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Laurea specialistica - Corso di Laurea in Ingegneria Civile – IDRAULICA II - prof.

Vittorio Bovolin
Appunti integrativi sulle correnti a pelo libero a portata variabile

Correnti a portata variabile lungo il percorso in alvei non cilindrici

1. Introduzione

Sarà qui esposto il problema del moto di una corrente gradualmente variata, lungo un canale a
sezione variabile σ = σ[h(s),s] in presenza di una immissione o derivazione di una portata lungo il
suo corso (fig. 1.1). Lo studio è limitato a condizioni di moto permanente e con una pendenza del
canale costante e sufficientemente piccola in modo da poter ammettere la seguente eguaglianza:

sen(ϑ ) ≈ tan (ϑ ) = i 1.1

Da quanto detto è possibile inoltre ritenere che le pressioni siano distribuite secondo legge
idrostatica su ogni sezione trasversale.

dQ(s)
tratto con variazione di portata q(s) =
ds

s
Q(s)

PLAIN

dh(s)
ds

s
PROFILE

Fig. 1.1 Schema del corso d’acqua interessato da una variazione spaziale della portata.

dQ(s )
q(s ) = portata per unità di lunghezza immessa (>0) o derivate (<0) lateralmente al corso.
ds

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2. Impostazione del problema

Il seguente procedimento prescinde dal segno della portata unitaria q, essendo basato su un
equilibrio globale, valido sia per portate crescenti che decrescenti verso valle.
Per canale non prismatico, il carico totale il cui datum è assunto coincidente con la linea di fondo
del canale:

Q2
H = h+ 2.1
2 gσ 2

e la quantità di moto totale (o spinta totale o ancora semplicemente spinta):

Q2
M = σζ + 2.2

qui assunta per unità di peso, saranno in generale due funzioni dell’ascissa “s” come segue:

H (s ) = H {h(s ), Q(s ), σ [h(s ), s ]} 2.3

M (s ) = M {σζ [h(s ), s ], Q(s ), σ [h(s ), s ]} 2.4

Si noti dalle precedenti due relazioni come per alveo non prismatico sia necessario specificare
l’ascissa “s” ed in corrispondenza il tirante “h(s)”, per definire univocamente le funzioni “ σ ” e
“ σζ ”.
Si applichi ora l’equazione globale dell’equilibro dinamico ad un elementino di lunghezza
infinitesima ds, contenuto nel tratto caratterizzato dalla variazione spaziale di portata, considerando
la sola proiezione in direzione del canale (fig. 2.1):

Gs + Π s + Wtot , s = 0 2.5

si rammenti infatti che siamo in condizioni di moto permanente perciò il termine di inerzia locale è
stato considerato nullo; risulta:

Gs = γ ⋅ σ ⋅ i ⋅ ds

l’alveo è stato infatti considerato di piccola pendenza;

 dP 
Π s = − ds − J p ⋅ γ ⋅ σ ⋅ ds + γ ⋅ S ⋅ ds
 ds 

risulta infatti: τ p = γ ⋅ R ⋅ J p e dunque F p = τ p ⋅ χ ⋅ ds = J p ⋅ γ ⋅ R ⋅ χ ⋅ ds ;

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l’ultimo termine nell’espressione di Π s è stato assunto positivo in quanto si ipotizza che le


pressioni normali agenti sulla superficie laterale dell’elemento di volume considerato, hanno
direzione lungo s ad esso concorde;

 dW 
Wtot ,s = − ds + Wlat ,s
 ds 

il primo termine a destra dell’equazione rappresenta la variazione del flusso di quantità di moto
propria della corrente mentre il secondo esprime la variazione dovuta all’immissione laterale qds;
essendo dotata di velocità U secondo s, questo è esprimibile come:

γ
Wlat ,s = ρ ⋅ U ⋅ q ⋅ ds = ⋅ U ⋅ q ⋅ ds
g

dW(s)
W(s) U W(s) + ds
s

Sds

(s)ds
Q(s) Q(s) + q(s)ds

P(s) dP(s)
P(s) +
ds

J (s)ds
ds

Fig. 2.1 Definizione dell’elemento di volume considerato sul tratto a variazione di portata.
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Sommando i vari contributi e dividendo per ds si ottiene:

d
(P + W ) = γ ⋅ σ ⋅ i − J p + γ ⋅ q ⋅ U + γ ⋅ S
( )
ds g

P(s ) W (s )
ed essendo M (s ) = + :
γ γ

q ⋅U
d
ds
(
M (s ) = σ ⋅ i − J p +
g
) +S 2.6

Nel caso particolare di immissione o derivazione ortogonale al canale, la 2.6 si semplifica come:

d
ds
(
M (s ) = σ ⋅ i − J p + S ) 2.7

Se inoltre il canale è cilindrico ed inoltre la differenza tra forza motrice e la forza resistente può
essere ritenuta piccola rispetto alle altre forze in gioco:

d
M (s ) = 0 2.8
ds

che sappiamo poter essere applicabile al problema dei canali di gronda.

