Sei sulla pagina 1di 8

BIOCHIMICA

La CHIMICA è definita come la scienza che si occupa della composizione, della struttura e della reattività
delle sostanze e delle reazioni attraverso le quali una sostanza può trasformarsi in un’altra.

All’interno di essa la BIOCHIMICA è la branca che si occupa dello studio delle basi chimiche della vita e delle
trasformazioni alle quali le sostanze vanno incontro durante lo sviluppo, la crescita e il mantenimento dello
stato di salute di un organismo.

LE GRANDEZZE FISICHE

Si definisce grandezza fisica la proprietà di un fenomeno, di un corpo o di una sostanza che possiede la
possibilità di essere misurata attraverso determinate misure. Con il termine misura si intende quindi
l’operazione che consente di trasformare le grandezze osservate in dati numerici, ovvero in dati che
risultino oggettivi e non dipendano dall’osservatore.

Vi sono due principali tipologie di grandezza fisiche:

 Fondamentali Tutte le grandezze fisiche possono essere espresse in funzione


 Derivate di un insieme limitato di grandezze fondamentali **

Le grandezze fisiche fondamentali, e i corrispondenti campioni unitari (unità di misura), sono definite da un
sistema di unità di misura. Nel nostro caso il Sistema Internazionale (SI).

Verso la fine del 19° secolo alcuni stati, fra cui l’Italia, decisero di adottare un’unica tipologia di unità di
misura per misurare lunghezza, massa e tempo. Esse furono quindi definite, durante la prima Conferenza
Generale dei Pesi e delle Misure (CGPM) tenutasi a Parigi nel 1889, e vennero stabilite rispettivamente con
metro, kilogrammo e secondo. Nel tempo molti altri stati hanno poi aderito alla convenzione, e altre unità
di misura sono state definite ed incluse nella lista.

Oggi la quasi totalità del mondo aderisce e si attiene al Sistema Internazionale (ad esclusione di Birmania,
USA e Liberia), il quale contiene sette unità che misurano altrettante sette grandezze fisiche.

Perché sono soltanto sette ?

Le unità di misura del SI sono sette, e sono dette fondamentali perché sono sufficienti a definire qualsiasi
altra grandezza fisica conosciuta, poiché le grandezze misurabili in natura sono molto più numerose.
Il fatto che tali grandezze fondamentali sono sufficienti a definirne qualsiasi altra sta a significare che

1
qualsiasi grandezza fisica può essere scritta e definita come combinazione matematica tra le sette
grandezze fondamentali. Esse vengono infatti definite GRANDEZZE DERIVATE.

Per esprimere poi i multipli e sottomultipli delle unità di misura fondamentali vengono utilizzati dei prefissi i
quali precedono il simbolo e indicano il numero di volte per le quali l’unità deve essere moltiplicata (o
divisa) per potenze di 10.

Es. 1 km=1000 m, il prefisso k indica la moltiplicazione per 10³

Vi sono poi alcune regole, concordate da tutti i paesi aderenti alla convenzione, riguardanti la modalità di
scrittura corretta dei valori delle grandezze, con la loro unità di misura espressa in forma simbolica:

 L’iniziale del nominativo di un’unità di misura è sempre una lettera minuscola (metro).
 Il simbolo, ma NON il nome, deve essere scritto con iniziale maiuscola solo se la sua derivazione è
un nome proprio (ampere=A, deriva da André-Marie Ampere).
 Il simbolo deve sempre essere scritto dopo il valore numerico a cui si riferisce.
 I simboli non sono abbreviazioni dei nominativi, non sono assolutamente seguiti da un punto.

2
VARIABILI- IL VOLUME IN LITRI

Al fine di scopi pratici spesso il volume viene espresso in litri (L) anziché in m³. L’equivalente di 1 L è uguale
ad 1 dm³, perciò 1 m³ è equivalente a 1000 L.

Il simbolo del litro presenta delle peculiarità rispetto agli altri simboli, esso infatti viene scritto con la lettera
maiuscola in caso di assenza di prefissi nonostante non rientri nella categoria di simboli derivanti da nomi
propri, al fine di evitare confusione scambiandolo con la cifra 1.

