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La strategia che avrei voluto trovare io online prima di iniziare ad investire,

sbagliare, imparare e finalmente


ottenere una rendita passiva da titoli ad alto dividendo

COME COSTRUISCO DA
ZERO UN PORTAFOGLIO
DI TITOLI AD ALTO
RENDIMENTO 
Da 20 a 30 titoli, pochi parametri per una selezione efficace

STRATEGIE APPLICABILI, IN UN
 LINGUAGGIO COMPRENSIBILE
Prima di leggere ti invito a prendere visione della nota che
trovi nell'ultima pagina.

Come costruisco un portafoglio ad alto rendimento in
Italia

LE FACILI SOLUZIONI PER DIVENTARE RICCHI SUBITO,


MAGARI ADDIRITTURA COL FOREX, PROPOSTE NEL WEB,
SEMBRANO NON FUNZIONARE PER TUTTI, ANZI.

FARE TRADING IMPLICA PASSIONE, PREDISPOSIZIONE


MENTALE E STUDIO CONTINUO, È MOLTO
AFFASCINANTE, MA DI FATTO, NON È ADATTO A
CHIUNQUE.

APPRENDERE INVECE LE CONOSCENZE GIUSTE PER


COSTRUIRE UN SOLIDO PORTAFOGLIO DI TITOLI AD ALTO
RENDIMENTO È QUALCOSA ALLA PORTATA DI MOLTE PIÙ
PERSONE.

PENSO A GENTE COME TE, CHE VIVE D'ALTRO MA


INTELLIGENTEMENTE SA CHE I SOLDI, COME TUTTO,
VANNO GESTITI.

PER RENDERLO LEGGIBILE HO EVITATO TERMINI TECNICI


ED HO COMPRESSO, PER QUANTO POSSIBILE, UN
PROCESSO COMPLESSO IN POCHISSIME PAGINE.

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OBBLIGAZIONI, FONDI, AZIONI, PEER TO PEER LENDING,
CRYPTO, POLIZZE, SEMBRA TUTTO UGUALE E NON SI
VIENE A CAPO DELLA CONVENIENZA E DEL RISCHIO
COLLEGATO AGLI STRUMENTI.

QUI PARLO DI UNA SEZIONE DEL MIO PORTAFOGLIO.


UNA SEZIONE CHE NON VOGLIO RICHIEDA TROPPA
MANUTENZIONE.

TITOLI AD ALTA CEDOLA, COSTANTE CRESCITA E BASSA


VOLATILITÀ ADATTI AD UN INVESTITORE ITALIANO.

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La mia strategia per costruire un portafoglio ad alto rendimento in
Italia ha tre punti, quindi cercherò:

1. Alto rendimento. Titoli con alti dividendi

2. Basso rischio. Titoli con volatilità medio/bassa

3. Forte crescita. Dividendi e capitale in salita

È utile anche considerare che a differenza del fare trading, qui è più
saggio limitare in turnover dei titoli al minimo. Non compro e vendo
in maniera frenetica, ma aspetto, non inseguo il mercato.

Le fasi che attraverso durante la costruzione sono 4:

1. Scelta del timing. Tento di entrare su titoli di qualità a prezzi


inferiori alla media.

2. Tengo in portafoglio i titoli per anni, non per mesi.

3. Diversifico sia geograficamente che per settori.

4. Vendo quando percepisco che difficilmente estrarrò altro valore o


se ho sbagliato titolo e timing.

ClickAdvisor.net/rendite-passive
Perché ho scritto questa strategia?

Volevo pubblicare un'introduzione rapida e accessibile a questa


strategia d'investimento, adatta a ispirare persone ordinarie, non
addetti ai lavori. Ho riassunto le idee più importanti, in modo da
rendere possibile estrapolare la maggior parte delle informazioni
nel più breve tempo possibile.

A chi serve questa strategia?

Se sei capace a investire in autonomia e stai cercando ispirazione su


come creare un portafoglio di azioni ad alto rendimento e basso
rischio, quanto scrivo potrà interessarti. Coprirò molti degli aspetti
chiave che ho affrontato io stesso, dalla selezione delle società in
cui investire a quando acquistarle, quando venderle, e poi alla
gestione del portafoglio e ancora alla diversificazione.
  
