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Caratteristiche-della-sollecitazione

Fondamenti di Scienza delle costruzioni (Università degli Studi Niccolò Cusano -


Telematica Roma)

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Le azioni interne e i loro diagrammi

a.a 2013-2014

1 Le azioni Interne
In questo capitolo si introduce la teoria alla base del tracciamento dei dia-
grammi degli sforzi.
Per prima cosa, si immagini di poter dividere una struttura, in questo
caso una trave, in due parti. Perché queste due porzioni (tronchi) si manten-
gano in equilibrio, occorre ipotizzare che le due parti si scambino tra di loro
delle azioni, di cui le equazioni cardinali della statica consentono di calcolare
la risultante.
La risultante delle forze interne viene convenzionalmente scomposta come
indicato in figura 1. Ovvero, la forza viene applicata nel baricentro G della
sezione. M indica il relativo momento di trasporto. La forza viene inoltre
decomposta nelle direzioni tangente e normale all’asse geometrico, dando
luogo alle componenti N e T . (N , la forza normale al piano della sezione
non e indicata in figura).

Figura 1: Trave spezzata in due porzioni (tronchi) con rappresentazione degli


sforzi interni T e M .

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Scienza delle costruzioni A.A 2013-2014

La trave è cosı̀ separata in due tronchi. Su ciascun tronco agiranno le


reazioni vincolari R e le forze esterne B, che non sono, in generale, in
equilibrio. Per potere equilibrare le forze esterne e le forze vincolari occorre
infatti tenere in conto anche delle forze interne agenti sulla sezione lungo cui
e stata (immaginariamente) tagliata la trave.
Si consideri ad esempio la trave rappresentata in figura 1, sollecitata dalle
forze esterne F1 e F2 che provocano le reazioni vincolari RA e RB .
Immaginando di scomporre la trave tramite un piano perpendicolare al-
l’asse longitudinale in due tronchi a e b, i sistemi di forze applicati al tronco
di sinistra (RA e F1 ) e al tronco di destra (RB e F2 ) non sono in equilibrio.
Poiché la trave intera è invece in equilibrio, occorre pensare che i due
tronchi si trasmettano attraverso le facce ottenute sezionando, delle azioni
interne, tali da ripristinare le condizioni di equilibrio. Tali azioni interne
sono una forza T ed un momento M riferiti al baricentro G della sezione.
Si fa notare che sia T che M sono dei vettori che possono essere scomposti
lungo le coordinate cartesiane x, y e z.
Condizione necessaria e che i due tronchi siano in equilibrio, ovvero che
siano in equilibrio le forze esterne, le reazioni vincolari, e le azio-
ni interne. La conoscenza delle azioni interne permette di calcolare le
sollecitazioni che il materiale subisce nelle diverse sezioni del pezzo.
In generale, nella condizione generica in cui le forze ed i momenti esterni
vengono applicati con direzioni qualunque, le azioni interne T ed M sono
anch’essi orientate in modo qualunque rispetto alla superficie della sezione.
Come già menzionato, e’ conveniente scomporre T ed M secondo le tre
direzioni x, y, z di una terna cartesiana ortogonale con l’origine nel bari-
centro G della struttura e con gli assi x e y diretti lungo gli assi principali
d’inerzia della sezione.

Figura 2: Scomposizione delle componenti delle azioni interne.

Le componenti dell’azione interna T sono quindi, nelle tre direzioni, x,


y, z, rispettivamente: Tx , Ty , N .

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Le componenti di M sono invece: Mx , My , Mz . Le denominazioni


convenzionali di tali componenti sono:

• Tx , Ty : Sforzi di taglio

• N : sforzo normale

• Mx , My : Momenti flettenti

• Mz : momento torcente

Nel caso particolare in cui la trave è piana, questa è caricata da forze


e momenti giacenti in quel piano, le azioni interne si riducono ad una forza
S giacente nel piano della trave (che può essere scomposta in due direzioni
principali) e ad un momento M il cui asse–momento è ortogonale al piano
della trave, che non è necessario scomporre lungo gli altri assi in quanto nel
caso di trave piana, questa è l’unica componente. Si fa notare che nel caso
di trave piana non vi può essere un momento torcente.

Figura 3: Scomposizione delle componenti delle azioni interne in una trave


piana.

La forza S può essere scomposta nelle direzioni y e z dando luogo allo


sforzo normale N e allo sforzo di taglio T . La coppia M è chiama-
ta momento flettente. Nelle travi piane quindi le caratteristiche della
sollecitazione si riducono alle tre componenti N , T ed M .
Supponendo che l’elemento di trave sia deformabile, appare evidente co-
me N ne provoca una variazione di lunghezza, inducendo trazione nelle fibre
parallele all’asse geometrico (o compressione se di verso opposto). T cau-
sa uno scorrimento di una faccia rispetto all’altra, mentre M provoca una
rotazione relativa tra le due facce, comprimendo determinate fibre e tenden-
done altre. Per la convenzione sul segno delle azioni interne si romanda al
paragrafo successivo.

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1.1 Calcolo delle azioni interne e convenzioni di rap-


presentazione
Per il calcolo delle azioni interne è sufficiente scrivere l equazioni di equilibrio
delle forze agenti sulla porzione di corpo. Nel caso in cui la struttura sia
vincolata è necessario

• individuare il valore delle reazioni vincolari

• calcolare il valore delle tre azioni incognite N , T e M

La porzione di corpo analizzata è quindi un corpo soggetto ad un insieme di


forze, di cui tre incognite. Per la soluzione di queste tre incognite è necessario
utilizzare le equazioni cardinali della statica, che forniscono le tre equazioni
necessarie alla soluzione del problema.