In presenza di prefissi ciò non accade, viene scritto come d’accordo con lettere minuscole (1 L, 1 ml).

LE DIMENSIONI IN NATURA

In natura le dimensioni di ogni cellula oscillano tra piccolissimi valori (atomo= 0,1 nm) e grandi misure
(giraffa= 10 m).

LA MATERIA

La materia generalmente viene definita come tutto ciò che possiede una massa ed occupa un determinato
volume.

 La massa è una delle grandezze fisiche fondamentali corrispondente alla resistenza opposta da un
corpo all’accelerazione di gravità. Essa si misura e si esprime in kg ed è una proprietà intrinseca di
un corpo.
Attenzione! Massa e peso non sono misure equivalenti, mentre la massa è una proprietà intrinseca del
corpo, non dipende quindi da fattori esterni, il PESO dipende dalla presenza di un campo gravitazionale
e dal suo valore, poiché viene calcolato con il prodotto della massa per l’accelerazione di gravità. Esso si
misura in Newton (N).

UNA PORZIONE DELIMITATA DI MATERIA VIENE DEFINITA SISTEMA

Non esiste un’unica tipologia di sistema, ma questo può essere:

 OMOGENEO, quando qualsiasi porzione di esso possiede le stesse proprietà chimiche e fisiche,
all’interno di un sistema omogeneo è presente una sola fase, perciò viene definito monofasico (es.
un bicchiere d’acqua).
 ETEROGENEO, quando all’interno di un sistema sono presenti porzioni diverse tra loro, esso
presenta quindi più di una fase e viene definito polifasico (es. bicchiere di acqua e olio).

La fase è quindi definita come una porzione omogenea di un sistema.


3
In base alla composizione della materia, essa può essere classificata in due categorie principali:

 SOSTANZE PURE, sostanze che presentano una composizione definita e costante:


 ELEMENTI= sostanze formate da particelle elementari dello stesso tipo, uguali tra loro, essi non
possono essere scomposti chimicamente in sostanze più semplici che ne mantengano comunque le
caratteristiche chimiche.
 COMPOSTI= sostanze complesse formate da più elementi, possono essere quindi decomposte
chimicamente negli elementi che li costituiscono poiché sono elementi di tipo diverso.
 MISCELE, sostanze prodotte dall’unione di due o più sostanze pure:
 SOLUZIONI= sistemi omogenei, monofasici, composti da più sostanze pure. Sono costituite da
soluto (sostanza presente in minor quantità) più solvente (sostanza presente in maggior quantità).
 MISCUGLI= sistemi che invece risultano polifasici.

La materia possiede poi delle PROPRIETÀ:

 Proprietà ESTENZIVE, ovvero che dipendono dalla quantità di materia. Esse sono ad esempio
volume, massa, lunghezza, peso, ecc…
 Proprietà INTENSIVE, cioè le quali dipendono dalla tipologia di materia. Queste sono ad
esempio colore, densità, punti di ebollizione, peso specifico, ecc…

LE PROPRIETÀ ESTENSIVE

1. LUNGHEZZA

La lunghezza è una delle grandezze fisiche fondamentali, essa viene misurata attraverso il metro (m), il
quale sta ad indicare lo spazio percorso dalla luce nel vuoto durante un intervallo di tempo pari a 1/299 792
458 secondi. Il metro è però una misura troppo grande per esprimere le dimensioni di atomi, molecole e
lunghezze d’onda della luce, perciò per indicare tali misure vengono utilizzati i suoi sottomultipli per
questioni di comodità (1 atomo risulterebbe essere 0,00000000001). Il più utilizzato in tale campo è il
nanometro, 1nm= 10-9 m. Talvolta, più raramente, viene utilizzato l'Angstrom, 1A= 10 -9 m.

2. IL VOLUME

Il volume è invece una grandezza fisica derivata, deriva infatti generalmente dal prodotto delle tre
dimensioni di un corpo tridimensionale (altezza, larghezza, profondità). La sua unità di misura concordata
dal SI è il metro cubo, ma viene convenzionalmente espresso anche in litri, la conversione da m 3 e L viene
espressa dall’uguaglianza 1 L=1 dm3 . Le misurazioni del volume sono molto frequenti in laboratorio
chimico, ma anche nella vita quotidiana di ognuno.

