Sei sulla pagina 1di 29

Facoltà 

di Ingegneria 
Corso di LaureaŝŶ Ingegneria Edile ‐ Architettura
Corso di “Impianti Termotecnici”

IL BENESSERE TERMOIGROMETRICO

Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Benessere ambientale dell’individuo
IL BENESSERE È INDIVIDUALE E NON COLLETTIVO:
corrisponde per definizione al soddisfacimento psicofisico di un singolo
individuo

IL BENESSERE È GLOBALE E NON SINGOLARE:


nella realtà vari fattori interferiscono fra loro e le percezioni sensoriali si
sovrappongono provocando un effetto “sinergico” che dà origine alla
sensazione di benessere

La qualità ambientale in una edificio fa riferimento a classi differenti, seppure


fortemente interrelate, di comfort ambientale, e cioè:

ƒ benessere termoigrometrico
ƒ benessere respiratorio olfattivo
ƒ benessere visivo
ƒ benessere acustico

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


BENESSERE TERMOIGROMETRICO
Stato di neutralità termica, in cui il soggetto non sente né caldo né freddo.

Benessere respiratorio – olfattivo (Qualità dell'Aria Interna – Indoor Air


Quality)
Stato di soddisfazione di un individuo nei confronti dell'aria che respira, in
cui non sono presenti inquinanti in concentrazioni ritenute nocive per la
salute dell’uomo

Benessere visivo
Stato in cui l’individuo può svolgere nel modo migliore i diversi compiti
(visual task) che è chiamato ad assolvere

Benessere acustico
Condizione psicofisica in corrispondenza della quale un individuo, in
presenza di un campo di pressione sonora, dichiara di trovarsi
un una situazione di benessere, tenuto conto anche della particolare
attività che sta svolgendo

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Il benessere termico

Il benessere termico è definito come una condizione mentale


(psicofisica) di soddisfazione nei confronti dell'ambiente termico.

L'insoddisfazione può essere causata da:

ƒ disagio per il caldo o per il freddo che prova il corpo nel suo
complesso
ƒ non desiderato raffreddamento (o riscaldamento) di una
particolare parte del corpo (es. da corrente d'aria)
ƒ differenza verticale di temperatura tra testa e caviglie troppo
elevata
ƒ pavimento troppo caldo o freddo
ƒ asimmetria della temperatura radiante troppo elevata
ƒ un'energia metabolica troppo elevata
ƒ abbigliamento non adeguato
ƒ

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Il benessere termico

Condizioni di comfort, per cui i parametri ambientali, agendo sugli


scambi sensibili e latenti del corpo umano, annullano le sensazioni
di caldo o freddo percepite dall’occupante (neutralità termica).
Ciò deve avvenire senza interventi massicci del sistema di
regolazione del corpo in quanto i relativi interventi estremi risultano
fonte di disagio.

Le variabili principali che influenzano il benessere termico sono:

• la temperatura a bulbo secco dell’aria


• la temperatura media radiante Controllo del
• l’umidità dell’aria
• la velocità media relativa dell’aria progettista

•l’attività fisica svolta Controllo del


• la resistenza termica del vestiario indossato soggetto

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


La termoregolazione del corpo umano

Il corpo umano è un sistema che, attraverso delle trasformazioni chimiche


complesse, trasforma l’energia proveniente dai processi ossidativi di cibi
e bevande in calore e lavoro.

Tali trasformazioni costituiscono nel loro insieme il metabolismo, che può


essere quindi definito come la quantità di energia chimica trasformata
nell'unità di tempo in potenza termica e meccanica, espressa in Watt.

Il corpo umano può considerarsi suddiviso in due zone caratterizzate da


temperature diverse: una esterna, la pelle, ed una interna che comprende gli
organi vitali, che deve avere una temperatura costante di 37°C circa.

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


La termoregolazione del corpo umano

Il sistema di termoregolazione è costituito da sensori: termoricettori

I termoricettori sono terminazioni nervose e risultano sensibili oltre che alla


temperatura, anche alla sua velocità di variazione. Essi inviano segnali
all’ipotalamo, che li confronta con i valori di riferimento delle temperature
ed attiva qualsiasi meccanismo in grado di mantenere l'RPeotermia del
corpo.

Esistono due tipi di termoregolazione:


- vasomotoria
- comportamentale

L’energia termica generata all’interno del corpo umano viene dispersa


nell’ambiente mediante le seguenti modalità:
convezione, irraggiamento e conduzione
evaporazioneWUDVSLUD]LRQH.

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


La termoregolazione del corpo umano

termorLcettori

capillari vasocostrizione
ipotalamo
periferici vasodilatazione

gruppi
stimoli brivid i omeotermia
muscolari

ghiandole
sudore
sudorifere

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Fig. 1 - Variazioni delle temperature interne del corpo umano in conseguenza degli adattamenti al-
la temperatura ambientale (termoregolazione). Fonte:Transsolar Energietechnik GmbH. Stuttgart -
München - New York.