1.2 Convenzioni sui segni delle forze


Le azioni interne ad un corpo sono considerate positive secondo i versi indi-
cati in figura 4. In altre parole, le azioni interne sono considerate positive
quando:

• N – sforzo normale – se di trazione sul corpo

• T – taglio – se induce una rotazione oraria della porzione considerata.

• M – momento– positivo se tende le fibre inferiori del corpo.

Tali convenzioni sono rappresentate in figura 4.

Figura 4: Convenzioni sui segni delle azioni interne.

Si fa notare che non esiste un verso positivo assoluto ma solo in funzione


dell’orientazione della superficie. Ovviamente, spezzando una trave in due
tronchi, le azioni interne sulle due superfici opposte devono farsi equilibrio.

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2 I diagrammi delle azioni interne


Un’espressiva rappresentazione grafica della soluzione è costituita dai cosid-
detti diagrammi delle azioni interne. Il calcolo delle azioni interne assume
un significato importante se esteso a tutta la struttura perché fornisce in-
formazioni fondamentali per il progetto. Di fatti, l’entità e la tipologia delle
azioni interne, nonché il loro andamento all’interno del corpo, influenza la
progettazione della forma e dei materiali con i quali il corpo deve essere
realizzato. L’andamento delle azioni interne viene rappresentato mediante
dei diagrammi. Tali diagrammi vengono rappresentati lungo una linea che
percorre il corpo nel suo sviluppo tridimensionale. Il corretto tracciamen-
to dei diagrammi delle tensioni è fondamentale per lo studio di qualunque
struttura in quanto fornisce le indicazioni necessarie per l’analisi dello stato
tensionale, e quindi per poterne caratterizzare la resistenza.

3 Equazioni indefinite di equilibrio per la tra-


ve
Affinché una porzione di trave sia in equilibrio è necessario che i lega-
mi differenziali le azioni interne e i carichi applicati lungo l’asse siano in
equilibrio.
Si consideri un tratto rettilineo di trave piana, soggetto alle seguenti forze
per unità di lunghezza:
• p – componente trasversale nella forza
• n – componente in direzione dell’asse della trave nella forza
• m – momento distribuito
Su un tratto infinitesimo di lunghezza dx agiranno quindi le forze pdx e ndx,
nonché la coppia mdx, assunte positive come indicato in figura 5. In questa
figura sono anche indicate le azioni interne N , T , e M .
L’equilibrio alla traslazione nelle direzioni assiale e trasversale stabilisce
quindi

assiale − N + n dx + N + dN = 0 (1)
trasversale − T + p dx + T + dT = 0 (2)

mentre l’equilibrio alla rotazione attorno al punto A restituisce


dx
M + T dx + m dx − p dx − M − dM (3)
2

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Figura 5: Equilibrio di un tratto infinitesimo di trave.

Semplificando e trascurando il termine p dx2 /2, infinitesimo di ordine supe-


riore al primo, si ottengono le relazioni

N ′ = −n (4)
T ′ = −p (5)
M′ − T = m (6)

dove si è indicato con un apice la derivata rispetto ad x.


Queste sono tre equazioni differenziali lineari ordinarie, i cui integrali de-
finiscono gli andamenti delle azioni interne a meno di costanti di integrazione.
Se la trave è isostatica, queste costanti sono univocamente determinate dal-
le condizioni che l’equilibrio impone agli estremi, dove il valore delle azioni
interne è dettato dalle forze applicate.

Nota I momenti distribuiti sono eventualità estremamente rare, e spesso


non vengono neanche introdotti nella formulazione, riducendo le equazioni
precedenti alla forma seguente:

dN
= −n
dx
dT
+p=0
dx
dM
=T
dx
d2 M
= −p (7)
dx2

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4 Calcolo delle caratteristiche della sollecita-


zione attraverso le equazioni indefinite di
equilibrio
Prendiamo ora in esame il caso delle travi ad asse rettilineo caricate
normalmente all’asse, come mostrato in figura 6.

y
P P
q

Figura 6: Travi ad asse rettilineo con carico normale all’asse.

In questo caso le equazioni (7) diventano

dN
= 0, da cui N costante
dx
dT
+p=0
dx
dM
=T
dx
d2 M
= −p (8)
dx2
le equazioni (8) esprimono due principi fondamentali, utili per il traccia-
mento degli andamenti delle azioni interne lungo l’asse della trave.
L’equazione:
dT
= −p
dx
esprime che il carico distribuito (cambiato di segno) è la derivata del
taglio. Pertanto, nei tratti scarichi della trave (dove p = 0) il Taglio è
costante, nei tratti in cui il carico è uniforme (p = costante) il Taglio
varia linearmente.
L’equazione:
dM
=T
dx
esprime che il Taglio è la derivata del Momento Flettente. Pertanto
nei tratti in cui il Taglio è nullo il Momento flettente è costante, nei

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tratti in cui il Taglio è costante il Momento Flettente varia linearmente


e cosı̀ via.
Nelle sezioni sedi di forze o coppie concentrate valgono invece le
relazioni:

∆T = −P
∆M = −C (9)

cioè il Taglio subisce una variazione finita uguale e contraria al carico appli-
cato; il Momento Flettente subisce una variazione finita uguale e contraria
alla coppia applicata.
Le equazioni (8) e (9) associate con le condizioni al contorno imposte
dai vincoli, consentono di definire univocamente, nelle travi isostatiche, le
espressioni delle funzioni:

T = T (x), M = M (x)

che permettono di tracciare gli andamenti delle azioni interne, Taglio e


Momento Flettente, lungo l’asse della trave.

