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www.ucuntu.org – redazione.lavoriincorso@gmail.com

I-ta-lia
L'operaia Gianna. Falcone e Borsellino. Sandro. Garibaldi.
Mohamed, italiano nuovo. Maria Cristina, guida scout. Don Milani.
E Marco Anzolin di Rovigo. Questa è la nostra Italia, e ci piace così
e Satira/ Jack Daniel La fabbrica dell'unità e
Inchiesta Antonio Mazzeo: Gheddafi nell'industria militare italiana
Dopo il Giappone/ L'utopia che ci sta uccidendo

|| 17 marzo 2011 || anno IV n.106 || www.ucuntu.org ||


Società civile

Le associazioni sottoscritte, nel


momento in cui vengono da più parti ri- APPELLI Marcello Failla, Alberto Rotondo,
Riccardo Gentile, Barbara
portati episodi sconcertanti che coinvol-
gono fra l'altro aspiranti al posto di pro- PER LA GIUSTIZIA Crivelli,Massimo Malerba, Enrico Mira-
bella, Maria Lucia Battiato, Mauro Viscu-

A CATANIA
curatore capo al Tribunale di Catania, so, Sebastiano Gulisano, Aldo Toscano,
manifestano la propria preoccupazione Anna Bonforte, Grazia Loria, Pierpaolo
per la nomina prevista in conseguenza Montalto, Toti Domina, Fabio Gaudioso,
del pensionamento del Dott. Vincenzo Al Vicepresidente del CSM Giovanni Puglisi, Titta Prato, Maria Ro-
Alla Commissione Uffici Direttivi saria Boscotrecase, Lucia Aliffi, Fausta La
D’Agata e sottolineano la necessità che
e p.c. Monica, Salvatore Pelligra, Anna In-
chi assumerà l’incarico riesca finalmente terdonato, Lucia Sardella, Federica Ra-
a disvelare e a rendere pubblico l’intrec- Al Presidente della Repubblica gusa, Alfio Ferrara, Federico Urso, Paolo
cio fra poteri economici, politici e mafiosi Castorina, Giusi Viglianisi, Laura Parisi,
che, anche in campo nazionale, ormai è Una città dove, da anni, diversamente che Gaetano Pace, Luigi Izzo, Alberta Dionisi,
noto come il “ Caso Catania”. a Palermo o Caltanissetta, l'azione di con- Carmelo Urzì, Pina De Gaetani, Giusi
Come cittadini abbiamo il diritto di spe- trasto della Procura è stata assolutamente Mascali, Marcello Tringali, Daniela
rare in un futuro di legalità e giustizia per la inefficace. Emblematica, da questo punto di Carcò, Giulia D’Angelo, Alessandro
nostra città. A questo scopo le Associazioni vista, è apparsa la gestione dell’inchiesta Veroux, Ionella Paterniti, Francesco
firmatarie del presente appello, così come che ha coinvolto il governatore Lombardo e Schillirò, Francesco Fazio, Tony Fede,
già richiesto, auspicano che la nomina a il fratello Angelo. Antonio Presti, Luigi Savoca, Salvatore
procuratore capo della Repubblica presso il Gli inquirenti si sono divisi sui provvedi- D’Antoni, Alessandro Barbera, Vito Fi-
Tribunale di Catania ricada su una persona- menti da assumere in merito all'esito delle chera, Stefano Veneziano, Pinelda Garoz-
lità di alto spessore che eserciti l'autonomia zo, Francesca Scardino, Irina Cassaro,
indagini sul Presidente della Regione. Il
della magistratura rispetto al potere politi- Carmelo Russo, Franco Barbuto, Maria
Procuratore D'Agata, nelle prese di posizio- Luisa Barcellona, Nicola Musumarra,
co, che sia capace di operare al di fuori del- ne pubbliche, ha dato l’impressione di un
le logiche proprie del sistema politico-affa- Angela Maria Inferrera, Michele Spataro,
evidente imbarazzo e fastidio nei confronti Giuseppe Foti Rossitto, Irene Cummaudo,
ristico della città, che possibilmente sia del dell’inchiesta; in un'intervista rilasciata a Carla Maria Puglisi, Milena Pizzo, Ada
tutto estranea all'ambiente cittadino, che Zermo, sul quotidiano di Ciancio (a sua Mollica, Maria Ficara, Rosanna Aiello,
provenga cioè da realtà lontane dall’humus volta indagato in altro procedimento), sem- Rosamaria Costanzo, Mario Iraci, Giu-
siciliano e catanese in particolare, una per- bra esprimere contrarietà per le considera- seppe Strazzulla, M. C. Pagana, Vincenzo
sonalità che favorisca il riscatto civile della zioni espresse da Ivan Lo Bello sul peso Tedeschi, Nunzio Cinquemani, Francesco
nostra città e che contribuisca a restituirle dell'imprenditoria mafiosa a Catania. Giuffrida, Maria Concetta Tringali, Maria
orgoglio e dignità. Infine, una fotografia pubblicata in questi Laura Sultana, Giovanni Repetto, Giusi
giorni ha riacceso i riflettori sul “caso Santonocito, Marco Sciuto, Tiziana Cosen-
Associazione Centro Astalli, AS.A.A.E., Catania”, una vicenda giudiziaria nata dalla tino, Emma Baeri, Renato Scifo, Luca Can-
Assoc.CittàInsieme”, Assoc. Domenicani denunzia di Giambattista Scidà che lanciò gemi, Elisa Russo, Angela Ciccia, Alfio Fi-
Giustizia e Pace, Laboratorio della Poli- l’allarme di contiguità tra criminalità chera, Giampiero Gobbi, Domenico Stimo-
tica Onlus, La Città Felice, Assoc. Stu- mafiosa e frange della magistratura etnea. lo, Piero Cannistraci, Roberto Visalli, Ma-
dentesca e Culturale "Nike", Comitato Alla luce di tutti questi fatti e alla vigilia rio Bonica, Claudio Fava, Giancarlo Con-
NO-TRIV, Assoc. Oltre la Periferica, Li- della nomina del nuovo Procuratore della soli, Maria Giovanna Italia, Riccardo Oc-
brino, Punto Pace Pax Christi Catania, chipinti, Giuseppe Gambera, Orazio Aloisi,
Repubblica, facciamo appello al Csm affin-
Sicilia e Futuro, Associazione Talità Kum Antonio Napoli, Giovanni Maria Consoli,
ché la Procura di Catania abbia finalmente Elsa Monteleone, Francesco Minnella, An-
un Procuratore capo assolutamente estraneo tonia Cosentino, Sigismonda Bertini, Giusi
ai giochi di Palazzo e all’intreccio delle D’Angelo, Lucia Coco, Fabrizio Frixa,
*** poco chiare vicende catanesi. Un magistra- Santina Sconza, Felice Rappazzo, Concetto
to che non subisca le forti interferenze De Luca, Maria Luisa Nocerino, Alessio
La Sicilia è la regione dove si trova la esterne che hanno condizionato da decenni Leonardi, Renato Camarda, Angelo Borzì,
maggior economia sommersa del paese, la direzione della Procura catanese. Chiara Arena, Alberto Frosina, Gianfranco
come recenti e qualificati studi hanno evi- Faillaci, Daniela Scalia, Lucia Lorella
denziato, e gran parte dell’imprenditoria Giolì Vindigni, Gabriele Centineo, Mimmo Lombardo, Pippo Impellizzeri, Giuseppe
cheopera nell’isola usufruisce di complicità Cosentino, Angela Faro, Santa Giunta, Malaponte, Antonio Mazzeo, Marco Luppi,
o alleanze con le organizzazioni criminali. Vincenza Venezia, Salvatore Cuccia, Lucia- Ezio Tancini, Aldo Cirmi, Luca Lecardane,
La mafia ha esteso da tempo i suoi inte- no Carini, Giuseppe Di Filippo, Enrico Rocco Ministeri, Gabriele Savoca, Fulvia
ressi nell'economia “legale”, dove l'accu- Giuffrida, Lillo Venezia, Claudio No- Privitera, Daniela Trombetta, Vanessa
mulazione della ricchezza avviene attraver- vembre, Massimo Blandini, Marzia Ge- Marchese, Edoardo Boi, Stefano Leonardi,
so relazioni e attività costruite sulla base lardi, Maria Concetta Siracusano, Fran- Ivano Luca, Maria Crivelli, Guglielmo
del coinvolgimento diretto e dei favori cesco Duro, Margherita Ragusa, Antonella Rappoccio, Grazia Rannisi, Elio Camilleri,
scambiati con potentati economici, politici, Inserra, Mario Pugliese, Giovanni Caruso, Rosanna Fiume, Alfio Furnari, Claudia
professionali. Elena Maiorana, Tuccio Giuffrè, Rosa Urzi, Luigi Zaccaro, Daniela Di Dio, Gigi
Si è creato così uno spazio dove lecito e Spataro, Paolo Parisi, Marcella Cascone, Ettore Palazzolo, Nunzio Cosen-
illecito finiscono per entrare in commistio- Giammusso, Giuseppe Pappalardo, Raf- tino, Matilde Mangano, Andrea D'Urso,
ne. L'epicentro di questa "area grigia", dove faella Montalto, Giovanni Grasso, Fede- Daniela Pagana, Stefania Zingale, Concet-
rico Di Fazio, Claudio Gibilisco, Riccardo ta Calcerano, Luana Vita, Maria Scaccia-
si intrecciano gli interessi di mafia ed eco-
Orioles, Elio Impellizzeri, Ignazio Grima, noce, Costantino Laureanti, Pierangelo
nomia, è oggi Catania, come ribadito anche
Angelo Morales, Pippo Lamartina, Andrea Spadaro, Paola Sardella, Luisa Gentile,
dal Presidente di Confindustria Sicilia. Alba, Matteo Iannitti, Valerio Marletta, Antonio Salemi, Antonino Sgroi...

