati…);
• cercare di individuare commissioni o tassi che siano da considerarsi competitivi (valutando quindi il
vostro intermediario).
Per quanto concerne invece le singole operazioni di trading si rimanderà quasi sempre alle valide e specifiche
rubriche tenute dai colleghi, ad esempio per il mercato delle isoalpha, illiquido ma ricco di opportunità, o ai
mitici p/t del Dott. Bellosta per l’impiego del cash.
Vorrei la parte a maggior valore aggiunto fosse quella riguardante la presentazione dei prodotti hedge, ora
d’attualità anche nel nostro paese (nel luglio di questo anno Citco-Kairos ha ottenuto la prima licenza da
Bankitalia come “sgr speculativa”, quindi autorizzata ad istituire hedges e funds of funds), anche mediante
interviste dirette ai gestori e presentazioni di prodotti.
Colgo l’occasione per ringraziare il direttore del report per la stima mostrata nei miei confronti, saluto i nuovi
colleghi (alcuni vecchi amici, altri li apprezzo da tempo per gli scritti) ed invito i sopracitati ed anche i lettori –
molti dei quali, forum docet, sono veramente preparati- a contattarmi senza indugio per rilievi, suggerimenti,
domande.

TIPOLOGIA PERCENTUALE Settori/prodotti/titoli


CASH 20% …………………..

LONG 40% Editoriali, telefonici, produttori software


(stock picking)
HEDGE 40% …………………….

Per concludere allego, per provare a solleticare la curiosità dei lettori, una sintetica spiegazione dello stile di
gestione ed un sunto dei risultati di un hedge fund chiamato “Sentry”, della società di a.m. “Fairfield Greenwich
Group”. Premetto che mi sono imbattuto in hedge con un rendimento medio variabile dall’8/9% annuo fino ad
oltre il 50%: il Sentry è situato quindi nella fascia bassa, ma è stupefacente la bassissima variabilità dei
risultati e la quasi completa assenza di drawdowns: ecco perché nella mia asset allocation difficilmente
vedrete obbligazioni!
N.B. per le condizioni si rimanda ad articoli seguenti.
STRATEGIA SENTRY FUND: Acquisto unlevered di 30-35 titoli dello S&P 100. Copertura con un “collar”
costruito vendendo opzioni call out of the money e comprando put at or out of the money. L’acquisto di opzioni
è di “size” equivalente al portafoglio titoli long. Un bullish o bearish bias è ottenuto con un fine tuning sugli
strike delle opzioni, ma il sottostante controllato equivale sempre al portafoglio azionario detenuto sullo S&P.

year Sentry return DJIA return


7/89-12/89 11,12% 12,83%
1990 41,34% 7,93%
1991 67,59% 29,87%
1992 92,16% 35,29%
1993 114,56% 53,85%
1994 139,21% 57,15%

Quaderni di Speculazione di Borsa 3 Venerdì 10 Novembre 2000


1995 170,19% 109,71%
1996 205,25% 164,27%
1997 247,98% 224,10%
1998 294,68% 276,28%
1999 350,67% 371,18%
2000 392,62% 336,50%
SENTRY DJIA
Compound annual returns 15,35% 14,11%
Compound return 1999 9,31% -7,36%
Annual standard deviation 2,98% 14,03%
Correlation (sentry vs index) 0,242079
Sharpe ratio 3,11 0,57
Sterling ratio 27,91 0,89
Worst drawdown -0,55% -15,93%
Months to recover 1 8
Percentage up months 97,01% 65,67%