Cosa fare dopo averla letta?

Una volta letta, decidi se sei pronto ad iniziare le ricerche, poi


potrebbe essere utile visitare ancora il sito rendite-passive e dare
uno sguardo anche alle altre strategie che uso per costruire
stabilmente valore.  Prima di continuare leggi le importanti note
riportate nell'ultima pagina di questo documento.

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All'atto pratico, Cosa devo cercare durante il
processo di costruzione?

1. Crescita stabile e continua

2. Basso indebitamento

3. Vantaggio competitivo

4. Dividendi sostanziosi e stabili

5. Redditività a lungo termine

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CRESCITA STABILE E CONTINUA

La crescita è amica dell'investitore a lungo termine, perché senza di


essa il valore di qualsiasi azienda e logicamente, i redditi che ne
derivano, saranno erosi dall'inflazione.

Per me, questa fase, si traduce con l'intercettare la capacità di


un'azienda di pagare un flusso crescente di dividendi per un lungo
periodo di tempo. Ciò è importante sia per le plusvalenze che per il
valore stesso, perché la crescita a lungo termine dei dividendi è un
motore di crescita a lungo termine dei corsi azionari.

La crescita analizzata su un campione di un'anno o due non è un


buon indicatore della crescita futura, pertanto la crescita dovrebbe
essere misurata (possibilmente) su un periodo più lungo, ad
esempio cinque, o meglio, dieci anni. Questo mi aiuta a
concentrarmi su quelle aziende che hanno dato prova di sé anche
durante cicli avversi.

L'obiettivo finale è una crescita sostenibile dei dividendi a lungo


termine, ma la crescita dei dividendi a lungo termine è più
probabile se gli utili sono in crescita.
Per questo motivo ha senso ricercare la crescita a tutti i livelli, dal
fatturato agli utili e ai dividendi, e in ogni caso su un periodo lungo.
Qualsiasi impresa che sia riuscita a far crescere i propri ricavi, utili e
dividendi in modo significativo in un periodo di molti anni ha molte
più probabilità di essere un'azienda sostenibile e di successo.

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Warren Buffett, noto investitore americano, sostiene che il tempo è
amico delle aziende sane e nemico di quelle poco affidabili. Non mi
piacciono i luoghi comuni, ma qui c'è del vero.

Invece di cercare puramente aziende "a buon mercato", cerco


aziende di alta qualità per prima cosa, e valutazioni attraenti in
secondo luogo. Le aziende di alta qualità hanno due caratteristiche
principali: producono risultati costanti per molti anni e sono
stabilmente redditizie.

Banalmente le aziende che hanno avuto un successo costante per


molti anni avranno maggiori probabilità di avere un successo
costante in futuro. Ciò vale sia per le imprese del settore ciclico che
per quelle del settore difensivo, per cui gli investimenti difensivi non
dovranno escludere completamente le imprese del settore ciclico.

Le società che hanno regolarmente pagato un dividendo,


aumentato i  profitti e costantemente accresciuto i ricavi, gli utili e i
dividendi, molto probabilmente corrispondono alla descrizione di
una società "di qualità" o "difensiva".

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BASSO INDEBITAMENTO

Non importa quanto possa essere prospera un'azienda, se ha grossi


debiti potrebbe collassare appena qualcosa va storto.

Troppo debito è spesso pericoloso, ma fortunatamente, molte delle


migliori aziende non hanno bisogno di utilizzare troppo il debito
per generare utili agli azionisti.

E' anche vero che alcune aziende possono gestire molti più debiti di
altre. In generale, più gli utili di un'impresa sono ciclici o volatili,
minore è il debito che si dovrebbe avere. Le imprese stabili, come i
supermercati o i servizi pubblici, sono logicamente in grado di
gestire un debito maggiore.

Un rapporto debito/utile stabilmente superiore a 5/6 volte può


essere considerato eccessivo.

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VANTAGGIO COMPETITIVO

A causa della natura competitiva del capitalismo, qualsiasi azienda


che generi costantemente alti tassi di rendimento attira
concorrenza.

