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CANNABIS?

novembre
Meglio legale.
81|2020

MENSILE - ANNO XI - NOVEMBRE 2020 - POSTE ITALIANE SPA SPEDIZIONE IN A.P. D.L.353/03(CONV IN L.27/02/2004 N°46)ART.1 COMMA 1 AUT C/RM/04/2013 €8

ogni muro è una porta

IVAN ILLICH, TESTI E INTERVISTE


LA SCUOLA COME NUOVA RELIGIONE ESPERIENZA ESTETICA ED ESPERIENZA RELIGIOSA
BISOGNI E FABBISOGNI YANKEE GO HOME
BORELLA: ATTUALITÀ DI UN PENSIERO GAETA: RITRATTO DI IVAN ILLICH DA GIOVANE

L’ECONOMIA DEL CORONAVIRUS RICORDO DI GRAZIA H. FRESCO


DE LUCA IN CAMPANIA TROPPE CHIACCHIERE SULLA SCUOLA
L’ELEMOSINIERE DEL PAPA L’ESERCITO DEGLI EDUCATORI
DA MORIA, UN MONITO PER L’EUROPA IL DIGITALE IN CLASSE
Nei paesi in cui la cannabis è legale: DAL NAGORNO-KARABAKH,
VECCHIO CONFLITTO E NUOVE DINAMICHE
IL GRIDAS, UN GRUPPO NAPOLETANO
POESIE DI LUIGI BARTOLINI
LE MAFIE PERDONO POTERE NIENTE CAMBIA NEGLI USA “ASSANDIRA” DA ANGIONI A MEREU
NASCONO NUOVE IMPRESE E NUOVI POSTI DI LAVORO
CITTÀ DEL MESSICO 1968, STORIA DI AUXILIO E DI BOLAÑO
LO STATO HA NUOVI INTROITI
AUMENTA LA SICUREZZA DELLE SOSTANZE USATE

In Italia l’uso di cannabis è già libero, BARTOLINI | BATTISTON | BORELLA | BRAUCCI | CAYLEY | CARMIGNANI
ora rendiamolo legale. CLEMENTI | COMITO | CUPIDO | D’ERRICO | FERULANO | FOFI | GAETA | IVAN ILLICH
MARCHESE | MEI | MONTI | MURGOLO | SARRITZU | SCARAMUZZI | SCHEMBER

ISBN 978-88-6357-370-1

9 788863 573701 >


Il motto di questo numero, “Ogni muro è una porta”, frase di
Ralph Waldo Emerson ripresa da Albert Camus nel discorso in
occasione del conferimento del premio Nobel per la letteratura
nel 1957, ci invita a non inventarci ostacoli fittizi laddove non ci
sono e a non stancarci di agire, nonostante tutto.
Apriamo la rivista con un ampio dossier curato da Giacomo Bo-
rella dedicato a un pensatore tra i più necessari oggi, Ivan Illich,
in occasione della pubblicazione del primo volume delle sue Ope-
re complete, con il titolo Celebrare la consapevolezza a cura di Fabio
Milana, presso l’editore Neri Pozza, e della nuova edizione inte-
grale delle conversazioni raccolte da David Cayley, Una fiam-
ma nel buio, elèuthera. Da Una fiamma nel buio pubblichiamo
la prefazione del curatore, Giacomo Borella, che ci ricorda alcuni degli
strumenti di analisi, oggi necessari, elaborati da Ivan Illich, come “nemesi”e “controproduttività”, ma anche
il suo consapevole umorismo, e una conversazione di Illich con David Cayley del 1988 sulla differenza tra
“bisogni” e “fabbisogni”. Dal volume di Neri Pozza abbiamo tratto tre testi di Illich, scritti tra il 1966 e il
1970, che documentano la varietà dei suoi interessi intellettuali e che appaiono attualissimi: una critica ra-
dicale dell’istituzione scolastica, un’invettiva contro gli interventi di aiuto allo sviluppo in america Latina da
parte di studenti volontari statunitensi, una riflessione sul “regno” predicato da Gesù, sulla fede, l’esperienza
mistica e la predicazione del vangelo ai poveri. Chiude il dossier una recensione a Celebrare la consapevolezza,
scritta da Giancarlo Gaeta, che punta l’attenzione sulla formazione di Illich come prete e come “uomo d’a-
zione”, e sulla tensione alla trascendenza che attraversa il suo pensiero e il suo agire.
Nella sezione “In casa”, Vincenzo Comito fa il punto sullo stato dell’economia globale, europea e italiana
e sulla crisi causata dalla pandemia, offrendoci un quadro poco ottimistico di quello che ci aspetta nei pros-
simi mesi; Maurizio Braucci ha scritto un ritratto ironico e desolato di Vincenzo De Luca, vincitore delle
elezioni regionali di settembre in Campania, mentre Iacopo Scaramuzzi ha incontrato Konrad Krajewski,
elemosiniere del papa. Goffredo Fofi ci ricorda causticamente che, dietro l’illusoria presa di parola di
massa consentita da Internet, vi sono (quasi sempre) mediocrità, stupidità e incapacità di capire il presente.
Per “Pianeta”, riceviamo un drammatico reportage di Anna Clementi sulle condizioni dei migranti che
l’Europa blocca negli hotspot sulle isole greche, mentre Giuliano Battiston ci informa sul conflitto tra Ar-
menia e Azerbaigian nel Caucaso; Emanuele Murgolo, in vista delle elezioni presidenziali negli Stati Uni-
ti, ragiona sull’impossibilità che il cambiamento in quel Paese arrivi dall’alto, quale che sia l’esito del voto.
Apriamo la sezione “Educazione e intervento sociale” con un commosso e vivo ricordo di Grazia H. Fresco,
scritto per tutti noi Asini da Luigi Monti; Grazia, imprescindibile figura di riferimento per il mondo dell’e-
ducazione attiva e libertaria, collaboratrice preziosissima di questa rivista, è scomparsa lo scorso 30 settem-
bre. Seguono gli interventi di Gianluca D’Errico, che racconta sconsolato queste prime settimane di scuola
nel Sud in piena pandemia, invitando alla lotta contro lo sfascio e le disuguaglianze della scuola statale, di
Emiliano Schember, che accusa gli educatori e la loro missione di controllo sociale degli adolescenti, e di
Maurizio Mei, che partendo da un recente studio racconta politiche, interessi, incoerenze e impreparazione
del digitale a scuola; infine Emma Ferulano ci informa sull’assurda vicenda giudiziaria che mette a repenta-
glio il Gridas, il centro sociale che da quarant’anni anima lotte, cultura e vita sociale nel quartiere di Scampia
e a cui dobbiamo solidarietà in questa vicenda di incompetenze politiche e ottusità burocratiche.
In “Poco di buono” riproponiamo alcune poesie del marchigiano Luigi Bartolini, presentate da Goffre-
do Fofi, e un testo di Ilide Carmignani su Roberto Bolaño e la poetessa uruguaiana Alcira Soust Scaffo.
Livio Marchese ci invita a guardare Assandira, l’ultimo film di Salvatore Mereu, che mette amaramente e
acutamente sullo schermo la mercificazione della cultura popolare sarda. Infine, Liliana Cupido presenta
le illustrazioni di questo numero, di Martina Sarritzu.
Sul sito segnaliamo una corrispondenza di Valerio Casali sulla manifestazione del 10 ottobre a Roma dei co-
siddetti “negazonisti” e la recensione di Gorka Larrabeiti a Dio in fondo a destra: perché i populismi sfruttano il
cristianesimo di Iacopo Scaramuzzi (Emi 2020).
Mensile · anno X · n. 81, novembre 2020
viale Carlo Felice 89 – 00185 Roma
tel. 0687655957
comunicazione@asinoedizioni.it
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Direzione: Marco Carsetti, Federica Lucchesini, Mimmo Perrotta.


redazione Nicola Villa con Maria Chiara Franceschelli, Davide Minotti e Ilaria Pittiglio.
e con Damiano Abeni, Fulvia Antonelli, Mirella Armiero, Livia Apa, Simona Argentieri, Maria Baiocchi, Cristina Battocletti, Mauro Boarelli, Giaco-
mo Borella, Maurizio Braucci, Marisa Bulgheroni, Valentina Calderone, Michela Calledda, Vinicio Capossela, Roberta Carlotto, Franco Carnevale,
Simone Caputo, Marco Carsetti, Matteo Cesaro, Domenico Chirico, Francesco Ciafaloni, Giacomo D’Alessandro, Emanuele Dattilo, Gemma de
Chirico, Nicola De Cilia, Gianluca D’Errico, Enzo Ferrara, Giancarlo Gaeta, Marina Galati, Marco Gatto, Andrea Gava, Piergiorgio Giacchè, Vit-
torio Giacopini, Rinaldo Gianola, Alex Giuzio, Stefano Guerriero, Sara Honegger, Grazia Honegger Fresco, Andrea Inzerillo, Stefano Laffi, Nicola
Lagioia, Luca Lambertini, Franco Lorenzoni, Luigi Manconi, Pietro Marcello, Giulio Marcon, Roberta Mazzanti, Taddeo Mecozzi, Paolo Mereghet-
ti, Bruno Montesano, Luigi Monti, Giuseppe Montesano, Giorgio Morbello, Emiliano Morreale, Jan Mozetic, Maria Nadotti, Fabian Negrin, Lea
Nocera, mons. Raffaele Nogaro, Sara Nunzi, Fausta Orecchio, Claudio Paravati, Damiano Pergolis, Oreste Pivetta, Giacomo Pontremoli, Savino
Reggente, Alberto Rocchi, Alice Rohrwacher, Nicola Ruganti, Rodolfo Sacchettini, Iacopo Scaramuzzi, Antonella Soldo, Paola Splendore, Nadia
Terranova, Alessio Trabacchini, Marco Triches, Manuela Trinci, Sandro Triulzi, Emilio Varrà, Lorenzo Velotti, Stefano Velotti, Serena Vitale, Gabriele
Vitello, Dario Zonta e Giovanni Zoppoli.
Collaboratori: Gemma Adesso, Giorgia Alazraki, don Vinicio Albanesi, Nicola Alfiero, Anna Antonelli, Andrea Baranes, Cecilia Bartoli, Giuliano
Battiston, Marcello Benfante, Stefano Benni, Ginevra Bompiani, Vando Borghi, Beatrice Borri, Giulia Bussotti, Silvia Calamandrei, Giulia Cami-
nito, Rosa Carnevale, Simona Cappellini, Cecilia Cardito, Roberto Carro, Roberto Catani, Serena Chiodo, Francesco Codello, Nunzia Coppedé,
Costantino Cossu, Andrea Damascelli, Dario Dell’Aquila, Gigi De Luca, Giorgio De Marchis, Carlo De Maria, Stefano De Matteis, Lorenzo Donati,
Maria D’Ugo, Gianluca Farinelli, Nicola Galli Laforest, Guido Gattinara, Roberto Keller, Alessia Lanunziata, Giacomo Manconi, Fabiano Mari,
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Naletto, Mimmo Paladino, don Giacomo Panizza, Roberta Passoni, Lorenzo Pavolini, Andrea Petrucci, Giordana Piccinini, Fabio Piccoli, Carla
Pollastrelli, Paolo Ricca, Chiara Rocca, don Achille Rossi, Maria Salvati, Matteo Schianchi, Chiara Scorzoni, Ambretta Senes, Gianluigi Simonetti,
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Direttore responsabile: Goffredo Fofi

Progetto grafico orecchio acerbo


L’asino in prima pagina è di Gianluigi Toccafondo

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Stampa Digitalialab, via di Cervara 3, Roma. Finito di stampare nel mese di ottobre 2020.
Registrazione presso il Tribunale di Roma 126/2012 del 3/5/2012.
81 | 2020 novembre


ogni muro è una porta

RITORNO A IVAN ILLICH


5 Attualità di un pensiero di Giacomo Borella
11 Bisogni e fabbisogni di Ivan Illich, incontro con David Cayley
14 La scuola come nuova religione universale di Ivan Illich
20 Yankee, go home. Il benefattore statunitense in America Latina di Ivan Illich
26 Su esperienza estetica ed esperienza religiosa di Ivan Illich
30 Ritratto di Ivan Illich da giovane di Giancarlo Gaeta

IN CASA
34 L’economia del coronavirus di Vincenzo Comito
40 Un populista in Campania di Maurizio Braucci
43 Chi è Krajewski, elemosiniere del papa di Iacopo Scaramuzzi
45 La notte dei morti viventi di Goffredo Fofi

PIANETA
47 Da Moria, Lesbo, un monito per l’Europa di Anna Clementi
51 In Nagorno-Karabakh: un vecchio conflitto e nuove dinamiche di Giuliano Battiston
54 Il cambiamento negli Usa non arriverà dall’alto di Emanuele Murgolo

EDUCAZIONE E INTERVENTO SOCIALE


58 Grazia H. Fresco, dalla parte dei bambini di Luigi Monti
62 Perché non voglio parlare di scuola di Gianluca D’Errico
66  L’esercito degli educatori di Emiliano Schember
69  Il digitale a scuola di Maurizio Mei
74  A Napoli, il Gridas, Gruppo risveglio dal sonno di Emma Ferulano

POCO DI BUONO
78 Mi mangiai la giovinezza e altre poesie di Luigi Bartolini
80  Bolaño tra Alcira e Auxilio. Il ’68 a Città del Messico di Ilide Carmignani
85 “Assandira”, o la non consumabilità della cultura popolare di Livio Marchese
87 Il brutto che rende umani. Il mondo illustrato di Martina Sarritzu di Liliana Cupido

Le illustrazioni di questo numero sono di Martina Sarritzu.


APERTURE
RITORNO A IVAN ILLICH

Dedichiamo una parte consistente di questo numero della rivista a Ivan Illich (Vienna, 1926-Brema,
2002), in occasione dell’uscita di due importanti iniziative editoriali riguardanti la sua opera.
Nello scorso marzo Neri Pozza ha inaugurato la pubblicazione delle Opere complete di Illich in
lingua italiana, frutto del vasto e accuratissimo lavoro di ricerca e risistemazione condotto in que-
sti anni da Fabio Milana, con l’uscita del primo ponderoso volume Celebrare la consapevolezza.
Scritti 1951-1971 (pp. 894, traduzioni di Fabio Milana e Caterina Ranchetti, prefazione di Giorgio
Agamben; edito nella collana “La quarta prosa” diretta dallo stesso Agamben) che documenta la
prima fase di attività del pensatore apolide viennese, precedente al periodo di grande notorietà degli
anni Settanta. Si tratta di un’edizione che per completezza e ricchezza di apparati non ha eguali,
non solo in ambito italiano ma in senso assoluto, rendendo disponibile una massiccia mole di testi
difficilmente reperibili o mai pubblicati in volume, di cui moltissimi finora inediti nella nostra
lingua.
La seconda pubblicazione che dà origine al nostro omaggio è la nuova edizione integrale proposta da
Elèuthera degli ormai classici colloqui con Illich raccolti da David Cayley per la radio canadese tra
il 1988 e il 1992, in uscita, mentre chiudiamo questo della rivista, con il nuovo titolo Una fiamma
nel buio. Conversazioni (a cura di Giacomo Borella, che ha anche realizzato la nuova traduzione
insieme a Daniella Engel). Da questo volume pubblichiamo, per gentile concessione dell’editore,
l’introduzione del curatore e un brano del quinto capitolo L’ultima frontiera dell’arroganza.
In conclusione del nostro omaggio, Giancarlo Gaeta recensisce il primo volume delle Opere com-
plete curato da Milana, dal quale sono estratti i tre testi di Illich che la precedono, tutti editi per la
prima volta in italiano, che pubblichiamo per gentile concessione di Neri Pozza Editore.
Per le note a piè di pagina, i riferimenti e gli apparati relativi ai testi, che in questa occasione ab-
biamo omesso per ragioni di spazio, si rimanda alle edizioni citate.
Ringraziamo sentitamente Fabio Milana, Neri Pozza Editore e la casa editrice elèuthera. (Gli asini)

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GLI ASINI 81
APERTURE
ATTUALITÀ DI UN PENSIERO
INTRODUZIONE A “UNA FIAMMA NEL BUIO”
DI GIACOMO BORELLA