|| 17 marzo 2011 || pagina 02 || www.ucuntu.org ||


Politica

L'utopia dello struzzo


e chi ci bagna il pane
Il “mercato”, il consumo e il “progresso” illimitati vanno benissimo per i Grandi Animali,
ma sono la morte per noi comuni esseri umani. “E' sempre stato così”. Sì, ma qua finisce male

“No all'emotività! Forza, nucleare!”. “Operai Fiat. Non se ne parla più”. Ma


Sarebbe facile polemizzare col nostro si- non era la più grande industria italiana? Ma
gnor governo e la nostra confindustria che, davvero la lasciate finire all'estero così? E
mentre i tedeschi chiudono le centrali e i tutti 'sti lavoratori, e i vostri figli, davvero
giapponesi cercano disperatamente di sal- debbono spaccarsi l'anima tutta la vita così,
varsi la pelle, non sanno dire altro che “E' a lavorare in caserma, senza diritti? Ah: è il
successo qualcosa?”. management moderno, è il mondo nuovo.
Facile, ma in fondo ingiusto. Perché la ***
bestialità della nostra orribile classe diri- Buone notizie? Vi do anche quelle, ma a
gente, la più disumana e la più ignorante patto che non vi servano (sotto la sabbia) a
che questo disgraziato Paese abbia mai tranquillizzarvi ma a svegliarvi un po'. Li-
avuto, fa leva sul nostro sogno, sulla nostra bera ora fa il suo convegno, il 19 a Poten-
inespressa ma convintissima utopia: che za, convegno nazionale da tutto il Paese.
possiamo andare avanti tranquillamente E poi perché il modello Giappone (con Chi ci può andare ci vada: è un po' moscia
così, sfruttando sempre più la natura, pic- molta più rozzezza e intrallazzo, all'italia- Libera da un po' in qua, ma è pur sempre la
chiando chi riceve di meno e ruttando felici na) è esattemente il nostro, quello in cui vi- più grande organizzazione antimafia, il
in un dopo-pranzo sempre più inacidito. viamo: comprarsi più giocattoli, fregarsene nostro - di noi antimafiosi - “sindacato”:
Non è così. Il Giappone, molto più civile della natura, manganellare i poveri, sedare criticatela, dunque, ma fatela diventare
e tecnologico di noi, era sopravvissuto a con chiacchiere e botte le spaventate prote- sempre più forte e portatela avanti, ché là
duemila anni di terremoti e tsunami: e ades- ste (“Che avvenire ho?”) dei nostri figli. Il- dentro c'è iun pezzetto di tutti noi.
so sta crepando semplicemente perché (a ludendoci che funzioni, che vada avanti. L'altro sindacato, la Cgil, ci chiama inve-
dispetto di una sua cultura antichissima, L'utopia dello struzzo: testa sotto la sab- ce a raccolta per il sei maggio, lo Sciopero
bollata come “”vecchia” e “superata”) s'è bia, chiappe all'aria, convinto che il perico- Generale. Sarà una giornata importantissi-
messo a costruire centrali nucleari in mezzo lo è lontano e che tutto va bene. ma; probabilmente, in bene o in male, il
alle faglie sismiche. Modernissime, “sicu- Non serve una “svolta politica” (certo giorno della svolta. Anche questa è antima-
re”, dotate (tranne quella mantenuta in ser- che serve, e subito: ma non basta). Ci vuole fia, e speriamo che la Cgil lo capisca. Com-
vizio per le pressioni dei politici) della mi- proprio una svolta di sistema. Socialismo, prendiamolo noi per intanto, con l'espe-
gliore tecnologia. E sono saltate per aria. buddismo, impero Ming? E che ne so: io rienza che abbiamo, profondamente.
Perché? voglio semplicemente salvarmi la pelle, e Dai giochi dei politici – per lo più in
Per lo stesso motivo per cui si rompe un voglio non essere pisciato addosso nella buona fede - non aspettiamoci niente. Non
vaso in una stanza in cui si gioca a pallone, mia tomba da mio nipote - se sopravviverà è che non vogliano, è che semplicemente
per semplice statistica: prima o poi. e se ci saranno ancora delle tombe. sono su un altro pianeta. Dal pazzo Berlu-
E perché, se lo sapevano, non si sono or- Voglio che cambi parecchio, e non solo sconi all'astuto Fassino, dal generoso Ven-
ganizzati? Per semplice rimozione mentale, alla superficie, e anche alla svelta. La mia dola al machiavellico Fini, nessuno ha mai
come lo struzzo: per eliminare il pericolo vita, e quella del mio nipotino, non può re- dormito alla stazione né sa quanto costa
non bastava “rendere più sicure” le centrali stare in balia di pazzi politici, terremoti, una scatoletta di tonno. Noi sì.
(o mettere il vaso un po' più in alto), biso- multinazionali ciniche ed economie senza Noi non siamo col popolo. Siamo nel po-
gnava abolirle del tutto (“Bambini, in que- controllo. Per i terremoti non ci possiamo polo, una parte minimissima di esso. Con
sta stanza non si gioca a pallone”). far niente. Ma per il resto sì, e dobbiamo tutte le sofferenze, ma senza illusioni,
Ma questo avrebbe significato treni un sbrigarci perché c'è poco tempo. dell'umanità quotidiana del paese. Per que-
po' meno veloci, automobili un po' meno *** sto “facciamo politica”, a modo nostro e
grosse, e così via (“Ahhh... cattiva mamma! Che notizie stranissime (lette vent'anni con serietà, e la facciamo bene.
Non ci vuoi fare giocare!”). La gente, non fa) eppure normalissime (adesso) sui gior- Bisogna abolire la mafia. Bisogna cam-
solo i politici, non l'avrebbe accettato. La nali. “Tragedia in mare, 40 emigranti anne- biare il sistema. Bisogna pensare a vivere
stessa gente che adesso è intenta a razionar- gati”. Ma perché non avevano una nave più diversamente, con meno giocattoli ma più
si l'acqua e a seppellire i morti. sicura? Perché non prendevano il felici. Bisogna pensare al mio nipotino e a
“Il Giappone è lontano”. No, il Giappone traghetto? Ah: ora è vietato. tutti gli altri Lorenzi, ché già la vita umana
è qua. Intanto, perché fra un anno probabil- “Sta vincendo Gheddafi. Il re saudita è difficile e non occorre aggiungerle altri
mente dovremo stare più attenti all'acqua manda i soldati contro la folla”. Ma non dolori. E tu forza, sorridi, amica mia: adi-
che beviamo, all'insalata che mangiamo e stava arrivando la democrazia, anche lì? spetto di tutto, una volta ancora, come la
così via (e già c'era da stare attenti prima). Ma non eravamo tutti contenti per questo? natura o il dio hanno costruito, fra poco è
Poi perché la crisi economica (l'economia Ah: però il petrolio a noi ce lo dava il re primavera. Aggrappiamoci a questo, lottia-
è mondiale) sarà tremenda e la pagheremo, saudita e Gheddafi, e quindi tutto sommato mo per difenderlo e farlo continuare.
anche qua, noi semplici cittadini. stiamo appoggiando loro. Riccardo Orioles

