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27
QUESTO VOLUME, SPROVVISTO DI TALLONCINO A FRONTE (O OPPORTUNAMENTE PUNZONATO

2727
O ALTRIMENTI CONTRASSEGNATO), È DA CONSIDERARSI COPIA DI SAGGIO - CAMPIONE GRATUITO,
27
FUORI COMMERCIO (VENDITA E ALTRI ATTI DI DISPOSIZIONE VIETATI:
ART. 17, C.2 L. 633/1941). ESENTE DA IVA (DPR 26.10.1972, N. 633, ART. 2, LETT D).
Enzo Ruffaldi, Gian Paolo Terravecchia, Andrea Sani

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ESENTE DA DOCUMENTO DI TRASPORTO (DPR 26.10.1972, N. 633, ART. 74).

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Ruffaldi, Terravecchia, Sani


In copertina: E. Blumenfeld, Kosmethik, olio su tela, 1919, Berlino, Galerie Brusberg © Photoservice Electa/AKG Images/ Blumenfeld/ © By SIAE, Roma 2008
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Il pensiero plurale
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Il pensiero plurale
4

Filosofia: storia, testi, questioni


Filosofia: storia, testi, questioni
IL MANUALE: STRUTTURA E CARATTERISTICHE
Il pensiero plurale esprime un’istanza di apertura e pluralismo, cui l’insegnamento filosofico, attraverso
il confronto tra voci diverse, contribuisce in misura rilevante. Questi, in sintesi, gli elementi fondamentali
del manuale: 4 IL NOVECENTO
La scansione degli argomenti segue un percorso di storia della filosofia lineare e completo,
L’esposizione articolato in moduli. Molto frequenti le mappe concettuali e le immagini

Numerose le schede che arricchiscono l’esposizione. In particolare, si segnalano:


Gli spazi • Filosofia per immagini
di approfondimento • La storia e la cultura del tempo
• Nodi di discussione

Gli itinerari I brani antologici di ciascun modulo sono raccolti in una serie di Itinerari di lettura,
4
di lettura incentrati sui temi salienti del pensiero degli autori

Il pensiero plurale Il Novecento


Al termine di ogni modulo alcuni spunti di attualizzazione, corredati da materiali di lettura,
permettono di riflettere su:
Le questioni
che contano • Filosofia e altri linguaggi
• Filosofia e cittadinanza
• Filosofia e conoscenza di sé

Ogni volume prevede un percorso sui generi della comunicazione filosofica nel tempo,
I generi con esempi e attività. Per alcuni argomenti si offrono, inoltre, indicazioni per costruire
e i percorsi percorsi tematici

OLTRE IL MANUALE
Il cinema delle idee: 40 film per capire la filosofia è un DVD con spezzoni filmici per la classe,
accompagnato da schede (in un volume per l’insegnante), che consentono di riflettere sui rapporti
tra cinema e filosofia.

Il sito www.loescher.it/ilpensieroplurale contiene spunti di approfondimento, percorsi tematici,


mappe interattive e materiali antologici.

QUESTO CORSO È COSTITUITO DA:


ISBN 978-88-201-2724-4 VOL. 1 - ANTICHITÀ E MEDIOEVO
ISBN 978-88-201-2725-1 VOL. 2 - L'ETÀ MODERNA
ISBN 978-88-201-2726-8 VOL. 3 - L'OTTOCENTO
ISBN 978-88-201-2727-5 VOL. 4 - IL NOVECENTO
ISBN 978-88-201-2728-2 RISORSE PER L'INSEGNANTE E PER LA CLASSE
ISBN 978-88-201-2562-2 IL CINEMA DELLE IDEE: 40 FILM PER CAPIRE LA FILOSOFIA

2727
RUFFALDI, TERRAVECCHIA, SANI
IL PENSIERO PLURALE
VOL. 4 - IL NOVECENTO
PREZZO AL PUBBLICO
NELL’ELENCO DEI LIBRI DI TESTO

€ 29,00 INDICARE L’INTERO CODICE ISBN


VALIDO PER IL 2011

www.loescher.it/librionline
Enzo Ruffaldi, Gian Paolo Terravecchia, Andrea Sani

Il pensiero plurale
Filosofia: storia, testi, questioni

4 Il Novecento

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Ristampe
7 6 5 4 3 2 1 N
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ISBN 9788820127275

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e discusso ogni parte. Per quanto riguarda il volume 4, Enzo Ruffaldi è autore
dei Moduli 1-2-3-5-6, del capitolo 3 nel Modulo 4, dei Percorsi tematici 1-7-9-10 e della
sezione “Nuove frontiere della comunicazione filosofica”. Gian Paolo Terravecchia
è autore dei Moduli 7-8-9-10-11-12 e dei Percorsi tematici 4-5-6. Andrea Sani è autore
del Modulo 4 (escluso il capitolo 3) e dei Percorsi tematici 2-3-8.
Le schede Filosofia per immagini con attività sono a cura di Ubaldo Nicola;
le schede Filosofia per immagini brevi, senza attività, sono state elaborate
da Francesca Rocci (Modulo 1) e da Francesco Pastorelli (in tutti gli altri Moduli).
Coordinamento editoriale: Paola Sanini
Contributi alla redazione: Francesca Rocci, Francesco Pastorelli, Valentina Luchelli;
- Enrico Griseri e Rocco Meninno - Imprimatur, Coazzolo (AT)
Ricerca iconografica: Emanuela Mazzucchetti, Valentina Ratto
Progetto grafico: Byblos - Faenza (RA)
Impaginazione: Puntografica - Torino
Cartografia: Studio Aguilar - Milano
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INDICE

MODULO ⁄
Nietzsche
Il contesto storico-culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
Uno sguardo d’insieme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
1 La demistificazione della conoscenza e della morale . . . . . . . . . . . . . . 23
Il dionisiaco e la storia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO Lou Andreas Salomé: un’intellettuale donna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
FILOSOFIA PER IMMAGINI Apollineo e dionisiaco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27
La chimica della morale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28
La morte di Dio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
FONTI E SCRITTI La struttura e il contenuto di Così parlò Zarathustra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
2 L’annuncio di Zarathustra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
Perché Zarathustra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
L’oltreuomo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33
L’eterno ritorno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34
3 Il nichilismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
4 La volontà di potenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
NODI DI DISCUSSIONE Le principali interpretazioni della «volontà di potenza» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42
5 Nietzsche e la cultura del Novecento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44
FILOSOFIA PER IMMAGINI Nietzsche e Wagner . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45
SINTESI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46

ITINERARI DI LETTURA
1 La demistificazione di tutti i valori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47
T1 NIETZSCHE: L’origine dei valori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47
T2 NIETZSCHE: Origine e funzione della giustizia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48
T3 NIETZSCHE: L’annuncio della morte di Dio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
T4 NIETZSCHE: Le conseguenze della morte di Dio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50
T5 NIETZSCHE: La negazione della morale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51
2 L’oltreuomo e l’eterno ritorno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53
T6 NIETZSCHE: Il primo annuncio dell’eterno ritorno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53
T7 NIETZSCHE: L’eterno ritorno e la nascita dell’oltreuomo . . . . . . . . . . . . . . . 54
3 La volontà di potenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58
T8 NIETZSCHE: La morale dei signori e la morale degli schiavi . . . . . . . . . . . . 58
T9 NIETZSCHE: La volontà di potenza come recupero della totalità dell’uomo 60
T10 NIETZSCHE: Volontà di potenza e prospettivismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61

TEST DI AUTOVALUTAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63
LABORATORIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64
T11 DELEUZE: La filosofia della volontà • T12 GALIMBERTI: Nietzsche e Leopardi

3
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INDICE

QUESTIONI CHE CONTANO


FILOSOFIA E ALTRI LINGUAGGI Nietzsche poeta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66
T13 NIETZSCHE: Il canto della notte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66
FILOSOFIA E CITTADINANZA Contro la democrazia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
T14 NIETZSCHE: Democrazia come decadenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
Esiste una sola verità? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68
T15 PIRANDELLO: Così è, se vi pare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68
FILOSOFIA E CONOSCENZA DI SÉ La memoria e l’oblio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69
T16 NIETZSCHE: La felicità nell’oblio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69

MODULO ¤
Bergson e lo spiritualismo francese
Il contesto storico-culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 72
Uno sguardo d’insieme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74
1 Lo spiritualismo francese . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
Boutroux e la critica alla scienza positivistica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77
La filosofia dell’azione di Blondel . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77
FILOSOFIA PER IMMAGINI Il modernismo e Gaudì . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO La Francia dall’invasione tedesca a Vichy . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 79
2 Bergson: tempo, coscienza e libertà . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 80
Tempo e memoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81
FILOSOFIA PER IMMAGINI Il tempo di Bergson e il cubismo analitico di Picasso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 83
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO La Recherche di Proust . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 84
Materia e memoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86
L’evoluzione creatrice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90
FILOSOFIA PER IMMAGINI Il vitalismo futuristico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 94
Le due dimensioni della morale, della religione e della società . . . . . . . . . . . . . 95
FONTI E SCRITTI Il riso in Bergson . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 96
Il bergsonismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 97
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO Il sindacalismo rivoluzionario di Sorel . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 98
SINTESI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 99

ITINERARI DI LETTURA
1 Il pensiero per immagini in Bergson . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 100
T1 BERGSON: La funzione delle immagini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 100
T2 BERGSON: La mano nella limatura di ferro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 102
T3 BERGSON: Il gancio e l’abito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 103
T4 BERGSON: Il ritratto dell’esistenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 104
2 Bergson: il concetto di «durata» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 105
T5 BERGSON: Durata e simultaneità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 105
T6 BERGSON: L’io e l’inconscio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107
T7 BERGSON: L’io è durata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 110

TEST DI AUTOVALUTAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 112

4
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
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INDICE

LABORATORIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 113
T8 DELEUZE: La filosofia come creazione di concetti • T9 POLIDORI: Bergson
e Nietzsche sui limiti della verità

QUESTIONI CHE CONTANO


FILOSOFIA E ALTRI LINGUAGGI La Recherche di Proust . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 115
T10 PROUST: Il sapore della madeleine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 115
FILOSOFIA E CITTADINANZA Bergson e il cattolicesimo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 116
Amare gli altri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 117
T11 BERGSON: Socialità meccanica e amore per l’umanità . . . . . . . . . . . . . . . 117
FILOSOFIA E CONOSCENZA DI SÉ Le due dimensioni della coscienza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 118
T12 BERGSON: I due tipi di memoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 118

MODULO ‹
Il pragmatismo e Dewey
Il contesto storico-culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 120
Uno sguardo d’insieme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122
1 Peirce e il pragmatismo logico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 123
Il pragmatismo logico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 123
FILOSOFIA PER IMMAGINI La pittura d’azione e il pragmatismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 124
Il metodo della conoscenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO Il New Deal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 126
La semiotica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 128
Mente e natura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 130
2 James: pragmatismo e funzionalismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 131
NODI DI DISCUSSIONE Pragmatismo e pragmaticismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 132
Psicologia e pragmatismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 133
L’empirismo radicale e il pluralismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 135
La morale e la religione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 136
3 Dewey: democrazia e attivismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 137
Una filosofia sperimentale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 138
FILOSOFIA PER IMMAGINI Lo strumentalismo di Dewey e il funzionalismo della Bauhaus . . . . . . . . . . . . . . . . 139
L’attivismo e la democrazia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 140
La rifondazione della filosofia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 141
FILOSOFIA PER IMMAGINI L’arte secondo Dewey . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 142
Il naturalismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 143
La logica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 144
L’etica e la democrazia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 144
FONTI E SCRITTI La concezione politica di Dewey . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 146
4 Il pragmatismo italiano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 147
SINTESI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 148