Nota Con questo metodo non è necessario il calcolo preventivo delle rea-
zioni vincolari. Esse risultano, a posteriori, come valori locali delle azioni
interne in corrispondenza dei punti vincolati.

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4.1 Esempio: Trave a mensola con carico uniformemente distribuito

4.1 Esempio: Trave a mensola con carico uniforme-


mente distribuito
Esempio di una trave a mensola con carico uniformemente distribuito, come
mostrato in figura 7.

A x B
l

Figura 7: Trave a sbalzo ad asse rettilineo con carico normale all’asse


uniformemente distribuito.

Essendo: p =costante, l’integrazione delle equazioni:

dT dM
= −p, =T
dx dx
da’
px2
T = −px + C1 M = − + C1 x + C2
2
I valori delle costanti di integrazione C1 e C2 possono essere ricavati im-
ponendo le condizioni al contorno in corrispondenza dell’estremità libera
che risulta scarica: 
T =0
per x = 0
M =0
Ne segue che C1 = C2 = 0, e quindi

T (x) = −px (taglio lineare)

px2
M (x) = − (momento flettente parabolico)
2
All’incastro , cioè per x = l, il taglio e il momento flettente valgono

T (l) = −pl
pl2
M (l) = −
2

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A x B
l

Taglio −pl

2
− pl2
Momento flettente

Figura 8: Diagrammi del taglio e del momento per una trave a sbalzo ad asse
rettilineo con carico normale all’asse uniformemente distribuito.

Gli andamenti di T e di M lungo l’asse della trave sono quelli rappresen-


tati in figura 8. La convenzione è quella di riportare i Tagli positivi nella
parte superiore e i Momenti Flettenti positivi dalla parte delle fibre
tese, considerandoli positivi se mettono in trazione le fibre inferiori.
Nei casi di travi con carichi concentrati questo metodo è di meno pratica
applicazione perché le espressioni di T o di M presentano delle discontinuità
nei punti di applicazione dei carichi. Si utilizza allora il Metodo Diretto.

4.2 Metodo diretto per il calcolo delle azioni interne

Una volta calcolate le reazioni vincolari, sono note tutte le forze applicate
alla struttura. Le azioni interne in corrispondenza di una sezione qua-
lunque sono quindi date dalla somma delle componenti, nella direzione
dell’azione interna considerata, di tutte le forze applicate prima della
sezione stessa.
Considerando un caso generico, le azioni interne in corrispondenza della
sezione indicata, considerando le forze che precedono la sezione, sono:

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4.2 Metodo diretto per il calcolo delle azioni interne A.A 2013-2014

3
X
N= FiN
i=1
3
X
T = FiT
i=1
3
X
M= MiG
i=1

Figura 9: .

Essendo:
• FiN = Componente della forza i-esima nella direzione e nel verso di N ,
• FiT = Componente della forza i-esima nella direzione e nel verso di T ,
• MiG = Momento della forza i-esima rispetto al baricentro G della
sezione considerata.
Lo stesso risultato può essere ottenuto considerando le forze che seguono la
sezione:
X6
N= FiN
i=4
6
X
T = FiT
i=4
6
X
M= MiG
i=4

Vengono riportati nel seguito alcuni esempi:

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Figura 10: .

4.3 Esempio 1: Trave semplicemente appoggiata con


carico concentrato
Nel caso di un carico concentrato in direzione normale alla trave, sforzo nor-
male N è nullo in quanto la forza applicata (cosı̀ come le reazioni vincolari)
non ha componenti in direzione assiale.

P
P

A A B
B

a b
VA = P bl VB = P al
l

Figura 11: Trave semplicemente appoggiata con un carico concentrato


normale all’asse.

Per quanto riguarda lo sforzo di taglio, occorre separare la trave in due


tratti. Tratto z < a
Col simbolo T (+) si è indicato un Taglio orientato positivamente. L’unica
componente verticale delle forze che precedono la sezione è VA , pertanto
Pb
T = VA = (costante)
l
Tratto z > a
Il Taglio può essere considerato come somma delle forze che precedono la
sezione considerata (le forze hanno la direzione perpendicolare alla sezione):

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4.3 Esempio 1: Trave semplicemente appoggiata con carico concentrato

T (+)
A B

a b

VA = P bl VB = P al

Figura 12: Trave semplicemente appoggiata con un carico concentrato


normale all’asse. Tratto z < a.

T (+)
A B

a b

VA = P bl VB = P al

Figura 13: Trave semplicemente appoggiata con un carico concentrato


normale all’asse. Tratto z > a.

 
b b b−l l−b a
T = VA −P = P −P = P −1 =P = −P = −P (costante)
l l l l l
Considerando invece la somma delle forze che seguono la sezione, si ha:
a
T = −VB = −P (costante)
l
Ovviamente l’espressione trovata è la stessa nei due casi.
Il diagramma del taglio ha quindi l’andamento mostrato in figura 15
La discontinuità in corrispondenza della sezione z = a vale: P .
Infatti:
b a a+b l
P +P =P =P =P
l l l l
Il Diagramma del momento si ottiene anch’esso dividendo in due
parti la trave.
Tratto z < a
Col simbolo M (+) si è indicato un Momento Flettente orientato positi-

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A B

T (−)
a b

VA = P bl VB = P al

Figura 14: Trave semplicemente appoggiata con un carico concentrato


normale all’asse. Parte che segue la sezione.