Analisi Intermarket 3° parte di Goffredo Monetti


Di seguito alcune comparazioni relative alla fine anno borsistica americana ed italiana dal 1993 ad oggi. E una
nota relativa all’andamento della borsa americana prima delle elezioni del presidente degli stati uniti. Alla luce
di questi fatti investirò su fondi azionari e bilanciati americani e italiani almeno sino alla fine dell’anno.
Confronto periodo novembre dicembre per Nasdaq Dow Jones e Mibtel
Nasdaq
Indice Data Valore Andamento dopo 2
mesi
Nasdaq 01 novembre 1993 779
Nasdaq 31 dicembre 1993 777 Immutato
Nasdaq 01 novembre 1994 776
Nasdaq 31 dicembre 1994 749 Lieve ribasso
Nasdaq 01 novembre 1995 1037
Nasdaq 31 dicembre 1995 1052 Lieve rialzo
Nasdaq 01 novembre 1996 1223
Nasdaq 31 dicembre 1996 1295 Lieve rialzo
Nasdaq 01 novembre 1997 1609
Nasdaq 31 dicembre 1997 1579 Lieve ribasso
Nasdaq 01 novembre 1998 1783
Nasdaq 31 dicembre 1998 2208 Forte rialzo
Nasdaq 01 novembre 1999 2971
Nasdaq 31 dicembre 1999 4079 Forte rialzo

Dow jones
Indice Data Valore Andamento dopo 2
mesi
Dow jones 01 novembre 1994 3863
Dow jones 31 dicembre 1994 3883 immutato
Dow jones 01 novembre 1995 4755
Dow jones 31 dicembre 1995 5096 Buon rialzo
Dow jones 01 novembre 1996 6029
Dow jones 31 dicembre 1996 6549 Buon rialzo
Dow jones 01 novembre 1997 7546
Dow jones 31 dicembre 1997 7916 Buon rialzo
Dow jones 01 novembre 1998 8596
Dow jones 31 dicembre 1998 9275 Forte rialzo

Quaderni di Speculazione di Borsa 4 Venerdì 10 Novembre 2000


Dow jones 01 novembre 1999 10745
Dow jones 31 dicembre 1999 11453 Forte rialzo

Mibtel
Indice Data Valore Andamento dopo 2
mesi
Mibtel 01 novembre 1993 9360
Mibtel 31 dicembre 1993 9913 Buon rialzo
Mibtel 01 novembre 1994 9919
Mibtel 31 dicembre 1994 9977 Immutato
Mibtel 01 novembre 1995 9419
Mibtel 31 dicembre 1995 9453 Immutato
Mibtel 01 novembre 1996 9621
Mibtel 31 dicembre 1996 10640 Forte rialzo
Mibtel 01 novembre 1997 15093
Mibtel 31 dicembre 1997 16700 Forte rialzo
Mibtel 01 novembre 1998 20225
Mibtel 31 dicembre 1998 23820 Forte rialzo
Mibtel 01 novembre 1999 23219
Mibtel 31 dicembre 1999 28937 Fortissimo rialzo
La borsa americana si è sempre fatta trovare molto forte alla vigilia delle elezioni:
Novembre 1992 elezione del presidente degli stati uniti: Nasdaq al 10 novembre 623 Nasdaq alla fine del mese
650, DJ all’inizio mese 3226, DJ fine mese 3282.
Novembre 1996 elezione del presidente degli stati uniti: Nasdaq all’inizio mese 1224, Nasdaq alla fine del
mese 1295, DJ all’inizio mese 6029, DJ fine mese 6522.