ITINERARI DI LETTURA
1 Pragmatismo e strumentalismo: un nuovo metodo della conoscenza . . . 150
T1 PEIRCE: Che cos’è il pragmatismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 150
T2 JAMES: Il pragmatismo come empirismo radicale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 151
T3 DEWEY: Lo strumentalismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 153

5
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INDICE

2 Filosofia, educazione e impegno civile in Dewey . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 155


T4 DEWEY: La nuova pedagogia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 155
T5 DEWEY: Pensiero ed esperienza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 157
T6 DEWEY: Filosofia ed educazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 158

TEST DI AUTOVALUTAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 160


LABORATORIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 161
T7 SANTUCCI: L’esperienza e i concetti in James • T8 RATNER: Scienza,
educazione e società

QUESTIONI CHE CONTANO


FILOSOFIA E ALTRI LINGUAGGI Peirce e Sherlock Holmes . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 163
T9 BONFANTINI: Sherlock Holmes usava l’abduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 163
FILOSOFIA E CITTADINANZA Il concetto di democrazia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 164
T10 DEWEY: Educazione e democrazia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 164
Individuo e ambiente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 165
T11 DEWEY: La natura e il significato dell’ambiente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 165
FILOSOFIA E CONOSCENZA DI SÉ Il flusso di coscienza e la pluralità dell’esperienza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 167
T12 JAMES: La mente come teatro di possibilità simultanee . . . . . . . . . . . . . . 167

MODULO ›
Scienza e filosofia
Il contesto storico-culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 170
Uno sguardo d’insieme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 172
1 La seconda rivoluzione scientifica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 173
I limiti del programma di ricerca meccanicistico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 173
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO La costruzione della bomba atomica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 174
La teoria della relatività . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 176
FILOSOFIA PER IMMAGINI Escher e i nuovi modelli della scienza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 178
La meccanica quantistica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 180
2 Russell: logica, matematica e impegno politico . . . . . . . . . . . . . . . . . . 183
Il logicismo e la scoperta dell’antinomia delle classi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 184
FILOSOFIA PER IMMAGINI L’intuizionismo di Brouwer e la pittura astratta di Mondrian . . . . . . . . . . . . . . . . . . 185
La teoria dei tipi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 186
La teoria delle descrizioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 187
L’atomismo logico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 188
NODI DI DISCUSSIONE L’impegno etico-politico di Bertrand Russell . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 190
3 Wittgenstein: dal Tractatus alle Ricerche filosofiche . . . . . . . . . . . . . . 191
Il Tractatus: il linguaggio come immagine logica del mondo . . . . . . . . . . . . . . 193
Il significato come uso: i giochi linguistici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 196
Linguaggio e forme di vita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 198
4 L’empirismo logico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 202
I presupposti dell’empirismo logico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 203
Il principio di verificabilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 205
Il fisicalismo di Neurath . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 207
L’itinerario filosofico di Carnap . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 208

6
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INDICE

5 Popper: una nuova definizione di scienza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 211


Il principio popperiano di falsificabilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 212
La concezione del metodo scientifico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 214
Il fallibilismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 215
La critica al marxismo e alla psicoanalisi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 216
La rivalutazione della metafisica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 217
6 L’epistemologia post-popperiana . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 219
Kuhn: paradigmi e rivoluzioni scientifiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 220
Lakatos: nucleo e «cintura» dei programmi di ricerca . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 222
Feyerabend e l’anarchismo metodologico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 224
7 Bachelard: la filosofia del non . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 227
FILOSOFIA PER IMMAGINI Luce e immagine in Bachelard . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 230
8 La filosofia analitica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 231
I presupposti e le problematiche della filosofia analitica . . . . . . . . . . . . . . . . . 231
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO Grice: la logica della conversazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 232
NODI DI DISCUSSIONE Filosofia analitica e filosofia continentale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 234
Ryle e l’eliminazione degli errori categoriali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 235
Austin e lo studio del linguaggio ordinario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 236
Quine: l’olismo metodologico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 237
SINTESI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 241

ITINERARI DI LETTURA
1 Scienza e non scienza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 244
T1 HAHN-NEURATH-CARNAP: Contro la metafisica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 244
T2 SCHLICK: Il principio di verificabilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 246
T3 CARNAP: L’insensatezza delle proposizioni metafisiche che contengono
singoli termini inverificabili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 247
T4 POPPER: La «forza» della teoria einsteiniana e il criterio di falsificabilità . . 249
2 Le teorie e i metodi della ricerca scientifica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 251
T5 WITTGENSTEIN: Le leggi scientifiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 251
T6 POPPER: Congetture e confutazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 252
T7 WITTGENSTEIN: Verità e certezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 253
T8 KUHN: La natura «gestaltica» delle teorie scientifiche . . . . . . . . . . . . . . . 254
T9 FEYERABEND: La scienza non ha bisogno di un «metodo» . . . . . . . . . . . . . 256
3 Filosofia, logica, linguaggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 258
T10 WITTGENSTEIN: Analisi di un gioco linguistico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 259
T11 RYLE: Il linguaggio ordinario come riferimento privilegiato della prassi
analitica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 261
T12 AUSTIN: Gli atti linguistici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 262

TEST DI AUTOVALUTAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 265


LABORATORIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 266
T13 TORALDO DI FRANCIA: Il dominio di validità delle teorie fisiche
• T14 AYER: I riferimenti filosofici di Wittgenstein • T15 BORGES:
Le innumerevoli versioni di un paradosso

QUESTIONI CHE CONTANO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 269


FILOSOFIA E ALTRI LINGUAGGI La teoria della relatività e i viaggi nel tempo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 269
T16 FALLETTA: Gli esperimenti sul tempo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 269

7
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INDICE

FILOSOFIA E CITTADINANZA La responsabilità degli scienziati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 270


T17 OPPENHEIMER: No alla costruzione della bomba H . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 270
Linguaggio e pensiero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 271
T18 ORWELL: Una lingua artificiale per impedire il dissenso . . . . . . . . . . . . . 271
Guardare la realtà da un punto di vista filosofico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 272
T19 RUSSELL: Lo sguardo filosofico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 272
FILOSOFIA E CONOSCENZA DI SÉ Il soggetto della conoscenza può conoscere se stesso? . . . . . . . . . . . . . . . . 274
T20 DALLA CHIARA-TORALDO DI FRANCIA: L’uomo non può conoscere se stesso . . . 274

MODULO ∞
Filosofia, storia e scienze umane
Il contesto storico-culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 276
Uno sguardo d’insieme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 278
1 Scienze della natura e scienze dello spirito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 279
La scuola di Marburgo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 279
FONTI E SCRITTI Mito e politica in Cassirer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 281
La scuola del Baden . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 282
Lo storicismo tedesco: Dilthey . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 283
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO Altre tendenze dello storicismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 286
2 La sociologia: dal post-positivismo agli sviluppi recenti . . . . . . . . . . 287
Émile Durkheim . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 288
Storicismo e sociologia: Max Weber . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 289
Parsons: una teoria dell’azione sociale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 293
Lo studio del cambiamento sociale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 294
Sviluppi recenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 296
3 La psicologia: lo studio dell’individuo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 298
Il comportamentismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 299
La teoria del rinforzo di Skinner . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 300
Il neocomportamentismo e il cognitivismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 301
La psicologia genetica di Piaget e alcuni sviluppi recenti . . . . . . . . . . . . . . . . . 302
La psicologia della Gestalt . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 304
La psicologia sociale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 305
FILOSOFIA PER IMMAGINI Le leggi della buona forma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 307
4 Freud e la psicoanalisi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 308
La scoperta dell’inconscio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 308
FILOSOFIA PER IMMAGINI Psicoanalisi e surrealismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 310
FILOSOFIA PER IMMAGINI Surrealismo e sogno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 312
Lo studio della sessualità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 313
La struttura della personalità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 314
Psicoanalisi e società . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 315
NODI DI DISCUSSIONE Freud e Einstein sulla guerra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 317
FILOSOFIA PER IMMAGINI Freud e Leonardo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 318
La psicoanalisi dopo Freud . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 319
NODI DI DISCUSSIONE Altre tendenze della psicoanalisi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 320
5 L’antropologia culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 322
Evoluzionismo e metodo comparativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 322
Boas e la scuola di cultura e personalità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 324

8
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INDICE

FILOSOFIA PER IMMAGINI Il primitivismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 325


Lo studio delle culture complesse . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 326
Funzionalismo e strutturalismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 328
L’antropologia francese e lo strutturalismo di Lévi-Strauss . . . . . . . . . . . . . . . 329
Recenti sviluppi dell’antropologia culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 330
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO Lo strutturalismo francese e Michel Foucault . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 331
FILOSOFIA PER IMMAGINI Strutturalismo, antropologia e pittura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 332
SINTESI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 333

ITINERARI DI LETTURA
1 La scoperta dell’inconscio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 336
T1 FREUD: La rimozione e l’inconscio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 336
T2 FREUD: La prima rappresentazione dell’inconscio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 338
T3 FREUD: Il modello della personalità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 340
T4 JUNG: L’inconscio collettivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 341
2 Individuo, cultura e società . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 344
T5 MEAD: Il Sé come coscienza del proprio essere sociale . . . . . . . . . . . . . . . . 344
T6 GEERTZ: La cultura orienta il comportamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 345
T7 PARSONS: Status e ruoli sociali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 347

TEST DI AUTOVALUTAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 350


LABORATORIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 351
T8 KLUCKHOHN: Antropologia e globalizzazione • T9 GILLI: Due modi
di intendere la sociologia

QUESTIONI CHE CONTANO


FILOSOFIA E ALTRI LINGUAGGI Storiografia e scienze sociali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 353
T10 FEBVRE: I fatti, i testi, i documenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 353
T11 FEBVRE: Le differenze tra le società . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 353
T12 LE GOFF: Quale nuova storia? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 354
FILOSOFIA E CITTADINANZA Due modelli della società odierna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 355
T13 BAUMAN: Multiculturalismo o multicomunitarismo? . . . . . . . . . . . . . . . . 355
Antropologia e cultura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 356
T14 KLUCKHOHN: Il concetto di «cultura» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 356
La psicoanalisi e l’immagine dell’uomo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 358
T15 BRENNER: La rivoluzione della psicoanalisi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 358
FILOSOFIA E CONOSCENZA DI SÉ Inconscio e valutazione morale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 359
T16 FREUD: Il significato etico dei desideri repressi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 359

MODULO §
Il neoidealismo italiano
Il contesto storico-culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 362
Uno sguardo d’insieme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 364
1 Croce: idealismo e storicismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 365
La dialettica dei distinti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
L’estetica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 368

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INDICE

FILOSOFIA PER IMMAGINI Arte e non arte nell’estetica di Croce . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 369


