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C4 Impianti di ricezione TV

Uno dei settori che più di altri ha avuto e ha tuttora una notevole crescita tecnologica e uno sviluppo
vertiginoso è quello delle telecomunicazioni; è grazie alle nuove reti telefoniche, alle reti informati-
che locali, ai ponti radio, piuttosto che ai satelliti geostazionari o alle reti in fibra ottica, che è oggi
possibile scambiare in tempo reale un’enorme quantità di dati, da un angolo all’altro della terra.
La TV digitale da satellite ha trasformato il concetto stesso di TV: la TV tematica offre canali settoriali
dedicati alla trasmissione di determinati argomenti quali per esempio lo sport, i cartoni, il cinema, le
notizie; la pay per view permette all’utente la visione a pagamento di spettacoli ed eventi che ven-
gono scelti tra innumerevoli offerte televisive. Per non parlare delle prossime trasmissioni di pro-
grammi e servizi via cavo che trasformeranno il televisore in un vero e proprio elemento interattivo.

C4.1 Introduzione
Anche per gli impianti di distribuzione dei segnali televisivi è stata adottata una serie
di nuove norme che stabiliscono standard, caratteristiche e requisiti per la realizzazione
degli impianti e per le apparecchiature da impiegare.
Gli impianti per la ricezione dei segnali TV e per i servizi multimediali devono essere
costruiti e mantenuti nelle condizioni di funzionalità e sicurezza previsti dalla normativa
vigente. Le norme prescrivono le caratteristiche elettriche e meccaniche che permettono
all’impianto di soddisfare i requisiti di funzionalità e sicurezza che anche la legge im-
pone. In particolare si ricordano le normative CEI EN 50083 1÷10, la guida CEI 100-7 e
la guida CEI, Impianti d’antenna: come far installare gli impianti per la televisione e i re-
lativi servizi interattivi; direttive tecniche ed esecutive - 1a Edizione, novembre 2001.
La norme EN 50083 “Impianti di distribuzione via cavo per segnali televisivi e so-
nori” è stata recepita come norma tecnica CEI andando a sostituire la vecchia 12-15.
Secondo quanto prescritto dalle norme EN 50083, le prese coassiali d’utente e i con-
nettori mobili devono assicurare:
Riferimenti • una elevata efficacia di schermatura che impedisca a qualsiasi campo elettroma-
normativi gnetico presente nell’ambiente di interferire sul segnale TV che trasporta anche
per impianti
di ricezione TV dati, oltre al segnale audio-video;
• un adeguato adattamento di impedenza al fine di evitare riflessioni di segnale inde-
siderate.
• disaccoppiamento tra le varie uscite;
• disaccoppiamento tra più prese collegate in cascata per attenuare eventuali segnali
di disturbo provenienti dai vari ricevitori collegati;
• requisiti di compatibilità elettromagnetica secondo le prescrizioni della direttiva EMC.
Un impianto di ricezione TV (impianto televisivo) è un insieme di apparecchi che
hanno la funzione di captare dei segnali, emessi da apparecchi trasmettitori, e trasferirli
in appositi decodificatori che li trasformano in immagini e suoni. I segnali vengono ir-
radiati con una lunghezza d’onda portante di un certo valore e occupano uno spazio de-
terminato (banda di frequenza).

G. Conte, M. Conte, M. Erbogasto, G. Ortolani, E. Venturi, Tecnologie e progettazione di sistemi elettrici..., Vol. 1, N. E. OPENSCHOOL, © Ulrico Hoepli Editore S.p.A. 2015
C4 • Impianti di ricezione TV 2

È indispensabile a questo punto distinguere tra due tipologie di canali televisivi: il


sistema DTT e il sistema satellitare.

C4.2 Sistema in Tecnica Digitale Terrestre


A differenza del sistema di trasmissione del segnale televisivo analogico, che viene ela-
borato in forma continua e trasmesso via etere sotto forma di onda elettromagnetica, il si-
stema in tecnica digitale indica la natura numerica di un segnale, tv, radio, multimediale
o la tipologia di un apparecchio predisposto alla creazione, archiviazione, trattamento e
riproduzione di contenuti audio, video, fotografici, grafici, multimediali in genere.
I segnali del sistema DTT (Digital Terrestrial Television), sono stati pensati per avere
una notevole robustezza a varie situazioni di propagazione e impiantistica. Generalmente
sono più robusti dei segnali TV analogici; quindi, normalmente l’impiantistica legata al-
l’introduzione di questa tecnologia trasmissiva sarà equivalente o meno critica di quella le-
gata al sistema televisivo analogico. In qualche caso si espliciterà la richiesta di utilizzare
componentistica dichiarata compatibile DTT, in quanto alcune peculiarità del sistema,
quali ad esempio l’uso della banda del canale a radio frequenza, sono diverse.
Sicuramente nel caso della componentistica passiva, in particolare delle antenne, il
sistema DTT è compatibile con il sistema AM-VSB.
Contrariamente a quanto succede con la TV analogica, dove un canale trasmissivo
di 7 MHz o di 8 MHz contiene un solo programma, vengono inviati nella stessa banda
più programmi in forma digitale.
Il segnale DTT viene trasmesso nelle bande di frequenza normalmente riservate alla
trasmissione dei segnali televisivi. In Italia viene utilizzata la banda III in VHF e le
bande IV e V in UHF. In banda III il segnale ha una larghezza di banda di 7 MHz, in
banda IV e V il canale ha una larghezza di banda di 8 MHz.
Va peraltro segnalato che il Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze per la ra-
diodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale (PNAF-DVB) (Delibera n.
15/03/CONS) prevede in futuro una ricanalizzazione a 8 MHZ della Banda III per unifor-
mità col resto d’Europa. La canalizzazione e la larghezza di banda utilizzate sono le stesse
che normalmente vengono utilizzate per la trasmissione dei programmi TV analogici.
La tabella C4.1 riporta i valori dei limiti di canale in rapporto al canale.

Tabella C4.1 Canalizzazione e larghezza di banda nella trasmissione del segnale DTT

Canale Limiti canale (MHz)


Banda III D 174÷181
E 182,5÷189,5
F 191÷198
G 200÷207
H 209÷216
H1 216÷223
H2 223-230
Bande IV e V 21 470÷478
22 478÷486
23 486÷494
24 494÷502
25 502÷510
26 510÷518
…. …. ….
63 806÷814
64 814÷822
65 822÷830
66 830÷838
67 838÷846
68 846÷854

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L’impianto di ricezione dei segnali TV può avere realizzazioni molto diverse in


funzione delle situazioni ambientali nelle quali si trova a operare.
Nella figura C4.1 che segue è esemplificato questo concetto: il sistema di antenna
e la presa TV della villetta unifamiliare sono equivalenti a quelle di un condominio. Il
terminale di testa (centralina TV) e l’impianto di edificio non sono equivalenti.
In entrambe le situazioni, schematizzando, si possono evidenziare 5 funzioni:
• sistema di antenne per la ricezione dei segnali (via terrestre, via satellite);
• terminale di testa (solo segnali via terrestre, anche segnali via satellite ecc.);
• impianto di edificio (per bande adatte ai sistemi via terrestre, via terrestre più satel-
lite, multi cavo ecc.);
• impianto di appartamento;
• ricevitore (STB, ricevitore TV).

1
Figura C4.1
Impianto
di ricezione DTT
in una villetta 2
unifamiliare (a) 3
e in un condominio (b).
5
4

2
3

5
4

a) b)

Sistema di antenne riceventi


In generale si suppone che l’impianto sia a norma e correttamente funzionante. Nel
caso questo non sia vero, è necessario un intervento di bonifica. A questo proposito si
ricorda l’obbligo di certificazione dell’impianto da parte dell’installatore previsto dalla
legge. In molti casi, quando i trasmettitori dei segnali di interesse dell’utente sono po-
sti negli stessi siti di trasmissione dei segnali TV analogici che l’utente normalmente
riceve con le stesse polarizzazioni e trasmettono su frequenze “libere”, il sistema di an-
tenne riceventi è con molta probabilità già adeguato per la ricezione dei segnali DTT.
Quando i trasmettitori dei segnali DTT sono posti in altri siti o in diverse polariz-
zazioni, sarà necessario un intervento per l’aggiunta di una antenna per ogni nuovo sito
o nuova polarizzazione di interesse dell’utente.
In molti casi potrebbe essere conveniente l’installazione di antenne di canale per di-
minuire la possibilità di interferenze, specialmente nel caso di sistemi di amplifica-
zione di edifici a larga banda. Nel caso di aggiunta di antenne di canale, si raccomanda
l’uso di antenne dichiarate dal costruttore adatte all’uso di segnali DTT: questo per evi-
tare delle disequalizzazioni che non danneggiano molto i segnali analogici, ma che
possono dare fastidio ai segnali DTT.

