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S

n. 2235 A CURA DI
BRUNO VENTAVOLI
CONTATTO
www.lastampa.it/tuttolibri

HILARY MANTEL
La sorellanza
esiste,
ma è sempre
sotto stress
ANDREA ARTZ/LAIF/CONTRASTO

Emancipazione e povertà, aborto e rifiuto del cibo:


in un romanzo (molto autobiografico) la scrittrice inglese racconta tre studentesse
nella Londra degli anni Settanta
INTERVISTA DI CATERINA SOFFICI - PAG. II

— O’ Connor — De Luca — Siti


Per le gentildonne Ritorno di un ribelle Scrittori attenti,
di Flannery (in debito) non siete la cura
non esite il piacere alla casa del padre per ogni male
CLAUDIA DURASTANTI - PAG. IV MASSIMO RECALCATI - PAG. XII GIANLUIGI SIMONETTI- PAG. XVIII

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II LA STAMPA SABATO 1 MAGGIO 2021
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L’intervista

HILARY
MANTEL
Il nuovo romanzo

Spaesata dalla metropoli


Carmel sperimenta
il suo corpo e la libertà
Siamo gelose e dispettose:
la sorellanza è possibile
E
sce in italiano Un esperimento d’amore
di Hilary Mantel, che fu pubblicato per
la prima volta in Inghilterra nel 1995. È
la storia con un forte sfondo autobiogra-
fico di un gruppo di ragazze per la prima volta
da sole, lontane da casa, all’università nella Lon-
ma è sempre sotto stress
dra degli anni Settanta. Mantel affronta con ma-
no leggera tutti i macro temi di quegli anni (libe-
razione sessuale, pillola, aborto, emancipazio-
ne) e con altrettanta grazia il grande tema dell’a-
micizia e sorellanza tra
donne. Si può essere ami-
che davvero? Gelosia, cru-
deltà reciproche, dispetti, in-
vidie ma anche rapporti pro-
fondi e problemi con il pro-
prio corpo e la sua accetta-
zione sono gli ingredienti.
Protagonista è Carmel Mc-
Bain, che da una famiglia
della classe operaia si trova
spaesata nella grande me-
tropoli e inizierà a non man-
giare e a dimagrire ogni gior-
no – ma occhio, non è un li-
bro sull’anoressia -; Julia è
l’amica ricca e brillante, a
cui tutto riesce facile e che
avrà successo nella vita; Ka-
rina è la diversa, l’immigra-
Hilary Mantel
ta, di cui si intuisce un passa-
«Un esperimento d’amore»
to tumultuoso e pieno di sof-
(trad. di Giuseppina Oneto)
ferenze. Tra le tre ragazze si
Fazi
intrecciano rapporti di natu-
pp. 256, € 18
ra fluida, e le storie persona-
li si intrecciano a flirt e amo- Emancipazione e povertà, aborto e rifiuto del cibo:
ri con giovani maschi sempre non all’altezza del-
la situazione. Romanzo tesissimo, con sorpresa in un romanzo (molto autobiografico)
nelle ultime pagine che lascerà di stucco, ma che
per ovvi motivi non staremo qui a raccontarvi. Se la scrittrice inglese racconta tre studentesse
Un esperimento d’amore ha un difetto è che è trop-
po corto. Bellissimo, da non perdere assoluta-
nella Londra degli anni Settanta
mente. CAT. SOFF.

CATERINA SOFFICI questo luogo solitario e distan-


G li altri titoli te dal rumore di Londra per la-

È
così frustrante, in que- vorare meglio. Vive con il mari-
sto periodo di pande- to, un geologo in pensione, con
mia, fare tutto via com- il quale si è sposata una secon-
puter. Qualcuno potrà da volta dopo un primo divor-
pensare che si risparmi tempo, zio. Il raddoppio deve essere
che con uno zoom, una mail la una costante della sua vita: è l’u-
vita sia più veloce. Forse è vero, nica donna ad aver vinto per
ma il piacere di prendere un tre- due volte il Booker Prize (per i
no, arrivare nel paesino del De- primi due titoli della fortunata
von con un taccuino e un libro trilogia sui Tudor). Hilary Man-
da farsi autografare è un’altra tel è una persona di una squisita
cosa. Per fortuna sono riuscita a gentilezza e anche timida, qua-
farlo, in occasione di un altro si timorosa di presentarsi per
colloquio con Hilary Mantel, quello che è: una delle più gran-
prima che il virus ci relegasse di scrittrici viventi non solo d’In-
tutti dietro uno schermo. Quin- ghilterra, ma di lingua inglese.
di adesso so che lei è seduta da- E seppure dietro alla barriera di
vanti a una delle grandi finestre uno schermo, eccoci qui, a chie-
del suo studio luminoso, di fron- derle se le fa effetto tornare a
«La storia segreta «Wolf Hall» «Al di là del nero» «Otto mesi a Ghazzah Street» te al mare. Lo sguardo spazia da parlare di un libro pubblicato
della rivoluzione» (trad. di Giuseppina Oneto) (trad. di Giuseppina Oneto) (trad. di Giuseppina Oneto) una parte verso il promontorio nel 1995. Sono passati così tan-
(trad. di Giuseppina Oneto) Fazi Fazi Fazi pieno di gabbiani, si allunga fi- ti anni. «Sento ancora molto vi-
Fazi pp. 780, € 16.50 pp. 493, € 19 pp. 334, € 19 no a una spiaggetta di ciottoli cino il mio “io” che lo ha scritto,
pp. 318, € 17.50 chiusa da una fila di cabine e ba- e anche con il mio “io” molto
L’autrice racchini di birre e gelati, che si
popola di bagnanti appena
più giovane che ha sperimenta-
to (alcuni) degli incidenti che
spunta un raggio di sole. Dall’al- racconta; in effetti ero una stu-
tra verso una scogliera rocciosa dentessa a Londra nel 1970, co-
Nata nel Derbyshire nel 1952, Hilary Mantel ha scritto tredici romanzi, e il paese vecchio, dove i pesca- me Carmel nella storia, anche
fra i quali la trilogia sui Tudor, «Wolf Hall», «Anna Bolena, una tori in cerata gialla e stivali di se la sua vita familiare è diversa
questione di famiglia» e «Lo specchio e la luce». Fazi ha pubblicato gomma tirano in secco le bar- dalla mia».
anche «La storia segreta della rivoluzione», «Al di là del nero», che e puliscono le reti. Hilary C’è qualcosa che cambiereb-
e «Otto mesi a Ghazzah Street», romanzo autobiografico Mantel ha deciso di abitare in be se lo pubblicasse oggi?
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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA III
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Le mie protagoniste
sono simili a quelle
zione gratuite. Ma ci vogliono della Ferrante: «Faccio molte stesure e solo la
decenni per livellare la disu- sempre preda di metàdiciò cheè nellaprimaso-
guaglianza sociale». pravvive a libro finito, ma in
Le relazioni tra donne sono emozioni spiacevoli unaformacosìalteratachenes-
spesso complesse. Odio, amo- suno tranne me lo riconosce-
re, amicizia, invidia, gelosia rebbe. In un romanzo come Un
sono sentimenti comuni. Per- Diventare donna esperimentod’amore,vuoi crea-
ché c’è spesso la falsa narra- re una spontaneità di tono; il
zione di una sorellanza che in senso pieno narratore sta parlando diretta-
non esiste nel mondo reale? è difficile, mente al lettore. Ma nella nar-
«Penso che la mia idea di sorel- non è un fallimento rativa storica (o almeno quella
lanza sia simile a quella di Elena che scrivo io) devi scegliere
Ferrante, e le ragazze nel mio li- se avviene tardi ogni frase con molta attenzio-
bro non sono molto diverse da ne, perché ognuna deve dire la
LenùeLila.Lasorellanzaèpossi- verità, anche se non può dirla
bile, ma è sempre sotto stress, Alcune però tutta».
ambivalente. Deve fare i conti Quando inizia sa già dove an-
contuttequelleemozionispiace- ancora oggi drà?
voli che lei ha elencato. Una vol- ricoprono per tutta «Potreiavereunamappainma-
ta che sono identificate come la vita il ruolo di no, ma sono pronta a lasciare il
parte della nostra vita - viste co- sentiero e vedere dove la storia
menaturali,nonmalvagie -pos- “cameriere emotive” mi porta».
siamolasciarlecaderealloropo- La vita di uno scrittore è mol-
sto e iniziare a prosperare. Im- to solitaria. La sua?
magino che questo valga anche Hanno paura di essere «Ho un gran bisogno di silen-
per le relazioni tra uomini. Non zio e posso lavorare a lungo da
dovremmonegarel’oscuritàdel- viste come “quelle sola senza sentire la solitudi-
la nostra natura. Ma possiamo che chiedono troppo”, ne; i miei pensieri mi fanno
accendereunaluce». mentre si tratta compagnia. Spesso bramo il
Lei è una formidabile indaga- contatto con altre persone, ma
trice del comportamento di autoaffermazione quando vedo gente e scopro
umano. Questo libro, ispira- che in realtà le mie energie di-
to in parte alla sua esperienza minuisconoinvecediaumenta-
autobiografica, parla di come Pensavamo di avere re e ho bisogno di ritirarmi.
si diventa donne, ciascuna Penso che molti scrittori abbia-
con i suoi modi e tempi. ottenuto parità e no un temperamento simile,
«Diventare una donna nel sen- rispetto, invece contraddittorio, che lo vivano
sopienodelterminenonèsem- ogni generazione con unconflitto interiore».
plice. Non c’è un momento in Quindi non cerca molte inte-
cui si verifica e raggiungere il ha la sua battaglia razioni col resto del mondo?
proprio potenziale solo avanti «Evito le occasioni sociali se
con gli anni, non è un fallimen- posso, ma mi piace lavorare
to.Alcunedonne pertutta lavi- con altre persone, magari per
ta ricoprono il ruolo di “came- vinto due volte il Booker Pri- discutere di scrittura, lavorare
riere emotive”. Penso che sia- ze. Cosa ha significato? su un passaggio, cercare di ti-
nomenorispettoalpassato;an- «In termini pratici un’elevazio- rarne fuori il potenziale. Per
che se ci si aspetta spesso che le ne di status e un aumento della esempio, se sono in una sala
donne ricoprano ruoli di assi- domanda dei miei libri in tutto prove con degli attori, apprez-
stenza mal pagati o non pagati il mondo. I premi hanno cam- zo quell’euforia, la fiducia e il
affatto. Anche adesso, in molte biato il mio lavoro quotidiano, calore personale. È qualcosa
hanno paura di essere viste co- in quanto ho potuto concen- chehosperimentatosoloquan-
me quelle che chiedono “trop- trarmi solo su ciò che volevo do i primi due romanzi della
po”dallavita.Ciòche èvistoco- scrivere, senza fare altro per mia trilogia sui Tudor sono sta-
meautoaffermazione negliuo- guadagnare. Ma i premi non ti adattati per il palcoscenico.
mini, dall’altra parte è visto co- hanno cambiato il mio rappor- Allora ho desiderato di aver la-
me egoismo e rabbia». to con la pagina bianca. I risul- vorato peril teatro prima».
Lei scrive dei grandi cambia- tati di ieri non contano: devi Come è riuscita a produrre co-
menti per le donne negli anni reinventarti come scrittore sì tanto? Solo la trilogia sono
Sessanta e Settanta. Pensa ognigiorno. Sentochec’èanco- migliaia di pagine. Ha una
che le ambizioni e le lotte di al- ramolto da scoprire». routine fissa ?
ANDREA ARTZ/LAIF
lora siano state soddisfatte? Ha mai avuto paura di quella «La carriera di uno scrittore al
Che la disuguaglianza tra i pagina bianca? giorno d’oggi è complicata e ci
«Non rileggo spesso quello che ambizione a lungo termine: re fuori nel mondo e avere suc- sessi stia andando verso un «È una sensazione che provo sono così tante richieste di di-
ho scritto, ma ricordo sempre questoè il suo “appetito”». cesso in una carriera; e questo maggiore equilibrio, che il ognigiorno,mahounfortesen- verso tipo: viaggiare, scrivere
lesensazionichehannoaccom- Una parte del libro è ambien- conflitto si trasforma nel “pro- #Metoo sia la nuova forma di so della possibilità e voglio an- articoli, tenere discorsi, fare
pagnato il processo di scrittu- tata nel 1970, un’epoca in cui blema”della donna, una batta- femminismo? cora esplorare i miei limiti co- letture. Inoltre, c’è l’onere del-
ra. Certi giorni, mi tornano in il corpo delle donne divenne glia che lei sola deve combatte- «Penso che ci siano stati pro- me scrittricee oltrepassarli». la burocrazia e dell’ammini-
mente i luoghi della creazione un tema forte. “Ci avevano re. Ma in realtà è un conflitto gressi, ma che non si proceda in Le idee arrivano dall’incon- strazione che sperimenta
di un libro: dove eri nel mo- portato a pensare che il corpo umano e sociale, che dobbia- linearettaespessositorniindie- scio o dal mondo reale? chiunque lavori in proprio.
mento in cui è arrivata una cer- fosse un ostacolo, un male ne- mo abbracciare come parte del tro. Ciò che è frustrante per le «Tutti i miei romanzi storici Quindi, i giorni e le settimane
ta idea, dove era posato il tac- cessario” scrive il narratore. complicatolavoro della vita». donne della mia generazione è hanno le fondamenta nei fatti. che possono essere dedicati
cuino, come cadeva la luce in Nella sua vita ha lottato con La povertà è un tema forte e che abbiamo un forte senso di Lì l’ispirazione è “ciò che è real- all’unica attività principale so-
quella stanza. Ho lavorato alle una malattia che le ha creato lei descrive in maniera molto déjà-vu. Abbiamo affermato il mente accaduto” e il mio ruolo no molto preziosi. Qualunque
parti iniziali di questa storia dolore e stress. Quanto è im- cruda il brutale sistema bri- nostro diritto ad avere pari op- è scoprire come ci si sentiva cosa accada, cerco di scrivere
quandovivevoinArabia Saudi- portante per una donna il rap- tannico di classi e status. È portunità e rispetto, e pensava- mentre accadeva. Alcune sto- non appena mi sveglio. Può es-
ta. Poi ho interrotto e scritto porto con il proprio corpo? qualcosa che ha sperimenta- modiaverloraggiunto,masem- riesi basanosullamiaesperien- sere il contenuto del mio so-
molti altri romanzi e sono tor- «Da giovane ho sofferto grave- to sulla sua pelle? bra che ogni generazione deb- za, come Un esperimento d’a- gno, può essere una nota prati-
nata da Carmel e dai suoi amici mente di endometriosi, che «Come figlia di una famiglia ba affrontare nuovi problemi. more. Altre nascono da aspetti ca su ciò che devo fare quel
anni dopo. Passato un lasso di non mi fu diagnosticata. Mi fu della working class sono stata Penso che la vera uguaglianza della vita che non ho esplora- giorno, o una pagina per il li-
tempo così lungo, tutta la sto- detto che stavo immaginando la prima ad avere un’istruzio- sia sempre qualcosa da conqui- to; cos’altro avrei potuto fare bro sucui stolavorando».
ria si è catalizzata in un solo il dolore. Quindi ho passato ne superiore. I miei genitori stare,perchépossiamoottener- se non fossi stata una scrittri- Ora che ha finito la gigante-
giorno, la stesura successiva molto del mio tempo cercando hanno entrambi lasciato la laemantenerlasoloseinsegnia- ce?Eseil miocorpofosse diver- sca trilogia dei Tudor (ci sono
nonha richiesto molto». di fuggire dal mio corpo, la- scuola a 14 anni e non hanno mo alla prossima generazione so, ad esempio se fossi un gi- voluti 15 anni per scriverla,
Fin dall’inizio siamo avvertiti sciarlo alle spalle e vivere nella mai sostenuto un esame finale. chedevonopretenderla». gante? E se la mia mente fosse giusto?) sta lavorando a qual-
di non considerare questa mia testa. Mi rendo conto che È una situazione che mette A quale dei suoi tanti libri si diversa, ad esempio se potessi cosa di nuovo?
una storia sull’anoressia. mi stavo dando un compito im- una grande responsabilità sul- sente più legata? sentire i morti parlare? Per rac- «Sì, sono 15 anni. L’anno scor-
Piuttosto una storia sull’ “ap- possibile; prima o poi ci deve le spalle di un bambino: stai fa- «Nonhodavvero preferiti.Li ri- contare trame così strane, devi so ho lavorato all’adattamento
petito”. Di che tipo? essere una resa dei conti, una cendo per tutte le generazioni conosco tutti, come se fossero essere in grado di uscire dalla teatrale dell’ultimo volume Lo
«Perché Carmel non mangia? contabilità. Ma mi sembra che passate quello che non sono stati creati da tanti sé legger- tua strada e lasciare che i pro- specchio e la luce. Lo spettacolo
In parte per risparmiare dena- icorpidelledonne fosseroe sia- riuscite a realizzare e hai op- mente diversi, sé che erano cessi inconsci ti guidino. Devi dovrebbe debuttare a Londra
ro. Poi, per risparmiare tempo. no diventati un problema, an- portunità che non si sarebbero sempre impegnati in una sorta essere disposto a rinunciare un in autunno. Ho anche lavorato
È addestrataa differire la grati- che se sono perfettamente sa- mai sognate. Io sono nata nel dilotta :conla salute,con lecir- po’ al controllo, perché la sto- per circa cinque anni a un volu-
ficazione, al fine di diventare ni. Come le ragazze della sto- 1952, appena dopo che una costanze, con la storia stessa riasi faccia strada da sola verso me fotografico sulla trilogia. E
ciò che immagina: una perso- ria, sperimentiamo ancora un tranquilla rivoluzione politica mentre si evolveva». la luce». poi, sì, ho iniziato un nuovo ro-
na libera, liberata dal bisogno. conflitto tra il desiderio di co- aveva portato in Gran Breta- Ha scritto molti romanzi pas- Scrive di getto o fa schemi e manzo,ma è ancora unpo’ pre-
È disposta a sacrificare il com- struire una casa e crescere una gna il welfare. Sono cresciuta sando praticamente inosser- prende appunti prima di ini- stoper parlarne». —
fort a breve termine alla sua famiglia, e il desiderio di esse- con assistenza sanitariae istru- vata per tutta la vita. Poi ha ziare? © RIPRODUZIONE RISERVATA

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IV LA STAMPA SABATO 1 MAGGIO 2021
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Americane
sud gotico e balordo

Per le gentildonne di Flannery O’Connor


il piacere nella vita non esiste
Famiglie in viaggio sterminate da evasi, battezzati che annegano, piromani, nonne terribili
Negli imprevedibili racconti della scrittrice tutto è bene quel che finisce male

CLAUDIA DURASTANTI

C
he belle le operazio-
ni editoriali quan-
do non sono inter-
venti cosmetici, ac-
curate manovre ingegneri-
stiche portate avanti soprat-
tutto con malizia e il calcolo
predatorio dell’attuale, ma
invece sono interventi «a
cuore aperto», che sfidano
anche un po’ il senso del
tempo, e di ciò di cui credia-
mo di avere bisogno.
Così sta facendo la colla-
na minimum classics da un
po’ di tempo a questa parte Flannery O’Connor
con il recupero specifico di «Un brav’uomo
autrici americane un po’ è difficile da trovare»
schiacciate dal peso del (trad. Gaja Cenciarelli ,
grande Sud: da un lato Eu- postfazione di Joyce Carol Oates)
dora Welty con Nozze sul minimum fax
Delta (traduzione di Simo- pp. 288, € 17
na Fefè) che racconta l’in-
gombro posseduto dei lega-
mi familiari molesti e lan-
guidi, e dall’altro Flannery
O’Connor con Il cielo è dei
violenti, in cui avviene uno
scontro epico tra fede e ra-
gione e O’Connor disvela le
sue ossessioni e la potenza
tellurica del suo rapporto
con Dio.
Sono tutte e due autrici

morte e condanna, o di una


La sua scomparsa salvezza che poteva essere,
giovane e cinica aleggia ovunque.
E che bello poi quando in
l’ha cristallizzata un’operazione di ritraduzio-
nella perfezione ne - questa raccolta era già
uscita per Einaudi nel 1968
con il titolo La vita che salvi
«schiacciate», nel senso che può essere la tua, a cura di
dalla mitologia del Sud nor- Ida Omboni - si riesce a tro-
damericano - così violento, vare una voce che le pare di-
ferino e anarchico, ma an- pinta addosso: anche que-
che così spirituale, mistico, sto fa parte del «cuore aper-
conservatore e lento - non si to» della letteratura.
fuoriesce facilmente, essen- E infatti così è il rapporto
do un ambiente letterario tra Gaja Cenciarelli e Flan-
oppressivo. E così, per sfug- nery O’Connor, già manife-
girle un po’, più che romper- statosi con la traduzione de
ne le regole ne assecondano Il cielo è dei violenti: vivo ed
i codici, magnificando la tra- esposto. Ma in che tipo di
dizione in tutto il suo poten- storia si esplica questa lin-
ziale: nel caso di Welty e gua, ed esplode questo in-
O’Connor la violazione del- contro?
la tradizione non avviene Nel racconto che dà il no-
per un’effrazione e con la me al libro, O’Connor pro-
forma dell’alto tradimento, pone un road trip finito ma-
ma attraverso l’esasperazio- le, la premessa di qualsiasi
ne di tutte le sue tendenze, i film dell’orrore che cono-
pettegolezzi, le dicerie e i sciamo. Solo che a far devia-
tormenti, e va a finire che la re il viaggio della famiglia
tradizione poi si gonfia così capeggiata da Bailey non è
tanto da scoppiare, e si ucci- un figlio ribelle e curioso, o
de un po’ da sola. Uccidersi una ragazzina petulante
un po’ da soli: non è quello che vuole sabotare i piani di
che avviene esattamente in tutti, ma una nonna anzia-
Un brav’uomo è difficile da na, zelante e un po’ egoista,
trovare di Flannery O’Con- che scoraggia la banda
nor appena riproposto da dall’andare in Florida per-
mimimum fax, però in que- ché pare che The Misfit, il
sta raccolta di racconti, l’uni- Balordo, sia evaso dal carce-
ca pubblicata dall’autrice in re federale e sia diretto pro-
vita nel 1955, il senso di prio da quelle parti. Ciono-
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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA V
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L’autrice persino il loro esatto contra-


rio. Ed è così che i battesimi
new york stoica

Un incidente d’auto
dei convertiti finiscono in
tragedia, e che bagnarsi nel-
le acque sacre del fiume
Nata a Savannah, in Georgia, nel 1925, Flannery O'Connor per ben due volte finisce in

può cambiarti
(nella foto) cresce a Milledgeville, dove abiterà per tutta la vita un episodio di annegamen-
e mettendo su un allevamento di pavoni. Nel 1952 pubblica il suo to: con la sua satira e beni-
romanzo d'esordio, «La saggezza nel sangue», seguito da una gna crudeltà, ne Il fiume
raccolta di racconti e da «Il cielo è dei violenti». Il lupus O’Connor fa diventare i soc-
eritematoso che aveva ucciso giovane il padre, si manifesta per lei
a soli venticinque anni. Nel 1964 le viene diagnosticato un tumore
e muore in seguito a un intervento. Usciranno postume altre
raccolte di storie, saggi e lettere
corritori degli antichi mo-
stri marini; nonostante le
intenzioni non riescono a ri-
scattare i corpi dannati, ed
più dell’uragano Sandy
escono dalle acque a mani
vuote. La tempesta del 2012 si abbatte sull’East Coast
Antico mostro marino: ec-
co dove arriva la letteratu- Ma è altro che sconquassa i personaggi di Joan Silber
nostante è in Florida che de- ra, e dove sta Flannery
cide di andare Bailey, cari- O’Connor: nell’immagine e
cando in auto la madre ve- nel simbolo, che nessuna
stita di tutto punto per il produzione televisiva po-
LIBORIO CONCA
viaggio, con il suo cappello trebbe succhiarle via dalla Ero divorata dal desiderio di
alla marinara di paglia blu e scrittura. tornare indietro nel tempo,