Le conversazioni con Ivan Illich che elèu- larissima attività di insegnamento e di studio
thera pubblica qui in una nuova traduzione all’insegna della austere playfulness [giocosità
e per la prima volta in italiano in edizione austera] e incentrato sulla pratica e sul con-
integrale – nel 1994 la prima pubblicazione cetto di philia, un seminario aperto costituito
di elèuthera ne aveva proposto una versione da amici, colleghi e allievi attorno a una gran-
leggermente ridotta –, occupano una posizio- de tavola, all’occorrenza imbandita con vino
ne particolare nella bibliografia di Ivan Illich. (“ordinario ma decente”), pastasciutta e una
Sebbene non si tratti di un’opera scritta di suo candela accesa. Una modalità praticata alme-
pugno ed egli, come racconta David Cayley, no fin dai tempi del Cidoc (Centro intercultu-
non abbia mai voluto rivederne e corregger- ral de documentación) di Cuernavaca in Mes-
ne la trascrizione, è l’unico testo esistente in sico, raccontata incidentalmente da Franco La
cui Illich ripercorre estensivamente il suo iti- Cecla a proposito del periodo di Berkeley an-
nerario di vita e di pensiero. Questa sorta di che nei suoi aspetti meno idilliaci, consolidata
riesame autobiografico e autocritico si spinge alla Penn State University e poi a Brema, fino
fino al 1992, quando viene registrata a Brema agli ultimi giorni, malgrado gli effetti sempre
la conversazione che va ad aggiungersi come più invalidanti del tumore alla guancia che
capitolo conclusivo a quella ben più lunga, affliggeva Illich da molti anni. “Un’ospitalità
svoltasi quattro anni prima in Pennsylvania, colta e rilassata è l’unico antidoto all’atteggia-
che costituisce il corpo principale del libro. mento di intelligenza mortifera che si acquisi-
L’arco di osservazione coperto da queste con- sce nel perseguimento professionale del sapere
versazioni potrebbe dirsi pressoché completo, oggettivamente stabilito”. È ancora oggi con-
almeno rispetto alla scansione della sua pro- sultabile in rete il programma del seminario
duzione editoriale: proprio il 1992 è l’anno bremese dell’autunno 2002, dove Ivan dava
che segna l’ultimo libro pubblicato in vita da appuntamento agli studenti per domenica 8
Illich, la raccolta di interventi e discorsi tenuti dicembre alle ore 11 per un incontro di lavo-
nel decennio precedente In the Mirror of the ro “mit Mittagspause und ‘Spaghetti’ in der
Past, mentre il testo dedicato al Didascalicon Kreftingstr. 16”. Pochi mesi prima di morire,
di Ugo di San Vittore In the Vineyard of the Illich riassumerà quest’ultimo periodo descri-
Text (a cui egli fa qui più volte riferimento) vendolo come “un decennio consacrato alla fi-
pubblicato l’anno successivo, era già uscito lia: coltivare il giardino dell’amicizia in mezzo
nel 1991 in edizione francese. Nel decennio all’Absurdistan in cui ci troviamo e progredire
che intercorre tra l’ultima delle conversazio- nell’arte di questo giardinaggio con lo studio
ni qui raccolte e la morte di Illich, avvenuta e la pratica dell’askesis”.
a Brema il 2 dicembre del 2002 nella casa di I due libri che testimoniano quest’ultima fase
Kreftingstrasse 16, durante un sonnellino, egli della sua ricerca usciranno postumi: la raccol-
si dedica alla prosecuzione di quella partico- ta di discorsi e conferenze pubblicata in fran-

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GLI ASINI 81
APERTURE
cese con il titolo La perte des sens, da lui stesso gione di massima risonanza, e addirittura di
curata e licenziata proprio nel 2002, che uscirà successo internazionale, dopo aver rinunciato
solo nel 2004; e una seconda serie di conversa- al sacerdozio attivo, concentra le sue analisi
zioni registrate dallo stesso Cayley tra il 1997 e al di fuori della Chiesa e, passando in rasse-
il 1999, poi trascritte, in buona parte in forma gna alcuni tra i fattori cruciali della società
di monologo, e pubblicate nel 2005. Quest’ul- industriale – tecnologia, scuola, medicina,
timo testo, giustamente definito da Cayley trasporti, energia –, declina questo principio
nel sottotitolo un “testamento”, per la tona- del rovesciamento che si ritorce contro le fina-
lità conclusiva che lo pervade, differisce dalle lità originarie, utilizzando due figure diverse
nostre Conversazioni in modo sostanziale. Qui e parallele: la nemesi e la controproduttività.
Illich accetta, non senza resistenze, dinieghi e La prima è un’immagine che, nel descrivere
divagazioni, di lasciarsi condurre da Cayley a gli effetti collaterali dello sviluppo, evoca la
ripercorrere quasi passo dopo passo l’itinera- punizione per la hybris di Prometeo: “La ne-
rio della sua vita, delle sue opere e dei suoi mesi è diventata strutturale ed endemica. (…)
incontri. In The Rivers North of the Future, in- I malesseri più diffusi, lo smarrimento e l’in-
vece, Cayley lascia campo libero a Illich per- giustizia di cui soffriamo sono in gran parte
ché egli possa esplorare in profondità lo spa- conseguenze non volute di strategie intese a
zio vasto e complesso dischiuso dalla formula produrre una migliore istruzione, miglio-
corruptio optimi pessima, cui dieci anni prima ri alloggi, una migliore alimentazione, una
aveva accennato due volte nelle interviste rac- migliore salute. (…) Alla barriera mitologica
colte nel presente libro, e che sigilla l’ultima dovrà sostituirsi una limitazione politica della
stagione delle sue riflessioni, riconnettendo i crescita industriale”. Sulla seconda declinazio-
suoi argomenti a una dimensione apertamen- ne, la controproduttività, Illich torna a più
te teologica che per almeno due decenni aveva riprese, dandole il carattere di elemento strut-
apofaticamente velato dopo aver rinunciato turale e specifico della modernità. Ogni attivi-
all’esercizio pubblico del sacerdozio nel 1969, tà intrapresa per raggiungere un fine, passata
pur rimanendo fino alla fine un prete. una determinata soglia di intensità tecnologi-
“Non c’è niente di peggio della corruzione del ca, di capitale, di istituzionalizzazione, comin-
meglio”: è la sua libera traduzione dell’adagio cia a produrre effetti opposti a quelli deside-
latino. Verso questa idea convergono le rifles- rati. “Al pari dell’accelerazione che fa perdere
sioni che attraversano l’intero arco della sua tempo, dell’istruzione che istupidisce, della
ricerca circa l’interpretazione degli sviluppi difesa militare che si autodistrugge, dell’infor-
della cultura occidentale come pervertimen- mazione che disorienta, dei piani urbanistici
to del messaggio cristiano. Le istituzioni e le che creano disordine, la medicina patogena è
tecnologie moderne, la scuola, gli ospedali, la il risultato di una sovrapproduzione industria-
pianificazione, i trasporti, sono i riti e le li- le che paralizza l’azione autonoma”. Non c’è
turgie di una religione universale che celebra bisogno di sottolineare che questa intuizione
la società industriale e i suoi miti di sviluppo rimane uno degli strumenti di analisi più im-
e di progresso. Attraverso la sua disincarna- prescindibili per cercare di capire qualcosa del
zione e istituzionalizzazione la Rivelazione nostro tempo, e che a mezzo secolo dalle sue
diviene un sistema che assicura e garantisce prime formulazioni ha acquistato una profon-
prestazioni, assistenza, servizi e merci. Illich dità non meno che profetica. Essa contiene la
identifica il lungo cammino verso la moder- nozione cruciale di soglia, di limite, e pone in
nità con questo progressivo disseccamento e termini morali e politici la questione dimen-
rovesciamento dell’amore cristiano in sistema sionale, il fattore di scala, su cui molti anni
burocratico. Negli anni Settanta, nella sua sta- dopo, in queste Conversazioni, Illich ritorna
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GLI ASINI 81
APERTURE
ripetutamente, anche riconoscendo il suo fon- so linguaggio, misurino in maniera analoga il
damentale debito verso Leopold Kohr. A un grado di sviluppo raggiunto da una società”.
tentativo di definizione e valutazione precisa Se “il monopolio del modo di produzione in-
di questa idea di soglia dimensionale massima dustriale riduce gli uomini a materia prima
Illich dedicherà molte energie durante la sua lavorata dagli strumenti”, non c’è alternati-
fase più “militante”. La Necessità di un limi- va che non passi per un’idea alternativa della
te massimo condiviso che consenta di rifiutare tecnica e dei suoi modi di impiego. Questa
l’imperativo tecnologico smisurato, l’urgenza ricerca impegna Illich a lungo: in modo più
di una controricerca che si interroghi su come operativo e propositivo negli anni Settanta,
individuare la soglia massima di sviluppo au- prima di tutto con l’idea di strumento con-
spicabile o il limite massimo di velocità negli viviale – “lo strumento veramente razionale
spostamenti (all’incirca quella della biciclet- [che] genera efficienza senza degradare l’auto-
ta), viene ribadita e approfondita a più riprese nomia personale, non produce né schiavi né
lungo gli anni Settanta. Vediamo così che, con padroni, estende il raggio di azione persona-
un rovesciamento paradossale tipicamente il- le”, con la limitazione dell’energia esogena il
lichiano, proprio nello stesso periodo in cui il più possibile a mero supporto di quella meta-
resto del mondo progressista, rivoluzionario o bolica, e quindi in seguito, nel meraviglioso
cristiano si impegna nel contrasto al sottosvi- pamphlet Energy and Equity (qui non bisogna
luppo dei paesi poveri, Illich si mobilita per dare troppo retta a Illich quando, nelle pagine
additare lo scandalo del sovrasviluppo di quel- di queste Conversazioni, lo maltratta ingiusta-
li ricchi, i suoi letali effetti collaterali e la vio- mente) con la distinzione tra motori domi-
lenza e l’inganno impliciti nel voler imporre nanti e motori ausiliari: tutti aspetti in cui la
lo stesso fallimentare modello ai primi. È so- rivendicazione coraggiosamente “anacronisti-
stanzialmente il proposito su cui aveva fonda- ca” dell’irrinunciabile fondamentalità dell’e-
to il suo quindicennio di lavoro a Cuernavaca, nergia metabolica prodotta dal corpo umano
prima aprendo il Cif e poi il ben più noto Ci- rimanda alla centralità della dimensione so-
doc, le cui elaborazioni porteranno Illich a co- matica e sensoriale, su cui torneremo tra poco.
struire lungo gli anni Settanta i fondamenti di Questa ricerca attraversa poi l’intero percorso
quella che nel suo insieme rimane a tutt’oggi illichiano e, alla fine degli anni Ottanta, si al-
una delle pochissime vere e credibili ipotesi di larga fino a proporre la necessità radicale di
alternativa alla società industriale, che ancora trovare forme di Alternative all’economia, una
costituisce una delle sue eredità più preziose prospettiva in cui è per Illich fondamentale il
per il nostro presente. Egli sostiene che “la riferimento a Karl Polanyi, come si vedrà dalle
crisi planetaria in corso (…) ha le sue radici pagine che seguono.
nel fallimento dell’impresa moderna, cioè la Ma se queste sono alcune delle sue analisi e
sostituzione della macchina all’uomo”, e che – proposte “tecniche”, politiche o pre-politiche,
come già avevano sostenuto Weil, Mumford, il luogo a cui tornerà sempre di nuovo, come
Anders, Gandhi e altri pensatori refrattari alla a una fonte, o un detonatore, per capovolgere
civiltà industriale – non c’è reale differenza il rovesciamento controproduttivo, per scar-
tra una società capitalista e una collettivista, dinare gli strati di astrazione della corruptio
se sono entrambe fondate sul monopolio radi- che ha pervertito la celebrazione dell’umano in
cale dell’industria, sugli stessi dispositivi e sulla un “management globale totale”, è la parabola
medesima tecnica in cui la macchina asservi- del samaritano, o ancora più semplicemen-
sce l’uomo e l’ambiente. “L’interpretazione te la “storia” del samaritano, come in queste
esclusivamente industriale del socialismo fa pagine, per togliere fin dall’inizio ogni am-