Immagina che qualcuno sotto casa tua cominciasse a vendere


salsicce e fare profitti favolosi, dopo un pò magari anche tu
inizieresti a vendere salsicce. Magari le venderesti ad un prezzo
lievemente più basso, per farti spazio, collateralmente
danneggiando il primo venditore. Una guerra dei prezzi poi
potrebbe portarvi ad avere margini così sottili da far fallire uno dei
due.

Impariamo dunque che i marchi e i brevetti posseduti da


un'azienda possono essere un buon motivo per valutare il suo
vantaggio competitivo, perchè se gli altri non potranno copiare
facilmente i pionieri, questi saranno in netto  vantaggio. 

Altri vantaggi competitivi sono l'essere già al vertice del mercato e


vendere servizi che costa meno erogare all'aumentare della platea
di utenti. Si parla di scalabilità. Il vincitore prende tutto, si dice.

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DIVIDENDI SOSTANZIOSI E STABILI

Il dividend/yield è un buon punto di partenza per misurare il prezzo


in relazione ai dividendi, ma non sempre basta.
Si calcola dividendo i "dividendi" (appunto) su base annuale, per il
valore delle azioni.

Naturalmente ricordiamoci che può essere un dato fuorviante


perchè guarda solo i pagamenti dei dividendi dello scorso anno.

Le previsioni restano solo previsioni.

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REDDITIVITÀ A LUNGO TERMINE

Confrontare il prezzo con l'utile, il famoso P/E ossia il rapporto tra


prezzi e utili è probabilmente il modo più comune per valutare le
azioni di una società.

Anche per un investitore orientato ai dividendi questo ha senso: i


dividendi vengono pagati con gli utili e quindi, a conti fatti, più utili
si possono ottenere con i soldi a disposizione, meglio è.
Il rapporto però P/E è lungi dall'essere perfetto. Sarebbe troppo
facile.
Questo tuttavia, ha i suoi problemi. I guadagni possono essere
volatili. 

Se, ad esempio, i ricavi di Wal-Mart diminuissero del 40% da un


anno all'altro, probabilmente non sarebbe ragionevole aspettarsi
che resteranno per sempre a un livello così basso. Naturalmente
potrebbero farlo, ma un'aspettativa più ragionevole sarebbe che il
declino sia temporaneo e che il potere di Wal-Mart sia
probabilmente più o meno lo stesso di prima, perché
presumibilmente ha lo stesso numero di negozi, dipendenti e linee
di prodotti.

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INVESTIRE A LUNGO TERMINE

In generale, per "lungo termine" si intende un periodo di almeno


cinque anni, anche se dieci sono probabilmente un periodo minimo
migliore.
Se l'orizzonte temporale è di un giorno, le oscillazioni dei corsi
azionari sono essenzialmente casuali. C'è circa il 50% di probabilità
che salgano e il 50% che scendano da un giorno all'altro.

Se si presume che ogni investimento che si fa durerà cinque anni o


più, si cominciano a mettere le probabilità di successo a nostro
favore.

Le ragioni principali sono tre:

1. I dividendi fanno una grande differenza a lungo termine.

Nel corso di un anno un'azione difensiva pagherà quasi


sicuramente un dividendo. Il dividend yield tipico può essere
compreso tra il 3% e il 5%, quindi su un periodo di cinque anni si
può arrivare fino al 15% e 25% o più.
A quel punto il dividendo comincia a diventare la componente
principale dei rendimenti, soffocando gli alti e bassi dei prezzi.

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2. La crescita dei dividendi a lungo termine stimola la crescita dei
corsi azionari.

Se il mio orizzonte temporale è di cinque anni o più, è probabile


che vedrò crescere i miei dividendi, supponendo di aver acquistato
in aziende di alta qualità. Le buone imprese spesso aumentano i
loro dividendi di più del tasso d'inflazione, e aumenti del 5% o più
in un anno sono comuni.
Una crescita del 5% dei dividendi ogni anno per cinque anni
porterà ad una crescita totale dei dividendi di oltre il 25%, il che è
positivo per il mio reddito.