È
un bouquet di violette alla Ed è ancora più bello, poi, la fine di ottobre del per disfare quello che avevo
scollatura perché: «Nella se in questa operazione edi- 2012 quando l’uraga- fatto, un desiderio che mi
sventurata ipotesi di un inci- toriale interviene un’altra no Sandy si abbatte squarciava le budella».
dente, chiunque l’avesse persona: succede con la su New York, dopo Ma indietro nel tempo,
trovata avrebbe capito subi- postfazione di Joyce Carol aver spazzato la costa orien- com’è noto, non si può torna-
to, e senz’ombra di dubbio, Oates, una maestra della se- tale degli Stati Uniti con la fu- re; e Reyna non è l’unica a do-
che era una vera signora.» rializzazione, che campa ria distruttrice già dimostra- ver fare i conti con questa ve-
In questo momento, smali- sulla reiterazione dei suoi ta a tutta velocità sulle isole rità. Lei non può riavere
ziati come siamo, sappia- temi nerissimi e patologici, grandi e piccole dei Caraibi. Boyd; Teddy non può torna-
mo già che arriverà l’INCI- una serializzazione da cui Un evento così può alimenta- re all’antico rapporto di gio-
DENTE (in maiuscoletto forse Flannery O’Connor si re un’intera storia: nelle bel- ventù con la prima moglie,
nel testo, quando lo urlano è un po’ salvata: la sua è sta- lissime pagine del romanzo che aveva ripreso a frequen-
i bambini), ma non sappia- ta una morte giovane e cini- di Joan Silber, Tutte le conse- tare nei mesi dell’incidente;
guenze, uscito in Italia per Darisse e Lynette, sorella di
66thand2nd nella traduzio- Claude, non possono fare al-
La sua satira Se fosse vissuta oggi ne di Emilia Benghi, l’uraga- Joan Silber tro se non i conti con la tragi-
no rappresenta invece esatta- «Tutte le conseguenze» ca morte del ragazzo, abban-
si nutre la tv l’avrebbe mente quello che è; un ele- (trad. di Emilia Benghi) donandosi al dolore o ripar-
di una benigna corteggiata mento di passaggio – per 66th and 2nd tendo lentamente verso una
crudeltà per qualche serie quanto tremendo e podero- pp. 208, € 16 nuova direzione. L’unica che
so, dalle conseguenze deva- sembra avere consapevolez-
stanti – sulle nostre vite già ir- za immediata della caducità
mo se la nonna si rivelerà es- ca, per via di una serie acca- regolari, divise tra speranze più le biografie raccontate della vita, e della necessità di
sere una vera signora o «sol- nita di malesseri e patimen- e fallimenti. nel libro. Accade quando saper cogliere l’attimo quan-
tanto» una persona, agli oc- ti fisici, ma in qualche modo Vite come quella di Reyna, Boyd, uscito di carcere, met- do si manifesta – fosse anche
chi dell’altro e del lettore. E l’ha cristallizzata nella per- tra le protagoniste di un ro- te in piedi una strampalata lasciare un marito in Turchia
sappiamo già che il Balordo fezione: due romanzi, non manzo corale ma mai sfug- impresa di contrabbando e partire al seguito di un grup-
apparirà: durante una de- cento, e solo trentanove rac- gente, sempre preciso nel de- con un gruppo di compagni. po di avventurieri tedeschi,
viazione imposta proprio conti. lineare i contorni dei suoi per- Claude, uno dei ragazzi della incontrati per caso – è Kiki, la
dalla nonna, la famiglia fini- I suoi piromani, i suoi fa- sonaggi. Reyna, giovane ma- banda, ci resta secco, schian- donna che alla fine del ro-
rà accerchiata da lui e altri natici, le sue madri da sana- dre single di famiglia ebrea, è tandosi con il furgone men- manzo è destinata a rimane-
due uomini evasi dal carce- torio, le mutilazioni e le pe- impegnata in una storia com- tre è alla guida tra la Virginia re nel cuore dei lettori con la
re. A uno a uno, Bailey e i fi- nurie fisiche dei suoi perso- plicata con il suo ragazzo e New York. A questo punto, sua dimensione di donna au-
gli spariranno nei boschi, naggi che riflettono un po’ afroamericano, Boyd, in quel come una regista navigata, tosufficiente.
mentre la donna e il Balor- anche le sue patologie fisi- momento - al passaggio Joan Silber si lascia andare All’apparenza emotiva-
do si mettono a discutere di che, i suoi neri mai caricatu- dell’uragano - in prigione per ad ampie panoramiche sui mente fredda, Kiki è una che
teologia sopra i colpi di pi- rali ma comunque figli di un un reato di droga da quattro personaggi che ha introdot- sa come si fa. Rientrata dalla
stola, e noi assistiamo al di- razzismo interiorizzato soldi. Con Boyd in carcere e to: misurando gli effetti che Turchia a New York con una
sgregamento di una morale «astorico, solitario e colpe- un bambino da accudire, ol- l’incidente produce su di es- manciata di tappeti come
a cui pare credere solo lei. vole», per dirla come Jung tre che un lavoro da portare si, e introducendone di nuo- unico patrimonio, riesce a co-
Una morale inutile, perché citato nella postfazione, e le vi. Arrivano così la storia di struirsi una sua dimensione
come dichiara alla fine il Ba- infinite stranezze che vivo- Darisse (l’amante di Claude, a Lower Manhattan. È uno
lordo, «Nella vita non esiste no nel bene e di cui il bene si Una madre single destinata a non avere più no- dei quartieri che il passaggio
il piacere.» vergogna: non c’è limite al- di famiglia ebrea tizie del ragazzo) e di Teddy, di Sandy lascia senza elettri-
La strada sbagliata, l’inci- la capacità di Flannery l’autista del camion coinvol- cità, per diverse ore. Reyna
dente, la morte, i colloqui O’Connor di creare quella ha una storia con to nell’incidente stradale; en- la raggiunge, per scoprire co-
semi-filosofici con il catti- che Joyce Carol Oates iden- un afroamericano trambe possiedono le carat- me sta. Kiki se la cava benissi-
vo: se Flannery O’Connor tifica come «atmosfera.» teristiche di quello che in mo: ha riso e cibo in scatola a
fosse stata un’autrice con- Nasce dalla capacità di una serie televisiva chiame- sufficienza, e per leggere i
temporanea, sarebbe stata sentire un posto, prima an- avanti, Reyna ha come confi- remmo spin off, alimentate suoi classici greci e latini – ha
corteggiata fino allo spasi- cora che la presenza di Dio dente sua zia Kiki, di caratte- come sono dal tono emotiva- una passione per Marco Au-
mo da HBO che ha prodot- o la sua assenza, nel san- re ribelle sin da ragazzina; mente sostenuto di Silber, relio e gli stoici – le basta la lu-
to True Detective, ormai un gue: alla fine di questa let- Tutte le conseguenze si apre non a caso accostata dalla cri- ce di una candela. «I newyor-
classico del southern gothic tura, i corpi si dematerializ- con il racconto degli anni vis- tica americana a Alice Mun- chesi esagerano», pensa dei
e della serialità televisiva, zano, i corpi che vengono suti proprio da Kiki in Tur- ro. Quanto a Reyna, l’inci- suoi concittadini allarmati
ed è facile immaginare co- abbattuti così facilmente si chia, da giovanissima. La Tur- dente ha come conseguenza dall’uragano. Per una come
me il suo immaginario sa- dileguano e pur essendo co- chia porta un altro tassello al- immediata la fine della sto- Kiki, Sandy è quello che è: un
rebbe stato esaltato e con- sì ingombranti non vengo- la costruzione narrativa di ria con Boyd, proprio quan- fenomeno atmosferico di
temporaneamente depre- no mai «sentiti» completa- Silber, capace di passare con do la relazione tra i due sem- passaggio, con un nome addi-
dato dalla scrittura crime, mente, ma il posto in cui na- grazia da un continente all’al- brava possedere finalmente rittura simpatico. Quanto a
e dall’ossessione tutta no- scono e muoiono e compio- tro; la stessa naturalezza a quei contorni che tendiamo Joan Silber, la semplicità ap-
stra per le cose che vanno no i propri destini umani re- cui ricorre passando di perso- a definire felicità: «L’abbrac- parente attraverso cui Tutte
storte, nonostante le infini- sta. E così, a fine operazio- naggio in personaggio, riser- cio rigido terminò. Io ero le conseguenze mostra l’inde-
te premesse del bene. Per- ne, magari il paziente non vando la medesima sensibili- uno sfacelo, spalmata di lacri- finita essenza delle nostre vi-
ché le premesse del bene so- sopravvive, magari gli capi- tà di scrittrice. È un romanzo me. Ci guardammo, chini e te la rende una grande scrit-
no infinite: è così che predi- ta la morte che così spesso senza un centro ideale; ne inorriditi. Volevo pensare trice contemporanea. —
cano, ed è così che vivono, Flannery O’Connor nelle possiede diversi, piuttosto, che gli dispiacesse perdermi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

tante gentildonne del Sud. sue storie ha proposto e ha che s’irradiano nel tempo e
È questo ciò che ci fa vera- incontrato, ma il senso del nello spazio con tutte le con- Nata a Millburn, in New Jersey, nel 1945
mente orrore e paura: le suo cuore si impone anco- seguenze del caso, proprio Joan Silber insegna all’università. Con «Tutte le conseguenze»
premesse del bene sono co- ra, pronto a palpitare fino a come annunciato dal titolo. si è aggiudicata il premio pen/Faulkner per la narrativa e il National
sì infinite che possono con- nuova memoria. — È un fatale incidente d’au- Book Critics Circle Award. Il suo secondo romanzo, «Ideas of
tenere tutto dentro di sé, © RIPRODUZIONE RISERVATA to, tuttavia, a intrecciare di Heaven», è di prossima pubblicazione per 66thand2nd
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VI LA STAMPA SABATO 1 MAGGIO 2021
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L’intervista
Nella mia Nigeria
dove tutti urlano
per scoprire la verità
bisogna restare
in silenzio
Jumoke Verissimo Un attivista scarcerato dopo dieci anni di torture
«Memoria e desiderio»
( trad. Gioia Guerzoni) e una studentessa orfana diventano amici
Brioschi Editore
pp. 280, € 18 confidandosi i traumi delle loro prigioni politiche
e famigliari: il primo romanzo della poetessa
africana è il ritratto di un Paese
che zoppica verso la democrazia
Il romanzo

Prof e Desire si incontrano


al confine tra buio e luce
accomunati da un segreto

I
l trauma è un posto al
buio dove spesso, a fare
ancora più paura, è la lu-
ce. Quella che trafigge
da tende scostate con trop-
po zelo o da una lampadina
nuda in mezzo a una stan-
za, segnale che stanno per
arrivate le frustate.
È nell’assenza di luce che
Prof e Desire, i due protago-
nisti del romanzo Memoria
quando alla sua porta si pre-
senta una giovane donna,
Desire, studentessa orfana
dal passato traboccante di
dolore che, per tutti quegli
anni, lo ha tenuto come stel-
la polare. I due, che sono ac-
comunati da un segreto, for-
mano una coppia anomala:
nell’oscurità della casa di
Prof, parlano a lungo, ma
senza svuotarsi mai comple- JUM OKE
e desiderio dell’autrice nige- tamente i cuori.
riana Jumoke Verissimo, si Intanto Lagos pullula in-
muovono per la maggior torno a loro, inarrestabile e

VERIS
parte del tempo. Un’oscuri- caotica. C’è un intero Paese
tà che è sia reale che metafo- che zoppica verso la demo-
rica. Siamo nella Lagos dei crazia, mentre i ragazzi si in-
primi Duemila. Prof è un ex fuocano di parole e libertà
accademico e attivista che è nei cortili delle università. E
appena uscito dal carcere qui che Desire, neo Persefo-
dopo dieci anni di torture ne a fare la spola tra gli infe-
per essersi opposto al gover- ri di un mentore riluttante e
no militare. Non è più l’uo- un’intera vita che le si spia-
mo di prima: da leader cari- na davanti, incontra Irete,
smatico e libero, che non po- bello e leader fin nel san-
teva legarsi a nessuno per- gue, che assomiglia in mo-
ché votato alla politica, ora do impressionante a Prof.
è un fantasma che di giorno Memoria e desiderio, con
si rinchiude nel buio del suo tutti i suoi personaggi senza
appartamento, mentre di padre e perciò doloranti e LAURA PEZZINO rimento alla stanza in cui Prof sta politico che è stato rin-
notte esce ricoperto da un spaesati, è una sentita esplo- e Desire, i protagonisti del ro- chiuso in carcere per 10 an-

S
telo. Nessun contatto gli è razione del trauma e del ri- i diventa scrittrici, e manzo, trascorrono il tempo ni?
tollerabile, nemmeno la schio che questo danneggi scrittori, per infiniti in silenzio, anche se vorrebbe- «Da bambina, ero circondata
madre e il migliore amico in maniera irreversibile l’e- incontri. A Jumoke ro dirsi molte cose. È un modo da persone che idolatravano
che caccia ostinato dalla quilibrio mentale. È anche il Verissimo è capitato per raccontare come funzio- Obafemi Awolowo, un politi-
sua nuova esistenza. Ad racconto di come alcune a 16 anni su un autobus affol- na nel mio Paese: lì la gente co che negli anni’50introdus-
aiutarlo a sopravvivere, fin persone reagiscano rinchiu- lato di Lagos, la città in cui è parla moltissimo e in conti- se l’educazione gratuita nella
dai tempi della prigionia, dendosi nel buio della me- nata e cresciuta. Quaranta- nuazione, per strada, sui bus, Nigeria occidentale. Mi sono
resta soltanto una voce: moria, mentre altre siano so- due anni, un cognome che urla, si arrabbia, ma finisce sempre fatta delle domande
quella di Deyana, una bam- spinte verso la luce. Una viene dal portoghese, Veris- sempre che le cose importanti sulle persone che chiamiamo
bina incontrata nella vec- coppia, quella formata da simo è diventata prima famo- non vengono mai dette». “eroi” e di cui, in realtà, non
chia vita e che, per un istan- buio e luce, che non può es- sa come poeta, poi ha lavora- Come è nato il romanzo? conosciamo nulla: le loro vi-
te, gli aveva fatto assapora- sere scissa ma solo abitata. to come editor e giornalista «Ero a casa di un’amica, ci te, le loro battaglie personali,
re la paternità. L’importante è imparare a e, infine, nel 2019 ha pubbli- stavamo lamentando delle i conflitti. Per noi sono “eroi”,
Tutto cambia, per lui, orientarsi. LAU. PEZ. cato il suo primo romanzo, nostre vite, della politica, e ma dentro spesso sono fragi-
Memoria e desiderio, che arri- a un certo punto è andata li, rotti».
va in questi giorni in Italia. Il via l'elettricità, una cosa Perché ha deciso di chiama-
L’autrice titolo originario era un altro,
più suggestivo, A Small Silen-
che a Lagos capita di fre-
quente. Quando si è spento
re così la protagonista?
«Quandolavoriaunpersonag-
ce, e quando le chiedo a che tutto mi sono chiesta come gio c’è sempre un momento in
cosa si riferisse mi risponde - sarebbe stato vivere al buio. cui il suo nome ti aiuta a capir-
Poetessa e scrittrice, Jumoke Verissimo è nata a Lagos nel 1979. da Edmonton, in Canada, do- Ho salutato la mia amica e lo meglio. Nella cultura yoru-
Laureata in letteratura inglese, ha lavorato come editor e giornalista ve vive con la figlia di 7 anni le ho detto che dovevo tor- ba, il nome fa sempre riferi-
freelance prima di dedicarsi alla scrittura grazie al successo della sua e dove sta svolgendo un PhD nare a casa a scrivere». mentoallecircostanze in cui la
raccolta di versi «I Am Memory». Attualmente vive con la figlia sulla Guerra civile nigeriana Che cosa l’affascinava nella persona è nata. Quando Desi-
in Canada per un PhD sulla Guerra civile nigeriana degli anni ’60 degli anni ’60 - che «è un rife- figura di Prof, un ex attivi- re è nata, suo padre l'aveva
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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA VII
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sull’autobus per la scuola in-


contrai un signore che aveva
una borsa con la scritta “As-
sociation of Nigerian Au-
thors”, che poi ho scoperto
Mi sono sempre essere l'associazione fonda-
ta da Chinua Achebe. Mi in-
interrogata su quelli curiosii e gli chiesi di che co-
che chiamiamo sa si trattasse “perché an-
«eroi» e di cui ch’io sono una scrittrice” (ri-
de). Lui mi disse di andarli a
non sappiamo nulla trovare e di portare qualche
mio scritto. Quando lo rac-
contai a mio padre, lui mi dis-
Le loro vite, se che probabilmente voleva
rapirmi, così lì per lì non an-
le battaglie personali: dai. Per fortuna però lo feci
per noi sono speciali qualche tempo dopo».
ma spesso sono Che cosa leggeva da bambi-
na?
fragili, rotti «In realtà i primi testi che mi
hanno introdotta alla lettura
nonsono statii libri,ma i gior-
Nella cultura Yoruba nali. Alla domenica, mentre
andavamo alla messa – i miei
i nomi derivano genitori sono cattolici - mio
dalla nascita: Desire padre si fermava sempre a
era «Undesired», comprare il giornale e poi lo
buttava sul sedile posteriore,
non voluta doveioloprendevoelo legge-
vo finché non arrivavamo in
chiesa».
L’assenza di padri Come descrive la scena lette-
raria nigeriana contempora-
nella mia storia nea?
si riferisce all’intera «La letteratura nigeriana sta
nazione che non è diventando più coraggiosa.
Se fino a qualche tempo fa ci
patria, non cura i figli si focalizzava solo sulla fic-
tion letteraria, oggi sempre
più scrittori non hanno timo-
Gli autori del mio re a dire che scrivono, per
esempio,storied'amoreo fan-
Paese esplorano tascienza. Sono contenta che
senza più paura si stiano esplorando anche
questi generi e nuove forme
nuovi generi come di scrittura».
amore o fantascienza Quanto tempo si fermerà in
Canada?
«Intanto finisco il PhD. Ho la

SSIMO
fortuna di avere una bambina
avventurosaallaqualehodet-
to che, se vuole vedere il mon-
do, deve sperare che la mam-
ma venda tanti libri! Non fac-
ciopiani.Ungiornomagarifa-
remo i bagagli e ce ne andre-
modaqualchealtraparte».
Lagos e Edmonton sono di-
versissime. Hanno anche
qualcosa in comune?
«Lagoshaspazipiccolietantis-
simepersone.Edmontonèl’e-
satto contrario e, non lo avrei
mai detto, me ne sono inna-
chiamata “Undesired”, perché formaa quelloche siamoede- tura militare a democrazia, sia una cosa buona per un morata: c’è così tanta natura
lui non la voleva. È stata poi la termina la nostra reazione al- mia madre aveva un negozio poeta.Quando misono accor- chehail’impressionechelacit-
madre a togliere quella nega- le cose». di sartoria all’angolo di una ta di essere diventata popola- tà cresca con te. Qui, anche a
zioneeachiamarlacosì». Perché nessuno dei suoi per- strada e da lì osservavo spes- re, ho sentito come se qualco- causa del freddo, sei costretta
Che significato ha la parola sonaggi ha un padre? so, affascinata, alcuni politi- sa si fosse perso. Nella nostra a fare più cose per prenderti
“desiderio” per Desire e per «La mia intenzione non era ci che si incontravano e di- società, quando sei famoso le cura di te stessa, mentre a La-
Prof? quella di dare un’immagine scutevano tra loro, uomini personesiaspettano date del- gos è impossibile, c’è sempre
«Per lei è la necessità di esse- negativa degli uomini in ge- che durante la dittatura era- le soluzioni. Il poeta invece è unafesta,deipostiincuianda-
re vista. Per lui è la libertà, e nerale: io stessa ho tre fratelli no stati oppositori e che, do- colui che pone delle doman- re.Entrambelecittà,però,tiri-
Desire è l'unica persona che stupendi e un padre meravi- po, avevano ottenuto ruoli de,uno che negozia costante- chiedono di essere presente,
gliricordaquello chevuole es- glioso. Non volevo nemmeno politici. Da ragazzina, pur mente con il mondo». diesserepartediloro».
sere veramente». aprire un dibattito femmini- non stando in prima linea, Che cosa affida alla poesia e Quale poesia sceglierebbe
I ricordi sono uno dei temi sta, perché il mio femmini- ho seguito i movimenti stu- che cosa alla prosa? come colonna sonora della
portanti di questo roman- smo lo esprimo creando per- denteschi da vicino, frequen- «Nei romanzi credo di scrive- sua vita?
zo. Nel 2008, lei ha anche sonaggi femminili forti. L’as- tando ragazzi che erano sta- remoltodel miodolore perso- «Il Salmo 23 della Bibbia,
scritto una raccolta di poe- senza dei padri fa riferimen- ti in prigione, ascoltando le nale, che “uso” per entrare quello che inizia con: “Il Si-
sie intitolata “I Am Memo- to a una situazione più ampia loro storie, leggendo i loro dentro a quello dei miei per- gnore è il mio pastore, non
ry”. Cosa rappresenta per che riguarda l’intera nazio- scritti. La mia è una memo- sonaggi. La mia poesia, inve- manco di nulla”. Sono cre-
lei la memoria? ne: una nazione che non è ria di seconda mano, una ce, non è particolarmente au- sciuta cattolica, e mi conside-
«È il cuore della mia scrittu- “patria”, perché non si pren- “post memory” come la chia- tobiografica, riflette piutto- ro cristiana ma, a parte que-
ra: come si ricorda, cosa si ri- de cura dei suoi figli». ma la studiosa Marianne Hir- sto delle visioni del mondo, sto, dopo le ninnenanne,
corda e cosa si fa con quello Perché ha deciso di focaliz- sch, una memoria che è stata mie o di altre persone». quella è stata una delle prime
che si ricorda. Il mio stesso zarsi sui primi anni Duemi- trasferita dentro di me». Come è diventata scrittrice? poesie che ho sentito in vita
Paese è ancora legatissimo al la? Lei è diventata famosa pri- «Da bambina volevo fare il mia,eperme hasempre signi-
passato, alla sua storia colo- «Quando ero una teenager, ma come poeta, un fatto ra- medico, ma i libri erano sem- ficato un richiamo a non ar-
niale emilitare che tendea ro- negli anni in cui la Nigeria si rissimo. pre stati il mio grande amore. rendermi mai». —
manticizzare. La memoria dà stava trasformando da ditta- «Non sono sicura che la fama Poi, avrò avuto 16-17 anni, © RIPRODUZIONE RISERVATA

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VIII LA STAMPA SABATO 1 MAGGIO 2021
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Stranieri
germania / B ernard Schlink

Prigioniera di un quadro
Irene va in Australia
portandosi via il ritratto
Anni dopo la scomparsa di una sua (amata) cliente
un avvocato ne ritrova traccia in un lontano museo

LUIGI FORTE Ora si chiama Irene Adler,


proprio come la protagonista

F
u una grande emozio- del racconto di Conan Doyle,
ne rivedere all’Art Uno scandalo in Boemia, che
Gallery di Sidney il Sherlock Holmes ammirava
quadro del pittore molto perché era riuscita a
Karl Scwind scomparso da de- trarlo in inganno. In quell’an-
cenni e riemerso all’improvvi- golo sperduto di mondo un
so. Per l’anonimo avvocato di tempo Irene accoglieva ragaz-
Francoforte, protagonista zi vagabondi e sbandati, ora
del romanzo di Bernhard assiste, quando può, povera
Schlink, Donna sulle scale, gente disseminata qua e là
quel dipinto ammirato anni per quelle sperdute contrade.
addietro nel salotto del ricco Ma ormai è una donna anzia-
imprenditore Gundlach, non na, dal fisico debole e vacillan-
era un’opera qualunque. A te, eppur lucida e combattiva
quel corpo femminile nudo e con quei tre uomini che han-
pallido che, come sospeso nel- no avuto ruoli diversi nella
lo spazio, sembra scendere sua esistenza e che ora si ritro-
verso lo spettatore, era legata Bernhard Schlink vano per un singolare finale
l’illusione di una vita e di un «Donna sulle scale» di partita. Gundlach ammet- trinidad & tobago / Ing rid Persaud
amore travolto da eventi im- (trad. di Susanne Kolb) te che lei è stata la sconfitta

Se bevi rum e mangi ca


perscrutabili. Un destino irri- Neri Pozza della sua vita, ma a rivedere
solto che carriera e nuovi af- pp. 207, € 18 Irene nel quadro si è sentito
fetti avevano apparentemen- giovane e vorrebbe riaverlo,
te rimosso, ma che ora sem- mentre Schwind insiste per-
brava di nuovo incalzarlo. Il ché venga inviato a una sua
suo soggiorno di lavoro stava
per concludersi, ma perché
grande esposizione a New
York. Ma al di là dei due con-
Miss Betty, vedova di un uomo violento, vive con il figlio
non prolungarlo di qualche tendenti, fra cui risuona anco-
giorno per sapere, magari at- ra la disputa di un tempo, so-
traverso un’agenzia investiga- crescendo di rabbia e dispera- no gli interrogativi dell’avvo- ANDREA MARCOLONGO re con precisione Trinidad e coinquilino con cui divide-
tiva, chi aveva prestato quel zione che lo induce a cercare cato, che si sentì tradito nell’a- la sua sorella minore Toba- re le spese della grande ca-

C
dipinto per l’esposizione. aiuto e consiglio presso l’avvo- more, a scuotere la donna i sono libri che, pur go sulla mappa delle Antil- sa, non s’imbatte in Mr Che-
Anche in questo romanzo cato. Al quale spetta ora di che rivendica ancora una vol- non trattando espli- le. Miss Betty, Mr Chetan e tan, professore di matema-
del 2014 ambientato fra Ger- stendere un contratto fra i ta la propria libertà. Non vole- citamente di geo- Solo, i tre personaggi princi- tica nella stessa scuola in
mania e Australia e proposto due litiganti: lo scambio del va essere il trofeo biondo e grafia, sono tanto pali, sono infatti di origine cui lei è impiegata. Ha dun-
ora da Neri Pozza nella versio- dipinto con la signora che do- bello di Gundlach né solo la legati all’essenza della terra indiane, discendenti degli que inizio la più improbabi-
ne di Susanne Kolb, il giurista vrebbe tornare fra le braccia musa di Schwind o la «princi- in cui sono ambientati da indentured labourers, i mise- le delle convivenze: una
e scrittore Schlink, scanda- del coniuge. «Uno vorrebbe pessa in pericolo salvata dal modificare l’immaginario ri braccianti che nell’Otto- giovane madre vedova, un
glia atmosfere e psicologie, vendermi e l’altro forse por- suo principe azzurro». Eppu- di un luogo fino a farne colo- cento furono reclutati dai ragazzino intelligente alla
ambienti e personaggi con tarmi via», confessa al giova- re un filo sottile la unisce an- nia letteraria. È questo il ca- coloni britannici per lavora- soglia della fase tumultuo-
quel tanto di suspence che da ne legale, il suo «valoroso ca- cora a tutti e tre che ha voluto so di Love after Love di In- re nelle piantagioni di Trini- sa dell’adolescenza e un uo-
sempre caratterizza la sua valiere», che a sua volta so- rivedere un’ultima volta. Era- grid Persaud che pur parlan- dad (in sostituzione degli mo attraente e inspiegabil-
prosa, fin dagli anni Novanta. gna la felicità con lei sempre no degli invasati, dice, e an- do, come dichiara il titolo, ex schiavi) e ricompensati mente scapolo.
Basti pensare alla raffinata co- più provocatoria e conturban- ch’io «stavo cercando qualco- dopo cinque anni di duro la-
struzione delle sue detectiv te. Ma Irene ha ben altro in sa che si impossessasse di voro con un piccolo pezzo
stories con il personaggio mente: una vita libera, aperta me». Forse il desiderio di una Un pesce brutto di terra a Trinidad o il viag- Sembrano
dell’investigatore Selb dall’a- agli imprevisti e fuori da ogni vita diversa, lontana da un ma prelibato, gio di ritorno in India. la coppia perfetta
ria sorniona e simpatica, un schema, magari rischiosa ma passato misterioso, fra terro- «Dio è amore» è da sem-
po’ alla Maigret, o al mistero ricca di sorprese. E così scom- rismo e fuga nella DDR, un quando lo gusti pre l’intercalare preferito ma tra loro non c’è
che fa da sfondo allo splendi- pare dopo aver sottratto il marito e una figlia, di cui rac- non lasci più l’isola di Miss Betty. Anche quan- (quasi) niente
do romanzo A voce alta del quadro grazie all’aiuto conta all’avvocato che in un do, poco più che ventenne,
1995. Qui invece la scena è dell’avvocato, che promette dialogo fantasioso immagina suo marito Sunil torna a ca-
suddivisa fra un presente che di raggiungere e che l’aspette- la loro possibile convivenza di amore, ha l’isola di Trini- sa ubriaco e la riempie di Un anno dopo, Miss Betty
riporta in vita eventi lontani e rà invano. in giro per il mondo. Ridà vi- dad come controcampo nar- botte sotto gli occhi di loro si ritrova ad ammettere al ri-
costanti flash back che proiet- C’è una parvenza di femmi- gore alla libertà che lei ha rativo. Grazie a questo ro- figlio di pochi anni, Solo. guardo: «mi piacerebbe po-
tano i protagonisti in un pas- nismo fra le pagine di sempre sognato e sostanza, manzo così etimologica- Miss Betty conosce bene il ter dire che un bel bocconci-
sato mai del tutto concluso e Schlink, ma in realtà la sua sia pure illusoria, all’amore mente esotico, la manciata rumore che fanno le ossa no come lui sta con noi per
indissolubilmente legato alla storia parla di possesso e di che ha inseguito invano. Ma di chilometri quadrati a quando si spezzano sotto i via del mio fascino, ma non
donna del dipinto, Irene, la perdita, di vicinanza vera ed Irene è ormai un fantasma, nord del Venezuela ed ex co- colpi di un matterello: «for- ci sono dubbi che il motivo è
moglie del facoltoso Gundla- illusoria, del sogno infranto un corpo sfibrato dalla malat- lonia inglese bagnata dal tunata? Quell’uomo dava Solo.» Tra suo figlio e Mr.
ch, che il pittore Schwind ave- di una vita libera nello spazio tia e dal tempo, che scompare mar dei Caraibi prende for- solo l’amore che ti senti sul- Chetan le cose vanno a me-
va ritratto e di cui si era felice- e nel tempo. A distanza di an- in mare. Un’icona del deside- ma e vita nell’immaginario le ossa. Ti prende a pugni? raviglia, tra serate a base di
mente innamorato. La gelo- ni la signora si è stabilita in rio uscita da un quadro per at- del lettore superando i cli- Luna di miele. Ti rompe pizza e tv e, in generale, tut-
sia spinge il marito a danneg- una baia solitaria, sulla costa tizzare le infinite illusioni di ché da cartolina dell’isola una mano? Una lettera d’a- to ciò che farebbe un padre
giare a più riprese il quadro a nord di Sidney, in un paio di molte vite. — sperduta tra le Antille. more. Ti accoltella a una che non sta incollato alla
che il pittore restaura in un abitazioni molto precarie. © RIPRODUZIONE RISERVATA Innanzitutto, i protagoni- gamba? Finché morte non bottiglia. E anche tra loro
sti del romanzo di Persaud ci separi.» Seppellito Sunil due le cose non vanno affat-
non sono né rasta né creoli in seguito a una caduta dal- to male: le serate trascorse
Ex giudice, scrittore e docente di Filosofia del Diritto a Berlino impegnati in danze caraibi- le scale una notte in cui era a cucinare, il sabato di giar-
Bernhard Schlink (Bielefeld, 6 luglio 1944) è autore di numerosi che come ci si aspetterebbe più ubriaco del solito, Miss dinaggio - con tanto di colle-
romanzi tra i quali «I conti del passato», «L’inganno di Selb», - o almeno come io mi aspet- Betty continua a crescere zione completa di spezie
«L’omicidio di Selb», « La nostalgia del ritorno, «Il fine settimana» tavo, che prima di Love after da sola suo figlio Solo fino del centro America sul retro
(tutti Garzanti), di «Olga» e «Il lettore» (entrambi Neri Pozza) Love a stento sapevo colloca- a quando, in cerca di un di casa -, le domeniche su
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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA IX
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America / lee durkee