Terminale di testa
Il terminale di testa normalmente è diverso fra i sistemi per impianti collettivi e per im-
pianti singoli, se non altro per il livello del segnale in uscita al sistema di amplifica-
zione. Negli impianti singoli, in molti casi, quando il livello del segnale in antenna è
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sufficiente, il sistema di amplificazione non è presente ma le antenne sono connesse di-


rettamente al ricevitore.
Quando il sistema di amplificazione è presente, a parte il livello del segnale di
uscita, non ci sono sostanziali differenze tecniche fra l’amplificazione di un impianto
singolo o di uno collettivo.
Normalmente incidono considerazioni di tipo economico che spingono negli im-
pianti singoli ad amplificazioni a larga banda, normalmente meno costose, mentre ne-
gli impianti collettivi, specialmente se di grandi dimensioni, sono spesso presenti im-
pianti canalizzati.
Nel caso di impianti canalizzati, ogni segnale DTT richiede un nuovo amplificatore
di canale (o filtro amplificato di canale) o un convertitore di canale. Per altro anche un
nuovo canale TV analogico richiederebbe esattamente la stessa cosa.
Per gli impianti con amplificazione a larga banda, quando siano presenti interfe-
renze co-canale provenienti da trasmettitori di diversi siti o di polarizzazioni diverse,
fra segnali DTT e segnali TV analogici o altri segnali DTT, bisognerà effettuare una o
se necessario più di una delle seguenti operazioni in funzione del fatto che il segnale in-
terferente sia da utilizzare comunque nell’impianto o meno:
• attenuare l’interferenza TV analogica mediante filtri elimina-canale;
• convertire il canale analogico su una frequenza libera;
• convertire il canale DTT su una frequenza libera.

Impianto di edificio e di appartamento


Gli impianti di edificio e di appartamento devono essere anch’essi a norma. Si sottoli-
neano in questo caso due aspetti: la schermatura dell’impianto e gli adattamenti di im-
pedenza.
La Guida 100-7 del CEI richiede un coefficiente di schermatura di almeno 75 dB
per gli impianti di edificio nelle bande interessate dal sistema DTT. Questo si ottiene
con cavi adeguati, componenti passivi adeguati e soprattutto con una cura installativa
notevole. Una calza del cavo coassiale male collegata fa precipitare il coefficiente di
schermatura dell’impianto. Sovente questi effetti si vedono dopo un po’ di tempo che
l’installazione è stata effettuata, a causa di ossidazione delle superfici ecc. Questo può
comportare che l’interferenza che con tanta cura si è eliminata dal sistema ricevente en-
tra attraverso il cavo.
I segnali DTT sono vulnerabili agli echi corti, dell’ordine di 0,15 μs. Negli impianti
fissi, questi echi possono essere soprattutto causati da disadattamenti di impedenza,
come per esempio da code di cavi coassiali non terminati. Quasi tutti i produttori di ma-
teriali per questo tipo di installazioni forniscono degli esempi per la corretta installa-
zione dei materiali. In particolare, per prevenire questo tipo di problemi è importante
inserire le terminazioni a 75 Ω in tutti i punti consigliati e non lasciare delle code di
cavo collegate senza terminazione.
La guida 100-7 del CEI riporta inoltre l’isolamento a RF che deve esserci fra le va-
rie prese dell’impianto di distribuzione dei segnali TV e multimediali. Questo è un dato
importante che permette di evitare interferenze fra un ricevitore e un altro collegati
sullo stesso impianto.

Misure che caratterizzano il segnale DTT


I parametri che caratterizzano principalmente il segnale DTT sono:
• signal Level (Livello del segnale);
• rapporto C/N (Carrier/Noise, portante/rumore);
• BER (Bit Error Ratio);
• MER (Modulation Error Ratio).
Altri parametri possono essere valutati (per esempio, CSI – Channel Status
Information) e molti strumenti di misura permettono simili valutazioni.

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Signal Level
Il livello del segnale ricevuto è uno dei parametri principali che permette di valutare se
il ricevitore (STB) è nelle condizioni di lavorare correttamente. Viene misurato sia per
i segnali analogici sia per i segnali digitali in dBμV (o in dBmV; 1 dBmV = 60 dBμV;
0 dBμV = 1 μV). Nei canali analogici viene attribuito a questo parametro il valore di
picco della portante video che è raggiunto durante la trasmissione dei segnali di sin-
cronismo.
Nel caso di segnali digitali questo valore è dato dal livello complessivo del segnale
misurato nell’intera banda del canale, che nel caso DTT è di 7 o 8 MHz.
Se misurato con strumenti che hanno le specializzazioni per i sistemi DTT il valore deve
essere compreso fra 31 dBμV e 80 dBμV per la modulazione 64 QAM codice interno 2/3.

Rapporto C/N (Carrier/Noise)


È una definizione impropria, in quanto non ha molto senso parlare di una unica carrier
nel sistema DTT. Il valore C è la quantità di segnale utile che è compresa nella banda
del canale interessato, mentre N è il rumore gaussiano che interferisce con il segnale
utile all’interno della stessa banda. Si misura in dB.

BER (Bit Error Ratio)


I sistemi televisivi digitali trasmettono il loro contenuto in forma digitale. Le trasmis-
sioni televisive digitali sono quindi un flusso di informazioni elementari chiamate “bit”,
che vengono trasferite dal trasmettitore al ricevitore utilizzando le modulazioni più
adatte al mezzo trasmissivo che si deve usare. Il BER, chiamato anche tasso di errore è
il rapporto fra il numero di bit (informazioni elementari) sbagliati che giungono nel
punto in cui si effettua la misura e il numero totale di bit trasmessi. Questi valori sono
fondamentali per capire se il sistema funziona correttamente. È fondamentale il valore di
questo parametro prima del correttore d’errore Reed Solomon, che non deve essere peg-
giore di 2 × 10-4. Questo valore corrisponde alla condizione QEF (Quasi Error Free).
Gli strumenti riportano queste misure in varie forme e in vari punti della catena del
sistema di ricezione.
Ogni strumento indica (o dovrebbe indicare) sul suo manuale, modulazione per mo-
dulazione, codice interno per codice interno la corrispondenza fra il valore QEF e la
misura di BER effettuata prima del correttore Reed Solomon. Molti strumenti forni-
scono anche informazioni relative al BER dopo il correttore Reed Solomon. Poiché gli
errori in quel punto del sistema ricevente devono essere molto pochi, quindi una stima
completa richiederebbe molto tempo, di solito viene riportata una valutazione del ge-
nere: migliore di N × 10-8, oppure zero.
Altri strumenti riportano in funzione della qualità del segnale ricevuto delle infor-
mazioni quali:
• Fail: qualità del segnale ricevuto inutilizzabile;
• Marg: qualità del segnale ricevuto insufficiente;
• Pass: qualità del segnale ricevuto sufficiente.
Queste informazioni semplificano le analisi da parte dell’installatore; per contro in
caso di necessità bisognerà comunque valutare tutti i parametri significativi dei sistemi
di ricezione per comprendere bene i problemi.

MER (Modulation Error Ratio)


Il parametro MER è definito nella specifica ETR 290 (linee guida sui metodi di misura
per i sistemi DVB).
Questa figura di merito è calcolata valutando la completa degradazione del segnale
che è presente all’ingresso del circuito di decisione di un ricevitore e fornisce una in-
dicazione della capacità di decodificare correttamente il segnale. È espresso in dB, e
più è alto il suo valore migliore è la qualità del segnale ricevuto. In presenza del solo
rumore “gaussiano”, MER coincide con C/N.

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Contenuto del segnale DTT


Il contenuto del segnale DTT che occupa la banda di un normale programma TV ana-
logico, si chiama Transport Stream (TS) o Multi Program Transport Stream (MPTS)
nel caso in cui contenga più programmi e/o servizi, anche se nel gergo viene chiamato
Multiplex.
Un MPTS può contenere al suo interno più programmi video, audio, informazioni
relative ai programmi trasmessi, per esempio l’EPG (Electronic Program Guide) e al-
tre sequenze di dati, per esempio per servizi interattivi.
Nella seguente figura C4.2 è riportato uno schema di principio di come può essere
composto il contenuto informativo di un MPTS.

Figura C4.2
Schema di principio
del contenuto
di un sistema DTT.

I vari servizi audio, video vengono digitalizzati e codificati nel blocco chiamato
nella figura “Codifica”, poi vengono inviati a un blocco chiamato TS MUX (Transport
Stream MUltipleXer), che forma il flusso digitale da inviare al sistema che prepara i
dati per la trasmissione.
Nella figura sono esemplificati due canali video, tre canali audio, due flussi dati.
Nella realtà i MPTS vengono composti dagli operatori televisivi secondo le esigenze di
trasmissione con un numero di programmi variabile, che può arrivare anche a 6 ÷ 7 ca-
nali video, oppure a una quarantina di canali radio ecc..