RENKO di Virginio Frigieri


L'etimologia del nome, deriva con ogni probabilità dalla parola giapponese Renga che significa mattone.
Avendo già parlato abbastanza in dettaglio del Point & Figure, nella parte precedente, cercheremo di procedere,
più speditamente per differenze, poiché molte sono le analogie che si presentano tra questa tecnica e il point
& figure. Anche in questo caso infatti la dimensione del mattone va fissata a priori come nel point & figure
stabilivamo la dimensione del box. I mattoni in questo caso sono bianchi o neri come nel candlestick. I criteri di
definizione del mattoncino, come per il box di P&F, sono al solito estremamente soggettivi, ma in generale
diciamo che in base alla propria attitudine al rischi, all'orizzonte temporale su cui si ragiona, all'estensione dei
prezzi presenti nella serie storica etc., e non ultima la propria esperienza, l’analista deve stabilire due cose:
1. Individuare il giusto "ammontare predefinito" del mattoncino.
Nel point & figure suggerivo un metodo basato sulla massima perdita sostenibile. Un criterio alternativo,
può essere quello di individuare, come quando si cerca di costruire la migliore media mobile, il valore che
massimizza il numero di operazioni vincenti. Del resto anche il Renko come le medie mobili rientra nella
gamma di strumenti trend following, e come ogni strumento trend following darà i risultati migliori nelle
fasi di trend, piuttosto che nelle fasi di congestione.
2. Stabilire la politica e il momento per entrare/uscire dal mercato.
Quindi anche qua decidere se muoversi alla comparsa del primo mattoncino di colore opposto, piuttosto
che attendere la conferma di un secondo o di un terzo mattone.
La differenza fondamentale rispetto al point&figure è che non definisco a piacere il numero di mattoni per il
reversal. Il Renko lavora implicitamente come una sorta di 1-box-reversal.
Quando la variazione di prezzo è negativa avrò un mattone nero, e quando è positiva avrò un mattone bianco.
Nel P&F, potevo scegliere di ragionare su uno dei quattro prezzi (apertura, minimo, massimo, chiusura), ma
potevo anche ragionare alternativamente sui minimi e sui massimi come spiegato in precedenza. Nel renko si
lavora sempre su un prezzo e generalmente (per chi usa Metastock obbligatoriamente) sui prezzi di chiusura.
Tanto per esplicare bene la meccanica di costruzione riprendiamo la nostra tabella di esempio sulle
"Canestracci Oil" già usata nel Point&Figure.

Quaderni di Speculazione di Borsa 5 Venerdì 10 Novembre 2000


Al solito per capirne bene la meccanica è preferibile farlo su carta. Il primo prezzo disponibile della serie è 1.35.
Sulla carta tirate un trattino in corrispondenza di questo valore che è detto "price base". Questa volta che non
ho il problema dei tre box reversal, userò come valore per il mattone 0.05 , anziché 0,03 come per il P&F, che
mi torna anche comodo per fare i calcoli. Ovviamente, Metastock il trattino iniziale per il price base non lo
mette, ma è lo stesso. A questo punto avendo stabilito 0.05 come dimensione del box, andrò a piazzare un
mattoncino nero solo se scendo a 1.30 o sotto, o viceversa un mattoncino bianco, solo se raggiungo o rompo
1.40. Osservando i numeri successivi della serie, vediamo che il secondo giorno sono a 1.29 e quindi la
condizione per il mattone nero è soddisfatta. Anche qua come nel point and figure i rotti non li considero, ovvero
per avere due mattoncini neri anziché uno solo, devo necessariamente arrivare a 1.25. Se mi fermo a 1.29,
1.28, 1.27 o 1.26 , il mattone è, e rimane uno solo. Il mattone nero va disegnato a partire da 1.35. Adesso
arriviamo all'unico punto su cui occorre fare attenzione, poi dopo è tutta discesa.
Nel renko non posso mai, avere due mattoncini di opposto colore affiancati!! Il grafico deve sempre
risultare a scalini, e ogni mattone determina una nuova colonna.
Quindi ne consegue che se da 1.3 il prezzo scendesse ancora a 1.25 aggiungerei un mattone nero scalettato
da 1.3 a 1.25, ma se il terzo giorno il prezzo tornasse a da 1.30 a 1.35 non devo mettere niente!, altrimenti
violerei la regola suddetta. Per attaccare un mattoncino bianco al primo nero devo quindi raggiungere 1.4. Fatta
questa doverosa puntualizzazione proseguiamo l'analisi della serie storica e vediamo che dal 4/9 al 7/9 non ho
condizioni per aggiungere mattoni, poi il giorno 8/9 chiudo a 1.42 che è maggiore di (1.35+0.05). Il giorno 8/9
metto dunque un mattone bianco nella colonna adiacente a quella del mattone nero con escursione da 1.35 a
1.40. Il giorno 11/9 raggiungo 1.45 e quindi piazzo il secondo mattone bianco spostandomi di una colonna con
escursione da 1.40 a 1.35. Il 12/9 non succede nulla e il 13/9 arrivo a 1.51, quindi nuova colonna con nuovo
mattone bianco fino a 1.5. Ora per la stessa regola di cui sopra per mettere un mattone nero devo toccare 1.40
cioè 0.05 in meno a partire dalla base dell'ultimo mattone bianco. L'evento si verifica il 19/9 con una chiusura
esatta a 1.40. Ora che la meccanica è stata esplicata, proseguite fino ad esaurire la serie dei dati. Se avete
fatto tutto bene, vi deve comparire il grafico come sotto riportato:

Quaderni di Speculazione di Borsa 6 Venerdì 10 Novembre 2000


Adesso possiamo passare ad un grafico reale.