Lo storicismo assoluto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 370
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO L’antifascismo italiano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 371
La politica: il liberalismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 373
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO Croce critico letterario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 374
2 Gentile: l’attualismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 375
L’attualismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 375
FILOSOFIA PER IMMAGINI La tensione del pensiero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 377
La natura e la scienza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 378
L’arte, la religione, la filosofia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 378
La pedagogia e la politica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 380
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO La riforma scolastica di Gentile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 380
SINTESI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 383

ITINERARI DI LETTURA
1 L’arte in Croce e in Gentile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 384
T1 GENTILE: La storia dell’arte si risolve nella storia della filosofia . . . . . . . 384
T2 CROCE: L’arte come intuizione e l’autonomia dell’arte . . . . . . . . . . . . . . . 385
T3 CROCE: La storia dell’arte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 387
2 Lo storicismo di Croce . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 389
T4 CROCE: Tutta la conoscenza è storica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 389
T5 CROCE: La storia è in ogni caso storia contemporanea . . . . . . . . . . . . . . . 391

TEST DI AUTOVALUTAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 393


LABORATORIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 394
T6 ANTISERI: Liberalismo e filosofia

QUESTIONI CHE CONTANO


FILOSOFIA E ALTRI LINGUAGGI Croce e la critica letteraria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 395
T7 CROCE: Un giudizio su Pirandello . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 395
FILOSOFIA E CITTADINANZA Due modi di intendere la politica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 396
T8 CROCE: La politica come professione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 396
Entusiasmo politico o fanatismo? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 397
T9 GENTILE: La politica come sentimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 397
FILOSOFIA E CONOSCENZA DI SÉ La distinzione tra etica ed economia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 398
T10 CROCE: L’amicizia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 398

MODULO ‡
Husserl e il movimento
fenomenologico
Il contesto storico-culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 400
Uno sguardo d’insieme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 402
1 Il metodo fenomenologico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 403
FILOSOFIA PER IMMAGINI Tornare alle cose stesse . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 403

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INDICE

2 Husserl e la fenomenologia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 405


Le critiche allo psicologismo e i limiti del primo sviluppo della fenomenologia 406
NODI DI DISCUSSIONE I fenomenologi e la psicologia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 407
La svolta delle Idee per una fenomenologia pura: la riduzione fenomenologica 408
FILOSOFIA PER IMMAGINI La scultura di Moore: riduzione eidetica e mondo-della-vita . . . . . . . . . . . . . . . . . . 409
L’intenzionalità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 410
Il soggetto e l’intersoggettività . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 411
DIALOGO TRA I FILOSOFI Husserl lettore di Cartesio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 412
NODI DI DISCUSSIONE L’idealismo fenomenologico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 413
Intuizione eidetica e ontologie regionali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 414
FILOSOFIA PER IMMAGINI La riduzione eidetica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 415
La crisi delle scienze europee . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 416
Bilancio della fenomenologia husserliana . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 417
3 La prima diffusione della fenomenologia e il realismo fenomenologico 418
La prima diffusione della fenomenologia: i circoli di Monaco e Gottinga . . . 418
Il realismo fenomenologico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 419
4 Scheler: fenomenologia e personalismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 420
La rivalutazione della vita affettiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 421
Etica e assiologia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 421
Il personalismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 423
5 Edith Stein e la riflessione sull’empatia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 424
Il problema dell’empatia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 424
FILOSOFIA PER IMMAGINI Arte e fede in Edith Stein . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 426
SINTESI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 427

ITINERARI DI LETTURA
1 Husserl: il soggettivismo trascendentale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 429
T1 HUSSERL: La svolta soggettiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 429
T2 HUSSERL: L’epoché fenomenologica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 430
2 Husserl: scienza e unità del sapere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 432
T3 HUSSERL: La «crisi» della scienza come perdita del suo significato per la vita 432
T4 HUSSERL: Il fallimento dell’idea dell’unità del sapere . . . . . . . . . . . . . . . . 433
3 Scheler: persona e amore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 435
T5 SCHELER: L’unicità della persona . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 435
T6 SCHELER: Amore e conoscenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 436

TEST DI AUTOVALUTAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 440


LABORATORIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 441
T7 GADAMER: Il movimento fenomenologico

QUESTIONI CHE CONTANO


FILOSOFIA E ALTRI LINGUAGGI La pipa di Magritte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 443
FILOSOFIA E CITTADINANZA Il ruolo della comunità nello Stato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 445
T8 STEIN: Accordo societario e accordo comunitario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 445
FILOSOFIA E CONOSCENZA DI SÉ La responsabilità morale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 446
T9 VON HILDEBRAND: Siamo responsabili anche della nostra inconsapevolezza? 446

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INDICE

MODULO °
Heidegger e l’ermeneutica
Il contesto storico-culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 448
Uno sguardo d’insieme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 450
1 Heidegger . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 451
Heidegger e la fenomenologia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 451
FILOSOFIA PER IMMAGINI Heidegger e la pittura zen . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 452
Il problema del senso dell’essere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 453
FONTI E SCRITTI Essere e tempo: un’opera interrotta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 454
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO Heidegger e il nazismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 456
NODI DI DISCUSSIONE Il tema della morte nella storia del pensiero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 464
Da Essere e tempo alla «svolta» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 465
FILOSOFIA PER IMMAGINI Il linguaggio come essenza dell’uomo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 469
FONTI E SCRITTI Heidegger e Hölderlin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 470
FILOSOFIA PER IMMAGINI Gli scarponi di Van Gogh secondo Heidegger . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 471
2 Che cos’è l’ermeneutica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 472
FILOSOFIA PER IMMAGINI La pittura «ermeneutica» di Breccia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 474
Il circolo ermeneutico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 475
La storia degli effetti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 477
Gadamer e il linguaggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 477
Altri contributi all’ermeneutica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 478
SINTESI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 480

ITINERARI DI LETTURA
1 Heidegger: conoscere attraverso le emozioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 482
T1 HEIDEGGER: Dalla paura al terrore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 482
T2 HEIDEGGER: La paura e l’angoscia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 483
2 Heidegger e la tecnica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 485
T3 HEIDEGGER: La pro-vocazione della tecnica moderna . . . . . . . . . . . . . . . . 485
T4 HEIDEGGER: Il vero pericolo da temere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 486
T5 HEIDEGGER: La tecnica come destino e come pericolo . . . . . . . . . . . . . . . . 487
3 Gadamer: contro il pregiudizio sui pregiudizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 489
T6 GADAMER: Il pregiudizio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 489
T7 GADAMER: Il pregiudizio come condizione e il ruolo dell’autorità . . . . . 490

TEST DI AUTOVALUTAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 493


LABORATORIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 494
T8 JONAS: Il cristianesimo di Heidegger

QUESTIONI CHE CONTANO


FILOSOFIA E ALTRI LINGUAGGI Un’ermeneutica del romanzo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 495
T9 ECO: Il romanzo, una macchina che genera interpretazioni . . . . . . . . . . 495
FILOSOFIA E CITTADINANZA L’ermeneutica giuridica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 496
T10 GADAMER: La legge e il giudizio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 496
FILOSOFIA E CONOSCENZA DI SÉ L’etica samurai e l’essere-per-la-morte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 497

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INDICE

MODULO ·
L’esistenzialismo
Il contesto storico-culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 500
Uno sguardo d’insieme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 502
1 Caratteri fondamentali dell’esistenzialismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 503
2 L’esistenzialismo tedesco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 505
Heidegger . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 505
Jaspers: l’esistenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 506
Jaspers: la trascendenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 508
3 L’esistenzialismo francese . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 510
Sartre: la filosofia e la vita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 511
FILOSOFIA PER IMMAGINI Esistenzialismo e arte informale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 512
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO Sartre e la Seconda guerra mondiale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 513
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO La figura di Simone de Beauvoir . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 514
Sartre: l’ontologia esistenzialista . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 515
FILOSOFIA PER IMMAGINI La pittura di Soutine e la nausea di Sartre . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 516
Sartre: l’altro come «il mio inferno» e la «svolta umanista» . . . . . . . . . . . . . . . . 518
FONTI E SCRITTI Porta chiusa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 518
Sartre: dall’individuo al noi collettivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 519
Camus e il mito di Sisifo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 520
Merleau-Ponty . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 521
Marcel . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 523
4 L’esistenzialismo italiano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 524
Abbagnano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 524
Pareyson . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 525
SINTESI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 526

ITINERARI DI LETTURA
1 Il tragico in Jaspers . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 528
T1 JASPERS: Caratteri fondamentali del tragico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 528
T2 JASPERS: Tragico e cristianesimo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 531
2 Sartre: la libertà . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 533
T3 SARTRE: L’esistenza precede l’essenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 533
T4 SARTRE: L’uomo si sceglie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 535
T5 SARTRE: L’uomo è condannato a essere libero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 536
T6 SARTRE: La condizione umana . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 537
3 Il romanzo esistenzialista . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 539
T7 SARTRE: La nausea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 539
T8 SARTRE: Avvertirsi come esistente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 540
T9 SARTRE: L’assurdità delle cose . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 542
T10 CAMUS: L’impegno solidaristico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 543

TEST DI AUTOVALUTAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 547


LABORATORIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 548
T11 LEOPARDI: Considerazioni sulla noia • T12 LÉVY: Il soggetto
nel pensiero di Sartre

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INDICE

QUESTIONI CHE CONTANO


FILOSOFIA E ALTRI LINGUAGGI La distanza nella vita e nell’arte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 550
T13 SARTRE: L’arte di Giacometti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 550
Prosa e poesia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 551
T14 SARTRE: Il valore delle parole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 551
FILOSOFIA E CITTADINANZA La questione della colpa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 552
FILOSOFIA E CONOSCENZA DI SÉ La speranza in un campo di prigionia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 553
T15 SARTRE: Il discorso di Baldassarre . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 554

MODULO ⁄‚
Il marxismo nel Novecento
e la Scuola di Francoforte
Il contesto storico-culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 556
Uno sguardo d’insieme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 558
1 La filosofia marxista nel Novecento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 559
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO La rivoluzione bolscevica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 560
Il marxismo occidentale: Lukács e Bloch . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 562
Il marxismo russo: Lenin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 564
FILOSOFIA PER IMMAGINI Arte e rivoluzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 564
Il marxismo italiano: Gramsci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 566
Il marxismo francese . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 567
2 La Scuola di Francoforte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 568
FILOSOFIA PER IMMAGINI Il dadaismo e Benjamin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 569
Max Horkheimer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 570
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO Walter Benjamin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 571
Theodor Wiesengrund Adorno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 572
FONTI E SCRITTI Il mito di Ulisse nella Dialettica dell’illuminismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 573
Herbert Marcuse . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 574
Erich Fromm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 575
SINTESI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 576

ITINERARI DI LETTURA
1 Il ruolo dell’intellettuale nella società . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 578
T1 GRAMSCI: L’intellettuale organico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 578
T2 GRAMSCI: L’intellettuale e il suo rapporto con la massa . . . . . . . . . . . . . . 579
T3 SARTRE: La crisi dell’idea di intellettuale organico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 580
2 Fromm: essere piuttosto che avere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 583
T4 FROMM: L’importanza della differenza tra avere ed essere . . . . . . . . . . . . 583
T5 FROMM: L’apprendere secondo le categorie dell’avere e dell’essere . . . . . 584
T6 FROMM: L’uomo nuovo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 585