3. MASSA E PESO

Massa e peso sono due concetti ben diversi, la massa è una proprietà fondamentale della materia, e perciò
intrinseca, il peso/forza peso è invece la forza con cui la Terra attrae una determinata massa, è perciò una
proprietà estrinseca e una grandezza derivata poiché è dipendente dal valore di accelerazione
gravitazionale.

LA MASSA: è definita come la misura di inerzia di un corpo, ovvero come la resistenza che esso oppone alla
variazione del suo stato di quiete o di moto. La sua u di misura nel SI è il kg e la sua massa campione
consiste in un cilindro di lega di platino-iridio depositato presso l’Ufficio internazionale dei pesi e delle
misure a Sèvres, Francia.

IL PESO: denominato anche forza peso e definito come la forza con la quale la Terra attira una determinata
massa, esso dipende dall’accelerazione di gravità, perciò può variare al variarsi di essa (sulla Terra g=9,8

4
m/s2). Il peso è una forza e la sua unità di misura è il Newton-N, la formula per determinarne il valore è
P=m· g, un Newton = 1kg · 1m/s2.

IL CONCETTO DI MOLE unità di misura SI di una grandezza fondamentale estensiva chiamata


quantità di sostanza.

La mole ci permette di conoscere il numero di particelle (mondo microscopico) che sono contenute in una
massa di sostanza (mondo macroscopico) che viene pesata con la bilancia.

La quantità di sostanza di una mole è definita dalla costante di Avogadro: una mole è una quantità di
sostanza che contiene 6,02·1023 particelle. Essa è una costante, ciò significa che ogni mole contiene sempre
lo stesso numero di particelle ma una mole di H pesa meno di una mole di Hg (mercurio).

LE PROPIETÀ INTENSIVE

1. DENSITÀ

Ogni corpo possiede una determinata densità, essa è definita attraverso il rapporto tra la massa di esso ed il
suo volume (d=m/v). È una proprietà intensiva poiché non dipende dalla quantità di materia presente nel
campione, il suo valore rimane costante poiché massa e volume di un corpo sono direttamente
proporzionali. Il suo valore può però variare ad esempio in caso di un aumento di temperatura, in quasi
tutti i materiali, infatti questo causa un innalzamento del valore del volume e perciò una diminuzione della
densità (ad eccezione del ghiaccio). Anche un aumento di pressione su un gas fa sempre diminuire
sensibilmente il volume di esso, e ciò porta ad un aumento della sua densità. La sua unità di misura nel SI è
il kg/m3, vengono però usati anche g/cm3, g/ml e per i gas i g/L.

2. PESO SPECIFICO

Il peso specifico è definito come il rapporto tra il peso di un corpo ed il suo volume, nel SI l’unità di misura è
il N/m3. La formula per definirlo è quindi P s=P/V=m·g/V=d·g.

3. TEMPERATURA

La temperatura di un oggetto equivale alla misurazione del suo stato termico, non deve essere confusa con
il calore, il quale è invece un modo di trasferire energia. La temperatura è una grandezza intensiva,
misurata attraverso il termometro, il quale funziona sfruttando la capacità dei liquidi (es: alcool o
mercurio), dei solidi e dei gas di dilatarsi all’aumentare della temperatura. Per eseguire tale misurazione del
termometro è necessaria la presenza di una scala di misurazione, quella stabilita dal SI è la scala Kelvin ma
quella maggiormente usata quotidianamente è la scala Celsius.

Le due scale sono spostate di 273,15 gradi, la scala Celsius fissa il punto di fusione del ghiaccio a 0°C,
equivalente a 273,15°K, ed il punto di ebollizione a 100°C, equivalenti a 373,15°K.
T (°C) = T (K) – 273,15 5

T (K) = t (°C) + 273,15


Lo zero della scala Kelvin è fissato al valore dello zero assoluto, ovvero la temperatura minima possibile
teorica di un qualsiasi sistema termodinamico, infatti ad una temperatura pari allo zero assoluto
(equivalente a -273,15°C) le molecole e gli atomi di un sistema si troverebbero allo stato fondamentale,
ossia con energia cinetica pari a zero.