3. IL "SENTIMENT" NON CAMBIA IN MANIERA REPENTINA.

Parlando di profitti e perdite indotti dal sentiment, un aspetto


dell'acquisto di buone aziende a basse valutazioni è che le aziende
a volte attraversano una breve fase negativa. Si tratta magari di un
piccolo problema che poi viene risolto, ma che ha allontanato altri
investitori a causa della paura e dell'incertezza.

Se il mio orizzonte d'investimento è di cinque anni o più, mi sarà


molto più facile resistere a questi periodi difficili in attesa che
l'azienda risolva i suoi problemi. Una volta risolti i problemi, e
talvolta anche prima, il sentiment del mercato è già cambiato. A
quel punto altri investitori cominceranno ad acquistare, il che farà
salire il prezzo delle azioni e ne farà salire la valutazione a livelli di
nuovo normali.

Sebbene questi cambiamenti nel clima di mercato siano


imprevedibili, si verificano abbastanza frequentemente - e con un
impatto piuttosto grande sul prezzo delle azioni, vale la pena
aspettare.

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VENDITA PROATTIVA, NON REATTIVA

Dopo aver trovato una società di alta qualità, relativamente


difensiva, acquistato le sue azioni a un prezzo interessante e averle
tenute per un certo numero di anni, ci può essere un momento in
cui ha senso vendere.
Come e perché le vendo è importante quanto lo era quando le ho
acquistate.
(Quasi!) Mai mi sognerei di comprare un'azienda in modo impulsivo,
senza pensare, solo perché ha registrato profitti record o ha firmato
un nuovo contratto. Leggere le notizie non basta, in quanto sono già
scontate nei prezzi.

Molti perdono soldi in borsa perchè vendono in preda al panico.


Eppure la vendita non dovrebbe essere guidata dalla paura, ma dal
ragionamento. Può essere vantaggioso anche imparare a mediare i
prezzi, al fine di aumentare i rendimenti e ridurre il rischio.

PRENDO PROFITTO DAI VINCITORI E RIDUCO IL RISCHIO DI


VALUTAZIONE

Il motivo migliore per vendere azioni è quando la società ha


ottenuto buoni risultati.
Inoltre le azioni che hanno ottenuto risultati saranno
probabilmente di gran lunga le migliori. In che senso? Se, ad
esempio, si possiedono azioni di un'azienda per cinque anni e in
quel periodo si è registrato un aumento del fatturato, degli utili e
dei dividendi del 50%, allora si è sicuramente scelta una buona
azienda. Se durante lo stesso periodo il prezzo delle azioni della
società fosse aumentato del 100%, probabilmente sareste molto
contenti.
Ma il fatto che le azioni siano aumentate del 100% mentre il
dividendo è incrementato "solo" del 50% significa che il rendimento
del dividendo sarà ora la metà di quello che era al momento
dell'acquisto delle azioni.
È questo un buon momento per vendere le azioni esistenti e
acquistarne eventualmente altre con un rendimento più alto. 

ClickAdvisor.net/rendite-passive
LA VENDITA PROATTIVA PIANIFICATA

Il processo di vendita deliberata e pro attiva, piuttosto che reattiva,


può essere ottenuto vendendo regolarmente la partecipazione a
prezzi meno vantaggiosi.

Piuttosto che aspettare che il disastro colpisca o che le azioni di una


società colpiscano un particolare prezzo, un approccio migliore è
quello di avere un tempo fisso (diciamo ogni tre mesi) in cui
prendere la vostra prossima decisione di vendita.

Questo toglie molto dello stress tipico del trading.


Immaginando un portafoglio composto da 20/30 partecipazioni,
vendo e sostituisco circa 5/6 partecipazioni all'anno, negoziandone
circa una ogni 2/3 mesi.  

ClickAdvisor.net/rendite-passive
DIVERSIFICAZIONE, DIVERSIFICAZIONE, DIVERSIFICAZIONE

Tante belle parole di buon senso fin'ora, vero? Eppure


indipendentemente dalla quantità di ricerche che farò su una
società, non potrò mai sapere con certezza come si comporterà o
quale sarà il prezzo dell'azione in futuro.