TEST DI AUTOVALUTAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 588

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INDICE

LABORATORIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 589
T7 WALZER: La scoperta di Gramsci • T8 BEDESCHI: Le differenze tra la Scuola
di Francoforte e il marxismo

QUESTIONI CHE CONTANO


FILOSOFIA E ALTRI LINGUAGGI Il quarto stato di Pellizza da Volpedo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 591
FILOSOFIA E CITTADINANZA La libertà nella società industrializzata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 592
T9 MARCUSE: Una libertà solo apparente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 592
I «maestri di vita» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 593
T10 FROMM: I quattro insegnamenti fondamentali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 593
FILOSOFIA E CONOSCENZA DI SÉ L’amicizia nella Scuola di Francoforte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 594
T11 ADORNO: Un test che riveli i veri amici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 594

MODULO ⁄⁄
Filosofia, cristianesimo
e riflessione teologica
Il contesto storico-culturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 596
Uno sguardo d’insieme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 598
1 La filosofia cristiana nel Novecento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 599
FILOSOFIA PER IMMAGINI Pittura astratta e misticismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 600
Mounier e il personalismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 601
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO La diffusione del personalismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 601
Maritain e il neotomismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 603
FILOSOFIA PER IMMAGINI Maritain e la pittura di Roualt . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 605
2 La teologia nel Novecento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 606
La teologia cattolica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 607
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO Martin Buber e la cultura ebraica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 608
LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO Il Concilio Vaticano II . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 610
La teologia protestante . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 611
La teologia della speranza e la teologia della liberazione . . . . . . . . . . . . . . . . . 613
SINTESI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 614

ITINERARI DI LETTURA
1 Riflessione teologica e libertà . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 616
T1 BOFF: Gesù porta all’uomo la liberazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 616
T2 BARTH: L’ubbidienza dell’uomo alla libertà di Dio . . . . . . . . . . . . . . . . . . 617
T3 RAHNER: La libera iniziativa di Dio e la risposta dell’uomo . . . . . . . . . . 618
T4 BONHOEFFER: Stazioni sulla via della libertà . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 619

TEST DI AUTOVALUTAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 622


LABORATORIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 623
T5 VIOTTO: La filosofia cristiana secondo Maritain • T6 GIBELLINI: Heidegger
e la teologia protestante

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INDICE

QUESTIONI CHE CONTANO


FILOSOFIA E ALTRI LINGUAGGI Teatro e realtà . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 625
T7 VON BALTHASAR: Sul teatro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 625
FILOSOFIA E CITTADINANZA Diritti dell’uomo e accordo pratico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 626
T8 MARITAIN: I diritti dell’uomo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 626
FILOSOFIA E CONOSCENZA DI SÉ La persona come fine in sé . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 627
T9 GUARDINI: Due approcci sul tema della persona . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 627

MODULO ⁄¤
Linee di ricerca della filosofia oggi
Uno sguardo d’insieme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 630
1 In che direzione va la filosofia oggi? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 631
2 La radice della crisi: il nichilismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 632
NODI DI DISCUSSIONE Il dialogo fra Jünger e Heidegger sul nichilismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 633
3 La maturazione della crisi: il postmoderno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 635
Lyotard e la nozione di postmoderno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 635
FILOSOFIA PER IMMAGINI Il carattere ludico dell’architettura postmoderna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 636
Il pensiero debole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 637
La decostruzione: Derrida . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 638
Rorty critico della filosofia come sistema . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 639
4 Il dibattito filosofico oltre la crisi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 641
Le critiche frontali al postmoderno come corrente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 641
Critiche alle idee del postmoderno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 642
5 Le nuove frontiere del domandare filosofico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 644
FILOSOFIA PER IMMAGINI Le sfere di Pomodoro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 645
SINTESI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 647

ITINERARI DI LETTURA
1 Pro e contro le idee postmoderne . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 649
T1 VATTIMO: La crisi dell’umanismo viene dalla crisi della metafisica . . . . 649
T2 RORTY: La mente non è uno specchio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 651
T3 WILLIAMS: Nietzsche e la verità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 652

TEST DI AUTOVALUTAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 657

QUESTIONI CHE CONTANO


FILOSOFIA E ALTRI LINGUAGGI Orwell era realista? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 658
T4 RORTY: Una lettura di 1984 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 658
L’architettura postmoderna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 659
T5 CHIURAZZI: Postmoderno e architettura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 659
FILOSOFIA E CITTADINANZA Pensiero debole e socialità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 661
T6 CRESPI: La responsabilità etica verso le esigenze collettive . . . . . . . . . . . . 661
FILOSOFIA E CONOSCENZA DI SÉ Conflitti generazionali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 662
T7 TURGÈNEV: Che cos’è un nichilista? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 662

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INDICE

PERCORSI DI FILOSOFIA CONTEMPORANEA


1 Linguaggio, scienza e società nel Novecento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 664
T1 SAUSSURE: La lingua e il gioco degli scacchi • T2 VYGOTSKIJ: L’origine
sociale del pensiero • T3 CHOMSKY: Competenza ed esecuzione •
T4 ORWELL: Una lingua per limitare il pensiero • T5 CARDONA: Linguaggio
e cultura • T6 GADAMER: L’essere che può venire compreso è linguaggio
2 La logica matematica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 681
T1 RUSSELL: La logica matematica • T2 ĹUKASIEWICZ: La logica non
classica • T3 EMANUELE: Le verità formali • T4 MANGIONE: La logica
è formale • T5 TRUZZI: La logica di Sherlock Holmes
3 Filosofia e matematica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 699
T1 RUSSELL: Il logicismo • T2 HILBERT: L’assiomatizzazione della
matematica • T3 HEITING: L’intuizionismo • T4 REICHENBACH:
La disgregazione del sintetico a priori • T5 FALLETTA: L’Hotel di Hilbert
• T6 QUINE: Antinomie linguistiche e semantiche
4 L’etica del Novecento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 716
T1 MACINTYRE: La crisi dell’etica • T2 WITTGENSTEIN: La dicotomia
tra fatti e valori • T3 MORDACCI: Etica applicata o etica della
sperimentazione • T4 Dichiarazione dei diritti dell’uomo: Dai diritti
ai doveri • T5 MAFFETTONE: Una fondazione etica dei diritti • T6 MOORE:
L’intuizionismo etico
5 Il diritto e lo Stato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 732
T1 FINNIS: Il giusnaturalismo • T2 RAWLS: La posizione originaria come
garanzia di equità • T3 NOZICK: Dallo stato di natura all’ordine sociale
• T4 KELSEN: Sulla coincidenza tra Stato e ordinamento giuridico
• T5 TAYLOR: L’influenza di Aristotele sul comunitarismo • T6 ARENDT:
La banalità del male
6 L’estetica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 747
T1 MERLEAU-PONTY: L’occhio e il mondo • T2 GADAMER: L’estasi nell’atto
estetico • T3 PAREYSON: La formazione dell’opera d’arte è un puro tentare
• T4 SARTRE: Lo statuto ontologico dell’opera d’arte • T5 LUKÁCS: L’arte
come rispecchiamento • T6 GAUGUIN: L’arte è un’astrazione
7 Filosofia, economia e lavoro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 760
T1 WEBER: Calvinismo ed etica del capitalismo • T2 LUKÁCS:
La reificazione delle coscienze • T3 KEYNES: La critica al liberismo puro
• T4 Onu: L’elenco dei buoni propositi
8 Intelligenza artificiale e filosofia della mente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 780
T1 TURING: Il test di Turing • T2 SEARLE: La stanza cinese • T3 ECCLES:
Il dualismo interazionista • T4 SALUCCI: Spiegazione scientifica ed esperienza
soggettiva • T5 CAROTENUTO: Il confine tra cyborg, androide e uomo
9 Filosofia e tecnica: dalle macchine ai computer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 795
T1 SHANNON: Il computer e il cervello • T2 HOFSTADTER: Intelligenza
artificiale e intelligenza umana • T3 LÉVY: La civiltà dell’intelligenza
collettiva • T4 NEGROPONTE: Gli ambienti intelligenti • T5 TURING:
Possibili obiezioni all’intelligenza artificiale
10 Sviluppo della biologia e bioetica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 814
T1 MONOD: La lotteria della vita • T2 LOMBARDI VALLAURI: L’embrione
è un individuo • T3 La legge sull’interruzione di gravidanza
• T4 BERLINGUER: Bioetica e mercato

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2727_indicev4 22-02-2008 12:10 Pagina 18

INDICE

NUOVE FRONTIERE DELLA


COMUNICAZIONE FILOSOFICA
1 La filosofia per bambini e ragazzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 835
2 La divulgazione filosofica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 836
3 La filosofia come terapia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 837
4 I «cafés philo» e i seminari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 838
5 Il bisogno di filosofia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 838
6 La filosofia e gli altri linguaggi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 839

Indice delle schede lessicali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 840


Indice degli autori antologizzati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 840
Indice dei nomi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 841
Soluzioni dei test di autovalutazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 847

IL CINEMA DELLE IDEE


Dal testo al film
Indicazioni per l’utilizzo del DVD Il cinema delle idee in relazione agli argomenti del testo

Adler, A. Freud, S. Rashomon (Akira Kurosawa)


Prendimi l’anima (Roberto Faenza) Io ti salverò (Alfred Hitchcock) L’attimo fuggente (Peter Weir)
Adorno, T. W. Marnie (Alfred Hitchcock) Marnie (Alfred Hitchcock)
Schindler’s List (Steven Spielberg) Prendimi l’anima (Roberto Faenza) Place, U.
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni Fromm, E. Viaggio allucinante (Richard Fleischer)
sospetto (Elio Petri) Prendimi l’anima (Roberto Faenza) Popper, K. R.
Arendt, H. Habermas, J. Viaggio allucinante (Richard Fleischer)
Schindler’s List (Steven Spielberg) Indagine su un cittadino al di sopra di ogni Minority Report (Steven Spielberg)
Barth, K. sospetto (Elio Petri) Putnam, H.
Decalogo 1 (Krzysztof Kie ślowski) Hanson, N. R. Matrix (Larry e Andy Wachowski)
Bergson, H. Rashomon (Akira Kurosawa) Viaggio allucinante (Richard Fleischer)
Gattaca (Andrew Niccol) Heisenberg, W. K. Reich, W.
Bloch, E. L’uomo che non c’era (Joel Coen) Schindler’s List (Steven Spielberg)
Il grande dittatore (Charlie Chaplin) Jung, C. G. Prendimi l’anima (Roberto Faenza)
Broad, C. D. Io ti salverò (Alfred Hitchcock) Russell, B.
Minority Report (Steven Spielberg) Full Metal Jacket (Stanley Kubrick) Atto di forza (Paul Verhoeven)
Campbell, C. A. Prendimi l’anima (Roberto Faenza) Sartre, J. P.
Minority Report (Steven Spielberg) Levinas, E. L’attimo fuggente (Peter Weir)
Carnap, R. Schindler’s List (Steven Spielberg) Scuola di Francoforte
Sliding Doors (Peter Howitt) Lewis, D. Il grande dittatore (Charlie Chaplin)
Chisholm, R. Sliding Doors (Peter Howitt) Indagine su un cittadino al di sopra di ogni
Minority Report (Steven Spielberg) Lyotard, J.-F. sospetto (Elio Petri)
Dreyfus, H. L. Schindler’s List (Steven Spielberg) Searle, R.
Blade Runner (Ridley Scott) Marcuse, H. A. I. Intelligenza artificiale (Steven
Prendimi l’anima (Roberto Faenza) Spielberg)
Eccles, J. C.
Viaggio allucinante (Richard Fleischer) McCarthy, J. Simon, H. A.
A. I. Intelligenza artificiale (Steven A. I. Intelligenza artificiale (Steven
Einstein, A.
Spielberg) Spielberg)
Incontri ravvicinati del terzo tipo (Steven
Spielberg) Monod, J. L. Skinner, B. F.
Gattaca (Andrew Niccol) Minority Report (Steven Spielberg)
Feyerabend, P. K.
Neoempirismo Mister Smith va a Washington (Frank Capra)
Rashomon (Akira Kurosawa)
L’uomo che non c’era (Joel Coen) Smart, J.
Filosofia analitica
Newell, A. Viaggio allucinante (Richard Fleischer)
L’uomo che non c’era (Joel Coen)
A. I. Intelligenza artificiale (Steven Taylor, R.
Foucault, M.
Spielberg) Minority Report (Steven Spielberg)
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni
sospetto (Elio Petri) Nietzsche, F. Turing, A. M.
Qualcuno volò sul nido del cuculo (Miloš 2001: Odissea nello spazio (Stanley Blade Runner (Ridley Scott)
Forman) Kubrick)