A B

P bl + P
− −P al

Figura 15: Trave semplicemente appoggiata con un carico concentrato


normale all’asse. Diagramma del taglio.

vamente. L’unico momento delle forze che precedono la sezione è quello


prodotto da VA , pertanto:
b
M = VA z = P z (lineare con z)
l
Per z = a

b
M =P a
l
Tratto z > a
Conviene considerare direttamente i momenti prodotti dalle forze che se-
guono, introducendo una coordinata z ′ con origine in B e orientata verso

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4.3 Esempio 1: Trave semplicemente appoggiata con carico concentrato

M (+)
A B

z
a b

VA = P bl VB = P al

Figura 16: Trave semplicemente appoggiata con un carico concentrato


normale all’asse. Momento nella parte z < a

sinistra
a
M = VB z ′ = P z ′ (lineare con z)
l

M (+)
A B

z′
a b

VA = P bl VB = P al

Figura 17: Trave semplicemente appoggiata con un carico concentrato


normale all’asse. Momento nella parte z > a

Per z ′ = b

a
M =P b
l
Non c’è quindi discontinuità del Momento Flettente in corrisponden-
za del punto di applicazione del carico P.
Il diagramma del momento flettente ha quindi l’andamento rappre-
sentato in figura 18. Il diagramma è stato rappresentato dalla parte delle
fibre tese ed è positivo perché le fibre tese sono quelle inferiori.

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A B

VA = P bl VB = P al

M = P alb

Figura 18: Trave semplicemente appoggiata con un carico concentrato


normale all’asse. Diagramma del momento flettente.

Il valore massimo del Momento Flettente è in corrispondenza della sezio-


ne in cui è applicato il carico e vale:
ab
Mmax = M = P
l

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4.4 Esempio 2: Trave appoggiata con carico obliquo A.A 2013-2014

4.4 Esempio 2: Trave appoggiata con carico obliquo


Si analizza ora il caso di una trave obliqua con carico concentrato. In questo
caso lo sforzo normale N non è nullo in quanto la forza applicata (cosı̀ come
le reazioni vincolari) può essere scomposta in una direzione assiale ed una
normale all’asse della trave.

RB

B
F

VA

α
A
HA
a b

Figura 19: Trave obliqua semplicemente appoggiata con un carico distribuito.

Le tre incognite sono quindi: HA , VA , RB .


Le tre equazioni di equilibrio sono
• Traslazione orizzontale:

HA − RB sin α = 0 (10)

• Traslazione verticale:

VA − F + RB cos α = 0 (11)

• Rotazione intorno al punto A:


l
RB −F a=0 (12)
cos α
Queste tre equazioni costituiscono il sistema che consente di calcolare
HA , V A , RB .
Dalla (12) si ricava
a
RB = F cos α
l

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Dalla (10) si ricava


a
HA = RB sin α = F sin α cos α
l
Dalla (11) si ricava
a  a 
VA = F − RB cos α = F − F cos2 α = F 1 − cos2 α
l l
Dove i versi di HA , VA , RB sono quelli mostrati in figura.

VA
α N (+)

α
HA

Figura 20: Scomposizione delle forze sull’appoggio in A e sforzo normale.

Sforzo normale

Tratto z < a
a   a
N = −VA sin α − HA cos α = −F 1 − cos α sin α − F sin α cos2 α =
2
l l
a a
= −F sin α+F sin α cos2 α−F sin α cos2 α = −F sin α (costante, di compressione)
l l
SecondoTratto z > a
Ragionando con le forze che seguono la sezione si ha:

N =0

Il diagramma dello sforzo normale è quindi quello rappresentato in


figura 21, negativo perché di compressione.
Sforzo di Taglio
Tratto z < a
 a  a
T (z) = VA cos α − HA sin α = F 1 − cos2 α cos α − F sin2 α cos α =
l l

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4.4 Esempio 2: Trave appoggiata con carico obliquo A.A 2013-2014

B
F

−F sin α
A

Figura 21: Diagramma dello sforzo normale.

a  a l−a b
cos α cos2 α + sin2 α = F 1 −

= F cos α−F cos α = F cos α = F cos α
l l l l
(costante con z)

T (+)
VA
α

α
HA

Figura 22: Scomposizione delle forze sull’appoggio in A e sforzo di taglio.

Secondo tratto z > a


Facendo riferimento alle forze che seguono la sezione si ha:
a
T = −RB = −F cos α (costante, con z)
l
Nella sezione z = a si avrà una discontinuità del Taglio pari alla compo-
nente di F normale all’asse della trave:

∆T = F cos α

Il diagramma del taglio ha quindi l’andamento mostrato in figura 23


Momento flettente

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−F al cos α


co
F −
+

F bl cos α

Figura 23: Diagramma del Taglio.

F
VA
M (+)

z tan α
α HA

Figura 24: Momento in z nel tratto z < a.

Tratto z < a
Ragionando sui momenti flettenti delle forze che precedono la sezione, si
ha:
 a  a sin α
M (z) = VA z − HZ tan α = F 1 − cos2 α z − F sin α cos α z=
l l cos α
a  a b
= F z − F z cos2 α + sin2 α = F z 1 −

=F z
l l l
(lineare con z)
Secondo tratto z > a
Ragionando sui momenti delle forze che seguono, si ha:

l−z a l−z a
M (z) = RB = F cos α = F (l − z)
cos α l cos α l
(lineare con z)

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4.4 Esempio 2: Trave appoggiata con carico obliquo A.A 2013-2014

RB

M (+)

z
l− s α
co

z l−z
l

Figura 25: Momento in z nel tratto z > a.