Per altro verso è possibile definire la variabilità della spinta totale con s (eq. 2.6) sulla base delle
relazioni 2.1 – 2.4; dalla 2.3 è allora possibile esprimere l’equazione specifica del moto come:

d ∂H dh ∂H dQ ∂H dσ
H (s ) = + + 2.9
ds ∂h ds ∂Q ds ∂σ ds

mentre sulla base della definizione data dall’eq. 2.1:

∂H ∂H Q ∂H Q2
=1 ; = ; = −
∂h ∂Q g ⋅ σ 2 ∂σ g ⋅σ 3

dσ ∂σ dh  dσ  dh  dσ 
= +  =l + 
ds ∂h ds  ds  h ds  ds  h

sostituendo nella 2.9:

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d dh Q dQ Q 2  dh  dσ  
H (s ) = + − l +  =
ds ds g ⋅ σ 2 ds g ⋅ σ 3  ds  ds  h 
2.10
 Q  dh
2
Q dQ Q  dσ  2
= 1 − l +
3 
− 3 
 g ⋅ σ  ds g ⋅ σ ds g ⋅ σ  ds  h
2

Sulla base della 2.4 è invece possibile la variabilità della spinta totale come:

d ∂M dσζ ∂M dQ ∂M dσ
M (s ) = + + 2.11
ds ∂ (σζ ) ds ∂Q ds ∂σ ds

mentre considerando la definizione espressa dal’eq. 2.2:

∂M ∂M 2 ⋅ Q ∂M Q2
=1 ; = ; =−
∂(σζ ) ∂Q g ⋅ σ ∂σ g ⋅σ 2

d (σζ ) ∂ (σζ ) dh  ∂ (σζ )  dh


= +  =σ +S
ds ∂h ds  ∂s  h ds

dσ ∂σ dh  dσ  dh  dσ 
= +  =l + 
ds ∂h ds  ds  h ds  ds  h

sostituendo nella 2.11:

d dh 2 ⋅ Q dQ Q 2  dh  dσ  
M (s ) = σ +S+ − l +  =
ds ds g ⋅ σ ds g ⋅ σ 2  ds  ds  h 
2.12
 Q 2  dh 2 ⋅ Q dQ Q  dσ  2
=  σ − l +
2 
+S−  
 g ⋅ σ  ds g ⋅ σ ds g ⋅ σ 2  ds  h

Se a quest’ultima viene sottratta la 2.10 preventivamente moltiplicata per σ:

dM dH Q dQ
−σ = +S
ds ds g ⋅ σ ds

e dunque

dM dH Q
=σ + q+S 2.13
ds ds g ⋅ σ

Si confronti ora la 2.13 con l’espressione 2.7 specializzata per immissione ortogonale all’alveo:
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σ ⋅ (i − J p ) + S = σ
dH Q
+ q+S
ds g ⋅ σ

e dunque:

dH Q
=i−Jp − q 2.14
ds g ⋅σ 2

ovvero, considerando un datum orizzontale:

dE Q
= −J p − q 2.15
ds g ⋅σ 2

Il gradiente del carico totale è allora pari alla somma di due contributi:

esprime la FORZA RESISTENTE agente tangenzialmente lungo le pareti dell’alveo,


Jp per unità di peso di fluido contenuto nel tronco elementare di lunghezza ds;
e sempre negativo;

Q termine legato allo scambio di flusso di quantità di moto rispetto ad un sistema esterno
− q all’elemento di volume considerato;
g ⋅σ 2 può essere positivo o negativo in dipendenza del segno assunto da q.

Uguagliamo ora la 2.12 con la 2.6 al fine di poter ricavare informazioni sull’ANDAMENTO del
profilo idrico:

 Q 2  dh 2 ⋅ Q dQ Q 2  dσ  q ⋅U
σ −
 l
2 
 +
⋅ σ
+ S −   = σ ⋅ i − J p ⋅(ds + ) +S
 g ⋅ σ  ds g ds g ⋅ σ 2
 ds  h
g

da cui:

2 ⋅ Q dQ Q 2  dσ  q ⋅U
(i − J p ) − + 3  +
dh g ⋅ σ ds g ⋅ σ  ds  h g ⋅ σ
2
=
ds  Q2 
1 − 
 g ⋅σ 3 l 
 

dQ(s )
Ed essendo Q = σ V e q(s ) =
ds

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i−Jp( ) − (2V − U ) q +
g ⋅σ
V 2  dσ 
 
g ⋅ σ  ds  h
dh
= 2.16
ds  Q2 
1 − 
 g ⋅σ 3 l 
 
Per alveo cilindrico la relazione diventa:

dh
(i − J p ) − (2Vg ⋅−σU ) q
=
ds  Q2 
1 − 
 g ⋅σ 3 l 
 

Per sfioratore laterale in alveo cilindrico (U=V):

dh
(i − J p ) − gV⋅ σ q
=
ds  Q2 
1 − 
 g ⋅σ 3 l 
 

Per canale collettore in alveo cilindrico (U=0):

dh
(i − J p ) − g2⋅Vσ q
=
ds  Q2 
1 − 
 g ⋅σ 3 l 
 

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