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PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Pronto Soccorso per il

Mal di Schiena

DOTT. GIOVANNI GARAVELLO

Copyright © 2021 Giovanni Garavello

Tutti i diritti riservati.

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA II

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA SOMMARIO

Introduzione

Introduzione .......................................................................... 1

Se la schiena è sana, rifiorisce anche la salute ................ 1

Che cosa dicono di me ...................................................... 5

Verità e bugie sul mal di schiena ..................................... 10

Primo capitolo Il Centro dell’equilibrio ................................ 14

Che cos’è il dolore? ......................................................... 14

Anatomia della colonna vertebrale .................................. 16

Biomeccanica della colonna vertebrale ........................... 21

Secondo capitolo Alla radice del problema ......................... 26

Alle radici del mal di schiena ........................................... 26

A caccia del problema ..................................................... 30

Cinque Tecniche che ti aiuteranno a stare meglio da subito

........................................................................................ 42

Terzo Capitolo I Quattro errori da evitare ........................... 49

Primo errore: La fretta ..................................................... 49

Secondo errore: Posizioni ergonomiche sbagliate .......... 50

1
Terzo errore: L’alimentazione.......................................... 55

Quarto errore: La sedentarietà ........................................ 58

Come puoi iniziare a cambiare stile di vita e sentirti bene?

........................................................................................ 63

Quarto capitolo Allungati e sarai salvo ............................... 65

Che cos’è lo stretching? .................................................. 65

Come mantenere giovani le articolazioni con lo stretching?

........................................................................................ 68

III

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Stretching: quando e quanto praticarlo ............................ 68

Stretching: raccomandazioni per eseguirlo correttamente

........................................................................................ 69

Quinto capitolo Alimentazione che ti salva dal mal di

schiena ............................................................................... 77

Quale tipo di alimentazione? ........................................... 81

Cos'è la dieta chetogenica? ............................................. 83

Come funziona? .............................................................. 83

Come si comincia? .......................................................... 92

Esempio di menu Giornaliero .......................................... 97

Esempio di Menù settimanale .......................................... 98

Sesto capitolo Lo sport che ti salva la schiena ................ 101

Lo Yoga ......................................................................... 101

L'allenamento anaerobico .............................................. 105

2
L'allenamento aerobico .................................................. 106

Il Nordic Walking ............................................................ 107

Esercizi .......................................................................... 112

Settimo Capitolo La respirazione che ti salva la colonna .. 115

Come funziona la respirazione ...................................... 115

Quali sono i benefici che si possono ottenere in termini di

salute e benessere se respiriamo in modo adeguato? .. 118

Esercizi .......................................................................... 119

Ottavo Capitolo Le Posture del benessere ....................... 121

Che cos'è la postura? .................................................... 121

Occhi e postura ............................................................. 126

Colonna vertebrale e postura ........................................ 133

IV

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Bacino e postura ........................................................... 136

Piede e bacino .............................................................. 138

Esercizi per gli occhi ..................................................... 146

Ergonomia ..................................................................... 149

Esercizi che puoi svolgere in ufficio per salvarti la schiena

...................................................................................... 153

Attrezzi per migliorare la postura da casa e allungare la

colonna vertebrale ......................................................... 158

Nono capitolo Vinci il mal di schiena con la Mindfulness .. 166

Cosa s’intende per Mindfulness? .................................. 166

3
Mindfulness e ricerca scientifica .................................... 169

Mal di schiena e Mindfulness ........................................ 170

Esercizio di Mindfulness per il mal di schiena ............... 172

Decimo Capitolo Vinci il mal di schiena con la prevenzione

......................................................................................... 174

Prevenire il mal di schiena prima che compaia ............. 175

Esercizi per prevenire ................................................... 181

Undicesimo capitolo Strappi, colpo della strega e sciatalgie

......................................................................................... 187

Strappi ........................................................................... 187

Sciatalgia ...................................................................... 191

Colpo della strega ......................................................... 197

Dodicesimo capitolo La masticazione .............................. 204

La Malocclusione e il Bruxismo ..................................... 204

Bruxismo ....................................................................... 209

Tredicesimo Capitolo Ritrova il tuo allineamento con la

massofisioterapia e la chiropratica ................................... 212

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Che cos’è la massofisioterapia? .................................... 212

Tipi di massaggi terapeutici di base ............................... 214

Che cos'è la Chiropratica ............................................... 218

Appendice uno: Liberati dal dolore con i rimedi Verdi .... 224

Appendice due. Lenisci i crampi facilmente ................... 229

4
Appendice tre: Artrosi e artrite che fare? ....................... 234

Appendice quattro: Ernia al disco .................................. 240

Appendice cinque: Sciatica............................................ 246

Appendice sei: La Medicina Cinese e il mal di schiena . 257

Appendice sette: Come battere il mal di schiena con lo

yoga ............................................................................... 263

Appendice otto: I rimedi della nonna ............................. 268

Per continuare il viaggio assieme ..................................... 271

Regalo .............................................................................. 272

INFORMAZIONI SULL'AUTORE ...................................... 273

VI

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Introduzione

Se la schiena è sana, rifiorisce anche la salute Ciascuno di noi ha un’area del corpo
più

vulnerabile, e per molti questa è la schiena. La nostra colonna vertebrale è maestra


nell’assorbire e compensare cattive posture, abitudini sbagliate, emozioni negative non
rielaborate. A questo punto però il suo equilibrio si spezza e arriva il dolore.

È il campanello d’allarme che non possiamo più

ignorare, perché ci blocca al punto che perfino il movimento più semplice è


pregiudicato e svolto con molta fatica.

Molte volte noi siamo obbligati a sospendere le

nostre attività e adeguarci al suo richiamo. Solo allora ci accorgiamo della schiena è
molto

importante per la nostra salute. Di fronte a fitte e contratture, molti ricorrono ai farmaci
per spegnere il dolore. Però sempre più persone ricorrono

soprattutto alla chiropratica e all’osteopatia,

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intuendo che il dolore non è la causa, ma il sintomo.

Possiamo scegliere di ignorare il dolore

spegnendolo, oppure possiamo scegliere di

guardarlo in faccia, per cercare di andare alla causa del dolore stesso.

Molte persone, in tutto il mondo, soffrono sempre di più di mal di schiena. Pare che
solo in Italia, ne

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA soffrano almeno dieci milioni di


persone. Questi numeri sono in forte aumento.

Pensa che negli ultimi anni ho notato, un forte

aumento del mal di schiena anche nei ragazzi.

Sembra che una delle cause, sia dovuta allo stile di vita.

Un'altra causa, riferita da molti testi scientifici, potrebbe essere la fretta eccessiva, con
cui

affrontiamo le nostre giornate. Altri sostengono che sia dovuto allo stile alimentare. Le
statistiche riportate da note riviste mediche, sostengono che rispetto a vent'anni fa, sono
aumentati i casi rilevati di ernie al disco e protrusioni discali.

Il lavoro anni addietro era più pesante, ma

rispettava la meccanica del corpo. Infatti, il nostro corpo è fatto per il movimento.
Molti alimentaristi, che conosco personalmente, affermano che lo stile di vita
alimentare, è molto cambiato. Mangiamo

molto più di fretta e tendenzialmente introduciamo molti carboidrati e pochissime


vitamine. Questo stile alimentare provoca sovrappeso.

Le cause sono molteplici e molte volte ho notato che si cercano rimedi veloci e
semplicistici. Di conseguenza, molte cure proposte, hanno solo lo

scopo di spegnere il dolore e quasi mai andare alla causa.

Spegnere il dolore , non equivale ad aver trovato la causa. In questi ultimi anni di
lavoro, posso

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PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA affermare con una certa sicurezza,
che molte delle cause del mal di schiena, non provengono dalla

colonna vertebrale. Il mio percorso professionale e quindi anche l’approccio che ho


sviluppato, in questi anni, è frutto di esperienza concreta e molto studio.

L’approccio che vedrai leggendo questo libro, si basa sul considerare tutta la struttura
del corpo.

Molti eventi della mia vita professionale, mi hanno indotto a ricercare le cause non nel
sintomo riferito dal cliente, ma sulla sua origine. Per farti un

esempio, un mio cliente, tempo fa, mi riferiva di avere un dolore costante alla schiena.

Dopo attenta analisi, scoprimmo insieme che il

dolore, proveniva da una distorsione alla caviglia, avvenuta alcuni anni prima e curata
in modo

disattento e superficiale.

Questo è uno dei molti casi che seguo. Io stesso ho una piccola protrusione discale e un
fastidioso

dolore alla gamba sinistra dovuto a un incidente stradale. Dopo l’incidente, ho provato
a rivolgermi presso noti medici. Questi mi ripetevano: “Giovanni questo problema se lo
deve tenere.”

Per fortuna, non mi sono mai arreso, ed ho ricercato tra i miei colleghi osteopati, chi
poteva darmi una mano. L’incontro con Marco Arruffo m’ha cambiato la vita
professionale e personale.

Marco, ha scoperto le vere cause del blocco

funzionale. Al termine di ogni seduta Marco

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA m’insegnava degli esercizi


specifici e m’ha sempre sostenuto sia professionalmente ma anche

motivandomi ad andare avanti, anche nei momenti

difficili.

Certo non son tornato al 100%, ma ora riesco a

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svolgere una pratica sportiva costante e soprattutto riesco a praticare lunghe
camminate, senza sentire dolore.

Con lui son riuscito a capire l’importanza dello stretching quotidiano e pongo molta più
attenzione all’alimentazione.

In questo libro vorrei svelarti quali sono quei piccoli e grandi segreti, che ti
permetteranno di stare bene e di guarire dal mal di schiena. Vorrei svelarti, quali
possono essere le giuste attenzioni, che ti potranno aiutare a stare bene e a sentirti in
forma.

Ti avviso, che in questo testo, non troverai formule magiche o risoluzioni al problema
preconfezionate.

Troverai dei segreti, frutto di molti anni di lavoro, che potranno regalarti il benessere
desiderato, a patto che tu abbia, come ho avuto anch’io, grande costanza. Vedrai che
con le strategie che

apprenderai in questo libro, diventerà quasi

divertente curare il tuo mal di schiena.

Ora non mi resta che augurarti buona lettura.

Noterai, che se segui le indicazioni di questo libro, arriverai al tuo obiettivo, senza
neppure fare grande 4

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA fatica, ma solo mettendoci la


giusta costanza e

determinazione.

Che cosa dicono di me

Laura : “Giovanni è disponibile professionale.

Attento al paziente durante e dopo il trattamento. Ti suggerisce esercizi di stretching


mirati.'”

Alessia Costa : “Ottima visita, il Sig. Garavel o, è una persona attenta e preparata.
Offre un approccio olistico al paziente, prendendo in considerazione, oltre che il
malessere fisico del momento, anche l'aspetto posturale, l'alimentazione, l'equilibrio
psicofisico. Mi è piaciuto il suo atteggiamento empatico, attento, cordiale e
determinato. Consiglio questo professionista.”

Marta : “Giovanni è una persona molto preparata, attenta a ogni dettaglio e sempre
pronto a spiegare e a far comprendere al meglio il problema al

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paziente. Lo consiglio vivamente, sia come persona sia come dottore, sempre
disponibile e ottimo nelle sedute.”

Sara Brunicci : “Giovanni, è un professionista, che ti spiega bene l’origine del tuo
problema. Non solo ti agevola nella cura, ma ti aiuta anche a capire e a contattare il tuo
corpo, così che tu stesso possa prendere parte al trattamento.”

Alberto Barausse : “Professionista serio e preparato, oltre che molto disponibile a


spiegare le tecniche e il percorso terapeutico.”

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Martino Massarotto: “Ottimo


terapista. La minuziosa anamnesi che anticipa il percorso

terapeutico, il tempo dedicato a cogliere la

primarietà nelle disarmonie muscolo scheletriche, il tempo dedicato a redigere una


scheda di esercizi dedicati e personalizzati da eseguire a casa

quotidianamente, rende i trattamenti efficaci e aiuta a riacquistare il benessere perduto


e il controllo di numerose patologie, senza ricorrere più all'uso di farmaci. Molto
professionale!”

Giuseppe Buya : “Giovanni? Gentilissimo,

esauriente e sempre disponibile. Efficace?

Purtroppo ho una situazione datata ma sento già

molti- benefici.”

Davide Mastella: “Mi sono trovato molto bene.

Giovanni, m’ha spiegato in modo semplice e chiaro il mio problema. Insieme stiamo
cercando di

risolverlo. Molto bello anche essere contattato via WhatsApp, per sapere come
procede. La sua

tecnica è particolare ma se lo ascolti i risultati arrivano.”

Valeria Frattina : “Grande professionalità. Mi sono sentita capita e a mio agio. Ha


individuato subito il problema facendomi sentire meglio sin dalla prima seduta.
Grazie!!”

Luigino Cocco : “Sono infermiere e padre di tre figli.

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Personalmente ho trovato in lui un professionista esperto, che ascolta, che individua
con precisione il problema, organizza il percorso di cura

coinvolgendo e motivandoti nell' esercizio da

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA praticare a casa, per raggiungere


prima e meglio il risultato prefissato. Entro nel tuo studio con le "ossa un po' rotte",
esco con maggior fiducia in me stesso, consapevole di aver a fianco una guida esperta,
per superare il problema che in quel momento mi

affligge. Grazie di cuore!”

Queste sono le recensioni e le parole di alcuni

clienti. Li ringrazio di cuore, perché è vero che io ci metto tutta la mia competenza e
umanità, ma credo che l’80% della guarigione , sia merito della persona stessa, che
attua delle pratiche di vita sane, nella sua vita quotidiana. Le storie che hai letto, sono
una parte, delle storie di successo dei miei pazienti, che hanno risolto il mal di schiena.
Ti lascio il link alla mia pagina professionale, così potrai visionare il mio curriculum e
se lo ritieni opportuno contattarmi, per chiedere qualche

consiglio o prendere appuntamento.

Se vai online e cerchi Giovanni Garavello, troverai il sito di Mio Dottore, dove potrai
prendere

appuntamento o trovare il mio curriculum.

Questo libro, ha l'unico scopo di svelare e trattare, in maniera semplice, il problema del
mal di schiena.

Scoprirai esercizi molto efficaci e semplici che sono frutto di molti anni di lavoro e di
attenta analisi dei risultati.

Vedrai, qui di seguito, una guida attenta, che sfaterà alcuni miti che circolano da anni,
su alcuni rimedi al mal di schiena. Scoprirai una proposta molto attenta e seria che
coinvolge molte sfere della salute.

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Questa guida, ti aiuterà a


risolvere e soprattutto a modificare, il rapporto e i problemi che l'individuo ha con la
propria schiena.

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Questo lavoro ti aiuterà anche a vedere il nostro corpo e la nostra salute, non come una
macchina

costituita di pezzi a sé stanti. È frutto di molti anni di esperienza, ma anche di pratica


personale. Io

stesso pratico in modo preciso tutto quello che c’è scritto in questo testo.

Noterai che a differenza di altri testi sul mal di schiena, è un testo che tocca diversi
aspetti della nostra vita. Non possiamo pensare di stare bene, se vediamo la nostra vita
e anche il nostro corpo come distinto. In tutti questi anni di lavoro, ho notato che
troppo spesso, ci si specializza sul problema e così facendo si perde di vista, la reale
causa del

problema stesso.

In questo scritto, ti suggerirò tutto quello che ritengo veramente efficace, per risolvere
il problema e ciò che invece potrebbe essere negativo o addirittura

''fatale''.

Per esempio, i problemi stessi che interessano la zona lombare, possono manifestarsi
attraverso una cura precaria della propria postura, o una scarsa cura della propria
alimentazione.

Oppure possono essere creati da uno svolgimento

anomalo degli esercizi di allungamento (stretching), che se svolti in maniera


superficiale, possono

portare, a un peggioramento dei dolori che

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA interessano la schiena.

Ti aiuterò, in questa comoda guida, a risolvere il problema del mal di schiena lombare
in maniera

semplice e con un linguaggio comprensibile.

Eviterò il più possibile, termini medici complicati e ti suggerirò molti trucchi semplici
ed efficaci. Segreti sussidiati da un’attenta analisi dei risultati clinici che ho avuto in
studio.

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PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Verità e bugie sul mal di
schiena

In vent’anni e più di professione, mi sono state poste molte domande interessanti. Qui
sotto ti

lascio una sintesi che ho chiamato verità e bugie sul mal di schiena.

Il dolore è soggettivo

Vero. Dipende da molteplici fattori, tra cui la velocità di conduzione nervosa. Dipende
anche da fattori

legati all’alimentazione e alle posture che si

assumono quotidianamente.

Il mal di schiena non è una malattia

Vero. Se non curato, può degenerare, ma in sé è

l’indice che la schiena sta facendo un lavoro

inadeguato. È quindi una condizione che va

affrontata e non ignorata o soffocata con un

eccesso di farmaci.

Si può guarire?

Vero. Cercando di attivare quei piccoli cambiamenti che permettono ai muscoli della
schiena, di tornare a esercitare correttamente il proprio ruolo.

Fare attività fisica previene rigidità e dolori?

Vero. Una sana attività motoria, complessa e

aerobica favorisce il lavoro armonico dei vari gruppi muscolari.

L’osso non fa male?

Vero. Salvo in casi di fratture o neoplasie, il dolore viene dalle parti molli, come i
muscoli e i tendini.

Un bagno caldo è un valido rimedio?

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PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Vero. Il calore aiuta la
muscolatura a rilassarsi.

Sono molto utili delle applicazioni sulla parte

dolente, di sacchetti di tessuto naturale pieni di sale o noccioli di ciliegio, scaldati


prima nelle microonde.

L’ernia non è sempre accompagnata dal dolore?

Vero. Ci sono delle ernie silenti. Dipende da dove il disco esce o protrude e a che
tessuto va a dare

fastidio. Se si tratta di tessuti inerti, come l’osso, non si avverte dolore.

I muscoli della schiena si strappano?

Falso. Solo se, sottoposti a un grosso carico. Un dolore improvviso è dovuto alla
contrattura di un muscolo, già sottoposto a una fatica eccessiva e prolungata nel tempo.

Il mal di schiena arriva all’improvviso?

Falso. È invece una lenta costruzione, pressoché asintomatica, di piccoli gesti non
conformi, come per esempio portare tacchi troppo alti, stare seduti con le gambe
incrociate, guidare a lungo.

Per una diagnosi sono necessarie indagini

approfondite?

Falso. Basterebbe un buon esame obiettivo, seguito da indagini sullo stile di vita del
paziente. Si ricorre ad altri strumenti diagnostici solo in caso di un persistere del dolore
acuto e se ci sono altri sintomi, come l’irrigidimento degli arti o formicolii.

Con il mal di schiena occorre stare a riposo?

Falso. Passata la fase acuta, un sano movimento

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PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA (camminata veloce, nuoto, fare le


scale a piedi, ginnastica dolce) aiuta a evitare di irrigidirsi.

In caso di dolore è meglio ricorrere ai farmaci?

Falso. Molto spesso i farmaci non servono,

soprattutto se si tratta di antinfiammatori.


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Raramente il fastidio è dato da uno stato

infiammatorio, soprattutto nella fase iniziale. Può essere utile un’integrazione di


minerali come il magnesio e il potassio.

Il nuoto è un toccasana per la schiena?

Falso. La piscina non è una terapia. Non è indicata per chi la vive con disagio.

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PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA 13

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Primo capitolo

Il Centro dell’equilibrio

Che cos’è il dolore?

La I.A.S.P. (International Association for the Study of Pain –

1986), definisce il dolore come “un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole,


associata a danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno”.

È un’esperienza individuale e soggettiva, a cui convergono componenti puramente


sensoriali (nocicezione) relative al trasferimento dello stimolo doloroso dalla periferia
alle strutture centrali, e componenti esperienziali e affettive, che modulano in maniera
importante quanto percepito".

Il segnale doloroso, una volta generato, è modulato (limitato o amplificato) a vari


livelli (segmentario e centrale) da stimoli provenienti da strutture nervose (sensoriali,
psichiche, della memoria) e non (metaboliche, immunologiche), prima di arrivare, alle
sedi naturali che ne danno l’interpretazione clinica.

Si spiega così come il dolore sia il risultato di un complesso sistema di interazioni,


dove diversi fattori (ambientali, culturali, religiosi, affettivi, fisici) ne modulano, entità
e caratteristiche.

A livello clinico, il dolore è un sintomo trasversale e frequente . Spesso segnale


importante per la diagnosi iniziale di malattia, fattore sensibile nell'indicare evoluzioni
positive o negative durante il decorso, innegabile presenza in corso di molteplici
procedure diagnostiche e/o terapeutiche e costante riflesso di paura e ansia per tutto
quello che la malattia comporta.

È fra tutti il sintomo che più mina l'integrità fisica e psichica del paziente e più
angoscia e preoccupa i suoi familiari, con un notevole impatto su di noi.

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PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA In maniera molto sintetica, ma


utile da un punto di vista clinico, si possono distinguere, tre tipologie diverse di dolore,
con caratteristiche eziopatogenetiche, cliniche, di durata, e responsività terapeutica,
specifiche.

Si parla infatti di:

o Dolore acuto

o Dolore cronico

o Dolore procedurale

Il dolore acuto ha la funzione di avvisare l'individuo della lesione tissutale in corso ed


è normalmente localizzato, dura per alcuni giorni, tende a diminuire con la guarigione.

La sua causa è generalmente chiara: dolore legato all'intervento chirurgico, al trauma,


alla patologia infettiva intercorrente.

In questo periodo le possibilità terapeutiche a disposizione per il controllo del dolore


acuto, sono molteplici ed efficaci, nella stragrande maggioranza dei casi.

Il dolore cronico è duraturo, spesso determinato dal persistere dello stimolo dannoso
e/o da fenomeni di auto mantenimento. Questi fenomeni, mantengono la

stimolazione nocicettiva, anche quanto la causa iniziale si è limitata. Si accompagna a


un importante stimolo emozionale e psico-relazionale e limita la performance fisica e
sociale del paziente.

È rappresentato soprattutto dal dolore che accompagna malattie ad andamento cronico


(reumatiche, ossee, oncologiche, metaboliche).

È un dolore difficile da curare: richiede un approccio globale e multidisciplinare.

Il dolore da procedura , che accompagna molteplici indagini


diagnostiche/terapeutiche, rappresenta in ogni setting, e 15

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA situazione ed età, un evento


particolarmente temuto e stressante.

Il dolore si associa ad ansia e paura, frequentemente la sua presenza condiziona in


maniera importante la qualità percepita di cura. Oggi, sono a disposizione numerose
possibilità d’intervento.

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Da un punto di vista eziopatogenetico, il dolore può essere classificato in: nocicettivo
(attivazione diretta dei recettori della nocicezione), neuropatico (da interessamento del
sistema nervoso centrale e/o periferico), psichico (attivato da stazioni psico-relazionali)
e misto (con la presenza di tutti i membri precedenti).

Anatomia della colonna vertebrale

Come mai ho inserito un capitolo sull’anatomia della colonna vertebrale? Perché, in


questi anni di lavoro, ho notato che molti miei clienti desiderano, a giusta ragione,
conoscere i meccanismi che regolano il loro corpo, per poter poi curarsi in modo più
attento e preciso. Credo che più conosciamo il nostro corpo, più possiamo curarci in
modo consapevole e specifico.

La colonna vertebrale è la struttura che sostiene il nostro intero corpo. Consiste in una
sequenza di vertebre, ciascuna delle quali è separata e unita da un disco intervertebrale.

È molto flessibile, ma al tempo stesso è anche molto resistente, perché supporta prima
di tutto il peso della testa, poi quello del tuo fisico e ovviamente ti permette di
muoverti, fletterti o semplicemente di girarti.

Proprio grazie alla nostra colonna vertebrale, siamo in grado di camminare in posizione
eretta, caratteristica che differenzia l'uomo dagli altri animali. Puoi già così immaginare
che gran lavoro compie quotidianamente la tua spina dorsale. Ma vediamo insieme,
com'è articolata e quali 16

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

sono le sue curvature.

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Se ti muovi, se sei in grado di stare in posizione eretta o semplicemente di girare la
testa a destra e a sinistra, è merito della colonna vertebrale, quella lunga sequenza di
ossa, che parte dalla testa e arriva al coccige.

Nota anche come la spina dorsale o rachide, è il principale sostegno del corpo umano e
di tutti quegli animali chiamati vertebrati.

Le vertebre, funzionano un po' come i mattoncini dei Lego, con cui i bambini possono
costruire altissime torri. Questa struttura, così complessa e articolata, è una delle prime
a formarsi a livello embrionale.

Che cosa sono le vertebre

Le vertebre sono i principali elementi che costituiscono la colonna e, a seconda della


loro posizione, non sono tutte uguali e delle stesse dimensioni. Hanno, però, una
struttura comune di base, in altre parole, un corpo vertebrale anteriore e un arco
vertebrale posteriore, che insieme delimitano il foro vertebrale.

Corpo vertebrale

Il corpo vertebrale costituisce la parte anteriore di ciascuna vertebra ed è il membro


portante. Le vertebre nella parte inferiore della colonna, hanno corpi più grandi di
quelli nella 17

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA parte superiore per supportare


meglio l'aumento di peso.

Arco vertebrale

L’arco vertebrale costituisce la zona laterale e posteriore di ciascuna vertebra. In


combinazione con il corpo vertebrale, delimita il foro vertebrale. I forami di tutte le
vertebre si allineano per formare il canale vertebrale, che racchiude il midollo spinale.
Gli archi hanno diverse prominenze ossee, che servono ai muscoli e ai legamenti per
ancorarsi.

Dischi intervertebrali

I dischi intervertebrali si trovano tra una vertebra e l’altra e puoi immaginarli come gli
ammortizzatori della macchina.

Sono giunzioni fibrocartilaginee e hanno lo scopo di ridurre le pressioni che si creano


durante i movimenti. Non è l’unica funzione dei dischi, perché servono anche a dare
mobilità alla colonna vertebrale, che altrimenti sarebbe una sorta di bastone rigido.
Non è presente il disco solo tra l’atlante e l’epistrofeo, le prime due vertebre della
colonna.

Composizione della colonna vertebrale


17
La colonna vertebrale è composta di trentatré vertebre (talvolta 34) ed è divisa in
cinque regioni:

Regione cervicale: si trova alla base del collo ed è il principale sostegno della testa. È
la parte più mobile della colonna vertebrale ed è costituita da sette vertebre (vertebre
cervicali, da C1 a C7) divise in una regione superiore (C1 e C2) e in una regione
inferiore (da C3 a C7).

Regione dorsale : è la zona più estesa della colonna e conta ben dodici vertebre dorsali
o toraciche (da T1 a T12).

Diventano più grandi scendendo dall’alto verso il basso e sono articolate con le coste.

Regione lombare : ci sono cinque vertebre per questa zona della colonna (da L1 a L5)
e sono le più voluminose. Il motivo? Questa regione è quella di maggior sostegno,
dove 18

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

18
si scarica tutto il peso del corpo (ecco perché si concentra qui il più comune dei mal di
schiena, la lombalgia).

Regione sacrale : sono cinque anche le vertebre in questa zona (da S1 a S5) e
costituiscono l’osso sacro, la cui base superiore si articola con la quinta vertebra
lombare formando un angolo sporgente, chiamato anche promontorio sacrale.

Regione coccigea . L’ultima parte della colonna è composta da 4-5 vertebre (da Co1 a
Co4/5) che costituiscono il coccige, che si articola con il sacro.

Le curvature

La colonna vertebrale non è un asse rigido e dritto, perché deve sostenere il corpo ma
anche permettergli di muoversi.

Se guardi la colonna da davanti, noterai una linea retta che divide il corpo in due parti
simmetriche. Se invece la osservi lateralmente, noterai due curvature che si ripetono.
Le curve che si notano sono chiamate lordosi e cifosi.

In alto troviamo la lordosi cervicale, poi segue la cifosi toracica. La colonna termina
con la lordosi lombare.

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PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Muscoli della colonna


vertebrale

La colonna vertebrale, come abbiamo detto, è costituita da vertebre, ma anche da


muscoli. Li possiamo suddividere in tre gruppi:

Muscoli superficiali : questa categoria è composta dal muscolo splenio della testa, che
ti permette di estendere e ruotare il capo, il muscolo splenio del collo, che invece ti
serve, per estendere la colonna vertebrale (è quello che ti aiuta a piegarti in avanti, per
esempio) e il muscolo sacro-spinale (chiamato “muscolo lunghissimo del dorso”).

Muscoli intermedi : in realtà è un muscolo solo, in altre parole, il muscolo trasverso


spinale, che serve a estendere e ruotare sia la testa sia la colonna dal lato opposto.

Muscoli profondi : sono gli interspinosi, che servono per estendere la colonna, gli
intertrasversari, che permettono alla colonna vertebrale, di inclinarsi lateralmente, e i
sub occipitali, che invece permettono alla testa di inclinarsi lateralmente.

Legamenti della colonna vertebrale

La colonna vertebrale è caratterizzata anche dalla presenza di legamenti, che servono


per collegare le ossa tra loro. I principali della spina dorsale sono:

19
Legamento Longitudinale Posteriore (LLP): si trova anteriormente al midollo
spinale, dove è attaccato ai lati posteriori dei corpi vertebrali.

Legamento Longitudinale Anteriore (LLA) : che corre lungo il lato anteriore


dell'intera colonna vertebrale.

Legamento Flavo o Legamento Giallo : consiste in una serie di legamenti corti e


accoppiati.

Legamento Inter-trasversario, serve a connettere i processi trasversi di vertebre vicine.

20

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA


20
Legamento Inter-spinoso : unisce il margine inferiore di un processo spinoso a quello
superiore del processo sottostante.

Legamento Sovra-spinoso : che si trova sul lato posteriore della colonna vertebrale,
dove collega i processi spinosi delle vertebre toraciche e lombari.

Biomeccanica della colonna vertebrale

Che cos’è la biomeccanica della colonna?

La biomeccanica è l'applicazione dei principi della meccanica agli organismi viventi


(sia animali che vegetali).

In particolare, la biomeccanica analizza il comportamento delle strutture fisiologiche,


quando sono sottoposte a 21

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA sollecitazioni statiche o


dinamiche.

È strettamente correlata all'ortopnoica e alla chinesiologia (quest'ultima infatti si


occupa, tra l'altro della biomeccanica degli esseri umani) e all'ingegneria tissutale.

Perché è importante conoscere un po’ di biomeccanica?

È importante conoscere la bio-meccanica, perché ci può rendere consapevoli che la


nostra colonna, può sopportare alcuni carichi di lavoro ed altri no.

Può renderci consapevoli che, molte delle posizioni che assumiamo tutti i giorni, sono
eccessive o addirittura sbagliate.

Può renderci consapevoli che dobbiamo mantenere la nostra colonna, in buono stato,
per non incorrere in gravi problemi strutturali.

La nostra colonna è una macchina meravigliosa, ma vanno conosciuti i suoi


meccanismi, per mantenerla in buono stato.

Molte volte conosciamo benissimo l’utilizzo dei nostri cellulari, ma è molto utile
conoscere anche la nostra colonna e il suo funzionamento, con l’obiettivo di
mantenerla in buono stato.

Le conseguenze, se non rispettiamo le sue regole, possono essere drammatiche. La più


evidente e conosciuta è l’ernia al disco, ma molte altre patologie, possono innestarsi e
renderci la vita complicata.

Alcuni cenni di Biomeccanica della colonna vertebrale

21
La dinamica flesso-estensoria della colonna vertebrale, varia lungo i diversi segmenti
scheletrici. La porzione lombare costituisce il tratto vertebrale dotato di maggiore
mobilità.

Tuttavia essa non è distribuita in maniera omogenea, lungo tale segmento. Infatti, le
prime tre vertebre (L1-L2-L3) presentano una minore mobilità, potendo compiere delle
22

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

variazioni di flesso-estensione pari al 10-30%

dell’articolarità, rispetto alle ultime vertebre lombari (L4-L5) che sono invece in grado
di compiere escursioni articolari di flesso-estensione, pari al 60-75%.

L’unità funzionale disco-vertebrale, ha un comportamento analogo alle leve fisiche di


1° grado: la vertebra ed il disco intervertebrale, costituiscono il fulcro della leva.

I due bracci sono formati dalla muscolatura vertebrale, che si trova in prossimità del
fulcro stesso, e dagli arti, attraverso i quali vengono svolti i movimenti, in particolare il
sollevamento di pesi.

Come avrai notato ci sono dei movimenti che ti è più semplice svolgere, ed altri no.
Infatti, la muscolatura vertebrale è il braccio-potenza della leva, mentre le estremità
sono il braccio-resistenza.

Quindi, ci sono dei muscoli e delle vertebre che si muovono con più semplicità, altri
no. La muscolatura paravertebrale, deve sviluppare una forza, in grado di equilibrare la
forza-resistenza, prodotta a livello del braccio resistenza.

Conseguentemente, lo sforzo compiuto e l’entità

dell’eventuale peso sollevato influenza direttamente la forza contrattile prodotta a


livello della muscolatura paravertebrale, poiché dovrà essere sempre di pari intensità,
per poter mantenere il sistema in equilibrio.

22
23

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Una parte importante delle forze,
così prodotte, si scarica però a livello della colonna (fulcro della leva). Pertanto, ad
esempio, il sollevamento di un peso di circa 50 kg, mantenendo la colonna
rigorosamente in asse, fa si che a livello del basso tratto lombare si produca una forza
di 380

kg.

Se lo stesso peso, viene sollevato senza mantenere il normale allineamento vertebrale o


addirittura inarcando la schiena, si stima che la forza prodotta a livello lombare sia di
circa 700 kg.

Se non rispetti i fulcri di forza, raddoppi il carico sulla colonna stessa.

Infatti, i pesi, sono continuamente ammortizzati dal disco. Il carico vertebrale varia
dunque, in funzione sia dell’entità dello sforzo compiuto (e del peso eventualmente
sollevato), sia dell’atteggiamento della colonna durante l’esecuzione stessa.

La postura assunta, svolge un ruolo decisivo, sul carico prodotto a livello lombare,
anche in assenza di movimento, sia considerando la semplice posizione eretta, sia la
posizione citostatica.

Anche in tali situazioni, l’inclinazione assunta dalla colonna, rispetto al suo fisiologico
allineamento, comporta lo sviluppo di forze notevolmente aumentate.

Pertanto non solo l’esecuzione di sforzi fisici massimali compiuti con la schiena flessa,
ma anche la sedentarietà, rappresentano fattori di rischio per l’insorgenza di mal di
schiena.

Questi fattori di rischio, risultano, in qualche modo amplificati in senso negativo da


due condizioni, che possono essere a loro volta considerati fattori di rischio, per lo
sviluppo del mal di schiena:

24

23
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

- Lo scarso sviluppo della muscolatura vertebrale , in conseguenza di un


insufficiente e non costante allenamento posturale.

- L’età avanzata .

Come in precedenza descritto, la muscolatura

paravertebrale, costituisce il braccio-potenza della nostra leva ed è in grado di


contrastare le forze prodotte durante l’esecuzione dei diversi movimenti o anche
l’assunzione di determinate posture.

Una muscolatura ben allenata e performante, è in grado di limitare l’eventuale danno


che si produce a livello dell’unità disco-vertebrale.

25

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Secondo capitolo

Alla radice del problema

Alle radici del mal di schiena

Prima di affrontare il problema mal di schiena, in modo pratico, a mio avviso è


importante svolgere una corretta diagnosi e andare alle radici del problema. Sia
chiaro che questo libro non vuole essere un trattato scientifico, però vorrei riportare
quelle che sono le maggiori cause del mal di schiena.

Svolgere una corretta diagnosi è essenziale. Come quando si deve partire per un
viaggio. Prima si decide, dove andare e poi quali mezzi possiamo utilizzare, per
arrivare alla meta desiderata. Mai il contrario.

24
Invece purtroppo, dopo molti anni di esperienza, mi sono accorto che, molti pazienti
arrivano nel mio studio con diagnosi molto superficiali, se non addirittura sbagliate.

Sembra tutto scontato e banale, ma dopo più di vent’anni di professione, ho notato


come si diano per scontati alcuni elementi di base.

Ho scritto questo capitolo, per renderti maggiormente consapevole delle problematiche


e come affrontarle in modo preciso, questa sarà una panoramica sintetica, per poi
affrontarne i diversi aspetti nei capitoli successivi.

Il più noto dei mal di schiena è il famoso " colpo della strega " che arriva intenso e
improvviso, nella parte inferiore, mentre si sta spostando un peso.

Altre volte invece, avvertiamo un fastidio, spesso insopportabile, che passa soltanto se
assumiamo la posizione orizzontale. Poiché il peso del corpo si è scaricato, 26

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA soprattutto sulla zona lombare, lo


stato di sofferenza e i dolori che ne derivano sono definiti " lombalgia ".

Molto più frequente, per esempio, è il mal di schiena in gravidanza e post gravidanza,
dovuto a uno sbilanciamento posturale legato alla presenza del feto.

Questi disturbi guariscono, generalmente, nell'arco di un mese circa, altre volte invece
il dolore diventa cronico, ripresentandosi periodicamente.

Con il passare degli anni, il disco perde progressivamente acqua (la diminuzione della
statura con l'invecchiamento è dovuta soprattutto, alla diminuzione del volume dei
dischi) a causa di processi degenerativi che interessano i mucopolisaccaridi, incaricati
di trattenere l'acqua garantendo l'elasticità della struttura.

Tale processo degenerativo a carico dei dischi, è definito condrosi , quando invece
sono interessate anche le vertebre siamo in presenza di osteocondrosi .

In alcuni casi, il mal di schiena è dovuto alla presenza di scoliosi, una deformazione
della colonna vertebrale che si manifesta con una curvatura laterale.

Osteocondrosi

L'osteocondrosi, coinvolge anche il sistema nervoso spinale provocando dolore (una


percentuale di circa il 10% dei pazienti presenta una grave invalidità). Il processo
degenerativo può provocare anche altre patologie come la spondiloartrosi, cioè la
degenerazione delle articolazioni intervertebrali poste dietro ai dischi.

Ernia del disco

La patologia classica dei dischi intervertebrali è l'ernia del disco. In seguito alla
diminuzione del contenuto acquoso del disco (a settant'anni ci può essere una riduzione

25
anche del 10% della quantità d'acqua), le vertebre si avvicinano.

27

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Allora come reazione alla nuova
situazione il disco cerca di trattenere più acqua e si gonfia (protrusione discale), anche
non avendo più le strutture perfettamente integre per poterla contenere.

Nel caso in cui il nucleo polposo si rompa, non si verifica l'ernia, ma se invece è
l'anello a creparsi, in seguito alla pressione del nucleo interno, allora avviene il
prolasso, cioè un'ernia costituita dai materiali derivanti dalla rottura.

Quando questi materiali entrano in contatto con innervazioni, il paziente sente dolore.

La diagnosi del mal di schiena, in genere, è semplice. È

fondamentale capire la sua origine, sia per intraprendere la cura adeguata, sia per
evitare la cronicizzazione e le recidive.

Generalmente il medico chiede se è “localizzato”, cioè se si avverte in punti precisi,


probabilmente quelli in cui si è creata una lesione o dei traumi, o se è “diffuso”, è in
questo caso che forse ha origine da un tessuto più profondo; può chiedere se si irradia
lungo la gamba, come nella sciatica, o se è collegato con qualche altro disturbo, per
esempio intestinale; e sia quindi un dolore “riferito”, che può essere determinato da un
disturbo che interessa l'intestino, o da una colica di fegato, o dalla degenerazione di un
disco intervertebrale.

In quest'ultimo caso il dolore s’irradia anche alla gamba.

Può succedere che il dolore si presenti immediatamente dopo o nelle ventiquattro ore
successive a uno sforzo o a un movimento scorretto.

Di solito non servono esami particolari, per accertarne le cause, solo se il dolore non
passa con i trattamenti in 28

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA automedicazione, oppure con


quelli individuati dal farmacista o dal medico, quest’ultimo può prescrivere esami
diagnostici, come una radiografia, oppure, in casi particolari, una risonanza magnetica
oltre indagini strumentali.

Come prevenzione generale, la prima regola è quella di non stare troppo a letto né in
posizione sdraiata, per esempio sul divano.

È dimostrato che riprendere prima possibile una normale attività fisica, aiuta a
prevenire le ricadute e a far andare via il mal di schiena .

26
Se il dolore è insorto dopo uno sforzo, magari dopo aver sollevato un oggetto pesante,
si potrebbe trattare del ben noto “colpo della strega", una contrattura violenta dei
muscoli che si trovano in prossimità delle vertebre.

In questo caso, si avverte un forte dolore e si rimane bloccati nella posizione. La


difficoltà a ritornare in posizione eretta è dovuta all'intensità del dolore stesso e alla
paura di peggiorare la situazione .

Molte persone, però, tentano ugualmente di raddrizzare immediatamente la schiena


rendendo in questo modo più acuta la sensazione dolorosa, perché i muscoli, già
dolenti e contratti, sono sottoposti a un ulteriore sforzo, per effettuare i movimenti che
consisterebbero di rialzarsi.

In questi casi, per alleviare il dolore, è consigliabile rimanere piegati e cercare di


raggiungere, mantenendo sempre questa posizione, il divano o il letto sul quale potersi
distendere.

Solo dopo aver scaricato il peso del corpo dalla colonna vertebrale, si può tentare di
raddrizzare la schiena, attraverso movimenti molto lenti e respirando

profondamente.

Il riposo a letto dovrebbe durare almeno due giorni. Se è 29

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA proprio indispensabile alzarsi, è


bene farlo con molta attenzione, mettendosi prima a sedere sul letto, quindi facendo
scendere lentamente le gambe fino a toccare con i piedi il pavimento e sollevandosi in
piedi pian piano, sorreggendosi con le mani al bordo del letto.

A caccia del problema

L’Indagine Istat sullo stato di salute in Italia segnala che l’8,2% della popolazione ha
riferito nel 1999 di essere affetto da lombosciatalgia.

I test che ti descriverò, in questo capitolo, li svolgo da anni, per capire l’origine del
problema. Li trovo molto precisi. Sono test medici.

Pensa che, il D.M. del Ministero del Lavoro 27/04/2004, include l’ernia del disco e
lombalgia tra le patologie professionali da segnalare al Dipartimento di Prevenzione
dell’ASL.

La diagnosi corretta di questa patologia, diventa quindi essenziale, per poter procedere
con l’opzione terapeutica migliore.

I metodi di diagnosi

27
Le metodologie diagnostiche si possono raggruppare genericamente in tre grandi
macro-aree:

o Raccolta dei dati anamnestici.

o Esame obiettivo con test clinici.

o Diagnostica per immagini e strumentale.

La raccolta dei dati anamnestici

Le linee guida sul mal di schiena, concordano

sull’importanza fondamentale di eseguire, da parte dello specialista o da parte


dell’osteopata, una adeguata storia clinica, per identificare i semafori rossi, in presenza
dei quali è indicata l’effettuazione di esami strumentali. Ecco alcuni indicatori che
dovrebbero mettere sull’attenti lo specialista.

o Deficit neurologico progressivo

30

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

o Sindrome della cauda equina

o Sospetto di malattie sistemiche, infiammatorie, neoplastiche o infettive

o Traumi recenti

o Assunzione protratta di cortisonici

o Età

Test clinici

28
Lo Stiramento radicolare, è un esame molto utilizzato per valutare lo stato del paziente
affetto da lombosciatalgia.

Esistono due principali manovre:

1.
MANOVRA DI LASEGUE: o sollevamento della

gamba a ginocchio esteso, positivo in caso di

compressione sulle radici L5-S.

2.
MANOVRA DI WASSERMAN: positiva in caso di

compressione L2, L3, L4, ma anche in neuropatia

femorale diabetica o di ematoma del muscolo

psoas.

Ti lascio un’immagine della manovra di Lasegue, controlla che il tuo specialista te la


faccia con precisione.

Ecco anche la manovra di Wasserman. Chiedi al tuo specialista che te la svolga con
precisione. È importante che 31

29
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

te le svolga entrambe con gli esami sotto mano, per evitare errori clinici. (Assai diffusi)

L’esame Muscolare, parte dal presupposto che

l’innervazione di ogni singolo muscolo, dipende

prevalentemente da una radice spinale.

La validità muscolare è precisata secondo la scala adottata dalle American and British
Academy of Orthopaedics Surgeons.

Questa è la scala dei risultati possibili:

0: Assenza contrazione.

1: Assenza movimento articolare.

2: Movimento articolare a gravità eliminata.

3: Movimento contro gravità.

4: Movimento contro gravità e una certa resistenza.

5: Movimento completo contro gravità e resistenza.

30
L’esame dei Riflessi si basa sul presupposto che, una radicolopatia, causa la riduzione
o l’abolizione del corrispondente riflesso, per compromissione della branca afferente o
efferente dell’arco di tale riflesso.

Ma Il riflesso può essere “iper-reattivo” in caso di 32

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA radicolopatia acuta.

Si parla in particolare di:

Sindrome Radicolare L3

Dolore faccia anteriore della coscia.

Deficit faccia anteromediale ginocchio.

Deficit muscolare adduttori e quadricipite.

Riflesso rotuleo indebolito.

Sindrome Radicolare L4

Dolore faccia anteromediale coscia, ginocchio e

gamba.

Sensitivo faccia mediale gamba e caviglia.

Deficit muscolare quadricipite e tibiale anteriore.

Riflesso rotuleo alterato.

31
Sindrome Radicolare L5

Dolore faccia posteriore coscia e laterale gamba o

Sensitivo faccia anteroesterna della gamba e parte mediale del dorso e pianta del piede

Muscolare deficit epa

Sindrome Radicolare S1

Dolore faccia posteriore coscia e gamba

Sensitivo faccia posteriore gamba, tallone bordo esterno piede, ultime due dita.

Deficit muscolare flessori ginocchio.

Riflessi deficit achilleo e medio plantare.

Diagnostica strumentale

Considerando l’alta frequenza di ernie discali asintomatiche e la possibile regressione


di ernie sintomatiche, è opportuno attendere almeno 4-6, settimane dall’insorgenza dei
sintomi in assenza di semafori rossi, prima di eseguire gli esami di diagnostica per
immagini.

I principali esami strumentali sono:

33

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Radiografia della colonna

Non raccomandata come esame di routine nel primo mese di sintomatologia.

32
La radiografia è indicata per ottenere informazioni, sulla presenza di patologie spinali
congenite (vizi di differenziazione, spina bifida, spondilolistesi) o traumatiche.

Necessaria per una corretta pianificazione chirurgica.

Tac e Risonanza Magnetica

Sono due tecnologie sostanzialmente sovrapponibili in termini di sensibilità, specificità


e accuratezza diagnostica.

La RMN è preferibile per lo studio dei tessuti molli, inoltre non sottopone il paziente a
radiazioni ionizzanti. Non sono però raccomandate nel corso del primo mese di

sintomatologia.

