Sei sulla pagina 1di 2

Vestenmennavenjar

Oggi Vestenmennavenjar è una delle più grandi potenze economiche di Théah – se non la più grande
– sponsorizzata dagli jarl, organizzata dai carl e alimentata dalla forza del “Guilder”. L’evento più
importante nella storia Vesten è stata la fondazione della Lega Vendel, che prende il nome dalla città
omonima, ed è un’unione di mercanti e artigiani dell’intero continente.
Quasi ogni Nazione ha adottato la valuta della Lega, il Guilder, rendendo il Paese una potenza
mondiale dall’oggi al domani. Sono ancora uomini del Nord che razziano i tesori di terre lontane, ma
oggi lo fanno con un sorriso e una stretta di mano. Non c’è stato alcun “alto re” (Mjötuðr) di
Vestenmennavenjar per almeno due secoli. Nobili bellicosi hanno reclamato il titolo, ma nessuno lo
ha conservato a lungo. Oggi è la Lega Vendel, cioè i mercanti più potenti, a controllare il destino del
Paese. Gli jarl esistono ancora, servono come forze armate e mantengono la pace, in modo simile
agli sceriffi di Avalon, ma con maggior prestigio. La cultura è cambiata, riunendo il guerriero e il
mercante in un singolo personaggio, figurativamente e letteralmente. Oggi sono le due facce della
stessa meda - glia. Non a caso un lato del Guilder mostra una spada e l’altro una ruota, due simboli
del potere Vestenmennavenjar.

Cultura
“Tu sei come il Padre di Tutti ti ha visto. Tenta pure di scappare dal tuo Destino e non farai altro che
correre verso di esso.” — Antico proverbio Vesten
Un elemento importante, forse il più significativo, della cultura Vesten è il “Destino” del singolo. Il Re
degli Dei Vesten, il Padre di Tutti, ebbe una visione fugace del futuro del mondo e comprese che era
inalterabile. Questo concetto, l’idea che la vita di ciascuno sia predestinata prima della nascita, ha
una profonda influenza sulla cultura Vesten. Il Destino è il motivo per cui i Vestenmennavenjar usano
ancora un sistema di caste. Si appartiene a una di esse – jarl o carl – dalla nascita e occorre
interpretare al meglio tale ruolo. I mercanti nascono mercanti. I nobili nascono nobili. Il mondo era,
è e sempre sarà così. Non c’è alcun disonore nell’appartenere all’una o all’altra casta, l’unico
disonore è non rispettare il proprio Destino e chi tenta di evitarlo ne subirà le conseguenze.

Religione
Mentre il resto di Théah è in contrasto riguardo al significato del messaggio dei profeti, tra i
Vestenmennavenjar non vi è dibattito religioso. Il credere negli dei e antenati non è una questione di
fede, ma di fatti. I sacerdoti possono vedere gli antenati e invocare il potere della Creazione stessa.
La “magia runica” non è affatto magia, ma un dono miracoloso degli dei. I Vesten credono che
nell’aldilà li aspetti una grande sala, che accoglierà solo quanti sono morti in battaglia. Laggiù i loro
spiriti attenderanno il grande serpente che dovranno combattere per impedirgli di divorare il
mondo. La religione Vestenmennavenjar è una mitologia vivente, un mondo spirituale che circonda e
interagisce costantemente con quello materiale. Gli spiriti degli antenati vivono ancora oggi e, dando
i nomi del passato ai luoghi, la loro “leggenda” continua, poiché fino a quando i loro nomi saranno
invocati, loro continueranno a esistere nell’aldilà. Coloro che hanno perfezionato l’arte delle rune
sono detti Ypperste Prest (alto sacerdote) e possono vedere la Mitologia Vivente attorno a loro in
ogni momento. I Vesten simpatizzano con l’immediatezza della dottrina Obiezionista e hanno accolto
molti Obiezionisti nel Paese, sponsorizzando alcune delle più impressionanti chiese e cattedrali mai
costruite. È stato messo in cantiere un progetto per costruire in trent’anni la più alta e straordinaria
cattedrale di tutta Théah, che possa rivaleggiare anche con quelle di Montaigne.