Lou guida il suo taxi


ama gli Ufo, odia i rossi
e ha paura di Uber
Passa 70 ore la settimana al volante di una Lincoln
e se la prende con il Paese che ha tradito il “Sogno”

GIUSEPPE CULICCHIA gere un nosocomio nella spe-


ranza che qualcuno si prenda

È
trascorso un venten- cura di loro.
nio da quando Lee Così, se da un lato col passa-
Durkee, nato a Hono- re degli anni Lou ha sviluppa-
lulu nel 1961, pubbli- to nei confronti dell’esistenza
cò Rides of the Midway, roman- - complice forse la sua paralisi
zo d’esordio scritto nell’arco creativa al cospetto della pagi-
di cinque anni mentre si man- na bianca - un approccio ten-
teneva facendo il barista all’in- denzialmente buddhista e cer-
domani del divorzio dalla mo- ca di comportarsi e di pensare
glie, che aveva seguita nel Ver- come immagina debba com-
mont per stare accanto al fi- portarsi e pensare un brav’uo-
glio. Grande fan di scrittori co- mo, dall’altro non può impe-
me Cormac McCarthy e Flan- dirsi di provare una vera e pro-
nery O’Connor, Durkee ha co- pria rabbia nei confronti dei
nosciuto in seguito un lungo semafori rossi, ma non solo.
periodo di crisi creativa, pur Perché la sua rabbia non è do-
avendo pubblicato racconti e Lee Durkee vuta unicamente al fatto di ri-
saggi comparsi su diverse te- «Last taxi driver» trovarsi inchiodato al volante
state, tra cui lo Harper’s Maga- (trad. di Leonardo Taiuti) ogni giorno e ogni settimana
zine. E il suo ritorno in libreria Black Coffee per tutte quelle ore, avendo a

scadoux fai coming out


con Last Taxi Driver, tradotto pp. 260, € 18 che fare con gli altri automobi-
da Leonardo Taiuti per le edi- listi e con ragazze abusate in
zioni Black Coffee, oltre a co- fuga o con universitari che a
stituire un esplicito omaggio bordo del suo taxi fanno la
al celebre film di Martin Scor- spola tra le rispettive confra-
adolescente e un collega scapolo dalla oscura vita privata sese interpretato da un indi-
menticabile Robert De Niro e
ternite e le case trasformate
in laboratori di metanfetami-
una giovanissima Jodie Fo- sato aveva pubblicato un ro- na dei rispettivi spacciatori,
ster è anche frutto degli anni manzo di successo, e insegna- ma ha in realtà a che vedere
qualche spiaggia dei Carai- la - e qualche bicchiere di in cui Durkee si è guadagnato to Shakespeare in un college. con lo Zeitgeist o spirito del
bi farebbero di loro una cop- rum locale che Mr Chetan da vivere proprio in veste di Peccato che del Bardo ai suoi tempo. Lou Bishoff, proprio
pia perfetta e, con Solo, il ri- rivelerà a Miss Betty il suo tassista, ascoltando e osser- studenti non gliene importas- come il suo collega Travis Bic-
tratto della famiglia perfet- segreto, ma anche la donna vando i suoi passeggeri in mo- se nulla e che alla lunga que- kle portato sul grande scher-
ta. Farebbero, appunto, al ha qualcosa da dichiarare - do da raccogliere il materiale sto disinteresse gli avesse fat- mo nel 1976 dal giovane De
condizionale, perché mal- solo che, dietro la porta la- poi confluito in questa sua to dubitare che continuare a Niro, è arrabbiato perché in
grado la complicità, tra sciata aperta, c’è Solo ad nuova prova narrativa. esercitare la professione di do- fondo si sente tradito dall’A-
Miss Betty e Mr Chetan - che ascoltare. Sconvolto, il ra- Guida infatti un’auto tra- cente potesse ancora avere merica, un Paese che come ha
dopo anni continuano a gazzo partirà per gli Stati sformata in taxi anche Lou Bi- un senso, fatto salvo che alla fi- scritto George Sanders a pro-
chiamarsi così anziché per Uniti alla ricerca della fami- shoff, l’appassionato di Ufo ne era stato licenziato in tron- posito di questo libro induce a
nome - non c’è mai stato glia del padre e, una volta protagonista e voce narrante co per essere stato coinvolto una cupezza «che è il risultato
(quasi) niente. rientrato a Trinidad, la sua del romanzo, che per conto di in una rissa in un bar. di un misto di carenze, mate-
Dio solo sa quanto Mr Che- strada lo condurrà lontano una sgangherata compagnia Ora che sta con una fidanza- rialismo e dipendenza».
tan avrebbe voluto provare dalla famiglia geniale ma di auto gialle passa settanta ta poetessa di certo più incli- Rispetto al protagonista a
anche la minima attrazione ore la settimana al volante del- ne alle questioni letterarie ri- sua volta disadattato di quel-
per una donna tanto in gam- la sua Lincoln, percorrendo in spetto ai suoi vecchi studenti lo che a distanza di quaranta-
ba come Miss Betty se non Il ragazzo va negli Usa, lungo e in largo le strade che ma assai restia ad alzarsi dal cinque anni resta uno dei film
fosse stato gay: questo è il non vuole costeggiano il delta del Missis- letto, è comunque proprio la più memorabili di Martin
suo segreto, che non ha mai sippi «nello stato più sciagura- strada a insegnargli quotidia- Scorsese, tuttavia, Lou mo-
osato rivelare a nessuno da una famiglia geniale to d’America, che in certe zo- namente qualcosa: la compa- stra di possedere un umori-
quando, al liceo, suo padre ma solo normale ne è praticamente Terzo Mon- gnia per cui lavora - la All Sain- smo che gli permette di venire
e sua madre l’avevano bru- do». Solo che rispetto all’epo- ts - ha una convenzione con a capo delle sue giornate tra-
talmente umiliato, legando- ca in cui un reduce dal Viet- l’ospedale ed è una sorta di ca- scorse guidando tra strade
lo come un maiale e pic- non convenzionale in cui è nam poteva facilmente trova- lamita per coloro che in un sterrate e campi di cotone im-
chiandolo sotto gli occhi del Ingrid Persaud cresciuto. re impiego a New York gui- modo o nell’altro si sono ritro- battendosi in gang di neri o di
vicinato per punirlo della «Love after Love» Love after Love, come l’o- dando un taxi durante il tur- vati ai margini dell’ormai tra- poliziotti. Salvo poi sentirsi in
sua omosessualità. Da allo- (trad. di Paola D’Accardi) monima poesia di Derek no di notte tra Times Square, montato sogno americano, al- colpa per aver accettato i sol-
ra, Mr Chetan ha rinunciato E/O Walcott, è un romanzo su Queens e il Bronx, le cose han- colizzati, tossicodipendenti, di di una ragazza madre - lei
all’amore, vivendo di incon- pp. 144, € 18 tutto ciò che sa resistere do- no preso una piega imprevi- ex carcerati o anche solo per- bianca di un bambino nero -
tri occasionali e squallidi - po la fine: un amore, ma an- sta: anche in quell’angolo ru- sone anziane che non posso- lasciata sulla veranda di una
inconcepibile essere se stes- che una famiglia fino a un rale e un po’ sperduto degli no permettersi di sostenere i casa deserta insieme a un be-
so su un’isola ancora retro- Paese. Tra ironia pungente, USA sta arrivando una novità costi di un’assicurazione in bé affamato che se l’è fatta ad-
grada e discriminatoria co- inquietudine e dolore, il let- di nome Uber, e tutto a un trat- grado di coprire le spese sani- dosso. «Che razza di essere
me Trinidad, dove gli omo- tore scoprirà che, ciò che re- to per uno come Lou capire co- tarie e che dunque sono co- umano sono?», si chiede il No-
sessuali sono costretti a na- sta, è molto di più di ciò che me riuscire a sopravvivere è strette a servirsi di un taxi an- stro. Una domanda che ci po-
scondersi. se ne va. — diventato ancora più compli- ziché di un’ambulanza nel mo- niamo anche noi, a volte. —
Sarà durante una serata © RIPRODUZIONE RISERVATA cato di prima. E dire che in pas- mento in cui devono raggiun- © RIPRODUZIONE RISERVATA

a base di cascadoux - un pe-


sce brutto ma prelibato, a
sentire il Guardian Trini- Nata a Trinidad Ex barista, ex tassista
dad and Tobago Edition Ingrid Persaud vive fra Barbados e Londra. Dopo la laurea in legge e Lee Durkee (Honolulu 1961)ha vissuto nel Vermont per 18 anni
quasi leggendario perché una lunga carriera accademica al King’s College di Londra, si è prima di tornare nelle Hawaii. Ha fatto il barista e il tassista, ora
una volta mangiato diven- dedicata allo studio delle belle arti ed è infine approdata alla vive nel Nord del Mississippi. Dopo il romanzo d’esordio «Rides
ta impossibile lasciare l’iso- scrittura. «Love after Love» è il primo romanzo tradotto in italiano of the Midway» ha vissuto una lunga crisi creativa
.
X LA STAMPA SABATO 1 MAGGIO 2021
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Il racconto

COLM TÓIBÍN

D
i notte, al piano di
sopra, lei sogna le
stanze dabbasso. È
convinta che lo spiri-
to degli anni trascorsi riviva Beatrice Monti Della Corte
nelle ombre che calano, e nel- François Halard
la particolare configurazione Michael Cunningham
degli spazi interni e del pano- «I miei scrittori e altri animali»
rama. Ritrova il passato nelle La nave di Teseo
fotografie e nelle sculture, ne- pp. 234, € 60
gli oggetti che ha trovato nel Con un testo di Elisabetta Sgarbi
corso dei suoi viaggi – il tavo-
lo che ha restaurato, la sedia
che ha scovato e acquistato, i
tappeti che ha portato a casa
da un paese lontano. rati delle piastrelle. Ogni
È difficile sapere come por- stanza della casa è stata im-
si nei confronti del tempo. maginata per prima cosa da
Quando si sveglia, ricorda lei, ogni oggetto è stato scelto
qualcosa per un attimo, oppu- da lei: è la sua creatura.
re, in rare occasioni, sembra Negli anni in cui, durante
molto più di un attimo. È co- la settimana, viveva a Mila-
me se quello che vede adesso no, le capitava spesso di la-
sia accaduto da poco. La festa sciar vagare la mente negli
per il compleanno di Grisha a spazi che aveva arredato con
Lindos, ad esempio. Potreb- tanta cura. Immaginava la lu-
be elencare i presenti con ce che calava e le ombre della
grande disinvoltura, raccon- sera. Vedeva i quadri e i mobi-
tando come avevano viaggia- li, il tavolo ingombro di libri e
to, uno per uno, quanto tem- riviste, l’altro, più lucido,
po si erano fermati, dove ave- pronto per gli ospiti che sareb-
vano alloggiato, che cosa in- bero giunti nel fine settima-
dossavano e chi sedeva accan- na, e persino il tavolo ester-
to a chi. Ricorda perfettamen- no, dove avrebbe fatto cola-
te chi scattava le foto e chi sor- zione e letto i giornali, al saba-
rideva, e le pare quasi di udi- to mattina.
re quelle voci familiari, con le Aveva la sensazione che la
loro chiacchiere e le risate. casa avrebbe potuto diventa-
Poi, non appena nella men- re facilmente un luogo pieno
te le appare qualcuno che sa- di fantasmi, con strani echi e
le le scale, ecco che l’immagi- immagini sbiadite di feste e
ne sbiadisce, o si trasforma. cene e giornate di riposo or-
Invece degli invitati alla fe- mai svanite. Un luogo pieno
sta, nella luce scintillante di di ricordi e di vecchie foto in-
Lindos, rivede sua madre in giallite. Ora, invece, stanno
una fotografia, e quell’imma- prendendo forma nuove vo-
gine dà vita, a sua volta, ci, nuove presenze e nuovi assistenti. E se ne hanno vo- loro lavoro. Sapeva anche di bero mossi con grande ele-
all’immagine di sua sorella, il echi. glia, sono capaci di dormire avere un buon occhio, e non ganza. Non sembravano aver
cui volto diventa il volto di Per un attimo presta atten- di giorno e lavorare di notte. solo per le opere in sé, quanto bisogno di fare rumore. Nes-
un’altra fotografia, e poi ap- zione ai rumori del mattino, Ordinano spesso nuovi mate- soprattutto per la capacità di suno parlava troppo del suo
pare un viso vero, in movi- in una casa dove vivono delle riali, o magari richiedono un cogliere lo spirito dell’artista, lavoro, o di quello che faceva
mento e sorridente, con la persone. Appare soddisfatta camion per consegnare i telai che si materializzava nelle nel silenzio della propria ca-
scena interrotta da un cane di quei rumori, con tutta la lo- o portare via i lavori finiti. sue realizzazioni. mera. Nutrivano un profon-
che abbaia in lontananza e ro dolcezza familiare. Avere attorno dei pittori, pen- Riusciva a percepire anche do interesse per il mondo, o
da qualcuno che grida sotto Per il momento, tuttavia, sava, sarebbe stato come vive- l’assenza di quello spirito: almeno era questa l’impres-
la finestra. se ne sta seduta da sola con re nei pressi di una fabbrica. era forse un elemento altret- sione, quando non stavano la-
È mattina, a Donnini. È il Rosina, il suo carlino, sfo- Nonostante tutto, però, tanto importante – la capaci- vorando.
momento di vivere nel pre- gliando le pagine del giorna- aveva sempre avuto un debo- tà di individuare una frode, Sapeva di leggere un ro-
sente. Non ha mai avuto diffi- le e riflettendo sulla differen- le per i pittori, in passato. Ave- qualcuno privo di stile, che si manzo in modo molto simile
coltà con il presente – e rima- za esistente fra scrittori e pit- va goduto della loro presen- sforzava troppo. Era qualco- a come, una volta, avrebbe
ne colpita da tale consapevo- tori. Come sono fisici e schiet- za alle feste e alle inaugura- sa che avvertiva anche all’in- studiato la produzione artisti-
lezza. Ora, mentre si aggira ti e inquieti, i pittori, quasi im- zioni. Si era divertita a notare terno di una stanza, o in un ca di un pittore o di uno scul-
per la stanza ed entra in ba- pacciati, ma anche con mille con quanta attenzione e giardino. Era questo che la tore. Il suo senso dello stile, il
gno, scegliendo gli abiti da in- necessità e stranamente am- quanta audacia i pittori osser- rendeva diversa dalle altre suo approccio originale nei
dossare, sta già pensando al- biziosi! Per la maggior parte vassero ogni singolo detta- persone – quel suo particola- confronti del mondo, doveva-
le due telefonate che dovrà fa- di loro, nessuno spazio è mai glio, quanto fossero sempre re modo di vedere. no conciliarsi prima di poter-
re, una volta scesa dabbasso. abbastanza. Hanno bisogno indaffarati. E poi trovava Era convinta che in una ca- si impegnare. Per essere sod-
Mentre si prepara per la di un numero imprecisato di estremamente interessante il sa simile, gli scrittori si sareb- disfatta, doveva esserci qual-
giornata, è certa che il passa- cosa – una luce. E quando ciò
to sia un’ombra e che i ricordi accadeva, se ne rendeva con-
siano ormai finiti. In questo
preciso istante, d’altra parte, Il libro to immediatamente. Ricono-
scere quel qualcosa era per
l’assoluta solidità del momen- lei una sorta di istinto.
to conta più di qualsiasi altra Non le interessavano la ba-
cosa. O almeno così sembra. «I miei scrittori e altri animali» celebra un luogo speciale nella campagna toscana, nato quando Beatrice Monti della nalità, la monotonia, o il gri-
Così sorride al pensiero – si Corte, insieme al marito, lo scrittore Gregor von Rezzori, ha trasformato un antico rudere sulle colline sopra Firenze in giore. Era attratta dall’eccen-
chiama vita – con tutte le in- un luogo di vacanza frequentato da amici del mondo dell’arte e della letteratura. trico, dalla tonalità insolita
tenzioni di andare avanti. Una tradizione di accoglienza e creatività che ha portato alla nascita della residenza per scrittori Santa Maddalena, delle cose, capaci di emanare
È strano, pensa, fino a che sotto l’egida della Fondazione Santa Maddalena, dove i creativi possono sviluppare le loro un fascino che risultasse natu-
punto conti la bellezza – la idee e confrontarsi con altri ospiti da tutto il mondo. rale e al tempo stesso ricerca-
particolare curva della scala, Le fotografie di François Halard, che ritraggono gli interni e i giardini, accompagnano i testi di alcuni degli artisti più to. Amava gestire le situazio-
la profondità del bianco della acclamati del nostro tempo, tra cui Emmanuel Carrère, Michael Cunningham, Andrew Sean Greer, Maylis de Kerangal, ni, parlare al telefono, scrive-
vernice, e i motivi un po’ usu- Zadie Smith e Colm Tóibín, il cui racconto pubblichiamo in anteprima in queste pagine re e ricevere e-mail, fare pro-
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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA XI
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“Questo modo di vedere”

era un amico. Nonostante sia


sempre stata attenta a non le-
garsi sentimentalmente agli
artisti che rappresentava, cor-
re voce che abbia fatto un’ec-
cezione per Cascella, e si rac-
conta che quest’ultimo l’ab-
bia scelta come modella – o al-
meno una sua parte anatomi-
ca – per questa opera (poi do-
natale dall’artista).
I due dipinti di maggiore
impatto della stanza sono di
Enrico Castellani. Sono rea-
lizzati in bianco, con estro-
flessioni, e lasciano traspari-
re una straordinaria purez-
za. Nonostante il loro mini-
malismo, emanano una
grandezza architettonica e
una forte sensazione di pre-
senza. Lei ricorda che Castel-
lani aveva l’aspetto di un pre-
te ed era una persona molto
corretta e gentile, anche se
militava nell’estrema sini-
stra, destando un particola-
re interesse nella polizia. Gi-
ra voce che si nascondesse
proprio in questa casa, quan-
do doveva darsi alla fuga.
Si guarda attorno, pren-
dendo un’opera di Stephen
Buckley, artista inglese, e un
manufatto di arte precolom-
biana, che teneva a Los Ange-
les. Ritornando indietro con
la mente, ripensa agli artisti
che ha esposto: Francis Ba-
con, Joan Miró, David Hock-
ney, Antonio Saura, Antoni
Tàpies, Anthony Caro, e Ro-
bert Rauschenberg, per citar-
ne solo alcuni. Lasciando va-
gare lo sguardo, rivive i tanti
ILLUSTRAZIONE DI ALBERTO CASAGRANDE
viaggi compiuti, gli anni tra-
scorsi e gli oggetti apparte-
nuti al padre o alle genera-
getti, andare in cerca di nuo-
ve avventure, sfogliare l’agen-
da e pensare alle persone che
di Colm Tóibín zioni precedenti. Per un atti-
mo viene assalita dalla tri-
stezza, all’idea del tempo or-
avrebbe voluto contattare. mai passato.
Ora il passato appare come Ma la tristezza non dura
una sorta di avventura. La molto. Ora c’è la casa. Presto
sua mente è in grado di vaga- ti realizzati, di sogni divenuti orientale, come in un avam- conduce in giardino, c’è un arriverà altra gente, giovani
bondare nell’immenso bazar realtà negli spazi abitativi. posto dell’Impero ottomano, quadro di Michelangelo Pi- scrittori che non erano nep-
di quello che ha vissuto, co- Quando è arrivata qui, nel a ricordare il retaggio della stoletto, che ritrae due don- pure nati quando questi loca-
me una collezionista esperta 1967, erano stalle abbando- madre e della sua famiglia ar- ne nude che ballano – una li hanno preso forma, e ci sa-
e un’abile shopper. È capace nate da trent’anni, ricoperte mena, che viveva a Istanbul. con un grande sedere. Ci so- ranno altre serate e altre con-
di valutare qualcosa di cui ha di escrementi di gallina, in Lascia vagare lo sguardo no anche opere su tela e ges- versazioni, che contribuiran-
sentito parlare da suo padre, un’epoca in cui in Toscana si nelle stanze e ride, ricordan- so di Piero Manzoni, l’artista no a mantenere l’atmosfera
o magari durante una gita contavano sessantamila fat- do quanti fra quegli oggetti che pare abbia inscatolato le creata con tanta cura e tanto
in barca con Grisha, e addirit- torie disabitate. E lei ha deci- ha riportato a casa personal- sue feci, vendendole come amore. Queste stanze appar-
tura immaginare un tempo so di trasformarle, rimuoven- mente dai suoi viaggi, invece Merda d’artista con le stesse tengono al futuro, proprio co-
antecedente a tutto questo, do le lastre di pietra per instal- che spedirli. Dall’armadietto modalità con cui si vende me al passato. E ha mille pro-
un periodo che lei non ha vis- lare il riscaldamento a pavi- dei liquori trovato a Marrake- una scatola di fagioli, o un ca- getti per il futuro, per il resto
suto in prima persona, e che mento, per poi rimetterle al ch, ai cuscini recuperati a polavoro. Nessuno era sicu- della giornata, per la prossi-
appartiene ai suoi nonni. loro posto, creando un arco Tangeri, dai tappeti di Kabul, ro di saper cogliere la diffe- ma settimana, il prossimo an-
Ciò che risulta meraviglioso con lo stesso raggio di quello, agli oggetti acquistati in In- renza. no. È stanca di parlare del pas-
è la straordinaria facilità con analogo, della sua casa di Lin- dia, dallo specchio siciliano Manzoni era uno degli arti- sato. È giunta l’ora di fare
cui può lasciare andare que- dos, e realizzando la zona al tavolo proveniente dalla sti ospitati nella galleria di qualche telefonata, di manda-
ste immagini. A lei basta soggiorno sul retro di uno dei Turchia. Sulla parete dietro il Beatrice a Milano – rimasta re qualche e-mail, di scoprire
averle visionate, e tenute locali, usando calcestruzzo e divano è appeso un ricamo attiva dal 1955 al 1982 – che che cosa sta accadendo, in
per un attimo. intonaco, per riprodurre un scovato in una cittadina ai ha portato suo padre a com- questo preciso momento, nel
Osserva le luci del mattino angolo di Turchia, con tanti confini fra Afghanistan e mentare: “Abbiamo dedicato giardino dove fra un po’ an-
e poi si alza, all’udire il suono cuscini. Il progetto prevede- Kashmir. Altri oggetti presen- così tanto tempo all’istruzio- drà a fare quattro passi prima
delle voci e degli ospiti. Co- va l’apertura degli spazi, ma ti in queste stanze provengo- ne di questa ragazza, ed ora di sedersi al tavolo, proprio
me sempre, sarà occupata senza eccedere. Nessuna no da mercatini locali o picco- vende la merda degli artisti.” davanti alle camere, per sfo-
per l’intera giornata. Presto si grande vetrata, ad esempio. li negozi di antiquariato. Ci In una piccola zona rialza- gliare il giornale appena arri-
avventurerà dentro casa, per Qui la luce, mai diretta, entra sono poi i ricordi appartenuti ta fra i due locali è stata collo- vato e aggiornarsi sugli ulti-
sapere che cosa sta succeden- da piccole aperture, renden- ai membri della sua famiglia, cata una scultura in mi eventi, o magari iniziare il
do. Non le sfugge nulla. do queste stanze perfette per fra cui un divano della casa in marmo bianco di Andrea nuovo romanzo di uno dei
I due locali al pianoterra, i mesi estivi, o per essere vis- cui è cresciuta, a Nigoline, Cascella, che raffigura le par- giovani scrittori che presto,
fra la sala da pranzo e il giardi- sute di notte. In entrambi i lo- nell’Italia settentrionale. ti intime di una donna. An- molto presto, verranno a sog-
no, sono l’emblema di proget- cali si respira un’atmosfera A destra della porta che che Cascella, come Manzoni, giornare in questa casa.
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XII LA STAMPA SABATO 1 MAGGIO 2021
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Italiani
Storie / leg ami famigliari

Per capire un padre devi abbandonarlo


(e poi amare il suo puzzo d’aringa)
Dal sacrificio di Abramo alla gratitudine di Chagall, al direttore di un orfanotrofio nel ghetto di Varsavia
Dopo la ribellione della giovinezza Erri De Luca “riconosce” il debito simbolico con il proprio genitore