Sotto un esempio di testa e spalle rovesciato visto con grafico lineare e con Renko che riesce a mantenere la
figura e la neck-line.

Conclusioni:
Visivamente prende…diciamolo pure è bello. Preciso e netto nei punti di inversione se i mattoncini sono
calcolati bene. Il grande vantaggio del computer rispetto alla carta è che si può fare e disfare in un secondo per
cui generalmente con tre/quattro prove al massimo, quando si ha un po’ la mano si trova la dimensione che
soddisfa di più. Le trend line restano sempre sconsigliate visto che non ho la dimensione temporale e che
perdiamo i minimi e i massimi reali addirittura due volte. Una perché usando il solo prezzo di chiusura non li ho
e due perché anche il prezzo di chiusura, subisce la censura della misura fissa del mattone. Visivamente non
ho né la sensazione del Momentum, né dell’RSI. Non l’ho specificato nel capitolo P&F, ma lo dico ora. Quando
dico che le trend line sono poco affidabili, è implicito che sono inaffidabili anche tutti gli altri strumenti più
sofisticati dell'analisi tradizionale, come i Fibonacci Retracement, le Fan line, archi e compagnia bella. Anche
per gli obiettivi di prezzo, qua diventa dura. L’unico sistema empirico che ho provato qualche volta, è di emulare
il conto verticale di P&F, raddoppiando in questo caso la lunghezza della gamba, invece di triplicarla, ma non ci
faccio mai troppo affidamento.
Nel prossimo numero il Kagi

Metodologie di trading di Camillo Adriani


"La maggior parte dei traders è impegnata a cogliere massimi e minimi per battere il mercato, piuttosto che a
guadagnar soldi. Ma se l’obbiettivo è guadagnare, allora si può raggiungere in barba a ciò che il nostro broker,
gli amici, i vicini, l’impiegato di banca, i gestori ci raccontano." Nel volume 2 di "The definitive guide to futures
trading", Larry Williams ribadisce questo importante concetto nel capitolo riguardante "Le probabilità di
raddoppiare i vostri soldi". Egli prende infatti in esame non tanto il suo trading system, quanto il nostro stesso
comportamento avendo a portata di mano un buon sistema che funzioni almeno al 50% (meglio al 60%). Egli

Quaderni di Speculazione di Borsa 7 Venerdì 10 Novembre 2000


ritiene che il mercato è assolutamente imprevedibile e qualsiasi sistema di trading non può darci l’infallibilità, e
aggiunge che gli eventuali test effettuati sul passato non possono garantirci la buona performance ottenuta
anche nel futuro; un testo che raccomando a tutti coloro che vogliano accostarsi al mercato delle commodities
o dei futures, in cui è spiegato come gestire un investimento (money menagement) e come trasformare un
freddo calcolo in un interessante profitto. Nella prima parte del testo invece egli focalizza l’ attenzione su ciò
che riguarda il sistema di trading vero e proprio, quale il conteggio delle barre e del funzionamento dell’ Ultimate
Oscillator, un indicatore molto efficace nel segnalare nuovi cambiamenti nei prezzi. L’ Ultimate oscillator mette
a confronto il prezzo di una security con il prezzo di x-periodi precedenti. Larry Williams fa notare che i valori
degli oscillatori possono variare grandemente a seconda del numero dei periodi usati durante il calcolo, perciò
egli ha sviluppato l’ Ultimate che utilizza somme ponderate di tre oscillatori, ognuno dei quali usa differenti
periodi di tempo (per esempio 7,14,21 gg.). I tre oscillatori si basano sulla definizione di Williams di "buying and
selling pressure". Egli stesso raccomanda di operare seguendo una divergenza e un breakout del trend nell’
Ultimate Oscillator. Si ha una divergenza positiva quando il prezzo di una security realizza un minimo più basso
non confermato da un minimo più basso nell’oscillatore; al contrario si ha una divergenza negativa quando i
prezzi realizzano un nuovo massimo non confermato da un nuovo massimo nell’oscillatore. Nel grafico
sottostante un esempio emblematico dell’ottimo segnale d’acquisto scaturito dal breakout della resistenza a
seguito della formazione di una divergenza positiva. Notare altresì la rottura del supporto sull’ oscillatore

avvenuta ieri, 9 novembre, che anticipa il movimento dell’odierna seduta.