La Risonanza Magnetica

Non eroga radiazioni ionizzanti.

Valutazione anatomica multiplanare.

Miglior visualizzazione dei tessuti molli e

alterazioni del tessuto osseo spongioso.

Evidenzia eventuali patologie intradurali.

La TAC

Sequenziale o spirale multidetettore.

Migliore rappresentazione delle strutture

osteo/cartilaginee e migliore valutazione del

canale rachideo

33
È importante sottolineare come la sovradiagnosi e le indagini eseguite troppo
precocemente potrebbero portare a indicazioni inappropriate al trattamento
chirurgico in casi destinati a risolversi spontaneamente.

34

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Inoltre i preconcetti associati con


l’informazione contenuta nei referti delle indagini strumentali possono indurre nelle
persone un senso di malattia.

Primo approccio sintetico al mal di schiena lombare Ora dopo aver analizzato la
prima fase, cioè come svolgere una corretta diagnosi del problema, ti lascio delle
soluzioni praticabili. È una carrellata veloce e immediata, ma non banale, frutto di
molti anni di lavoro, poi nei vari capitoli, andrò un po’ più a fondo sui diversi aspetti
che ti possono aiutare nel benessere della tua schiena.

Cosa evitare

Evitare il sovrappeso

Non bisogna sottoporre la nostra colonna vertebrale a una fatica continua, innaturale. Il
peso in eccesso va a caricare le nostre vertebre favorendo scompensi posturali dannosi
per la loro salute.

Sollevare pesi piegandosi sulle ginocchia

Quando dobbiamo sollevare un peso , come una cassa piena di libri, bisogna farlo
tenendo le ginocchia piegate e il tronco immobile , dritto, evitando di farlo piegando
il tronco in avanti.

Evitare carichi innaturali e pesanti

Per quanto possibile, bisogna cercare di non trasportare zaini (soprattutto nel caso di
bambini e ragazzi) o borse a tracolla di peso troppo elevato, che potrebbero provocare
scompensi alla colonna .

Evitare la vita sedentaria

Fare un po’ di moto (una camminata, una passeggiata in bicicletta o una nuotata di
almeno mezz’ora, 2/3 volte la settimana) mantiene la mobilità della nostra colonna
vertebrale, consentendole di mantenersi elastica e solida.

Ci sono inoltre discipline come la ginnastica posturale, il pilates o lo stretching utili per
intervenire su specifici 35

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA problemi, prevenendo o


alleviando dolori nelle parti della colonna vertebrale che sono più sottoposte a

34
pressione.

Evitare gli sport “dannosi”

Se si soffre di mal di schiena, bisogna evitare o, almeno, praticare con moderazione


alcune discipline sportive, che possano provocare sollecitazioni esagerate alla colonna,
come il body building, il paracadutismo, il motocross.

Cosa mangiare

Ho preparato per te, un capitolo completo sull’alimentazione, dove troverai indicati


alimenti ricchi di calcio e fosforo.

È scientificamente provato che incidono positivamente sulla salute del rachide, i cibi
alcalinizzanti (soprattutto frutta e verdura ricca di magnesio) per prevenire il mal di
schiena, causato dall'artrosi.

Puoi mangiare, cibi ricchi di collagene, per migliorare il mal di schiena dipendente da
artrosi. Puoi mangiare cibi ricchi di fitoestrogen i (es. soia). La soia è particolarmente
indicata per le donne in menopausa affette da mal di schiena.

Alimenti ricchi di Omega 3 e 6 (pesce, crostacei, tofu, mandorle, noci, olio di semi di
lino). Questo accorgimento è particolarmente utile, per migliorare il mal di schiena,
dipendente da spondilite anchilosante.

Cosa NON mangiare

Puoi evitare il consumo di alimenti di difficile digestione, come intingoli, fritture ed


alimenti ricchi di grassi.

Un'alimentazione sregolata può favorire sovrappeso e obesità, elementi predisponenti


al mal di schiena.

Puoi evitare alimenti iperproteici o per lo meno evitarli nei giorni in cui il dolore si fa
più intenso. In generale, non c'è alcuna evidenza scientifica che metta in relazione il
cibo, con il peggioramento dei sintomi del mal di schiena, ma è chiaro che più
graviamo sulla schiena e più i dischi intervertebrali vanno sotto stress, provocando
protrusioni oppure 36

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA evidenziandone la loro presenza.

Più avanti ci sarà un capitolo dedicato all’alimentazione.

Molte volte alcuni clienti mi dicono che fanno fatica a seguire un certo tipo di
alimentazione. Infatti, ti proporrò uno stile alimentare molto piacevole e che ti darà sia
la gioia del buon cibo, ma anche dei risultati concreti.

35
Tecniche naturali

Io parteggio da anni per le tecniche naturali. Le pratico per la mia salute e il mio
benessere e le suggerisco ai miei clienti.

Quando però la lesione muscolare o ossea è grave, bisogna rivolgersi da un bravo


ortopedico.

Qui sotto ti descrivo le tecniche naturali, che hanno funzionato in questi anni, con i
miei clienti.

Arnica

L’arnica è uno dei più potenti antinfiammatori naturali, soprattutto nel caso di dolori
muscolari e contusioni. Può essere usata per via interna, in decotto o capsule, o sotto
forma di gel o pomata.

Per preparare una tisana all’arnica, riempi una tazza con dell’acqua bollente e un
cucchiaio di fiori di arnica. Lasciare dieci minuti in infusione, filtrare ed assumere due
volte al giorno. Mentre per quanto riguarda la pomata, applicala sulla parte dolente,
con movimenti circolari e decisi, in modo da farla assorbire dalla pelle.

Bagno caldo al sale marino

Un bagno caldo, è molto utile per contrastare i dolori della schiena. Infatti, l’acqua
calda rilassa i muscoli, alleviando rigidità e contratture. Si può versare nell’acqua del
sale marino, dal grande potere antinfiammatorio. È anche per disinfiammare le
eventuali infiammazioni, che possono causare il mal di schiena.

Riempi la vasca di acqua calda, regolando la temperatura in 37

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA modo che risulti piacevole. Versa
qualche manciata di sale marino nell’acqua e con le mani e mescola l’acqua in modo
che si sciolga il sale. Immergiti e stai in acqua per almeno quindici minuti.

Boule d’acqua calda

Una boule d’acqua calda applicata sulla zona dolente porta sollievo. Allevia il dolore,
poiché rilassa i muscoli tesi e contratti e attiva la circolazione. Trova una posizione
comoda e mantieni la boule il più a lungo possibile. Il mal di schiena diminuirà quasi
immediatamente.

Impacco allo zenzero

Un rimedio naturale contro il mal di schiena davvero efficace, è un impacco di acqua


calda allo zenzero. Metti, in un litro d’acqua bollente, una radice fresca di zenzero
sbucciata e fatta a pezzi. Lascia bollire.

36
A questo punto imbevi un asciugamano nell’acqua allo zenzero, strizzalo bene e
applicalo sul punto dolente, finché l’asciugamano s’intiepidisce. L’acqua calda
allevierà le contratture che provocano il mal di schiena e lo zenzero, grazie alle sue
virtù antinfiammatorie, allontanerà l’infiammazione e spegnerà il dolore.

Curcuma

La curcuma è una radice dotata di proprietà

antinfiammatorie e antireumatiche. Questa spezia permette di alleviare i sintomi


dolorosi del mal di schiena.

Per preparare una tisana con la curcuma, fai bollire mezzo litro d’acqua, quindi
aggiungi una radice fresca di curcuma sbucciata e fatta a pezzi. Lascia bollire per dieci
minuti, quindi spegni il fuoco e lascia dieci minuti in infusione. Filtra e bevi due volte
il giorno.

Massaggio agli oli essenziali

Gli oli essenziali di menta piperita e garofano, sono molto indicati per massaggiare la
schiena ed eliminare i dolori. I 38

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA principi attivi di questi oli, grazie
alle proprietà balsamiche, hanno un’azione antinfiammatoria sui nervi e sui muscoli
della schiena.

Mescola tre gocce d’olio essenziale di menta piperita, tre gocce di olio essenziale di
chiodi con garofano e due cucchiai di olio di arnica. Massaggia con movimenti
circolari e decisi spalmando bene l’olio.

Artiglio del diavolo

L’artiglio del diavolo è un potente antidolorifico naturale, quindi molto indicato per
combattere il mal di schiena. Può essere applicato in gel o assunto per uso interno,
sotto forma di tisana o compresse. Le due forme terapeutiche sono complementari.

Ma alle volte i rimedi naturali, da pronto soccorso, non funzionano e quindi bisogna
passare ai trattamenti medici.

Trattamenti medici

Prima di procedere con un qualsivoglia intervento medico, si raccomanda di sottoporsi


ad accertamenti diagnostici, volti ad individuare la causa scatenante il mal di schiena.

In questi anni ho trovato molto efficaci queste metodologie.

37
La Laserterapia.

L'Ozono-ossigeno terapia.

Diclofenac.

Laser-Terapia

La laserterapia è una particolare tecnica terapeutica che si avvale degli effetti


dell'energia generata da raggi laser per ottenere una risposta biochimica in
corrispondenza della membrana cellulare. Il laser è una sorgente di radiazione
elettromagnetica: si tratta, in sostanza, di un dispositivo che produce energia sotto
forma di onda luminosa.

Attraverso il trattamento e terapia laser, l’energia viene 39

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA amplificata e indirizzata su una


superficie molto piccola del corpo, su cui giunge con elevata intensità.

Tipi di laser utilizzati : laser He-ir (elio neon e infrarosso) e laser Nd:YAG (neodimio
yag/Hilt Therapy). Nello specifico, il laser Nd:YAG, ad alta energia, permette di
trattare efficacemente patologie profonde: fin dalla prima applicazione, infatti, si
ottengono risultati evidenti su dolore e infiammazione. Questo tipo di laser usato a fini
terapeutici rende sicuro e possibile il trasferimento in profondità di consistenti dosi
energetiche (è particolarmente consigliato, infatti, per il trattamento delle patologie
articolari cronico-degenerative).

Esistono apparecchiature laser ad emissione continua, pulsata o intermittente. Alcuni


apparecchi elettromedicali usati si possono configurare per entrambi i tipi
d’irraggiamento.

Il continuo aggiornamento e il costante miglioramento delle tecnologie laser, che


consentono di operare con minore invasività e maggiore precisione, hanno reso il laser
chirurgico uno strumento di sempre più largo impiego.

Nel mio studio utilizzo un laser all’avanguardia che in poche sedute da risultati
eccellenti.

Ossigeno-ozono terapia

L’ozonoterapia, o più correttamente l’ossigeno-ozonoterapia, è un trattamento con


azione antinfiammatoria e antidolorifica , indicato nei pazienti affetti da

38
lombosciatalgia, lombocruralgia e cervico-brachialgia, dovute a patologie specifiche
della colonna vertebrale, quali l’ernia del disco o protrusione discale.

I pazienti che ne soffrono presentano dolore alla schiena o al collo; il dolore dalla
schiena può irradiarsi al gluteo, alla coscia e lungo l’arto inferiore, mentre la
sintomatologia dolorosa dal collo può estendersi a tutto il braccio e in alcuni casi fino
alle dita della mano.

40

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Come funziona l’ossigeno-


ozonoterapia?

Il trattamento si compie, mediante iniezioni intramuscolari paravertebrali, in altre


parole nella zona della colonna vertebrale, da cui parte il processo patologico, vicino
alla localizzazione del dolore.

Per conoscere la regione esatta, lo specialista si avvale dei risultati della risonanza
magnetica cui il paziente si è in precedenza sottoposto.

È una miscela di ossigeno e ozono, dosata mediante un giusto macchinario.

Quali sono i vantaggi dell’ossigeno-ozonoterapia?

Le proprietà dell’ozono sono molteplici:

Azione antibatterica e antivirale

Azione antinfiammatoria e antiedemigena, per

riduzione di sostanze pro-infiammatorie,

stimolazione della neoangiogenesi e aumento

della produzione di enzimi antiossidanti

Azione antidolorifica per inattivazione dei mediatori algogeni e induzione alla


produzione di endorfine o

Incremento della produzione dei metaboliti

responsabili del rilascio di ossigeno ai tessuti (2,3


39
difosfoglicerato) e aumento della deformabilità dei globuli rossi

Il trattamento con ossigeno-ozonoterapia, consente di sfruttare l’azione


antinfiammatoria e antidolorifica della miscela, è un trattamento sicuro, di rapida
esecuzione e privo di effetti collaterali.

Servono circa 15-30 giorni per avvertire i benefici del trattamento. A lungo termine,
può ottenersi la riduzione del volume dell’ernia discale grazie all’effetto disidratante
dell’ozono sul disco intervertebrale.

L’ossigeno-ozonoterapia è dolorosa o pericolosa?

41

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Il trattamento si esegue in


ambulatorio, dura pochi minuti, è sicuro, adatto a tutti e non ha effetti collaterali. Il
paziente avvertirà solo il fastidio legato all’iniezione e subito dopo, per qualche
minuto, una sensazione di gonfiore alla schiena.

Nel percorso Osteopatico suggerisco l’ozono-terapia, per fare in modo che il disco
intervertebrale possa allargarsi. Ma se le vertebre rimangono fuori asse, è del tutto
inutile svolgere l’ozono terapia.

Diclofenac

Il diclofenac, farmaco generico, è per certi versi è molto sottovalutato. Ma nelle fasi
acute e sub acute, può essere molto utile. Ho notato ottimi risultati. Per ottimi risultati
intendo: “addormentare il dolore”. Poi però bisogna andare a fondo del problema,
altrimenti si rischia molto, come in una frana. Se si prende da subito, possiamo
anticipare i gravi danni che potrebbe arrecare.

Il suo effetto aumenta, quando associ questo farmaco al caldo, ma solo se il dolore è
lieve. Mentre se associ a questo farmaco il freddo, ti può aiutare molto quando il dolore
è intenso. Questo medicinale è indicato nel trattamento di altre patologie, come i dolori
mestruali e i reumatismi. Fai attenzione alle controindicazioni.

Da prendere con cautela, soprattutto se hai delle insufficienze cardiache o il fegato che
funziona male.

Rivolgiti sempre al medico di base.

Cinque Tecniche che ti aiuteranno a stare meglio da subito

Prima tecnica: Tecnica della cintura

È tecnica molto semplice ma di forte impatto per la colonna lombare. Prendi una
cintura. Te la stringi attorno ai fianchi.

40
Poi posiziona le mani a pugno e mettile tra l’ombelico e la cintura stessa, in modo tale
da creare una compressione tra 42

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

le mani e la cintura.

Dovresti sentire a livello lombare come se la cintura ti spingesse le vertebre lombari in


avanti. Poi, con calma, porta la schiena in avanti e sentirai che la cintura spingerà la
parte lombare in avanti.

Come cintura puoi prenderti una cintura normale in pelle, oppure puoi acquistare
questa:

Questa cintura utilizza una tecnica testata da

professionisti per mal di schiena o lombare.

La decompressione aiuta ad alleviare la pressione su nervature pinzate, dischi usurati o


ernie.

Una delle terapie moderne, più facili ed efficaci per alleviare il mal di schiena associato
all'ernia del disco.

Ti aiuterà ad alleviare il fastidio della schiena medio-bassa con soli 30 minuti di


applicazione

giornaliera.

41
Puoi acquistarla da questo link: https://amzn.to/3hj4mBy Seconda tecnica: Leg-up-
the wall

Questo esercizio, chiamato: “Leg-up-the wall”, serve per allungare la muscolatura


posteriore del corpo. Esso permette di allungare la muscolatura del collo, dorso, zona
lombare, schiena, glutei e polpacci.

43

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Quest'ultime sono zone che


tendono a restare compresse e poco allungate a causa delle posizioni che assumiamo
durante la giornata (es. quando guidiamo, in ufficio o semplicemente seduti sulla
sedia).

Questo esercizio non richiede materiali, bensì tre minuti il giorno, in modo tale da
allungare e curare le zone più colpite dagli errori di postura. È, però bene, assicurarsi di
respirare con il diaframma, durante tutta la sessione, così da permettere ai muscoli di
allungarsi senza alcuno sforzo.

La respirazione è uno step fondamentale per la corretta esecuzione di qualsiasi


esercizio di allungamento.

Per la corretta esecuzione di questo esercizio di stretching, bisogna soprattutto non


avere fretta.

Innanzitutto bisogna poggiare la schiena a terra e le gambe alla parete. Bisogna, inoltre,
assicurarsi che l'osso sacro sia poggiato in modo naturale a terra.

La testa, invece, bisogna allenarla e quindi renderla perpendicolare al busto. Assicurati


di unire i piedi e poggiare le gambe, in linea con il resto del corpo.

A questo punto rilassa le spalle e fai scendere le braccia perpendicolarmente al busto e


inizia a inspirare dal naso, gonfiando l'addome, per poi espirare lasciando uscire l'aria
dalla bocca, svuotando così di conseguenza il diaframma stesso.

In conclusione, dopo aver seguito attentamente tutti i passaggi, bisogna mantenere il


ritmo per tre minuti, continuando a inspirare e a espirare dalla bocca.

A fine esercizio fletti le ginocchia lentamente e ruota dal fianco.

Fai attenzione a ritornare in piedi con calma e pazienza, onde evitare strappi muscolari.
Questa tecnica è di grande efficacia e la suggerisco da anni.

44

42
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Se svolto in maniera corretta e con costanza, può giovare alla nostra zona lombare,
permettendo alla muscolatura di allungarsi e quindi acquistare maggior mobilità.

Rialzati in piedi con dolcezza e calma.

Mentre se il dolore è ancora in fase acuta, svolgi l’esercizio come nella foto

Terza tecnica: lower-back-pain-relief

Questo esercizio, semplice ma completo, ci permetterà di alleviare i dolori alla zona


lombare, dovuti all'infiammazione muscolare o alle problematiche correlate di
compressione vertebrale. È utile ad alleviare il dolore lombare e serve a scaricare la
tensione alle strutture vertebrali.

Per la corretta esecuzione di questo esercizio, ci servirà una sedia da mettere davanti a
noi. La sedia ci servirà come appoggio per i nostri polpacci, mentre il busto è sdraiato a
terra, formando due angoli di novanta gradi, perfettamente perpendicolare alla sedia.

Bisognerà semplicemente restare in questa posizione per 10-15 minuti in modo da


rilassare il muscolo psoas (che sorregge il rachide lombare) e ridurre la pressione alla
45

43
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

colonna vertebrale.

Anche questo esercizio, nella sua semplicità, richiede costanza ma vedrai che darà dei
grandi risultati.

Quarta tecnica: terapia del caldo e del ghiaccio

Termoterapia

Più che un esercizio è una vera e propria tecnica, molto nota e utile per le
infiammazioni muscolo tendinee, ma anche quando ti blocchi con la schiena.

La terapia del caldo e il calore in genere, aiuta a lenire i dolori lombari, che ci
accompagnano da un po’ di tempo.

Come fare? Basta applicare un panno caldo o una borsa di acqua calda, in modo da far
ritornare il flusso di sangue nella zona colpita da infiammazione.

Con l’aumento dell’afflusso di sangue, aumenta anche l’apporto di ossigeno alla parte
lesa e sono così accelerati i processi di guarigione.

La terapia del calore è impiegata anche per:

46

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA o

Dolori articolari

44
o

Riscaldamento prima di un allenamento

Sia, sia si tratti di una borsa di acqua calda, sia di un panno, è bene non mettere a
contatto diretto pelle e calore.

Utilizzare un telo di cotone e lino e procedere con l’applicazione che non deve mai
superare i venti minuti. La terapia del caldo secondo alcuni specialisti in campo medico
aumenterebbe l’elasticità dei muscoli e soprattutto favorirebbe l’eliminazione delle
scorie nei tessuti.

Crioterapia

Quando subiamo un trauma o un infortunio improvviso è necessario applicare subito il


ghiaccio. La terapia del freddo si dimostra spesso come la miglior terapia di primo
intervento in caso di trauma. Il freddo è utile per le lesioni (restringe i vasi sanguigni) e
serve a prevenire l’accumulo di sangue nell’area colpita.

Nei dolori acuti alla schiena o nel classico colpo della strega, è di grande efficacia.
Quando mettere il ghiaccio? In genere si applica fino alle 72 ore successive
all’infortunio per almeno 10 minuti.

Ricordati di applicare un telo di lino o cotone tra la pelle e il ghiaccio, oppure anche un
semplice asciugamano, per evitare scottature. Il ghiaccio tende ad alleviare il dolore del
trauma e ad accelerare la guarigione.

È utile ricordare come il ghiaccio abbia un importante effetto analgesico.

Il ghiaccio applicato sulla zona interessata da dolore agisce come un efficace anestetico
locale. Ecco perché, durante le partite di calcio, quando un giocatore si fa male, subito
lo staff medico tiene conto di spruzzare ghiaccio sintetico sulla parte del corpo dolente.

47

45
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Molti Osteopati, tendono a suggerire di alternare giaccio e calore. È un’ottima


strategia, per allenare i muscoli e renderli più forti in caso di traumi o altre
problematiche. Puoi utilizzare questo metodo anche per dolori acuti.

Quinta tecnica: Tecnica del gatto

Questo esercizio è eccellente anche quando hai dolore alla schiena. Pian piano ti metti
in ginocchio con le mani appoggiate al pavimento. Poi inarchi la schiena verso l’alto.

Mantieni la posizione per venti secondi.

Poi sempre con cautela, incurva la schiena verso il basso.

Come se l’ombelico puntasse verso il pavimento. Noterai che se ripeti questo metodo,
per due o tre giorni, il dolore acuto alla colonna vertebrale, sparirà velocemente.

È denominata, la tecnica del gatto, perché I nostri gatti, la svolgono di frequente. La


foto è stata offerta da un’atleta americana.

48

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Terzo Capitolo

46
I Quattro errori da evitare

Se vuoi che la tua schiena stia meglio da subito, questo è un capitolo da leggere con
attenzione. Infatti, molti studi scientifici dicono che, il dolore alla zona lombare, viene
causato da un comportamento frettoloso e superficiale, producendo danni elevati alla
colonna vertebrale.

Ad esempio quando ci si alza al mattino, lo facciamo con troppa fretta, arrecando


notevoli problemi alla colonna.

Alle volte ricordo ai miei clienti di alzarsi al mattino senza fretta, perché far movimenti
bruschi a freddo, può provocare delle retrazioni muscolari notevoli.

Altre volte poi, le posizioni ergonomiche, che assumiamo durante tutto l'arco della
giornata, possono avere un impatto nefasto, per la propria zona lombare, sfociando in
dolori alla schiena persistenti e, all'apparenza, addirittura inguaribili.

Di seguito ti elenco i quattro errori più comuni, che ho notato in molti anni di attività
professionale. Spero, ti siano utili per una prima riflessione, sul nostro stile di vita.

Basterà che correggi questi quattro errori e noterai da subito, dei miglioramenti
notevoli.

Primo errore: La fretta

Il primo errore, che di solito commettiamo, è la fretta. Avere fretta, spesso, anche nelle
situazioni normali, porta ad un risultato non del tutto soddisfacente.

Ed è così, come anche in altre attività, che la fretta costituisce il primo passo, verso il
fallimento più totale. La 49

47
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

biomeccanica e il corpo, ha le sue regole. Se si forzano queste regole, il sistema


muscolo scheletrico, può avere nel tempo danni notevoli.

La fretta è deleteria anche nell’attività sportiva. Infatti da studi svolti presso eminenti
università Americane, risulta che gli infortuni più gravi avvengono per fretta e
disattenzione.

Avere fretta, quindi, non può che portare a un aumento degli infortuni e, di
conseguenza, a un aggravamento notevole delle problematiche strutturali.

Ti presento un esercizio, per controllare lo stress e la fretta in modo efficace. Ti metti


nella posizione della foto e inspiri ed espiri a fondo.

Secondo errore: Posizioni ergonomiche sbagliate L'ergonomia , secondo la IEA


(International Ergonomics Association), è quella scienza che si occupa dell'interazione
tra gli elementi di un sistema (umani e d'altro tipo) e la funzione per cui vengono

48
progettati (nonché la teoria, i principi, i dati e i metodi che vengono applicati nella
progettazione), allo scopo di migliorare la soddisfazione 50

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

dell'utente e l'insieme delle prestazioni del sistema In pratica è quella scienza che si
occupa dello studio dell'interazione tra individui e tecnologie.

Molte volte, in modo inconsapevole assumiamo delle posizioni che ledono gravemente
la nostra colonna. Per cambiare un’abitudine sbagliata, ci vuole motivazione, tempo e
pazienza. Bisogna concentrarsi, per assumere la postura corretta e cercare di
mantenerla, per tutto il resto della giornata.

Correggere la propria postura e persistere al mantenimento della stessa, richiedono


concentrazione e attenzione, come detto in precedenza. La concentrazione è il primo
passo, per stare bene e guarire dal mal di schiena. In particolare, dovremmo fare molta
attenzione al modo di camminare, allo stare seduti a casa, in ufficio e in auto. La
soluzione al problema, è più semplice di quanto si pensi. Basta ascoltare il proprio
corpo e quando ci riconosciamo in una posizione sbagliata la correggiamo.

Attenzione al sonno notturno

Mentre dormiamo, spesso, assumiamo posizioni, che ci fanno svegliare con dolori
lancinanti alla schiena.

49
Bisogna, quindi, cercare di dormire sul fianco con le gambe raccolte, in modo tale da
non piegare la colonna vertebrale, in posizioni anomale. Se soffri di mal di schiena, ti
51

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

suggerisco di acquistare questo cuscino. Ho notato che molti miei clienti che l’hanno
acquistato si sono sentiti meglio.

Chiaro dipende poi dal tipo di problematica, ma qualche beneficio lo porta.

Posizioni da evitare nell’attività professionale Negli ultimi anni, ho notato che, molti
mal di schiena, provengono da posizioni errate a lavoro. Particolare attenzione
dovrebbero avere quelle categorie professionali che alzano pesi o persone.

Malattie e disturbi muscoloscheletrici da sovraccarico biomeccanico (in sigla “DMS”)


sono assai diffusi tra lavoratrici e lavoratori, e costituiscono una delle principali cause
di assenza per malattia in molte attività.

Quasi il 25% dei lavoratori dell’Unione Europea, soffre di mal di schiena e il 23%
lamenta dolori muscolari. Il 62% dei lavoratori svolge operazioni ripetitive con le mani
o le braccia per un quarto dell’orario di lavoro; il 46% lavora in posizioni dolorose o
stancanti; il 35% trasporta o movimenta carichi pesanti.

Di qui l’interesse più volte dimostrato dalla Comunità Europea con numerosi studi
sull’argomento, tra i quali si segnala la ricerca denominata: ”Fit for work” (“Idoneo al
lavoro”) del 2019, per valutare l’impatto dei DMS sulla popolazione lavorativa dei
ventisette Paesi dell’UE e le possibili buone prassi da adottare.

52

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA In Italia, secondo alcune stime


epidemiologiche, almeno cinque milioni di lavoratori, svolgono abitualmente attività
lavorative, che prevedono la movimentazione manuale dei carichi.
50
Fra questi lavoratori, i disturbi e le malattie acute e croniche della schiena, sono diffusi
più che in altre collettività di lavoro. Nel periodo 2015-2019 i casi di DMS denunciati
all’INAIL sono stati: 7.926, con un trend di netta crescita.

Ad essi vanno aggiunte, alcune centinaia di casi di neuropatie periferiche, una parte
delle quali è ascrivibile a sovraccarico biomeccanico, e meno di duecento casi in
media, di malattie osteoarticolari e angioneurotiche al sistema mano braccio, causate da
strumenti vibranti.

Ad accelerare fortemente questo processo, nel 2017, ha concorso l’effetto dell’entrata a


regime del D.M. 9 aprile 2017

che, con l’inserimento della maggior parte dei DMS nella categoria delle patologie
tabellate, ha favorito l’emersione del fenomeno e il miglioramento dei livelli di tutela
dei lavoratori.

Le conseguenze dei DMS, sono pesantissime, da un punto di vista sociale ed


economico. Per i lavoratori, ai quali procurano sofferenza personale e possibile
riduzione di reddito; per i datori di lavoro, perché riducono l’efficienza aziendale; per il
Paese, perché incidono sulla spesa sanitaria e previdenziale.

Ma i DMS non sono un rischio inevitabile?

I datori di lavoro e gli stessi lavoratori, possono contribuire a prevenire o comunque a


ridurre in buona parte, molti di questi problemi, applicando e osservando le norme
vigenti in materia di salute e sicurezza e seguendo le indicazioni e le soluzioni
disponibili per prassi lavorative corrette che evitino questi rischi.

Possono contribuire, infatti, all’insorgenza dei DMS anche il 53

51
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

ritmo di lavoro, un ambiente di lavoro freddo, le difficoltà d’interazione con le


macchine o gli strumenti che si usano.

Infine, se i processi lavorativi lo consentono, i datori di lavoro potrebbero reinserire i


lavoratori affetti da queste patologie in mansioni adeguate. Tutto ciò nel loro stesso
interesse: una buona gestione della sicurezza, infatti, fa bene all’azienda, ed è indice di
un’organizzazione gestita in maniera efficiente.

Il coinvolgimento e la partecipazione dei lavoratori, nelle questioni relative ai rischi sul


luogo di lavoro, è fondamentale, poiché sono loro a conoscere il luogo di lavoro meglio

52
di chiunque altro.

I lavoratori devono essere informati sui DMS e formati sulle azioni preventive, che
consentano loro di operare evitando, pericoli e rischi specifici.

54

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Terzo errore: L’alimentazione

L'alimentazione, si sa, se svolta correttamente, porta benefici al corpo umano. Di fatto,


una persona che segue un'alimentazione scorretta, oltre che andare incontro a problemi
di tipo vascolare, va incontro a problematiche di tipo muscolo scheletrico.

Molto dipende quindi, da quello che mangiamo, ma soprattutto da ''come'' mangiamo.

Ad esempio: mangiare troppo in fretta, come detto in precedenza, può incidere sulla
schiena, poiché il cibo arriva allo stomaco poco masticato e di conseguenza, va ad
aumentare la mole di lavoro dello stomaco stesso.

53
Questo succede perché, i succhi gastrici, devono aumentare il loro lavoro, portando a
un aumento di acidità.

Infatti, quando si parla di dolore lombare , le parole che ricorrono più di frequenti
sono “vertebre “, “muscoli ” “dischi vertebrali ”.

Difficile sentir parlare di mal di schiena, in rapporto all’alimentazione e al cibo che


mangiamo. Invece se osservi l’info-grafica qui sotto, ti renderai conto, quanti rapporti
anatomici ci siano tra la colonna e lo stomaco.

55

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Con il tempo, gli studi e


l’esperienza, ho imparato a capire quali siano i casi dove, più probabilmente,
l’alimentazione riveste una grande importanza. Ci sono davvero tanti motivi, per cui
quello che mangi e il tuo metabolismo, possono diventare causa, o quantomeno con-
causa, di mal di schiena.

Ci sono, invece, una serie di meccanismi che, a partire dall’alimentazione, possono


incidere negativamente sulla tua schiena .

Vediamo quali sono:

Primo collegamento

L’intestino è “attaccato” alla colonna lombare e al muscolo psoas, come descritto nella
immagine precedente. È

piuttosto intuitivo: l’intestino si appoggia e si ancora saldamente alle vertebre della


parte bassa della schiena.

Se l’intestino non lavora bene, per svariati motivi, avrai facilmente molta aria, e questa
aumenterà il volume dell’intestino stesso, il quale andrà a schiacciare i tessuti
circostanti , tra cui anche i muscoli dorsali e lombari.

Secondo collegamento

Lo stesso discorso fatto per l’intestino si può applicare allo stomaco , il quale è legato
al diaframma e ai muscoli della zona scapolare , semplicemente perché sono “vicini
di casa”.

Se lo stomaco è sempre contratto o infiammato, facilmente potrà riflettere questa


condizione, generando una contrattura in zona scapolare (spesso la scapola sinistra,
anche se non è una regola).

Terzo collegamento

54
I muscoli sono fatti al 70% di acqua, e se non bevi abbastanza cosa succede?

Semplice, il corpo potrebbe prelevare l’acqua che gli serve 56

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA dai tessuti che ne sono più ricchi:
cervello , muscoli , sangue .

Indovina quale di questi sceglierà? Il tessuto muscolare.

Ormai gli studi concordano che l’assunzione ideale di acqua, in una giornata, vada dal
3 al 5 % del tuo peso corporeo : un uomo di 70 kg deve bere dai 2 ai 3,5 litri di acqua
al giorno.

Quarto collegamento

Il capitolo “cibo e infiammazione” è oggetto di innumerevoli discussioni, e


protagonista di molte di quelle che io definisco

“religioni” alimentari. Mi piacciono le diete che funzionano e che siano semplici da


mettere in atto. I discorsi complessi sulle micro-molecole e sulla biochimica, sono
spesso giri di parole, poco utili ai fini pratici.

Il cibo che mangiamo può contribuire ad aumentare la quantità di molecole


infiammatorie che abbiamo in circolo.

Perché il cibo può aumentare il nostro grado

infiammatorio?

Eccesso calorico : il “semplicissimo” mangiare troppo ed essere in sovrappeso è la


principale causa d’infiammazione legata al cibo. È per questo motivo che quando si
cala di peso, spesso spariscono i dolori (non è solo una questione di essere più leggeri).

Consumiamo molti cibi raffinati e trasformati . Più il cibo che ingeriamo si allontana
dalla sua forma naturale, più è facile che la sua digestione produca scorie, le quali
contribuiscono ad aumentare il grado infiammatorio.

Se mangi troppo e se mangi troppe cose che non ricordano la forma originale del loro
ingrediente principale, è probabile che tu stia “alimentando” l’infiammazione nel tuo
corpo.

57

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Come capire se il tuo mal di


schiena è legato a quello che mangi e al tuo metabolismo?

55
Bene, abbiamo visto quali sono i collegamenti che possono mettere in correlazione il
metabolismo e il dolore lombare.

Abbiamo quindi capito perché, quello che mangi, può in qualche modo influire sul tuo
mal di schiena.

Esiste un modo per capire esattamente quanto

l’alimentazione influisce sul tuo dolore lombare?

Non c’è supposizione, procedura o test diagnostico che possa dirti questa cosa.

Di seguito, troverai un intero capitolo sull'alimentazione, che può giovare al mal di


schiena. Analizzeremo nel dettaglio l’alimentazione ''chetogenica''.

Quarto errore: La sedentarietà

Il nostro corpo è fatto per camminare, muoversi e stare in piedi. Invece, molti dati
scientifici, dicono che siamo una società parecchio sedentaria. Bisogna fare una scelta
essenziale.

Se accettiamo di svolgere una vita sedentaria, dobbiamo tenere conto che alla lunga, è
deleteria per la nostra salute.

Io per esempio, ho scelto di girare con I mezzi pubblici o di andare per le scale senza
prendere l’ascensore. Di alzarmi dalla sedia ogni quarantacinque minuti se sto
scrivendo.

Pratico costantemente lo stretching e vado a correre tutte le sere. La nostra salute è una
scelta.

Quanto può incidere la sedentarietà sulla nostra salute?

Quali sono le conseguenze di una vita troppo

sedentaria?

Siamo fatti per muoverci, su questo non ci sono dubbi.

Oggi l’uomo moderno, vive per lo più, in una condizione di sedentarietà. Lavoriamo
seduti in ufficio. Ci muoviamo 58

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA spesso con l’auto. Mangiamo


molto tardi alla sera.

Camminiamo poco e anche se gli sportivi sono in aumento, siamo a livelli molto bassi.

56
Degli effetti sulla salute, di uno stile di vita sedentario, si è parlato molto. Molte delle
malattie del mondo moderno sono direttamente o indirettamente favorite, dal ridotto
livello di attività fisica tipico di oggi: ipertensione, infarto, ictus, tumori, obesità,
diabete e perfino malattie neurodegenerative, come Alzheimer e Parkinson, sembra
siano favorite da uno stile di vita sedentario e possono essere contrastate, da un
regolare piano di attività fisica.

Con una cronica sedentarietà il corpo umano, va incontro a una vera e propria
regressione motoria, ossia a una progressiva perdita di capacità funzionali che non sono
solo a carico dei muscoli ma anche di cuore, polmoni, vasi sanguigni, nervi,
produzione di ormoni e neurotrasmettitori.

L’intera macchina biochimica e metabolica del nostro corpo, risente della mancanza di
sforzo e movimento.

Gli effetti sono ben visibili in quelle condizioni che costringono una persona
all’immobilità o nell’ambiente spaziale, in cui vengono meno, gli effetti della gravità
sui muscoli, le ossa e il corpo in generale.

In particolare lo studio della risposta dell’organismo degli astronauti alla permanenza


nello spazio, dimostra chiaramente come il decadimento muscolare, conseguente al
disuso muscolo-scheletrico, sia un potente acceleratore dell’invecchiamento.

Vita sedentaria e senso di stanchezza

È paradossale ma è molto più probabile che a essere perennemente stanco, sia un


sedentario, rispetto a una persona attiva. Ci hai mai fatto caso? La ragione è semplice:
lo sportivo sta fornendo al corpo ciò di cui ha bisogno, per stare bene. Il sedentario sta
invece dando una dose eccessiva di divano, televisione e molto spesso alimenti 59

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA sbagliati.

Se l’organismo funziona al meglio l’attività sportiva, lo aiuterà a vivere al meglio.

Il movimento fisico regolare, ristabilisce anche la corretta produzione di


neurotrasmettitori. I principali

neurotrasmettitori e neuro-ormoni sono responsabili di diversi effetti:

Serotonina: buon umore e felicità.

Dopamina: gratificazione (ricompensa).

57
o

Endorfine: calma e serenità.

Ossitocina: fiducia e ottimismo.

L’esercizio fisico regolare, è un mezzo davvero potente, per ristabilire un corretto tono
dell’umore e per avere più entusiasmo nei confronti della vita, merito di un giusto
equilibrio ormonale.

I rischi della sedentarietà per la salute

La sedentarietà è una delle scelte più nocive, nei confronti non solo del corpo ma anche
della psiche. Gli effetti sulla salute sono profondi e si amplificano nella misura in cui la
sedentarietà si associa con altri comportamenti errati.

Per via dei meccanismi di associazioni delle abitudini, è più probabile che uno
sedentario mangi male rispetto ad uno sportivo. Spesso la sedentarietà è solo uno delle
varie cause di uno stile di vita non salutare, che comporta nefaste conseguenze a breve
e medio-lungo termine.

Da anni i ricercatori indicano con estrema chiarezza gli effetti negativi sulla salute di
uno stile di vita sedentario. Il rischio aumenta per una lunga serie di malattie anche
gravi: o

Sovrappeso e obesità. Ansia e depressione

Diabete e patologie metaboliche

60

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA o

Ipertensione e patologie cardiovascolari come

l’infarto

Ictus

Osteoporosi
58
o

Artrosi

Sarcopenia e sindrome da fragilità dell’anziano

Tumori

Ovviamente l’attività fisica non è una panacea contro ogni male e non rappresenta
nemmeno un sostituto a eventuali terapie necessarie per patologie in atto (questo
comunque va sempre deciso dal medico curante) Certamente

un’attività fisica adeguata e regolare, è un potente fattore preventivo oltre che


un’attività capace di rendere la vita più divertente e intensa .

Come cambiare lo stile di vita sedentario

Quando si parla di attività fisica, si tende a dividere il mondo in due: i pigri e gli attivi.
I primi vedono il movimento come un’enorme fatica e quindi tendono a evitarlo. I
secondi invece lo percepiscono prima di tutto come un piacere, un divertimento e
quindi lo affrontano con entusiasmo.

Per i pigri diventare regolari sembra un’utopia o comunque un ostacolo difficilmente


sormontabile. Per gli attivi saltare l’allenamento, crea più fastidio che affrontare la
fatica.

Cosa fa la differenza? Nasciamo o diventiamo così?

Premesso che ci possono essere, come per ogni cosa, alcune predisposizioni genetiche
di base, la grande differenza la fanno le abitudini della famiglia in cui cresciamo e poi
quelle che adottiamo noi da adolescenti e da adulti.

Per dirlo in termini semplici, i pigri hanno allenato la pigrizia e per questo viene loro
facile vivere da pigri.

Gli attivi hanno invece allenato il movimento e per questo motivo si sentono male
quando non si allenano a sufficienza.

La bella notizia è che non dobbiamo accettare passivamente 61

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA che sia così. Le neuroscienze ci


insegnano che il cervello è plastico, ossia si adatta e cambia in funzione degli stimoli a
cui lo esponiamo.

59
Sono le abitudini a formare il carattere e non viceversa.

Ecco quindi come cambiare stile di vita, passando a uno più attivo e coinvolgente, che
ha effetti positivi a cascate sia sul piano fisico, sia su quello dell'umore.

Punta sul piacere

Contrariamente a quello che si dice, l’attecchimento di un’abitudine a lungo termine,


non dipende né dal sacrificio, né dalla forza di volontà che si esaurisce ben presto in
tutti.

La chiave è che la nuova attività ti piaccia.

Come prima regola, se vuoi iniziare a muoverti, scegli un’attività che ti diverta.
Altrimenti dovrai sempre combattere contro la noia e con il dispiacere.

Cerca di stabilizzare l’abitudine il prima possibile.

Le abitudini si formano grazie alla ripetizione dello stimolo. È

più probabile adottare l’abitudine di camminare tutti i giorni iniziando con dieci minuti
al giorno senza deroghe (anche se piove o nevica!) piuttosto che con due ore la
domenica mattina. Uno studio recente mostra come possano bastare trentuno giorni
continuativi, per innestare un'abitudine.

Concentrati su una cosa alla volta: le abitudini stentano ad attecchire se lavoriamo su


troppi fronti. Meglio concentrarsi su un cambiamento alla volta. Punta sugli obiettivi di
processo e non di risultato. Se inizi a fare attività fisica pensando solo ai benefici a
lungo termine, sarai presto frustrato e deluso. Per quelli devi avere pazienza ma non
arriveranno se non ti concentrerai sul singolo sforzo, ragiona per tappe.

La soluzione è farsi piacere il processo , ossia il percorso, godersi le tappe che ti


portano al risultato a lungo termine.

Pensa al ciclista che corre per vincere il Tour de France, ma 62

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA non rinuncia a vincere le singole


tappe di giornata. Sa benissimo che la vittoria finale passa anche per quei risultati
intermedi.

Cerca supporto da chi è più bravo: ognuno di noi può essere influenzato dagli altri in
modo negativo o positivo. Se cerchi di cambiare, circondati di persone che sono più
avanti di te nel percorso in modo da trovare in loro aiuto e motivazione.

Cerca di supportare la tua decisione ogni giorno. Dal momento che, il tuo carattere
verrà influenzato dalle abitudini, resisti e fatti coinvolgere in attività che supportano le
buone abitudini che hai deciso di intraprendere.

60
Come puoi iniziare a cambiare stile di vita e sentirti bene?

Magari ti starai chiedendo con cosa iniziare. Il web è pieno di finte soluzioni
miracolose, programmi spacciati come perfetti per tutti, dichiarazioni di certezza
assoluta dell’efficacia di una metodologia, senza però alcuna prova scientifica.

La ricerca scientifica in biomeccanica indica delle cose piuttosto chiare:

Qualsiasi forma di movimento regolare è meglio

della sedentarietà.

Occorre iniziare gradualmente e sulla base della condizione di partenza, va tarato un


programma

ad hoc.

Conviene prima stabilizzare l’abitudine, puntando su un’attività piacevole e dopo


pensare a quella eventualmente più utile sul piano della salute.

Non esistono scorciatoie e la regolarità, paga più qualsiasi altra cosa.

Gli aspetti psicologici sono fondamentali nella fase iniziale, per permettere la
formazione di

un’abitudine permanente.

63

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Partiamo da questo e impariamo


ad apprezzare la bellezza del movimento, espressione naturale delle mille miracolose
funzioni del nostro corpo.

64

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Quarto capitolo

Allungati e sarai salvo


61
Allungarsi è un toccasana sia per il corpo in generale che per la schiena, le spalle e la
zona lombare.

Ballerini, ginnaste e calciatori si assicurano sempre di allungarsi prima dell'inizio della


propria attività, così da gestire nel migliore dei modi i loro movimenti e renderli più
fluidi e flessibili.

Fare stretching, aiuta soprattutto a riscaldare i propri muscoli, prima di un determinato


sforzo, che se fatto ''a freddo'', può portare dolori in tutto il corpo.

Che cos’è lo stretching?

Lo stretching vuol dire allungamento e deriva dal verbo ''to stretch'' che significa
allungare.

Esso è un insieme di tecniche di allungamento del corpo, utilizzato sia nella fase
preparatoria che nella fase conclusiva di alcune discipline sportive, come quelle
elencate all'inizio.

L'obiettivo dello stretching stesso, è quello di aiutare e donare mobilità al corpo che,
con un giusto allungamento, riesce a fare movimenti più ampi senza avvertire dolori
dopo l’esecuzione degli stessi.

Distinguiamo due tipi di stretching: stretching dinamico e stretching statico .

Lo stretching dinamico aiuta a migliorare la flessibilità ed è quello che viene svolto


durante la fase preparatoria.

Quindi, ad esempio, i ballerini prima di qualsiasi spettacolo o 65

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA performance, si dedicano a una


sessione di riscaldamento, così da scongiurare incidenti sgradevoli o dolori post-
spettacolo.

Lo stretching statico, invece, è utile nella fase di raffreddamento e aiuta a ridurre la


sensazione di fatica, che si sperimenta dopo la fine di un esercizio, di una corsa o di
una coreografia.

Lo stretching non ha fasce di età. Questo significa che tutti, a prescindere dalla propria
età, possono farlo e trarre benefici.

Lo stretching, fa davvero bene al corpo e consente una lubrificazione articolare. Se ben


svolto aiuta ad eseguire movimenti biomeccanici con un'ampiezza maggiore e senza
sforzare troppo il muscolo.

Inoltre lo stretching, è consigliato soprattutto durante il processo di riabilitazione di un


arto danneggiato da posture scorrette o traumi dovuti a incidenti.

62
Bisognerebbe, quindi, abituarsi all'allungamento del proprio corpo come azione
preventiva, così da non lamentare in futuro, problemi o dolori forti alle articolazioni o
alla schiena stessa.

Tuttavia, lo stretching potrebbe essere dannoso se, fatto con fretta, in modo scorretto e
senza una respirazione adeguata.

Infatti, come abbiamo già letto, uno dei segreti per svolgere al meglio le nostre attività
quotidiane e anche le attività sportive è utilizzare la respirazione .

Bisogna assicurarsi di sostenere una respirazione adeguata e controllata in modo tale da


non aumentare la tensione muscolare. Il segreto è inspirare ed espirare, così da
permettere al muscolo di allungarsi al meglio.