|| 17 marzo 2011 || pagina 03 || www.ucuntu.org ||


Lavori in corso

Mezzi e contenuti:
tutto è più libero

Si è concluso il 13 marzo, dopo due in- La due giorni di lavori Scribus, il programma di impaginazio-
tense giornate, il workshop "Libera ne, è stato approfondito descrivendo le
stampa in libero software", attività
del workshop ospitato possibilità e sottolineando come il suo
operativa per la formazione sugli a Catania dal Gapa impiego risulti più "prestante" nella sua
strumenti dell'informatica libera nella sull'incrocio delle libertà versione per Linux rispetto a quelle per
libera informazione, organizzato gli altri sistemi operativi.
informatiche e informative.
dall'associazione "Lavori in corso" in Il secondo giorno di lavori è stato al-
collaborazione con il Gnu/Linux User Giornalisti e utenti trettanto intenso. Le immagini sono state
Group di Catania. Gnu/Linux insieme. intrappolate e sezionate attraverso i due
Un elemento che ha reso l’evento programmi di grafica bitmap e
La cronaca
quanto meno insolito è stata l’ampia vettoriale, Gimp ed Inkscape. Il cerchio
partecipazione di “non addetti ai lavori”. dell’informazione on-line si è chiuso,
I partecipanti facevano parte di diverse insieme al corso, con l’approfondimento
categorie di persone: studenti, volontari, dell’editing libero e delle condizioni og- di un programma per la gestione dei
musicisti, agronomi, periti industriali, gettive, di monopolio e di censura che contenuto di un sito web chiamato
eccetra: gente comune insomma. hanno permesso questa scelta, sembra ri- Wordpress, appartenente alla categoria
Hanno accolto con interesse l’intenzio- verberare durante tutto l’arco della gior- dei Content Management System (Cms).
ne trasmessa dal workshop: affrontare un nata di sabato 12, attraverso le parole dei Il workshop è stato accolto con
argomento dal taglio molto particolare, ragazzi del G/Lug che spiegano il entusiasmo e così è stato salutato dai
solitamente poco preso in considerazione funzionamento del sistema operativo. partecipati. I prossimi obiettivi avranno
anche da chi fa informazione, ma Viene introdotto e spiegato Open probabilmente a che vedere con una
dall'importanza strategica. Office Writer, il "contenitore" con il risoluta decisione: non lasciare che la
Poche le testate giornalistiche presenti. quale è impaginato il settimanale on-line libera informazione si privi di ogni
Presenti invece alcuni ragazzi del perio- Ucuntu. possibile evoluzione nel campo in-
dico "il Clandestino" di Modica e del Attraverso le esercitazioni si è potuto formatico ed informativo; affinché possa
"Poetry HackLab" di Palazzolo. passare dalla spiegazione all’utilizzo, viaggiare libera da padroni, da censure e
Il lavoro di questi due giorni ha per- mediante il semplice “copia e incolla” da chiusure.
messo di far conoscere e sperimentare gli dell’articolo scritto all’interno delle gab- Il workshop è stato accolto con
strumenti che fanno da “contenitore” alle bie preimpostate e liberamente messe a entusiasmo e così è stato salutato dai
parole, ai racconti, alle cronache, alle in- disposizione di chiunque voglia partecipati. I prossimi obiettivi avranno
chieste e ai dossier affinché i fatti che pubblicare un giornale. Basta scaricarle probabilmente a che vedere con una
avvengono nella vita delle persone, se dal sito. risoluta decisione: non lasciare che la
raccontati in un certo modo, ritornino L’esercitazione ha permesso a libera informazione si privi di ogni
sotto forma di informazione. Libera ciascuno, sulla base delle gabbie possibile evoluzione nel campo in-
perché raccontata così, senza bavagli, utilizzate a modello, di creare una formatico ed informativo; affinché possa
senza censure e senza menzogna. Senza pagina a due o tre colonne, sulla quale viaggiare libera da padroni, da censure e
omertà, senza mafia. decidere il sommario, le foto e tutti gli da chiusure.
La spiegazione iniziale sulla politica altri elementi. Rosalba Cancelliere

|| 17 marzo 2011 || pagina 04 || www.ucuntu.org ||


Lavori in corso

Salsiccia geek
per tutti
Già dopo un paio d'ore dall'inizio dei Mondi che si contaminano,
lavori, il workshop era scappato di
goliardia e buona cucina:
mano. Tutti i partecipanti erano stati
invitati a portare una chiavetta usb vuo-
tutto dentro l'iniziativa
ta per clonarci sopra Ubuntu/Linux. di linuxisti, giornalisti,
Alle riunioni dello staff preparatorie volontari e “gente comune”
dell'evento si era detto: «non facciamo legati insieme
le istallazioni.Facciamo che tutti lan-
ciano il sistema operativo dalla chiavet-
dalla voglia di libertà
ta, che sennò poi si crea confusione
perché dovremo smazzarci i piccoli
problemi con l'hardware».
Ma quando Emanuele Cammarata Forse è merito di Ubuntu col suo
sabato mattina ha fatto vedere sul pro- Gnu/Linux dal volto umano; forse di attenta e sensibile di tempo fa o
iettore l'istallazione, si sono buttati tutti Riccardo Orioles e Luca Salici che han- semplicemente è stufa dei soprusi dei
a pesce no reso tutti potenziali giornalisti con padroni, Bill Gates o Silvio Berlusconi
e nessuno è stato ad ascoltare il con- le gabbie di impaginazione di Ucuntu non fa differenza e prima o poi
siglio di farlo girare "live". A quel pun- scritte sotto OpenOfficeWriter; forse di entrambi verranno accompagnati al
to che si può fare? L'ultima cosa è tirar- Graziella Proto che ha demandato capolinea a pedate dalla folla.
si indietro e smorzare il ben riposto en- Linda Pettinato e lo scrivente nel 2005 Quale che sia la ragione o la miscela
tusiasmo. a progettare la prima casa editrice in percentuale diversa delle ipotesi fin
Per fortuna problemi seri non ce ne equipaggiata solo di software libero, qui elencate, ci sono venti persone in
sono stati e a ora di pranzo si era già lanciando un sasso che ha messo in più a Catania che sanno che il binomio
formata una nuova ventina di utenti moto lo stagno; forse del GLug Catania software-stampa è inscindibile dalla li-
Gnu/Linux. A ripercorrere con la me- che da anni insiste ad aprire bertà. E per loro non è un principio
moria quello che succedeva qualche era l'informatica ai bambini di San astratto, ma l'embrione di una capacità
geologica fa c'è da rimanere sbalorditi. Cristoforo con il sostegno del Gapa, operativa appresa in un fine settimana
Al primo "Installation day" a Catania alla faccia dei mafiosi che li vogliono intenso ma anche divertente e allegro.
nel 2000 si presentarono in trenta: due ignoranti; forse di Freaknet (il Perché tra uno "speech" e un'esercita-
col computer e ventotto per guardare. MediaLab a Catania prima, il Poetry a zione i partecipanti hanno cucinato e
Ai giorni nostri invece succede che a Palazzolo Acreide oggi) che con la pranzato insieme con i guru del compu-
un workshop con un taglio molto parti- radicalità del suo impegno ha fatto ter, i giornalisti, i volontari del Gapa e
colare, quale quello dell'incrocio tra li- comprendere a tanti che, come dice gli attori del "Teatro dell'oppresso" e
bertà del software e della stampa, conti- Richard Stallman, "free" è la radice hanno scoperto che anche i "geek"
nuino ad arrivare accorate richieste ol- della libertà di "freedom" e non il gratis mangiano salsiccia.
tre la data di chiusura delle iscrizioni. di "free beer"; forse la gente è più Lucio Tomarchio

|| 17 marzo 2011 || pagina 05 || www.ucuntu.org ||


Inchieste

Gheddafi
e il controllo
dell'industria militare
italiana
L'assalto dei fondi libici a Finmeccanica, il cuore del sistema strategico italiano.
Per il momento la rivoluzione – non per merito nostro – l'ha interrotto.
Ma fino a quando?