sì che comunisti e capitalisti parlino lo stes- mantamento catechistico. “La familiarità (…)
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GLI ASINI 81
APERTURE
maschera lo scandalo inaudito del racconto astrazione, con lo studio sul Didascalicon di
evangelico. Forse l’unico modo in cui oggi po- Ugo di San Vittore egli giunge a osservare nel
tremmo recuperarlo sarebbe di immaginare il dodicesimo secolo la soglia in cui inizia ad av-
samaritano come un palestinese che soccorre venire il passaggio dalla lettura come pratica
un ebreo ferito. Quello non solo trascura la vocale e corporea – ad alta voce, in cui Ugo
sua preferenza etnica, che prevede di soccorre- succhia e assapora le parole colte dalla pagina
re il proprio simile, ma compie anche una sor- come gli acini d’uva da un filare – alla lettu-
ta di tradimento, aiutando un nemico. Così ra come attività mentale, e la tecnologia del-
facendo, esercita una libertà di scelta, la cui la pagina e del testo si trasforma e si attrezza
radicale novità è stata spesso trascurata”. Ogni perché ciò accada. Se la tradizione a cui Illich
volta che ritorna a questa sorta di epicentro, appartiene originava dal momento in cui il
egli ricorre a tutta la sua enorme capacità di Verbo si era fatto carne, quello in cui la parola
spiazzamento per sgomberare il campo da tut- inizia il suo percorso di disincarnazione è un
te le incrostazioni, edulcorazioni e astrazioni punto cruciale.
che si sono depositate su questa vicenda, e ri- Siamo qui in una delle zone più dense del-
metterci davanti ai corpi del samaritano e del la ricerca illichiana, in cui si sovrappongono
“tizio” disteso sul ciglio della sua strada: “Que- molte delle sue polarità fondamentali (incar-
sto non è un rapporto spirituale. Non è una nazione e disincarnazione, corpo e cura, ora-
fantasia. Non è semplicemente un atto rituale lità/scrittura/alfabetizzazione/scolarizzazione,
che genera un mito. Questo è un atto che pro- plurilinguismo e monolinguismo, strumenti
lunga l’Incarnazione. (…) Elimina dalla storia e tecnologie), che in più punti si incrociano
del Samaritano questa carnosa, corporea, car- con la sua stessa biografia (il plurilinguismo,
nale, densa, umorale esperienza del sé, e quin- la formazione non scolarizzata, la malattia…).
di del Tu, e avrai una bella fantasia liberal, che Ed è proprio attorno a questo nucleo denso e
è qualcosa di orrendo”. Per Illich, in qualsiasi fittamente intrecciato che queste Conversazio-
condizione, di fronte a qualsiasi mutazione, ni costituiscono un documento insostituibile,
dentro a qualsiasi Absurdistan, rimane sempre perché è Illich stesso a condurci da un registro
la possibilità di “riconoscere, perfino se siamo all’altro e a proporre cortocircuiti inattesi tra
palestinesi, che c’è un ebreo steso nel fosso che piani diversi, ma anche per il carattere non
posso prendere tra le mie braccia e stringere scritto bensì verbale del testo, che grazie alla
a me”. Ma dal momento che si fonda sulla trascrizione quasi letterale effettuata da Cay-
dimensione corporea, somatica, sensoriale, ley, restituisce in tutta la sua singolarità il di-
questa possibilità viene occultata e schiacciata scorso parlato di Illich. Come più volte egli
dalla perdita dei sensi, dalla progressiva virtua- stesso qui rileva, esso è molto diverso dal suo
lizzazione in cui egli riconosce un tratto do- discorso scritto. Il carattere rapsodico, la ri-
minante della tarda modernità. Proprio negli cerca di uno scarto semantico, di uno spiazza-
anni in cui sono state raccolte le nostre Con- mento, che dissipi l’abitudine all’astrazione e
versazioni, periodo che corrisponde a una fase dilegui il disseccamento della lingua scolasti-
nascente della mutazione informatica, Illich è ca, l’attrito prodotto dall’innesto improvviso
impegnato a prefigurare gli effetti atrofizzanti di termini volgari o ridicoli in contesti erudi-
sulla percezione del corpo e dei sensi prodotti ti, o viceversa, sono aspetti di un tentativo di
dalla crescente algoritmizzazione del mondo, risvegliare la lingua dall’appiattimento della
fino a quella disincarnazione che, alla luce di “comunicazione”, opponendosi alla disincar-
ciò che abbiamo visto, per lui costituisce mol- nazione del linguaggio attraverso la riattiva-
to semplicemente un tramonto dell’umano. zione di una sua dimensione somatica.
Alla ricerca delle origini di questo processo di La critica dell’astrazione è uno dei molti temi
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GLI ASINI 81
APERTURE
che legano profondamente Illich a Paul Go- lo, che ai suoi occhi rappresenta l’estensione
odman, certo una delle più fondamentali in versione cibernetica di quell’ideologia di
e meno ricordate tra le tante figure di ami- astrazione sistemica che è tra le cause stesse
ci e compagni di strada evocate in queste della catastrofe ambientale. La critica illichia-
Conversazioni. Sebbene Illich considerasse na di questa ipotesi è quantomai attuale, dal
l’intellettuale anarchico un “padre spirituale”, momento che c’è chi negli ultimi anni torna a
e “uno dei più grandi pensatori” che avesse ispirarsi all’ecologismo cibernetico (e nuclea-
incontrato, il breve e affettuoso ricordo che rista) di Lovelock.
gli viene tributato in queste pagine è una Di fronte alla densità, singolarità e profondi-
delle poche testimonianze dirette del loro le- tà della sostanza magmatica, che qui si è solo
game, un rapporto di straordinario interesse frettolosamente evocata, appare piuttosto risi-
che rimane in gran parte da ricostruire e ap- bile la disputa affiorata in anni recenti tra chi
profondire. Non risultano rimandi diretti a voglia rivendicare in Illich principalmente un
Illich negli scritti di Goodman, tuttalpiù il pensatore cattolico e chi invece lo voglia col-
riferimento all’albero di amate sotto il quale locare tra i liberi iconoclasti. Il suo itinerario
amava sdraiarsi a Cuernavaca, durante i suoi è stato quello di una meteora misteriosa, che
soggiorni al Cidoc. Mentre Illich si limita a ci ha lasciato un’eredità ricchissima e non di
ricordare nella nota introduttiva a Deschooling rado indigesta (la critica alle vacche sacre della
Society che Goodman è stato, “tra i critici, chi scuola, della medicina, ma anche quella del
mi ha costretto a una revisione più radicale welfare state; le tesi sulle differenze di genere)
delle mie riflessioni”, e nelle prime righe di che oggi si rivela in tutta la sua profondità.
Limits to Medicine che il libro sviluppa le ul- Quando è stato costretto a definirsi, egli stes-
time conversazioni avute con lui. Comunque so ha sempre usato formule enigmatiche. In
sia, l’esigenza di “ripristinare la matrice dell’e- queste pagine, per farlo sembra voler usare la
sperienza primaria in una società tormentata poesia di Huidobro: “Io sono un po’ luna e
dalle astrazioni politiche, sociali e morali”, af- un po’ commesso viaggiatore / La mia spe-
fermata da Goodman, è la stessa che muove cialità è trovare le ore che hanno perduto il
Illich. loro orologio…”. In seguito, nel 1996, dirà:
È in questa chiave che va interpretata la du- “sono uno che sta a cavalcioni di una siepe,
rezza con cui Illich nelle pagine che seguono uno Zaunreiter, che è un vecchio termine per
si rivolge ai movimenti ambientalisti – pro- dire stregone. Con un piede sto sul mio ter-
prio lui che era un riferimento fondamentale reno della tradizione filosofica cattolica, nella
per molti grandi ecologisti, tra cui Wolfgang quale più di due dozzine di generazioni hanno
Sachs e Alex Langer – che già in quegli anni devotamente coltivato un giardino i cui alberi
protestano contro il riscaldamento globale sono stati innestati con germogli pagani gre-
(sono “danze della pioggia”): si tratta di un in- ci e romani. L’altro piede, quello che penzola
vito a uscire dall’astrazione e a entrare in una all’esterno, è appesantito da zolle di fango e
dimensione di critica più radicale, un invito profuma delle erbe esotiche attraverso cui ho
a rifiutare anche in ambito ecologico l’idea di vagato”. Quasi trent’anni prima, riferendosi al
cura disincarnata e burocratizzata “che mi im- Cidoc di Cuernavaca, aveva affermato: “Tal-
pedisce di (…) andare a incatenarmi alla porta volta ci chiedono cos’è che siamo. Io rispondo
di qualche industria di New York che ha re- che siamo fantasmologi: studiamo i fantasmi
sponsabilità nel disastro ecologico del Sahel” . della gente”. E un paio d’anni dopo preciserà:
Nella stessa chiave va vista la sua totale avver- “Penso che quello di cui dobbiamo preoccu-
sione per l’“ipotesi Gaia” di James Lovelock, parci qui al Cidoc sia di essere degli umori-
a cui è dedicata una parte dell’ultimo capito- sti. Ossia gente continuamente consapevole
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GLI ASINI 81
APERTURE
dei vincoli e dei limiti delle categorie con cui latino umidità si dice humor”, spesso nell’u-
pensiamo, continuamente cosciente che svi- morismo di Illich il riso è in qualche modo
luppando l’immaginazione e osservando i fio- contiguo al pianto: “Da questa situazione
ri si possa cercar di immaginare un analogo di scaturisce l’esperienza delle benedizioni, il
ogni sistema sociale che sia leggermente sto- cui spettro si estende dalle altezze del riso alla
nato, e che perciò ti fa sorridere”. profonda amarezza delle lacrime”.
L’umorismo è una pietra angolare nascosta del “Illich paragona più volte”, ha scritto di recen-
discorso di Illich, e anche in queste Conversa- te Giorgio Agamben, “la presenza del regno
zioni lo vediamo sovente riaffiorare in diverse (scritto significativamente con la minuscola)
tonalità, dalla scelta di una parola inattesa che alla comprensione di una barzelletta o di uno
perturba il contesto, allo scherzo, alla battu- scherzo: il credente e il non credente, egli scri-
ta fulminante. La gamma di atti che va dalla ve, sono come due uomini che ascoltano una
risata al sorriso allo scherzo fa certo parte di barzelletta: ‘Tutti e due capiscono il senso del-
quell’insieme di espedienti con cui egli sba- le parole, ma solo uno ride, e cioè capisce la
raglia il disseccamento di una comunicazione storia’. L’esperienza dell’evento del regno non
standardizzata e burocratizzata, ma è anche implica per Illich – secondo il paradigma che
molto di più. L’hilaritas illichiana è il segno ha dominato la politica occidentale, compre-
dell’autentica presenza nel qui e ora, la mani- sa quella della Chiesa – un ulteriore evento
festazione di una rivelazione, una celebrazione storico da realizzare nel futuro. Essa coincide
del presente. integralmente con l’istante presente, in cui
“Da anni mi sottopongo a un test, quando colui che ha compreso l’annuncio ne testimo-
leggo il Vangelo: se sono in grado di sorridere, nia ridendo”.
probabilmente ho capito”.
L’esperienza mistica “rende più umano chi
l’ha fatta, al punto che in seguito questi è in
grado di leggere il cuore altrui e sorridere in
modo speciale”.
“L’unica maniera per invertire la disastrosa
tendenza a un crescente sottosviluppo, per
difficile che sia, è di imparare a ridere delle so-
luzioni comunemente accettate, così da modi-
ficare le domande che le rendono necessarie”.
“Ho sempre trovato che se dovevo intervenire
in controversie pubbliche, l’unico tipo di vio-
lenza intenzionale che potevo utilizzare era di
demolire le bugie con le risate”.
Qualcosa di simile avviene forse in Elsa Mo-
rante laddove, di fronte allo “scandalo che
dura da diecimila anni” de La storia, gli uccel-
lini tornano a ricordare a Useppe che “è uno
scherzo/ uno scherzo/ tutto uno scherzo!”.
Così come Heinrich Böll, a proposito dell’u-
morismo di Dickens, ci ricorda che egli “aveva
occhi eccellenti, gli occhi di un uomo che, di
norma, non sono del tutto asciutti ma nem-
meno bagnati, bensì un poco umidi: e in
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GLI ASINI 81
APERTURE
BISOGNI E FABBISOGNI
DI IVAN ILLICH
INCONTRO CON DAVID CAYLEY