GLI STATI DI AGGREGAZIONE DELLA MATERIA

La materia si presenta in diversi stati:

 Stato SOLIDO: forma costante, rigida e fissa, volume costante e movimenti delle particelle che
vibrano attorno a posizioni fisse
 Stato LIQUIDO: forma variabile dipendente dal contenitore, volume costante e movimenti delle
particelle intensi con interazioni tra esse
 Stato GASSOSO; forma variabile in relazione al contenitore, volume variabile anch’esso in relazione
al contenitore ed ogni particella si muove indipendentemente dalle altre

Le sostanze possono essere presenti in natura come solidi, liquidi o gas, lo stato in cui esse si presentano
dipende dalle forze di coesione presenti tra le particelle di tale sostanza:

legami: a idrogeno, ionici, metallici, covalenti e forze di van der Waals.

o Gli stati solido e liquido sono definiti stati condensati, all’interno dei quali le forze di coesione
impediscono l’allontanamento o la dispersione delle particelle della sostanza
o Nello stato gassoso le forze di coesione presenti sono molto deboli, le particelle di sostanza non
sono in contatto e avviene la dispersione o allontanamento di esse.

Lo stato di aggregazione di una sostanza può variare da l’uno all’altro, tale variazione e passaggio da uno
stato di aggregazione all’altro viene denominata cambiamento (o passaggio) di stato. Esso è un fenomento
puramente fisico, poiché le proprietà chimiche della sostanza si mantengono invariate. I passaggi di stato
implicano la trasformazione della materia da uno stato fisico ad un altro per variazioni di temperatura e
pressione, temperatura e pressione influenzano quindi i passaggi di stato. Alcune sostanze addirittura non
esistono allo stato liquido o gassoso perché si decompongono con l’aumentare della temperatura.

Ogni sostanza pura possiede una curva di riscaldamento e delle temperature caratteristiche di fusione ed
ebollizione in funzione della pressione alla quale avviene il passaggio di stato. Ogni sostanza pura possiede
una curva di raffreddamento attraverso la quale si distinguono:

 Temperatura di CONDENSAZIONE, a parità di pressione uguale a quella di ebollizione


6
 Temperatura di SOLIDIFICAZIONE, a parità di pressione uguale a quella di fusione

La temperatura di EBOLLIZIONE (soltanto dei liquidi) è la temperatura alla quale la tensione di un vapore
uguaglia la pressione esterna: maggiore è la pressione, più alto sarà il punto di ebollizione del liquido.

La temperatura di ebollizione può quindi essere innalzata da un aumento di pressione.

LO STATO SOLIDO

Tutti i solidi possiedono una struttura cristallina, ciò significa che le particelle che costituiscono corpi che si
trovano in tale stato sono disposti nello spazio secondo schemi geometrici precisi a formare una struttura
definita reticolo cristallino. Il reticolo cristallino è formato da celle elementari, le quali sono definite come la
più piccola porzione del reticolo cristallino la quale presenta le caratteristiche dell’intero reticolo.

Le sostanze solide si distinguono in base alla natura delle particelle costituenti, perciò alla tipologia dei
legami che uniscono tali particelle. Vengono quindi distinte in base alle loro forze di coesione.

LO STATO LIQUIDO

Le forze di coesione nelle sostanze che si presentano allo stato liquido non sono né così intense da
vincolare le proprie particelle all’interno di un reticolo cristallino ma neppure tanto deboli da determinare
un allontanamento reciproco a distanza infinita.

I liquidi possiedono alcune peculiarità:

 FLUIDITÀ, cioè una facilità allo scorrimento delle particelle di un liquido l’una sull’altra.
 INCOMPRIMIBILITÀ, l’impossibilità di poterne ridurre il volume.
 DIFFUSIBILITÀ, la capacità di due liquidi di diffondersi liberamente l’uno nell’altro, a condizione che
siano miscibili (acqua ed olio non sono miscibili, non si diffondono l’uno nell’altro).
 Hanno un volume definito, non sono comprimibili e non hanno una forma definita.