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MODULO 1

Nietzsche
쐌 La demistificazione 쐌 La demistificazione di FILOSOFIA E ALTRI LINGUAGGI
ITINERARI DI LETTURA
PROFILO

QUESTIONI CHE CONTANO

della conoscenza e della tutti i valori 쐌 Nietzsche poeta


morale 쐌 L’oltreuomo e l’eterno FILOSOFIA E CITTADINANZA
쐌 L’annuncio di Zarathustra ritorno 쐌 Contro la democrazia
쐌 Il nichilismo 쐌 La volontà di potenza 쐌 Esiste una sola verità?
쐌 La volontà di potenza FILOSOFIA E CONOSCENZA DI SÉ
쐌 Nietzsche e la cultura 쐌 La memoria e l’oblio
del Novecento

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Il contesto storico-culturale

La crisi di fine Ottocento correnza viene abbandonato con la formazione di


Nietzsche muore nel 1900, dopo un decennio in cui la grandi concentrazioni monopolistiche e lo Stato in-
pazzia gli impedisce qualsiasi produzione filosofica. terviene in misura sempre maggiore nell'economia,
Vive quindi nel XIX secolo, per quanto il suo pensiero sia esercitando un controllo diretto di alcuni settori
sia considerato rappresentativo delle dinamiche e dei produttivi, sia mettendo in atto un protezionismo
problemi che caratterizzano la filosofia del Nove- doganale finalizzato a difendere la produzione in-
cento. Egli stesso si definisce un figlio prematuro del terna dalla concorrenza estera.
secolo imminente e il suo pensiero eÁ in effetti l'e-
spressione filosoficamente piuÁ rilevante della com- Nuove forme di sapere
plessa crisi che tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del La crisi economica e sociale mette in discussione i
Novecento rimette in discussione le certezze e i valori grandi miti del Positivismo: il progresso e la scienza.
dominanti sino a quel momento. Il modello scientifico basato sulla fiducia nel dato e
In ambito socio-economico la fine del XIX secolo nell'esperienza oggettivamente intesa, di per se si-
vive la cosiddetta «seconda rivoluzione industriale», gnificante e univoca, lascia il posto, in matematica e
che eÁ caratterizzata da un duplice processo: da un in fisica, a paradigmi piuÁ articolati. Le geometrie non
lato si assiste a un poderoso sviluppo tecnologico, euclidee trovano giaÁ un'ampia diffusione nel-
con lo sfruttamento di nuove fonti di energia (pe- l'Ottocento e le discussioni e le scoperte di fine se-
trolio ed elettricitaÁ) e con la nascita del motore a colo preparano ormai la strada alla teoria della
scoppio, del telegrafo, della radio, del cinematografo relativitaÁ e a quella dei quanti.
ecc.; dall'altro lato si verifica la prima grande crisi di A tali processi si accompagna la ridefinizione dei
sovrapproduzione del capitalismo ottocentesco. Il valori morali, che prelude alla scoperta e all'analisi
periodo di depressione economica eÁ prolungato (dal della dimensione a-razionale e istintuale come base
1873 al 1893 circa) ed eÁ dovuto a un aumento di dell'agire umano. In questo contesto generale si
produzione non compensato da una crescita ade- colloca la riflessione di Nietzsche, che procede a una
guata del mercato. In seguito alle difficoltaÁ econo- sistematica «inversione di tutti i valori», propone
miche vengono messi in discussione i princõÁpi del una nuova concezione dell'uomo e anticipa impor-
liberismo tradizionale: il sistema della libera con- tanti concetti freudiani.
1840

1860

NIETZSCHE E IL SUO TEMPO 1872


La nascita della tragedia
1869
1844 ottiene la cattedra
nasce a Röcken, di filologia classica a Basilea
vicino a Lipsia 1868
conosce
Richard Wagner

1859 1870
Darwin, unificazione
L’origine delle specie della Germania
1876
Wagner inaugura
il nuovo teatro a Bayreuth

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IL CONTESTO

I LUOGHI DELLA VITA Nel 1878 comincia la


DI NIETZSCHE cosiddetta «fase illuministica»
Personaggio irrequieto e del suo pensiero, che delinea
tormentato, nel corso della una critica radicale agli assunti
sua vita Nietzsche attraversa del Positivismo e alla morale.
diversi luoghi, spostandosi piuÁ L'anno seguente lascia
volte fra la Germania, l'insegnamento universitario
la Svizzera e l'Italia. Nato e si dedica alla stesura di CosõÁ
il 15 ottobre 1844 a RoÈcken, parloÁ Zarathustra.
un villaggio vicino a Lipsia, Fra il 1888 e il 1889 Nietzsche
frequenta l'universitaÁ prima risiede a Torino, dove agli inizi
a Bonn, poi a Lipsia. Dal del 1889 eÁ colto da una crisi di Bonn Lipsia
1869 eÁ a Basilea, dove insegna follia. Rientrato in Germania,
filologia classica e compone La e affidato alle cure della madre Weimar
nascita della tragedia dello e della sorella, muore a
spirito della musica. Weimar nel 1900.
Bayreuth

Basilea

Torino

1879
1880

1900

1920

lascia l’insegnamento accademico


1882 1887
La gaia Genealogia della morale 1900 1906
scienza 1889 muore edizione di La volontà di potenza
1888 a Weimar curata dalla sorella
1883-85 è colto
Così parlò Il crepuscolo dalla crisi
Zarathustra degli idoli di follia
a Torino

1895 1900
affaire Dreyfus in Francia Freud,
L’interpretazione
1895 dei sogni
D’Annunzio, 1914
La vergine delle rocce scoppia la Prima
1896 guerra mondiale
Strauss compone il poema
sinfonico Così parlò Zarathustra

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Uno sguardo d'insieme

La filosofia di Nietzsche eÁ importante soprattutto per prospettiva, dobbiamo dare a ogni istante della no-
la radicale critica alle certezze, sia morali sia scien- stra vita il nostro significato, riconoscerlo come no-
tifiche. In particolare egli critica da un lato il Positi- stro, come voluto.
vismo, dall'altro la morale cristiana. La fine delle La critica alla morale cristiana porta al rifiuto della
certezze che per millenni l'uomo non ha messo in morale in quanto tale (nichilismo). EÁ necessario
discussione viene espressa da Nietzsche mediante la dunque un rovesciamento, una «trasvalutazione» di
metafora della morte di Dio, ucciso dagli uomini. La tutti i valori, condannando cioÁ che eÁ stato conside-
morte di Dio significa il venir meno di qualsiasi rato «buono» come debole, fiacco, inibitore del-
punto di riferimento; l'uomo eÁ solo nell'universo e l'azione, e affermando invece il «malvagio» come cioÁ
per essere all'altezza di cioÁ che ha compiuto e delle
che eÁ forte, attivo, creatore.
sue conseguenze, deve farsi egli stesso Dio, deve di-
In sostituzione di tutti i moventi etici Nietzsche
ventare egli stesso creatore di valori, dato che ormai
introduce il concetto di «volontaÁ di potenza»: tutti gli
non puoÁ piuÁ riceverli dall'esterno.
L'uomo deve andare oltre se stesso, diventare organismi viventi agiscono per accrescere la propria
«oltreuomo». EÁ «oltreuomo» chi non trova piuÁ il potenza, intesa come vitalitaÁ fisica. Anche l'uomo, al
senso del mondo nel mondo stesso o in Dio, ma daÁ di laÁ dei motivi che puoÁ addurre, agisce per soddi-
egli stesso significato al mondo. Il concetto di ol- sfare questa tendenza naturale: non per la morale,
treuomo eÁ strettamente legato alla teoria dell'eterno non per i valori, ma unicamente per accrescere la
ritorno dell'uguale: se viviamo nella convinzione che propria potenza vitale. Chi eÁ capace di liberarsi dei
ogni nostro atto torneraÁ infinite volte, sempre condizionamenti della morale e di agire secondo la
uguale, per l'eternitaÁ, per poter accettare questa sua volontaÁ di potenza eÁ «oltreuomo».

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1. La demistificazione della conoscenza e della morale PROFILO

.1. La demistificazione della conoscenza


e della morale

Il dionisiaco e la storia
Le due Al centro dei primi saggi di Nietzsche eÁ il problema della genesi storica della morale e dei
anime
del mondo
valori, un tema che caratterizzeraÁ anche molte delle opere successive. Nel saggio La nascita
greco della tragedia dallo spirito della musica Nietzsche coniuga la sua formazione di filologo con
la ricerca filosofica. L'Occidente si eÁ creato un'immagine idealizzata della grecitaÁ, fatta di
equilibrio e di controllo delle passioni, poiche il mondo greco viene identificato con l'Atene
di Pericle, dei sofisti e di Socrate. Nella cultura greca invece, accanto alla visione del mondo
caratterizzata dalla misura, dalla moderazione e dalla serenitaÁ, esiste anche un'altra tradi-
zione, quella orfico-dionisiaca, che costituisce l'aspetto nascosto, vitale e per certi versi
inquietante della grecitaÁ e che emerge in alcuni miti o nei rituali orgiastici. Secondo
Nietzsche non si comprende il mondo greco, se non si tengono presenti queste due diverse
anime.
Apollineo Questi due elementi dello spirito greco, distinti e contrapposti, ma in rapporto costante e
e dionisiaco fecondo fra loro, vengono definiti rispettivamente «apollineo» e «dionisiaco». Il primo eÁ
proprio di una visione del mondo fondata sulla ragione, sull'autocontrollo, ma anche sulla
Á e della naturalitaÁ; il secondo, per contro, eÁ
repressione del piacere, degli istinti, della vitalita

l'esaltazione dell'entusiasmo per la vita, fino all'ebbrezza e all'orgia; eÁ la liberazione del-


l'uomo naturale che gode del corpo e della natura, ma eÁ anche manifestazione di forze