Candlestick 2 abbinata ai Charts Di Giulio Valdritti


8) Counterattack Lines: Indica la fine del Rialzo ovvero del Ribasso ( Storno o Rimbalzo Tecnico pericolosi
come loro evoluzione futura).

9) Harami:Anticipa l’inversione del Trend in corso, la presenza di Supporti/Resistenze nelle immediate


vicinanze confermera` il segnale anticipatore di Candlestick.

Quaderni di Speculazione di Borsa 8 Venerdì 10 Novembre 2000


10) Evening Star ed Evening Doji Star: Forti formazioni di fine Rialzo, Storni Tecnici profondi e molto
pericolosi.

11) Advance Block: Indica fine del Rialzo vicina, la presenza di una Trendline leggermente superiore e di
Resistenza, sara` la sua conferma.

Nella prossima uscita Candlestik 3 abbinata agli Algoritmi

I Covered Warrant di Fabrizio Badariotti


LA VOLATILITA’
Una delle variabili più importanti che concorrono a determinare il valore di un warrant è sicuramente la volatilità
. Questa indica la dimensione della probabile variazione del prezzo dell’underlying ; in particolare indica la
probabile oscillazione di quel prezzo intorno ad un trend ; non implica tuttavia l’andamento al rialzo o al
ribasso del trend medesimo. Nei modelli di pricing più usati la misura della volatilità è di solito data dalla
deviazione standard e la relazione con il prezzo del warrant è diretta; all’aumentare della volatilità aumenta il
valore potenziale che il mercato attribuisce alla opzione (indipendentemente dal fatto che si tratti di una call o di
una put ) . Per rendere più chiaro ciò facciamo riferimento alla figura 3.

Quaderni di Speculazione di Borsa 9 Venerdì 10 Novembre 2000


f(S) Azione con alta volabilità

Azione con bassa volatilità

E(S) Pe S

Figura 3 : confronto tra azioni con uguale prezzo di esercizio e volatilità differenti.