Questo estratto della conversazione registrata senza questo pacchetto. E puoi andare un passo
da David Cayley nel settembre 1988 alla Pennsyl- più in là. Avrai bisogno di un consulente che ti
vania State University è ora incluso in Una fiam- dica come combinare i diversi elementi – per-
ma nel buio (elèuthera 2020). ché uno solo di essi, in sé, non è soddisfacente
– in modo da assicurare il soddisfacimento del
Quando è entrata nei tuoi pensieri l’idea dei tuo bisogno di igiene orale.
bisogni? Nella società moderna i bisogni sono frantuma-
Nel suo piccolo libro The Needs of Strangers, ti. Non possono essere soddisfatti individual-
Michael Ignatieff risponde alla mia intenzione, mente, possono essere soddisfatti soltanto per
che avevo annunciato, di scrivere una storia dei mezzo di una consulenza professionale che ti
bisogni, dicendo che è un’impresa impossibile. dica cosa realizzi il soddisfacimento di un bi-
Il modo in cui lo dice è giusto, e sono d’ac- sogno che non provi. Ora siamo nel momento
cordo con lui. Non si può scrivere una storia in cui i bisogni vengono intensivamente tra-
mondiale dei bisogni. Penso che si possa scrive- sformati in fabbisogni di conoscenza. Il medico
re una storia dei bisogni nella tradizione occi- fa la diagnosi della tua condizione, ma non ti
dentale degli ultimi duecento anni, una socio- prescrive più ciò di cui hai bisogno – non è così
genesi di ciò che chiamiamo “bisogni”. Sono stupido da credere che tu ne abbia bisogno, che
d’accordo con Ignatieff sul fatto che il posto ci sia qualcosa che tu puoi sentire, che ci sia una
che il termine vagamente corrispondente a ciò qualche esperienza soggettiva – ordina ciò che il
che noi chiamiamo “bisogni” aveva nel discor- fabbisogno di questa condizione esige. Quindi,
so di Shakespeare, Sant’Agostino o Aristotele quando mi chiedi di parlare dei bisogni, io mi
è così diverso dal posto che occupa nel nostro trovo a farlo in una circostanza in cui i bisogni
discorso che i due non sono ragionevolmente stanno rapidamente scomparendo dalla società.
comparabili. A chi mi chiede di parlare di que- Nei tardi anni Ottanta vengono sostituiti dai
sto tema in poche parole, raccomando sempre fabbisogni. La gente parla dei suoi fabbisogni
un libro di William Leiss che si intitola The energetici. È stata qui una studentessa la scorsa
Limits of Satisfaction. Dodici anni dopo essere settimana: volevo offrirle un secondo bicchiere
stato scritto, è ancora un gioiello. Egli si basa di quel sidro che si può comprare dagli Amish
sull’assunto marxista che i bisogni – lui li chia- qui attorno, e gli ho detto: “È un buon sidro,
ma bisogni ad alta intensità di merci – deri- prendine ancora”. “Oh, no” ha risposto, “per
vano da una trasformazione delle esigenze in oggi il mio fabbisogno di zuccheri è soddisfatto.
domande di merci, che a loro volta divengono Non voglio avere un picco di zuccheri”. L’idea
diritti acquisiti. A quanto pare, dal modo in cui che tutte le persone abbiano bisogni specificabi-
sorridi, tu hai bisogno di un’attrezzatura per la- li, che possano essere identificati e classificati, e
vare i denti. Questo bisogno esige uno spazzo- che poi debbano venire soddisfatti, rappresenta
lino, un dentifricio, dell’acqua, e forse qualche una rottura con una percezione molto diversa
altro piccolo aggeggio. Il tuo bisogno di pulizia della condizione umana, la percezione tradi-
mattutina dei denti non può essere soddisfatto zionale della condizione umana che dava per
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GLI ASINI 81
APERTURE
scontato che alcune cose sono necessarie e non Non i suoi fabbisogni sessuali? Non capisco bene
possano essere cambiate, ma devono essere ac- questa distinzione tra bisogni e fabbisogni.
cettate. In questa visione tradizionale la coltiva- Quando la gente mi parla dei bisognosi, io ri-
zione del desiderio e la regolazione del desiderio spondo: “Questo non è affare mio, io non mi
nel contesto della necessità erano il principale prendo cura di loro”, mettendo un’enfasi molto
compito etico e morale personale per tutti, e specifica sulla parola cura. I bisognosi, dei quali
per la comunità. I bisogni, quindi, non sono mi dovrei prendere cura, li lascio ai filantropi
né necessità che non possono essere cambiate, o ai politici. Io vorrei comportarmi come un
né desideri che mai possono essere soddisfatti. samaritano che raccoglie un ebreo che è stato
I bisogni – nel senso in cui io voglio discuterli, picchiato, come un palestinese che raccoglie il
quando parlo di bisogno di istruzione, bisogno suo ebreo. Ma non ho intenzione di prendermi
di apporti medici, bisogno di essere trasportati, cura dei bisognosi.
bisogno di reddito – sorgono quando la tecnica Quando parlo di questo, quando dico che non
viene accettata come mezzo per cambiare, per mi prendo cura dei bisognosi, la gente mi dice:
abolire, le necessità che la condizione umana “E le persone che stanno morendo di fame in
impone. questo momento in Etiopia?”. Quando rispon-
do che io non me ne prendo cura, iniziano su-
Per esempio? bito a parlare di fabbisogni calorici minimi o,
Il fatto che io non possa andare ogni giorno a ancora peggio, mi fanno un elenco di fabbiso-
fare qualcosa a una distanza di più di cinque gni minimi senza i quali non possono soprav-
miglia da casa mia. L’alternativa è la veicolariz- vivere. Questo mi succede sempre più spesso.
zazione dello spazio e, simultaneamente, l’affer- Dieci anni fa la gente mi rispondeva: “Cerca
mazione del presupposto che ciò che desidero di pensare alla fame”. Ora gli etiopi non sono
debba essere soddisfatto consumando una certa più affamati. Sono individui umani i cui fabbi-
quantità di miglia per passeggero, anziché cam- sogni esistenziali fondamentali non sono stati
minando o semplicemente convivendo con il soddisfatti.
desiderio. Nel momento in cui cominci a pensare alla
Io vado in pellegrinaggio, desidero arrivare alla fame in termini di calorie, nella tua fantasia
sua fine, e arrivato alla fine so che ho appena diventi un amministratore di sistemi. Diventi
iniziato. Questa era l’esperienza di un pellegri- qualcuno che sente di avere il potere, o che al-
no verso Santiago nel dodicesimo secolo. meno dovrebbe averlo, di accendere o spegnere
la vita, perché chi può accenderla può anche
Capisco ciò che stavi dicendo sul desiderio che non spegnerla, non facendo quello che dovrebbe
ha orizzonti. Quello che non ho capito è il fatto fare. La fantasia che gli etiopi dipendano da ciò
che possiamo aver oltrepassato i confini tra un’era che gli mandiamo implica una terribile vanità.
dei bisogni e un’era dei fabbisogni. Ovviamente ha Smetto di pensare nei termini di una specifica
qualcosa a che fare con il tuo esempio della ragaz- bocca affamata nella quale entrerà un pezzo di
za che ha così completamente introiettato… pane, e inizio a parlare in termini di tonnellate,
…di essere un sistema… senza che io abbia necessariamente l’intenzione
o la capacità di prendere un pezzo di pane e di
…una sorta di discorso igienico su se stessa, da ri- dividerlo con qualcun altro. E questo accade in
spondere alla tua offerta di un secondo bicchiere di una società nella quale l’ospitalità è diventata
sidro in termini di esigenze di zuccheri. pressoché impossibile. Qui nel nord, in Ame-
Era anche una sessuologa. Esprimeva i suoi bi- rica e in Canada, viviamo in una società in cui
sogni sessuali. puoi ospitare occasionalmente in casa qualcuno
quando arriva per fare una conferenza, o per
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GLI ASINI 81
APERTURE
un viaggio, ma non si può paragonare con ciò ra un mondo in cui le persone di buona volontà
che accade in tutto il cosiddetto Terzo Mondo, creavano un senso di colpa in molti americani,
dove è assolutamente normale che una famiglia perché i loro bisogni erano soddisfatti mentre
accolga degli “ospiti” che rimangono per anni. I i bisogni di molte altre persone non lo erano.
vecchi restano, i figli ritornano. Il fatto che la ra- Noi ora ci siamo spostati in una situazione in
gazza divorziata, o la ragazza che si è prostituita cui la connessione soggettiva tra una persona e
e ora deve curarsi dalla sifilide, torni a casa è una ciò di cui ha bisogno è sbiadita, scolorita.
cosa scontata. Paragonalo con un mondo in cui Trentacinque anni fa, le prime volte che par-
non viene offerta neppure l’ovvia ospitalità agli tecipavo a qualcuno di questi convegni sulla
anziani, ed enormi problemi economici sono demografia, ero stimolato a esaminare l’appa-
creati dalla temibile prospettiva – così viene rizione del concetto di popolazione. Il concetto
vista – che quando io avrò ottantacinque anni di popolazione non è così vecchio. Mi è stato
ci sarà un numero di persone di ottantacinque molto difficile adattarmi a esso. Ma ora è suc-
anni cinque volte superiore a quello di oggi. E cesso qualcos’altro. Noi non parliamo più delle
quindi cosa facciamo? Parliamo di fabbisogni popolazioni nel vecchio senso. Parliamo di si-
gestionali, di fabbisogni di sopravvivenza. stemi, e degli elementi di un sistema. Tu puoi
dirmi che tecnicamente gli strumenti statistici
C’è qualcosa che capisco e qualcosa che non capi- usati in entrambi i tipi di discorsi sono gli stessi.
sco in quello che stai dicendo. Capisco ciò che dici Io credo davvero che le metafore mediante le
riguardo all’ospitalità. Comprendo che nel nostro quali vengono interpretati sono nuove.
mondo tutto è già organizzato, che non abbiamo
tempo per le cose più semplici, e non possiamo per- Quindi cosa pensi che sia successo? Sembra che tu
metterci le cose più ordinarie che nel mondo tutti stia dicendo che almeno i bisogni implicavano le
si permettono. Ma la tua distinzione tra bisogni e persone, mentre i fabbisogni sono un concetto si-
fabbisogni mi lascia ancora perplesso. stemico che implica solo un’interazione simile a
Credo che verso la metà degli anni Ottanta ci quella delle macchine.
sia stato un cambiamento nello spazio mentale Ma mi sono perso, davvero.
in cui molte persone vivono. Un qualche tipo di Bene…
crollo catastrofico nel modo di guardare le cose
ha fatto emergere un modo diverso di vederle. Dici che è un inizio?
Il tema di cui ho sempre scritto è la percezione E per favore ricordati che il termine macchina
dei sensi nel nostro modo di vivere, e, a questo ha assunto un significato completamente nuo-
proposito, la mia opinione è che attualmente vo quando Alan Turing, in mancanza di altre
stiamo attraversando uno spartiacque. Non parole del linguaggio ordinario, ha iniziato a
pensavo che nella mia vita avrei assistito a que- parlare di ciò che poi sarebbe diventato il com-
sto passaggio. puter come della macchina universale. Questa
Ora tu potrai sempre tirar fuori qualche frase è una pura astrazione, una funzione che adatta
o paragrafo in cui esprimevo la sensazione che il suo stato interno al suo ultimo calcolo, una
stessimo andando in quella direzione, ma non scatola nera. Chiunque voglia usare il termine
pensavo che sarei stato vivo nell’epoca che sareb- macchina per designare una penna, un orolo-
be andata oltre questo spartiacque, oltre questo gio, una locomotiva a vapore o un motore, e
golfo, ed essere quindi capace di guardare indie- quella scatola nera, come bestie dello stesso tipo
tro quanto fosse bello il mondo in cui la gente – in qualsiasi modo dello stesso tipo – non ha
parlava ancora dei bisogni degli sconosciuti, e capito quello che è successo e non ha la capacità
non dei fabbisogni degli sconosciuti. L’ho spes- di farlo.
so trovato romantico e detestabile, ma era anco-
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GLI ASINI 81
APERTURE
LA SCUOLA COME NUOVA RELIGIONE UNIVERSALE
DI IVAN ILLICH