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MODULO 1 Nietzsche

NOTIZIE BIO-BIBLIOGRAFICHE
Nato il 15 ottobre 1844 a RoÈcken, un smo. Appartengono a questo periodo Aurora (1881) e
villaggio vicino a Lipsia, dopo gli studi La gaia scienza (1882).
ginnasiali Nietzsche frequenta per due Nel 1879 lascia l'insegnamento all'universitaÁ. Negli
anni i corsi di teologia e di filologia anni immediatamente successivi Nietzsche scrive la sua
all'universitaÁ di Bonn, poi continua gli opera piuÁ nota, CosõÁ parloÁ Zarathustra (1883-85), che eÁ
studi di filologia classica presso l'universitaÁ di Lipsia. l'atto di fondazione di una nuova filosofia.
La lettura di Schopenhauer lo avvicina alla filosofia. Negli scritti posteriori, Al di laÁ del bene e del male
Nel 1868 conosce il compositore Richard Wagner con (1886) e la Genealogia della morale (1887), la demi-
cui nasce uno stretto legame che dureraÁ alcuni anni. stificazione dei valori morali diventa sistematica, sino a
A Basilea, dove dal 1869 ricopre la cattedra di filolo- condurre a quella «trasvalutazione di tutti i valori» che
gia classica, compone il saggio La nascita della tra- avrebbe dovuto trovare una compiuta espressione in
gedia dallo spirito della musica (1872). Tra il 1873 e il un'opera, La volontaÁ di potenza, che tuttavia Nietzsche
1876 scrive le quattro Considerazioni inattuali, su Da- non riesce a portare a termine. Degli ultimi scritti Il
vid Strauss (1873), Sull'utilitaÁ e il danno degli studi crepuscolo degli idoli eÁ del 1888. L'Anticristo e l'auto-
storici per la vita, su Schopenhauer come educatore biografia, Ecce homo, usciranno postumi.
(1874) e infine su Wagner (Richard Wagner a Bayreuth, Fra il 1888 e il 1889 Nietzsche risiede a Torino, dove
1876). Con la pubblicazione della prima parte di agli inizi del 1889 eÁ colto dalla crisi di follia da cui non
Umano, troppo umano, nel maggio del 1878, inizia riusciraÁ piuÁ a riprendersi. Trascorre gli anni successivi in
quello che eÁ stato definito il «periodo illuministico» di stato di semicoscienza, affidato prima alle cure della
Nietzsche, caratterizzato da una critica radicale dei madre poi a quelle della sorella, Elisabeth FoÈrster
valori morali e delle certezze scientifiche del Positivi- Nietzsche. Muore a Weimar nell'agosto del 1900.

distruttive e istintuali. Sul piano artistico l'apollineo si esprime nelle forme armoniche della
scultura, il dionisiaco si esprime nella musica.
La tragedia Apollineo e dionisiaco sono due aspetti dell'animo umano che nella classicitaÁ greca hanno
come sintesi trovato una sintesi nella tragedia, dove alla razionalitaÁ apollinea della trama e dei personaggi
di apollineo
e dionisiaco si affianca l'elemento dionisiaco rappresentato dal coro e dalla musica.

La colpa L'equilibrio fra apollineo e dionisiaco espresso nella tragedia si eÁ rotto con Socrate e con il
di Socrate socratismo. Per Nietzsche Socrate ha la colpa di aver inaugurato una filosofia responsabile
della repressione degli istinti vitali a vantaggio della morale dell'autocontrollo e della li-
mitazione di seÂ. EÁ la repressione che ha messo l'uomo in contrasto con se stesso, de-
terminando la nascita della morale, e che ha
avviato una tradizione di pensiero che
nella cultura occidendale saraÁ con-
fermata e perpetuata dal
cristianesimo.
Il limite maggiore della
morale socratica eÁ di essere
una morale della rinuncia, e
in particolare della rinuncia
alla naturalitaÁ e all'afferma-
zione di seÂ. Per Nietzsche
nell'Ottocento questa con-
Pittore di Sabouroff, Uomini travestiti da donne in chitone, in una scena
cezione eÁ stata riaffermata e di tragedia greca nel corso di celebrazioni dionisiache, 460 a. C., raffigurazione
rinforzata dalle filosofie che, vascolare da cratere greco (Malibu, California, Paul Getty Museum).

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1. La demistificazione della conoscenza e della morale PROFILO

come quella hegeliana, hanno operato una sorta di divi-


nizzazione della storia. Se infatti la storia viene concepita
come un processo razionale e necessario, al suo interno
l'uomo cessa di avere un ruolo, perche ogni evento si in-
serisce in una catena giaÁ determinata.
Le Tra il 1873 e il 1876 Nietzsche pubblica le quattro Consi-
Considera- derazioni inattuali, il cui titolo sottolinea l'intento da parte
zioni
inattuali del loro autore di porsi in contrapposizione con la cultura
e la prevalente del tempo. La seconda considerazione, intitolata
concezione Sull'utilitaÁ e il danno della storia per la vita, eÁ scritta nel 1873
della storia
e pubblicata l'anno seguente a Basilea. In questo saggio
Nietzsche descrive tre diverse tipologie di storia: critica,
antiquaria e monumentale. Ciascuno di questi modi di
studiare la storia puoÁ servire alla vita, ma, se utilizzato in
maniera non corretta, o nel caso in cui si determini un
«eccesso di storia», «la vita intristisce e degenera» (Sul-
l'utilitaÁ e il danno della storia per la vita, p. 3). La storio-
grafia critica, l'atteggiamento di critica verso il passato, eÁ
utile in quanto consente di riconoscerne i limiti e gli errori, Socrate , I secolo d. C., affresco

in una casa romana di Efeso (Selcuk,


ma puoÁ essere negativa se impedisce di cogliere i legami che Ephesus Archaeological Museum).

esistono con quel passato. D'altro canto la storiografia


antiquaria, l'amore per il passato, puoÁ conservare tali legami e alimentare un sentimento di
fedeltaÁ alle proprieradici, ma puoÁ indurre a una venerazione del passato che si traduce in rifiuto
del cambiamento. La storiografia monumentale, infine, eÁ quella che del passato enumera le
grandi imprese, gli eroi, i successi. Anche la sua funzione eÁ ambivalente a seconda del-
l'atteggiamento di chi la considera: se all'uomo attivo fornisce esempi di una grandezza che si eÁ
realizzata e dunque eÁ ancora possibile, puoÁ peroÁ anche favorire una mitizzazione del passato e
inibire l'azione nel presente, oppure suscitare temerarietaÁ e fanatismo.
La divinizza- Nell'epoca moderna, secondo l'analisi di Nietzsche, la convergenza tra socratismo, storici-
zione smo idealistico e Positivismo, ha determinato una concezione della storia in base alla quale
della storia
il divenire si svolge secondo un ordine necessario, che l'uomo, ridotto a spettatore, puoÁ
conoscere, ma non modificare. La storiografia critica puoÁ evitare il rischio dell'eccesso di

PER IL DIBATTITO

«Apollineo» e «dionisiaco» come visioni del mondo


L'antropologa americana Ruth Benedict (1887-1948), una delle Á
piu importanti del Novecento, ha

applicato le categorie di «apollineo» e «dionisiaco» alle diverse culture, considerandole come

espressione di due vere e proprie visioni del mondo. Possiamo confrontarci con esse, chiedendoci se la

Á sia prevalentemente «apollinea» (senso della misura, del dovere, dello svolgimento
nostra personalita

dei nostri compiti sociali ecc.), oppure «dionisiaca» (ricerca delle emozioni forti, sentirsi tutt'uno con gli

altri e con la natura, infrangere le convenzioni e gli obblighi sociali ecc.).

O Discuti queste due categorie con i tuoi compagni, cercando di evidenziare gli aspetti positivi e

Á in relazione a questi due modi


negativi di ognuna. Analizza poi in un testo scritto la tua personalita

di essere.

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MODULO 1 Nietzsche

 puo
storia ed evitare una paralisi dell'azione, poiche Á utilizzare il passato come strumento

per progettare il cambiamento.

Il responsabile maggiore della divinizzazione della storia contro l'affermazione della vita e
Á Hegel. Secondo Nietzsche le conseguenze negative della
contro l'iniziativa dell'individuo e
concezione hegeliana della storia sono principalmente due: da una parte il presente risulta
necessitato dal passato e dunque nessuna trasformazione voluta dagli uomini e Á possibile;
Á interpretato come
dall'altra il passato e teleologicamente indirizzato Á
al presente e percio
privo di un significato proprio. Contro questa concezione paralizzante della storia Nietzsche
Á della
sottolinea come la vita abbia bisogno di «oblio» e di un certo grado di incoscienza, cioe
riaffermazione del possibile e della progettazione del futuro.

LA STORIA E LA CULTURA DEL TEMPO


Lou Andreas SalomeÂ: un'intellettuale donna
Louise Salome (1861-1937), detta Lou, eÁ una figura- Lou convive per cinque anni a Berlino con ReÂe, in un
simbolo dell'emancipazione femminile di fine Otto- rapporto intellettuale che non diventa mai amore fisico;
cento. Nata a Pietroburgo da un generale ugonotto, in seguito, lasciato ReÂe, sposa il linguista Friedrich Carl
studia filosofia sotto la guida di un pastore protestante, Andreas. Questo legame dureraÁ fino alla morte di lui,
Hendrik Gillot, leggendo Kant, Schopenhauer, Kierke- avvenuta nel 1930, tuttavia non le impedisce di viag-
gaard, Fichte, ma anche testi buddisti e induisti. Rifiutata giare e di avere altre relazioni.
la proposta di matrimonio di Gillot, incomincia a viag- Nel 1897 Lou incontra Rainer Maria Rilke (1875-1926),
giare per l'Europa, secondo quello che diventeraÁ il suo allora un giovane poeta sconosciuto, e se ne innamora.
stile di vita. La sua prima tappa eÁ Roma, dove giunge nel Lo conduce due volte in Russia, facendogli conoscere tra
1882 e frequenta la casa della scrittrice tedesca Malwida gli altri Tolstoj (1828-1910) e influenzando profonda-
von Meysenbug (1816-1903), che aveva partecipato alle mente la sua produzione poetica futura. L'amore con
rivoluzioni del 1848 aderendo a posizioni democratiche Rilke dura pochi anni, fino al 1901, quando il poeta sposa
e che rappresentava un modello di donna emancipata la scultrice tedesca Clara Westhoff (1878-1954), ma l'a-
come Lou voleva diventare. Presso la Meysenbug Lou micizia fra i due continueraÁ per tutta la loro vita.
conosce Paul ReÂe (1849-1901), amico fraterno di Nietz- Nel 1911 Lou partecipa a Weimar al Congresso della
sche. EÁ proprio ReÂe a chiamare a Roma Nietzsche per societaÁ internazionale di psicoanalisi e si entusiasma per
fargli conoscere Lou e per iniziare insieme un rapporto questa nuova disciplina. Si trasferisce allora per sei mesi
intellettuale a tre, che dura per alcune settimane. a Vienna, dove tra il 1912 e il 1913 segue i corsi di
Nietzsche si innamora di Lou e la chiede in sposa, ma Freud, del quale eÁ allieva e amica, diventando psicoa-
riceve un rifiuto. Lou, nalista di professione. Nel 1923 si stabilisce definitiva-
invece, si lega a ReÂe, mente a GoÈttingen, dove il marito era stato chiamato
anche se il rapporto come docente universitario, e vi apre uno studio di
con Nietzsche la se- psicoanalisi che avraÁ un certo successo.
gneraÁ profondamen- Della sua produzione letteraria fanno parte alcuni
te dal punto di vista romanzi (Ruth, 1895, e Rodinka, 1922), una Vita di
intellettuale e le ispi- Nietzsche e alcuni saggi, fra cui in particolare Erotismo
reraÁ il suo primo libro, (1910), in cui sostiene che sia nell'amore sessuale, sia
Alla ricerca di Dio, nella creazione artistica, sia nell'ascesi religiosa si ma-
(1885), sul tema della nifesta la stessa forza vitale, e Il mio ringraziamento per
morte di Dio. Freud (1931), scritto in occasione dei 75 anni del
maestro.
Importanti sono anche gli epistolari con Nietzsche,
con ReÂe, con Rilke e con Freud; quest'ultimo pubblicato
Friedrich Nietzsche
fotografato insieme
in Italia con il titolo Eros e conoscenza: lettere 1912-1936.
a Lou Andreas-Salome La sua autobiografia, intitolata La mia vita, viene pub-
e Paul ReÂe. blicata postuma nel 1951.