Si supponga che l’investitore debba decidere tra l’acquisto di due warrant che danno diritto ad acquistare allo
stesso prezzo di esercizio (Pe) due azioni con distribuzioni di probabilità aventi media eguale e varianza dei
prezzi differenti. L’esistenza di un limite alla perdita potenziale spinge il detentore dell’opzione a preferire
warrant su azioni che, a parità di prezzi medi attesi, presentino una volatilità più elevata dei corsi. Essa infatti
comporta un aumento delle probabilità di ottenere un risultato superiore a quello atteso. In termini grafici,
l’investitore è interessato alla parte della distribuzione di probabilità dei prezzi attesi delle azioni alla destra del
punto Pe. Ecco spiegato perché il valore di un warrant può aumentare o diminuire semplicemente
perché il mercato modifica le previsioni in merito alla volatilità del prezzo dell’attività finanziaria
sottostante. A tale proposito è bene chiarire che esistono tre concetti di volatilità :
- volatilità “ storica” che esprime l’ampiezza delle fluttuazioni fatte registrare dal valore corrente
dell’underlying intorno ad un valore medio rilevato nel corso di un prefissato periodo di osservazione . Chi lavora
con questo metodo ipotizza che il livello della volatilità calcolato sul periodo preso come riferimento tenda a
ripresentarsi in futuro; e quindi utilizzando gli strumenti classici della statistica (osservazione dei dati passati e
estrapolazione sul futuro) si arriva alla determinazione del livello di volatilità da inserire nel modello. L’utilizzo
della volatilità storica nei modelli di pricing è stata più volte soggetta a critiche ; difatti la volatilità tende a
cambiare continuamente e la stima di quella passata può rivelarsi sensibilmente sbagliata per il futuro.
- volatilità “ implicita” che è espressa dal mercato dei warrant sotto forma di maggior valore complessivo
dell’opzione nei confronti del valore intrinseco; la volatilità implicita esprime quindi la sintesi delle previsioni a
quell’epoca formulate dal mercato in merito all’ampiezza ed alla frequenza delle future fluttuazioni del prezzo
del sottostante.
- la volatilità “ anticipata” ( o prospettica ) che sintetizza le previsioni effettuate da ciascun operatore in
merito all’ampiezza ed alla frequenza delle fluttuazioni che il prezzo dell’underlying potrà far registrare in un
prefissato intervallo di tempo . La volatilità anticipata è quindi dotata di un grado di soggettività molto più intenso
della volatilità storica e di quella implicita; in ogni caso nel determinarne la dimensione non si può prescindere
dalla analisi della volatilità storica. Ogni trader desidererebbe sapere ex- ante quale sarà il livello della volatilità
futura, in quanto la maggior parte dei profitti e delle perdite future dipenderanno da essa . Ecco allora quale
può essere la strategia per operare sul mercato dei warrant abbinando il principio della volatilità implicita e
prospettica. Parecchi operatori procedono alla rilevazione dei prezzi delle opzioni quotate nelle borse e poi
convertono quei prezzi in volatilità implicita in quanto i prezzi di mercato costituiscono una espressione della
media della distribuzione dei previsti prezzi futuri. A tal fine, qualunque sia il modello matematico utilizzato;
noti il prezzo corrente del warrant , il prezzo di mercato dell’attività sottostante , il livello dei tassi di interesse,
le altre condizioni contrattuali relative all’esercizio ; basta ipotizzare che l’incognita sia rappresentata non dal
prezzo dell’opzione bensì dalla volatilità . Una volta che il modello matematico abbia consentito di determinare
la volatilità implicita, questa viene comparata con la volatilità prospettica che l’operatore ritiene maggiormente
appropriata. Il risultato di questa comparazione fornisce un elemento di rilevante significato per la
configurazione delle politiche di negoziazione delle opzioni, difatti :
- Quando la volatilità implicita nel prezzo corrente dell’opzione è giudicata elevata nei confronti di quella che
l’operatore autonomamente valuta, talché egli ritiene di poter prevedere una riduzione della stessa, la strategia
di mercato si incentrerà sulla vendita di opzioni che possano consentire di conseguire un vantaggio dalla
riduzione della volatilità;

Quaderni di Speculazione di Borsa 10 Venerdì 10 Novembre 2000


- quando la volatilità implicita è invece inferiore rispetto a quella prospettica si adotteranno strategie imperniate
sull’acquisto di opzioni.
Chi opera con questa logica di fatto assume delle posizioni basandosi esclusivamente sulle previsioni circa il
grado di volatilità anticipata , pur non formulando alcuna aspettativa in merito al rialzo o al ribasso del prezzo
dell’attività finanziaria sottostante. Per essi infatti assume esclusiva rilevanza l’ampiezza dell’incremento o della
riduzione del differenziale tra volatilità prospettica e implicita. Questo tipo di strategia può dare dei buoni
risultati se applicata a warrant con scadenze molto lontane; per essi infatti l’aumento o la diminuzione della
volatilità del sottostante causa un rilevante impatto sul prezzo dell’opzione.
IL LIVELLO DEI TASSI DI INTERESSE.
Poiché il warrant attribuisce, per un dato periodo di tempo , il diritto di acquistare o di vendere un prefissato
ammontare dell’attività finanziaria sottostante, quel diritto deve assicurare un rendimento in linea con il tasso
di interesse indicato dal mercato per strumenti creditizi di durata assimilabile. Quindi , il prezzo delle opzioni è
condizionato dalla prevista evoluzione dei tassi di interesse nel corso della vita residua: un incremento dei
tassi di interesse provocherà un aumento del valore delle opzioni. Il concetto è comprensibile anche in un altro
modo più intuitivo; l’acquisto di un opzione prevede a parità di rischio per l’acquirente un esborso di denaro più
basso rispetto al diretto acquisto del sottostante, più e alto il tasso di interesse e più rende il capitale che
l’acquisto dell’opzione ha reso disponibile rispetto all’acquisto del sottostante. Quindi maggiore è il tasso di
interesse e maggiore è l’incentivo che si ha nell’acquistare l’opzione rispetto al sottostante. Bisogna comunque
precisare che quest’ultima affermazione non è direttamente riferibile ai warrant con oggetto tassi di interesse i
quali presentano caratteristiche peculiari a motivo del rapporto di inversa correlazione che sussiste tra
l’andamento dei tassi di interesse e l’andamento dei corsi di quei titoli obbligazionari il cui rendimento si
incentra sull’applicazione di un tasso di interesse fisso. Per questo tipo di warrant l’oscillare dei tassi di
interesse così come esposto nel precedente articolo rappresenta l’oggetto del sottostante e non solo uno dei
parametri di valutazione del prezzo teorico.
Nella prossima uscita analisi dei coefficienti di sensibilità