Cento milioni di euro per incamerare il rezza e infrastrutture terrestri”, spiega Fin-
2% del pacchetto azionario di Finmeccani-
ca, la holding che controlla le principali in-
Dietro quel meccanica in un comunicato. “La società
beneficia di diritti commerciali per la ven-
dustrie del comparto militare, aeronautico e
spaziale italiano.
baciamano dita in un certo numero di Paesi del conti-
nente africano di mezzi assemblati local-
Li ha sborsati la Lybian Investment Au- mente. I due azionisti italiani forniscono
thority (LIA), l’autorità governativa libica Questo articolo, scritto a febbraio, è know-how, addestramento, tecnologie e at-
che gestisce i fondi d’investimento in nu- ovviamente “superato” in quanto la ri- trezzature, mentre il socio libico investe
merosi settori, da quello immobiliare, pe- volta del popolo libico ha bloccato - uf- principalmente in infrastrutture, impianti e
trolifero ed industriale alle grandi infra- ficialmente, e per il momento... - buona attività di marketing locale”.
strutture, al turismo e all’agricoltura, in Li- parte delle operazioni finanziarie de- Oltre ad un centro di addestramento volo
bia come all’estero. scritte in esso. per il personale libico, il programma di svi-
Ma la vera partita si giocherà nei prossi- E' tuttavia di strettissima – e anche luppo di LIATEC si è concretizzato nella
mi mesi quando la LIA tenterà di acquisire maggiore – attualità in quanto getta realizzazione d'un moderno centro di manu-
perlomeno il 3% del capitale di Finmecca- una luce estremamente vivida sui reali tenzione e assemblaggio elicotteri nell’ae-
nica per imporre nel consiglio di ammini- rapporti fra l'establishment italiano e il roporto di Abou Aisha, vicino Tripoli.
strazione alcuni degli uomini più fidati del regime Gheddafi, anche e soprattutto L’impianto, realizzato dalla Maltauro Co-
colonnello Gheddafi. nel delicatissimo campo delle forniture struzioni di Vicenza per un importo di
Attualmente la soglia del 3% è superata militari e della stessa produzione di 11.289.800 euro, è stato inaugurato il 29
solo dal nostro Ministero dell’Economia armi in Italia. aprile 2010. Dovrà produrre gli elicotteri
(col suo 32,5%), ma dopo che il 21 gennaio Quest'ultimo punto è di rilevanza leggeri monomotore e multiruolo
2011 la Capital Research and Management strategica e colpisce direttamente non AW119Ke “Koala” e AW109 “Power” e i
Company di Los Angeles ha ridotto la pro- solo gli interessi economici ma anche la pattugliatori bimotore AW139.
pria presenza dal 4,88 all’1,85%, l’authori- sicurezza militare del nostro Paese. Si tratta di velivoli prodotti su licenza
ty libica è divenuta la seconda azionista di Gheddafi, per assolvere al suo compi- AgustaWestland, una delle prime aziende
Finmeccanica, prima di Mediobanca che to di guardiano antiemigranti per conto italiane tornate ad operare in Libia dopo il
con l’1% circa del capitale controlla un ter- della Lega e di Berlusconi, evidente- riavvicinamento politico-diplomatico tra
zo dei componenti del Cda. mente non chiedeva solo denaro, ma Roma e Tripoli.
L’ingresso di Tripoli nella holding segue anche qualcosa di più. Nel gennaio 2006 l’azienda elicotteristica
di un anno l’accordo tra i general manager In questo quadro non è da escludere ha venduto alle forze armate libiche 10
Finmennica e Libya Africa Investment che la scena del servile “baciamano” AW109, valore 80 milioni di euro”, uti-
Portfolio (LAP), l’entità finanziaria con- del presidente italiano al tiranno libico lizzati per il controllo delle frontiere terre-
trollata dalla Lybian Investment Authority, possa appartenere non alla sfera del ki- stri e marittime.
che ha dato vita ad una joint venture parite- tsch ma a quella dell'alto tradimento. Successivamente AgustaWestland ha
tica “per una cooperazione strategica nel R.O. consegnato 10 esemplari dell’elicottero
settore militare ed aerospaziale, delle tele- AW119Ke e ha ricoperto il ruolo di sponsor
comunicazioni, dei trasporti, dell’elettroni- privilegiato di LAVEX 2007, la seconda
ca e dell’energia” in grado di operare in Li- edizione del salone arabo-africano
bia, nel resto del continente africano e in byan Company for Aviation Industry e per dell’aviazione.
Medioriente. il restante 50% da Finmeccanica e dalla Alla fiera dei mercanti d’armi, le aziende
Ancora prima, nel 2006, era stata creata controllata AgustaWestland. di Finmeccanica hanno offerto il meglio
la Libyan Italian Advanced Technology “LIATEC opera quale fornitore delle della propria produzione industriale: oltre
Company – LIATEC, società per azioni con agenzie libiche preposte agli approvvigio- agli elicotteri AgustaWestland, l’aereo da
sede a Tripoli controllata al 50% dalla Li- namenti per la fornitura di elicotteri, aerei trasporto tattico C-27J “Spartan” e il caccia
medi e leggeri, sistemi elettronici di sicu-

|| 17 marzo 2011 || pagina 06 || www.ucuntu.org ||


Inchieste

addestratore “Aermacchi M-311” di Alenia gliamento marittimo, il controllo delle ac- L’azienda italiana provvederà alla proget-
Aeronautica, e le più sofisticate attrezzature que territoriali e delle zone economiche tazione, all’installazione e all’integrazione
di controllo radar e sensori di Selex Sistemi esclusive, la lotta al traffico illegale di beni del sistema dotandolo di tutte le funzionali-
Integrati e Selex Sensors & Airborne e persone, il lancio di equipaggiamenti per tà C3 (Comando, Controllo, Comunicazio-
Systems. il soccorso in mare”, annunciavano i mana- ne) e di quelle “di elaborazione dell’infor-
Nel giugno 2008 gli stabilimenti Agusta ger di Alenia. mazione, integrazione dei dati provenienti
sono stati tappa della storica visita in Italia In aggiunta alle missioni di sorveglianza dai vari sensori e gestione delle
del Capo di Stato Maggiore dell’aeronauti- il velivolo può assicurare pure il trasporto emergenze”.
ca libica, generale Al Sherif Alì Al Rifi. truppe e paracadutisti. Selex avrà inoltre la responsabilità del-
L’alto ufficiale sfruttava l’occasione per A dar forza all’alleanza tra l’industria mi- l’addestramento degli operatori e dei manu-
recarsi pure dal 72° Stormo Ami di Frosi- litare italiana e il governo di Tripoli ha con- tentori libici e assicurerà l’esecuzione delle
none per “approfondire tematiche inerenti tribuito in particolare il “Trattato di amici- opere civili necessarie.
la formazione ed i programmi istruzionali zia e cooperazione italo-libico” sottoscritto In accordo con quanto previsto dai
in uso presso la Scuola Volo, nonché le po- il 30 agosto 2008 da Silvio Berlusconi e dal Protocolli di cooperazione in tema di
tenzialità dell’elicottero NH-500E, in dota- colonnello Gheddafi. contrasto all’immigrazione firmati a Tripoli
zione al Reparto di addestramento”, come All’articolo 20 esso prevede infatti “un il 29 dicembre 2007, l’Italia ha pure
recita un comunicato del Comando dell’Ae- forte ed ampio partenariato industriale nel consegnato sei motovedette della Guardia
ronautica militare italiana. settore della Difesa e delle industrie milita- di finanza “dotate di moderni sistemi di
Il generale Al Rifi visitava infine il 36° ri”, nonché lo sviluppo della “collaborazio- scoperta e telecomunicazioni” e di due
Stormo di Gioia del Colle (Bari) per una ne nel settore della Difesa tra le rispettive potenti propulsori diesel che permettono di
“significativa illustrazione delle attività Forze Armate, mediante lo scambio di mis- raggiungere una velocità massima di 43
operative connesse al velivolo Eurofighter sioni di esperti e l’espletamento di manovre nodi.
Typhoon (F2000) in dotazione al XII Grup- congiunte”. L’Italia dovrebbe consegnare presto alla
po di volo”. Ancora più esplicito l’articolo 19 del polizia libica anche una ventina di piccole
L’NH-500E delle forze armate italiane è Trattato che auspica un’“intensa” collabo- imbarcazioni per poter meglio adempiere al
stato prodotto su licenza USA dalla Breda razione tra Italia e Libia “nella lotta al ter- “lavoro sporco” di respingimento delle im-
Nardi, azienda poi acquisita da Agusta; il rorismo, alla criminalità organizzata, al barcazioni dei migranti.
caccia multiruolo Eurofighter è invece rea- traffico di stupefacenti, all’immigrazione Grandi affari infine per un’altra impor-
lizzato da un consorzio europeo controllato clandestina”, e impegna le due parti alla tante controllata Finmeccanica, l’Ansaldo,
al 19,5% da Alenia Aeronautica. “realizzazione di un sistema di controllo che nel giugno 2009 si è aggiudicata una
Nel frattempo sono fioccati i contratti per delle frontiere terrestri libiche, da affidare a commessa da 541 milioni per la realizza-
il gruppo Finmeccanica: nel luglio 2007 il società italiane in possesso delle necessarie zione dei sistemi di segnalamento e degli
ministero della difesa libico assegnava ad competenze tecnologiche”. impianti di telecomunicazioni della linea
Alenia-Aermacchi la revisione di 12 veli- Sono ovviamente le aziende Finmeccani- ferroviaria costiera Ras Ajdir-Sirte e di
voli addestratori SF-260 (valore della com- ca ad essere impegnate nel rinnovamento quella verso l’interno Al-Hisha-Sabha.
messa tre milioni di euro), mentre nel gen- del sistema libico di controllo dei confini e Stavolta non si tratta di velivoli da guerra
naio 2008 era affidata ad Alenia la fornitura di contrasto anti-migranti. ma a firmare il contratto per conto del go-
di 9 velivoli ATR-42MP “Surveyor”. Tramite Selex Sistemi Integrati (azienda verno libico è stato l’ex agente segreto Said
Il contratto (31 milioni di euro) includeva leader nella produzione di sensori navali e Mohammed Rashid, condannato all’erga-
l’addestramento dei piloti e degli operatori terrestri e nel controllo del traffico aereo) è stolo dalla Corte d’Assise di Milano con
di sistema e l’installazione a bordo di un ra- stato firmato un accordo da 300 milioni di sentenza passata in giudicato per omicidio
dar di ricerca e di sensori elettro-ottici. euro per la realizzazione di un sistema di e detenzione illegale di armi e munizioni.
“L’ATR-42MP sarà utilizzato dal corpo sorveglianza radar delle coste libiche e del- Antonio Mazzeo
della General Security libica per il pattu- le frontiere con Niger, Ciad e Sudan.