C4.3 Impianti satellitari


Gli impianti satellitari sono impianti per la ricezione dei programmi che provengono
dai satelliti geostazionari, cioè da quei satelliti che ruotano attorno alla Terra alla di-
stanza di 36.000 km e hanno una velocità angolare identica a quella della Terra. I sa-
telliti geostazionari situati davanti a una determinata zona della Terra sembrano fermi
rispetto all’osservatore e si possono quindi ricevere con una antenna fissa puntata nella
esatta direzione del satellite preferito (figura C4.3).
Un impianto fisso è composto da tre elementi fondamentali:
• la parabola;
• il convertitore (detto anche LNB);
• il ricevitore (analogico o digitale).
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Figura C4.3
Orbita
geostazionaria
per ricezione
satellitare.

Parabola
Un’antenna parabolica è un’antenna ad apertura dotata di specchio parabolico (riflet-
tore) che può essere utilizzata sia in trasmissione che in ricezione (figura C4.4).
Il funzionamento del disco parabolico, in ricezione, è quello di riflettere i segnali
provenienti dal satellite e concentrarli sull’LNB; quest’ultimo è l’elemento attivo che
realmente esegue la ricezione e la conversione del segnale.
La direttività, e quindi il guadagno di una antenna parabolica, dipende dal rapporto
tra il suo diametro efficace e la lunghezza d’onda utilizzata nella rice-trasmissione:
tanto più elevato è tale rapporto tanto più elevati sono il guadagno e la direttività.

Figura C4.4
Antenna
parabolica.

Piccole antenne riceventi (diametri dell’ordine di 60 cm in poi) sono utilizzate, per


esempio, per ricevere trasmissioni televisive da satelliti posti in orbita geostazionaria.
Grandi antenne (diametri che raggiungono anche più di 30 m) sono usate per comuni-
cazioni tra satelliti e loro stazioni di controllo.
La qualità del segnale trasmesso non è identica in tutte le zone e dipende anche dal
satellite che si vuol ricevere; ciò impone agli utenti l’acquisto di parabole di dimen-
sioni diverse in relazione al luogo geografico. I satelliti diffondono i segnali in un’area
molto vasta ma, all’interno di quest’area, il segnale non è percepito allo stesso modo in
tutti i punti. Solitamente, il segnale diminuisce man mano che ci si sposta dal centro
verso le zone periferiche.
Il segnale dei satelliti europei, per esempio, è più forte al centro dell’Europa e si inde-
bolisce sempre di più man mano che ci si sposta verso l’esterno. Ecco perché (per esem-
pio, su alcuni trasponder di Astra) chi vive nelle regioni del nord Italia, dove il segnale è
abbastanza nitido, può acquistare una parabola di circa 60 cm, mentre per chi abita nelle
città del Sud Italia, potrebbe essere necessaria una parabola del diametro di quasi 150 cm.
Tra i satelliti che si posso captare nel nostro Paese, i più noti sono EutelSat (deno-
minato anche Hot Bird) e Astra, le cui posizioni orbitali sono rispettivamente 13 gradi
a Est e 19.2 gradi Est. Rispetto a quanto detto sulla dimensione della parabolica, oc-

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C4 • Impianti di ricezione TV 8

corre precisare che fa eccezione il satellite EutelSat Hot Bird; il segnale trasmesso da
questo satellite, infatti, è molto potente ed è in grado di coprire tutta l’Europa senza
perdite di segnale rilevanti per le zone periferiche. Per la ricezione del segnale da que-
sto tipo di satellite può andar bene una parabola di media grandezza che si aggira tra i
60 e gli 80 cm (teoricamente, ma per molti versi anche in pratica, è possibile usare an-
tenne dell’ordine di 40 cm). Nella tabella C4.2 si riassume il diametro di un’antenna
parabolica in funzione della densità di segnale.

Tabella C4.2 Rapporto tra diametro di un’antenna parabolica e densità di segnale

dBW diametro teorico diametro consigliato


[m] [m]

40 2,02 2,5
41 1,80 2,0
42 1,60 1,80
43 1,43 1,50
44 1,27 1,50
45 1,14 1,20
46 1,05 1,20
47 0,80 1,20
48 0,72 1,0
49 0,72 1,0
50 0,64 0,9
51 0,57 0,8
52 0.51 0,8
53 0,45 0,7
54 0,40 0,6

Quando usata in ricezione, essa è dotata di un elemento ricevente che incorpora un


amplificatore a basso rumore e, spesso, un convertitore di frequenza (in tal caso l’ele-
mento integrato prende il nome di Low Noise Block Converter, LNBC o semplice-
mente LNB). Quando usata in trasmissione, l’antenna parabolica è dotata di un ele-
mento trasmittente che prende il nome di illuminatore (o feeder), che spesso è costituito
da una piccola antenna a tromba.

Antenna prime-focus
L’antenna prime-focus (figura C4.5) è una antenna parabolica a riflessione, di sezione cir-
colare, ricavata sezionando un paraboloide con un piano perpendicolare all’asse dello
stesso. Il fuoco si trova in asse con l’antenna e pertanto al centro di essa. Il LNB per captare
i segnali provenienti dal satellite è montato, pertanto, in corrispondenza del centro del disco.

Figura C4.5
Antenna
prime-focus.

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Commercialmente le antenne prime-focus sono generalmente di diametro maggiore


delle antenne offset. Per la superficie maggiore, l’antenna prime-focus è meno sensibile
a piccole irregolarità della superficie, anche se, a causa dell’angolo di apertura più pic-
colo, necessita di un puntamento e di un’istallazione più accurati rispetto alle più co-
muni antenne offset. Tuttavia, a causa della posizione di montaggio più orizzontale, ri-
spetto alle antenne offset pioggia o neve si possono raccogliere facilmente sul disco
dell’antenna condizionando negativamente la ricezione dei segnali provenienti dal sa-
tellite. Inoltre il LNB e i bracci di sostegno di questo coprono con la loro ombra parte
del segnale che giunge dal satellite che non colpisce pertanto la superficie del riflettore.

Antenna offset
Un’antenna satellitare di tipo offset (figura C4.6) è un particolare tipo di antenna per
la ricezione di segnali provenienti da satelliti geostazionari ed è molto diffusa per la ri-
cezione della televisione via satellite. Un’antenna offset è costituita essenzialmente da
un riflettore (di sezione ellittica), in acciaio, alluminio o materiale plastico, ricavato
dalla superficie di un paraboloide tagliandola con un piano non perpendicolare all’asse
del paraboloide stesso. Pertanto il fuoco del paraboloide, dove sarà collocato il ricevi-
tore LNB non è in corrispondenza del centro dell’antenna ma spostato di un angolo di
offset rispetto alla verticale della parabola.

Figura C4.6
Antenna offset.

Il vantaggio di questa tecnica costruttiva rispetto a una tradizionale antenna prime-


focus è che il segnale che proviene dal satellite colpisce la totalità della superficie del ri-
flettore che non è coperto dall’ombra del convertitore LNB o dei bracci che lo sosten-
gono. La superficie delle antenne offset in commercio non è circolare, ma ellittica.
L’angolo di offset generalmente si aggira intorno ai 20-25 gradi, pertanto le para-
bole offset sono montate più verticalmente rispetto a una parabola prime-focus. Questo
si traduce in ulteriore vantaggio (soprattutto nei paesi con latitudine elevata): la posi-
zione quasi verticale dell’antenna riduce il rischio che possa deformarsi a causa del-
l’accumulo di neve sul piatto.

Antenna toroidale
Le antenne toroidali (figura C4.7) sono delle particolari antenne satellitari la cui su-
perficie di riflessione è studiata in modo tale da non avere un solo punto di fuoco, ma
piuttosto una linea nella quale si forma il fuoco a seconda dell’incidenza del raggio da
cui proviene il segnale, da satelliti posti in posizione diversa tra loro.
In questo modo con un’unica antenna è possibile raccogliere il segnale proveniente
da satelliti distinti. Ovviamente per ogni posizione satellitare si formerà un fuoco di-
verso in corrispondenza del quale sarà necessario montare l’apposito LNB. L’angolo
ottimale per la ricezione dei satelliti può variare, a seconda dei modelli in commercio
e del disegno della superficie di riflessione, da 15°-20° fino a 40°-45°.
Le antenne toroidali con un angolo maggiore generalmente sono di tipo gregoriano,

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C4 • Impianti di ricezione TV 10

Figura C4.7
Antenna toroidale.

ossia hanno una doppia superficie riflettente allo scopo di ottimizzare la linea in cui si
verifica la formazione dei fuochi.