Virtù
I Vestenmennavenjar apprezzano quattro virtù: coraggio, lealtà, onestà e fortuna. Il coraggio è
ovviamente mostrarsi valorosi di fronte al pericolo, ma i Vestenmennavenjar sanno che il coraggio
cieco non è altro che stupidità mascherata. La lealtà alla famiglia viene per prima. In una terra che
resta al buio e sotto la neve buona parte dell’anno, un uomo deve poter contare sulla propria
famiglia o morire solo. L’onestà va di pari passo con le precedenti virtù: un uomo deve essere onesto
con sé stesso per essere coraggioso e onesto con la sua famiglia al fine di onorarla. Infine, i
Vestenmennavenjar credono che ogni uomo nasca con un po’ di fortuna. Alcuni ne hanno molta,
altri poca, altri ancora ne hanno del tipo sbagliato. Un altro aspetto chiave della cultura Vesten è il
rapporto quasi mistico fra la birra e una buona storia. Entrambe possono far sentire un uomo
allegro, entrambe possono far credere a cose ritenute impossibili solo un attimo prima e, infine,
entrambe possono mettere qualcuno in grossi guai.

Abbigliamento
Il vestiario Vesten è caldo: calzoni lunghi, pellicce e giacche pesanti. Vivendo vicini al circolo polare, il
freddo è una realtà quotidiana. Il tipico abito maschile include una lunga camicia, una tunica di cuoio
che arriva fino alle ginocchia e pantaloni di lino o lana stretti da una cintura. I cappelli sono alti,
appuntiti e fatti di pelle. Gli stivali sono di cuoio o pelliccia e stretti da lunghe cinghie. Le donne
sostituiscono la camicia con un vestito senza maniche che arriva fino a terra, ma per il resto
indossano gli stessi abiti degli uomini. Il vestiario può essere modesto oppure ostentato, a seconda
dei gusti personali. Una moda popolare è quella di incorporare stili stranieri nel costume
tradizionale. Qualunque sia la moda Montaigne della stagione, si può contare sul fatto che i Vesten
la adatteranno ai propri gusti. L’elemento più recente e popolare è il cappello a cilindro,
un’innovazione basata sui cappelli a tesa larga in uso ad Avalon. Per ora non si è ancora diffusa alle
altre Nazioni, ma c’è tempo.

Nomi
Per i Vestenmennavenjar un nome è più che un semplice identificativo, i nomi sono storia. Ognuno
porta con sé il nome dei propri avi e quando lo si invoca, si invocano la loro eredità e il loro potere. I
Vestenmennavenjar hanno due nomi: il nome “commerciale” e il nome “vero”. Il vero nome è dato
alla nascita dai genitori, di solito si sceglie quello di un parente molto amato, piuttosto che quelli dei
genitori stessi. Il cognome è di solito formato dal nome del padre più il suffisso -sen per i maschi o
-datter per le femmine. Quindi, Magnus figlio di Ketil sarà Magnus Ketilsen; Osk, figlia di Ketil sarà
Osk Ketildatter. I nomi commerciali sono usati nei rapporti con gli stranieri e con coloro di cui non si
ha ancora fiducia. Un Vesten sceglie il proprio nome commerciale quando raggiunge l’età adulta
(solitamente a 10 o 12 anni). A volte questo nome viene cambiato. I nomi commerciali sono spesso
stranieri e possono essere diversi a seconda della Nazione con cui si stanno facendo affari. Per
esempio un mercante potrebbe essere William Carpenter ad Avalon, Guillaume Charpentier a
Montaigne e Wilhelm Cieśla nella Confederazione.

Nomi (veri) comuni maschili: Alfgeir, Bragi, Brøn, Eldgrim, Gellir, Hägin, Hallbjørn, Hrafn, Jön, Ketil,
Magnus, Olväld, Reinn, Serk, Sigurd, Solmünd, Thørfinn, Thrand, Ulf, Velëif

Nomi (veri) comuni femminili: Asgerd, Asny, Bera, Dalla, Grøa, Gudrid, Hrafnhild, Ingibjørg, Jofrid,
Kadlin, Ljüfa, Osk, Rannvëig, Sæun, Sigrid, Thørhild, Ulfeid, Vigdis, Yngvild, Yr