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5. La demistificazione della conoscenza e della morale PROFILO

FILOSOFIA PER IMMAGINI

Apollineo e dionisiaco
Nel suo saggio del 1872, La nascita della tragedia, 2) Lo spirito dionisiaco eÁ ec-
Nietzsche descrive i due principi contrapposti della cessivo, irruente e coinvolgente,
spiritualitaÁ umana, l'apollineo e il dionisiaco. in definitiva «vitale» in quanto
strettamente connesso alle pul-
1) Lo spirito apollineo eÁ armonioso, proporzionato ed sioni istintuali. In arte si esprime
equilibrato. In arte si esprime prevalentemente nella prevalentemente nelle forme
forme dell'architettura e della scultura, fondate piuÁ di della musica e della danza. Se-
ogni altra espressione artistica su valori di stabilitaÁ, sim- gue la via di Dionisio chi privi-
metria e rigore. Segue la via di Apollo chi privilegia il legia l'aderenza ai ritmi della 2. La vitalitaÁ del
pensiero speculativo e razionale, chi elabora teorie fonda- natura e della vita rispetto a dionisiaco
te sulle nozioni di misura, significato, rappresentazione. quelli dettati dalla razionalitaÁ, Scopas, MeÂnade
chi esalta l'energia, la giovi- danzante, copia
nezza, la salute e la passione. romana dell'originale
del IV secolo a. C.,
1. L'armonia dell'apollineo 3) Nel suo celebre dipinto La marmo (Dresda,
Lisippo, ApoxyoÁmenos, copia danza il pittore francese Henry Skulpturensammlung).
romana dell'originale del Matisse (1869-1954) riprende il
320 circa a. C., marmo tema della danza scomposta e disarticolata delle me-
(Roma, Vaticano, Museo nadi, che nell'antica Grecia caratterizzava i riti dionisiaci.
Pio-Clementino).
La danza orgiastica esprime un'incredibile energia vitale
e si svolge a livello cosmico, letteralmente mettendo il
mondo sotto i piedi (nota come la curvatura della Terra
risenta incurvandosi del peso dei corpi).

3. La danza orgiastica
H. Matisse, La danza, 1909, olio su tela
(New York, Museum of Modern Art).

ATTIVITAÁ
O Osserva la fig. 1. Quali sono gli elementi che conferiscono equilibrio e naturalezza alla
composizione? Come eÁ reso il movimento?
O Puoi notare le stesse caratteristiche nella scultura di Scopas (fig. 2)?
O Osserva nel quadro di Matisse le figure dell'uomo e della donna in basso a sinistra, protesi per
chiudere il cerchio. Che cosa suggerisce secondo te questo particolare?

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MODULO 1 Nietzsche

La chimica della morale


Un filosofo La critica a una storiografia che nega la vita in nome di una razionalitaÁ astratta procede
del sospetto parallelamente all'analisi dei presupposti e della genesi della morale e dei valori che la
fondano. A partire da Umano, troppo umano (1878), per proseguire con La gaia scienza (1882),
fino alla Genealogia della morale (1887) e alle opere degli ultimi anni, Nietzsche sottopone le
certezze dell'Occidente all'esame della «scuola del sospetto». Questa celebre definizione eÁ del
filosofo francese Paul Ricoeur e si riferisce a un passo di Nietzsche stesso: «I miei scritti sono
stati chiamati una scuola di sospetto e ancor piuÁ di disprezzo» (Umano, troppo umano, p. 3).
Con essa Ricoeur fa riferimento alle filosofie che individuano dietro alle scelte e ai com-
portamenti morali motivi diversi da quelli dichiarati: per Marx, ad esempio, i motivi reali sono
quelli socio-economici, per Freud le pulsioni inconsce. Questa demistificazione della morale
fa del pensiero di Nietzsche una filosofia della crisi, che LukaÂcs accomuna al pensiero di
Schopenhauer e di Kierkegaard come espressione dell'irrazionalismo ottocentesco.
Tuttavia, se eÁ vero che il pensiero nietzscheiano, come quello degli altri filosofi ricordati,
allarga l'analisi agli aspetti arazionali dell'uomo, lo fa per individuare nell'irrazionalitaÁ l'o-
rigine nascosta della razionalitaÁ cosciente. EÁ l'operazione che Nietzsche definisce «chimica
della morale», consistente nello scomporre i valori nelle loro componenti elementari, che
spesso sono istintuali ed egoistiche.
Lo studio In questo senso Nietzsche anticipa alcuni aspetti approfonditi in seguito da Freud, tanto eÁ
dell'incon- vero che alcuni degli aforismi di Umano, troppo umano hanno un chiaro significato psi-
scio
coanalitico. Nietzsche stesso, d'altra parte, eÁ il primo a utilizzare, per indicare l'inconscio, il
termine «Es», che saraÁ una nozione centrale nel pensiero di Freud.
RazionalitaÁ Nelle opere ricordate degli anni 1878-87 Nietzsche ripercorre l'origine e la storia dei valori e
e vita dei sentimenti per individuarne, al di laÁ della loro sacralitaÁ apparente, il carattere «umano,
AA T1 troppo umano». A proposito di questi scritti si eÁ parlato di un periodo illuministico nella
produzione di Nietzsche. Infatti, oltre alla dedica a Voltaire di Umano, troppo umano,
Nietzsche, come gli illuministi, sottopone valori secolari al vaglio dissacrante della ra-
gione. Inoltre il suo pensiero risente di influenze positiviste; Nietzsche propone infatti
un'interpretazione evoluzionistica della morale, intesa come strumento di adattamento per
l'autoconservazione. Ma, al di laÁ di queste considerazioni, il nucleo teorico di questo gruppo
di scritti, come sottolinea Gianni Vattimo, eÁ la contrapposizione tra veritaÁ-razionalitaÁ e
vita. In questo binomio Illuminismo e Positivismo appartengono al primo termine, mentre
Nietzsche si colloca decisamente a favore del secondo. La ragione eÁ importante solo nella
misura in cui si concilia con l'impulso vitale, ma contiene in seÂ, se enfatizzata, il pericolo di
reprimerlo. Storicamente questo eÁ avvenuto con il prevalere dell'apollineo, che eÁ appunto la
ragione in quanto negazione della vita.
Morale La conclusione di Nietzsche non eÁ peroÁ pessimistica: se eÁ vero che la morale eÁ prodotta da
e impulso egoismi e da istinti sublimati, se l'uomo ne eÁ strumento condizionato e non attore consa-
vitale
pevole, tutto cioÁ dipende dal prevalere del socratismo, che ha imposto la morale contro la
AA T2 vita. Come nell'antica tragedia greca eÁ dunque necessario recuperare l'impulso vitale, il
Á , coniugando saggezza e innocenza e mettendo la
dionisiaco, e conciliarlo con la razionalita
ragione non contro alla vita, ma al servizio di essa.
Le false La critica alle certezze storiche non riguarda soltanto i valori morali, ma anche la sfera della
certezze conoscenza. Anche gli strumenti conoscitivi di cui ci serviamo per costruire la nostra im-
della
conoscenza
magine del mondo hanno origini istintuali che rimangono di solito inconsce. L'analisi del-
l'origine di cioÁ che consideriamo conoscenza del mondo che ci circonda, importante anche in
Umano, troppo umano, diventa il tema centrale di La gaia scienza, in cui Nietzsche sottopone a
critica persino la certezza degli assiomi generali della logica, di cui indaga l'origine.

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1. La demistificazione della conoscenza e della morale PROFILO

La scienza Per Nietzsche la logica, e in generale la scienza, non produce una conoscenza vera del mondo,
come valore ma un'interpretazione di esso. Questa interpretazione va considerata nelle sue conseguenze
legato alla
prassi pratiche, nella misura in cui anch'essa e Á propriamente un insieme di valori; come tale anche
AA T2
alla scienza viene applicata la critica radicale a cui eÁ stata sottoposta la morale, affincheÂ
anch'essa possa essere superata. La nozione di identitaÁ, ad esempio, non eÁ applicabile in senso
proprio all'esperienza, perche due cose esistenti non sono mai identiche; ma la tendenza, di
per se illogica, a considerare uguali cose simili, per classificarle e reagire ad esse nello stesso
modo, eÁ stato uno strumento importante di adattamento all'ambiente. La scienza non
rappresenta qualcosa di intrinsecamente vero, bensõÁ un valore a cui si eÁ arrivati a credere.
Questa credenza eÁ stata determinata e condizionata storicamente, per cui questo comporta la
negazione di ogni criterio di oggettivita Á e di ogni pretesa di verita Á . Nietzsche contesta alla

radice i principi del Positivismo: la fede nella possibilitaÁ di accertare dati oggettivamente
fondati, l'affermazione di una veritaÁ comunque intesa. Queste certezze non sono altro che una
forma di adattamento all'ambiente, nel senso che la visione del mondo prodotta dagli assiomi
o dai postulati della scienza consente un'interazione con il mondo che si eÁ rivelata piuÁ efficace
di altre. Secondo questa concezione la conoscenza si traduce in ultima analisi in prassi e non si
differenzia sostanzialmente dalla morale: scienza e morale si sono rivelate storicamente
sistemi validi di adattamento all'ambiente.

La morte di Dio
La critica L'analisi di Nietzsche non si limita alla problematizzazione della morale cosõÁ come si eÁ
alla morale affermata storicamente, ma mette in questione l'esistenza di un qualsiasi fondamento della
in quanto
tale morale stessa, cosõÁ come della scienza. Di conseguenza Nietzsche pone in discussione non
AA T3
una morale, ma la legittimitaÁ stessa della morale in quanto tale. La fine di ogni fondamento
AA T5 morale, di ogni significato in qualche modo giaÁ assegnato alla vita, eÁ espresso da Nietzsche
con l'immagine della morte di Dio.
Il significato La morte di Dio (la morte, non la non esistenza) equivale alla fine di tutti i valori esistenti e
della morte al venir meno di ogni punto di riferimento per poterne stabilire di nuovi. Al tempo stesso
di Dio
questo evento esalta la responsabilitaÁ umana, perche gli uomini devono essi stessi «di-
AA T4 ventare deÁi» e trovare in se il «senso» della vita che nessun punto di riferimento esterno puoÁ
T6
piuÁ dare loro: sono gli uomini stessi a dover diventare la sorgente di tutti i valori. EÁ per
AA

questo, come leggiamo nel quinto libro di La gaia scienza, aggiunto nel 1887, che l'annuncio
della morte di Dio non provoca sgomento, ma sollievo, perche rappresenta il riaprirsi delle
possibilitaÁ, l'emancipazione dell'uomo che, senza piuÁ guida, non ha altra alternativa che
quella di fondare su se stesso un nuovo senso morale.
La nuova responsabilitaÁ di cui l'uomo deve farsi carico eÁ espressa da Nietzsche con la
cosiddetta teoria dell'«eterno ritorno dell'uguale», che costituiraÁ il motivo centrale di CosõÁ
parloÁ Zarathustra.