Testo dell’intervento tenuto nel settembre 1970 glio parlarvi di una specifica cattiva religione,
a Salisburgo nell’ambito del quinto Salzburger una struttura rituale, che caratterizza il nostro
Humanismus Gespräch, al quale partecipava- tempo: della scuola e del suo potere mitogene-
no, tra gli altri, Harvey Cox, Arnold J. Toynbee, tico. L’idea mi è venuta la prima volta quan-
Ernst Bloch, Max Horkheimer, Arnold Gehlen. do ho letto il libro del professor Luckmann
Das Problem der Religion in der modernen Ge-
Si parla nel Vangelo di un cieco risanato sellschaft, e in una spiaggia tropicale mi sono
che vede gli uomini danzare intorno a sé come messo a trascrivere cinquanta o sessanta pa-
alberi. È la stessa impressione che mi fanno in gine di questo libro sostituendo ogni volta la
questi giorni le grandi parole tedesche che dopo parola “scuola” dove lui parlava di Chiesa e
vent’anni di assenza di nuovo stormiscono e “istruzione” dove parlava di religione, con un
danzano attorno a me, ora però ricolme di un risultato stupefacente. Più tardi ho trovato in
significato un tempo nascosto, e piene anche di Gluckman la seguente definizione: “i riti han-
insidie. Credetemi: questo colloquio sul Futuro no lo scopo di occultare agli occhi dei loro par-
della religione poteva davvero tenersi soltanto tecipanti la discrepanza tra fini e realtà sociali”.
in tedesco. In spagnolo ci si incontra soltanto Io credo che la scuola – l’andare a scuola, il
para celebrar, per celebrare. Si celebra una sedu- percorso scolastico, la scolarizzazione – fa per
ta, un processo, una inquisizione o anche una noi esattamente questo. Il suo fine è uguale li-
esecuzione. In America Latina questo colloquio bertà di fratellanza per tutti. La realtà di cui
sarebbe stato profondamente privo di senso, essa ci rende schiavi è esattamente l’opposto.
ma di ciò io stesso non sarei stato consapevole Prima di addentrarmi nell’analisi della scuola
vent’anni addietro. Quel che dà senso a questo come cattiva religione, e sulla base di questo
colloquio è la lingua tedesca che lo incorpora a esempio sollevare il problema del futuro della
sé, ma al contempo fa segno verso i limiti del- religione, desidererei chiarire la mia personale
le sue possibilità. Di certo non intendo trattare prospettiva. Faccio questo nella chiara consa-
il tedesco alla stregua di una religione o di un pevolezza che, se avessi più tempo, mostrerei
mito. Il tedesco è una lingua affatto particolare, come la scuola obbligatoria universale, cioè
piena di sorprese. Per sottolineare la peculiari- l’obbligo scolastico che va diffondendosi in
tà e unicità della lingua viva, mi rifiuto anche tutto il mondo in modo tentacolare, possa es-
di nominare la logica meccanica di linguaggi sere intesa solo come forma parassitaria e pseu-
come ad esempio l’Algol o il Cobol usati da docristiana di liturgia. Non potendo farlo per
Ibm. Sono linguaggi di programmazione, di mancanza di tempo mi limiterò a dire: sono
cui posso prevedere il decorso. Essi escludono le cristiano, conosco il Signore, riconosco la sua
sorprese: non così la lingua. Il tedesco del mio Chiesa, e spero un giorno di essere sorpreso
personale futuro, che ho incontrato in questi dall’esperienza del Padre. Ma altrettanto spe-
giorni dopo un silenzio di vent’anni, di certo ro di essere sempre e di nuovo sorpreso dalla
non avrei potuto prevederlo. realtà empirica della Chiesa. Delle sorprese
Cosa sia autentica religione, io non so. Ma vo- però non si può parlare in anticipo, e dunque
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GLI ASINI 81
APERTURE
si deve – secondo Wittgenstein – piuttosto ta- sata, allora secondo questa classificazione deve
cerne. Per il momento mi accontenterò di dire trattarsi di una religione che noi non vediamo,
che la fede deve affrontare il timore per la po- perché è esattamente tipico delle religioni uni-
tenza della “falsa” religione, di cui anch’io sono versali al momento del loro sorgere che nessu-
praticante – mi sono laureato a Salisburgo –; no le consideri tali. Dobbiamo cercare gli idoli
deve, se voglio essere cristiano. Questo mi ri- nel nostro occhio perché, se ce ne fossero, sa-
conduce alla questione della religione. Che si- rebbero loro i nostri padroni. Se questo punto
gnifica “religione”? Di nuovo, ignoro se esista di vista è corretto, allora la classificazione da
una tassonomia delle religioni che sia pratica- me utilizzata suonerà eterotopica nei confronti
bile. Ma in questo contesto mi torna in mente di tutto ciò che noi, armati di pennello più
un breve passo del grande scrittore argentino o meno sottile, possiamo figurarci come reli-
Jorge Luis Borges, dove egli afferma di aver gione. E in questo senso “deteriore” [“böse”]
trovato in un vocabolario cinese la seguente di “trave”, credo di poter dire che noi siamo
classificazione degli animali: a) quelli che ap- entrati nell’epoca di una onnipotente religione
partengono all’imperatore; b) quelli che sono universale. Credo inoltre che in questi anni, i
maiali arrosto; c) quelli che sono cani randa- tardi Sessanta e i primi Settanta, la furia svi-
gi; d) i draghi; e) quelli che sono compresi in luppista esplosa in Europa e Nord America si
questa classificazione; f ) quelli che sono dipin- serva principalmente della scuola cosiddetta
ti su pergamene con sottili pennelli di pelo di “umana”, “umanistica”, “strumento di eman-
cammello; g) quelli che da lontano sembrano cipazione”, per preparare gli esseri umani alla
mosche; h) altri; i) quelli che ieri hanno fatto Zivilisation tecnica. Permettetemi di fornire
cadere a terra il boccale di birra – e così via. una prova empirica di questo. Presumo che
Questa classificazione può essere stata per l’e- qui siano radunate persone molto diverse,
sattore delle tasse cinese altrettanto utile quan- marxisti, tomisti, forse anche l’uno o l’altro al-
to, con ogni probabilità, sconcertante per il lievo di Emile Durkheim e di Talcott Parsons,
contribuente. Io credo che di certe realtà si umanisti in senso classico e scienziati sociali.
possa parlare solo con linguaggi simbolici, e Ma tutti loro, nell’esser quel che sono, sono
che alla religione non possiamo approcciarci determinati da quel rito attraverso cui siamo
con un apparato concettuale perfettamente passati tutti noi nessuno escluso. Il nostro lin-
neutro. Per tornare al nostro esempio: neanche guaggio è impregnato di un mito quale può es-
la fantasia più sfrenata può figurarsi come stia- sere trasmesso soltanto da una scuola. Perfino
no insiemi gli animali cinesi: sono nella stessa credenti cristiani ed ebrei sono continuamente
lista, per un verso, ma per l’altro semplicemen- a rischio di considerare come universalmente
te non stanno assieme. La classificazione non vincolante l’ethos del progresso, della cresci-
è soltanto priva di logica, o utopico-distopica. ta infinita per mezzo della concorrenza, senza
Come afferma Michel Foucault, in casi come rendersi conto che questo ideale, in senso ri-
questo si tratta di pura eterotopia. Ciò vale an- gorosamente matematico, è assurdo. E tuttavia
che per la più parte delle classificazioni in ma- anche di fronte a questo nuovo e per noi tutti
teria di religioni. In questo senso e a partire da minaccioso tipo di religione, non è facile par-
questa impostazione possiamo anche dividere lare di abolizione dell’obbligo scolastico uni-
le religioni in quelle che si scoprono negli altri versale, perché viviamo in una società in cui la
– per così dire la pagliuzza nell’occhio altrui – e maggior parte di noi ha teste scolarizzate. Di
quelle da cui si è permeati, per così dire la trave sicuro non è più facile di quanto lo fosse tre
nel proprio occhio. Se è così, e se c’è qualcosa o quattrocento anni fa parlare, in una cerchia
come una grande religione dell’epoca presente di teologi, di laicizzazione, secolarizzazione o
che appare a tutti noi come perfettamente sen- deistituzionalizzazione di ogni tipo di Chiesa,
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GLI ASINI 81
APERTURE
cioè di cose che per noi oggi non fanno più o Kolle. La responsabilità del singolo per il suo
problema. proprio sviluppo viene in questo modo trasfe-
La scuola come rituale di iniziazione al mondo rita a un processo pianificato, e l’agire persona-
tecnologicamente unificato e al suo mito svol- le dello scolaro viene reinterpretato e alienato
ge il suo ruolo attraverso la struttura formale in prodotto dell’agire di una istituzione. Per
di comportamento a cui vincola l’individuo, sua essenza la tecnologia è produzione istitu-
e non attraverso i contenuti specifici dell’in- zionale di tutori e consapevole pianificazione
segnamento che essa impartisce. Questa strut- di carcerieri.
tura di comportamento produce consumatori Secondo: ciò che uno scolaro apprende prima
passivi, orientati a un progresso automatico ed di ogni altra cosa è il valore di una scolarizza-
eternamente avanzante, che a questo principio zione ulteriore. Nessun Paese in America Lati-
si sottopongono nel corso stesso del processo na spende oggi in pubblica istruzione meno di
di scolarizzazione, di gradino in gradino, di un quarto del suo bilancio statale e meno del
classe in classe, di materia in materia. E si po- quattro per cento del suo prodotto nazionale
trebbe aggiungere a questa trafila: Amen! lordo. Molto più di questo, di fatto, non può
Diamo un’occhiata più da vicino. Allora, pri- essere speso. Con queste somme incredibili è
mo: la scuola è un processo di iniziazione al tuttavia impossibile, in ognuno di questi Stati,
consumo di prodotti, al primato della pras- trattenere a scuola per un anno più di un bam-
si. Lo scolaro apprende che l’apprendimento bino su venti provenienti dalla fascia più po-
stesso è il prodotto di una istituzione. Impara vera della popolazione. E calcolata sull’intera
inoltre che egli dovrebbe consumare sempre popolazione, la proporzione è ancora più sfa-
più scuola, e gli autodidatti sono necessa- vorevole. Da nessuna parte in America Latina
riamente screditati. Il più intimo maturare si spende per uno studente universitario meno
dell’uomo, il suo crescere in sapere e sentire, di quattrocento volte, in certi luoghi perfino
viene da lui stesso esperito sempre più come duemila volte, in più rispetto allo studente
bisogno di manipolazione da parte di uno spe- di scuola media. In un tempo di economia
cialista, ciò che poi facilmente dall’istruzione razionale dovremmo capire che c’è qualcosa
si trasmette alla cura della salute o alle ono- di distorto se fatti come questi non vengono
ranze funebri. Ancora dieci anni fa, in Messico pubblicamente discussi, mentre invece saggi
chiunque poteva morire a casa sua ed essere educatori – ma si dovrebbe chiamarli preti – si
sepolto dalla sua famiglia. Oggi questo è un incontrano per intrattenersi sul miglioramen-
lusso per ricchi o uno stigma per poveri. Oggi to dell’insegnamento di educazione fisica in
ci sono infatti professionisti che ci aiutano a Cile. Quel che uno scolaro impara, quando
morire e ce lo rendono difficile, mentre altri impara il valore della scolarizzazione ulteriore,
professionisti ci aiutano a seppellire i morti e è anche l’inevitabilità della propria subordina-
ce lo rendono inumano. La competenza della zione. Ed è questo che la scuola insegna alla
scuola si sovrappone a tutti gli altri processi più parte dell’umanità: la razionalizzazione e
di socializzazione e autorizza il pedagogo a te- interiorizzazione di una struttura di classe oggi
ner fuori dalla porta il mondo stesso, poiché articolata in sedici gradini, che tutti i Paesi
il contributo formativo di ogni altro processo hanno fatto propria.
di socializzazione, cioè l’apprendimento come Terzo: la scuola non soltanto prepara ritual-
partecipazione dell’uomo al processo del suo mente e simbolicamente al consumo e alla
diventare, viene subordinato per legge alla pre- competizione; essa inculca la misurabilità dei
tesa monopolista della scuola sull’insegnamen- valori – una consapevolezza per la quale devo
to. Si deve essere istruiti da qualcuno, poco ringraziare anzitutto Erich Fromm.
importa che questo qualcuno si chiami Paulus In tutto il mondo, come ho detto, la piramide
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GLI ASINI 81
APERTURE
scolastica conta quattro volte quattro gradini. zati ci si inventerà un purgatorio. Il professor
La stragrande maggioranza delle persone che Berger una volta ha così commentato questa
hanno messo piede una volta sulla soglia di prospettiva: “Una società in cui ciascuno sa di
questo tempio se ne ritireranno a un livello che avere quello che si merita è l’inferno”. Solo la
noi, a quanti riesca di continuare, chiariremo teologia può parlare di scuola, e la teologia cri-
essere del tutto insufficiente. Infatti quando è stiana meglio di ogni altra grammatica di un
sorto l’ideale della scuola pubblica o elementa- certo sistema di fede. Arnold Toynbee ha mo-
re, tre anni di scuola erano ancora considerati strato che il declino di una grande civiltà è per
sufficienti. Oggi coloro stessi che ne sono ri- lo più accompagnato dal fiorire di una nuova
masti esclusi si sentono come scorie di questo Chiesa universale; e che per lo più, nella sua
processo, e dopo quindici anni di aiuti intensivi fase ascendente, questa religione non è rico-
allo sviluppo e di furioso sviluppismo missio- nosciuta per tale. Secondo Toynbee essa porta
nario sguinzagliati in tutto il mondo, l’ottanta nello Stato universale il mito di un proletaria-
per cento dei sudamericani pensa che la sua to esterno, promette attraverso questo mito
condizione di povertà dipenda dalla mancanza la salvezza del proletariato interno e rende al
di istruzione. Ma nessuno parla del fatto che, contempo un servizio alla classe guerriera do-
se anche raddoppiassimo la spesa nazionale per minante. Nessuna istituzione si adatta al ruolo
la scuola di base, ancora non sarebbe possibile di Chiesa universale del nostro tempo meglio
tradurre in realtà l’obbligo scolastico prescritto della scuola. Infatti, per tornare a Gluckman, la
per legge. Al contrario, dagli aiuti tedeschi e scuola maschera le contraddizioni della società
nordamericani ci viene reso possibile preparare del progresso ed esprime l’attesa mondana del
il nostro popolo all’innalzamento dell’obbligo regno nella forma di un processo simbolico,
da cinque a sei, sette, nove anni, gettando sin pianificato tecnologicamente e burocratico.
d’ora le fondamenta per la messa fuori legge Guardiamo ancora una volta più da vicino:
della futura generazione. nessun rituale potrebbe meglio mascherare,
Quarto: com’è possibile che di questi fatti pa- agli occhi degli interessati, la profonda discre-
lesi non parli nessuno? Cosa ce lo impedisce? panza tra i principi sociali e la realtà sociale
Con ciò si torna alla figura, già inizialmente del mondo d’oggi. Infatti per prima cosa la
utilizzata, della “trave nel proprio occhio”. Chi scuola si dà come istituzione secolare – e tut-
nella scuola non impara niente impara per lo ti noi vogliamo vivere in una società secolare,
meno il valore dell’escalation. Come succe- in cui religione e Chiesa non fungono più da
de del resto per ogni prodotto industriale, la forze orientanti. Solo dimentichiamo troppo
scuola produce, con l’insegnamento, la fame facilmente che anche la Chiesa – per ciò che
di ulteriore insegnamento. Neanche Karl Marx riguarda i contenuti del suo insegnamento —
ha previsto questo: che, cioè, in ogni prodotto esercita la più grande tolleranza; mentre la sua
o prestazione industriale noi investiamo sem- universale intolleranza formale, rituale, liturgi-
pre più denaro affinché insieme a essi vengano ca non conosce alcun precedente. So quanto è
prodotti i corrispondenti bisogni. La scuola difficile anche solo sollevare questo problema
produce esseri umani adatti alla società della in teste scolarizzate e scolasticizzate. Quando
produzione. Ma c’è anche un altro problema: ancora ero presidente della commissione per
nei Paesi ricchi l’età a cui finalmente ci si li- l’istruzione a Portorico, ero estremamente or-
bera della scuola cresce molto più rapidamen- goglioso del fatto che noi avessimo ottenuto
te dell’aspettativa di vita. Negli Stati Uniti le ciò che solo a Israele era riuscito di fare, e cioè
due curve tendono al momento a un punto a spendere l’otto per cento del prodotto in-
di intersezione previsto per gli anni Ottanta. terno lordo per le scuole. In secondo luogo, il
Non so se per i morenti ancora non scolariz- curricolo è scientifico, giacché è determinato
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GLI ASINI 81
APERTURE
da ciò che si considera scientifico. E scientifico Su un’isola che conosco particolarmente bene,
è a sua volta ciò che nelle scuole può essere gli abitanti erano convinti che Gesù sarebbe
insegnato, benché qui si registri un evidente arrivato a bordo di una grande nave bianca e
circulus vitiosus. In terzo luogo la scuola non avrebbe portato a ogni uomo un frigorifero e
è soltanto laica – cioè non clericale –, né solo un paio di pantaloni, se solo i missionari fosse-
scientifica per definizione; essa inoltre si adatta ro cacciati e ogni isolano potesse annodarsi sul
elettivamente a una società che nega la mor- torace nudo una cravatta nera. Ora, di recente
te, e io mi sono chiesto finora se sia questo mi sono trovato presso l’istituto tedesco per gli
il motivo per cui noi, nel corso del presente aiuti allo sviluppo: se solo potessimo far fare a
colloquio, ancora non ci siamo imbattuti nel tutti la scuola elementare, tutti loro avrebbero
tema della morte. il frigorifero! — così si ragiona tra tecnici degli
In linea di principio, per nessuno le porte aiuti allo sviluppo. Mi sono limitato a questo
della scuola si schiudono senza offrire alme- specifico problema, ma avrei potuto affrontare
no una chance. È appunto questa la colpa del la nostra società da qualsiasi altro aspetto, per
non scolarizzato, qualora non si avvalga di sollevare la questione: stiamo ancora parlando
insegnamento di sostegno, di istruzione degli delle cose di cui realmente si tratta, di quelle
adulti, di istruzione permanente. Si tratta di idolatrie che concretamente ci minacciano?
un principio che non abbisogna di una par- L’attesa di salvezza indotta dalla scuola, al
ticolare sanzione per avere vigore: è sufficien- contrario del messianismo tradizionale, è im-
te che apponga sull’impenitente il timbro di personale. Dio è morto da tempo, e non par-
destinato alla dannazione, visto che già oggi, la più per mezzo di profeti. Al contrario del
anche nei Paesi ricchi, egli finisce proprio negli messianismo tradizionale, quello nuovo, piut-
slum, nella “Gehenna” – questo il significato tosto che promettere la salvezza a un piccolo
originario della parola. gruppo, è universale e obbligatorio. L’uomo
Possiamo dunque vedere nella scuola un gioco si è fatto inventore del suo messia, e va pro-
rituale, il rituale di una promozione progres- mettendo la manna illimitata della scienza a
siva e competitiva attraverso cui il mito della coloro che si sottomettono alle successive in-
società dei consumi si coltiva e conserva allo venzioni di un messia trasformato in meccani-
stesso modo presso i consumatori e i non con- smo. La comprensione del carattere religioso
sumatori, gli eletti e i dannati. Sulla carta la della scuola, indagato criticamente, ci pone
scuola sembra un processo perfettamente ra- per questo di fronte a un’alternativa di fondo:
zionale. Ma in realtà non fa che diffondere con possiamo persistere irremovibili dalla nostra
successo in tutto il mondo il mito della possi- furia scolarizzatrice, e con ogni mezzo a nostra
bilità di un paradiso terrestre fatto di consumi disposizione costringere alla scuola, per amore
continuamente crescenti. Siamo di fronte a della loro stessa salvezza, tutti i nostri dropout.
un fenomeno speciale, mondano-messianico. In questo caso però dobbiamo reclutare anche
Certo, esplosioni patologiche di attesa mes- medici e militari al servizio del l’istruzione.
sianica nell’aldiqua ci sono sempre state nella Come ho potuto constatare a Saint Louis, il
storia, in particolare tra i gruppi marginali di venti per cento di tutti i bambini i cui rispet-
colonizzati all’interno dei grandi imperi. Gli tivi insegnanti avevano dichiarato le difficoltà
ebrei avevano i loro messia, i servi della gleba di apprendimento ha ricevuto droghe che glie-
i loro vari Thomas Münzer, gli indios i Ioro lo facilitassero, inoltre e per finire, già oggi la
danzatori magici dal Paraguay al Dakota. An- guerra in Vietnam viene condotta allo scopo
che meglio, visto che si è conservato fino ai di persuadere l’Asia della superiorità del no-
giorni nostri, conosciamo il culto del cargo in stro mondo produttivo. È su questa base che
Melanesia. un capo di Stato ha potuto dichiarare di dover
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GLI ASINI 81
APERTURE
condurre questa guerra per motivi pedagogici. Ma ciò significherebbe parlare dell’avvenire di
Da questo punto di vista è fin troppo logico un’idolatria mondiale. Non so come si possa
che questa sia la Prima guerra in cui il successo parlare di futuro della religione, forse dovrem-
si misura in numero di nemici uccisi, il body mo proclamare una moratoria sull’uso del
count che ci è dato da leggere giorno dopo termine “religione”, e parlare al suo posto di
giorno. Ho preso parte a un forum in un con- idolatria – e del Signore. Ci sono uomini che si
vegno a Harvard in cui un dotto, che si pro- ritengono capaci di tanto, altri che conoscono
clamava uomo di pace, ha potuto dire che una il Signore. Anche di questo possiamo parlare,
guerra di popolo non la si vince unicamente di come oggi siamo in grado di guardare in
sterminando quel popolo: con l’aiuto della faccia gli idoli al cui servizio ci troviamo, liberi
moderna tecnologia possiamo procedere di- grazie alla fede e alla forza che attingiamo alla
versamente, possiamo bombardare tutti quelli libera e liberante commemorazione del fatto
che dalla campagna si sono urbanizzati, e in storico del Signore. Ma questo succede nello
questo modo renderli educabili. Un numero spirito, e lo Spirito è per definizione impreve-
crescente di Paesi va imparando da Grecia e dibile, sempre sorprendente, sempre spiritoso,
Brasile ad affidarsi alla pedagogia della tortura. o se volete: è un mattacchione!
Intendo naturalmente quel tipo di tortura che
non viene utilizzata per costringere a rivelare
informazioni, o per soddisfare le voglie di sa-
dici dello stampo di uno Hitler o un Duvalier
ad Haiti, ma quella che, in obbedienza al prin-
cipio della random selection of key groups for ter-
ror sceglie alcune persone – io stesso ho amici
che sono stati sottoposti a questo tipo di tor-
ture –, le martirizza orribilmente, e quando la
loro integrità è stata spezzata le lascia andare,
per seminare angoscia in tutti gli altri e in que-
sto modo distruggere l’integrità di tutta una
popolazione. Se vogliamo andare avanti con
le scuole, allora abbiamo bisogno di materiale
plasmabile in vista della società dei consumi.
Ripeto: non mi azzardo a dire cosa sia “religio-
ne”, ma credo che asservimento e tortura per
il bene degli asserviti e dei torturali debbano
essere intesi in tutti i casi come una forma di
delirio missionario, perché tutto questo accade
in nome di un messia meccanico.
In conclusione vorrei dire: l’istruzione dell’ide-
ale educativo tecnologico nella scuola, nell’e-
sercito e in tutte le altre forme di manipolazio-
ne e incarcerazione filantropica corrisponde a
un’applicazione della religione del progresso;
ed è in tutto e per tutto mitologica. Del fu-
turo di una simile programmazione dell’essere
umano a beneficio della sua tecnica possiamo
parlare, e possiamo discutere di alternative.
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GLI ASINI 81
APERTURE
YANKEE, GO HOME.
IL BENEFATTORE STATUNITENSE IN AMERICA LATINA
DI IVAN ILLICH