MASSIMO RECALCATI più occasioni: una diserzio-


ne. Ma non è poi questo il de-

P
ochi scrittori hanno stino di ogni figlio? Ecco il pa-
come Erri De Luca un radigma-Marc Chagall veni-
profondo senso poeti- re in primo piano: la separa-
co della lingua, la pas- zione del figlio dal padre è la
sione assoluta, quasi devozio- condizione affinché il figlio
nale, per la parola. Nel suo ul- possa trovare il proprio desti-
timo intenso libro titolato A no singolare. Ma la destina-
grandezza naturale egli ri- zione del figlio non può mai
prende il tema della lingua fil- prescindere dalla sua prove-
trandolo però attraverso la nienza. Per questa ragione il
problematica della filiazio- movimento dell’ereditare
ne. Cosa significa essere pa- non è mai un’acquisizione
dri? Qual è il nodo che strin- passiva di beni o di geni, non
ge insieme le generazioni? è mai l’incasso di quello che i
Come è possibile per i figli nostri avi ci hanno lasciato,
non dimenticare le proprie ma, come ricordava Freud at-
origini senza restare vincola- traverso Goethe, consiste nel
ti ad esse in un legame solo Erri De Luca saper riconquistare la nostra
paralizzante? In effetti, se ci «A grandezza naturale» origine in avanti. Il figlio de-
si pensa, il legame familiare è Feltrinelli ve conoscere il vuoto, l’assen-
il solo legame sociale a porta- pp. 128, € 13 za, deve poter compiere il
re con sé uno strano e beffar- suo viaggio nel deserto, co-
do destino; è un legame che me accade al popolo di Israe-
si realizza pienamente solo le, se vuole liberarsi della sua
quando si scioglie. Non a ca- schiavitù. Tuttavia, il movi-
so questo libro si apre metten- mento dell’ereditare non può
do a confronto la celebre sce- È quello che prova a fare an- limitarsi ad essere un movi-
na biblica del cosiddetto sa- che Chagall nei confronti del mento di negazione della no-
crificio di Isacco con il rappor- proprio padre, umile com- stra provenienza.
to tormentato di Marc Cha- merciante di aringhe in Bielo- Erri De Luca appartiene ad
gall con il proprio padre. russia. Nel ritratto del 1911 una generazione che ha avu-
Abramo, come sappiamo, è che gli dedica - al quale De Lu- to il coraggio di prendere la
invitato alla prova più gran- ca dedica un notevole com- parola quando la parola dei fi-
de, quella di sacrificare il pro- mento - , si manifesta una gli era semplicemente impos-
«gratitudine tardiva» del fi- sibile. L’errore è stato però il
glio verso il padre. Il figlio misconoscimento del debito
La separazione aveva rifiutato il padre, la sua simbolico. La lotta politica è
è la condizione affinché casa, il suo lavoro, la sua ere- stata un prolungamento del-
dità. Smise di parlare l’yiddi- la sua lotta contro il padre?
il figlio possa trovare sh, decise di andarsene altro- «Eravamo extraparlamenta-
il proprio destino ve. Il tentativo di restituire ri, consideravamo la strada,
«peso» alla vita del padre da l’assemblea, le sedi della de-
parte dei figli avviene spesso mocrazia. Il primo articolo
prio figlio, il più amato, il fi- in un ritardo fatale. Solo nel- della Costituzione assegna la
glio della promessa. Questa la Parigi delle avanguardie sovranità al popolo. L’inten-
«azione snaturata» richiesta Chagall, dopo averla ripudia- devamo alla lettera». In In No-
da Dio mette alla prova la ca- ta, sa finalmente onorare la me della madre egli ci ricorda
pacità del padre di perdere il vita di suo padre: essa non giustamente che il padre non
proprio figlio. La perdita in era un ostacolo sul suo cam- è il dentro, ma il fuori. È sim-
questi casi si gioca sempre su mino, ma ciò che lo aveva re- bolo della guerra del mondo
due fronti: su quello del pa- so possibile. Per questo egli fi- e non della pace dell’Uno. Ma-
dre che deve accogliere il pro- nirà con l’avere lo stesso odo- ria lo sussurra al suo Gesù ap-
prio tramonto di fronte alla vi- re del padre; puzzerà di pittu- pena nato: «fuori c’è il mon-
ta del figlio che cresce e su ra come il padre puzzava di do, i padri, le leggi, gli eserci-
quello del figlio che deve im- aringa. L’oggetto della loro ti, i registri in cui iscrivere il
parare a fare a meno del pa- passione impregna in eguale tuo nome… fuori c’è l’odore
dre, della sua protezione e misura i loro abiti. Segno che di vino. Fuori c’è l’accampa-
della sua parola. Due separa- qualcosa si è davvero tra- mento degli uomini. Qui den-
zioni, dunque, che si sovrap- smesso da una generazione tro siamo solo noi, un calore
pongono: quella del padre all’altra. Non è forse questa di bestie ci avvolge e noi sia-
verso il figlio e quella del fi- l’eredità? Un odore, una puz- mo al riparo dal mondo sino
glio verso il padre. Ma scio- za, la forza di una vocazione, all’alba. Poi entreranno e tu
gliere questo nodo non è di una dedizione, di un desi- non sarai più mio».
un’impresa facile. Talvolta derio, qualunque esso sia? Il Nome del padre è il nome
occorre una vita intera. Erri Dietro il volto di Marek, il fi- di un’intrusione necessaria
De Luca ci ricorda che il co- glio destinato a diventare pit- che interrompe l’incanto
mandamento biblico che im- tore, scorgiamo così quello di dell’Uno e spalanca lo splen-
pone di onorare il padre e la Erri. Non ci è voluta tutta una dore e l’atrocità del mondo. Il
madre, viene dal verbo ebrai- vita affinché lo scrittore cele- padre è il coltello che taglia i
co Kabbèd che significa «pe- brasse con questo libro l’ono- libri che tiene nelle sue mani.
so», «carico». Si tratta in ogni re di suo padre? Prima è stata Accadeva così una volta, ri-
eredità giusta di dare peso a la disobbedienza aperta, il di- corda Erri De Luca, quando i
quello che abbiamo ricevuto. ritto alla rivolta, il tempo del- libri erano intonsi: «le pagine
È quello che lo scrittore prova la decisione irrevocabile di andavano separate e rifilate
a fare con grande coraggio e deviare dall’avvenire prescrit- lungi i bordi». La lettura del
onestà in questo suo ultimo li- to dal piano di famiglia. Lo padre opera come un rasoio,
bro. scrittore lo ha raccontato in ripete il taglio che ha aperto «Il padre» di Marc Chagall (1911)
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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA XIII
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L’autore rola ha saputo rendere in que-


sti decenni di letteratura più
thriller interiore / cesare de marchi

La sventola innamorata
umana la vita dei suoi lettori?
E non è forse questo il compi-
Nato a Napoli nel 1950, Erri De Luca ha scritto to primo di ogni padre, rende-
romanzi, teatro, traduzioni, poesia. Prima di re la vita più umana? Con que-
dedicarsi alla narrativa ha svolto diversi mestieri
e compiuto numerose esperienze di volontariato
e lotta politica. L’esordio come scrittore nel 1989
con «Non ora, non qui», in cui rievoca gli anni
sto libro il figlio nella sua vec-
chiaia può riconoscere appie-
no il debito simbolico con il
proprio padre. Erri-Marek
agita il sonno
dell’infanzia trascorsa a Napoli. Fra i suoi libri,
«Il peso della farfalla», «In nome della madre»,
«Il giorno prima della felicità».
pronuncia per la prima volta
parole che avrebbe voluto
pronunciare da sempre: «da
te ho preso e lasciato, restan-
del neo pensionato
do figlio tuo, cranio da cra-
nio, libri, vino e montagne. Karl inizia una relazione con la giovane Gabi
Non mi è uscito. Scriverlo
adesso a vita tua dispersa è ta- Sospettoso (e un po’ geloso) comincia a seguirla
la grotta dell’Uno alla plurali- cere più profondamente».
tà illimitata del mondo. Si ri- Esiste però anche un para-
legga il racconto di diversi an- digma opposto a quello del fi-
ni fa titolato In alto a sinistra glio-Chagall; quello del figlio
dove, in una narrazione strug- Isacco. Se il primo si manife- SERGIO PENT di un uomo grigio e assopi-
gente, si ricordava la malat- sta come diritto alla rivolta, il to, pronto più per la poltro-

C
tia del padre e la sua scompar- secondo si rivela come obbe- esare De Marchi na con plaid a quadretti
sa insieme alla sua passione dienza assoluta alla volontà appartiene alla che per acrobazie sessuali
per i libri, per le parole, per la del padre: Isacco pur di ono- schiera degli scrit- peraltro ricche di passio-
lettura che aveva lasciato al fi- rare il proprio padre è dispo- tori bravi ma defi- ne.
glio come segno tangibile del- sto a rinunciare alla sua vita. lati, a volte invisibili, per Le riflessioni diventano
la sua eredità. Il suono del ta- Egli può superare il padre so- motivi oscuri sui quali or- dubbi, che Karl sfoga con
glio dei libri che appare in lo lasciandosi sovrastare da mai abbiamo rinunciato l’amico di sempre Carlo,
questo ultimo libro come ere- esso. È lo stesso destino che da tempo a cercare una medico ortopedico di origi-
dità paterna si mescola però attende Gesù, con la differen- spiegazione. Pur vantando ne italiana con il quale si ri-
ad un altro suono altrettanto za però che in questo caso il nel suo curriculum un Su- trova spesso a cena per con-
indimenticabile, quello della padre non ferma il braccio per Campiello nel lontano fidarsi o rievocare il reci-
camicia del padre «strappata del boia, non sospende il «sa- 1997 con Il talento, e un tra- proco passato remoto e le
volgente romanzone stori- loro memorie familiari, e i
co da far invidia alla buona- dubbi diventano gelosia
Bisogna conoscere La scrittura nima di Eco, tra un libro e quando il professore co-
l’assenza si rivela seme, l’altro De Marchi sembra mincia a seguire Gabi per
scomparire in un oblio col- Cesare De Marchi scoprire qualcosa dei suoi
ma non negare la paternità lettivo che cessa - in parte - «L’inseguitore» fantasmatici appuntamen-
la propria provenienza non implica una stirpe solo quando arriva un nuo- Mondadori ti di lavoro. Ma L’inseguito-
vo romanzo sugli scaffali. pp. 216, € 19 re non è un thriller, solo un
E pensare che, nel 1994, La nuovo percorso di ricerca
per atto di dolore» quando il crificio» del figlio. L’obbe- malattia del commissario umana, dove la meditazio-
figlio decise di lasciare la sua dienza di Gesù al proprio pa- dava aria nuova al filone ne sull’età e sulle coinci-
famiglia. Anche questo suo- dre - «sia fatta la tua e non la giallo italiano in fase em-
no si è iscritto nel timpano di mia volontà» - radicalizza brionale, quando ancora
Erri, anche questo suono ap- quella di Isacco. Cosa deve non scorrevamo le novità Ha un amico medico
partiene alla sua eredità. Mo- aver provato Dio nel lasciare editoriali esclamando «no, con cui
vimento fatale di lacerazione il proprio figlio allo strazio un altro noir, non ce la pos-
che accompagna ogni separa- della tortura e della crocifis- so fare!». si trova a cena
zione. Questo padre non ha sione? Cosa deve aver prova- Adesso De Marchi torna per confidarsi
saputo aprire la porta al figlio to questo genitore al quale è dopo qualche stagione di
se non a prezzo della sua col- stato strappato il suo unico fi- assenza e a 72 anni ci conse-
pevolizzazione. Alla diserzio- glio? Quali spine si sono con- gna quella che potrebbe es- di un’italiana. Passeggia- denze della vita diventa
ne del figlio il padre ha rispo- ficcate nel suo cuore che nem- sere la «sua» riflessione sul- te, letture, cenette solita- una sorta di giustificazio-
sto con la sua lacerazione an- meno la gloria della resurre- la vecchiaia. L’inseguitore rie, nessun impegno for- ne per aver osato infrange-
ziché - come accade per esem- zione ha potuto togliere? si presenta infatti, almeno male o affettivo dopo due re le regole della vita, per
pio al padre della parabola lu- Erri De Luca opera qui un nel pacato inizio, come matrimoni falliti… Ma la aver cercato - forse - di al-
cana del figliol prodigo - con cambio di prospettiva decisi- una raffigurazione lenta e trappola di Facebook col- lontanare il momento cru-
il gesto di aprire la porta. Al vo; adesso non gli interessa rassegnata del tempo inuti- pisce anche i pensionati, ciale della fine di tutto.
tempo stesso il figlio non ha più tanto il punto di vista dei le, quello che ci attende tant’è che l’ancora aitante Karl insegue Gabi, o for-
saputo riconoscere fino in figli ma quello dei padri. Per Karl si ritrova a Tubinga se è lei che lo sollecita a in-
fondo il proprio debito col pa- esempio quello di Janusz per un appuntamento con seguirla, in un gioco di pic-
dre rinnegandolo attraverso Korczak, direttore di un orfa- Figlio di un tedesco la misteriosa Gabi, cono- coli inganni che conduco-
una opposizione priva di dia- notrofio nel ghetto di Varsa- e di una italiana sciuta attraverso una serie no il pover’uomo sulla so-
lettica. È stato questo che ha via. Padre simbolico di tanti di appassionate chat che glia di una gelosia da lui
impedito allo scrittore di dive- bambini «buttati come con- vive a Stoccarda hanno fatto piombare il stesso ritenuta immotiva-
nire padre, di calcare «il gradi- chiglie sulla spiaggia». Egli dove si sente estraneo neo pensionato in una real- ta, perché non si può esse-
no profondo della paternità non abbandona i suoi «figli» tà virtuale sconosciuta. re gelosi di un regalo giun-
che produce il salto di genera- anche quando le SS li scorta- Ma Gabi è vera, è bella, ha to in modo così inatteso,
zione»? Ma davvero si può a no sui vagoni della morte di- quando, esaurita la carica la metà dei suoi anni, è esu- nel momento del distacco
fare a meno del padre? Sì, si retti a Treblinka. Non è padre sociale produttiva, ci ritro- berante e vivace, lavora - anche fisico da se stessi.
può. A patto però di servirse- di sangue ma pienamente pa- viamo con le mani in mano dice - presso il segretaria- Ciò che resta è un tempo
ne, preciserebbe Lacan. Solo dre. Si è prima occupato del- a cercare il respiro di gior- to di un ministero e soprat- lento su cui riflettere, e for-
se si accoglie il debito simboli- la loro educazione e adesso nate vuote e senza scopi tutto fa capire a Karl che si se il segreto è solo questo:
co che ci lega al padre si può sceglie di morire con loro. Er- concreti. è uomini vivi e attivi an- Gabi va, viene e forse svani-
davvero oltrepassare il suo ri de Luca sbaglia quando scri- Il protagonista del ro- che a una certa età. sce, o forse è stata solo un
orizzonte. «Non sono padre. ve che «agì da padre anche se manzo non è così decrepi- Un amore sulla via dell’o- alibi, un interlocutorio mo-
Il mio seme si inaridisce con non lo era». No. Non si è mai to e inutile da trascorrere il spizio? Karl non crede alla mento d’attesa, chissà. In
me, non ha trovato una via padri per diritto di sangue. tempo a guardare i cantie- sua fortuna, anche se le not- questa dimensione finale
per divenire», dichiara lo Lo si è, se si è stati per qualcu- ri, a poco più di sessant’an- ti con Gabi - tra una sua as- sospesa matura il futuro an-
scrittore. E, tuttavia, proprio no che si è trovato gettato ni ha lasciato il suo impie- senza di lavoro e l’altra - so- teriore di Karl, quel passag-
la sua scrittura si è rivelata se- nell’abisso del disumano, «il go di insegnante e cerca di no vere e travolgenti: non gio in ombra tra la luce e l’o-
me. Se è pur vero, come ricor- semplice umano che abba- organizzarsi in una beata capisce, soprattutto, per- blio, là dove i giorni scorro-
da lo scrittore, che la paterni- glia come la raffica di un lam- solitudine nella quale si è ri- ché una ragazza così bella no sull’onda dei ricordi,
tà reale implica «la responsa- po». Non è in fondo quello promesso di dedicarsi alla e piena di vita possa essersi più che sui batticuore di
bilità, la protezione, la prova che ha fatto egli stesso per tut- sua passione mai concretiz- innamorata - è questo che nuove attese. —
di educare», è altrettanto ve- ta una vita? Non ha mai smes- zata, lo studio delle mate- lei sostiene fermamente - © RIPRODUZIONE RISERVATA

ro che essere padre non impli- so di essere figlio delle parole rie storiche (meglio la boc-
ca necessariamente la stirpe, del padre, non ha mai smesso ciofila, forse). Karl abita a Scrittore e traduttore
la genealogia del sangue, la di essere padre delle sue paro- Stoccarda, città ricca di fa- Cesare De Marchi (Genova, 1949) dal 2001 vive a Stoccarda, dove è
biologia dell’inseminazione. le per molti di noi, figli scono- scino ma estranea, anche stato per dieci anni presidente della Società Dante Alighieri. Tra i suoi
Erri De Luca non sa che la po- sciuti. — per lui che vi ha sempre vis- ultimi romanzi «Una crociera», «Fuga a Sorrento», «La furia del
tenza evocativa della sua pa- © RIPRODUZIONE RISERVATA suto, figlio di un tedesco e mondo», «La vocazione», «L’uomo con il sole in tasca», Feltrinelli
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XIV LA STAMPA SABATO 1 MAGGIO 2021
tuttolibri

Italiani
L’autore da (ri)scoprire / g uido c avani

Bastardo di rogna e tanfo di terra


Zebio non è cattivo ma un “puro” ammalato
L’epopea di un rabbioso contadino modenese fiaccato da miseria e vino fra disillusione, lutti, scelte sbagliate
Sulle colline dell’Appennino si consuma in una solitudine disperata contro tutto e tutti, anche a costo della vita

OMAR DI MONOPOLI iuscolo, non incappa nemme-


no per errore in leggerezze di

N
on suoni ardito o pe- simile portata, giacché fin dal
regrino accompa- suo esordio (uscito nella Bi-
gnare il lettore tra blioteca di letteratura di Feltri-
le pagine dell’opera nelli nel 1961, il libro, stampa-
di Guido Cavani evocando no- to tre anni prima in sole 200 co-
mi a primo acchito assai di- pie autoprodotte, aveva già
stanti dalla tipica tradizione avuto una circolazione mini-
letteraria di marca italica. Per- ma e si era guadagnato una sul-
ché in questo Zebio Còtal, ro- furea aura di leggenda) riesce
manzo d’ambientazione con- con invidiabile finezza espres-
tadina ammirato tra gli altri siva a costruire un’opera che
da Giorgio Bassani e Pier Pao- parte come un robusto affre-
lo Pasolini, il passo biblico, la sco naturalista per disvelarsi
riflessione sull’imponderabi- però, a piano a piano, quasi a
le scontrosità della natura e tradimento, come l’apologia
un certo senso primigenio del- di una solitudine invitta e di-
le cose rivelano indubbie fa- sperata, quella appunto dello
miliarità con il trascendentali- Zebio eponimo, una solitudi-
smo made in Usa: Ralph Wal- ne vissuta contro tutti e tutto,
do Emerson e Nathaniel Haw- anche a prezzo della vita: «“In
thorne in primis, iniettati pe- questo maledetto paese”, dis-
rò di quell’energia cruenta, se, “sono più quelli che mi vo-
acre e ferina che ha reso cele- gliono male che quelli che mi
bri e molto imitati i più moder- vogliono bene, ma vincerò lo
ni Erskine Caldwell e Flanne- stesso”».
ry O’Connor. Archetipo del «villano» ru-
L’attenzione per il paesag- de e malescio, impermeabile
gio infatti, è cosa nota, è un per vocazione a gentilezze e
tratto peculiare della grande caramellosità d’ogni risma,
narrativa a stelle e strisce. quella di Zebio è una figura
Non esclusivo, s’intende (si imbigita dalle asperità (oltre
pensi solo alla mirabile zuma- che dal vino) che relega in sof-
ta iniziale del Manzoni sul «ra- fitta qualsiasi romanticismo
mo del lago di Como»), ma gli arcadico per mostrarci - sen-
americani hanno da sempre za filtri né infingimenti- quan-
con gli spazi e la natura - an- to la vita asprigna dei campi
cor più se selvaggia: la chia- possa illividire gli animi e in-
velenire di rabbia il sangue:
«Tirare, tirare sempre, con la
Moglie e sei figli frusta alle reni; farsi rodere
sono bersaglio dalla strada e senza mai arri-
vare a capire perché, per vive-
di cinghiate re, si debba sopportare tanta
e improperi d’ogni tipo fatica», rifletterà infatti l’uo-
mo in un significativo passo
del libro, guatando un mulo
mano wilderness - un rappor- fiaccato dallo sforzo.
to atavico in cui conflitto e ri- Allocato sulle colline
spetto si compenetrano, sfu- dell’Appennino in quel di Paz-
mandosi mirabilmente. In li- zano, in una «bicocca di sassi,
nea generale, una certa peri- dal tetto convesso e dalle fine-
zia nella descrizione ambien- stre buie», Zebio consuma la
tale è sintomo quantomeno sua vita di stenti assieme al
del tentativo, da parte di un proprio clan famigliare com-
autore, di insufflare un respi- posto di sei braccianti peren-
ro epico al proprio narrato, as- nemente chini sul grano, e tut-
surgendo il paesaggio a meta- ti prontamente bersaglio di
fora (o a contraltare) del pa- cinghiate e improperi d’ogni
norama interiore dei perso- tipo. La storia ci mostra con
naggi. Però bisogna saperlo fredda linearità l’amaro desti-
fare, essere cioè dotati della no - l’unico possibile, a dirla
giusta perizia descrittiva e del- tutta - di una famiglia stretta
la capacità di sintesi emotiva nel giogo di tanta tirannia:
necessaria: il rischio della gra- Zuello, il primogenito del pro-
tuità - quando non dell’invo- tagonista, beccato a rubare
lontaria banalizzazione - è in- mentre si trova a lavorare sa; un altro figlio, Bianco, mo- «Il ragazzo riversò la testa sul- dolorosa emancipazione dal il coraggio di opporsi al pote-
fatti dietro l’angolo. presso lo zio ricco, si meriterà rirà per un malore a seguito le ginocchia della madre, ed padre oppressore per mezzo re paterno e ad affrancarsi da
Guido Cavani, poeta mode- le ire del padre vedendosi co- delle percosse subite e stessa ella gli accarezzò lentamente di un impiego da cuoca a Pa- lui, sarà anche l’unica a riser-
nese cui spetterebbe una riva- stretto a scappare per cercare sorte toccherà più o meno in- i capelli con la mano ossuta»; vullo, in una locanda. La gio- vargli un commosso, sincero
lutazione postuma definitiva altrove la fortuna che Iddio direttamente alla moglie Pla- un terzo figlio, Pellegrino, do- vane, «piccola e massiccia», sguardo di compassione
perché trattasi di scrittore ma- non ha voluto regalargli in ca- cida, una santa silenziosa pe- po un periodo brado di furti e dalle «gambe tozze», i «piedi quando l’uomo, uscito da ga-
rennemente svilita e battuta notti all’addiaccio, si dilegue- malfatti», la «fronte bassa» e il lera, soffocato dai creditori e
Poeta e narratore modenese dal marito: a lei, nella toccan- rà nel nulla per evitare la re- «naso rincagnato», nella sua in uggia perenne col paese, si
Guido Cavani (nella foto, 1897-1967), autodidatta è stato tipografo, te scena dell’incontro segreto clusione in un istituto. Men- sgraziata compiutezza è sicu- allontanerà reietto nella natu-
commesso in libreria, impiegato. Nel 1958 fece uscire a sue spese, con il figlio perduto Zuello, tre è alla figlia Glizia, stanca ramente uno dei personaggi ra per perdersi nel gelo delle
in soli 200 esemplari, «Zebio Còtal», ripubblicato tre anni dopo da Cavani regala un afflato di sec- di nerbate e parole d’odio, meglio scolpiti del romanzo: montagne: «Sentì un’immen-
Giorgio Bassani nella Biblioteca di letteratura di Feltrinelli ca e commovente efficacia: che toccherà il primato di una oltre a essere la sola ad avere sa pietà nel cuore, ma nello
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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA XV
tuttolibri

g ialloa nord est / massimo carlotto

Non è affidabile un vigilante


ossessionato dai marron glacés
L’erede di una dinastia di industriali va a vivere nel suo paese col marito
Atti intimidatori e tresche amorose nascondono un piano ai danni di lui