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Il metabolismo del corpo umano

I processi metabolici, consistendo essenzialmente in processi di ossidazione, sono


complessivamente esoenergetici.

L’energia chimica dei cibi e delle bevande si trasforma principalmente in:


energia termica, che viene dispersa nell'ambiente circostante

energia meccanica interna (lavoro meccanico).

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Il metabolismo del corpo umano

a lim e n ti

m e ta b o lism o

e n e rg ia
e n e rg ia te rm ic a
m e c c a n ic a

6FKHPDGHOOHWUDVIRUPD]LRQLHQHUJHWLFKHQHOO
RUJDQLVPR umano

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Il metabolismo del corpo umano

L' uomo medio(70 kg e 1 .70 m) ha un a superficie corporea d i 1,8 mq

L’unità di misura del metabolismo (M) è W/m2,


anche se esso viene spesso misurato nell’unità incoerente met, essendo:

1 met = 58,2 W/m2 = 50,0 kcal/h m2

attività metabolismo ( met )


dormire 0.6
stare seduti 1
stare in piedi 1.2
attiv. leggera ( camminare ) 1.6
attiv. media ( negozi, abitaz. ) 2
attiv. pesante ( ginnastica ) 3
ballare 5
Calore metabolico emesso al variare dell'attività.

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini
Il %LODQFLR(QHUJHWLFR

In condizioni di omeotermia l'energia prodotta da un individuo deve essere


pari all'energia scambiata con l'ambiente sotto forma di calore e lavoro;

La differenza ( M-W ) rappresenta quella parte di carico metabolico che non


si trasforma in lavoro esterno e che quindi deve ritrovarsi come scambio di
energia termica con l’ambiente.
Il valore di W risulta molto piccolo rispetto a quello M
(è praticamente nullo nel caso di attività sedentarie), e quindi viene
completamente trascurato nella espressione precedente.

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Evaporazione cutanea

La traspirazione consiste in un fenomeno di diffusione del vapor


d’acqua attraverso la pelle verso l’ambiente, e tale fenomeno si considera
anche in condizioni di riposo assoluto indipendentemente dal sistema di
termoregolazione. Dipende da:
temperatura della pelle,
temperatura dell’aria ambiente,
XPLGLWjUHODWLYDGHOO
DULD.

La sudorazione consiste nella secrezione da parte delle ghiandole


sudoripare, controllate dall’ipotalamo, di una soluzione acquosa di cloruro
di sodio (il sudore) che, attraverso i pori, raggiunge la superficie esterna
della pelle. Dipende da:
temperatura e umidità relativa dell’aria,
velocità relativa corpo-aria,
percentuale di pelle bagnata dal sudore,
permeabilità al vapore dell’abbigliamento.

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Respirazione

L'aria inspirata scambia calore e vapor d'acqua con le mucose del tratto
respiratorio; negli alveoli polmonari si trova satura di vapor d’acqua e ad
una temperatura praticamente uguale a quello della temperatura interna.

Quando viene espirata, essa possiede una entalpia e un titolo maggiori


rispetto al momento dell’inspirazione (condizioni ambientali).

La potenza termica connessa alla respirazione è la somma di due aliquote:


carico latente e quella corrispondente al carico sensibile immesso in
ambiente. Dipende da:

attività svolta dall’individuo,


XPLGLWjUHODWLYDGHOO
DULD,
temperatura dell’aria.

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Flusso termico disperso per convezione

Il flusso termico che il corpo umano scambia per convezione

C = fcl hc Ab (tcl - ta)

fcl = coefficiente di area dell’abbigliamento, adimensionale (il pedice cl sta per cloth,
vestito);
hc = fattore di convezione unitario abiti-aria, W/ m2 K;
tcl = temperatura media della superficie esterna del corpo umano vestito, °C;
ta = temperatura dell’aria ambiente, °C.
Ab = area del corpo umano medio.

si utilizzano general mente relazioni empiriche che ne forniscono il valore in


funzione della resistenza termica dell’abbigliamento.

Per una persona nuda si utilizza fcl = 1 e tcl = tsk

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Flusso termico disperso per irraggiamento

Il flusso termico che il corpo umano scambia per irraggiamento con


l’ambiente circostante può essere valu tato con la relazione valida tra due
corpi, 1 e 2, con A2>>A1 e il corpo 1 grigio (emissività ε1):

q 12 = A1ε1σ (T14- T24)

Il corpo umano (c orpo1), caratterizzato dalla temperatura del vestiario (T1


= Tcl),
Le pareti dell’ambiente circ ostante, con temperatura medi a radiante ( T2 =
Tmr), che viene definita come la temperatura di un ambiente fittizio
termicamente uniforme che scambierebbe con l’uomo la stessa potenza
termica radiante scambiata nell’ambiente reale.