GUIDA ALLO STUDIO


O Che cos'eÁ il dionisiaco? Qual eÁ la differenza rispetto all'apollineo? Che cosa ha rotto l'equilibrio che si
era stabilito nel mondo greco fra i due elementi?
O Quali sono le principali tipologie di storiografia? Perche la storia critica puoÁ essere utile? E percheÂ, se in
eccesso, diventa negativa?
O Chi eÁ responsabile della «divinizzazione della storia»? Che cosa significa quest'espressione?
O Che cosa significa «chimica della morale»?
O Che cosa simboleggia la «morte di Dio»? Quali sono le sue conseguenze?

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MODULO 1 Nietzsche

FONTI E SCRITTI
La struttura e il contenuto di CosõÁ parloÁ Zarathustra
CosõÁ parloÁ Zarathustra costituisce una svolta netta dal Nella seconda parte Zarathustra ritorna sulle monta-
punto di vista stilistico nella produzione di Nietzsche. gne, seguito soltanto dai suoi fedeli animali. Egli aspetta,
Non eÁ un saggio ne una raccolta di aforismi. EÁ stato de- «come un seminatore che ha gettato il suo seme» (CosõÁ
finito un poema in prosa e ha la forma del racconto parloÁ Zarathustra, p. 97), che gli uomini siano pronti per
allegorico, denso di metafore e suddiviso in episodi o ricevere l'annuncio delle due grandi veritaÁ intorno alle
quadri che si presentano come parabole. In effetti il quali ruota tutta l'opera, il superuomo e l'eterno ritorno.
modello piuÁ vicino, sia per il tema sia per la forma, eÁ il Quando, dopo alcuni anni, torna tra i suoi discepoli,
Vangelo: il tono eÁ profetico e il tema di fondo eÁ l'an- propone loro altre parabole, questa volta di tono diverso:
nuncio. Del Vangelo Nietzsche riprende volutamente al- esse non contengono piuÁ soltanto la critica dei vecchi
cuni elementi, sia stilistici («In veritaÁ vi dico...» come valori, ma suggeriscono la creazione dei nuovi, attraverso
premessa dell'enunciazione delle tesi piuÁ significative), immagini liriche e musicali. La parte centrale eÁ occupata
sia strutturali (ad esempio l'esposizione delle caratteri- dai grandi canti di Zarathustra: Il canto della notte (vedi
stiche del superuomo modellata sul Discorso delle beati- T13, p. 66), Il canto della danza, dedicato alla vita, e Il
tudini, la richiesta di miracoli che viene fatta a Zarathu- canto dei sepolcri dedicato al rimpianto per gli ideali e le
stra). Tuttavia i contenuti non potrebbero essere piuÁ di- illusioni della gioventuÁ; questi ultimi sono leopardiani
versi: Zarathustra rifiuta di operare miracoli e le sue nello stile e nel pessimismo, che tuttavia viene riscattato
«beatitudini» sono l'esaltazione di una morale diame- dall'affermazione della volontaÁ e dal «dire sõÁ alla vita».
tralmente opposta a quella cristiana. Questa parte si chiude con l'immagine del fanciullo:
I quattro libri del poema sono stati scritti quasi di per affermare il nuovo uomo occorre tramontare a se
getto tra l'inverno del 1883 e quello del 1885. Il racconto stessi, rinascere come fanciulli, senza un passato. Zara-
serve soltanto come cornice per le parabole, i discorsi e le thustra torna ancora una volta sulle montagne, per ri-
metafore, che costituiscono il vero contenuto dell'opera. nascere ed essere pronto per l'annuncio.
Ognuna delle quattro parti eÁ conclusa in se e infatti esse
vengono stampate separatamente, come continuazioni La terza parte eÁ la piuÁ importante dal punto di vista
l'una dell'altra. filosofico. Dopo «l'ultima solitudine», Zarathustra decide
CosõÁ parloÁ Zarathustra si apre con una Prefazione nella di lasciare le isole Beate, dove si eÁ svolta l'azione prece-
quale il profeta annuncia il superuomo alla folla senza dente, e di attraversare il mare. Sulla nave rimane per due
essere capito. Decide allora di parlare solo per pochi, di giorni in silenzio. Infine decide di affidare il suo annuncio
cercare compagni di viaggio che siano pronti per il
grande annuncio. La Prefazione si chiude con la comparsa
degli animali che seguiranno Zarathustra nelle sue pe-
regrinazioni: l'aquila e il serpente, «l'animale piuÁ orgo-
glioso sotto il sole e l'animale piuÁ intelligente sotto il
sole» (CosõÁ parloÁ Zarathustra, p. 19). Gli animali com-
paiono nel pieno meriggio (metafora della veritaÁ): l'aquila
vola a larghi cerchi (il cerchio eÁ il simbolo dell'eterno
ritorno) con un serpente inanellato intorno al collo, che
ha la stessa funzione simbolica.

La prima parte, I discorsi di Zarathustra, si conclude


con il commiato dai discepoli e l'annuncio del superuomo:
«Morti sono tutti gli deÁi: ora vogliamo che il superuomo
viva» (CosõÁ parloÁ Zarathustra, p. 93). I ventidue Discorsi
sono in effetti la preparazione di questo annuncio. Essi
costituiscono la pars destruens dello Zarathustra, la critica
ai valori tradizionali (l'idealismo, l'amore per il prossimo, la
svalutazione del corpo ecc.), che serve a creare un vuoto Friedrich Nietzsche, manoscritto di O Mensch! Gib acht!
interiore nel quale l'annuncio possa trovare posto. da Das trunkene Lied, in CosõÁ parloÁ Zarathustra.

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non ai suoi discepoli, ma ai marinai, abituati a sfidare


«mari terribili», «temerari della ricerca e del tentativo»,
«ebbri di enigmi»; narra quindi a loro la visione del-
l'eterno ritorno e della nascita del superuomo (vedi T7,
p. 54). All'annuncio seguono i canti solari, quelli del
«grande meriggio» (Della beatitudine non voluta e Prima
che il sole ascenda), i canti dell'affermazione della vita e
della volontaÁ. Zarathustra eÁ ormai, come il pastore che
conclude La visione e l'enigma, un «trasfigurato», libero
dalla necessitaÁ di un fondamento per i propri valori, li-
bero da Dio e da cioÁ che ha rappresentato.
Tornato alla sua isola e alla sua montagna, Zarathu-
stra elabora nuovi discorsi e nuove parabole, ma adesso
nella forma del sogno e del monologo. Ripercorrendo
dentro di se le avventure passate e la trasformazione
che ha vissuto, procede sistematicamente alla «inver-
sione» o «trasmutazione di tutti i valori». Le massime del
Vangelo vengono riprese nel linguaggio e nella forma,
ma con un significato opposto: non bisogna amare il
prossimo, ma «imparare ad amare se stessi» (CosõÁ parloÁ
Zarathustra, p. 235); bisogna creare nuovi valori e far sõÁ
«creando, che qualcosa sia buono o cattivo» (CosõÁ parloÁ
Zarathustra, p. 240); bisogna ± ed eÁ il significato del-
l'eterno ritorno ± «redimere il passato nell'uomo e ri- Il racconto eÁ lineare, anche se solo apparentemente
creare ogni ``cosõÁ fu'', finche la volontaÁ dica: ``Ma cosõÁ semplice. Dalla sua caverna Zarathustra ode un grido.
volli che fosse! CosõÁ vorroÁ che sia''» (CosõÁ parloÁ Zara- Riconosce la voce dell'uomo superiore e si pone alla sua
thustra, p. 242). ricerca. Lungo il cammino incontra personaggi strani e
Rivolgendosi idealmente ai discepoli, ma parlando a grotteschi: l'ultimo papa, che ha assistito alla morte di
se stesso nella propria caverna, Zarathustra propone le Dio, l'uomo piuÁ brutto, il mendicante volontario... Tutti,
nuove tavole dei valori in un lungo monologo (Di an- saputo della morte di Dio, vogliono conoscere Zarathu-
tiche tavole e nuove). Subito dopo Nietzsche fa seguire il stra per avere da lui le risposte che non trovano piuÁ nel
terzo annuncio dell'eterno ritorno, dopo quello di La mondo ormai privo di significato. Egli li indirizza verso la
gaia scienza e quello ricordato sopra (La visione e l'e- sua caverna e prosegue il cammino. A sera, stanco del-
nigma). Zarathustra si sveglia un mattino e inizia a urlare l'inutile ricerca, torna alla sua montagna. Sente a un tratto
contro il suo «pensiero abissale», che non riesce ancora di nuovo il grido dell'uomo superiore. Proviene dalla sua
a emergere in piena luce. Poi cade come morto e resta caverna. Vi entra e trova tutti i personaggi incontrati
in questo stato per sette giorni, vegliato dai suoi ani- durante il giorno: il grido, lo stesso udito al mattino, eÁ
mali. Quando si riprende, riesce a esporre con l'aiuto prodotto dall'insieme delle loro voci. Prima di incontrare
degli animali il «pensiero abissale» (Il convalescente). Zarathustra erano tutti uomini malriusciti, disperati, ma
Segue l'annuncio dell'uomo nuovo, che viene affidato ai poi hanno provato l'ebbrezza e il piacere della festa.
brani lirici e musicali che chiudono la terza parte, Del Proprio il loro dolore li rende capaci di grandi piaceri, il
grande anelito, La seconda canzone di danza e I sette loro essere fuori dal comune li fa essere profondi e in
sigilli. grado di comprendere in profonditaÁ. In questa parte di
CosõÁ parloÁ Zarathustra l'uomo superiore (che non eÁ an-
La quarta parte eÁ stilisticamente molto diversa dalle cora il superuomo, ma eÁ un ponte verso di esso) si rivela
altre. Qui non troviamo ne metafore ne parabole. Con la essere l'opposto di come verraÁ interpretato dalla retorica
sola eccezione della parte centrale, Dell'uomo superiore, nazista. L'uomo superiore eÁ colui che eÁ tramontato alla
invece dei monologhi e delle immagini, predominano il «normalitaÁ», alla banalitaÁ, che eÁ capace del grande di-
racconto e il dialogo. Manca quasi del tutto il lirismo (con sprezzo e, proprio per questo, del grande piacere, eÁ colui
poche eccezioni, come Il canto del nottambulo) e domina che la sofferenza segna come unico, che il grande dolore
un'ironia disincantata e sarcastica. uccide, affinche possa rinascere.

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