66

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Infine distinguiamo durante le


fasi di stretching, il processo di riscaldamento e raffreddamento del muscolo.

Il riscaldamento serve per l'appunto a preparare il muscolo a un determinato sforzo e


viene eseguito prima di una qualsiasi attività fisica.

Il raffreddamento , invece, viene eseguito alla fine e serve ad aiutare il corpo a


ritornare alla sua forma base, evitando quindi che il sangue resti accumulato nei
muscoli e di conseguenza avvertire dolori post allenamento.

Quali sono i benefici dello stretching?

Chi decide di dedicarsi allo stretching, probabilmente mira alla conquista di un


benessere fisico, considerando questo metodo capace di ridurre il dolore.

Effettivamente, porta moltissimi benefici a livello dell’apparato locomotore. Infatti,


coinvolge non solo i muscoli ma anche i tendini, le ossa e le articolazioni, contribuendo
ad esempio a una maggiore lubrificazione articolare.

Se viene eseguito correttamente, lo stretching può contribuire a ridurre l’usura della


cartilagine e le possibilità di soffrire di artrosi.

L’effetto più immediato e ricercato è legato alla possibilità di ottenere una riduzione
delle tensioni e dello stress favorendo, di fatto, il rilassamento. Inoltre, si rivela di
grande importanza anche in ambito riabilitativo per riacquistare l’ampiezza dei
movimenti e per compensare la rigidità muscolare causata, ad esempio, da posture
scorrette.

Oltre a rilassare, lo stretching previene e migliora : o

Traumi.

63
o

Elasticità dei muscoli e dei tendini.

Mal di schiena.

Circolazione.

67

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Come mantenere giovani le


articolazioni con lo stretching?

I muscoli sono costituiti da un insieme di diverse migliaia di fibre muscolari che si


trovano in una membrana chiamata:

“fascia”.

Tuttavia, un po’ per colpa dell’età, un po’ a causa delle posture sbagliate che il nostro
corpo assume e dei pesi che tutti i giorni trasporta, ma anche e soprattutto per lo stress,
il corpo perde piano piano la sua elasticità.

È proprio questa membrana a perdere elasticità! Dato che lo stesso muscolo si attacca
su diverse articolazioni, se si accorcia crea una costrizione articolare e provoca un
deterioramento prematuro dell’articolazione.

Non solo ti limita nei movimenti, ma tende anche a modificare la tua postura e ti
procura tanti fastidi. Quindi, a lungo termine, se non ti tieni in movimento, il tuo corpo
diventerà rigido e ti sentirai sempre più limitato nei tuoi spostamenti.

Prendi dunque l’abitudine di praticare l’allungamento e insegna ai tuoi figli a fare lo


stesso ogni giorno, in modo che da grandi sentiranno il bisogno di farlo e non
s’impigriranno.

Difatti, lo stretching ha proprio questo vantaggio: più lo pratichi, più senti il bisogno di
praticarlo.

Stretching: quando e quanto praticarlo

Puoi praticare lo stretching, in qualsiasi momento della giornata: se hai dolori


muscolari, appena sveglio oppure vuoi scioglierti dopo aver passato numerose ore al
computer, niente di più semplice che stirarti come un gatto, per ritrovare subito il tuo

64
benessere, perché un muscolo stirato è molto più reattivo, cioè si contrae e si distende
più facilmente.

68

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Per questo, anche se non fai sport,
ti suggerisco di svolgere delle brevi sedute di stretching, come azione preventiva e
arriverai a 100 anni con muscoli e articolazioni flessibili, perché il muscolo ha sempre
la capacità di stirarsi e di ritrovare la sua elasticità originale.

Stretching: raccomandazioni per eseguirlo

correttamente

La pratica dello stretching richiede calma, i movimenti devono essere lenti. Quindi,
cerca di visualizzare la zona che desideri stirare e senti il muscolo che si allunga. È

importante concentrarsi sul respiro: inspira ed espira profondamente fino a sentire,


dopo 2 o 3 cicli respiratori, il muscolo che si distende, poi, espirando, cerca di
allungarti maggiormente.

Fare stretching prima e dopo qualsiasi attività è importante: significa stirarsi cercando
di mantenere la posizione per allungare il muscolo senza traumatizzarlo.

Il principio dell’allungamento deve essere sempre rispettato: stira il muscolo fino ad


avvertire una sensazione piacevole, mai dolorosa, e mantieni la posizione per 15/30
secondi respirando profondamente.

Ecco alcuni esercizi di allungamento utili per prevenire e curare il mal di schiena

Primo esercizio: Posa del cucciolo di cane

Questo esercizio, non è esattamente mirato alla parte bassa della schiena, ma è
un'ottima posa per allungare la colonna vertebrale e aprire il petto.

Ecco perché mi piace iniziare qualsiasi routine di stretching alla schiena con questo
esercizio: mi fa sentire più preparato per quello che verrà dopo. Se ti senti a disagio,
gira la testa di lato. Mantieni la posizione per almeno trenta secondi.

69

65
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Secondo esercizio: Cane rivolto verso l'alto

Dalla posa del cucciolo, puoi passare al cane rivolto verso l'alto. Questo lo sentirai
sicuramente nella parte bassa della schiena.

Dovresti mantenere la testa neutra o leggermente rivolta verso il soffitto.

66
Ricorda solo di non lasciare che le tue spalle affondino.

Come la posa precedente: tieni premuto per almeno trenta secondi.

Terzo esercizio: Piega in avanti da seduti

Alcune cose da ricordare con questa posa:

70

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

1) Non forzarti mai, più di quanto il tuo busto possa naturalmente allungarsi.

2) Se non riesci a prendere i lati dei piedi con le mani, avvolgi una cinghia attorno alle
piante dei piedi e tieni saldamente la cinghia.

3) Tieni i gomiti dritti, non piegati. Mantieni la posizione per 15-30 secondi e aumenta
progressivamente il

tempo, man mano che la posa diventa più

confortevole.

Quarto esercizio: Stretching spinale

Questo è il mio preferito. Partendo dal pavimento, le gambe sono allungate. Con il
braccio destro teso a destra, solleva il ginocchio destro e spostalo sul ginocchio
sinistro.

67
Contrai gli addominali prima di sollevare il ginocchio sopra la gamba. Ripeti con l'altra
gamba.

Se hai qualcuno che può aiutarti, può esercitare una certa pressione
contemporaneamente su ginocchio e spalla, per rendere l'allungamento più intenso.

Mantieni la posizione per 20-30 secondi su ciascun lato e 71

68
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

ripeti 2-3 volte.

Quinto esercizio: Ginocchio al petto

Abbastanza semplice da capire e andrebbe svolto dopo l’esercizio descritto in


precedenza. Inizia sdraiandoti con la schiena sul pavimento.

Afferra ogni ginocchio, o entrambe le ginocchia insieme, e portali al petto. Mantieni la


posizione per 10-15 secondi e ripeti 2-3 volte.

72

69
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Sesto esercizio: Gatto-cammello

Questo esercizio, ti può aiutare a controllare il posizionamento del bacino.

Iniziando con le mani e le ginocchia sul pavimento, rilassa la testa e lasciala cadere,
mentre giri la schiena verso il soffitto.

Mantieni questa posizione per tutto il tempo che ti senti a tuo agio, circa 15-30 secondi,
e ritorna in una posizione neutra della colonna vertebrale.

70
Quindi vai nella posizione opposta: lo stomaco va verso il pavimento e solleva i glutei
verso il soffitto.

Mantieni la posizione per la stessa quantità di tempo e ripeti 2-4 volte.

Settimo esercizio: Esercizio dell’allungamento Usa il muro o semplicemente le mani,


per centrarti e posizionarti, in modo che la schiena sia dritta e allineata con 73

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

i fianchi.

Tieni le gambe dritte e le dita dei piedi rivolte verso l'alto.

Puoi aggiungere una fascia ancorata ai tuoi piedi per aumentare l'allungamento. Questo
aiuta la schiena a rimanere dritta mentre abbassi il busto.

Puoi anche usare semplicemente le mani e mantenere una posizione di novanta gradi
(schiena-fianchi-piedi).

Ottavo esercizio: Standing stretching

So che potrebbe non sembrare un allungamento, ma per favore provalo!

Quando siamo seduti tutto il giorno o camminiamo curvi, la nostra colonna vertebrale
si comprime e i muscoli s’irrigidiscono.

Stare in piedi e allungare le braccia decomprime la colonna vertebrale e aiuta il corpo


ad allinearsi.

Questo semplice allungamento m’ha aiutato a ottenere un sollievo immediato, dalla


tensione lombare, nei giorni in cui dovevo stare seduto molto.
71
È semplice, ma molto vantaggioso!

74

72
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Assicurati di iniziare lentamente

Nono esercizio: Esercizio della sedia

Prendi una sedia. Inarca la schiena e ponendo le mani all’indietro prendi I braccioli e
stendi la schiena.

Mantieni la posizione per trenta secondi, quindi cambia lato.

Ripeti per 2-3 serie.

75

73
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Decimo esercizio: Esercizio di stiramento dello psoas Molto semplice da svolgere,


ma se ben fatto è un toccasana per la tua schiena, ma anche per molte altre strutture
osseo-muscolari della nostra colonna vertebrale.

Infatti il muscolo psoas è un muscolo molto grande che si attacca su tutta la colonna.
Se ben ricordi, ne abbiamo parlato anche in precedenza. Se svolgi un buon esercizio,
otterrai dei risultati molto interessanti. Rimani nella posizione della foto per almeno 30
secondi.

76

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Quinto capitolo

Alimentazione che ti salva dal

mal di schiena

Prima di tutto, ammetto che odio la parola “dieta”, perché mi dà una sensazione di
privazione. Molti di noi, hanno l’idea che per dimagrire, si debba fare dei sacrifici e
mangiare di meno.

In realtà è stato dimostrato ampiamente, che più ci limitiamo nel cibo e più il
metabolismo rallenta, provocando in noi danni irreparabili all’organismo.

74
Anzi molti che tentano di svolgere diete restrittive, ottengono l’effetto yo-yo. Cioè
prima dimagriscono, con una certa velocità e poi rimettono su peso.

A mio avviso, prima di ogni altra cosa, è bene focalizzarsi sulle motivazioni che ci
possono spingere a iniziare una corretta alimentazione. Prima di iniziare un nuovo
regime alimentare è bene trovare la motivazione giusta e avere dei piccoli obiettivi da
raggiungere. Se non riesci da solo rivolgiti da un alimentarista.

Eccoti una lista di buoni motivi, per cui vale la pena dimagrire e iniziare ad avere
un’ottima alimentazione.

Per piacerti di più.

Per essere più in salute fisicamente.

Per estendere la tua autostima e migliorare quindi le tue relazioni interpersonali.

Per essere in grado di partecipare, a quelle attività in pubblico che adesso ti fanno
vergognare.

Per migliorare l’intimità fisica.

77

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA o

Per attrarre di più le persone che desideri attrarre.

Per sentirti più sicuro nell’ambito lavorativo.

Per non doverti più sentire in imbarazzo quando

mangi davanti agli altri.

75
o

Per abbassare la pressione sanguigna.

Per abbassare il colesterolo.

Per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

Per essere più ottimista.

Per ricevere complimenti e sentirti felice e

soddisfatto.

Avere più energia per fare tutte le cose che

desideri.

Andare in palestra, a ballare e in piscina, senza vergognarti del tuo corpo.

Per metterti in costume e al mare e non sentirti sempre osservato o in imbarazzo.

Trovare facilmente la taglia e modello giusto, nei negozi che ami frequentare.

Smettere di sentirti in colpa.

Per essere meno stressato.

76
o

Per sembrare più giovane.

Per prendere meno farmaci.

Per ridurre il rischio di diabete.

Per ridurre il rischio di malattie respiratorie.

Per ridurre il rischio di cancro.

Per migliorare il tono dell’umore e ridurre il rischio di depressione

Non ti sembrano tutti ottimi motivi?

Una delle domande che mi pongono spesso le persone che frequentano il mio studio è
questa:

“Ma quale tipo di alimentazione potrei seguire Giovanni?”

Le proposte sono molte e la confusione regna sovrana. A questa domanda, rispondo in


questo modo: “Gli stili alimentari proposti e anche i vari metodi, per raggiungere il
peso forma, sono tutti validi, ma ci sono degli stili alimenti che aumentano
l’infiammazione muscolare e altri che la 78

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA diminuiscono”.

Lo stile alimentare che ti proporrò è tratto dall’antidieta e dalla dieta chetogenica.

Quando si parla di anti-dieta, è necessario chiamare in causa il concetto di Intuitive


Eating. Elaborato a metà degli anni ’90 dalle dietologhe Evelyn Tribole ed Elyse
Resch, entrambe autrici di libri di successo internazionale e professioniste aventi alle
spalle un’ampia esperienza clinica.

In questi ultimi anni l’antidieta sta avendo un grande successo.

77
Il motivo è legato al fatto che, come ricordato dalla Tribole, nel corso di alcune
dichiarazioni rilasciate ai giornalisti della sezione salute della CNN, con tale approccio
si dà un contraccolpo alla cultura imperante in merito alla dieta, che vede le persone
eccessivamente focalizzate sulle linee guida da seguire.

Elyse Resch ha evidenziato che, il loro schema alimentare è nato dall’intenzione di


abbandonare un sistema in cui il 95%

circa delle persone che iniziano una dieta, falliscono .

Secondo l’esperta, terapista nutrizionale con uno studio a Beverly Hills e quasi
quarant’anni di esperienza con i pazienti, è importante tornare a fidarsi del proprio
corpo , mettendo in primo piano il piacere derivante dal cibo che si sceglie di
assumere.

Bisogna quindi cancellare dai propri pensieri la parola dieta

– da qui il termine anti-dieta – e focalizzarsi sulle sensazioni fisiche che vengono a


galla nel momento in cui si comincia a consumare cibo.

La capacità di leggerle in maniera obiettiva, è nota come consapevolezza


enterocettiva .

Chiarito il corrente aspetto, è cruciale rammentare che

79

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA l’anti-dieta si basa su dieci


principi. Il primo riguarda l’importanza di riscoprire il fattore soddisfazione quando si
mangia.

A detta di Tribole e Resch, se non si è soddisfatti di quello che si mette nel piatto e se
non si prova piacere mangiando, è difficile rimanere in forma.

Le esperte consigliano inoltre di orientarsi verso il rifiuto della dieta mentale , il che
significa eliminare dal proprio orizzonte tutte le indicazioni – provenienti da libri,
riviste, siti web – che promettono di perdere peso in maniera rapida.

Il terzo esordio, chiama invece in causa, l’importanza di onorare la propria fame . In


concreto, che cosa s’intende in questo stile alimentare? Il fatto di mantenere il
proprio organismo biologicamente alimentato.

In tutto questo è essenziale fare pace con il cibo . Le Dottoresse, che hanno elaborato
l’anti-dieta , ricordano infatti che, se si mettono in primo piano linee guida basate sulla
privazione, il risultato è quello di innescare voglie difficili da controllare, lasciandosi
andare a vere e proprie abbuffate nei casi più gravi.

78
Questo concetto permette di collegarsi al quinto principio, che vede invece in primo
piano l’importanza di sfidare la cosiddetta “pulizia alimentare” . Con questa
metafora, Tribole e Resch inquadrano quei pensieri che fanno sentire meritevoli di
critiche o di elogi a seconda della salubrità, dei cibi che si scelgono.

Dimenticare questo schema è un passo basilare per lasciare andare il senso di colpa e
per avvicinarsi al modello dell’Intuitive Eating.

Il sesto principio prevede il fatto di ascoltare la propria sazietà , facendo una pausa
tra un boccone e l’altro per chiedersi quanto sia buono il cibo che si sta consumando e
80

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA quale sia il livello di fame.

Cosa enuncia il settimo principio? Ricorda l’importanza di gestire le proprie emozioni


con gentilezza e fa presente che, nelle situazioni in cui ci si sente carichi di rabbia,
tristezza o frustrazione – stati emotivi normali nella vita – il cibo non rappresenta una
soluzione a lungo termine.

L’ottavo e il nono principio, rammentano la centralità del rispetto del corpo – per
rimanere in forma è cruciale essere realisti e capire quali sono i risultati che si possono
ottenere partendo dalle proprie peculiarità fisiche – e quella del movimento inteso
come ascolto del proprio corpo e non solo come attività fisica finalizzata allo
smaltimento delle calorie.

Il decimo principio, si basa infine sulla nutrizione delicata , ricordando a chi ha


intenzione di seguire l’anti-dieta che non è essenziale mangiare perfettamente per
essere sani e che non è il singolo spuntino a determinare drastici cambiamenti di peso.

Tale approccio alla dieta, che elimina totalmente il conteggio calorico, dovrebbe essere
abbracciato solo dopo aver chiesto consiglio al proprio medico curante e con in mano
i risultati di tutti gli esami prescritti.

Quale tipo di alimentazione?

L’alimentazione è fondamentale per la cura del nostro corpo e la salvaguardia dello


stesso. Specialmente quando passano gli anni, è di fondamentale importanza
alimentarsi in modo adeguato alle nostre esigenze.

Tuttavia ci sono alimenti, che possono addirittura portare in contrazione i nostri


muscoli della colonna.

Come può esattamente un alimento, creare dei dolori alla colonna vertebrale? È più
facile di quel che sembra.

81

79
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Il nostro intestino si appoggia alle vertebre della parte bassa della schiena e, di
conseguenza, se l'intestino non lavora bene e/o risulta affaticato dal cibo ingerito in
precedenza, l'area in questione, se infiammata, potrebbe aumentare di volume e andare
a comprimere i muscoli lombari e dorsali.

Questo si verifica, anche per quanto riguarda la zona che interessa lo stomaco. Se i
muscoli dello stesso, aumentano di volume, potrebbero portare problemi addirittura ai
muscoli della zona scapolare.

Ma la zona più colpita, quando ci sono difficoltà digestive è, chiaramente, la parte


lombare.

Nonostante ciò, seguire una corretta alimentazione, affiancata a un corretto esercizio


fisico, potrebbe essere un'ottima arma, se ben utilizzata, per combattere e risolvere il
mal di schiena e allontanare i problemi ad esso annessi.

Seguire uno stile di vita sedentario, che prevede l'assenza totale di allenamento, il
consumo di cibi ''spazzatura'', come bevande alcoliche o cibi da fast-food, il consumo

80
eccessivo di bevande gassate e il consumo eccessivo di caffè, non possono che avere
delle conseguenze negative.

I nostri muscoli, risulteranno molto affaticati e con il tempo il 82

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA problema sfocerà, in una


condizione fisica scomoda, come quella del sovrappeso.

Se si vuole decidere, però, di seguire un’alimentazione specifica, che possa aiutare il


nostro organismo, posso suggerirti di utilizzare la dieta chetogenica.

Cos'è la dieta chetogenica?

La dieta chetogenica (in inglese ketogenic diet o keto diet) è una dieta basata
sull'assunzione ridotta di carboidrati, che obbliga l'organismo a produrre maggiore
glucosio, aumentando il consumo energetico dei grassi che sono contenuti nel tessuto
adiposo.

Lo scopo di questa dieta è produrre corpi chetonici, che sono prodotti naturalmente, dal
nostro organismo e sono dei derivati dei lipidi.

Essi sono di piccole dimensioni e per questo motivo, vengono trasportati molto
velocemente. Questa dieta, quindi, sfrutta i meccanismi fisiologici, che in genere sono
poco utilizzati dal nostro organismo fornendo, grazie ai corpi chetogeni stessi, energia
a tutto l'organismo.

L'eccesso indesiderato di corpi chetogeni può, però, portare ad un abbassamento del pH


sanguigno e viene chiamato chetosi ed indica l'alterazione del metabolismo degli acidi
grassi.

Come funziona?

Alla base del meccanismo d’azione della dieta chetogenica, sembrano esserci proprio i
“corpi chetonici”, che sono prodotti dal fegato per sopperire alla mancanza di zucchero
(glucosio) e diventano il carburante primario che, il cervello utilizza per assolvere alle
sue mansioni.

Il meccanismo d’azione vero e proprio, nonostante molte siano le ipotesi, resta ancora
parzialmente sconosciuto. È un 83

81
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

tipo di alimentazione piacevole e che dà molti risultati.

82
Chi può trarne beneficio?

L’indicazione a seguire la dieta deve essere sempre posta dal medico specialista .

Le linee guida italiane e internazionali, valutano la dieta chetogenica, un trattamento


non farmacologico efficace per pazienti con varie patologie, ma anche per persone che
84

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA desiderano solamente dimagrire o


rimettersi in forma.

Inoltre la dieta è l’unica terapia adesso disponibile per malattie in cui esiste
un’alterazione nell’utilizzazione di carboidrati (zuccheri) e quindi un deficit nella
disponibilità di energia nel cervello come la malattia da carenza del trasportatore di
glucosio cerebrale (GLUT 1) e la carenza di un enzima denominato “piruvato
deidrogenasi”.

L’utilizzo della dieta chetogenica permette al cervello di disporre di un carburante


alternativo allo zucchero.

Che problemi può dare?

In generale la dieta chetogenica è ben tollerata dalla maggioranza dei pazienti.


Tuttavia, come tutte le terapie, anch’essa può presentare alcuni effetti collaterali. Essi
possono sopraggiungere dopo poco tempo dall’inizio, oppure dopo alcuni mesi.

Si parla pertanto di complicanze a breve e lungo termine.

Il trattamento viene impostato in modo tale da prevenire o ridurre al minimo


l’insorgenza di tali complicanze. Si raccomanda comunque di segnalare al medico
qualunque disturbo che compaia dopo l’inizio della dieta. È un tipo di alimentazione
molto efficace e anche piacevole, ma in particolare all’inizio bisogna iniziare con una
certa cautela.

Che differenze ci sono tra la dieta normale e la dieta chetogenica?

L’indicazione generale, per tutta la popolazione è quella di variare ed alternare la scelta


dei cibi, in modo tale da garantirsi una dieta completa ed equilibrata, nell’apporto dei
vari nutrienti (proteine, grassi e carboidrati).

Secondo tale impostazione i grassi rappresentano una percentuale non superiore al 30%
e gli zuccheri il 50-60%

dell’energia. Il che si traduce mediamente, in un apporto minimo di 200 grammi di


zuccheri al giorno.

85

83
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Per semplificare le raccomandazioni, i cibi sono classificati in gruppi alimentari


omogenei, dal punto di vista della composizione nutrizionale.

La dieta chetogenica è una dieta terapeutica e pertanto non valgono le regole su cui si
basa la dieta equilibrata che segue il modello alimentare mediterraneo.

Nella dieta chetogenica i grassi rappresentano l’87-90%

delle calorie e gli zuccheri meno del 5% per cui il contenuto è ridotto fino ad un
minimo di 10 grammi al giorno.

Questo non deve in alcun modo spaventare perché, l’organismo, si può adattare a una
dieta povera di carboidrati. Ma occorre tenere presente che la dieta va sempre
impostata e controllata dalla dietista e dal medico specialista in Scienza
dell’Alimentazione.

Si può vivere senza carboidrati?

86

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA I carboidrati non sono considerati


nutrienti essenziali al pari di alcuni acidi grassi, aminoacidi o vitamine, in quanto
l’organismo umano ha la capacità’ di sintetizzare glucosio a partire dagli aminoacidi e
dal glicerolo ed i fabbisogni energetici possono essere soddisfatti anche da lipidi e
proteine in carenza di carboidrati.

84
L’organismo è in grado di adattarsi a una dieta priva di carboidrati: in questa
condizione le riserve di carboidrati sono le prime ad essere esaurite ammontando in
tutto a circa 450 grammi nell’uomo adulto di cui 300 grammi sotto forma di glicogeno
muscolare che possono essere utilizzati solo dal muscolo.

Dopo meno di un giorno di digiuno l’organismo dipende dalla sintesi endogena di


glucosio e dalla deviazione del metabolismo verso l’utilizzazione dei grassi di riserva.
In condizioni fisiologiche, si ritiene tuttavia necessario, introdurre una quota di
carboidrati sia per prevenire un eccessivo catabolismo delle proteine corporee, sia per
evitare un accumulo di metaboliti come i corpi chetonici nel caso dei grassi o l’urea nel
caso delle proteine.

Inoltre, l’eliminazione degli alimenti fonte di carboidrati, comporta carenze di


vitamine, minerali e fibra alimentare.

Nella dieta chetogenica la rappresentatività dei vari gruppi alimentari cambia: i Gruppi
1 e 5 sono quelli maggiormente chiamati in causa proprio per il “ribaltamento” in
quantità e qualità dei nutrienti.

Questi alimenti costituiscono per l’uomo la più importante fonte di carboidrati e quindi
di energia ma anche proteine di modesto valore biologico e vitamine del complesso B.
Nella versione integrale risultano ricchi in fibre.

Dovendo assumere pochissimi alimenti ricchi di zuccheri, ne consegue che gli alimenti
di questo gruppo verranno ridotti al minimo oppure, non potranno più essere consumati
per tutto 87

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA il periodo di trattamento.

Ecco gli alimenti da evitare per non andare in chetosi: cereali e derivati: riso, pasta,
pane, prodotti da forno, grissini, fette biscottate, crackers, biscotti, brioches, pizza,
farina, semolino, polenta, mais, avena, cereali soffiati e patate.

Frutta e ortaggi

Occorre ricordare che, vi sono molte altre malattie che richiedono una dieta particolare
in cui vi sono “cibi proibiti”

(es. celiachia, allergie, etc.) Questi alimenti sono fonte di fibra, di provitamina A
(carote, peperoni, pomodori, albicocche), di vitamina C (agrumi, fragole, kiwi), di altre
vitamine, di sali minerali, di sostanze antiossidanti e acqua.

L’assunzione durante la dieta chetogenica è estremamente ridotta, soprattutto per


quanto riguarda la frutta, più zuccherina rispetto alla verdura. Anche i legumi
generalmente, vengono esclusi perché molto ricchi in amido e proteine.

85
L’elevato contenuto di proteine di tali prodotti comporta un basso rapporto
chetogenico, per cui l’utilizzo al di fuori di un programma dietetico controllato può
compromettere il mantenimento di un livello ottimale di chetosi. Non devono
comunque essere utilizzati nel primo mese di trattamento.

È importante specialmente all’inizio integrare con frutta e verdura per immettere nel
corpo vitamine.

Latte e derivati

La funzione principale di questi alimenti è soprattutto quella di fornire calcio, in forma


altamente biodisponibile. Gli alimenti di questo gruppo contengono inoltre proteine di
ottima qualità biologica, alcune vitamine (soprattutto B, D e A) e grassi di origine
animale. Nella dieta chetogenica questo gruppo è molto ben rappresentato soprattutto
dai formaggi scelti tra i tipi più grassi.

88

86
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Carne, pesce, uova e legumi

La funzione principale di questo gruppo è quella di fornire proteine di ottima qualità


biologica, vitamine del complesso B ed oligoelementi. Nell’ambito della dieta
chetogenica il loro consumo, viene calcolato attentamente, per coprire il fabbisogno
giornaliero di proteine.

Troveremo quindi sia la carne che il pesce fresco e molto spesso i salumi, che hanno la
caratteristica di essere maggiormente ricchi in grasso quindi particolarmente adatti a
questa dieta. Generalmente i legumi secchi vengono esclusi perché molto ricchi di
carboidrati oltre che di proteine.

87
I Grassi da condimento

Giocano un ruolo importante perché fonte di energia e per l’apporto di acidi grassi
essenziali e vitamine liposolubili, delle quali favoriscono anche l’assorbimento.

Da non trascurare l’aspetto edonistico: i grassi contribuiscono a esaltare la palatabilità


e la componente aromatica dei cibi.

89

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Si suddividono in grassi di


origine vegetale (in particolare l’olio extravergine d’oliva) e di origine animale (come
burro, panna, lardo, strutto, ecc). Nell’elaborazione della dieta chetogenica si cerca,
ove possibile, di privilegiare i grassi di origine vegetale.

Com’è calcolata la dieta chetogenica?

La composizione della dieta chetogenica è espressa con un rapporto in peso tra grassi,
espressi in grammi e la somma di proteine e zuccheri, sempre espressa in grammi R

(rapporto chetogenico) = g lipidi / (g proteine + g zuccheri) Apporto di energia


contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la dieta chetogenica non fa ingrassare.

Il medico che ti seguirà in questa dieta terrà in buon conto quali sono i tuoi fabbisogni
specifici, per età sesso e peso.

È estremamente importante infatti, provvedere ad un adeguato apporto energetico per


evitare di utilizzare le proteine (massa muscolare) come combustibile. A tal fine il
fabbisogno energetico, deve essere determinato utilizzando un diario alimentare che
viene compilato per 7-14 giorni per poter stimare l’abituale apporto energetico.

Disturbi gastrointestinali intercorrenti, diminuzione dell’appetito, iniziale rifiuto del


cibo, potrebbero determinare un basso apporto energetico con conseguente perdita di
peso.

Quando necessario, per integrare l’apporto calorico, si può utilizzare un alimento in


formula completo e idoneo, per la dieta chetogenica in accordo con i curanti. Le
proteine per l’elaborazione della dieta chetogenica classica sono molto importanti.

Le proteine che troviamo nei menù della dieta chetogenica, sono quasi esclusivamente
di origine animale e quindi di elevata qualità. Il calcolo di fabbisogni energetici e
proteici, 90

88
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

viene effettuato nel rispetto dei livelli di sicurezza e raffrontato con i dati provenienti
dal diario alimentare.

Per il mantenimento della chetosi è essenziale un basso apporto di zuccheri, che è


monitorato nel tempo, tramite la misurazione della chetonuria (livelli di chetoni nelle
urine) e, quando possibile, della chetonemia (livelli di chetoni nel sangue). I valori di
glicemia e chetonemia capillare possono essere comodamente rilevati a domicilio
mediante una macchinetta detta reflettometro.

Liquidi

Mediamente una dieta bilanciata, apporta con gli alimenti circa 1000 g di acqua,
mentre la dieta chetogenica, ha un apporto ridotto a circa 250-300 g di acqua al giorno,
per la particolare scelta degli alimenti.

L’assunzione di liquidi che va sempre incoraggiata, sotto forma di bevande non


zuccherate, va individualizzato anche in relazione al livello di attività o al clima.

Carenze ed eccessi

La dieta chetogenica, viene calibrata sui fabbisogni specifici del paziente, in


riferimento a peso ed età. Nonostante ciò, per la particolare scelta di alimenti, alle volte
risulta carente in minerali e vitamine e richiede quindi una adeguata 91

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA supplementazione, mediante


utilizzo di integratori sugar free.

L’elaborazione ed integrazione adeguata della dieta chetogenica, deve pertanto essere


affidata ad un Team di esperti, che valuti lo stato di nutrizione basale e apporti le

89
eventuali modifiche necessarie nel corso del trattamento.

Come si comincia?

Anzitutto occorre acquistare una bilancia pesa alimenti con precisione a 1 grammo e
seguire con attenzione le istruzioni fornite dall’equipe durante gli incontri informativi
che precedono l’inizio del trattamento.

È fondamentale avere un’idea esatta di come dovrà essere gestita la dieta all’inizio.

La dieta chetogenica può essere prescritta, secondo due diversi protocolli standardizzati
e in base alle disposizioni del medico specialista. Generalmente la dieta prevede tre
pasti: colazione, pranzo e cena.

Ogni pasto è equivalente, ha lo stesso rapporto chetogenico ed apporta la stessa


quantità di energia e nutrienti (proteine, grassi e zuccheri).

È molto importante organizzare in anticipo sia il momento della spesa che quello della
preparazione del pasto. La massima tranquillità è d’obbligo e se si sbaglia la misura, è
opportuno ripetere l’operazione.

È preferibile non travasare gli alimenti da un contenitore all’altro, per minimizzare le


eventuali perdite, quindi è bene avvalersi di un unico contenitore tarandolo sulla
bilancia.

È importante attenersi al piano alimentare elaborato dal dietista e se il paziente


dimostra di non essere molto affamato, è possibile togliere una piccola quantità (5-
15%) di ogni ingrediente, in modo che il rapporto della dieta non 92

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA cambi.

Tutto il pasto deve essere consumato: se il paziente non finisce, recupererà con il pasto
successivo.

È fondamentale scegliere il momento giusto del pasto anche dei familiari, onde evitare
la possibile frustrazione che deriva del fatto di avere un’alimentazione completamente
diversa da quella del resto della famiglia.

Ogni menù, può anche essere preparato e congelato avvalendosi di vaschette


monodose, scrivendo per sicurezza e comodità tutti gli ingredienti della ricetta e la data
di preparazione.

Si suggerisce di variare il più possibile la scelta delle pietanze, poiché nessun alimento
è identico all’altro per composizione in principi nutritivi, ma piuttosto che un rifiuto è
possibile continuare ad utilizzare le ricette gradite per alcuni giorni.

90
Si ricorda che i gusti dei pazienti cambiano e spesso si adeguano nel tempo al
cambiamento di dieta, tuttavia per favorire l’accettazione riveste molta importanza
l’atteggiamento positivo e fiducioso di chi somministra i pasti.

Tutte le persone che sono in stretto contatto con il paziente (medico/pediatra di base in
primis) devono essere informati del regime dietetico terapeutico e per tutta la durata
della terapia non possono essere concesse eccezioni.

Come e quando s’interrompe?

Secondo le linee guida più recenti, la dieta chetogenica, andrebbe seguita per minimo 3
mesi, prima di sospenderla per inefficacia. Il ciclo può anche essere ripetuto nel tempo
qualora vi sia la necessità.

In caso di emergenza può essere interrotta bruscamente 93

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA sotto controllo medico, mentre di


norma il procedimento di sospensione, viene intrapreso abbassando

progressivamente il rapporto chetogenico.

Come si misura la chetosi?

Il livello di chetosi cioè la quantità di corpi chetonici in circolo può essere misurata sia
direttamente nel sangue

(chetonemia) sia misurando la quantità di chetoni che vengono eliminati nelle urine
(chetonuria).

Queste misure servono nella fase d’induzione e

stabilizzazione del trattamento per verificare il raggiungimento di livelli terapeutici ed


in seguito a rilevare l’aderenza alla dieta ed anche ad evitare effetti collaterali dovuti ad
aumento eccessivo dei valori.

Secondo le linee guida è consigliato attuare la misurazione nel sangue all’inizio del
trattamento.

Poi in accordo con il medico, anche durante il trattamento stesso. Andrebbero svolte
anche le analisi delle urine.

Come gestire la voglia di zuccheri?

La chetogenesi, è dunque scritta nel nostro patrimonio genetico. In epoca di carestia,


solo i più adatti sopravvivevano ed erano coloro in grado di fare un’ottima chetosi
perché dotati di una buona sensibilità lipolitica.

91
Ai giorni d’oggi l’impiego della dieta chetogenica dimagrante, si scontra con la nostra
innata spinta verso il sapore dolce, verso la ricerca dei carboidrati semplici e di quelli
complessi.

L’industria ha lavorato negli ultimi anni alla produzione di alimenti che pur
assomigliando a pane, pasta e biscotti, hanno invece una composizione
prevalentemente proteica (con meno di 4 grammi di carboidrati ogni 100 grammi).

L’uso ponderato di questi prodotti può contribuire a superare l’astinenza dal “dolce”
anche in corso di dieta chetogenica.

94

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Ma i grassi alimentari non


fanno male?

La prima premessa è che la dieta chetogenica, è una dieta

“normo-proteica” (apporta tante proteine quanto una qualsiasi altra dieta) e ipolipidica.
La quantità in grassi deve mantenersi bassa, se lo scopo è quello di indurre il
dimagrimento.

Così facendo la produzione di corpi chetonici avverrà a partire dai grassi di deposito.

La seconda premessa è che esiste una dieta chetogenica

“normocalorica” nella quale l’assenza dei carboidrati è colmata da un “eccesso” di


grassi.

Si tratta di un approccio nutrizionale che trova applicazione nel trattamento delle


epilessie refrattarie ai farmaci, di alcune condizioni genetiche come il deficit di GLUT1
e del mal di testa cronico.

I soggetti (per lo più bambini), che vengono avviati a questo tipo di dietoterapia,
devono attenersi scrupolosamente alle indicazioni stabilite dal medico curante e lo
devono fare per tutta la vita.

La necessità di indurre la produzione di corpi chetonici (ad essi è attribuito il ruolo


terapeutico) senza compromettere la crescita dei bambini, impone un apporto in grassi
che è sensibilmente più alto di quello di una dieta ordinaria.

L’efficacia di un simile trattamento è ampiamente documentata mentre non si rivelano


nei follow-up alterazioni del quadro lipidico plasmatico (con innalzamento del
colesterolo LDL o dei trigliceridi) a meno che non ci sia una forte componente di
familiarità.

92
Negli ultimi tempi si è andata diffondendo la consapevolezza che l’attuale “epidemia”
di obesità, è legata principalmente all’aumentato introito in carboidrati semplici come
provano i dati epidemiologici.

Se da una parte non sono pochi, coloro che ritengono che la 95

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA dieta chetogenica possa essere


causa di dislipidemia, dall’altra è doveroso precisare che una buona quota del
colesterolo ematico deriva da un processo di sintesi endogena.

Se dunque il colesterolo presente negli alimenti influenza in minima parte la


colesterolemia, è vero invece che una dieta caratterizzata dall’eccessiva presenza di
zuccheri e dai conseguenti picchi insulinici, spinge il fegato a sintetizzare una grande
quantità di colesterolo.

Diversi gruppi di ricerca (e tra questi quello diretto dal Prof.

Antonio Paoli) hanno dimostrato peraltro che la dieta chetogenica è in grado di ridurre
i valori ematici di LDL e di trigliceridi e di elevare l’HDL.

Attenzione agli effetti collaterali

Uno degli “effetti collaterali” della dieta chetogenica è la comparsa di stipsi. Per
contrastare l’instaurarsi di questa condizione è importante bere acqua in quantità
adeguata (almeno 2 litri al giorno) per tutta la durata della chetogenesi.

Importante è anche l’assunzione di fibre alimentari che derivano dalla verdura (la frutta
non compare in questo tipo di dieta).

C’è spazio per le trasgressioni?

Se in altri regimi alimentari viene data la facoltà di gestire uno o più pasti liberi nel
corso della settimana, la stessa cosa non si può dire per la dieta chetogenica, che
richiede al contrario un rigore assoluto.

Affinché l’organismo “capisca” che non stanno arrivando più i carboidrati con gli
alimenti e avvii la produzione dei corpi chetonici sono necessari in genere due o tre
giorni.

A questo punto basta una piccola trasgressione (sotto forma di un biscotto o di un frutto
ad esempio) perché la chetogenesi si possa bloccare e non c’è altra soluzione se non
quella di ripartire da capo. Ma ogni tanto una piccola 96

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA trasgressione può aiutare per


sentire la differenza sia a livello digestivo che alimentare.

Chetosi o cheto-acidosi?

93
Tra i detrattori della dieta chetogenica c’è ancora chi sostiene che questa si associ a
cheto-acidosi.

La chetosi è un meccanismo fisiologico già descritto da Hans Krebs, uno dei padri
fondatori della biochimica moderna.

In corso di chetosi il pH ematico resta stabile. La cheto-acidosi è per contro un evento


patologico che può comparire nel diabete scompensato. In questo caso, si ha una
sensibile riduzione del pH ematico, con rischio di vita per il paziente.

Chetosi e cheto-acidosi sono due cose ben distinte.

Cosa mangiare?

Gli alimenti consigliati in questo tipo di dieta sono degli alimenti, pari ad un contenuto
neutro di carboidrati, limitando quelli che ne apportano una quantità ridotta ed evitando
i cibi che ne contengono un alto tasso.

Di conseguenza, gli alimenti consigliati sono:

Carne e uova

Formaggi

Ortaggi

Cereali

Legumi

Esempio di menu Giornaliero

È a titolo di esempio. Consulta uno specialista, prima di iniziare una qualsiasi


dieta.

La mattina potresti optare per una colazione a base di latte di soia (54kcal) o succo di
frutta mentre potresti mangiare dei biscotti di grano duro (36kcal circa) o della frutta di
97
94
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA stagione.

Come spuntino, quindi come pasto prima del pranzo, è consigliabile assumere
mandorle o noci che sono alimenti provvisti di una base percentuale di kcal.
Precisamente 57.5

kcal (mandorle) e 61kcal (noci).

A pranzo, invece, bisognerebbe mangiare frutta, verdura e del pesce. Quindi potresti
mangiare del filetto di merluzzo (205kcal), delle melanzane (48kcal) e metà mela
(52kcal).

Inoltre potresti anche mangiare un piatto di pasta integrale, che contiene un numero di
carboidrati ridotto, rispetto alla pasta normale.

Come spuntino di mezza giornata, anche una semplice fetta biscottata (42,6kcal) ed un
po' di marmellata (17,9kcal).

Infine, come pasto serale, un petto di pollo (220kcal) e dei pomodori all'insalata
(32kcal).

Esempio di Menù settimanale

È a titolo di esempio. Consulta uno specialista, prima di iniziare una qualsiasi


dieta

1 giorno

Colazione: yogurt magro e quattro fette biscottate.

Spuntino: 3/4 fette di fesa di tacchino.

Pranzo: pomodori all'insalata, con olio extra vergine di oliva.

Spuntino: yogurt magro.

Cena: tonno ed insalata.

2 giorno

Colazione: tre fette biscottate e marmellata.

Spuntino: noci.

Pranzo: uovo sodo con verdure grigliate a scelta ed 1/2 di pera.

Spuntino: parmigiano.

95
98

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Cena: sgombro con contorno di


verdure.

3 giorno

Colazione: yogurt bianco.

Spuntino: tè e 3/4 fette biscottate.

Pranzo: carne alla griglia.

Spuntino: una tisana, più frutta secca a piacere.

Cena: gamberetti al vapore e verdure a scelta.

4 giorno

Colazione: latte d’avena con 2/3 fette biscottate integrali.

Spuntino: mandorle.

Pranzo: petto di pollo piastrato e verdure come broccoli.

Spuntino: yogurt magro.

Cena: involtini di tacchino

5 giorno

Colazione: tè verde con 2/3 fette biscottate

Spuntino: pistacchi o noccioline

Pranzo: carne di pollo alla griglia

Spuntino: un pezzo di formaggio (come grana padano) Cena: hamburger

6 giorno

Colazione: yogurt magro con müesli

Spuntino: noci

Pranzo: 80 gr di pasta integrale

Spuntino: frutta di stagione

96
Cena: sgombro con verdure a scelta

7 giorno

Colazione: latte a scelta e 2/3 fette biscottate Spuntino: pistacchi tostati

Pranzo: salmone

Spuntino: noci

Cena: vitello con verdure a scelta

Attenzione: Queste schede, sono solo a titolo informativo. Rivolgersi presso uno
specialista, per la 99

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

dieta personalizzata.

100

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Sesto capitolo

Lo sport che ti salva la schiena

97
Lo sport, è quell’insieme di attività fisiche, finalizzate all'allenamento e al
consolidamento del muscolo.

Chiaramente l’attività sportiva, va svolta quando i dolori alla schiena sono passati e
come prevenzione del dolore. Prima di praticare una qualsiasi attività sportiva,
suggerisco spesso ai miei clienti, di svolgere una visita medico-sportiva, specialmente
se si hanno più di 40 anni e si sono già accusati problemi alla schiena.

Quale sport scegliere per la schiena?

È stato provato che lo sport, se fatto male e per lungo tempo, può danneggiare la
colonna vertebrale e risultare molto dannoso, per il resto delle articolazioni.

Invece, impostare per bene l’attività fisica, magari sotto controllo medico, non può far
altro che bene, alla nostra salute e ai nostri muscoli.

Nonostante questo, la schiena e alcuni sport non sempre vanno d’accordo. Di fatto ci
sono sport, che sarebbe meglio evitare, per non aggravare il proprio mal di schiena,
mentre invece altri, che verranno descritti qui di seguito, costituiscono un vero e
proprio sollievo.

Qui di seguito, ti suggerisco delle attività fisiche, che ho testato personalmente e che
possono aiutarti parecchio.

Lo Yoga

Lo yoga è un vero sollievo, per chi soffre il mal di schiena.

Infatti questa attività, aiuta l'individuo a calmare lo stress che lo attanaglia e a sostenere
un tenore di vita migliore. Aldilà 101

98
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

del beneficio fisico e mentale che lo yoga apporta, esso è anche molto adatto al mal di
schiena.

Lo yoga aiuta ad allungare tutti i muscoli e, stimolando la circolazione, allevia le


tensioni muscolari.

Qui di seguito ti lascio alcuni esercizi di yoga consigliati per il mal di schiena. Però, se
ti è possibile, iscriviti ad un corso con un insegnante certificato.

Posizione della scimmia

La posizione della scimmia, è un esercizio che permette, di dare sollievo immediato


alla schiena.

Distendendoti sul tappetino, bisogna aprire le braccia e lasciar cadere le gambe a


sinistra del proprio corpo e ruotare la testa a destra. Il ginocchio destro dovrebbe
spingere verso il basso mentre il gluteo resta contratto.

Dopo 4-5 respiri ritorna alla posizione normale. In seguito, le ginocchia, cadono
dall'altro lato e si ripete l'esercizio.

Variarlo tenendo le ginocchia piegate sullo stesso lato.

99
102

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

100
Ginocchia verso il petto

Questa posizione aiuta a rilassare i muscoli e gli organi interni dell'addome.


Stendendoti sul tappetino dovresti

''abbracciare'' le tue ginocchia stando attento/a a non inarcare il tratto cervicale.

Quindi assicurati di stare con la testa salda sul tappetino e non sollevare nessuna parte
del corpo, ad esclusione delle braccia. Cerca di portare il più possibile le ginocchia al
mento, attuando una pressione controllata.

Poi inspira profondamente ed espira, gonfiando l'addome.

La posizione del bambino (balasana)

103

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Questa posizione viene considerata, una postura riposante.

Ha molti benefici, soprattutto per la schiena.

101
Essa permette di sciogliere e rilassare i muscoli della schiena, regalando una piacevole
sensazione di conforto.

Ti metti steso/a sul tappetino e appoggia i glutei sopra i talloni, piegando le ginocchia.

Dovrai poi allungare le braccia e tenerle distese in avanti, in linea con il resto del
corpo.

Infine porta il busto in avanti e allunga la schiena, in modo tale da permettere,


l'allungamento completo della zona interessata.

Resta in questa posizione per un po' e successivamente ritorna alla posizione iniziale
lentamente.

Il Nuoto

Il nuoto è considerato uno sport completo, poiché grazie al peso ridotto del corpo
nell'acqua, consente ai muscoli della schiena, ma anche del resto del corpo, di compiere
movimenti ampi, riducendo notevolmente i rischi.

I danni che si possono causare sono inesistenti, perché la 104

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA colonna non viene caricata come
in alcuni sport, tipo la corsa.