Convertitore LNB (Low Noise Block Converter)


Il LNB è il blocco convertitore a basso rumore che, nella tecnologia di trasmissione te-
levisiva satellitare, è collocato nel fuoco dell’antenna parabolica ricevente.
Il LNB (figura C4.8) è il primo componente attivo (il disco della parabola è un
componente passivo) che il segnale incontra nel suo percorso verso l’apparecchio tele-
visivo; ha il compito di ricevere il segnale proveniente dal satellite, amplificare e ope-
rare la conversione di frequenza, ovvero traslare entrambe le bande “in blocco” in una
banda di frequenza inferiore: la conversione di frequenza Gamma della 1ª frequenza in-
termedia (First Intermediate Frequency).
Ciò è necessario in quanto i satelliti illuminano la Terra con un segnale la cui fre-
quenza, dell’ordine della decina di gigahertz, è difficilmente trasportabile con un cavo
coassiale.

Figura C4.8
Convertitore LNB.

Con il blocco di conversione l’intera gamma di ricezione è trasferita a una fre-


quenza a un ordine da 5 a 10 volte inferiore (tra gli 0,9 e i 2,1 gigahertz) e meglio ge-
stibile. Il segnale così convertito è trasferito al ricevitore satellitare tramite l’utilizzo di
un cavo coassiale.
I componenti principali che costituiscono un LNB sono:
• l’amplificatore;
• l’oscillatore;
• il convertitore di frequenza.

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11 Modulo C • Impianti elettrici utilizzatori di piccola potenza

Il LNB è un componente attivo e necessita pertanto di un’opportuna alimentazione


elettrica. La tensione di alimentazione di questo componente è compresa tra 13 e 18 V.
Negli impianti centralizzati questa tensione viene fornita dal centralino TV satellite
mentre negli impianti individuali è fornita dai ricevitori SAT e trasferita all’LNB tra-
mite lo stesso cavo coassiale che collega i due componenti, centralino e LNB oppure
ricevitore e LNB.
Questa tecnica viene chiamata telealimentazione. Il LNB, che oggi viene impiegato
sia in impianti individuali che centralizzati, viene definito come l’ LNB universale.
Tale denominazione è dovuta al fatto che al suo interno l’LNB universale include
tutti i circuiti necessari sia alla conversione di frequenza, sia alla selezione di banda e
polarizzazione.
Moderni LNB universali usano principalmente le polarizzazioni lineari e hanno an-
che la possibilità di selezionare un range di frequenze di ingresso (due per ogni pola-
rizzazione dette Banda Bassa e Banda Alta) utilizzando un segnale di controllo chia-
mato tono di commutazione a 22 kHz che è sovrapposto (o meno) al tono in tensione
(tabella C4.3).

Tabella C4.3 Rapporto tra tensione, polarizzazione e banda nei convertitori LNB

Tensione Polarizzazione Banda

13 V c.c. Verticale Bassa


18 V c.c. Orizzontale Bassa
13 V c.c. + 22 kHz Verticale Alta
18 V c.c. + 22 kHz Orizzontale Alta

In pratica il LNB fornirà in uscita un gruppo di transponder diversi a seconda della


tensione utilizzata. In totale vi sono quindi Quattro Gruppi di trasponder, ciascun ca-
nale può appartenere a uno di questi gruppi di trasponder, in base alla frequenza e alla
polarizzazione di trasmissione.
Esistono vari tipi di LNB, a seconda di quale banda possono ricevere. In particolare
esistono LNB per le bande s, c e ku (banda tradizionale della tv satellitare). Gli LNB per
la banda ku si dividono in LNB universali (polarizzazione verticale e orizzontale) e LNB
a polarizzazione circolare. Gli LNB banda ku universali sono di gran lunga più econo-
mici e diffusi. Oggi esistono diversi tipi di LNB universale in funzione dell’impiego.
Tipi • Universali normali (singoli); sono adatti a impianti di ricezione individuali.
di convertitori • LNB twin out; sono utilizzati per collegare due ricevitori satellitari a una stessa an-
LNB
tenna parabolica. Esistono anche a 4 (quad) oppure 8 (octo) uscite.
• Universali Monoblock; sono LNB per la ricezione di due satelliti con lo stesso de-
coder e una sola parabola. Esistono a 1, 2 e 4 uscite indipendenti.
• LNB Quattro; sono impiegati in tutti i tipi di impianto collettivi. Attenzione a di-
stinguerli dai Quad. I Quattro non hanno quattro uscite indipendenti ma forniscono
in uscita le quattro bande che poi devono essere utilizzate attraverso un apposito
centralino.
• LNB SCR a uscita singola; sono utilizzati per gestire indipendentemente fino a 4
decoder SCR. Questi tipi di LNB permettono di utilizzare un solo cavo di discesa,
ma occorre avere dei decoder compatibili.
Le caratteristiche significative di un LNB sono: la cifra di rumore dichiarata dal co-
struttore, la frequenza degli oscillatori locali e il guadagno.
In commercio si possono trovare LNB con cifra di rumore compresa tra 0,1 e 1 dB,
dove il valore minore corrisponde a una qualità migliore.

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C4 • Impianti di ricezione TV 12

In pratica questo parametro indica quanto rumore apporti ai segnali in transito il


processo di amplificazione che il convertitore applica su di esso. Minore cifra di ru-
more significa segnale meno disturbato. Gli LNB a più bassa cifra di rumore sono più
adatti alla ricezione dei canali HD, essendo questi ultimi più sensibili ai disturbi e al ru-
more.
Gli oscillatori locali sono invece a 9,75 GHz per la banda bassa (compresa tra 10,7
e 11,7 GHz) e 10,6 GHz per la banda alta (compresa tra 11,7 e 12,75 GHz). Essi ser-
vono per ridurre drasticamente la frequenza dei segnali. Come si è visto in precedenza,
in seguito a questa riduzione i segnali potranno essere trasferiti dove necessario, utiliz-
zando uno specifico cavo coassiale.
La terza caratteristica è il guadagno che solitamente è compreso tra 40 e 60 dB.
Relativamente al guadagno non si deve pensare che quando questo è maggiore, l’LNB
sia migliore.
Questo parametro del convertitore è un fattore che deve essere considerato di volta
in volta nel contesto progettuale di ogni singolo impianto collettivo.
Esistono comunque amplificatori di linea che consentono di amplificare il segnale,
se la lunghezza dei cavi (e quindi l’attenuazione) è eccessiva. Solitamente vanno in-
stallati a metà percorso.

Ricevitori satellitari e decoder (STB Set Top Box)


La funzionalità più comune offerta da un ricevitore satellitare è la ricezione della tele-
visione trasmessa via satellite, quindi la compatibilità con uno o più standard televisivi
satellitari.
Il televisore infatti è sempre compatibile con gli standard televisivi per la televi-
sione analogica terrestre (oggi anche il digitale terrestre) in quanto è la tipologia di te-
levisione più diffusa (la tecnologia base utilizzata per esempio dalla televisione pub-
blica).
Solo saltuariamente il televisore è compatibile con altri standard televisivi come per
esempio quelli per la televisione satellitare.
Il ricevitore (figura C4.9) si presenta come un box in metallo e/o plastica di di-
mensioni mai superiori a quelli di un videoregistratore.

Figura C4.9
Ricevitore
satellitare.

Il ricevitore satellitare è un apparecchio in grado di ricevere e trasformare i segnali Funzione


che vengono ricevuti dai convertitori (LNB) in semplici segnali televisivi. La principale di un ricevitore
funzione è quella di sintonizzare le frequenze che il convertitore è in grado di trasportare satellitare
per mezzo di un cavo coassiale. Dopodiché il ricevitore memorizza i diversi canali e li
rende disponibili sul televisore. Si può riferire a trasmissioni analogiche o digitali.
Il ricevitore satellitare richiede l’impiego di un’installazione che non presenta
enormi difficoltà.
È necessario che al ricevitore venga collegato il cavo coassiale tramite un connet-
tore standard chiamato connettore F, ed eventualmente anche le prese scart che ser-
vono per il tv color, il lettore dvd e il decoder esterno.
Attualmente per collegare ricevitori e TV in alta definizione (HD) si utilizza un cavo
per lo standard digitale definito HDMI.
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13 Modulo C • Impianti elettrici utilizzatori di piccola potenza

Con la televisione satellitare, al contrario della televisione terrestre e via cavo, è pos-
sibile ricevere televisioni di altre nazioni in quanto tratta aree geografiche continentali.
Inoltre la televisione satellitare ha una buona ricezione nella quasi totalità delle zone.