|| 17 marzo 2011 || pagina 07 || www.ucuntu.org ||


Catania/

Quello che i politici non dicono


(e non fanno)

E’ stato un Carnevale poco divertente quecento) degli addetti alle pulizie


per i lavoratori della Dusmann. I poveri presso la Multiservizi, il punto della
cristi, insieme alle loro famiglie, non situazione è stato più volte espresso dal
percepiscono alcuno stipendio da ben capogruppo del Pdl al Consiglio
cinque mesi dopo che gli erano stati comunale di Catania, Nuccio
promessi in fantomatici tavoli tecnico – Condorelli, il quale ha delineato chiara-
politici la sistemazione dei contratti a mente la situazione in atto.
sei ore. Secondo quanto si apprende dalla leg-
Così non è avvenuto. Il 24 dello ge Bersani, le aziende municipalizzate
scorso mese in uno dei tanti tavoli non possono tenere in vita i lavoratori
istituzionali si era arrivati all’accordo di house, mentre, la Dusmann – ditta
massima tra tutti i lavoratori delle sigle appaltatrice per le pulizie nella
coinvolte (Ars et labor, Servizincoop e provincia etnea – si è garantito l’appalto
Multiservizi) per la ripresa dei per ben tredici milioni di euro.
pagamenti e per una gestione ordinata Di questi tredici milioni di euro, ne
del flusso degli stipendi. riforma Gelmini, i contratti dei sono giunti solo sei, insufficienti al mo-
Il 7 marzo, è accaduto l’impensabile. lavoratori catanesi sono stati ridotti a mento per coprire la totalità delle spese.
All’istituto superiore “Boggio Lera” i meno del venticinque percento delle ore L’altra metà della somma – secondo
pulizieri non hanno ricevuto stipendio di lavoro. Il passaggio da una gestione quanto rivela l’esponente del Pdl – sarà
per i debiti della loro ditta appaltatrice ( pubblica (Regione Sicilia) a una privata recuperata prossimamente mediante il
la Dusmann che ha sostituito la Regione (ditta Dusmann) ha favorito un ulteriore supporto diretto del ministero
nella gestione degli addetti alle pulizie) taglio delle ore di lavoro che è giunto al dell’Economia.
nei confronti della scuola che ammon- settantacinque percento complessivo. Il malcontento cresce, e anche se la
tano a duemilaseicento euro in prodotti In pratica, gli addetti alle pulizie, Dusmann rappresenta una ditta di tutto
per la pulizia. lavorano solo due ore al giorno (prima rispetto con un curriculum invidiabile,
La ditta Dusmann, in questa operavano per ben sei ) con la la situazione vissuta dai lavoratori
situazione, si è limitata solamente a remunerazione simile allo sfruttamento diviene giorno dopo giorno sempre più
contestare l’arrivo dei finanziamenti e a dei poveri immigrati nei campi di pesante ed esasperante.
mettersi da parte con poca eleganza. pomodori pachinesi: quindici euro Si vuole mettere qualcuno nei panni
La protesta non è tardata ad arrivare, giornalieri. di questi benedetti pulizieri?
e il giorno dopo, presso la prefettura le La politica catanese, dal canto suo, Mirko Tomasino
sigle sindacali e i lavoratori hanno continua a nicchiare e a proferire mezze
protestato vivacemente, lanciando parole che non sono in grado di
anche delle uova presso il portone di alleviare la disperazione dei pulizieri
Palazzo degli Elefanti. etnei.
Ricordiamo brevemente l’excursus Se il sindaco Stancanelli, ha negato la
storico dei pulizieri etnei. Con la permanenza dei centottantuno (su cin-

|| 17 marzo 2011 || pagina 08 || www.ucuntu.org ||


Catania

Le baracche dei Rom


continuano a bruciare

Il drammatico incendio sviluppato ieri memorie della nostra città.