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Il comfort termRLJURPHWULFR

“Stato psicofisico in cui il soggetto esprime soddisfazione nei riguardi del microclima”

“La condizione in cui il soggetto non ha nè sensazione di caldo nè sensazione di


freddo”

Comfort tHUPRLJURPHWULFR globale se si vuole studiare il benessere relativamente


alle globalità dell'ambiente.
Comfort WHUPRLJURPHWULFR ORFDOH o localizzato, se si vuole studiare il benessere
in determinate zone dell'ambiente.

Perchè ci sia comfort termico globale, una condizione necessaria ma non sufficiente
è che l'energia interna del corpo umano non aumenti nè diminuisca.
L’equazione di bilancio termico diventa una relazione del tipo:

f(abbigliamento, attività,ta , va , UR, tmr , tsk , Esw) = 0

che lega tra loro otto variabili: due relative al soggetto (abbigliamento e attività),
quattro ambientali (temperatura, velocità e umidità dell’aria e temper atura media
radiante) e due fisiologiche (temperatura della pelle e potenza termica dispersa
per sudorazione).

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini




Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Il comfort termRLJURPHWULFR

Per valutare lo scostamento delle condizioni reali da quelle di comfort


termico globale si utilizzano gli indici di discomfort globale, che sono
funzione delle variabili non fisiologiche e assumono lo stesso valore per
tutte le combinazioni di queste ultime che danno uguali sensazioni termiche.

Gli indici di discomfort globale si dividono in due gruppi:


LQGLFLGLsensazione ed indici di temperatura.

L’indice di sen sazione più diffuso è quello detto PMV, che è alla base della
norma UNI-EN-ISO 7730 (UNI, 2006), mentre come indice di temperatura è
spesso usato la temperatura effettiva ET*, che è alla base della norma
ASHRAE 55 (ASHRAE, 1992; ASHRAE, 1995).

Gli indici esprimono c omunque solo una ri sposta medi a di un gran numero
di soggetti, il che significa, per esempio, che per valori dell’indice
corrispondenti a condizioni di neutralità termica ci possono comunque
essere individui che avvertono invece caldo o freddo.

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Gli indici PMV e PPD

Occorre associare una grandezza psicofisica in modo da poter correlare le


sensazioni di caldo, freddo o di neutralità alle variabili fisiche presenti
nell'ambiente.

Gli indici PMV e PPD sono stati ricavati da Fanger (1970) sulla base di
sperimentazioni condotte in camera c limatica su soggetti vestiti allo st esso
modo e con le stesse caratteristiche di attività, chiamati ad esprimere un
voto sulle condizioni termoigrometriche sulla base della scala a sette valori
della tabella seguente.
VOTO SENSAZIONE
+3 molto caldo
+2 caldo
+1 leggermente caldo
0 né caldo né freddo
-1 leggermente freddo
-2 freddo
-3 molto freddo

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Gli indici PMV e PPD

L’indice PMV ( Predicted Mean Vote) si basa sul fatto che la sensazione di caldo o di
freddo provata d a un individuo è proporzionale alla differenza tra la quota di ene rgia
generata all’interno del corpo umano che si disperde nell’ambiente come energia
termica, e l’ energia t ermica che l’ individuo dis perderebbe s e fosse in condizioni di
neutralità termica.

Il PMV è il voto che un individuo medio darebbe all’ambiente termico, ovvero la media
dei voti espressi da un gran numero di persone poste nelle stesse condizioni.

Si è visto che i voti dei singoli individui presentano una certa di spersione i ntorno al
valore medio. Fanger (1970) ha quindi definito un altro indice, il PPD ( Predicted
Percentage of Dissatisfied ) che rappresenta ap punto la percentuale prevista di
insoddisfatti.

Per persona insoddisfatta si intende una persona che, soggiornando in un


determinato ambiente, esprime un voto di sensazione termica
pari o superiore a 2 (caldo, molto caldo, freddo, molto freddo).

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Gli indici PMV e PPD

L'indice PPD è stato definito per le condizioni termoigrometriche in modo


correlato con il PMV .

100
PPD ( % )

10

1
-2 -1 0 1 2
PMV ( - )

Relazione tra l'indice PMV HO


LQGLFH33'

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Indici di disagio locale

E’ chiaro però che, anche nel caso in cui i valori medi delle grandezze
microclimatiche siano tali da garantire le condizioni di benessere, può
succedere che in alcuni punti dell’ambiente tali condizioni non siano
rispettate a causa di disuniformità locali.

Disuniformità significative delle grandezze microclimatiche inducono nel


soggetto condizioni di disagio.