Nella sezione z = a non si ha discontinuità di Momento Flettente, cioè


∆z = 0.
Il diagramma del momento flettente, riportato dalla parte delle fi-
bre tese, ha quindi l’andamento mostrato in figura 26

Mmax = F ab
l

Figura 26: Diagramma del momento.

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4.5 Esempio 3: Trave semplicemente appoggiata con


una coppia concentrata
In questo esempio si considera una trave semplicemente appoggiata con un
momento C concentrato in un punto, come mostrato in figura 27. Reazioni voncolari

A C B
b

a b
l

Figura 27: Trave semplicemente appoggiata con un momento concentrato C.

Rotazione rispetto ad A:

C
C − RB l = 0 −→ RB =
l
Rotazione rispetto a B:

C
C − RA l = 0 −→ RA =
l

A C B
b

l RB

A C B
b

RA

Figura 28: Reazione vincolare in A e B.

I versi di RA e RB sono quelli indicati in figura 28.


Sforzo normale: non essendoci forze dirette longo l’asse della trave
N = 0.
Sforzo di Taglio: Dividiamo la trave in due tratti:

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A.Aconcentrata
4.5 Esempio 3: Trave semplicemente appoggiata con una coppia 2013-2014

RA
C

RA
T (+) RB

T (+) RB
z′

Figura 29: Schemi del taglio a distanza z da A o z ′ da B.

Tratto z < a
Ragionando sulle forze che precedono la sezione, si ha:
C
T (z) = −RA = − (costante con z)
l
Secondo tratto z > a
Ragionando sulle forze che seguono la sezione, si ha:
C
T (z) = −RB = − (costante con z ′ )
l
Sezione z = a

∆T = 0

(nessuna discontinuità nel taglio)

Il diagramma del taglio è rappresentato in figura 30


Momento flettente: Dividiamo la trave in due tratti: Tratto z < a
Ragionando sulle forze che precedono la sezione, si ha:
C
M (z) = −RA z = − z
l
(lineare con z)

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− Cl

Figura 30: Diagramma del taglio

RA
M (+)

M (+) RB

z l−z

Figura 31: Schemi del momento flettente a distanza z da A.

Per x → a, M→a = − Cl
Secondo tratto z > a
Ragionando sulle forze che seguono la sezione, si ha:
C
M (z) = RB (l − z) = (l − z)
l
(lineare con l − z)

Il diagramma del momento flettente è rappresentato in figura 32.

Per z = l , M (l) = 0

−C al

C bl

Figura 32: Diagramma del momento flettente

24

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A.Aconcentrata
4.5 Esempio 3: Trave semplicemente appoggiata con una coppia 2013-2014

Per z → a (da sinistra verso destra)

C b
Ma← = (l − a) = C
l l
Sezione z = a : Si ha una discontinuità del Momento Flettente
pari a: ∆M = C
Infatti:
a b
|M→a | + |Ma← | = C + C = C
l l

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4.6 Esempio 4: trave semplicemente appoggiata con


carico normale distribuito
In questo esempio si considera una trave semplicemente appoggiata con un
carico uniformemente distribuito, come mostrato in figura 33.

A B

Figura 33: Trave semplicemente appoggiata con un carico uniformemente


distribuito di intensità p [N/mm]

Reazioni vincolari: si è già analizzato in precedenza come il carico può


essere approssimato ad una forza equivalente pari alla forza totale P = pl
concentrata al centro della trave. quindi le reazioni vincolari valgono
pl
RA = RB =
2
con i versi indicati in figura 34.

P = pl
A B

RA = pl/2 l RB = pl/2

Figura 34: Forza concentrata equivalente e reazioni vincolari.

Sforzo normale: siccome non ci sono componenti della forza e delle


reazioni vincolari in direzione dell’asse della trave, N = 0

Sforzo di taglio:
Ragionando sulle forze che precedono la sezione si ha
 
pl l
T (z) = RA − pz = − pz = p −z
2 2

(lineare con z)

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4.6 Esempio 4: trave semplicemente appoggiata con carico normale


distribuito A.A 2013-2014
pz
p
T (+)

RA z

Figura 35: Schema del taglio alla distanza z.

pl
Per z = 0 (punto A): TA = = RA
2 
l pl
Per z = l (punto B): TB = p − l = − = −RB
2 2
Il Taglio si annulla in un punto, individuabile in

l l
T =0 per : − z = 0, cioe′ per : z=
2 2
Il diagramma del taglio che ne risulta è mostrato nella figura 36

RA

RB

Figura 36: Diagramma del taglio

Momento flettente:
Ragionando ancora sulle forze che precedono la sezione, si ha

z lz z2 pz
M (z) = RA z − pz =p −p = (l − z)
2 2 2 2
(andamento lineare con z)

Alle estremità della trave

• Per z = 0, M = 0

• Per z = l, M = 0

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pz
p
M (+)

RA z
2
z

Figura 37: Schema del Momento flettente alla distanza z.

Il momento flettente massimo si localizza al centro della trave (per sim-


metria) e vale
pl2
 
pl l
Mmax = l− =
4 2 8
Il diagramma del momento flettente ha l’andamento parabolico mo-
strato in figura 38

A B

pl2
Mmax = 8

Figura 38: Diagramma del momento flettente

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5 Risultati notevoli
Si riportano qui di seguito gli andamenti delle azioni interne in alcuni ca-
si semplici di uso frequente relativi a travi a mensola o su due appoggi,
utilizzando le notazioni seguenti.