lente eppur in qualche manie- DIEGO DE SILVA


Guido Cavani ra necessario, perché forse,

I
«Zebio Còtal» per dirla con Bataille, l’essere l bello dei romanzi di
Readerforblind umano ha bisogno di «amare Massimo Carlotto è la
pp. 256, € 16 il male in quanto male, per morale, o meglio l’im-
Con la prefazione di Omar raggiungere Dio». Si empatiz- morale. Hanno storia,
Di Monopoli che anticipiamo za quindi, un po’ vergognan- personaggi, crescendo, su-
in queste pagine dosene, per questo irascibile spense, deviazioni inattese,
contadino descritto non di ra- finali efficacissimi (il che
do dall’autore con toni apoca- già basterebbe a comprarli
littici («una faccia di profeta e leggerli), ma è nello scon-
dagli occhi diabolici»), uno forto che lasciano quando li
che non trova requie nel po- chiudi, che completano il la-
sto del mondo in cui il Signo- voro. Perché svelano la per-
re l’ha costretto a vagolar ran- manenza di una corruzione
dagio: «Il piazzale era ancora che, specie nel Nord indu-
deserto; il vento continuava a strializzato e iperprodutti-
frustare sibilando le case e gli vo dove l’autore li ambien-
alberi già nudi. Un cane ran- ta, ha le caratteristiche di
dagio, di pelo nero, attraver- una vera e propria fisiologia
sò uggiolando il sagrato, con
la coda fra le gambe e le orec-
chie abbassate; passandogli I maggiorenti
vicino allungò il muso e lo reggono i destini
guardò un istante tremando,
con due occhi sofferenti: una non solo economici
folata più violenta delle altre della comunità
gli arruffò il pelo e lo fece scap-
pare. Zebio afferrò con ambo
stesso tempo comprese che le mani il cappello per fermar- della classe dirigente. Oh, lo La potenza letteraria di addirittura inferiore alla
non poteva far nulla per lui». lo e se lo calcò in testa. Tutte so: non tutta la classe diri- Carlotto sta proprio nella sua viltà e soprattutto un vi-
Più che una semplice tran- le porte erano chiuse, non c’e- gente è marcia. Ce n’è tanta, disinvoltura con cui entra gilante, genitore di un figlio
che de vie naturalista, quindi, ra un’anima in giro, il borgo anche lì, di gente moralmen- nei meccanismi corruttivi bulimico morto ingozzato
il romanzo, che Pasolini nella sembrava disabitato». te irreprensibile che mai si che regolano le relazioni nei marrons glacés, che ma-
sua introduzione alla prima E quando Cavani, come pre- approfitterebbe del prossi- fra le classi e li svela. Pren- novra un’intricata vicenda
stampa definì un «piccolo ca- vedibile, fa giungere al capoli- mo per farsi gli affaracci pro- de un campione di società e fino alla spiazzante conclu-
polavoro rustico», mette a fuo- nea il cammino di Zebio, ciò pri, magari subappaltando il ne racconta le bassezze con sione, in cui giocano un ruo-
co il Male degli uomini serven- accade nella più completa in- lavoro sporco ad agenzie cri- uno stile freddo ed essen- lo determinante dei perso-
dosi di uno stile che è lirico e differenza dei suoi simili e nel minali o a cani sciolti per poi ziale, al pari di un inquiren- naggi apparentemente di
spietato, senza cedimenti: glaciale disinteresse della na- neanche dividere gli utili ma te che in un’istruttoria illu- contorno e tuttavia capaci
remunerare la manovalanza stri un crimine efferato sen- di mutare il corso di una sto-
con due spiccioli, quando za scomporsi, facendo di ria che sembrava destinata
Non trova requie La morte è compagna non farne capri espiatori. Il ogni libro il particolare di a una fine soltanto. Crucia-
nel posto del mondo nella lenta discesa che tuttavia non invalida l’in- un agghiacciante affresco le, in questo senso (e sociolo-
cipit di questo pezzo, e so- del paese reale.
in cui il Signore lo fa agli inferi prattutto il tema portante Succede anche in quest’ul-
vagolar randagio delle proprie colpe dei libri di Carlotto. timo (ottimo) romanzo pub- Le relazioni fra classi
Premessa ovvia ma neces- blicato da Rizzoli, E verrà sono regolate
saria, in un tempo in cui pa- Massimo Carlotto un altro inverno, dove un at-
«Zebio stette un poco con la te- tura: «Provò a voltare la testa, re che non si possa dire più «E verrà un altro inverno» to d’intimidazione su com- da meccanismi
sta bassa a pensare. Per un ma non ci riuscì; il vento intor- nulla. Dove ci si offende per Rizzoli missione sfuggito di mano a corruttivi
momento provò l’impressio- no a lui sembrava pazzo; la ne- categorie. In cui il correct pp. 240, € 16.50 due cugini balordi (uno più
ne che la folla dei suoi nemici ve questa volta riusciva a co- non riguarda più solo il poli- timoroso e l’altro cretino,
noti e ignoti gli si serrasse in- prirlo. Capì anche vagamente tico ma anche il personale Ma se la letteratura non è pericoloso come tutti i creti- gicamente spaventoso), l’in-
torno minacciosa; tagliò l’a- che l’unico modo per salvarsi (perché il personale sarà an- la prateria della parola; se ni) crea un effetto valanga tervento del padre della pro-
ria con un gesto violento della era quello di stendersi ischie- che politico, ma non perma- un libro non è il luogo in cui che coinvolge un imprendi- tagonista, il maggiorente as-
mano per disperderla, poi al- na; provò a farlo, ma nello loso). Dove anche chi nega i lo scrittore può dire quello tore (paradossalmente, il so- soluto, che quando viene in-
zò un’altra volta il viso trasfi- stesso momento il camion se- campi di sterminio rivendi- che vuole (anche quello che lo vero innocente della sto- formato dell’intrigo appron-
gurato dai segni dei suoi disor- guendo una curva voltò con ca il rispetto delle sue opi- non pensa o addirittura non ria), sua moglie, erede di ta una strategia impeccabile
dini e della sua tristezza». violenza: Zebio si sentì porta- nioni. Dove la parola è di- vuole), se non è l’occasione una dinastia d’imprenditori per salvaguardare la figlia,
Il bello è che, traversando re via e precipitò come un sac- ventata oggetto di un tiro al per guardare le cose in fac- che da sempre regna nella manipolare l’accaduto e ri-
l’epopea malaccetta che que- co di cenci su la strada». bersaglio che non tiene con- cia e darle il nome che han- valle, un’operosa località stabilire la supremazia della
sto piccolo tesoretto perduto La morte, compagna tragi- to del contesto in cui è pro- no, che senso ha? Cosa me del Settentrione dove i mag- classe d’appartenenza (cosa
del Novecento srotola in poco ca e silente di ogni tappa di que- nunciata, come fosse colpe- ne frega di leggere un ro- giorenti (che pure sarebbe che puntualmente avver-
più che 200 pagine, il lettore sta lenta discesa negli inferi vole in sé, e dunque andasse manzo se non dissesta, an- stato un ottimo titolo per il rà).
si ritrova a parteggiare per il delle proprie colpe, alla fine bandita anche dai gerghi in che in minima parte, le mie libro) reggono i destini eco- Carlotto padroneggia il
torvo e pericoloso antieroe sembra l’unica capace di am- quanto portatrice di malco- convinzioni? Se non mi fa nomici (e quindi esistenzia- racconto con impeccabile
protagonista: una bestia ba- mutolire il grido di ribellione stume. È buffo: più cresce il dubitare di quel che penso li) della comunità; una tre- misura, muove i personaggi
starda di rogna e tanfo di ter- che ne ha animato l’avvio. Ep- marcio e l’ignoranza, più la (e perché no, anche di me sca amorosa che produce da burattinaio esperto, posi-
ra la cui cattiveria (inflitta e pure qualcosa di Zebio persi- società si fa cinica e strafot- stesso), se non mi mette da- una disgraziata sequenza di ziona sapientemente gli im-
autoinflitta) finisce per somi- ste, resta amaramente attacca- tente d’ogni regola, più si al- vanti un’evidenza che nego, tragedie; un consulente fi- previsti creando quella sen-
gliare dannatamente a una to ai pensieri del lettore anche za l’asticella di un morali- ho finto di non vedere o non nanziario arrivista e vigliac- sazione di costante inquietu-
sorta di purezza malata, qua- quando il libro è chiuso e mes- smo ottuso e intollerante ho proprio visto? co la cui bassezza morale è dine che spinge il lettore a
si d’integrità, la stessa con cui so da parte. E questo è qualco- che mira a zittire ogni voce correre, famelico, alla fine.
Cormac McCarthy, un altro sa che la letteratura riserva so- critica a vantaggio di un con- Una fine dove - come sem-
grande scrittore d’oltreocea- lo ai grandi personaggi, a quel- formismo sociale che depe- Scrittore, drammaturgo e fumettista bra sempre dirci Massimo
no, un decennio più tardi ca- li capaci di toccare in noi parti nalizzerebbe di fatto una Massimo Carlotto (Padova, 1956) ha creato la serie di Marco Buratti nei suoi libri - le vittime re-
ratterizzerà il suo Lester Bal- nascoste, parti che forse nem- buona metà dei reati previ- detto «l’Alligatore». È autore tra gli altri di «Il fuggiasco», «Arrivederci stano nell’abbandono e gli
lard, anch’egli come Zebio un meno sapevamo di avere. — sti dalla legge (preferibil- amore, ciao», « La signora del martedì» tutti E/O. Per Rizzoli ha impuniti vanno liberi.—
«Figlio di Dio» odioso e repel- © RIPRODUZIONE RISERVATA mente finanziari). pubblicato«Il Turista », per Einaudi la serie «Le Vendicatrici» © RIPRODUZIONE RISERVATA

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XVI LA STAMPA SABATO 1 MAGGIO 2021
tuttolibri

Un classico a fumetti Ogni settimana su Ttl un grande romanzo


della letteratura tradotto in strisce —

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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA XVII
tuttolibri
«Anna Karenina» è un romanzo del 1877 di Lev Tolstoj (1828-1910) Simone Rotella
Fa parte, con «La sonata a Kreutzer» e «La felicità coniugale», dei Illustratore editoriale e designer. Tra le sue più recenti collaborazioni vi
romanzi «matrimoniali» dello scrittore russo. Il suo incipit è fra i più sono clienti come: il British Museum, Emergency, La Stampa,
famosi della letteratura: «Tutte le famiglie felici si assomigliano fra Il corriere della sera e De Volkskrant. Vive e lavora tra Londra e Torino
loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo»

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XVIII LA STAMPA SABATO 1 MAGGIO 2021
tuttolibri

Saggistica
pamphle t

Il romanzo non è la cura per ogni Male


semplicemente ha smesso di parlarne
Walter Siti mette a nudo l’industria culturale che fabbrica messaggi positivi per “riparare” il mondo
da Saviano a D’Avenia, a Baricco, il progressismo letterario cerca sempre di dire la cosa giusta

GIANLUIGI SIMONETTI gran parte a destra e la sini-


stra è abituata a rifugiarsi nei

«Y
es, we can re- consumi culturali. Si tratta di
pair the uno schieramento che mobili-
world»: lo slo- ta, sul piano della comunica-
gan famoso zione, adesioni e rancori, ma
di Obama, coniato nel 2008, sulle cui opere è difficile tro-
risuona nei titoli di molta let- vare riflessioni critiche serie.
teratura di oggi. C’è il bestsel- Perché la critica stessa - sog-
ler di Maylis de Kerangal, Rép- getta a sua volta all’aria del
arer les vivants; c’è un saggio tempo - ha sempre meno vo-
narrativo recente di Chri- glia di «fare del male», cioè di
stian Raimo, Riparare il mon- entrare in conflitto con i testi
do; ma anche Roberto Savia- di cui dovrebbe occuparsi.
no si rivolge, nel suo ultimo li- Magari si concede qualche ra-
bro, «a quelli che ogni matti- ra, goliardica stroncatura,
na si alzano col solo scopo di ma di norma indulge a festo-
provare a riparare il mondo». se celebrazioni, tanto inutili
E poi Réparer le monde: la lit-
térature française face au
XXIe siècle, in cui Alexandre Nel neo-impegno
Gefen indaga e difende criti- identifica una retorica
camente proprio il valore te-
rapeutico che molta narrati- orientata
va attuale persegue (ma La alla «leggibilità»
cura dello sguardo di Franco
Arminio reca come sottotito-
lo Nuova farmacia poetica, a quanto stucchevoli. Appalta-
segnalare che il fenomeno at- ta in gran parte a vip orgoglio-
traversa anche la poesia). samente incompetenti, o a
Titoli come questi - e altri scrittori in proprio (troppo bi-
potrebbero aggiungersi - ri- sognosi di approvazione al-
flettono la tendenza attuale trui per potersi permettere di
di molta cultura letteraria a disapprovare il prossimo), la
ospitare un «messaggio posi- nuova critica ha imparato
tivo», che migliori la società e dai social - e dalla politica - a
risani l’individuo. Comple- non dispiacere a nessuno: a
mentari agli sforzi di chi usa elargire big like o a sparare
l’arte per il bene sono quelli, sulla croce rossa.
Anche Walter Siti fa il ro-
manziere in proprio, ma tra
La critica indugia gli scrittori italiani è tra i più
in «like» dotati in fatto di competenza
critica e indipendenza di giu-
e stucchevoli dizio. Il suo nuovo pamphlet
celebrazioni - Contro l’impegno. Riflessioni
sul Bene in letteratura - risul-
ta meno organico e compatto
altrettanto spiccati, a usarla di altri suoi saggi recenti (Il re se ne frega dello stile?). E di valori edificanti, contrad- te e distinguendo in ciascuno quello che chiediamo, oggi,
contro il male (alla presiden- realismo e l’impossibile e Paga- dal momento che nel neo-im- detti però dall’oscuro funzio- fallimenti e riuscite. Tra i ber- alla letteratura (e sullo scar-
za di Obama non è forse se- re o non pagare); ma più di pegno il contenutismo stesso namento interno delle socie- sagli polemici di Contro l’im- to tra riformismo e rivoluzio-
guita quella di Trump?): si quelli costituisce un prezioso costituisce una forma, Siti tà in cui viviamo. Tutta que- pegno troviamo tutti i nomi ne); sottolineando che la
censurano opere diventate in- esercizio di vera critica mili- passa a verificare i temi più al- sta enfasi sul «riparare» na- più rappresentativi del no- scelta che conta non è fra Be-
compatibili con i nostri scru- tante. Siti rivolge ai libri di og- la moda: migranti, vari tipi di sce forse dall’intuizione che stro progressismo letterario - ne e Male, e tantomeno tra
poli morali (il femminicidio gi le stesse domande di senso diversità, malattie rare, orgo- il nostro sistema sociale e eco- da Murgia a Saviano (il capi- destra e sinistra, ma tra una
alla fine della Carmen di Bi- che si rivolgono ai classici, ne glio femminile, olocausto, nomico va in pezzi, ma che tolo che gli è dedicato è forse letteratura che conferma e
zet e Mérimée, l’ambiguità di osserva l’aspetto formale e le bambini in guerra, insegnan- nessuno ha la fantasia o la for- il migliore del libro), da Ba- persuade e una che scopre e
Lolita nel romanzo di Nabo- strutture profonde, li collega ti eroici, giornalisti o avvoca- za di inventarsene uno nuo- ricco a Carofiglio - oltre a smarrisce; tra una ricerca di
kov); si contestano gli artisti alla politica e alla società. In ti in lotta col Potere, crimina- vo; più che ribaltare il male non pochi campioni di senti- efficacia e una ricerca di sen-
che ci deludono sul piano bio- concreto, identifica una reto- lità organizzata, minoranze in bene, «il neo-impegno sem- mentalismo e incassi (D’Ave- so; tra una civile obbedienza
grafico (da Céline a Carrère); rica del neo-impegno attua- etniche. Ci si chiede, testi al- bra teso a valorizzare l’oppo- nia, Catozzella), e a diversi al dizionario e alle leggi della
si scrive, anzi si testimonia, al- le, fatta di figure perlopiù ele- la mano, se tanta inclusività sizione in quanto tale e a con- esemplari di «letteratura in- polis e un tentativo di scavo
leandosi con la pedagogia e mentari, sia di parola (anafo- e fervore democratico non af- fermarsi dalla parte giusta». tegrata», fra parola scritta e nel rimosso della società, in
col giornalismo, contro ogni re, enumerazioni) che di pen- fondino nella rimozione con- Siti, al contrario, non è mai nuovi media (libri desunti un «lasciarsi parlare» dal lin-
oppressione - il riscaldamen- siero (ironie, metafore gros- creta della violenza reale, manicheo. Sia nel senso che dai podcast o dai social, ro- guaggio.
to globale, la guerra, la crimi- solane). Ne studia la lingua, nelle magagne della demo- parteggia per un’arte fatta di manzi pensati per diventare Cosa resta ai margini
nalità e i terrorismi, i totalita- di solito asettica e moscia; ne crazia; come uno smartpho- ambiguità e chiaroscuri, al ri- serie o film). Nessuno è attac- dall’ambito, comunque mol-
rismi, i maschilismi (i nemici osserva le trame, virate al me- ne, facile da usare ma incom- paro da troppi interdetti e cato sul piano personale, o to esteso, che Siti prende in
più apprezzati sono i più con- lodramma o spezzettate in prensibile nel suo funziona- cautele; sia nel senso che af- fatto oggetto di sarcasmo: carico? Indicherei almeno un
divisi, quelli che nessuno è frammenti, e le psicologie, mento interno, così molta let- fronta i suoi interlocutori sen- che quella di Siti sia ottima tabù e un retropensiero. Il pri-
più disposto a difendere). Se estroflesse e sottotitolate, teratura contemporanea pro- za pregiudizi, muovendo critica si capisce dal fatto che mo riguarda l’identificazione
uniamo questi puntini, ecco concludendo che «la leggibili- ietta fuori di sé una gamma sempre da obiezioni concre- sarebbe nutriente per gli specifica, interna al neo-im-
abbozzato il perimetro di tà è la dote più apprezzata». scrittori stessi, oltre che per i pegno, di un brand di «narra-
una vasta sensibilità lettera- Fatto interessante e nuovo: lettori, se si verificasse il mi- trici (a diverso titolo) impe-
ria che possiamo definire im- alla letteratura il potere ha Nato a Modena nel 1947 racolo di un ascolto recipro- gnate», al cui lancio l’indu-
pegnata, culturalmente ege- sempre chiesto di essere «mo- Walter Siti (nella foto) vive a Milano. Ha insegnato nelle università di co e di un autentico dialogo. stria culturale sembra negli
mone in tutto l’Occidente ma rale», ma mai al prezzo di Pisa, Cosenza e L’Aquila. È il curatore delle opere di Pasolini e, dal Perché Contro l’impegno of- ultimi tempi particolarmen-
forse particolarmente in Ita- una così grande semplifica- 2013, il direttore di «Granta Italia». Tra i suoi romanzi, fre l’occasione per un con- te interessata - non tanto per
lia - dove la società pende in zione formale (il nuovo pote- «Resistere non serve a niente» (Premio Strega 2013, Rizzoli) fronto non superficiale su ragioni artistiche o civili
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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA XIX
tuttolibri

Walter Siti
«Contro l’impegno»
Rizzoli
pp. 272, € 14

JEAN GAUMY/GAMMA-RAPHO/GETTY
Enrico Berlinguer e Georges Marchais a un meeting del 1976

storia

I comunisti italiani? Visionari & global


Fin dall’inizio, la loro casa era il mondo
Le relazioni internazionali del Pci dalla rivoluzione bolscevica al crollo dell’Urss
Un complesso equilibrismo tra la linea di Mosca e le democrazie occidentali

MARCO REVELLI politica tale da far apparire scismo» e, poco dopo, del na e dell’«eurocomunismo»,
ineluttabile un nuovo inizio. «fronte unico antifascista», con la progressiva presa di di-

Q
uesto nuovo libro di Nati per rispondere a quel passando per l’esperienza stanza dal «partito guida» (de-
Silvio Pons non è primo appello alla «rivoluzio- aspra della Guerra di Spagna e cisivo fu il Sessantotto di Pra-
semplicemente un al- ne mondiale», i comunisti ita- quella nefasta del patto Molo- ga e la successiva invasione
tro tassello aggiunto liani restarono in quell’oriz- tov-Ribbentrop. Fino a quan- sovietica della Cecoslovac-
alla già frequentatissima sto- zonte dilatato anche dopo, do le vicende della seconda chia) da parte di un gruppo di-
riografia sul Pci. È al contra- negli anni stessi del riflusso guerra mondiale, l’alleanza rigente stretto tra le esigenze
rio un’«altra storia», o forse dell’ondata rivoluzionaria dell’Urss con le potenze occi- di modernizzazione e di legit-
meglio uno sguardo «altro» europea, quando ritroviamo dentali, la divisione in zone timazione a un ruolo di gover-
sulla vicenda settantennale il loro gruppo dirigente «spal- d’influenza e l’abbandono del- no, da una parte, e dal timore
del più importante partito co- mato» tra Vienna, Mosca, Pa- la linea «classe contro classe» che un ritorno alle tensioni
munista d’Occidente. Se in- rigi, Berlino, persino New da parte di Stalin con lo sciogli- Est-Ovest pregiudicasse una
fatti finora la narrazione sto- York, le città dove s’incrocia- mento del Comintern, suona- faticosa tessitura di rapporti e
riografica si era concentrata vano le linee di discussione e rono come una liberazione e di equilibri internazionali.
sulla dimensione nazionale di elaborazione di una fami- una legittimazione per la linea Una condizione, questa, che
del Partito, considerandone glia politica transnazionale. «moderata» e «nazionale» di spesso fece premio sull’anali-
le «relazioni internazionali» Quando poi il fascismo spez- Togliatti e per il suo progetto si della situazione sociale ita-
come una sorta di appendice, Silvio Pons zò in due quel reticolo di rivo- di «partito di massa» impegna- liana, lasciando intravedere
sia pur importante, ora inve- «I comunisti italiani e gli altri» luzionari di professione, se- to nella competizione elettora- una ricorrente tendenza a
ce I comunisti italiani e gli al- Einaudi gregandone una parte le democratica. considerare gli stessi conflitti
tri assume programmatica- pp. 358, € 32 (Gramsci, per tutti) in carce- La questione della «respon- del lavoro come variabili di-
mente come baricentro la ci- re, e l’altra costringendola sabilità internazionale» e l’at- pendenti dall’altra prevalen-
fra cosmopolitica di quell’e- all’esilio, sarà il Comintern la tenzione quasi ossessiva agli te dimensione.
sperienza ex origine inserita loro nuova casa, in un perio- equilibri tra l’Urss e le poten- Non mancano, occorre ag-
ALBERTO RAMELLA SYNC / AGF
in un contesto e in un immagi- do terribile di duri scontri di ze occidentali, nel timore che giungere, in un quadro così
nario globale. linea (quello della costruzio- una precipitazione degli equi- ampio, denso e complesso, al-
quanto a scopo di identifica- Se «essere comunisti» signi- ne del dominio staliniano). libri cancellasse le possibilità cuni punti più opachi, i mali-
zione e marketing (il pubbli- Sarà lì, in quello spazio co- gni potrebbero dire qualche
co dei lettori è prevalente- smopolitico esposto al cre- reticenza (sul dissidio tra
mente femminile e lo è sem- Il loro immaginario scente egemonismo sovieti- Dalle «ambiguità» Gramsci e Togliatti, sul ruolo
pre di più). Il secondo è piut- era dilatato, co, che si strutturò faticosa- di Togliatti di Togliatti in Spagna, sulla
tosto un sospetto: il nuovo im- mente l’identità collettiva sua celebre «amnistia» da mi-
pegno, inteso come tensione l’orizzonte eccedeva dei comunisti italiani (Parti- alle scelte europee nistro della Giustizia…). Co-
a mettere il racconto al servi- sempre i confini to senza territorio, ma capita- di Berlinguer sì come alcuni passaggi appa-
zio di vari riformismi, non è le intellettuale di notevole ri- iono un po’ troppo fugaci, co-
forse soltanto un aspetto di lievo). E il libro di Pons, auto- me per la gestione del caso
un movimento più grande, ri- ficò, per quegli italiani «aderi- operaio». re con alle spalle una podero- di sviluppo autonomo del par- Moro e il suo retroterra inter-
voluzionario, che mette tutta re a un progetto politico e In effetti è difficile com- sa esperienza storiografica tito in campo nazionale, conti- nazionale (il terrorismo è ap-
la letteratura al servizio della compiere insieme una scelta prendere appieno la natura sul tema e una conoscenza nueranno tuttavia a domina- pena accennato, eppure a
comunicazione (e dell’ideolo- esistenziale, a partire da una del Partito comunista italia- forse unica degli archivi ita- re l’orizzonte del gruppo diri- Botteghe Oscure se ne dovet-
gia), indebolendone la forza critica radicale dell’esisten- no - come d’altra parte di tutti liani e sovietici, ne ricostrui- gente comunista italiano. Ne- te discutere di certo). Ma il li-
autonoma? Quella che Siti te» ciò fu dovuto, in misura gli altri partiti comunisti no- sce i labirintici percorsi con, gli anni della guerra fredda bro rimane un utilissimo stru-
chiama la letteratura «solo importante, al fatto che si col- vecenteschi - senza collocar- come filo conduttore, la figu- come in quelli della distensio- mento per congedarsi da
scritta» non si sta sciogliendo locavano in un contesto solo lo nel contesto di quella epo- ra, autorevole e in parte enig- ne, di cui Pons offre un detta- quella storia in forma meno
quasi tutta in un bagno di «accidentalmente» naziona- cale «rivoluzione spaziale» matica di Togliatti: le sue al- gliato resoconto sulla base frettolosa di quanto finora
adattamenti e ibridazioni - le ma che in realtà era imma- prodotta militarmente dalla terne fortune nel pericoloso dei documenti d’archivio e non si sia fatto. In particolare
con altri linguaggi, altri sape- ginato come dilatato su una Prima guerra mondiale ma entourage moscovita, negli della memorialistica, fino al Pons ci spiega benissimo co-
ri, altre forme di estetica - che scala qualitativamente più connotata politicamente anni feroci del Grande Terro- testamento togliattiano di me quel soggetto, nato dalla
dietro un’apparente vitalità ampia: in una sorta di spa- dall’ottobre russo, la quale re, preso tra le Scilla e Carid- Yalta e oltre: l’emergere forza propulsiva dell’ottobre
ed effervescenza rischiano di zio-mondo di cui sentivano spezzava verticalmente il se- di della teoria del «social fa- dell’egemonia berlingueria- russo e da essa alimentato,
depotenziarne il significato, di portare una responsabilità colo. E metteva così d’un col- sia pur con alterne vicende e
il modo di conoscere e il fun- impegnativa. Uno spazio, bi- po fuori corso la vicenda del nell’esplicito allontanamen-
zionamento specifico? Sareb- sogna aggiungere, creato da socialismo tardo ottocente- Ordinario di Storia contemporanea alla Normale di Pisa to da parte dei suoi epigoni,
be lo spunto per un altro sag- quella rottura epocale che sco e d’inizio secolo, creando Silvio Pons è presidente della Fondazione Gramsci. Tra i suoi titoli: si sia in ultimo dissolto nell’a-
gio, e per un diverso e più lar- era stata la rivoluzione russa, le dimensioni inedite di un «Berlinguer e la fine del comunismo», «La rivoluzione globale. ria con la fine di quello Stato
go confronto. — e dalla nascita dell’Unione so- immaginario eccedente i con- Storia del comunismo internazionale» (tutti Einaudi). e di quel mito. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA vietica come inedito «Stato fini nazionali e di un’energia È General Editor della Cambridge History of Communism © RIPRODUZIONE RISERVATA

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XX LA STAMPA SABATO 1 MAGGIO 2021
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L’artista da (ri)scoprire

Mario Lattes
Il colore delle parole

GIOVANNI BARBERI SQUAROTTI


MARIAROSA MASOERO

L’
edizione delle
Opere di Mario
Lattes nasce dalla
volontà della ve-
dova, Caterina Bottari Lat-
tes, che nel 2009 ha creato la
Fondazione Bottari Lattes
per portare avanti iniziative
ispirate al lascito culturale
dell’autore e promuovere
l’ampio patrimonio delle
sue opere. Diari di viaggio, romanzi, racconti fantastici e acquerelli
Attraverso le carte dell’ar-
chivio si è aperta la porta l’opera omnia (con molti inediti) presenta
dell’officina dello scrittore
ed è stato possibile riportare
la versatilità del pittore-scrittore torinese
alla luce una serie importan-
te di inediti: alcuni racconti
e alcuni scritti di carattere
saggistico, un manipolo di
poesie, i testi e gli abbozzi
teatrali, ma soprattutto due
romanzi, L’esaurimento ner-
voso (scritto nel 1964-65) e
Il Castello d’Acqua (uscito po-
stumo nel 2004 e ora pubbli- riformulazione e progressi- va per il romanzo, ma è an- aspira a vivere come se fos-
cato nell’ultima redazione vo avvicinamento. Adeguati che vero che nella forma se morto, la necessità alie-
messa a punto dall’autore). a un rapporto meravigliosa- breve lo scrittore trova la nante di portare una ma-
Il quadro è completo. E al mente nevrotico con il testo possibilità di un’ampia e li- schera o di travestirsi per vi-
suo interno si possono co- risultano essere i versi, frut- bera sperimentazione di ge- vere, l’ironia del tono e del-
gliere fasi, direttrici, linee di to di una produzione margi- neri: il racconto a base me- la rappresentazione, an-
sviluppo, elementi di conti- nale, se paragonata a quella moriale e autobiografica, il che divertita ma per lo più
nuità e ripensamenti. narrativa, ma esemplare di racconto di viaggio, la tran- amara e ombrosa, il ricorso
Se dovessimo indicare un un lavoro che va ben oltre al linguaggio colloquiale
fenomeno che contraddistin- l’appunto intimo o il sempli- accanto a forme decisamen-
gue i processi compositivi di ce sfogo, e mira, con impe- Si manifesta costante te auliche e ricercate.
Lattes e che ricorre con fre- gno e serietà, a precise scelte la lacerazione Fra i temi toccati ha un ri-
quenza statisticamente rile- linguistiche e di stile. lievo particolare il rapporto
vante nelle sue opere, que- La produzione narrativa dell’identità con la cultura e la tradizio-
sto è la riscrittura di sé, la breve di Mario Lattes è rico- dei suoi personaggi ne ebraiche. Per Lattes - di
riassimilazione del già det- struita in tutta la sua esten- padre ebreo e madre cristia-
to, il travaso da un testo sione, che comprende, oltre na ma legato alla vita della
all’altro o da un genere all’al- all’unica raccolta pubblicata che de vie urbana o di pro- comunità soprattutto trami-
tro (specialmente dal rac- Mario Lattes (Le notti nere del 1959), i nu- vincia, il ritratto satirico, il te la nonna paterna - è un
conto al romanzo e vicever- «Opere» merosi racconti dispersi, poliziesco e soprattutto il punto che riguarda il delica-
sa). L’impressione è che alla (a cura di Giovanni Bárberi usciti su rivista o su quotidia- racconto fantastico con ve- to problema dell’identità, o
base ci sia un profondo sedi- Squarotti e Mariarosa Masoero) no (in particolare sulla Gaz- nature surrealiste. Grande più precisamente uno dei
mento di temi archetipici Olschki zetta del Popolo), e alcuni te- la varietà anche per quel fattori in cui si manifesta l’ir-
con una forte valenza simbo- pp. 1560 in 3 tomi sti inediti ritrovati nell’archi- che riguarda i temi: l’in- riducibile lacerazione dell’i-
lica e che su questa base la con 48 tavv. f.t. a colori, € 180 vio dello scrittore. L’eserci- combenza della morte, il dentità dei suoi personaggi.
scrittura proceda nel suo per- zio sul racconto per Lattes è personaggio «senile», che Non è un caso che lo si ritro-
corso di ricerca anche come sicuramente un banco di pro- rinuncia a vivere o, meglio, vi nei romanzi basati sulla
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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA XXI
tuttolibri