MOB 2° parte di Massimiliano Del Corona

ADVANCED GET E I PIVOTS


Un PIVOT è un picco massimo o minimo dove il mercato ha invertito la sua direzione, che ADVANCED GET è
in grado di sentire e classificare in base alla sua importanza. Vengono pertanto definiti, come da tabella
GRAFICO 4 :
PIVOT PRINCIPALE con abbreviazione P
PIVOT MAGGIORI con abbreviazione J e minore importanza
rispetto al precedente
PIVOT INTERMEDI con abbreviazione I e ancora minore
importanza
PIVOT MINORI con abbreviazione M.
In aggiunta ADVANCED GET provvede a classificare pivot
“definitivi” con un colore definito, in questo caso BLU, e pivot
“provvisori” in questo caso di colore rosso, che diviene definitivo
successivamente, in caso vengano rispettate le condizioni
necessarie.

Dopo aver classificato il


pivot di interesse, l’utente
può adesso chiedere la
funzione MOB che si
richiama ponendo il cursore
sulla barra che ha
determinato il punto di
svolta : verrà così proiettata
una area di prezzi, come
da GRAFICO 3.

Quaderni di Speculazione di Borsa 11 Venerdì 10 Novembre 2000


CHE COSA RIPRODUCE MOB
Con la proiezione dell’area TEST MOB indicata dalla freccia, ADVANCED GET si incarica di riprodurre le
medesime condizioni di mercato determinate nel punto di PIVOT. Quindi se e quando il FIB si trovasse
all’interno della area MOB l’operatore potrà osservare due diversi comportamenti :
a) il trend viene invertito come già era successo sul precedente punto di svolta, ad indicare che le medesime
forze che lo avevano buttato giù sono ancora presenti
b) in corrispondenza dell’area MOB il trend accelera bruscamente, indicando che le forze ribassiste precedenti
sono state sconfitte. L’attesa diviene quella di un movimento fortemente direzionale.
IL TEST MOB
Durante i giorni 13 Settembre ( GRAFICO 5 ) e poi ancora il 20,21 e 27 ( GRAFICO 6 ) il FIB tenta l’approccio
con l’area MOB ma viene da essa respinto : l’operatore sa che ancora non è il momento di comprare, perché le
forze in gioco potrebbero essere le stesse che hanno impedito la continuazione del rialzo il giorno 6. E questo
nonostante i prezzi siano sopra il livello di allora. Sono le condizioni di mercato che sono le stesse. Notare
come nel frattempo il pivot sia stato
classificato, da I provvisorio che era, M definitivo.

LE CONSEGUENZE DEL MANCATO SUPERAMENTO DI MOB


In conseguenza del mancato superamento di MOB, l’operatore che avesse preso posizione al rialzo prima che
il mercato avesse concluso sopra questo livello TEST, rischierebbe le cose classiche che si rischiano quando
si prende una posizione sbagliata : dal semplice ritorno in una fase di congestione fino all’inversione vera e
propria. Ed infatti il FIB segna un nuovo minimo il 18 ottobre 1999, dopo una serie di sedute negative. GRAFICO
7.

Nella prossima uscita cosa succede in caso di superamento della MOB

Quaderni di Speculazione di Borsa 12 Venerdì 10 Novembre 2000