Schema di carico Sforzo di taglio Momento flettente


P
+
A B

P
M (x) = 2 x (x < l/2)
l/2 l/2
T (x) = + P2 (x < l/2) Mmax = pl
4
VA = VB = P/2 T (x) = − P2 (x > l/2)

q
A B +

l l

T (x) = q −x M (x) =qx
2 (l − x)
2

VA = VB = ql/2 ql 2
Tmax = 2 Mmax = q l8

l/ 3
q0
A +
B

l
q0 x 2
− x2 )
 
T (x) = q0 l2
− x2 M (x) = 6l (l
VA = q0 l/6 VB = q0 l/3 2l 3
2
l
Mmax = q0 15.6

A C

l –

C
VA = −C/l VB = C/l T (x) = −C/l M (x) = l x

A b
C
B
a b – M (x) = C
l x
l C
T (x) = −C/l M (x̄) = l x̄
VA = −C/l VB = C/l

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Schema di carico Sforzo di taglio Momento flettente


P
+
A B
– M (x) = P bl x

a b T (x) = +P bl M (x̄) = P al x̄
VA = P b/l; VB = P a/l T (x̄) = −P al Mmax = P ab
l

q +
A B –
a b M (x) = qx
a 2b+a −x

T (x) = q a 2b+a

2l − x
2 l
qa
VA = 2l (2b + a) 2
2
T (x̄) = −q a2l
2
M (x̄) = q a2l x̄
VB = q a2l

Schema di carico Sforzo di taglio Momento flettente


P
+
A
B
VA = P ; MA = P l T (x) = +P M (x) = P x; Mmax = P l

q
+
B
A M (x) = q x2
2

T (x) = qx
2
VA = ql; MA = q l2
2
Mmax = q l2
Tmax = ql

q0
B
– 3
A 2
M (x) = q0 x6l
q0 x
2
T (x) = 2l
q0 l 2
VA = 2 ; MA = q0 l6 Mmax = q0 l6
Tmax = q0 2l

A
VA = 0; MA = C T =0 M (x) = C

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6 Il metodo della sovrapposizione degli effet-


ti
Quando una trave è soggetta contemporaneamente a più forze o coppie, può
essere conveniente calcolare le reazioni vincolari e le azioni interne come
somma dei contributi dati dalle singole forze o coppie, utilizzando i
risultati noti dei casi elementari.

6.1 Esempio: Trave semplicemente appoggiata con un


carico concentrato al centro e una coppia ad una
estremità

l/2
A B
l

Figura 39: Trave semplicemente appoggiata con un carico concentrato e un


momento ad una estremità.

P P
C
+ =

′ ′′

RA = P/2 RB = P/2 ′′
RA = −C/l RB = C/l RA = P/2 − C/l RB = P/2 + C/l

Figura 40: Sovrapposizione delle Reazioni vincolari.

′ ′′
′ RA − RA
RA
+ =
′′ ′′
′ −RA −RB
-RB

′ ′′
−RB − RB

Figura 41: Sovrapposizione dei Diagrammi del taglio.

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C C
+ C/2
=
Pl
4
Pl C
4 − 2

Figura 42: Sovrapposizione dei Diagrammi del momento flettente.

Note importanti

• Le azioni interne (N, T, M ) sono indipendenti dalle caratteristiche geo-


metriche della sezione della trave (forma e dimensioni)

• le azioni interne sono indipendenti dalle caratteristiche del materiale


(resistenza e rigidezza).

6.2 Alcune osservazioni sui diagrammi di sollecitazio-


ne
Per un corretto tracciamento dei diagrammi di sollecitazione, e in partico-
lare di quello del Momento Flettente, è importante ricordare le equazioni
indefinite di equilibrio, soprattutto la:
dM
=T
dz
Da questa si può dedurre che:

• Il diagramma del momento flettente avrà una cupside (brusca va-


riazione della derivata, cioè della pendenza) solamente nei punti in cui
il diagramma del taglio ha una brusca variazione, cioè un gradino.
dM
• Il diagramma del momento flettente ha un massimo ( = 0) nei
dz
punti in cui il taglio è nullo.

Due esempi sono riportati in figura 43.


Nell’esempio a sinistra, il diagramma del momento flettente (composto
da due tratti rettilinei) cambia bruscamente pendenza (c’è una cuspide) in
corrispondenza del punto in cui è applicato il carico P concentrato e dove
il diagramma del taglio ha un gradino. Poiché in quel punto il diagramma
del taglio attraversa l’asse orizzontale (T = 0), il diagramma del momento
flettente avrà un massimo in quel punto.
Nell’esempio di destra, il diagramma del momento flettente sarà retti-
lineo nel primo tratto, dove il taglio è costante, e sarà parabolico nel secondo

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P
q

T =0 T =0
taglio

momento
flettente
parabola

cuspide no cuspide Mmax

Figura 43: Esempi.

tratto, dove il taglio varia linearmente. Tra i due tratti del diagramma del
momento flettente, lineare e parabolico, non c’è nessuna cuspide perché
nel punto di passaggio non c’è nessun gradino nel diagramma del taglio. Inol-
tre il massimo del momento flettente si ha nel punto in cui si annulla
il taglio.