C4.4 Componenti attivi degli impianti di ricezione TV


Antenne
Un’antenna ricevente può essere definita come un apparecchio in grado di rilevare l’e-
nergia di un campo elettromagnetico e in grado di fornire, ai capi dei propri morsetti,
un segnale utilizzabile nel ricevitore TV. Nello scegliere e installare un’antenna si deve
tenere in considerazione che l’efficienza ottenibile è condizionata sia da caratteristiche
intrinseche, proprie dell’antenna stessa, che da un insieme di fattori esterni che variano
a seconda delle situazioni.
Le caratteristiche intrinseche di una antenna sono definite da:
• guadagno;
• angolo di apertura;
• rapporto tra sensibilità nella direzione di ricezione e in quella opposta.
I principali fattori esterni si possono invece suddividere in due tipi:
• fattori strutturali; comprendono caratteristiche quali l’altezza dell’edificio sul
quale viene installata l’antenna, le potenziali barriere (costituite da fabbricati vi-
cini), la lunghezza dell’impianto e la quantità di utenze;
• fattori di ricezione; sono caratterizzati dal livello di intensità dei segnali in arrivo,
dalla loro lunghezza d’onda e dall’eventuale presenza di disturbi.
La normativa stabilisce che l’impedenza di ingresso e di uscita di tutti gli elementi
attivi e passivi sia di 300 Ω, per cavo in piattina, e di 75 Ω, per cavo coassiale.
Le antenne devono essere costruite con materiali inossidabili e in lega leggera, in
modo da poter resistere alle sollecitazioni atmosferiche. In linea generale sono costi-
tuite da elementi di alluminio o acciaio zincocromato e verniciato.
Esistono in commercio vari tipi di antenne la cui conformazione è strettamente
legata alla banda di frequenza che devono ricevere. La parte più importante di ogni
antenna è il dipolo: elemento capace di captare le onde elettromagnetiche, di rendere
disponibile ai suoi capi una tensione e di inviarla all’impianto televisivo.
Il dipolo può essere realizzato in versione semplice (rettilinea), ripiegata o in altre
forme che comunque consentano un suo orientamento perpendicolare al piano di pro-
venienza del segnale. Ai capi del dipolo viene collegato il cavo coassiale, il quale, a sua
volta, viene connesso al miscelatore o al centralino dell’impianto TV.
La figura C4.10 schematizza un’antenna con riflettore a griglia, montata su palo e
con cavo coassiale.

Figura C4.10
Antenna
con riflettore
a griglia montata
su palo, con cavo
coassiale.

Cavo coassiale

Palo

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C4 • Impianti di ricezione TV 14

Il dipolo non viene usato da solo ma si combina generalmente con un riflettore (si-
tuato posteriormente) e con uno o più direttori (posti anteriormente). In linea generale
si costruiscono antenne per la ricezione di canali VHF e UHF terrestri e antenne para-
boliche per i canali satellitari.
• Antenne VHF: possono essere strutturate sia per la ricezione di un solo canale (mo-
nocanali) che per la ricezione di più canali della stessa banda (a larga banda).
• Antenne UHF: si distinguono in direttive a larga banda, a pannello, per gruppi di
canali e a larga banda con riflettore a cortina o diedro.
• Antenne paraboliche: possono essere costruite in acciaio o alluminio, in versioni
di diverso diametro (60, 80, 100, 120, 150 cm).
La figura C4.11 mostra un’antenna VHF a quattro elementi con il suo diagramma
di direttività.

Figura C4.11 Antenna VHF a quattro elementi.

La figura C4.12 riporta un’antenna UHF con il suo diagramma di direttività.

Figura C4.12 Antenna UHF.

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15 Modulo C • Impianti elettrici utilizzatori di piccola potenza

Terminale di testa
Il terminale di testa è quell’insieme di apparecchiature interposto tra l’antenna e la
rete di distribuzione dei segnali. La sua funzione è di adattare i segnali entranti e
distribuirli alle varie prese d’utenza e può essere costituito, a seconda dello speci-
fico impianto, da miscelatori, demiscelatori, filtri, attenuatori, convertitori di ca-
nale, amplificatori e preamplificatori d’antenna.

Miscelatore
Il miscelatore è una apparecchiatura che ha la funzione di combinare e trasmettere, at-
traverso un unico cavo, un determinato numero di segnali anche di canali diversi. Può
essere del tipo:
• a larga banda, quando copre tutta la gamma di frequenze televisive;
• di banda, quando somma segnali di più bande di frequenza;
• di canale, quando lascia passare solamente le frequenze di alcuni canali.
I miscelatori possono essere in versione da palo, da sottotetto, oppure essere incor-
porati direttamente sull’antenna. Le loro caratteristiche sono:
• la perdita di passaggio, o attenuazione, la quale è definita come la perdita di segnale
che si ha nell’apparecchiatura;
• la banda passante, definita come l’intervallo di frequenza di utilizzo;
• la separazione fra gli ingressi, definita come elevata attenuazione per le fre-
quenze non volute che, per evitare fenomeni di interferenza tra i vari canali, deve
essere di circa 20 dB.
La figura C4.13 riporta un miscelatore di banda e canale.

Figura C4.13
Miscelatore
di banda e canale.

Demiscelatore
È un dispositivo che compie la funzione inversa del miscelatore e separa in uscita i se-
gnali, convogliati da un unico ingresso.
Lo stesso miscelatore può essere usato come demiscelatore, quando vengono in-
vertiti gli ingressi con le uscite.

Filtro
È un’apparecchiatura che svolge la funzione di modificare il segnale del circuito sul quale
è collocata. A seconda dello specifico filtro si possono avere, per esempio, attenuazioni di
tutti i canali, eccetto di quello sul quale il filtro è sintonizzato; oppure il filtro può consen-
tire il passaggio di frequenze di una determinata banda, attenuando tutte le altre.

Attenuatore
È un dispositivo resistivo che consente di ridurre il valore di un segnale. Esso è nor-
malmente impiegato in tutte quelle situazioni in cui un segnale in arrivo è troppo in-
tenso e crea interferenze su altri canali.

Convertitore
Il convertitore ha la funzione di trasferire un segnale televisivo su un canale diverso da
quello sul quale viene emanato. La trasposizione del segnale è necessaria quando:

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C4 • Impianti di ricezione TV 16

• si vogliono ricevere più canali incompatibili tra loro, oppure con frequenze molto
vicine;
• l’impianto di distribuzione è particolarmente lungo;
• ci si trova in presenza di un segnale molto forte che viene ricevuto direttamente
dalla TV e solo secondariamente attraverso l’antenna.

Amplificatore e preamplificatore d’antenna


Sono apparecchiature elettroniche che amplificano il segnale in arrivo, se l’entità di
questo segnale risulta insufficiente per assicurare una buona qualità delle immagini ri-
prodotte dall’apparecchio televisivo (figura C4.14).
Le caratteristiche di queste due apparecchiature sono le seguenti:
• il guadagno (è il valore di amplificazione del segnale ed è misurato in decibel);
• il fattore di rumore (rappresenta la caratteristica di aumento del rumore ed è an-
ch’esso misurato in decibel);
• l’impedenza dell’apparecchio;
• la banda passante (intervallo di frequenza che viene amplificato);
• tensione di alimentazione.

Figura C4.14
Centralino TV
B I – III – IV – V –
UHF 40 DB.

La loro installazione può essere fatta, analogamente a quella del miscelatore, sul
palo o nel sottotetto. Risulta evidente che, in presenza di segnali deboli anche dopo
l’installazione di un amplificatore, si deve ricorrere a un diverso posizionamento del-
l’antenna, in modo da determinare un diverso rapporto di ricezione.
Frequentemente gli amplificatori sono dotati di attenuatori su ogni ingresso. La
loro funzione è di predeterminare una situazione ottimale, prima dell’amplificazione
dei segnali.
Il guadagno è strettamente legato al numero di prese inserite nell’impianto: più
grande è l’impianto, maggiore deve essere il guadagno dell’amplificatore. I preampli-
ficatori di antenna sono normalmente telealimentati mediante il cavo coassiale. In que-
sta situazione anche i miscelatori, i filtri, gli attenuatori ecc. devono essere predisposti
per una tale alimentazione.

Centralino
Negli impianti di ricezione televisivi, il centralino è il cuore dell’impianto; esso è prin-
cipalmente costituito da un alimentatore e da un miscelatore; successivamente, a se-
conda dei modelli, può contenere filtri, amplificatori, attenuatori ecc.
Sul mercato sono reperibili centralini monoblocco e centralini di tipo modulare;
questi ultimi risultano essere molto più versatili dei primi, in quanto consentono di ac-
coppiare più componenti di diversa natura in base al tipo di installazione che si desi-
dera; con la presenza di un centralino modulare, canali televisivi si possono sostituire
o aggiungere senza difficoltà.

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17 Modulo C • Impianti elettrici utilizzatori di piccola potenza

C4.5 Elementi passivi degli impianti di ricezione TV


Dopo l’antenna e le apparecchiature che compongono il terminale di testa, gli elementi
costituenti un impianto di ricezione TV sono: i partitori, utilizzati per dividere il se-
gnale TV in più vie; le cassette di derivazione, aventi la funzione di dividere la linea
entrante in tante derivazioni quante sono le prese; le prese d’utenza, utilizzate per con-
nettere l’apparecchio televisivo alla linea di ricezione; il cavo coassiale, usato per col-
legare le apparecchiature fra loro.