Discorso tenuto il 20 aprile 1968 a Chicago, rivol- come persone che possono solo ricevere: amate
to a una platea composta da studenti dell’associa- o adottate, si spera, ma senza alcuna possibilità
zione cattolica statunitense Ciasp (Conference on di ricambiare il dono.
Inter-American Student Projects) dedita a inizia- Sono rimasto altrettanto colpito dall’ipocrisia
tive di volontariato in America del Sud. della maggior parte di voi: dall’ipocrisia dell’at-
mosfera prevalente qui dentro. Dico questo
È molto difficile parlare stasera, perché come un fratello che parla a fratelli e sorelle.
una ventina o trentina di noi ha già avuto Lo dico contro molte resistenze interiori; ma
oggi stesso una conversazione di cinque ore, lo devo dire. Proprio la vostra consapevolezza,
e ci sono altri con cui ho discusso in privato. proprio la vostra disponibilità a riconsiderare le
È come se noi tutti stessimo guardando nella attività svolte vi rendono ipocriti perché i più
stessa direzione e vedessimo cose diverse. Se tra voi hanno già deciso di passare la prossima
ho capito bene il senso del seminario a cui ho estate in Messico, e quindi non sono disposti
preso parte stamattina, il tema di questa confe- ad andare fino in fondo nel ripensamento del
renza non è stabilire come prepararvi all’estate vostro programma. Chiudete gli occhi perché
che forse passerete in Messico nel 1968 o 1969, volete tirar dritto, e non potreste farlo se consi-
bensì individuare i cambiamenti e le revisioni deraste seriamente alcuni fatti.
che si rendono necessari quanto a struttura, È ben possibile che questa ipocrisia sia incon-
organizzazione, ideologia, dottrina, regole e fi- sapevole nella maggior parte di voi, non in tut-
nanziamento del Ciasp. Spero che ci siamo tro- ti voi però, di questo sono davvero certo. Sul
vati d’accordo su questo: solo un cambiamento piano intellettuale, siete perfettamente in grado
radicale potrebbe forse autorizzare un essere di capire che le motivazioni che potevano legit-
umano decente nel 1969 a insistere nella sua af- timare un’attività di volontariato all’estero nel
filiazione al Ciasp. Tuttavia, nelle conversazioni 1963 non possono essere invocate per la stessa
che ho avuto oggi, sono rimasto colpito da due attività nel 1968-1969. “Vacanze in missione”
cose, e le voglio dichiarare prima di iniziare il tra i poveri messicani erano la cosa da fare per gli
discorso che ho preparato. studenti americani benestanti all’inizio di que-
Sono rimasto colpito dalla vostra consapevolez- sto decennio: il turbamento sentimentale per
za che le motivazioni dei volontari statunitensi una povertà da poco scoperta a sud del confine,
all’estero scaturiscono per lo più da sentimen- abbinato alla totale cecità verso una povertà ben
ti e concezioni molto alienati. Sono rimasto più grave in patria, giustificava queste escursio-
ugualmente colpito da ciò che, tra aspiranti ni caritative. Un chiaro discernimento delle
volontari quali voi siete, interpreto come un difficoltà di un’azione volontaria fruttuosa non
passo avanti: l’apertura all’idea che l’unica cosa aveva ancora snebbiato l’entusiasmo di Peace
per la quale voi potreste legittimamente fare Corps, Papal Volunteers e volontari fai da te.
volontariato in America Latina sia la volonta- Oggi l’esistenza di organizzazioni come la vo-
ria rinuncia al potere, la volontaria presenza stra è offensiva per il Messico. Volevo fare que-
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GLI ASINI 81
APERTURE
sta affermazione allo scopo di spiegare perché sia possibile a meno che non si dica: “Non mi
sono nauseato da tutto ciò, e farvi capire che le sono sbagliato, avevo torto. Mi sono lasciato
buone intenzioni non hanno molto a che ve- indurre all’ideazione e organizzazione del Cia-
dere con quello di cui stiamo discutendo qui. sp dal mio orgoglio profondamente radicato,
Al diavolo le buone intenzioni. Questa è una dalla fede nella mia superiorità, dalla mia con-
affermazione teologica. Non aiuterete nessuno vinzione di avere qualcosa da dare”. Non credo
con le vostre buone intenzioni. C’è un prover- che tale “conversione” sia possibile per un’in-
bio irlandese che dice: la via per l’inferno è la- tera organizzazione, ma sono convinto che sia
stricata di buone intenzioni – e sintetizza bene possibile per alcuni individui.
la medesima consapevolezza teologica. Alcuni di voi potrebbero ancora trarre profit-
Avrei preparato questo intervento in modo di- to dalle esperienze fatte in passato nel Ciasp o
verso, soprattutto nello stile, avessi avuto pri- grazie al Ciasp. Proprio la frustrazione e l’umi-
ma queste cinque ore di conversazione con voi. liazione che avrete forse provato nella parteci-
L’avrei reso meno aspro e ancora più preciso. pazione ai suoi programmi potrebbe condurvi
Non posso modificarlo adesso perché la mia a una nuova consapevolezza: la consapevolezza
padronanza dell’inglese non basta a far sì che che persino i nordamericani possono ricevere
il discorso resti comprensibile se lo vado cam- il dono dell’ospitalità senza avere la minima
biando mentre lo leggo. possibilità di compensarlo: la consapevolezza
Prima di leggere, volevo aggiungere qualcos’al- che per alcuni doni non si può nemmeno dire
tro. Nel corso di questa giornata sono arrivato “grazie”.
a credere nella sopravvivenza del Ciasp. Nel E ora, il discorso preparato in precedenza.
venire qui consideravo mio dovere proseguire Negli ultimi sei anni mi sono fatto conoscere
nei miei sforzi per farvi cessare l’attività. Ora per la mia progressiva opposizione alla presenza
vedo che troppi soldi, troppi interessi costitui- di qualsivoglia “benefattore” nordamericano in
ti, troppe illusioni sorreggono il Ciasp per per- America Latina. Di certo siete al corrente dei
mettere a questa organizzazione di scomparire. miei attuali sforzi per ottenere il ritiro spon-
Perciò dobbiamo chiederci cosa fare del Ciasp, taneo dal continente di tutte le armate di vo-
dal momento che non può morire. lontari nordamericani: missionari, membri del
Sono giunto alla conclusione che, probabil- Peace Corps e gruppi come il vostro, una “di-
mente, ci sono alcune persone che potrebbero visione” organizzata per l’invasione filantropica
mettere a profitto l’esperienza dei passati anni del Messico. Sapevate queste cose quando avete
Ciasp per sviluppare una sorta di agenzia edu- invitato proprio me tra tutti gli interlocutori
cativa che renda possibile agli studenti norda- possibili, a fare da oratore principale alla vostra
mericani di vivere in Messico. Con “vivere” assemblea annuale. Si stenta a crederci!
intendo “Vivere”, con la maiuscola; vivere in Posso solo concludere che il vostro invito signi-
senso biblico in Messico per un mese, perfetta- fichi una di almeno tre cose.
mente consapevoli dei limiti di una simile espe- Alcuni di voi potrebbero essere giunti alla con-
rienza, del pericolo di illusioni narcisistiche in clusione che il Ciasp dovrebbe o sciogliersi
un incontro tanto breve, e tuttavia vivere lì. del tutto o eliminare dai suoi scopi istituzio-
Non sono affatto sicuro che il Ciasp nel suo nali la promozione di aiuti volontari ai poveri
insieme dovrebbe servire a questo scopo in fu- del Messico. Dunque potreste avermi invitato
turo, o che sarebbe in grado di farlo: potrebbe qui per incoraggiare altri ad abbracciare questa
essere troppo segnato dai suoi peccati d’origi- stessa convinzione.
ne, peraltro non riconosciuti da voi come pec- Potreste anche avermi invitato per imparare
cati, ma considerati piuttosto come semplici come si affrontano le persone che la pensano
difetti, lo non penso che la vera conversione come me, come si discute efficacemente con
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loro e come si fa a confutarle. È diventato ab- scolarizzazione universale, la sua agiatezza da
bastanza comune invitare dei portavoce del auto privata. Ne siate consapevoli o meno, sie-
Black Power a parlare ai Lions Club. Una “co- te in sostanza i “commessi viaggiatori” di una
lomba” non può mancare in una pubblica di- fede chimerica negli ideali di democrazia, pari
scussione mirata a incentivare gli sforzi bellici opportunità e libera impresa presso gente che
statunitensi. non ha la più remota possibilità di giovarsene.
E infine, potreste avermi invitato qui speran- Dopo il denaro e le armi, la terza principale
do di riuscire a essere d’accordo con la maggior voce dell’export bellico nordamericano è l’idea-
parte di quel che dico per poi tirare avanti in lista statunitense, che sbuca su ogni teatro delle
buona fede e lavorare quest’estate nei villaggi operazioni in ogni angolo del pianeta: l’inse-
messicani. Quest’ultima possibilità è aperta gnante, il volontario, il missionario, l’organiz-
solo a chi non ascolta oppure non è in grado zatore di comunità, il cooperatore economico
di capire. e il benefattore in vacanza. Idealmente, questa
Non sono venuto qui per discutere. Sono qui gente intende il proprio ruolo come di servi-
per dirvi, possibilmente per convincervi, au- zio. Di fatto, finisce spesso per ammortizzare i
spicabilmente per distogliervi dalla pretesa di danni provocati da armi e denaro, o per “sedur-
imporre la vostra presenza ai messicani. re” i “sottosviluppati” ai vantaggi del mondo
Sono sinceramente convinto che il volontario dell’opulenza e del successo. Ma forse è arrivato
americano abbia intenzioni infinitamente buo- il momento di far capire al popolo degli Stati
ne. Ciò non toglie che la sua buona fede pos- Uniti che lo stile di vita che si è scelto, sempli-
sa di norma spiegarsi soltanto con un’abissale cemente, non è vitale abbastanza da poter esse-
mancanza di discrezione e discernimento. Per re condiviso con altri.
definizione, voi non potete che essere piazzisti Ormai dovrebbe essere evidente a tutta l’Ame-
in vacanza dello “stile di vita americano” della rica che gli Stati Uniti sono impegnati in una
classe media, perché è questa l’unica vita che formidabile lotta per la sopravvivenza. Essi non
conoscete. possono sopravvivere se il resto del inondo non
Un gruppo come il vostro non avrebbe potu- si convince che qui abbiate il paradiso in ter-
to svilupparsi se non lo avesse corroborato un ra. La sopravvivenza degli Stati Uniti dipende
sentire diffuso negli Stati Uniti, la convinzione dal fatto che tutti gli uomini cosiddetti “liberi”
che ogni vero americano debba condividere le accettino l’idea che qui la classe media “ce l’ha
benedizioni di Dio coi suoi simili meno fortu- fatta”. Il suo stile di vita è diventato una religio-
nati. L’idea che ogni americano abbia qualcosa ne che chiunque non voglia morire di spada o
da dare e che in ogni circostanza possa, sappia di napalm deve abbracciare. In tutto il mondo
e debba darlo spiega come mai a degli studenti gli Stati Uniti stanno combattendo per pro-
sia venuto in mente di poter aiutare i contadini muovere e proteggere almeno una minoran-
messicani a “svilupparsi” trascorrendo un’estate za che consumi ciò che la maggioranza degli
in loro compagnia. Naturalmente, questa sin- americani può concedersi. Questo è lo scopo
golare convinzione è stata supportata dai mem- dell’Alleanza per il progresso della classe media
bri di un ordine missionario, che non avrebbe- che gli Stati Uniti hanno stipulato alcuni anni
ro alcuna ragione di esistere se non nutrissero fa con l’America Latina. Ma sempre più questa
la stessa convinzione, solo molto più forte. Ora alleanza commerciale deve essere protetta con
per voi è giunto il momento di guarire da que- le armi, le sole in grado di garantire alla mi-
sta illusione. noranza che “ce la può fare” la difesa delle sue
Come i valori che veicolate, voi siete il pro- conquiste e avanzamenti.
dotto di una società americana di vincitori e Tuttavia a una minoranza non bastano le armi
consumatori, col suo sistema bipartitico, la sua per comandare. Le masse emarginate diventano
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turbolente se non viene data loro una dottrina peggiore, col vostro spirito di “sviluppo della
o una fede che giustifichi lo status quo. Questo comunità” potreste creare abbastanza problemi
compito è assegnato al volontario statunitense, da far sì che qualcuno muoia ammazzato dopo
si tratti di un membro del Ciasp o un operatore le vostre vacanze, quando voi sarete tornati di
dei cosiddetti “programmi di pacificazione” in corsa ai vostri quartieri middle class dove i vostri
Vietnam. amici fanno battutacce su spics e wetbacks.
Gli Stati Uniti sono attualmente impegnati Iniziate il vostro intervento senza alcun tiro-
in una guerra su tre fronti per affermare i loro cinio. Persino il Peace Corps investe circa die-
ideali di “democrazia” acquisitiva e rampan- cimila dollari su ciascun membro per aiutarlo
te. Dico “tre” fronti perché tre grandi aree del ad adattarsi al nuovo ambiente e tutelarlo dallo
mondo stanno sfidando la validità di un siste- shock culturale. Strano che nessuno abbia mai
ma politico e sociale che rende i ricchi ancora pensato di spendere soldi per formare i poveri
più ricchi e i poveri sempre più marginali al messicani, così da evitare a loro lo shock cultu-
sistema. rale di incontrare voi!
In Asia sono minacciati da un potere costituito Ma la verità è che non potete nemmeno incon-
in Cina. Gli Stati Uniti combattono la Cina con trarla, la più parte delle persone che immagina-
tre armi: le piccolissime élite asiatiche che non te di servire in America Latina, neppure se ne
potrebbero augurarsi di meglio che una allean- parlaste la lingua, cosa che la maggior parte di
za con gli americani; un’enorme macchina da voi non sa fare. Potete dialogare solo con quel-
guerra per impedire ai cinesi il taking over, come li come voi, imitazioni latinoamericane della
si usa dire qui da voi; e la rieducazione violenta classe media a stelle e strisce. Non c’è alcun
dei popoli cosiddetti “pacificati”. Tutti e tre que- modo per voi di conoscere davvero i diseredati,
sti sforzi sembrano sulla via del fallimento. dato che manca un qualsiasi terreno comune su
A Chicago non sembrano riscuotere molto più cui incontrarvi.
successo i tentativi compiuti da fondi per la po- Permettetemi di spiegare questa affermazione,
vertà, forze di polizia e predicatori dal pulpito e anche di spiegare perché molti latinoameri-
per tener sotto controllo la riluttanza della co- cani coi quali sareste in grado di entrare in co-
munità nera ad aspettare educatamente l’inte- municazione non sarebbero d’accordo con me.
grazione al sistema. Supponiamo che andiate in un ghetto ameri-
E infine, in America Latina l’Alleanza per il cano quest’estate e proviate ad aiutare i poveri
progresso ha avuto un certo successo nell’ac- “ad aiutare sé stessi”. Molto presto vi sputereb-
crescere il numero di persone che economica- bero addosso o riderebbero di voi. Quelli offesi
mente non potrebbero star meglio, intendendo dalla vostra pretenziosità picchierebbero o spu-
le minuscole élite della classe media, e ha creato terebbero; quelli che capiscono che è la vostra
le condizioni ideali per le dittature militari. Pri- cattiva coscienza a portarvi lì riderebbero con
ma i dittatori erano al servizio dei proprietari sufficienza. Sareste costretti a rendervi conto
terrieri, ma ora proteggono i nuovi complessi in fretta della vostra irrilevanza tra i poveri, del
industriali. Da ultimo arrivano i volontari sta- vostro status di studenti universitari della classe
tunitensi, per aiutare il perdente ad accettare il media che fanno i compiti delle vacanze. Sa-
suo destino dentro a questo processo! reste brutalmente rifiutati, non importa se la
Tutto quel che farete in un villaggio messicano vostra pelle è bianca, come la maggior parte
è creare disordine. Nel migliore dei casi, po- delle vostre facce qui, o marrone o nera, come
trete provare a convincere le ragazze messica- le poche eccezioni che in qualche modo sono
ne a sposare un giovane “che si è fatto da sé”, riuscite a entrare qui dentro.
ricco, un consumatore, altrettanto irrispettoso Le relazioni sul vostro lavoro in Messico che
della tradizione quanto uno di voi. Nel caso così gentilmente mi avete inviato trasudano au-
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tocompiacimento. Queste relazioni sulle scor- leanza per il progresso”. Era una “alleanza” per
se estati dimostrano che non siete nemmeno il “progresso” delle élite della classe media. È tra
in grado di capire come il vostro far del bene i membri di questa classe media che troverete
in un villaggio messicano sia ancor meno rile- qualcuno disposto a sprecare il suo tempo con
vante che in un ghetto degli Stati Uniti. Non voi. E saranno soprattutto quei “bravi ragazzi”
soltanto c’è un abisso tra ciò che avete voi e ciò ai quali piacerebbe a loro volta placare la pro-
che hanno altri molto più profondo di quello pria coscienza in subbuglio “facendo qualcosa
che corre tra voi e i poveri del vostro stesso Pa- di buono per la promozione dei poveri indios”.
ese; ma c’è un abisso incommensurabilmente Ovviamente, quando incontrerete queste vo-
più grande tra ciò che voi provate e ciò che pro- stre controparti messicane vi sentirete dire che
va il popolo messicano. Ed è una distanza così state facendo qualcosa di prezioso, che vi state
radicale che in un villaggio messicano voi, da “sacrificando” per aiutare gli altri.
americani bianchi (almeno per cultura), potete E sarà soprattutto il prete straniero a darvi con-
immaginarvi e di fatto vi immaginate esatta- ferme di questa vostra immagine di voi stessi.
mente come un predicatore bianco vedeva sé Dopotutto, il suo pane quotidiano e il suo sen-
stesso quando offriva in sacrificio la sua vita so della propria utilità dipendono dalla sua fer-
predicando agli schiavi neri in una piantagione ma fiducia in una missione della durata di un
dell’Alabama. Il fatto che viviate in capanne e anno, non troppo diversa dalle vostre missioni-
mangiate tortillas per qualche settimana rende vacanze estive.
solo un po’ più pittoresco il vostro gruppo così Esiste l’argomentazione che alcuni volontari si-
pieno di buone intenzioni. ano tornati con la consapevolezza di aver fatto
Le uniche persone con le quali potete sperare danno ad altri e in questo modo sono diventati
di comunicare sono alcuni membri della classe persone più mature. Capita anche con minor
media. E qui ricordate per piacere che ho detto frequenza di sentir dire che qualcuno di loro
“alcuni”, intendendo con questo una minusco- si renda ridicolo col suo orgoglio per i propri
la élite in America Latina. Venite da un Paese “sacrifici estivi”. Forse c’è qualcosa di valido
che si è industrializzato presto e che è riuscito a pure nell’argomentazione secondo cui i gio-
integrare la grande maggioranza dei propri cit- vani uomini devono essere promiscui per un
tadini nelle classi medie. Non è una distinzione po’, per scoprire che l’amore fisico raggiunge
sociale, negli Stati Uniti, aver finito il secondo la sua massima bellezza all’interno di un rap-
anno di università. Di fatto, ci passa la maggior porto monogamico. O che il modo migliore
parte degli americani ormai. Chiunque in que- per lasciar perdere l’Lsd sia di provarlo per un
sto Paese non abbia finito il liceo è considerato po’, o magari che il modo migliore per capire
uno svantaggiato. che il tuo aiuto nel ghetto non è né necessario
In America Latina la situazione è molto di- né desiderato sia di provarci e fallire. Io non
versa. Circa il settantacinque per cento delle sono d’accordo con questo modo di ragionare.
persone abbandona gli studi prima di arrivare Il danno che i volontari fanno volenti o nolenti
alla sesta classe di scuola primaria. Quelle che è un prezzo troppo alto da pagare in cambio
hanno finito il liceo appartengono a una ridot- della presa d’atto tardiva che non si sarebbe do-
tissima minoranza. Una minoranza di questa vuto essere volontari fin dall’inizio.
minoranza prosegue con gli studi universitari. Naturalmente, per quelli di voi che sono per-
È solo tra questi ultimi che troverete i vostri fettamente coscienti di utilizzare una certa
omologhi a livello di istruzione. organizzazione per farsi una vacanza spesati,
La classe media negli Stati Uniti è maggioran- e sono certo che sono pochi: voi non capirete
za. In Messico, è un’infima élite. Sette anni fa il questo ragionamento, perché il vostro intento
vostro Paese attivò e finanziò la cosiddetta “Al- è disonesto.
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GLI ASINI 81
APERTURE
Se avete un briciolo di senso di responsabilità, Sono qui per suggerirvi la rinuncia volontaria
restatevene con le vostre rivolte qui in casa vo- a esercitare il potere che vi dà l’essere ameri-
stra. Lavorate per le prossime elezioni. Può dar- cani. Sono qui per implorarvi di rinunciare
si che McCarthy perda, ma certamente se fate liberamente, consapevolmente e umilmente al
la campagna per lui saprete che cosa state facen- diritto che avete per legge di imporre la vostra
do, perché lo state facendo e come comunicare benevolenza sul Messico. Sono qui per provo-
con quelli con cui parlate. E, se fallirete, ve ne carvi a riconoscere la vostra impossibilità, la
accorgerete. Se insistete nel lavoro coi poveri, se vostra impotenza e la vostra incapacità di fare il
è questa la vostra vocazione, fatelo almeno con “bene” che avevate intenzione di fare.
poveri che possano mandarvi al diavolo! È in- Sono qui per scongiurarvi di usare il vostro de-
credibilmente scorretto che imponiate la vostra naro, il vostro status e la vostra istruzione per
presenza in un villaggio in cui siete linguistica- viaggiare in America Latina. Venite a vedere,
mente sordi e muti al punto da non capire nep- venite a scalare le nostre montagne, a godervi
pure cosa state facendo o cosa la gente pensi di i nostri fiori. Venite a studiare. Ma non venite
voi. Fate un grave danno a voi stessi definendo per aiutare.
come “bene”, “sacrificio” e “aiuto” qualcosa che
semplicemente vi va di fare.