7 Altri esempi di determinazione delle azioni


interne
Gli esempi visti fino a questo punto hanno riguardato strutture isostatiche.
Molti organi delle macchine, in particolare tutte le parti in movimento, so-
no invece strutture labili che hanno almeno un grado di libertà. Durante
il funzionamento a regime della macchina, questi elementi sono tenuti in
equilibrio dalle forze ad essi applicate dagli elementi collegati. Vediamo un
semplice esempio.

7.1 Esempio 5
La leva piegata rappresentata in figura è incernierata, in corrispondenza del
punto B, ad un supporto fisso ed è sollecitata, nel punto C, da un peso
P, verticale, di entità nota. Nel punto A agisce una forza F con direzione
orizzontale.
Calcolare:
• - Il valore della forza F necessario per equilibrare il peso P ;

• La reazione nel vincolo B;

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A
F

b
C

α
P

Figura 44: Leva incernierata al centro.

• Le azioni interne nei due tratti AB e BC della leva piegata;


1- Per l’equilibrio alla rotazione intorno al punto B, dovrà essere:
F a = P b sin α
Si noti che b sin α è la distanza dal punto B della retta d’azione del carico
P . Dalla relazione precedente si ricava:
b
sin α
F =P
a
2- Le componenti orizzontali e verticale della reazione nel punto B pos-
sono essere calcolate con le equazioni di equilibrio alla traslazione nelle due
direzioni:
• Traslazione orizzontale
b
HB = F = P sin α
a
con il verso in figura

34

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7.1 Esempio 5 A.A 2013-2014

HB
P

VB

Figura 45: Forze e reazioni vincolari.

• Traslazione verticale
VB = P
con il verso rappresentato in figura.

3a- Azioni interne nel tratto AB

• Taglio; TAB = F (costante)

• Momento flettente MAB = F x, crescente linearmente da zero (nel


punto A) fino al valore massimo, nel punto B
b
MB = F a = P sin αa = P b sin α
a
3b- Azioni interne nel tratto BC

• Sforzo normale NBC = P cos α (costante, di trazione)

A A
A

B B
B B
+ +

C C
Sforzo normale C Taglio Momento flettente

Figura 46: Diagrammi degli sforzi.

35

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• Taglio TBC = P sin α (costante)

• Momento flettente MBC = P sin αx′ crescente linearmente da zero (nel


punto C) fino al valore massimo, nel punto B:

MB = P b sin α
che è, ovviamente, lo stesso valore che si è trovato nel punto B ragionando
sul tratto AB della leva. Non essendovi nel punto B nessun momento appli-
cato né dall’esterno né dal vincolo, il diagramma del momento flettente non
subisce discontinuità.
Nel tracciare i diagrammi del momento flettente si sono disegnati sepa-
ratamente i due tratti AB e BC della leva per evitare sovrapposizione di
linee.

36

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7.2 Esempio 6 A.A 2013-2014

7.2 Esempio 6

a
A

B C
b

Figura 47: Problema tridimensionale.

Calcolare le reazioni vincolari e le azioni interne nella trave ad angolo


incastrata all’estremità A, rappresentata in figura 47.
Questa trave è isostatica e si comporta come una mensola. La sua par-
ticolarità è che, essendo composta da due tratti perpendicolari fra di loro, il
momento che nel tratto CB è flettente, diventa torcente nel tratto BA.

Reazioni vincolari nel punto A

• Equilibrio alla traslazione verticale VA = F (con il verso indicato in


figura)

• - Equilibri alle rotazioni intorno al punto A rispetto a due piani or-


togonali (corrispondenti a rotazioni flessionale e torsionale del tratto
BA):
Mf A + F a (Momento Flettente all’incastro)
MtA + F b (Momento Torcente all’incastro)

Azioni interne nel tratto CB

• Taglio TCB = F (costante)

37

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• Momento flettente MCB = F x


crescente linearmente da zero (nel punto C) fino al valore massimo, nel
punto B: Mf B = F b

Azioni interne nel tratto AB

• Taglio TAB = F (costante)


(nel punto B non vi è nessuna discontinuità del Taglio non essendovi
carichi applicati in quel punto),

• Momento flettente MBA = F x′


crescente linearmente da zero (nel punto B) fino al valore massimo, nel
punto A: Mf A = F a

• Momento torcente: MT AB = F b (costante nel tratto BA)

(Nel punto B, il momento flettente del tratto CB diventa il momento tor-


cente del tratto BA). Gli andamenti delle azioni interne nei due tratti sono
riportati nella figura 48.

A A A

+

B B B
+ –
B C B C B C
Taglio Momento flettente Torsione

Figura 48: Diagrammi degli sforzi.

Nota In questo caso, come in molti altri analoghi, per il calcolo delle azioni
interne è conveniente ragionare sui singoli tratti della trave trasportando
le forze applicate fino all’estremità del tratto successivo, tenendo conto
delle coppie di trasporto (flettenti e torcenti) che ne nascono.
In questo caso, ad esempio, trasportando la forza F dal punto C al punto
B, occorre introdurre la coppia di trasporto:

Mt = F b

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7.2 Esempio 6 A.A 2013-2014

che è un momento torcente applicato all’estremità della trave BA. La


trave BA può essere studiata separatamente come una mensola incastrata
caricata da F e da Mt .

B
Mt = F b

Figura 49: Trasporto della forza in B che genera un momento torcente.