Inoltre è un ottimo sport, consigliato per il mal di schiena, soprattutto per la mobilità
dolce che dà alla colonna vertebrale. Infatti le rotazioni che si creano nel nuoto,
corrispondono esattamente al movimento meccanico naturale.

Certo, come detto in precedenza, non va bene per tutti. Ma è molto utile per chi soffre
di piccole protrusioni.

Bisogna ricordare, però, che come qualsiasi altro sport, il nuoto non risulta utile, se
eccessivamente praticato, perché andrebbe a tonificare ulteriormente le fasce
muscolari già in ipertono . Consulta sempre il tuo medico di fiducia, prima di iniziare
questa attività sportiva, ma ti posso garantire che, dopo molti anni di esperienza
professionale, risulta essere la più efficace per il mal di schiena.

L'allenamento anaerobico

L’allenamento anaerobico è quando, i nostri muscoli scheletrici continuano a produrre


energia anche quando il sistema cardiovascolare non è in grado di fornire abbastanza
ossigeno ai muscoli, di conseguenza questi generano energia anaerobicamente , cioè
senza ossigeno .

In termini motori, l'allenamento anaerobico, prevede degli esercizi caratterizzati da


forti e intensi sforzi da parte del muscolo, ma di breve durata.

102
Si ripetono degli esercizi che spingono il corpo al limite della propria forza e della
propria velocità (come quando in palestra saltiamo su una pedana, solleviamo pesi o
scattiamo da una parte all'altra).

La caratteristica fondamentale di questo allenamento è che bisogna sempre concedersi


delle pause, tra la fine di un 105

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

esercizio e l'altro, prima di poter essere nuovamente ripetuti.

Per farti un esempio i 100 metri sono un'attività anaerobica.

L'allenamento aerobico

L'allenamento aerobico, a differenza di quello anaerobico, non prevede movimenti che


richiedono uno sforzo elevato da parte dei muscoli e non spinge il corpo stesso ai suoi
limiti di forza e velocità. Prevede un apporto costante dell’ossigeno nei muscoli.

Allenamenti aerobici tipici sono, quindi, il trekking, il ciclismo, jogging, che non
prevedono quindi una grossa sollecitazione ai muscoli durante lo svolgimento .

La differenza tra questi due tipi di allenamento, sta nel fatto che entrambi richiedono
una mole di lavoro e sforzo diversa.

In un allenamento tipico anaerobico i muscoli sono sin da subito sottoposti ad uno


sfruttamento elevato di energie, dato il costante sforzo.

Per questo motivo, è meglio prendersi delle pause tra i vari esercizi. In un allenamento
tipico aerobico, invece, il muscolo inizia a utilizzare lentamente le energie contenute
nelle riserve di zuccheri per poi attingere ai grassi di deposito per poter sostenere
costantemente l'esercizio.

106

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Benefici dell'allenamento


aerobico

103
L'allenamento aerobico aiuta a migliorare la circolazione sanguigna e contribuisce alla
funzione delle vie respiratorie.

In questo tipo di allenamento i benefici sono molteplici:

✓ Viene favorita una pressione arteriosa ridotta e una stabilizzazione della frequenza
cardiaca.

✓ Aiuta a perdere peso riducendo la massa

grassa in più.

✓ Riduce lo stress.

✓ Sviluppa la capacità di resistenza a sforzi

maggiori.

Benefici dell'allenamento anaerobico

L'allenamento anaerobico, viceversa, aiuta a rafforzare i muscoli e a definirli. I benefici


di tale allenamento sono:

✓ Aumento della forza muscolare

✓ Rafforzamento di ossa, tendini e articolazioni

✓ Dona una sicurezza in caso di infortuni, che

spesso si verificano a causa della debolezza

muscolare.

Durante lo sport, in media, un individuo dovrebbe svolgere un allenamento un giorno sì


ed uno no, così da permettere al muscolo di rigenerarsi dopo lo sforzo compiuto.

L'organismo ha bisogno di una frequente stimolazione che con il tempo porterà lo


stesso, ad adattarsi, consentendo al corpo di resistere ad uno sforzo maggiore.

Il Nordic Walking

Ti lascio un articolo scritto da una mia cliente, che pratica il nordic walking da molti
anni.

«Non so se ti è mai capitato, durante una passeggiata, di avere la sensazione di sentire


la tua camminata più sciolta e leggera, se ti è mai capitato di sentire che "le gambe 107

104
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

andassero da sole", magari lungo una salita in montagna?

È una sensazione davvero bella, che purtroppo la maggior parte delle persone
sperimenta di rado; essa può manifestarsi quando siamo particolarmente carichi di
energia, ma soprattutto avviene in una precisa situazione, che noi stessi possiamo
creare " liberamente "; il nostro cammino e i nostri movimenti diventano più sciolti e
leggeri, quando diamo dei precisi stimoli ai muscoli, creando una incredibile
leggerezza. Personalmente ho sperimentato spesso questa sensazione durante le mie
camminate nordiche!

Il Nordic Walking si sta espandendo ormai da tempo nel nostro territorio; le sue origini
si individuano nella Scandinavia degli anni ’30 quando, durante l’estate, gli atleti dello
sci di fondo si allenavano attraverso questa disciplina.

Personalmente ho amato questa disciplina fin dalla prima lezione da apprendista, più di
dieci anni fa.

Ora che sono anche istruttrice posso affermare che questo è uno sport bellissimo,
perché mi permette di stare in mezzo alla natura utilizzando la nostra più naturale
attività di movimento: la camminata.

105
108

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Ognuno di noi è in grado di


svolgere con soddisfazione questo tipo di sport; l'apprendimento della tecnica della
camminata nordica è veloce e poco impegnativo; ci si muove col supporto di bastoncini
appositamente studiati, che hanno la funzione di spingere il passo per allenare così
anche la muscolatura delle braccia e della parte superiore del tronco.

Con l'applicazione della giusta tecnica, e mettendoci l'adeguata determinazione per il


raggiungimento degli obiettivi, il Nordic Walking migliorerà la tua resistenza e
rafforzerà il sistema cardiovascolare, consentendoti di mantenerti in forma a qualsiasi
età anche durante gli anni della meritata pensione.

Inoltre, l’intensità dell’allenamento è molto flessibile e può essere adattata al proprio


livello di prestazione.

Il Nordic Walking può essere praticato ovunque: in spiaggia, in centro urbano, in


montagna. Bastano un buon paio di scarpe tipo running, un abbigliamento sportivo e
funzionale, e un paio di bastoncini appositamente progettati per questa tecnica. Puoi
adattare la tua camminata alla frequenza dei tuoi passi, alla forza che usi nelle braccia e
al tipo e consistenza di terreno su cui cammini.

Come accennato in precedenza, ben il 90% della

muscolatura del nostro corpo viene coinvolto nel movimento.

Lavorando su resistenza, forza, mobilità e coordinazione, l'attività scioglie le


contrazioni: spalle, nuca e tutta la colonna vertebrale ne traggono un grande
giovamento.

Viene ottimizzata l’attività cardiaca, migliora il livello di ossigenazione, si riduce lo


stress e si rinforza il sistema immunitario.

Un vero toccasana, contro lo sviluppo di ansia e depressione .

Si prevengono artrosi e osteoporosi, e si riduce il 109

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA colesterolo; la camminata nordica


è perfetta per dimagrire, a causa del grande consumo energetico (sono coinvolti più di
600 muscoli); si consumano molte calorie, si allena il sistema cardio-circolatorio ed
aumenta anche il senso di equilibrio.

È stato dimostrato che il Nordic Walking, riduce la produzione degli ormoni dello
stress (tra cui il famigerato cortisolo, colpevole anche dell'aumento di peso). In tal
senso, svolge un ruolo chiave anche il contesto in cui viene praticato questo tipo di
attività fisica: all'aperto e, spesso, in mezzo alla natura.

106
Chi soffre di mal di schiena troverà nel Nordic Walking un ottimo esercizio per
riconquistare la postura attiva e corretta, mentre chi deve ritrovare la normale
deambulazione dopo un evento traumatico potrà riacquisire stabilità, sicurezza e
sensibilità dell’appoggio del piede.

Camminare è l'attività fisica "base"; è consigliata da tutti i medici per mantenersi in


forma e in buona salute. Anche se ci sembra una cosa banalissima, la dura realtà è che
ormai camminiamo pochissimo, vivendo lunghe giornate seduti in ufficio o in
automobile. Da non sottovalutare anche il fattore respirazione: per funzionare alla
perfezione, l'organismo deve respirare bene, e trovarsi in mezzo alla natura non può
che agevolare questo naturale processo.

Camminare ogni giorno per almeno 30-40 minuti è

comunemente considerata un'ottima e intelligente forma di prevenzione. Meglio ancora


se si cammina all'aria aperta,

"sfruttando" la positiva azione della luce del sole sulla sintetizzazione della vitamina D
che fa tanto bene alle nostre ossa e non solo... e ci si accorge che, dopo una bella
camminata, tutti i problemi si ridimensionano un po' e si inizia a intravedere la famosa
"luce in fondo al tunnel".

Il mio invito: prima di iniziare rivolgiamoci con fiducia ad un istruttore qualificato, che
possa insegnarci i corretti movimenti. Solo così avremo la sicurezza di adottare una
110

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA camminata corretta, evitare


andamenti errati e allenare al meglio il nostro corpo con efficacia e soddisfazione.»

Franz Marisa

Istruttore qualificato ANWI

www.nordicwalkingfriends.it

cell. 3293247246

Il Nordic Walking, in italiano camminata nordica, è una pratica che si sta diffondendo
in molti paesi del mondo e spopola tra le persone di qualsiasi età.

Viene considerato uno degli sport più piacevoli del mondo, poiché può essere svolto
all'aria aperta. Infatti è uno sport che può essere praticato ovunque: in strada, nei
boschi, in spiaggia.

Seppur sembri una semplice camminata più che uno sport, in realtà il Nordic Walking,
ha gli stessi benefici di un allenamento normale; aumenta il consumo di ossigeno,

107
accelera la frequenza cardiaca e dona un maggior vigore ed una vitalità sia fisica che
mentale.

Viene praticato con l'aiuto di due bastoncini, che vengono spinti dalle braccia, in modo
opposto ed alternato ai piedi.

Rispetto ad una normale camminata, il Nordic Walking ha molti più benefici.

Eccoli qui sotto:

o Riduce i sintomi di dolore alle spalle o al collo, in molti casi il Nordic Walking viene
anche

usato come allenamento riabilitativo.

o Migliora la postura del corpo

o Aumenta la forza, la resistenza e tonifica i

muscoli.

Il Nordic Walking, viene praticato con una frequenza di 1-2

volte a settimana per un allenamento di circa 30 minuti.

Per un corretto svolgimento di questo sport, bisogna munirsi di attrezzatura adatta,


quindi di bastoncini su misura in base 111

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

108
all'altezza dell'individuo che ne usufruisce. In questa attività sportiva, è di
fondamentale importanza, utilizzare delle scarpe apposite e che i bastoncini siano
certificati per il Nordic, perché se si utilizzano bastoncini non adatti, si rischia di
andare incontro alla famosa patologia del gomito del tennista.

Risulta molto scomodo praticarlo con jeans, scarpe eleganti, giacca ecc. È preferibile,
quindi, assumere un abbigliamento più adatto come t-shirt, pantaloni elastici e scarpe
adatte, che possano garantire qualità e soprattutto un maggiore comfort durante
l'allenamento.

Dopo averti elencato alcuni sport che possono andare bene, per prevenire il mal di
schiena, oppure dopo una corretta fase di rieducazione posturale globale, ti lascio
alcuni esercizi . È una sequenza mirata, tratta da diversi sport, ma che ho visto molto
valida per chi soffre di mal di schiena.

Da svolgersi, ovviamente, dopo la fase acuta, oppure come prevenzione .

Esercizi

Prima di iniziare ogni esercizio svolgi dello stretching, come indicato nei capitoli
precedenti. Termina ogni esercizio sempre con dello stretching. Per maggiori
informazioni specifiche per te, chiamami al numero che trovi in fondo al libro.

Salto della corda

112

109
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Questa tipologia di sport è poco consigliata se hai delle ernie . Ma come


prevenzione ti può essere molto utile. Il salto della corda è un esercizio che tonifica,
snellisce e rinforza i muscoli ed è un ottimo esercizio per il cuore.

Viene considerato un vero e proprio allenamento, oltre che essere un fantastico


passatempo. Fare dieci minuti al giorno di salto con la corda, può risultare un valido
esercizio anaerobico.

Sprint

Lo sprint è il perfetto esercizio che spinge il corpo, in pochissimo tempo, ad esaurire la


sua energia. Va svolto con delle scarpe adeguate e non quando il dolore alla schiena è
intenso.

Se vuoi svolgere questo tipo di allenamento in modo corretto, dovresti farlo per tre
volte alla settimana e concludere lo sprint con degli esercizi di stretching.

Qui un’ipotesi di scheda aerobica. È una scheda generale.

o Salto con la corda (60 sec x 3)

o Corsa sul posto (2 min x 2)

o Plank (60 sec x 3)

o Saltelli ginocchia in alto (60 sec x 3)

o Raffreddamento

o La tua scheda anaerobica giornaliera (In palestra): 113

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA o Riscaldamento + Tapis Roulant

o Sollevamento pesi

o Panca per addominali

o Leg Press

o Pec Deck, ideale per lo sviluppo di muscoli delle braccia e delle spalle.

114

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Settimo Capitolo

La respirazione che ti salva la


110
colonna

Ho inserito questo capitolo sulla respirazione, con esercizi da svolgere, perché la


respirazione è fondamentale, per il buon stato della colonna vertebrale.

Che cos’è la respirazione?

La respirazione è un processo del nostro organismo, che ci permette di introdurre


ossigeno ed espellere anidride carbonica.

La respirazione è un processo naturale, che ti permette di assorbire ossigeno dall’aria e


contemporaneamente di eliminare anidride carbonica (C02), il prodotto di scarto del
corpo umano. E tutto questo accade senza che tu debba nemmeno pensarci.

La respirazione è di fondamentale importanza, per curare il mal di schiena, perché il


muscolo diaframmatico, è direttamente collegato con la colonna vertebrale.

Come funziona la respirazione

Ogni due secondi circa, in una condizione di riposo, inspiri mezzo litro d’aria, che
entra nel tuo naso e nella tua bocca; l'aria che passa attraverso la faringe si immette
nella laringe , un condotto di 43 cm posto dinanzi all’esofago.

All'ingresso della laringe c'è l' epiglottide , un lembo di tessuto cartilagineo che regola
il passaggio dell'aria. Durante la respirazione, l'epiglottide si piega verso l'alto,
permettendo all'aria di fluire liberamente nella laringe.

Durante la deglutizione, invece, l'epiglottide si piega verso il 115

111
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

basso, coprendo la laringe e indirizzando il cibo verso l'esofago, ossia il canale


digerente.

L’ossigeno che attraversata la laringe, arriva nella trachea, un tubo lungo circa 10-15
cm, formato da cartilagini a forma di ferro di cavallo, e finalmente raggiunge i
polmoni: sono questi due organi spugnosi che assorbono l’ossigeno, gas fondamentale
per l’organismo, perché permette che le cellule funzionino.

Il polmone sinistro è del 10-20% più piccolo di quello destro.

Durante l'atto respiratorio i polmoni si espandono e si contraggono ritmicamente


all'interno della gabbia toracica.

Perché le parti che si muovono siano lubrificate, ogni polmone è avvolto nella pleura,
una membrana umida e liscia composta di due strati: lo strato esterno della membrana è
addossato alla gabbia toracica e tra i due strati c'è uno spazio praticamente
impercettibile (spazio pleurico) che permette agli strati di scorrere delicatamente l'uno
sull'altro.

In ciascun polmone si trova un largo tubo, il bronco, che si dirama dalla trachea. I
bronchi sono due tubi formati da tanti anelli di cartilagine che hanno delle
ramificazioni ed entrano nei polmoni; quando si ramificano formano milioni di 116

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA bronchioli, ossia delle vie aeree
più piccole; ogni bronchiolo termina in una serie di microscopiche camere d’aria (dalle

112
dimensioni di circa 1/10mm), gli alveoli, distribuiti a grappolo d'uva e circondati da
capillari. Il passaggio dell’ossigeno dagli alveoli nei capillari, e quindi nel sangue,
avviene qui (lo scambio di gas tra aria e sangue si chiama ematosi).

Due polmoni possiedono circa 300 milioni di alveoli.

A questo punto il sangue trasporta l’ossigeno in tutto l’organismo.

Come viene rilasciato l’ossigeno alle cellule dell’organismo?

Merito dei globuli rossi che contengono una speciale proteina chiamata emoglobina;
l'ossigeno si combina con l’emoglobina a livello degli alveoli e forma ossiemoglobina,
un composto instabile di colore rosso brillante.

Appena entra in contatto con le cellule dell'organismo, l'ossigeno abbandona


l'emoglobina. L’anidride carbonica segue invece il percorso inverso. Dal sangue passa
all’aria dei polmoni, l’aria passa dai polmoni alla trachea e viene espulsa, prima di una
nuova inspirazione.

L’importanza del diaframma

Avrai già sentito parlare del diaframma, magari della respirazione diaframmatica che
mettono in atto molti cantanti per migliorare la propria performance canora. Ebbene, il
diaframma, non a caso, è considerato il principale muscolo respiratorio.

Quando si contrae, la gabbia toracica si espande e i polmoni inspirano l’aria


(inspirazione); quando al contrario espiriamo, il diaframma si rilascia. I polmoni
tornano alla loro dimensione naturale ed espellono l’aria (espirazione).

Respirazione interna ed esterna

Bisogna infine distinguere la respirazione interna da quella esterna. Nel primo caso
avvengono gli scambi gassosi tra 117

113
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

cellule e tessuti con i liquidi che circolano nell'organismo; con la respirazione esterna
invece s’intendono gli scambi sono tra ambiente esterno e organismo.

Quali sono i benefici che si possono ottenere in termini di salute e benessere se


respiriamo in modo adeguato?

La respirazione è una funzione fondamentale che ci accompagna durante tutto l’arco


della nostra vita. Sono numerose le discipline olistiche che pongono grande attenzione
su di essa.

Averne la piena conoscenza e consapevolezza è

estremamente utile al fine di migliorare il proprio benessere psico-fisico,


incrementando la qualità di vita. Nonostante ciò, sono molte le persone che, purtroppo,
non comprendono il ruolo centrale che essa svolge nella loro vita e non respirano in
maniera adeguata.

Diaframma ed emozioni

Il diaframma essendo un muscolo molto grande riveste un ruolo importante nella


biomeccanica del corpo, ma anche nella sfera emotiva, perché è guidato dal sistema
nervoso periferico. Il sistema nervoso periferico guida i cambiamenti meccanici nei
vari stati emotivi.

Una corretta respirazione diaframmatica aiuta a stimolare nel modo giusto il Plesso
Solare che, se in equilibrio, dona forza ed energia. Da quanto detto è evidente come la
rieducazione del diaframma può apportare davvero numerosi benefici andando a
migliorare la postura, stimolare organi interni, migliorare la psiche, raggiungere una
118

114
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

maggiore consapevolezza del proprio corpo, determinare un maggiore benessere


generale e tanto altro ancora.

Migliora la postura

Il diaframma lavora a stretto contatto con il muscolo Ileo-Psoas. Questo muscolo è


molto importante per la postura.

Spesso, quando il diaframma è contratto e non lavora come dovrebbe, anche queste
catene muscolari si contraggono con conseguenze negative per la postura sia a livello
lombare, provocando continui mal di schiena, sia a livello cervicale, provocando
spesso dolori al tratto cervicale. La respirazione diaframmatica con il tempo permette
di migliorare la postura in modo sensibile.

Migliora la motilità dell’apparato digerente

Fastidi all’apparato digerente, come colite e gastrite, possono essere attenuati se si


apprendono degli ottimi esercizi di respirazione.

Esercizi

Primo esercizio

Ti metti in posizione supina con le ginocchia piegate, poni le mani sull'addome


all'altezza del diaframma. Inspira profondamente gonfiando l'addome e trattieni il
respiro per alcuni secondi, quindi espira completamente, comprimendo l'addome con le
mani. Ripeti l'esercizio lentamente per venti volte.

115
119

116
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Secondo esercizio

Mettiti in posizione supina gambe piegate. Inspira profondamente alzando con la


pancia e il torace assieme.

Trattieni il respiro, per alcuni secondi, poi espira completamente abbassando la pancia
e il torace assieme.

Ripeti l'esercizio per trenta volte.

Terzo esercizio

Un altro esercizio che potresti svolgere per migliorare la respirazione è metterti in piedi
in posizione eretta, braccia lungo il corpo e appoggiato/a al muro. Inspira

profondamente gonfiando l'addome, e mantieni la posizione per dieci secondi e inspira


comprimendo l'addome con le mani. Ripeti l’esercizio per trenta volte.

117
120

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Ottavo Capitolo

Le Posture del benessere

Che cos'è la postura?

La postura indica la posizione che il corpo assume. Essa può essere suddivisa in eretta
(monopodalica o bipodalica) o da seduto (supino, prono o laterale).

L’attenzione che poniamo alla nostra postura, è di vitale importanza, perché aiuta il
corpo a mantenere le nostre ossa e le nostre articolazioni in una posizione corretta, non
permettendo un facile logoramento delle stesse.

La postura del nostro corpo è composta da un complesso gioco di muscoli estensori e


flessori, ma anche di muscoli volontari e involontari. Secondo la metodologia che
seguo da molti anni (Metodo Bienfet), la nostra postura è da paragonarsi a una famiglia
composta da cinque persone. Gli occhi, la mandibola, la colonna vertebrale, il bacino e
i piedi.

Se questi cinque elementi della famiglia vanno d’accordo, tutto scorre in armonia.
Basta che uno dei cinque fratelli sia in disaccordo con gli altri, ecco che si creano dei
problemi sia a breve termine, che a lungo termine.

Ora tratterò in modo sintetico dei cinque fratelli e poi tratterrò di ergonomia.

Mandibola e postura

Da tempo si discute sul come l’articolazione temporo-mandibolare (A.T.M.), possa


essere causa di problematiche posturali. L’enorme quantità di recettori del sistema
stomatognatico e l’elevato numero di contrazioni giornaliere dei muscoli coinvolti sia
nella masticazione che nella deglutizione, fa pensare bene quanto sia importante questo
121

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA apparato per la vita


dell’individuo.

La disfunzione dell’ATM può provocare problematiche posturali, in quanto tra postura


e occlusione ci sono evidenti correlazioni per la presenza di rapporti precisi che il
sistema afferente dell’apparato stomatognatico ha con le strutture che mantengono il
controllo della postura.

Infatti, si è visto come questi stimoli propriocettivi accolti dal nervo trigemino passano,
attraverso sinapsi, ai nervi deputati al mantenimento dell’equilibrio. Se analizziamo

118
perfettamente queste connessioni sinaptiche, ci renderemo conto che esse sono
collegate meravigliosamente l’una con l’altra. Il trigemino avrà connessioni attraverso
fibre condotte al cervelletto e al vestibolo e sinapsi con il nervo ipoglosso e nuclei
oculomotori. Infatti, si è notato che in base alla posizione della mandibola in relazione
con il cranio, si assiste a un cambiamento della postura.

Per diagnosticare una malattia, il corpo deve essere valutato e controllato nella sua
totalità; il sistema posturale è definito come un sistema cibernetico complesso, formato
da un’unità centrale (SNC) che ha una funzione di comando che elabora le
informazioni a partenza recettoriale ed un sistema effettore, che trasmette gli impulsi
nervosi ai muscoli, ai legamenti, e alle ghiandole determinandone l’attivazione.

Con il termine postura si definisce il rapporto tra la posizione del corpo e dell’ambiente
circostante e viene, inoltre, influenzata dalla forza di gravità, e aiuta i muscoli a
contrarsi in modo che lo scheletro possa mantenersi in equilibrio.

È necessaria una coordinazione tra postura e movimento per consentire la realizzazione


di un complesso atto motorio.

Il comando motorio è dotato di una componente di controllo posturale e di una


componente deputata al movimento finalizzato.

Le alterazioni posturali, sia che scaturiscono da disturbi percettivo cognitivi, da scarso


controllo posturale, da errati 122

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

automatismi assimilati inconsciamente, da confuse informazioni sensoriali, da


insufficienti esperienze corporee o da turbe dello sviluppo muscolo-scheletrico,
conducono ad un’alterazione del normale “accomodamento” posturale-motorio.

119
Tale accomodamento non è solo la risultante di una condizione neuro-meccanica
dell’equilibrio osteoarticolare, ma è anche l’espressione somatica della personalità
dell’individuo e delle sue abitudini comportamentali, affettivo-relazionali e delle
interazioni socio ambientali.

Sotto l’aspetto neuro-motorio la postura è assicurata da riflessi di atteggiamento e di


raddrizzamento, essi comprendono l’armonica coordinazione degli atti motori-posturali
ad azione antigravitazionale, e coinvolgono l’intera struttura attraverso catene cinetiche
funzionalmente collegate.

Tale connessione si rende responsabile della insorgenza di sindromi posturali adattative


che, in via ascendente, discendente o mista, trasmettono in altri distretti corporei la
perturbazione iniziale e localizzata, realizzando un nuovo equilibrio compensativo.

Questo sistema di regolazione posturale dipende da un sistema integrato di afferenze


sensitive e sensoriali provenienti da quelle strutture che Gagey definisce “eso-123

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

captori” (vista, vestibolo, piede) ed “endo-captori”

(oculomotricità, rachide, propriocezione generale), che attingono sia alla corteccia


cerebrale che alla sotto corteccia, al cervelletto ma anche a livello spinale e si integrano
a vari livelli del S.N.C. attraverso importanti vie e centri nervosi quali i sistemi
vestibolo-spinale, reticolo-spinale, cerebello-vestibolare, ed altri meccanismi periferici
come i fusi neuromuscolari.

Cranio, mandibola, dentizione, lingua e colonna cervicale formano in realtà un’unità


funzionale inscindibile e come tale va esaminata. A sua volta tale unità è
indissolubilmente legata all’intera postura. Occorre quindi tener presente che
qualunque intervento riguardante la bocca potrà avere influenze sull’intero corpo.

La relazione tra occlusione ed extrastomatognatico, viaggia nei due sensi passando per
tre crocevia: tratto cervicale, mandibola e osso ioide che è, a sua volta, strettamente

120
connesso alla lingua. Tutto ciò che avviene nella bocca si ripercuote, attraverso le
articolazioni temporo-mandibolari, sul tratto cervicale interessando così il cingolo
scapolare, la colonna vertebrale fino ai piedi e viceversa.

Qualunque sia lo squilibrio posturale esso porterà tensioni in vari distretti corporei in
maniera circolare dal basso verso l’alto e viceversa, coinvolgendo comunque sempre la
bocca e il piede, il retropiede in modo particolare.

124

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Per comprendere meglio la


correlazione biomeccanica tra postura e occlusione, è importante ricordare che i
muscoli striati del corpo possono mutare la loro azione a seconda del capo che risulta
fisso per la stabilizzazione dei segmenti ossei su cui si inserisce.

Tutta la fisiologia del movimento mandibolare si basa su questo concetto


fondamentale: i muscoli che prendono inserzione sulla mandibola si muovono partendo
da due possibili punti fissi, il cranio e l’osso ioide. In presenza di corretto allineamento
posturale, avremo una stabilizzazione della testa sulla cervicale, grazie all’armonica
funzione dei muscoli estensori (spleni, muscoli lungo del capo e del collo, semispinali,
muscoli retti e obliqui del capo o suboccipitali, muscoli del dorso) e flessori (sterno-
cleido-mastoideo, scaleni) del tratto cervicale e dell’osso ioide (muscoli sopraioidei e
sottoioidei). In tale situazione i muscoli temporali, masseteri e pterigoidei interni
contraendosi elevano la mandibola, prendendo come punto fisso il cranio, mentre la
contrazione dei muscoli sopraioidei abbassa la mandibola (punto fisso sul complesso
faringe-ioide-rachide).

Avremo così, uno scompenso di tono muscolare di base fra i muscoli anteriori e
posteriori del collo e quindi delle rispettive catene muscolari, a cui spesso si aggiunge
un’abitudine al serramento mandibolare (da stress), che andrà a incidere in modo
particolare, a livello dell’articolazione atlanto-occipitale e dell’apparato
stomatognatico.

L’unità cranio-cervico-mandibolare, non può che possedere un sistema propriocettivo


di altissima efficienza e sensibilità, data l’enorme importanza per la sopravvivenza e
la salute degli organi e strutture in essa contenuti.

Pertanto un suo scorretto allineamento, su qualunque piano, causato da problematiche


stomatognatiche o

extrastomatognatiche (primarie o secondarie), determinerà inevitabilmente


compensazioni posturali generali sia meccaniche che riflesse.

125

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Occhi e postura

121
L’occhio è il principale organo sensoriale del sistema afferente del Sistema Tonico
Posturale e dal quale provengono la maggior parte delle informazioni esterocettive
dirette al SNC, inoltre la vista costituisce la principale sorgente della sensazione
cinestetica (HERMAN et al.

1985).

L’occhio è al tempo stesso organo esterocettivo, attraverso la funzione retinica (i


recettori sensoriali sono i fotorecettori rappresentati dai coni e bastoncelli della retina,
che inviano all’encefalo informazioni sull’ambiente esterno) ed organo propriocettivo
legato sia all’attività dei muscoli estrinseci oculari e sia alle vie dell’oculocefalogiria
che controllano i muscoli del collo, della spalla e dell’occhio.

La visione funziona come un propriocettore fornendo informazioni sulla posizione del


corpo.

Esiste una relazione bidirezionale tra funzione visiva e postura. Infatti un’alterazione
della funzione visiva comporta una modifica della postura e viceversa. Visione e
postura quindi, sono due meccanismi all’interno di un unico processo percettivo.

La retina, visione periferica, invia al cervello informazioni derivanti da tutto l’ambiente


esterno, consentendo la stabilità posturale antero-posteriore. La fovea invece, visione
centrale, analizza in maniera precisa l’oggetto del nostro interesse, fornendoci la
stabilità posturale laterale.

L’informazione sensoriale visiva è attiva quando l’ambiente visivo è vicino. Infatti se


la mira visiva è distante cinque metri o più, le informazioni che provengono dal
recettore visivo, sono così poco importanti da non venire prese in considerazione dal
STP.

Per fare in modo che il STP possa utilizzare le informazioni visive per il mantenimento
dell’equilibrio, è necessario che le informazioni visive siano comparate a quelle che
126

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

provengono dal vestibolo e dai piedi. La spiegazione di come il sistema visivo possa
influenzare la postura è da ricercare sia in ambito neurologico che meccanico.

Dal punto di vista neurologico, esistono una serie di collegamenti tra il sistema visivo e
le strutture costituenti il sistema di regolazione della postura come il vestibolo, il
cervelletto, le aree encefaliche frontali e parietali. Tre principali circuiti nervosi e cioè
122
il movimento d’inseguimento lento o Smooth Pursuit, il Riflesso vestibolo-
oculomotore ed il Sistema Saccadico, sono alla base delle principali funzioni del
sistema visivo, che sono:

1. Movimento di inseguimento lento (o Smooth pursuit) 2. Fissazione

3. Riflesso optocinetico-optocinesia

4. Riflesso vestibolo-oculomotore

5. Nistagmo

123
6. Movimenti saccadici
I tre circuiti nervosi si influenzano reciprocamente, per esempio la fissazione inibisce il
nistagmo, lo “smooth pursuit” è in grado di inibire sia il riflesso vestibolo-oculomotore
che le saccadi.

La convergenza oculare è il movimento che compiono gli assi visivi quando si passa da
una visione da lontano ad una da vicino. È un fenomeno complesso che permette di
fissare correttamente un oggetto che si avvicina agli occhi .

La convergenza oculare è la combinazione di tre diversi 127

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA meccanismi: fusione,


accomodazione e convergenza tonica.

Nella visione, il meccanismo più importante è la convergenza fusionale.

Il ruolo dei movimenti di fusione è quello di modificare la posizione rispettiva degli


occhi affinché le immagini si creino di nuovo su un paio di punti corrispondenti retinici
(disparità retinica). La convergenza, può essere, come del resto tutti i movimenti
oculari, volontaria o riflessa. Alla convergenza si associa una regolazione della quantità
di luce che entra nell’’occhio (riflesso della miosi). L’insufficienza di convergenza è
dovuta all’ipertonia del muscolo retto esterno ed è il principale difetto posturale.

Cause primarie

Traumi cervicali, distorsioni cervicali (per il coinvolgimento delle vie


dell’oculocefalogiria al contrario), ipertensione endocranica da convulsioni, sindrome
meningea, ictus cerebrovascolari, epilessie, fratture del rachide, sofferenze fetali.

Cause secondarie

Focolaio dentale (omolaterale), disturbo occlusale (omolaterale) dovuto a pre-contatto


o contatto non lavorante, epatiti (occhio dx), antidepressivi triciclici.

In caso d’ipoconvergenza i pazienti non vedono mai doppio per effetto della
soppressione che opera il SNC per compensare quella che sarebbe una diplopia (in
questo caso però solo un occhio guarda, pur essendo capaci entrambi di vedere).

I difetti di convergenza sono tra le prime cause di emicrania, soprattutto serale,


d’instabilità d’equilibrio, di caduta dell’anziano e del bambino, di chinetosi, di diplopia
serale, distorsione di caviglia, dislessia e difficoltà di concentrazione nella lettura, di
maldestrezza.

I difetti di convergenza non si correggono mai da soli e provocano una nuova


integrazione dello schema corporeo 128
124
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA che funzionerà con il proprio
difetto e con lo squilibrio posturale associato. L’occhio ipoconvergente altera la postura
attraverso due modi contemporaneamente:

o Attraverso un circuito corto, basato sul c.d. riflesso miotatico, che limita la rotazione
del capo dal lato dell’occhio ipoconvergente, innescato dalla

stimolazione dei fusi neuromuscolari del m.retto esterno che è ipertonico.

o Attraverso un circuito lungo, con l’intervento dei nuclei centrali (nc base, nc
vestibolari, prefrontali) e del cervelletto, che posteriorizza la spalla sinistra nel
destrimane, la destra nel mancino (salvo rare

eccezioni).

Eteroforie

Si parla di ortoforia, quando gli occhi hanno le linee visive perfettamente parallele. In
situazione di fisiologia, quando si guarda un oggetto, entrambi gli occhi si posizionano
in modo tale che le linee di sguardo si incontrino esattamente sul punto mirato
dell’oggetto, senza che intervenga il riflesso di fusione.

Le eteroforie sono invece delle deviazioni degli occhi non manifeste, ossia sono
compensate dal sistema fusionale motorio. Esse sono rilevabili eliminando l’azione del
sistema fusionale motorio (dissociazione fusionale) e devono essere distinte dalle
deviazioni manifeste o eterotropie o strabismi.

Classificazione delle eteroforie:

o Esoforia

o Exoforia

o Iperforia

o Ipoforia

Esoforie

Gli occhi tendono a iperconvergere, cioè a volgersi l’uno verso l’altro. Questo accade
frequentemente nei casi di ipermetropia non corretta o di miopia elevata. A volte la 129

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA causa può essere uno spasmo
accomodativo conseguenza dell’eccessivo uso della vista da vicino.

L’eccesso di convergenza può causare l’insorgenza o l’aggravamento della miopia.


Alle volte si riscontrano miopie semplicemente dovute a spasmo accomodativo. Anche

125
stati emotivi conseguenti a traumi o situazioni difficili possono portare alla esoforia.

Exoforia

Gli occhi tendono a deviare verso l’esterno. Esistono due tipi di exoforia:

o da insufficienza di convergenza

o da eccesso di divergenza.

Da insufficienza di convergenza: gli occhi fanno fatica a volgersi l’uno verso l’altro.
Avvicinando una mira visiva, un’

occhio devia improvvisamente verso l’esterno.

Da eccesso di divergenza: il soggetto riesce a convergere da vicino, ma quando guarda


lontano i suoi occhi anziché mantenersi paralleli tendono a divergere eccessivamente,
un occhio in particolare perde il controllo e devia verso l’esterno.

La exoforia da insufficienza di convergenza e da eccesso di divergenza possono


riscontrarsi combinate insieme. Tutti gli atteggiamenti ed i sintomi che la persona
presenta in entrambi i tipi di exoforia sono messi in atto per evitare la diplopia che
rappresenta un punto di rottura di più difficile reversibilità.

Iperforia

Gli occhi tendono a deviare in alto.

Ipoforia

Gli occhi tendono a deviare in basso

Quadro clinico di una disfunzione del sistema visivo : 130

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA o Spalla più alta e retroposta

o Testa inclinata da un lato

o Rotazione del capo

o Maldestrezza

o Cefalee vespertine tipo emicrania occipito-retro-orbitaria-temporale.

o Instabilità dell'equilibrio

o Cervicalgia, gonalgia

126
o Gamba corta funzionale del bambino (provocata da una Iperforia omolaterale e una
ipoforia

controlaterale).

o Astenia

o Segni oculari: sensazione di bruciore-lacrimazione-visione Sdoppiata, diplopia serale

o Difficoltà alla guida notturna con luci riflesse sull’asfalto

o Ccadute dell’anziano e del bambino

o Chinetosi

o Bambini svogliati o turbolenti

o Bifficoltà di concentrazioni nella lettura fino alla dislessia

Nel sistema visivo, ciascun occhio ha delle funzioni specifiche, infatti si distinguono
in:

L’occhio dominante

Corrisponde alla lateralità corticale del soggetto ed è l’occhio, a prevalente visione


maculare, che vede, che apprezza l’intensità e la lunghezza d’onda (quindi il colore).

È l’elemento sensoriale visivo propriamente detto.

L’occhio non dominante (occhio stereognosico) Occhio a prevalente visione


periferica, dove dominano i bastoncelli. Questi recettori hanno un potere di
discriminazione cinetica che ci avverte in modo automatico e in via riflessa di tutto
quanto si muove nell’ambiente, permettendo alla corteccia occipitale di comprendere
tutte le trasformazioni che lo circondano. È il centro sensoriale 131

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA direzionale della cinesia.

La perdita di lateralità visiva, significa scambio di ruoli fra occhio dominante e non
dominante che significa anche ricezione corticale differente. Per l’azione del chiasma
ottico le informazioni visive di un occhio pervengono ai due emisferi, ma quando
esistono problemi funzionali oppure organici a carico di un occhio, i messaggi
percorrono circuiti interemisferici differenti e ciò può provocare, specialmente nel
bambino, problemi mnesici, dislessici, disgrafici e disprassici.

Per quanto riguarda i termini oculogira e cefalogiria: L’oculogiria

127
Concerne la mobilità del globo oculare nel fenomeno della convergenza fisiologica per
la visione binoculare. Non ha nessun rapporto stretto con la visione. L’oculogiria
dipende da sei muscoli:

o quattro retti

o due obliqui

Cefalogiria

Concerne la mobilità in rotazione del rachide cervicale che si effettua per la


contrazione dello SCM (prevalentemente) e del trapezio. Esiste una connessione
anatomo-fisiologica fra i nuclei dei nervi dell’oculogiria (III, IV, E VI) che innervano i
muscoli estrinseci oculari ed i nuclei dell’accessorio spinale (XI) che innerva i due
muscoli cervicali.

L’area corticale dell’oculocefalogiria è situata a livello della seconda circonvoluzione


frontale (Area 6 di brodmann), il centro emisferico sx è destrogiro e la sua stimolazione
determina la deviazione coniugata del capo e degli occhi verso la parete opposta (ossia
a dx) mentre il centro emisferico dx è levogiro.

Nei disturbi oculari si ha ipertono dello SCM e del trapezio 132

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA superiore (XI) con alterazione


della postura. Viceversa una stimolazione dello SCM e dello splenio determinano
un’alterazione dell’accomodazione (ipo o ipertonia del muscolo ciliare) che determina
a sua volta un’alterazione della tensione dei muscoli posturali del collo (trapezio-
deltoide-massetere) favorendo lo squilibrio posturale e viceversa.

Colonna vertebrale e postura

Ogni corpo umano necessita di una buona postura, e se non la ottiene comincia a darci
segnali che dovremmo analizzare per capire che cosa c’e che non va. La maggior parte
dei pazienti che vedo, quando gli chiedo come è la loro postura al lavoro, mi
rispondono così: “Bruttissima, orribile, uno schifo, mi affloscio sulla sedia, non riesco
a star dritto.”

Allora, la mia domanda è: perché pur sapendo di aver un problema posturale


continuiamo così senza cercare di correggerlo?

Il corpo umano è affamato di allineamento. Quando siamo perfettamente allineati, le


nostre ossa, non i nostri muscoli, sorreggono il nostro peso corporeo riducendo energia
e sforzi.

Il grande guadagno di una buona postura della colonna è quello di avere uno stato di
benessere molto più elevato, avendo più energia, e ovviamente saremo anche più belli
da vedere in quanto ci muoviamo con molta più grazie e facilità.
128
Per cui la parola postura, anche se spesso collegata all’immagine delle ragazzine
dell’epoca con una postura impeccabile perché se no a scuola le punivano, non
semplicemente lo stare in piedi dritti o lo stare seduti senza inarcare la schiena, ma è
l’essere a conoscenza di tutte le connessioni che avvengono in tutte le nostre parti del
corpo.

133

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Se dovessimo fare una classifica


delle cose più importanti su cui i professionisti della salute pongono più attenzione e
rilevanza, la postura sarebbe di sicuro al primo posto. Una postura scorretta, porta a
compensazioni muscolari, contratture inadeguate, scoliosi, scompensi a livelli
neurologici e ovviamente problemi nella respirazione, digestione e riproduzione, in
quanto la colonna vertebrale essendo quella che gestisce tutti questi sistemi non lavora
più al 100% delle sue capacità.

Una postura sbagliata cronica distorce l’allineamento delle nostre ossa facendo nascere
all’interno del nostro corpo tensioni muscolari che a loro volta vanno ad avere un
effetto sulla capacità vitale della respirazione, aumento della stanchezza, riduzione di
ossigeno e sangue alla testa e una diminuzione di mobilità a livello articolare.

È scientificamente provato che più distorsioni meccaniche abbiamo e meno energia è a


disposizione del nostro corpo per pensare, metabolizzare e guarire.

Infatti, una buona postura è a parità di importanza con il mangiare in modo sano, fare
esercizio, dormire bene e l’evitare potenziali sostanze nocive per il proprio corpo,
come l’abuso di alcool, tabacco e droghe. Una buona postura è un modo per fare cose
con meno energia, meno stress e soprattutto meno fatica. Senza una buona postura è
praticamente difficile essere in forma e si è sempre in un potenziale stato di rischio
ogni qualvolta che si vanno a fare degli esercizi.

Mi spiego meglio: idealmente le nostre ossa sono collegate perché praticamente si


appoggiano l’un sull’altra. La testa si posa sulla colonna vertebrale, la colonna sul
bacino, il bacino sopra le ginocchia e le ginocchia sulle caviglie.

Però, se spendiamo ore seduti davanti al computer, con gambe incrociate, la schiena
piegata in avanti o seduti solo sulla punta del sedere, sono i muscoli del collo e della
schiena che sorreggono tutto il peso della nostra schiena e 134

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA non più la nostra colonna. Di


conseguenza non c’è da stupirsi se poi cominciano i dolori, visto che adesso siamo in
una posizione in cui le nostre articolazioni, non essendo più rilassate, ci mandano
segnali che vanno ad avere un effetto fisico, psichico e strutturale sul nostro corpo.
Inoltre ci sono moltissime ricerche che provano che una postura sbagliata, può creare
mal di testa, depressione e dolori vari al corpo.

129
Il più grande problema di una brutta postura è lo stress cronico che viene dato ai
muscoli, in quanto il peso della testa e della parte superiore del corpo viene sorretta
dalla muscolatura invece che dalle ossa. Più lontano è il nostro corpo dal nostro centro
dell’equilibrio e più questo effetto sulla muscolatura sarà accentuato!

Per illustrare questa teoria possiamo pensare al peso di una valigetta. Se tenete la
valigetta con le vostre braccia allungate orizzontalmente davanti al vostro corpo, non ci
vorrà molto prima che tutti i muscoli comincino ad essere esausti e indolenziti.

Questo è appunto perché portare una valigetta così lontano dal vostro centro di
equilibrio, porta a un certo sforzo fisico la vostra muscolatura. Ma se tenete la stessa
valigetta con una mano al vostro lato, noterete che ci si mette molto più tempo di prima
per sentire fatica, perché appunto ora il peso della valigetta è sorretto dalle ossa invece
che dai muscoli.

Ci sono due possibilità per correggere una postura cattiva della colonna vertebrale.

La prima è quella di eliminare tutti gli stress negativi che agiscono sul fisico. Quando
si parla di stress negativi si parla di tutti i fattori, abitudini, e stress che portano il
nostro corpo a deviare dal nostro centro strutturale. Uno stress negativo può essere il
risultato di una seduta sbagliata, dal portare troppo peso sulle nostre spalle o il caricare
troppo le nostre borse.

135

130
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

La seconda possibilità è quella di portare stress positivi sul nostro corpo, facendo
esercizi, allungamenti, aggiustamenti chiropratici e cambi sul nostro fisico. Portare il
tuo corpo il più vicino al centro di equilibrio è essenziale per migliorare il tuo sentirti
bene!

Bacino e postura

I latini quando davano i nomi ai vari assi del corpo erano saggi. Infatti diedero il nome
Bacino perché assomiglia ad un catino. Il bacino è il centro del corpo, ed è essenziale
che sia in asse per la meccanica della nostra struttura. Per esempio, è possibile che un
atteggiamento scoliotico derivi da una 136

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA torsione a livello del bacino.

Nella mia esperienza, di ormai più di 20 anni di lavoro, ho osservato che anche la
gonalgia, ossia il dolore alle ginocchia , può derivare da squilibri posturali causati da
un bacino asimmetrico.

Il mal di schiena è un altro disturbo comune che può essere legato a una disfunzione
del bacino. Se questa non viene trattata in modo adeguato sul lungo termine può
portare a discopatie come protrusioni o ernie del disco. Vogliamo ricordare, inoltre,
quanto sia importante avere un bacino in salute per i bambini e gli adolescenti, onde
evitare ripercussioni sulla colonna vertebrale in crescita .

Cosa causa lo squilibrio del bacino

Alla base di un bacino “fuori asse” possono esserci cause di diversa natura. Vediamone
alcune:

131
Cause strutturali : una torsione del bacino può essere dovuta, per esempio, a un
trauma – come una caduta –

sottovalutato o comunque non curato nel modo giusto.

Anche una semplice distorsione alla caviglia può creare una

”catena di debolezze” che, alla fine, agirà sull’articolazione.