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GLI ASINI 81
APERTURE
SU ESPERIENZA ESTETICA
ED ESPERIENZA RELIGIOSA
DI IVAN ILLICH

È questa la parte finale della seconda di due ingresso nel regno c’è la sconfìtta della croce;
conferenze tenutesi a Città del Messico nell’ot- tra la luce della fede e la visione c’è la para-
tobre 1966, all’interno di un ciclo organizzato dossale notte della sepoltura. Il regno viene,
dall’Instituto mexicano de psicoanálisis fondato e già c’è. È il regno di Dio che viene, e che
da Erich Fromm. già sta in mezzo a noi (non, soggettivamente,
“in” ciascuno di noi né tanto meno, cosmo-
Caratteristiche del regno predicato da Gesù logicamente, al di là di noi bensì tra noi). È
I Vangeli furono scritti da una generazio- il Messia che lo scopre e lo svela. Così come
ne credente ancora molto prossima a Gesù. il Messia sta sempre alla porta, altrettanto il
Costituiscono perciò il resoconto di ricordi regno è sempre “già” presente: in questo mo-
intensi, pieni della sua vita e delle sue paro- mento, nella morte, nella parousia. È difficile
le. L’immenso lavoro critico degli ultimi ot- distinguere questi tre momenti; perché il re-
tant’anni permette di giungere, attraverso di gno si è compiuto, secondo le Scritture, anche
essi, alla personalità storica di Gesù. Buona quando non si sia realizzato completamente.
parte dei suoi detti sono racconti: parabole, È una realtà paradossale: “già” e al tempo
metafore, paradossi. È proprio della sapien- stesso “non ancora”. I credenti ne celebrano
za semitica esprimere in racconti ciò che è la presenza e ne aspettano la venuta. E vittoria
importante; ogni racconto ha il suo senso, e sui demoni, e sconfìtta sotto i furiosi poteri
non conta il racconto, bensì il suo senso. Da che portano alla croce.
anni mi sottopongo a un test, quando leggo N.B. Mi piace molto la prima rappresenta-
il Vangelo: se sono in grado di sorridere, pro- zione che abbiamo della croce. È un graffi-
babilmente ho capito. Gran parte dei racconti to del II secolo, del quartiere a luci rosse di
evangelici si riferisce al “regno”. Il regno arriva Roma: un corpo umano con testa di asino.
e non c’è modo di fermarlo; chi ha orecchi per Rappresentazione del paradosso, dell’assurdo.
intendere lo intende. Arriva di notte, inaspet- E sotto, quest’iscrizione: (tizio) “saluta il suo
tatamente, come un ladro; viene il giorno del Dio”. Non mi importa se l’intenzione dell’au-
Signore; è fonte di pace e gioia per i credenti tore fosse blasfema; corrisponde alla realtà del
e di scandalo per coloro che lo respingono; i mistero: il regno si compie senza realizzazione
credenti sono liberati dai demoni, il cui po- utopica e si realizzerà senza essere apocalittico.
tere è ormai giunto al termine. Paradossal-
mente, ciò non significa che questo potere sia Aspetti del messaggio
completamente finito; per ogni credente ar- che specificano il “regno”
riva l’ora dell’oscurità estrema; ogni credente Il regno viene instaurato dalla legge dell’amo-
deve farsi carico della sua croce. Il regno sta re. Di che legge può mai trattarsi? Quale può
sotto il segno della croce, e tra il suo arrivo e essere la legge che definisce l’amore? Questo
il suo compimento c’è la croce; tra la vittoria era il problema nascosto nella domanda che
dell’individuo sui poteri demoniaci e il suo i farisei fecero a rabbi Yeshua. Volevano ten-
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GLI ASINI 81
APERTURE
dergli un tranello; volevano farlo incorrere nel Ascoltiamo Barth, il grande teologo riforma-
paradosso di fondo che sorge dall’esigenza di to, quando dice: il messaggio tocca il mondo
affermare la necessità di instaurare il regno sot- come la tangente il cerchio.
to la legge e al contempo sull’amore. – Cosa Infine insegna loro a pregare. Padre nostro: in-
devo fare per entrare nel tuo regno? gli chiede sieme col Messia siamo figli di Dio per poter
un dottore della legge. – Osserva la legge, gli essere fratelli di Lui.
risponde; l’amore di Dio e del prossimo, che Che stai nei cieli: non al di là, al di fuori, ma
sono una stessa legge. – Chi è il mio prossimo? nei cieli, nell’universo. Non in un vuoto, ma
domanda quello di nuovo. E Gesù racconta la nell’universo, così come il regno è in mezzo
parabola del samaritano: Scendeva un uomo a noi.
da Gerusalemme a Gerico, e cadde nelle mani Santificato sia il tuo nome (per favore non lo
di briganti, che lo spogliarono, lo percossero e si menzioni …al giudeo era proibito pronun-
fuggirono, lasciandolo mezzo morto. Per caso ciare questo nome… è santificato rispetto al
scendeva per la stessa strada un sacerdote e mondo, separato da esso).
vedendolo, girò al largo. Così pure un levita, Venga il Tuo regno: già si trova fra di noi…
passando di là, lo vide e passò oltre. Ma un che in esso si manifesti la Tua “santità”, santità
samaritano che era in viaggio giunse presso di come socializzazione (o società).
lui, e vedendolo fu mosso a compassione; si
avvicinò, gli bendò le piaghe versandovi olio Analogia tra regno ed esperienza mistica
e vino; lo fece salire sulla propria cavalcatura, Ci interessa l’analogia tra le caratteristiche
lo condusse alla locanda e si prese cura di lui. dell’esperienza mistica trascendente e le deter-
Il mattino seguente, presi due denari li diede minazioni del “regno”. Solo sotto questo segno
all’oste e gli disse: abbi cura di lui, e quel che credo si possa stabilire, empiricamente, una
spenderai in più te lo rifonderò al mio ritorno. relazione psicologica tra il regno e un possi-
Chi di questi tre ti sembra essere stato prossi- bile orientamento verso la maturità umanista.
mo a colui che cadde nelle mani dei briganti? Avrete notato che la descrizioni evangelica del
(Luca, 10, 30-36). regno include elementi essenziali, usati nella
Facciamo attenzione: non gli indica chi agì descrizione dell’esperienza mistica; ne aggiun-
come si conviene nei confronti di un prossimo; ge o esplicita altri. Aggiunge una dimensione
con questa parabola gli segnala chi era prossimo, sociale: il regno sta in mezzo a noi; aggiunge
perché aveva scelto di agire come tale. Il dottore una dimensione paratemporale: adempiuto
della legge aveva chiesto: chi è il mio prossimo? ma non completato – che significa: sotto il se-
e la risposta e molto chiara: il tuo prossimo è gno della croce. Esplicita il realismo: il regno
quello che tu scegli di amare liberamente. esiste socialmente tra di noi, e consiste nel pro-
Ma la domanda si ripropone: chi è nel regno? gresso dell’amore. Pertanto, è profondamente
E qui gli dipinge un quadro più estremo del- sociale e personale.
la cupola di Orozco o dei monaci di Dalì, un Mi permetterò una formulazione ipotetica:
quadro più del tipo Guernica; il quadro del il regno è ciò che costituisce l’esperienza mi-
giudizio finale. Sapendo o no quello che fan- stica autentica, se il mistico è consapevole di
no, entrano nel regno coloro che danno acqua ciò che realmente costituisce la sua esperienza.
all’assetato. Nel credente l’esperienza mistica è l’esperienza
Gli chiede Filippo: mostrami il Padre, e Lui cosciente del regno prima della parousia. L’e-
risponde: da tanto tempo sei con me e non sai sperienza mistica è frutto dell’amore, e perciò
che chi vede me vede il Padre? accessibile a ogni amante. La coscienza del suo
Se fosse possibile purificare ulteriormente l’i- significato è frutto della fede, e perciò accessi-
dea del Padre, neppure resterebbe più l’idea. bile solo al credente.
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GLI ASINI 81
APERTURE
mio fratello e amico Gesù, il Signore Figlio
La speranza del regno di Dio. Gli ultimi trent’anni ci hanno aper-
orienta l’umanizzazione del credente to nuove possibilità di parlare e di conoscere.
Ci siamo avvicinati alla persona storica e all’e- All’epoca negli ambienti scientifici c’era una
sperienza personale del Nazareno attraverso prevenzione massiccia contro ogni forma di
un profilo sommario del suo messaggio sul conoscenza che non fosse concettuale. Oggi,
regno. Ci siamo soffermati su alcuni tratti di se c’è una prevenzione, è contro ogni forma
tale messaggio che oggi rappresentano altret- di concettualizzazione.
tanti punti di particolare interesse. Siamo alla
fine della nostra indagine. Com’è possibile Trasmissione storica del messaggio
che l’intimità personale di una persona storica Per descrivere il modo di portare l’individuo
diventi principio orientante o vitale per l’indi- a questa fede (o da essa tenerlo lontano), il
viduo di un’altra epoca storica? Come rivelare modo di avvicinarlo al l’oggetto (che di fatto
(scoprire o far intendere) all’uomo della stra- è soggetto) della sua fede, devo usare un’altra
da che il mistero a cui nebulosamente tende parola tecnica della teologia. È una parola più
è in realtà il luminoso “regno” di Gesù? Solo corrotta ed equivoca che non “fede” o ‘‘santi-
così si potrebbe “evangelizzare” la sua espe- tà”. L’individuo può arrivare alla fede solo per
rienza umana, far rinascere come aspirazione mezzo della Chiesa. Chiesa vuol dire qui co-
alla santità tipicamente cristiana un desiderio munità di credenti. Psicologicamente questo
probabilmente sepolto, non cosciente e poco appare semplice; non si tratta di comunica-
definito. re concetti, immagini, simboli. Si tratta della
Per dirla in modo più semplice, la maggior mia identificazione fraterna con il vissuto di
parte della gente non ha esperienze mistiche, un fratello, la quale ha nome “il regno”. E il
né mai ne avrà. In questo caso, non si tratta di regno è una realtà sociale di grado trascenden-
rivelar loro il senso di un’esperienza, ma l’esi- te. Perciò non lo si può comunicare se non in
stenza di una tensione. La posizione specula- e attraverso un vissuto comunitario e frater-
tiva che qui presento si fonda su conclusioni no. Storicamente, è così che fece Gesù. E oggi
teologiche. Ogni uomo è chiamato alla santi- non lo si può fare se non nella comunione di
tà, ciascuno nel suo ambiente concreto. Non fede e speranza messianica propria di una co-
so se empiricamente si potrà stabilire che la munità fraterna.
tensione alla trascendenza (la mistica, l’auten- La trasmissione della fede è frutto della testi-
ticamente religioso) costituisca una parte nor- monianza, non di un insegnamento di con-
male non cosciente del vissuto di ogni uomo. cetti; è frutto della realizzazione del regno nel
Alla domanda: come rivelare il messaggio cri- cuore del testimone, con la quale il neofita
stiano al singolo? l’unica risposta è: “Per mez- può identificarsi; e non è frutto di una con-
zo della fede”, la fede come presa di coscienza vinzione intellettuale alla quale si arrivi per
di una tensione preconscia. La fede come an- via di insegnamento dottrinale. Ma la dot-
che assunzione di responsabilità per lo svilup- trina nella Chiesa certo che è importante. I
po ulteriore di questa tensione. La fede come dogmi cristiani hanno quanto meno la stes-
accettazione del dono del proprio vissuto che sa funzione dei dogmi di Huineng o dei sufi:
Gesù il Cristo fa al credente. sono negazioni per evitare l’intrusione di miti
La fede non è accettazione di una dottrina; nella ricerca del mistero.
è un impegno a cercare con dedizione e ri- La fede si manifesta ritualmente nella celebra-
schio l’identificazione personale, intima, con zione dei misteri del regno, dei simboli della
l’intimo di un’altra persona. Rabbi Yeshua Sua presenza. E dico “celebrazione” non affer-
ben Yosef come oggetto di questa fede è il mazione o contemplazione, la fede si acquisi-
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GLI ASINI 81
APERTURE
sce solo nella concelebrazione, nella compre- La vocazione dei poveri alla perfezione
senza a un atto gratuito. Riformuliamo la domanda iniziale: e dopo
Come nel caso di un pasto di pane e vino, l’analisi, cosa? Ovvero: dopo migliaia di pe-
in cui c’è sì pasto, ma pasto rituale. I creden- sos cosa “nelle periferie”? Dovremmo cercare
ti credono nella celebrazione del regno che è di cambiare la società per poter annunciare il
realmente presente. Concelebrando in gesti e Messia, quando il suo regno è già arrivato, ri-
parole, il neofita si impegna nella fede. Ciò che ducendolo a una tipica utopia? O dovremmo
distingue il credente dal non credente è il fatto “evangelizzare i poveri”? Gesù affrontò questo
che egli “celebri” tutta la sua vita, così come dilemma nei primi giorni della sua vita pub-
celebra questo pasto o questa compresenza. blica, per identificarsi come Messia di fronte
In una simile prospettiva, il credente sta al all’“ultimo profeta”, Giovanni Battista: “Gli
non credente in una relazione analoga a quella storpi camminano… e il vangelo è predicato
di due uomini che ascoltano una barzelletta. ai poveri”. Questa è la questione e la sfida al
Tutti e due capiscono il senso delle parole, ma momento.
solo uno ride, e cioè capisce la storia. Abbiamo parlato dell’uomo di fronte alla re-
La dimensione inutile, gratuita, celebrante di ligione. Parliamo ora del credente di fronte ai
ogni uomo che aspiri alla perfezione umana è poveri. Credo sia ora di insistere sul fatto che
cosa difficile da far capire all’uomo utilitario ogni credente deve credere nel suo prossimo:
del nostro tempo, per il quale perfino i colori deve credere anzitutto che non c’è povero
sono diventati utili: per aumentare la visibilità così umiliato, così deforme, così paralitico,
di un segnale o il prezzo di un libro. Ugual- così posseduto dai demoni, da essere incapa-
mente difficile è oggi la comunicazione del ce di credere in qualcuno; deve credere che
nocciolo del messaggio cristiano: “Cerca il re- non ci sia prossimo così miserabile da non
gno, e tutto il resto ti sarà dato in sovrappiù”. poter avvertire (probabilmente senza arrivare
È anzitutto attraverso l’amore che un uomo a esplicitarlo) la speranza messianica in chi lo
matura; anche se la maturazione rende possi- ama e crede in lui; e che perciò diventi possi-
bili nuovi livelli d’amore. L’amore cresce nella bile la concelebrazione in questa compresen-
celebrazione dell’amore. za d’amore.
Con questo siamo giunti a determinare l’ele-
mento che orienta alla perfezione umanista
come ce lo presenta la tradizione cristiana,
nonché la forma della sua comunicazione. E
qualcosa che abbiamo trovato nella celebra-
zione dell’a­ more fraterno con Cristo. Non
in una dottrina perciò, nello sviluppo di un
sentimento, o nella ricerca di un’esperienza
individuali.
Ho speranza che questo saggio – caricatura –
fenomenologico aiuti un poco a ravvivare la
ricerca psicologica sulla motivazione e sull’o-
rientamento verso livelli superiori di maturità.
specialmente nell’uomo che abbia già dichia-
rato guerra ai demoni e ai peccati: al dominio
da parte di ideologie coscienti e, peggio, alla
schiavitù a menzogne coscienti.