La risposta a questa incertezza è di diversificare mettendo le uova


in molti panieri diversi.

La diversificazione ha varie dimensioni:

La prima e più ovvia strada verso la diversificazione, è quella di


investire in aziende diverse.

Importante quanto il numero di imprese è l'importo investito in


ciascuna di esse. Non ha senso detenere 20 società se una società
sola rappresenta il 70% del portafoglio. La dimensione massima è
una questione personale, ma il 15% è per me un massimo
ragionevole e il 5/6% può essere un suggerimento migliore per gli
investitori che amano evitare i rischi specifici.

Se un'azienda funziona particolarmente bene e cresce oltre il 10%


del vostro portafoglio, potete facilmente ridurla vendendo metà
della posizione.

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DIVERSIFICARE TRA titoli CICLICI E DIFENSIVI

Un portafoglio difensivo non deve investire solo in imprese che


operano in settori difensivi ma anche ciclici.

Un approccio più equilibrato tra società del settore difensivo e


società del settore ciclico produce facilmente risultati migliori,
consentendo al portafoglio di mantenere le proprie radici difensive
e di cogliere le fluttuazioni di valore più aggressivo fornite dalle
società del settore ciclico.

Un modo per mantenere questo equilibrio è quello di puntare ad


una ripartizione 50/50 tra imprese del settore difensivo e imprese
del settore ciclico.

Settori tipicamente ciclici sono:

Costruzioni, elettronica, trasporti, minerari, media, banche e auto.

Settori tipicamente difensivi sono:

Salute, cibo, farmaceutici, tabacco, utilities, telecomunicazioni.

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DIVERSIFICARE IN PIÙ SETTORI

Le aziende all'interno dello stesso settore sono spesso colpite dagli


stessi fastidi, quindi la diversificazione in più settori contribuirà a
ridurre il rischio di un portafoglio.

Se un portafoglio è diversificato in molti settori, tutto ciò che


riguarda un particolare settore avrà un effetto relativamente
limitato sul portafoglio stesso.

Piuttosto che specificare il numero di settori in cui investire, è più


facile definire il numero massimo di aziende che un portafoglio
dovrebbe detenere in un dato settore.
 
Se si detengono 20 aziende, allora si permetterebbero non più di 2
aziende di un settore, e se si detengono 30 aziende il limite sarebbe
di 3.

È un errore comune innamorarsi e seguire le sorti di un settore o di


un titolo. Esistono brands davvero capaci di catalizzare passione ed
interesse. Penso a Apple, Tesla, Boeing, Netflix, CocaCola, PayPal,
BMW, etc. 
Bene, non significa affatto che siano titoli adatti in termini assoluti,
e in qualunque momento, ad entrare o restare a tutti i costi nel mio
portafoglio high yield.

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DIVERSIFICARE GEOGRAFICAMENTE

Lo stesso approccio alla diversificazione può, anzi deve, essere


applicato alla geografia.

L'obiettivo è quello di ridurre l'impatto che un problema localizzato


- come una recessione, un terremoto o un'epidemia - avrà sul vostro
portafoglio.

Se sei un investitore italiano non dovresti quindi sovrappesare


aziende italiane.
Una ragione che invece a volte spinge tanti a farlo (aldilà del futile
campanilismo), può essere la tassazione. Ad oggi alcuni dividendi
esteri vengono tassati due volte, ed in certi casi è quasi impossibile
subire la tassazione solo in Italia.

Diversificare può significare anche capire dove le nostre italiane


producono utili, se all'estero o in patria.
Alcune grosse imprese italiane sono, di fatto, delle multinazionali
non focalizzate solo sul nostro paese Queste sono dunque
 implicitamente diversificate geograficamente.

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ECCO GLI ULTIMI ELEMENTI CHE ANALIZZO:

Alcuni aspetti fiscali vanno considerati nella costruzione di


portafogli al alto dividendo.

Valutare l'adozione di ETF (con svantaggio fiscale)

Alcuni ETF contengono comodamente vari titoli ad alta cedola che


possono, già da soli, ridurre la volatilità del nostro portafoglio.