Nelle donne, inoltre, il parto può causare uno squilibrio del bacino.

Cause biochimiche : mangiare per lungo tempo cibo a cui si è intolleranti (spesso
senza saperlo) può avere effetti negativi su determinati muscoli, effetti che si
ripercuoteranno sulla stabilità del bacino.

Una volta individuata la causa, andiamo ad eliminarla con i trattamenti che riteniamo
più adatti al caso in questione e attraverso consigli che riguardano lo stile di vita, per
esempio la nutrizione.

Ora ti lascio tre consigli per evitare di mettere sotto stress il 137

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA bacino attraverso abitudini


sbagliate:

No al portafoglio nella tasca posteriore del pantalone Sembra una banalità ma nel
momento in cui ci si siede, il rialzo creato dal portafoglio può causare uno
sbilanciamento del bacino.

No alle gambe accavallate

Mantenere questa posizione per lungo tempo può portare una torsione del bacino con
conseguenze su schiena e collo (senza contare che fa male alla circolazione
sanguigna!).

Evita, se possibile, di dormire a pancia in giù con un ginocchio piegato o sul fianco
con un ginocchio piegato e l’altro steso

Entrambe queste posture possono produrre una torsione al bacino.

Piede e bacino

Il piede rappresenta il punto fisso al suolo su cui grava l’intero peso del corpo. Esso si
trova alla base del sistema di controllo antigravitario (sistema tonico posturale) che
consente all’uomo di assumere la postura eretta e di spostarsi nello spazio.

Il piede è sia un effettore sia un ricettore, ossia riceve ed esegue dei comandi (risposta
motoria), tramite i muscoli, e nel contempo, interagisce col resto del corpo fornendo

132
costanti informazioni provenienti dagli esterocettori.

Gli esterocettori cutanei del piede sono ad alta sensibilità (0.3 g) e rappresentano
l’interfaccia costante tra l’ambiente e il sistema dell’equilibrio. Le informazioni
plantari infatti sono le uniche a derivare da un recettore fisso a diretto contatto col
suolo.

Il piede, nel corso dell’evoluzione, per le esigenze sorte nell’assunzione della stazione
eretta e della deambulazione 138

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

bipodale, risulta un diaframma atto ad assorbire e smistare le forze esterne (ambientali)


e interne (muscolari), relativamente agli infiniti piani dello spazio.

La struttura del piede è un capolavoro unico di architettura, o meglio di biomeccanica,


con le sue 26 ossa, 33 articolazioni e 20 muscoli.

Funzionalmente e strutturalmente, è possibile suddividere il piede in:

o retropiede formato da astragalo (talus) e

calcagno, “dispositivo centrale” del controllo

biomeccanico della gravità;

o avampiede formato da scafoide (navicolare),

cuboide, 3 cuneiformi (definiti anche

133
mesopiede; il mesopiede più il retropiede

forma il tarso), 5 raggi metatarsali (metatarso) e le falangi delle 5 dita; funge da


“adattatore e reattore”.

Il piede, nel suo ruolo di “base antigravitaria”, in un primo tempo prende contatto con
la superficie di appoggio adattandosi ad essa rilasciandosi, successivamente si 139

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA irrigidisce, divenendo una leva


per “respingere” la superficie stessa. Il piede deve quindi alternare la condizione di
rilasciamento con la condizione d’irrigidimento.

L’alternanza di lassità-rigidità giustifica l’analogia con l’elica a passo variabile.


Retropiede e avampiede si dispongono infatti in piani che si intersecano in modo
variabile. Nella condizione ideale, il retropiede è disposto verticalmente e l’avampiede
orizzontalmente (su una superficie di appoggio orizzontale).

A piede sotto carico la torsione tra retropiede e avampiede, si attenua nel rilassamento
(il piede diviene una piattaforma modellabile) e si accentua nell’irrigidimento (il piede
diviene una leva). La disposizione ad arco è in realtà apparente essendo espressione del
grado di avvolgimento dell’elica podalica. Il piede quindi non ha il significato di un
arco o volta reale ma apparente, che si alza durante l’avvolgimento e si abbassa durante
lo svolgimento dell’elica.

L’avvolgimento dell’elica, con la conseguente accentuazione dell’apparente


disposizione ad arco, corrisponde al suo irrigidimento. Lo svolgimento dell’elica, con
conseguente attenuazione dell’arco apparente, è il rilasciamento.

La torsione, l’avvolgimento, dell’elica podalica è connessa alla rotazione esterna dei


segmenti sovrapodalici (gamba e femore). L’astragalo ruotando all’esterno
solidalmente con le ossa della gamba, sale sul calcagno chiudendo in tal modo
l’articolazione medio-tarsica; il retropiede si verticalizza.

L’avampiede aderente tenacemente al suolo, reagisce alle forze torcenti applicate sul
retropiede; il piede è quindi irrigidito. Viceversa avviene nel rilasciamento dell’elica
podalica che è associato alla rotazione interna dell’arto inferiore.

L’astragalo (talus ) è un osso con cui non prende rapporto diretto nessun muscolo
(non presenta inserzioni muscolari), 140

134
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

si muove a seguito delle forze trasmesse dalle ossa adiacenti. L’astragalo è un osso del
piede in quanto è solidarizzato al calcagno e allo scafoide (navicolare) nelle rotazioni
sul piano sagittale (flesso-estensione) ed è osso della gamba in quanto è solidarizzato
con la tibia e il perone, tramite la pinza bimalleolare, nelle rotazioni dei segmenti
sovrapodalici sul piano trasverso (intra-extrarotazioni).

Tali rotazioni sul piano frontale (a livello podalico) e sul piano trasverso (a livello degli
arti inferiori e del tronco) avvengono costantemente in statica (che in realtà è un caso
specifico di deambulazione) e, ancor più, nella deambulazione propriamente detta.

Il ciclo della deambulazione , è compreso fra i due appoggi calcaneari dello stesso
piede ed è costituito da una fase oscillante, ossia non comportante sostegno del corpo,
che si verifica tra il distacco delle dita dal suolo e il successivo l’appoggio del tallone
dello stesso piede (corrisponde a ca. il 40% del ciclo completo), e la fase portante
(occupante ca. il restante 60% del ciclo).

La fase portante è suddivisibile in:

A) Appoggio calcaneare (ricezione)

Al contatto del calcagno con la superficie di appoggio (ricezione), l’elica si rilascia per
consentire la lassità del 141

135
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

piede atta ad ammortizzare il peso del corpo e ad adattarsi alla superficie stessa. A tal
fine l’arto inferiore ruota internamente, l’astragalo, ad esso solidale, ruota quindi
anch’esso internamente (supinando), il calcagno prona, ruotando esternamente.
L’assunzione del peso da parte del piede è graduale ed è massima nel momento in cui
la linea gravitaria cade nel centro della superficie podalica.

B) Appoggio totale (contatto)

Quando tutta la superficie plantare è a contatto con la superficie, la rotazione interna


dell’arto si trasforma bruscamente in rotazione esterna. Ciò fa scattare il meccanismo
che ha come sede l’articolazione sotto-astragalica.

Seguendo la rotazione dell’arto, l’astragalo ruota sul piano trasverso esternamente (per
circa 12° mediamente) pronando e risalendo al di sopra del calcagno

(allontanandosi dal legamento calcaneo-scafoideo-plantare).

A sua volta il calcagno ruota internamente, supinando attorno all’asse di compromesso


(asse “momentaneo”

attorno al quale avviene il processo di prono-supinazione dell’a: il retropiede si


verticalizza tramite l’avvitamento reciproco astragalo-calcaneare. Il cuboide,
tenacemente collegato al calcagno, migra plantarmente assumendo “sulle 142

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA sue spalle” la serie dei


cuneiformi. L’avampiede si dispone in contrasto rotatorio con il retropiede per la
reazione al suolo.

Si ha così l’avvolgimento dell’elica podalica e il conseguente

“inarcamento” del piede: l’articolazione medio-tarsica è bloccata e si ha il


contemporaneo passaggio del peso sul IV

e V metatarso per eversione dell’avampiede non ancora rigido. Il muscolo peroniero


lungo (lungo peroneo) richiama a contatto col suolo la testa del I metatarso eseguendo
un lavoro di stabilizzazione facendo si che il peso sia ora distribuito su tutte le teste
metatarsali (ventaglio metatarsale); il piede si trasforma da elica in rigida “barra di
leva”.

C) Appoggio digitale (propulsione)

Il calcagno si solleva dal terreno. Le dita dopo essersi adattate tenacemente alla
superficie di appoggio si flettono dorsalmente. Ciò fa sì che la aponeurosi plantare si
accorcia tendendosi di circa 1 cm (le digitazioni dell’aponeurosi plantare raggiungono
le falangi basali corrispondenti, connettendosi al periostio, nei segmenti adiacenti alle
136
articolazioni) innescando il meccanismo dell’argano che completa la coesione
intrapodalica.

Il centro di gravità del corpo migra ventralmente e il corpo si avvia a cadere in avanti.
L’intervento del controllo muscolare, in particolare del muscolo tricipite surale,
formato da gastrocnemio e soleo (oltre al tibiale anteriore, tibiale posteriore, peroneo
lungo e flessori dorsali) e il tempestivo contatto controlaterale, esercitano azione da
freno.

Nella fase propulsiva le forze intrinseche agenti sul piede sono pari a 3-4 volte il peso
del corpo. In situazione di corretta fisiologia il piede si comporta a elica in modo tale
che la proiezione a terra del baricentro corporeo resti perlopiù centrata ossia passi
lungo il proprio asse, che corrisponde all’incirca all’asse podalico, asse passante
centralmente al retropiede e al centro tra II e III dito (Paparella Treccia 1978, Pacini
2000).

Quando il ginocchio è in flessione sono possibili movimenti 143

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA della gamba sia in lateralità (di 1-
2 cm alla caviglia) che in rotazione assiale (rotazione esterna di 5°).

Ciò risulta necessario per consentire un ottimale appoggio del piede in rapporto
all’irregolarità del terreno. In estensione completa invece il ginocchio, essendo
sottoposto a importanti forze di carico, presenta, in condizioni fisiologiche, una grande
stabilità; si verifica pertanto un blocco articolare che solidarizza la tibia al femore.

Pertanto, in condizione di flessione, il ginocchio è in grado di

“filtrare” le rotazioni del piede e della gamba mentre, quando esso è completamente
esteso, tali rotazioni si trasferiscono integralmente al femore influenzando di
conseguenza il cingolo pelvico (in particolare, l’articolazione coxo-femorale e
l’articolazione astragalo-scafoidea sono analogamente strutturate e
corrispondentemente disposte).

La rotazione del femore sul piano trasverso comporta una spinta meccanica da parte
della superficie articolare del collo femorale sull’acetabolo, la messa in tensione di
determinati legamenti dell’anca e lo spostamento dei baricentri degli emisomi (centri di
pressione).

Così, ad esempio, una intrarotazione del femore può passivamente determinare


un’iniziale anteversione (anterior tilt) dell’emibacino corrispondente e, in seguito alla
messa in tensione dei legamenti posteriori (legamento ischio-femorale) e dello
spostamento anteriore del baricentro dell’emisoma corrispondente, una rotazione del
bacino che segue quella del femore.

137
Viceversa, una extrarotazione del femore può indurre retroversione dell’emibacino
omolaterale seguita da una corrispondente rotazione del bacino per tensione dei potenti
legamenti anteriori (in particolare il fascio superiore del legamento ileo-femorale,
denominato l’ileo-pretrocanterico, e il pubo-femorale) e spostamento posteriore del
baricentro dell’emisoma relativo.

144

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

La struttura legamentosa e ossea delle vertebre nonché le caratteristiche di “energy


converter” del disco intervertebrale fanno si che sulla colonna vertebrale agisca una
“coppia di forze”.

138
Ciò corrisponde al primordiale e primario bisogno del rachide di ruotare le pelvi
nell’atto della locomozione (Gracovetsky, 145

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA 1988). Pertanto la flessione


laterale del tratto lombare si associa sempre a una rotazione vertebrale e viceversa
(White & Panjabi, 1978).

La modesta capacità di rotazione del tratto lombare (5°, Kapandji 2002) “impone”
l’utilizzo di parte del dorso (in grado ruotare per circa 30°, Kapandji 2002), ad
esempio, durante la deambulazione.

Affinché però lo sguardo possa dirigersi sempre verso l’orizzonte a livello delle spalle
e del tratto dorsale superiore (da D8 in su) necessita una contro-rotazione e una
flessione laterale opposta (rispetto al tratto rachideo inferiore e al bacino).

L’atteggiamento scoliotico dell’elica rachidea così come quello del piede piatto (elica
podalica svolta) e valgo (elica podalica avvolta) rappresentano quindi fenomeni
fisiologici transitori tra loro connessi e divengono patologici solo quando si
manifestano in maniera stabile.

Nel contesto della biomeccanica e della patomeccanica, si evidenzia quindi un robusto


ponte che connette il piede ai segmenti corporei soprastanti sino a raggiungere
potenzialmente le articolazioni cervico-occipitale temporo-mandibolari e viceversa,
interessando tramite la rete di tensegrità mio-connettivale l’intero organismo.

Ora qui sotto ti lascio degli esercizi per i vari “fratelli della postura”. Ovviamente sono
generici. Per informazioni più specifiche in fondo al libro trovi i miei riferimenti.

Esercizi per gli occhi

Ti lascio due esercizi di visual training. Questa metodologia è molto efficace, per chi
vuole svolgere un’ottima rieducazione oculare.

Primo esercizio

Chiudiamo gli occhi e li avviciniamo a una fonte di calore (sole, lampada), rimaniamo
rilassati così per almeno 5

minuti. L’effetto è di vasodilatazione localizzata agli occhi e 146

139
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

rilassamento dei muscoli e nervi, dovuto al calore.

Secondo esercizio

Riempiamo le mani a cucchiaio di acqua fredda, la portiamo a 5 cm dagli occhi chiusi e


la lanciamo contro, senza violenza ma con un movimento netto. Tonifichiamo così gli
occhi e i tessuti. Ci asciughiamo gli occhi con un asciugamano vigorosamente per 30
secondi.

Per chi lavora molto al computer o guarda molto lo smartphone suggerisco questi
occhiali. Si chiamano occhiali stenopeici. Li uso spesso anche per rieducare la mia
vista.

Ti lascio il link qui sotto se li vuoi acquistare:

https://amzn.to/3aGBPSp

Esercizi per la mandibola

Esercizi di rilassamento

Il dolore alla mandibola o all’articolazione temporo-mandibolare, è spesso il risultato


di stress da produzione di tensione. Semplici esercizi di rilassamento possono aiutare:

140
1. 1 - Inspirare lentamente, permettendo allo stomaco piuttosto che al petto di
espandersi. Espirare

lentamente per la stessa durata della precedente inspirazione. Ripeti 5-10 volte.

147

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

2. 2 - Mentre sei seduto, o sdraiato in una posizione confortevolmente supportata, tendi


e rilascia tensione da ogni muscolo del tuo corpo. Inizia con i piedi e lavora verso l'alto
fino alla testa.

141
Esercizio per colonna

Questo è un esercizio molto potente del metodo Mezier.

Metodo molto efficace.

Esercizio per il bacino

Questo esercizio associalo alla respirazione diaframmatica.

L’ombelico dovrebbe puntare verso il letto. Il mento leggermente verso lo sterno.

148

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

142
Esercizio per il piede

Prendi una pallina da tennis e facendo una leggera pressione, ruotala su tutto il piede.

Ergonomia

Una materia che molte volte illustro ai miei clienti è l’ergonomia.

Cos'è e cosa s’intende per ergonomia?

L'ergonomia è una scienza, che si occupa delle interazioni che l'uomo ha con gli
ambienti esterni a cui si interfaccia. In parole povere, l'ergonomia studia la profondità
degli spazi, gli strumenti e le funzioni produttive che l'uomo ritrova negli ambienti
lavorativi e familiari.

Essa prevede, quindi, lo studio e la risoluzione dei problemi legati all'organizzazione e


allo spazio circostante del lavoratore, migliorando di conseguenza il comfort dello
stesso e quindi la postura. Molte spesso, solo migliorando l’ergonomia a lavoro e in
casa, si abbassa decisamente lo stress psico-fisico che tali ambienti provocano.

149

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Perché queste due materie sono
così importanti e correlate tra di loro?

La postura e l'ergonomia, quando si tratta di ambienti lavorativi, vanno di pari passo.

Questo perché l'ergonomia, cura le postazioni di lavoro dell'individuo, e fornisce utili


informazioni al fine di non avvertire stress e dolori posturali, alla fine di una giornata
lavorativa.

Per intenderci, la postura è importante soprattutto quando si è in ufficio, o in qualsiasi


altro ambiente lavorativo, perché essa ne definisce la salute stessa delle nostre
articolazioni e della nostra schiena, in base al modo in cui ci approcciamo al nostro
spazio lavorativo.

È risaputo che stare in ufficio in una posizione sbagliata, mentre si scrive al computer,
può comportare dolori e disagi a lungo termine (es. disfunzioni posturali, dolore agli
occhi, stanchezza) che se non curati, possono davvero distruggerci la schiena.

Qual è il miglior modo, quindi, per scongiurare questo tipo di problema?

Innanzitutto, bisogna migliorare la postura quando si è seduti in ufficio sulla propria


sedia. Spesso adottiamo posture sbagliate ma inconsciamente ''comode''.

Bisognerebbe quindi migliorare la propria postura, stando attenti al modo in cui ci


sediamo dinanzi alla scrivania.

143
Il piano di lavoro stesso, dovrebbe rispecchiare un'altezza tale che possa permetterci di
poggiare i gomiti e gli avambracci sulla scrivania, così da facilitare il mantenimento di
una postura adeguata (spalle rilassate e schiena dritta).

Esiste un sensore che ti può aiutare a migliorare la tua postura senza bisogno di
faticare:

150

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

In alcuni casi con problematiche di una certa entità l’ho suggerito ai miei clienti e ne
hanno avuto ottimi benefici.

L’Upright Go è un sensore che si indossa senza imbracatura. Misura 55,25 x 33,16 x


11,62 mm e pesa 12

grammi. Va posizionato direttamente sulla pelle, dietro la schiena, mediante un


adesivo.

Il dispositivo si collegherà all’app per iOS/Android e registrerà i movimenti della


schiena . Se la nostra postura è errata emetterà una vibrazione, invitandoci a
correggerla.
144
Sull’app sarà possibile leggere le indicazioni per evitare gli errori.

Ecco il link per acquistarlo: https://amzn.to/32QvAXM

Come trattare la propria postura a lavoro?

La postura, mentre si è in ufficio o davanti al pc, è direttamente collegata, alla sedia


che si usa.

La sedia dovrebbe avere uno spazio sufficiente, da sostenere interamente i glutei,


permettendo alle gambe, di acquisire una posizione naturale e con i piedi ben piantati al
pavimento.

Lo schienale della sedia, inoltre, deve essere posizionato adeguatamente così che la
nostra schiena, possa poggiarsi 151

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

in posizione eretta ed evitare posizioni innaturali.

Inoltre quando si è davanti al pc bisogna, come detto in precedenza, assicurarsi che gli
avambracci e i gomiti, possano poggiarsi sopra la scrivania stessa, in modo da garantire
una postura naturale.

Ogni quarantacinque minuti, ricordati di alzarti dalla sedia e svolgere degli


esercizi di stretching.

Qui di seguito un'immagine che ti aiuterà a capire qual è la postura corretta da


assumere a lavoro:

Come trattare la postura a casa?

145
A casa la postura va egualmente curata, perché spesso tendiamo a rilassarci in
posizioni scorrette seppur non ne siamo a conoscenza.

Ad esempio: dopo una giornata di lavoro, ci si riposa sul divano o soprattutto sul letto.

Innanzitutto bisogna iniziare a capire che non bisogna

''avvallarsi'' sul divano di casa, bensì sedersi dritti e assicurarsi che la zona lombare sia
perfettamente posizionata.

Perciò, quando ci si accomoda, bisogna tener conto che 152

146
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

glutei, schiena e spalle devono aderire perfettamente al divano stesso.

Quindi, al prossimo rientro dopo una giornata di lavoro, provate a sedervi in maniera
corretta e vedrete sin da subito i benefici.

Esercizi che puoi svolgere in ufficio per salvarti la schiena

Un esercizio efficace per salvaguardarsi la colonna vertebrale, è quello di spostare la


propria schiena a sinistra della sedia assieme al collo. Resta in posizione per almeno
trenta secondi e fai la stessa cosa a destra.

Ripeti questo esercizio per quattro volte, quindi due volte a 153

147
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

lato, e riuscirai a dare un piccolo sollievo alla tua schiena.

Ricorda, però, di prestare particolare attenzione alla respirazione.

Inoltre, potresti optare per un altro esercizio. Unisci le mani e distendile al di sopra
della testa, inclina lentamente il busto a destra e successivamente a sinistra. Ripeti
l’esercizio per almeno 3 volte al giorno fino a quanto riterrai più opportuno.

Allenamento a casa

A casa, invece, potresti eseguire questo esercizio. Ricorda di farlo con calma
associando la respirazione. Inspira ed espira contando fino sempre fino a venti.

Lombari a terra

I lombari a terra sono un esercizio molto utile per la propria schiena. Non dovrai far
altro che poggiarti a terra, con un adeguato tappetino, e sollevare braccia e gambe

leggermente dal pavimento, mantenendole sostenute a mezz'aria.

154

148
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

L'esercizio può essere svolto anche soltanto con l'aiuto delle braccia, sollevando testa,
busto e collo da terra, mentre la parte inferiore resta immobile. Ripetere questo
esercizio per tre volte, controllando sempre la respirazione.

Bridge

Il bridge,''ponte'' in inglese, è un esercizio utile per chi soffre di mal di schiena. Aiuta
ad attutire il dolore alla zona lombare. Il nome, bridge, non è un caso, difatti la
posizione assunta ricorda molto un ponte.

Bisogna posizionarsi a terra, sul tappetino, a pancia in su' e tenere le ginocchia allineate
alle caviglie. Assicurati di tenere gli addominali contratti ed il bacino il più
possibilmente attaccato a terra. In seguito solleva i fianchi, stringendo i glutei, da terra
e ripeti questo esercizio per tre volte.

Esercizi specifici

1) Siediti sul pavimento e incrocia le gambe, facendo attenzione a tenere la schiena


dritta. Abbraccia il busto e porta la testa leggermente in avanti. Allungati poi in avanti
lentamente e tieni questa posizione per dieci secondi. Ripeti questo esercizio per tre
volte.

155

149
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

2) Sistemati a quattro zampe sul pavimento con i gomiti appoggiati a terra ed


accucciati con la schiena. Resta in questa posizione quanto più possibile.

150
3) Inizia stendendoti a pancia in su' su un tappetino adatto. In seguito, piega le
ginocchia e con l’aiuto delle mani, porta le ginocchia in avanti.

Inspirando ed espirando dal naso gonfiando

l'addome, ritorna alla posizione iniziale. Ripeti questo esercizio almeno dieci volte.

156

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Occhio all'auto!

In auto, quando stiamo guidando o semplicemente siamo fermi nel traffico, bisogna
prestare attenzione alla propria postura e al modo in cui il nostro sedile è posizionato.

Quando entri in auto, infatti, è preferibile assumere una posizione eretta e non
eccessivamente rilassata (vale a dire una posizione con la schiena e il busto staccati
dallo schienale del sedile).

Se possibile, per stare più comodi e raddrizzarsi, potresti tirare la levetta del sedile in
modo tale da avere più spazio per posizionare le gambe, in maniera naturale e i piedi
ben saldi sui pedali.

157

151
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Attenzione, però, se dovessi
accorgerti che i piedi toccano a malapena i pedali stessi, meglio spingersi un po' più
avanti, così da poter avere una maggiore sicurezza e non incorrere in malaugurati
incidenti.

Il poggiatesta, inoltre, bisogna regolarlo ai fini di avere la testa appoggiata


comodamente a quest'ultimo, non staccata né sporta troppo in avanti.

Attrezzi per migliorare la postura da casa e allungare la colonna vertebrale

Con l’andare del tempo, la nostra colonna vertebrale tende ad accorciarsi e i dischi, che
come abbiamo visto son fatti di cartilagine, tendono a rompersi. Specialmente se si
svolgono lavori pesanti o sport senza le dovute precauzioni.

Ora ti propongo degli attrezzi che puoi prendere e tenere in casa e che ti aiuteranno a
migliorare la postura e a non rovinarti la colonna vertebrale. Sono attrezzature che
suggerisco da anni e molti clienti le trovano efficaci, sia come prevenzione che come
cura. Se li acquisti, ti avverto di leggere bene le istruzioni.

Allungatore lombare

Particolarmente adatto per chi soffre di mal di schiena, oppure per chi ha già ernie al
disco in atto.

o Perfetto per alleviare la schiena, allineamento della colonna vertebrale, allungamento

lombare.

o Design multi-livello con 3 impostazioni arco

regolabile. La leva scorrevole è sollevabile e

facile da premere e bloccare. Scegli il livello

diverso liberamente dal tuo arco adatto, ti fa

sentire molto a tuo agio.

o Design ergonomico, non solo può essere

utilizzato come barella per il mal di schiena, ma può anche essere utilizzato come
cuscino di

158

152
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

supporto lombare e tappetino addominale per

tutti gli allenamenti di movimento. Indossare

sul divano o sulla sedia, la forma e le

dimensioni supportano completamente la zona

lombare con un semplice funzionamento.

o Un modo semplice per allungare delicatamente

tutta la schiena.

o Quando si è sdraiati sulla barra lombare, la

gravità permette alla parte anteriore del corpo

di allungarsi senza sforzo e i muscoli

circostanti iniziano a rilassarsi, decomprimendo delicatamente i dischi delle vertebre,

riallineando la colonna vertebrale, alleviando la tensione.

Ecco il link per l’acquisto: https://amzn.to/3dPt3U4

Backlounge

Ti basta un solo allenamento per agire su tutti muscoli. Inizia ad usare Backlounge in
pochi secondi: la panca si apre con un paio di semplici movimenti, ed altrettanto
velocemente è possibile riporla. Questa incredibile panca ad inversione è ideale per
l’allenamento di schiena, busto, addominali e gambe.

C’è l’ho nel mio studio e la uso tutti i giorni per la mia 159

153
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

schiena.

Allungatore cervicale

Particolarmente adatto, per chi ha problemi di cervicalgia, mal di testa o ernie al disco
cervicali. Da utilizzare all’inizio con molta cautela.

Basta applicarlo per dieci minuti al giorno e troverai grandi benefici.

154
Ecco il link per l’acquisto: https://amzn.to/32Nxpov

Plantari

160

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Ho inserito questo breve estratto sui plantari, perché molti miei clienti, mi chiedono se
possano aiutare la postura. I plantari sono un presidio medico, che permette di
modificare i rapporti articolari del piede, per ottenere un equilibrio sia durante un
movimento statico che dinamico. Funzionano se sono accompagnati da sedute di
rieducazione posturale chiropratica. Altrimenti risultano inefficaci e alle volte dannosi.

Per i bimbi, in particolare, bisognerebbe fare un discorso a parte. Infatti, a mio avviso
andrebbero suggeriti solo in casi gravi e in associazione a trattamenti osteopatici
specifici.

I plantari quindi, sono un ottimo aiuto, per coloro che, hanno bisogno di riacquistare un
determinato equilibrio. Ma sempre sotto la guida di un chiropratico.

Dopo molti anni di lavoro, posso tranquillamente affermare che solo con l’aiuto del
plantare, non ci si può aspettare che si risolvano da soli, gravi danni alla colonna
vertebrale.

Vanno associati ad esercizi mirati di stretching e alcune sedute osteopatiche o


chiropratiche, previa una bella analisi della postura.

Qui di seguito ti suggerisco un “supporto ” di nuova generazione, che non fa da


sostituto del plantare classico.

Ma lo trovo molto efficace come prevenzione di molte patologie muscolo-scheletriche.


Io stesso, lo utilizzo da molto tempo.

Il dispositivo aura activator, ideato e prodotto in Italia e 161

155
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

coperto da brevetto internazionale, è il frutto di una ricerca pluriennale in campo


medico, chimico-fisico e fisioterapico.

Il dispositivo Aura Activator, è un riequilibratore energetico che, grazie alla sua


composizione, emette un'onda energetica (biocompatibile ed esente da
controindicazioni) che consente di ottenere vari effetti benefici sull'organismo.

È il principale risultato di anni di studio, di pratica e di test su atleti di diverse età,


sesso e condizione atletica.

Attraverso il contatto diretto o indiretto con qualsiasi corpo vivente, il dispositivo


agisce in modo significativo sull’equilibrio statico/dinamico, migliorando il benessere,
le prestazioni atletiche e la capacità di recupero.

Aura Activator

o non è un dispositivo elettromedicale

o non è un farmaco

L'onda energetica emessa da aura activator, è in grado di rompere le macromolecole


acquee che, a causa delle loro dimensioni, rallentano l'interscambio cellulare di liquidi
nei tessuti, l'apporto di sostanze nutritive, l'eliminazione delle scorie.

L'acqua è in grado di interagire più velocemente ed efficacemente con le cellule,


migliorandone l'idratazione e riducendo l'affaticamento dell'organismo umano.

156
162

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA L'effetto prodotto dall'onda


energetica emessa da Aura Activator, si traduce in pochi secondi in un immediato
beneficio sull'organismo in generale, sulla qualità dei gesti atletici, sui tempi/modalità
delle prestazioni fisiche, sullo svolgimento della vita quotidiana.

Gli effetti benefici in termini di performance sono: o Maggior forza

o Incremento della resistenza

o Più equilibrio

o Miglior rendimento muscolare

o Meno fatica fisica

o Diminuzione del dolore durante/dopo l'attività fisica o sportiva

o Prevenzione dei rischi di incidenti muscolari/articolari o Aiuto nel prevenire


problemi legati ai movimenti restrittivi e ripetitivi

Perchè la suoletta?

Per l'utilizzo intensivo nel corso della giornata, per sfruttare i principi della
riflessologia plantare, per la facilità di utilizzo da parte dell'utente, per le potenzialità di
acquisto del cliente.

La suoletta Atmos.

La tecnologia Aura Activator, ha studiato nuovi tipi di suolette che, tramite un


particolare disegno anatomico, fornisce una stimolazione plantare in corrispondenza a
tre principali organi del corpo: Cuore, Fegato e Polmoni e incrementano e migliorano
le prestazioni quotidiane dell'individuo.

Dedicata a tutti coloro che vogliono usufruire appieno dei vantaggi offerti dalla
tecnologia aura activator senza rinunciare al comfort offerto dal proprio plantare,
atmos, sviluppata con una tecnica sandwich e di spessore minimo (1.5 mm), è infatti
facilmente inseribile al di sotto del plantare esistente in ogni tipologia di calzatura.

163

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Può essere tranquillamente lavata


a mano e in lavatrice con una temperatura massima di 50ůtilizzando detergenti neutri.

Che cos’è la soletta Aura®?

157
È un dispositivo, ideato e prodotto in Italia, che funge da riequilibratore energetico per
migliorare il metabolismo cellulare.

Che cosa significa “riequlibratore energetico”?

Il corpo umano è regolato da un sistema di energie (biocampo). Questi flussi di energia


influenzano l’efficienza fisica e il benessere complessivo dell’organismo. Il dispositivo
è in grado di ottimizzare e rafforzare il biocampo.

Quali benefici comporta?

Ottimizzando il biocampo, Aura Activator porta immediati benefici a chi lo utilizza. In


particolare, il rendimento muscolare aumenta in termini di forza, resistenza, recupero,
equilibrio, gamma e flessibilità dei movimenti.

A chi serve?

Aura Activator® è indicato per qualsiasi persona e per qualsiasi tipo di attività fisica e
soprattutto per gli sport che richiedono forza, resistenza, equilibrio e precisione. I suoi
benefici hanno possibili applicazioni mediche e nelle attività quotidiane, contribuendo
a uno stato generale di miglior benessere.

Come funziona?

Grazie alla sua composizione, il dispositivo emette un’onda energetica a bassa


frequenza, biocompatibile e senza alcuna controindicazione, che interagisce con il
biocampo e lo ottimizza. L’attivazione cellulare avviene istantaneamente.

Che cosa succede nelle cellule?

Il funzionamento delle cellule dipende dalle aperture (porte fotovoltaiche) tra la cellula
e il liquido che la circonda.

Queste porte possono essere ostruite da gruppi troppo 164

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA grandi di molecole d’acqua


(cluster). Per liberarle è necessario rompere questi cluster.

Come si rompono i cluster?

I cluster vengono rotti dall’onda emessa dal dispositivo Aura Activator®. Questa
energia agisce in maniera non distruttiva sulle molecole d’acqua e le separa, rendendo
più fluido ed efficiente lo scambio di sostanze tra la cellula e l’esterno. Un migliore
funzionamento delle cellule porta a un miglior funzionamento dei tessuti, e dunque a
migliori prestazioni muscolari.

Ricapitolando

158
Rompendo i cluster a livello molecolare, il dispositivo Aura Activator® migliora lo
scambio di sostanze tra la cellula e l’esterno. Un migliore funzionamento delle cellule
porta a un miglior funzionamento dei tessuti, e dunque a migliori prestazioni
muscolari.

Qual è lo spirito del progetto?

Il dispositivo non è soltanto il risultato di un’innovazione tecnologica. Al di là della


portata medico-scientifica del progetto, uno dei suoi obiettivi fondamentali è il
contributo a uno sport più sano, più pulito e più etico.

Modalità d'uso: Inserire la soletta all'interno della scarpa, se necessario togliere la


soletta originale della calzatura.

Chiamami per maggiori informazioni al 3384090012.

165

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Nono capitolo

Vinci il mal di schiena con la

Mindfulness

Alcuni anni fa, per curiosità, mi iscrissi a un corso di Mindfulness. Ero molto scettico
all’inizio, ma poi ho scoperto che questa pratica, può essere un toccasana, non solo per
i nostri muscoli, ma anche per la nostra mente.

Qui ti presento una sintesi di che cos’è la Mindfulness, e del suo impatto sul mal di
schiena.

I benefici sono molteplici sia per la professione, ma anche per la vita personale.

Cosa s’intende per Mindfulness?

È una parola anglosassone, che vuol dire consapevolezza ma in un senso particolare.


Non è facile descriverlo a parole perché si riferisce prima di tutto a un’esperienza
diretta.

Tra le possibili descrizioni è diventata “classica” quella di Jon Kabat-Zinn, uno dei
pionieri di questo approccio.

“Mindfulness significa prestare attenzione, ma in un modo particolare: a) con


intenzione, b) al momento presente, c) in modo non giudicante”. Si può descriverla
anche come di un modo per coltivare una più piena presenza all’esperienza del
momento, al qui e ora.

159
Che relazione ha la Mindfulness con la meditazione?

In effetti, l’approccio della Mindfulness deriva ed è basato sulla meditazione di


consapevolezza – una delle principali tradizioni meditative del buddhismo classico – e
consiste proprio nel proporre un livello introduttivo, iniziale di pratica 166

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

di meditazione che sia adatto a contesti quotidiani, all’esperienza di vita normale che
sperimentiamo tutti i giorni.

In sintesi un approccio che possa aiutarci a metterci in una diversa relazione col
disagio, che prima o dopo, in un modo o nell’altro, tutti verifichiamo.

Cosa non è la Mindfulness?

Non è una tecnica di rilassamento. Non è un modo per entrare in qualche forma di
trance, né per svuotare la mente e raggiungere il “vuoto”. Non è una modalità per
garantirsi un facile benessere psicofisico (che non esiste).

Non è una sorta di “spa emozionale”. Non è una forma di

160
“buonismo” che ci spinge ad accettare tutto, ad accogliere acriticamente quello che ci
accade, ad essere passivi nel nome “dell’accettazione”.

Cos’è l’approccio della Mindfulness?

È un approccio che parte dall’attenzione e dal modo in cui utilizziamo la nostra mente.
L’approccio è molto semplice ma molto potente ed efficace.

La mindfulness ci dà una capacità progressiva di maggiore presenza al qui e ora ci apre


a esperienze inaspettate, alla ricchezza del momento presente, alla pienezza del vivere.

167

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Ci restituisce la pienezza


dell’esperienza che comprende necessariamente anche il suo lato “negativo”: il disagio,
la sofferenza, il dolore. E qui si gioca uno degli aspetti più interessanti di questo
approccio che ci chiede e ci insegna a non respingere e a non negare questa
dimensione, ma a farne motivo di crescita e persino di creatività.

Questo è l’aspetto a cui si riferisce la parola

“accettazione/accoglienza”

Un lavoro mentale per certi aspetti controcorrente.

Il lato negativo della vita non possiamo evitarlo e allora la prospettiva della
consapevolezza (Mindfulness) ci offre una possibilità a prima vista strana, contro
intuitiva, forse assurda: entrare in relazione più diretta con il disagio e la sofferenza,
imparare a rivolgere piena attenzione, a fare spazio anche a quello che non ci piace, che
non vorremmo o che ci fa soffrire.

In questo senso è un lavoro “contro natura”, un andare

“controcorrente”, perché la tendenza automatica, istintiva che abbiamo è fare


esattamente l’opposto.

Se lo sperimentiamo, allora possiamo scoprire che in questa

“mossa” apparentemente incomprensibile troviamo una possibilità sorprendente di fare


spazio, di lasciar essere e quindi di essere meno condizionati, meno oppressi anche
dalle condizioni che ci portano disagio.

E, paradossalmente, facendo questo ci mettiamo nelle migliori condizioni possibili per


trovare, quando ci sono, le vie e i modi più efficaci per gestire o risolvere le cause di
sofferenza.

Dove è stato applicato soprattutto l’approccio della Mindfulness?

161
Non stupisce che le applicazioni primarie siano state e ancora rimangono in area
clinica: il lavoro pionieristico 168

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

trentennale di Jon Kabat-Zinn, professore di medicina presso la University of


Massachusetts ha avuto un larghissimo seguito sia nell’ambito della medicina che in
ambito psicoterapeutico.

Il perno delle applicazioni consiste nel potere liberatorio della consapevolezza. Più
recentemente tuttavia le applicazioni si sono estese all’ambito educativo e
organizzativo come proposta di un vero e proprio stile di vita più salutare e più
consapevole.

Mindfulness e ricerca scientifica

Una caratteristica di fondo dell’approccio della Mindfulness è lo strettissimo legame


organico con il pensiero scientifico e la ricerca: è nato infatti a partire da personaggi
che sono scienziati, ricercatori, clinici e da subito si è sviluppata tanto sul campo, nella
sperimentazione pratica, quanto a partire da scientifiche ricerche rigorose che cercano
di verificarne l’effettiva efficacia e i meccanismi di funzionamento.

Oggi la ricerca sui vari temi legati alla prospettiva della mindfulness è un’area molto
“hot” della scienza e in espansione esponenziale, con diverse centinaia di articoli di
ricerca pubblicati ogni anno sulle principali riviste scientifiche di settore.

162
169

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Mal di schiena e Mindfulness

I dolori muscolo-scheletrici , come il mal di schiena, le lombosciatalgie o i dolori


muscolo-scheletrici, possono condizionare la qualità della vita e compromettere la
capacità di lavorare, le relazioni personali, persino il sonno e il riposo.

Sappiamo bene che convivere con il dolore può essere davvero difficile e che è
importante intervenire fin da subito, in modo informato e consapevole, per affrontare il
dolore e ridurre il suo impatto negativo su lavoro, famiglia e vita sociale.

Chiedere l’aiuto e il consiglio di esperti come il medico e il farmacista è il primo passo


per intervenire sul dolore. Inoltre esiste un mezzo che può aiutarci ad affrontare il
dolore fisico attraverso un cammino di consapevolezza : la Mindfulness.

Una tecnica basata sul potere della mente per conquistare il benessere.

Accetta il dolore

Non ci crederai mai, ma cercare di evitare il dolore, significa amplificarlo in modo


esponenziale. Quando sulla nostra strada incontriamo il dolore muscolo-scheletrico ,
ci viene naturale identificarlo con la sofferenza, ma è solo quando impariamo a
percepirlo consapevolmente che ci accorgiamo che la sofferenza è solo una delle tante
risposte.

Usa la mente contro il dolore

Il nostro corpo sarà anche una macchina (quasi) perfetta, ma il nostro fisico non
funziona in modo solo organico, ma anche funzionale, per cui il dolore è sempre un
problema psicofisico.

Cosa significa questo?

In parole semplici, gli impulsi sensoriali sfrecciano attraverso le fibre nervose e


raggiungono il cervello , è in questa sede che vengono registrati come dolore .

170

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Ecco perché siamo in grado di


affermare che sono le funzioni cognitive ed emotive che condizionano la percezione
del dolore .

La buona notizia è che possiamo intervenire e utilizzare la mente per cercare di


modulare abilmente l'esperienza dolorosa. Naturalmente gli esercizi di mindfulness non
sostituiscono le cure, ma possono sicuramente aiutare a gestire meglio il dolore e la
sofferenza fisica.

163
I tre elementi del dolore

Gli esperti affermano che ogni male percepito dal nostro organismo è composto da tre
elementi : quello propriamente fisico , quello cognitivo, e cioè le preoccupazioni che
nascono in te dall'avere dolore, e infine quello emotivo che racchiude tutti gli stati
d'animo che accompagnano il dolore.

Cerchiamo di capire meglio: sensazioni come paura oppure ansia, sono stati emotivi
che sollecitano l'amigdala, la parte del cervello che si occupa di gestire le emozioni, la
quale, a sua volta, determina sensazioni dolorose a livello fisico .

Ecco innescato il circolo vizioso che rende il dolore un fenomeno auto-amplificante.

La Mindfulness può fare moltissimo

Ovviamente non sostituisce le cure mediche, ma le può aiutare in maniera enorme.


Secondo una ricerca condotta dall'Università dello Utah, la Mindfulness consentirebbe
di ridurre il male percepito fino al 70% nei pazienti affetti da dolore cronico.

Fidati della tua mente

E ora qualche semplice e pratico consiglio di Mindfulness che ti può essere utile
nell’affrontare quotidianamente il dolore muscolo-scheletrico.

Ascolta il tuo respire: l a respirazione profonda e controllata genera una risposta più
'tranquilla' del sistema nervoso parasimpatico. Gioca quindi con il respiro per 171

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA alleviare il male.

Esercitati ad immaginare : la visualizzazione guidata consiste nel vedere con la


mente una determinata situazione in modo diverso, ad esempio, potresti immaginare la
sparizione del dolore muscolo-scheletrico.

Funziona! Inoltre, prova a orientare i sensi verso altre parti del corpo e considera
l'idea di distogliere l'attenzione dalla zona sofferente. Infine un ultimo suggerimento:
impara a fidarti del potere della tua mente!

Ora ti lascio un esercizio che pratico anch’io tutti i giorni. Se ne vedi la necessità
rivolgiti presso un centro dove ci sia un esperto di questa pratica.

Puoi trovare molti video di pratica della Mindfulness su YouTube, oppure potresti
rivolgerti presso un centro accreditato della tua zona.

Esercizio di Mindfulness per il mal di schiena

Body Scan

164
La meditazione dell’esplorazione del corpo o Body Scan è, insieme alla meditazione
del respiro, una delle pratiche di base della Mindfulness.

Il Body Scan consiste nel portare l’attenzione al corpo, alle sensazioni che dai piedi
fino al capo esso ci dà, essa integra processi cognitivi ed emotivi e consente di riportare
quell’equilibrio tra corpo e mente fondamentale per il benessere dell’individuo. Ecco i
vari passaggi:

o Iniziate stendendovi in posizione supina in un luogo tranquillo. Stendi le braccia


lungo i fianchi e chiudi gli occhi.

o Porta consapevolezza al respiro e dedica ad esso qualche minuto. Prendete poi


consapevolezza del

172

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA contatto del vostro corpo con il
pavimento che vi dà sostegno. Rilassatevi e lasciatevi sostenere.

o Portate l’attenzione ai piedi, notate che sensazioni vi danno, se ci sono dolori o se


provate in

corrispondenza di essi emozioni piacevoli. Osservate per qualche secondo poi,


delicatamente, lasciate andare.

o Passate alle gambe. Chiedetevi ancora “cosa

sento?”. Percepite dolori, formicolii, prurito,

pulsazioni? Osservate tutte queste sensazioni senza giudicarle né trattenerle. Respirate


un po’ anche all’interno di questa parte del copro e passate oltre.

o Fate la stessa cosa per la zona pelvica e per il ventre.

Quali sensazioni provate? Osservatele senza

giudizio.

o Osservate il respiro, il suo percorso. Il modo in cui si abbassa e si alza il diaframma.


È un respiro

spontaneo e naturale. Cosa mi comunica il mio

respiro?

o Dedichiamo qualche minuto anche al collo e alle spalle: vi è qualche tensione?


Qualche fastidio?

165
Proviamo a distenderli con il respiro. Ricordiamoci che siamo osservatori, che non
vogliamo giudicare le nostre sensazioni ma solo osservarle e portare loro la nostra
attenzione.

o Lentamente portiamo l’attenzione al viso. La mascella è morbida o serrata? La lingua


e distesa? Come

percepite i muscoli sotto la pelle? Infine portate l’attenzione al capo.

È possibile che delle zone del vostro corpo non vi diano sensazioni. Non
preoccupatevi, notate l’assenza di sensazioni e passate oltre. Ricordatevi di darvi del
tempo per alzarvi e tornare alle vostre attività quotidiane. Sostate qualche minuto
seduti o semiseduti e poi lentamente alzatevi.

173

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Decimo Capitolo

Vinci il mal di schiena con la

prevenzione

ll mal di schiena, come detto più volte, è un problema molto diffuso. Una patologia dai
costi economici e sociali molto elevati. Conoscerne le cause di origine e le strategie per
combatterla é di fondamentale importanza sia in ambito preventivo che riabilitativo-
terapeutico .

Ogni persona che ha a cuore la salute della propria schiena dovrebbe quindi imparare a
riconoscere questa patologia, ad apprendere i fattori predisponenti e le regole per
un'adeguata prevenzione.

La lombalgia può quindi insorgere per cause diverse tra loro.

Analizzando tutte queste possibili situazioni si possono distinguere circa ottocento


cause di dolore alla bassa schiena.

Anche raggruppando tali fattori per caratteristiche comuni, vanno considerate almeno
trenta possibili cause di origine.

Ciò presuppone un intervento terapeutico diverso per ogni circostanza.

La prevenzione del mal di schiena, si basa su due livelli. Il primo stadio, o livello di
prevenzione primaria, è comune per tutti i tipi di lombalgia ed è basato
sull'acquisizione delle corrette abitudini di vita. In questo modo si combatte il mal di
schiena prima della sua comparsa.

166
La prevenzione secondaria si fonda invece su un intervento rieducativo che coinvolge
molte figure professionali come medici, terapisti della riabilitazione e laureati in
scienze 174

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA motorie.