Partitore
Il partitore (figura C4.15) viene utilizzato per ottenere da una linea in entrata due o più
linee in discesa. Detto in altri termini, esso è utilizzato per dispensare l’energia del se-
gnale tra due o più linee di distribuzione.
Le caratteristiche del partitore, denominato anche divisore, sono:
• la quantità di uscite, che rappresenta il numero di linee uscenti e che si possono uti-
lizzare;
• l’attenuazione, che indica la perdita di segnale, misurata in dB, dovuta all’apparec-
chiatura; essa è tanto maggiore quanto più elevato è il numero di derivazioni;
• il disaccoppiamento, che rappresenta il rapporto tra segnale in entrata e il valore del
segnale di disturbo: è espresso come una diminuzione o attenuazione che il rumore
subisce passando da una presa all’altra. Operativamente tanto maggiore è il disac-
coppiamento, tanto più elevata è l’attenuazione del segnale di disturbo.

Figura C4.15
Partitore a due vie.

Vengono prodotti partitori a una, due o più vie; nel caso che una delle uscite non
venga utilizzata, essa deve essere chiusa con una resistenza terminale del valore di 75 Ω.

Derivatore
Il derivatore, o deviatore, viene impiegato negli impianti centralizzati e serve per ri-
partire la linea di distribuzione in più prese d’utente, senza interrompere la discesa
verso altre derivazioni. Si producono derivatori per una, due, tre o quattro prese d’u-
tenza che possono essere del tipo ibrido-direzionale o resistivo. Mentre i deviatori re-
sistivi hanno un comportamento uguale per tutte le bande di frequenza, quelli direzio-
nali presentano una attenuazione di prelievo che decresce con l’aumentare della fre-
quenza, compensando quindi la perdita dovuta al cavo.
Le caratteristiche che contraddistinguono il derivatore sono:
• perdita di passaggio;
• disaccoppiamento;
• perdita di prelievo.

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C4 • Impianti di ricezione TV 18

Prese
A seconda delle caratteristiche dell’impianto di distribuzione, si possono impiegare
prese di tipo:
• semplice,
• passante,
• terminale.
Inoltre anche le prese, come i derivatori, possono essere del tipo resistivo o ibrido-
direzionale: in questo caso valgono le stesse considerazioni fatte in precedenza. Mentre
nelle prese di tipo resistivo, appunto perché tali, i morsetti possono essere utilizzati in-
differentemente come entrate e uscite della linea passante, nelle prese di tipo direzio-
nale passante i morsetti di ingresso e di uscita devono essere opportunamente contras-
segnati e non possono essere utilizzati indifferentemente.
Le prese di tipo induttivo offrono i seguenti vantaggi:
• sono equipaggiate con un condensatore collegato in serie all’accoppiatore indut- Vantaggi
delle prese
tivo, rispondendo quindi ai dettami delle norme CEI in materia di isolamento tra
di tipo induttivo
montante e presa d’utenza;
• presentano la possibilità di variare la quantità di segnale verso il televisore, permet-
tendo di compensare le perdite dovute al cavo coassiale;
• permettono la regolazione dal punto di installazione, caratteristica utile per ottimiz-
zare le varie sezioni di impianto;
• offrono la possibilità di collegare fino a un massimo di 8 ÷ 10 prese in cascata, con
ridottissime differenze di segnale tra la presa più vicina e quella più lontana dal-
l’antenna;
• sono dotate di un ingresso laterale per il cavo coassiale, che evita lo schiacciamento
dello stesso all’interno della scatola per frutti.

Prese multiple multifunzione


Vengono inoltre commercializzate prese multifunzione che possono collegare utenze per la
distribuzione di segnali audio e video, analogici e digitali, terrestri, da satellite e via cavo.
Presa TV-RD-SAT a due uscite. L’apparecchio è corredato di due uscite IEC
169-2, una con connettore maschio e uno femmina, per il collegamento a due utenze,
nella banda di frequenze 5 ÷ 2400 MHz. La loro applicazione è prevista per tipologie
a più prese in cascata, in derivazione, miste (cascata/derivazione) e multi-switch per
la distribuzione di canali terrestri e satellitari miscelati. Le utenze possono essere la
TV terrestre, la radio terrestre, la TV via cavo, la comunicazione interattiva alber-
ghiera, la TV e radio satellitare.
Presa TV-RD-SAT1-SAT2 a quattro uscite. L’apparecchio è corredato di due uscite,
una maschio e una femmina IEC 169-2, due connettori di tipo F femmina IEC 169-24, per
il collegamento a quattro utenze, nella banda di frequenze 4 ÷ 2150 MHz. Si possono de-
rivare utenze quali radio e TV terrestre, radio e TV satellitari analogici e/o digitali.
La figura C4.16 riporta le parti componenti di una presa TV-RD-SAT1-SAT2 a
quattro uscite.

Figura C4.16
Parti costituenti
una presa TV-RD-
SAT1-SAT2 a quat-
tro uscite.

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19 Modulo C • Impianti elettrici utilizzatori di piccola potenza

Cavo coassiale
Per collegare i vari elementi di un impianto di ricezione TV viene utilizzato un cavo
denominato coassiale (figura C4.17); in linea generale esso presenta una impedenza di
75 Ω. Questa caratteristica si rivela necessaria per evitare disturbi di qualsiasi genere
che si potrebbero verificare se si utilizzassero cavi non schermati o piattine.
Il cavo coassiale è formato da due parti:
• un’anima interna di filo di rame;
• una calza, concentrica rispetto al conduttore interno.

Figura C4.17
Cavi coassiali.

I due conduttori sono isolati tra loro mediante una guaina di polietilene (espanso o
compatto). Secondo le norme CEI l’attenuazione in un cavo coassiale non deve supe-
rare i 12 dB per ogni 100 m di lunghezza. La sua impedenza deve risultare costante e
quindi si deve aver cura di chiudere tutte le colonne montanti di distribuzione con una
resistenza di 75 Ω e inoltre si devono evitare curve troppo strette.
Infine è da evitare l’installazione nelle stesse condutture e scatole di derivazione di
conduttori elettrici e cavi di distribuzione TV; se ciò non risultasse possibile la tensione
deve essere inferiore a 50 V.

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C4 • Impianti di ricezione TV 20

Impianti di ricezione TV

Memo C4
Introduzione
• Negli impianti d’antenna prese coassiali d’utente e connettori mobili devono
assicurare:
– elevata efficacia di schermatura contro le interferenze sul segnale TV;
– ottimale adattamento di impedenza al fine di evitare riflessioni di segnale;
– disaccoppiamento tra le varie uscite e tra più prese collegate in cascata;
– compatibilità elettromagnetica secondo le prescrizioni della direttiva EMC.

Sistema in Tecnica Digitale Terrestre

Memo CLIL
• DTT (Digital Terrestrial Television)
– Il segnale DTT è più “robusto” rispetto ai segnali TV analogici.
– Per la componentistica passiva, in particolare le antenne, il sistema DTT è
compatibile con il sistema AM-VSB.
– Contrariamente alla TV analogica, nel DTT vengono inviati nella stessa
banda più programmi in forma digitale.
– Il segnale DTT viene trasmesso nelle bande di frequenza normalmente riservate
alla trasmissione dei segnali televisivi. In Italia viene utilizzata la banda III in VHF
(larghezza banda 7 MHz) e le bande IV e V in UHF (larghezza banda 8 MHz).
• Componenti di un impianto DTT
– Sistema di antenne per la ricezione dei segnali.
– Terminale di testa.
– Impianto di edificio.
– Impianto di appartamento.
– Ricevitore.

Impianti satellitari
• Gli impianti satellitari ricevono programmi che provengono dai satelliti geostazio-
nari che ruotano attorno alla Terra alla distanza di 36.000 km. Sono composti da:
– parabola,
– convertitore (detto anche LNB),
– ricevitore (analogico o digitale).
• Parabola: antenna ad apertura dotata di specchio parabolico (riflettore) che può
essere utilizzata sia in trasmissione che in ricezione; in ricezione riflette i segnali
provenienti dal satellite e li concentra sull’LNB, elemento attivo che effettua la
ricezione e la conversione del segnale.
– antenna prime-focus,
– antenna offset,
– antenna toroidale.
• Convertitore LNB (Low Noise Block Converter): è collocato nel fuoco del-
l’antenna parabolica ricevente; ha il compito di ricevere il segnale proveniente
dal satellite, amplificare e operare la conversione di frequenza. È composto di:
amplificatore, oscillatore e convertitore di fequenza.

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21 Modulo C • Impianti elettrici utilizzatori di piccola potenza

• Ricevitori satellitari e decoder (STB Set Top Box): Il ricevitore satellitare ri-
Memo C4

ceve e trasforma i segnali dal convertitore (LNB) in segnali televisivi: sintonizza


le frequenze che il convertitore è in grado di trasportare per mezzo di un cavo co-
assiale e memorizza i diversi canali rendendoli disponibili sul televisore. Con il
sistema satellitare è possibile ricevere televisioni di altre nazioni coprendo aree
geografiche continentali, con una buona ricezione nella quasi totalità delle zone.