Una volta assicurate le condizioni di benessere, occorre verificare che tali


condizioni siano ancora verificate nel sottosistema ambientale costituito
dall’intorno immediato del singolo posto di lavoro.

Le principali cause che provocano disagio locale sono:

disuniformità di temperatura
fluttuazioni di velocità dell’aria che provocano differenti condizioni
di scambio termico con l’ambiente nelle varie zone del corpo umano.

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


Criteri di accettabilità di un ambiente

Considerazioni econo miche hanno orientato a ritenere accettabili ambienti con un


PPD inferiore o uguale al 10%, ovvero con un PMV compreso tra - 0,50 e + 0,50
(UNI 7730, 2006).

L’indice PMV si è molto diffuso negli ultimi dieci anni e, come s i è detto, è alla base
di normative ISO e UNI; esso comunque risulta soggetto a limitazioni molto be n
definite:

l’indice è validato solo per i seguenti intervalli, precisati dalla norma (ambienti moderati):
ta : 10 ÷ 30 °C M/Ab : 0,8 ÷ 4,0 met
tr : 10 ÷ 40 °C Icl : 0 ÷ 2,0 clo
va: 0 ÷ 1,0 m/s PMV : -2,0 ÷ +2,0

L’indice è definito per condizioni di regime stazionario; può essere adoperato,


con risultati comunque soddisfacenti, an che per lievi variazioni di uno o più
parametri, considerando per tali variabili opportune medie temporali.

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


CRQGL]LRQLGLFRPIRUWWHUPRLJURPHWULFRGi un ambiente
Temperatura dell’aria

Secondo la Normativa ISO 7730, che recepisce il criterio di qualificazione di un


ambiente mediante la percentuale di insoddisfatti, le condizioni di comfort sono :

Inverno (1 clo, 1,2 met)

temperatura: operativ 20°C (con UR=50%)


gradiente verticale temperatura aria: max 3°C tra 0,1 e 1,1 m
asimmetria temperatura radiante: max 10°C orizzontali max 5° C verticali
velocità dell'aria: max 0,15 m/s
temperatura pavimento: 19-29°C

Estate (0,5 clo, 1,2 met)

temperatura: operativa 23-26°C (con UR=50%)


gradiente verticale temperatura aria: max 3°C tra 0,1 e 1,1 m
velocità dell'aria: max 0,25 m/s

I valori sopra riportati sono recepiti anche dalla normativa italiana (UNI-CTI 10339 -
Impianti aeraulici ai fini di benessere. Ge neralità, classificazione e requisiti. Norme
per la richiesta d'offerta, l'offerta, l'ordine, la fornitura).

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


&RQGL]LRQLGLFRPIRUWWHUPRLJURPHWULFRGLXQDPELHQWH
Umidità relativa dell'aria
L'umidità relativa dell'aria influisce in mod o modesto sulla sensazione termica, come
può essere verificato dalle espressioni del PMV.

Ad un determinato valore di attività dell'individuo (1,2 met), con un grado di


abbigliamento costante (0,5 clo, condizione esti va), per velocità dell'aria pari a 0,15
m/s, ed in condizioni di neutralità termica (PMV = 0), passare da un valore di umidità
relativa del 30% ad un valore di umidità relativa del 70% corrisponde, in termini di
aumento di temperatura operativa, ad un incremento inferiore a 1°C

- caso estivo per UR= 40% PMV = -0,14 PPD = 5.4%


per UR= 60% PMV = 0 PPD = 5%

- caso invernale per UR= 40% PMV = -0,51 PPD= 10.5%;


per UR= 60% PMV = -0,41 PPD = 8.5%

con una variazione delle persone insoddisfatte praticamente trascurabile.

Livio de Santoli, Gianfranco Caruso, Francesco Mancini

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini


&RQGL]LRQLGLFRPIRUWWHUPRLJURPHWULFRGLXQDPELHQWH
Umidità relativa dell'aria

Le prescrizioni tecniche assegnano un valore di UR costante tutto l'anno,


con tolleranze a volte molto ristrette (UR = 50% +/- 5%).

La suddetta specifica tecnica condurrebbe ad un risparmio globale anche del 15%


in termini di energia spesa per il trattamento dell'aria.

La tolleranza sul valore dell'umidità relativa asseconderebbe


l'analisi effettuata che non attribuisce a tale grandezza una influenza
decisiva sulla sensazione termica, ma più che altro riflessi di carattere
igienico (al di sotto di UR = 30% vengono irritate le mucose con
conseguenze dannose sull'organismo, mentre al di sopra di UR = 70-80%
viene favorito lo sviluppo di muffe in ambiente).

Livio de Santoli, Gianfranco Caruso, Francesco Mancini

Corso di Impianti Termotecnici - Prof. Ing. Stefano Grignaffini

Potrebbero piacerti anche