Con tali interventi si cerca da un lato di ristabilire le condizioni precedenti al trauma e


dall'altro di allontanare il rischio di eventuali recidive tramite un programma educativo-
riabilitativo.

Prevenire il mal di schiena prima che compaia Il riposo notturno è uno dei principali
fattori che predispone l'individuo al mal di schiena.

Durante la notte la muscolatura vertebrale si contrae irrigidendosi. Ad una diminuzione


dell'elasticità si affianca anche una minore vascolarizzazione che a sua volta si traduce
in un ridotto rifornimento di ossigeno ai tessuti.

Come succede per il motore a scoppio anche il nostro corpo richiede la giusta quantità
di ossigeno per funzionare al meglio. Può così accadere che al risveglio si fatichi un po'
a mettersi in moto e che ciò causi il tipico dolore diffuso lungo tutta la zona lombare.

In molti casi bastano pochi minuti ed una doccia calda, per far riacquisire alle fibre
muscolari la loro naturale elasticità.

Nei casi meno fortunati, il semplice gesto di chinarsi per raccogliere un calzino può
invece causare pesanti contratture muscolari, come il temibile colpo della strega.

L'irrigidimento fisiologico durante il sonno è maggiormente legato a questioni


biomeccaniche indotte dalla posizione assunta che non al tipo di materasso utilizzato.

Di grande importanza resta la scelta delle reti, che dovranno essere abbastanza rigide e
di buona qualità. Minore importanza, viene invece attribuita al materasso che va
comunque scelto in base alle caratteristiche individuali (altezza e peso).

175

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Per prevenire il mal di schiena e


favorire il riposo notturno, il complesso formato da rete più materasso dovrà essere
compatto, ne troppo rigido ne troppo tenero. Ruotare periodicamente il materasso
impedisce che, si formino dei piccoli avvallamenti in corrispondenza dei punti in cui il
peso del corpo crea le maggiori pressioni.

Non esiste una posizione di riposo ideale per prevenire il mal di schiena. Essa va
adattata in base alle caratteristiche fisiche e alle preferenze dell'individuo. Per alleviare
il dolore e favorire il riposo notturno può essere eventualmente utile sistemare un
cuscino sotto la pancia, sotto la schiena o sotto la testa.

167
Il mal di schiena può insorgere anche a causa del sovrappeso .

Ancor più importante risulta la distribuzione del grasso corporeo. Pensiamo ad esempio
a quei signori di mezza età, con una massa adiposa concentrata nel basso ventre a
formare quel grosso e caratteristico pancione.

Oltre ad elevare significativamente il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari


questo tipo di obesità rappresenta un grosso stress per tutta la schiena. Un po' come
avviene per le gestanti la colonna vertebrale e la muscolatura associata sono costrette a
sobbarcarsi l'eccesso di peso corporeo durante i movimenti.

Come sappiamo tutte queste sollecitazioni influiscono negativamente sulla salute della
schiena e, se si ripetono per lunghi periodi di tempo, diventano causa di dolore
lombare.

Il mal di schiena può derivare anche da eccessivi stress fisici e/o psicologici.

Preoccupazioni, ansia ed altri problemi che interessano la sfera psicologica e sociale,


possono infatti incrementare il 176

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA normale tono muscolare grazie ad


un meccanismo nervoso riflesso.

Questo eccesso di tensione, che a lungo andare si traduce in una contrattura muscolare
permanente, è causa di dolore alla bassa schiena.

Occorre quindi cercare di ridurre per quanto possibile gli stress, magari adottando
adeguate tecniche di rilassamento.

Anche l'attività fisica, grazie alla liberazione di endorfine , contribuisce al


miglioramento dell'umore aumentando il senso di benessere e riducendo al tempo
stesso la percezione del dolore.

È essenziale apprendere la giusta tecnica di

sollevamento dei pesi, per prevenire il mal di schiena .

Nella posizione corretta la persona si abbassa flettendo completamente le gambe e


mantenendo il busto eretto durante tutto l'arco del movimento. La fase di risalita
avviene grazie al lavoro degli arti inferiori che, lentamente si estendono fino a
raggiungere la posizione eretta. Il peso andrà tenuto il più adiacente possibile al corpo
durante tutto il suo percorso.

Se i pesi vengono invece sollevati mantenendo le gambe diritte e piegando il busto, il


carico sulle vertebre lombari aumenta fino al 300%. Torsioni del tronco durante lo
sforzo e carichi eccessivi, vanno quanto più possibile evitati, in quanto, possono
causare attacchi di lombalgia acuta particolarmente dolorosi ed invalidanti.
168
La frequenza di vibrazione del motore dell'auto tende a mandare in crisi le strutture
anatomiche che compongono la colonna vertebrale. Successive sollecitazioni causate
dal fondo sconnesso o dall'alta velocità, possono aggravare ulteriormente il problema.

Per prevenire e alleviare questi microtraumi, il sedile 177

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA dev'essere regolato in modo da


trovarsi abbastanza vicino al volante. In questo modo le braccia saranno leggermente
piegate e le mani impugneranno il volante nella parte superiore indicando le dieci e
dieci, come fossero due lancette di un orologio. Allo stesso tempo il bacino e la zona
lombare devono essere completamente a contatto con lo schienale; le gambe vanno
invece mantenute leggermente flesse.

È inoltre importante regolare alla giusta altezza il poggiatesta per proteggersi dal colpo
di frusta in caso di tamponamento. Chi guida molte ore al giorno e soffre di mal di
schiena può trarre sollievo dall'utilizzo di un apposito sostegno lombare.

Il fumo di sigaretta rallenta la guarigione dal mal di schiena . Si tratta sicuramente


di un aspetto da molti sottovalutato ma di fondamentale importanza.

Il fumo causa infatti, un aumento delle tossine e dei problemi respiratori, riducendo
l'apporto di ossigeno ai vari tessuti, compresi quelli che stabilizzano la colonna
vertebrale.

Anche le sigarette possono pertanto essere causa di mal di schiena.

L'attività fisica è un toccasana per la schiena. Non a caso la maggior parte delle visite
mediche termina con l'indicazione di intraprendere un percorso di attività motoria
finalizzata alla prevenzione e alla cura del mal di schiena.

L'obiettivo primario di qualsiasi programma di esercizi rivolti alla prevenzione ed alla


cura del mal di schiena è quello di rendere la muscolatura addominale, spinale, lombare
ed ischiocrurale più tonica ed elastica. Allo stesso tempo per favorire l'ossigenazione
dei tessuti ed il raggiungimento del peso corporeo desiderabile è bene seguire un
regolare programma di attività aerobiche.

L'attività fisica ideale per prevenire il mal di schiena non 178

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA esiste. Esistono tuttavia degli


esercizi di rafforzamento ed allungamento specifici per migliorare la salute della
propria schiena.

In molti casi è più importante riacquisire l'elasticità perduta che non aumentare la
tonicità muscolare. Lo stretching al termine della lezione non deve quindi essere
considerato come una perdita di tempo, ma come un momento di piacevole relax che
diventa parte integrante del programma di allenamento.

169
Se fatta male l'attività fisica può essere dannosa per la schiena . Bisogna quindi
adottare tutta una serie di precauzioni, tanto più numerose ed importanti, quanto
maggiore è il grado di compromissione della colonna vertebrale.

L'esecuzione degli esercizi sotto la guida di un personal trainer esperto, l'utilizzo di


calzature appropriate e la pratica di un riscaldamento globale prima di iniziare la seduta
sono solo alcuni dei provvedimenti che necessita adottare, per scaricare le tensioni
senza correre inutili rischi.

Quando si viene colpiti dal mal di schiena non bisogna abbattersi. Lo stato d'animo con
cui si affronta il problema è tanto importante quanto l'adozione di norme che accelerino
la guarigione e prevengano successive ricadute.

Nella fase acuta del trauma la cosa migliore da fare è sottoporsi ad una visita medica
esponendo nel modo più completo possibile la sintomatologia al dottore.

Bisognerà, per esempio, aver cura di riportare particolari come le cause di insorgenza,
la durata del dolore, il periodo della giornata in cui lo si avverte maggiormente e la sua
localizzazione.

Gli esami a scopo diagnostico come radiografie, TAC e risonanze magnetiche, sono
assolutamente inutili nel primo 179

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA periodo. Tali accertamenti hanno


senso solamente quando il dolore permane oltre le tre o quattro settimane.

Il riposo rallenta la guarigione, mettersi a letto per qualche giorno non è quindi una
terapia, ma un effetto collaterale a volte inevitabile. Ovviamente durante la fase acuta
del trauma, quando il dolore avvertito è particolarmente intenso ed invalidante, per non
peggiorare ulteriormente la situazione, occorre limitare al massimo i movimenti.

D'altro canto però, se non esiste un impedimento serio non bisogna assolutamente
rimanere fermi troppo a lungo. Dato che molto spesso il mal di schiena è dovuto
all'ipotonia e alla mancanza di elasticità dei muscoli addominali e lombari, un loro
ulteriore indebolimento predisporrebbe il soggetto a nuove lesioni anche per traumi di
minore entità.

Colui che intende affrontare il mal di schiena con ottimismo e con spirito critico,
dovrebbe quindi cercare di convivere con il dolore, mantenendo un'attività fisica
compatibile con la propria situazione.

Gli antidolorifici non hanno un ruolo terapeutico diretto, alleviano il dolore ma


non curano le cause del mal di schiena . In particolari situazioni il loro utilizzo
potrebbe addirittura risultare dannoso.

170
Pensiamo ad esempio ai possibili effetti collaterali di questi medicinali. Bisogna inoltre
ricordare che la mancata percezione del dolore, espone il soggetto ad ulteriori traumi,
con il rischio di peggiorare una situazione già compromessa.

D'altro canto occorre ricordare che l'intensità del dolore non è direttamente collegata al
danno. A volte un dolore violento e lancinante come quello causato dal colpo della
strega si risolve dopo pochi giorni. Altre volte un dolore modesto può aumentare nel
tempo o cronicizzare.

Non bisogna quindi ignorare un dolore molto lieve che perdura a lungo. In questi casi
si è in presenza del classico 180

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA mal di schiena da sovraccarico


cronico, in cui il continuo ripetersi di sollecitazioni, anche di modesta entità (guidare
per molte ore al giorno) causa danni più o meni seri alla schiena.

Nella maggior parte dei casi (95%) il mal di schiena si risolve entro 3-4 settimane .
Tale aspetto deve confortare il soggetto colpito da lombalgia, dato che una giusta dose
di ottimismo, aiuta a risolvere il problema.

Se il dolore persiste inalterato per più di un mese, è bene rivolgersi ad un medico per
ulteriori visite ed esami diagnostici.

La momentanea guarigione dal mal di schiena non deve ingannare, poiché in mancanza
di un intervento preventivo mirato il rischio di ricadute, aumenta considerevolmente.

Come abbiamo visto in oltre il 90% dei casi, il mal di schiena regredisce
spontaneamente, entro 30 giorni dalla sua comparsa. Tuttavia se non vengono eliminate
le cause ed i fattori predisponenti, con tutta probabilità il dolore si ripresenterà nel giro
di pochi mesi.

Per questo motivo, occorre seguire tutte le norme di prevenzione, che abbiamo elencato
nella parte iniziale dell'articolo.

A volte basta veramente poco per prevenire il mal di schiena. Nella maggior parte dei
casi, sono sufficienti dieci minuti di esercizi al giorno per migliorare significativamente
la salute della propria colonna vertebrale. Altre volte la semplice eliminazione dei
fattori di rischio (obesità, stress, fumo, postura scorretta) consente di risolvere il
problema alla radice.

Esercizi per prevenire

Esistono però diversi esercizi che possono aiutare a 181

171
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

riacquisire una postura eretta nel caso in cui i problemi alla schiena, siano
prevalentemente legati a postura scorretta.

Primo esercizio

Per il primo esercizio appoggiate il bacino alla parete come indicato in figura ed
esercitate una leggera pressione.

Quindi a poco a poco spingete tutta la schiena ad aderire alla parete, partendo dal basso
e salendo sempre di più.

Dovreste sentire il collo tirare leggermente nel corso dell’esercizio.

Secondo Esercizio

172
Per il secondo esercizio, posizionati di schiena nei pressi della parete, distanti circa 5
centimetri da quest’ultima.

Rimani in posizione eretta come indicato in figura, quindi inizia a spingere i gomiti
all’indietro lentamente, fino a 182

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

quando non arriverai a toccare la parete con questi ultimi.

Fai attenzione a non spingere le spalle in avanti e a non toccare la parete con il resto
del braccio né

dell’avambraccio: solo i gomiti dovranno arrivarvi a contatto.

173
Ritorna in posizione di partenza e ripeti per venti volte.

Terzo esercizio

Per eseguire questo terzo esercizio, ciò che dovrai fare sarà posizionarti di schiena
contro una parete come in precedenza, ma stavolta non dovrai rimanere distanziato,
bensì dovrai toccare la parete stessa con bacino, spalle ed occipite.

Da questa posizione, mantenendoti eretto, iniziate ad intraruotare una spalla (spingetela


in avanti), mentre nello 183

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

stesso tempo dovrete premere la scapola contro la parete.

174
Mantieni la posizione per due secondi, quindi torna indietro lentamente e ripeti per
l’altra spalla. Eseguite quindici ripetizioni per lato.

Quarto esercizio

La posizione di partenza del quarto esercizio sarà la stessa del precedente, con la
schiena aderente alla parete, rispettando le sue curve naturali senza appiattirla. A
questo punto però ciò che dovrai fare sarà scivolare lentamente verso il basso
mantenendo il busto eretto, abbassando il bacino e piegando leggermente le ginocchia
durante la discesa, mantenendo gli addominali contratti e premendo il bacino contro la
parete.

184

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

175
A questo punto ciò che dovrete fare sarà distendere una gamba in avanti mentre l’altra
rimarrà in appoggio, poi viceversa.

Quinto esercizio

Per il quinto ed ultimo esercizio, si andrà infine a lavorare in isometria, ovverosia


senza allungare né accorciare le fibre muscolari coinvolte nello sforzo. Dalla posizione
che abbiamo visto in precedenza, con i piedi davanti a voi aperti pressappoco
all’altezza delle spalle e le punte leggermente extraruotate (10-15°), scendi lentamente
mantenendo il bacino e la curva cifotica dorsale ben aderenti alla parete.

Scendi piegando le ginocchia fino a quando il femore non 185

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

176
sarà parallelo al suolo, e rimani per trenta secondi in quella posizione facendo
attenzione che le ginocchia non superino le punte dei piedi (in tal caso spostate i piedi
più avanti).

Ripeti per tre volte.

186

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Undicesimo capitolo

Strappi, colpo della strega e

sciatalgie

Alcune volte possono capitare delle patologie da carico o traumatiche, che causano
forti dolori. Ma che cosa fare di preciso quando capitano? Come uscirne senza gravi
danni?

Strappi

Lo strappo, o distrazione muscolare, è una lesione piuttosto grave, che causa la rottura
di alcune fibre che compongono il muscolo.

Tale lesione è generalmente causata da un'eccessiva sollecitazione (brusche contrazioni


o scatti improvvisi) ed è piuttosto frequente in ambito sportivo ma sempre di più anche
in ambito professionale e familiare. In particolare ne sono colpiti chi alza pesi a lavoro
e anche a casa.

Spesso, gli strappi muscolari avvengono in condizioni di scarso allenamento o quando


il muscolo è particolarmente stanco o impreparato a sostenere lo sforzo (mancato
riscaldamento).
177
Sebbene lo strappo possa colpire qualsiasi muscolo del 187

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA corpo, le sedi più frequentemente


colpite sono gli arti inferiori e i muscoli della colonna vertebrale.

In particolare, negli sportivi sono frequenti lesioni ai muscoli della coscia e della
gamba.

Una distrazione muscolare frequente nei culturisti è invece quella che coinvolge il
tricipite e/o il deltoide, durante gli esercizi di spinta su panca piana.

Classificazione

In relazione al numero di fibre coinvolte (in un muscolo sono presenti diverse migliaia
di fibre), gli strappi muscolari si possono classificare usando una scala di gravità
composta da tre stadi.

Lesione di primo grado

In questo tipo di lesione sono danneggiate solo poche fibre muscolari (meno del 5%).

Il danno è tutto sommato modesto e viene avvertito come un leggero fastidio che si
accentua durante la contrazione e l'allungamento muscolare. In caso di lesione di primo
grado non si ha, quindi, un'importante perdita di forza o limitazione del movimento.

Lesione di secondo grado

La gravità dello strappo aumenta, poiché viene coinvolto un maggior numero di fibre.
Il dolore, che è di carattere acuto, è simile ad una fitta e viene chiaramente avvertito in
seguito ad una violenta contrazione del muscolo. La lesione interferisce con il gesto
atletico ma consente allo sportivo di continuare la gara o l'allenamento. Tuttavia, il
dolore può essere aggravato da ogni tentativo di contrarre il muscolo.

Lesione di terzo Grado

L'alto numero di fibre coinvolte causa una vera e propria lacerazione del ventre
muscolare (completa o semi completa coinvolge comunque almeno 3/4 delle fibre).

188

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Tale lesione si avverte alla


palpazione come un

avvallamento, un vero e proprio scalino che testimonia l'entità della rottura.

Il dolore, che è violentissimo, determina una completa impotenza funzionale tanto


che, se la lesione coinvolge gli arti inferiori, l'atleta si accascia immediatamente al

178
suolo.

Lo strappo muscolare può essere paragonato alla

progressiva rottura di una corda messa in tensione da due tiranti. In un primo momento
si sbrogliano solo alcune fibre (lesione di I grado) e mano a mano che si incrementa la
forza di trazione lo sfilacciamento diventa sempre più evidente (lesione di II grado)
fino alla completa rottura della corda (lesione di III grado).

Sintomi

Il soggetto colpito da uno strappo muscolare avverte un dolore acuto nella zona
lesionata, tanto più intenso quanto maggiore è il numero di fibre coinvolte.

Il dolore avvertito viene spesso rievocato dalla contrazione del muscolo interessato. Se
il trauma è particolarmente grave il soggetto si trova nell'impossibilità di muovere la
parte interessata ed il muscolo appare rigido e contratto.

Una distrazione di II o di III grado si accompagna, nella maggior parte dei casi, ad
edema e gonfiore.

Il muscolo scheletrico, è irrorato da una fitta rete di capillari, i quali, in caso di strappo,
vengono lesionati.

Tale rottura causa uno stravaso ematico più o meno evidente a seconda dell'entità e
della localizzazione della lesione. Se nei traumi più lievi il sangue rimane all'interno
del muscolo, in quelli più gravi migra in superficie dove si accumula e forma evidenti
ematomi.

Dopo circa 24 ore, si nota un livido nero.

189

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Cosa Fare

La prima cosa da fare è sospendere immediatamente l'attività sportiva ed


immobilizzare la zona colpita.

Se nei casi più gravi tale sospensione è d'obbligo, in quelli più lievi il soggetto, vista la
sopportabilità del dolore, è naturalmente portato a stringere i denti e continuare. In
questo modo però aumenta notevolmente il rischio di aggravare la situazione, per cui si
consiglia di fermarsi il prima possibile, anche se il dolore avvertito è di lieve entità.

Dopo essersi fermati, è buona norma:

o Evitare di caricare l'arto interessato;

179
o Mettere l'arto sofferente in una posizione di riposo (posizione rialzata);

o Applicare immediatamente un impacco freddo

(borsa del ghiaccio, spray ecc.) sulla zona

interessata in modo da ridurre il flusso di

sangue ai vasi lesionati (vasocostrizione)

Le lesioni di primo grado si risolvono nel giro di 1-2

settimane, arco di tempo in cui il paziente (atleta) deve rimanere a riposo e sottoporsi a
una cura farmacologica a base di antinfiammatori e miorilassanti.

Qualche esercizio di stretching può aiutare ad accelerare e migliorare il recupero


rielasticizzando, per quanto possibile, il tessuto di riparazione cicatriziale.

Le lesioni di secondo grado prevedono, invece, tempi di guarigione più lunghi (15-30
giorni.

Nei casi più gravi (lesioni di III grado), può essere necessario l'intervento chirurgico.

In questi anni di lavoro ho visto molto efficace effettuare delle sedute di laser unite alla
rieducazione globale posturale del dott. Souchard.

Le fibre lesionate dallo strappo muscolare hanno scarsa 190

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA capacità di rigenerazione. Se si


esclude l'intervento delle cellule satellite, il processo di riparazione avviene
esclusivamente con la formazione di un tessuto cicatriziale meno elastico, meno
contrattile e anche meno resistente di quello muscolare.

Si possono così formare delle aree con differente elasticità, che aumentano
sensibilmente il rischio di lesioni ricorrenti.

Diventa dunque di fondamentale importanza cercare di allontanare il più possibile il


rischio di lesione. La prevenzione degli strappi muscolari si caratterizza per
l'osservanza di alcuni punti fondamentali:

o Eseguire sempre un riscaldamento generale e

specifico della muscolatura.

o Assicurarsi di essere nelle condizioni fisiche idonee per sopportare lo sforzo.

o Valutare attentamente la praticabilità del

180
terreno di gioco.

o Scegliere abbigliamenti adatti, coprirsi per

bene nei mesi invernali e, se necessario,

utilizzate pomate specifiche durante la fase di

riscaldamento.

o Eseguire sempre esercizi di allungamento per

migliorare l'elasticità e la flessibilità muscolare sia in fase preparatoria che defaticante.

Sciatalgia

La sciatalgia riguarda il più lungo nervo nel corpo e si origina nella regione lombare,
passa dall'articolazione dell'anca e continua verso la parte posteriore della gamba.

Il disturbo colpisce circa 40% della popolazione lungo la vita.

Il dolore sciatico può avere diverse cause ed il trattamento potrà basarsi sulla causa
effettiva del problema. Spesso viene associata emotivamente alla fatica del sostenere il
peso della vita, alla difficoltà data dalla continua attitudine a 191

181
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

"farsi carico".

Sintomi della sciatalgia

Il dolore è acuto nella parte lombare ma può estendersi a tutta la gamba. A dare dolore
di solito è la sindrome del piriforme (non a caso viene anche chiamata tra gli esperti del
settore "falsa sciatalgia", in quanto parte dalle zone sacrali e non vertebrali a livello
lombare come nel caso della lombosciatalgia).

Ecco cosa accade: quando il nervo sciatico passa attraverso l’articolazione dell’anca,
esso divide spazio con diversi muscoli, tra cui, appunto, il piriforme. Se il muscolo - al
cui interno corre il nervo - subisce un trauma o spasmi, il nervo sciatico viene
compresso.

L'intensità del dolore può variare molto. Al dolore si associa intorpidimento,


formicolio, compromissione della spontanea motricità.

182
192

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Cause

Ernia del disco intervertebrale, posture scorrette, microtraumatismi e infortuni durante


l'attività sportiva (ad esempio a causa di flessorotazioni o movimenti a freddo) sono tra
le cause più frequenti di sciatalgia.

Anche in gravidanza avanzata, visto il carico a livello lombare, si può accusare un


dolore che interessa la zona del nervo sciatico. Anche la permanenza in ambienti molto
umidi può facilitare la comparsa di sciatalgia.

In caso di stenosi congenita del canale vertebrale, scivolamento di una vertebra


sull'altra o scoliosi si può sviluppare una predisposizione al dolore sciatico.

Artrite, diabete, obesità, patologie del rachide, sovrasforzo muscolare, infezioni della
colonna vertebrale sono altre possibili cause.

Diagnosi

Una visita ortopedica è sufficiente per comprendere se davvero di sciatalgia si tratta.

Tra gli esami diagnostici, oltre all'esame clinico del sollevamento della gamba, detto
esame di Lasegue (già descritto in un precedente capitolo), si deve ricorre ad esami
diagnostici come la risonanza magnetica.

Rimedi farmacologici

Il trattamento per la sciatica è subordinato alla causa che ha provocato il dolore: spetta
al medico decidere in quale modo intervenire per placare il dolore e, quando possibile,
allontanare definitivamente la sciatalgia. In alcuni casi, si consiglia il riposo forzato ed
alcune piccole modifiche sulle abitudini comportamentali e posturali.

In molti pazienti che ne sono affetti, il dolore derivato dalla sciatica viene minimizzato
con semplici pratiche, consistenti sia nella somministrazione di farmaci
antinfiammatori, che 193

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA nella terapia di tipo fisico-


riabilitativo.

Il paziente può avvalersi dell'ausilio di corsetti, stampelle e tutori, utili per ridurre la
percezione di dolore, migliorando la qualità di vita del paziente che ne è affetto
(indicati, spesso, negli episodi acuti di sciatalgia).

Le pratiche riabilitative includono esercizi utili per sostenere la schiena, correggere la


postura, irrobustire la muscolatura e migliorare la flessibilità del rachide, spesso resa
difficoltosa a causa del dolore esercitato sul nervo sciatico.

183
L'ernia al disco, come abbiamo visto, è spesso un elemento predisponente la sciatica; di
conseguenza, la cura dell'ernia al disco produrrà, di riflesso, anche allontanamento del
dolore sciatico.

Quando la sciatica è molto grave, degenera al punto da compromettere la funzionalità


della vescica o dell'intestino, è pensabile la chirurgia (discectomia o
microdiscectomia).

Nella maggior parte dei pazienti affetti, la sciatalgia, viene trattata con farmaci
antidolorifici come il paracetamolo, FANS o cortisonici.

Vediamo più in dettaglio.

Ibuprofene (es. Brufen, Moment, Subitene): per il dolore medio-moderato, si consiglia


di assumere per bocca una dose di attivo pari a 200-400 mg (compresse, bustine
effervescenti) ogni 4-6 ore dopo i pasti, al bisogno. Non assumere oltre 2,4 grammi al
giorno.

Naprossene (es. Aleve, Naprosyn, Prexan, Naprius): si raccomanda di assumere il


farmaco alla posologia di 550

mg, per via orale, una volta al giorno, seguiti da 550 mg di attivo ogni 12 ore; in
alternativa, assumere 275 mg di naproxene ogni 6-8 ore, al bisogno. Non superare i
1.100

mg al giorno.

194

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Diclofenac (es. Voltaren):


disponibile sotto forma di gel, compresse gastro-resistenti, supposte o soluzione
iniettabile. Per il farmaco ad applicazione topica, si raccomanda di spalmare uno strato
di crema nell'area coinvolta dalla sciatica due volte al giorno.

Per le compresse, assumere 50 mg di farmaco per os 3

volte al dì; in alcuni pazienti, è necessaria una dose iniziale di 100 mg, per poi passare
a 50 mg. Dopo il primo giorno, la dose totale giornaliera non deve superare i 150 mg. Il
diclofenac è spesso reperibile in associazione ad altri principi attivi volti a creare una
protezione per lo stomaco, considerata la gastrolesività spiccata di moltissimi farmaci
antinfiammatori non steroidei come il diclofenac. Per esempio, noto è ormai
l'abbinamento diclofenac +

misoprostol (es. Artrotec): si raccomanda di assumere una compressa (formulata con


75 mg di diclofenac e con 200 mg di misoprostol), due volte al giorno, dopo i pasti,
con un bicchiere di acqua. Non assumere in gravidanza, durante l'allattamento e nei
bambini.
184
Acido acetilsalicilico (es. Aspirina, Vivin, Ac Acet, Carin): il farmaco, indicato per i
soli adulti, va assunto alla posologia di 325-650 mg per via orale o rettale, ogni 4 ore,
al bisogno.

Non superare i 4 grammi al giorno. La somministrazione del farmaco ai bambini al di


sotto dei 12 anni può provocare gravi effetti collaterali, quali sindrome di Reye,
disfunzioni epatiche ed alterazioni cerebrali.

Indometacina (es. Difmetre, Indom, Liometacen): farmaco utilizzato in terapia anche


per la cura del dolore al nervo sciatico. Si raccomanda di assumere il farmaco alla dose
iniziale di 25 mg, ogni 8-12 ore, fino ad un massimo di 150-200 mg (per le compresse
a rilascio immediato), a stomaco pieno, dopo il pasto. Per le compresse a lento rilascio,
assumere 75 mg di attivo, per os, una volta al giorno; per la dose di mantenimento, è
possibile aumentare la posologia fino a 75 mg, due volte al giorno. Il farmaco è
reperibile anche come supposte da assumere per via rettale: in questo 195

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA caso, la dose prevista è di 50 mg,


ogni 8-12 ore.

Farmaci rilassanti muscolari: indicati per il controllo del dolore e per la riduzione degli
spasmi muscolari nel contesto della sciatica:

Ciclobenzaprina (es. Flexiban) il farmaco appartiene alla classe dei rilassanti


muscolari; il principio attivo è assai utilizzato in terapia per la sciatalgia.

Come analizzato più volte durante il corso di questo articolo, l'ernia al disco costituisce
uno degli elementi causali che più spesso favoriscono la sciatica. Pertanto, la
ciclobenzaprina, viene assai utilizzata anche per il controllo del dolore e per la
riduzione degli spasmi muscolari dipendenti dalla sciatica.

Iniziare ad assumere il farmaco alla dose di 5 mg per via orale, tre volte al giorno. In
base alla risposta del paziente, è possibile aumentare la posologia fino a 7,5-10 mg, tre
volte al giorno. In alternativa, assumere il farmaco sotto forma di compresse a lento
rilascio, alla dose di 15 mg o 30 mg, per via orale, una volta al giorno.

Corticosteroid i: le iniezioni di farmaci steroidei sono indicate in caso di sciatalgia


grave; in particolare, i principi attivi vanno iniettati direttamente a livello dell'area
interessata dall'infiammazione (in prossimità del nervo sciatico), per esercitare un
potente effetto antinfiammatorio.

Prednisone (es. Deltacortene, Lodotra): assumere per os 5-60 mg di attivo in 1-4 dosi
frazionate durante le 24 ore.

Consultare il medico. Non protrarre la terapia oltre il dovuto.

185
Metilprednisolone (es. Solu-medrol, Advantan, Depo-Medrol, Medrol, Urbason): per
assicurare un discreto effetto antinfiammatorio immediato, assumere per os 4-48 mg al
dì di farmaco. Consultare il medico.

I corticosteroidi non rappresentano una valida opzione 196

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA terapica nel lungo termine,


considerati i loro numerosi e vistosi effetti collaterali. Il numero di iniezioni va indicato
dal medico e, in genere, va stabilito esclusivamente per il dolore sciatico di severa
entità.

Rimedio Naturale: Vervain

Tra i fiori di Bach il Vervain viene indicato come quello adatto a coloro che sono
caratterizzati da una certa rigidità.

In questi soggetti può comparire una sciatalgia molto legata alla componente
psicologica. La tendenza è a strafare e dormire poco.

Colpo della strega

Il colpo della strega è un episodio di lombalgia acuta che si manifesta con un


particolarmente intenso dolore localizzato nella bassa schiena.

Il soggetto che ne viene colpito, lamenta un senso di estrema rigidità, lungo tutta la
muscolatura.

Successivamente, limitando i movimenti, si cerca di arrivare ad una sedia o ad un letto,


dove ci si sdraia rimanendo immobili.

I muscoli dolenti ed eccessivamente contratti, riescono in questo modo a distendersi


gradualmente fino a consentire, dopo qualche ora, la ripresa dei primi movimenti.

Alcune persone ignare del pericolo che tale gesto potrebbe creare, invece di ricercare le
condizioni di massima immobilità per rilassare la muscolatura, tendono a rialzarsi
immediatamente con un movimento piuttosto brusco.

Questo approccio è ovviamente sconsigliato, in quanto potrebbe causare ulteriori


lesioni sia a livello muscolare che osteoarticolare.

197

186
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Sono questi i sintomi e le fasi che caratterizzano il colpo della strega, un trauma secco
ed improvviso che si risolve nel giro di 2 o 3 giorni ma che richiede poi un periodo ben
più lungo per la scomparsa completa del dolore.

Rispetto alla lombalgia comune, il colpo della strega è un evento più raro ma molto più
doloroso e lancinante.

Cause del colpo della strega

Il colpo della strega è dunque un evento particolarmente traumatico, un nemico


subdolo, sempre in agguato, che colpisce quando meno lo si aspetta. Il più delle volte
insorge a causa di movimenti insoliti, forzati, troppo intensi o mal controllati.

Una delle situazioni più a rischio è il chinarsi per raccogliere un oggetto caduto
compiendo un movimento

apparentemente banale che in realtà va a sollecitare in maniera anomala o eccessiva la


muscolatura

paravertebrale.

187
Quando al mattino ci si alza dal letto, la muscolatura di questa zona può, per esempio,
essere contratta in maniera eccessiva a causa di un banale colpo di freddo, di posizioni
198

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA sbagliate assunte durante il riposo


o di sforzi compiuti il giorno prima e non ancora recuperati.

Dal punto di vista fisiologico le cause del colpo della strega vanno ricercate, oltre che
nella mancanza di elasticità della muscolatura paravertebrale, in patologie che
colpiscono le strutture vertebrali presenti in questa zona.

Per capire le cause per le quali insorge il colpo della strega bisogna innanzitutto
rendersi conto che la contrattura è un atto difensivo che l'organismo adotta per evitare
conseguenze ben più gravi.

Quando allunghiamo un muscolo in maniera eccessiva, si innesca un meccanismo


involontario che porta alla contrazione delle fibre muscolari in questo modo, se da un
lato si evitano i danni da eccessivo, allungamento dall'altro possono insorgere
conseguenze altrettanto negative (come la contrattura o il colpo della strega).

Ovviamente, tanto maggiore sarà l'elasticità della muscolatura paravertebrale e tanto


minore sarà la possibilità di essere colpiti da questo episodio di lombaggine acuta. Al
contrario, se le fibre muscolari sono già fisiologicamente contratte, basterà un minimo
allungamento per scatenare il riflesso da stiramento ed insieme a questo il
dolorosissimo colpo della strega.

Alla luce di queste informazioni, basterà un minimo di condizioni a rischio per


predisporre il soggetto al colpo della strega:

o Atteggiamenti posturali viziati, errata tecnica di sollevamento

o Eventi traumatici di altra natura come cadute od incidenti

o Colpi di freddo, mancanza di riscaldamento generale e specifico.

199

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA o Sforzi che comportano


eccessive sollecitazioni muscolari e legamentose

o (Spondilolistesi scivolamento di una vertebra sull'altro con maggiore)

o Discopatie generiche o ernia al disco

o Degenerazioni artrosiche vertebrali

Che cosa fare?

188
Se si è colpiti dal temibile colpo della strega si consiglia innanzitutto di rimanere nella
cosiddetta posizione antalgica.

Tale atteggiamento è assolutamente spontaneo e

corrisponde alla posizione in cui si è avvertito il trauma. Il riposo è inizialmente la


terapia più efficace, ma non dovrebbe assolutamente protrarsi oltre le 12-48 ore a
seconda dell'entità del trauma.

In particolare, il paziente dovrebbe tener presente che il riposo eccessivo è un effetto


collaterale a volte inevitabile. In condizioni di immobilità la muscolatura tende infatti
ad indebolirsi diventando ancor più incapace di sopportare le numerose sollecitazioni a
cui viene sottoposta.

Quindi, evitando movimenti incongrui, risulta opportuno, dopo qualche ora di riposo
assoluto, cercare di mobilizzare un po' alla volta la zona lombare, magari
massaggiandola delicatamente o applicandovi prima del ghiaccio e poi del caldo.
(miglior antinfiammatorio naturale e gratuito).

Tutti i consigli che elencherò di seguito, hanno senza dubbio una notevole efficacia, nel
riaccelerare il ritorno alle attività quotidiane. Tuttavia non sono assolutamente in grado
di proteggere l'individuo da eventuali recidive che, possono essere prevenute soltanto
migliorando gli atteggiamenti posturali ed associandoli ad un programma di attività
fisica mirata.

Le operazioni di riabilitazione precoce si basano sul presupposto secondo cui una


contrattura va curata 200

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA semplicemente trovando il modo


migliore per decontrarre la muscolatura.

In fase acuta, anche una semplice aspirina potrebbe avere un qualche effetto benefico,
così come i cerotti transdermici.

Tutti questi strumenti devono comunque essere utilizzati esclusivamente sotto


prescrizione medica, inutile e molte volte dannoso, utilizzare rimedi "fai da te" o
ascoltare i consigli di persone incompetenti in materia.

Dopo la fase acuta, l'intervento osteopatico, è sicuramente utile purché si abbia la


certezza che il personale al quale ci si rivolge sia assolutamente preparato e
competente.

Molto utile in fase acuta è la crioterapia, cioè metterci del ghiaccio. Ti assicuro che un
rimedio molto antico e di grande efficacia. Guarda gli sportivi quando si fanno male,
cosa applicano? Il Ghiaccio. Molti studi scientifici ammettono che la crioterapia è di
gran lunga più efficace di molti farmaci e pomate in commercio.

189
Negli adulti, il colpo della strega, è spesso legato a cause di origine muscolare e
legamentosa. Purtroppo mano a mano che si avanza con l'età, aumenta il rischio che
tale episodi nascondano problemi ben più gravi della semplice contrattura muscolare.

Per questo motivo, occorre innanzitutto capire quali siano le reali cause del dolore
lombare, sia per evitare ulteriori complicazioni sia per stabilire un approccio
terapeutico più efficace.

Se quando si avverte il colpo della strega si è già a conoscenza di problemi vertebrali, è


essenziale sottoporsi dopo qualche giorno ad esami diagnostici, in grado di evidenziare
problemi come infiammazioni, lesioni, artriti o artrosi .

Primo soccorso in caso di colpo della strega

Quali sono le misure immediate utili in caso di colpo della 201

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

strega? Tra le tante raccomandazioni ne ricordiamo due ben note.

Riposo in posizione supina

In caso di colpo della strega acuto, una misura immediata ed efficace è sdraiarsi sulla
schiena. Per raddrizzare la schiena, poggiare i polpacci su una sedia o una poltrona (in
modo da formare un angolo di 90°). In genere si consiglia di sdraiarsi su una superficie
dura, anche per dormire!

190
Applicazione di ghiaccio

Appena il dolore esplode metterci subito ghiaccio e rimanere fermi il più possibile.
Quando il dolore si abbassa applicare del caldo.

Quando è necessario rivolgersi a un medico?

Se il dolore non scompare entro alcuni giorni, è necessario rivolgersi al proprio medico
di famiglia. In questo caso può essere indicato svolgere una terapia.

Quali farmaci si utilizzano in caso di colpo della strega?

Si possono utilizzare per brevi periodi farmaci antidolorifici e miorilassanti. Non sono
obbligatori, ma riducono la durata del dolore e aiutano la persona colpita a riprendere
la quotidianità velocemente.

202

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Consiglio di discutere


l’assunzione di medicamenti con il proprio medico di famiglia.

Come si affronta la causa del colpo della strega?

Nella maggior parte dei casi non si riesce ad appurare la causa del colpo della strega.
Inoltre, visto che di solito la guarigione è rapida, suggerisco sempre di svolgere delle
indagini diagnostiche.

Cosa fare per la prevenzione del colpo della strega?

Si possono attuare misure generalmente consigliate per il mal di schiena. Al primo


posto troviamo il movimento regolare e gli esercizi per la schiena. È anche importante
ridurre il peso in eccesso ed evitare di stare a lungo in posizioni scorrette, per esempio
stare seduti a lungo in ufficio senza fare pause.

203

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Dodicesimo capitolo

La masticazione

Una delle domande che faccio spesso ai miei pazienti è:

“Con la masticazione come va?”

Alle volte alcuni pazienti che non mi conoscono, mi sgranano gli occhi, pensando che
stia scherzando. In realtà la mandibola e i denti, hanno un ruolo essenziale sulla
meccanica della colonna vertebrale. Tratterò di due problemi comuni della bocca.

191
La Malocclusione e il Bruxismo

La malocclusione dentale è un difetto fisico e funzionale della bocca piuttosto comune


e più diffuso di quanto si pensi.

Molto spesso, la malocclusione, soprattutto se di lieve entità, non viene riconosciuta


come una problematica

particolarmente grave da chi ne è affetto, ma ad uno sguardo attento, come quello del
chiropratico, è immediatamente riconoscibile.

Al contrario, se la malocclusione è grave ed evidente, è più frequente il ricorso al


medico dentista nella speranza di correggere il difetto.

Cos’è nello specifico la malocclusione dentale?

La malocclusione non è altro che un disallineamento dei denti presenti sulle arcate
superiori ed inferiori e, dunque, un rapporto non equilibrato ed anomalo tra mascella e
mandibola.

Questo rapporto alterato tra i denti dà luogo, ad una cascata di disturbi che investono
non solo la bocca in sé, ma l’intero organismo provocando mal di testa, problemi
uditivi e dolori 204

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA alla schiena.

Non bisogna dimenticare poi che la malocclusione dentale coinvolge in primis il


processo masticatorio, creando disagio nell’atto di mangiare. Può succedere che chi
soffra di malocclusione accusi pesantezza a livello mandibolare quando non proprio,
nei casi più gravi, persino dolore.

Non è raro che chi soffra di determinati disturbi di salute, come appunto un mal di
schiena o una cefalea ricorrente, non riesca in autonomia a distinguere la causa del
proprio malessere e a risalire alla malocclusione dentale.

Solo un’accurata visita chiropratica , può infatti rinvenire la presenza di una


occlusione dentale non corretta e può valutarne l’entità e la possibile terapia di
risoluzione.

I sintomi della malocclusione dentale

I problemi legati alla presenza di una malocclusione dentale sono molteplici e


possono coinvolgere, in base al grado di entità del disturbo, diversi organi ed apparati.

La prima a risentirne è ovviamente la bocca: la

192
malocclusione, quando accentuata, provoca problemi alla masticazione, dolori alla
mandibola, affollamento dei denti con conseguente predisposizione a sviluppare carie,
gengiviti e persino parodontiti, tendenza alla respirazione attraverso la bocca con
conseguente secchezza di gola e fauci.

Il disallineamento dei denti delle due arcate sottopone poi mandibola e mascella ad un
lavoro anomalo, con carichi irregolari che si ripercuotono a livello temporo-
mandibolare scatenando dolori cervicali, cefalee e persino ronzii all’orecchio.

Non solo: la malocclusione può ripercuotersi sulla colonna vertebrale, traducendosi in


mal di schiena, ma può anche interessare l’apparato respiratorio provocando tosse
cronica, sinusiti e rinosinusiti, fino alla bronchite cronica e all’asma.

205

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Infine, le difficoltà masticatorie legate alla malocclusione dentale possono interessare


anche l’apparato

gastrointestinale provocando la malattia da reflusso gastroesofageo e portare persino a


disturbi del linguaggio, seppur quest’ultimi sono più rari.

193
Da non trascurare poi l’aspetto estetico : la malocclusione regala in primis un viso
asimmetrico ed un sorriso poco armonico, mentre nelle malocclusioni più gravi il
difetto estetico è particolarmente evidente, tanto da creare problemi sociali e
relazionali.

Malocclusione dentale: le tre classi.

Solitamente la malocclusione dentale viene classificata in base a tre classi differenti


che identificano la tipologia di malocclusione. Nello specifico si riconoscono:

Malocclusioni di prima classe : si verifica quando l’arcata superiore sovrasta di poco


quella inferiore. Si parla in questo caso di un morso lievemente anomale rispetto al
morso normale.

Malocclusioni di seconda classe (chiamata anche retrognatismo e affollamento


dentale): si verifica quando l’arcata superiore sovrasta di molto quella inferiore. Il
morso dunque smette di essere regolare. In questo secondo caso si parla spesso proprio
di affollamento dentale in quanto è probabile che, in concomitanza alla malocclusione,
si presenti anche una posizione anomala dei denti e degli 206

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA spazi tra di essi. È dunque una
situazione sicuramente più seria rispetto alla precedente (che non va comunque mai
trascurata perché non è detto che non possa peggiorare durante, ad esempio, la fase di
crescita nel caso in cui si verifichi nei bambini.

Malocclusioni di terza classe (detta anche progenismo o morso inverso): si verifica


quando i denti presenti sull’arcata mandibolare sono avanzati rispetto a quelli
dell’arcata mascellare. Si tratta indubbiamente della condizione di malocclusione più
grave tra le tre e quella che può dare luogo ai disturbi maggiori a livello estetico e
funzionale.

Come già accennato, non sempre la malocclusione viene percepita dall’individuo,


soprattutto nei casi più lievi (malocclusione di prima classe o di primo grado). Anche
perché in questi casi è raro che dia luogo a disturbi che inducano la persona a rivolgersi
al dentista ed è più probabile che il medico ne segnali la presenza durante le prime
visite di routine.

Nei casi più gravi invece, come nella malocclusione di terza classe, si rivela
indispensabile l’intervento del dentista e dell’ortodonzia.

Come intervenire con la malocclusione dentale?

La chiropratica effettua un test per comprendere come i problemi nell’occlusione (il


contatto tra i denti, noto come malocclusione quando c’è un disallineamento)
influenzano il corpo. Facendo mordere il paziente su un pezzo di carta in modo da
compensare la malocclusione, si osserva una differenza evidente nella postura.

194
È meglio che i pazienti odontoiatrici considerino un controllo osteopatico appena prima
degli appuntamenti per impostare i loro apparecchi ortodontici. Molte persone vivono
con disfunzione ossea del cranio minore senza soffrire di dolore o problemi funzionali
nella vita quotidiana (o non se ne accorgono perché si abituano ad essa).

207

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Ma quando si imposta un


apparecchio ortodontico, congela questa disfunzione in modo che il corpo non possa
più adattarsi e riprendersi. Di conseguenza, non solo la disfunzione rimane, ma in molti
casi peggiorerà. La chiropratica può garantire che il corpo sia correttamente allineato
prima che sia impostato il sistema ortodontico. Il riallineamento dentale e del corpo
lavorano insieme per risultati migliori e un processo di trattamento più regolare.

La chiropratica può anche aiutare i pazienti in ortodonzia che iniziano a manifestare


sintomi come mal di testa, insonnia, problemi digestivi e dolore. Il corpo spesso ha
bisogno di aiuto per adattarsi ai cambiamenti fatti attraverso il lavoro dentale.
Idealmente, i trattamenti dovrebbero essere eseguiti in coordinazione dall’inizio.
Tuttavia, se questo non è stato fatto, il dentista può considerare di riferirsi a un
osteopata quando un paziente si lamenta di questi sintomi durante il trattamento
ortodontico.

Se riscontri dolore o altri sintomi sopra menzionati, conviene richiedere informazioni.


Se ti sottoponi presto a un trattamento ortodontico o a una pianificazione, possiamo
sviluppare un piano di trattamento coordinato per i migliori risultati.

Per la malocclusione, occorre agire sul piano occlusale che è determinante nella
dinamica cranio-facciale.