Componenti attivi degli impianti di ricezione TV


In un impianto TV l’antenna rileva i segnali, sotto forma di onde elettromagnetiche;
tramite il dipolo le onde vengono captate e inviate sotto forma di tensione al misce-
latore o al centralino; infine tramite un cavo coassiale i segnali sono visualizzati
sotto forma di programmi dall’apparecchio TV.
Memo CLIL

• Antenna: è l’apparecchio ricevente in grado di rilevare l’energia di un campo


elettromagnetico e in grado di fornire, ai capi dei propri morsetti, un segnale uti-
lizzabile nel ricevitore TV.
– Caratteristiche di un’antenna: intrinseche (guadagno, angolo di apertura,
rapporto tra sensibilità nella direzione di ricezione e in quella opposta); strut-
turali (altezza edificio sul quale viene installata l’antenna, potenziali barriere,
lunghezza dell’impianto e la quantità di utenze); fattori di ricezione (intensità
dei segnali in arrivo, loro lunghezza d’onda e presenza di disturbi).
– Tipi di antenna: antenne VHF (per la ricezione di un solo canale o di più ca-
nali della stessa banda); antenne UHF (direttive a larga banda, a pannello, per
gruppi di canali e a larga banda con riflettore a cortina o diedro); antenne
paraboliche (in acciaio o alluminio, in versioni di diametro diverso).
• Terminale di testa: insieme di apparecchiature interposto tra l’antenna e la rete
di distribuzione dei segnali, con il compito di adattare i segnali entranti e distri-
buirli alle varie prese d’utenza. Si compone di miscelatori, demiscelatori, filtri,
attenuatori, convertitori di canale, amplificatori e preamplificatori d’antenna.
– Miscelatore: ha la funzione di combinare e trasmettere, attraverso un unico
cavo, un determinato numero di segnali anche di canali diversi (a larga banda,
di banda, di canale).
– Demiscelatore: compie la funzione inversa del miscelatore e separa in uscita
i segnali, convogliati da un unico ingresso.
– Filtro: svolge la funzione di modificare il segnale del circuito sul quale è col-
locato con l’attenuazione selettiva delle frequenze di bande e canali.
– Attenuatore: dispositivo resistivo che riduce il valore di un segnale (impie-
gato quando un segnale in arrivo troppo intenso crea interferenze su altri ca-
nali).
– Convertitore: trasferisce un segnale televisivo su un canale diverso da quello
sul quale viene emanato.
– Amplificatore e preamplificatore d’antenna: amplificano il segnale in ar-
rivo, quando risulta essere insufficiente per assicurare una buona qualità delle
immagini riprodotte dall’apparecchio TV.
– Centralino: è il cuore dell’impianto; generalmente è costituito da un alimen-
tatore e da un miscelatore e opzionalmente da filtri, amplificatori, attenuatori
ecc.

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C4 • Impianti di ricezione TV 22

Componenti attivi degli impianti di ricezione TV

Memo C4
Si definiscono elementi passivi di un impianto TV i partitori, utilizzati per divi-
dere il segnale TV in più vie; le cassette di derivazione, aventi la funzione di divi-
dere la linea entrante in tante derivazioni quante sono le prese; le prese d’utenza,
utilizzate per connettere l'apparecchio televisivo alla linea di ricezione; il cavo co-
assiale, usato per collegare le apparecchiature fra loro.
• Partitore: viene impiegato per derivare il segnale tra due o più linee di distribu-
zione. Le caratteristiche principali sono: la quantità di uscite e il livello di atte-
nuazione / disaccoppiamento.
• Derivatore: impiegato negli impianti centralizzati, serve a ripartire la linea di
distribuzione in più prese d’utente, senza interrompere la discesa verso altre de-
rivazioni. Le caratteristiche che lo contraddistinguono sono: perdita di passag-
gio, disaccoppiamento, perdita di prelievo.
• Prese: si possono impiegare prese di tipo semplice, passante o terminale; pos-

Memo CLIL
sono essere del tipo resistivo o ibrido-direzionale. Quelle di tipo induttivo hanno
i seguenti vantaggi: equipaggiate con un condensatore, rispondono ai dettami
delle norme CEI in materia di isolamento; possibilità di variare la quantità di se-
gnale verso il televisore; regolazione dal punto di installazione; collegamento
fino a 8 ÷ 10 prese in cascata; ingresso laterale per il cavo coassiale, per evitare
schiacciamento all’interno della scatola per frutti. Vengono inoltre commercia-
lizzate prese multifunzione che possono collegare utenze per la distribuzione di
segnali audio e video, analogici e digitali, terrestri, da satellite e via cavo.
• Cavo coassiale: si impiega per collegare i vari elementi di un impianto di rice-
zione TV. È un cavo schermato formato da un’anima interna di filo di rame e una
calza, concentrica rispetto al conduttore interno; i due conduttori sono isolati tra
loro mediante una guaina di polietilene. Ha un’impedenza di 75 Ω, caratteristica
indispensabile per evitare disturbi di qualsiasi genere.

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23 Modulo C • Electrical plant using low power

TV reception systems
Memo C4

Introduction
• In the antenna systems the user coaxial sockets and the movable connectors
must ensure:
– high effectiveness of shielding against TV signal interferences;
– optimal matching impedance, in order to avoid signal reflection;
– decoupling of the various outputs and of the various sockets drop-down con-
nected;
– electromagnetic compatibility, according to the provisions of the EMC direc-
tive.
Memo CLIL

Digital Terrestrial Television system


• DTT (Digital Terrestrial Television)
– The DTT signal is “stronger” than the analogue TV signal.
– Concerning passive components, especially antennas, the DTT system is
compatible with the AM-VSB system.
– Unlike the analogue TV, in the DTT one more programs are transmitted in the
same band in digital form.
– The DTT signal is transmitted in the frequency band usually reserved for the
transmission of TV signals. In Italy the VHF band III (bandwidth 7 MHz) and
the UHF bands IV and V (bandwidth 8 MHz) are used.
• Componenti di un impianto DTT
– Antennas system for signal reception.
– Head terminal.
– Building plant.
– Flat plant.
– Receiver.

Satellite systems
• Satellite systems receive programs coming from geostationary satellites, which
rotate around the Earth at a distance of 36,000 km. They are composed of:
– satellite dish,
– converter (called LNB too),
– receiver (analogue or digital).
• Satellite dish: it’s an antenna equipped with a parabolic mirror (reflector), which
can be used both to transmit and to receive; in case of reception, it reflects the sig-
nals coming from the satellite and directs them to the LNB, active element which
performs the signal reception and conversion.
– prime-focus antenna,
– offset antenna,
– toroidal antenna.
• LNB converter (Low Noise Block Converter): it’s placed in the receiving satel-
lite dish focus; it’s aimed at receiving the signal coming from the satellite, at am-
plifying it and at doing the frequency conversion. It’s composed of: amplifier, os-
cillator and frequency converter.

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C4 • TV reception systems 24

• Satellite receivers and decoders (STB Set Top Box): The satellite receiver re-

Memo C4
ceives and transforms the signals coming from the converter (LNB) into televi-
sion signals: it tunes the frequencies, which the converter is able to transport
through a coaxial cable, and stores the various channels making them available in
the television. With the satellite system it’s possible to receive TV channels of
other Countries covering continental geographical areas, with a good reception in
almost all the areas.

Active components of the TV reception systems


In a TV system, the antenna collects the signals in the form of electromagnetic
waves; through the dipole the waves are intercepted and sent in the form of voltage
to the mixer or to the central unit; finally, through a coaxial cable, the signals are

Memo CLIL
displayed in the form of programs by the TV.
• Antenna: receiving device able to detect the energy of an electromagnetic field
and to provide, to the extremes of its terminals, a signal usable by the TV re-
ceiver.
– Features of an antenna: intrinsic ones (gain, beamwidth, ratio between the
sensitivity in the receiving direction and in the opposite one); structural ones
(height of the building on which the antenna is installed, potential barriers,
length of the wiring and amount of users); reception factors (intensity and
wavelength of the input signals, presence of disturbances).
– Types of antennas: VHF antennas (to receive a single channel or more chan-
nels of the same band); UHF antennas (wideband directional, panel, for
groups of channels and wideband with curtain reflector or Dihedral); satellite
dishes (in steel or aluminium, with different diameters).
• Head terminal: set of devices placed between the antenna and the signal distri-
bution network, aimed at adapting the input signals and distributing them to the
different users’ sockets. It is composed of mixers, demixers, filters, attenuators,
channel converters, amplifiers and antenna preamplifiers.
– Mixer: it’s aimed at combining and transmitting, through a single cable, a cer-
tain number of signals coming from different bands too (wideband, band,
channel).
– Demixer: it performs the opposite function of the mixer and divides the out-
put signals channelled from a single input.
– Filter: it modifies the signal of the circuit where it’s placed through the selec-
tive attenuation of bands and channels frequencies.
– Attenuator: resistive device which reduces the value of a signal (used when
a too intense input signal causes interferences in other channels).
– Converter: it transfers a TV signal to a channel different from the one in
which it’s emitted.
– Amplifier and antenna preamplifier: they amplify the input signal, when
it’s not enough to ensure a good quality of the images displayed on the TV.
– Central unit: it’s the core of the system; it’s generally made of a power sup-
ply and a mixer and, optionally, of filters, amplifiers, attenuators etc.