Kippur
In anteprima, uno dei racconti pubblicati da Olschki
MARIO LATTES sporgenze del muro tondo raggiunse
il nido dove la covata aspettava, in ta-

I
n nome della sacra assemblea e in sca aveva un temperino. Come prima
nome del Santo Benedetto il rabbi aveva fatto col cappello, gettò la picco-
dichiarò di esser lecito pregare con la testa piumosa dalla finestrina. Ma
i prevaricatori; poi tutti annunzia- essa cadde a picco nel vuoto, scompa-
rono insieme che i voti, gli impegni, le rendo immediatamente. Dietro la te-
consacrazioni, le scomuniche, i giura- sta lasciò di lì a poco cadere gli ossicini
menti, le obbligazioni pronunziate l’an- e si riaddormentò. I gufi non tornaro-
no avanti erano annullate. Secondo è no che a mattina.
scritto, dissero, sarà perdonato a tutta Dalla finestrina della torre sopra il
la congregazione dei figli di Israel e al lucernario poteva vedere lo scaccino
forestiero che dimora in mezzo a loro, intento alle pulizie, con in testa la soli-
poiché tutto il popolo commise la cosa ta bombetta nera; quindi cominciaro-
per errore. La striscia di pelle dentro il no ad arrivare i fedeli. «Beati coloro
cappello gli stringeva troppo la fronte, che abitano nel tuo Tempio», cantile-
un bel cappello nero col bordo e il na- nò l’officiante.
stro di seta: volle rialzarlo sulla nuca Della sua scomparsa s’era ormai sa-
con una spinta del pollice ma il cappel- puto di certo, ma fu solo per caso che lo
lo stentava a scollarsi dal solco che ave- scaccino salì alla torretta e lo vide. La
va segnato sulla pelle. Con le dita diste- meraviglia di costui fu grande, ma per
se egli ne misurò la profondità sfregan- quante domande ed inviti facesse, egli
dolo leggermente per dissiparne il do- non rispondeva. Avvertito del fatto in-
lore: era una traccia rossa obliqua dalla consueto, un’ora dopo salì il Presiden-
radice dei capelli sopra l’orecchio sini- te per la scaletta a chiocciola, e il ferro
stro giù verso il sopracciglio destro. risuonare quando quegli metteva un
Molti ricchi ebrei portavano un cappel- piede in fallo e tutta la ringhiera trema-
lo simile, che sapeva all’interno di va sonora sotto il suo peso aggrappato.
buon feltro, cuoio, acqua di colonia, di- Non si lasciò convincere. A vederlo non
sfatti in un sentore più vago di capelli era più lo stesso uomo, brutto delle pro-
spenti. A chi lo salutava non risponde- prie lordure e di quelle che spesseggia-
va ma si copriva il volto con la mano te- vano sul pavimento, gli abiti gualciti e
sa a tastare il solco sulla fronte. Era laceri in qualche punto. Il Presidente ri-
stanco. Sono stanco, pensò, come chiu- discese borbottando oscuramente ed
so dentro una pietra. «Contornato di egli lo udì confabulare a lungo collo
fuoco e di lampi», dissero, «apparirà scaccino nella galleria delle donne.
terribile, quando procederà nel giudi- Il Maestro, salito più tardi, ebbe un
zio alle assise finali». Poi, mentre tutti eguale risultato. Pur senza parlare, il re-
facevano ressa all’uscita, gli fu facile in- cluso non volle sapere di scendere né vi
filare inosservato la scala che portava fu modo di sforzarlo. Tuttavia tornò
alla galleria soprastante. Dalla balau- più volte lo scaccino, lusinghiero e mi-
stra osservò il tempio deserto ma ancor naccioso: dapprima conservando i ri-
tutto illuminato: ai lati della breve gra- guardi ancora il giorno avanti dovuti-
dinata dell’altare brillavano i due vasi gli ma presto, per la fatica di salir quel-
d’argento coi grandi mazzi di fiori che le scale o lo stato di lui sì profondamen-
spingevano fin lassù un profumo bian- te mutato, o ancora il sentire che quella
co, i gradini riflettevano i settemplici lu- mutazione era ormai definitiva e lo
mi dei candelabri e tutto il pavimento scioglieva quindi da ogni rispetto, i
del tempio, di lucido marmo marezza- suoi modi divennero tracotanti. Intan-
to, sembrava sommerso da un’acqua to, la notizia doveva essersi sparsa per
bassa, luminosa e varia: sulla porta tutta la comunità e dalla finestrina so-
dell’Arca pendeva un rosso velluto tra- pra il lucernario egli sorprendeva
punto d’oro. sguardi curiosi che venivan gettati nel-
Vide la scaletta che saliva nella torre la sua direzione. «Quattro haiot sosten-
e vi si infilò con determinazione, come gono il trono e ciascuno ha quattro fac-
se l’avesse deciso da un pezzo. Era una ce: leone alla destra, bue alla sinistra,
scaletta a chiocciola, dipinta di verde, aquila sopra e uomo sotto». Tornava a
trasfigurazione delle me- ri secondo la tradizione tanto alta che salendo egli esitava forte- far notte e i gufi partirono stridendo e
morie familiari (La stanza ebraica. Di qui, attraverso mente nel passo. Fu con sollievo che mi- ghignando. Qualche penna gli cadde
dei giochi, L’incendio del Re- un lucernario, senza muo- se piede nell’interno della torre, larga addosso. Disse l’assemblea «sono un
gio e Il Castello d’Acqua) né versi per giorni, continua a forse due metri, e rotonda; per un fine- fiore appassito, un’ombra che fugge,
che sia rappresentato pre- osservare ciò che succede strino guardava nel tempio attraverso un’erba già secca prima d’esser taglia-
valentemente nei termini all’interno, ma ostinata- il lucernario, per un altro sopra i tetti e ta. Polvere sono in vita…». E dinnanzi
di un’oscillazione fra senso mente dal di fuori. È l’im- le mansarde del quartiere vecchio. Se- alle porte spalancate dell’Arca si copri-
di appartenenza ed esclu- magine anche fortemente dette contro il muro tondo e trasse un rono il capo i sacerdoti, e i fedeli si tira-
sione. Così anche in nume- simbolica di un conflitto sospiro. Il suolo era cosparso di escre- rono il manto sul capo e sotto vi raccol-
rosi racconti: Sabato, La vo- che riguarda anche altre fi- menti d’uccello e qua e là v’erano brani sero i figli, «rivolga il signore il suo
ce di Dio, Devozione, Buon gure lattesiane: il conflitto di carne in putrefazione. Si alzò, col aspetto verso di te», dissero, «e ti conce-
mo’èd e l’inedito Kippur, il fra l’impulso alla sicurezza cappello in mano e, lentamente, sfor- da la pace».
cui protagonista, preso da dell’integrazione e la fru- zando, lo infilò nel finestrino sui tetti. Qualcuno, dal riparo dal manto,
un’insostenibile stanchez- strazione di questo impulso Con un’ultima spinta, il cappello uscì curvo, levò un occhio curioso verso la
za mentre assiste alla ceri- per una irriducibile alterità, dall’altra parte. Lo vide, nero, volare finestrina della torre; ma per ritrarsi
monia, si rifugia per una tale da meritare l’esecrazio- vertiginoso fra i tetti. Uno sbuffo di ven- subito più coperto, quasi temendo
scaletta a chiocciola in una ne del gruppo o della socie- to lo rialzò per un attimo, facendolo ro- per sé il gesto di colui che nel tempio
stanza della torre della Si- tà (e di conseguenza il sen- tolare nell’aria, poi piombò obliquo lun- aveva toccato gli animali impuri ed
nagoga coperta di escre- so di colpa del soggetto). — go i muri e sparì alla sua vista. Si distese ora senza riguardo teneva il viso con-
menti di gufi, animali impu- © RIPRODUZIONE RISERVATA sul suolo coperto di escrementi. Avreb- tro l’Arca disserrata.
be dormito a lungo ma i gufi che parti- © Casa Editrice Leo S. Olschki, Firenze
vano per la caccia notturna lo destaro- © Fondazione Bottari Lattes, Monforte d’Alba,
Editore, pittore, incisore, scrittore, collezionista no sghignazzando. Aiutandosi alle Cuneo
Mario Lattes (Torino, 1923 - 2001 ), di padre ebreo e madre
cristiana, fu personalità eclettica e dai molteplici interessi culturali.
Sfuggito alle leggi razziali, dopo la fine della guerra diresse la Lattes
editori, sempre coltivando la scrittura, la pittura e la scultura
.
XXII LA STAMPA SABATO 1 MAGGIO 2021
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Saggi

Ugo Nespolo
«Per non morire d’arte»
Einaudi
pp. 152, € 12

Ugo Nespolo è nato


a Mosso (Biella) nel
1941, vive e lavora
a Torino

il prezzo della bellezza

A colpi di martello, in un magazzino polveroso


distruggiamo sereni l’arte ingorda di dollari
Un pamphlet in forma di autobiografia contro la vacuità di un’epoca che accumula opere-merce
Ugo Nespolo rievoca le avventure con gli amici (da Baj a Gallizio) e riporta l’ironia al centro della creatività

MARCO VALLORA di antico, di sillabato e lamen- «arte» d’oggi, ingorda di dolla- Carlyle, Il Sarto rappezzato e il «nodo Scappino o Bal- echi di velleità, dal sapore tar-
toso. Di consapevolmente (o ri, dileggiata, svilita, che «fa ha- (che forse è in linea con la poeti- thus»). Brevi concessioni al do-futurista», svalutazioni per-

Q
uando uno riceve un li- no?) pucciniano (visto che nel- rakiri», oppressa dal giganti- ca a puzzle del nostro artista). suo dandysmo malcelato. Ma verse e abdicazioni sofferte,
bro, per leggerlo o re- la sua poliedricità, Nespolo smo disneyano, dalla voracità Satira di costume para-intellet- ormai s’è metamorfizzato in che trafiggono qui e là il testo.
censirlo, talvolta si aveva anche coinvolto persino mafiosa del sistema dell’Art- tuale, testo e commento al te- un Giano bifronte, che manife- Costruito con studiate simme-
coagula, nel sottofon- l’imprevedibile Gozzano). «Vi- world, pervasivo ed impazzi- sto, racconto autobiografico e sta rari episodi di «esaltazione trie: non si può non avvertire
do, come un’immagine acusti- zi d’arte» è il suo primo capito- to. Tra Musei-obitori e su- conte philosophique, dedicato e entusiasmo» giovanili, subi- che questo saggio-sogno (assai
ca, percussiva. Preventiva e sot- lo d’esordio, che richiama «Vis- per-mercati di scaduti e sca- a un parodico filosofo anti-he- to smangiato e «smagrito» dall’ sinistro), si apre con una cita-
taciuta, che non ci abbandona. si d’arte»; ma c’è la felice formu- denti prodotti, «nati morti» e geliano, detto «Sterco del dia- «aculeo tagliente» della «bel- zione dal romanzo Il Respiro di
Per questo libro di Ugo Nespo- la delle «tramontate avanguar- volo». Romanzo-saggio amato Bernhard. Come per un’alluci-
lo (che raggiunge questo fortu- die», che fa eco alle stelle, oscu- da Conrad, Baudelaire, Joyce, nazione, il giovane Thomas si
nato approdo delle Vele Einau- rate, di Turandot. Il succitato Musei-obitori Unamuno, Mishima, ecc, ma «Picchia, picchia» risveglia in un corridoio kafkia-
di) si è addensato un connu- capitolo d’introibo, è in effetti e super-mercati soprattutto Borges: «Non esi- anche i mentori no, gremito di stanze e decide
bio, che forse non dispiacerà un accorato epicedio, per un’a- ste un libro più intrepido e vul- di reagire, «per non morire».
nemmeno al funambolico arti- gonia protratta, prossima, pa- di prodotti scaduti canico, più tormentato dalla in un viaggio Nell’immagine ultima del li-
sta torinese: «Un po’ per celia, ventata della «morte dell’arte» osannati dal sistema desolazione». Libro edito dal crudele e disilluso bro, un sussulto che coinvolge
un po’ per non morire!». Ovve- hegeliana. Trafitto (termine grande Emerson, che sostene- anche Nespolo, Thomas final-
ro il titolo beffardo dell’auto- molto adoperato dall’autore) va che «il merito dell’originali- mente convoglia la sua «irrita-
biografia di Petrolini. Qui di da questo martellamento del naturalmente osannati del tà non è la novità, ma la sinceri- lezza ipocrita», di cui ci parla zione»: «Sono riuscito a metter-
«celia», ce n’è ben poca, essen- gong funebre, che accompa- compromesso e omertoso «si- tà». Un’espressione che dovreb- Schlegel, senza «acquietare du- mi in salvo, (…) semplicemen-
do un libro assai amaro e disil- gna il compianto di questa Mor- stema dell’arte». Trans-valori be essere cara a questo artista, revolmente l’anima». Travolto te ci scriverò sopra qualcosa…
luso. Ma, attenzione, facendo te annunciata. Quasi confor- «estrogenati», con la profetes- che da sempre ha condiviso da uno spleenetico furore ico- subito e subito prima che sia
uno spelling stil-critico del tito- mato sulla metrica uggiosa del- sa Peggy Guggenheim che av- questa «superstizione della no- noclasta, sotto il fosco crepu- troppo tardi». Anche Nespolo
lo, Per non morire d’arte, ecco la Pioggia del Pineto dannunzia- verte: «Ciò che costa, vale». De- vità», a tutti costi; quasi che fos- scolo della Melanconia impe- (che qui ci cita molto poco del-
che cosa ne esce: «Per non» na (e c’è quasi una conferma littuoso editto. se l’unico atout della Moderni- rante e l’«insofferenza preco- la sua arte pittorica, «sghemba
(esordio apparentemente ne- con la formula dissimulata del- Ma come è costruito questo tà. In questo «grado Xerox ce». Alcuni esempi di aggettivi, e laterale») parla, invece, ricor-
gativo, esortativo obtorto col- la «favola bella»: citata). Favo- pamphlet, mascherato da auto- dell’arte», lo sosteneva l’amico percussivi e deprimenti: «Estin- da, ragiona, come un Tristram
lo). «Morire» (aura assai apoca- la, che non è più quella dell’ar- biografia (o viceversa)? Il rife- Baudrillard. Che «adorava le to, gelido, sfibrato, svaporato, Shandy pedemontano. E si au-
littica). E poi, questo «morire te «di una volta», ma quella del- rimento più prossimo direi che mie cravatte» (immagino con insensato, tramortito, snerva- to-commenta, in una sincera
d’arte», che anche ha qualcosa la devastante simil-plasticata è il Sartor Resartus di Thomas la spirale patafisica alla Jarry, to, autolesivo», tra «pallidi auto-recensione di sé: «Forse è
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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA XXIII
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psicanalisi

In noi c’è un mondo di segrete risonanze


che si apre con le note, non con le parole
Dalle sonate di Schubert ai “destini” di Bernhard e Rilke
Augusto Romano riflette sui rapporti tra musica e pratica analitica

GIAN PIERO QUAGLINO dentemente, risuona esso vocare, ma perfino l’osses-


stesso «in» musica. Personal- sione, la possessione, l’inva-

«M
usica. Fa mente ci ho visto, nella sua samento. Mentre la terza
pensare a struttura, un richiamo nep- parte, Musica e Analisi, si
un muc- pure troppo implicito alla centra sul tema dominante
chio di co- perfetta articolazione di una delle molteplici assonanze
se». Così Gustave Flaubert forma-sonata di tradizione e vicinanze tra le sonorità
nel suo Dizionario dei luoghi romantica in quattro movi- proprie del linguaggio musi-
comuni. Come dire un’ovvie- menti. La prima parte, Le cale e i «riverberi» della cli-
tà, per quanto con una punta stanze del canto, come un pri- nica psicologica. Una reci-
di malizia, degna dei suoi mo movimento di esposizio- procità di armonie aldilà di
Bouvard e Pécuchet. E sì che ne dei temi intorno alla que- tutto ciò che si pretendereb-
per altre voci ben diversa to- stione centrale delle affinità be, nell’analisi, puramente
nalità si può cogliere, di intel- e appartenenze della musi- verbale. Per concludere infi-
ligenza, saggezza o ironia, e ca agli universi del mito e ne con un ultimo movimen-
perfino, talvolta, di strava- del simbolo più che non alla to in forma, musicalmente
ganza. Prendete per esem- modesta galassia delle paro- parlando, di «scherzo (o di
pio alla voce Delfino, legge- le che sempre si rivelano del contraddanza) tra Conge-
te «Porta in groppa i bambi- Augusto Romano tutto insufficienti e inade- do in appello ad una pratica
ni» e calcolate la distanza da «Musica e psiche» guate a cogliere l’indicibile analitica davvero vitaliz-
quel banale del «fa pensare a Raffaello Cortina Editore e l’inesprimibile di ciò a cui zante (almeno una metà di
molte cose» detto per la mu- pp. 190, € 16 solo i suoni, le note, riesco- quanto la musica sa esser-
sica, seppure con l’aggiunta no a dare vita. Risento, in lo…), Coda in forma di dia-
di un «ammorbidisce i costu- sottofondo, le lontane paro- logo apologetico e Appendi-
mi», che potrebbe aprire a di- le di Giorgio Manganelli in ce come memento per una
vagazioni assai meno sconta- dialogo radiofonico con Pao- psicoterapia essa stessa «pa-
te. Ma tant’è. Se comunque lo Terni, il più amabile dei ziente»: non tanto lenitiva
così stanno le cose si sarebbe musicologi (e musicofili): (nè tantomeno consolato-
«Non c’è nessun significato ria), ma davvero trasforma-
al momento in cui viene re- tiva e perciò attentissima al-
Il mondo cepito: è questo il punto affa- la parola (almeno una metà
del sentimento scinante… questo motivo di quanto la poesia sa esser-
che era nato, diciamo, lo…).
l’ora di trovare un epilogo a risce, per accogliere un mini- ci «muove» nell’ambigua ambizione di Al termine di questo libro
questo viaggio per stazioni ap- mo accenno d’autoritratto feli- al di là della ragione avere un significato, nel mo- di Augusto Romano sono
parentemente non connes- ce. Dislocato tra i suoi eroi sca- mento in cui viene appro- convinto che pure al nostro
se…». Ogni capitolo, infatti, pigliati (Baj: «Quello sfigato priato dal musicista, viene lettore frettoloso potrebbe
un incipit assai romanzesco, dell’Ugo t’arriva con Bolex di legittimati a pensare, per ve- catturato dal musicista, per- accadere di ritrovarsi in
epico, spesso picaresco. fianco, e Nagra sul culo») o in- nire a noi, che qualunque li- de ogni significato». Come compagnia di quel senti-
«All’ombra dei malinconici gri- ternazionali: i Ginsberg, i Me- bro in cui si parla di musica ri- dire, la magia della musica. mento di placata malinco-
giori delle montagne biellesi è kas, Maciunas, Yoko Ono, sor schi grosso. O che ci sia in bal- In questa prima parte del li- nia che solo pochi libri or-
passata veloce la mia fanciul- Lucio, che è poi Fontana, ecc. lo una qualche scommessa bro, i molteplici agganci alle mai sanno offrire come via-
lezza...». «Si partiva ogni ve- (che transitano nei suoi film non esente da sconsideratez- fonti più diverse (letterati, fi- tico di riconciliazione con
nerdì all’imbrunire in quel geli- sperimentali) e che repentina- za. Me ne vengono in mente losofi, musicologi e, ovvia- la «dura» realtà delle cose,
do inverno del 1967…». Quasi mente lui ri-mitizza, con que- poche, per la verità, di scom- mente, psicanalisti) intrec- delle parole e dei fatti di
sempre un memorabile e peri- sti accorati happening del sen- messe di questo genere che ciano dunque sapientemen- una vita incapace di coglie-
glioso viaggio in macchina, timentalismo ribelle. Poi, zac!, darei per vinte. Una di que- te una trama assai suggesti- re la musica che da sempre
con improvvisati chauffeur im- il diluvio. Per carità, le Torri ste però è proprio l’ultimo la- l’accompagna e la sorregge.
brillantinati ed improbabili ar- pseudo-filosofiche di Kiefer! voro di Augusto Romano, Il che, soprattutto di questi
tisti traghettatori. Per visitare Basta con Christo! Che sinistro Musica e psiche. Una terapia tempi, sospetto potrebbe
Ben Vautier, Fontana, Baj, o i meteorite, la Schaulager di Ecco un libro che non sfio- che trasforma tornargli prima o poi di sicu-
fantasmi residui di Cobra, Pi- Herzog & De Meuron (in cui pe- ra l’ovvietà nemmeno alla ro giovamento.
not Gallizio e Guy Debord. Ad- rò abbiamo visto magnifiche lontana. Che anzi ci offre un invece Un’ultima battuta. Per i
dirittura, un parodico esordio mostre!). Anche il divinizzato panorama di suggestioni, di consolare lettori che amano immer-
alla Vasari, quando «il cielo s’e- Marcel Duchamp, alla fine par tra riflessioni dottorali e me- gersi nelle pagine con musi-
ra fatto scuro come per invita- quasi sopravvalutato, nono- morie personali, davvero in ca di sottofondo e che dun-
re i fantasiosi quatto umori del- stante sia il padrino della sua perfetta armonia con ciò di va di continui rispecchia- que, incontentabili, non vo-
la medicina greca ad agitarsi e poetica portativa e «miniaturi- cui la musica stessa si rivela menti e rifrazioni che non lessero rinunciarvi nemme-
confondersi», mentre il je nar- ca». Abominio con la «babele capace: vincere la resistenza possono non «incantare» no quando in quelle pagine
rante traffica con una rivista post-modern», anche se l’iro- pervicace delle parole, la lo- sene una ragione». (forse perfino «incatena- è proprio di musica che si
polverosa, «ancora capace di nia, il nomadismo, il collage da ro forza d’inerzia, sciogliere Nella breve Introduzione, re»…) non solo il più fretto- tratta (abundandis in abun-
offrire dichiarazioni tanto ta- bricoleur, la citazione beffar- i nodi che trattengono l’im- l’Autore si cautela con ele- loso ma pure il più impertur- dandum, per dirla con il
glienti quanto raccapriccianti, da, dovrebbe pur andargli a ge- maginazione, e restituirci a gante understatement: defi- babile dei lettori. principe De Curtis…), mi
stilati da un Abo, in vena di nio. Cita Clair, Vattimo, Pernio- un altrove, o a un mondo al- nisce le sue pagine come La seconda parte, Variazio- permetto un suggerimento:
iperboliche teorizzazioni». la, Baudrillard, Compagnon, tro, che sta in quel «fuori di niente di più che un bricola- ni sul tema, riprende i temi nel caso di questo libro di
Picchia, picchia, anche con il Jencks, Danto, ma in fondo: so- noi» misteriosissimo soprat- ge in intreccio di riflessioni svariando su quei sentieri Augusto Romano si potreb-
suo già-mentore Celant, dram- no solo «Teorie o Noia». «Soli- tutto per la sua enigmatica teoriche e libere divagazioni del romanzesco e del poetico be optare per un abbinamen-
maticamente scomparso (cer- tudine e destino». Destino di es- ma perfetta coincidenza con da testi letterari. Eppure an- (Hoffmann, Bernhard, Ril- to con una qualunque delle
to) ma deificato e marmorizza- ser arrivato troppo tardi, come il «dentro di noi» più profon- che al lettore più frettoloso ke…) che meglio sanno met- sonate per pianoforte di
to, senza un briciolo di riflessio- in un romanzo di Vila-Matas. Il do. Il mondo del sentimento non sfuggirà, sin dalle prime tere in luce l’insondabile le- Franz Schubert. Con prefe-
ne critica. E non è l’unico scioc- fotografo delle «tramontate che ci abita e ci muove aldilà battute, di trovarsi precipita- game di «Ombra» tra musica renza, volendo essere più
chezzaio flaubertiano che in- avanguardie» ha già scattato l’i- di quello della ragione che ci to in un testo «sulla» musica e destino: non solo la fascina- precisi, per la D 894 in sol
contra, in questo viaggio «cru- cona fatale, finita la pellicola! ordina e ci «sistema». Il mon- che stranamente, o sorpren- zione che la musica può pro- maggiore o per la D 960 si si
dele» (aggettivo eliotiano) e di- Lo lasciamo con un suo al- do delle infinite e segrete ri- bemolle maggiore. Non so
silluso: concordando che un ter-ego, mentre «a colpi di mar- sonanze che la vita nel suo se il consiglio si rivelerà ap-
«critico è un uomo che conosce tello, in un magazzino polvero- trascorrere porta con sé, aldi- Analista junghiano prezzato e appagante, ma in-
la strada, ma non può guidare so, pieno di molte opere di là del mondo delle convinzio- Augusto Romano è un socio dell'ARPA, Associazione per la Ricerca tuisco che, per strane vie, po-
l’auto». Non so se può esistere Ben, le distruggiamo sereni. È ni calcolatrici o utilitaristi- in Psicologia Analitica. Fra i suoi titoli, «A spasso con Jung», trebbe risultare particolar-
un libro «bipolare», però poco Fluxus, bellezza!». — che per cui si tratterebbe «Studi sull'ombra» (Raffaello Cortina); «Il sogno del prigioniero» mente gradito all’Autore. —
a poco il cielo nuvoloso si schia- © RIPRODUZIONE RISERVATA ogni volta, appunto, di «far- (Bollati Boringhieri); «La manutenzione dell’amore» (Aragno) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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XXIV LA STAMPA SABATO 1 MAGGIO 2021
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Saggistica
(micro)storia

Il marinaio seduttore evaso dal lager


dimentica i tedeschi con gli svaghi d’amore
Un ostaggio di Menelik in Etiopia, il dramma di un granatiere dopo Caporetto, le peripezie di un deportato
Dario Borso costruisce il ritratto di un Paese perdente attraverso tre diari “editati” da Comisso