Tecnica MEAW

La tecnica Multi-loop Edgewise Archwire (MEAW) è un metodo molto complesso,


complesso e non chirurgico per il trattamento di pazienti che normalmente
richiederebbero un riallineamento chirurgico delle mascelle. Questa tecnica utilizza
bretelle, archetti a forma di anello personalizzati ed elastici per guidare i denti nelle
posizioni corrette.

Come si può prevenire la malocclusione?

Prevenire il disturbo può essere difficile perché la maggior 208

195
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

parte dei casi di malocclusione è ereditaria. I genitori di bambini piccoli dovrebbero


limitare l’uso di ciuccio e biberon per aiutare a ridurre i cambiamenti nello sviluppo
della mascella. La diagnosi precoce della malocclusione può aiutare a ridurre la durata
(e la gravità) del trattamento necessario per correggere il problema.

Bruxismo

Con bruxismo, s’intende il disturbo da digrignamento dei denti, specialmente durante il


sonno.

Il fenomeno del bruxismo si presenta tipicamente durante la notte, i muscoli facciali


che generalmente sono coinvolti nella masticazione si contraggono, due arcate
(inferiore e superiore), si serrano in maniera violenta provocando uno sfregamento dei
denti.

L’azione del digrignamento, essendo involontaria, non viene percepita dal soggetto che
è affetto da bruxismo, non è dunque consapevole di quello che avviene, tuttavia nel
momento del risveglio il paziente potrebbe lamentare dolore localizzato a carico dei
denti e della mandibola.

Il bruxismo provoca spesso un rumore fastidioso durante la notte, percepito da chi sta
intorno alla persona colpita e non dalla stessa. Essendo un comportamento involontario
è in genere il dentista a mettere a conoscenza il paziente della patologia, in presenza di
bruxismo infatti, i denti subiscono una progressiva usura, che appare come una
limatura a livello dello smalto portando ad un lento consumo dei denti causato dal
continuo sfregamento degli stessi.

209

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Nei casi più gravi il paziente
potrebbe subire anche un danneggiamento dell’osso alveolare e un possibile danno

196
delle gengive dovuto allo scollamento delle stesse.

Questa è una condizione lenta che si manifesta anche soltanto per pochi secondi
durante il digrignamento, ma poiché tende a ripetersi il danno che causa ai denti può
essere severo.

Lo sfregamento delle arcate dentali in alcuni soggetti avviene in modo così intenso da
evidenziare la dentina, favorendo ancor più l’abrasione dentale.

Durante il riposo notturno il bruxismo, in base a quanto emerge dal tracciato


dell’encefalogramma, si presenta nella seconda fase del sonno, molto meno
frequentemente nella fase R.E.M. anche se non è da escludere.

Le cause di questa condizione possono essere suddivise in due categorie:

Bruxismo primario : il fenomeno si manifesta per scaricare le tensioni o lo stress nel


soggetto sano.

Bruxismo secondario : il fenomeno deriva

dall’assunzione da parte del soggetto di sostanze chimiche o farmaceutiche quali


farmaci anti-psicotici, antidepressivi e sostanze stupefacenti in genere.

In questi ultimi casi il bruxismo si presenta anche quando la persona è sveglia.

Il bruxismo è spesso una patologia sottovalutata, se trascurato e ignorato a lungo


termine può provocare un’eccessiva sensibilità al caldo e al freddo con conseguente
emicrania e cefalea, nei casi più gravi può determinare la rottura o addirittura la caduta
dei denti.

Questo fenomeno è piuttosto diffuso, pare che circa il 5-20%

210

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA della popolazione ne si affetta e


può colpire persone di tutte le età e razze.

Sembra che il bruxismo abbia una forte tendenza a manifestarsi, nei membri della
stessa famiglia, si presenta quindi come una condizione ereditaria.

Altre cause scatenanti possono essere:

197
malformazioni anatomiche della mandibola

stress associato ad aggressività

alterazioni dello stato psico-patologico

Un importante supporto all’odontoiatra può essere fornito da parte della chiropratica,


risolvendo il problema legato alla malocclusione dentale.

Attraverso la manipolazione chiropratica sull'area cranio-sacrale sull’apparato


masticatore e sul tratto cervicale della colonna vertebrale, è possibile diminuire le
tensioni presenti in questa zona apportando anche un notevole sollievo a livello di
stress che, come abbiamo visto, può rappresentare una delle cause scatenati del
bruxismo.

211

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Tredicesimo Capitolo

Ritrova il tuo allineamento con la

massofisioterapia e la

chiropratica

Sono massofisioterapista e chiropratico da molti anni.

Questo capitolo è dedicato alle mie due materie, che tanto mi entusiasmano e molte
soddisfazioni regalano a me e ai miei clienti. Ci sarebbe da scrivere un libro molto
lungo su entrambe, ma ti lascio alcune pagine sintetiche, in modo che tu possa
valutarne i benefici. Trovi molti video brevi, con dei suggerimenti per la tua salute e il
tuo mal di schiena.

Che cos’è la massofisioterapia?

La Massofisioterapia è la disciplina sanitaria che utilizza il massaggio terapeutico e la


manipolazione manuale, per la cura di diverse patologie muscolo-scheletriche quali:
contratture, stiramenti, strappi muscolari, distorsioni, ernia del disco, scoliosi.

Il massofisioterapista opera sotto prescrizione medica per la prevenzione, il recupero e


il mantenimento del benessere fisico del paziente, attraverso tecniche terapeutiche
come la rieducazione posturale e motoria, la ginnastica correttiva, le manipolazioni
vertebrali ed altre procedure.

198
La storia della Massofisioterapia risale a tempi remoti, visto che il potere e i benefici
dei massaggi, erano già riconosciuti nell’antico oriente e lo stesso Ippocrate, padre
della medicina moderna, ne aveva descritto i benefici.

In seguito, la combinazione di tecniche di massoterapia e fisioterapia, hanno dato


origine alla disciplina della 212

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Massofisioterapia come la


conosciamo oggi, che consiste, appunto, nella manipolazione dei muscoli e del tessuto
connettivale attraverso massaggi terapeutici.

Un impulso decisivo a questa pratica viene dato in tempi moderni (nei primi
dell’Ottocento) da un insegnante di ginnastica svedese di nome Peer Ling, il quale
sviluppò un metodo terapeutico strutturato che unisce alcune tecniche di massaggio,
eseguite con diversi tipi di manualità, a tecniche di mobilizzazione articolare ed
esercizi ginnici.

Questo metodo è oggi alla base delle tipologie di massaggio più diffuse nell’ambito
della disciplina. In seguito, il massaggio in tutte le sue forme e applicazioni, iniziò ad
essere usato in campo medico, sino a giungere al 1894

quando fu fondata la Society of Trained Masseur, che praticava delle tecniche antenate
dell’attuale

Massofisioterapia.

In Italia, nel 1920, Farneti fondò la prima scuola con vari corsi di massaggio,
inizialmente per l’esigenza di curare i mutilati della Seconda Guerra Mondiale e per
dare lavoro ai non vedenti, che porterà alla formazione della figura del
massofisioterapista, vero e proprio fisioterapista specializzato nella terapia manuale.

Effetti fisiologici del massaggio terapeutico Il massaggio è uno strumento potente a


beneficio del complesso psicofisiologico del paziente. Ecco gli effetti positivi generali
dell'applicazione del massaggio: o

Riscaldare, stimolare e sviluppare la muscolatura o

Stimolare o calmare il sistema nervoso (effetto

analgesico)

Rilassare i muscoli

199
Migliorare le aderenze, rendere i tessuti più

flessibili

Migliorare la circolazione, eliminando le tossine o

Migliorare il benessere psicologico

213

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Indicazioni del massaggio terapeutico

Il massaggio, probabilmente uno degli strumenti terapeutici più potenti che siano
esistiti, è universale ed efficace per ridurre o eliminare varie affezioni del corpo umano.
Il massaggio può agire su:

Malattie dell'apparato locomotore

Malattie reumatiche (eccetto le fasi acute)

200
o

Malattie neurologiche: periferiche (paralisi, disturbi trofici, spasticità) e centrali (stress,


insonnia, alterazioni psichiche, esaurimento)

Tipi di massaggi terapeutici di base

Esistono infinite classificazioni di massaggi, tutte valide, dalla più semplice alla più
complessa.

1. Effleurage

Consiste nel contatto superficiale con sfregamenti morbidi, lenti e uniformi sulla zona
del corpo da trattare in modo circolare o longitudinale. Quando la manovra è
superficiale, non dovrebbe avvenire lo scorrimento dei tessuti adiacenti.

Al contrario, quando la manovra è profonda, si usano movimenti con spostamento e


una leggera pressione che, può raggiungere tessuti come muscoli, sistema vascolare,
ecc. Questa tecnica può essere utilizzata sia all'inizio che alla fine della terapia. I
movimenti rapidi possono essere 214

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA utilizzati per pre riscaldare i


tessuti.

Effetti dell'Effleurage

Questo tipo di massaggio, in base alla forma, all'intensità e al tempo in cui viene
applicato, ha variazioni nei suoi benefici, che sono:

Effleurage superficiale

Iperemia, aumento della circolazione nei capillari o

Rigenerazione della pelle

Riduzione della sensibilità delle terminazioni

nervose: azione sedativa e rilassante

Effleurage profondo

Azione decontratturante
201
o

Aumento della circolazione sanguigna e linfatica, poiché le manovre avvengono


sempre in direzione

del ritorno venoso

2. Pétrissage

È un massaggio che stringe energicamente i tessuti molli, prendendo, spostando e


sollevando i tessuti muscolari, come se si cercasse di staccare la superficie dei tessuti
profondi e, a sua volta, spostandoli seguendo la direzione delle fibre muscolari, e
spostando anche tutti i fluidi interni.

Può essere fatto con movimenti di torsione e tramite movimenti trasversali. Per
eseguire questa manovra, le mani terranno fermamente l'area da trattare, creando un
effetto artiglio, al fine di eseguire un movimento di distensione seguito da una torsione
e da un allungamento ritmici.

Effetti del Pétrissage

Simile al massaggio di tipo effleurage, il pétrissage differisce leggermente nei suoi


benefici in base all'intensità con cui vengono applicati:

Pétrissage superficiale

Eliminazione delle tossine

Nutrizione del muscolo

Rilassamento muscolare

215

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Pétrissage profondo

Eliminazione delle tossine

202
Nutrizione del muscolo

Aumento della capacità di contrazione muscolare

Azione defibrillante

3. Frizione

Vengono eseguiti piccoli movimenti circolari o ellittici, brevi e precisi, più una
pressione controllata, di solito eseguita con i polpastrelli delle dita, che muovono la
superficie della pelle e dei muscoli, uno sull'altro. Sono usati per il massaggio
articolare. Questo movimento sarà tanto ampio quanto il lassismo del tessuto cellulare
sottocutaneo lo consenta e il paziente lo tolleri.

Effetto delle frizioni

Le frizioni sono anche una buona risorsa quando si tratta di migliorare il benessere
psicofisiologico del paziente perché: o

Separano e muovono i tessuti che formano le

aderenze

Eliminano gli accumuli di tossine

Producono iperemia

Hanno effetto rilassante e analgesico

4. Percussione: Hachement Y Tapotement

Sono manovre alquanto energiche che vengono eseguite con il bordo ulnare delle mani
o con il palmo delle mani. Le percussioni sono colpi leggeri ad un ritmo rapido su tutto
il corpo, le mani devono essere a forma di coppa e quindi si dovrebbe sentire un suono
come di vuoto, deve essere usata cautela nell'applicare in modo continuo nella zona
vicino ai reni.

203
L'hachement consiste in movimenti successivi realizzati con il bordo ulnare della mano
senza la perdita di contatto ripetuto con la pelle. Questo contatto è molto breve con una
pressione forte e costante.

Effetti della percussione

216

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA É un massaggio molto stimolante


e vigoroso che, in molti casi, oltre a rilassare, stimola il paziente all'attività fisica
facendolo sentire carico di energia, in quanto:

Produce iperemia

Nutre il muscolo

Sviluppa la contrattilità muscolare

Riduce l'eccitabilità delle terminazioni nervose o

È stimolante

Normalizza il tono muscolare

5. Vibrazioni

Il fisioterapista esegue piccoli movimenti oscillatori, mediante contrazioni statiche


degli avambracci, generando movimenti brevi, rapidi, ritmici ed energetici che creano
vibrazioni nelle sue mani. Le mani non perdono mai il contatto sulla pelle.

Questa tecnica può essere mescolata con lo scuotimento, prendendo il membro a livello
distale e facendo movimenti vibratori improvvisi.

Effetti delle vibrazioni

È una tecnica che richiede molta energia da parte del fisioterapista, che tende a
stancarsi molto rapidamente, ma ne vale la pena, poiché i suoi benefici sono:

204
o

Minore ipereccitabilità nervosa

Rilassamento muscolare

Stimolazione della contrattilità muscolare

Stimolazione della circolazione

Distacco delle secrezioni bronchiali

Conclusioni

Dal massaggio classico è derivata massoterapia e da lì tutte le sue varianti che oggi non
includono solo il massaggio terapeutico, ma sono anche utilizzate a livello estetico.

Numerosi sono stati i tentativi di classificazione, ognuno molto diverso dall'altro ed


oggi c'è una grande varietà di massaggi che possono essere derivati l'uno dall'altro o
fondersi insieme, dando origine a massaggi come il cinese, 217

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

lo shiatsu, il thai, il giapponese, la riflessologia plantare, lo sportivo, l'infantile, e molti


altri.

La lista è molto lunga, ed è per questo che in questo articolo abbiamo spiegato le
tecniche più comuni nell'applicazione della terapia, senza però sminuire il resto. Il
terapista, può essere certificato per una qualsiasi delle tecniche in base alle proprie
capacità, gusti e obiettivi da raggiungere.

205
L'importante è assicurarsi che il paziente raggiunga la sua indipendenza funzionale,
alleviando il disagio e migliorando la sua qualità della vita.

Che cos'è la Chiropratica

La chiropratica riconduce i problemi strutturali del corpo a squilibri tra articolazioni e


nervi e in particolare quelli che implicano la colonna spinale, che sono in grado di
generare disfunzioni del nostro organismo, specialmente al sistema nervoso centrale e
periferico.

Il midollo spinale, maggiore via di comunicazione del sistema nervoso, trasmette gli
ordini impartiti dal cervello al resto del corpo.

Un disturbo a livello della colonna, può interferire con i nervi che fuoriescono da
questa. Il termine per questo disallineamento o blocco viene definito “sublussazione ”.

Questa può dar luogo a vari sintomi quali mal di schiena, 218

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA dolore alla cervicale, cefalea,


dolori alle spalle, parestesia agli arti, sciatalgie e diversi altri disagi, più o meno gravi.
Tali sintomatologie possono essere causate da questo

‘schiacciamento’ o interferenza con i nostri nervi al momento dell’uscita dalla colonna,


irradiandosi verso il resto del corpo.

La differenza principale che distingue la chiropratica dalle altre professioni sanitarie è


rappresentata dalla cosiddetta manovra di aggiustamento.

Punto fondamentale è la concezione secondo la quale il ripristino del corretto stato


della colonna è in grado di condurre il corpo all’auto-guarigione.

Nata negli Stati Uniti sul finire del XIX secolo, l’arte della chiropratica è stata a lungo
ostacolata dalle accademie di medicina tradizionale. Secondo una stima statunitense, la
chiropratica oggi è uno dei metodi di cura naturale più diffuso al mondo, terza
professione sanitaria negli Stati Uniti per numero di praticanti.

Benefici e controindicazioni della chiropratica La cura chiropratica, agisce


positivamente sui disturbi all’apparato muscolo-scheletrico, disturbi comuni causati da
microtraumi, stress ed errato stile di vita. La manipolazione chiropratica allevia gli stati
di dolore, consentendo l’abbandono di terapie farmacologiche.

Per chi è utile la chiropratica?

Ci si può rivolgere a un chiropratico a ogni età e con diversi scopi e disturbi da trattare.
Gli sportivi implementano le prestazioni muscolari, ma traggono giovamento anche
pazienti che soffrono di mal di schiena, dolori cervicali, vertigini, asma, ansia e
depressione.
206
Gli anziani, attraverso la chiropratica, riescono a mantenere una maggiore mobilità
articolare, evitando antinfiammatori e conseguenti effetti indesiderati.

219

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Gli aggiustamenti chiropratici,


eseguiti da chiropratici qualificati, sono sicuri, efficaci e utili in caso di dolori lombari
o cervicali acuti che implicano sovente anche spasmi muscolari. In seguito
all'aggiustamento, il paziente recupera immediatamente parte della mobilità e
sperimenta una notevole diminuzione dello stato di dolore.

L'aggiustamento chiropratico risulta oltremodo efficace in casi di dolori cervicali,


quando i nervi sono implicati con conseguente dolore, parestesia e debolezza delle
spalle, braccia e mani.

Correggendo le vertebre associate al collo, questi disturbi degli arti superiori possono
essere minimizzati o eliminati.

Ciò è anche possibile nel caso di molte cefalee, in cui la reale causa risieda in
un’irritazione dei nervi e dei muscoli del collo. Oltre a problemi ossei e muscolari, la
chiropratica si rivela incisiva nella risoluzione di situazioni quali asma, gastrite,
costipazione e, a volte, dolori mestruali.

Curiosità sulla chiropratica

La nascita di questa nuova disciplina ha una data e un luogo ben precisi, ovvero il 18
settembre 1895 a Davenport, Iowa, Stati Uniti. Una testimonianza dell’epoca riporta
che Daniel David Palmer, pose le mani su una protrusione irregolare della colonna
vertebrale di un certo Harvey Lillard e grazie a una poderosa spinta ne ridusse
l'irregolarità.

Dopo l'intervento di Palmer, Mr. Lillard affermò di poter

“udire il rumore dei carri nella strada”, cosa che non poteva fare prima del trattamento.

Quali sono i campi d’azione della chiropratica?

Sciatica

Di sciatica/sciatalgia ne abbiamo parlato molto nel nostro blog. Qui, per esempio, ti
abbiamo dato dei consigli su come muoverti e alleviare i dolori in caso di sciatalgia.
Qui, invece, 220

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA ti abbiamo spiegato come


riconoscere una vera sciatalgia da una presunta tale.

207
Quello di cui ancora non ti abbiamo parlato sono i numeri che riportano il successo
della chiropratica nella cura di questa patologia. L’European Spine Journal ha
pubblicato dei dati riportati da cliniche chiropratiche.

La chiropratica ha un tasso di successo, nella cura della sciatica e dei sintomi correlati,
del 72%. La terapia fisica ottiene il 20% di successo e le iniezioni di corticosteroidi un
miserrimo 5%.

Dolori lombari e al collo

In uno studio pubblicato dal British Medical Journal nel 2003

si parlava di come 183 pazienti affetti da dolori alla zona lombare e al collo venissero
curati. Lo studio durava 52

settimane e i pazienti venivano sottoposti a terapia manuale, fisioterapia (esercizi) e


cura generica fatta da consigli, educazione e farmaci.

Lo studio dimostrò come i pazienti avessero beneficiato maggiormente dei trattamenti


manuali di chiropratica rispetto alla fisioterapia e alla cura generica, con un tempo di
recupero più rapido e costi inferiori di circa 1/3 rispetto alla fisioterapia e alla cura
generica.

Mal di testa

Il mal di testa, secondo solo al mal di schiena, è uno dei malesseri più comuni e, allo
stesso tempo, più trattati dai chiropratici. Uno studio rivela che il 22% delle persone
che avevano seguito un percorso chiropratico aveva ridotto il numero degli attacchi di
mal di testa del 90%. Nello stesso studio, il 49% dei pazienti aveva beneficiato anche
di una riduzione a livello di intensità di dolore.

Non è certo un analgesico a farti passare il mal di testa.

Quello è solo un blando palliativo. Con la chiropratica curi i tuoi problemi di emicrania
dalla radice.

221

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Colite e otite

La chiropratica cura i sintomi delle coliche. Non siamo solo noi a dirlo, ma uno studio
pubblicato nel 2012 dal Journal of Manipulative Physiological Therapeutics . Diverse
ricerche dimostrano che le infezioni alle orecchie, il reflusso acido e i sintomi delle
coliche possono essere risolti con pochissimi trattamenti chiropratici. E questo sia negli
adulti sia nei bambini.

208
Spesso queste patologie sono connesse a sublussazioni vertebrali: le manipolazioni
chiropratiche vanno a correggere questa problematica e, di conseguenza, ripristinano il
normale equilibrio del corpo. Il tutto senza l’uso di farmaci.

Non è fantastico?

Condizioni neurologiche

Dopo i trattamenti chiropratici non solo il fluido cerebrospinale e sanguigno aumenta


notevolmente, ma si verifica anche una reversione dell’invaginazione cerebellare
(quando il cervelletto scende al di sotto della linea del cranio) e una scomparsa delle
placche – tipiche in pazienti affetti da sclerosi multipla.

Pressione sanguigna

Uno studio pubblicato nel 2007 sull’Human Journal of Hypertension rivela che un
trattamento chiropratico alla cervicale alta sortisce lo stesso effetto di due pasticche per
ridurre la pressione sanguigna. Ma non è tutto: l’effetto dura più di 6 mesi!

Prevenzione alla chirurgia

Da sempre la chiropratica ha come obiettivo, uno dei tanti, quello di prevenire in


maniera naturale da interventi chirurgici alla schiena.

Non a caso, The Journal of the American Medical Association (JAMA) qualche mese
fa ha pubblicato delle linee guida sul mal di schiena, suggerendo alle persone 222

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA affette da questo disturbo di


provare, prima di intervenire chirurgicamente, a sottoporsi a delle sedute di
chiropratica.

Spalla congelata

La spalla congelata è un’altra patologia piuttosto comune.

Uno studio condotto su 50 pazienti dichiara che: 16 hanno completamente risolto il


problema della spalla congelata.

25 hanno mostrato miglioramenti dal 75% al 90%.

8 hanno mostrato miglioramenti dal 50% fino al 75%.

1 ha mostrato miglioramenti da 0% al 50%.

Scoliosi

209
Per risolvere problemi connessi alla scoliosi, l’ideale sarebbe abbinare trattamenti
chiropratici a tecniche di riabilitazione muscolare. In molti casi, i pazienti sottoposti a
chiropratica riscontrano una riduzione della curvatura scoliotica che va dal 10 fino al
30%.

Performance sportiva

Ti sei mai chiesto come mai tanti sportivi amano, letteralmente, la chiropratica? Come
mai non possono proprio farne a meno? Il ciclista Lance Armstrong, i giocatori di
basket NBA John Wall, Danny Granger, Taj Gibson e ancora il celebre golfista Tiger
Woods sono solo alcuni dei famosi sportivi che fanno regolarmente visita al
chiropratico.

Questo perché la chiropratica è davvero efficace nel risolvere patologie e alleviare il


dolore, ma soprattutto perché lavorando sulla postura e sul sistema muscolo-
scheletrico, migliora moltissimo le prestazioni sportive.

223

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Appendice uno: Liberati dal dolore con i rimedi Verdi

Gli effetti collaterali, soprattutto nell’uso cronico, di Fans, analgesici e decontratturanti


spingono numerosi pazienti che soffrono di dolori articolari a rivolgersi a diverse
tecniche terapeutiche non convenzionali. Ecco alcuni rimedi utili che ho notato essere
molto efficaci in questi anni di lavoro.

Artrosi e fitoterapia

Come scrive J. Bruneton (2002).: «Prima di numerosi medicamenti attivi, ma non


sprovvisti di effetti indesiderabili, in complemento alla terapeutica abituale, o quando
la prescrizione antinfiammatoria come prima istanza non è giustificata, l’utilizzo delle

210
piante medicinali, è una possibilità che meriterebbe senza alcun dubbio di essere
meglio valutata».

Le piante medicinali, infatti, possono esercitare, grazie alla presenza di flavonoidi e


sostanze antiossidanti, una valida azione sintomatica e di protezione a livello delle
strutture articolari, a cui spesso si affianca, un’azione epatoprotettiva.

Artiglio del diavolo

Le radici secondarie di Artiglio del diavolo sono tradizionalmente utilizzate nel


trattamento sintomatico delle manifestazioni articolari dolorose e della lombalgia, in
224

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA quanto mostrano azione


antiflogistica e manifestano un’influenza significativa sulla rigidità muscolare.

In particolare a livello lombare, i preparati a base di Artiglio del diavolo sono


considerati “come utile sostegno alla terapia medica”, in quanto attenuano il dolore e
migliorano la mobilità articolare.

Tali proprietà sono state confermate dalla Commissione E

della Sanità tedesca e dall’ESCOP. Sono numerosi gli studi clinici e le review
pubblicate che ne confermano l’efficacia e che sostengono che può rappresentare
un’opzione seria, per il trattamento delle forme lievi o moderate di artrosi.

Avvertenze: assumere a stomaco pieno. Evitare in caso di patologia gastrica e


litiasi biliare.

In soggetti ipersensibili può comparire diarrea. Possibili interferenze con


anticoagulanti, ipotensivanti,

ipoglicemizzanti, antiaritmici. Consigliata vigilanza in caso di assunzione


contemporanea di farmaci cortisonici e Fans (aumento della gastrolesività per effetto
additivo).

Posologia: Estratto secco titolato in iridoidi totali espressi come arpagoside min. 1,8%
di cui l’80% deve essere rappresentato da arpagoside: 600-1200 mg al dì (= 60-100

mg di arpagoside); TM: 50 gocce, diluite in acqua, una tre volte al dì.

Boswellia

La gommoresina della Boswellia, estratta dal tronco di questo grande albero originario
dell’India, fa parte della farmacopea ufficiale di India e Cina. La medicina tradizionale
ayurvedica (India) le attribuisce proprietà antinfiammatorie utili per il trattamento del

211
dolore artrosico, dell’infiammazione del tratto digestivo e del tratto respiratorio (azione
antiasmatica: proprietà broncodilatatrici) e di varie dermatiti.

Nella medicina tradizionale cinese è usata per trattare il dolore reumatico e mestruale.
Gli acidi boswellici presenti 225

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

nel fitocomplesso agirebbero su citochine e leucotrieni manifestando in tal modo


proprietà antiflogistiche utili per trattare non solo i dolori artrosici, ma anche patologie
autoimmuni come l’artrite reumatoide, la malattia di Crohn e la colite ulcerosa.

Sono in corso studi clinici che confermino la validità di tali indicazioni.

Avvertenze: non sono segnalate controindicazioni particolari: raramente si


possono manifestare lievi disturbi gastrointestinali o allergie cutanee. Porre
attenzione nei soggetti asmatici alla contemporanea assunzione di farmaci
inibitori della sintesi dei leucotrieni (sommazione d’effetto ).

Posologia: estratto secco (titolato in acidi boswellici min.

65%): una cps 300-400 mg, una-tre volte al giorno.

Assumere con acqua.

Può risultare utile affiancare piante medicinali caratterizzate da proprietà


antispasmodiche e blandamente sedative al fine di contrastare la componente
fibromialgica che spesso può essere presente nel paziente artrosico (Valeriana
officinalis, Passiflora incarnata, Eschscholtzia californica).

226

212
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Con la loro assunzione sarà favorito anche il riposo notturno.

Per Valeriana officinalis L . si segnala che nel fitocomplesso della pianta sono presenti
sostanze triterpeniche e glicosidi iridoidi ad azione analgesica e antiflogistica la cui
azione risulta pertanto utile nel paziente artrosico: alle proprietà sedative, ansiolitiche,
antispasmodiche e miorilassanti si affianca così un’azione antalgica.

Artrosi e gemmoterapia

La reumatologia rappresenta una delle grandi indicazioni cliniche della Gemmoterapia,


in quanto i gemmoderivati, opportunamente scelti, possono contribuire a rallentare la
degenerazione artrosica e a contrastare efficacemente la componente algica (M. Tétau).
Il trattamento di base dell’artrosi prevede l’utilizzo di tre gemmoderivati (“triade
antiartrosica”): Ribes nigrum M.G.1DH, Vitis vinifera M.G.1DH, Pinus montana
M.G.1DH.

Pinus Montana

Contribuisce a mantenere la troficità della cartilagine articolare e ne rallenta l’usura.


Favorisce, inoltre, l’attività degli osteoblasti e stimolata la circolazione locale: ne
consegue un rafforzamento della trama ossea. Quest’ultima proprietà rende utile questo
gemmoderivato nella prevenzione e terapia delle fratture patologiche.

213
227

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Posologia: 50 gocce, diluite in acqua, 15 minuti prima di pranzo.

Ribes Nigrum

È indicato nelle sindromi infiammatorie generali e locali, in particolare a carico


dell’apparato locomotore. Studi sperimentali, attuati tramite test che saggiano la
presenza di un’attività surrenalica, hanno confermato l’attività stimolante sulla
corteccia surrenalica e l'attività inibitrice nei riguardi dei processi infiammatori.

A livello delle cartilagini contribuisce ad assicurare “la riparazione delle cartilagini


lese” (Tétau M- Scimeca D., 2005). Prestare attenzione in caso di ipertensione.

Posologia: 50 gocce, diluite in acqua, 15 minuti prima di colazione.

Vitis Vinifera

Le gemme di Vitis vinifera presentano un organotropismo preferenziale nei confronti


dell’apparato osteoarticolare, ove rallentano la comparsa delle deformazioni articolari.
In particolare sarebbero in grado di impedire o quantomeno rallentare la produzione di
osteofiti.

228

214
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA È particolarmente indicato
nell’artrite deformante le piccole articolazioni e nel processo artrosico in genere.

Posologia: 50 gocce, diluite in acqua, 15 minuti prima di cena in base al quadro clinico:
cicli di due mesi con pausa di un mese fino a miglioramento dello stato articolare.

Altri gemmoterapici utili

Sono segnalati:

Rosa canina MG 1DH, rimedio di flogosi e indicato nel trattamento della gonartrosi
ove esplica, in particolare a livello della sinovia, azione

antiossidante e blanda azione antiflogistica;

Ampelopsis weitchii MG 1DH, indicato nelle forme infiammatorie rapidamente


evolutive (periartrite scapolo-omerale, artrite reumatoide, spondilite

anchilosante, artrite psoriasica ecc.) in quanto combatte la deformazione e la sclerosi di


tendini e legamenti. Tètau ne consiglia l’impiego anche nel trattamento della
fibromialgia.

Posologia: 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente, una-due volte al dì.

Appendice due. Lenisci i crampi facilmente

Ti è mai capitato di essere svegliato nel cuore della notte da un dolore lancinante alla
gamba e con una forte contrattura che interessa i muscoli di questa parte del corpo
tanto da non riuscire a fare i normali movimenti? Se sì, hai sperimentato i crampi
notturni, che per alcuni possono essere più comuni in estate, mentre altri li hanno anche
durante il resto dell’anno.

Vediamo da cosa sono causati e cosa si può fare per alleviarli.

229

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Cosa sono i crampi notturni?

I crampi sono delle contratture involontarie – che provocano dolorosi spasmi – che
interessano principalmente uno o più muscoli della gamba, soprattutto del polpaccio,
ma possono riguardare anche la coscia e il piede.

215
La loro comparsa è repentina e violenta, tanto che se stiamo dormendo è facile che
veniamo svegliati dal dolore intenso e dall’impossibilità di muovere i muscoli della
gamba che in quel momento sono fortemente contratti.

Secondo le statistiche ne soffre:

fino al 60% degli adulti,

il 7% dei bambini e dei ragazzi,

il 40% delle donne in gravidanza.

Si tratta di fenomeni che possono durare diversi minuti: passato il crampo, passa anche
il dolore e la gamba torna alle condizioni ottimali. Solo in condizioni più gravi il dolore
si può protrarre per alcuni giorni. Questo fenomeno, inoltre, mette in evidenza una
serie di errori che compiamo e anche alcune carenze del nostro organismo.

I crampi, infatti, possono essere causati da:

forte disidratazione con perdita di sali minerali: sono più frequenti in estate proprio
perché si tende a sudare di più. Con il sudore perdiamo liquidi che servono per idratare
correttamente l’organismo,

ma anche sali minerali, come magnesio e

potassio, calcio e sodio.

carenze vitaminiche causate da alimentazione non equilibrata.

attività fisica prolungata e impegnativa.

alcune malattie che interessano la tiroide e i reni.

o
216
posizioni scorrette mantenute per lungo periodo.

eccessiva sedentarietà o stare troppo tempo in

piedi.

assunzione di alcuni tipi di farmaci.

230

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Sebbene non siano pericolosi per la salute, soprattutto se si ripetono spesso durante la
notte, i crampi, oltre a essere un’esperienza poco piacevole, possono causare un
peggioramento della qualità del sonno, perché obbligano a risvegli ripetuti,
interrompendo il sonno fisiologico.

Di conseguenza, un sonno più povero, facilita un peggioramento nella qualità della


vita, perché è alla base di una maggiore stanchezza e distrazione che possono essere
causa incidenti durante la giornata. Inoltre, possono facilitare anche infortuni,
soprattutto se si pratica sport.

Rimedi Naturali

Ecco alcuni rimedi che possono aiutare l’organismo a restare in condizioni ottimali così
da prevenire o limitare la comparsa di queste fastidiose contratture.

Bevi

217
Poiché in estate i crampi sono facilitati da una maggior disidratazione causata da
sudorazione abbondante, è bene rimanere adeguatamente idratati.

Ciò significa che può essere necessario aumentare la quantità di acqua o altre bevande
naturali da assumere durante la giornata. A maggior ragione dovresti bere di più se fai
anche attività fisica con le alte temperature.

Eventualmente puoi spremere nell’acqua – ricordati che anche in estate andrebbe


bevuta a temperatura ambiente e 231

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA non fredda di frigorifero,


soprattutto se sei accaldato o sudato – il succo di mezzo limone da bere durante
l’attività sportiva.

Fra le bevande naturali ti segnalo il tè verde a cui puoi aggiungere, durante l’infusione,
un pezzetto di radice di zenzero, che ha effetto antidolorifico. L’ideale sarebbe bere il
tè verde senza aggiunta di zuccheri.

Reintegra i sali minerali

Con il sudore si tendono a perdere anche preziosi sali minerali che sono indispensabili
per il corretto funzionamento dell’organismo. Fra gli integratori di elezione per
alleviare i crampi ci sono magnesio e potassio, ma possono essere utili anche
integratori di calcio e sodio.

Questi aiutano a bilanciare correttamente l’apporto idrosalino di cui l’organismo ha


necessità, dato che i minerali sono indispensabili per poter svolgere centinaia di
funzioni metaboliche quotidiane.

Magnesio

Questo fantastico minerale non dovrebbe mancare mai: è responsabile da solo di oltre
300 reazioni metaboliche, fra cui anche la regolazione muscolare, e quando
l’organismo ne è in carenza uno dei sintomi che si manifestano sono proprio gli
spasmi, causati da ipercontrattilità muscolare.

Per rilassare la muscolatura, la sera, prima di andare a dormire potresti fare un bagno
caldo mettendo nella vasca due tazze di sale, o magnesio solfato eptaidrato, che viene
assorbito in maniera eccellente per via trasndermica, aiutando l’organismo a reintegrare
le quote perdute e, allo stesso tempo, a rilassare la muscolatura.

Ricorda che in caso di crampi, la contrattura passa prima e il muscolo si rilassa meglio,
se fai un bagno caldo o massaggi la gamba con un pezza di stoffa imbevuta di acqua
calda e strizzata.

232

218
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Vitamina E

Secondo le ricerche i crampi notturni possono essere favoriti anche da una carenza di
vitamina E.

Secondo uno studio i partecipanti che ne soffrivano spesso, hanno riportato sensibili
miglioramenti dopo una integrazione di 100 UI di tocoferolo quotidiano.

Fai un massaggio

Per alleviare il dolore del crampo, puoi massaggiare la gamba con movimenti delicati,
che aiutano a distendere la muscolatura. Puoi anche utilizzare oli essenziali che hanno
attività rilassante, antinfiammatoria e antidolorifica.

Fra quelli che si possono utilizzare c’è il Wintergreen, o Gaultheria, che contiene una
particolare sostanza, il metil salicilato, che aiuta ad alleviare il dolore e anche a
migliorare il flusso sanguigno, così da facilitare una buona irrorazione sanguigna.

Metti qualche goccia di olio essenziale di Wintergreen in un olio vegetale e massaggia


sulla gamba anche più volte al giorno. Evita di fare bagni caldi o applicare salviette
riscaldate subito dopo l’applicazione perché può provocare un’irritazione.

Crampi notturni e sindrome delle gambe senza riposo sono la stessa cosa?

No, sebbene si manifestino entrambi di notte, causando risvegli improvvisi, si tratta di


due condizioni diverse che hanno anche cause e sintomi diversi.

Se vuoi approfondire cos’è la sindrome delle gambe senza riposo, come riconoscerla e
quali rimedi naturali possono alleviarla.

Per rimineralizzare l’organismo puoi utilizzare piante naturalmente ricche di minerali


in forma biodisponibile, che possono aiutare a colmare le carenze e che, grazie
all’effetto 233

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA antiossidante, mantengono


l'organismo nelle condizioni ideali.

Ti suggerisco, ad esempio, l’equiseto e l’ortica che puoi utilizzare per succhi e tisane
naturali.

Appendice tre: Artrosi e artrite che fare?

L'Artrosi (osteoartrosi) è un'artropatia degenerativa.

Si tratta di una malattia articolare che causa la perdita progressiva delle parti
anatomiche tipiche delle articolazioni.

219
Può colpire la colonna vertebrale, le anche, gli arti superiori e quelli inferiori.

L'artrosi provoca il logorio della cartilagine articolare e il rimpiazzo del tessuto


condroide con quello osseo.

Provoca dolore e limitazione nei movimenti.

L'insorgenza dell'artrosi e la comparsa dei sintomi aumentano con l'età. È identificabile


(almeno in un distretto) nella maggior parte dei quarantenni e in quasi tutti i
settantenni. L'incidenza maggiore si riscontra fra i 75-79

anni.

Si tratta della causa più importante di dolore e invalidità articolare tra gli italiani (oltre
quattro milioni). I maschi ne soffrono di più entro i 45 anni e le femmine oltre. La
prevalenza dell'artrosi progredisce con la vecchiaia.

Molti fattori di rischio per l'artrosi sono gli stessi dell'osteoporosi.

Cosa Fare

L'artrosi è una patologia fortemente correlata alla predisposizione genetica, ma anche


lo stile di vita incide in maniera rilevante.

234

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Ciò significa che,


consapevolmente ad una familiarità per questa malattia, è necessario adottare una serie
di accorgimenti preventivi verso l'artrosi (vedi sotto Prevenzione).

ATTENZIONE! Vista la correlazione tra i fattori di rischio per artrosi e osteoporosi,


potrebbe essere utile rispettare anche le linee guida contro quest'ultima malattia.

Trattandosi di una patologia irreversibile, è auspicabile che la diagnosi venga effettuata


in maniera precoce.

Chi soffre di dolori articolari deve rivolgersi subito al medico .

Quest'ultimo prescriverà un'indagine immaginografica (di solito raggi X o Risonanza


Magnetica o Tomografia Computerizzata) e i risultati verranno interpretati dal
radiologo. Tuttavia è anche necessario rivolgersi a un ortopedico che:

Analizzerà la presenza o meno della patologia.

220
Effettuerà una diagnosi differenziale.

Prescriverà una cura.

NB . Una volta identificata l'artrosi (a causa dei sintomi o anche per ragioni casuali) è
molto importante capire se si tratta di una forma primaria o secondaria.

Nei casi più lievi è utili adottare una terapia conservativa, che permetta di ottimizzare
la condizione articolare posticipando l'intervento chirurgico:

o Attività motoria lieve: serve a mantenere l'escursione articolare, la lubrificazione, il


trofismo muscolare e anche quello osseo (preventivo per l'osteoporosi).

o Al bisogno, assunzione di antinfiammatori leggeri.

o Assunzione di integratori per la cartilagine.

235

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

o Applicazione di trattamenti medici con calore, ultrasuoni e fanghi.

o Infiltrazioni di condroprotettori e acido ialuronico.

221
o Nei casi più gravi invece, è necessario ottimizzare la qualità della vita in vista
dell'intervento chirurgico: o Attività fisioterapica preventivo-conservativa: prevede la
mobilitazione e alcuni esercizi motori necessari per preservare il tono muscolare.

o Assunzione di farmaci antinfiammatori per via orale o raramente per iniezione.

o Chirurgia o trapianto di cartilagine.

o Fisioterapia e riabilitazione motoria funzionale.

Cosa Mangiare

Non esiste una dieta idonea alla cura dell'artrosi. Tuttavia un deficit nutrizionale
potrebbe partecipare al logorio della cartilagine articolare.

Ho visto ottimi risultati, non miracoli con la dieta chetogenica, che t’ho proposto in
questo testo. Anche come prevenzione, ho notato in questi anni di lavoro, che
assumendo pochissimi carboidrati e zero zuccheri, oltre che avere una notevole forza
fisica, si evitano molte patologie.

236

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Quando il peso è eccessivo


diventa fondamentale praticare la dieta chetogenica. È uno stile alimentare piacevole e
che da molti risultati.

Questa è di tipo ipocalorico. I principi di base sono: o

Consumare una quantità calorica adeguata,

ovvero il 70% delle calorie normali.

Scegliere gli alimenti con un impatto metabolico idoneo (cibi integrali e senza
carboidrati raffinati) prevenendo i picchi di glicemia e insulina.

Raggiungere una buona quantità di fibra

alimentare. Aiuta a tenere sotto controllo la

glicemia, modula l'assorbimento dei grassi e incide positivamente sui livelli di


estrogeni.

222
Mantenere la frazione dei carboidrati semplici non oltre il 10-16% delle calorie totali (è
sufficiente eliminare tutti i cibi dolci mantenendo 4-6 porzioni di frutta e verdura, oltre
a 1-3 porzioni di latte e yogurt).

Mantenere la frazione dei grassi non oltre il 25-30% delle calorie totali, prediligendo
quelli “buoni”

(oli vegetali spremuti a crudo e pesci azzurri di media grassezza) rispetto a quelli
“cattivi” (saturi, idrogenati, bifrazionati ecc).

Nel caso in cui l'artrosi avanzata infiammi una o più articolazioni potrebbe essere utile
aumentare l'apporto dei nutrienti con spiccata funzione antinfiammatoria: Omega 3

Sono l'acido eicosapentaenoico (EPA), docosaesaenoico (DHA) e alfa linolenico


(ALA). Esercitano un ruolo antinfiammatorio. I primi due sono biologicamente molto
attivi e si trovano prevalentemente in: sarda, sgombro, palamita, alaccia, aringa,
alletterato, ventresca di tonno, aguglia, alghe, krill ecc. Il terzo è meno attivo ma
costituisce un precursore di EPA; è contenuto principalmente nella 237

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA frazione grassa di certi alimenti di


origine vegetale o negli oli di: soia, semi di lino, semi di kiwi, semi di uva.

Antiossidanti

o Vitaminici: le vitamine antiossidanti sono i carotenoidi (provitamina A), la vitamina


C e la vitamina E. I carotenoidi sono contenuti negli ortaggi e nei frutti rossi arancioni
(albicocche, peperone, melone,

pesche, carote, zucca, pomodori ecc); sono presenti anche nei crostacei e nel latte. La
vitamina C è tipica della frutta acidula e di alcune verdure (limoni, arance, mandarini,
pompelmi, kiwi, peperoni,

prezzemolo, cicoria, lattuga, pomodori, cavoli ecc). La vitamina E è reperibile nella


porzione lipidica di molti semi e relativi oli (germe di grano, germe di mais, sesamo,
kiwi, vinaccioli ecc).

o Minerali: zinco e selenio. Il primo è contenuto soprattutto in: fegato, carne, latte e
derivati, alcuni molluschi bivalvi (soprattutto ostriche). Il secondo è contenuto
soprattutto in: carne, prodotti della pesca, tuorlo d'uovo, latte e derivati, alimenti
arricchiti.

o Polifenolici: fenoli semplici, flavonoidi, tannini. Ne sono ricchissimi: ortaggi


(cipolla, aglio, agrumi, ciliegie) frutta e relativi semi (melograno, uva, frutti di bosco),
vino, semi oleosi, caffè, tè, cacao, leguminose e cereali integrali.

223
Cure e Rimedi Naturali

Integratori per la cartilagine :

o Glucosamina solfato: è un monosaccaride amminico che struttura: glicoproteine,


glicosamminoglicani, acido ialuronico ed eparan-solfato. Intervengono tutte nella
composizione della matrice cartilaginea e

partecipano al mantenimento funzionale delle

articolazioni.

238

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA o Condroitina solfato: è una


macromolecola

appartenente alla famiglia dei glicosaminoglicani.

o Acido ialuronico: è una molecola responsabile dell'idratazione e della protezione dei


tessuti articolari.

o MSM - Metilsulfonilmetano

o Antinfiammatori naturali (es. boswellia)

Bagni di fango

Sono utili nella riduzione del dolore articolare ma non agiscono sulla causa scatenante.

Prevenzione

o Mantenere l'equilibrio nutrizionale: consente di prevenire il sovrappeso e il


sovraccarico funzionale sulle articolazioni sofferenti. Inoltre garantisce l'apporto di
nutrienti fondamentali alla sintesi di cartilagine e liquido sinoviale. Alcune indicazioni
sono le stesse citate nella Dieta per l'Osteoporosi.

o Prevenire il sovrappeso o dimagrire in caso di obesità (limitare il sovraccarico


funzionale cronico).

o Seguire uno stile di vita attivo e praticare attività motoria: consente di prevenire il
sovrappeso, rinforza i muscoli e riduce di conseguenza il sovraccarico funzionale nel
lungo termine. Inoltre migliora la lubrificazione dell'articolazione e ne conserva la
mobilità.

o Non eccedere con lo sport agonistico: il volume e l'intensità d’allenamento possono


infiammare,

224
consumare o peggiorare le sofferenze articolari

(limitare il sovraccarico funzionale cronico).

o Conoscere eventuali deformità congenite o acquisite per limitarne la degenerazione.

o Per quanto possibile, evitare i traumi articolari.

o Evitare i processi infettivi sistemici o articolari.

o Curare o prevenire o contenere i processi

infiammatori.

o Se necessario, adottare delle correzioni ortopediche.

239

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

o Se necessario, adottare trattamenti medici ai primi segni di artrosi.

225
Ai miei clienti propongo da anni il metodo Souchard e delle sedute di laser terapia
ad alto voltaggio. Per informazioni più precise chiama pure al mio numero che
trovi alla fine di questo libro.

Appendice quattro: Ernia al disco

Ernia del disco è il nome che viene dato a questo processo, che identifica quindi un
danno al disco intervertebrale.

L’ernia, da un punto di vista generale, consiste nella fuoriuscita di un viscere dalla


cavità che normalmente lo contiene, la parola disco (talvolta usata in forma di
aggettivo, discale), ne specifica il tipo.