Sono una soluzione un pò pigra, visti gli svantaggi fiscali che


comportano in molti casi.  Questi svantaggi valgono per tutti quelli
che godono del comodissimo regime "amministrato" del proprio
conto trading. In pratica un ETF in Italia genera una plusvalenza
considerata reddito da capitale, mentre un'azione, ad esempio,
produce un reddito "diverso". Per la legge appartengono a due
categorie diverse. Per questo, quando realizzerai una perdita con un
ETF, non potrai compensare le minusvalenze generabili per
compensare una plusvalenza da altri ETF. Quella minus è persa.  

Confuso? Lo riassumo in "italiano":

Perdi soldi vendendo un ETF, non potrai compensare la perdita con


i guadagni di un altro ETF. Perdi con un ETF, potrai compensarlo
con un guadagno da azioni.

È inoltre possibile imbattersi anche in ETF non armonizzati. In


genere gli ETF extra UE (anche USA quindi) sono quelli non
armonizzati, e la loro tassazione andrà "compensata" nella
dichiarazione dei redditi.

Quando si adoperano certi ETF considero sempre l'effetto della


valuta, che se diversa dall'euro, può alterare il risultato atteso. Io ne
adopero alcuni deliberatamente, anche allo scopo di diversificare la
valuta del portafoglio.

ClickAdvisor.net/rendite-passive
COME SELEZIONARE I TITOLI HIGH YIELD, ORA?

ECCO GLI STRUMENTI PIÙ EFFICACI PER SELEZIONARE I TITOLI:

4-traders.com, è eccellente, copre migliaia di titoli in tutto il mondo


e serve anche a molto altro, già nella versione gratuita.

Investing.com ha una sezione chiamata "stock screener" che mi


permette di ordinare i titoli in maniera utilissima, adottando alcuni
parametri menzionati sopra.

Poi banalmente esistono siti statunitensi che presentano delle


classifiche aggiornatissime, anche quelle sono piuttosto utili a chi
non ha tempo.
Uno fra tutti: dividend.com

Da non trascurare anche apps e fogli excel preconfezionati allo


scopo facilmente ricercabili nel web.

Molti siti mi semplificano quindi la selezione, nell'era di internet gli


strumenti sono gratis e disponibili, sta a me essere paziente e farne
buon uso.
Un buon portafoglio ad alto rendimento si forma in mesi o anni e si
evolve secondo un progetto definito da regole che rispetterò
fermamente. Il "timone" deve restare fermo soprattutto durante le
(inevitabili) crisi.

ClickAdvisor.net/rendite-passive
Sul sito web  ClickAdvisor.net/rendite-passive trovi altre semplici
strategie che applico per generare rendite automatiche.

Il focus più recente è sul peer to peer lending (pretiti tra privati)
perchè è un settore che garantisce ancora un buon timing.
Scrivo anche di obbligazioni emergenti, social trading e
naturalmente di risparmio.

ClickAdvisor.net/rendite-passive
NOTA IMPORTANTE:
L'autore non è un consulente finanziario registrato
e non fornisce consulenza individuale in materia di
investimenti.
Nessuna informazione fornita nel presente
documento deve essere interpretata come
consulenza in materia di investimenti. È solo a
titolo informativo. Le esigenze specifiche, gli
obiettivi d'investimento e la situazione finanziaria
di un particolare lettore non sono stati presi in
considerazione e gli investimenti menzionati
possono non essere adatti a chiunque.

Le informazioni contenute nel presente


documento non intendono valere da offerta di
acquisto o di vendita o una sollecitazione di
un'offerta di acquisto o di vendita di titoli.
Gli investitori non devono basare nessuna
decisione di investimento su questo documento e,
se non sono sicuri di una decisione di
investimento, dovrebbero consultare un
consulente finanziario indipendente
regolamentato.
Le informazioni contenute nel presente
documento e qualsiasi espressione di opinione da
parte dell'autore sono state ottenute o si basano
su fonti ritenute affidabili, ma l'accuratezza o la
completezza di tali fonti o la loro interpretazione
da parte dell'autore non può essere garantita.
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