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GLI ASINI 81
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RITRATTO DI IVAN ILLICH DA GIOVANE
DI GIANCARLO GAETA

I lettori degli scritti principali di Ivan Il volume è peraltro notevole già per l’impo-
Illich, quelli dai quali egli ha ricevuto fama stazione e l’articolazione, poiché non presenta
mondiale a partire dei primi anni Settanta, la copiosa messe dei primi scritti nel consue-
per lo più poco o nulla sanno delle particolari to ordine cronologico, bensì innanzitutto così
situazioni nelle quali convincimenti tanto sor- come furono in parte raccolti dall’autore in
prendenti quanto destabilizzanti maturarono e volumi tematici all’inizio degli anni Settanta,
presero forma negli anni Cinquanta e Sessanta vale a dire subito dopo la rinuncia unilaterale
in quel singolare laboratorio sociale, spiritua- all’esercizio delle funzioni sacerdotali a seguito
le e politico che fu all’epoca il cattolicesimo del conflitto con i vertici ecclesiastici. A questi
nella sua proiezione missionaria. Furono per fanno seguito scritti numerosi mai raccolti in
Illich gli anni dell’impegno pastorale a favore volume o che, pur messi insieme dall’autore,
degli immigrati portoricani a New York e poi non furono pubblicati in vita; infine la signi-
culturale in veste di vice rettore dell’Università ficativa dissertazione di laurea in filosofia sul
Cattolica di Porto Rico; fino alla fondazione pensiero storiografico di Arnold J. Toynbee,
del Centro per la formazione intercultura- sostenuta alla facoltà teologica di Salisburgo
le, dapprima a New York quindi in Messico, nel 1951, lo stesso anno della licenza in teologia
a Cuernavaca, destinato a diventare luogo di alla Gregoriana e dell’ordinazione sacerdotale.
formazione linguistica, culturale e spirituale In tal modo è offerto al lettore un duplice pun-
per i volontari nordamericani, chierici e laici, to di vista, quello oggettivo: ogni scritto è data-
inviati nei Paesi dell’America Latina a seguito to e documentato grazie a un ricco apparato di
di un progetto missionario “papale” sostenuto note, e quello dell’autore stesso che in un pas-
dalla politica culturale degli Stati Uniti. Senza saggio cruciale della sua esistenza aveva inteso
dimenticare il ruolo di primo piano svolto da ricapitolare l’esperienza ventennale di prete,
Illich durante la seconda e terza sessione del di organizzatore di cultura e di agitatore spi-
Concilio Vaticano II. rituale, insomma di uomo d’azione, nell’atto
A dar conto di questo fondamentale perio- stesso di farsi, più per necessità che per scelta,
do di formazione all’interno della tradizione autore di libri. E dunque studioso pensatore
cristiana negli anni più creativi del secondo professore, impegnato nel dibattitto culturale,
Novecento, provvede ora il primo volume sociale e politico “da postazioni man mano più
dell’edizione completa delle opere curato in periferiche rispetto alla Chiesa cattolica, ma a
modo eccellente da Fabio Milana (Celebra- essa pur sempre legato, non solo da un intrico
re la consapevolezza. Opere complete volume I di relazioni personali e istituzionali anche ai
di Ivan Illich, Neri Pozza 2019). Progettata in livelli più alti, ma altresì da un vincolo di fede
quattro volumi, l’edizione si presenta altresì forte, mai messo in discussione” (Milana, In-
come il primo tentativo di proporre una let- troduzione, p. 16).
tura organica del pensiero di Illich in stretto Di fatto Ivan Illich nasce come autore con
rapporto con il suo agire di cristiano rigoroso la pubblicazione nel 1970 dei testi raccolti in
e di critico radicale della cultura occidentale. Celebrare la consapevolezza (ossia il libro Cele-
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bration of Awareness, in precedenza tradotto in storia” (Introduzione, p. 29). Né si trattò solo
italiano come Rovesciare le istituzioni, che in di un’occasione per sperimentare nuove pra-
questa nuova edizione dà ora il titolo all’in- tiche pastorali, se a sostenere Illich fu piutto-
tero primo volume dell’opera completa. Ndr); sto il convincimento che “solo la chiesa può
volume inteso a mettere in questione il fonda- ‘rivelarci’ il significato integrale di sviluppo”,
mento delle certezze relative alla ragion d’esse- a condizione che sappia riconoscere che suo
re di istituzioni che ai suoi occhi si palesavano compito non è orientare o produrre lo svilup-
come inganni indispensabili alla loro stessa po, bensì celebrare il mistero che coniuga lo
sussistenza. Infatti, scriveva nella Prefazione: sviluppo dell’umanità alla realizzazione del re-
“Le istituzioni producono certezze e le cer- gno già presente nella Chiesa (p. 167).
tezze, prese sul serio, anestetizzano il cuore e Ecco dunque i termini chiave destinati a gui-
paralizzano l’immaginazione” (p. 101). Di qui dare la riflessione di Illich: “cambiamento”, in-
la scelta di riproporre scritti nati in occasioni teso come esperienza fondamentale di questo
specifiche come un “appello a rivoluzionare le tempo tecnologico; “sviluppo”, inteso come
istituzioni”; non dunque a partire da una tesi l’insieme dei processi socio-economici e cul-
precostituita, bensì muovendo da situazioni turali messi in pratica per imporre ai paesi sot-
vissute e documentate in prima persona nel tosviluppati un modello ispirato alla logica del
corso degli anni sessanta. Di fatto a essere pre- consumo, e “celebrazione del cambiamento”
si di mira sono per un verso l’organizzazione come risposta alla “sfida di mettere fine a siste-
clericale della Chiesa, per l’altro il sistema sco- mi sociali ed economici antiquati, che dividono
lastico, nordamericano in particolare; il punto il mondo in superprivilegiati e diseredati” (p.
di contatto essendo costituito dalle convergen- 103). Riflessione che matura e si articola nella
ze circa la politica di evangelizzazione e di svi- pratica e dalla pratica riceve conferma quan-
luppo del Terzo Mondo, riassumibile per Illich to alla verità degli assunti. Certo gli anni sono
nella formula: “l’uso del Vangelo al servizio del quelli del Vietnam e della contestazione, ma
capitalismo”. sarebbe fuori luogo volervi iscrivere senz’altro
Colpisce in questi scritti del giovane prete – la critica radicale di Illich alle istituzioni, che
sbarcato a New York nel dopoguerra per ricon- fu del tutto estranea alle ideologie e dinamiche
giungersi alla famiglia e presto assegnato su sua socio-politiche del mondo industrializzato.
richiesta a una parrocchia investita dall’immi- Un mondo che egli giudicava impossibilitato
grazione portoricana – l’apertura mentale con a misurarsi con l’universo del sottosviluppo
cui affronta il difficile impegno pastorale e finché fosse rimasto nel convincimento che i
perciò l’attitudine a inserirlo in una visione valori occidentali siano quanto di meglio l’u-
ampia, che investe a un tempo questioni eccle- manità sia stata in grado di produrre e che,
siali, sociali e politiche. Una pratica altrimenti perciò, vadano esportati ovunque per il bene
marginale diventa in lui occasione di com- di tutti, a prescindere dalla disponibilità dei
prensione dei nodi che stringono e oscurano destinatari a riconoscerne la superiorità.
ogni reale possibilità di cambiamento pur in Sta di fatto che la radice del pensiero di Illich
presenza di conflitti che solo in forza del cam- affonda nel terreno del sentimento cristiano
biamento potrebbero essere risolti. In questo del mondo e del tempo, quale ci è stato tra-
indubbiamente molto gli ha giovato, come smesso dal vangelo. Senza di che è impossibile
osserva Milana, l’essersi trovato a operare nel comprendere lo spirito che lo ha mosso contro
“laboratorio esemplare, messo a disposizione istituzioni tabù del “primo mondo”, come la
dalla storia e dalla geografia, rappresentato scolarizzazione obbligatoria e la moderna pra-
dalla Chiesa cattolica, chiamata a riscoprire il tica medica, e per altro verso contro la burocra-
carattere missionario della sua presenza nella tizzazione dell’apparato clericale della Chiesa,
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GLI ASINI 81
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che la induceva a “farsi satellite della cultura farlo venire, volendo, a riequilibrare la bilancia
nordatlantica con le sue strategie e le sue mode” del passato” (p. 105). Il grande rimosso della
(p. 136), proprio nel momento in cui l’avan- storia del cristianesimo riemerge qui come
zare incontrollato della tecnologia avrebbe al appello al cambiamento radicale della propria
contrario dovuto imporle una distanza critica disposizione verso il mondo. Dunque, una
e una decisiva presa di coscienza sulla propria conversione del modo di sentire lo stato delle
ragion d’essere nel mondo contemporaneo. In cose e di giudicare, discriminando nettamente
effetti è precisamente dal rilievo del connubio tra l’umano offeso, compresso, diseredato e le
impossibile tra chiesa e mondo che il pensiero potenze mondane in costante aumento che al
di Ivan Illich è sorto e ha preso la forma sin- cambiamento si oppongono dietro lo schermo
golare che dapprincipio ha sorpreso gli appa- ingannevole dello sviluppo universale: “I no-
rati culturali, quasi fosse la variante cristiana stri attuali sistemi ci obbligano a sviluppare e
della contestazione sessantottina, mentre esso accettare qualsiasi tipo di armamento la tecno-
puntava decisamente a scoperchiare il mito in- logia renda possibile; il nostro attuale sistema
gannevole dello sviluppo a tutti i costi, che la ci obbliga a sviluppare e accettare qualsiasi mi-
Chiesa avrebbe dovuto denunciare piuttosto glioria in termini di macchinari, attrezzature,
che lasciarsene condizionare. Più tardi Illich materiali e rifornimenti che accresca la produ-
sarebbe giunto a capire che la radice del per- zione e abbatta i costi; il nostro attuale sistema
vertimento del mondo moderno affondava nel ci obbliga a sviluppare e accettare le tecniche
terreno stesso dell’istituzionalizzazione della pubblicitarie e la persuasione occulta del con-
Chiesa, diventata progressivamente una mac- sumatore” (p. 104).
china sociale per produrre il consenso univer- Discriminazione che di per sé non cerca di mi-
sale indispensabile ad assicurare la superiorità gliorare lo stato delle cose né di rivoluzionarlo,
assoluta della sua predicazione, così come al bensì di generare le condizioni per il ricono-
giorno d’oggi chi gode dello stile di vita ameri- scimento di ciò che libera ciascuno dai vincoli
cano “non avrà pace fintanto che la superiorità imposti dai poteri istituiti. Il senso della lotta
della sua fede simil-religiosa non verrà ammes- condotta per una vita da Illich contro le istitu-
sa dai meno fortunati” (p. 112). zioni lo si coglie soltanto se si trascende l’ap-
Ma è in questi primi scritti che si possono di parenza utopica delle sue battaglie impossibili
cogliere nella freschezza del loro emergere i e si guarda alla sostanza della sua concezione
tratti di una fede indisponibile ad accomoda- dell’uomo nel tempo della sua vita e della vita
menti che oscurino il senso dell’evangelo. Al del mondo. Tra i meriti di questo primo vo-
riguardo è sufficiente leggere con attenzione lume delle Opere complete c’è che mette il let-
Invito a celebrare, il testo programmatico steso tore in condizione di cogliere la tensione alla
nel 1967 insieme a Robert Fox e altri. Un pres- trascendenza che attraversa il pensiero e l’agi-
sante appello a vivere di persona il cambiamen- re di Ivan Illich. Ad esempio nella scelta dei
to, che ha l’andamento di un atto liturgico. Lo testi da lui stesso fatta nel 1971 per comporre
rivela l’uso di termini come celebrazione, con- Saggi sulla trascendenza. Vi si trova l’altissima
sapevolezza, cambiamento, chiamata, nuovo meditazione sulla fine della vita umana e una
mondo e d’altra parte colpa, demoniaco, po- lunga riflessione sul fenomeno religioso nel
tere, dissidio. Dunque, uno scontro di grande mondo moderno in rapporto alla prospettiva
portata che cala nel concreto della realtà stori- evangelica del regno, insieme a una dettagliata
ca attuale la situazione escatologica: “Invero il analisi del pessimo stato dell’istituzione sco-
futuro ha già fatto irruzione nel presente. (…) lastica motivata dall’urgenza di “concepire la
Siamo chiamati a vivere sapendo e mostrando possibilità di un’epoca postindustriale, post-
che il futuro già c’è e che ciascuno di noi può moderna, che avrà superato l’Era della scola-
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APERTURE
rizzazione, proprio come l’Europa ha superato ne mutava in profondità il senso nella misura
l’epoca della Chiesa” (p. 448). Si direbbe che in cui l’individuo è posto “di fronte a un’ine-
egli abbia identificato nella onnipotenza delle dita consapevolezza della sua libertà di scelta”,
istituzioni, compresa la Chiesa sul cui modello piuttosto che in balìa del miraggio dell’abbon-
è stata esemplata l’istituzionalizzazione della danza socialmente imposta e perciò chiuso nel
società moderna, l’impedimento a riconoscere vicolo cieco della dipendenza e dell’aggressi-
“la natura demoniaca degli attuali sistemi, che vità (p. 169). In ciò, bisogna aggiungere, egli
obbligano l’uomo ad acconsentire alla propria ha riproposto il modello evangelico, che lega
progressiva autodistruzione” (p. 104). strettamente l’annuncio del regno al giudizio
Tuttavia a sostenerlo in questa battaglia fu la contro coloro che sottraggono ai “piccoli” la
fede nella presenza attuale del regno, piutto- chiave della conoscenza. Ovvero, nel linguag-
sto che l’utopia, pacifica o violenta che fosse, gio di Illich, la “consapevolezza” personale e
di un mondo nuovo a venire; tanto meno una l’autonomia di giudizio che ne deriva; un mo-
qualche ideologia progressista. In un’epoca in dello a cui in questo tempo si oppone l’insie-
cui il cambiamento era all’ordine del giorno, me del sistema socio-economico, come allora
Illich ha osato annunciare “la cristiana celebra- vi si oppose l’apparato politico-religioso.
zione dell’esperienza del cambiamento”, che

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