Il disco va in altre parole incontro a uno spostamento che può causare un’irritazione dei
nervi vicini, con la conseguente comparsa di dolore alla schiena e sciatalgia.

I sintomi principali con cui si manifesta l’ernia del disco sono:

240

226
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

o mal di schiena (o al collo se trattasi di ernia cervicale)

o dolore/formicolio al braccio o alla gamba

(rispettivamente in caso di ernia cervicale o

lombare),

o intorpidimento o formicolio
227
o debolezza.

In molti casi le ernie possono anche essere scoperte casualmente, durante esami svolti
per altre ragioni, perché prive di sintomi.

La diagnosi avviene in genere attraverso una visita medica ed eventualmente esami di


imaging; il trattamento, in molti casi non necessario, può prevedere riposo, farmaci
antinfiammatori, terapia fisica, talvolta chirurgia.

Che differenza c’è tra protrusione ed ernia del disco?

Si parla genericamente di discopatia quando si verifica un’alterazione dello spessore o


della posizione dei dischi intervertebrali, ma in base alla modalità e alla gravità del
danno possiamo distinguere due casi:

241

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA o

Protrusione discale : La protrusione è la forma più comune ed è causata dalla


fuoriuscita del

disco dal suo spazio naturale; il risultato è un dolore che spesso decorre lungo il nervo
sciatico (nella parte posteriore della gamba), oppure lungo il nervo crurale (nella parte
anteriore della coscia e a livello dell’inguine).

Ernia del disco (oggetto di questo articolo): Quando si verifica una rottura del disco, si
assiste alla fuoriuscita del nucleo polposo contenuto, che invadendo le strutture
limitrofe diventa causa di compressione delle radici nervose con

conseguente comparsa di infiammazione e dolore.

Si può guarire spontaneamente dall’ernia del disco?

Premesso che un’ernia espulsa non può in alcun modo rientrare, e non è quindi
possibile una guarigione spontanea dal punto di vista anatomico, un disco erniato
generalmente migliora con un trattamento conservativo e non sempre è necessario
ricorrere alla chirurgia.

La spiegazione a questa apparente contraddizione ci viene offerta da due diverse


considerazioni:

o Il frammento espulso va incontro a fenomeni di evoluzione fisiologica di


adattamento, in primis disidratandosi e perdendo così gran parte del volume, ma anche
trovando una posizione e una

228
conformazione più neutra nei confronti delle strutture adiacenti. Si tratta di un
meccanismo che si verifica nei tre mesi successivi all’espulsione dell’ernia in circa tre
casi su quattro, per questo motivo la

tendenza attuale è sempre più orientata a un

approccio conservativo nei primi mesi a seguito della diagnosi.

o In caso di protrusione discale e presenza di una piccola ernia, l’aumento del tono
muscolare della schiena che si può raggiungere attraverso un

242

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA percorso di ginnastica e


miglioramento della postura è in grado di permettere almeno una parziale

regressione della protrusione.

Cause

La spina dorsale è composta da 24 ossa chiamate vertebre (26, se consideriamo nel


conteggio anche sacro e coccige), impilate l’una sull’altra.

Tra una vertebra e la successiva troviamo formazioni circolari di tessuto connettivo


(cartilagine) chiamate dischi, caratterizzati da una sostanza gelatinosa interna (nucleo)
e un involucro esterno più duro (anello); la loro funzione è quella di contribuire a
mantenere la flessibilità necessaria a garantire la vasta gamma di movimenti possibili
della schiena.

Il midollo spinale consiste in un fascio di fibre nervose che attraverso la colonna


vertebrale; queste fibre nervose collegano tutte le parti del corpo al cervello e
permettono la trasmissione di segnali nervosi in entrambe le direzioni (dal cervello alla
periferia e viceversa).

L’ernia del disco, si verifica quando l’involucro di tessuto connettivo si rompe,


permettendo la fuoriuscita del nucleo.

Il disco danneggiato può esercitare pressione su tutto il midollo spinale o su una


singola fibra nervosa, nel punto in cui il nervo si allontana dal midollo spinale; questo
significa che l’ernia del disco può causare dolore nella zona colpita (mal di schiena) e/o
nell’area del corpo controllata dal nervo che subisce la pressione del nucleo.

Non è sempre chiaro che cosa provochi la degenerazione e la rottura del disco, ma l’età
è uno dei fattori più comuni; quando si invecchia i dischi iniziano a perdere il loro
contenuto d’acqua (si disidratano), diventando meno flessibili e più soggetti a rottura.

243

229
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Fattori di rischio

Diversi fattori vi rendono più suscettibili ad un’ernia discale: o

Età. Le ernie del disco sono più comuni nella

mezza età, soprattutto tra i 30 e i 50 anni, a causa della degenerazione legata


all’invecchiamento dei dischi.

Ad essere colpiti sono gli uomini due volte di più rispetto alle donne.

Fumo. Fumare tabacco aumenta il rischio di ernia del disco, perché diminuisce i livelli
di ossigeno nel sangue, privando i tessuti del corpo di nutrienti vitali e riducendo così
l’elasticità del disco.

Peso. Il peso corporeo in eccesso è causa di


230
stress supplementare sui dischi nella regione

lombare.

Altezza. Essere alti aumenta il rischio di ernia del disco. Gli uomini più alti di 180
centimetri e le donne più alte di 170 centimetri sembrano avere

un rischio maggiore di soffrire di un’ernia discale.

Occupazioni che stirano la spina dorsale. Le

persone con lavori impegnativi sul piano fisico

hanno un maggiore rischio di problemi alla

schiena. Sollevare, tirare, spingere, flettere

lateralmente e ruotare ripetutamente la schiena

244

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA può aumentare il rischio di ernia


discale. Lavori che richiedono una prolungata posizione seduta o lo stare in piedi nella
stessa posizione possono lo stesso aumentare il rischio di ernia del disco.

Una posizione seduta tenuta per lunghi periodi,

per esempio durante la guida.

Pratica del sollevamento pesi.

Gravi lesioni e traumi alla schiena, come ad

esempio una caduta o un incidente stradale.

Sintomi

Molti soggetti affetti da ernia del disco non manifestano alcun sintomo.

231
Questo succede quando la parte di anello che si rompe è piccola e non causa pressione
su nervi e midollo spinale.

La maggior parte dei pazienti con ernia del disco soffre invece di un dolore avvertito su
un unico lato del corpo, che inizia lentamente e che peggiora nel tempo. Il dolore tende
ad aggravarsi nelle situazioni in cui si esercita pressione sul nervo, per esempio
tossendo, starnutendo o quando ci si siede.

Quando presenti i sintomi possono variare anche in base alla localizzazione del disco
interessato:

❖ Ernia del disco cervicale (collo):

o dolore al collo durante il movimento,

o intorpidimento o sensazione di formicolio a collo, spalla, braccio o mano,

o debolezza muscolare, che può limitare la gamma di movimenti possibili.

❖ Ernia del disco lombare (parte bassa della

schiena):

o mal di schiena durante il movimento,

o intorpidimento o sensazione di formicolio a schiena, natiche, genitali, gambe o piedi.

245

232
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Appendice cinque: Sciatica

Il nervo sciatico è il nervo più lungo nel corpo e si compone di diversi nervi più
piccoli; corre dalla parte posteriore del bacino, attraverso le natiche, per raggiungere
gambe e piedi.

Nel caso di ernia discale che preme sul nervo sciatico, possono comparire i classici
sintomi della sciatica (o sciatalgia), con dolore anche molto severo e formicolio a
gamba, anca e/o glutei.

Altri nervi

Se disco preme su uno qualsiasi degli altri nervi che scendono lungo il midollo spinale,
i sintomi possono arrivare a comprendere:

Paralisi muscolare

Spasmi muscolari

233
246

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Quando chiamare il medico

In caso di comparsa di un dolore invalidante alla schiena si raccomanda di chiamare il


medico per una valutazione, mentre se il dolore è forte, ma gestibile, in genere si
consiglia di provare a valutare per qualche giorno come va, evitando un riposo assoluto
che in caso di mal di schiena è spesso controproducente.

Se il dolore aumenta quando in posizione seduta, o quando si tossisce/starnutisce, è


effettivamente possibile che un disco erniato potrebbe esserne la causa.

Rivolgetevi in Pronto Soccorso nel caso in cui:

o venga perso il controllo di vescica o intestino.

o il dolore aumenti anziché diminuire,

o compaiano intorpidimento o debolezza in una o entrambe le gambe.

Un’ernia del disco (o più raramente un tumore spinale) può essere causa di
compressione di alcune delle radici nervose a livello della spina dorsale e questa
condizione, nota come sindrome della cauda equina, è rara ma potenzialmente
invalidante. Per evitare complicazioni è quindi indispensabile un intervento chirurgico
d’urgenza.

Pericoli

Anche se può essere dolorosa, un’ernia discale non è in genere un’emergenza medica.

Fa eccezione la sindrome della cauda equina, una condizione rara ma grave causata
dalla compressione dei nervi alla base del midollo spinale; i sintomi includono: mal di
schiena lombare (cioè della parte bassa della schiena), intorpidimento avvertito a
livello dell’inguine.

paralisi di una o di entrambe le gambe.

dolore rettale.

247

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA o

234
perdita del controllo dell’intestino (incontinenza intestinale).

Si tratta di un’emergenza medica che richiede immediata assistenza ospedaliera, in


quanto in assenza di trattamento i nervi di vescica e intestino possono danneggiarsi
irrimediabilmente.

Diagnosi

In molti casi la diagnosi è possibile che venga formulata dal medico curante o dallo
specialista attraverso la valutazione dei sintomi e della storia clinica (anamnesi);
durante la visita il medico avrà poi la possibilità di verificare: o

postura.

riflessi.

forza muscolare.

capacità di camminare.

sensazioni avvertite a livello degli arti.

Potrebbe poi procedere ad alcuni test ambulatoriali, tra cui: o

Test di flessione della coscia a gamba tesa, in cui il paziente è sdraiato o seduto e il
medico

lentamente alza le gambe (una alla volta) per

valutare se la manovra sia causa di dolore. Questo test è fatto per provocare un
modesto

allungamento dei nervi della spina dorsale che,

che pressati da un disco, diventano causa di

dolore e formicolio.

235
Pressione sul nervo, in cui il paziente piega

dolcemente la testa in avanti e lateralmente,

mentre il medico applica una lieve pressione.

Anche in questo caso, se compaiono dolore e/o

formicolio, è probabile che ci sia un disco che

preme sul nervo.

Nella maggior parte dei casi non sono necessari ulteriori test perché i sintomi tendono a
regredire e sparire entro un arco 248

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA di tempo variabile da 1-3 mesi; se


così non fosse si procederà a ulteriori approfondimenti per individuare l’esatta
localizzazione dell’ernia del disco e valutare eventualmente la funzionalità nervosa.

Elettromiografia ed elettrone urografia

Nei casi dubbi può essere utilizzato uno studio della conduzione nervosa per misurare
la qualità della trasmissione dei segnali del sistema nervoso; durante la prova saranno
applicati piccoli dischi metallici sulla pelle, si tratta di elettrodi in grado di rilasciare
una leggera scossa elettrica in grado di stimolare i nervi e permettendo la valutazione
della forza e della velocità di conduzione dell’impulso.

Risonanza magnetica (MRI)

La risonanza magnetica è un esame che fa uso di un forte campo magnetico e onde


radio per produrre immagini dettagliate dell’interno del corpo; le scansioni così
ottenute sono utili per mostrare la posizione e la dimensione di un disco erniato, oltre a
permettere l’individuazione dei nervi colpiti.

Tomografia computerizzata (CT)

La tomografia computerizzata (CT) utilizza i raggi X per costruire immagini dettagliate


dell’organismo; si ottengono immagini trasversali della colonna vertebrale e delle
strutture che la circondano. Risulta in genere leggermente meno dettagliata della
risonanza.

Radiografia

Raramente si fa ricorso alla radiografia tradizionale, in quanto capaci di indagare solo


la parte ossea della colonna e non quella relativa ai tessuti molli (nervi e midollo
spinale).

236
Cura e terapia

Come alleviare il dolore?

Nella maggior parte dei casi i sintomi connessi all’ernia del 249

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA disco miglioreranno lentamente


attraverso il ricorso a: o Esercizio fisico,

o Farmaci.

I tempi di recupero sono mediamente di 4-6 settimane, ma prima di valutare trattamenti


invasivi si aspettano in genere fino a 3-6 mesi.

È importante precisare che, almeno nel caso delle patologie della colonna vertebrale,
l’intensità del dolore non è necessariamente proporzionale alla gravità dell’ernia
sottostante, quanto piuttosto con la specifica sede o con il grado di infiammazione
nervosa sottostante; se infatti il fenomeno degenerativo interessa un canale che vede il
passaggio di una radice nervosa (tipico è l’esempio del nervo sciatico), la
sintomatologia sarà severa ed estesa anche alle gambe.

Proprio per questa ragione una protrusione localizzata in una sede “sensibile”, può
essere associata a una maggior violenza dei sintomi rispetto a un’ernia.

Anche alla luce di questa considerazione gli approcci terapeutici devono essere
personalizzati in base al singolo caso e, seppur la chirurgia rimanga ad oggi il
trattamento curativo e risolutivo per eccellenza, non sempre rappresenta la prima
indicazione da proporre al paziente, riferendoci ovviamente a quel gruppo di soggetti in
cui la terapia antidolorifica/antinfiammatoria farmacologica ha smesso di avere un
soddisfacente rapporto rischio-beneficio.

Stile di vita attivo

È indispensabile che il paziente colpito da ernia del disco si mantenga per quanto
possibile attivo, anche se soprattutto inizialmente può essere difficile; in caso di dolore
grave potrebbe essere necessario l’osservazione di un assoluto riposo per i primi due
giorni, tuttavia dopo questa fase è importante iniziare a muoversi appena possibile, per
250

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA mantenere la mobilità della


schiena e favorire così il recupero.

Ovviamente il tutto va fatto con buon senso, assicurandosi che qualsiasi esercizio fisico
sia delicato e non gravoso per la schiena: il nuoto è una forma ideale di esercizio,
perché l’acqua supporta il peso del paziente, che evita di gravare sulle articolazioni.

237
Il movimento e l’esercizio fisico contribuiranno anche a rafforzare i muscoli che
inevitabilmente possono indebolirsi.

Vanno tassativamente evitate attività in grado di aggravare la condizione, come ad


esempio:

sollevamento pesi,

restare seduti per periodi prolungati.

È normale avvertire dolore iniziando un movimento e non significa necessariamente


che l’esercizio sia sbagliato, in genere infatti la sensazione andrà rapidamente a sparire
permettendo così un incremento dell’attività.

Farmaci

È possibile ricorrere a numerosi farmaci per la gestione del dolore connesso all’ernia
del disco, tra cui:

Antinfiammatori naturali: Si tratta di molecole

vegetali in forma topica (crema) o sistemica

(compresse, tavolette, …); alcuni principi attivi mostrano una certa efficacia, ma sono
di fatto utili solamente in caso di sintomatologia lieve.

Analgesici: Si tratta di farmaci antidolorifici, come il paracetamolo (Tachipirina), in


grado di dare

sollievo ai sintomi. Alcuni pazienti temono che

l’assunzione di antidolorifici possa mascherare

problemi più gravi, ma in genere si tratta di una paura infondata.

Farmaci antinfiammatori non steroidei: I farmaci antinfiammatori non steroidei


(FANS), come

238
251

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA ibuprofene, diclofenac e


naprossene possono

contribuire ad alleviare il dolore e ridurre

l’infiammazione presente; potrebbero essere

controindicati in soggetti con ipertensione

(pressione alta), asma, insufficienza cardiaca o insufficienza renale, nonché in soggetti


con

disturbi di stomaco.

Codeina ed altri oppiacei: La codeina è un

antidolorifico più forte che viene spesso assunto in combinazione con il paracetamolo
(per esempio

CoEfferalgan®). Di solito viene prescritto solo

quando altri antidolorifici e FANS non abbiano

sortito gli effetti sperati, in quanto può causare effetti collaterali come stitichezza e
sonnolenza.

Intervento e chirurgia

Il ricorso alla chirurgia è in genere necessario in circa un caso di ernia del disco su 10;
a differenza del passato, quando si interveniva molto più rapidamente, l’intervento
viene oggi preso in considerazione quando, ci sono evidenze certe di una grave
compressione del nervo, i sintomi non sono migliorati nonostante un approccio
conservativo durato almeno 3-6 mesi.

Lo scopo della chirurgia è quello di ridurre la porzione di disco espulsa (discectomia) e


può essere ottenuto attraverso diverse tecniche, di cui possiamo illustrare brevemente
le più comuni.

Discectomia aperta

La discectomia standard consiste nel rimuovere con un classico intervento chirurgico a


cielo aperto (ossia attraverso un’incisione sulla schiena) il nucleo del disco; a livello
lombare è possibile procedere con l’apertura di un piccolo sportello osseo per accedere

239
posteriormente al canale vertebrale e rimuovere il frammento erniato, mentre a livello
cervicale il disco erniato è raggiunto con una piccola incisione in una piega del collo

La discectomia è quindi una procedura studiata per 252

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA rimuovere parte o l’intero disco


erniato; viene effettuata in anestesia totale o spinale.

Sostituzione del disco vertebrale

La sostituzione del disco intervertebrale prevede la sostituzione del disco erniato con
uno artificiale (protesi); si tratta di un approccio relativamente recente che sembra
garantire un grande miglioramento della qualità di vita dei pazienti che vi si
sottopongono, ma mancano ancora i numeri necessari a trarre conclusioni definitive su
vantaggi e rischi.

Discectomia laser

Questo approccio prevede la pratica di una piccola incisione per accedere alla colonna
vertebrale attraverso un endoscopio, un tubo sottile e flessibile dotato di una fonte di
illuminazione e una videocamera che consentono al chirurgo di vedere il distretto
anatomico da trattare; la procedura viene in genere eseguita sotto anestesia locale o
generale, a seconda della posizione del disco interessato.

Dopo l’incisione il nervo compresso causa del dolore verrà rilasciato, attraverso la
rimozione di una parte del disco con il ricorso a un laser.

La letteratura disponibile dimostra una buona efficacia e stima in circa 7 settimane il


ritorno alla propria attività lavorativa, mentre solo il 2-4% dei soggetti operati richiede
un secondo intervento.

Anche in questo caso si tratta di un approccio recente, per cui la comunità scientifica
internazionale è ancora in attesa di numeri sufficienti a trarre conclusioni.

Approcci mini-invasivi

Ad affiancare gli approcci terapeutici classici per il trattamento dell’ernia del disco è
disponibile da alcuni anni anche nel nostro Paese la Radiologia Interventistica
Muscolo-Scheletrica, una moderna branca della medicina 253

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA che, attraverso procedure


minimamente invasive e che non richiedono ricovero, permettono il trattamento di un
gran numero di casi (ernie, protrusioni, sciatalgie).

Tali metodiche offrono quindi alcuni significativi vantaggi rispetto alla chirurgia
convenzionale:

240
o Minor degenza ospedaliera: di norma vengono

eseguiti in regime ambulatoriale, senza necessitare di alcuna procedura di ricovero.

o Recupero molto più rapido, spesso immediato del paziente, con riduzione del dolore
nell’arco delle ore o al massimo dei giorni successivi.

o Invasività ridotta al minimo: l’evento

traumatico/chirurgico si riduce in genere

all’introduzione di un ago, evitando suture chirurgiche o ferite e cicatrici evidenti.

o Anestesia loco-regionale, che significa una riduzione delle complicanze, tipiche di


qualunque tipo di

approccio chirurgico ed invasivo.

o La nucleolisi percutanea rappresenta forse oggi la metodica più diffusa e richiede


indicativamente 20

minuti per essere portata a termine: il paziente viene inizialmente sottoposto a


valutazione radiologica per identificare la sede specifica dell’ernia discale e il miglior
sito di accesso.

Viene quindi introdotto un piccolo ago TAC-guidato che permette di raggiungere,


senza percezione del dolore da parte del paziente, il disco intervertebrale (la cui
protrusione e compressione sulla radice nervosa sono l’effettiva causa del dolore).

A seguito di leggera anestesia locale si introduce quindi in sede intervertebrale una


miscela di gas, costituita da Ossigeno e Ozono. Questi gas, in particolar modo l’Ozono,
consentono di disidratare il disco vertebrale, ottenendo un’immediata e progressiva
riduzione delle sue dimensioni; la conseguenza è che il disco cessa di comprimere la
radice 254

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA nervosa del livello corrispondente


e il dolore tenderà a ridursi già dalle prime ore a seguito del trattamento.

Nei casi più gravi potrebbero essere necessarie più sedute per poter raggiungere una
remissione algica sufficiente, eventualmente associate ad altre tecniche, come la
neuromodulazione a radiofrequenza.

Si ringrazia per la preziosa collaborazione nella stesura di questa sezione il Dr.


Armando Conchiglia, responsabile del servizio di Interventistica Muscolo-Scheletrica e
di Interventistica Spinale presso il reparto di Radiodiagnostica di Clinica Villa Sandra,
Roma

241
Recupero e convalescenza

Per la maggior parte delle persone con sintomi gravi la chirurgia consente di alleviare
significativamente i sintomi patiti; il recupero avviene in un tempo che va dalle due
alle sei settimane, ma in una piccola percentuale di casi potrebbero essere necessari
ulteriori interventi.

Le possibili complicazioni legate all’intervento, per quanto rare, includono:

o Infezione,

o Lesioni nervose e paralisi,

o Emorragia (sanguinamento grave),

o Temporanea disestesia (disturbo della sensibilità per cui vari stimoli provocano
reazioni diverse dal

normale).

Prevenzione

Per evitare la comparsa di mal di schiena e per la prevenzione dell’ernia del disco è
consigliabile perseguire uno stile di vita attivo, praticare regolare attività fisica e
sollevare oggetti pesanti in modo corretto.

Attività fisica

La pratica periodica e regolare di esercizio fisico può efficacemente rallentare il


deterioramento dei dischi intervertebrali, oltre a mantenere i muscoli della schiena forti
255

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA e flessibili.

È importante effettuare un corretto riscaldamento (stretching) prima e dopo l’attività


sportiva e, in caso di recupero da un disturbo d’ernia, vanno evitate attività ad alto
impatto come la corsa.

Peso corporeo

Un sovrappeso più o meno importante può essere causa di una pressione eccessiva
sulla schiena, quindi il mantenimento del peso ideale è un aspetto importante in ottica
di prevenzione dell’ernia del disco.

Sollevare pesi

242
È molto importante utilizzare una tecnica corretta quando si solleva un peso, che sia
una borsa della spesa o un esercizio svolto in palestra.

Quando si sollevano oggetti pesanti:

1.
Valutare con attenzione l’oggetto per assicurarsi di poter gestire il peso.

2.
Piegare leggermente la schiena, le anche e le

ginocchia prima di iniziare il movimento.

3.
Tenere il peso più o meno all’altezza della vita.

4.
Evitare movimenti di torsione della schiena.

243
5.
Mantenere la testa dritta e guardare avanti mentre si porta il peso.

Sedersi

Quando ci si siede o si guida per lungo tempo, è necessario assicurarsi che il sedile sia
confortevole e in grado di sostenere correttamente la schiena; se possibile è
consigliabile prendere regolari pause allungarsi e camminare.

Se il lavoro prevede l’utilizzo di un computer, assicurarsi di prendersi regolarmente


piccole pause, assicurarsi che lo schermo del computer sia a livello degli occhi e
direttamente 256

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA di fronte al viso, in modo che


non richieda posizioni anomale del capo.

La seduta deve essere comoda, con sufficiente spazio per muoversi ed evitare così di
rimanere nella stessa posizione per troppo tempo.

Postura

Mantenere una corretta postura è fondamentale,

camminando o stando in piedi con testa e spalle

leggermente all’indietro.

Quando ci si siede alla scrivania assicurarsi che la sedia sia dell’altezza corretta, con i
piedi che dovrebbero essere in grado di appoggiare comodamente sul pavimento e

permettendo alle ginocchia di formare indicativamente un angolo di 90°.

Materasso

Per evitare dolori alla schiena si consiglia di dormire su un letto con un materasso che
supporti adeguatamente le curve naturali della spina dorsale. È inoltre necessario
utilizzare un cuscino adeguato ridurre il rischio di dolore al collo.

Appendice sei: La Medicina Cinese e il mal di schiena

Cos’è la Medicina Tradizionale Cinese?

La Medicina Tradizionale Cinese nasce più di tre millenni fa, in risposta alle numerose
domande che l’uomo iniziava a porsi riguardo al proprio stato di salute e soprattutto a
come poterlo migliorare. Nonostante la lontananza geografica e temporale, questa
244
antica medicina oggi è più che mai attuale e spesso ci consente di trovare quelle
risposte che molto a lungo abbiamo ricercato.

La fisiologia secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) si basa sul concetto di


Qi, cioè l’energia che ci rende vivi e che scorre in tutto il nostro corpo attraverso delle
vie, dette 257

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Meridiani, i quali proprio come farebbe un fiume, portano l’energia in tutto il corpo,
nutrendolo e quindi rendendolo vivo. La presenza di Qi non è caratteristica solo
dell’Uomo, bensì permea l’intero universo e tutte le forme di vita che ne fanno parte,

245
permettendo tutte le trasformazioni chimico-fisiche e in ultima analisi, permettendo la
relazione tra noi e ciò che ci sta intorno.

Appare quindi chiaro fin da subito come la salute secondo la visione medica cinese, si
basi sul corretto fluire del Qi ed anche su una corretta relazione tra noi e l’intero
universo.

Ogni patologia si basa su un’alterazione di questo flusso energetico e l’obiettivo del


terapeuta è quello di ripristinare questo equilibrio alterato attraverso gli strumenti
terapeutici che la Medicina Tradizionale Cinese gli offre, come: l’agopuntura, il
massaggio Tuina, la farmacologia cinese basata sull’utilizzo di piante e preparati
medicinali e sulle ginnastiche psico-corporee come il Qi Gong.

La Medicina Tradizionale Cinese è una medicina di tipo 258

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA olistico, prende cioè in


considerazione il corpo nella sua totalità e non trascura mai la ricerca della vera causa
di malattia, mirando a risolvere la patologia curandone la sua radice e mai curandone
solamente la sua manifestazione.

La malattia in MTC va sempre letta come un qualcosa di

“psicosomatico” e vedremo poi nel dettaglio quali simbolismi e quali concetti


filosofici tipici di questa antica tradizione possiamo riscoprire come attuali ed
estremamente utili per comprendere noi stessi e la nostra condizione di salute.

Attualmente in occidente, secondo anche quanto confermato dall’Organizzazione


Mondiale della Sanità, l’agopuntura viene utilizzata e risulta efficace per numerosi
problemi, quali malattie gastrointestinali, malattie oculari, dell’apparato respiratorio,
neurologiche e anche malattie muscolo-scheletriche, quali cervicalgie, dorsalgie,
lombalgie, sciatalgie e cervico-brachialgie.

Bisogna premettere inoltre che qualunque sistema medico attualmente in uso, trae
maggior forza ed efficacia dall’integrazione con altri sistemi che completino le sue
mancanze e sottolineino i suoi punti di forza. L’utilizzo della Medicina Tradizionale
Cinese o di qualsiasi altro sistema considerato “alternativo” non deve mai precluderci
una corretta diagnosi di un medico specialista, basata su esami quali ecografie,
radiografie, TAC e risonanze magnetiche che vadano ad escludere patologie gravi a
danno anche di altri distretti e che solo di riflesso si manifestino come un dolore nella
regione dorsale.

Cos’è un agopunto?

L’agopuntura come anche il massaggio e la digitopressione, si basano sull’utilizzo dei


punti di agopuntura o agopunti.

246
Come detto precedentemente il Qi scorre all’interno dei meridiani, i quali lo veicolano
in tutte le parti del corpo. Ci sono dei punti posti su questi meridiani che punti con un
ago o stimolati con digitopressione e tecniche di massaggio, consentono di regolare il
flusso del Qi all’interno dei 259

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA meridiani e di ripristinare la


condizione di equilibrio e quindi di salute. Vedremo poi per ogni patologia quali sono
i punti maggiormente indicati per il mal di schiena e la corretta stimolazione.

Il mal di schiena è uguale per tutti?

Quello che noi tutti comunemente etichettiamo come “mal di schiena” può presentarsi
in diverse zone e con sintomi molto diversi tra loro. È quindi necessario specificare ed
analizzare quale sia la parte dolente, indicandola con la terminologia corretta, al fine
di indagare con la massima accuratezza le possibili cause del dolore e soprattutto al
fine di impostare una corretta terapia.

Faremo d’ora in avanti riferimento ai dolori al collo, che alle volte possono anche
irradiarsi alla parte alta della schiena come “cervicalgie”, alla parte dorsale come
“dorsalgie” e alla parte bassa della schiena come “lombalgie”. Un’altra
differenziazione che deve essere fatta in sede diagnostica è se il dolore alla schiena
derivi o meno da un trauma fisico.

Il simbolismo

Come anticipato prima, ci sono dei simbolismi che ci possono aiutare a comprendere
meglio noi stessi e il nostro problema. Sono delle metafore che ci consentono di
ragionare per analogia e fornirci una visione del nostro problema da un punto di vista
differente, non solo fisico, ma anche psicologico e soprattutto relazionale,
consentendoci anche di porre l’attenzione su come ci relazioniamo con ciò che sta
attorno a noi.

Terra, Cielo e Uomo

La visione filosofica cinese, pone l’essere umano tra Cielo e Terra. La relazione
permessa dal Qi, che esiste tra noi e l’intero universo non è di tipo unidirezionale, cioè
tanto l’Universo può influenzare noi, quanto noi possiamo influenzare l’Universo
stesso, in questo rapporto di continuo interscambio energetico e di informazioni.

260

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA In tal senso, la colonna


vertebrale è vista come un asse verticale, perpendicolare al Cielo e alla Terra e che ci
consente di comunicare con essi. È subito chiaro come metaforicamente un
disallineamento della colonna comporti un’interruzione o comunque un cambiamento
nella relazione con ciò che ci sta intorno.

247
Per concretizzare e spiegare meglio questo concetto, basta pensare ad una persona
estremamente introversa e timida, che per questa sua caratteristica caratteriale tenderà
a chiudersi su sé stessa, alterando la postura e le naturali curve della colonna.

Questa alterazione se gestita e risolta nel breve periodo, quasi sicuramente non avrà
ripercussioni future, ma se protratta per anni darà luogo a processi infiammatori alle
volte anche molto dolorosi.

Naturalmente la sola risoluzione “meccanica” di questo dolore non porterà ad una


risoluzione definitiva, in quanto la persona tenderà nuovamente verso questa sua
chiusura posturale, portando anche il problema a ripresentarsi e a cronicizzarsi.

Come mi muovo nel mondo?

Quando abbiamo un qualsiasi problema alla colonna che non derivi da un trauma
fisico ma da una scorretta postura, la prima domanda che dobbiamo porci è “come mi
muovo nel mondo?”.

Già questa domanda da sola ci fa porre l’attenzione sia sul nostro carattere, sia sul
nostro stato emotivo e la sola presa di coscienza di questo nostro aspetto caratteriale,
ci fa fare un passo verso la guarigione e la risoluzione del nostro problema.

Quali meridiani e quali organi influenzano nello specifico la schiena?

In MTC ci sono 12 meridiani definiti principali, 8 definiti 261

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA straordinari e altri ancora


secondari.

La schiena è principalmente influenzata dai Meridiani di Vescica Urinaria (BL) che


decorre parallelamente alla colonna per l’intera lunghezza, dal Meridiano straordinario
Du Mai o Vaso Governatore (GV) che corre lungo la colonna dal coccige fino ad
entrare nel Cervello, e da altri meridiani come il Meridiano di Intestino Tenue (SI) il
quale per quasi metà del suo decorso, corre lungo la zona del trapezio.

Un qualsiasi dolore alla schiena deve quindi per prima cosa farci porre l’attenzione su
questi tre meridiani, i quali con estrema probabilità saranno coinvolti nel processo
patologico in modo più o meno diretto.

Le cervicalgie

La cervicalgia è percepita come un dolore nella regione cervicale, che può protrarsi
per un tempo molto variabile, alle volte anche di mesi o anni e che può anche
includere sintomi differenti e più estesi, come cefalea, nausea, tensione ed
affaticamento muscolare.

248
Ricollegandoci al concetto di meridiani espresso prima, il collo è non solo un punto
cruciale di scambio tra la testa e il torace, bensì anche un punto importantissimo per il
corretto fluire del Qi all’interno dei meridiani.

Punti indicati per le cervicalgie sono: BL10, GB12, GB20, GB21, GV15, GV16, SI16,
LI17, LI18, TH5.

Le dorsalgie e le lombalgie

La dorsalgia è un dolore che si presenta in una zona localizzata tra la prima vertebra
dorsale/toracica D1/T1 e l’ultima vertebra dorsale/toracica D12/T12.

La lombalgia è invece un dolore localizzato nella regione che va dalla prima vertebra
lombare L1 alla quinta vertebra lombare L5.

262

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Ci sono solo due meridiani che
decorrono lungo l’intera parte dorsale e sono Du Mai e il Meridiano di Vescica
Urinaria. Se il dolore si presenta precisamente sulla colonna il meridiano coinvolto è
senza dubbio il Du Mai, se invece si presenta a qualche centimetro di distanza dalla
colonna, il meridiano coinvolto è quello di Vescica Urinaria. Effettuata questa prima
distinzione, bisogna capire con esattezza a fianco o su quale vertebra è presente il
punto doloroso.

Lungo il meridiano di Vescica Urinaria ci sono una serie di punti di agopuntura molto
utili sia da un punto di vista diagnostico che terapeutico, che si chiamano punti Shu
del Dorso. Questi punti sono collegati direttamente agli organi, ai visceri o a
specifiche strutture del corpo e un dolore di uno di questi punti può rispecchiare un
disequilibrio energetico esteso anche all’organo o al viscere associati.

Punti Shu del Dorso e relativi organi o visceri associati: BL13 – Polmone; BL14 –
Pericardio; BL15 – Cuore; BL17 –

Diaframma; BL18 – Fegato; BL19 – Cistifellea; BL20 – Milza; BL21 – Stomaco;


BL22 – Triplice Riscaldatore; BL23 – Reni; BL25 – Intestino Crasso; BL27 –
Intestino Tenue; BL28 –

Vescica Urinaria.

Per info: Giampaolo Zanardi. Cell 327-11833939

E.mail gpz@live.it

Appendice sette: Come battere il mal di schiena con lo yoga

249
Per alleviare il mal di schiena è sicuramente importante svolgere un’attività fisica
adeguata: sicuramente dolce e priva di traumi.

Lo yoga è tra le discipline migliori per rinforzare e distendere la muscolatura,


alleviando i dolori e quindi migliorare la qualità della vita.

263

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Mal di schiena e yoga vengono


spesso associati perché grazie alla pratica di asana (posizioni) specifiche e di sequenze
studiate su misura è possibile allungare, elasticizzare e rinforzare i muscoli e le
componenti scheletriche di questa zona del corpo.

Favorisce quindi la diminuzione del dolore, migliora la postura e previene

l’insorgere dei sintomi. Molti esercizi di yoga lavorano proprio sui muscoli tesi che
normalmente trazionano la colonna vertebrale, favorendo una postura sbagliata.

Decontraendosi, i muscoli diventano meno rigidi, più forti e più flessibili, rendono più
mobile ed elastica la colonna vertebrale e abituano a mantenere una postura più
corretta.

Con il tempo e una pratica costante i dolori abituali diminuiranno fino a scomparire.

Alcune posizioni yoga sono da evitare per chi non è seguito da un istruttore qualificato
che conosce le nostre problematiche e in generale l’anatomia.

Ad esempio se si soffre di cervicalgia saranno da evitare tutte le posizioni di


inversione, in quanto si sottopone a stress proprio la zona che andrebbe decontratta.

Invece tutte le posizioni anche dinamiche cha vanno a sciogliere la colonna vertebrale
sono ottime per allenarla, così come le posizioni statiche in cui si mantiene la schiena
in posizione eretta e l’addome contratto. Queste ultime posizioni quando vengono
eseguite ripetutamente nei mesi o addirittura negli anni ci ricordano la postura corretta
che poi andremo a mantenere anche nella quotidianità.

Nella maggior parte dei casi, il mal di schiena proviene proprio da una postura errata
che si è mantenuta per decenni e che con l’avanzare degli anni crea scompensi sempre
maggiori fino a provocare dolori che rovinano la qualità della vita.

264

250
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Lo yoga salva da questo, così il circolo vizioso postura errata

- mal di schiena – sedentarietà diventa un circolo virtuoso postura corretta - elasticità


della colonna - movimento corretto e dinamismo.

Il mal di schiena può essere più raramente causato da traumi o anomalie congenite
della colonna vertebrale; anche in questi casi lo yoga non può che essere terapeutico.

L’attenzione in questo caso dovrà essere maggiore e la guida di un professionista


indispensabile.

Qui trovate alcune posizioni Yoga che potrete eseguire semplicemente a casa e che
donano sollievo alla schiena.

BALASANA (posizione del bambino)

Balasana è una posizione di rilassamento.

Mentre siete in questa posizione per il tempo che desiderate è importante rilassare i
muscoli, lasciare andare la testa sul tappetino, respirare lentamente e profondamente.

Quali sono i benefici di Balasana?

Riduce il mal di schiena

Allevia la cervicalgia

Allunga la zona lombare e la colonna vertebrale

251
o

Riduce lo stress

265

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Rilassa i muscoli frontali del corpo e allunga

delicatamente quelli posteriori.

Questa posizione si può praticare ogni volta che si sente la necessità di rilassare il
corpo e la mente.

MARJARIASANA dinamico (posizione del gatto) Partendo da una posizione di


quadrupedia portiamo le mani sotto le spalle e le ginocchia alla larghezza della anche,
il collo del piede appoggiato al suolo.

Da qui come un’onda che parte dal coccige e arriva fino alla testa curviamo la nostra
schiena in una direzione e poi nell’altra con lentezza e con l’addome attivo.

La respirazione è importante quindi quando la schiena è curvata con il coccige e la


testa verso l’alto si INSPIRA mentre quando codice e testa sono verso il basso si
ESPIRA.

Il movimento e la respirazione è bene che siano lenti, profondi e consapevoli.

266

252
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA

Quali sono i benefici di Marjariasana?

Elasticizza la colonna vertebrale

Rinvigorisce gli organi interni

Rinforza gli addominali (indispensabili per una

schiena sana)

Allevia la tensione cervicale e lombare

Riduce lo stress

Riduce i crampi mestruali

ANANDA BALASANA (posizione del bambino felice) Ananda Balasana è una


posizione di rilassamento per la schiena ma nello stesso tempo di tensione per quanto
riguarda le braccia e le gambe.

Quando siete in questa posizione ricordatevi di respirare profondamente e allineare la


schiena al tappetino.

Quali sono i benefici di Ananda Balasana?

253
o

Riduce lo stress fisico e psichico

Allinea la colonna vertebrale

Aumenta la flessibilità delle anche

Apre il torace e migliora la postura

Rinforza i muscoli delle braccia e delle spalle

Distende i muscoli del pavimento pelvico

267

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Di Caterina Masin:

Caterina Masin nata nel 1983, laureata in Psicologia.

Da più di dieci anni pratica e ama lo yoga fino a farne una professione, consegue
infatti prima il diploma di insegnante Hatha Yoga e poi quello di insegnante Hatha
Yoga per la terza età.

Risiede e insegna Yoga a Padova.

Per info: Indirizzo email:

caterinamasin.yoga@gmail.com

Appendice otto: I rimedi della nonna

Per chi è amante come me delle cure naturali ti lascio alcuni rimedi naturali che puoi
applicare in sostituzione dei farmaci.

Come sappiamo i farmaci bloccano il dolore e in taluni casi sono necessari. Però
hanno degli effetti collaterali molto potenti che possono ledere la tua salute a breve e a

254
lungo termine. Mentre i rimedi della “Nonna”, di sicuro sono più lenti, ma meno
impattanti per la tua salute e per il tuo sistema immunitario.

Sempre ben inteso che questi sono rimedi contro il dolore e non per andare a capire la
causa e a risolverla.

Sciatalgia

Primo rimedio

Per alleviare il dolore funziona molto bene prima applicare del ghiaccio e poi del
caldo. È un antico sistema che si usa da millenni e funziona.

Secondo rimedio

I nostri nonni, dicevano spesso che per stare bene dalla sciatica occorrono rimedi
costanti e prolungati. Ma un rimedio che funziona molto bene è passare sulla pelle
dell’aceto o del vino.

268

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Terzo rimedio

Questo metodo l’ho visto fare da un vecchio osteopata.

Prendi 40 grammi di verbena. La metti in un bicchierino di aceto di vino. Lascia la


soluzione nel bicchiere per 10 minuti e poi applicala nella parte dolorosa.

Quarto rimedio

Prendi una boccetta di balsamo di tigre o di balsamo di cavallo. Applicalo per 5 giorni
di fila e rimani a riposo.

Cervicalgia

Primo rimedio

I nostri nonni usavano un rimedio molto potente e anche abbastanza veloce. Facevano
dei bagni di acqua calda e rosmarino. Applicalo al mattino e alla sera e vedrai che
starai meglio

Secondo rimedio

Funziona molto bene applicare sempre un panno caldo con dei semi di lino. In
commercio ci sono già dei cuscini che si possono scaldare all'occorrenza con dei semi
di lino all’interno.

255
Artrosi e artrite

Primo rimedio

Da millenni, specialmente nelle terre in cui l’umidità è molto alta, viene usato un
vecchio rimedio che funziona. Applicare del caldo nelle parti malate. Questo metodo è
molto semplice, ma molto potente. Funziona molto meglio dei farmaci ed è a basso
costo.

Secondo rimedio

Un antico rimedio che ho visto fare molte volte e in vari paesi del mondo è curare
l’artrite e l'artrosi con il calore animale.

Molti anziani la usano senza saperlo. Basta accomodare il proprio gatto nelle parti
dolenti.

269

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA 270

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Per continuare il viaggio assieme

Intanto grazie e complimenti per essere giunto al termine di questo libro. Ho cercato
di darti il meglio della mia professione e della mia esperienza. Ora i modi per
continuare assieme il percorso possono essere molti. Prima di tutto se ti può piacere, ti
puoi iscrivere al mio canale YouTube, dove troverai sempre video aggiornati. Basta
che cerchi Giovanni Garavello su www.youtube.com e troverai tutto. Commenti e
domande saranno sempre molto graditi.

Puoi iscriverti al mio gruppo WhatsApp o Telegram, dove inserisco una volta a
settimana, dei video aggiornati su come stare bene. I video sono molto pratici e veloci.

Ecco il numero 338-4090012. Il Gruppo è un gruppo professionale e chiuso. Non ci


sono commenti e rispetta la privacy.

Sempre al 338-4090012 potrai contattarm sia in chiamata che WhatsApp, per avere
ulteriori informazioni o prendere direttamente un appuntamento con me.

Grazie di avermi letto e spero che quanto scritto, ti sia stato d’aiuto per risolvere o
almeno alleviare il tuo mal di schiena.

Con affetto

Giovanni Garavello

271
256
PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA Regalo

Per te che hai acquistato questo libro, ti posso inviare il mio audio libro, edito dalla
Good Mood edizioni, sul mal di testa, gratuitamente.

Mandami un messaggio su WhatsApp al

3384090012.
272

PRONTO SOCCORSO PER IL MAL DI SCHIENA INFORMAZIONI

SULL'AUTORE

Giovanni Garavello nato a Monselice il 20-10-1970.

Massofisioterapista dal 1998. Osteopata (Eiom) 2001.

Chiropratico (Usa) nel 2014. Posturologo nel 2019.

Dopo aver lavorato i primi anni nella riabilitazione neurologica e neuro-muscolare si


occupa di manipolazioni vertebrali, specializzandosi in diverse metodologie.

Ha vinto diversi premi a livello nazionale e attualmente è al terzo posto in italia (Fonte
sito Mio dottore).

Per maggiori informazioni e prendere appuntamento, visita il sito MioDottore.it


cercando Giovanni Garavello.

273

Table of Contents
Introduzione .......................................................................... 1

Che cosa dicono di me ...................................................... 5

Verità e bugie sul mal di schiena ..................................... 10

Primo capitolo Il Centro dell’equilibrio ................................ 14

Anatomia della colonna vertebrale .................................. 16

Biomeccanica della colonna vertebrale ........................... 21

Secondo capitolo Alla radice del problema ......................... 26


257
A caccia del problema ..................................................... 30

Cinque Tecniche che ti aiuteranno a stare meglio da subito

Terzo Capitolo I Quattro errori da evitare ........................... 49

Secondo errore: Posizioni ergonomiche sbagliate .......... 50

Terzo errore: L’alimentazione.......................................... 55

Quarto errore: La sedentarietà ........................................ 58

Come puoi iniziare a cambiare stile di vita e sentirti bene?

Quarto capitolo Allungati e sarai salvo ............................... 65

Come mantenere giovani le articolazioni con lo stretching?

Stretching: raccomandazioni per eseguirlo correttamente

Quinto capitolo Alimentazione che ti salva dal mal di

Quale tipo di alimentazione? ........................................... 81

Cos'è la dieta chetogenica? ............................................. 83

Come si comincia? .......................................................... 92

Esempio di menu Giornaliero .......................................... 97

Esempio di Menù settimanale .......................................... 98

Sesto capitolo Lo sport che ti salva la schiena ................ 101

L'allenamento anaerobico .............................................. 105

L'allenamento aerobico .................................................. 106

Il Nordic Walking ............................................................ 107

Esercizi .......................................................................... 112

Settimo Capitolo La respirazione che ti salva la colonna .. 115

Quali sono i benefici che si possono ottenere in termini di

Esercizi .......................................................................... 119

258
Ottavo Capitolo Le Posture del benessere ....................... 121

Occhi e postura ............................................................. 126

Colonna vertebrale e postura ........................................ 133

Bacino e postura ........................................................... 136

Piede e bacino .............................................................. 138

Esercizi per gli occhi ..................................................... 146

Ergonomia ..................................................................... 149

Esercizi che puoi svolgere in ufficio per salvarti la schiena

Attrezzi per migliorare la postura da casa e allungare la

Nono capitolo Vinci il mal di schiena con la Mindfulness .. 166

Mindfulness e ricerca scientifica .................................... 169

Mal di schiena e Mindfulness ........................................ 170

Esercizio di Mindfulness per il mal di schiena ............... 172

Decimo Capitolo Vinci il mal di schiena con la prevenzione

Prevenire il mal di schiena prima che compaia ............. 175

Esercizi per prevenire ................................................... 181

Undicesimo capitolo Strappi, colpo della strega e sciatalgie

Sciatalgia ...................................................................... 191

Colpo della strega ......................................................... 197

259