nel campo Rom di Gelso Bianco Eppure, i Rom sono normali esseri
(sperando che non ci sia dolo da parte di umani. Di “pura razza europea”. La metà
terzi) ripropone alla civile attenzione degli stanziali in Italia sono di
l’infima condizione di vita dei rom cittadinanza italiana. Degli altri, una gran
stanziali nell’ambito di Catania. parte proviene, sopravvissuti, dalle
Fortunosamente nessun danno alle moderne guerre iugoslave e balcaniche.
persone. Sono bruciate “soltanto” le Quelle guerre ed atrocità che noi
desolate baracche e il misero corredo di abbiamo visto solo dalle immagini
necessità per la i vita di questi nostri televisive.
fratelli appartenenti alla “razza” umana. Come affermano le ricerche
Oggi, domenica, si godranno a “viso sociologiche e statistiche nazionali siamo
aperto”, nudi e crudi, le violente proprio agli ultimissimi posti (al 103mo)
intemperie che si sono abbattute sulla nella graduatoria nazionale per vivibilità
città. e democraticità sociale... e l’accoglienza
Si è ripetuto ancora il tragico evento, non è compendiata.
così come verificatosi a Catania nel uomini e bimbi, vivono da sempre Del resto, non manca solo ai Rom la
periodo natalizio del 2009, più o meno totalmente abbandonati. Vengono di solidarietà. La città è piena di tanti esseri
nella stessa area cittadina. Senza perdita conseguenza dileggiati i declami umani, considerati veri e propri scarti a
di vite umane. A Roma, non molte costituzionali della nostra Repubblica perdere, costretti a vivere perennemente
settimane addietro, a seguito di un simile democratica e solidale. Sono privi dei accampati sulle loro squallide miserie.
accadimento sono morti quattro bambini requisiti elementari per condurre vita Dai tutori istituzionali locali è
Rom, straziati dalle fiamme. umana: riparo, acqua, servizi sanitari, completamente assente qualsivoglia
A Catania, però, nulla cambia. Su smaltimento rifiuti, integrazione sociale azione di fattivo e consolidato supporto
questa fondamentale questione per il nelle variegate forme. Una condizione ai diseredati di tutte le malesorti e specie.
civile e democratico consesso cittadino, indegna per le basilari norme che Tutti i deboli: poveri, disoccupati senza
in assistenza, solidarietà e inserimento, caratterizzano e regolano la gestione soperanza, senza casa, viventi a tempo
da almeno tre - quattro anni, da parte dell’esistenza umana in Italia e nella pieno nelle strade, migranti indigenti e
delle varie strutture istituzionali preposte, Comunità Europea. “clandestini”, sono lasciati al loro tragico
comunali e provinciali, si parla, più o Eppure, nulla cambia! Chiacchiere e destino, in esclusiva grazia della carità
meno a ruota libera. Alfine, però, sul promesse, però, nei fatti concreti, tutto dei cittadini volontari o associazioni che
piano operativo, tutto è silente. tace. Gli organi istituzionali, come si in questo mare grande cercano di
Come purtroppo insegna il periodo apprende, hanno ora spostato il campo supplire - spesso vanamente date le
trascorso, il dato vero è che a parte le “virtuale”, dal confine della città - San dimensioni della situazione in atto - ai
discussioni di facciata, non vogliono fare Giuseppe La Rena – alla campagna: “ un doveri e ai diritti declamati dalla
proprio nulla. In questo lungo lasso di sito comunale vicino Maristaeli lungo la Costituzione nostra repubblicana, nata,
tempo sono stati pubblicati decine di superstrada per Lentini”. come affermò il giurista Calamandrei,
articoli sulla condizione di vita, sulle Già, lontano dalla città, dal contesto dalla Resistenza popolare contro le
traversie dei Rom a Catania e, sul urbano. Per nascondere… e distanziare, ideologie e le pratiche nefande del
“fantasmagorico” campo di accoglienza come se fosse una discarica. Vorrebbero razzismo e dell’esclusione da parte dei
che i preposti istituzionali dicono di mettere (“recludere”) le persone umane, vari fascismi.
realizzare. come gli amici animali a quattro zampe, Si è oggi a Catania, 2011, come nel
Si tratta di drammatiche condizioni di a “brucare l’erba”. medioevo dell’anno mille.
vite umane che meritano dignitoso Ogni presunta scusa è sempre buona, Domenico Stimolo
rispetto e appropriati interventi di merito. pur di non realizzare nulla. Questa e la
Le varie comunità ROM, più o meno vera e drammatica realtà.
stanziali a Catania, in centinaia, donne, Disonore per le civiche e democratiche

|| 17 marzo 2011 || pagina 09 || www.ucuntu.org ||


Teatro popular

LIBRINO
Hanno dieci anni e vivono tutti la trasformazione del quartiere
più a rischio di Catania, conosciuto solo per la droga e le armi
nascoste negli appartamenti fatiscenti. Pirocchiu, Grattacielo,
Menzabirra, Tigna, Lucio Dalla, sono dei ragazzi che disperata-
mente cercano un campo per tirare quattro calci a un pallone.
E una partita diverrà un sogno mai realizzato.

CON LUCIANO BRUNO


soggetto Luciano Bruno sceneggiatura Giuseppe Scatà luci Domenico Guglielmino regia Orazio Condorelli

22 marzo ore 17
al Malaspina a Palermo
|| 17 marzo 2011 || pagina 10 || www.ucuntu.org ||
Libri

|| 17 marzo 2011 || pagina 11 || www.ucuntu.org ||


Schegge di storia siciliana

Il boom, lo Stato,
la lupara, il tritolo,
la mafia a nuovo
”Cari tutti, a causa dello squallore di questo periodo preferisco rifarmi alla Storia e quindi avrò il
piacere di inviarvi settimanalmente schegge di storia siciliana. Croce diceva che la Storia è viva e
la cronaca è morta. La cronaca vale un giorno, mentre la storia vale sempre...”. Così l'autore,
che è un vecchio militante del movimento antimafia:
antimafia: ma forse non siamo d'accordo.
d'accordo. La storia è
un insieme di cronache di tante persone
persone comuni. E tutte diventano anch'esse
anch'esse storia, prima o poi.
Comunque,
Comunque, ecco le storie che Elio Camilleri fa girare su internet. Antiche e attualissime,
attualissime, siciliane
<< Mi piacerebbe tanto tanto che i destinatari "adulti" delle mie schegge
le facessero leggere ai giovani e che i destinatari "giovani” le facessero leggere agli adulti >>
eliocamilleri@libero.it

VACCHE GRASSE sciate incomplete o inutilizzate; aumentò, del 1962 a seguito di un consistente am-
E STATO-MUCCA altresì, il numero delle pensioni di anzianità manco di eroina in un carico proveniente
e di invalidità, queste ultime in gran parte dall’Egitto e destinato al mercato statuni-
Anche in Sicilia arrivarono gli effetti del fasulle. tense.
“miracolo economico” veicolati dalle ri- In Sicilia, alla cattiva politica ed alla pes- Il 26 dicembre 1962 cadde Calcedonio di
messe degli emigrati e prodotti dall’impe- sima economia si aggiunse il salto di quali- Pisa, plenipotenziario dei fratelli Greco e i
tuoso sviluppo del “terziario” i cui addetti tà di Cosa Nostra, che si lanciò nel traffico Greco si vendicarono sequestrando Salva-
superarono quelli dell’industria e, ancor internazionale della droga e delle armi, pro- tore La Barbera, mai più ritrovato e vittima
più, quelli dell’agricoltura. ducendo ingenti capitali che furono massic- della “lupara bianca”.
Arrivò il tempo delle “vacche grasse”, ciamente investiti in attività finanziarie e Il 13 febbraio 1963, con un’autobomba,
crebbero i consumi e la richiesta del diritto negli appalti pubblici. Angelo La Barbera ridusse in macerie l’a-
alla salute e al lavoro, ai miglioramenti sa- In Sicilia, dalla fine degli anni sessanta in bitazione di Salvatore “Ciascchiteddu”
lariali specie verso la fine degli anni ses- poi, non fu praticamente possibile spendere Greco che rispose, il 19 aprile, con una
santa, quando scoppiò, appunto, “l’autunno una lira al di fuori della corruzione tangen- spedizione a colpi di mitra sulla bottega di
caldo”. tizia e della mafia. pesce riconducibile ai La Barbera, appena
In tale fase espansiva dell’economia i go- una settimana dopo, il 26 aprile, Cesare
verni nazionali e regionali di centro sinistra DALLA LUPARA Manzella, capo della “famiglia” di Cinisi,
ritennero di assecondare tali richieste, arri- AL TRITOLO alleato dei Greco e finanziatore della spedi-
vando, persino, con l’istituzione delle “Par- zione di eroina causa della guerra, fu dila-
tecipazioni Statali”, a soccorrere le aziende Nel nuovo contesto sociale ed economico niato dalla sua Giulietta imbottita di tritolo.
pubbliche in crisi. degli anni sessanta non contavano più nulla La mattina del 30 giugno 1963 fu segna-
Si innescò, così, un meccanismo perverso le controversie sulla divisione delle terre e lata una “giulietta” con le portiere aperte e
di crescita del debito pubblico, d’inflazione dei profitti del lavoro contadino, adesso a con una ruota sgonfia, abbandonata in con-
con conseguente diminuzione del potere gestire il malaffare e la violenza erano le trada Ciaculli. Nella stessa mattinata ne era
d’acquisto. “famiglie” cittadine dei Greco, dei La Bar- saltata un’altra dalle parti di Villabate ucci-
Nella sostanza, lo Stato e la Regione, as- bera, dei Torretta che si erano lanciate nei dendo una persona. Gli artificieri, avendo
sunsero il ruolo come di una mucca che ba- nuovi e colossali affari delle speculazioni disinnescato una miccia messa lì ad arte,
sta mungerla che offre, al momento, il latte edilizie, degli appalti pubblici e del narco- avevano ritenuto di avere neutralizzato l’e-
che serve, ma che, nel medio e lungo termi- traffico. Adesso la guerra non era più tra splosione, ma, all’apertura del cofano sei
ne, irrimediabilmente deperisce e, letteral- mafiosi e contadini, ma dentro la mafia ed militari tra poliziotti, carabinieri ed artifi-
mente, perde la bussola. il tritolo prese il posto della lupara.. cieri, investiti da una violentissima esplo-
Per mantenere i livelli di consumo e di Si può dire che la prima guerra di mafia a sione morirono sul colpo.
spesa s’intraprese una politica d’incremen- colpi di auto imbottite di tritolo scoppiò tra La “strage di viale Lazio”, il 10 dicembre
to dei posti di lavoro per infrastrutture non i Greco e i La Barbera, che si erano consor- 1969, concluse questa prima guerra di ma-
sempre utili al territorio e quasi sempre la- ziati nel narcotraffico ed iniziò nel febbraio fia.