I liquidi presentano poi alcune proprietà di superficie, poiché le particelle le particelle che si trovano in
regioni superficiali sono soggette ad interazioni di tipo diverso rispetto alle particelle poste all’interno del
liquido.

Conseguenze Forma sferica delle gocce

1. Tensione superficiale: energia richiesta per espandere la superficie di un liquido, è tanto maggiore
quanto più intense sono le forze di coesione
2. Capillarità: risalita o discesa di un liquido all’interno di un capillare, dipende dalle forze di coesione
e le forze di adesione
Se: forze di adesione > forze di coesione = lati del liquido verso l’alto
Forze di adesione < forze di coesione = lati del liquido verso il basso

LA PRESSIONE DI VAPORE

Le particelle di un liquido si muovono continuamente secondo un moto definito come moto di agitazione
termica e la loro energia aumenta all’aumentare della temperatura.

Con l’aumentare della temperatura infatti alcune particelle acquisiscono un’energia sufficiente per vincere
le forze di coesione e allontanarsi dal liquido assumendo forma di gas. Tale fenomeno prende il nome di
evaporazione ed aumenta, come suddetto, all’aumentare della temperatura.

All’interno di un recipiente chiuso ermeticamente si assiste ad un’altra tipologia di fenomeno in cui le


particelle di gas, in equilibrio con il liquido esercitano una pressione, chiamata pressione di vapore: se il

7
recipiente è aperto l’equilibrio non viene mai raggiunto, ed il liquido evapora, se il recipiente è invece
chiuso la pressione aumenta fino ad arrivare al suo valore di equilibrio.

Anche la pressione di vapore aumenta con l’aumentare della temperatura, quando essa raggiunge il valore
della pressione atmosferica il liquido entra in ebollizione, stato nel quale la transizione liquido gas
avviene in qualsiasi punto del liquido. La temperatura di ebollizione di un liquido è la temperatura alla
quale la pressione di vapore di un liquido è pari alla pressione atmosferica.

LO STATO GASSOSO

Le particelle che costituiscono sostanze allo stato gassoso sono molto distanti tra loro e si muovono
continuamente di moto rettilineo finché non si urtano tra loro.

Le caratteristiche dei gas:

 La distanza che intercorre tra le particelle è molto più grande del loro diametro
 Un gas è comprimibile
 Un gas è miscibile in qualsiasi rapporto con altri gas
 La velocità media delle particelle aumenta con l’aumentare della temperatura
 Un gas tende ad espandersi, occupando tutto il recipiente che lo contiene o nell’aria
 Un gas esercita una pressione sui lati del recipiente che lo contiene
 La densità di un gas è inversamente proporzionale alla distanza tra le particelle

Le grandezze fisiche che definiscono il comportamento di un gas sono pressione, volume e temperatura.

Vi sono alcune leggi che valgono soltanto per i gas definiti ideali, e valgono in modo approssimato per i gas
reali. Un gas che viene definito ideale possiede le seguenti caratteristiche:

1. Le sue molecole sono puntiformi e dal volume trascurabile


2. Gli urti che avvengono tra le molecole sono perfettamente elastici e non comportano perciò
dispersioni di energia
3. Tra le sue molecole non esiste né attrazione né repulsione

A temperatura e pressione ambientale i gas reali si comportano

approssimativamente come i gas ideali.

LA LEGGE DI STATO DEI GAS IDEALI

I gas ideali sono propriamente definiti da un’equazione, detta appunto equazione di stato dei gas ideali
(o perfetti):

P·V=n·R·T P= pressione, V= volume, T= temperatura, R= costante universale dei gas

(0,0821 l atm mol -1 K-1), n= numero di moli di gas

PRINCIPIO DI AVOGADRO:

“Volumi uguali di gas diversi, alla stessa temperatura e pressione, contengono lo stesso numero di
moli” oppure “Una mole di un qualsiasi gas, alla stessa temperatura e pressione, occupa sempre lo
stesso volume”

In condizioni di temperatura e pressione standard (25 °C 1 atm), 1 mole di gas occupa un volume di
22,4 litri (volume molare standard.