MIRELLA SERRI zione storico-critica. La trilogia metteva a nudo le velleità delle


raccolta da Borso diventa una ambizioni italiane sul corno

I
l popolo, che passione! So- splendida microstoria della Peni- d’Africa e descriveva l’ineffi-
prattutto per un letterato sola dalla fine dell’Ottocento al cienza delle classi dirigenti del-
elegante e ricercato come termine della seconda guerra la penisola che fecero aspetta-
Giovanni Comisso, prove- mondiale: le tre testimonianze re a lungo il pagamento per la
niente dal mondo chiuso e con- riguardano le vicissitudini in loro liberazione ai soldati che
servatore della borghesia di Tre- Etiopia di un «ostaggio» del ne- vivevano in cattività in Etiopia.
viso. Tra un viaggio in Africa e gus Menelik II dopo la battaglia Nemmeno durante la Grande
uno in Giappone, tra un soggior- di Adua, il dramma di un grana- Guerra il Regno d’Italia fu prodi-
no a Parigi e un tour in Medio go di attenzioni verso i sudditi
Oriente, ovunque in cerca di «lo- che mandava al fronte: il secon-
schi balli notturni, bische e po- Lo scrittore do diario di guerra raccolto da
striboli da cui col mio passo sicu- incoraggiava i reduci Borso è del diciannovenne Giu-
ro me ne uscivo a notte inoltra- seppe Giuriati, detto Bepi, arruo-
ta», lo scrittore si dava da fare a mettere i ricordi lato nel secondo reggimento gra-
per scoprire nuovi talenti tra i nero su bianco natieri di Parma. Il quaderno ri-
giovanissimi reduci di guerra trovato di Bepi narra le tribolazio-
che incoraggiava a mettere ne- ni durate circa un anno e mezzo e
ro su bianco le proprie esperien- tiere trevisano dopo la sconfitta seguite alla cattura da parte dei te-
ze. Narratore cosmopolita, ave- di Caporetto e le peripezie di un deschi: pubblicato per la prima
va partecipato alla gran festa marinaio anche lui trevisano fat- volta a metà degli anni Trenta,
dell’occupazione dannunziana to prigioniero dai nazisti in Gre- metteva l’accento sull’orrore del
di Fiume rimanendo folgorato cia dopo l’8 settembre. fronte e soprattutto sulla disorga-
dalla sfrenatezza dei costumi e Il primo testo scelto da Borso nizzazione dei comandanti che
dai comportamenti disinibiti: che catalizzò l’attenzione di Co- mandavano i fanti a morire come
con il suo primo «libretto carna- misso narrava dunque l’espe- bestie al macello. «Io ringrazio il
le e febbrile» era stato introdot- rienza di un povero milite feri- Signore», scriveva il Bepi dal la-
to nel mondo letterario da Euge- to alla testa nel 1896, momen- ger, «finora ho preso soltanto 3
nio Montale. Con questo suo sti- to culminante della guerra d’A- baionettate nelle spalle, 5 nerva-
le «febbrile» Comisso apportò bissinia. Non a caso Comisso si te nella testa che mi fece male 15
varie modifiche ai testi da lui appassionò a queste pagine: giorni, tre calci nel culo con stivali
scoperti. erano una fotografia delle ra- e battiture col fucile e diversi
Adesso Dario Borso, raffinatis- gioni della sconfitta del colo- schiaffi nel viso». Questo crudo re-
simo studioso di estetica, curato- nialismo italiano. Il racconto soconto non fu ben visto dalle au-
re di varie opere di Kierkegaard,
Celan e Arno Schmidt, in Ostag-
gi d’Italia ha riunito tre brevi dia- Traduttore e curatore
ri, su cui lo scrittore di Treviso ha Dario Borso (Cartigliano 1949) è stato coautore di: «Goffredo
personalmente lavorato come Parise» (Marcos y Marcos), «Ragione, giustizia, filosofia»
editor, e ne ricostruisce le trascri- (Feltrinelli) e traduttore - fra gli altri - di Paul Celan («La sabbia
zioni con finezza e grande atten- delle urne», Einaudi), Arno Schmidt («I profughi», Quodlibet)

sporT senza barriere fondamentali del volley il passo


può essere breve (e anche scivo-

Dio creò il volley e vide che era cosa buona loso): l’autore riporta attraver-
so un comico dialogo con un
professore, che sconfessa la teo-

poi chiese a un cieco di spiegarne il perché ria della «congrega segreta del
volley», le regole essenziali del-
lo sport. Ed emergono due ten-
tativi riusciti. Il primo è quello
di avvicinare i neofiti a com-
LUIGI MANCONI schema con le dita dietro la ai suoi lettori è che «se il volley Turolla «dimostra di avere una prendere «la verità» del gioco:
CHIARA TAMBURELLO
schiena e un’altra ancora difen- fosse davvero ciò che merita di vasta cultura, al punto di per- sapere i nomi dei campioni e
de il servizio con un bagher. La essere, vale a dire obiettivo, tra- mettersi funamboliche piroette delle campionesse, immagina-

L
ungo la linea del treni- Federazione ha voluto esaltare guardo e finalità dell’esisten- nelle quali prende affettuosa- re il campo, conoscere i princi-
no che da Roma Nord il volley e i suoi valori. za», molti dei problemi che as- mente in giro la storia, la filoso- pi; e offrire agli esperti una visio-
porta a Viterbo, a pochi L’intento di rendere omag- sediano la società verrebbero fia e tutte le umane discipline, ne diversa e originale del vol-
chilometri dal Grande gio a questa disciplina è lo stes- meno, grazie alla «eliminazio- sottomettendole all’impero del ley. Il secondo è quello di inseri-
Raccordo Anulare e adiacente a so riposto da Roberto Turolla ne della fame nel mondo, il ri- volley». Si parte da una fantasio- re una storia personale all’inter-
una delle piste ciclabili più fre- nel suo libro Volley, sempre vol- torno dell’equilibrio climati- sa lettura della Torah: nella ver- Roberto Turolla no di un libro che tratta di uno
quentate della città, si trova la ley, fortissimamente volley, edi- co», ma anche «l’eliminazione sione originale vi è scritto che «Volley, sempre volley, sport in cui occhi, vista e sguar-
stazione ferroviaria Due ponti. to da Golem. I giocatori più ap- dell’uvetta nei panettoni, l’abo- Dio «creò il volley, e vide che fortissimamente volley» do sembrano essere cruciali
Nel 2016 quell’edificio è stato ri- passionati potrebbero conside- lizione della panna dalla carbo- era cosa molto buona, la più per- Golem non solo per chi lo pratica, ma
qualificato grazie a un progetto rare questo testo come una pic- nara». Un paradosso? Certo, fetta delle creazioni». Secondo pp. 112, € 12.50 anche per chi lo segue.
di street art sponsorizzato dalla cola Bibbia da tenere nella ta- non siamo mica scemi, ma, al- l’autore uno sport tanto superio- Dimenticavamo, infatti, un
Federazione Italiana Pallavolo, sca posteriore dei pantaloncini lo stesso tempo e sommessa- re non sarebbe stato mai imma- piccolo particolare: l’autore del
che ha sede proprio lì accanto. o come una mascotte che vigila mente, la traccia di un itinera- ginato da mente umana, «occor- libro, fanatico supporter di que-
A realizzare la «galleria d’arte dalla panchina durante una rio possibile. reva che venisse direttamente sta disciplina, è una persona cie-
urbana» è stata Alice Pasquini, partita di campionato. Con al- Con ironia l’autore racconta dall’entità suprema». Come si ca dalla nascita. Il che non gli ha
autrice di sei opere raffiguranti trettanta devozione, i tifosi più la sua passione per il volley, pro- comprende sin dal titolo, i ri- precluso la possibilità di osser-
alcune giocatrici di pallavolo tenaci potrebbero trarre da es- ponendolo come panacea di tut- chiami parodistico-letterari so- vare le partite con meticolosa at-
«in posizione». C’è chi esegue so il proprio Manifesto eti- ti i mali. Paola Cardullo, cam- no numerosi: qualcuno azzec- tenzione e costante applicazio-
una schiacciata e chi salta per co-sportivo. Ma il messaggio pionessa mondiale di pallavo- cato, altri meno. Dai fondamen- ne. In un capitolo Turolla spie-
murare; un’altra comunica uno che Turolla vuole trasmettere lo, nella prefazione scrive che ti del pensiero umanistico ai ga i «Vantaggi per un cecato
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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA XXV
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torità fasciste. Per difendersi, Co- la biog raf ia a gg iornata


misso annotava nella prefazio-

Foucault, genio & indocilità:


ne: «Prima di scrivere bisogna
aver vissuto».
Visse intensamente anche il
protagonista del terzo diario scel-

vita è pensare avventurosamente


to da Comisso per i suoi rimaneg-
giamenti, «Una donna al gior-
no», firmato da Luigi Figallo. Un
nom de plume dietro cui si nascon-
Dario Borso deva Gigetto Pavanello, assisten-
«Ostaggi d’Italia»
Exòrma
te e autista del narratore. Que-
st’ultimo trascrisse il resoconto
Dai primi scritti alle ultime travagliate opere sulla sessualità
pp. 227, € 15.50 orale delle vicende del giovane L’uomo e l’intellettuale attraverso interviste, lettere, archivi
deportato in Germania dopo l’ar-
mistizio dell’Italia con gli Alleati.
Ma nell’ interpretazione di Co- SIMONE REGAZZONI
misso il soldato ventenne diven-

P
ne un picaro e un Casanova. eriodicamente acca-
Quando il libro uscì la prima de che, frugando in
volta nel 1949, edito da Longa- qualche archivio, nel-
nesi, venne denunciato per osce- le pieghe della vita pri-
nità dal democristiano Carlo Do- vata, tra i testi inediti o nei pet-
nat-Cattin e ritirato dal commer- tegolezzi, si scopra che quello
cio. Aveva un piglio audace per che per molto tempo è stato
l’epoca: il protagonista dopo es- considerato un grande pensa-
sere evaso dal campo di concen- tore, addirittura un maestro,
tramento riuscì a concedersi porterebbe in sé la macchia in-
grandi svaghi con una miriade delebile di una colpa morale
di fanciulle, di cui narrava con o politica che, non potendo
dovizia di dettagli le disponibili- più essere espiata di persona,
tà all’amore. dovrà essere fatta pagare alla
La raccolta delle disavventure sua opera attraverso un ridi-
dei tre soldati rispecchia l’interes- mensionamento del suo valo-
se di Comisso per il popolo e per re. È accaduto con Heideg-
le classi subalterne che si era for- ger, è accaduto con Derrida a
giato negli anni del fascismo, con partire dall’affaire Paul de
il movimento letterario e cultura- Man: ora sembra venuto il
le Strapaese, nato nel 1926 e ca- momento di Michel Foucault,
ratterizzato dalla riscoperta reo di aver commesso atti mo-
dell’autenticità del mondo rurale ralmente riprovevoli. Non è Michel Foucault (Poitiers, 1926- Parigi, 1984)
e tradizionale. Ma questa scoper- importante entrare nel meri-
ta corrispondeva anche a perso- to della questione: è impor- re la verità nei suoi effetti di panorama di grande ricchez-
nali interessi dell’irrequieto ro- tante ricordarla per non sotto- potere e il potere nei suoi di- za, ma anche agitato da scon-
manziere che, alla maniera di Ar- valutare gli intrecci tra filoso- scorsi di verità» e chiama que- tri feroci tra pensatori ambizio-
thur Rimbaud, collegava il viag- fia e biografia, per non liqui- sta critica arte dell’indocilità si e desiderosi di riconoscimen-
gio con l’eros, l’inquietudine con darli come irrilevanti, per es- ragionata. to. Può accadere così che una
il desiderio. Con le avventure del sere consapevoli che quegli in- L’indocilità è stata la cifra conferenza di un giovane filo-
marinaio-gran seduttore si stac- trecci possono diventare il ter- stessa della vita di Foucault: sofo, Jacques Derrida, allievo
cava dal neorealismo che, nel do- reno fertile di approfondi- la vita di un uomo geniale, am- di Foucault all’École Normale
poguerra, riprendeva il populi- mento del pensiero o la como- bizioso, tormentato, mai ap- Supérieure, su poche pagine
smo fascista degli anni Trenta. da scorciatoia per liquidare pagato dai risultati raggiunti, dedicate da Foucault a Carte-
E con questi tre scritti da lui cu- ciò che non si piega all’addo- che procede per scarti, cesu- sio in Storia della follia diventi,
rati, Comisso si confermava un in- mesticamento intellettuale. re, nuovi inizi, desideroso di con il tempo, occasione per
tellettuale molto moderno, ribel- Per questo, mai come in oggi non farsi trovare là dove gli al- una vera e propria guerra filo-
le e incapace di aderire pedisse- la versione aggiornata della tri si aspettano che sia. Eribon sofica che porterà una rottura
quamente ai diktat culturali do- biografia di Didier Eribon Mi- ricostruisce con grande cura totale dei rapporti tra i due du-
minanti , desideroso di racconta- chel Foucault. Il filosofo del se- la dinamica mai lineare del rata dieci anni. Eribon è molto
re la storia d’Italia in maniera ori- colo, edita da Feltrinelli nella pensiero di Foucault, dai pri- attento al contesto culturale,
ginale e contro corrente. — bella traduzione di Lorenzo missimi scritti fino alle ultime editoriale, istituzionale e poli-
© RIPRODUZIONE RISERVATA Alunni, sembra trovare l’ora travagliate opere sulla sessua- Didier Eribon tico nella cui rete inscrive la
della sua leggibilità. lità e la cura di sé, facendoci «Michel Foucault. biografia di Foucault che è an-
Siamo di fronte a un libro entrare nel laboratorio filoso- Il filosofo del secolo» che la storia delle sue relazioni
sontuoso, scientificamente ri- fico del pensatore francese. (trad. di Lorenzo Alunni) con i più grandi nomi dell’epo-
nell’andare a vedere una parti- gica percezione del tempo e goroso ma sempre chiaro e go- Foucault si avventura in ogni Feltrinelli ca: da Dumézil a Derrida, da
ta». Sembra di leggere un rac- dello spazio, ci offre l’ascolto dibilissimo nella lettura, in nuova opera come in un labi- pp. 432, € 28 Hyppolite e Canguilhem, da
conto di fantasia, ma si coglie della cronaca di una partita di cui la dettagliata ricostruzio- rinto finemente cesellato a ta- Deleuze a Lacan a Althusser.
un vero sesto senso che permet- pallavolo come se la stessimo ne biografica, operata a parti- volino in ore e ore di lettura, Non manca l’attenzione a
te all’autore di seguire una parti- seguendo alla radio. Fedele e re da diverse fonti (interviste, scrittura e riscrittura: un labi- un tema centrale nella biogra-
ta come se la stesse vedendo su frizzante. lettere, archivi, quotidiani), rinto in cui perdere se stesso e fia di Foucault, la sua omoses-
uno schermo o in presenza. I PS: uno dei due autori di que- si intreccia perfettamente da cui provare a uscire come sualità, benché Eribon, a diffe-
suoni dei colpi del pallone, sta recensione è cieco. Affasci- con la storia dell’elaborazio- altro. La «morale da stato civi- renza da quanto fatto da Ja-
quando tocca la superficie del nato dalla favolosa costruzione ne del pensiero del filosofo le» non fa per lui: «Non do- mes Miller nel suo La passione
campo, quando rimbalza sugli mentale che permette a Turolla francese sullo sfondo dell’am- mandatemi chi sono e non di Michel Foucault, edita in Ita-
avambracci dei giocatori o inter- di «vedere» le partite di pallavo- biente culturale parigino tra il chiedetemi di restare lo stes- lia da Longanesi, eviti di entra-
cetta il filo della rete, il tempo lo, di seguirne le diverse fasi, di 1945 e il 1984. In questo sen- so: è una morale da stato civi- re nei dettagli delle esperienze
che impiega la sfera a cadere a accompagnarne l’incertezza e il so la biografia di Eribon è an- le: regna sui nostri documen- fatte da Foucault nell’ambien-
terra, i richiami degli atleti. Tut- sollievo, è tentato di mettere a che un’ottima introduzione al ti. Ci lasci almeno liberi quan- te omosessuale americano del-
to ciò permette a Turolla di rico- confronto la propria abilità con pensiero di Foucault per do si tratta di scrivere». la West Coast. Con questo Eri-
struire le azioni del gioco e quella dell’autore di Volley, sem- chiunque voglia avvicinarsi a L’avventura intellettuale di bon evita sicuramente la trap-
«commentare, incitare, sprona- pre volley, fortissimamente vol- uno dei massimi filosofi del Foucault è anche la storia di pola del sensazionalismo, ma
re la squadra», come un tifoso ley in uno sport che gli è più con- Novecento la cui eredità, in un’epoca straordinaria della rischia forse di non far cogliere
competente e appassionatissi- geniale: il ping-pong. Ha un tempi di coprifuoco sanitario cultura francese o meglio pari- a pieno la portata di quelle
mo, appunto. La cecità appare passato di successi in questa di- e rischio ragionato, è quanto gina che Eribon restituisce in esperienze nell’elaborazione
così al lettore - e forse allo stesso sciplina a livello regionale, e la mai attuale. Le parole di Fou- tutta la sua complessità, talvol- teorica dell’ultimo Foucault e
autore - come un «dono». sua memoria cerebrale ne ri- cault riportate da Eribon nel- ta nella sua crudeltà. Impossi- di quell’idea ancora attualissi-
L’associazione con un altro li- corda puntualmente mosse e la prefazione alla terza edizio- bile comprendere Foucault, ma per cui «la vita di ogni indi-
bro è immediata: Il dono oscu- movimenti, tempi e ritmi. Se ne del 2011 sembrano scritte ma lo stesso si potrebbe dire viduo non potrebbe forse esse-
ro, di John M. Hull (Adelphi la sente, Turolla, di affrontare per l’oggi. Parlando di politi- per Derrida, Deleuze, Badiou, re un’opera d’arte?». —
2019), anch’esso di un autore la sfida? In alternativa, gli pro- ca, governamentalità e assog- Althusser, senza indagare, da © RIPRODUZIONE RISERVATA

non vedente. Nell’apparente pone uno sport estremo, an- gettamento degli individui at- un lato, il sistema formativo e
profonda distanza tra i due te- che se è possibile che il bungee traverso meccanismi di pote- in particolare un’istituzione co-
sti, si ritrova la stessa capacità jumping (salto con elastico) re che si appellano a una veri- me l’École Normale Supér- Sociologo e filosofo francese
di «sentire» i contorni e i conte- non arrivi a proclamare un vin- tà, Foucault ricorda come la ieure, e dall’altro un panora- Didier Eribon (Reims, 1953) è professore alla facoltà di Filosofia,
nuti della realtà. Turolla - im- citore tra loro e che si riveli fa- critica sia «il movimento attra- ma culturale che ha pensato se scienze umane e sociali dell'Università d'Amiens ed è stato visiting
maginiamolo seduto al centro tale per entrambi. — verso il quale il soggetto si ri- stesso, in un certo momento, professor a Berkeley e al King's College. Fra i suoi titoli: «Riflessioni
degli spalti - grazie alla sua ma- © RIPRODUZIONE RISERVATA conosce il diritto di interroga- come il centro del mondo; un sulla questione gay» (Ariele), «Ritorno a Reims» (Bompiani)
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XXVI LA STAMPA SABATO 1 MAGGIO 2021
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Cristina Cassar Scalia


Diario di scrittura
La mia sbirra Vanina
insonne e complicata
fugge da tutto Cristina Cassar Scalia
«L’uomo del porto»

ma non cede alla mafia


Einaudi Stile Libero
pp. 324, € 18.50

Nato negli uffici di squadra mobile e tribunale


il mio personaggio indaga su un uomo ucciso a Catania

CRISTINA CASSAR SCALIA In cucina, tra maioliche e pentole di rame,


una porticina nascondeva un montacarichi. È

V
anina Guarrasi è nata, letteraria- bastato aprirlo perché tutte le mie incertezze
mente parlando, nel duemilasedici. riguardo alla scrittura di un giallo crollassero
Sabbia nera, il primo romanzo in cui di colpo. Potevo ignorare una fonte d’ispira-
compare la mia poliziotta, è ambien- zione come quella? Potevo resistere alla tenta-
tato in quell’anno, e così per adesso anche i zione di infilarci dentro con la fantasia un ca-
successivi, le cui storie si svolgono a distanza davere, per di più mummificato da sessant’an-
di circa un mese l’una dall’altra. Mi chiedere- ni? No, non potevo. In quel momento ha ini-
te: che importa a noi se era il duemilasedici o ziato a prendere forma Sabbia nera, il primo
il duemilaventi? Cosa cambia? Nulla, vi avrei romanzo della serie, e con lui la sua protagoni-
risposto fino a qualche tempo fa. Per il tipo di sta: Giovanna Guarrasi detta Vanina, Vice-
storie raccontate, a rigor di logica, anno più o questore Aggiunto della Polizia di Stato, da
anno meno non fa una gran differenza. Poi pe- un anno in forza alla sezione Reati contro la
rò è arrivato il duemilaventi, precipitato tra persona della Squadra Mobile di Catania.
capo e collo con la violenza di una parete di Un personaggio complicato, Vanina. Paler-
roccia lavica che frana dalla muntagna. E ha mitana, reduce da anni di militanza nell’anti-
cambiato tutto. Puoi pensare di raccontare mafia, figlia di un ispettore di polizia ucciso
una storia ambientata nell’ultimo anno che davanti ai suoi occhi da Cosa Nostra nei primi
abbiamo vissuto senza fare i conti con la pan- anni novanta ed ex compagna di un magistra-
demia? No. O quantomeno, non se le storie to della Dda che ha abbandonato quando è
che racconti cercano di calarsi il più possibile scappata via da Palermo. Una donna in peren-
nel quotidiano. Ed ecco allora che quel dina- ne fuga dal passato, che ai piedi dell’Etna, o
mico, normale duemilasedici assume tutto meglio della muntagna, ha trovato la sua di-
un altro significato e diventa un valore ag- mensione ideale. Per lo meno, lei ne è convin-
giunto, un sollievo: Vanina vive in un mondo ta. Cinefila accanita, collezionista di vecchi
felicemente ignaro di ciò che sarebbe accadu- film e di pellicole girate in Sicilia; buongusta-
to quattro anni dopo, e probabilmente sarà co- ia ma del tutto incapace di gestire un fornello;
sì per molti altri libri ancora. Perché vi ho rac- fumatrice di Gauloises e insonne per natura.
contato tutto questo? Innanzitutto per tran- Dopo di lei sono venuti gli altri personaggi
quillizzarvi: nei miei libri non troverete nem- che la accompagnano nelle sue indagini, una
meno un cenno alla pandemia, che speriamo più rognosa dell’altra. I suoi collaboratori, i
di lasciarci al più presto alle spalle. suoi amici catanesi, la sua famiglia palermita-
Quando, mesi fa, ho iniziato a scrivere na, il suo ex che forse ritorna ma forse no. E so-
L’uomo del porto, staccarmi dal mondo reale prattutto il mio amatissimo Biagio Patanè, ot-
per immergermi in quello della mia poliziot- tantatreenne commissario in pensione che
ta non è stato semplice. Che volete che vi di- non ha perso il suo fiuto sbirresco. Un perso-
ca? Sono anche un medico: il mondo là fuori naggio nato come accessorio e diventato copro-
mi pareva così incerto da non riuscire a svin- tagonista alle prime due battute, giusto il tem-
colarmene con la mente. Ma è durata poco, po di affezionarmi a lui, cui ho regalato dieci
giusto il tempo che Vanina Guarrasi se ne ac- volte lo spazio che gli avevo destinato in princi-
corgesse e venisse a recuperarmi per le orec- pio. Indagine dopo indagine, libro dopo libro,
chie. E a ricordarmi che la nuova indagine in intuizione dopo intuizione, Patanè ha conqui-
cui la stavo infilando esigeva tutta la mia con- stato un posto speciale nella vita di Vanina, ed
centrazione. Da quel momento in poi, come è diventato parte integrante della squadra.
sempre, la mia vita e la sua si sono allineate. Certo, perché tutto funzionasse, dovevo in-
Al netto del suo carattere difficile e della si- formarmi bene. Se vuoi scrivere un giallo con
tuazione complicata in cui l’ho cacciata, con una poliziotta come protagonista, ma di me-
tanto di minacce di morte dalla mafia paler- stiere fai l’oftalmologa e di indagini giudizia-
mitana e conseguente scorta armata, anche rie capisci giusto quello che hai imparato da li-
stavolta la nostra convivenza è stata felice. bri e cinema, rivolgerti agli esperti è l’unica
Anzi, vi confesso che non vedo l’ora di torna- tua chance per non incappare in errori grosso-
re di nuovo da lei. lani. Perciò ho scomodato poliziotti, magistra-
Del resto, Vanina è la mia creatura più ama- ti, medici legali, funzionari di Polizia scientifi-
ta. Plasmata a immagine della sbirra che, da ©RINO BIANCHI/ROSEBUD2
ca, una schiera di amici che oggi mi aiuta a ren-
lettrice di gialli, mi sarebbe piaciuto trovare dere realistico il lavoro di Vanina, dei suoi uo-
tra le pagine di un libro. E pensare che fino al
giorno in cui ho concepito il suo personaggio Oftalmologa mini e delle sue donne. Con qualche licenza
narrativa, ovvio, ma badando a non scivolare
ero sempre stata convinta che scrivere un gial- nell’inverosimile. Anche i luoghi dovevano es-
lo fosse un esercizio al di sopra delle mie possi- sere reali, e per descriverli ho iniziato a girare
bilità. È successo per caso. Era luglio del due- Nata nel 1977 a Noto, medico oftalmologo, Cristina Cassar Scalia vive e lavora a per uffici: quelli della mobile di Catania, quel-
milasedici e degli amici avevano appena rice- Catania. Ha esordito nella narrativa nel 2015 con «La seconda estate», seguito da li della Procura. La mobile di Palermo con la
vuto in eredità una villa alle pendici dell’Etna. «Le stanze dello scirocco» (Sperling & Kupfer). Del 2018 è «Sabbia nera», prima sua lapide commemorativa, in cui mi sono
Quasi un castelletto, in uno stile liberty ara- avventura del vicequestore Vanina Guarrasi. Una serie continuata con «La logica permessa di inserire idealmente anche il no-
beggiante, con tanto di torre a forma di mina- della lampara» e «La salita dei Saponari», tutti Einaudi Stile Libero. me di Giovanni Guarrasi, il padre di Vanina, e
reto e impianto d’illuminazione a ossiacetile- Nel nuovo romanzo «L’uomo del porto», Vanina Guarrasi (sulle cui indagini è in il Palazzo di Giustizia di Palermo con tutto
ne. Buona parte della casa e la torre erano di- progetto la realizzazione di una serie televisiva) è alle prese con l’omicidio di un quello che la sua immagine evoca.
sabitate da decenni, e avevano assunto l’aria professore di filosofia che viveva su una barca a vela, amatissimo dai suoi studenti e Perché scrivere romanzi serve anche a que-
sinistra di certi manieri abbandonati in cui ci con nessun apparente legame con la malavita. Il suo corpo viene ritrovato nel letto sto: a raccontare pezzi di storia che non vo-
si aspetta di veder comparire un fantasma da dell'Amenano, un corso d'acqua che secoli fa un'eruzione dell'Etna ha ricoperto di gliamo vengano dimenticati mai. —
un momento all’altro. lava e che ora scorre sotto il centro storico di Catania © RIPRODUZIONE RISERVATA

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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA XXVII
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Casanova & C.
Diario del critico
Se la felicità s’impara, i libertini la insegnano
con le loro vite esemplari senza capo né coda
Da Diderot alla du Châtelet, nel ’700 cercare il paradiso in terra era il progetto cui si lavorava da mattina a sera
Storie di uomini e donne colti in azione (e in contraddizione), tra attimi di grazia e perfetta cognizione del vero