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25 Modulo C • Electrical plant using low power

Passive components of TV reception systems


Memo C4

The passive elements of a TV plant are the dividers, used to divide the TV signal in
more lines; the shunt boxes, which divide the input line in as many shunt lines as the
number of sockets are; user sockets, used to connect the television to the receiving
line; the coaxial cable, used to connect the devices with each other.
• Divider: it’s used to divide the signal among two or more distribution lines. Its
main features are: amount of outputs and level of attenuation/decoupling.
• Shunt: it’s used in centralized plants to divide the distribution line in more user
sockets, without interrupting the flow towards other shunts. Its main features are:
passage loss, decoupling, output loss.
• Sockets: simple, passing or terminal sockets can be used; they can be resistive or
hybrid-directional. The inductive ones have the following advantages: equipped
with a capacitor, they comply with the requirements of the CEI standards on the
insulation subject; the signal quantity towards the television can be adjusted;
Memo CLIL

they can be regulated from the installation point; drop-down connection of up to


8 ÷ 10 sockets; side input for the coaxial cable, in order to avoid crushing in the
switch box. Moreover, multi-function sockets are marketed, which can connect
users for the distribution of audio and video, analogical and digital, terrestrial,
satellite and cable signals.
• Coaxial cable: used to connect the various elements of a TV reception system.
It’s a shielded cable composed of an internal core of copper wire and a braid,
concentric as to the inner conductor; the two conductors are insulated from each
other through a polyethylene sheath. It has an impedance of 75 Ω, essential fea-
ture to avoid any type of disturbance.

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C4 • TV reception systems 26

Test di verifica

Esercitazioni
Quesiti a scelta multipla
Scegliere la risposta esatta tra quelle indicate.

1. Che cosa è un impianto di ricezione TV?


a Un impianto di ricezione TV è un insieme di apparecchi, composto da videocamere, microfoni e apparati re-
gistratori, che hanno la funzione di trasmettere dei segnali e trasferirli verso tutti gli utenti collegati.
b Un impianto di ricezione TV è un insieme di apparecchi che hanno la funzione di immettere dei segnali, me-
diante apparecchi ricevitori, e trasferirli in appositi codificatori che li trasformano in immagini e suoni.
c Un impianto di trasmissione TV è un insieme di apparati con la funzione di trasmettere notizie, film e musica,
che si ricevono dopo il pagamento di un canone.
d Un impianto di ricezione TV è un insieme di apparecchi che hanno la funzione di captare dei segnali, emessi
da apparecchi trasmettitori, e trasferirli in appositi decodificatori che li trasformano in immagini e suoni.

2. Che cosa s’intende per sistema in tecnica digitale?


a Per sistema in tecnica digitale si indica la natura analogica di un segnale, tv, radio, multimediale e la moda-
lità di predisporre la registrazione audio, video, fotografici, grafici, multimediali in genere monitorando co-
stantemente i segnali emessi.
b Per sistema in tecnica digitale si indica la natura numerica di un segnale, tv, radio, multimediale o la tipolo-
gia di un apparecchio predisposto alla creazione, archiviazione, trattamento e riproduzione di contenuti au-
dio, video, fotografici, grafici, multimediali in genere.
c Per sistema in tecnica digitale si indica la caratteristica di ricezione dei segnali tv, radio, multimediale effet-
tuata esclusivamente con il personal computer predisposto per l’archiviazione, il trattamento e la riprodu-
zione di contenuti scaricati.
d Per sistema in tecnica digitale si indica la caratteristica di condividere i segnali tv, radio, multimediale scaricati
con il personal computer e rimessi in rete sottoforma di contenuti audio, video, fotografici, grafici e multimediali.

3. Che cosa sono gli impianti satellitari?


a Gli impianti satellitari sono impianti per la ricezione dei programmi che provengono dai satelliti geostazio-
nari che ruotano attorno alla Terra e hanno una velocità angolare identica a quella della Terra.
b Gli impianti satellitari sono impianti per la generazione di programmi e ruotano attorno alla Terra a una velo-
cità orbitale sensibilmente inferiore a quella della Terra.
c Gli impianti satellitari sono impianti per la archiviazione dei programmi che provengono dai satelliti in orbita
che ruotano attorno alla Terra e hanno una velocità angolare superiore a quella della Terra.
d Gli impianti satellitari sono impianti per lo spionaggio industriale che memorizzano tramite dai satelliti in or-
bita i programmi che specifiche aziende producono.

4. Che cosa è il terminale di testa di un impianto TV?


a Il terminale di testa di un impianto TV è quell’apparecchio che serve per ripartire la linea di distribuzione in
più prese d’utente, senza interrompere la discesa verso altre derivazioni.
b Il terminale di testa di un impianto TV è un blocco convertitore a basso rumore che, nella tecnologia di tra-
smissione televisiva satellitare, è collocato nel fuoco dell’antenna parabolica ricevente.
c Il terminale di testa è quell’insieme di apparecchiature interposto tra l’antenna e la rete di distribuzione dei
segnali la cui funzione è di adattare i segnali entranti e distribuirli alle varie prese d’utenza.
d Il terminale di testa è un’apparecchiatura per ottenere da una linea in entrata due o più linee in discesa, cioè
serve per dispensare l’energia del segnale tra due o più linee di distribuzione.

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27 Modulo C • Impianti elettrici utilizzatori di piccola potenza

5. Come si può definire un’antenna prime-focus?


a Un’antenna prime-focus è un’antenna parabolica a riflessione, di sezione circolare, ricavata sezionando un
Esercitazioni

paraboloide con un piano perpendicolare all’asse dello stesso. Il fuoco si trova in asse con l’antenna e per-
tanto al centro di essa.
b Un’antenna prime-focus è un particolare tipo di antenna satellitare la cui superficie di riflessione è studiata
perché non abbia un solo punto di fuoco ma piuttosto una linea nella quale si forma il fuoco a seconda del-
l’incidenza del raggio da cui proviene il segnale.
c Un’antenna prime-focus è un’antenna per la ricezione di segnali provenienti da satelliti geostazionari ed è co-
stituita essenzialmente da un riflettore (di sezione ellittica), in acciaio, alluminio o materiale plastico, ricavato
dalla superficie di un paraboloide.
d Un’antenna prime-focus è un’antenna per la ricezione di segnali che si può distinguere in direttiva a larga
banda, a pannello, per gruppi di canali e a larga banda con riflettore a cortina o diedro.

6. Come si può definire un’antenna ricevente?


a Un’antenna ricevente può essere definita come un apparecchio in grado di ricevere una tensione sufficiente
per fornire, ai capi dei propri morsetti, un segnale utilizzabile nel ricevitore TV.
b Un’antenna ricevente può essere definita come un apparecchio in grado di ricevere una forza resistiva, data
dagli elementi metallici che la compongono, in grado di fornire, ai capi dei propri morsetti, un segnale utiliz-
zabile nel ricevitore TV.
c Un’antenna ricevente può essere definita come un apparecchio in grado di ricevere una corrente alternata in
grado di fornire, ai capi dei propri morsetti, un segnale utilizzabile nel ricevitore TV.
d Un’antenna ricevente può essere definita come un apparecchio in grado di rilevare l’energia di un campo elet-
tromagnetico e in grado di fornire, ai capi dei propri morsetti, un segnale utilizzabile nel ricevitore TV.

Quesiti a risposta aperta


1. Secondo quanto prescritto dalle norme EN 50083, in un impianto di ricezione TV che cosa devono assicu-
rare le prese coassiali d’utente e i connettori mobili?
2. Enunciare i parametri che caratterizzano principalmente il segnale DTT.
3. Qual è la differenza tra un partitore e un deviatore?
4. Qual è il contenuto del segnale di un sistema digitale terrestre?
5. Illustrare le caratteristiche di utilizzo di un cavo coassiale in un impianto di ricezione TV.
6. Riassumere le caratteristiche essenziali di un amplificatore d’antenna.
7. Illustrare quali tipi di antenne si trovano in commercio la cui conformazione è strettamente legata alla banda
di frequenza che devono ricevere.
8. Quali sono le caratteristiche significative di un convertitore LNB?
9. Riassumere i tipi di presa per un impianto di ricezione TV e alcuni vantaggi che offrono.
10. Che cosa si intende con il termine “schermatura dell’impianto” in un sistema di ricezione TV?
11. Illustrare le caratteristiche essenziali dei cosiddetti componenti attivi di un impianto di ricezione TV.

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