39

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7.3 Esempio 7
Trave semplicemente appoggiata con carico distribuito crescente linearmen-
te, come mostrato in figura 50. La risultante del carico distribuito per unità
q0

A B

Figura 50: Trave semplicemente appoggiata con carico distribuito crescente


linearmente.

di lunghezza con andamento triangolare è:


ZL L
x x2 1
R= q0 dx = q0 = q0 L
L 2L 0 2
0

e la sua retta d’azione passa per il baricentro della distribuzione triangolare,


valutabile tramite
L
RL x x3
q0 x dx q0
⋆ 0 L 3L 0 2
x = L = L = L
R x 2
x 3
q0 dx q0
0 L 2L 0

R = 12 q0 L
VA VB

A B
2 1
3L 3L

Figura 51: Forza concentrata equivalente e reazioni vincolari.

Reazioni vincolari
L R q0 L
VA L − R =0 da cui VA = =
3 3 6
2 2 q0 L
VB L − R L = 0 da cui VB = R =
3 3 3

40

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7.3 Esempio 7 A.A 2013-2014

Azioni interne
• Taglio
2
R = 12 q̄z = 12 q0 zL

VA
q̄ = q0 Lz

A
z/3
z

Figura 52: Taglio.

In un punto generico di ascissa z il Taglio vale:


q0 L q 0 z 2
T (z) = VA − R = − (Parabolico)
6 2L
Alle due estremità della trave il Taglio vale:
q0 L q0 L q 0 L 2 q0 L
TA (z = 0) = ; TB (z = L) = − =−
6 6 2L 3
Inoltre il TAGLIO SI ANNULLA in un punto intermedio della trave:
q0 L q0 x 2
T =0 per − =0
6 2L
da cui
z2 L 2 L2 L
= da cui z = da cui z = √ = 0.577 L
2L 6 3 3
• Momento flettente
In un punto generico di ascissa z il Momento Flettente vale:
z q0 L q0 z 2 z q0 Lz q0 z 3 q0 z 2
L − z2

M (z) = VA z − R̄ = z− = − =
3 6 2L 3 6 6L 6L
che è una curva del 3 grado.

Il momento flettente massimo si ha nel punto in cui il taglio è


L
nullo, cioè all’ascissa: z = √ e vale
3
L2
 2
3L − L2 q0 L 2 q0 L 2
  
q0 L 2 q0
Mmax(z=L 3) =
√ √ L − = √ = √ =
6L 3 3 6 3 3 9 3 15.588

Gli andamenti del Taglio e del Momento Flettente sono rappresentati nella
figura 53.

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Taglio
q0 L
6

L

3 − q03L

Momento Flettente

Mmax

Figura 53: Andamenti del taglio e del momento flettente.

Metodo alternativo per la soluzione Questo esercizio si presta ad


essere risolto in modo semplice anche col metodo della integrazione delle
equazioni indefinite di equilibrio:
dT dM
= −p; =T
dz dz
In questo caso l’espressione corrente del carico distribuito triangolarmente
è:
z
p = q0
L
Segue quindi che
dT z
= −q0
dz L
Integrando in z si ottiene
z2
T = −q0 + C1 (13)
2L
z3
M = −q0 + C1 z + C2 (14)
6L
Le condizioni al contorno sono M = 0, sia per z = 0, che per z = L.
Dall’equazione (14) per z = 0 si ottiene che C1 = 0, mentre dall’equazione
(14) per x = L si ottiene:
L3 q0 L
0 = q0 + C1 L; da cui C1 =
6L 6
Ne segue che
z2 q0 L
T (z) = −q0 +
2L 6

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z3 q0 L
M (z) = −q0 + z
6L 6
Queste due espressioni coincidono con quelle trovate in precedenza con
l’altro metodo.

8 Carichi agenti su diversi piani


Se i carichi applicati alla struttura non giacciono tutti sullo stesso piano,
coincidente col piano di giacitura della struttura stessa, non si è più in pre-
senza di una struttura piana, bensı̀ di una struttura spaziale (o nello spazio).
In questo caso è conveniente scegliere due piani perpendicolari tra di loro
(un piano “verticale” ed un piano “orizzontale”) e scomporre tutte le forze
e tutti i momenti flettenti applicati secondo questi due piani. In tal modo è
possibile tracciare due diagrammi del Momento Flettente, uno relativo ai ca-
richi “verticali” ed uno relativo ai carichi “orizzontali”. Componendo punto
per punto questi due diagrammi, con la regola della somma dei vettori:
q
2 2
Mtotale = Mverticale + Morizzontale
si può costruire il diagramma del Momento Flettente totale della struttura,
che sarà una curva nello spazio. Il Momento Flettente da utilizzare nel
calcolo di verifica della struttura sarà il Momento Flettente totale massimo.

Esempio Data la trave appoggiata con un carico verticale V ed un carico


orizzontale P , si calcolano le Reazioni Vincolari Verticali (provocate unica-
mente da V ) e le Reazioni Vincolari Orizzontali (provocate unicamente da
P ), si tracciano i diagrammi del Momento Flettente Verticale e del Momen-
to Flettente Orizzontale e si calcolano i valori di tali momenti flettenti nei
punti A e B:
MvA , MvB , MoA , MoB
Si calcolano quindi i valori del Momento Flettente Totale nei punti A e B
con la regola della somma dei vettori:
q
2 2
Mtot,A = MvA + MoA
q
2 2
Mtot,B = MvB + MoB
La sezione più sollecitata sarà quella in cui risulta massimo il Momento
Flettente Totale.

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A
B

B
A

MvA MvB

P
B
MoA

MoB
MoA
A MoB
B MvB
MvA

Figura 54: Diagrammi dei momenti.

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