Giorgio Ficara
«Vite libertine»
La nave di Teseo
pp. 196, € 18

GIORGIO FICARA

H
o sempre pensato che la felicità si im-
pari, come l’algebra o il latino. Sono
stato educato così, dai miei vecchi ge-
suiti, che non erano certo libertini
ma tutto sommato, a modo loro, erano campio-
ni del saper vivere, o del modo di vivere più uti-
le, a sé e agli altri: «amico mio - diceva Ignazio
di Loyola - cuci il tuo abito con la stoffa che
hai». Ad majorem Dei gloriam era il motto
dell’ordine: non maximam, cioè «la più gran-
de», ma «un po’ più grande», quello che è possi-
bile. Il mondo era affar loro (e chissà che non lo
sia ancora oggi se papa Francesco, Draghi e Bi-
den, allievi dei gesuiti, i primi che mi vengono
in mente, pare conoscano bene la disciplina).
Sarà per questo che anni e anni dopo, stu-
diando libertins e philosophes, ho avuto l’im-
pressione che insegnassero la stessa materia,
da un altro pulpito. E proprio la felicità era il lo- lando in generale, il gioco del biliardo aveva per ci, compiacenti, distratti, indulgenti, dissipato-
ro grande progetto, la fabbrica in cui lavorava- loro un peso maggiore dei miti platonici: mante- ri, dolci, misericordiosi. Pascal li chiamava
no da mattina a sera. Ogni filosofo, poeta, ma- neva ciò che prometteva. Il pensiero stesso, nel «maestri di errori», ma non faceva che rivolger-
tematico, avventuriero, cabalista, erudito,
scienziato del Settecento diceva la sua su que- Accademico e saggista gioco, era più soddisfacente che in metafisica.
Perché intrattenersi nell’intimo di sé pensando
si a loro, nelle Pensées. Per Cartesio erano «tutti
di carne», ma alcuni di loro deploravano che lo
sta felicità, che da pietra d’inciampo diventava alla propria caducità, o all’infinità di Dio, come spirito invecchiasse e morisse, proprio come la
pietra angolare, fundamentum, verifica intel- prescrive il moralista, se possiamo avere mille carne. Le donne con loro si sentivano «uguali»,
lettuale e razionale nel campo del sapere. L’i- Giorgio Ficara (Torino, 1952) è professore pensieri come mille palle da biliardo? Perché di- né madri né mogli, ma amiche lasciate libere:
dea di pensare in un altro modo, rispetto alle ordinario di Letteratura italiana all'Università di sprezzare la distrazione (divertissement) e non volubili, prive di ruolo, insieme maschio e fem-
metafisiche e rispetto alla morale stoica, traslo- Torino. Ha insegnato negli Stati Uniti alla Stanford usarla invece come nuovo grimaldello raziona- mina, non più femminili di quanto femminile
cata nel Cristianesimo, nasceva in fondo da University, alla UCLA e alla University of Chicago; le, perfettamente adeguato alla nostra attesa di sia un uomo, non più maschili di quanto ma-
questo chiodo fisso della felicità: la sola in gra- a Parigi alla Sorbona. Tra i suoi libri: «Solitudini. verità? E perché la verità contenuta nella varie- schile sia una femmina.
do di autorizzare il pensiero a pensare. Gli infe- Studi sulla letteratura italiana dal Duecento al tà (variety, Locke) sarebbe meno pregiata di Certo, il paradiso terrestre durò poco e qual-
lici, diceva Saint-Evremond, non pensano o, se Novecento» (Garzanti); «Il punto di vista della quella contenuta nella sola mia anima? cuno dubitò, addirittura, della ragione che lo
ci provano, sono anche più infelici. natura. Saggio su Leopardi» (Il Melangolo), «Stile Insomma, la felicità è una cosa seria, se ci con- aveva creato. La giustizia non trionfò. La «ric-
Così una mattina, a Parigi, nei pressi della Novecento» (Marsilio), «Casanova e la sente addirittura di pensare che è una cosa se- chezza inammissibile» dei ricchi, anziché ridur-
vecchia Biblioteca, in rue Richelieu, decisi che malinconia» e «Riviera» (entrambi Einaudi) ria. E i libertini, dal primo all’ultimo, dall’inge- si, aumentò. L’etocrazia che avrebbe sospeso
avrei messo questi cosiddetti libertini in un li- gnoso Gassendi, che confutò Cartesio, al povero guerre e invasioni, emancipato le donne, rifor-
bro o meglio che ci avrei potuto provare. La vi- Rake delle tavole di Hogarth, lo sapevano benis- mato la pena dei rinchiusi, non fu mai procla-
ta considerata come grande esperimento e ban- simo. Erano alunni attenti alla scuola della felici- mata. I vecchi peccatori si stancarono dei loro
co di prova d’uno spirito alleato della materia, tà, e il mondo improvvisamente per loro torna- peccati. E l’amore tornò a essere, a occhio e cro-
cioè la scommessa dei libertini contro la scom- va paradiso terrestre: donne come Mme du ce, un sentimento del tutto simile al panico, co-
messa di Pascal, mi sembrava richiedesse non Châtelet insegnavano l’uguaglianza a uomini me anni dopo argomentò Roland Barthes: «per
tanto argomenti, ma racconti, storie, vite, per- come Voltaire; Helvétius progettava di abolire l’innamorato vale esattamente il discorso del
sonaggi colti in azione e spesso in contraddizio- la povertà (e l’abolì nel suo feudo di Voré); Thér- pesce fuori dall’acqua».
ne, tra felicità e malinconia, attimi di grazia e èse philosophe voleva realizzare, pressappoco, Scrivendo il libro, tuttavia, ho pensato spesso
perfetta cognizione del vero, e delizie procra- l’utopia del piacere universale; Diderot, da par- che i personaggi che avevo davanti agli occhi
stinate a un passo dal grande nulla, e bons mots te sua, materialista com’era, vedeva la summa non avessero concluso affatto il loro discorso.
e intelligenza a ogni costo (e cuore e genio, di amore terrestre e celeste nella sua Sophie; il Che anzi il fato, o una certa distrazione del pub-
quando ci sono stati). vecchio Bernis, cardinale e ambasciatore, era se- blico, li avesse trattenuti sul più bello. Così, de-
È vero: questi personaggi spesso non sapeva- guito dai suoi peccati come da servi previden- ducendoli dagli originali, ho cercato di prolun-
no stare fermi, in una stanza chiusa, da soli, per ti… Qualcuno, certo, calcava la mano. La Met- gare quei discorsi e raccontare quelle vite mera-
più di qualche istante. Avevano bisogno di un af- trie e Casanova, ad esempio ammassavano pia- vigliose, se non veramente esemplari: senza ca-
fare qualsiasi - un tavolo da gioco, una palla da ceri come fieno in un fienile: l’uno morì una se- po né coda, come ogni vita che si rispetti, ma infi-
biliardo - per passare il tempo. Correvano qui e ra, a Potsdam, trangugiando il paté del cuoco di nitamente dotate di spirito. Liberissime nel co-
là, nella discontinuità stessa dei loro sistemi di Federico; l’altro morì di malinconia, a Dux. siddetto carcere della materia. —
pensiero, à la quête de quoi? Ma il fatto è che, par- Ma tutti, al momento opportuno, erano feli- © RIPRODUZIONE RISERVATA

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XXVIII LA STAMPA SABATO 1 MAGGIO 2021
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Piccoli lettori
l ’oma g g io di Ilide carmig nani

Storia del mio amico Lucho


e del gatto Zorba
che gli insegnò la libertà
Vita, passioni e militanza dello scrittore cileno raccontate come una fiaba

NADIA TERRANOVA proca e sorretta da quella fami- suoi figli, le occasioni mancate
liarità che caratterizza il rap- e colte, i dolori, le piccole felici-

«S
i è mai visto un porto fra autore e traduttore at- tà, ma anche quello sguardo feli-
gatto obbedire traverso quanto di più autenti- no grazie al quale può vedere
a qualcuno? Si co e paradossalmente segreto con più coraggio e nitidezza le
è mai visto un ci sia: le parole. «Mi ha tenuto storie giuste da raccontare.
gatto dare ordini ad altri? I gat- compagnia per ventotto anni Giustamente, Ilide Carmi-
ti sono piccoli monumenti alla della mia vita: ogni mattina mi gnani racconta quanto sia sta-
libertà». Parola di uno degli sono seduta a tradurre le sue ta politica l’intera esistenza di
scrittori più noti del mondo, storie fino a sera, venticinque li- Sépulveda: la militanza, il car-
Luis Sepúlveda detto Lucho, e bri, un buon numero di poesie, cere, le torture, la scelta di mo-
anche di Ilide Carmignani, che due sceneggiature e non so più delli come Che Guevara, il co-
è stata la sua traduttrice in Ita- quanti articoli che hanno dato raggio della ribellione, l’esilio.
lia e, adesso che Lucho non c’è il loro respiro, il loro colore alle Ilide Carmignani Riesce a farlo in maniera sem-
più, prende parola e ne raccon- mie giornate, un filo di parole «Storia di Luis Sepúlveda plice e non retorica, facendo le-
ta la vita con delicatezza e osti- così lungo da legare a lui per e del suo gatto Zorba» va su una finzione narrativa
nazione. Lo fa innestando un sempre quei pezzi del mio pas- Salani che mette al centro la voce di
entusiasmo fresco nella malin- sato: figli che nascevano, geni- pp. 208, € 14.90 Lucho e lo riporta fra noi in tut-
conia dell’assenza, e ci regala tori che morivano, gioie e dolo- ta la sua fisicità, anche grazie
una biografia che equivale a ri della vita», scrive Carmigna- al bel percorso fotografico che
un fiore colorato deposto sulla ni. Se tradurre significa mette- che ancora non ne sono stati scandisce il libro.
tomba dell’amico. Ho sempre re i piedi nelle orme di qualcun conquistati, qualunque sia il lo- Infine, questo lavoro prezio-
pensato che scrivere delle per- altro, come si può misurare il ro anno di nascita. A narrarla è so ha un cuore, le parole di Car-
mondo ora che quelle scarpe Diderot, il gatto bibliotecario 1
non lo percorrono più? Non re- che vive nel porto di Amburgo
Per ventotto anni sta che mettersi a scrivere, far- in un bazar di cui è tenutario Adesso che lui
ha tradotto si autrice a propria volta. Harry, il «suo» umano: a chiun- non c’è più lo ricorda
Storia di Luis Sepúlveda e del que abbia amato Storia di una
tutti i suoi libri suo gatto Zorba eredita fin dal ti- gabbianella e del gatto che le inse- con delicatezza
in italiano tolo la consapevole, gioiosa gnò a volare quei nomi e quell’at- e ostinazione
maestria che aveva lo scrittore mosfera saranno familiari, co-
cileno di raccontare fiabe a let- me familiare sarà il nome del
sone cui abbiamo voluto bene tori di ogni età affrontando ar- gatto Zorba, di cui qui viene rie- men Yañez, una delle più im-
equivalga a praticare un’inti- gomenti scomodi senza risulta- vocata la vita sotto un altro pun- portanti poetesse cilene, com-
ma seduta spiritica che li faccia re pesante, con messaggi limpi- to di vista. Si celebra così un in- pagna di una vita di Lucho. Car-
tornare sotto un’altra forma, di, che pur nella complessità no al rapporto inaccessibile e men, che silenziosamente ve-
oppure, se sono morti di recen- dei temi trattati potevano lascia- quasi mistico che certi scrittori glia e benedice queste pagine,
te, a una sorta di dialogo me- re ai lettori una luminosa conso- hanno con i propri gatti, fino a scrive come introduzione una
dianico che trattenga il loro spi- lazione. Sépulveda scriveva ro- somigliar loro anche fisicamen- poesia che contiene il libro inte-
rito su questa terra finché non manzi per adulti che potevano te, come se la visionarietà dei ro- ro: «Dov’è andato? / Non è se-
è tempo di lasciarlo andare. essere amati anche dai bambi- manzi non venga dalla raziona- rio morire, / accidenti! / Allora

{
Sepúlveda è andato via il 16 ni, e romanzi per bambini che lità umana ma da una indefini- non se n’è andato davvero. /
aprile 2020, e, durante questo gli adulti adoravano. Allo stes- bile capacità felina di portare Gioca di nuovo a confondermi
anno, a Ilide Carmignani so modo, la fiaba di Ilide Carmi- sulla pagina l’invisibile. Dun- / con la finzione e la realtà / e
dev’essere mancato con un’in- gnani racconta la vita di un uo- que, dice questo libro, uno scrit- ora è il protagonista / invisibi-
tensità acuta, anche per via di mo straordinario sia a chi ne ha tore è il suo gatto. Non è solo i le di un racconto».— 2 3
un’amicizia densa di stima reci- letto tutti i libri sia a quei pochi suoi genitori, la sua nascita, i © RIPRODUZIONE RISERVATA

1. Luis Sepúlveda «ritratto» nella fiaba di Ilide Carmignani; 2. Mélanie Rutten


Il consiglio della libraia di Gemma Merino; 4. «Veronica», l’ippopotamo di Roger Duvoisin; 5. Daniela

ELENA GIACOMIN* per le avventure dell’oca Petunia e della nostra


simpatica ippopotama. Vincitore nel 1947 della

G
li ippopotami possono essere davvero prestigiosa Medaglia Caldecott, è stato molto
molto appariscenti, ma questo non è il apprezzato per il suo elegante stile grafico, per il
caso di Veronica, giovane pachiderma raffinato uso del colore e per la maestria nel
che vive circondata da così tanti suoi comporre le pagine delle sue storie. In questo
simili da convincersi che nessuno si accorga primo libro dedicato alle avventure di Veronica
realmente della sua presenza. Veronica non illustrazioni in bianco e nero si alternano a
vuole in nessun modo passare inosservata e pagine a colori, un avvicendamento che di volta
quando matura consapevolezza rispetto alla sua in volta sottolinea le sfumature emotive del
insoddisfazione, decide di allontanarsi dalla racconto e crea un ritmo visivo molto piacevole.
fresca e fangosa riva dove ha sempre vissuto per «Veronica» è un albo illustrato dal sapore
mettersi in cerca della fama e della vintage portato sugli scaffali da Risma,
considerazione che merita. La strada verso la neonato progetto editoriale fondato con lo
felicità la conduce in una città in cui incontra scopo di creare universi attorno al libro per
tante persone e si ritrova in mezzo a situazioni bambini e ragazzi, affiancando la
davvero bizzarre. Tutte esperienze che la aiutano pubblicazione di inediti a gioielli perduti. Una
a mettere a fuoco sé stessa e a riflettere su quale storia lieve e profonda allo stesso tempo, che ci Roger Duvoisin
sia il suo posto nel mondo. invita a riflettere sulla nostra unicità e sul «Veronica»
La serie dedicata a Veronica è firmata da Roger bisogno che appartiene a tutti di essere visti, a Risma
Duvoisin, nato in Svizzera nel 1900 e trasferitosi qualsiasi latitudine e a qualsiasi età. pp. 32, € 13.50
negli Stati Uniti nel 1925, dove ha pubblicato
oltre 40 libri per l’infanzia ed è noto soprattutto *Libreria «La casa sull’Albero», Arezzo 4

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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA XXIX
tuttolibri

coppie a sorpresa

Litigarelli e un po’ paurosi


tutti “diversi” e originali:
stare soli insieme è più facile Gemma Merino
«Il drago che non amava il fuoco»
Le avventure di draghette e orsi, cervi e coniglietti Valentina, pp. 36, € 13.90
Dai 3 anni

Gabrielle Vincent
«Ernest e Celestine»
Gallucci, pp. 48, € 14.50
Dai 3 anni

FERDINANDO ALBERTAZZI si diverte a disegnarli, gli or- avvicendano via via Solda-
si. E quando i dentisti di Topo- to, che lo porta con sé in

«C’
èsempre poli la catapultano a fare scor- quanto «essere soli insieme
una pri- ta di incisivi d’orso nel Mon- è più facile», Gatto che rac-
ma volta» do di Sopra, il disegno si ani- conta sogni «con una casa
ammoni- ma e Celestine si imbatte piena di risate e di luci» e Li-
sce l’adagio popolare. Ma nell’ipergoloso Ernest. Tra i bro «che ama i lieti fini». E
quella prima volta lì cortocir- due si accende un’intesa che infine Orsa e la sua Ombra, Amalia Low
cuita Fiabalandia, dove dal di avventura in avventura sfo- la coppia… a sorpresa che «Il grande litigio di Tito e Pepita»
tempo dei tempi l’accoppiata cia in un sodalizio granitico, cela e svela, per invogliare Il Castoro, pp. 40, € 12.50
draghi-fiamme rifulge inossi- tra colpi di scena esilaranti e Coniglietto a muovere passi Dai 3 anni
dabile. Un disastro inimmagi- gesti di toccante sensibilità. avveduti e appaganti tra le
nabile, quindi, che vi capiti Vicini di tana che si dete- esaltazioni e le insidie disse-
addirittura Il drago che non stano e sfogano in rime al ve- minate lungo il percorso di
amava il fuoco. Ma tant’è: triolo le scintille di Il grande crescita.
nella catturante storia di pri- litigio di Tito e Pepita. Nel- Si accarezzano con i sorri-
ma formazione di Gemma la storia di Amalia Low il rin- si, giocando con le stesse
Merino «la draghetta, per ghioso intrecciarsi di «Tito bambole e scambiandosi le
quanto ci provasse, non riu- lo stordito», «Ridicola Pepi- poliedriche vibrazioni di un
sciva proprio a sputare il fuo- ta», «Tito l’impedito» e «Pepi- affetto premuroso e accorto,
co, neanche una minuscola ta scimunita» alimenta l’osti- corroborato dalle parole sus-
scintilla, tutto quello che le lità rancorosa dei duellanti, surrate di narrazioni stregan-
usciva era… un fischio». Per che di missiva in missiva va ti. E di una che, invece, le tie-
giunta non le crescono le ali, in rischio deflagrazione. Or- ne con il fiato sospeso: Non-
perciò si sente come un pesce mai pericolosamente prossi- na e la Bestia di Sebastiano
fuor d’acqua. Come un pesce ma al punto di non ritorno la Ruiz Mignone, con il fascino-
nell’acqua, anzi, perché il furibonda, irridente litigata so controcanto delle illustra-
suo superspasso è proprio epistolare viene però sfarina- zioni di Daniela Costa. Pen-
ha illustrato a colori vivaci «L’ombra di ognuno»; 3. I draghi «marini» nuotare e caprioleggiare nel ta da una improvvisa malat- na ispirata, venata di fre-
Costa firma le belle immagini di «Nonna e la Bestia» mare. Papà drago ne prende tia di Pepita. Allertato dal si- schezza e lievità palpitanti Mélanie Rutten
atto, non si ostina a escogitar- lenzio dell’antagonista, Tito nel raccontare ai piccoli le «L’ombra di ognuno»
ne d’ogni fatta per forgiare si intrufola nella sua tana e pieghe in ombra dell’età Camelozampa, pp. 64, € 20
una provetta sputafiamme: difatti la sorprende in preda avanzata e l’incubo della Dai 5 anni
l’accetta con le sue valenze a brividi di febbre. Turbato e pandemia, l’autore dà voce
caratterizzanti e si coccola l’i- rattristato, non ci pensa su alla nipotina, che riaggalla
naspettato, tenerissimo «coc- due volte: la cura e la accudi- con emozione asciutta e con-
codrillino mio». sce fino alla guarigione, che tagiosa gli incontri con la
È davvero una «coppia… a vale anche la ripresa della nonna. Piagata «da una ma-
sorpresa» quella di Ernest e corrispondenza, adesso far- lattia che aveva un nome du-
Celestine, l’orso pacioso e la cita di carinerie gioiosamen- ro e non bello, un nome tede-
topolina artista del pennello te irrinunciabili. sco e a me sarebbe piaciuto
ideati da Gabrielle Vincent, Le parole calibrate e i levi- inventarne uno nuovo, uno
osannata illustratrice del XX gati acquarelli di Mélanie che fosse più dolce». Di tan-
secolo. Sono protagonisti di Rutten raccontano L’om- to in tanto la nonna si scuote
una serie gettonatissima di- bra di ognuno dove Cervo e e nella lucidità inquieta e ap-
ventata film d’animazione, Coniglietto, legati da un’in- prensiva di una manciata di
regia a più mani e sceneggia- tesa giocosa e rifocillante, si secondi, mette in guardia la
tura di Daniel Pennac, a cui at- cimentano in gare in cui Co- nipote puntando il dito con-
tinge la traduzione di Yasmi- niglietto si rivela insuperabi- tro la Bestia, un «virus che si
na Melaouah. Confinati le. Non sa e nemmeno imma- stava diffondendo in tutto il
nell’orfanatrofio del Mondo gina che Cervo lo lascia vin- mondo». Nella speranza di
di Sotto, i topi sono terroriz- cere, perché gli preme sol- sentirsi presto rassicurare Sebastiano Ruiz Mignone
zati dalla storia dell’Orso az- tanto abbracciarlo forte per dalla notizia che «qualcuno «Nonna e la Bestia»
zannasorci, raccontata da fargli sentire «sono qui e ti è finalmente riuscit o a cattu- Città Nuova, pp. 40, € 10
una perfida sorvegliante. Tut- voglio un gran bene». In rarla». — Dai 6 anni
ti meno Celestine che invece combutta con Coniglietto si © RIPRODUZIONE RISERVATA

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SABATO 1 MAGGIO 2021 LA STAMPA XXXI
tuttolibri

Classifiche
tuttolibri a cura di Bruno Ventavoli (caporedattore responsabile) e Elena Masuelli
Progetto grafico Gabriella Carluccio
Art director Cynthia Sgarallino

I primi dieci
I 100 punti questa settimana valgono 26.553 copie

1 2 3 4 5
100 19 19 18 14

Per tutto il resto La canzone L’anti-dieta Alabama Gli occhi


dei miei sbagli di Achille di Sara
Boniardi Miller Goggi Barbero De Giovanni
MONDADORI MARSILIO RIZZOLI SELLERIO RIZZOLI

6 7 8 9 10
14 13 13 13 13

Cambiare Finché il caffè Il gioco A Sir Phillip, Luì e Sofì,


l’acqua ai fiori è caldo della notte con amore la nostra storia
Perrin Kawaguchi Läckberg Quinn Me Contro Te
E/O GARZANTI EINAUDI MONDADORI MONDADORI ELECTA

NARRATIVA ITALIANA NARRATIVA STRANIERA SAGGISTICA TASCABILI VARIA RAGAZZI

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1 BONIARDI l1 PERRIN l1 CAPRARICA l1 MILLER l1 GOGGI l1 ME CONTRO TE
Per tutto il resto dei miei sbagli Cambiare l'acqua ai fiori Elisabetta. Per sempre regina. La canzone di Achille L'anti-dieta Luì e Sofì, la nostra storia
18,00 Mondadori 100 (1) 18,00 E/O 14 (88) 19,50 Sperling & Kupfer 12 (3) 11,00 Marsilio 19 (20) 18,00 Rizzoli 19 (1) 16,90 Mondadori Electa 13 (3)

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2 BARBERO l2 KAWAGUCHI l2 MURGIA l2 QUINN l2 VERDONE l2 LYON GAMER
Alabama Finché il caffè è caldo Stai zitta A Sir Phillip, con amore La carezza della memoria Le storie del quartiere
15,00 Sellerio 18 (1) 16,00 Garzanti 13 (58) 13,00 Einaudi 12 (8) 14,50 Mondadori 13 (1) 17,00 Bompiani 9 (10) 15,90 Magazzini Salani 12 (11)

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3 DE GIOVANNI l 3 LÄCKBERG l3 PROIETTI l3 SIMENON l3 ROSSI l3 AA.VV.
Gli occhi di Sara Il gioco della notte Ndo cojo cojo Lo scialle di Marie Dudon… Insieme in cucina PaperDante
19,00 Rizzoli 14 (4) 14,00 Einaudi 13 (3) 17,50 Rizzoli 11 (1) 12,00 Adelphi 4 (2) 19,90 Mondadori Electa 8 (27) 12,00 Disney Libri 8 (6)

l
4 ROBECCHI l4 INOUE l 4 SALLUSTI l4 QUINN l4 PEREGO l4 BUSSOLA
Flora Slam Dunk - Vol. 19 Il sistema Un uomo da conquistare Cucina botanica Viola e il Blu
15,00 Sellerio 12 (5) 7,00 Panini Comics 8 (1) 19,00 Rizzoli 9 (13) 14,50 Mondadori 4 (6) 18,50 Gribaudo 5 (24) 14,90 Salani 7 (5)

l
5 TARÌ l5 QUE MAI l5 TONELLI l5 FREUD l5 PRINZI, EMMA l5 AA.VV.
Il precipizio dell'amore Quando le montagne cantano Tempo L'interpretazione dei sogni Ascolta la tua pancia Noi ragazzi della libertà
17,00 Mondadori 11 (2) 18,00 Nord 8 (16) 17,00 Feltrinelli 9 (4) 3,90 Newton Compton 4 (17) 16,50 Mind Edizioni 5 (1) 14,00 Feltrinelli 7 (1)

l
6 DE LUCA l6 HORIKOSHI l6 BANZATO l6 CARRISI l6 PEZZALI l6 ROWLING
A grandezza naturale My Hero Academia. Vol. 1 Tutto ma prete mai La casa delle voci Max90 Harry Potter e la pietra…
13,00 Feltrinelli 10 (2) 4,30 Star Comics 7 (16) 16,90 Piemme 8 (2) 5,00 Tea 3 (25) 19,90 Sperling & Kupfer 5 (4) 10,00 Salani 6 (65)

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7 CAROFIGLIO l7 ISAYAMA l7 SCANZI l7 GOLEMAN l7 FUJIMOTO l 7 DINSIEME
La disciplina di Penelope L' attacco dei giganti. Vol. 1 Demolition man Intelligenza emotiva Chainsaw ManPistola... Vol. 4 Il viaggio leggendario…
16,50 Mondadori 9 (14) 4,90 Panini Comics 6 (3) 12,00 Rizzoli 6 (3) 12,00 Bur 3 (129) 4,90 Panini Comics 5 (2) 16,90 Magazzini Salani 6 (6)

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8 GAZZOLA l8 GOTOUGE l8 BARBERO l 8 SAINT-EXUPÉRY l8 AKUTAMI l8 AA.VV.
Un tè a Chaverton House Demon slayer. Vol. 1 Dante Il Piccolo Principe Jujutsu Kaisen. Vol. 1 Witch
16,40 Garzanti 7 (6) 4,50 Star Comics 6 (14) 20,00 Laterza 5 (29) 3,90 Newton Compton 3 (120) 4,90 Panini Comics 4 (4) 12,90 Disney Libri 5 (2)

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9 CAMINITO l9 HORIKOSHI l9 GATTI l 9 QUINN l9 PEDIATRA CARLA l9 ROWLING
L' acqua del lago non è mai dolce My Hero Academia. Vol. 2 L' infinito errore Il duca e io Lo svezzamento è vostro! Harry Potter e la camera…
18,00 Bompiani 5 (6) 4,30 Star Comics 5 (14) 22,00 La nave di Teseo 5 (2) 14,50 Mondadori 3 (16) 18,00 Sonda 4 (8) 12,00 Salani 4 (58)

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10 VERNA l10 PERRIN l10 GANCITANO, COLAMEDICI l10 TEVIS l10 MARIANI l10 LYON GAMER
Il valore affettivo Il quaderno dell'amore perduto Prendila con filosofia La regina degli scacchi I 4 pilastri della felicità Le storie del mistero
18,00 Einaudi 5 (4) 14,90 Nord 5 (41) 18,00 HarperCollins Italia 4 (13) 14,00 Mondadori 3 (13) 16,90 Sperling & Kupfer 3 (1) 15,90 Magazzini Salani 4 (54)

LA CLASSIFICA È REALIZZATA DA GFK SU UN PANEL DI LIBRERIE INDIPENDENTI, CATENE, GRANDE DISTRIBUZIONE, E-COMMERCE. I 100 PUNTI SONO ASSEGNATI AL TITOLO PIÙ
VENDUTO, GLI ALTRI CALCOLATI IN PROPORZIONE (TRA PARENTESI LE SETTIMANE DI PERMANENZA IN CLASSIFICA). LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 19 AL 25 APRILE.

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