|| 17 marzo 2011 || pagina 12 || www.ucuntu.org ||


Schegge di storia siciliana

TOTALITARISMO l’amministrazione, della magistrature, delle conquistare il controllo della Cupola, di Pa-
TRIANGOLARE forze dell’ordine, della chiesa. lermo e non solo.
Il collante che riuniva tutti i componenti A Palermo Salvo Lima, sindaco, Cianci-
Il sistema di potere politico – mafioso di tale congrega era e restava l’anticomuni- mino assessore ai Lavori pubblici e vice
che aveva gestito il “sacco di Palermo” ed smo non solo in Sicilia, ma anche a livello sindaco, Gioia Segretario della DC, prepa-
il flusso di investimenti destinati agli appal- nazionale ed internazionale: ancora il muro ravano “politicamente” la spartizione delle
ti pubblici, nel corso degli anni settanta, di Berlino non era venuto giù e l’Italia e la tangenti sugli appalti, li affidavano agli
ebbe modo di crescere, di consolidarsi e di Sicilia erano aree estremamente decisive, amici imprenditori che, a loro volta, trova-
espandersi anche nel centro nord, stabilen- delicate, assolutamente da non perdere, da rono nel “triunvirato mafioso” le condizio-
do, anche, intensi e proficui rapporti con la non mollare e allora mafia, massoneria, Va- ni di lavorare senza problemi o preoccupa-
mafia americana per la gestione internazio- ticano e rigurgiti reazionari risultarono per- zioni.
nale del narcotraffico. fettamente funzionali. Lima e Gioia; già dal 1968, erano appro-
In “Cosa nostra” si produsse una vera e dati alla sponda andreottiana, Ciancimino
propria metamorfosi in quanto essa abban- vi approdò nel 1976, non senza avere
donò la struttura “orizzontale” che garanti- COSA NOSTRA espresso in una lettera tutte le sue riserve
va ampie autonomie alle “famiglie” sui ter- CAMBIA LOOK per la politica di “unità nazionale” intrapre-
ritori e nelle arre di rispettiva competenza e sa dal segretario nazionale della DC Beni-
si strutturò “verticalmente”, assegnando L’organigramma di Cosa nostra, nei pri- gno Zaccagnini.
alla “Cupola” la programmazione strategi- mi anni settanta, era strutturato nel “triun- Andreotti lo tranquillizzò con queste pa-
ca, i modi per conseguire gli obiettivi, le al- virato” Badalamenti, Bontade e Riina. Ne- role: ”Si ricordi, caro Ciancimino, che i
leanze da “curare”, i nemici da “abbattere”. gli stessi anni Benedetto “Nitto” Santapao- nostri abbracci sono sempre mortali”. (M.
Si pervenne, così, ad una strettissima e la assurgeva a capo indiscusso della mala- Ciancimino e F. La Licata. Don Vito.
solidale integrazione tra Cupola mafiosa, vita catanese e ritenne di prendere contatti Milano. Feltrinelli. 2010. Pag. 42)
politica nella persona del suo massimo rap- con il triunvirato perché anche a Catania si Nel 1975 Cosa nostra si strutturò verti-
presentante Giulio Andreotti, con il contri- andava delineando la necessità di collegare calmente con l’istituzione di una Commis-
buto essenziale ed operativo della massone- l’imprenditoria locale dei “Cavalieri del la- sione con a capo Gaetano Badalamenti col-
ria e di Licio Gelli, in particolare. voro” al carattere imprenditoriale di Cosa laborato da Stefano Bontade, Rosario di
Il costituirsi ed il consolidarsi del rappor- nostra. Maggio, Rosario Scaglione, Nenè Geraci,
to triangolare tra mafia, politica e massone- Stefano Bontade era ben collegato con Totò Riina e la partecipazione straordinaria
ria causò effetti devastanti nella società e Tommaso Buscetta e Di Cristina, con i cu- di Bernardo “Binno” Provenzano.
nella politica in Sicilia, perché soffocò ogni gini Nino ed Ignazio Salvo cui la DC la-
possibilità di opposizione democratica al sciava il 10% per l’esazione dei tributi.
sistema corrotto, clientelare, tangentizio Gaetano Badalamenti, da Cinisi, si era lan-
cui, in un modo o nell’altro partecipavano ciato nel narcotraffico. Salvatore “Totò u
tutti i partiti, pezzi della burocrazia, del- curtu” Riina, allievo di Liggio, bramava per

|| 17 marzo 2011 || pagina 13 || www.ucuntu.org ||


Campagna antimafie

Fratelli d'Italia?
Sì, da 150 anni
nel nome delle mafie
“Le mafie ci uniscono” è il titolo della campagna lanciata dall’associazione
daSud onlus in occasione dell'anniversario dell’Unità d’Italia 1861-2011.
La criminalità organizzata è da un secolo e mezzo il vero elemento
strutturale del Paese, il vero ponte che unisce Nord a Sud. Nessuno può
pensare di non avere responsabilità. La creatività, la partecipazione,
l'impegno, la discussione sono un inizio per cambiare le cose.

Subito una precisazione, Per farlo, occorre partire da quello iniziato la marcia inarrestabile che le
necessaria: in questo ragionamento che siamo. Senza sconti, consapevoli ha portate ad essere presenti in tutte le
non c'è nessuna grottesca tentazione che la nostra identità di italiani oggi è regioni e a diventare soggetti glocal,
scissionista o nostalgia neoborbonica. debole, sfocata, frutto di un processo capaci di unire dominio territoriale e
Non c'è nessuna voglia di agitare storico che ha lasciato ferite mai affari mondiali. Così oggi le mafie
la retorica tricolore – nazionalista o rimarginate a cui s'è aggiunto un non sono più un'emergenza
praticata in sella a un cavallo bianco - trentennio di neoliberismo che ha meridionale, ma un elemento
nessun ammiccamento ai stracciato i diritti. Oggi siamo strutturale, seppure patologico, della
festeggiamenti di un Paese ingessato. un'Italia rotta, avvilita, guasta. Siamo modernità, del sistema economico e
Questo è il ragionamento collettivo – un Paese precario, senza un'idea di sé, di potere del XXI secolo. Le mafie
aperto, di certo parziale – di chi pensa che umilia le differenze, costringe le controllano il Paese non solo per la
che, in occasione del 150° libertà, offende la cultura, si nutre forza militare. Ma perché fanno
anniversario dell'Unità del Paese, delle sue contraddizioni, un Paese in politica ed economia, hanno una
bisogna parlare dell'Italia vera, di cui crescono vertiginosamente le sconfinata liquidità e condizionano il
quella che esiste e resiste. Da qui disuguaglianze tra le fasce sociali, tra mercato del lavoro, stanno nella
nasce la campagna "Le mafie ci nord e sud. E siamo il Paese delle massoneria e collaborano con i servizi
uniscono", uniscono nord e sud, le mafie: sin dal 1861, quando hanno segreti, infiltrano le istituzioni e ci
nostre identità. Parla con molti trattano, inquinano le università. Per
linguaggi all'Italia, alla politica, ai dirla in altri termini, stanno nel
movimenti. Per dire che fingere che le potere, hanno e gestiscono consenso,
mafie non ci siano, non serve. Chiede contengono il concetto di borghesia
la partecipazione di tanti, per riempire mafiosa. Se così non fosse,
noi gli spazi che altrimenti finiscono semplicemente non sarebbero mafia.
nelle mani sporche degli altri. Per Se vogliamo attraversare
costruire, finalmente, ragioni degnamente il 17 marzo, quindi,
profonde per stare insieme, le basi di dobbiamo fare i conti con tutto
un Paese fondato sui diritti e le questo, ragionare in chiaroscuro
libertà. Un paese antimafie, senza dell'esercizio del potere, del modello
mafie. economico e della crisi, portare le

