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Con il termine ferita si intende una soluzione di continuo dei tessuti molli, determinata da un agente lesivo.

Se si parla nello specifico di ferita chirurgica, è una lesione provocata intenzionalmente, a scopo diagnostico
e/o terapeutico, da uno strumento da taglio o da punta che interrompe la continuità tissutale. L’infermiere
responsabile dell’assistenza generale infermieristica, conosce la classificazione delle ferite chirurgiche: 
ferita pulita: una ferita operatoria non infetta e senza segni di infiammazione non relativa ad interventi nei
distretti respiratorio, alimentare, genitale, urinario. È sottoposta a chiusura di prima intenzione e, se
necessario, drenata con drenaggi chiusi;

 ferita pulita – contaminata: una ferita operatoria relativa ad interventi interessanti il tratto respiratorio,
alimentare, genitale o urinario in condizioni controllate e senza contaminazioni. Gli interventi che
coinvolgono le vie biliari, l’appendice, la vagina e l’oro faringe si includono in tale categoria se non
occorrono evidenze di infezione e/o alterazioni macroscopiche della tecnica chirurgica;

 ferita contaminata: ferita aperta ovvero post traumatica recente. Si inseriscono in questa categoria anche
gli interventi con interruzioni delle procedure asettiche (es. massaggio cardiaco a torace aperto) o
spandimento del contenuto gastroenterico, ed incisioni nel cui contesto si evidenzi un processo
infiammatorio acuto non purulento.

 ferita sporca – infetta: ferita traumatica non recente con ritenzione di tessuto devitalizzato, ferita che
coinvolge infezioni clinicamente evidenti, ferita di intervento relativo a perforazioni viscerali. (Si intende
che i microrganismi causali dell’infezione della ferita chirurgica fossero già presenti sul campo operatorio
prima dell’intervento)

Complicanze:

•Ematoma;

•Infezione;

Fistola;

•Deiscenza ed eviscerazione;

•Cheloide (lungo termine).

Solitamente le ferite chirurgiche non dovrebbero infettarsi, ma ci sono dei fattori che dipendono dal
paziente (età, stato di nutrizione, ipovolemia, scarsa perfusione tissutale, obesità, diabete, assunzione di
steroidi o di altri immunosoppressori), dalle caratteristiche della ferita (ad esempio dalla presenza di
ematomi o sepsi), dai microbi presenti (quantità, virulenza e caratteristiche microambientali) e dalla stessa
operazione chirurgica (contaminazione ambientale, di strumenti o altro materiale portato in camera
operatoria, durata dell’intervento, ipotermia) che possono portare alla comparsa di processi infettivi.
L’infezione da ferite può essere associata a:

 febbre;

 ferite calde, dolenti, con presenza di arrossamenti della cute perilesionale e con gonfiore;

 ferite maleodoranti; 

capogiri o battito cardiaco accelerato;

 presenza di essudato e di secrezioni purulente. Dal momento che l’infezione della ferita chirurgica è una
delle condizioni nosocomiali più comuni ed è diventata una causa importante di morbilità e mortalità, si
esige il riconoscere e trattare l’infezione della ferita come obiettivo primario di management del paziente
da parte di tutti i sanitari. La cicatrizzazione di una ferita ha una propria fisiologia, suddivisa in tre fasi: Fase
di emostasi e infiammatoria, fase proliferativa e l’ultima fase di maturazione, rimodellamento per rafforzare
il tessuto (dura da 21 giorni a 2 anni)

- Modalità di guarigione: guarigione per prima intenzione, per seconda intenzione o per terza intenzione.

Con l’intenzione primaria, come ad esempio nelle ferite chirurgiche, si fa riferimento alla pelle, i cui bordi
vengono avvicinati con l’uso di punti metallici, suture o colla chirurgica. Questo tipo di ferite guariscono più
velocemente, hanno un rischio di infezione minore, hanno la perdita di tessuto minima e guariscono con
cicatrici minime; 2. Le ferite lasciate guarire per seconda intenzione sono delle lesioni più estese che
profonde come nelle ustioni o nelle ferite con grosse perdite di sostanza, margini frastagliati, presenza di
aree necrotiche, e soprattutto quando non sono pulite. In questi casi i lembi non vengono suturati ed il
processo di guarigione comincerà dal fondo della ferita con un tessuto di granulazione che procederà
risalendo verso l’alto fino a raggiungere la superficie. È una modalità molto lenta, richiede medicazioni
continue e solitamente esita in cicatrice; 3. L’ intenzione terziaria o ritardo della prima intenzione, si
riferisce a ferite chirurgiche che vengono lasciate aperte per un paio di giorni per consentire all’edema e
all’infezione di risolversi e consentire alla ferita di drenare prima della chiusura con suture o graffette. È il
caso frequente di alcune ferite chirurgiche suturate normalmente ma infettatesi nel decorso post-
operatorio. Il trattamento dipenderà da quanto è grave la ferita, la sua posizione, e se altre aree sono
colpite. Essa può anche dipendere dallo stato di salute e la cronologia della presenza della ferita. Potrebbe
essere necessario:  Pulire la ferita con acqua e sapone per lavare via i germi e diminuire il rischio di
infezione;  Usare soluzioni antisettiche che uccidono i microrganismi;  Rimuovere il tessuto necrotico
con debridement chirurgico/meccanico/ultrasuoni;  Applicare medicazioni assorbenti, drenanti e
cambiare frequentemente: una ferita infetta produce molto essudato;  Antibiotici aiutano a combattere o
prevenire un’infezione causata da batteri; Antimicrobici specifici;  FANS aiutano a diminuire gonfiore e
dolore o febbre. Questo farmaco è disponibile con o senza la prescrizione di un medico. I FANS possono
causare problemi di sanguinamento dello stomaco o renali in certe persone, quindi bisogna chiedere
sempre il parere di un medico.

La scelta della tipologia di medicazione è legata alle caratteristiche delle ferite stesse.

SEMPLICE –ferite che guariscono per prima intenzione

COMPLESSE- FERITE CHE GUARISCE PER SECONDA INTENZIONE

AVANZATE ferite che guariscono per terza intenzione

1 MEDICAZIONE SEMPLICE deve essere effettuata dopo 24/48 h dell ‘intervento e lo scopo è quello di
proteggere la ferita con medicazione sterile assorbire gli eventuali essudati e contribuire a mantenere i
margine della ferita asciutta

2 MEDICAZIONE COMPLESSA può essere rinnovata nelle 24 h in presenza di esseduto e lo scopo e quello di
assorbire gli eventuali essudati idrogel alginati

Medicazione avanzate con pressione topica negativa utilizzata per pazienti con ferite caratterizzate da
perdita di sostanza . Lo scopo è quello di rimuovere eventuali tralci necrotici infetti ed edema tissutale
,migliorando la performance ematica