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Radioattività.

Dopo quattro giorni Fukushima


valeva già mezza Chernobyl
23 marzo 2011 - alle 12:25 da maria | Categorie: Nucleare

A quattro giorni dall’inizio, Fukushima valeva già mezza


Chernobyl. Le emissioni di radioattività del disastro di Chernobyl
andarono avanti per 15 giorni: dal 26 aprile al 10 maggio 1986. Il
disastro di Fukushima è iniziato 11 giorni fa e non se ne vede
ancora la fine. Se già i primi quattro giorni furono una mezza
Chernobyl, con i conti andate avanti voi: io non lo voglio pensare.

L’istituto centrale per la meteorologia e la geodinamica di Vienna


(Zamg) ha appena pubblicato le prime stime sulla radioattività
entrata nell’atmosfera dai reattori (e dalle piscine di scorie?) della centrale nucleare giapponese
finita fuori controllo in seguito al terremoto e allo tsunami.

Si tratta di stime perché – come ho abbondantemente scritto – le autorità giapponesi sono


avarissime di dati. E il risultato è decisamente allarmante, seppur con tutti i distinguo del caso
che ora mi appresto a fare.

In mancanza di dati sistematici provenienti dal Giappone, lo Zamg ha fatto i calcoli a partire dalle
misurazioni effettuate a Takasaki in Giappone e a Sacramento, California, presso stazioni che
fanno parte di una rete globale creata per tenere sotto controllo i test nucleari.

È evidente: si tratta di stime effettuate a partire da una quantità limitata di informazioni. Ancora:
le misurazioni (e le conseguenti stime) riguardano solo due radioisotopi, lo Iodio 131 e il Cesio
137, che fanno parte delle sostanze radioattive emesse dai reattori nucleari fuori controllo. Fanno
parte: non rappresentano la totalità.

Ebbene. Secondo la stima, nei primi quattro giorni dell’incidente è entrata nell’atmosfera una
quantità di Iodio 131 pari al 20% di quella emessa durante i 15 giorni di Chernobyl. Lo Iodio 131
sii dimezza naturalmente ogni quattro giorni: se ne andrà quindi con una certa rapidità, anche se
è improprio dire che sparisca.

Ma i dati più allarmanti sono quelli relativi al Cesio 137, che si dimezza ogni 30 anni. Nei primi
quattro giorni di Fukushima è entrata nell’atmosfera una quantità di Cesio 137, hanno calcolato gli
austriaci, pari al 50% di quella emessa nei 15 giorni di Chernobyl.

Da Chernobyl tuttavia non uscirono solo Iodio 131 e Cesio 137, ma anche Stronzio 90, isotopi del
plutonio eccetera: la gamma di sostanze radioattive si amplia man mano che sono più gravi i
danni al nocciolo del reattore. Nel caso di Chernobyl ci fu il meltdown totale, la fusione delle
barre di combustibile insieme al reattore che le conteneva.

Nel caso di Fukushima? La fusione parziale del combustibile è in corso in tre reattori che
dovrebbero essere in grado di contenere anche le barre in fusione totale senza cedere a loro
volta. Però dai reattori in avaria vengono fatti uscire periodicamente vapori radioattivi per
alleggerire la pressione.

Stasera l’IAEA, l’agenzia dell’ONU per l’energia nucleare, ha detto che le emissioni di
radioattività da Fukushima continuano e che nessuno può dire se si sprigionino dagli edifici
1
(dalle macerie degli edifici) in cui sono alloggiati i reattori o se invece provengano dai depositi
di scorie in cui è mancato il raffreddamento.

Non lo può dire nessuno: la radioattività è troppo alta per fare un’ispezione.

Da Zamg l’incidente nucleare di Fukushima (non leggo il tedesco e mi sono basata sulla notizia
ripresa in inglese; se qualcuno è in grado di attingere dalla fonte originaria è il benvenuto)

Da The Great Beyond, blog di nature.com, le prime stime del cesio e dello iodio radioattivi
provenienti da Fukushima

Da Times Live l’Iaea: Fukushima continua ad emettere radioattività