|| 17 marzo 2011 || pagina 14 || www.ucuntu.org ||


Campagna antimafie

mafie e l'antimafia al centro della sfuggire dal ricatto occupazionale, IL KIT DEGLI 8
discussione nella politica e nei contrastare i fatti di Rosarno. Non MANIFESTI:
movimenti sociali. E se vogliamo capirlo, significa negare l'essenza e LA CAMPAGNA
davvero ragionare di memoria, è bene l'esistenza stessa delle cosche, PARTECIPATA
ripartire da chi si è battuto per la sostenere che con i clan si deve Sarà una campagna partecipata
libertà, per i diritti sociali e civili oggi convivere, o considerare pezzi d'Italia “Le mafie ci uniscono”: dal 14 marzo
in pericolo, dalle vittime innocenti persi per sempre. Significa usare gli sul sito di daSud (www.dasud.it) sarà
delle mafie. Di questa Italia vogliamo schemi di chi ha fallito. possibile scaricare i manifesti (in
parlare, e di quella capace di formato ridotto) e attaccarli dovunque
accogliere lo straniero, rispettare le Attorno a noi abbiamo una crisi per diffondere sempre di più il
differenze di genere, mettersi in epocale gestita da una classe dirigente messaggio lanciato dall’associazione,
discussione. Non è semplice, certo. delegittimata dai fatti. Bisogna magari completarlo, metterlo in
Serve un ribaltamento culturale, rispondere con l'impegno collettivo e discussione, rilanciarlo. Si potranno
ripensare il modo di concepire mafia la partecipazione, allargando il fronte anche scaricare – per spedirle – le
e antimafia, nord e sud. Bisogna delle alleanze, della battaglia politica. cartoline elettroniche e cartacee.
eliminare il termine legalità e Così declineremo anche lo sciopero
ragionare di giustizia, uscire generale. Con la rivendicazione di IL VIDEO
dall'emergenza e puntare sulle logiche diritti, di un'identità. Chi si tira fuori, MUSICALE
di sistema, rigettare l'idea degli eroi e si sottrae alla responsabilità di La canzone “Un giorno migliore”
promuovere pratiche comuni, pensare al futuro. Questa è la della Popucià band è accompagnata
sbugiardare le amnesie e le ambiguità battaglia antimafie. Che si vince, se da un videoclip partecipato,
di Stato che stanno a destra e sinistra. ciascuno fa la sua parte. Con rigore e collettivo, in cui tantissime persone
curiosità. Senza indulgenze, equivoci, hanno messo a disposizione il proprio
E ancora, comprendere che antimafia compromessi sui principi, senza volto per dire che questo Paese deve
significa difendere il territorio dalle predicare una cosa a Roma per trovare la forza di cambiare.
speculazioni, affermare il diritto ai rinnegarla in Calabria. Vale per tutti, http://www.youtube.com/watch?
servizi pubblici, pretendere una buona fino in fondo. v=JSWTfEsfTeE
informazione, combattere la Danilo Chirico
precarietà sociale e generazionale, www.dasud.it

|| 17 marzo 2011 || pagina 15 || www.ucuntu.org ||


Satira

La fabbrica
dell'unità
“L'Italia è sfatta, adesso bisogna disfare gli Italiani”
http://dajackdaniel.blogspot.com/

A vederli quieti, nell’intervallo tra un tur- rossa sporcò il candido pelo. Arrivarono i
no e l’altro, soprattutto all’alba, parevano padroni, ansimanti, separarono i cani, dita
quasi degli idoli antichi col braccio rivolto nel collare. UAUAH. «Buono, buono».
verso un cielo che pur doveva esserci, da «Vittorio!»
qualche parte, anche se nascosto dal soffit- «Ciro!» UAUAH
to. Ma poi suonava la sirena e l’onda di «Quanto tempo...».
tute blu che entrava nel capannone si sfran- «Sì, è un po’».
giava e tante gocce si fermavano davanti ad «Come va? La tua famiglia? GRRRR
essi, una per idolo. Ai lati, dei grossi cesti: Buono!».
quello di sinistra colmo di profilati di pla- coltivate l’insalata?» KDANG «Bene, grazie. I figli sono cresciuti, s’ar-
stica nera, sembravano anguille morte; vuo- Altri turni, KDANG sempre uguali. rangiano... lavoretti.». UAUAH
to, ancora, quello di destra. Con la mano si- KDANG, KDANG. «Anche il mio... progetti, consulenze,
nistra l’operaio pescava dal cesto corri- «Ciro, ha mai sentito parlare del Sindaca- cambia di continuo. Ma lavora da solo,
spondente e disponeva il profilato, facen- to?». non ha colleghi, compagni...».
dolo passare per ingranaggi già tarati, poi, «Ho fatto qualcosa giù, con i braccianti. «Vieni spesso qua?».
con la destra, tirava la leva, il braccio, che, KDANG Le terre.». «Davanti alla nostra fabbrica? GRRRR
KDANG, azionava una pressa che lo piega- «C’è una riunione alla fine del turno. Quasi mai. Sono quasi sempre giù, al Pae-
va e gli dava la forma giusta, quella della KDANG Per lo sciopero, il contratto.». se.».
guarnizione del finestrino laterale di una E la riunione ci fu, con operai di quasi «Certo, ora è tutto diverso. E stai
millecento. Ormai pronta, la guarnizione tutte le regioni: raramente si erano visti in fermo!».
veniva presa con la destra e lasciata cadere Italia, prima di allora, tanti italiani nella «Qui c’erano i parcheggi. UAUAH Non
nel cesto a lato mentre la sinistra era già stessa stanza. E poi lo sciopero, a cui segui- si riusciva a trovare posto.».
alla ricerca di una nuova e morta anguilla. rono le manifestazioni KDANG, e il rinno- «Ora lì, la notte, ci dormono gli extraco-
KDANG, ancora, e KDANG, per otto ore, vo del contratto, altre manifestazioni, munitari.».
e KDANG, per cinque giorni, e KDANG, KDANG, altri contratti, Pertini, e poi «Lo so. GRRRR La settimana scorsa
per anni. KDANg arrivò la crisi KDAng, l’inflazione hanno fatto una manifestazione per man-
«Sei nuovo?». KDANG. KDang, la cassa integrazione Kdang, la darli via.» UAUAH.
«Ieri sono entrato». KDANG. mobilità kd..., la chiusura della «Da bravo, su! Mio figlio grande c’è an-
«Come ti chiami?» fabbrica, ..... . La pensione anticipata. dato..».
«Ciro». KDANG. *** «Anche il mio.».
«Io Vittorio. Non sei di qui.». KDANG Era un pastore, tra i suoi antenati doveva «Il tuo? Gennaro?».
«Afragola». esserci un maremmano. Quando vide il suo «Si fa chiamare Jenny. GRRRR. Il
«E dove rimane?» KDANG rivale, da lontano, gli si lanciò contro, su- Jenny».
«Napoli» perando a balzi , nella corsa forsennata, «Ciro, io devo andare UAUAH Non rie-
«Ah». KDANG sterpaglie e copertoni spaccati dal sole, lat- sco più a tenerlo».
Nero spesso e unto, di plastica e pece, si tine e buste lacerate. Col suo peso atterrò il «Nemmeno io. Ci vediamo, allora...».
attacca ai pavimenti, alle mani, ai polmoni. nemico, più piccolo, un tenace molosso, «Sì, ma senza queste belve» UAUAH.
Sirena, nuovo turno KDANG, altra sire- che da sotto digrignò i denti cercando di E si allontanarono, in direzioni diverse,
na, altro turno, KDANG. Altre sirene, altri azzannargli la gola. «Fermi, Fermi!» urla- portandosi dietro i ringhi e i latrati che len-
turni. KDANG vano i padroni che si avvicinavano con la tamente si affievolirono. E il silenzio del
«Sei sposato?» barcollante premura degli anziani. GRRRR freddo mattino ritornò da padrone sui co-
«Ho la morosa, giù al paese». KDANG Il pastore lo teneva schiacciato a terra, ma pertoni spaccati, sulle lattine, sulle sterpa-
«Ciro, posso chiederti una cosa?» il molosso, dopo aver morso l’aria glie e sulle fabbriche scrostate e abbando-
«Cosa?» KDANG un’infinità di volte, riuscì ad afferrare un nate.
«Ma è vero che nella vasca da bagno lembo di pelle, «Fermi!» e una macchia Jack Daniel

|| 17 marzo 2011 || pagina 16 || www.ucuntu.org ||